SPORT

Va Lentino, la corsa dell’estate torna a colorare il parco più noto di Torino

Il 9 luglio si terrà  la 17esima edizione della corsa più amata dell’estate, con 3 mila partecipanti attesi al Parco del Valentino per una serata di sport, amicizia e divertimento dedicata al ricordo di Alberto Trombetta.

Il Parco del Valentino si prepara a trasformarsi ancora una volta in una grande pista a cielo aperto,  con il ritorno, giovedì 9 luglio, di uno degli appuntamenti più amati dai runner torinesi, la Va lentino e Va Lentino for Women, manifestazione organizzata da Base Running che quest’anno raggiunge la sua diciassettesima edizione.

La partenza è fissata per le 20.30 con ritrovo alle 18.30 presso il Race Village per la consegna dei pettorali, quando prenderà il via la corsa di 6 km che si snoderà interamente all’interno del parco. Da anni l’evento rappresenta una festa dello sport cittadino capace di coinvolgere non solo gli appassionati della corsa, ma anche famiglie, gruppi di amici, bambini e cani al seguito dei loro proprietari. Sono circa 3 mila i partecipanti attesi. Con il tramonto sullo sfondo e i viali del Valentino colorati dai runner, la  manifestazione offre un modo diverso di vivere uno dei luoghi simbolo della città. Fin dalla sua prima edizione, la corsa è dedicata alla memoria di Alberto Trombetta, il cui ricordo continua ad accompagnare una manifestazione che, negli anni, ha saputo crescere mantenendo intatto il proprio spirito di condivisione  e amicizia. Al termine della corsa, la festa proseguirà fino alle 23 nell’area allestita accanto al castello del Valentino. Ad attendere i partecipanti, accompagnati dal djset di Radio GRP, ci saranno il gelato di Alberto Marchetti, il caffè Costadoro, Tratto, che premierà i primi tre classificati del contest aziendale, e la birra La Mezza, insieme agli stand gastronomici e agli spazi dedicati agli sponsor. La presenza di Costadoro alla Va Lentino ha un sapore tutto particolare. Tra le realtà internazionali presenti con una quota export superiore al 55% della produzione, Costadoro porta avanti da oltre 135 anni una filosofia basata su rispetto, eccellenza e cultura del caffè, valori che la Va Lentino condivide. Il nome di Alberto Trombetta, cui la corsa è dedicata, è lo stesso che per generazioni ha accompagnato la storia dell’azienda, rendendo questa serata un momento significativo per Costadoro.

Tra i protagonisti della serata anche Asics, che offrirà ai partecipanti la possibilità di provare le sue scarpe da running sul percorso. Saranno presenti anche Mood, che fornirà l’acqua per il ristoro, e TrePower Sport. Va Lentino conferma la sua formula vincente, in quanto è un evento capace di soddisfare sia chi cerca una prestazione sportiva sia chi desidera passare una serata diversa all’aria aperta. In una stagione in cui Torino rallenta i propri ritmi, la manifestazione rappresenta un’occasione per riappropriarsi degli spazi della città e vivere uno dei suoi luoghi più amati in modo speciale. Sei km nel verde, migliaia di persone e una serata che ogni anno richiama il piacere di vivere un’esperienza collettiva nel cuore del parco del Valentino.

M.M.

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC

Federazione Italiana Giuoco Calcio.

L’elezione segna l’inizio di una nuova fase per il calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, che era stato rieletto nel 2025 ma ha lasciato l’incarico prima della scadenza del mandato.
Malagò, 67 anni, è uno dei dirigenti sportivi più noti del Paese. Dal 2013 al 2025 ha guidato il CONI ed è stato anche presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Il nuovo presidente resterà in carica per due anni, completando la seconda parte del mandato originariamente affidato a Gravina. Tra le principali sfide che lo attendono ci sono il rilancio della Nazionale, la valorizzazione dei giovani talenti e la riforma del sistema calcistico italiano.

