Senza Categoria

La truffa si camuffa!

Prosegue la campagna promossa dalla Città di Torino e dal Corpo di Polizia Locale

Il 21 maggio il prossimo appuntamento in collaborazione con il Moica Piemonte.

Negli ultimi anni le truffe sono diventate una delle forme di criminalità più diffuse, mutevoli e difficili da contrastare. Non si tratta soltanto dei raggiri tradizionali e conosciuti a molti, ma di un fenomeno capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti sociali e tecnologici, sfruttando paure, fragilità e abitudini quotidiane delle persone. Anche Torino, come molte grandi città italiane, si ci trova a fare i conti con un aumento di episodi che coinvolgono soprattutto anziani, persone sole ma, sempre più spesso, anche cittadini giovani e digitalmente esperti. Il tratto più insidioso delle truffe moderne è la loro capacità di camuffarsi.

Non esiste più un solo profilo del truffatore: può presentarsi alla porta con un tesserino apparentemente regolare, telefonare fingendosi un familiare in difficoltà o un operatore di banca, inviare un messaggio sul cellulare che sembra provenire da un ente pubblico o da un corriere. Le tecniche cambiano continuamente, ma l’obiettivo resta lo stesso: creare urgenza, confusione e pressione emotiva per spingere la vittima a consegnare denaro, dati personali o oggetti di valore. Nella nostra citta’ i racconti di tentativi di raggiro si moltiplicano e descrivono situazioni spesso molto simili. C’è chi apre la porta a un falso tecnico della caldaia o del gas, convinto di dover affrontare un’emergenza domestica, chi riceve una telefonata da un sedicente carabiniere o avvocato che parla di un incidente o di un familiare nei guai e chiede soldi immediati e chi, davanti a un messaggio che sembra provenire dalla banca, clicca su un link pensando di dover verificare un pagamento o aggiornare un account. Email, sms e messaggi via WhatsApp vengono costruiti con grande attenzione, riproducendo loghi, linguaggi e modalità comunicative di istituti bancari, servizi di spedizione o piattaforme online. Talvolta basta un clic per compromettere la sicurezza dei propri dispositivi o consentire l’accesso a dati sensibili.

Ma accanto alla tecnologia continua a pesare la componente psicologica: i truffatori studiano le emozioni, fanno leva sulla paura, sulla fretta o sul desiderio di aiutare qualcuno. Per questa ragione la prevenzione e l’informazione rappresentano oggi strumenti essenziali quanto l’attività investigativa. Saper riconoscere un comportamento sospetto, prendersi il tempo per verificare un’informazione, non lasciarsi trascinare dall’urgenza del momento e chiedere consiglio a familiari o alle forze dell’ordine può fare la differenza.

Prosegue proprio con questo obiettivo, nelle circoscrizioni cittadine, la campagna “La Truffa si Camuffa”, e’ promossa dalla Città di Torino e dal Corpo di Polizia Locale per aiutare i cittadini a riconoscere i segnali di pericolo e difendersi dai tentativi di raggiro. Dal 10 febbraio ad oggi gli incontri hanno registrato una partecipazione significativa, coinvolgendo centinaia di cittadini che hanno condiviso esperienze personali, dubbi e suggerimenti, trasformando gli appuntamenti in occasioni concrete di educazione civica e sicurezza collettiva. La campagna mette in guardia sia dai raggiri digitali, come email sospette o messaggi che invitano a cliccare su collegamenti fraudolenti sia dalle truffe messe in atto da falsi tecnici, sedicenti incaricati di manutenzioni urgenti, finti parenti o automobilisti che simulano danni allo specchietto dell’auto per ottenere denaro. Sono previsti appuntamenti in tutte le circoscrizioni cittadine.

 

Il prossimo appuntamento si terrà il 21 maggio alle ore 15.30 presso il CSV Vol.To di via Giolitti 21, nell’ambito degli incontri organizzati in collaborazione con Moica Piemonte APS. All’incontro saranno presenti l’assessore Marco Porcedda e il consigliere regionale Silvio Magliano. Coordinerà i lavori la presidente del Moica Piemonte, Lucia Rapisarda.

 Maria La Barbera

 

Ecco il calendario scolastico in Piemonte: giorni di scuola, feste, ponti

Inizio il 14 settembre e 200 giorni in aula

È  stato definito il calendario scolastico 2026-2027,  con l’anno che inizierà il 14 settembre 2026 per terminare giovedì 10 giugno 2027, per le scuole per l’infanzia mercoledì 30 giugno.
Il calendario approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni, comprende 206 giorni di lezione negli istituti in cui si frequenta dal lunedì al sabato, 173 in quelli in cui si resta in classe fino al venerdì.

