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Un 25 aprile a ritmo di jazz per il 70° anniversario della Liberazione

acqui 25 aprilepartigiani CoazzeUn programma di letture significative in alcuni “luoghi simbolo della memoria”, interpretate dall’attore Danilo Bruni, e brevi esibizioni di una orchestra dixieland viaggiante, la Equipage Ambassadors Dixie and Street Parade, ospitata a bordo di mezzi militari d’epoca

 

aprile 25Con la tradizionale fiaccolata di giovedì sera, per le vie del centro, si sono aperte le celebrazioni per il 25 aprile a Torino. Hanno partecipato al corteo il sindaco Piero Fassino e i presidenti di giunta e Consiglio regionale Sergio Chiamparino e Mauro Laus. La giornata di sabato è invece all’insegna del Jazz della Liberazione, iniziativa che celebra il 70° anniversario con un programma di letture significative in alcuni “luoghi simbolo della memoria”, interpretate dall’attore Danilo Bruni, e brevi esibizioni di una orchestra dixieland viaggiante, la Equipage Ambassadors Dixie and Street Parade, ospitata a bordo di mezzi militari d’epoca. Si incomincia al mattino, davanti  alla stazione GTT  della linea Torino – Ceres, che per l’occasione sarà aperta per tutta la giornata con visite guidate al museo ferroviario e poi al Giardino del Corpo Italiano di Liberazione.

 

 

aprile 25 2Il pomeriggio, invece, alla Piazza dei Mestieri, che nel passato era sede della Conceria Fiorio, luogo simbolo della Resistenza torinese, dove  sono in programma diversi momenti di musica, con testimonianze e letture. Evento principale della giornata il concerto pomeridiano nel Palazzo di San Celso, in conclusione delle attività previste dagli Istituti ospiti: vedrà esibirsi il gruppo Babemalà, impegnato per l’occasione in alcuni canti simbolo dell’esperienza resistenziale. La giornata prevede una fitta rete di eventi collaterali, comprendenti anche la proiezione del film Materiale Resistente al Cinema Massimo e lo spettacolo teatrale organizzato dall’Associazione Piazza dei Mestieri Cambiando pelle. L’incredibile storia di una conceria che diventò una piazza, dell’Accademia dei Folli.

 

alleati ivreaGià venerdì si sono svolte diverse iniziative, come l’incontro al Circolo dei Lettori con l’unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord ad essere riuscito a scappare, la cui vicenda è narrata nel libro di Harden Blaine “Fuga dal Campo 14″. Shin Dong-Hyuk è Ambasciatore ONU per i diritti umani. Al cinema Massimo, invece,  la proiezione del film-documento di (Fernando Cerchio, 1945) riservata alle scuole secondarie di secondo grado, introdotta da Paola Olivetti, direttrice dell’Archivio Cinematografico della Resistenza di Torino, che ha raccontato del film e del suo restauro, ad opera dell’Archivio stesso e da Lorenzo Ventavoli, figura storica del cinema torinese ed esercente del Romano, che ha donato agli insegnanti presenti la sua recentissima pubblicazione ” La Resistenza ha 90 anni”.

 

 (Foto: www.cr.piemonte.it)

 

Per il programma completo di Jazz della Liberazione:
www.torinojazzfestival.it

 

Palazzo Nuovo nel caos: guerriglia urbana mentre si cercano le aule

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palazzo_nuovo_2Pare proprio che per i 12mila studenti di Lettere e Filosofia, lezioni ed esami si terranno in giro per la città. La lista delle “nuove aule” sembra essere già pronta e non comprenderebbe (come si pensava inizialmente) il Centro Congressi del Lingotto ma, tutte le sedi delle Circoscrizioni, alcuni spazi nella zona Vallette e Mirafiori e addirittura cinema e teatri

 

Sembra proprio che in questi giorni Palazzo Nuovo sia destinato a continuare ad avere un posto in prima pagina nelle notizie riguardanti Torino. E se l’amianto, l’avviso di garanzia al rettore Ajani per “omissione dolosa di cautela” e la conseguente chiusura dell’edificio, rappresentavano già una spinosa e rilevante questione, ieri pomeriggio la Facoltà di Scienze Umanistiche ha dovuto fare i conti anche con tafferugli e scontri tra polizia ed un gruppo di studenti. Ieri circa una cinquantina di studenti, che dalle prime ore del pomeriggio chiedevano di entrare e utilizzare il cortile interno dell’edificio per un’iniziativa di “informazione e sensibilizzazione” in vista della mobilitazione NO EXPO, sono stati caricati dalle forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, davanti al Palazzo del Rettorato in via Verdi.

 

Durante le prime ore la situazione sembrava tranquilla e sotto controllo, tanto che un delegato del “magnifico” aveva anche incontrato gli studenti cercando di spiegare loro il motivo dell’ impossibilità di utilizzare la struttura per la loro iniziativa. La tensione sembra essere salita intorno alle 17e30 quando i manifestanti, dopo essersi avvicinati al cordone delle forze dell’ordine che sbarravano l’accesso all’edificio, hanno cominciato a lanciare uova ed altri oggetti, suscitando così l’intervento della polizia. Gli agenti hanno respinto il corteo fin oltre via Rossini, fermando sei dei manifestanti. Più tardi il gruppo di militanti del Collettivo universitario autonomo, dopo essersi fermati per alcune ore davanti alla sede RAI di via Verdi, hanno spostato l’assemblea e la festa prevista per la sera, nel cortile della Cavallerizza Reale. Molti agenti sono rimasti a proteggere la sede dell’Università e i funzionari della Digos hanno monitorato la situazione per tutta la durata della festa.

