Il Castello nascosto: patrimoni da riscoprire

“Tra autenticità storica e nuova architettura”, ecco lo spazio museale del domani

Presentato il progetto di rigenerazione della GAM

Era il 1959 quando, dopo otto anni di lavori, i giovani architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti inaugurarono – negli spazi tra corso Galileo Ferraris e le vie Magenta e Vela – la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino, per tutti in seguito più semplicemente e familiarmente quasi “la GAM”: che vide raccolte al suo interno, sui suoi due piani, per volere di Vittorio Viale, le collezioni che racchiudevano i nomi dei pittori e degli scultori più importanti degli ultimi due secoli – da Canova a Fontanesi, da Medardo Rosso a Cremona, da De Chirico a a Morandi, da Picasso a Calder a Pistoletto -, che chiuse negli anni Ottanta per la dichiarazione d’inagibilità e che, dopo una serie di restauri, venne riaperta nel luglio 1993. Si respirava aria di accesa vocazione sperimentale e d’innovazione circa settant’anni fa e la medesima aria la si è respirata pochi giorni fa, mentre tra le mura del teatro Regio è stata presentata la nuova veste, modernissima e sfavillante, quella che la GAM – pur ben ancorata in un passato che la rende la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia, grandiosa nella sua collezione di 50.000 opere – sarà negli anni futuri. Grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo – “tra i più importanti investimenti nazionali in ambito museale e più significativi a livello europeo”, è stato sottolineato durante la presentazione: in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto della Fondazione per l’Architettura / Torino insieme al gruppo vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione, MVRDV di Rotterdam, Balance Architettura ed EP&S Group di Torino -, il medesimo luogo vedrà nascere e svilupparsi il grandioso progetto da 27,5 milioni di euro, tutto questo in un tempo che visto dai più ottimisti dovrebbe concludersi entro un anno o che si prolungherà a quattro nella necessità da parte del Comune di dover reperire un luogo – il dismesso Museo Ettore Fico? la Biblioteca Civica di corso Palestro quando in autunno ci sarà il trasloco nei nuovi spazi di Torino Esposizioni? – pronto a contenere le cinquanta mila opere durante il lungo periodo dei lavori.

Mentre dal primo luglio sono in mostra anche i progetti finalisti che completano la cinquina – sulle 49 proposte di altrettanti studi d’architettura provenienti da tutto il mondo -, specchio della “volontà di cogliere le sfide contemporanee” che porta a “un importante percorso di trasformazione e di nuova partecipazione”, ci poniamo di fronte al vincitore di patria olandese che guarda a “una grande piazza civica, piattaforma culturale e luogo di incontro: la nuova GAM abbraccia un modello di museo contemporaneo e internazionale, pensato per le nuove generazioni, mettendo al centro una visione capace di coniugare innovazione architettonica e tecnologica, sostenibilità, accessibilità e partecipazione per una rinnovata fruizione culturale, nel solco della vocazione sperimentale che da sempre la caratterizza e nel rispetto della sua identità storica e architettonica.” A proporre e a firmare questo nuovissimo quanto efficace balzo verso il futuro, incontro alle prossime generazioni, in una ferma idea di coinvolgimento del pubblico che animerà le ancora inesplorate forme, erano presenti il Sindaco della città Stefano Lo Russo, il Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della giuria Marco Gilli, il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio, con i rappresentati del team vincitore, Winy Maas e Bertrand Schippan per MVRDV, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura ed Elena Bo per EP&S.

Stefano Lo Russo ha sottolineato come “per la GAM è iniziato un percorso di rinnovamento che, anche attraverso il grande piano di riqualificazione architettonica che l’esito del concorso di progettazione sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo permetterà di mettere in campo, la riporterà all’antico splendore, riprendendo quello spirito avanguardistico che caratterizzò la sua nascita arricchito di elementi nuovi e innovativi, per valorizzarne sempre di più il prestigio al livello nazionale ed internazionale” mentre Marco Gilli ha spiegato: “Come per il Museo Egizio e per la Cavallerizza Reale, crediamo che la valorizzazione del patrimonio debba misurarsi con le esigenze del presente e con le sfide del futuro. È un investimento sulla qualità della città, sulla sua capacità di attrarre talenti, generare conoscenza e offrire nuove opportunità di partecipazione culturale alle generazioni future”. Ha ribadito Massimo Broccio: “Il progetto affronta le principali sfide contemporanee legate alla evoluzione dei musei e dei luoghi di cultura: sostenibilità ambientale, risparmio energetico, innovazione architettonica e tecnologica, ma anche e soprattutto l’attuazione di nuovi modelli di fruizione museale orientati al pubblico di domani”; e Winy Maas, socio fondatore di MVRDV, ha dichiarato: “Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che hanno ispirato la realizzazione di questo edificio settant’anni fa; il nostro obiettivo è ripulire e rendere il più accessibile possibile questo edificio, creando un dialogo tra passato e futuro. Mi piace pensare che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere oggi la nostra proposta sarebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e i valori contemporanei possano spingere le loro intuizioni progettuali ancora oltre rispetto a quanto fosse possibile negli anni Cinquanta.”

