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Crisi in Piemonte, Chiamparino: "Un tavolo sull'occupazione e fondi per i 40/50enni fuori dal lavoro"

chiampa scrivania

Il governatore: “Chiederò un incontro a Confindustria sulla drammatica situazione”

 

 

In Piemonte sono oltre 33.000 i  lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali. Tra le persone coinvolte, 5.500 hanno perso il posto di lavoro per il fallimento delle loro aziende, 15.000 sono operai di Fca e Cnh Industrial in cassa integrazione . Il dato Fiom riguarda solo aziende  in cui i metalmeccanici della Cgil sono presenti. I lavoratori coinvolti, tra i quali quelli della De Tomaso e dell’Agrati hanno manifestato con un presidio davanti alla sede della Giunta regionale, dove hanno incontrato il presidente della Regione.

 

Sergio Chiamparino, al termine della riunione ha dichiarato: “Chiederò un incontro a Confindustria Piemonte per dare vita in Regione a un tavolo che affronti la situazione drammatica del lavoro in Piemonte. E ai sindacati confederali che incontrerò lunedì farò una proposta per usare parte dei fondi europei per cercare di risolvere soprattutto il problema dei 40/50enni espulsi dal mercato del lavoro”. 

Pochi studenti in piazza armati di pennarelli contro il governo Renzi e la scuola privata

studenti corteo

Il corteo è partito  da piazza Arbarello per protestare contro il progetto di riforma della scuola del governo

 

Non c’è stata la partecipazione massiccia delle precedenti proteste. Erano più o meno duecento gli studenti delle scuole superiori torinesi che hanno dato vita al corteo partito  da piazza Arbarello per protestare contro il progetto di riforma della scuola del governo di Matteo Renzi. Per qualche minuto è stato bloccato il traffico in corso Vittorio, dove i manifestanti, quasi tutti giovani del Last, laboratorio studentesco, hanno tirato matite, penne e  pennarelli contro la sede regionale del Miur, presidiata da decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Ma non ci sono stati incidenti. Il corteo si è infine avviato davanti ad una delle scuole private: sono queste, secondo i manifestanti, le “favorite” di Renzi.

 

(Foto: archivio)

Fca vola in borsa ma in Piemonte è crisi con più di 30 mila lavoratori in cassa integrazione

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sciopero cgil 2fiat fcaI segretari di Cgil, Cisl e Uil Piemonte, Alberto Tomasso, Alessio Ferraris, Gianni Cortese hanno chiesto al presidente Sergio Chiamparino un incontro urgente

 

“I tagli che la Giunta si appresta a varare colpiscono in modo particolare politiche sociali e trasporti, con gravi ripercussioni sui servizi ai cittadini”. E’ quanto sostengono i segretari di Cgil, Cisl e Uil Piemonte, Alberto Tomasso, Alessio Ferraris, Gianni Cortese, che hanno chiesto al presidente Sergio Chiamparino un incontro urgente. Cgil, Cisl e Uil, affermano che “senza correzioni, ci saranno pesanti ripercussioni sulle categorie più deboli, sulle famiglie e sui pendolari”.

 

La crisi si fa ancora sentire pesantemente nella nostra regione, con  oltre 33.000 lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali. tra loro 5.500 hanno perso il posto di lavoro per il fallimento delle loro aziende, 15.000 sono operai di Fca e Cnh Industrial in cassa integrazione . Il dato Fiom riguarda solo aziende  in cui i metalmeccanici della Cgil sono presenti. Venerdì i lavoratori coinvolti, compresi quelli della De Tomaso e dell’Agrati manifesteranno davanti alla sede della Regione Piemonte in piazza castello.
   

 

E intanto Fca “strappa” in borsa. In una giornata positiva per l’auto in modo particolare il gruppo raggiunge la soglia dei 14,5 euro (+2,47%). Si tratta del nuovo record dalla quotazione a ottobre come Fiat Chrysler. Considerando la vecchia Fiat, si torna ad agosto 1998.