 

palazzo_nuovo_2Insomma non è proprio un buon momento per la Facoltà di Scienze Umanistiche, che dopo la provvisoria chiusura di Palazzo Nuovo (ricordiamo che fino a ieri la riapertura era prevista per lunedì 27 aprile), forse vedrà il “divieto d’accesso” prolungato fino a fine maggio. Pare proprio che per i 12mila studenti di Lettere e Filosofia, lezioni ed esami si terranno in giro per la città. La lista delle “nuove aule” sembra essere già pronta e non comprenderebbe (come si pensava inizialmente) il Centro Congressi del Lingotto ma, tutte le sedi delle Circoscrizioni, alcuni spazi nella zona Vallette e Mirafiori e addirittura cinema e teatri: la biblioteca di Settimo, la sala Colonne di palazzo Civico, la scuola dei Vigili di via Bologna, alcune delle ipotesi. Secondo la lista stipulata dall’Università, servirebbe un’aula da 220 posti, cinque con una capienza di 100-150 posti, ventidue aule che possano ospitare tra i 50 ed i 70 studenti e sei più piccole da 30 persone. Questo insomma dovrebbe essere il fabbisogno massimo se Palazzo Nuovo dovesse rimanere completamente chiuso per gli interventi di bonifica.

 

Ieri i direttori dei dipartimenti si sono incontrati per definire il piano delle lezioni delle prossime settimane; gli studenti e i dipendenti dell’Ateneo hanno invece chiesto al rettore Gianmaria Ajani un incontro entro la fine della settimana per poter avere informazioni dirette sul loro futuro. Per ora tutti i dipendenti sono stati ricollocati in altre sedi dell’Ateneo mentre gli studenti hanno visto le loro lezioni momentaneamente sospese.Per il momento non resta altro che aspettare e attendere nuove disposizioni sia dall’Arpa che dalla stessa Facoltà, sperando che i lavori di bonifica inizino al più presto e che ci possa essere almeno una graduatoria riapertura delle aule.

 

Simona Pili Stella

 

 

 

In questi giorni la polizia giudiziaria coordinata da Guariniello sta cercando di capire chi e da quanto tempo sapesse del problema e soprattutto della sua pericolosità

 

 Articolo del 20 aprile – Sembra non doversi ancora chiudere capitolo che vede come protagonisti la Facoltà di Scienze Umanistiche e la ormai conclamata presenza di amianto all’interno di Palazzo Nuovo. Il ruolo un po’ ambiguo e ancora non del tutto chiaro dell’Arpa Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e la consulenza da 500mila euro assegnatale dal rettore Gianmaria Ajani, continuano ad alimentare i numerosi dubbi che sembrerebbero trasformare l’intera faccenda in un vero e proprio scandalo. I dubbi riguarderebbero una certa “dimenticanza” da parte dell’Agenzia, di segnalare alla procura molte criticità riguardanti l’edificio.

 

palazzonuovoSecondo quanto emerge dai primi controlli di documenti, sembrerebbe che l’Arpa, che da manuale dovrebbe inviare ogni minima segnalazione alla Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) e alla procura di Torino, abbia mantenuto per quasi un anno (e cioè da quando ha assunto il ruolo di “tutore”nella messa in sicurezza degli edifici) un costante silenzio sul problema amianto all’Università. Qualche giorno fa però, è arrivato negli uffici dello Spresal e di conseguenza sulla scrivania del procuratore Raffaele Guariniello, un rapporto su alcune particelle pericolose trovate in un campione prelevato nell’impianto di aerazione di Palazzo Nuovo. Rapporto grazie al quale è immediatamentescattato il sopralluogo che ha portato poi in seguito alla decisione, da parte dell’Ateneo, di chiudere l’edificio a studenti e dipendenti fino al 27 aprile.

 

Nei prossimi giorni il procuratore Guariniello cercherà di chiarire qualsiasi tipo di dubbio, soprattutto relativo alla possibilità di precedenti avvisaglie, prima di questa recente segnalazione, di possibili rischi per la salute delle persone e del perché siano state tenute “sotto chiave” negli uffici ai piani alti dell’Università. Intanto potrebbe diventare sempre più lunga la lista del registro indagati, che potrebbe veder coinvolti anche quei direttori che dopo aver ricevuto i dati sull’amianto, non sono mai intervenuti per proteggere le persone che lavorano e studiano nell’edificio.

 

Questo è il nuovo frammento che va ad aggiungersi ad una sempre più lunga e sfortunata vicenda. Dopo anni di svariati consulenti nominati dell’Ateneo per sorvegliare sul problema amianto (di cui l’ultimo era il professore Canzio Romano, responsabile del laboratorio di Tossicologia dell’Università) si è così giunti all’estrema e se permettete triste decisione di chiudere momentaneamente Palazzo Nuovo. Già nel giugno 2013 Romano, in un documento che aveva firmato, parlava del linoleum incriminato : Le microanalisi confermano la presenza di fasci di amianto crisotilo – scriveva nella relazione – a un’ispezione visiva il linoleum analizzato si trova pressocché in quasi tutte le aule di tutti i piani. L’amianto quindi c’era ma solo nel pavimento e sembrava ( a quanto detto dal professore in altre dichiarazioni) non essere in alcun modo pericoloso. A quasi due anni di distanza, nonostante la recente ristrutturazione dell’edificio costata circa 17milioni di euro e i 500mila euro per la consulenza Arpa, l’incubo dell’amianto sembra non aver ancora abbandonato la Facoltà di Scienze Umanistiche.

 

In questi giorni la polizia giudiziaria coordinata da Guariniello sta cercando di capire chi e da quanto tempo sapesse del problema e soprattutto della sua pericolosità. Nel frattempo il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha incontrato a Palazzo di Giustizia il procuratore capo Armando Spataro per discutere dei probloemi logistici relativi alla struttura universitaria. Pagare le tasse universitarie per poter frequentare le lezioni e sostenere gli esami è un dovere che molte volte comporta per parecchie famiglie grossi sacrifici. Poter seguire i corsi e sostenere gli esami in un luogo sicuro e non nocivo per la propria salute è un sacrosanto diritto per tutti i ragazzi.