Potranno ridursi di un giorno per la ricorrenza del Santo Patrono. In considerazione del servizio svolto, le scuole dell’infanzia potranno anticipare l’inizio delle lezioni.
Sono stati definiti anche i periodi di sospensione delle attività didattiche:
Da lunedì 7 e martedì 8 ponte dell’Immacolata,

Da mercoledì 23 dicembre a mercoledì 6 gennaio 2027 per le vacanze di Natale, con ripresa delle lezioni giovedì 7 gennaio
Da sabato 6 febbraio a mercoledì 10 febbraio per le vacanze di Carnevale
Da giovedì 25 marzo a martedì 30 marzo per le vacanze di Pasqua
Sabato 1⁰ maggio festa del Lavoro
Mercoledì 2 giugno Festa della Repubblica.

“Il calendario scolastico rappresenta molto di più di una semplice scansione di date – ha dichiarato Daniela Cameroni, assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte – è  l’organizzazione del tempo in cui crescono i talenti, le competenze, il futuro. Come Regione Piemonte abbiamo voluto definire un impianto equilibrato, capace di garantire continuità didattica, attenzione alle esigenze delle famiglie e qualità del percorso educativo.
La scelta di far partire l’anno scolastico a inizio settimana non è  casuale, ma pensata per garantire una ripartenza ordinata, evitando di spezzare i primi giorni di lezione e andando incontro alle esigenze organizzative delle famiglie. Allo stesso modo abbiamo voluto valorizzare il periodo delle vacanze di Carnevale, consapevoli di quanto quei giorni rappresentino un momento importante per le famiglie, per il tempo libero e per il comparto turistico, a partire dalla montagna, che per il Piemonte rimane una risorsa strategica”.
“ Si tratta di un calendario costruito con attenzione, equilibrio e buon senso, mettendo al centro studenti, famiglie e personale scolastico. La scuola resta il primo grande investimento sulla nostra comunità e sui giovani. È  lì che si costruiscono opportunità e consapevolezze. Continueremo a lavorare  per valorizzare gli studenti, mettendo al centro un’istruzione sempre più solida e moderna” conclude Daniela Cameroni.

Mara Martellotta

 “ORMA – Tracce d’artista in Langhe, Monferrato e Roero”

 Da maggio a novembre 2026

“ORMA. Tracce d’artista in Langhe, Monferrato e Roero”, rappresenta un programma diffuso che da maggio a novembre 2026 mette in relazione progetti artistici e territori, costruendo una narrazione condivisa della contemporaneità. Più che un semplice cartellone di singole iniziative, ORMA si configura come coordinamento di esperienze autonome, capace di riunire oltre 60 Comuni che operano tra arte contemporanea e residenze d’artista, favorendo il dialogo tra pratiche artistiche e paesaggio culturale. Sotto il segno di ORMA-Tracce d’artista in Langhe, Monferrato e Roero, confluiscono creativamente Roero, Resté, Germinale Monferrato Art Fest, la Collina sale sempre, oltre ai comuni di Neviglie, Canelli e Roddino, realtà che, pur mantenendo una forte identità individuale, trovano qui un quadro comune di valorizzazione e visibilità. La progettualità di ORMA e orientata verso la promozione e di eventi nati nei diversi territori, capaci di attivare relazioni virtuose tra arte, comunità e turismo culturale, generando ricadute durature e nuove motivazioni di viaggio. Ogni progetto mantiene il proprio radicamento territoriale: “Creativamente Roero” nel Roero, il Comune di Roddino alla cerniera tra la Langa del Barolo e l’Alta Langa, “Restè” tra Alta e Bassa Langa, il Comune di Neviglie nelle Langhe Occidentali, il Comune di Canelli, tra Langhe e Alto Monferrato, “Germinale” nel Monferrato e “La collina sale”, sempre tra le Langhe del Barbaresco e del Moscato. Per l’edizione 2026, ORMA si arricchisce con l’ingresso di nuove collaborazioni e territori, tra cui il Comune di Canelli, che da giugno prossimo ospiterà un’opera di Maria Theresa Alves, realizzata in partnership con il Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea e l’Associazione per la Tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. Si aggiungono inoltre i Comuni di Neviglie e Roddino, coinvolti nel progetto transfrontaliero “Prospettive – perspectives”, sviluppato con la Fondazione Sandretto Re Rebaudemgo e Villa Arson. Viene infine avviato un dialogo con la Fondazione di San Patrignano e l’Associazione Genesi, ampliando il raggio d’azione tra arte contemporanea e impegno sociale. In qualità di coordinatore, l’Ente Turismo Langhe, Monferrato e Roero, amplifica le singole voci raccontando unitariamente ORMA nel contesto di Alba Capitale 2027. Nel ruolo di coordinatore, costruisce un ruolo unitario del progetto inserendolo nel percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.

