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Rock Jazz e dintorni a Torino. I Negrita e i Modà

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al teatro Colosseo suonano i Negrita. All’Inalpi Arena si esibisce Elodie.

Martedì. Al teatro Concordia è di scena Fabri Fibra. Al Vinile si esibisce Alex Vaudano. All’Inalpi Arena suonano i Modà.

Mercoledì. Al teatro Colosseo arriva Cristiano De Andrè. Al teatro Concordia si esibisce Il Tre. Al Vinile è di scena Tosello. All’Osteria Rabezzana suona il trio di Enzo Zirilli. Al Charlie Bird si esibisce Carlo Peluso. Al Blah Blah sono di scena i Demented Are Go.

Giovedì. Al Magazzino sul Po suonano Umarell,Nancy, Ggiovanni, Nora Lang. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Tripolare.

Venerdì. Al Magazzino sul Po è di scena Dadà. Al Folk Club suona Elijah Wald. Al teatro Colosseo si esibisce Marco Masini. Allo Spazio 211si esibiscono Absu W / Zemial + Ancient + Tivax. Al Blah Blah suonano : Assalti Frontali+ Ellie Cottino+ Il complesso+ Perry Watt+ (special guest) Fonzie. Allo Ziggy sono di scena Men Of Mayhem + Palm in Forest.

Sabato. Al Blah Blah suonano Hell in the Club + Brilliperi. Al Magazzino sul Po si esibisce Nicolò Carnesi. All’Inalpi Arena è di scena Anna Vera Baddie. Al teatro Concordia l’evento Sunshine Gospel Choir.

Domenica. Alle OGR và in scena “OGR Charity Night Amici di Piero”. Giunto alla 26 à edizione, il concerto dedicato alla memoria di Piero Maccarino e Caterina Farassino. Suoneranno : The Originals (Africa Unite & The Bluebeaters), Statuto , Persiana Jones, Fratelli di Soledad, Willie Peyote, Casino Royale, Meg, Samuel e molti altri.

Pier Luigi Fuggetta

Case in montagna: la neve è arrivata, e il mercato corre veloce

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

C’è chi aspetta il Natale per le luci, chi per il pandoro… e poi ci siamo noi, torinesi, che aspettiamo di vedere la prima neve sulle montagne come un segnale inequivocabile: è tempo di settimana bianca, fughe al caldo dei rifugi e – per molti – anche di dare finalmente un’occhiata al mercato delle seconde case in montagna.

E mai come quest’anno la montagna si conferma una certezza. Non solo per sciare, ma come investimento stabile, rifugio di benessere e – perché no – occasione di reddito grazie agli affitti brevi.

Ho analizzato per voi l’andamento dei prezzi dal 2019 al 2025 nelle località sciistiche più richieste d’Italia, tracciando un quadro chiaro: le case in montagna valgono sempre di più. E tra le grandi protagoniste troviamo proprio Valle d’Aosta e Piemonte, mete storiche per chi vive a Torino e desidera un buen retiro a breve distanza.

Courmayeur e Cervinia: l’élite valdostana vola sempre più in alto

Sul podio nazionale, subito dopo Cortina, troviamo Courmayeur, che si conferma regina incontrastata del lusso valdostano. Qui la richiesta media supera gli 8.000 €/mq, con un aumento del 24% rispetto al 2019.

Un mercato vivace, alimentato da un mix irresistibile: compravendite solide, turisti internazionali e un’offerta di seconde case limitata e di qualità.

Ma la vera sorpresa arriva da Valtournenche – Cervinia, dove la crescita è stata quasi “a doppia cifra larga”: da 2.937 €/mq a 6.740 €/mq in cinque anni.

Qui pesa moltissimo l’appeal del comprensorio del Cervino, che unisce sci ad alta quota, stagione lunga e investimenti infrastrutturali che stanno rivalutando tutto il territorio.

Il Piemonte tiene il passo: Sestriere e le località amate dai torinesi

Dal lato piemontese, la risposta è altrettanto forte.