Enzo Grassano

Cultural Trail Pedanea torna in possesso di Niccolò Biazzetti

Il bellissimo borgo torinese di Loranzè ha ospitato l’edizione 2026 del Cultural Trail Pedanea, e questa è stata davvero l’edizione della svolta, con un’alta partecipazione nei due percorsi previsti. La manifestazione, fortemente voluta dalla Pro Loco locale, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, ha visto tanti podisti accedere alla sede di partenza posta nel centro storico di questo borgo. La gara, lunga 19,5 km per 600 metri di dislivello, ha visto il ritorno al successo di Niccolò Biazzetti, già vincitore nella prima edizione, del 2023, a suon di record. Questa volta, la prestazione  del portacolori dell’ATL Canavesana è stata leggermente più alta dal punto di vista cronometrico.

Prima posizione fra le ragazze, è stata quella di Tania Rosa, dell’APD Pont Saint Martin, alle sue spalle Chiara Bertino, dell’Equilibra Running Team, e terza Federica Spadafora, dell’APD Pont Saint Martin.

Nel percorso di 8,5 km, per 230 metri di dislivello, il primo posto è stato conquistato da Davide Nicco, di APD Pont Saint Martin, in 35 minuti e 34 secondi, con un minuto di vantaggio sul maratoneta Stefano Velatta, e 1 minuto e 5 secondi su Claudio Cabodi, di ATL Cafasse. La gara femminile è stata vinta da Elena Cristina Masili, della ATL Monterosa Fogu Arnad, a seguire Miriam Di Vincenzo, dell’ATL Cafasse, e terza Nicoletta Di Nucci della POD Torino.

In una domenica con il caldo tipico del solstizio d’estate, la quarta edizione della Cultural Trail Pedanea ha raccolto ben 266 classificati, senza considerare la prova non competitiva. Si è trattato di un successo senza precedenti, che rappresenta un invito a insistere su questa strada per festeggiare al meglio, il prossimo anno, il primo lustro di vita.

Mara Martellotta

Le MMA sbarcano a Torino: dalla gabbia al salotto della movida

Chi conosce il mondo degli sport da combattimento sa che sotto la Mole la tradizione della boxe e della kickboxing è radicata da generazioni. Ma c’è una disciplina che i fan torinesi hanno sempre dovuto guardare in televisione, o per cui sono stati costretti a viaggiare per chilometri: le Arti Marziali Miste. Trovare una card professionistica di MMA a Torino è un evento più unico che raro, un vuoto che la città si appresta finalmente a colmare con una notte senza precedenti.

Il prossimo domenica 28 giugno 2026, sotto i patrocini istituzionali di Consiglio Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, le luci del ONE Club (Corso Massimo D’Azeglio, 11) si accenderanno sulla Torino Fight Night. L’arena, che registra già il tutto esaurito sulle tribune per il suo innovativo format “dinner-show” a bordo ring, ospiterà il primo, attesissimo match della card con i guantoni a quattro once, le dita scoperte e le regole totali della gabbia.

Davide Scarano: l’orgoglio di Mirafiori a difesa del territorio

A rappresentare la bandiera di casa ci sarà quello che gli addetti ai lavori considerano il dominatore indiscusso della categoria in Italia: Davide Scarano. Cresciuto e forgiato a Mirafiori, Scarano è il classico fighter cresciuto con una mentalità solida, radicata in un background profondissimo di Brazilian Jiu Jitsu.

Il suo non è solo un nome noto a livello locale: il torinese ha già respirato il fuoco dei palcoscenici internazionali più prestigiosi d’Europa, come il celebre Cage Warriors (la storica promotion che ha lanciato leggende del calibro di Conor McGregor). Come si vede anche nel poster ufficiale dell’evento, scarano gulomov.png, Scarano porta sul ring la freddezza di chi sa come asfissiare l’avversario con un ground game spietato e una pressione costante, trasformando ogni incontro in una guerra di logoramento a terra.

