Rubrica a cura del Centro Studi Piemontesi
Carcaveja. Non è un esercizio noioso curiosare tra le pagine dei dizionari: porta sempre a scoprire parole che da anni non capitava di sentire o di leggere. Facendo una ricerca sul REP (Repertorio Etimologico Piemontese, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2015) mi sono imbattuta in Carcaveja: una parola che ricordo in uso in anni lontani e poi scomparsa, e per forse per questo conserva una specie di magia. La traduzione è: incubo, spettro, fantasma; miraggio; aria piena di vapori delle giornate di gran caldo estivo…. Leggiamo dal REP: “voce di uso domestico, versione piemontese dell’espressione ‘calca la vecchia’, derivata da un’antica e diffusa credenza secondo la quale l’incubo è l’anima di un mostro o di una strega che, nelle sembianze di una vecchia, ‘calca, schiaccia’ nel sonno il dormiente disturbandone la quiete…”.
La guida del centro – destra da parte di Salvini appare non condivisa dall’elettorato liberale e moderato e la stessa Lega sembra aver perso attrattività, almeno al centro e al Sud. Le autonomie regionali appaiono molto rafforzate e i candidati presidenti si sono rivelati determinanti, come rivelano Zaia, De Luca ed Emiliano.

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Il seguito del romanzo sciorina vite, viaggi, dialoghi serrati, ambizioni, snob cinquantenni eleganti e colti ma con qualche vuoto esistenziale, compravendite di case e arredatori al top della carriera. Leavitt è abilissimo nel raccontarci crucci, grandezze e miserie dei “liberal” intellettuali americani con soldi a palate e tempo per spenderli, tra località esclusive e abissi di banalità quotidiana.
Vale la pena riscoprire l’opera di Françoise Sagan, nata nel 1935 e morta nel 2044, diventata famosa giovanissima nel 1954 con lo strepitoso successo “Bonjour tristesse”. Il bestseller creò un certo scalpore e venne messo all’indice dal Vaticano; ma fu soprattutto un clamoroso caso editoriale e diventò anche un film diretto da Otto Preminger, interpretato da una seducente Jean Seberg e dai mostri sacri David Niven e Deborah Kerr.
L’autrice, pittrice e illustratrice Gabiella Kuruvilla, nata a Milano da madre italiana e padre indiano, racconta le insicurezze soprattutto affettive di 4 personaggi che hanno dai 30 ai 40 anni e si dibattono nella vita e nei sentimenti, tra capoluogo meneghino e India.




Ma allora, perché si è diffusa questa diceria? In questo caso sarebbe per via delle testimonianze di chi dice che dopo aver mangiato frutta dopo il pasto si sente gonfio, eccessivamente sazio, con “aria nella pancia”.
una triste eredità del governo Monti. Inoltre si rifà a a casi di infrazione del codice di autoregolamentazione dei partiti che non tocca all’antimafia far rispettare. Morra riecheggia Rosi Bindi che anche lei alla vigilia del voto fece una cosa analoga, ma almeno formalmente un po’ più corretta.
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni /
Nel lungo esilio affrontato con grande dignità e rassegnazione cristiana, il Re non interruppe mai il suo legame con milioni di italiani che avevano votato per lui e che lo ritenevano il loro Re. Ma anche tanti giovani si entusiasmarono per la causa del Re che seppe praticare il suo motto: “ L’Italia innanzi tutto“. Mori’ in terra straniera perché gli fu negato di morire in Italia ed oggi riposa ad Altacomba, l’abbazia benedettina tomba di parte dei suoi avi, restaurata da Carlo Felice dopo le devastazioni della Rivoluzione francese.
Umberto II non è un nome divisivo, se non per i faziosi che fraintendono la storia e vogliono che le colpe dei padri ricadano in modo barbaro anche sui figli. E anche l’ hotel torinese “Principi di Piemonte“ potrebbe riandare alla sua storia, esponendo i ritratti degli ultimi Sovrani d’ Italia che furono sposi felici proprio a Torino.