SPORT

“Guanti alzati, donne in piedi”, una serata di boxe, coraggio e rispetto

Al Bocciodromo Rossini di Torino

“Guanti alzati, donne in piedi”, l’evento organizzato da Boxing de Rua e Boxe Sociale, svoltosi nella serata di sabato 7 marzo scorso, ha trasformato il ring del Bocciodromo Rossini di Torino in uno spazio di sport, valori e condivisione.
Il pubblico ha risposto con partecipazione, riempiendo la sala e accompagnando con entusiasmo ogni incontro. Tredici match di boxe olimpica hanno scandito una serata combattuta e spettacolare, dove agonismo e rispetto sono andati di pari passo. L’angolo blu della Boxing de Rua ha dominato la serata, offrendo prestazioni di grande carattere e dimostrando la qualità del lavoro sportivo e sociale portato avanti dall’associazione.
“Guanti alzati, donne in piedi” è stato un momento di incontro e di consapevolezza, dedicato alla forza delle donne dentro e fuori dal ring. La boxe, con la sua disciplina e il suo codice di rispetto, si è confermata ancora una volta un linguaggio capace di parlare di dignità, pari opportunità e coraggio.

Alla serata hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza all’iniziativa: Valerio Lomanto, presidente della Circoscrizione 6 di Torino, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Maurizio Marrone e il presidente regionale della Federazione Pugilistica Gianluca Timossi.
La serata si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: sul ring come nella vita, il rispetto non si negozia. Quando i guanti si alzano, insieme a loro si alzano anche la consapevolezza, la dignità e la forza di una comunità che crede nello sport come strumento di crescita.

Mara Martellotta

Peñarol, il Piemonte d’Uruguay. Storie di calcio e di emigrazione

Il nome deriva da Pinerolo e lo si deve a Giovan Battista Crosa che nel 1765 arrivò a Montevideo e fondò – insieme ad altri conterranei – il quartiere che , storpiando il nome del comune situato allo sbocco in pianura della Val Chisone, nel tempo, è diventato il “barrio” Peñarol

Nel 2016 a Montevideo il Club Atletico Peñarol ha festeggiato l’inaugurazione del suo nuovo stadio: 43.000 posti a sedere, attrezzato, moderno e con un area-museo dedicata alla storia  del club più prestigioso dell’Uruguay. D’ora in poi l’Estadio Campeón del Siglo celebrerà le gesta dei calciatori i maglia giallo-nera, ricordando il legame tra questa  squadra, tra le più vincenti del sudamerica, e il Piemonte.

Il nome Peñarol , infatti, deriva da Pinerolo e lo si deve a Giovan Battista Crosa che nel 1765 arrivò a Montevideo e fondò- insieme ad altri conterranei – il quartiere che , storpiando il nome del comune situato allo sbocco in pianura della Val Chisone, nel tempo, è diventato il “barrio” Peñarol. Una storia che è diventata uno spettacolo teatrale, grazie al testo curato da Renzo Sicco e Darwin Pastorin che,  grazie ad Assemblea Teatro, anima le scene con il progetto ”Peñarol, il Piemonte d’Uruguay:storie di calcio e di emigrazione”. Pinerolo, Peñarol: due nomi identici che in due lati del mondo in continenti lontani raccontano di emigrazione, povertà, lavoro, rinascita ..e calcio! Bella storia, quella del club che assume i colori sociali giallo e nero, ispirati a quelli delle barriere delle strade ferrate, essendo molti dei suoi fondatori dei “musi neri”, macchinisti delle ferrovie uruguaiane, per lo più italiani. Un legame profondo, segnato dalle storie d’emigrazione dalle terre piemontesi verso il “nuovo mondo”, dove la passione per il calcio si confonde con la storia in una città, capitale d’Uruguay, dove nelle vene della metà dei tre milioni di abitanti, scorre sangue italiano. I pinerolesi, come tanti altri abitanti delle valli e della pianura, andavano a Genova per imbarcarsi, spesso senza conoscere l’effettiva destinazione, stipati in terza classe, a rischio di finire morti affogati quando i piroscafi cedevano alla rabbia dell’oceano, per cercare fortuna nelle “meriche”.