 

Simona Pili Stella

 

Articolo del 17 aprile – Lo scorso mese nella nostra sezione dedicata agli eventi passati della nostra città, avevamo ricordato e così in qualche modo “celebrato” gli inizi dei lavori per la realizzazione del palazzo delle Facoltà Umanistiche: era il 28 marzo 1963. Oggi a 52 anni di distanza, Palazzo Nuovo diventa protagonista di un fatto senza precedenti: da oggi alle h. 15 fino al 27 aprile, la Facoltà di Scienze Umanistiche rimarrà chiusa. È questa la reazione dell’ateneo di via Verdi all’inchiesta aperta da pm Guariniello e all’avviso di garanzia per il rettore, Gianmaria Ajani, iscritto nel registro degli indagati per omissione dolosa di cautele, nell’ambito delle indagini sulla presenza di amianto nell’edificio. Sarà di fatto bloccato fino a lunedì 27 aprile l’accesso all’intera struttura e non solo scale di servizio ed alcune aule in disuso come si era previsto inizialmente.

 

La decisione di chiudere, che è stata presa ieri nel pomeriggio, è stata frutto di una scelta autonoma dell’ Università, infatti né la Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di Lavoro), né la procura avevano ritenuto necessario un provvedimento di questo tipo. Concetti questi ribaditi in modo chiaro ed esplicativo dal comunicato ufficiale diramato in serata dall’Ateneo torinese, nel quale oltre a spiegare la necessità e la priorità della messa in sicurezza di tutti gli ambienti dell’edificio, si prende coscienza del probabile disagio arrecato ai circa 16000 studenti che vedranno rimandate e posticipate le lezioni dei corsi, visto che non si è riusciti a trovare una sede alternativa.

 

Il provvedimento è finalizzato a svolgere e a rendere più facile ed efficace il completamento dei sopralluoghi per occuparsi degli eventuali interventi necessari. Oggi i direttori delle strutture interessate saranno presenti a Palazzo Nuovo per coordinare le operazioni e per riprogrammare le attività previste nel periodo di chiusura. Insomma un provvedimento che, sebbene “scomodo”, è finalizzato ad agevolare il completamento dei sopralluoghi per occuparsi in maniera più rapida ed efficace degli eventuali interventi necessari.

 

(Foto: www.retroonline.it / Unito) 

Simona Pili Stella

Sono 500 gli interventi per evitare frane e alluvioni a Torino e in Piemonte: si inizia dalla Dora

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po111po888po690po965po638Le priorità saranno gli interventi sulla Dora e sul Pellice per mettere definitivamente in sicurezza Torino, quelli ad Alessandria per la messa in sicurezza dell’area di Spinetta e quelli nell’area del Terdoppio per mettere in sicurezza la zona est di Novara

 

Memore delle numerose alluvioni ed eventi di dissesto idrogeologico di cui è stata vittima negli ultimi decenni (“epocali” gli eventi alluvionali del 1994 e del 200) la Regione Piemonte si sta attivando per le opere più urgenti per la messa in sicurezza del territorio. Queste riguardano le aree di Torino, Alessandria e Novara, per le quali lo Stato stanzierà 359 milioni già nel 2015.Ne ha parlato l’assessore regionale alla Difesa del suolo,Francesco Balocco, in apertura di “Fuori dal fango”, gli Stati generali sul dissesto idrogeologico del Piemonte tenutisi a Torino nel Centro Incontri della Regione.

 

“Sappiamo già dove intervenire – ha chiarito Balocco – Ora si tratta di accelerare e definire le opere in modo più concreto. Le priorità saranno gli interventi sulla Dora e sul Pellice per mettere definitivamente in sicurezza Torino, quelli ad Alessandria per la messa in sicurezza dell’area di Spinetta e quelli nell’area del Terdoppio per mettere in sicurezza la zona est di Novara. Le risorse ci sono, ma i progetti non sono ancora pronti. Per affinarli servono 3-4 milioni per i quali attingeremo ad un fondo nazionale appositamente costituito. Il mio obiettivo è fare in modo che tutte queste opere posano essere cantierate dal 2016”. Balocco non ha dimenticato il resto del Piemonte: “Ci sono 500 interventi da effettuare, per i quali al momento disponiamo di 31 milioni dallo Stato per le recenti calamità naturali più 8,5 milioni dall’Europa e 20 milioni di fondi regionali, a cui si aggiungeranno anche dei fondi Ato. Con queste risorse affronteremo da un lato i danni causati dalle alluvioni dell’autunno e inverno scorso, dall’altro cercheremo di mettere in campo interventi mirati, soprattutto per prevenire le frane, molto presenti nelle aree montane e collinari”. 

 

“La Regione – ha concluso Balocco riconoscendo il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni – ha fatto un grande lavoro di pianificazione e programmazione negli anni passati. Si tratta ora di concretizzare questo lavoro con la produzione di progetti esecutivi che soddisfino il requisito di cantierabilità richiesto per ottenere i finanziamenti, dando priorità agli interventi nell’area metropolitana e degli ambiti urbani più a rischio. Sul piano delle risorse si tratta di sbloccare i fondi ‘dormienti’ e chiedere al Governo di escludere dal Patto di stabilità le opere necessarie a porre in sicurezza il territorio. E’ necessario inoltre un nuovo approccio che preveda di favorire i processi di laminazione delle piene, a scapito dell’innalzamento delle golene, in uno slogan meno argini e più laminazioni”.