“ORMA è un progetto che interpreta molto bene la visione della Regione Piemonte – spiega Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – una cultura diffusa capace di abitare i territori, di valorizzarne l’identità e di generare nuove occasioni di crescita, partecipazione e attrattività. Mettere in relazione arte contemporanea, paesaggio e territorio significa costruire un modulo culturale che non si concentra solo  nei grandi centri, ma che sa riconoscere il valore dei borghi, delle colline e dei luoghi più autentici del nostro patrimonio. Iniziative come ORMA rafforzano il profilo del Piemonte come terra che sperimenta bellezza, creatività e visione, creando connessioni tra linguaggi artistici, memoria dei luoghi e nuove prospettive di sviluppo. È anche attraverso progettualità come questa che accompagniamo il percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, sostegno una rete culturale sempre più forte, inclusiva e radicata nei territori”.

“La nuova edizione di ORMA – Tracce d’artista in Langhe, Monferrato e Roero prosegue un percorso progettuale avviato nel 2025 e orientato alla valorizzazione di manifestazioni artistiche nate e cresciute nelle di erse aree del territorio – spiega Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe, Monferrato, Roero – eventi in grado di valorizzare i luoghi ospitanti e di essere una risorsa per lo sviluppo territoriale, lasciando al contempo una legacy alla comunità locale. In questo contesto l’arte contemporanea diventa una leva strategica per ripensare i luoghi, ridefinire l’identità e costruire nuove relazioni tra centro e periferia, tra memoria e futuro e tra le generazioni. Gli eventi artistici diffusi contribuiscono inoltre al recupero di beni pubblici e privati, coinvolgendo borghi e paesi meno battuti dalle rotte turistiche, innescando un circuito virtuoso di riqualificazione delle aree meno valorizzate. L’artista ospite entra così nei processi sociali, interrogando la realtà locale e il contesto con attenzione alla complessità delle relazioni. In questo senso, la residenzialità d’artista rappresenta uno strumento potente di co-creazione e azione collettiva, capace e di favorire la connessione tra artisti e pubblico e di promuovere progetti di formazione e partecipazione attiva per una fruizione più ampia e consapevole del processo e del prodotto artistico”.

Mara Martellotta

Personaggi in gioco al Castello di Miradolo

 

Domenica 26 aprile, ore 10.30

 

 

Laboratorio didattico per famiglie nella mostra “C’è oggi una fiaba”

 

 

Le figure prendono forma, cambiano ruolo, si mettono in gioco. “Personaggi in gioco” è un laboratorio didattico per famiglie, indicato ai bambini dai 6 ai 10 anni, all’interno del percorso espositivo della mostra C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana, in programma fino al 21 giugno.

Carte, ritagli e materiali diversi diventano strumenti per costruire figure ibride, inattese, capaci di generare storie. Attraverso pittura, collage e composizione, ogni partecipante è invitato a sperimentare liberamente, combinando elementi e immaginari. Le sagome si trasformano: ciò che nasce come dettaglio può diventare protagonista, eroe o antagonista, in una narrazione che si costruisce per accostamenti e intuizioni. Il laboratorio lavora sulla possibilità di uscire dagli schemi, lasciando spazio a una dimensione creativa aperta, in cui ogni personaggio trova una propria identità e ogni elaborato restituisce una fiaba diversa, personale.

Il laboratorio è a cura di Elena Tortia e Greta Zamboni, operatrici museali.

INFO

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Domenica 26 aprile 2026, ore 10.30

Personaggi in gioco

Laboratorio didattico in mostra per famiglie

Età: 6-10 anni

FamilyLab: 5 euro bambini (comprensivo di ingresso e attività didattica), adulto accompagnatore compreso nel biglietto di ingresso

Biglietti: 15 euro intero, 12 euro ridotto (gruppi, over 65, convenzioni), 10 euro ridotto 12-26 anni e universitari, gratuito (0-11 anni, Abbonati Musei e Torino+Piemonte Card, Passaporto culturale, disabilità e accompagnatori), 5 euro ridotto scuole secondarie di II grado di Pinerolo e Tessera PineCult

Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com

 

Religione e politica, presentata Legge regionale sulla memoria del 1848

Alla presentazione della nuova legge regionale hanno partecipato la prima firmataria Monica Canalis, il giornalista Francesco Antonioli, il costituzionalista Giovanni Boggero, il presidente del Comitato Interfedi Valentino Castellani, il presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, la sociologa Stefania Palmisano, la presidente della Fondazione Centro culturale valdese Bruna Peyrot, il pastore Giuseppe Platone, l’onorevole Valdo Spini ed il presidente del Concistoro di Torino Sergio Velluto.

 Ieri è stata presentata a Torino la nuova legge regionale sulla memoria dei fatti del 1848, anno in cui il Regno di Sardegna concesse i diritti civili e politici alle minoranze valdese ed ebraica.

Grazie alla legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 24 febbraio scorso, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto, tramite l’istituzione di una giornata regionale, ogni 17 febbraio, per fare memoria dei fatti del passato e sensibilizzare ai valori della convivenza e della tolleranza.