Parole che siglano un ulteriore successo dello studio di architettura fondato nel 1993, cresciuto negli anni grazie all’affermazione dei tanti progetti, non ultimi la sede dell’emittente pubblica olandese Dutch Public Broadcaster VPRO e il complesso residenziale per anziani WoZoCo di Amsterdam, che gli hanno permesso di divenire uno studio di fama internazionale, in cui operano oltre trecento persone e che s’avvale di quattro sedi satellite a Shanghai, Parigi, Berlino e New York, dove prevale “un metodo progettuale fortemente collaborativo, basato sulla ricerca e il coinvolgimento di esperti di ogni settore, clienti e stakeholder nella propria rigorosa indagine tecnica e creativa”. Allora, che cosa hanno “inventato” i vincitori? Non soltanto un’eccellenza nel panorama dei luoghi espositivi e di conservazione, ma un luogo di comunicazione e di scambio, di incontri attorno alla Grande Bellezza, che avrà la propria centralità in una nuova piazza civica per la città, in uno dei suoi cuori più elegante e pulsante, destinata a ospitare numerose iniziative all’aperto, uno sguardo ampio approfondito da generazioni e culture, una porzione di quotidianità infiltrata nella grande componente museale. All’eccellente valorizzazione dell’essenza dell’impianto originario, fatta di un occhio tutto contemporaneo, nell’inserimento totale di Storia e nuova architettura, si aggiungeranno aree verdi nuovamente disegnate, pronte ad accogliere opere d’arte poste in permanenza nel paesaggio urbano e oltremodo amplificate nella eliminazione della cancellata esterna, e un nuovo percorso pedonale – definito “Diagonale di luce” – a collegamento del centro del tessuto centrale e dei quartieri più recenti, fatto salvo il vecchio ingresso tra corso Galileo Ferraris e via Magenta.

Per quanto riguarda l’interno, il progetto vedrà il recupero della spazialità dovuta a Bassi e Boschetti, alleggerita delle stratificazioni successive, in una totale restituzione di “chiarezza e continuità”, nella valorizzazione della luce naturale, di una maggiore fluidità nei differenti percorsi, nella più facile delineazione degli spazi. Spazi che s’apriranno maggiormente fruibili al pubblico, ad iniziare dalla riordinata visibilità delle 50.000 opere custodite, non più nascoste nei depositi ma finalmente libere: mentre il piano interrato sarà predisposto alla trasformazione in un “Deposito vivente”, autentico luogo espositivo attivo. Al piano terra, gli spazi dell’accoglienza s’affiancheranno all’area educational, a un’altra per la ristorazione dotata di ingresso indipendente che non escluderà per il visitatore un tempo spaziato durante l’intero arco della giornata, ad un auditorium con foyer aperto, un angolo “pensato come spazio flessibile dedicato alle diverse espressioni formative dell’arte contemporanea”. Tra il primo e il secondo piano verranno distribuite le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee, nella conclusione piena di suggestioni tra aperture e polifunzionalità. Il occasione dell’evento, è anche stato annunciato un ricco Public Program che accompagnerà la fase di cantierizzazione dell’edificio sino all’estate 2027: a seguire gli inizi e l’intero percorso che ridarà una veste davvero inattesa a quello che nulla vieta a definire il “monumento” torinese per eccellenza del nuovo millennio.

Elio Rabbione

Nelle immagini: GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Progetto architettonico MVRDV + Balance, Credito fotografico MVRDV: in successione, “La diagonale di luce – Un attraversamento urbano all’interno del quartiere”, “La nuova dimensione dell’arte – Uno spazio pubblico in cui arte, didattica e società si incontrano”, “L’angolo civico – Dei nuovi ingressi al Centro Civico e all’Auditorium”, “”Le mostre temporanee – Un organismo vivente che evolve a seconda del contenuto”.