Sestriere – icona assoluta per sciatori e investitori – supera oggi i 3.650 €/mq, segnando un +21%.

Un risultato trainato dalla posizione strategica, dal comprensorio della Via Lattea e dalla forte richiesta di seconde case da parte di torinesi e lombardi.

In crescita anche le altre località dell’arco alpino piemontese, soprattutto quelle con buona ricettività e stagioni lunghe, che negli ultimi anni hanno beneficiato sia dello smart working sia del turismo outdoor quattro stagioni.

Morgex e le altre chicche valdostane

La Valle d’Aosta, si sa, offre più di una perla.

Morgex, porta d’accesso a Courmayeur e ricercatissima per il mercato delle baite ristrutturate e dei piccoli appartamenti in centro, i valori hanno superato i 3.395 €/mq, crescendo del 19% dal 2019.

Un dato che conferma un trend preciso: le micro-località servite bene, con buon rapporto qualità/prezzo, stanno attirando una nuova generazione di acquirenti – giovani famiglie, professionisti “ibridi” tra città e smart working, investitori che puntano agli affitti brevi invernali ed estivi.

Perché la montagna cresce così tanto?

Le ragioni sono chiare:

  • Ricerca di qualità della vita: più natura, sport, aria pulita e spazi intimi.

  • Investimento sicuro: le località sciistiche non subiscono grandi oscillazioni.

  • Affitti brevi redditizi: prezzi settimanali altissimi nelle festività.

  • Domanda internazionale in aumento: soprattutto nelle mete top come Courmayeur.

  • Offerta limitata: poco nuovo costruito, molto ristrutturato di pregio.

La montagna non è più solo una fuga invernale, ma una scelta di lifestyle.

Il fascino eterno della casa in quota

Con l’inverno alle porte, Torino guarda – come sempre – alle sue montagne.

Oggi però lo fa con una consapevolezza nuova: acquistare una casa in montagna non è solo un vezzo, ma un investimento di valore, capace di unire piacere, redditività e patrimonio immobiliare.

Che sia Courmayeur per chi cerca il topSestriere per gli sportivi, o le piccole località della Val d’Aosta per chi desidera un rifugio intimo… il trend è chiaro: la montagna continua a salire. E non parliamo solo di altitudine.

Le vostre foto. Nel cuore di Torino

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Alcune immagini scattate dalla nostra lettrice Isotta Meliga. Gli scatti ritraggono il cuore di Torino, da piazza San Carlo a via Garibaldi. In copertina la panchina rossa in Galleria San Federico, dedicata alla Giornata di oggi,  25 Novembre, contro la violenza sulle donne.

Rock Jazz e dintorni a Torino: Elisa e il quartetto Dobler-Di Castri- Moroni-Zirilli

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al teatro Colosseo si esibisce Rkomi.

Mercoledì. Al Blah Blah suonano gli Eden4All + Marides.

Giovedì. Allo Ziggy sono di scena Slaughter & The Dogs + Fuori Controllo. Allo Spazio 211 si esibisce Dutch Nazari. All’Off Topic suonano : Juma, Ellie Cottino , Sista Sofy, Edera, Euphonia. Al Magazzino sul Po si esibisce Speedy. Al Cafè Neruda suona il Tessarollo- Ruggeri Duo. Al Vinile è di scena il C:C:C. Gospel Choir + Alberto Marsico.

Venerdì. All’Inalpi Arena arriva Elisa. Al Magazzino sul Po si esibiscono i Planet Opal. Alla Divina Commedia suonano i Novo Look. All’Hiroshima Mon Amour sono di scena gli Elephant Brain. Al Circolo Sud si esibisce Giulia B. Al Vinile per 2 sere consecutive suonano R.J Mischo + Umberto Porcaro+ Good Gheddo trio.

Al Circolino si esibisce l’ Hammond Quartet.

Sabato. Al Blah Blah si esibiscono Dune Aurora + Aganoor. Al Folk Club suonano Thomas Dobler, Furio Di Castri, Dado Moroni, Enzo Zirilli. Alla Divina Commedia sono di scena i Revenge.

