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Toto – Olimpiadi, interviene Salvini: “Parliamone, come forza di governo siamo per la crescita”

Dopo il sostegno alla candidatura olimpica di Torino per il 2026, vero e proprio endorsement nei confronti della sindaca Appendino, da parte di Beppe Grillo, ora interviene anche un altro big nazionale della politica, Matteo Salvini.  “Grillo ha cambiato leggermente parere: a Roma le Olimpiadi  non andavano bene ma a Torino sì. Come forza di governo noi  ne parleremo, perché tutto quello che porta l’Italia a crescere è ok per noi, ovviamente nel rispetto del territorio”. Il leader leghista ne ha parlato a Milano alla scuola politica della Lega.

Fiori d’arancio, il Tribunale ecclesiastico annulla 120 matrimoni

Lo scorso anno  il Tribunale Ecclesiastico Regionale del Piemonte ha annullato 120 matrimoni, 45 le domande respinte . In occasione dell’inaugurazione del nuovo Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Pianezza, presente l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, è stato reso noto che il primo motivo di nullità, in 51 casi,  riguarda l’incapacità consensuale “per grave difetto di giudizio sui diritti e i doveri del matrimonio”, in 28 casi si tratta invece di incapacità di assumerne gli obblighi e da diversi tipi di simulazione come l’esclusione dell’indissolubilità del vincolo, del bonum prolis,  cioè il diritto e dovere a procreare, e l’infedeltà. Il 52% dei casi riguarda la Diocesi di Torino, sono 68 sulla celebrazione di circa 2.200 matrimoni in totale.  E’ stato respinto un caso di matrimonio celebrato per dolo e ne è stato dichiarato nullo uno celebrato per effetto di violenza. 

Olimpiadi – bis: quasi tutti per il sì, favorevole anche Beppe Grillo

AGGIORNAMENTO “Le Olimpiadi sono una grande opportunità per Torino e per il Movimento. Le sapremo  fare a zero debiti e in modo sostenibile”. Così a sorpresa, ieri,  Beppe Grillo è intervenuto in collegamento con l’assemblea degli  attivisti M5S. Nello stesso incontro la sindaca ha annunciato una una lettera per il Cio,  nella quale si comunica la manifestazione di interesse perdecidere se candidare la città all’edizione 2026 dei Giochi invernali.
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Se ci saranno di nuovo, quelli di Torino  2026 saranno Giochi olimpici a basso impatto e a basso costo, grazie al riutilizzo degli impianti delle Olimpiadi Invernali di vent’anni prima. Sono quasi tutti a favore e la proposta, corredata di cifre al risparmio, viene dal  mondo economico e imprenditoriale torinese che la girerà alla sindaca Chiara Appendino, alla quale spetta l’ultima parola. Ma la prima cittadina ha già smorzato gli entusiasmi dichiarando: “Non esiste un dossier della città di Torino per la candidatura alle Olimpiadi, né quello presentato dalla Camera di Commercio deve essere attribuito alla Città”.  Lo studio di prefattibilità della Camera di Commercio è stato illustrato oggi ai giornalisti dal presidente Ilotte , con la presenza in video di Neve e Gliz, rispolverati per la nuova la candidatura. L’edizione 2026 potrebbe venire a costare “solo”  due miliardi, uno in meno dell’altra volta sotto la Mole. Intanto la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino neoeletta deputato proprio nel collegio “olimpico” di Pinerolo si chiede perchè la sua proposta di Assemblea aperta sui Giochi non ha ancora avuto risposta: “E’ surreale che non sia stato ancora calendarizzato il Consiglio regionale aperto da me proposto per sostenere la candidatura di Torino e delle Valli ai Giochi olimpici invernali del 2006, proprio quando è necessario che le istituzioni dimostrino fin da subito di essere pronte ad accogliere questa sfida di importanza straordinaria per il nostro futuro”.

