La Reggia di Venaria si rivela anche questa volta una miniera d’oro per il turismo torinese. Dopo il successo delle vacanze pasquali e del ponte del 25 aprile, anche in occasione del weekend lungo del 1° maggio si è registrato un vero e proprio boom di visitatori. Sono stati infatti quasi 28.500 gli ingressi alla dimora sabauda nel corso del ponte del Primo Maggio. La reggia quest’anno festeggia i dieci anni dalla riapertura, dopo quello che è stato più importante intervento di restauro di un bene culturale in tutta Europa, grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni, dalla Regione ai governi di diverso colore succedutisi negli anni. Domenica il giorno di maggiore afflusso del weekend con 14.984 biglietti staccati tra reggia, giardini e mostre.
Di Pier Franco Quaglieni
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Un I maggio diverso da quelli degli scorsi anni, sicuramente guastato dalla pioggia incessante, ma non solo. Il vignettista Antonio Guarene lo ha descritto in modo icastico e felice: quale festa del lavoro, se manca il lavoro ? Meglio non si potrebbe dire. Il corteo era più ridotto rispetto al passato quando la fiumana di gente era davvero imponente fino a non tantissimi anni fa. In coda al corteo i centri sociali, poco più di una cinquantina di persone,neutralizzati da piccole cariche di polizia. Il Movimento 5 Stelle si è schierato dalla parte dei centri sociali,rivelando un’origine inconciliabile con l’esercizio del potere nelle istituzioni. Non ci sono state però le contestazioni a sindaco e presidente della Regione degli anni passati.Forse la sindaca, con il suo ombrello, ha riparato tutti rispetto a certa contestazione anche grillina che in passato era emersa in modo abbastanza rumoroso. Al suo fianco ritratto ,come sempre sorridente, Gian Piero Leo che, in
attesa del verdetto dal Tar del 3 maggio- che può cambiare lo scenario politico in Regione-scalda i muscoli,pensando di essere potenzialmente di nuovo consigliere e magari in maggioranza. Un fatto cospicuo è stata l’assenza dalle edicole e dalla distribuzione in piazza del quotidiano “L’Unità”.Il giornale fondato da Antonio Gramsci negli anni d’oro del Pci arrivò a vendere un milione di copie proprio il 1 maggio. A fatica “L’Avanti!”in edizione speciale con titolone in rosso, vendeva qualche copia in più del solito ,fino a che,con Craxi, non fu neppure più possibile venderlo in piazza perché il craxismo veniva percepito come il tradimento del socialismo per antonomasia. Non ci sono state condanne per l’episodio davvero mortificante ,accaduto un giorno fa,del camioncino con due agenti di Pubblica sicurezza – fantocci che appaiono come investiti,fatto sfilare al corteo di migliaia di persone favorevoli alla legalizzazione della Cannabis. Solo Stefano Lo Russo l’ha definita una porcata,altri hanno inteso
minimizzare ,vedendo al massimo una goliardata. Per troppi decenni le Forze dell’ordine sono state considerate nemiche del popolo e quei manichini sono espressione dell’onda lunga di una certa mentalità ,dura a morire. Voglio legalizzare la droga leggere,ma hanno un’idea della legalità molto speciale. I supermercati e molti negozi sono rimasti aperti durante la festa dei lavoratori e nessun “vescovo” laico ,difensore del lavoro, ha aperto bocca. Anche questo è un segno dei tempi. I tempi duri che viviamo portano a vedere le cose in altro modo. Il fatto incontestabile è che pochi credono davvero alla “Repubblica fondata sul lavoro” fissata solennemente all’art. 1 della Costituzione. Sembrano crederci gli scissionisti del PD che hanno trasformato un principio costituzionale in una etichetta di parte. Oggi, soprattutto i giovani, sentono quell’articolo 1 come una frase retorica scritta su un pezzo di carta. Il I maggio con il
garofano rosso sulla giacca e la cravatta rossa appartiene al passato di quella Torino operaia e socialista di cui scrisse Paolo Spriano e che oggi appare morta. Edmondo De Amicis dopo aver scritto “Cuore”, nel 1891 iniziò a scrivere un romanzo dal titolo”I maggio” attraverso cui voleva esprimere la sua adesione al nascente socialismo. Il romanzo rimase incompiuto e venne pubblicato nel 1980 ad Imperia. Si racconta la storia di un intellettuale torinese diventato socialista. Un storia che avremmo rivisto tante volte a Torino e dintorni.Oggi essa appartiene al passato. La globalizzazione, i robot, l’immigrazione selvaggia, la mancanza di lavoro,l’insicurezza hanno travolto tutto o quasi. I populismi in alternativa al popolo, potremmo dire,ribaltando il concetto espresso ieri da Renzi confermato segretario del PD anche dal voto torinese.