La passione per i “fotbaleur” , nel caso, ha fatto il resto.  Così, quello che nel 1891 era stato fondato a Montevideo come “Central Uruguay Railway Cricket Club” (CURCC), squadra di fùtbol della capitale uruguaiana,  nel 1913, cambia nome in “Club Atletico Peñarol”. In breve, questa “instituciòn deportiva” diventò presto la miglior squadra del Sudamerica, complice il ciclo del grande Uruguay che tra il 1930 ed il 1950 vinse due edizioni dei Mondiali. Quando la finale della Coppa del mondo venne giocata in Brasile, nella storica data del 16 luglio 1950, quando la “Celeste” nazionale uruguagia  sconfisse 2 a 1 la Seleção dei padroni di casa, sprofondando nella disperazione il Maracanà, il Peñarol aveva già conquistato 17 campionati d’Uruguay e forniva alla nazionale giocatori del calibro di Obdulio Varela e Juan Alberto Schiaffino, che poi venne a giocare in Italia, nel Milan. Nel biennio 1960-61 il Peñarol salì in vetta al mondo del pallone, vincendo due Coppe Libertadores (la Champions sudamericana) e una Coppa Intercontinentale. Così i “carboneros” entrarono nella storia del calcio. Nel 1966 arrivò la doppietta: Libertadores e Intercontinentale. Doppietta replicata sedici anni dopo, nel 1982. Nel frattempo arrivano altri 32 titoli nazionali, l’ultimo nel 2012-13.

Un palmares di successi impressionante, al punto da far sì che la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS) nominasse il Peñarol “Club del XX° secolo del Sud America”. Ma non tutto si può ridurre ai dati numerici. La passione, la voglia di riscatto sociale, l’incrollabile fede nei colori del “Pinerolo d’Uruguay” , nel tempo, ha rappresentato un fenomeno davvero importante, legatoa  doppio filo con l’Italia. Nei primi grandi calciatori aurinegros ( gialloneri , per via del colore delle maglie) erano evidenti le tracce di italianità: le più grandi leggende del club erano figli o nipoti di italiani. Basta pensare alle prime due stelle, Lorenzo Mazzucco e Josè Piendibene Ferrari, entrambi avevano i genitori italiani. E poi Juan Alberto Schiaffino ( così scrisse di lui Eduardo Galeano: “con le sue giocate magistrali, organizzava il gioco della squadra come se stesse osservando tutto il campo dalla più alta torre dello stadio”),il centrocampista Rafael Sansone, il difensore Ernesto Mascheroni , l’istriano di nascita Ernesto Vidal, centrocampista che aveva “tre patrie ma solo una gli regalò il tetto del mondo”, il portiere Roque Maspoli e tanti altri. Una storia di scatti, rincorse e calci al pallone che continua, sull’asse della memoria che unisce i due lati del mondo, da Pinerolo al “barrio” Peñarol.

Marco Travaglini

La mia prima Olimpiade: un’esperienza dietro le quinte

Partecipare per la prima volta alle Olimpiadi è stata un’esperienza quasi surreale. Fin da piccola ho sempre seguito i Giochi in televisione, appassionata di sport, e realizzare che questa volta ne facevo davvero parte — per di più in Italia — è stato qualcosa di davvero speciale.
La mia esperienza si è svolta a Livigno, nel nord Italia al confine con la Svizzera, dove si sono tenute le gare di snowboard e freestyle skiing. Ho lavorato nell’Enhanced Venue Media Center del Livigno Snow Park come Press Workroom Supervisor, occupandomi della gestione della sala lavoro per i media e supportando le attività legate alle conferenze stampa.
Uno degli aspetti più belli è stato il team con cui ho lavorato, composto da persone con grande esperienza olimpica da cui ho potuto imparare molto. Allo stesso tempo mi ha colpito la dimensione internazionale dell’evento: ogni giorno era possibile incontrare giornalisti e fotografi provenienti da tutto il mondo.
Tra lavoro e incontri, non è mancata anche la tradizione dello scambio delle pin olimpiche, un modo divertente per conoscere nuove persone e portare a casa piccoli ricordi di questa esperienza.
Vivere il “dietro le quinte” delle Olimpiadi — dall’organizzazione del lavoro dei media alla preparazione delle conferenze stampa — mi ha permesso di scoprire un lato dell’evento che prima avevo visto solo da spettatrice, rendendo questa prima Olimpiade ancora più significativa.