Caldo record a Torino, cresce la mortalità durante l’ondata di afa

Nelle ultime ora il caldo è sceso e almeno al mattino si respira in città. Ma il meteo promette altre giornate torride. L’ondata di caldo che ha investito Torino nelle ultime settimane avrebbe avuto conseguenze anche sul fronte sanitario. Le prime analisi del Ministero della Salute indicano infatti un aumento della mortalità nel capoluogo piemontese durante il periodo compreso tra il 18 e il 29 giugno.

Secondo il monitoraggio, Torino risulta la città italiana che ha registrato l’incremento più marcato rispetto ai valori normalmente attesi per questo periodo dell’anno, con un aumento stimato intorno al 35%. Si tratta di dati ancora provvisori, destinati a essere approfonditi nelle prossime settimane. Si rileva un possibile legame tra le temperature eccezionalmente elevate e l’aumento dei decessi.

Le condizioni meteorologiche hanno infatti portato valori ben superiori alle medie stagionali, accompagnati da notti particolarmente calde che hanno limitato il naturale raffreddamento dell’organismo. Una situazione che mette maggiormente a rischio le persone anziane, i soggetti affetti da patologie croniche e chi vive in condizioni di maggiore fragilità.

A livello nazionale, al momento non emergono incrementi significativi della mortalità nelle altre principali città monitorate. Proprio per questo il dato relativo a Torino è seguito con particolare attenzione dagli esperti, che nei prossimi giorni analizzeranno nel dettaglio l’evoluzione della situazione e le possibili correlazioni con l’ondata di calore.

Le autorità sanitarie rinnovano l’invito alla prudenza: evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere acqua con regolarità e prestare attenzione alle persone più vulnerabili restano le principali raccomandazioni per ridurre i rischi legati alle alte temperature.

Il Filo che ci Unisce: Dalle Piazze alle Serate Country

Il nostro cammino è iniziato con un sogno ambizioso: trasformare la danza in un linguaggio universale. Dal successo del flash mob di Torino a settembre 2025, fino all’incredibile energia travolgente che ha invaso Monza nel maggio 2026, The Country Side ha sempre avuto un solo obiettivo: esplorare l’evoluzione del movimento country dance in Italia, dando voce a chi vive questa passione.

Ma lo spirito non cambia con lo spostarsi della geografia. Se in piazza abbiamo visto la potenza dell’unione, dell’inclusione e di un coordinamento corale che ha dato vita a risultati straordinari, oggi portiamo quella stessa magia in una dimensione di continuità, ogni 15 giorni, in Piazza d’Armi a Torino.

Le serate “Giovedì Serata Country” rappresentano il proseguimento naturale di quel percorso nato tra le piazze. Sotto l’attenta direzione artistica di Piero Ventre, questi appuntamenti sono coordinati da The Country Side in stretta collaborazione con numerose scuole di ballo e DJ, creando un punto di riferimento unico per tutta la nostra comunità.

Le serate in Piazza d’Armi non sono semplici appuntamenti a calendario: sono il luogo in cui continuiamo a ballare all’unisono, confermando che, quando il territorio fa rete, il risultato va ben oltre lo spettacolo: diventa emozione pura e condivisione costante.

Vi aspettiamo in pista, per continuare a scrivere insieme questa storia, un passo alla volta.

The Country Side

Consigliere AVS al CPR: “Capienza ridotta, uguale sofferenza. Deve chiudere al più presto”

Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel CPR di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni. Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura.
La struttura non è adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l’aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell’immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.
Il tema più critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel CPR continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi più eclatanti: un uomo arrivato in CPR con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l’asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui.
Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneità e torneremo a insistere con la Regione affinché queste visite, così come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell’interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.
Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa città?
Anche l’utilizzo di psico-farmaci resta una costante, così come la pressoché totale assenza di attività, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa.
Quello dei CPR è un sistema perverso e crudele,  propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno. Continueremo a denunciare questa vergogna finché il centro non chiuderà.
Alice Ravinale
Valentina Cera
Giulia Marro

Kappa FuturFestival 2026, Torino torna capitale mondiale della musica elettronica

Dal 3 al 5 luglio il Parco Dora ospita la tredicesima edizione della manifestazione con oltre cento artisti internazionali

 Per tre giorni Torino si trasforma ancora una volta in uno dei principali punti di riferimento della scena elettronica internazionale. Da venerdì 3 a domenica 5 luglio il Parco Dora ospita la tredicesima edizione del Kappa FuturFestival, appuntamento che ogni estate richiama migliaia di appassionati provenienti da decine di Paesi e contribuisce a rafforzare il ruolo del capoluogo piemontese nel panorama dei grandi eventi musicali europei.