Durante la presentazione è emersa con forza l’importanza del dialogo tra le religioni e del confronto tra la religione e la politica, per rafforzare il diritto e il valore della libertà religiosa, in un’epoca caratterizzata dal post secolarismo e dal ritorno delle guerre di religione. Le religioni possono essere attori di pace e di convivenza, nel pluralismo e nel rispetto delle diversità, svolgendo un ruolo di coesione comunitaria e non solo di introspezione privata.

Ricordare la storia peculiare del Piemonte può quindi lenire le dolorose ferite del passato, in una terra in cui l’appartenenza religiosa ha causato per secoli scontri sanguinari ed ingiuste segregazioni, essere di stimolo per una riflessione sul riconoscimento di tutte le confessioni e sul significato della cittadinanza delle minoranze, non solo religiose, ed infine sollecitare una compiuta inclusione di tutte le attuali componenti della comunità piemontese.

L’auspicio espresso nel convegno è che buone pratiche come il comitato Interfedi del comune di Torino si estendano ad altri Municipi e che la legge piemontese incoraggi una iniziativa legislativa parlamentare sul tema della libertà religiosa.

Torino, Lo Russo unisce visione e competenza

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

La classe dirigente politica ed amministrativa, di norma, è sempre figlia del suo tempo. La prima
repubblica, sempre molto contestata e biasimata dai noti e sempreverdi circoli radical chic della
sinistra illuminata e progressista, ha potuto contare su una classe dirigente di straordinaria
levatura politica, culturale e civile. Al di là degli alti e bassi, come ovvio, è indubbio che non esiste
alcun confronto possibile – e sempre al di là dei noti opinionisti e commentatori che sono autentici
ed incalliti detrattori dell’esperienza della Dc, cioè del partito perno di quella lunga stagione – con
le classi dirigenti che si sono succedute dopo quell’esperienza. Per non parlare – e su cui è meglio
stendere un velo pietoso – delle classi dirigenti che sono state il frutto e il prodotto concreti della
deriva populista, demagogica, estremista e sovranista della politica italiana con cui, purtroppo,
dobbiamo ancora fare i conti.

Ma, per fermarci al risvolto locale, non possiamo non evidenziare – almeno questa è la mia
opinione – che c’è il potenziale ritorno di una classe dirigente che è nuovamente capace di unire la
competenza specifica con una visione di medio/lungo termine. Che poi, detto fra noi, è il segreto
che caratterizza da sempre una buona, qualificata e rappresentativa classe dirigente politica ed
amministrativa. Certo, anche nel governo dei grandi Comuni – come ad esempio, Torino – noi
abbiamo conosciuto Sindaci e personalità molto diverse fra di loro, frutto anche della stagione
politica che li esprimeva. Sindaci che possedevano una loro specifica e forte personalità e che
erano in grado di declinarla al di là e al di fuori delle pressioni e dei condizionamenti dei rispettivi
partiti e schieramenti politici. Basti pensare, per fare solo 2 nomi storici e fortemente
rappresentativi, a Giovanni Porcellana, democristiano, e a Diego Novelli, comunista. Ma l’elenco
potrebbe essere molto più lungo ed articolato.

Ora, per fermarsi all’attualità, e dopo la disastrosa e fallimentare gestione politica populista e
demagogica dell’esponente dei 5 stelle Appendino, è abbastanza evidente che con la gestione di
Stefano Lo Russo siamo ritornati ad una classe dirigente all’altezza della situazione dove il
Sindaco di una grande città non è solo il prodotto fortuito e casuale di una fase politica ma anche,
e soprattutto, l’espressione di un punto di rifermento a cui tutti possono guardare con attenzione,
rispetto e considerazione. E, lungo questo versante, la postura istituzionale e il profilo politico
dell’attuale Sindaco di Torino rispondono a questa doppia esigenza. Al di là, lo ripeto, di quello
che ognuno può pensare della sua concreta gestione politica ed amministrativa. E questo perchè
se oggi vogliamo cogliere anche la nuova domanda di partecipazione e di attenzione alla politica –
con la speranza che non siano solo una esigenza passeggera – emersi durante la recente
consultazione referendaria, abbiamo drammaticamente bisogno di avere una classe dirigente che
sia realmente rappresentativa e fortemente qualificata sul terreno dell’autorevolezza, della
competenza e della credibilità.

Ed è per queste ragioni, semplici ma oggettive, che la capacità di Stefano Lo Russo di saper unire
la competenza specifica con una visione di medio/lungo termine resta l’elemento più importante e
più significativo per qualificare e rafforzare il profilo e la statura di una classe dirigente politica ed
amministrava.

Piemonte e Liguria insieme per la logistica. Governance condivisa dei porti di Genova e Savona

LOGISTICA: PIEMONTE E LIGURIA INSIEME PER LA GOVERNANCE CONDIVISA

DEI PORTI DI GENOVA E SAVONA E PER LO SVILUPPO DELLE AREE RETROPORTUALI



I presidenti della Regione Piemonte Alberto Cirio e della Regione Liguria Marco Bucci hanno condiviso  l’opportunità che in futuro il Piemonte entri a far parte della governance dei porti di Genova e Savona-Vado con un rappresentante nel Cda dell’AdSP-Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per massimizzare la collaborazione e le potenzialità di sviluppo determinate dalla connessione tra le aree portuali e quelle retroportuali disponibili in Piemonte.

