Rubriche- Pagina 29

Quando la solidarietà trabocca sul marciapiede

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FRECCIATE

L’idea, sulla carta, è di quelle che scaldano il cuore: un contenitore in strada dove deporre abiti usati, destinati a nuova vita grazie a qualche associazione benefica. Un piccolo atto di civiltà, una carezza all’ambiente e al prossimo.

Poi, però, c’è la realtà. Passate da via Duchessa Jolanda, a Torino. Lì, quel contenitore appare come la versione laica di un confessionale che ha smesso di contenere peccati. Gli abiti straripano, come se il cassonetto fosse stato colpito da un’epidemia di bulimia tessile. E allora i cappotti cadono a terra, i maglioni si trascinano sul marciapiede, le camicie ondeggiano al vento come bandiere di resa.

Il risultato? L’iniziativa, che doveva essere un aiuto al prossimo, si trasforma in un regalo al degrado. E così, paradossalmente, quel cassonetto che avrebbe dovuto dire “noi ci prendiamo cura” finisce col gridare “noi ce ne freghiamo”.

Iago Antonelli

 

La dubbia prospettiva del massimalismo di sinistra

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LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

Il massimalismo, l’estremismo, il radicalismo e il populismo sono la nuova ed esclusiva cifra
politica della sinistra italiana. Intesa in tutta la sua diversità e pluralità. Ovvero, la sinistra
televisiva, accademica, intellettuale, giornalistica, sindacale e, come ovvio e scontata, politica.

Cioè i partiti che oggi rappresentano autenticamente l’universo della sinistra italiana e che si
riassume con il cosiddetto “campo largo”: Pd, Avs, 5 stelle e la Cgil di Landini. In più, seppur in
una posizione meno ufficiale ma, comunque sia, contigua e in perfetta sintonia con quell’area
politica, tutte quelle sigle dell’estremismo più o meno violento e barricadero che caratterizzano
ormai il mondo della sinistra italiana.

Ora, è di tutta evidenza che in un contesto del genere è difficile, molto difficile, distinguere una
legittima differenza tra il manifestare liberamente il proprio pensiero o la propria indignazione
politica e il ricorso a quella violenza che, purtroppo, campeggia in moltissime manifestazioni di
piazza organizzate da sigle della sinistra stessa. E questo perchè, al di là delle stesse mille
manifestazioni di piazza che ormai attraversano tutta l’Italia, è indubbio che ci troviamo di fronte
ad una situazione dove è l’intera sinistra che si orienta sotto il vestito di un massimalismo e di un
radicalismo che può tranquillamente sfociare in momenti anche virulenti: dall’attacco violento alle
forze dell’ordine alla criminalizzazione del nemico, dalla devastazione delle città alla sistematica
interruzione dei servizi pubblici essenziali per la vita normale e quotidiana dei cittadini italiani.

Ed è proprio questa concreta situazione che porta ad una semplice conclusione al di là e al di
fuori di qualsiasi valutazione politica, culturale ed ideologica sul profilo dell’attuale sinistra italiana,
seppur nella varietà che la contraddistingue. E cioè, possono essere il massimalismo, il
radicalismo e l’estremismo l’orizzonte entro il quale la sinistra ex e post comunista italiana può
essere oggi e domani una vera e propria alternativa democratica all’attuale coalizione di centro
destra a guida Giorgia Meloni? Possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo una
ricetta credibile per dispiegare sino in fondo una altrettanto credibile cultura di governo? E, infine,
possono essere l’estremismo, il radicalismo e il massimalismo la strada più coerente e più
credibile per mantenere il nostro paese in un quadro e in una cornice democratica e
costituzionale?

Sono domande, queste, credo legittime anche alla luce delle concrete vicende politiche che
emergono dalla nostra società nelle sue multiformi espressioni. Perchè un conto era la
tradizionale coalizione di centro sinistra. E cioè, una allenza democratica, riformista e di governo.
Altra cosa, tutt’altra cosa, è l’attuale coalizione della sinistra estremista, massimalista e radicale
dove non c’è più alcun paletto a sinistra e tutto viene inglobato nel cosiddetto ‘campo largo’: dai
partiti al sindacato di riferimento, dai conduttori televisivi agli intellettuali cosiddetti organici, dai
gruppi spontanei ai centri sociali agli stessi organi di informazione che supportano questa
alternativa politica.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, resta una domanda aperta anche in vista delle
prossime elezioni politiche. E cioè, è con questo progetto politico e con questo profilo culturale
che la sinistra italiana si prepara ai prossimi appuntamenti elettorali? Se così fosse, prepariamoci
ad un clima di fortissima radicalizzazione politica e di marcata polarizzazione ideologica. Con
conseguenze non indifferenti per la stessa qualità della nostra democrazia e la solidità delle nostre
istituzioni democratiche. Per non parlare dell’efficacia dell’azione di governo.