L’edizione 2026 propone un cartellone che supera i cento artisti, alternando protagonisti affermati della musica house e techno a nuovi talenti della scena internazionale. Tra i nomi più attesi figurano Solomun, Four Tet, Peggy Gou, Michael Bibi, Mochakk, Enrico Sangiuliano, Amelie Lens, Charlotte de Witte, Carl Craig, Armin van Buuren, Diplo, Disclosure (DJ set), Ben Klock, Marcel Dettmann e Jamie Jones, affiancati da numerosi b2b e live set esclusivi pensati appositamente per il festival.

Il cuore della manifestazione resta il Parco Dora, l’ex area industriale trasformata in spazio urbano che, con le sue grandi strutture in acciaio, è diventata uno dei simboli del festival. La scelta della location contribuisce a rendere unico l’evento, capace di coniugare archeologia industriale, rigenerazione urbana e spettacolo dal vivo.

Nel corso degli anni il Kappa FuturFestival è cresciuto fino a diventare uno dei festival di musica elettronica più importanti d’Europa, con un pubblico composto in larga parte da visitatori stranieri. L’evento genera infatti un significativo indotto economico per Torino e il Piemonte, grazie alle presenze negli alberghi, nei ristoranti, nei locali e nelle attività commerciali della città durante il fine settimana della manifestazione.

Per l’edizione 2026 i biglietti hanno registrato un forte interesse già nei mesi precedenti all’apertura del festival, confermando la crescente attrattività internazionale della manifestazione.

Con il Kappa FuturFestival Torino inaugura uno dei fine settimana più intensi dell’estate cittadina, consolidando la propria immagine di capitale italiana della musica elettronica e di destinazione capace di ospitare eventi culturali e musicali di richiamo internazionale.

La polizia arresta finto carabiniere: truffava gli anziani

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Torino ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino, nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di due furti in abitazione ai danni di persone anziane.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso a seguito di ulteriori sviluppi investigativi sull’attività predatoria posta in essere dall’indagato, già destinatario di una precedente ordinanza di custodia cautelare in carcere, che hanno consentito di ricostruire un sistematico e spregiudicato modus operandi messo in atto, a partire dal 24 febbraio scorso, ai danni di cittadini ultrasessantacinquenni residenti nel capoluogo piemontese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo ha agito in concorso con un complice, il cosiddetto “telefonista”, allo stato non identificato. Mentre quest’ultimo contattava telefonicamente le vittime, fingendosi appartenente alle Forze dell’Ordine, l’indagato si presentava presso le loro abitazioni qualificandosi come “Carabiniere” e, con il pretesto di dover svolgere accertamenti nell’ambito di una presunta rapina nella quale gli anziani sarebbero stati coinvolti, riusciva a ottenere l’accesso alle abitazioni.
Una volta all’interno, ha sottratto denaro contante, monili in oro di ingente valore e carte bancomat, successivamente utilizzate per effettuare prelievi fraudolenti. In uno degli episodi contestati, il valore complessivo dei beni asportati ha superato i 100.000 euro, tra denaro contante, gioielli e monili in oro per un peso di circa mezzo chilogrammo.
L’ordinanza è stata notificata all’indagato presso la Casa Circondariale di Torino, dove si trova già detenuto dallo scorso 27 marzo. L’uomo era stato infatti arrestato in flagranza di reato per un episodio analogo, commesso sempre nel capoluogo piemontese con le medesime modalità ai danni di altri due anziani.
In occasione di questa operazione, la Polizia di Stato rinnova l’appello alla massima prudenza, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Si ricorda che:
  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli per chiudere indagini o per “cauzioni”.
  • Diffidate di chi si presenta in borghese: se qualcuno afferma di appartenere a una Forza di Polizia, chiedete sempre di esibire il tesserino di riconoscimento.
  • In caso di dubbio, chiamate subito il 112 N.U.E.: prima di far entrare chiunque in casa, contattate il Numero Unico di Emergenza per verificare l’effettiva presenza di operazioni di servizio nella vostra zona.