Domenica. Alle OGR suona Abdullah Miniawy Trio. Al Teatro Concordia si esibiscono I Cani.

Pier Luigi Fuggetta

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: A riguardo dei Consiglieri – Firpo repubblichino? – Il teorico dello studio di gruppo – Auricolare all’esame – Lettere

A riguardo dei Consiglieri
Io non mi sono molto stupito del discorso in libertà del Consigliere del Quirinale oggetto di tante polemiche. Parecchi anni fa, quando era presidente Giorgio Napolitano con cui ebbi rapporti cordiali, mi imbattei in un suo consigliere addetto alle visite del Quirinale. Questo signore non ebbe dubbi a dire a me, persona quasi a lui  estranea, che il governo Berlusconi era intollerabile (uso un aggettivo diverso perché si rivolse a me con un termine napoletano ancora più pesante). Mi stupii, ma non più di tanto.
Conobbi anche un consigliere che partecipava senza problemi a manifestazioni monarchiche con discorsi che travalicavano il protocollo. Alcuni la definirebbero libertà di pensiero, altri la definirebbero come una inopportunità  o  addirittura un atteggiamento incompatibile con il ruolo ricoperto. Tendo  più a condannare il consigliere che parlava non a cena, ma ai raduni monarchici, non nascondendo la veste istituzionale allora ricoperta.
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Firpo repubblichino?
Luigi Firpo, il grande studioso di Campanella, è stato umanamente demolito dai due figli  in un libro  pubblicato da  Aragno, oggi introvabile. I gemelli Firpo ipotizzano senza prove che il loro padre, imboscato a Moncalieri durante la seconda guerra mondiale, malgrado il suo conclamato fascismo che giunse all’antisemitismo come Giorgio Bocca, tra il ‘43 e il  ‘45, si fosse, almeno per un certo periodo, arruolato nella Rsi.
Adesso leggo in una celebrazione del professore che omette anche gli scritti fascisti e lo considera un “allievo ideale” di Luigi Einaudi, che nel 1944 ebbe una corrispondenza con un collega per la pubblicazione della futura rivista sul pensiero politico. Così cadrebbe la tesi secondo cui Firpo fosse riparato in clandestinità non certo per fare il partigiano, ma vivere tranquillo la sua vita. Resta in piedi l’ipotesi della Rsi, ma finora le prove non sono arrivate.
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Il teorico dello studio di gruppo
Francesco de Bartolomeis, pedagogista celebratissimo è considerato un venerato maestro morto a 105 anni. Si era laureato a Firenze nel 1930 con Ernesto Codignola, allora seguace di Gentile, salvo poi redimersi attraverso il marxismo dopo l’omicidio del maestro. De Bartolomeis approfittò invece dell’aiuto di Benedetto Croce per pubblicare il primo libro e godette anche dell’appoggio di Adriano Olivetti che spesso incappò in collaboratori inaffidabili. Il professore diventato torinese ebbe il suo momento di celebrità con l’invenzione a scuola del lavoro di gruppo.
Sull’onda di questa idea rinacque  a nuova vita il Movimento di cooperazione educativa, composto da ideologici astratti e anche un po’ fanatici. Nacque così l’antipedagogia che ebbe un rapporto fecondo con la contestazione studentesca e il PCI. Lo studio è un fatto individuale, quasi mai di gruppo. Il confronto con altri è utile dopo aver studiato seriamente e aver seguito attentamente le lezioni. Pensare che dei ragazzi possano mettersi a studiare in gruppo è nella migliore delle ipotesi una utopia. Il gruppo determina quasi immediata divagazione. E’ questa l’esperienza dei docenti che furono costretti a rinunciare alla lezione frontale per assecondare le balzane idee dell’antipedagogia che provocò danni devastanti alla scuola. Oggi l’ anti – pedagogista è dimenticato , ma non escluderei che qualche orfano delle sue idee viva ancora sotto le ceneri del disastro della scuola italiana .
