QUA LA ZAMPA Il Rifugio “Sauvons nos Animaux” della Repubblica Democratica del Congo è in pericolo a causa di una frana
SOS Gaia si fa portavoce del disperato appello di Paterne Huston Bushunju, responsabile del rifugio per cani e gatti abbandonati “Sauvons nos Animaux” di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo. Il Rifugio, già in difficoltà per i problemi dovuti al reperimento dei fondi necessari per nutrire le centinaia di cani e gatti che ospita, nonché le cure che necessitano agli animali assistiti, ora a causa di una alluvione e di una conseguente frana è andato parzialmente distrutto, con la sparizione di 8 gatti e la distruzione di 32 ripari.
Il rifugio è seguito dall’incessante lavoro di Paterne Bushunju e dei suoi volontari, alcuni molto giovani e in età scolare, ai quali viene dato il materiale utile mettendoli in grado di frequentare la scuola, aiutando quelli in difficoltà e procurando loro le forniture scolastiche: uniformi, libri, cancelleria.
Attualmente sono centinaia i cani e i gatti ospiti del Rifugio, tutte creature salvate da situazioni difficili e in condizioni di salute molto precarie. Paterne e i volontari dedicano il loro tempo a curarli, sfamarli e offrire loro una situazione dignitosa. L’associazione è nata per iniziativa di Giancarlo Barbadoro, presidente onorario di SOS Gaia scomparso nel 2019. SOS Gaia sostiene il rifugio con raccolte periodiche. Lo slogan “Pour la Protection Animale et la Paix dans le monde, sans discrimination” è significativo ed esprime lo spirito con cui è nato questo rifugio.
Ora SOS Gaia si fa promotrice di un appello per salvare gli animali ospitati nel rifugio, già in difficoltà abituale per via delle condizioni difficili a causa della pandemia che ha provocato molti abbandoni degli animali, e ora parzialmente distrutto a causa della frana. SOS Gaia lancia un appello accorato: “Aiutiamo questi nostri fratelli a quattro zampe africani in questo momento di grave difficoltà! E ringraziamo Paterne e i suoi volontari per il grande impegno che ogni giorno dedicano agli animali”. Per aiutare il rifugio “Sauvons nos Animaux” trovate le coordinate sulla pagina Facebook: Association Sauvons nos animaux/RDC.
Rosalba Nattero
Presidente SOS Gaia
Il fascino del Senato del Regno deve aver lasciato un buon ricordo se è vero che ne esiste ancora oggi una imitazione da operetta che si richiama ai fastigi sabaudi senza averne titolo alcuno e senza che nessuno commini sanzioni penali per abusi fin troppo evidenti.
Di fronte alla morte e all’idea di dover morire ci vuole sensibilità ed umanità. Le solite preghiere stereotipate o le solite litanie – non voglio offendere nessuno, sia chiaro perché sono credente – non bastano. Ci vuole altro. Perché la chiesa torinese ha di fatto ignorato la Consolata (la Consula’ , cantata di Nino Costa) o Superga di Vittorio Amedeo II, per non parlare di Maria Ausiliatrice? Sono la storia di Torino insieme al Cottolengo e al Cafasso. Andrebbe ancor prima ricordato il popolano beato Sebastiano Valfre ‘ che fu protagonista spirituale e materiale della resistenza dei torinesi all’assedio di Torino da parte dei francesi. Nei momenti difficili della mia vita sono andato alla Consolata dall’amico Mons. Franco Peradotto che prima era un grande uomo e poi era anche un grande sacerdote . Il cardinal Pellegrino sarà’ anche stato un grande grecista , ma umanamente era algido e trovava prioritario dialogare con il futuro sindaco comunista a cui spiano’ la strada. Che differenza tra il Cardinale Fossati o Mons. Pinardi! Altri arcivescovi non hanno di fatto lasciato traccia storica di se’: ottime persone, ma senza carisma. Il cardinale Ballestrero riuscì persino a “laicizzare “ la Sindone. Mi resta invece indelebile il ricordo dell’ incontro