Rubriche- Pagina 25

Friceuj ‘d pom (Frittelle di mele) 

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Una deliziosa ricetta d’infanzia.

 Le frittelle di mele sono una tipica golosità piemontese di origine contadina, si gustano rigorosamente calde comparse di zucchero semolato. Irresistibili ! 
Ingredienti 
150gr. di farina 00 
1 uovo intero 
2 mele 
50gr. di zucchero 
1/2 bicchiere di latte 
1/2 cucchiaino scarso di lievito 
Scorza di limone grattugiata 
Olio di oliva q.b. 
Preparare la pastella mescolando la farina con il tuorlo, il latte, un cucchiaio di zucchero, scorza di limone e lievito. Pelare e tagliare le mele a fette, immergerle nella pastella, unire l’albume montato a neve, mescolare delicatamente. Versare a cucchiaiate la pastella in olio caldo, friggere per 5-6 minuti rigirandole, scolare su carta assorbente e cospargere con lo zucchero rimasto. Servire subito. Deliziose ! 

 

Paperita Patty 

Trasformiamo le nostre aspettative in aspirazioni (Prima parte)

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Le aspettative nascono dalle nostre convinzioni personali a proposito di eventi e/o comportamenti che possono verificarsi o meno. Sono ipotesi, spesso certezze illusorie, che nascono da una complessa combinazione delle nostre esperienze, desideri e conoscenze dell’ambiente o delle persone che ci circondano.

Ci aspettiamo, ad esempio, che ad agosto faccia caldo e ci sia tempo sereno, che le persone che amiamo ricambino il nostro sentimento, che se svolgiamo un lavoro veniamo regolarmente e correttamente remunerati, che se apriamo il rubinetto in casa sgorghi acqua potabile, che se ci mettiamo in auto per raggiungere una destinazione non ci siano intoppi nel nostro viaggio, e via di questo passo.

Il vero problema delle aspettative sta nell’attesa che accada qualcosa senza che abbiamo davvero buoni motivi per essere certi che ciò avvenga. Se siamo convinti che sia sufficiente nutrire determinati desideri perché questi si realizzino, stiamo alimentando un’illusione, e inevitabilmente gettiamo le basi per la delusione.

Se ci pensiamo bene, la nostra felicità o infelicità non dipende da quel che ci accade, ma dal rapporto tra ciò che accade rispetto a ciò che ci aspettavamo che accadesse. Se, ad esempio, la nostra squadra di calcio del cuore gioca nello stadio della più forte squadra del mondo e pareggia 0-0, giocatori, tifosi e dirigenti torneranno a casa molto felici per l’esito della partita.

Se il medesimo risultato di 0-0 viene ottenuto contro una mediocre squadra del campionato italiano, l’umore delle stesse persone sarà invece decisamente nero. Chi non capisce molto di calcio si stupirebbe nel notare due reazioni opposte di fronte ad un risultato numericamente uguale. Allora che cosa ha determinato quella differenza di umore dopo due partite finite entrambe 0-0?

L’aspettativa! Perché nel primo caso si temeva una sonora sconfitta, mentre nel secondo ci si attendeva una larga vittoria della nostra squadra. Può sembrare banale, ma noi “funzioniamo” così in ogni circostanza della vita. Sono quindi le aspettative a determinare il nostro umore, il nostro grado di felicità, la nostra soddisfazione o insoddisfazione.

(Fine della prima parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

5 libri per l’estate

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THE PASSWORD Torino oltre gli asterischi 

 

Anche quest’anno l’estate è ufficialmente alle porte. Tra vacanze al mare ed esami universitari, la maggior parte delle persone trova questa stagione ideale per potersi concedere una pausa e dedicarsi alla lettura, trascorrendo le giornate più calde al fresco in un prato o sotto l’ombrellone, sfogliando le pagine di un buon libro. I generi prediletti dai lettori durante il periodo estivo spaziano tra avventura, giallo, saggistica e romance, ma, nonostante le profonde differenze di genere, i libri perfetti per l’estate sono generalmente caratterizzati da trame leggere ma intriganti, difficili da scordare.

Oggi vi proporremo 5 libri per la vostra estate 2023.

Wild.

Il più famoso romanzo dell’autrice americana Cheryl Strayed ci dona un’emozionante storia di crescita personale e di avventura, nella quale una giovane ventiseienne si ritrova senza una meta in seguito alla morte della madre e alla fine del suo prematuro matrimonio. Decide pertanto di mettersi in cammino e di attraversare a piedi l’America, immergendosi nella natura selvaggia. Tra foreste, dirupi e animali selvatici, la fragile ragazza affronterà così un’avventura indimenticabile, fatta di paure, coraggio e formazione.