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Auricolare all’esame
Uno studente iraniano del Politecnico  di Torino è  stato sanzionato perché si è servito di un auricolare nascosto per affrontare l’esame, ricevendo suggerimenti. Il TAR ha annullato le sanzioni per insufficienza di motivazioni. Lo studente colto sul fatto che aveva riconosciuto la grave scorrettezza commessa, viene salvato dal TAR.
Sembra una cosa priva di senso, ma sicuramente il Tar avrà agito nel senso migliore, specie nei confronti dello studente. L’effetto sugli altri studenti è facilmente immaginabile.  Viene inoltre intaccato il prestigio del Politecnico che non può tollerare studenti di quel tipo.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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La fine del partito di Cavour
Ho letto il Suo articolo sul prelievo forzoso fatto agli Italiani nel 1992 dal presidente, assai poco Amato. Ho appreso con sorpresa che i liberali al governo, in primis il ministro Costa, non ebbero nulla da obiettare su un  vero e proprio attentato al risparmio e al diritto  perché fatto con decreto retroattivo. Lo stesso  partito liberale di Altissimo tacque. In passato votai Costa, se avessi saputo non lo avrei mai  fatto.    Giulia Desole
Il PLI incominciò a morire prima ancora che per Tangentopoli per quel decreto illiberale che mise le mani nelle tasche degli italiani. Una vergogna per i liberali e anche per i repubblicani che sembravano aver imboccato una via liberale, anche se  il figlio di La Malfa aveva tenuto a sottolineare la differenza tra liberali e repubblicani. Il tradimento degli elettori liberali ebbe effetti devastanti su un partito già ridotto ai minimi termini . Una fine ingloriosa del partito che fu di Cavour, di Giolitti, di Soleri, di Croce, di Einaudi e di Pannunzio.
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Giunte rosse
Ho letto che in Comune si terrà un convegno sulle giunte rosse nate nel 1975 con Novelli. Non è un convegno storico, ma meramente celebrativo dei pochi reduci, neppure i più qualificati, delle giunte di sinistra. Mi appare scandaloso che i vicesindaci socialisti Scicolone e Biffi Gentile non compaiano tra i relatori. Dopo 50 anni si fa la storia e non si celebrano i vari Marzano.
Tina Delmastro
Se avessi tempo andrei a sentire il convegno degli ex consiglieri che può contare solo sui reduci del 1975. Concordo con Lei che un po’ più di storicizzazione ci vorrebbe. Perché non invitare a parlare i consiglieri di opposizione ancora viventi? Forse l’allora  liberale Bastianini oggi esalterebbe Novelli e la sua giunta.
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I cortigiani
L’ultimo numero del giornale “Il tricolore” riporta un articolo curioso per un giornale monarchico dedicato ai cortigiani con apprezzamenti molto duri, penso in seguito al ciclone Emanuele Filiberto che specie su Facebook ha fatto lanciare una campagna legittimista molto aspra estranea allo stile che fu di Umberto II. Secondo detta campagna la monarchia fu il capro espiatorio della storia e non ebbe responsabilità nell’avvento del fascismo, nelle leggi razziali, nella guerra perduta. Una visione antistorica che non ha fondamento . Tale scelta dipenderebbe dai nuovi cortigiani scelti dal Principe. Io, di sentimenti monarchici liberali e democratici anche per ragioni di famiglia, sono rimasto esterrefatto.  Giuseppe Vittorio Giacchino
Non saprei dirle qualcosa di documentato  su questi temi di cui non mi sono occupato e da cui mi tengo lontano . Il principe che rivendica il trono, ha fatto delle scelte che sembrano trovare consensi nel mondo legittimista italiano almeno sui social dove tutto viene estremizzato e semplificato. Vedremo cosa succederà in futuro.