con papa Wojtyla nel cortile dell’ Università, uomo elettrizzante, carismatico. Dai laicisti venni attaccato per quell’incontro su invito dal rettore. Ricordo Papa Ratzinger per la sua ricchezza intellettuale e profondità umana che l’amico laico Marcello Pera mi ha aiutato a conoscere in modo più approfondito . Quattro righe del Papa tedesco valgono più di dieci prediche. Solo i faziosi dell’ Università di Roma non vollero accoglierlo in nome di un settarismo indecente. Ricordo con affetto e nostalgia Mons. Chiavazza, don Gnocchi, mons. Ruffino, mons. Bosso e mons Arcozzi Masino che condivisero la sorte dei loro soldati in Russia . Padre Ruggiero alle “Nuove“ conforto’ i condannati a morte. Ricordo il matematico e salesiano Piero Ottaviano uomo di grande disponibilità umana e civile, come il filosofo don Luigi Lo Sacco. Oggi don Ciotti e Olivero, incredibilmente taciturni , sono i due modelli di moda , ma anche molto lontani da una certa cristianita’ . Sono espressione di una chiesa un po’ troppo vip , celebrata dai politici che a me non piace. Sentii un certo disagio a ricevere insieme a Ciotti e Olivero un’alta onorificenza dal presidente Scalfaro che mi stupi’. La mia storia non aveva nulla con la loro. Ci saranno anche oggi dei sacerdoti degni di alcuni grandi esempi del passato. Voglio sperarlo . Sono loro che oggi ci occorrono , non i preti operai e i loro continuatori attuali. E’ quella Chiesa che deve dare la scossa e farci capire che non siamo abbandonati a noi stessi . Io ho la fortuna di avere un’assistenza spirituale in Liguria che mi da’ forza anche solo con una telefonata . La Chiesa altrimenti si atrofizza e perde la sua funzione più preziosa, quella di mettere in contatto le donne e gli uomini afflitti con Dio: janua coeli. Altrimenti le porte si aprono all’ateismo contemporaneo, da Nietzsche al povero Vattimo, allo squallido nichilismo privo di valori anche umani.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
La Grandes racconta il clima di paura e silenzi di una nazione oppressa, lo fa attraverso la malattia mentale, la vita negli ospedali psichiatrici e mette in campo 3 voci narranti.
Per chi si appassiona alle saghe familiari ed ha amato “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, il libro da leggere è questo: seconda opera narrativa della talentuosa 34enne ragusana Costanza DiQuattro, direttrice artistica del teatro di famiglia Donnafugata, che già ci aveva dilettati con “La mia casa di Montalbano” nel 2019.
Jung Chang che abbiamo conosciuto attraverso l’autobiografico “Cigni selvatici” (nel 1991), ha ripetuto la magia con questa storia di donne, intrighi, amori e passioni nella Cina del 900.
Se siete affascinati dalla complicata e avvincente storia della Cina, vale la pena leggere anche il precedente libro dell’autrice, pubblicato nel 2015, che ritrae una delle donne più forti e potenti del paese asiatico.
Ken Follett “Fu sera e fu mattina” -Mondadori- euro 27,00
E’ duro e sconvolgente questo romanzo dello scrittore siriano Khaled Khalifa, nato ad Aleppo nel 1964, tra i fondatori della rivista letteraria “Alif”, autore di numerose sceneggiature di film e serie tv. Oggi vive a Damasco, ha vinto svariati premi ed è abilissimo nel raccontare la tragedia del suo popolo.
E’ il terzo romanzo della scrittrice britannica ed ha al centro della vicenda le indagini della detective della omicidi Stephanie King e del suo compagno Angus Brody.
Ecco un autore da riscoprire: Hermann Broch –nato a Vienna nel 1886 e morto a New Haven nel 1951- scrittore e drammaturgo austriaco naturalizzato statunitense. Figlio di un industriale tessile, dapprima condusse l’impresa di famiglia poi, alla morte del padre nel 1927, la vendette e virò sugli studi di filosofia, psicologia e letteratura.