L’insostenibile leggerezza dell’essere

Questo romanzo di Milan Kundera, scritto nel 1982, è forse tra i più letti e apprezzati degli ultimi anni. Già il titolo enigmatico del romanzo affascina, trasportandoci verso una dimensione esistenziale fatta di mille dubbi, scaturiti dalle storie dei personaggi: vista la transitorietà delle nostre vite, è meglio scegliere la leggerezza o la pesantezza? Troviamo così Tereza e Tomáš a rappresentare i due poli opposti di pesantezza e leggerezza in amore, dove uno non desidera legarsi nuovamente a una donna, mentre l’altra sente il “peso” della mancanza di un compagno di vita. Allo stesso modo troviamo Sabina e Franz, i quali si ritrovano a rivalutare le loro scelte di vita di fronte all’inevitabile sbocciare dell’amore. Una storia di amori, compromessi, scelte e conseguenze che riflettono la complessità della vita stessa, ponendoci domande senza risposte.

L’isola del tesoro

L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson è un classico intramontabile, ambientato nell’Inghilterra del Settecento. Il protagonista, Jim Hawkins, gestisce una locanda insieme alla madre, spesso frequentata da un vecchio pirata. La morte di quest’ultimo porta il giovane Jim a trovare una mappa di un tesoro nascosto su un’isola: si tratta dell’ambito tesoro nascosto del capitano Flint. Jim, insieme al dottor Liversey e a un nobile gentiluomo, decidono di organizzare una spedizione alla volta dell’isola, portando con sé anche un cuoco, Long John Silver, un uomo apparentemente innocuo con una gamba di legno. Inizierà così un’avventura che porterà Jim all’iniziazione della vita adulta e alla scoperta della cattiveria degli esseri umani. Un romanzo perfetto per gli amanti delle avventure e dei pirati.

I miei giorni alla libreria Morisaki

Si tratta del romanzo d’esordio dell’autore giapponese Satoshi Yagisawa, ambientato a Tokyo. Qui Tatako, una giovane ragazza piuttosto infelice, trova il suo posto grazie al quartiere Jinbōchō, tranquillo e pieno di librerie e case editrici. Insomma, un vero e proprio paradiso per i lettori, dove si possono scorgere libri di ogni tipo e dove si trova la libreria Morisaki, che appartiene all’eccentrico zio di Tatako, il quale dedica la propria vita ai libri. Ospitata dallo zio, la protagonista si ritrova improvvisamente immersa in questo mondo a lei nuovo e pieno di colori, imparando piano piano a relazionarsi con gli altri attraverso le letture, lasciandosi finalmente andare.

Il cacciatore di teste

Questo thriller mozzafiato di Jo Nesbø è ricco di colpi di scena e sfide psicologiche. Il protagonista, Roger Brown, possiede la fama di miglior “cacciatore di teste” per via della sua abilità a trovare le persone giuste da assumere per le grandi aziende. Possiede, tuttavia, un hobby segreto: i furti d’arte, grazie ai quali si permette l’elevato stile di vita che conduce con la moglie. Quando viene a conoscenza di Clas Greve, un dirigente perfetto da assumere per un’importante società, Roger scopre che quest’ultimo possiede un importante dipinto andato perduto durante la Seconda Guerra Mondiale. Decide pertanto di compiere l’ennesimo colpo, ma le cose purtroppo non vanno come sperava: intrufolandosi nella casa del dirigente, il protagonista si ritrova presto in una situazione inaspettata, rendendosi conto di non essere cacciatore ma vittima.

Monica Poletti

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“La casa delle meraviglie”. Un’avventura tra biciclette, amicizia e magia