Fayzali Gulomov: l’assaltatore che vuole zittire il palazzetto

Dall’angolo opposto arriverà un atleta che non ha nessuna intenzione di rispettare i pronostici della vigilia. Fayzali Gulomov, nato in Tagikistan ma adottato marzialmente da Firenze, è un talento puro con un fiuto innato per la finalizzazione rapida.

Gulomov è una vera macchina da sottomissioni, e la sua ghigliottina è temuta in tutto il circuito nazionale per la sua rapidità e precisione. Arriva sotto la Mole con la mente sgombra di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare: il suo unico obiettivo è scardinare i piani di Scarano e prendersi la vittoria davanti al pubblico di casa del rivale.

Uno spettacolo da Las Vegas, ma a Torino

L’inserimento delle MMA in una kermesse che vede già il grande ritorno della boxe professionistica e i titoli internazionali di kickboxing è la mossa che trasforma la Torino Fight Night in un appuntamento storico per lo sport piemontese. L’appuntamento è fissato per le ore 18:30.

Per chi volesse tentare di accaparrarsi gli ultimissimi tavoli rimasti per vedere i match a pochi centimetri dall’azione, i biglietti sono disponibili sul portale: www.one-torino.it.

NOVA RUN: il 20 settembre Tortona corre una 10km per festeggiare il primo anno della Nova Arena

Ronaldinho riparte da Ravenna: il calcio ritrova il suo sorriso!

 

La notizia che ha sorpreso il mondo del calcio tra il 19 e il 20 giugno 2026 è una di quelle che sembravano impossibili: Ronaldinho torna a legarsi a un club italiano e lo fa con il Ravenna. A 46 anni, l’ex fuoriclasse brasiliano ha accettato il progetto del club romagnolo guidato da Ignazio Cipriani, scatenando entusiasmo tra tifosi e appassionati.
L’annuncio ufficiale sarà presentato il 23 giugno a Miami, ma la notizia ha già fatto il giro del mondo. Ronaldinho ha dichiarato di non vedere l’ora di “tornare a danzare sul pallone”, confermando il suo coinvolgimento in una delle operazioni più sorprendenti dell’estate calcistica.
Restano però da chiarire i dettagli sul suo impiego in campo. Se alcune ricostruzioni parlano di un vero ritorno da giocatore, altre fonti vicine al club spiegano che il brasiliano potrebbe essere protagonista soprattutto di eventi promozionali e di una partita speciale, più che di un’intera stagione in Serie C.
In ogni caso, l’effetto mediatico è già enorme. Ravenna si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale grazie a uno dei calciatori più amati di sempre. E anche se il tempo delle magie settimanali sembra lontano, il solo nome di Ronaldinho basta ancora a far sognare milioni di tifosi.

Enzo Grassano

La corsa dell’Aurora

L’ appuntamento: domenica 21 giugno la prima edizione della Corsa dell’Aurora d’Estate (Torino quartiere Aurora)

Una 5 km non competitiva aperta a tutti, a sostegno della ricerca sul cancro e delle scuole del territorio

PROGRAMMA

08:30 – Accoglienza e riscaldamento
Sessione guidata dai trainer GOfit

09:20 – Foto istituzionale

09:30 – Partenza della corsa

10:30 – Cerimonia di premiazione

Presenti:

  • Mimmo Carretta – Assessore allo Sport, Città di Torino
  • Luca Deri – Presidente Circoscrizione 7
  • partner e organizzatori

A SEGUIRE

  • Consegna ufficiale delle donazioni a: Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Scuole statali Torino II,  Scuole statali Regio Parco
  • Attività di gruppo (ballo e sessioni collettive) presso il centro GOfit Mercato dei Fiori
  • 13:00 – Chiusura evento

Colori nel cielo, emozioni nel cuore: questa è la Hope Color

Domenica 14 giugno a Settimo Torinese il sole cocente non ha fermato l’entusiasmo e l’energia delle centinaia di partecipanti che hanno ballato

e camminato scrivendo una bella pagina di inclusione e fratellanza

 