 

Gruppo Fca, che aria tira in fabbrica a Torino? I sindacati incontrano Regione e Comune

Di questi tempi il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca Chiara Appendino sono alle prese con diverse crisi aziendali. Dopo il caso Embraco e quello più recente di Italiaonline, ora è la volta di esaminare la questione Fca. Anche se di crisi (al momento) non si tratta,  i sindacati metalmeccanici sono preoccupati e hanno ottenuto un incontro per esaminare la situazione degli stabilimenti piemontesi del gruppo automobilistico. Ieri hanno manifestato davanti al palazzo della Regione, in piazza Castello.  un presidio dei lavoratori. Per  Federico Bellono, segretario provinciale Fiom. è “un’occasione utile di confronto, a fronte di un’incertezza  inalterata anche dopo le dichiarazioni dell’ad del gruppo Sergio Marchionne al Salone dell’auto di Ginevra”. Le organizzazioni sindacali giudicano positivo il confronto con le istituzioni, anche se ritengono negativa l’assenza dell’interlocutore principale, lo stesso Marchionne. 


Il presidente della Regione, assieme agli assessori Pentenero e Desantis, e con il vicesindaco della Città di Torino, Guido Montanari, gli assessori Rolando e Sacco,  si legge in una nota “hanno colto la preoccupazione dei partecipanti al tavolo, ehanno deciso di inviare all’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne, una lettera aperta per chiedere un incontro da fissare in tempi utili ai fini della predisposizione del piano industriale, la cui presentazione è prevista per il prossimo inizio giugno”. Nella missiva verranno sottolineati in particolare: l’incertezza e i rallentamenti di produzioni già in essere e di progetti destinati a completarle, quali ad esempio il SUV di gamma alta dell’Alfa Romeo, segnalate dal frequente ricorso alla cassa integrazione anche in reparti che mai l’avevano utilizzata; le incertezze circa i progetti in grado di misurarsi con i cambiamenti strategici che stanno avvenendo nel settore automotive, a cominciare dalla produzione di motori elettrici e ibridi e l’abbandono dei diesel, con tutte le implicazioni che questo potrà avere sui vari segmenti produttivi del gruppo; infine le preoccupazioni più ampie che derivano dalle incertezze sulle strategie generali del gruppo, che sempre di più si muove su una scala globale, e che potranno avere ricadute negative sull’economia e sulla società torinese e piemontese.

 

(foto mm – il Torinese)

Nuova avventura olimpica nel 2026? Anche la sindaca Appendino verso il sì alla candidatura

Domani, venerdì, la Camera di Commercio presenterà il dossier per la (ri)candidatura di Torino ai Giochi olimpici invernali, questa volta edizione 2026. Un ampio movimento trasversale si sta infatti rafforzando con l’obiettivo di riportare il clima olimpico in città e sulle montagne torinesi, anche in chiave di rilancio economico. Si stima che – considerando gli impianti del 2006 ancora utilizzabili e così pure le strade – i costi per una nuova avventura olimpica non dovrebbero ammontare a più di 900 milioni di euro, la metà rispetto al 2006. Favorevoli Forza Italia, il presidente della Regione Chiamparino e (probabilmente) la sindaca Appendino, che deve ancora sciogliere ufficialmente le riserve . Ma ha già incontrato i consiglieri di M5S e sono in pochi quelli contrari. Del resto già il comune a guida grillina di Pinerolo, nel cuore delle valli olimpiche, era stato il primo a dire sì. Si registra la presa di posizione contraria della consigliera regionale ex pentastellata, Stefania Batzella e della consigliera comunale Deborah Montalbano, che ha appena lasciato i grillini a Palazzo Civico per aderire al gruppo misto. Le due esponenti “ribelli” hanno dichiarato in polemica con i loro ex colleghi a cinque stelle: “Come hanno cambiato idea sulle Olimpiadi, cambieranno idea anche su tutte le proposte che li hanno condotti ad affermarsi come primo partito alle elezioni appena concluse? Per anni hanno criticato l’allora sindaco di Torino Chiamparino e tutte le altre forze politiche, protestando contro l’edizione 2006 dei Giochi Invernali, e oggi sono pronti a presentare la candidatura per le Olimpiadi del 2026.Non solo gli errori del passato non sono serviti a nulla. Ma – cosa ancora più grave – sono pronti a ripeterli, e questa volta da protagonisti, sconfessando sé stessi.Siamo ancora sommersi dai debiti provocati dalle Olimpiadi 2006, debiti che gravano sulle tasche dei cittadini. Inoltre lo scempio provocato sul territorio è ancora sotto gli occhi di tutti”.