Rock Jazz e dintorni a Torino. I Negramaro e Marco Mengoni

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. All’Hiroshima Mon Amour dal 6 all’11 ottobre, va in scena l’edizione numero 17 del Resetfestival. Festival dedicato alla ricerca di nuovi talenti supervisionati da artisti già affermati come: Whitemary, Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista e Andrea Laszlo De Simone.

Martedì. Al Peocio di Trofarello suonano Jill Yan, Mohini Dey, Jeremy Colson.

Mercoledì. All’Inalpi Arena per 2 sere consecutive, si esibisce Marco Mengoni. Al Teatro Concordia di Venaria è di scena Mostro. Al Lambic si esibisce il cantautore Mirco Mariani. Allo Spazio 211 è di scena Natalie Bergman e Preoccupations. All’Osteria Rabezzana suona il Cuanta Pasion Grup.

Giovedì. Al Vinile si esibiscono i Charlatown. Al Blah Blah suonano EFFEMME, Moneti & Michele Mud con la partecipazione di Davide “Dudu” +MONDOCANE.

Venerdì. All’Inalpi Arena arrivano i Negramaro. Al Circolino suona il Mark Bonifati Ensemble. Al Circolo Sud si esibisce Chiara Effe. Al Peocio di Trofarello è di scena Pino Scotto. Al teatro Concordia si esibisce Artie 5IVE. Allo Ziggy suonano : King Potenaz+ Sator. Al Blah Blah sono di scena Mondo Generator + Ritual King.

Sabato. All’Inalpi Arena si esibisce Salmo. Al Folk Club suona “El Mate” Trio. Al Circolo Sud è di scena Fonzie & la Massa Critica. Allo Ziggy suonano gli Inkubus Sukkubus. Al Blah Blah si esibisce Tony Mezzacarrica & i Carusi.

Domenica. Al Blah Blah suonano i The Buttertones.

Pier Luigi Fuggetta

Solidarietà senza ostaggi: ricordarsi di dimenticare

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FRECCIATE

Anche a Torino grande successo di partecipanti, al netto delle devastazioni dei “soliti facinorosi”, per le manifestazioni in occasione dello sciopero generale. Uno sciopero per la Palestina. Non per il lavoro, non per i salari che non crescono, non per le bollette che strozzano le famiglie, non per i treni che non passano e gli ospedali che cadono a pezzi.

Con motivazioni altissime, intendiamoci: la pace, i diritti umani, la solidarietà internazionale. Tutto giusto, tutto bellissimo. Peccato che, sotto la patina idealista, sembri esserci più una passerella politica. Con la partecipazione di migliaia e miglia di giovani in buona fede.

Serve davvero bloccare un Paese intero non per affrontare i problemi italiani, e forse nemmeno  tanto per la causa palestinese, quanto piuttosto per onorare  la Flotilla? Serve mettere in piedi una missione umanitaria che porta viveri… e poi i viveri non vengono consegnati?

E ancora: è etico sventolare solo una bandiera, senza mai parlare degli ostaggi israeliani ancora in mano ad Hamas, senza mai ricordare la strage del 7 ottobre, senza mai nominare gli orrori compiuti dal movimento che governa Gaza col terrore?

La solidarietà, quella vera, non è a senso unico. Non dovrebbe essere un alibi per fare propaganda o per dare lustro a un’agenda politica. Altrimenti lo sciopero generale rischia di diventare meno un atto di coscienza e più un atto di ipocrisia.