Giorgia Greco

Testimonianza raccolta da Enzo Grassano

Il derby è rossonero!

 

Il derby di Milano si tinge di rossonero. Il Milan batte 1-0 l’Inter e riaccende la corsa scudetto in Serie A, accorciando a sette punti il distacco dalla capolista quando mancano dieci giornate alla fine del campionato.
La squadra rossonera parte forte e crea subito pericoli con Modric. L’Inter risponde ma al 34’ spreca una grande occasione con Mkhitaryan. Un minuto dopo arriva la punizione: Estupiñán trova il gol che decide il derby.
Nella ripresa il Milan sfiora il raddoppio con Saelemaekers e Fofana, mentre l’Inter va vicinissima al pareggio con Dimarco. Nel finale i nerazzurri spingono e protestano per un clamoroso tocco di mano in area di Ricci al 95’, ma l’arbitro Doveri lascia correre.
Finisce 1-0: derby al Milan e serie positiva dell’Inter interrotta dopo otto vittorie e quindici risultati utili consecutivi.

Enzo Grassano

Serie A, Juve travolgente: 4-0 al Pisa

La serata di Serie A sorride alla Juventus, che torna finalmente alla vittoria in campionato battendo con un netto 4-0 il Pisa Sporting Club. La squadra guidata da Luciano Spalletti ritrova i tre punti dopo oltre un mese di digiuno.
L’inizio è vivace: gli ospiti sfiorano il vantaggio con Stefano Moreo, mentre i bianconeri vanno vicini al gol con Federico Gatti, Francisco Conceição e Jonathan David senza però trovare la rete.
Il match si sblocca al 54’: è Andrea Cambiaso a portare avanti la Juventus con un gol che cambia l’inerzia della gara. Poco dopo arriva il raddoppio firmato da Khephren Thuram, che mette in discesa la partita.
Nel finale i bianconeri dilagano: a un quarto d’ora dalla fine segna Kenan Yıldız per il 3-0, mentre nel recupero Jeremie Boga chiude definitivamente i conti fissando il risultato sul 4-0. Una vittoria larga e convincente che rilancia la Juventus in campionato.

Enzo Grassano

L’altalena. Il Torino torna a terra dopo l’illusione

 

Al “Maradona” il Napoli si impone 2-1 al termine di una gara che racconta bene il momento granata: un passo avanti e uno indietro, come su un’altalena.
Dopo la convincente vittoria contro la Lazio, la squadra di D’Aversa si presenta con un atteggiamento prudente, pronta a difendere e ripartire. Ma sono proprio due disattenzioni a indirizzare la partita. Il Napoli colpisce due volte con un Alisson in serata di grazia e con l’ex Elmas, lasciato troppo libero in area e alla sua prima rete stagionale.
Il Torino prova a reagire soprattutto in contropiede, dove costruisce le occasioni migliori. A riaprire la partita ci pensa Casadei, entrato dalla panchina, che accende le speranze granata. Poco dopo arriva anche la grande occasione per il pareggio: Adams si ritrova davanti a Milinkovic-Savic con la palla giusta, ma uno stop sbagliato spegne tutto.
Il finale resta in bilico, ma il risultato non cambia. Per il Toro è un ritorno alla sconfitta e la sensazione di un’occasione sfuggita, tra errori evitabili e quel cinismo che, ancora una volta, è mancato nel momento decisivo.