Allegre bruschette tricolori

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Bastano davvero pochi minuti per realizzare uno sfizioso aperitivo o un antipasto estivo allegro e colorato con ingredienti freschi di stagione dal sapore mediterraneo. La bruschetta e’ la soluzione ideale, un piatto estremamente semplice e gustoso, sempre gradito, dalle infinite combinazioni, secondo il vostro gusto e fantasia, perfette anche per accompagnare una bella grigliata di carne da gustare con gli amici.

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Ingredienti

 

Fettine di pane tostato

1 pomodoro maturo

1 peperone giallo

4 champignons

1 spicchio di aglio

Prezzemolo

Caciotta fresca

Olio evo, sale

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Strofinare con l’aglio le fettine di pane tostato. Lavare le verdure. Tagliare il pomodoro, svuotarlo dei semi, lasciar scolare poi, tagliare a cubetti. Preparare una dadolata di peperone, tagliare a fettine sottili i funghetti, la caciotta, mettere tutto in una terrina e condire con olio, sale e prezzemolo. Distribuire su ogni fetta di pane e servire.

Paperita Patty

Trasporto Eccezionale!

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PAROLE ROSSE di Roberto Placido

Siamo abituati a vederli sfrecciare sulle strade, sui marciapiedi,  sotto i portici, in due ed a volte anche in tre, ma così non mi era ancora capitato. Qualche pacchetto, borse della spesa, insomma, dimensioni contenute. Un vero trasporto eccezionale, per il quale, quelli veri, ci sono una serie di disposizioni molto chiare. Bisogna segnalare il percorso, indicare l’ingombro, cartelli segnalatici, invece in questo caso nemmeno il tradizionale straccio rosso. Figuriamoci i mezzi con il lampeggiante .L’unica cosa a norma l’orario, notturno. Quando ho letto l’articolo sul giornale online Torino. Quello dei monopattini sta diventando un problema insopportabile. Pericoloso, fastidioso, con un numero di morti e feriti drammatico. L’azione della Polizia Locale é impalpabile. I numeri che forniscono, contravvenzioni, controlli, sono ridicoli. Il problema del parcheggio selvaggio é più che fastidioso. Ostruire il passaggio di carrozzine, passeggini o persone con difficoltà motorie é indegno. Il silenzio dell’amministrazione é oramai intollerabile. Bisogna fare qualcosa e devo confessare che ci sto pensando seriamente.

La Cuoca Insolita propone: gnocchi di ceci saltati in padella

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Si può immaginare un piatto di gnocchi fatti in casa senza patate e senza uova, con un condimento povero di grassi e adatti anche a chi ha bisogno di tenere sotto controllo gli sbalzi di glicemia?

Questa ricetta di gnocchi di ceci saltati in padella è proprio così. Ma cosa ci sarà dentro allora? Tutta quella verdura non è lì solo per dare colore. Verdura di stagione. Fresca e piena di vitalità. Gnocchi molto saporiti, che piaceranno anche ai bambini. E c’è anche un altro vantaggio: sono compatti al punto giusto e, quando si mescolano, non si attaccano mai tra di loro.

Tempi: Preparazione 30 minuti;

Cottura 2-3 minuti;

Attrezzatura necessaria: Minipimer o robot tritatutto, pelapatate, tagliere legno grande per fare gli gnocchi, coltello a lama liscia, forchetta, schiumarola, pentola per cuocere gnocchi, matterello (non essenziale), padella antiaderente di circa 30 cm diam., 1 cucchiaio di legno

Difficoltà (da 1 a 3): 1

Costo totale: 2,71 € (3,31 €/kg)

Ingredienti (per 4 persone – circa 200 g a testa):

Per gli gnocchi di ceci:

  • Farina di tipo 2 (o metà 00 e metà integrale) – 240 g
  • Zucchine cotte con olio e aglio – 160 g
  • Piselli cotti in padella – 100 g
  • Ceci lessati o in scatola – 100 g
  • Sale fino integrale di Sicilia – 1 cucchiaino
  • Farina semola per spianatoia

Per il condimento:

  • Zucchine cotte in padella – 120 g
  • Carote crude tagliate finissime – 40 g
  • Pangrattato – 40 g
  • Foglie di basilico – una decina grandi
  • Olio e.v.o. – 3 cucchiai
  • Aglio – 1 spicchio
  • Sale, pepe

Perché vi consiglio questa ricetta?