 

L’iniziativa si è posta come  il momento  propedeutico alla stesura di un vero e proprio piano strategico per la realizzazione delle opere e delle azioni di prevenzione in modo condiviso con l’Autorità di bacino del Po, il Ministero dell’Ambiente, l’Ispra.  L’obiettivo è essere pronti con i progetti nel momento in cui saranno disponibili i 7 miliardi (in 7 anni) promessi dal Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico. Sarà però indispensabile mettere a punto le connessioni tra le diverse programmazioni, come i piani per l’assetto idrogeologico, per la gestione del rischio di alluvione, delle acque e dei sedimenti, e quelli di Protezione civile.

 

Gli interventi al convegno

Una pianificazione che ha fatto dire ad Erasmo D’Angelis, coordinatore nazionale della Struttura per il dissesto idrogeologico, che “il Piemonte è una Regione virtuosa, che ha fatto molto perché ha vissuto nel passato tragedie immense. Voltare pagina – ha aggiunto – è fondamentale, anche i cittadini devono essere sensibilizzati e collaborare, e facilitarlo istituiremo un numero verde per le segnalazioni di situazioni di rischio. Il Piemonte è già su una buona strada, mentre in giro per l’Italia ho visto situazioni impressionanti”.

 

L’assessore regionale all’Ambiente e all’Urbanistica, Alberto Valmaggia, ha dal canto suo sottolineato come “oltre al lavoro importantissimo messo in campo dalla Protezione civile piemontese, che dalla scorsa estate ha avviato le esercitazioni per il prelievo di materiale legnoso su diverse aste fluviali diminuendone il rischio di esondazione, è bene ricordare che anche gli strumenti urbanistici diventano essenziali nella mitigazione del rischio idrogeologico. A tale riguardo, la Regione prevede di approvare entro il 2015 il Piano paesaggistico, che proprio in queste settimane è in corso di presentazione nelle singole Province. Questo strumento di pianificazione, insieme a piani di gestione del rischio alluvioni e de distretto idrografico del Po, diventerà fondamentale e strategico per una corretta gestione del rischio oltre che per la tutela del suolo. In Piemonte – ha proseguito Valmaggia – esistono fondi fermi che potrebbero essere utilizzati proprio per opere di prevenzione. Queste risorse devono essere spese velocemente e bene affinché si traducano in consistenti risparmi per il futuro. L’esempio dei fondi Ato apre a questa visione di utilizzo di risorse disponibili ma non utilizzate, per la quale occorre operare in modo incisivo insieme agli enti locali, anche abbattendo eventuali ritardi burocratici spesso troppo dannosi per il territorio”.

 

Lido Riba, presidente regionale dell’Uncem, ha garantito che sul fronte del dissesto idrogeologico “la montagna farà la sua parte grazie ai 50 milioni di euro del fondo per investimenti della tariffa idrica per le Unioni montane, che sono stati accantonati negli scorsi anni e verranno ripartiti speriamo entro giugno”.

 

(ggennaro- www.regione.piemonte.it / foto: il Torinese)

Chiamparino e Fassino chiedono a Renzi una cabina di regia per i profughi

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“Per coordinare le diverse istituzioni impegnate nell’accoglienza e per condividere ogni decisione”

 

Una cabina di regia per far fronte all’emergenza profughi. E’ la richiesta del presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino e del presidente dell’Anci Piero Fassino, formulata in una lettera inviata al premier Matteo Renzi e al ministro Angelino Alfano, per coordinare le diverse istituzioni impegnate nell’accoglienza e per condividere ogni decisione. In questo modo secondo i due rapprersentanti istituzionali si renderebbe più efficace l’impegno degli enti locali, che intendono continuare a fare la loro parte. Intanto, dopo aver partecipato alla riunione del Coordinamento regionale sull’afflusso eccezionale di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale svoltasi nella Prefettura di Torino, l’assessore all’Immigrazione della Regione Piemonte, Monica Cerutti, ha fatto il punto sulla situazione sul sistema di accoglienza.

 

“Per il momento il Piemonte ha retto. I prefetti non hanno evidenziato situazioni di criticità, ma è evidente che la nostra attenzione dovrà essere rivolta a come affrontare i prossimi arrivi”, ha sostenuto Cerutti. Dal 18 dicembre ad oggi gli arrivi sono stati 1.813 e attualmente le presenze in Piemonte ammontano a 3.310, 831 dei quali inseriti nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le presenze totali sono distribuite su base provinciale: 1.301 Torino, 376 Alessandria, 410 Cuneo, 224 Vercelli, 325 Novara, 301 Asti, 155 Biella, 218 VCO. I nuovi arrivi solo nel 2015 ammontano a 1.671 soggetti e sono distribuiti in questo modo: 709 Torino, 197 Alessandria, 216 Cuneo, 71 Vercelli, 170 Novara, 188 Asti, 48 Biella, 72 VCO.

Tra le migliaia di visite alla Sindone anche l'omaggio dell'Imam e di qualche vip

DUOMO SINDONE

SINDONE VILLAGGIOSINDONE PELLEGRINIsindone villaggioNel lunedì della Sindone sono stati ben 19mila i pellegrini in visita. Tra di loro anche alcuni “vip” come la principessa Maria Gariella di Savoia e il violinista Uto Ughi

 

Anche i musulmani hanno voluto omaggiare l’ostensione della Sindone. “Siamo qui per dare un segnale, per dimostrare la vicinanza di cristiani e musulmani”, hanno detto all’Ansa il presidente della Lega Imam e Predicatori delle Moschee in Italia, Mohamed Bahreddine, e il portavoce del Centro Interculturale Mecca, Amir Younes. I due esponenti religiosi ieri sono stati nel Duomo di Torino per una visita al sacro telo. “Bisogna essere forti insieme, essere qui oggi è simbolo di pace”. Ad accompagnarli c’era don Tino Negri, direttore del Centro diocesano per il dialogo cristiano-islamico Federico Peirone. Nel lunedì della Sindone sono stati ben 19mila i pellegrini in visita. Tra di loro anche alcuni “vip” come la principessa Maria Gariella di Savoia e il violinista Uto Ughi. Una nota stonata: i tanti turisti e fedeli arrivati in città non hanno potuto visitare i musei che erano tutti chiusi, come se si fosse trattato di un qualsiasi lunedì.