Dopo Embraco Tocca a Italiaonline. 250 posti a rischio nella sede torinese

Italiaonline  ex Seat Pagine Gialle ha annunciato la chiusura della sede di Torino». Carlo Converti ad della società ha dato la notizia ai  sindacati.  A livello nazionale si tratta di 400 esuberi, ma di questi il numero più elevato riguarda Torino. Infatti nella sede torinese di 489 dipendenti solo 241 manterranno il posto di lavoro, ma  ad Assago, in provincia di Milano. Gli altri 248 perderanno il posto di lavoro. La sindaca Appendino e il presidente della Regione Sergio Chiamparino attiveranno i canali istituzionali per scongiurare un nuovo caso preoccupante dopo quello di Embraco, per ora “tamponato” con la garanzia dello stipendio ancora per un anno ai lavoratori. 

Le rsu aziendali di Torino hanno convocato un presidio davanti alla sede di Corso Mortara.

Con le elezioni politiche del 4 marzo è nata la III Repubblica? Sarà, ma è molto provvisoria

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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Con le elezioni politiche del 4 marzo è nata la III Repubblica? C’è chi lo ha sostenuto, ma il suo argomentare non appare convincente.  Se è nata ,è una Repubblica molto “provvisoria”, per dirla con Guareschi, perché nasce  dalla netta spaccatura tra il Nord produttivo e un Sud parassitario senza lavoro e soprattutto nasce  senza basi di un consenso parlamentare che è alla base di ogni Repubblica . In Francia  la storia delle diverse repubbliche hanno rappresentato svolte importanti o hanno segnato crisi altrettanto decisive ,come quella della IV  Repubblica, da cui il genio politico di De Gaulle fece uscire la Francia. In Italia noi scontiamo il fatto di non aver avuto nessun de Gaulle, ma sono delle sue  modeste e misere controfigure. Il sistema gaullista regge la Francia dalla fine degli anni Cinquanta senza scossoni, pur passando da maggioranze politiche alternative una rispetto alle altre.   Se non è nata o è nata malissimo la III Repubblica italiana, ciò è dovuto, in primis, ad una legge elettorale creata ad hoc per rendere ingovernabile il paese. Sembra incredibile che una classe politica avveduta abbia potuto partorire una legge come l’attuale. Nella instabilità politica in cui si dibattono i maggiori paesi europei scegliere infatti  una legge maggioritaria per il solo al 25 % per cento si è rivelato un errore grossolano perché con i collegi proporzionali  al 75 %( decisi in tutto e per tutto dai partiti)si sono messe per le basi per l’ingovernabilità e per una classe politica non selezionata dal voto dei cittadini se non in minima parte.   Oggi i processi politici richiedono rapidità di decisione,l’Italia si è messa invece nelle condizioni di arretrare rispetto al suo già non esaltante passato. Ci aspettano giorni di confusione politica,conflittualità,trasformismo o ci attendono  nuove elezioni, previo una nuova legge elettorale che con il nuovo parlamento sarà ancora più difficile approvare.

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Ma c’è stata anche superficialità da parte di una parte consistente dell’elettorato che , affidandosi ai grillini ha operato una scelta sconsiderata: è quasi il sonno della ragione che genera mostri. Gente impreparata non può pensare di governare il Paese senza gravi danni, ammesso che riesca a trovare una maggioranza parlamentare che non ha conquistato attraverso le urne, malgrado i voti raccolti.  Il vero pericolo per la democrazia sono i 5 Stelle che non riescono neppure a governare i comuni,r ealtà che, per quanto complesse, non sono paragonabili con il governo nazionale. A parte il duo Grillo -Casaleggio che rappresenta un punto oscuro  e assolutamente antidemocratico dei 5 Stelle, i deputati e senatori grillini eletti non danno certezze di sorta. Croce, riferendosi ai fascisti in ascesa, parlò della invasione degli  Hyksos che dominarono l’Egitto. Quest’idea mi è tornata alla mente, ascoltando Di Maio e i suoi. I grillini certamente non sono fascisti, ma, come diceva Pannella, sono “sfascisti”, con progetti improvvisati e demagogici
che hanno ottenuto consenso  in un elettorato esasperato dalla crisi economica, dalla mancanza di lavoro e da una immigrazione incontrollata che solo l’Italia ha avuto. Ma non si tratta solo di elettorato arrabbiato ,si tratta di elettorato immaturo,f rutto  anche di una scuola  degradata che non forma dei cittadini, ma gente senza arte né parte di cui i grillini stessi sono espressione. La scuola post sessantottina ha delle gravi colpe perché gli elettori odierni sono cresciuti alla scuola di professori sessantottini ignoranti e pressapochisti.