  • Problemi di colesterolo alto? Questa ricetta ha il 95% in meno di grassi saturi rispetto ai classici gnocchi di patate conditi con burro e parmigiano!
  • Altro vantaggio: hanno il triplo delle fibre (guardate la tabella nutrizionale sotto).
  • Gli gnocchi sono preparati solo con farina integrale e senza patate!!! Usiamo invece tanti legumi, più adatti al controllo della glicemia e ricchi di proteine. Il nostro primo piatto è più completo dal punto di vista nutrizionale.
  • Non usiamo latte né uova: perfetta quindi per chi ha allergie o non vuole mangiare prodotti di origine animale.

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link: https://www.lacuocainsolita.it/ingredienti/).

In caso di allergie…

Allergeni presenti: Cereali contenenti glutine

Preparazione

Fase 1: GLI INGREDIENTI PER IL SALTO IN PADELLA

Lavate e asciugate le foglie di basilico e tritatele finemente insieme al pangrattato. Se avete del pane secco, potete mettere pane e basilico insieme nel robot tritatutto.

Pelate le carote e con il pelapatate formate delle listarelle sottili.

Tenete tutto da parte, per il condimento degli gnocchi.

Fase 2: L’IMPASTO DEGLI GNOCCHI

Mettete zucchine, piselli e ceci nel contenitore del robot tritatutto e frullate fino a quando avrete ottenuto un impasto omogeneo, il più possibile senza pezzi. Aggiungete ora la farina di tipo 2 (o altra farina, ad esempio metà farina 00 e metà farina integrale di grano o di farro integrale) e il sale e amalgamate fino a quando si formerà una palla omogenea. Aggiungete altra farina (poca alla volta) se la palla risulta ancora un pochino appiccicosa. Chiudete in un foglio di pellicola e lasciate riposare mezz’ora.

Infarinate la spianatoia con la semola e formate un rettangolo di spessore di circa 1 cm (potete usare un matterello per rendere lo spessore più omogeneo). Con il coltello a lama liscia tagliate a listarelle parallele, di 2 cm di larghezza. Ora separate leggermente tra loro le strisce, giratele su un lato e cospargetele leggermente di farina di semola. Con il coltello tagliate tutte le listarelle insieme, formando degli gnocchi di forma circa quadrata. Ora, se volete e avete tempo, rigateli con la forchetta, aiutandovi con il polpastrello del pollice. Se non ne avete voglia, potete anche lasciarli a forma di quadrato!

Fase 3: LA COTTURA E IL SALTO IN PADELLA

Intanto portate a bollore l’acqua nella pentola e poi salate. Buttate gli gnocchi, rigirateli con la schiumarola e aspettate che vengano a galla (ci vorranno circa 2-3 minuti). Scolateli con la schiumarola e poneteli nella padella antiaderente, dove avete già fatto scaldare l’olio extra vergine e avete fatto insaporire lo spicchio d’aglio. Girate velocemente gli gnocchi con il cucchiaio di legno, quindi unite il pangrattato aromatizzato al basilico, le strisce finissime di carote crude e le zucchine cotte. Mescolate bene per un paio di minuti, quindi unite sale e pepe. Mangiateli subito!

CONSERVAZIONE

Gnocchi crudi: 6 mesi in congelatore. Separateli tra loro, ben infarinati con la semola. Una volta induriti potete metterli in un sacchetto gelo e tenerli per 6 mesi. Per usarli, buttateli ancora gelati direttamente nell’acqua di bollitura.

In frigorifero: 2 giorni

Chi è La Cuoca Insolita

La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog (www.lacuocainsolita.it) e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.

Tante ricette sono pensate anche per i bambini (perché non sono buone solo le merende succulente delle pubblicità). Restando lontano dalle mode del momento e dagli estremismi, sceglie prodotti di stagione e ingredienti poco lavorati (a volte un po’ “insoliti”) che abbiano meno controindicazioni rispetto a quelli impiegati nella cucina tradizionale. Usa solo attrezzature normalmente a disposizione in tutte le case, per essere alla portata di tutti.