 

(Foto: il Torinese)

Papa Francesco: "Sarò in preghiera davanti alla Sindone il 21 giugno"

SINDONE SICUREZZASINDONE VOLONTARISINDONE TVE sulla visita del Pontefice, Nosiglia dice: “sarà una speranza per tante persone in un momento difficile come quello attuale, dove è necessario restare uniti”

La Messa nel Duomo ha dato il via ufficialmente all’ostensione 2015 della Sindone. La celebrazione è stata officiata dalll’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, insieme con tutti i vescovi piemontesi. L’arcivescovo invita i fedeli  “a non lasciarsi mai abbattere dal male ma a vincerlo con il bene e a non andare oltre a tanta sofferenza attorno a noi e nel mondo”.

 

Papa Francesco, dopo il Regina Coeli in piazza San Pietro, ha ricordato che sarà a Torino per visitare il sacro telo: “Oggi inizia la solenne ostensione della sacra Sindone. E anche io, a Dio piacendo, andrò a venerarla il prossimo 21 giugno. Auspico che questo atto di venerazione ci aiuti tutti a trovare in Gesù il volto misericordioso di Dio, e a riconoscerlo nei volti dei fratelli, specialmente i più sofferenti”. E, dalle 16 di ieri, i primi pellegrini hanno iniziato le visite, entrando dall’ingresso di corso Regio Parco davanti al monumento al Carabiniere.

 

E’ così iniziata ufficialmente la “stagione” della Sindone a Torino. La visita delle autorità e della stampa al sacro lino, ha anticipato di un giorno l’apertura dell’Ostensione. “La Sindone è un grande segno di speranza, un dono che la Chiesa e il Signore fanno a milioni di pellegrini. E il suo messaggio è quello di vincere ogni avversità, di combattere ogni difficoltà. Questo è il momento più importante da quando sono vescovo”, ha detto mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino.

 

E Nosiglia, già in occasione della presentazione dell’Ostensione tenutasi sabato, ha lanciato un messaggio di pacificazione, contro gli estremismi: “Ci sono sempre stati fanatici fondamentalisti di tutte le religioni.La stragrande maggioranza delle persone che credono in Dio, al di là della religione che professano, non hanno questi sentimenti. Essere vicino a Dio vuol dire essere vicini a chi ci insegna ad amare, ad essere misericordiosi, buoni e fedeli. Quindi bisogna certamente isolare le frange estremiste che vogliono portare a questo tipo di scontro di civiltà e di religioni, e lottare perché ci sia qualcosa di diverso. Lottare sempre – ha concluso – ma non sulla via della violenza, perché il male e la violenza costruiscono solo male e violenza”.

 

Nelle parole dell’arcivescovo anche un riferimento alla visita di Papa Francesco: ” sarà un messaggio di speranza per tante persone in un momento difficile come quello attuale, dove è necessario restare uniti”. Il sacro telo potrà essere visitato dai pellegrini nel Duomo di Torino dalle ore 16 di domenica, fino al 24 giugno.

 

(Foto: il Torinese)

Salza docet: fatto un grattacielo (forse) se ne fa un altro

grattacielo nottegrattacielograttacielo fantegrattacielo sanpaolo2palazzo regioneIL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Quello che impressiona è che i torinesi abbiano perso più tempo a valutare l’altezza dell’edificio (167,25 metri, uno in meno della Mole, altrimenti lo sfregio sarebbe stato insopportabile) che non la funzionalità del medesimo. Vinta la battaglia sull’altezza, che nella tomba avrà fatto scompisciare dalle risate l’ingegner Antonelli (un ardito sperimentatore che, se avesse potuto, la Mole l’avrebbe fatta arrivare a mille metri), non ci si è preoccupati del fatto che il grattacielo ha rischiato di restare un guscio vuoto, dopo che il San Paolo è stato acquisito e “milanesizzato” da Intesa

 

Chi disprezza compra: mai la saggezza popolare ha saputo fotografare meglio l’atteggiamento dei cittadini torinesi verso il grattacielo Intesa San Paolo. Coperto di contumelie, di sondaggi negativi, di pareri allarmanti circa il pregiudizio che avrebbe arrecato allo sky-line del capoluogo piemontese, al primo week-end di apertura è stato letteralmente assalito da migliaia di persone che, dopo una coda che ha persino superato le tre ore, volevano visitarlo, salire in cima, godersi il bel panorama che si apre su tutta la città e l’arco alpino. Come sia possibile che tanto odio verso il disprezzato manufatto si sia trasformato in questo afflato di simpatia, resta davvero un mistero. Probabilmente ha funzionato la sapiente comunicazione della prima banca italiana che, con la potenza di fuoco dei forti budget pubblicitari, ha mosso i giornaloni cittadini a presentare positivamente e in pompa magna l’inaugurazione, con tanto di presenza del progettista Renzo Piano, osannato archi-star di livello internazionale e particolarmente gradito alla sinistra radical-chic. O era una minoranza di criticoni per principio che attaccava l’opera, a fronte di una maggioranza silenziosa di favorevoli che ha approfittato di una bella giornata di primavera…Resta il fatto che il disgusto verso il grattacielo è ora confinato a qualche irriducibile “giapponese” che si esprime sui social, ma ormai l’edificio sembra assimilato nell’immaginario collettivo.