Enzo Grassano

Decathlon Wansport Padel Cup, torneo diffuso di padel

IL PIU’ GRANDE DEL PIEMONTE

7 aprile – 21 giugno 2026

65 circoli attivi, circa 400 giocatori

La Decathlon Wansport Padel Cup è il più grande torneo diffuso di padel mai organizzato in Piemonte e uno dei più grandi d’Italia. Un format rivoluzionario che, per la prima volta, dal 7 aprile al 21 giugno, trasforma il Piemonte in un unico grande campo di gioco interconnesso: 65 circoli coinvolti, circa 400 giocatori iscritti alla prima edizione e una community che segue in tempo reale l’andamento delle partite grazie a un’infrastruttura digitale proprietaria. Non un semplice torneo, ma un nuovo standard competitivo e organizzativo per il padel italiano.

 

A ideare questo modello è Wansport, piattaforma digitale specializzata nella gestione e nella connessione dello sport, oggi vera e propria infrastruttura tecnologica, per club e giocatori. Con oltre 2.000 club attivi, più di 13.000 risorse prenotabili e oltre 20 milioni di prenotazioni gestite solo nel 2025, Wansport connette una community di 3,4 milioni di utenti registrati. In Piemonte sono 160 i club che utilizzano Wansport, con 318 utenti attivi. Numeri che rendono possibile un torneo “phygital” – fisico e digitale insieme – capace di coordinare in modo sincrono circoli anche geograficamente distanti, garantendo aggiornamenti live, gestione centralizzata dei match, classifiche integrate e un’esperienza unificata per tutti i partecipanti.

 

La Decathlon Wansport Padel Cup – promossa da Wansport e patrocinata dalla Città di Torino. Assessorato allo Sport – introduce per la prima volta nel panorama nazionale un circuito diffuso che supera il modello tradizionale concentrato in un’unica venue. Ogni club affiliato diventa tappa attiva del circuito, ogni giocatore parte di un ecosistema interconnesso. Una vera community del torneo che si sviluppa sull’esperienza già consolidata della community padel costruita da Wansport negli ultimi anni.

Il Piemonte è tra le regioni italiane a più alta densità padelistica. Secondo la Federazione Italiana Tennis e Padel, il movimento nazionale conta oltre 1,5 milioni di praticanti e più di 9.000 campi attivi, con il Nord-Ovest tra le aree più dinamiche.

Dai circoli storici ai nuovi impianti, dalla collina torinese alla cintura ovest e nord, passando per il Canavese, Carmagnola, Ivrea, Biella, Bardonecchia e Pinerolo, la Wansport Padel Cup coinvolge strutture di ogni dimensione e tradizione, trasformandole in veri palcoscenici per i loro giocatori e rendendo ciascun club protagonista di un evento unico.

Il torneo prende avvio il 7 aprile e le finali si disputeranno il 20 e 21 giugno 2026 in due delle location simbolo del padel torinese, il Palavillage e il Motovelodromo, che ospiteranno l’evento conclusivo con esperienze immersive, presenza di brand, momenti di intrattenimento e il WPC Padel Party.

 

Inoltre, durante la finale del 21 giugno, ci sarà una partita del Torneo VIP di Italy Padel Tour con le Football Legends, che vedrà scendere in campo alcune grandi figure del calcio italiano. Hanno già confermato la loro partecipazione Nicola Amoruso, Cristian Brocchi, Alessio Tacchinardi e Mark Iuliano, protagonisti di una giornata di sport e spettacolo all’insegna del padel.

 

 

“Torino diventa ancora una volta laboratorio d’avanguardia per lo sport grazie alla Decathlon Wansport Padel Cup, una manifestazione che, da aprile a giugno, abbatterà i confini dei singoli circoli per creare un unico grande campo da gioco che unirà Torino, la sua provincia e tutto il Piemonte. – dichiara l’Assessore Domenico Carretta – Il padel ha dimostrato in questi anni una capacità straordinaria di aggregazione e questo torneo, con il suo format ‘phygital’, rappresenta lo step successivo: una community interconnessa che valorizza l’impiantistica locale, dai circoli storici ai centri più moderni. Siamo orgogliosi che le finali si disputino in due luoghi simbolo della nostra città come il PalaVillage e il Motovelodromo, a testimonianza di una Torino che sa fare squadra e che continua a investire nella promozione dello sport per tutti.”