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Torino tra le righe

Oggi voglio parlarvi di La casa delle meraviglie, un libro per bambini scritto da Anna Vivarelli, una delle autrici più apprezzate della letteratura per ragazzi in Italia. Una penna raffinata e sensibile, capace di creare mondi che parlano ai più piccoli ma che sanno toccare anche il cuore degli adulti.
Laureata in Filosofia a Torino, Vivarelli ha esordito giovanissima nel mondo della scrittura, lavorando come drammaturga e autrice radiofonica per la Rai. La sua è una carriera poliedrica: per molti anni ha svolto attività giornalistica e di copywriting come freelance, oltre a insegnare Storia del teatro in diverse scuole di recitazione. Nel 1994 ha pubblicato il suo primo libro per ragazzi, Uomo nero, verde, blu, da cui il Teatro dell’Angolo ha tratto uno spettacolo teatrale, segnando l’inizio di una lunga e brillante carriera nel mondo dell’editoria per l’infanzia.
Nel 1996 ha vinto il prestigioso Premio Il Battello a Vapore, dando slancio a un percorso costellato di riconoscimenti: due Premi Cento, due Premi Bancarellino, il Premio Andersen nel 2010 come miglior scrittore e, più recentemente, il Premio Rodari alla carriera nel 2023. Ha pubblicato oltre cinquanta titoli con editori come Einaudi, Feltrinelli, Piemme, Mondadori e Rizzoli, molti dei quali tradotti all’estero. Insomma, una vera ambasciatrice della narrativa per ragazzi, torinese di nascita e di spirito.
La casa delle meraviglie racconta la storia di Emma, una bambina vivace, curiosa e amante dell’avventura, che affronta la vita con coraggio nonostante l’abbandono da parte della madre. Accanto a lei ci sono due figure speciali: il padre, un uomo affettuoso e attento, con cui condivide storie, pensieri e lunghe passeggiate in bicicletta, e Filippo, un anziano proprietario del negozio “De Filippis: tutto per i ciclisti”, che diventa per Emma un amico silenzioso e presente, soprattutto nelle serate solitarie in cui il padre è al lavoro.
La loro esistenza è fatta di piccoli spostamenti e traslochi, di case temporanee e oggetti racchiusi in una scatola di plastica, simbolo di una vita in divenire, sempre sul filo dell’equilibrio. Ma un giorno, in un piccolo bosco che sembra uscito da una fiaba, Emma e suo padre trovano un luogo speciale: una casa abbandonata, immersa nella natura, che ai loro occhi diventa subito “la casa delle meraviglie”. Un rifugio, un sogno, forse anche un’opportunità.
Sarà davvero la loro casa definitiva? O è solo una tappa in un viaggio più lungo? Per avere una casa, ci vuole anche una famiglia? E cosa significa, davvero, sentirsi a casa?
Con un linguaggio diretto e spontaneo, Anna Vivarelli ci accompagna nel mondo interiore di Emma attraverso una narrazione in prima persona che crea un’immediata empatia con il lettore. Emma osserva il mondo con occhi aperti e sensibili, ponendosi domande che appartengono a tanti bambini e, in fondo, anche a molti adulti. La sua voce è autentica, priva di artifici, e questo rende la storia ancora più intensa.
Ad arricchire questa delicata avventura c’è il contributo dell’illustratrice Giulia Dragone, che con i suoi disegni dettagliati e poetici dona un volto ad Emma e agli ambienti che la circondano, rendendoli tangibili e familiari. Le illustrazioni non sono solo un accompagnamento visivo, ma diventano parte integrante della narrazione, capaci di evocare emozioni e amplificare il senso di meraviglia che attraversa tutto il libro.
Due autrici, dunque, che lavorano in armonia per costruire un’opera dolce e fresca, che si legge tutta d’un fiato e che lascia il desiderio di proseguire, di sapere cosa accadrà dopo.
La casa delle meraviglie è un libro dolce, luminoso e pieno di significato. Una storia che parla di amore, di radici, di desideri semplici e profondi. Una storia che incanta e coinvolge, lasciando nel lettore un senso di meraviglia e un pizzico di nostalgia. Con un solo difetto: finisce troppo presto.
MARZIA ESTINI

Le vostre foto. Un viaggio tra gli sfarzi di Palazzo Reale

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Dallo scalone monumentale che accoglie i visitatori con imponenza, si accede agli ambienti sontuosi, come la sala da pranzo, perfetta testimonianza della magnificenza regale.


L’Armeria Reale è una delle collezioni di armi e armature più ricche e antiche al mondo.

La Cappella della Sindone, capolavoro del Guarini, affascina per la sua straordinaria architettura barocca.


Un percorso che intreccia arte, storia e bellezza.

(Le foto sono della nostra lettrice Alessandra Macario)

L’importanza di essere consapevoli dei valori che ci guidano / 3

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Una caratteristica importante dei valori personali consiste nel fatto che essi sono assolutamente soggettivi e individuali, poiché appartengono alla percezione e alla identificazione della singola persona, e come tali non sono giudicabili e sindacabili. Ma come ognuno di noi può correttamente identificare i valori che lo guidano?

Non è esattamente una passeggiata comprendere bene quali sono i nostri valori, e ci può essere senz’altro d’aiuto fare con pazienza un elenco scritto, anche riflettendo su quali sono quelli per noi quelli più importanti, anche in relazione ai nostri vari ruoli nella vita: familiare, lavorativo, sociale, ecc.

Per ogni ruolo scegliamo, ad esempio, dieci valori che riteniamo importanti e poi mettiamoli in ordine gerarchico di importanza. Soprattutto i primi tre-cinque valori per ogni ruolo saranno quelli che effettivamente determinano (o dovrebbero determinare…) quasi sempre le nostre scelte e decisioni.

Una volta identificati e definiti correttamente e consapevolmente i nostri valori nei vari ambiti della nostra vita il passo successivo sarà quello di vivere la nostra esistenza secondo quei valori in ogni ambito. Questa decisione è in grado di portarci a profondi cambiamenti.

Soprattutto nel modo in cui affrontiamo le cose, le situazioni e le scelte nella nostra vita. Per esempio, se comprendiamo che per noi un valore fondamentale è il rispetto, e che è giusto mettere in atto questo valore, per vivere bene dovremo inserirlo nei nostri comportamenti quotidiani.

E quindi rapportarci agli altri, all’ambiente e anche a noi stessi con gentilezza, comprensione, tolleranza, disponibilità e attenzione. Se agiremo in maniera diversa, e quindi non in linea con quel valore per noi molto importante, saremo molto spesso in conflitto con noi stessi, e vivremo confusione e risentimento verso di noi e sensi di colpa verso gli altri.

(Fine della terza e ultima parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.