A Usseglio con la corriera della toma

Da trent’anni, quando arriva il caldo torrido, per quei torinesi e quei turisti provenienti da molte regioni italiane che cercano un po’ di refrigerio e di autenticità nelle vallate alpine la Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio è un appuntamento da non mancare. Si sale ad Usseglio per apprezzare le tradizioni casearie e un ambiente naturale incontaminato. Da un po’ di anni, grazie all’impegno della Città metropolitana di Torino, che patrocina la manifestazione e ha istituito la Corriera della Toma, salire a Usseglio nei due fine settimana della mostra non è più un problema per chi non può o non vuole utilizzare l’auto. Anche quest’anno, sabato 11, domenica 12, sabato 18 e domenica 19 luglio si può usufruire del servizio di bus navetta gratuito in partenza dalla stazione di Torino Porta Susa alle 8, con ritorno da Usseglio alle 17. L’obiettivo della Corriera della Toma è di favorire gli spostamenti di gruppolimitando il traffico dei mezzi privati e consentendo la partecipazione agli eventi anche a coloro che non usano l’automobile. Per informazioni e prenotazioni occorre chiamare il numero telefonico 0123-738174, attivo solo il sabato e la domenica.

La Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio è un evento che tutela e omaggia le tradizioni, abbracciando al contempo la modernità, promuovendo il turismo sostenibile e la biodiversità e rilanciando l’economia locale. La mostra propone stand commercialistreetfoodlaboratoridegustazioni guidateattività per conoscere gli animaliculturadivertimento e gusto. L’edizione 2026 inizia venerdì 10 luglio con il taglio della Toma alle 18,30 e a seguire, alle 19, propone un’esperienza gastronomica conviviale e informale, pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta delle diverse ricette in cui si può declinare la Toma: in purezza, in crema, in fonduta, in abbinamento con carni, verdure, erbe, nocciole e ingredienti del territorio; il tutto in un racconto costruito attraverso assaggi caldi e freddi, finger food, primi piatti e preparazioni pensate per valorizzare la versatilità del formaggio. La partecipazione alla degustazione è gratuita, con accredito obbligatorio al link https://tobexperience.it/evento/evento-gastronomico/ fino ad esaurimento dei posti disponibili. È inoltre possibile lasciare una libera offerta a sostegno della Croce Rossa, con un contributo facoltativo per sostenere il prezioso lavoro svolto ogni giorno a favore della comunità e del territorio.

Sabato 11 luglio la mostra apre alle 9,30 e alle 10,30 sono in programma il laboratorio del miele a cura di Montarnia e le visite al Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” nell’antico complesso parrocchiale, sede capofila del Museo Diffuso Valle di Viù. Dalle 11 in avanti c’è l’attività di arrampicata per i bimbi e a seguire i laboratori per i più piccoli, il pranzo con la Pro Loco, il truccabimbi, le bolle di sapone itineranti e le visite al Museo Tazzetti. Alle 16 si presenta il libro “Nel nome del Re Sole” di Alessandro Mella, mentre in serata c’è il teatro-cabaret con Alfred. Domenica 12 luglio tornano l’intrattenimento per i bambini e le visite al Museo Tazzetti e si tiene un cooking show a cura di To Be Company. Alle 11 si presenta il progetto “Vedere con le orecchie” a cura dell’Avis e alle 12 si gusta la risottata preparata dalla Pro Loco. Nel pomeriggio ci sono il truccabimbi, le visite al Museo Tazzetti, alle 16 la presentazione del libro “Il ritorno del gipeto in Piemonte” di Maurizio Chiereghin, alle 16,30 il Mago Trinchetto e alle 17 la premiazione dello stand più bello. Sabato 18 luglio la mostra riapre alle 9,30, alle 11 è in programma il laboratorio “Spiritelli del Bosco” e alle 12 c’è il percorso del gusto a cura della Pro Loco. Nel pomeriggio tornano le bolle di sapone itineranti, le visite al Museo Tazzetti, alle 16,30 il laboratorio di uncinetto a cura de “L’Anello Forte” e alle 17.30 la presentazione del libro “Aria forte” di Marco Rolando. Alle 21 il CAI proietta un film e alle 22,30 si balla con la Discomania. Domenica 19 luglio è possibile scoprire il paese a cavallo con “La Collina degli Stivali”, ma ci sono anche una gara di mungitura, il laboratorio “Impariamo a conoscere gli animali”, le visite al Museo Tazzetti, il progetto “Vedere con le orecchie” e il volo dei rapaci a cura di Mondo Rapaci. Alle 12 la risottata e alle 15 i balli francoprovenzali, il laboratorio di uncinetto a cura de “L’Anello Forte” e le visite al Museo Tazzetti; alle 15,30 lo spettacolo dei cavalli a cura de “La Collina degli Stivali” e alle 17.30 la premiazione dell’animale più bello.