 

Decathlon, in qualità di Title Sponsor, conferma il suo impegno nello sviluppo del padel attraverso progetti ad alto impatto territoriale e tecnologico. Al suo fianco, partner come BIAUTO e Liquid I.V. rafforzano il posizionamento della manifestazione come evento di riferimento nel panorama del padel. media partner Padel Magazine.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo sul sito ufficiale https://wpc.wansport.com/iscriviti/: i giocatori possono registrarsi, selezionare la categoria e completare l’iscrizione tramite app, gestendo calendario, risultati e ranking in tempo reale. È questa l’essenza del format: rendere ogni match parte di un racconto collettivo, connesso e continuo.

 

https://wpc.wansport.com/

Sindaci in pista per “La gara che unisce”

Giovedì 19 marzo i primi cittadini delle Province di Cuneo e Savona scendono in pista per “La gara che unisce”: il ricavato sarà devoluto in parti uguali all’Istituto Giannina Gaslini, tramite Gaslininsieme ETS, e alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Discese sci ai piedi, in fascia tricolore, per una sfida sportiva inedita su scala nazionale e dallo spiccato valore simbolico e solidale: dalle ore 9 di giovedì 19 marzo i Sindaci delle Province di Cuneo e Savona saranno protagonisti sulle nevi di Prato Nevoso grazie all’iniziativa “Un Comune Obiettivo – La gara che unisce”, patrocinata dalle Regioni Piemonte e Liguria. Un evento storico, ideato dai due Presidenti di Provincia, Luca Robaldo (Cuneo) e Pierangelo Olivieri (Savona), che per la prima volta in Italia coinvolgerà i primi cittadini e gli Amministratori di due diverse Province. Una giornata all’insegna della sensibilizzazione e dell’inclusione, in cui Istituzioni e cittadini si ritrovano uniti, come suggerisce il nome della manifestazione, verso un obiettivo comune: costruire una Comunità più coesa, attenta e inclusiva.

Siamo orgogliosi di ospitare a Prato Nevoso un appuntamento che incarna pienamente i valori in cui crediamo: inclusione, collaborazione tra territori e solidarietà concreta – dichiara Alberto Oliva, Amministratore della Prato Nevoso SpA –. Vedere i sindaci dei Comuni delle province di Cuneo e Savona scendere in pista con la fascia tricolore è un segnale forte di unità istituzionale e vicinanza alle comunità. Prato Nevoso vuole essere non solo una destinazione turistica di riferimento, ma anche un luogo capace di generare valore sociale. Eventi come questo dimostrano che mare e montagna, Liguria e Piemonte, possono fare squadra e costruire insieme progetti significativi per il bene comune”.

A fare da apripista saranno i giovani con disabilità e disturbo dello spettro autistico, coadiuvati dall’Associazione “Discesa Liberi”, realtà di Prato Nevoso che rende accessibile a tutti il mondo dello sci, a prescindere dalla tipologia di disabilità, grazie alla collaborazione di professionisti altamente qualificati. Una tematica che si affianca a quella solidale, che permeerà la giornata del 19 marzo: la quota simbolica di partecipazione, pari a 15 euro per ciascun Amministratore, sarà devoluta in parti uguali a favore dell’Istituto Giannina Gaslini e della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, a sostegno delle attività di cura e ricerca dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Savona e Cuneo: due Province diverse ma profondamente vicine, espressione di due regioni amiche – mare e montagna che si incontrano – danno vita a un progetto condiviso e dalle nobili finalità. La partecipazione alla gara è aperta a tutti gli Amministratori e ai relativi accompagnatori, con l’intento di unire Territori e Comunità attorno ai temi della disabilità, dell’inclusione e della solidarietà.

