IL COMMENTO
di Pier Franco Quaglieni
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Dare addosso alla Polizia è vecchia abitudine, fin dal 1968. Allora si parlava di repressione,dimenticando che parlavamo di reati da reprimere,non di opinioni magari urlate,ma sempre di semplici opinioni. La Polizia,in linea di massima,è sempre colpevole anche in era post-ideologica. Per altri versi,c’è chi invoca più ordine che poi è la vera garanzia di libertà per tutti i cittadini:l’ordine democratico è la cornice entro cui si esprime la vivibilità di una città.Sono le regole sancite dalla Costituzione che vanno fatte rispettare. I centri sociali non rispettano le regole,occupano abusivamente i locali dove hanno le loro sedi,si riforniscono di luce e di acqua
gratis,senza che nessuno imponga loro le regole valide per tutti gli altri cittadini. I centri sociali sono covi di potenziale sovversione,come rivela l’estremismo no Tav che trova il suo terreno di coltura proprio in quei locali. La Polizia dai centri sociali è vista come fascista e violenta.
Ma in un regime democratico la Polizia si muove,di norma, all’insegna del suo motto :Sub lege libertas “. La libertà si esercita nel rispetto della legge e non può diventare licenza. Quando diventa licenza, la democrazia è minacciata da forze che non esitano a ricorrere alla violenza e infrangono il patto sociale su cui si regge la Repubblica. Queste sono le prime riflessioni che ci suscitano i fatti di Piazza Santa Giulia, dopo quelli ben più drammatici di piazza San Carlo a cui il Sindaco di Torino ha reagito, vietando la vendita di bottiglie e bottigliette dalle 20 alle 6 nelle zone della movida.
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Forse la Polizia ha esagerato ad intervenire in piazza Santa Giulia,ma sicuramente le responsabilità non possono essere scaricate sul solo Questore. C’è una contiguità pericolosissima tra mondo antagonista e grillini che va denunciata. Chi governa un’istituzione importante come il Comune di Torino non può consentire margini di confusione su questi temi delicatissimi in cui neppure i sindaci precedenti sono stati in grado di intervenire in modo adeguato, ripristinando la legalità. Non basta essere tatuati,avere i capelli lunghi o la testa rasata e vestirsi in un certo modo (quasi una divisa) per ottenere l’impunità. Molti giovani non antagonisti si fanno tatuare perché è una moda,sia pure sciocca,ma non si sentono antagonisti,ma sfiduciati,depressi,incapaci ai affrontare un futuro incerto,per non dire drammatico. Va anche detto che i gruppi di “Casapound”non sono migliori perché il loro estremismo di destra offende le regole della democrazia. Gli opposti estremismi ,denunciati da Giovanni Spadolini nei primi Anni 70,stanno tornando? Bisogna intervenire per spezzare la spirale della violenza con coraggio,denunciando le cose come fece Carlo Casalegno che pagò con la vita per i suoi articoli coraggiosi. Disarmanti sono le dichiarazioni odierne rilasciate dal mondo intellettuale torinese che sarebbe “solitamente restio a commentare fatti di cronaca “ e che rivelano banalità e conformismo. Certo, il mondo culturale appare restio se ,tra i tanti,si intervistano solo due persone,ignorando tutto il resto. Torino non si limita al Circolo dei lettori.