 

Quello che impressiona, oltre a questo revirment improvviso, è che i torinesi abbiano perso più tempo a valutare l’altezza dell’edificio (167,25 metri, uno in meno della Mole, altrimenti lo sfregio sarebbe stato insopportabile) che non la funzionalità del medesimo. Vinta la battaglia sull’altezza, che nella tomba avrà fatto scompisciare dalle risate l’ingegner Antonelli (un ardito sperimentatore che, se avesse potuto, la Mole l’avrebbe fatta arrivare a mille metri), non ci si è preoccupati più di tanto del fatto che il grattacielo ha rischiato seriamente di restare un guscio vuoto, dopo che il San Paolo è stato acquisito e “milanesizzato” da Intesa. E si sa che i cugini d’oltre Ticino non scherzano quanto a voracità. Alla fine è prevalso, per una volta, il buon senso e la nuova sede è stata finalmente riempita di duemila dipendenti, anche se le funzioni di governance – cioè chi comanda davvero in Intesa San Paolo – hanno sede nel capoluogo meneghino. In piazza San Carlo, nella blasonata sede storico-legale, ci si viene raramente, per qualche riunione dove si prendono poche decisioni e si fa molta parata.

 

L’artefice del grattacielo, gliene se ne deve dare atto, è Enrico Salza, sanguigno manager ben noto nei salotti torinesi e non solo, già deus ex-machina del San Paolo e ora avviato verso un dignitoso tramonto. Ha fatto in tempo a veder vivere la sua creatura, e ne siamo lieti. Anzi proprio il giorno dell’inaugurazione ha piazzato la zampata del vecchio leone dichiarando che, se fosse per lui, ne vorrebbe costruito un altro di fronte al primo. Difficile che sia accontentato, ma in compenso fra un anno inaugurerà al Lingotto il grattacielo della Regione (205 metri, uno dei più alti d’Italia). Sempre che dopo le polemiche sugli appalti, sulla bonifica dell’amianto, sulla paternità prima rinnegata e poi confermata da parte del progettista Fuksas lo sfortunato edificio non trovi altri intralci in grado di bloccare il cantiere.

 

(Foto: il Torinese)

Ghinotto

 

Un milione di prenotazioni da tutto il mondo, Torino dà il via all'ostensione della Sindone

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La messa di domenica  sarà officiata da mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, con i tutti vescovi del Piemonte, e sarà trasmessa in diretta su Rai1.   Le visite alla Sindone cominceranno nel pomeriggio, a partire dalle 16

 

 

Ora che le prenotazioni hanno superato il milione di persone, il percorso di gazebo bianchi per i pellegrini (foto) è allestito e anche lo sciopero dei taxi contro Uber è rientrato Torino, come dice il sindaco Piero Fassino, è “prontissima” per l’ostensione della Sindone, che parte domenica 19 aprile. Il primo cittadino si attende “una folla enorme e la città – commenta –  si sta preparando sia per la logistica che per la sicurezza necessaria. La città è orgogliosa e grata alla Chiesa, che ha consentito questa nuova Ostensione, e soprattutto a Papa Francesco che ha annunciato la sua presenza”.

 

 

sindone sicurezza alpiniL’ostensione incomincia domenica con la messa delle 11 celebrata dal Custode pontificio della Sindone mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, con i tutti vescovi del Piemonte. La Messa sarà trasmessa in diretta su Rai1.   Le visite alla Sindone cominceranno nel pomeriggio, a partire dalle 16.   Nei giorni di sabato 20 e domenica 21 giugno non è possibile prenotare la visita: il Duomo è infatti chiuso per ospitare il pellegrinaggio dei giovani che si sono iscritti all’«Happening degli oratori» su www.turinforyoung.it e la preghiera di Papa Francesco di fronte alla Sindone. Come da programma, annunciato in Vaticano lo scorso 25 marzo, Papa Francesco celebrerà la Messa in piazza Vittorio Veneto a Torino domenica 21 giugno alle 10.45.

 

Una rappresentanza di tutte le parrocchie e delle altre realtà ecclesiali della diocesi è invitata per la Messa solenne  in piazza Vittorio: per questo è necessario prenotare i pass entro il 15 maggio. Pass speciali sono riservati per gli ammalati e disabili con accompagnatori e per i giovani che partecipano alla tre giorni di preparazione alla visita. In occasione della Messa i sacerdoti e i diaconi permanenti potranno prendere posto nel settore loro riservato. Nella mattinata del 21 giugno, per disposizioni speciali legate all’evento, non si dovranno celebrare, in tutto il territorio della Diocesi, le messe.sindone piazza castello

 

Nelle Messe di domenica 7 giugno verranno raccolte le offerte per la carità del Papa, che saranno consegnate al Pontefice durante l’Angelus del 21 giugno. Inoltre, al fine di permettere una preparazione migliore per l’arrivo del Papa e garantire l’ordine e la sicurezza, la processione della Consolata, Patrona della Diocesi, verrà quest’anno anticipata alla sera del 19 giugno.I ragazzi che parteciperanno all’«Estate Ragazzi» sono invitati a intervenire lunedì 22 giugno nel tardo pomeriggio a salutare il Papa che ripartirà per l’aeroporto di Caselle.

 

 (Foto: il Torinese)

 

 

Dal sito ufficiale www.sindone.org:

Nel 2015, dopo cinque anni dall’ultima Ostensione e a due anni dall’Ostensione televisiva del 30 marzo 2013, la Sindone sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino dal 19 aprile al 24 giugno. 

 

Perchè l’Ostensione

L’esposizione della Sindone è stata concessa dal Papa in occasione dei 200 anni dalla nascita di san Giovanni Bosco. Un’attenzione particolare è dedicata, oltre che al

mondo salesiano, ai giovani e ai malati e disabili, con momenti specifici di pellegrinaggio e organizzazione di iniziative di accoglienza.