A distanza di alcuni giorni dalla Hope Color di Settimo Torinese, i colori si sono posati. Le emozioni no. Restano nei nostri occhi i sorrisi dei bambini, l’entusiasmo delle famiglie, gli abbracci, la musica, i balli sfrenati e quell’esplosione di colori che ha trasformato Settimo Torinese in una straordinaria festa di gioia e condivisione. Rivediamo davanti a noi i volti pieni di felicità, le mani colorate alzate verso il cielo, l’energia contagiosa di centinaia di persone unite dalla voglia di stare insieme e condividere qualcosa di straordinario.

È difficile descrivere a parole ciò che si è respirato quel giorno: un mix di emozioni autentiche, allegria, inclusione, fratellanza, libertà e speranza che ha lasciato un segno nel cuore di tutti.

I colori, con il tempo, sbiadiscono. I sorrisi, la gioia e le emozioni vissute insieme restano per sempre.

Avevamo promesso che avremmo colorato il cielo di Settimo Torinese e lo abbiamo fatto alla grande, ma soprattutto abbiamo riempito i cuori dei tantissimi partecipanti. L’atmosfera che ha caratterizzato la Hope Color di Settimo Torinese, manifestazione che per la prima volta è approdata in città e ha coinvolto centinaia di persone, è difficile da raccontare a parole. Bisogna viverla:energia, sorrisi, emozioni, inclusione.

Un uragano di colori ha invaso Settimo Torinese ed è stato accompagnato da musica, balli, divertimento e da quella straordinaria voglia di stare insieme che rende uniche le iniziative capaci di unire una comunità: un’autentica festa della gioia e della speranza.

Grazie ad Antonio Augelli, autentico trascinatore della giornata con la sua inesauribile carica di entusiasmo e vitalità, e a tutti gli istruttori protagonisti che hanno risposto presente all’invito degli organizzatori (Jessica Lo Curcio, Stefania Sarale, Sonia Cocola, Elisa Leonetti, Babi Fabbri, Luca Rinaudo, Francesca Sposato,Barbara Petrilli, Sara Destro, Sara Terazzi, Dario Valentino Pietrobon) si è ballato e ci si è scatenati come mai prima d’ora.

Un ringraziamento speciale va al Circolo Francesco Richiardi, al Gruppo Appartamento Frida Kahlo della Cooperativa Frassati, che con la loro preziosa presenza hanno reso indimenticabile questa giornata facendoci commuovere e toccandoci nel profondo.

E come dimenticare tra i momenti più intensi e significativi dell’evento la piantumazione di un platano al Parco Berlinguer fortemente voluta dall’associazione Sri Chinmoy Oneness-Home Peace Run, che ha portato in città la Fiaccola della Pace: un gesto semplice ma dal valore profondo, simbolo di fratellanza, amicizia e speranza per le nuove generazioni. La consegna della targa commemorativa, avvenuta alla presenza della sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra e del vicesindaco Giancarlo Brino, che ringraziamo per la loro sensibilità e vicinanza, oltre che del presidente della Hope Running Giovanni Mirabella, ha rappresentato un’occasione per riflettere sul valore della pace e sull’importanza di costruire ogni giorno una comunità più unita e solidale.

Queste le parole del vicesindaco di Settimo Torinese, Giancarlo Brino: Un grazie particolare a chi, con il proprio impegno e la propria passione, ha trasformato questa giornata in una vera festa della comunità. I colori si sono posati, ma le emozioni restano”.
Felice il presidente della ASD Hope Running APS, Giovanni Mirabella: Per la prima volta abbiamo portato la Hope Color a Settimo Torinese ed è stato un bellissimo pomeriggio di festa. Domenica è stata una giornata caldissima, ma lenergia e lentusiasmo dei partecipanti non sono stati minimamente scalfiti dalle alte temperature ed è stato davvero meraviglioso vedere tantissimi bambini divertirsi con le loro famiglie.