Iago Antonelli

Cabaret, la pasticceria torinese dove dolce e salato diventano spettacolo

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO
Un laboratorio a vista che profuma di autenticità
In pieno centro a Torino, tra le vie che mescolano eleganza sabauda e vita di quartiere, c’è un luogo che ha già conquistato i palati e la curiosità dei passanti: la pasticceria Cabaret.
A renderla speciale non sono solo le creazioni che escono dal suo forno, ma il fatto che tutto nasce davanti agli occhi dei clienti. Il laboratorio a vista è infatti il cuore pulsante del locale, dove Anthony, il pasticcere, crea e farcisce al momento croissant e dolci che sembrano piccoli gioielli.
Osservare il movimento delle mani di Anthony mentre spalma la crema o decora una torta è quasi un rito: un gesto semplice che diventa spettacolo, trasmettendo quell’autenticità che oggi si cerca sempre più spesso nei luoghi di gusto.
Dolci che raccontano una storia
Il banco del Cabaret è una vetrina colorata che racconta, con i suoi profumi e le sue forme, la tradizione e l’innovazione. Ci sono i tiramisù in tazzina, delicati e intensi allo stesso tempo; la torta Linzer con confettura e frutti di bosco, che riporta a suggestioni mitteleuropee; e la torta Cabaret, un omaggio alla casa, che ha già i suoi estimatori affezionati.
Tra le proposte che attirano gli sguardi ci sono anche la torta pere e cioccolato, i soffici maritozzi panna e crema, i baci della riviera, la torta carota e mandorle, le immancabili melighe e i garibaldini, biscotti di memoria antica che profumano di Piemonte.
Non mancano le crostatine assortite, le torte alla crema gianduia o con confetture varie, senza dimenticare la torta mele e cannella, un classico rassicurante che sa di casa.
Per gli appassionati dei piccoli piaceri, ci sono anche i biscotti di mais e arachidi, mais e cacao, e i cantuccini alle nocciole, da gustare insieme a un bicchiere di vino moscato.
Il lato salato di Cabaret
Cabaret non è soltanto dolci: il locale si distingue anche per una proposta salata curata e mai banale. Le quiche sono diventate un vero e proprio simbolo: c’è quella alla zucca e amaretto, che unisce delicatezza e carattere, quella alle verze e patate, che profuma di ricette casalinghe, e la quiche ai funghi, dal sapore più intenso.
Non mancano i classici come i toast, i croissant salati e una formula pranzo che sta conquistando una clientela sempre più variegata.
Dal lunedì al venerdì, infatti, Cabaret propone soluzioni veloci ma complete: quiche, contorni, un dolce o un maritozzo, senza dimenticare il caffè e il piacere di un piccolo bignè chantilly. Un modo per concedersi una pausa dal lavoro che non è solo nutrimento, ma anche coccola.
Un ambiente familiare con un’anima rustica
A rendere Cabaret unico non è solo il laboratorio a vista, ma anche l’atmosfera che si respira entrando. Un arredamento caldo, con tocchi rustici e accoglienti, fa da cornice alle giornate di chi si ferma per una colazione, una merenda o un pranzo veloce.
Non è raro vedere clienti che si trattengono a lungo, attratti dal clima conviviale e da un servizio attento.
Accanto ad Anthony lavora una piccola squadra affiatata: Chiara, aiuto pasticcere, lo affianca nella creazione delle specialità, mentre Fernanda, Bintu, Ida e Laura si occupano della caffetteria, portando sorrisi e professionalità. È questa dimensione corale, fatta di mani e volti diversi, a rendere il Cabaret non solo una pasticceria, ma un luogo di incontro e socialità.
Cabaret, un angolo di Torino da scoprire
In una città che ama i suoi caffè storici e i locali eleganti, Cabaret si inserisce con una personalità precisa: quella di chi vuole proporre qualità senza formalismi, con un’attenzione sincera alle persone e ai loro gusti.
Qui si viene per la colazione del mattino, per la pausa pranzo o per un dolce dopo cena, ma soprattutto per respirare un’atmosfera autentica, fatta di profumi, chiacchiere e gesti quotidiani che sanno trasformarsi in ricordi.
Cabaret non è solo una pasticceria: è un piccolo teatro di sapori e umanità, dove il protagonista sei sempre tu, che scegli di fermarti per lasciarti conquistare da un sorriso e da una fetta di torta.
Un quartiere che invita a fermarsi
La posizione del Cabaret non è casuale: si trova in una zona di Torino molto amata dai torinesi, che qui passeggiano tra negozi, mercati e scorci storici. È un quartiere dove si respira ancora l’atmosfera autentica della città, con il suo mix di tradizione e vitalità moderna.
Fermarsi al Cabaret diventa così parte di un rito quotidiano: una pausa che accompagna le chiacchiere del mattino, gli incontri di lavoro o le merende dei pomeriggi autunnali. Ed è forse proprio questa dimensione di familiarità, intrecciata con la qualità delle proposte, a spiegare perché chi ci entra una volta finisce sempre per tornare.
Noemi Gariano

Rock Jazz e dintorni a Torino: Avion Travel e Lil Darling Quartet

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Al Magazzino di Gilgamesh si esibisce Max Altieri & Friends.

Mercoledì. Le Storie Sbagliate rendono omaggio a Fabrizio De Andrè all’Osteria Rabezzana. Al Magazzino di Gilgamesh è di scena Dotti & The Gang. Al Blah Blah suonano gli XIXA.

Giovedì. Al Folk Club per 2 sere consecutive, suona la Piccola Orchestra Avion Travel. All’Osteria Rabezzana si esibisce Lil Darling Quartet. Al Cafè Neruda è di scena Valentina Nicolotti. Da Banco Vini si esibisce Mr.T-Bone. Al Blah Blah suonano i Maori.

Venerdì. Allo Ziggy sono di scena i Selvans + Strega. Al Blah Blah suonano i We Are Wawes. All’Off Topic si esibisce Giulia Mei. Al Circolo Sud suonano i The MaryAngels. Al Circolo Mossetto suona il quartetto Swanznaggers.

Sabato. Allo Spazio 211 è di scena Natalie Bergman. Al Magazzino sul PO serata hardcore con tanti gruppi denominata “ Torino Hardcore Warm Up.”Al Magazzino di Gilgamesh suona la TopoBand.

Domenica. Al Vinile concerto tributo alle donne del rock “ Copia di Eterea /Women in Rock.

Pier Luigi Fuggetta