 

sindoneIl motto, il logo

«L’Amore più grande», richiamo dal Vangelo di Giovanni (15,13) è il motto scelto dal Custode per questa ostensione. È l’amore di Dio, manifestato nella Passione di Gesù Cristo, nel dono totale della vita, che spinge ciascuno di noi a mettersi a servizio dei fratelli, e dei più poveri in particolare.Il logo dell’ostensione è stato individuato partendo dalla ricerca dei giovani torinesi dell’Accademia di Belle Arti e di gruppi di parrocchie. L’Agenzia Armando Testa lo ha elaborato, facendolo diventare il «manifesto» di questa esposizione della Sindone.

 

 La visita alla Sindone

 

La Sindone viene esposta a Torino nella Cattedrale di San Giovanni Battista dal 19 aprile al 24 giugno. Tutti i giorni dell’ostensione, dalle 7.30 alle 19.30, è possibile compiere il percorso di avvicinamento al Duomo. Non si potrà visitare la Sindone il 19 aprile (giorno di apertura), il 20 e 21 giugno (per la visita di Papa Francesco a Torino del 21 e 22 giugno), e il 24 giugno (giorno di chiusura). La visita alla Sindone è completamente gratuita, la prenotazione è obbligatoria, si può effettuare attraverso questo sito alla pagina “Prenota la tua visita” , oppure rivolgendosi al call center dell’Ostensione al numero +39 011.5295550 (attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 14). Durante l’Ostensione funzionerà anche un servizio di prenotazione “immediata” (per visite in giornata) presso il book-shop ufficiale dell’Ostensione in piazza Castello all’angolo con via Palazzo di città, vicino al Duomo. Tutti i giorni dell’ostensione dalle 7 alle 19.30 sarà possibile, senza prenotazione, entrare in Duomo dalla porta centrale e vedere la Sindone da lontano.  

 

Il percorso

Il percorso che i fedeli dovranno seguire per raggiungere il Duomo e avvicinarsi alla Sindone è lungo 850 metri e quasi completamente coperto. Il punto di accoglienza è in viale dei Partigiani, poi i pellegrini attraverseranno i Giardini Reali alti e la manica nuova di Palazzo Reale, l’area della pre-lettura per la preparazione alla visione del Telo (proiezione di immagini con dettagli del sudario) prima di entrare nella Cattedrale e potersi fermare qualche minuto davanti alla Sindone. Sono allestiti anche altri servizi come il book-shop dell’ostensione in piazza Castello all’angolo con via Palazzo di Città (che funziona anche come centro per prenotazioni in giornata), le penitenzierie che trovano posto nelle chiese del Corpus Domini e dello Spirito Santo e in una tensostruttura posizionata in piazza San Giovanni (quest’ultima dispone di confessionali attrezzati per l’accesso dei disabili). Sarà destinata, infine, all’Adorazione eucaristica continua la chiesa della SS. Trinità in via Garibaldi.L’Ostensione della Santa Sindone è, inoltre, accompagnata da iniziative ecclesiali e culturali, appuntamenti definiti con particolare cura dal Comitato organizzatore

 

Piemonte re del turismo straniero, gli arrivi crescono e aumentano i posti letto

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Le difficoltà economiche del Paese non hanno fermato il turismo domestico, che in Piemonte continua a crescere anche nel 2014 segnando oltre il +3,5% sui pernottamenti e +3% sugli arrivi. In aumento anche i posti letto, che hanno superato la quota di 193 mila, e le strutture ricettive, che sono ormai quasi 6 mila

 

Nel 2014 il turismo in Piemonte ha superato i 13 milioni di pernottamenti, in crescita del 3% sull’anno precedente e di quasi il 30% nell’ultimo decennio. Oltre 4,4 milioni invece gli arrivi (+3,8%), con un periodo di permanenza che sfiora i tre giorni. Un settore sano, in costante sviluppo e che parla sempre di più straniero: se a livello nazionale i turisti dall’estero si confermano sostanzialmente stabili, in Piemonte, invece, registrano una crescita del 5,4%. I pernottamenti di chi arriva da altri paesi sono più di 5,1 milioni, con una quota di mercato che sfiora il 40%: in testa si conferma la Germania, con oltre 1,2 milioni di presenze (e arrivi in crescita del 3,3%, a quota 332mila). Seguono BeNeLux con 707mila pernottamenti, Francia con 585mila e Regno Unito con 469mila.

 

Guardando oltreoceano, segna +16% il turismo dagli Usa, ma il vero e proprio boom si registra dalla Cina, mercato emergente con una crescita del 37% e oltre 57mila notti trascorse in Piemonte. Un dato questo particolarmente interessante dal punto della ricaduta commerciale, perché oggi i turisti cinesi sono i top spender dello shopping italiano (rappresentano il 25% del mercato nazionale) con uno scontrino medio di 895 euro. Tra le mete che prediligono in Piemonte ci sono Torino, la provincia di Alessandria e le colline di Langhe e Roero, ma la crescita si registra anche su tutto il resto del territorio regionale. I numeri confermano che la Cina è uno dei mercati emergenti su cui puntare – commenta l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi – Proprio in quest’ottica, all’interno di Expo, saremo nel padiglione cinese delle aziende con una presenza di quattro settimane dedicate al nostro territorio, in sinergia con BookingPiemonte, il portale istituzionale per le prenotazioni turistiche online. Più in generale, le previsioni per il 2015 sono di una crescita del turismo, a livello mondiale, del 3-4% e per quanto riguarda il  Piemonte la prospettiva è positiva, anche in virtù della capacità attrattiva dei prossimi mesi, arricchita dagli eventi in programma e dall’offerta turistica predisposta dai territori per l’occasione.”