Ricordiamo che la Hope Color di Settimo Torinese è stata organizzata dalla Hope Running in collaborazione con l’ASD Accendi Lo Spirito e la Pro Loco di Settimo Torinese, con il patrocinio e il contributo del Comune di Settimo Torinese.

Quando in serata gli ultimi colori si sono posati e la musica si è lentamente spenta, è rimasto qualcosa di ancora più prezioso: il ricordo di una giornata autentica, vissuta insieme, fatta di sorrisi sinceri, emozioni condivise e legami rafforzati.

La Hope Color di Settimo Torinese si è conclusa così, lasciando una scia di colori nel cielo e una traccia ancora più profonda nel cuore di chi c’era. Perché i colori passano, ma le emozioni restano. E quelle vissute insieme domenica 14 giugno resteranno a lungo nella memoria dei settimesi e di tutti i partecipanti.

Si è chiuso il XIII International Unified Basketball Tournament

Si è chiuso a Treviso il XIII International Unified Basketball Tournament, ma le emozioni vissute alla Ghirada – Città dello Sport continueranno a viaggiare molto oltre i risultati delle partite. Per quattro giorni il basket è stato il linguaggio comune di una grande comunità internazionale che ha saputo trasformare il campo da gioco in uno spazio di incontro e crescita.

A raccontarlo sono soprattutto i protagonisti.

“La gioia di essere qui a giocare contro tutte le squadre, l’amicizia con tutti, la gioia di essere uniti”, racconta Claudio Pasqui, atleta Special Olympics. “Lo sport mi ha aiutato parecchio, mi ha aiutato ad avere rispetto degli altri e a stare insieme in compagnia”.

Parole che raccontano l’essenza di un torneo dove la competizione convive con il sostegno reciproco e dove ogni partita diventa occasione di incontro.

Lo sa bene anche Fabrizio Magrini, allenatore della squadra di Sansepolcro: “Questi atleti ci insegnano tantissimo. Sono tanti anni che sono con loro, ma è sempre una grandissima gioia. Lo si vede in questi giorni: non è soltanto stare insieme, è fare sport insieme. Le emozioni sono sempre grandissime perché questi ragazzi, in campo e fuori dal campo, hanno molto da insegnarci“.

Alla Ghirada si sono ritrovati circa 600 partecipanti tra atleti con e senza disabilità intellettiva, tecnici, volontari e accompagnatori. In campo 42 squadre, di cui 14 provenienti dall’estero, con delegazioni arrivate da Belgio, Finlandia, Ungheria, Polonia e Montenegro. A garantire il regolare svolgimento delle gare anche 17 arbitri internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Irlanda, Belgio, Germania, Finlandia, Ungheria e Polonia. Per l’Italia erano rappresentate le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia.

Tra le tante storie che hanno animato il torneo c’è quella di Daniel Tranquillini, vent’anni, che grazie al basket ha trovato maggiore autonomia e fiducia in sé stesso: “Il basket mi ha dato molta fiducia. Sono contento di essere qui a Treviso con questi amici e compagni. Le emozioni sono molto forti”, racconta. Accanto a lui, Romina Fauro, la mamma, spiega cosa significa questo percorso nella vita quotidiana: “Grazie allo sport Daniel ha imparato a stare insieme agli amici, a conquistare autonomie e a rispettare le regole della squadra, che per loro non sono mai scontate. Ogni volta è un’emozione nuova. Qui si vede un gioco pulito, sincero. È una cosa incredibile che dovrebbero vedere tutti e dalla quale dovrebbero imparare”.

Un messaggio che attraversa confini e lingue diverse. Arriva dal Belgio la storia di Seppe Loots, 27 anni, che ha trovato nello sport Unified un luogo in cui sentirsi accolto. “Prima di entrare nella squadra non avevo molti amici. A scuola mi trattavano in modo diverso. Poi ho conosciuto questa realtà e mi è piaciuta subito. Mi trattano come chiunque altro e mi accettano per quello che sono. Ho l’autismo. Mi piace giocare a basket, soprattutto con la squadra. Tutti vanno molto d’accordo. Il torneo è davvero divertente, c’è un’atmosfera familiare. Certo, proviamo a vincere, ma se non succede abbiamo comunque la nostra amicizia e ci divertiamo insieme”.