“Oggi il Nord Ovest cresce più del Nord Est e questa crescita è strettamente collegata all’avanzamento dei lavori dei due corridoi europei Nord-Sud e Est-Ovest su cui viaggeranno tutte le merci d’Europa e che si incrociano in Piemonte, al confine con la Liguria e con la Lombardia, in un’area che è il cuore logistico dell’Europa – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e gli assessori alla Logistica Enrico Bussalino e ai Trasporti, Marco Gabusi -. Ecco perché è importante aumentare le sinergie e come Piemonte stiamo portando avanti la richiesta di entrare a far parte della governance dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Sappiamo che c’è una legge in via di definizione per cui è pronto un emendamento, in accordo anche con il governo, che dovrà individuare la modalità di partecipazione e di coinvolgimento che riteniamo strategici per lo sviluppo del Nord Ovest e dei nostri territori”.

“È fondamentale lavorare insieme per fare scelte condivise che portino ad una maggiore crescita economica e occupazionale – hanno dichiarato il presidente Marco Bucci e l’assessore ai Porti e Logistica Alessio Piana – Per questo non vedo ostacoli ma solo opportunità nell’ingresso del Piemonte nella governance dei porti di Genova e Savona-Vado. Il Savonese, un’area da sempre legata a doppio filo con il Piemonte, è perfetto per discutere e avviare progetti comuni con il presidente Cirio. La storia ce lo ha insegnato, e sarà così anche in futuro: sviluppo, crescita, lavoro e innovazione scaturiscono solo grazie alla cooperazione tra territori e agli scambi continui oltre i confini amministrativi. Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, tutti i territori che si estendono sotto alle Alpi sono tra le zone più ricche d’Europa, con un Pil rilevante, prospettive di crescita significative e un’altra qualità di vita; ogni soluzione che permetta di incentivare ulteriormente la collaborazione tra queste Regioni va incentivata e promossa. Iniziamo a lavorare affinché i nostri figli e nipoti possano vedere un’unica macroregione, un’area che ha tutte le carte in regola per diventare il posto migliore dove vivere in Europa. Noi, come Istituzioni, siamo al servizio dei cittadini e delle imprese: più li aiutiamo a raggiungere i propri obiettivi più efficiente si dimostra il nostro operato. Ben vengano, dunque – concludono Bucci e Piana – tutte le iniziative che vanno in questa direzione, soprattutto se portate avanti in collaborazione con i nostro vicini piemontesi”.

“L’Autorità ha già messo in campo investimenti concreti per sviluppare il traffico ferroviario e migliorare l’integrazione e interoperabilità tra porto e rete logistica – dichiara il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Tito Vespasiani – Perché questo percorso produca risultati pienamente efficaci, è necessario proseguire con un impegno condiviso sul sistema infrastrutturale, garantendo capacità adeguata, continuità operativa e una pianificazione coordinata degli interventi per assicurare un efficiente sistema trasportistico integrato all’altezza delle esigenze dei nostri distretti industriali e ai mercati di riferimento. Per garantire la piena crescita del traffico ferroviario e cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile, è ora fondamentale un impegno coordinato tra AdSP e RFI, in grado di assicurare infrastrutture adeguate, continuità operativa e integrazione del sistema logistico”.

“Anche le province possono essere protagoniste della sfida per lo sviluppo della logistica e delle interconnessioni tra porto e retroporto in quanto enti che hanno il compito di collaborare alle strategie di governo di area vasta – dichiarano i presidenti delle Province di Alessandria e Cuneo, Luigi Benzi e Luca Robaldo -. Le aree cuneesi e alessandrine hanno in quella retroportuale la loro vocazione naturale che potrà anche contare nei prossimi anni sulla piena operatività di infrastrutture come il Terzo Valico che contribuiranno a potenziare lo sviluppo della logistica e del trasporto delle merci nel nostro territorio, prestando la massima attenzione all’adeguamento della rete stradale necessaria al trasporto su gomma”.

“Una giornata dal taglio molto concreto – spiega il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri -, alla quale si lavorava da tempo, per riuscire a fare una sintesi insieme ed evidenziare i punti di maggiore forza, che devono concretizzarsi con il focus sulla logistica e sui traffici che, partendo dai rapporti storici, devono consolidarsi ma anche rinnovarsi con le nuove tecnologie e le nuove richieste dei mercati”.

Il sistema logistico Liguria–Piemonte e l’opportunità di lavorare insieme su infrastrutture e retroportualità per la crescita dei traffici sono stati al centro della giornata che visto protagoniste le due Regioni, le Province di Alessandria, Cuneo e Savona, coinvolte nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, con il contributo delle rispettive Unioni Industriali, l’autorità portuale e la Capitaneria di porto in una serie di sopralluoghi nell’entroterra ligure al confine con il Piemonte e ai porti di Savona e Vado.