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IL NORD
Diversa è la situazione che si è registrata al Nord dove la netta vittoria del centro- destra  che comunque è maggioritario nell’intero Paese-cosa che i giornali hanno quasi sottaciuto, ma che il Presidente della Repubblica non potrà ignorare – ha spiegazioni diverse. Chi scrive non ama le sparate di Salvini, ma va dato atto che le ragioni che hanno mosso la protesta leghista, sono reali. In particolare l’immigrazione selvaggia ha realmente scombussolato la vita di milioni di persone soprattutto appartenenti ai ceti popolari. Basta girare per le vie delle città, senza neppure andare nelle periferie degradate, per rendersi conto della gravità della situazione.  L’inefficienza dello Stato rende inoltre  sempre più problematica la sopravvivenza del ceto produttivo che stenta ad andare avanti malgrado la crisi e la mancanza di adeguati interventi a sostegno della nostra economia. L’atteggiamento dell’Europa comunitaria verso l’Italia ha invelenito una situazione che, da Monti in poi, si è resa sempre più problematica. Gli Italiani hanno sentito l’Europa lontana e a volte nemica, anche per colpa dei nostri stessi governanti più attenti a Bruxelles che agli interessi vitali degli Italiani.  Il Centro-destra ha esperienza di governo e ha dimostrato in alcune  regioni di saper lavorare proficuamente. I governi Berlusconi non hanno dimostrato particolari eccellenze ,ma non sono neppure confrontabili con gli scenari inquietanti  aperti dalla vittoria dei 5 Stelle . Berlusconi ha ottenuto recenti e impensabili  riconoscimenti internazionali che dovrebbero far riflettere chi ho massacrato per anni ,rendendogli difficile governare.  Demonizzare a priori  l’ipotesi di un governo  di centro destra appare quindi un atto di irresponsabilità oltre che di scarsa democrazia.

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LA CRISI DELLA SINISTRA E LA FINE DEGLI ESTREMISTI DI DESTRA
La sinistra è in crisi in tutta Europa e Renzi aveva sicuramente colto questa crisi, facendo del PD una cosa diversa dai partiti della sinistra europea. Questa scelta non ha incontrato il favore degli elettori. Renzi è stato travolto da alcuni suoi errori e da una certa arroganza nel gestire il potere, ma egli paga anche le conseguenze di una crisi più ampia.  L’esperienza del PD renziano forse si può considerare conclusa. Ed è un peccato perché la democrazia italiana si sarebbe giovata in termini di stabilità di un partito come quello, finalmente affrancato da una remora post comunista che, staccatasi dal partito, ha fallito in modo clamoroso la prova elettorale, cadendo nel ridicolo. I partiti socialisti sono in crisi o sono addirittura scomparsi come in Francia. Bisognerà riflettere su questi accadimenti perché la socialdemocrazia europea era (e resta) un elemento fondante della politica nell’Occidente europeo. Le ideologie sono morte, ma insieme alle ideologie forse sono anche morte le idee che sono invece il sale della democrazia. La campagna elettorale ha registrato un dibattito fatto di promesse mirabolanti ,ma priva di idee. Un dibattito che ha sedotto un elettorale,ripeto,immaturo,penalizzando chi ha preferito la strada della responsabilità.  I giornali hanno contribuito a creare confusione senza informare in modo adeguato. Comprarli diventa una spesa inutile perché essi si fanno portavoce di interessi loro, senza adempiere al dovere di informare, specie in campagna elettorale. Oggi la confusione regna sovrana e pensare che il Presidente della Repubblica possa fare dei miracoli appare ingenuo e utopistico. Occorrerà un nuovo voto con nuove regole, se vogliamo far uscire il Paese dalla palude. Un’ultima piccola considerazione: si è urlato per mesi al pericolo fascista e qualche cretino ha anche proposto la chiusura coatta di CasaPound. A chiudere il discorso ci hanno pensato gli elettori che non si sono lasciati sedurre da quattro ragazzoni che esibiscono i loro muscoli poderosi  più che il prodotto dei loro piccoli cervelli. Non c’era bisogno di agitarsi tanto, facendo inutili e violenti cortei. Quel passato non può tornare perché gli elettori italiani sono in parte  immaturi e creduloni, ma non sono idioti ed autolesionisti. 