 

Le difficoltà economiche del Paese non hanno fermato il turismo domestico, che in Piemonte continua a crescere anche nel 2014 segnando oltre il +3,5% sui pernottamenti e +3% sugli arrivi. In aumento anche i posti letto, che hanno superato la quota di 193mila, e le strutture ricettive, che sono ormai quasi 6mila. Dal punto di vista della forma scelta per il pernottamento, i mercati emergenti confermano di preferire la ricettività alberghiera. Sul fronte, invece, delle stagionalità, le presenze hanno registrato un aumento in quasi tutti i mesi, con gli incrementi maggiori ad aprile (quasi +17%) e giugno (+12%).

 

 

UNO SGUARDO AI PRINCIPALI PRODOTTI TURISTICI

VALENTINO3Torino e la sua area metropolitana vedono crescere i pernottamenti oltre la soglia dei 4 milioni (+3,5%) e gli arrivi oltre 1,6 milioni (+3,3). Il mercato nazionale rappresenta la quota principale, ma si registra una forte crescita degli arrivi internazionali (+7,2%), a cominciare dal boom della Cina (+40%), ma anche di Germania (+63%), Usa (+60%), BeNeLux (+24%) e Svizzera (+19%). Nel 2014 torna a crescere anche l’Aeroporto di Torino, che ha chiuso l’anno con 3.431.986 passeggeri (+8,6 %). A trainare il dato molto positivo, il numero dei passeggeri dei voli di linea internazionali: +18,1%. La montagna conferma ottimi risultati, crescendo sia in inverno (+13% e oltre 1,6 milioni di presenze) che
in estate (+1% e oltre 1,5 milioni di presenze).

 

Le colline Unesco e il prodotto enogastronomico si confermano una meta sempre più internazionale, con un incremento generale degli arrivi del 2% circa. Il mercato straniero vale la metà degli oltre 1,6 milioni di pernottamenti su questo territorio. In testa sale la Svizzera (+4,8% e quasi 141mila presenze), seguita da Germania (oltre 133mila) e BeNeLux (quasi 93mila presenze). Buona la crescita di Usa (+4,47% e oltre 41mila presenze) e Regno Unito (+3,5% e oltre 32mila presenze), oltre al boom della Cina che si conferma anche nelle colline il mercato emergente, sfiorando una crescita delle presenze del 50%. Per il segmento lacuale, in estate, si registra un aumento dello 0,4% di turisti stranieri, ma i pernottamenti totali risentono della flessione del mercato domestico, con un calo generale del 2,9% che attesta comunque le presenze oltre i 2,5 milioni.

 

 

I DATI A LIVELLO LOCALE

montagneAnalizzando l’andamento delle singole ATL (Agenzie Turistiche Locali), al primo posto per numero totale di turisti si conferma Torino con la sua provincia, in crescita del 6% sia sul fronte degli arrivi (quasi 2,2 milioni) che dei pernottamenti (circa 6,3 milioni). Ottimo l’incremento del Novarese con +22% sui pernottamenti (che salgono a 389mila) e +11% sugli arrivi (a quota 169mila). Buona la percentuale di crescita anche per il territorio di Asti che registra +9,5% sui pernottamenti (293mila) e +8% sugli arrivi (oltre 119mila). Nella provincia Granda l’Atl di Cuneo registra circa +2,4% sugli arrivi (311mila) e +2,2% sui pernottamenti (che superano la soglia del milione), mentre le colline di Langhe e Roero guadagnano +3,7% sugli arrivi (275mila) e +2,1% sui pernottamenti (oltre 640mila). Sostanzialmente stabile il Biellese con +1,4% sugli arrivi (quasi 78mila) e un lieve aumento dei pernottamenti (circa 220mila). Nel Distretto turistico dei Laghi gli arrivi crescono di mezzo punto percentuale (917mila), ma con una permanenza media più breve che si riflette sui pernottamenti in calo del -2,4% (oltre 3,2 milioni). In flessione, invece, l’Alessandrino che registra -2% sugli arrivi (310 mila) e -4% sui pernottamenti (670mila). Un calo che si riscontra anche sul territorio Vercellese con una lieve flessione, -1,2% degli arrivi (84mila) e una contrazione del tempo di permanenza che si riflette sul -5% dei pernottamenti (283mila).

Finisce la fuga, padre ritrovato in Spagna con il bimbo sano e salvo

padre bimbo

AGGIORNAMENTO E’ stato ritrovato in Spagna il papà da tre giorni in fuga con il figlio di nemmeno una ventina di giorni. Il neonato è in buona salute sta bene. L’uomo è stato individuato dalla polizia, in un centro commerciale di Albacete, in Spagna. Il piccolo è stato trasferito in ospedale per un controllo

 

Un uomo è fuggito da casa con il  proprio figlio di appena 15 giorni. La fuga è stata denunciata dalla madre del piccolo. La donna ha detto che suo marito è scappato in macchina con il bambino, all’uscita del centro commerciale di Rivalta dove si erano recati, e non è più tornato”. Il telefono cellulare dell’uomo, E. C. un impiegato di 39 anni (nella foto), residente a Orbassano, è stato rintracciato a Bardonecchia. Probabilmente ha attraversato  il traforo del Frejus, facendo perdere le proprie tracce in Francia.I carabinieri lo stanno cercando in collaborazione con le autorità francesi. Sembra che l’uomo, in cura  per alcuni disturbi da uno psichiatra, abbia deciso di sospendere all’improvviso le cure. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la Fiat Freemont dell’uomo, che ha problemi di depressionie, imboccare la strada verso la Francia. Dalle ultime segnalazioni potrebbe essere stato avvistato in Spagna.