Calendario corsi di cucina ed eventi con La Cuoca Insolita alla pagina https://www.lacuocainsolita.it/consigli/corsi/

Kessler, oltre le gambe c’è di più

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Che leggi

RUBRICA A CURA DI  IRMA CIARAMELLA*

 

 

Alla lettura dell’ANSA della morte di Alice ed Ellen Kessler, le gambe più famose della nostra TV, la memoria è corsa immediatamente al loro sorriso impeccabile a quelle gambe interminabili e a quel ritmo inconfondibile: Da-Da-Un-Pa

Poi, la lettura della riga che cambia musica: sono morte insieme, con una procedura di suicidio assistito.

Le Kessler se ne sono andate come hanno vissuto: insieme, libere, padrone di sé. Due donne che hanno regalato leggerezza all’Italia del boom economico, che aveva bisogno di sognare di guardare oltre, hanno scelto proprio il 17 novembre per far calare il sipario sulla loro storia. 

A Monaco di Baviera, nel loro Paese, dove il suicidio assistito è riconosciuto come diritto personalissimo alla morte autodeterminata, avevano pianificato ogni dettaglio: colloqui medici, valutazione della loro capacità decisionale, verifica della volontà, fino alla scelta del giorno. Non eutanasia attiva, ma supporto alla loro decisione che era giunto il momento di tagliare il  filo della loro vita. Un addio che ancora ci parla di eleganza, autonomia, dignità.

In Germania questo è’ legale. 

 Dal 2020 il Bundesverfassungsgericht ha riconosciuto il diritto della persona di  decidere se, quando e come porre fine alla propria vita: un’espressione della dignità umana e un diritto della persona. Da allora l’assistenza al suicidio, in Germania, è lecita se svolta con garanzie rigorose. Ed è proprio quel percorso che le Kessler hanno seguito, fin nei dettagli finali, destinando, coerentemente, per testamento anche i loro beni a organizzazioni umanitarie.

In Italia sarebbe stato possibile? 

No. O almeno: solo in casi molto specifici. 

Il nostro ordinamento rimane ancorato all’art. 580 c.p., con una lettura costituzionalmente orientata da sentenze anche recentissime della Corte Costituzionale con un’unica finestra di non punibilità aperta dalla sentenza Cappato–Dj Fabo. La Corte ribadisce che non esiste un diritto generale al suicidio assistito. E le sentenze della Corte Costituzionale svolgono una attività di colmare un vuoto normativo  ( anche quella recentissima del 2025). Nel nostro Paese non c’è’  una legge organica, né una  procedura uniforme: i requisiti cambiano a seconda  della Regione di residenza e di appartenenza al SSN, e secondo interpretazioni che in mancanza di un quadro organico, sono lasciate alla soggettività degli interpreti locali. Il fine vita, da noi, è ancora una questione di coordinate geografiche (vedi approfondimento sotto) *

Ma la biografia delle Kessler ci dice di più’.

Dietro le due icone di fama e bellezza c’erano due bambine cresciute nella Germania dell’Est, un padre alcolista e violento, una madre che loro stesse  considerano da ‘proteggere’.  La danza come passione assoluta. A quattordici anni la fuga nella Germania dell’Ovest, e una promessa scolpita nella paura: “Mai più dipendere da un uomo”. Promessa mantenuta per tutta la vita: nessun matrimonio, relazioni affettive  importanti ma autonome; il rifiuto della maternità, scelta consapevole alla luce delle loro carriere e dell’abdicazione ai ruoli familiari tradizionali; la gestione congiunta delle case, del lavoro, delle finanze; e infine un testamento orientato alla solidarietà (lasciti ad Onlus).

È un femminismo concreto e silenzioso, lontano dagli slogan ma potentissimo: l’indipendenza economica come presupposto per liberarsi da ogni forma di violenza o subordinazione; libertà di costruire il proprio progetto di vita senza matrimonio, né maternità obbligata; l’autodeterminazione sul corpo e sul fine vita, perché decidere come morire è la naturale continuità di una vita vissuta rivendicando la libertà di ‘ disporre’ di sé. Persino la loro determinazione di morire insieme appare oggi come l’estensione estrema di un patto di sorellanza, che ha sostituito per loro i modelli familiari tradizionali.