 

(Foto: il Torinese)

Cultura, fede, gusto e sport: il mondo si incontrerà a Torino per gli eventi di Expo-To

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Comune e regione hanno ideato la campagna ‘Torino e Piemonte dove ogni viaggio è un evento’ e il nuovo portale di promozione turistica 

 

 

Torino punta sul proprio straordinario patrimonio storico, culturale ed enogastronomico per farsi conoscere al mondo, in occasione di Expo 2015. la città ha quindi curato un programma di eventi unico per quantità e qualità: Expo-To, di cui fanno parte centinaia di appuntamenti abbinati a Milano, sul modello ormai collaudato di Mi-To – settembre musica. “Expo sarà un successo mondiale” ha detto con entusiasmo il sindaco Fassino.

 

Tra le proposte di maggior “peso” l’inaugurazione del nuovo Museo Egizio  il prossimo 1 aprile, la mostra Modigliani e Raffaello (marzo-luglio), l’esposizione della Sanguigna, autoritratto di Leonardo (da maggio), l’Ostensione della Sindone (dal 19 aprile), il ciclismo di livello, le manifestazioni per Torino capitale europea dello sport,  il Jazz internazionale a tante altre occasioni per vivere la città.

 

 

Per far conoscere al mondo le numerose attrattive del Piemonte e del suo capoluogo che dista circa 30 minuti dalla sede dell’Esposizione Universale, Regione  e Comune hanno scelto di far convergere le proprie attività promozionali nei confronti del pubblico di Expo 2015. E’ stato realizzato in sinergia un piano di comunicazione integrato che si avvale di due importanti strumenti: la campagna ‘Torino e Piemonte dove ogni viaggio è un evento’ e il nuovo portale di promozione turistica degli eventi (realizzato con CSI Piemonte) www.inpiemonteintorino.it tradotto in 4 lingue, inglese, francese, tedesco e spagnolo.Il tutto caratterizzato dal claim WEEMOTIONS IN PIEMONTE, IN TORINO.

 

 

‘Torino e Piemonte dove ogni viaggio è un evento’ è una campagna fortemente visual diffusa attraverso il web, le affissioni (in selezionate città nel nord, centro e sud Italia) e la stampa periodica specializzata e non, con l’intento di incuriosire i potenziali visitatori e invitarli a vivere le emozioni offerte da Città e Regione per 365 giorni all’anno. Il lancio è previsto per aprile-maggio e il messaggio pubblicitario si chiude con l’invito a visitare il territorio navigando su www.inpiemonteintorino.it.Nel nuovo portale convergono contenuti web diversi e separati, con un approccio facile e intuitivo, ricco di immagini, schede descrittive dei singoli eventi, filmati e brevi notizie.

Grattacielo Regione, dall'inchiesta spunta l'ipotesi di finanziamento illecito alla Lega

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grattacielo regioneCota: “Diffido chiunque dall’accostare maliziosamente interessi e comportamenti dei dirigenti dell’associazione amatoriale ‘Monviso-Venezia’ all’attività della Lega Nord in Piemonte ed all’azione del mio governo, che non ha mai nascosto le perplessità in ordine alle opacità di quel progetto”

 

La nuova ipotesi della Procura di Torino in merito all’inchiesta sula costruzione del grattacielo di Massimiliano Fuksas è di finanziamento illecito alla Lega Nord. La guardia di finanza ha eseguito nuove perquisizioni negli uffici del grattacielo in zona Lingotto, che ospiterà in un prossimo futuro tutte le sedi decentrate della Regione Piemonte. Gli investigatori hanno all’esame la possibilità che la CoopSette, una delle società vincitrici dell’appalto per la costruzione del palazzo unico regionale, abbia versato 50 mila euro, subito dopo avere ricevuto la commessa, a un’associazione sportiva di Bra, organizzatrice del Giro Ciclistico della Padania. Tra le ipotesi emerse dall’inchiesta in corso, vi è anche quella che la variante al progetto iniziale del grattacielo sia servita per ridurre i costi di costruzione, così da raccogliere un “tesoretto” da destinare alle tangenti. Pronta la replica dell’ex governatore Roberto Cota, segretario della Lega piemontese, che dichiara all’Ansa:”Diffido chiunque dall’accostare maliziosamente interessi e comportamenti dei dirigenti dell’associazione amatoriale ‘Monviso-Venezia’ all’attività della Lega Nord in Piemonte ed all’azione del mio governo, che non ha mai nascosto le perplessità in ordine alle opacità di quel progetto”.

