Rubrica a cura del Centro Studi Piemontesi
La parola la troviamo per lo più nell’espressione “guardé j’arsivòli”, essere distratto, trastullarsi, guardare in aria. Il vocabolario del Gribaudo, lo traduce con “Archivolti”; il REP né propone una etimologia complessa. A noi piace citare la traduzione poetica che ne dà Riccardo Massano nel commentare la poesìa Arsivòli del nostro più grande poeta del Novecento Pinin Pacòt (1899-1964), Voli di sogno. “Arsivòli è termine intraducibile che vale genericamente Fantasie, Fantasticherie. La parola figura in piemontese (almeno nella lingua parlata e nella tradizione scritta) solo al plurale nel sintagma guardé j’arsivòli […] e significa “guardare in aria oziando e fantasticando” (Vedi Pinin Pacòt, Poesìe e pàgine ’d pròsa, ristampa anastatica dell’edizione del 1967, prefazione di Gustavo Buratti, con l’aggiunta a postfazione di un ritratto critico di Riccardo Massano, Pinin Pacòt artista e poeta, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1985, pagg. XVI-445. Nuova ristampa nel centenario della nascita del poeta, a cura di Renzo Gandolfo e Albina Malerba (2000)
Nel 1917 dopo Caporetto il Re cambio’ il presidente del Consiglio Boselli con Vittorio Emanuele Orlando e Cadorna con Armando Diaz.


Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Justine ama prendersi cura degli anziani, adora ascoltare le storie delle loro vite ed è particolarmente legata all’ospite della stanza 19, Hélene; soprannominata “la donna della spiaggia” perché immagina di stare sotto un ombrellone a leggere romanzi con un gabbiano che la segue ovunque, annuncia scomparse e ritorni, le tiene compagnia.
L’amicizia è quella tra quattro 70enni che si erano conosciute nel periodo aureo dei loro 30 anni, e più diverse tra loro non potrebbero essere. Sylvie è morta da poco e alle altre tre tocca il gravoso, noioso, triste compito di svuotare la sua casa al mare: uno scrigno di ricordi, suppellettili, cibi scaduti e ciarpame vario. Tutti gli strascichi di una lunga vita. Lei era il vero collante della loro amicizia e, in sua assenza, le superstiti faticano a ritrovarsi, condividere ricordi belli e brutti, e perdonarsi le reciproche pecche, superare vecchi rancori.
L’autore, giornalista e scrittore, attento soprattutto alle cronache di costume, raccoglie in questo libro i suoi articoli-reportage tra San Francisco e Los Angeles. Una sorta di moderno Grand Tour, in cui più che le rovine del passato, al centro, ci sono esempi di successo proiettati in un futuro sempre più high tech. Siamo nella dorata Silicon Valley, la terra di Google e il cono d’oro delle start up di maggior successo.
Joaquim Maria Machado de Assis è nato a Rio de Janeiro nel 1839 in una famiglia di meticci di umili origini: il padre imbianchino di origine portoghese, la madre donna delle Azzorre che muore quando lui è ancora piccolo, e la sua vita sarà segnata anche dalla morte della sorella. Queste tragedie unite a una salute precaria (soffriva di epilessia) daranno il tono alla sua visione del mondo permeata di pessimismo. Per sopravvivere si adattò a vari mestieri, ma proseguì con tenacia studi e letture.
E qui c’è bisogno di una prima precisazione: allergia da contatto al nickel e allergia “alimentare” al nickel sono due cose ben diverse (e per dirla bene, la seconda è definita “sindrome da allergia sistemica al nickel”). Mi spiego meglio: non è detto che essere allergici al nickel si traduca nel 100% dei casi in sindrome da allergia sistemica al nickel, con necessità di una sua esclusione dalla dieta. E qui arriva una seconda precisazione: è
Ingredienti (per circa 500 g di biscotti di Halloween)
Il vostro istituto ha una lunga tradizione famigliare. Ce la racconta?
Quali gli obiettivi futuri?