La loro scelta interroga il giurista e il legislatore. Se due donne lucide, informate, non fragili,  né in ‘difficoltà relazionale’ scelgono il suicidio assistito come compimento coerente della propria biografia, il diritto deve poter accogliere (e normare) questa decisione?  Oppure deve impedirla in nome di una vocazione protettiva di una vita che deve estendersi elasticamente sempre più anche resta poco o nulla della forza -non solo fisica – e dello spirito vitale complici trattamenti sanitari capaci di protrarre ogni giorno di più l’ultimo respiro? Possiamo accettare che in Italia l’accesso al fine vita dipenda ancora dalla disponibilità delle strutture sanitarie e dalla capacità – anche economica – di sostenere un contenzioso?

Le Kessler, senza proclami, hanno tenuto insieme le due parole cardine dei diritti del XXI secolo: dignità e autonomia.

E la domanda che ci consegnano, più che un testamento morale, è un’agenda politica:

Che leggi servono per trasformare una scelta individuale in un diritto regolato, garantito, sottratto alla clandestinità e alle diseguaglianze?

* Irma Ciaramella, avvocata

Approfondimento 

Il tema del fine vita resta uno degli argomenti  più delicati del dibattito giuridico e politico italiano. In assenza di una disciplina organica, è stata la Corte costituzionale a definire negli ultimi anni i confini entro cui l’aiuto al suicidio può considerarsi lecito, costruendo un modello fondato sul bilanciamento tra la tutela della vita e il diritto all’autodeterminazione del paziente.

Il punto di partenza è la legge n. 219/2017, che ha riconosciuto il diritto di ciascuno a rifiutare cure e trattamenti anche salvavita. La questione arriva alla Consulta con il caso Cappato–DJ Fabo, che apre il problema dell’aiuto al suicidio all’interno dell’ordinamento italiano.

1. L’ordinanza n. 207/2018: la Corte chiama il Parlamento

La Consulta rileva che l’art. 580 c.p. potrebbe essere incostituzionale in alcuni casi-limite e concede al Parlamento un anno per legiferare. Identifica già i criteri: patologia irreversibile, sofferenze intollerabili, trattamenti vitali, piena capacità decisionale.

2. La sentenza n. 242/2019: il perimetro della non punibilità

Constatata l’inerzia legislativa, la Corte dichiara parzialmente illegittimo l’art. 580 c.p. e stabilisce quando l’aiuto al suicidio non è punibile. Le condizioni sono cumulative:

• patologia irreversibile e prognosi infausta;

• sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili;

• dipendenza da trattamenti di sostegno vitale;

• piena capacità di intendere e volere;

• previo accesso (o rifiuto consapevole) alle cure palliative.

La procedura deve svolgersi sotto controllo del Servizio Sanitario Nazionale.

3. Le pronunce del 2024 e 2025: conferma e chiusura del perimetro

• Sentenza n. 135/2024: conferma il requisito della dipendenza da trattamenti vitali, ritenuto essenziale per delimitare il campo dei casi ammessi.

• Sentenza n. 66/2025: ribadisce che solo il legislatore può ampliare la platea dei soggetti ammissibili; la Consulta mantiene il perimetro definito nel 2019.

Situazione attuale

L’assenza di una legge nazionale lascia un quadro frammentato: i comitati etici territoriali applicano i principi costituzionali senza linee guida uniformi, mentre alcune Regioni (Emilia-Romagna e Toscana) hanno avviato proprie discipline.

Le pronunce della Corte hanno costruito un sistema di garanzie minimo e coerente, evitando arbitri e offrendo tutela ai pazienti più vulnerabili. Ora la responsabilità è del Parlamento: trasformare questa architettura giurisprudenziale in una normativa chiara, uniforme e rispettosa dei diritti fondamentali.

 

Avv. Maria Irma Ciaramella

PATROCINANTE IN CASSAZIONE