 

(Foto: il Torinese)

Bilancio Regione, meno tagli: Chiampa “mani di forbice” incassa l'ok e 160 milioni da Roma

giunta regionale chiampa

 E’ vero che la trattativa con la Cassa depositi e prestiti frutterà un ulteriore “tesoretto” di 160 milioni, ma far quadrare i conti sta diventando davvero difficile

 

AGGIORNAMENTO Esito positivo per l’incontro odierno fra il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, l’Assessore al Bilancio Aldo Reschigna e i vertici del Ministero dell’Economia e di Cassa Depositi e Prestiti. Nessuna obiezione da parte del Ministero a che il Piemonte possa accedere alle procedure di rinegoziazione del debito così come previsto dalla legislazione vigente: non ci saranno dunque tagli aggiuntivi e sono confermati i 161 milioni attualmente inseriti nel Bilancio 2015. “La risposta del Ministero dell’Economia – ha dichiarato il Presidente della Regione Sergio Chiamparino – è una buona notizia soprattutto per il Piemonte, perché ci permette di procedere con il Bilancio 2015 senza dover prevedere ulteriori tagli della spesa.

 

 

La Giunta regionale ha presentato il Bilancio 2015. Il documento, riporta l’Ansa, viene definito dal governo regionale di “sacrifici” ma nel quale viene fatta “pulizia”. Si provvede per il pagamento dei debiti pregressi. “Non ci sono entrate farlocche né uscite farlocche – dice il presidente Chiamparino – ma precise scelte politiche. Alcuni settori avranno delle criticità, ma non insostenibili”. Taglio ridotto per  Trasporti, diritto allo studio universitario e politiche sociali. Lo sport viene invece tagliato di oltre il 50%

 

I 900 milioni in arrivo per la sanità regionale, che serviranno a pagare i fornitori, rappresentano l’unica buona notizia di questi giorni per le casse disastrate della Regione. E’ vero che la trattativa con la Cassa depositi e prestiti potrebbe fruttare un ulteriore “tesoretto” di 160 milioni, ma far quadrare i conti sta diventando davvero difficile per Sergio Chiamparino e la sua Giunta. I tagli alla cultura per altri 17 milioni erano già stati annunciati. Ora a rischio sono anche il welfare (sul delicato ambito dei fondi per i non autosufficienti), il diritto allo studio e i trasporti. I mal di pancia in maggioranza già si fanno sentire: Sel è critica sui paventati tagli ai servizi sociali, mentre nel Pd si mugugna sulle sforbiciate alla cultura e al diritto allo studio. Per quanto riguarda il settore trasporti, in teoria, dovrebbe poter contare più o meno sulla cifra dello scorso anno, oltre mezzo miliardo di euro. Ma con tutti i problemi che i pendolari hanno sotto gli occhi ogni giorno c’è da chiedersi: basteranno?

Minotauro, per il processo contro la 'Ndrangheta chieste condanne per più di 600 anni

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TRIBUNALE 1In primo grado erano state inflitte 36 condanne e decise 38 assoluzioni. Ulteriori 50 imputati sono stati condannati in Cassazione

 