La Provincia di Cuneo è orgogliosa di condividere questo appuntamento con la Provincia di Savona, un’iniziativa che rafforza il legame tra i nostri territori e rappresenta un impegno concreto sui temi dell’inclusione e del sostegno a ricerca e cura. E poi, sindaci in pista con la fascia tricolore non si vedono tutti i giorni! Speriamo siano più veloci sugli sci che nelle riunioni… ma ciò che conta è tagliare insieme il traguardo della solidarietà”, così il Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo.

Un’intuizione nata per unire due territori vicini non solo logisticamente, ma anche complementari, grazie alle montagne cuneesi e al mare di Savona. L’idea di aprire la gara con la discesa di ragazzi affetti da patologie contribuisce ad abbattere le barriere, non soltanto fisiche ma anche geografiche. Un’iniziativa benefica, ideata insieme al mio omologo cuneese Luca Robaldo e alla stazione sciistica di Prato Nevoso”, dichiara il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri.

Questa iniziativa è un bellissimo esempio di come le istituzioni possano dare un segnale concreto, andando oltre i confini amministrativi e lavorando insieme per obiettivi comuni. Liguria e Piemonte sono legate da una storia di relazioni profonde: il nostro mare e le montagne cuneesi non sono mondi separati, ma parti di un unico sistema che può crescere solo facendo squadra. Eventi come questo rafforzano quel legame e dimostrano che l’unità istituzionale può tradursi in azioni concrete a favore delle comunità. C’è poi un valore ancora più importante: quello dell’inclusione e della solidarietà. Sostenere realtà di eccellenza come l’Istituto Giannina Gaslini e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Istituto di Candiolo IRCCS, significa trasformare un momento sportivo in un gesto concreto a favore della ricerca e della cura, mettendo davvero al centro le persone”, il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci.

La solidarietà ancora una volta supera i confini in questo bellissimo gemellaggio sportivo sulla neve delle nostre montagne, che mette insieme istituzioni piemontesi e liguri per un grande progetto di solidarietà: la raccolta fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Istituto di Candiolo IRCCS – e per l’Istituto Giannina Gaslini di Torino. Come Regione Piemonte siamo orgogliosi di patrocinare questo evento, perché i progetti grandi nascono da gesti concreti e, anche in una cosa bella come lo sport, non dobbiamo mai dimenticare chi è meno fortunato e ha bisogno delle cure di eccellenza che questi due istituti sono in grado di garantire grazie ai tanti professionisti che ogni giorno lavorano per offrire ai malati una speranza di guarigione e di vita”, sottolinea il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Lo sport rappresenta un potente strumento di unione e di speranza attraverso valori positivi: impegno, condivisione, spirito di squadra. Proprio questi valori accompagnano da quarant’anni il lavoro della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro insieme ai medici, ai ricercatori e ai pazienti dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. “Un Comune Obiettivo” è un’iniziativa speciale che testimonia quanto sia fondamentale fare rete tra territori, istituzioni e comunità per sostenere la ricerca e offrire nuove opportunità di cura a tutti. Siamo grati a Prato Nevoso per la collaborazione e la sensibilità dimostrate ancora una volta nei confronti della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, in un anno speciale come quello del 40° anniversario della sua nascita”, dichiara Gianmarco Sala, Direttore Generale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

«La partecipazione e l’entusiasmo che accompagnano questa iniziativa sono un segnale importante di attenzione verso i bambini e le loro famiglie – dichiara Renato Botti, direttore generale dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini –. Lo sport, soprattutto in età pediatrica, è uno strumento fondamentale di salute e inclusione e contribuisce a una crescita sana ed equilibrata. Ringraziamo Prato Nevoso S.p.A. per l’ospitalità e la sensibilità dimostrate, così come tutte le istituzioni presenti che hanno scelto di sostenere questa giornata. Il contributo raccolto sarà prezioso per le nostre attività di cura e ricerca. In una fase importante come quella della realizzazione del Nuovo Gaslini, che porterà a un rinnovamento profondo dell’ospedale, la vicinanza del territorio rappresenta un segnale concreto di fiducia e responsabilità verso il futuro dei nostri bambini».