quaglieni@gmail.com

Il ministro Calenda all’assemblea Embraco : “Se può servire io ci sono”

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda parteciperà alle assemblee dei lavoratori dell’Embraco, in programma oggi presso lo stabilimento  di Riva di Chieri. All’ordine del giorno l’accordo raggiunto a Roma venerdì scorso. Il ministro ha dato la disponibilità ai sindacati di essere presente. “Se vi serve io ci sono”, così ha scritto Calenda  su Twitter a un lavoratore che gli chiedeva di potergli stringere la mano. Come è noto per i 500 lavoratori che stavano per essere licenziati, pochi giorni fa si è raggiunta un’intesa secondo la quale, in attesa di conoscere le nuove politiche industriali del gruppo Whirlpool di cui l’azienda fa parte, i dipendenti potranno ricevere lo stipendio e continuare l’attività ancora per un anno. Poi si vedrà.

Chiamparino al centrodestra: “Aspettate a stappare le bottiglie per le Regionali, tutto può succedere”

Il centrodestra, in base ai dati delle Politiche di ieri è in tutto il Piemonte la prima coalizione (miglior risultato all’uninominale della Camera nel Piemonte 2 con il 47%). A Torino il calo del Pd e dei pentastellati fa ben sperare gli alleati di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia in vista delle Regionali del prossimo anno. Sul loro ottimismo non concorda il presidente della Regione Sergio Chiamparino che, in una nota sottolinea: ” Non c’è dubbio che siamo di fronte a una sconfitta nostra e di tutta la sinistra, sia sul piano nazionale che in tutto il Piemonte, a eccezione di qualche isola torinese, in cui il PD si conferma la prima forza, e la coalizione si avvantaggia del consenso assai rilevante avuto dalla lista Bonino.  Per quanto riguarda ancora il torinese, e solo il torinese, è evidente che se il centrosinistra fosse stato unito forse non avremmo perso in alcuni collegi.  Al posto di quegli esponenti del centro destra che hanno già le bottiglie in fresco da stappare alle prossime regionali, la prenderei con una certa calma, perchè come ho già detto altre volte i punti si contano quando le bocce sono ferme, e  come già dimostrato altre volte, ogni elezione ha la sua storia, un anno è lungo e possono succedere molte cose, sia a livello locale che nazionale. Ricordo di aver vinto, nel 2001, da sindaco a Torino quando Berlusconi trionfava in tutta Italia. Soddisfatto, ovviamente, il coordinatore regionale di Forza Italia, Giberto Pichetto. In una intervista rilasciata al Corriere della Sera dice che “i candidati hanno lavorato bene, hanno saputo toccare i temi che interessano alla gente, come la sicurezza e l’immigrazione.. E a Torino per la prima volta il centrodestra è la prima coalizione. Ciò fa ben sperare per le Regionali e per le Comunali”. Dalle parti del Carroccio parla la neoparlamentare Elena Maccanti, già assessore leghista nella Giunta Cota: ” possiamo ritenerci molto soddisfatti del risultato della Lega a Torino. I temi affrontati durante la campagna elettorale, come immigrazione e lavoro, erano quelli sentiti dai cittadini, che hanno dimostrato fiducia nelle soluzioni proposte da Matteo Salvini e dalla Lega e in generale bocciato le politiche degli ultimi governi di sinistra. Il risultato di Torino credo che possa essere davvero storico, una svolta che deve essere un punto di partenza verso un consolidamento definitivo anche in città. L’affermazione della Lega come prima forza della coalizione  era emersa durante tutta la campagna elettorale dalla partecipazione della gente, dal polso che abbiamo avuto parlando con i cittadini e i consiglieri comunali e di circoscrizione: tanti elettori di centrodestra ci dicevano che questa volta avrebbero votato la Lega”. Per M5S su Facebook interviene la sindaca Chiara Appendino. ” vorrei dire grazie a tutte le persone impiegate nelle operazioni di voto che hanno garantito il regolare svolgimento delle attività elettorali. Ringrazio anche tutti gli elettori che hanno atteso con pazienza il proprio turno in coda. Le urne ci restituiscono un risultato storico per il M5S. Congratulazioni a Luigi Di Maio e a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale.  I dati riguardanti Torino sono quasi definitivi ed è possibile affermare che il M5S, prendendo come riferimento la Camera dei Deputati, ha riconfermato il numero di voti delle scorse Comunali mentre ha avuto un leggero calo rispetto alle politiche del 2013. In questo anno e mezzo abbiamo fatto alcune scelte dettate dal gravoso impegno di rimettere in ordine i conti della Città per evitarne il dissesto. Non ci siamo sottratti in alcun modo a questa responsabilità e non lo faremo fino a quando questo obiettivo non sarà stato raggiunto”.