Oltre sei secoli, a tanto ammontano le richieste di condanna – 609 anni complessivi –  per 63 imputati, richieste dal pg Malagnino nel processo d’appello denominato Minotauro, relativo alle infiltrazioni della ‘ndrangheta in provincia di Torino.  Tra le richieste di condanna anche quella a 10 anni per Nevio Coral, l’ex sindaco di Leinì, che era stato condannato in primo grado alla stessa pena. Sono invece stati chiesti 7 anni, rispetto ai due di primo grado,  per Antonino Battaglia, ex segretario comunale di Rivarolo. Per Rosario Marando, assolto in primo grado e di nuovo arrestato a Roma nei giorni scorsi per il sequestro del figlio di un boss mafioso, 15 anni. In primo grado erano state inflitte pene per 266 anni. La procura generale non ha presentato appello su nove assoluzioni. In primo grado erano state inflitte 36 condanne e decise 38 assoluzioni. Ulteriori 50 imputati sono stati condannati in Cassazione. 

 

(Foto: il Torinese)

 

Al Rugantino, delizie dell'8 marzo

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La tradizionale torta Mimosa e tante altre leccornie

 

Al Rugantino, in corso Sebastopoli 211/B, la festa delle donne si festeggia non solo con la tradizionale torta “mimosa”, ma con una pasticceria che è da sempre sinonimo di alta qualità. A chi piacciono le novità, il Rugantino propone “Rubino”, una torta Sacher rivisitata con un rivestimento di cioccolato bianco e uno strato di marmellata alla ciliegia tra i due strati di pan di Spagna. Per qualsiasi informazione e curiosità degna di un vero goloso, Agata, Valentina e tutto il personale sarà  a  disposizione con estrema gentilezza e professionalità. Il Rugantino rimane, per chi vive in zona Santa Rita, un punto di riferimento per una colazione golosa, ma anche luogo dove festeggiare con un ricco rinfresco eventi importanti come Battesimi e Prime Comunioni.

 

Angela Barresi

Paradiso terrestre sotto la Mole vuol dire via Roma a piedi e centro storico salamella-free

BANCARELLAMimosa

pedoni via romaIL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Giusto tutelare il decoro, ma non dimentichiamo che bancarelle e feste di strada danno un po’ di colore a una città spesso criticata come grigia e triste. Per tralasciare l’ipocrisia di un Comune che da un lato criminalizza le caciotte e dall’altro incassa  i lauti diritti di plateatico che il caciottaro versa per esporre le sue merci

 

Oggi è la festa della donna e il primo pensiero non può che andare alla dolce metà del cielo che allieta le nostre vite. Quest’anno la festa è stata contrassegnata dalla polemica sul sessismo della lingua italiana, innescata dalla presidente(a) della Camera. Insomma, si è detta la Laura Boldrini (nella versione originale, non in quella tarocca così magistralmente interpretata dal suo vice Simone Baldelli, vedi su Youtube): perché si dice cameriera, domestica, operaia e non si può dire ingegnera, avvocata, notaia? Le ha risposto magistralmente sulle pagine de La Stampa il prof. Beccaria, un’autorità indiscussa. La lingua, ha scritto l’esimio accademico, è una cosa viva, che cambia, si evolve e si adatta ai tempi. Certe parole sono nate e si sono consolidate quando esistevano in effetti cameriere e non notaie, operaie e non avvocate. Perciò è meglio evitare costrizioni e schematismi, paventando chissà quali congiure sessiste. Più ci saranno laureate in legge che praticano queste professioni, o che si dedicano a ingegneria o architettura (traguardo vicino, perché le donne laureate già battono gli uomini) e più questo uso spontaneamente su affermerà, senza che si facciano crociate, circolari, grida manzoniane, destinate a restare lettera morta.

 

Ma ora Ghinotto non si deve più far distrarre da queste quisquilie e vuole tornare a occuparsi delle questioni epocali che agitano i giorni e le notti dei torinesi che contano. Ovvero del dubbio amletico e angosciante che ha preso i nostri reggitori e che preoccupa anche molti cittadini: via Roma va chiusa alle auto e trasformata in isola pedonale? L’assessore Lavolta sembra averne fatto una ragione di vita, anche contro il buon senso e contro la lobby dei commercianti. Quanto al buon senso, beh non ci vuole molto a capire che una strada larga una dozzina di metri, fiancheggiata da due file di portici altrettanto ampli, forse non è adatta a essere riempita di fioriere. Quanto ai commercianti, sostiene l’assessore che non possiamo pensare a salvare i loro bilanci: peccato che dai loro bilanci, oltre alle numerose tasse, venga la possibilità di tenere aperti gli esercizi, di assicurare quindi la “vita” e il decoro del centro urbano. Un centro deserto, privo di auto e commerci sarebbe più attraente? Boh!