Al porto di Vado il confronto ha coinvolto, insieme all’assessore ligure Marco Scajola, anche terminalisti, spedizionieri, fornitori dei servizi tecnici e enti locali per parlare del rafforzamento delle connessioni tra l’hub portuale di Savona–Vado Ligure (riferimento per le filiere agroalimentari, rinfusiere e containerizzate del nord Italia e del sud Europa) e il sistema produttivo piemontese, storico retroporto strategico, dotato di aree idonee allo sviluppo delle attività di stoccaggio e distribuzione. Lo scalo, primo d’Italia per crescita percentuale, si conferma componente trainante della piattaforma ligure, come evidenziato dai dati di traffico: significativo incremento del comparto container (+58,4%, circa 590 mila TEU movimentati) e delle rinfuse (+1,6%), in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche. La visita presso APM Terminals e, successivamente, al Multipiano del porto di Savona, alla presenza anche del sindaco Marco Russo, ha consentito un approfondimento diretto sulle dinamiche dei traffici e sulle attività dei principali operatori portuali, evidenziando il ruolo centrale del sistema savonese a supporto delle catene produttive piemontesi. È emersa, infine, la prospettiva di un maggiore coinvolgimento istituzionale del Piemonte nella pianificazione del sistema ligure, attraverso un’integrazione più strutturata. Prioritario il potenziamento dell’intermodalità ferroviaria, con particolare riferimento alla direttrice Savona–Torino, asse fondamentale per l’accesso ai mercati del Nord-Ovest e ai corridoi europei, intervenendo in modo coordinato su infrastrutture, digitalizzazione e organizzazione operativa. L’obiettivo è sfruttare il completamento delle grandi opere di collegamento e consolidare un cluster economico territoriale competitivo rispetto ai principali porti europei.
In mattinata il presidente Cirio ha inoltre visitato a Cairo Montenotte le aree industriali della zona di Bragno e, successivamente, quelle dell’ex stabilimento Ferrania. Presenti anche il subcommissario per le Funivie Savona–San Giuseppe di Cairo e assessore alle aree di crisi complessa di Regione Liguria Paolo Ripamonti, gli assessori di Regione Piemonte alla logistica Enrico Bussalino e ai trasporti Marco Gabusi, i presidenti delle Province di Alessandria, Cuneo e Savona, rispettivamente Luigi Benzi, Luca Robaldo e Pierangelo Olivieri; il sindaco Paolo Lambertini, e l’Unione Industriali provinciale, nella persona del Presidente Sambin. Le aree visitate potranno essere coinvolte, in una prospettiva strategica – anche alla luce dell’iter già avviato per il sistema delle Funivie – nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, come già avvenuto per diverse località delle province di Alessandria, Cuneo e Savona, consolidandone il ruolo di retroporto a servizio dello scalo Savona–Vado. La ZLS, istituita nel 2018, rappresenta un modello che connette porti, retroporti, interporti e aree industriali, con l’obiettivo di attrarre investimenti attraverso semplificazioni amministrative e strumenti di agevolazione, tra cui l’area franca doganale. Si tratta, nel caso dei porti di Genova e Savona, dell’unico esempio in Italia con estensione interregionale. La Provincia di Savona, componente della Cabina di Regia, ne sostiene l’ampliamento, ritenendo strategiche le sinergie tra costa ed entroterra e con le regioni limitrofe, in particolare il Piemonte, in una visione evoluta della logistica che unisce movimentazione, stoccaggio e attività produttive. In tale contesto, lo sviluppo del sistema portuale non può prescindere da un retroporto adeguato: le aree cairesi – insieme ad altri ambiti della Valbormida – rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’integrazione funzionale tra porto e territorio.

cs

Il Castello di Rivoli presenta la seconda edizione di “Inserzioni”

Con le opere di Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti dal 27 marzo al 23 agosto prossimo

Il 27 marzo prossimo, il Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di “Inserzioni”, il programma semestrale di commissioni che introduce nuove opere concepite in dialogo con le sale barocche normalmente dedicate alla collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione. Il progetto interviene nella narrazione museale, invitando artisti contemporanei a misurarsi con l’architettura incompiuta del castello e con la stratificazione storica e simbolica delle sue sale, attivando relazioni inedite tra opere, spazio e memoria. A cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti, curato da Linda Fossati, “Inserzioni” coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali diversi. Concepite usando le sale auliche come punte di partenza non neutrali, le opere si inseriscono nel percorso della collezione contribuendo a rinnovarne periodicamente l’allestimento e ad ampliarne la prospettiva culturale. Attraverso queste commissioni, il museo prosegue nel ripensamento dei canoni della storia dell’arte, aprendosi a tradizioni e visioni che criticamente interrogano le narrazioni occidentali dominanti.

