IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
C’è chi insiste nel pensare alla bellezza dei blocchi di cemento che dovranno proteggere i torinesi da eventuali attentati. Innanzi tutto andrebbe verificata la effettiva efficienza dei ripari che a volte sembrano più dissuasori di sosta e che blocchi capaci di arrestare la corsa di un un tir. Appare strano che in passato nessuno avesse pensato a dotare la città di opportune difese , neppure quando l’evento dell’esposizione della Sindone poneva Torino nel potenziale mirino dei terroristi. Andò tutto bene e nessuno ci penso ‘ più . L’emozione suscitata a
Barcellona in rapporto ai fatti di piazza San Carlo ha fatto rizzare le antenne. Era ora. Ma ci sembra che lo spostare l’interesse dall’aspetto tecnico- funzionale delle barriere in difesa dal terrorismo all’aspetto meramente estetico, quasi un colore potesse rasserenare, sia un atto di superficialità assurda. Che senso ha coinvolgere l’Accademia Albertina ? Che senso far sentenziare chi ha imbrattato di rosa le cassette delle lettere di mezza città ? Questi sono tempi seri, per non dire drammatici. Non ci devono essere spazio e passerelle mediatiche per chi invece di preoccuparsi della incolumità dei cittadini, si
interessa al colore dei blocchi di cemento. Io da cittadino vorrei sentire parlare esperti in sicurezza, non artisti che propongono le loro stravaganti ricette . Se il brutto va combattuto, in primis va combattuto nelle periferie degradate .Senza pero’ lasciare la mano sciolta all’eccentricità di certi artisti che non sono proprio il meglio. Chi imbratta i muri e ritiene di essere un artista, andrebbe multato con severità . I muri,anche aulici,di Torino sono pieni di vere porcherie che imbruttiscono la città e la rendono selvaggia perché preda di bombolette scatenate che non hanno rispetto per il bello della Città che ne viene soffocato se non annullato da gente che, armata di spray, si ritiene padrona della città e rivendica un estro artistico che non possiede. Sono anche prepotenti e presuntuosi come certi ciclisti che pedalano contromano o sui marciapiedi e pretendono di aver ragione.
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Il Jazz Fringe Festival dice definitivamente addio a Torino. Come anticipato dalle cronache torinesi di Repubblica, gli stessi organizzatori della sezione off del Tjf – ribattezzata Narrazioni Jazz dalla nuova amministrazione comunale- hanno annunciato sulla loro pagina facebook ufficiale, il trasferimento della rassegna nella città di Firenze.
Dopo cinque edizioni consecutive in cui trombettisti, sassofonisti e contrabbassisti jazz, si sono esibiti sulle sponde del Po, la rassegna abbandona la Mole e si trasferisce sull’Arno. “E’ con un po’ di emozione – annunciano gli organizzatori – che possiamo finalmente dire che il Fringe Jazz Festival 2017 si terra. Manca pochissimo e sarà in una delle città più belle del mondo: Firenze.” Il format, a cominiciare dalla suggestiva zattera-palcoscenico che inebriava e faceva vibrare con le sue note lo specchio d’acqua davanti alla Mole, sarà lo stesso anche a Firenze. Ci saranno le “Night Towers” e molti concerti sparsi nei numerosi locali del capoluogo toscano.
Dopo la mostra di Manet, trasferita a Milano, la perdita della festa per l’anniversario della Lonley Planet, o lo spostamento del G7 a Venaria, Torino sembra perdere un altro pezzo di “vita” lasciando tutti con un po’ di amaro in bocca. A Palazzo civico preferiscono un classico “no comment” sulla questione del trasferimento del Fringe. Dall’assessorato alla cultura sembrano però giungere dichiarazioni consolanti riguardanti la seconda edizione di Narrazioni Jazz, che sembrerebbe essere ricca di novità e di innovazioni. E quest’anno, mentre Firenze saluterà l’estate appena trascorsa danzando su note di musica Jazz (il festival si terrà dal 13 al 17 settembre), i torinesi lasceranno andare un altro pezzo di cuore della loro città.

Sono in genere diretti ad altri paesi europei, ma intanto sono qui e in qualche modo vivono. Molti li vediamo piantati davanti ai negozi e supermercati a chiedere o l’elemosina o un pedaggio. In genere hanno un atteggiamento mite e discreto, ma certo un accattone davanti a ogni esercizio commerciale non è esattamente il massimo, e c’è da augurarsi che governo cittadino e nazionale (leggasi: Vigili e Polizia) facciano rispettare regolamenti e leggi.
Nella capitale egiziana sono stati consegnati alla polizia locale. Il quinto egiziano è stato invece trasferito in un carcere in quanto colpito da ordine di custodia cautelare per rapina
































Eccellenti anche le performance dell’alta Valsusa e Chisone (88%) e delle Valli di Lanzo (80%
A causa di un guasto tecnico alla stazione di Porta Susa si stanno verificando ritardi anche di oltre un’ora nel traffico ferroviario
cancellati e i ritardi hanno coinvolto anche altre stazioni, compresa Porta Nuova, dove numerosi passeggeri in attesa di partire si sono ammassati vicino ai binari. I tecnici stanno lavorando per risolvere il guasto
Questo inizio di settimana era stato piacevole, con temperature gradevoli e fresco nelle ore mattutine e notturne
scena meteorologica almeno fino alla fine di agosto. Il livello di eventi sanitari dovute alle condizioni meteo tornerà all’allarme fino a oggi, venerdì, quando si prevede, oltre al caldo tassi di umidità attorno al 60% e un’alta concentrazione di ozono negli strati bassi dell’atmosfera.
Monginevro, e del valico stagionale del Colle della Scala, mentre la Francia ha sospeso il trattato di Schengen. I continui respingimenti aumentano il lavoro del commissariato. Come se non bastasse, nelle ultime settimane si verifica un nuovo fenomeno: i treni regionali in partenza dalla stazione di Torino Porta Nuova sono carichi di migranti, quasi tutti del Centro Africa, con l’obiettivo di espatriare verso il territorio francese passando dal tunnel ferroviario del Fréjus, rischiando la vita. L’organico di polizia previsto a Bardonecchia è di 80 unità, ma in forza al commissariato ci sono oggi solo 54 persone