 

Qual è il problema che tormenta il buon Lavolta? E’ che i torinesi, poniamo, per andare da un punto A a nord a un punto B a sud si ostinino a pensare che la via più breve sia passare per il centro! Insomma, dovrebbero finalmente capire che, diversamente da ogni parte del pianeta, in Italia il tragitto più breve tra due punti non è una retta ma un arabesco, come aveva già osservato acutamente Flaiano. Per cui, hanno osservato in molti, la chiusura di via Roma non serve neppure ad abbattere lo smog, perché il traffico intasa le vie laterali trasformate in “camere a gas”. Che poi, dopo tutte le limitazioni e i progressi tecnologici dei motori euro 5, 6 e via numerando, proprio a Torino, capitale italiana dell’auto, si debbano criminalizzare le quattro ruote, dà un po’ il senso dell’imbizzarrimento collettivo e delle strane logiche che governano certe mode. L’ideologia ecologista che sostiene l’improbabile ritorno allo stato naturale, non ci porterà a un mai esistito “paradiso terreste”, ma all’inferno del sottosviluppo in cui si è arrabattata l’umanità per molti secoli. 

 

Altro tema, legato a questo, che toglie il sonno addirittura al sindaco Fassino, è quello delle bancarelle nelle piazze auliche. Basta caciotte e salamelle sotto palazzo Carignano, è stato il grido lanciato dal primo cittadino dopo alcuni episodi controversi. Giusto tutelare il decoro ed evitare accostamenti di cattivo gusto, ma non dimentichiamo neppure che bancarelle, mercati e feste di strada danno un po’ di colore a una città spesso criticata come grigia e triste. Per tralasciare l’ipocrisia di un Comune che da un lato criminalizza le caciotte e dall’altro incassa  i lauti diritti di plateatico che il caciottaro versa per esporre le sue merci. Come diceva già il buon Talleyrand, “sono assolutamente convinto che il fumo sia un vizio dannoso, ma trovatemi una virtù che porti una simile entrate alla casse statali e sarò felice di tassarla”.

 

Ghinotto

 

(Foto: il Torinese)

8 marzo, Torino si tinge di giallo mimosa tra feste, mostre e riflessioni dedicate alla donna

donna Comune

Un 8 marzo ricchissimo di iniziative. Diamo uno sguardo ad alcuni degli eventi programmati in città

 

 

LE INIZIATIVE DEL COMUNE
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Città di Torino, le Circoscrizioni e le Associazioni del Coordinamento Cittadino e Provinciale Contro la Violenza sulle Donne, organizzano una serie di iniziative dedicate all’universo femminile che si protrarranno per tutto il mese di marzo. Domenica 8 marzo dalle ore 9 alle ore 18, in collaborazione con Coldiretti Piemonte in Piazza Cavour “Nutrire il pianeta: la forza delle donne” – grande mercato al femminile, mostra fotografica, dibattito. Disponibile l’opuscolo con il programma dettagliato delle iniziative in città e Provincia (www.comune.torino.it)

 

LA MIMOSA, UN SIMBOLO
La mimosa fiorisce a marzo ed è il simbolo della Festa della Donna. Ma di chi fu quest’idea? Lo apprendiamo dal sito La Civetta di Torino. Fu di due torinesi, Rita Montagnana (1895-1979) e Teresa noce  (1900-1986), e della genovese Teresa Mattei. Femministe e politiche, nel 1946 ebbero l’idea di usare la mimosa come simbolo della Giornata Internazionale della Donna. Rita è sepolta nel Cimitero Parco di Torino, Teresa nella Certosa di Bologna.