Il progetto si radica nella vocazione originale del Castello di Rivoli come luogo aperto all’intervento diretto degli artisti, in cui l’architettura diventa condizione generativa. Gli artisti sono così chiamati a partecipare attivamente alla scrittura della storia espositiva del Museo, contribuendo all’evoluzione del suo patrimonio culturale.

Tra gli artisti figurano Gabriel Chaile, nato a San Miguel de Tucumán, in Argentina, nel 1985, che presenta un intervento in relazione al pozzo medievale del Castello, elemento che connette l’edificio alla collina su cui sorge. Lo spazio viene trasformato in un ambiente sospeso tra diorama storico e scenario fantascientifico, in cui una figura antropomorfa in creta interagisce con elementi scultorei evocativi di un accampamento precario, suggerendo una condizione di sopravvivenza post-apocalittica. La ricerca d’artista si fonda sul concetto di genealogia della forma, secondo cui le forme custodiscono stratificazioni culturali e tracce di memorie individuali e collettive. Le sue sculture, realizzate con argilla, terra e adobe, si ispirano alle tradizioni artigianali e alle cosmologia indigene del Nord Ovest argentino, evocando narrazioni ancestrali e i processi di trasmissioni culturali. In dialogo con i frammenti di affreschi storici presenti in sala, l’intervento intreccia memoria architettonica e immaginazione contemporanea, riflettendo su storia, identità e trasformazione; Lonnie Holley, nato a Birmingham, in Alabama, negli Stati Uniti, nel 1950, presenta un gruppo di nuove sculture e dipinti concepiti per la Sala dei Continenti, decorata nel Settecento con rappresentazioni allegoriche che riflettono la visione geopolitica dell’epoca. Estendendo la tradizione della Black Art del Sud degli Stati Uniti, Holley trasforma materiali trovati e di recupero, come il legno bruciato, il metallo, la plastica e oggetti di uso quotidiano in assemblaggi che attivano le narrazioni insite negli stessi materiali. Attraverso un processo intuitivo e improvvisato, Holley affronta temi quali memoria collettiva, diseguaglianze sociali, violenza storica e possibilità di trasformazione spirituale e politica. Nel contesto del Castello, le opere instaurano una tensione critica con le rappresentazioni storiche della Sala, proponendo nuove prospettive sul potere e sulla memoria. Sculture dipinte su trapunta evocano presenze collettive e genealogie simboliche che ridefiniscono la percezione dello spazio espositivo.

La pratica espositiva di Huda Takriti, nata a Damasco, in Siria, nel 1990, oggi residente a Vienna, intreccia ricerca d’archivio, video e performance, dando vita a installazioni che mettono in relazione immagini in movimento e materiali storici con il contesto architettonico. Per “Inserzioni”, l’artista presenta un progetto che indaga il ruolo delle immagini, del cinema, delle istituzioni e dell’industria nella costruzione delle narrazioni storiche del secondo dopoguerra. Il soggetto riunisce il video “Clarity is the Closest Wound to the Sun”, del 2023, e due nuove produzioni, tra cui “It is Always Midnight in Their Minds”, del 2026, sviluppata a partire da ricerche condotte negli archivi italiani. L’opera indaga il rapporto tra l’Ente Nazionale Idrocarburi ENI e le ex colonie europee, comprese quelle italiane, e quelle ancora in lotta per la liberazione negli anni Cinquanta e Sessanta, esaminando le intersezioni tra sostegno politico, interessi economici e produzione cinematografica nel contesto dei processi di decolonizzazione. Accanto ai video, Takriti realizza un’installazione in vinile concepita come un affresco contemporaneo che si estende sulle pareti della sala 29, stabilendo un dialogo con gli affreschi storici della residenza. Il progetto riflette sulle modalità attraverso cui le narrazioni storiche vengono costruite e trasmesse, interrogando il ruolo delle immagini nella costruzione dell’immaginario collettivo.

Info: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea-piazza Mafalda di Savoia, Rivoli – info@castellodirivoli.org – 0119565222 – orari d’apertura: da mercoledì al venerdì dalle 10 alle 17/ sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 18.

Mara Martellotta

Il grande ciclismo amatoriale: presentata la Granfondo Torino 2026

 

È stata presentata  al Motovelodromo Fausto Coppi l’undicesima edizione della Granfondo Torino – Memorial Luca Ferrero, uno degli appuntamenti più attesi del calendario ciclistico amatoriale. L’evento tornerà domenica 19 aprile, offrendo agli appassionati l’opportunità di pedalare nel cuore di Torino e del suo territorio, tra storia e paesaggi d’eccellenza.

La manifestazione proporrà un percorso unico di 113 chilometri con 1900 metri di dislivello: un tracciato tecnico e impegnativo, ma accessibile a un ampio pubblico di ciclisti, che si snoda tra alcune delle aree più suggestive della collina torinese e dell’arco alpino occidentale. Salite mai eccessivamente lunghe ma capaci di mettere alla prova la resistenza, alternandosi a scorci panoramici di grande fascino.

