
Petrini: salvaguardare il settore agricolo italiano ed i suoi prodotti, soprattutto dopo l’ultimo taglio di 480 milioni al budget agricolo, proposto dalla Commissione Europea
Ha preso ufficialmente il via con la cerimonia del taglio del nastro avvenuta ieri mattina, in presenza del padrone di casa Carlin Petrini, e del ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, la decima edizione del Salone del Gusto- Terra Madre. Cinque giorni in cui i visitatori potranno incontrare oltre 1200 espositori e 4000 delegati delle “Comunità del cibo” di Terra Madre. Cinque “mercati della terra” allestiti, 120 prodotti italiani marchiati dal Presidio Slow Food e 180 quelli internazionali. 30 mila i visitatori durante la prima giornata.
Ma i numeri non sono ancora finiti e l’Arca del Gusto, che invita al viaggio tutti coloro che credono nel cibo sano, buono, pulito e purtroppo a rischio di estinzione, conta circa duemila prodotti provenienti da 107 Paesi del mondo (l’ultimo sono le Isole Comore) e circa 600 prodotti italiani. Questa la vera essenza della decima edizione del Salone del Gusto che, oltre alle parole dette a gran voce da Carlo Petrini per perorare la causa di “un mondo in cui gli uomini e la loro cultura vengono prima del profitto”, ha avuto il sostegno e l’incoraggiamento persino di Papa Francesco (tramite un telegramma) e della first lady Michelle Obama che ha voluto partecipare ad un video di presentazione.
Un’insieme di gioielli e raffinatezze commestibili provenienti da tutte le parti d’Italia e del Mondo, presentati in un clima di divertimento, cordialità e condivisione. Da notare ad esempio l’elegante degustazione-presentazione dei vini provenienti dalla Svizzera, organizzata da “Go Wine” che oggi ha avuto luogo all’interno dell’Oval. Quasi due ore dove, chi si era precedentemente accreditato, ha potuto de”gustare” svariate tipologie di vini provenienti dal Vallese, il più grande cantone vinicolo della Svizzera.
Ma le polemiche non sono mancate anche a questa decima edizione del Salone del Gusto che, oltre alla precedente diatriba sul “caso ebola” e quindi sull’esclusione dalla Fiera dei principali paesi focolai del virus, ha visto il suo padrone di casa Petrini bacchettare in maniera tutt’altro che tenera l’Expo di Milano affermando : ”In questo momento Expo non ha ancora un’anima. Se se la canta e se la suona sulla straordinaria potenza dell’Italia e non va bene, non passeremo alla storia. Ci vuole un po’ di umiltà. Ed è vero che bisogna mangiar bene, ma qui a qualcuno il cibo è andato di traverso. Se Expo diventa l’agorà dove le comunità discutono allora Expo è importante, ma se non avverrà tutto questo sarà solo una bella fiera”.
E Petrini non si è risparmiato neanche con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al quale ha indicato, con tono un po’ ammonitivo, sei proposte a costo zero per cambiare il sistema alimentare e salvaguardare, per non dire proprio “salvare”, il settore agricolo italiano ed i suoi prodotti, soprattutto dopo l’ultimo taglio di 480 milioni al budget agricolo, proposto dalla Commissione Europea.
Insomma un inizio un po’ movimentato quello di questa decima edizione che però, grazie all’ottima qualità dei suoi prodotti e forse anche al clima di serenità ed allegria con cui ha investito il Lingotto Fiere, è riuscita a portare (visto anche il clima di questi ultimi giorni) una nuova ventata di colori, sapori ed odori, nella città di Torino. Per sottolineare ancora una volta l’importanza di un evento come quello del Salone del Gusto-Terra Madre, ci arroghiamo il diritto di utilizzare la stessa frase di Pasolini usata da Petrini per chiudere il suo discorso: “Il giorno in cui questo paese non avrà più contadini e artigiani non avrà più storia”.
Simona Pili Stella
(Foto: il Torinese – Essepiesse)
Raffinato percorso tra teatro e cucina che intreccia le vie del palcoscenico alle ricette gastronomiche dei più rinomati chef piemontesi



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