 

 

“JUST THE WOMAN I AM”
“Just the woman I am” È l’evento a sostegno della ricerca universitaria sul cancro e vi aspetta domenica in Piazza San Carlo a partire dalle 16:30, ricco di appuntamenti culturali, sportivi e di intrattenimento.

 

 

MUSEI AL FEMMINILE

Una domenica tutta al femminile al Borgo Medievale Torino, alla GAM Torino, al MAO. Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama Torino. Ingresso ai musei gratuito per tutte le donne, visita guidata a 4€.Inizio delle visite alle ore 16.00. A cura dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei Abbonamento Musei Torino Piemonte. In particolare il Museo d’Arte Orientale di Torino propone un percorso pensato “ad hoc” per l’occasione.La visita si concentrerà infatti sulla figura femminile nelle culture orientali, partendo proprio dalle artiste e dalle “Bijin” ritratte nella galleria giapponese per poi proseguire con le dee della regione himalyana e le bellezze mediorientali della galleria islamica. Domenica, inoltre, l’ingresso al museo sarà gratuito per le donne, che quindi pagheranno solo prezzo della visita.

 

 

PINACOTECA ALBERTINA

Evangelina Alciati è stata la prima donna ad essere ammessa all’Accademia Albertina di Torino. A raccontare la sua storia è la Pinacoteca Albertina di Torino, dove vi attendono le opere della giovane pittrice dal 7 marzo al 12 aprile 2015.  #‎Torino‬ ‪#‎mostra‬ ‪#‎FestaDellaDonna‬ ‪#‎EvangelicaAlciati‬ ‪#‎sponsor‬

 

 

“L’ALBERO DI NATALIA”

Il ruolo della donna nella società è da sempre al centro dell’attenzione della Liberipensatori “Paul Valéry” che, in occasione dell’8 marzo, promuove un evento in Piazza Castello a Torino. Il tema è quello drammatico della violenza contro le donne. E le bambole – teneri giocattoli amati dalle bambine, che celano però il rischio di indurre le giovani ad adeguarsi a un ruolo che si trasforma in gabbia – saranno simbolo e metafora dell’iniziativa. Le donne piemontesi sono invitate, l’8 marzo, dal mattino alla sera, a portare le proprie bambole che verranno fissate ai rami dell’albero che si trova nella centralissima piazza torinese, quasi di fronte all’imbocco di via Roma. Albero che dirama idealmente le sue radici fin dove si spinge l’immaginazione, chiamando uomini e donne a combattere una battaglia comune. Col passare delle ore la pianta, ribattezzata “Albero di Natàlia” – nome che vuole rappresentare tutte le donne – si riempirà di bambole di ogni forma e dimensione. Provocazione, condanna della violenza, speranza? Accanto a ogni bambola fissata tra i rami, anche un fiocco rosso, simbolo della lotta contro il ginecidio. Al termine della giornata l’albero ostenterà così una prematura e poetica “fioritura”. Le attrici della compagnia teatrale stazioneranno in piazza Castello, nei pressi dell’albero, avvolte in uno scenografico panno rosso, spiegando il senso dell’iniziativa. Chi porterà una bambola, in cambio potrà ascoltare dalla voce delle interpreti “Lo scherzo dello stupro” la poesia di Patricia Lockwood, un caso letterario mondiale.

 

 

 

LA DONNA FRA MUSICA E PAROLE
Tedacà Bellarte, domenica 8 marzo 2015 ore 21.15. Ingresso ridotto a 6 euro a tutte le donne. Canzoni, ironia, monologhi e poesie: l’universo femminile nella sua quotidiana bellezza. Dopo lo spettacolo qualche chiacchiera e un dolce insieme alle artiste… Prenotazioni allo 011.7727867 – 320.6990599 o info@tedaca.it

 

 

(Foto: www.comune.torino.it / www.piemontecuore.eu)