Vignetta di Antonio Guarene https://www.facebook.com/antonio.guarene
(foto: il Torinese)
L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, lancia un monito in occasione della festa del primo maggio: “E’ sempre più diffuso e preoccupante il fenomeno dei Neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano. L’area metropolitana di Torino – scrive in un intervento pubblicato da ‘La Voce e il Tempo’, settimanale della Chiesa subalpina – registra da diversi anni elevati tassi di disoccupazione, che incidono pesantemente sul tessuto sociale ed costringono al superamento dei modelli, formativi e lavorativi, risalenti alla fase pre-crisi. A pagare il più alto prezzo sono le giovani generazioni”. L’arcivescovo aveva già annunciato il “Laboratorio metropolitano su giovani e lavoro”, rivolto alla fascia 18-25 anni, per stimolare la voglia di fare e di imparare attraverso esperienze concrete”. Anche la Curia, quindi, aggiunge si attiverà “per accompagnare i giovani a progettare il proprio futuro professionale con esperienze di successo che contribuiscano all’autostima e che possano produrre autonomia”.
Matteo Renzi vince a Torino e in provincia con un consenso tra il 65 e il 70 per cento. In città l’affluenza ha toccato i 22 mila votanti rispetto ai 40 mila della precedente votazione per le primarie del Pd. Per il segretario regionale del Pd, Davide Gariglio, si è trattato di “una grande prova di democrazia”.
Mentre Fca festeggia gli utili eccellenti del primo trimestre 2017, sotto la Mole i sindacati sono preoccupati “A Mirafiori il punto è cruciale: o arriva un nuovo modello o si riduce l’occupazione. La Città non può restare in silenzio, deve farsi sentire, anche dialogando con la proprietà”. Questa la preoccupazione di Enrica Valfrè segretario della Cgil Torino, espressa alla conferenza stampa della manifestazione del Primo Maggio. “Lo stesso – ha aggiunto – per quanto riguarda Tne, sulla quale la città deve esprimersi. E’ un’area in cui si può creare un polo che incentivi la presenza di nuova industria nel territorio”.
(foto: il Torinese)
Tanti espositori, 424 rispetto ai 338 di un anno fa. Un dato che fa ben sperare dopo il mezzo flop (di visitatori) di Tempo di Libri a Milano. In tutto sono 11 mila i metri quadrati: il 10% in più dell’anno prima per la trentesima edizione del Salone del Libro, dopo inchieste e polemiche che hanno favorito il clima per lo strappo milanese. Ma “sarà un grande Salone del Libro, Torino lo merita”, dice alla conferenza stampa di presentazione della rassegna Massimo Bray,
ex ministro oggi chiamato a presiedere la Fondazione per il Libro. Alla presentazione presso il Museo del Risorgimento c’erano la sindaca Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Ringrazio tutti avete lavorato in modo condiviso perché il Salone riesca pienamente. Torino possiede una comunità culturale e amministrativa già consolidata in questi 30 anni del Salone, che non potrà che raggiungete ancora grandi risultati”.Appuntamento al Lingotto dal 18 al 22 maggio.
Fca vola in borsa Borsa a Milano (ieri in rialzo del 4,6% a 10,10 euro) e chiude il primo trimestre 2017 con risultati da record: l’utile netto è pari a 0,6 miliardi di euro (+34%) mentre l’utile netto adjusted è in crescita del 27% a 0,7 miliardi di euro. L’Ebit adjusted sale dell’11% a 1,5 miliardi di euro. Tutti i settori sono in miglioramento ad eccezione dell’America Latina. Vengono confermati gli obiettivi per il 2017: ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro,
ebit adjusted oltre 7 miliardi di euro, utile netto adjusted oltre 3 miliardi di euro, indebitamento netto industriale sotto i 2,5 miliardi di euro. L’indebitamento netto industriale cresce nel primo trimestre 2017 a 5,1 miliardi di euro, con una crescita stagionale rispetto al dicembre dell’anno precedente ridotta a 0,5 miliardi di euro, verso un incremento di 1,5 miliardi di euro nel primo trimestre 2016. Resta solo l’amaro in bocca, per quanto riguarda l’azienda che per oltre un secolo ha rappresentato Torino, per la mancanza di segnali positivi per quanto riguarda le ricadute sulla città. C’è da sperare che l’andamento positivo del gruppo possa davvero rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e l’occupazione.
