SPETTACOLI Il libro “Una fetta di sorriso” scritto dal giornalista casalese Cristiano Bussola, pubblicato da Paola Caramella Edizioni, verrà presentato domenica 12 marzo alle 11,30 nella sala eventi della Mostra di San Giuseppe a Casale.
Nel volume è raccontata la leggendaria avventura di Antenna 3 Lombardia (e del suo fondatore l’indimenticato Renzo Villa) che negli Anni ’70 cambiò il modo di fare televisione in Italia. Una stazione televisiva molto seguita anche nel Casalese e nel Vercellese, dove giungeva forte e chiaro il segnale del canale 52 Uhf. Alla presentazione oltre all’autore interverranno il conduttore Ettore Andenna la moglie del fondatore di Antennatre, Wally Villa e altri artisti protagonisti dell’epoca che verranno resi noti via via. A moderare l’incontro ci sarà Luigi Angelino, noto ed apprezzato giornalista de ‘Il Monferrato’. La storia dell’ emittente lombarda creata da Renzo Villa ed Enzo Tortora si intreccia con il Piemonte: dalle origini di Tele Biella (nel libro è intervistato il fondatore Peppo Sacchi) a Grp che ripeteva a Torino il segnale di Antennatre, agli spot del mobilificio Aiazzone che cambiarono il mondo della pubblicità.

E il noto conduttore Ettore Andenna è ormai da tempo cittadino monferrino di Moncalvo. Nel volume sono raccolte oltre 40 interviste ad altrettanti personaggi la cui storia è intrecciata a quella dell’emittente. Tra loro anche uomini e donne dello spettacolo e del mondo della televisione come Massimo Boldi, Donatella Rettore, Johnson Righeira, Armando Celso, Ettore Andenna, Maurizio Bossi, Enrico Musiani, Memo Remigi, Wilma De Angelis, Enrico Beruschi. La presentazione casalese sarà la prima assoluta di un testo che ha già raccolto diverse recensioni favorevoli dai media della vicina Lombardia.
Che Torino sia “città misteriosa” è ormai appurato. La meta che vi propongo oggi può rientrare sotto questo aspetto “tenebroso”, infatti è del Museo Cesare Lombroso che vi voglio parlare.
Particolarmente attinente è la vicenda del pittore Richard Dadd (1817-1886), che uccise il padre con un coltello a serramanico perché lo aveva scambiato per un principe delle tenebre, nemico della divinità che Richard adorava, Osiris, a cui aveva anche dedicato un piccolo santuario in una camera in affitto a Londra. Non c’è bisogno di spiegazioni per personaggi allucinati come Ensor, ( 1860-1949) e Munch,( 1863-1944). Forse tra tutti l’ “oscar della follia” va a Jackson Pollock, artista maledetto per eccellenza, consumato da alcool e droghe, riformato dall’esercito per problemi psichici, morto a soli 44 anni in un tragico incidente stradale, la stessa signora Guggenheim di lui aveva detto: “quest’uomo ha dei seri problemi, la pittura è senza dubbio uno di questi”. L’elenco è ancora lungo ed è costituito da grandi nomi quali Francis Bacon, (1909-1992), l’autodistruttivo e tormentato Jean Michel Basquiat (1960-1988) e la triste Camille Claudel (1864-1943), artista brillante, allieva e amante di Rodin. Camille soffrì di depressione con manie di persecuzione e venne internata per volere della madre, in tal modo è come se fosse morta due volte in solitudine: sola, perché rinchiusa in manicomio e sola, perché nemmeno un familiare partecipò al suo funerale.