 

(foto: il Torinese)

A Torino la Lega supera FI, tiene il Pd, in calo M5S. In Piemonte vince il centrodestra

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AGGIORNAMENTO 

5 marzo Tra i primi parlamentari eletti con certezza Andrea Giorgis per il Pd nel collegio di Torino Centro che batte Marco Francia del Centrodestra. Roberto Rosso di FI (omonimo del candidato sindaco berlusconiano del 2001) vince a Barriera di Milano. La leghista Ferrero vince su Stefano Esposito del Pd a Collegno. Il dem Stefano Lepri la spunta a Mirafiori contro Greco Lucchina di Noi per l’Italia. Per Forza Italia vincono Daniela Ruffino a Pinerolo e Claudia Porchietto a Moncalieri. Il Centrodestra nel collegio delle Vallette porta a Montecitorio Augusta Montaruli che vince per 200 voti appena sull’uscente deputata del Pd Bragantini.  Il Pd in città tiene con il 27 per cento e resta il primo partito, cala di alcuni punti il Movimento 5 Stelle, in controtendenza sull’affermazione nazionale e la Lega ottiene circa il 20 per cento, superando FI. Il partito di Di Maio  strappa ai dem lo storico collegio di Collegno. Quasi tutti i collegi delle province piemontesi vanno al centrodestra. Affluenza a Torino del 73 per cento, in tutta la Regione del 75. I nominativi di tutti gli eletti nei prossimi aggiornamenti.

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4 marzo – Alle 19 è andato alle urne il 58,22% degli elettori torinesi per la Camera mentre nel 2016 alle Comunali, quando si votò in un solo giorno, alla stessa ora la percentuale era del  41,32%. Alle elezioni  politiche 2013 (voto in 2 giorni) il dato era 49,9%. Nel resto della regione si regista un dato di affluenza ancora più elevato.

 

4 marzo – Oggi alle 12 a Torino aveva votato il 16,85 per cento degli elettori  rispetto al 15,09 del 2013, in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento. Dato in aumento  anche messo a  confronto con le Comunali del 2016, con il 14,06  di votanti a mezzogiorno. Segnalate code in alcuni  seggi in città e nella cintura. La sindaca Chiara Appendino ha votato nel seggio di via Vidua. Gli elettori potranno recarsi alle urne fino alle 23. Tra i torinesi iscritti alle liste elettorali anche 286  centenari: 230 donne e 56 uomini. Sono 25 i diciottenni nati il 4 marzo del 2000 che potranno così votare per la prima volta. Sono 13 ragazze e 12 ragazzi. Da questa tornata c’è anche la novità del  tagliando antifrode rimovibile e dotato di codice alfanumerico. Dopo il voto l’elettore consegnerà la scheda al componente del seggio dove verrà verificato il codice  annotato, verrà rimosso il tagliando e messa la scheda nell’urna.