A completare il racconto è il suo allenatore, Dries Wollants, che da anni accompagna la delegazione belga a Treviso: “Nei nostri team i livelli di abilità sono molto diversi, ma il fair play è sempre la prima cosa che abbiamo in mente. I partner aiutano gli atleti a crescere e, allo stesso tempo, imparano moltissimo da loro. È uno scambio reciproco che permette a tutti di migliorare. Tornei Unified come questo danno alle persone con disabilità intellettiva la possibilità di sentirsi parte della comunità, senza barriere. Qui si vince insieme, con o senza disabilità. Questa è la quinta o sesta volta che partecipiamo al torneo di Treviso e ogni anno troviamo più amicizia, più affetto e più legami tra persone che arrivano da tutta Europa. Qui siamo una grande famiglia”.

È proprio questo il cuore della manifestazione, organizzata da One Team ASD in collaborazione con Diversport ASD. Il torneo si fonda infatti sul modello Unified Sports promosso da Special Olympics, che permette ad atleti con e senza disabilità intellettiva di allenarsi e gareggiare insieme nella stessa squadra, condividendo obiettivi, responsabilità ed emozioni. Un approccio che trasforma il gioco in uno spazio autentico di crescita reciproca, dove le differenze diventano una risorsa e non un ostacolo.

Tra canestri, sorrisi, abbracci e nuove amicizie, Treviso ha accolto una comunità internazionale che ha dimostrato come lo sport possa costruire relazioni, abbattere stereotipi e creare opportunità di partecipazione per tutti.

La tredicesima edizione dell’International Unified Basketball Tournament rappresenta un successo sportivo e organizzativo, ma soprattutto umano. Perché, al di là dei risultati e delle classifiche, il trofeo più importante è quello conquistato ogni giorno da chi sceglie di allenarsi e gareggiare insieme. E a Treviso, ancora una volta, ha vinto l’inclusione.

Mondiale 2026: equilibrio, sorprese e grandi conferme!

 

A una settimana dal via del Mondiale 2026, il torneo che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico sta già regalando emozioni e risultati inattesi. La nuova formula a 48 squadre ha ampliato la partecipazione e reso la fase a gironi più ricca di sfide equilibrate.
Tra le nazionali che hanno impressionato maggiormente spiccano Germania, Inghilterra, Francia e Argentina. I tedeschi hanno lanciato un segnale forte con il netto 7-1 contro Curaçao, mentre l’Inghilterra ha superato la Croazia in una delle partite più spettacolari di questa prima fase. Anche Francia e Argentina hanno iniziato con vittorie convincenti, confermando il loro ruolo tra le favorite.
Non sono mancate le sorprese. Il Brasile è stato fermato sull’1-1 dal Marocco, l’Olanda ha pareggiato contro il Giappone e la Spagna non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde. Risultati che dimostrano come il livello medio del torneo sia cresciuto e come nessuna partita possa essere considerata scontata.
Anche le nazionali ospitanti stanno vivendo un buon momento: il Messico ha inaugurato il torneo con una vittoria sul Sudafrica, mentre gli Stati Uniti hanno battuto nettamente il Paraguay mostrando un calcio offensivo e spettacolare.
Con la seconda giornata dei gironi appena iniziata il 18 giugno, molti verdetti sono ancora da scrivere. L’impressione generale è quella di un Mondiale aperto, combattuto e ricco di equilibrio, dove le grandi favorite restano tali ma devono fare i conti con avversari sempre più competitivi. Le prossime partite saranno decisive per capire quali squadre potranno davvero puntare al titolo mondiale.

Enzo Grassano