A Bussoleno, in Valle di Susa, è partito nel pomeriggio il corteo No Tav, indetto per confermare la contrarietà alle “grandi opere inutili e costose” e per chiedere di destinare fondi a lavori per la bonifica e la messa in sicurezza dei territori, “per la difesa della salute, della scuola, delle pensioni”. La manifestazione ha una connotazione nazionale con i No Tap dal Salento, le “mamme della Terra dei fuochi” dalla Campania, attivisti No Tav dalla Savoia. Con i sindaci dei comuni della Bassa Valle di Susa, anche il vicesindaco di Torino, Guido Montanari, in fascia tricolore, aspetto che ha suscitato la polemica delle opposizioni a Palazzo Civico. Sono arrivati per prendere parte al corteo anche comitati da Firenze, Macerata e Venezia.
(foto: archivio il Torinese)

I cittadini che abitano nei comuni vicini al cantiere Tav di Chiomonte e i lavoratori che operano al suo interno non subiscono danni alla salute legati alla presenza dei lavori.
della sentenza definitiva sui nove patteggiamenti dei funzionari dem . Bisognerà quindi attendere la conclusione della causa civile il prossimo autunno, in relazione alla querela di falso. Così finalm
Il Tar del Piemonte ha respinto il ricorso delle opposizioni a palazzo Civico sulla delibera relativa agli oneri di urbanizzazione.
Dopo i tafferugli tra antagonisti e forze dell’ordine in piazza San Carlo e via Roma, in occasione del corteo del Primo Maggio, le polemiche montano
che di solito si presentano con mazze e bastoni ai cortei e la posizione del M5S contro le Forze dell’Ordine – aggiungono i due esponenti pd commentando il pensiero della consigliera – la sindaca Appendino cosa dice? Il silenzio di un sindaco è ancora più grave della stessa affermazione. Il M5S chieda scusa ai cittadini e ai sindacati”. La pentestallata Albano si aggiunge a quella del gruppo comunale del Movimento Cinque Stelle, secondo il quale le forze dell’ordine non sarebbero state capaci di gestire la piazza.
La Reggia di Venaria si rivela anche questa volta una miniera d’oro per il turismo torinese.
minimizzare ,vedendo al massimo una goliardata. Per troppi decenni le Forze dell’ordine sono state considerate nemiche del popolo e quei manichini sono espressione dell’onda lunga di una certa mentalità ,dura a morire. Voglio legalizzare la droga leggere,ma hanno un’idea della legalità molto speciale. I supermercati e molti negozi sono rimasti aperti durante la festa dei lavoratori e nessun “vescovo” laico ,difensore del lavoro, ha aperto bocca. Anche questo è un segno dei tempi. I tempi duri che viviamo portano a vedere le cose in altro modo. Il fatto incontestabile è che pochi credono davvero alla “Repubblica fondata sul lavoro” fissata solennemente all’art. 1 della Costituzione. Sembrano crederci gli scissionisti del PD che hanno trasformato un principio costituzionale in una etichetta di parte. Oggi, soprattutto i giovani, sentono quell’articolo 1 come una frase retorica scritta su un pezzo di carta. Il I maggio con il
garofano rosso sulla giacca e la cravatta rossa appartiene al passato di quella Torino operaia e socialista di cui scrisse Paolo Spriano e che oggi appare morta.
L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, lancia un monito in occasione della festa del primo maggio