(foto: il Torinese)
Il marocchino 29enne El Aoual, arrestato a Torino, era stato intercettato dall’Fbi nel febbraio 2016 mentre comunicava con un suo contatto dicendogli al che, se l’Isis gli avesse chiesto di compiere un attentato in Italia, gli sarebbero serviti tre uomini con i quali, grazie al materiale di cui disponeva, poteva ottenere “la potenza di 15 persone”. Emerge intanto che sono 12 mila gli iscritti alla chat web ‘Lo Stato del Califfato islamico’, il canale sulla piattaforma social Zello di cui Mouner El Aoual era uno dei leader. Dalle indagini svolte dai carabinieri del Ros e, negli Stati Uniti, dall’Fbi, emerge che gli iscritti, rigorosamente selezionati, seguono e si scambiano informazioni e notizie sull’Isis partecipando al processo di radicalizzazione.
Dopo il successo delle festività di Pasqua, i Musei Reali di Torino si confermano come una delle mete preferite tra i turisti, italiani e non, che in più di 9000 (il dato di martedì 25 aprile è calcolato sulla stima degli ingressi alle ore 14) hanno scelto di approfittare del ponte della festa della Liberazione per visitare la capitale delle Alpi e recarsi ai Musei per visitare le meravigliose collezioni custodite al loro interno.

L’affluenza è stata costante da venerdì per tutta la durata del fine-settimana, raggiungendo la punta di 2570 nella giornata di domenica, con code che sono state affrontate pazientemente dai turisti e velocemente smaltite.
Grande successo anche per le visite guidate all’appartamento dei Principi di Piemonte e alle cucine reali, organizzate in collaborazione con l’Associazione Amici di Palazzo Reale. I giorni di venerdì 28, sabato 20 e domenica 30 aprile saranno gli ultimi disponibili per visitare queste due aree.
Oltre ai classici percorsi di visita, il pubblico ha potuto ammirare le mostre temporanee ospitate in Galleria Sabauda, a partire da Le meraviglie del mondo. Le collezioni di Carlo Emanuele I di Savoia, prolungata fino al 7 maggio, a Pittura come scultura. Cerano e un capolavoro del Seicento lombardo il Confronto dedicato alla Madonna dei Miracoli; e ancora nello spazio Scoperte L’occhio fedele. Incisori olandesi del Seicento e Sui generi, il progetto espositivo di Flavio de Marco.
Questa settimana, i Musei rimarranno chiusi mercoledì 26 aprile per recuperare il giorno di riposo; saranno invece visitabili anche in occasione di lunedì 1° maggio,osservando il giorno di chiusura martedì 2 aprile.
Successo anche alla Reggia di Venaria, riaperta alla fine di marzo dopo la consueta chiusura invernale, e recentemente insignita della terza stella Michelin. I visitatori paganti, nelle tre giornate da sabato a lunedì, sono stati oltre 35.000. Si attendono i dati di ieri, 25 aprile.
Sabato gli ingressi paganti alla Reggia, ai Giardini e alle mostre ‘Jungle’ e ‘Dalle Regge d’Italia’, sono stati 7.250, domenica 16.357, lunedì 12.789.
(foto: il Torinese)
Dopo l’episodio di vandalismo di Pasqua sulla tratta ferroviaria Torino-Ventimiglia arriva sui binari piemontesi il primo treno Vivalto, mezzo dotato di telecamere e monitor per la diffusione live delle immagini di bordo. Entro il mese di giugno saranno in tutto sei i convogli di questo tipo a cura della Direzione regionale Piemonte di Trenitalia, attrezzati con il nuovo sistema. Viaggeranno principalmente sulla linea SFM3 Torino-Bardonecchia/Susa. 29 monitor
diffondono in diretta immagini a colori. Si tratta di una novità assoluta che, secondo Trenitalia, sarà in grado di offrire un viaggio più tranquillo e confortevole, e funziona anche come deterrente per malintenzionati e vandali. Oltre alla trasmissione in diretta, tutto il flusso video di ciascuna telecamera, durante il viaggio è registrato su un hard disk. In caso di necessità può essere messo a disposizione della polizia. L’investimento complessivo è di circa 200mila euro. L’auspicio è che il sistema possa essere diffuso su tutto il territorio.
(foto: il Torinese)