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L’unico che ha detto cose sensate e condivisibili è l’Arcivescovo di Torino che si è espresso con una dichiarazione articolata in cui si evidenzia che la situazione non è solo riconducibile ad un tema di ordine pubblico. Bisogna educare- ha detto Nosiglia-ai doveri collettivi, oggi negletti. Ecco, il punto è proprio questo:ciascuno pretende di fare i suoi comodi ,violando i diritti delle altre persone. Ad esempio, di quelle che abitano in certe zone della città e che,lavorando, hanno diritto al riposo notturno.I “bamboccioni “ borghesi o proletari o sottoproletari non hanno diritto di fare ciò che vogliono,impossessandosi della città. I locali ,magari dei buchi in cui ci stanno dieci persone, non possono pretendere di invadere la città con i dehors e con decine di persone che urlano,bevono e pisciano dappertutto. Il lordare la città con le proprie pisciate è stato fatto
oggetto di un intervento sul “Corriere della Sera “da parte Claudio Magris, il principe dei germanisti, noto per scrivere di Danubio e di Mitteleuropa, più che di mode incivili,che manifestano indifferentemente immigrati e italiani. Il fatto grave non è l’intervento della Polizia in piazza Santa Giulia, ma il fatto che sia dovuta intervenire la Polizia. I doveri rispettati sono alla base dei diritti. Senza i primi non ci sono più neanche i secondi. Se poi qualcuno vuole trovare il capro espiatorio per ciò che accade a Torino,il caso di piazza Giulia ,dopo piazza San Carlo, offre lo spunto per scaricare qualcuno. Ma chi governa la Città deve anche sapersi assumere le proprie responsabilità. La morte di Erika e ,direi,la vita tranquilla dei cittadini lo impongono a gran voce.Anche chi non urla è indignato.Forse il suo silenzio è più grave delle banalità espresse dagli “intellettuali” tuttologi e tautologici.
(foto: il Torinese)
Si è scatenato il dibattito tra le forze politiche sui disordini di ieri notte in piazza Santa Giulia. “È inaccettabile che si verifichino scene come quelle viste ieri sera
antisommossa con il rispetto di un dispositivo amministrativo? Non basterebbero dei controlli della polizia municipale sui venditori abusivi e sugli esercizi sottoposti alle restrizioni? Sono giustificabili i controlli a tappeto sui consumatori effettuati con una tenuta e dei metodi che non possono che generare paura e inquietudine nelle persone? In questa situazione, per quanto le cariche indiscriminate in mezzo alla “movida” siano intollerabili, non abbiamo alcuna intenzione di prendercela con dei singoli agenti chiamati a svolgere il solito ingrato compito, e troviamo ancora più grave che le scelte sbagliate di sicurezza e gestione amministrativa di questi fatti si siano scaricate su gente inerme e cittadini che vorrebbero vivere in pace e sicurezza i propri spazi e il proprio tempo libero. Per questo siamo vicini a chi ieri è rimasto ferito. Cara Sindaca, questo non è un nuovo inizio. Caro Questore, se le sue priorità sono dialogo e prevenzione, siamo molto distanti dall’obiettivo. Non siamo come “tori a Pamplona”, c’è bisogno di dire che tutto questo non è ineluttabile, c’è sempre tempo per ripensarci ed evitare altre notti di paura. Per questo, nelle prossime ore, tutti noi saremo impegnati ad aprire un dialogo con la cittadinanza e le forze sociali e politiche per evitare che si ripetano episodi come quello di ieri, e superare provvedimenti amministrativi inutili e dannosi, ” sostengono Andrea Aimar Segretario Provinciale di Sinistra Italiana e Marco Grimaldi, Segretario Regionale.
cambiamento. La strategia del controllo sociale fondato sulla militarizzazione della città e l’escalation dell’uso della forza oltre che ingiusta, antidemocratica, è una strategia fallimentare. Chiediamo di fermarsi in tempo prima di fare ulteriori danni. Chi ha suggerito e ordinato l’assedio militare di Piazza Giulia e scatenato cariche violente deve andarsene a casa!” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se Torino.
Nei primi 5 mesi dell’anno, in Piemonte e Valle d’Aosta, sono in calo le truffe agli anziani e i furti in abitazione
attività quotidiane da parte dei militari, “risorsa fondamentale della Nazione”. Da gennaio a maggio è stato possibile perseguire il 79% dei reati denunciati. Del Sette ha incontrato i comandanti provinciali e di gruppo, i responsabili delle principali articolazioni operative e i carabinieri forestali, oltre a una rappresentanza delle stazioni diffuse capillarmente sul territorio. Poi ha fatto visita ad alcuni reparti, tra cui il 1° Reggimento Carabinieri Piemonte di Moncalieri e le Compagnie Carabinieri di Moncalieri e Mirafiori.
Alla fine la festa di San Giovanni, con tanto di fuochi, si farà. Forse è giusto così, la vita continua. La memoria va alla donna morta nel caos di quel maledetto 3 giugno: “Uniti nel ricordo per Erika”: è questo lo striscione comparso in piazza San Carlo,
passato, è altrettanto vero che possiamo tutti iniziare ora a costruire un nuovo futuro.