“L’edizione 2026 della Granfondo Torino rappresenta un traguardo significativo per la manifestazione, che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama sportivo cittadino – ha commentato l’assessore Carretta nel corso della presentazione -. .L’evento continua a distinguersi per la capacità di coinvolgere il territorio, promuovendo la cultura dello sport, del benessere e della mobilità sostenibile. La Granfondo non è solo una grande festa dello sport, ma un’occasione per promuovere Torino e i suoi dintorni, scoprendone paesaggi in maniera attiva e consapevole. Il Memorial Luca Ferrero ci ricorda, inoltre, quanto sia fondamentale continuare a promuovere la sicurezza di chi utilizza la bicicletta, sia nelle competizioni sia nella vita quotidiana. È un impegno che la Città di Torino porta avanti con determinazione. Eventi di questa qualità confermano la volontà di sostenere lo sport come strumento di partecipazione, promozione, crescita e cultura civica”.

Cuore pulsante della due giorni sarà ancora una volta il Motovelodromo Fausto Coppi, simbolo del ciclismo cittadino e nazionale. Le attività inizieranno già sabato 18 aprile con il ritiro dei pacchi gara e con un momento particolarmente significativo: l’omaggio al Grande Torino sulla collina di Basilica di Superga, con la deposizione di una corona di alloro nel monumento dedicato agli Invincibili. Un gesto che negli anni è diventato parte integrante dello spirito della manifestazione, capace di unire sport e memoria collettiva.

La gara partirà domenica 19 aprile alle ore 8.30 da corso Casale, accanto al Motovelodromo, per concludersi dopo 113 chilometri sulla strada dei Colli, lungo la panoramica tra Pino Torinese e Superga.

Per il secondo anno consecutivo, la Granfondo sarà anche “Memorial Luca Ferrero”, dedicato al veterinario e appassionato ciclista scomparso tragicamente mentre si allenava. L’intitolazione rappresenta non solo un tributo alla sua figura, ma anche un forte richiamo alla sicurezza stradale. Parte delle quote di iscrizione sarà devoluta alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove Ferrero prestava attività di volontariato.

 

TorinoClick

Controlli a Caselle: 12 rimpatri da inizio anno

La Polizia di Stato è da sempre impegnata a garantire la sicurezza attraverso la sorveglianza delle frontiere, nello specifico il personale della Polizia di Frontiera dello scalo aereo di Torino Caselle svolge quotidianamente capillari controlli anche documentali.

Le verifiche delle frontiere dell’Area Schengen, a partire dal 12 ottobre 2025, prevedono l’impiego del nuovo sistema Entry Exit di controllo di cittadini provenienti da Paesi terzi, attraverso procedure automatizzate e di rilevazione delle biometrie, che consentono, tra l’altro, di contrastare la frode di identità e l’abuso di documenti di viaggio.

Nel corso di tali attività nei primi due mesi dell’anno sono stati respinti alla frontiera, e rimpatriati nel paese di provenienza, 12 cittadini stranieri sprovvisti di titolo per entrare nel territorio nazionale.

Le motivazioni per i quali sono stati eseguiti i rimpatri sono varie: dalla mancanza del visto di ingresso, all’assenza di garanzie idonee per la permanenza in Italia (come l’assenza di denaro sufficiente al soggiorno, di prenotazioni alberghiere o di un biglietto di ritorno). Inoltre, attraverso un’accurata analisi delle banche dati di polizia e del passeggero è stato possibile contrastare il fenomeno dei cc.dd. “overstayers” inibendo l’ingresso a coloro che si sono presentati alla frontiera dopo aver già soggiornato in Italia per un periodo superiore ai 90 giorni lungo l’arco dei 180 giorni. 4 cittadini stranieri tratti in arresto a seguito di esecuzione di ordini di carcerazione per reati connessi ad attività di spaccio di stupefacenti.

Sei cittadini stranieri sono stati indagati in stato di libertà poiché intercettati mentre, con documenti falsi, tentavano di imbarcarsi su voli diretti nel Regno Unito.

Un soggetto è stato denunciato in stato di libertà poiché cercava di imbarcarsi per un volo in partenza per Dublino con passaporto alterato/contraffatto

Infine, si sono registrati 3 indagati in stato di libertà per un furto aggravato commessi all’interno del Duty Free dell’aeroporto. L’identificazione degli autori di tali furti è stata possibile attraverso l’uso dell’avanzato sistema di telecamere di sicurezza installato presso l’aeroporto di Torino e grazie all’attività di analisi da parte dei poliziotti che, attraverso una capillare attività di osservazione delle immagini, hanno ricostruito il percorso dei malfattori fino all’imbarco del gate.

Sono circa 234615 le persone controllate, nei primi due mesi dell’anno, dal personale della Polizia di Stato alla Frontiera di Caselle.