Microlino e Valcastello Polo Club, l’eleganza sportiva dello Snow Polo ad alta quota

 

Valcastello, 04 marzo 2026 – Nello scenario mozzafiato delle Dolomiti ha preso vita una collaborazione che ha ridefinito i confini dell’eleganza. Microlino annuncia la sua partecipazione in qualità di Technical Sponsor di Valcastello Snow Polo Showcase, in occasione dell’esibizione internazionale che il 28 febbraio ha visto contrapposte le Nazionali di Polo di Italia e Francia.

L’evento, organizzato con il supporto della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e della FIP (Federation of International Polo), si è svolto in un momento particolarmente propizio per gli sport invernali. Inserito ufficialmente nel calendario di eventi “Italia dei Giochi” della Fondazione Milano Cortina, questo Test Match non è stato solo una competizione agonistica, ma un tassello fondamentale nel progetto di avvicinamento dello Snow Polo ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2030.

La collaborazione con questo prestigioso appuntamento sportivo, nasce da una convergenza valoriale chiara: sostenibilità, contatto con la natura e spirito competitivo. Microlino incarna una nuova mobilità urbana green, agile e coerente con uno stile di vita attivo e responsabile. In questa partnership si esprime pienamente un’idea di mobilità Made in Italy che unisce attenzione all’ambiente, design e alta manifattura italiana, rafforzando un posizionamento comune”, ha dichiarato Uberto Gavazzi, Country Manager Italy Microlino.
Questa sinergia non è casuale, ma nasce da una passione condivisa per uno stile di vita ricercato, dove la bellezza e la qualità affondano le radici nell’eccellenza del talento nazionale.

In un contesto alpino così magico e autorevole, la scelta di Microlino come partner tecnico per la mobilità ha sottolineato un impegno concreto verso la sostenibilità: un veicolo elettrico a zero emissioni che dialoga armoniosamente con la natura, offrendo una nuova espressione di esclusività interamente su misura.

A rendere concreta questa visione durante l’evento è stata AutoSalmaso, Microlino official dealer, che da generazioni rappresenta un punto di riferimento per l’acquisto di auto e l’assistenza tecnica specializzata, nota per la competenza e la cura sartoriale riservata ai marchi più rinomati: una flotta di 3 Microlino è stata a disposizione degli atleti e dello staff tecnico dal 23 febbraio al 1° marzo.

A testimonianza della rilevanza della partnership, in occasione del match del 28 febbraio, il logo dei partner era presente sulle maglie dei giocatori.

L’appuntamento di Valcastello ha rappresentato solo il primo capitolo di un’ambiziosa roadmap che vedrà Microlino protagonista sui palcoscenici più esclusivi di questa disciplina, mettendo le proprie vetture a disposizione di occasioni straordinarie.

La partnership proseguirà infatti con la Capri Polo Cup, che farà risplendere l’isola di eleganza per tre giorni consecutivi, a partire dal 7 maggio, con una suggestiva sfilata inaugurale di giocatori e cavalli fino alla celebre Piazzetta di Capri.

Le competizioni si sposteranno successivamente nella Capitale, per un evento di rilievo internazionale realizzato con la partnership di FISE. Dal 27 al 30 maggio, in occasione dello storico debutto del Campionato Europeo di Arena Polo targato FIP, la cornice di Piazza di Siena e del Galoppatoio di Villa Borghese ospiterà la sfida tra sei delle migliori Nazionali europee, impegnate a contendersi il primato in un confronto tra eccellenze.

L’ultima tappa del calendario toccherà il Roma Polo Club per l’attesissimo Campionato Italiano, un perfetto connubio tra sport e solidarietà al fianco di Operation Smile, anch’esso in partnership con FISE. Per questo appuntamento sono attesi nella Capitale oltre 900 spettatori di rilievo, tra artisti e membri stimati dello spettacolo che da oltre cinque anni partecipano a questo evento. Quest’anno saranno una decina le squadre che si sfideranno per conquistare il massimo titolo nazionale, sempre accompagnate da Microlino e unite da una particolare attenzione verso una mobilità che sia al contempo sostenibile, unica e rigorosamente Made in Italy.

Coppa Italia Boulder Giovanile, la prima tappa

Grande festa sportiva alla Mondi Verticali di Teramo per la prima tappa della Coppa Italia Boulder Giovanile, appuntamento inaugurale del circuito dedicato esclusivamente alle categorie Under 15 e Under 17.

Un weekend intenso, caratterizzato da alto livello tecnico, entusiasmo e grande partecipazione, che ha ufficialmente dato il via alla stagione giovanile 2026.

Qualifiche: equilibrio e altissimo livello fin dal primo turno

Le qualifiche hanno subito messo in evidenza la qualità dei giovani talenti italiani.

Nella categoria U17 femminile, la romana Leonora Lucarelli (Hangar Frascati Climbing) si è portata al comando con una straordinaria serie di 4 flash su 6 top, seguita dall’arcense Chiara Franceschi (Arco Climbing), anch’essa con 6 top, e dalla veneziana Giorgia Zanetti (Intellighenzia Project), autrice di 5 top flash e 1 zona.

Nel comparto U17 maschile si è stabilito un perfetto equilibrio in vetta tra il fiorentino Emiliano Zingrini (Crazy Center) e il veronese Pietro Franzoni (King Rock Climbing), entrambi con 6 top di cui 5 flash, tallonati dal padovano Leonardo Donola (Opera Verticale), anch’egli capace di chiudere tutti i blocchi proposti.

Nella categoria U15 femminile, le uniche atlete a realizzare tutti e 6 i top sono state la romana Eva Luna Grella (Hangar Frascati Climbing), la bergamasca Matilde Zanardi (Orobia ASD) e la varesotta Greta Di Biase (Ragni di Lecco), dimostrando grande solidità tecnica.

Tra gli U15 maschili, il fiorentino Matteo Franchi (Beta House) ha firmato l’en plein con 6 top di cui 4 flash, seguito dal torinese Mattia Dongiovanni (ASD Rotpunkt) e dal lucchese Niccolò Gatto (The Farm Boulder Gym).

 

Finali: talento e personalità sui blocchi decisivi

Le finali hanno confermato il livello tecnico e la maturità agonistica dei giovani atleti.

U17 Femminile

Dopo il terzo posto in qualifica, Giorgia Zanetti ha ribaltato la classifica e ha conquistato l’oro con 59,5 punti.

Argento per la genovese Maddalena Faragona (Sisport SSD) e bronzo per la bolognese Elisa D’Addario (Gollum Climbing Academy).

U17 Maschile

Anche in finale è proseguito il testa a testa tra i protagonisti delle qualifiche, che si è concluso con l’oro di Emiliano Zingrini, l’argento di Pietro Franzoni e il bronzo di Leonardo Donola.

U15 Femminile

Matilde Zanardi ha confermato l’ottima prova di qualifica e ha conquistato l’oro con 4 top. Secondo gradino del podio per Eva Luna Grella e terzo posto di bronzo per la bresciana Beatrice Bonardi (Mad Climbers).

U15 Maschile

Matteo Franchi, primo anche in qualifica, ha dominato la finale con 4 top, di cui 3 flash. Seconda piazza per il napoletano Carlo De Cristofaro (Star Wall Climbing Roma) e terza per Mattia Dongiovanni.

 

Prossima tappa: il circuito si decide a Piamborno

La prova di Teramo rappresenta il primo capitolo di un breve circuito articolato su due tappe.

La classifica finale della Coppa Italia Boulder Giovanile 2026 verrà definita con la seconda e conclusiva prova, in programma il 28-29 marzo a Piamborno (BS) presso la palestra Manopiede.

Il futuro dell’arrampicata italiana è già in movimento: il circuito giovanile è partito con energia, qualità e grande entusiasmo.