Se i carabinieri vengono accerchiati da una cinquantina di giovani che tentano di impedire i controlli a due venditori abusivi di bibite, qualcosa non funziona. E’ accaduto la scorsa notte nella zona dei Murazzi.
“Certe volte il mondo sembra rovesciarsi completamente. – scrive la sindaca sul social – Una Giunta lavora per adottare strumenti che possano far convivere meglio le esigenze di tutti, confrontandosi con ogni parte per mesi, poi succedono episodi come questo. Perché voglio essere molto chiara: i cittadini che, non solo non supportano, ma si rivoltano contro le Forze dell’Ordine che contrastano i venditori abusivi sono un chiaro segnale di inciviltà. Rappresentano un mondo che non è il mio, una Comunità che no
continuare a divertirsi, ci mancherebbe, ma ci sono anche i cittadini che hanno il diritto di riposarsi e i commercianti onesti che non devono subire concorrenza sleale. Purtroppo l’Italia è il Paese in cui spesso la legge si accetta solo quando tutela il proprio interesse particolare, ma non possiamo arrenderci ad un livello così basso. Il rispetto delle regole e delle libertà altrui è la base per una convivenza civile: su questo non è possibile transigere”, aggiunge Appendino.
Conclude la sindaca: “Ciascuno di noi pretende giustamente che le Istituzioni risolvano i problemi ma ci dev’essere chiaro che la differenza la fanno i comportamenti di ognuno di noi. Finché non ce ne renderemo conto, con senso di responsabilità, la nostra Comunità non progredirà mai. Esprimo quindi netta e ferma condanna verso episodi di inciviltà come questo e come quello della scorsa settimana in Piazza Santa Giulia, e ringrazio per il loro lavoro le Forze dell’Ordine, alle quali la Città continuerà a dare tutto il supporto necessario”.
In migliaia hanno preso parte oggi al corteo del ‘Piemonte Pride’ che ha attraversato il centro cittadino. 
straordinario disegnatore e incisore del ‘600, di cui si potranno ammirare una trentina delle più celebri incisioni, rivelatrici dei contatti con la cultura romana, determinanti nell’evoluzione del suo linguaggio figurativo. La mostra proseguirà fino al 29 ottobre. Sempre nella stessa sezione dei Musei Reali si può ammirare il nuovo allestimento del primo piano, realizzato al termine della mostra Le meraviglie del mondo dedicata alle collezioni di Carlo Emanuele I, che ha richiamato oltre 50.000 visitatori.
trasformare Piazzetta Reale in un cinema a cielo aperto: si tratta appunto di Cinema a Palazzo, che dal 22 luglio al 2 settembre vedrà in programmazione oltre trenta film, dai grandi classici ai successi dell’ultimo anno, passando per i cult più amati dal pubblico ai titoli più ricercati. Anche in questo caso il sabato sarà possibile abbinare la visione del film con la visita all’Appartamento della Regina Elena.
Instagram e Twitter, i Musei Reali sono attivi sul fronte delle collaborazioni social e partecipano ai principali appuntamenti di promozione in questo ambito. Dal 19 al 25 giugno saranno parte dell’edizione 2017 della #MuseumWeek, iniziativa social internazionale che coinvolge musei, gallerie, archivi e biblioteche di tutto il mondo. Per quest’anno il tema scelto è Donne e cultura, che sarà evidenziato con l’hashtag #WomenMW e declinato sui diversi argomenti, uno al giorno (cibo, sport, musica, storie, libri, viaggi) per tutto l’arco della settimana.
Per la morte di Erika, la 38enne schiacciata nella calca del 3 giugno, sarà omicidio colposo l’ipotesi di reato nel fascicolo di inchiesta ad oggi a carico di ignoti aperto dalla procura della Repubblica sui fatti di piazza San Carlo. Fino ad oggi si procedeva solo per “lesioni colpose plurime gravi e gravissime”
I medici non avevano lasciato speranze per Erika Pioletti, la 38enne di Domodossola che si trovava ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino