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Scoperta truffa delle patenti di guida “made in China”

Associazione per delinquere finalizzata al conseguimento illecito della patente di guida di categoria “B” da parte di candidati di nazionalità cinese 9 persone destinatarie di una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria, delle quali 2 in carcere e 7 dell’obbligo di presentazione alla p.g.

 

Avevano costituito ben 2 organizzazioni criminali che avevano lo scopo di consentire a cittadini cinesi che non conoscono la lingua italiana né tanto meno le norme del Codice della Strada, di conseguire la patente di guida.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, P.M. Dr.ssa Elisa BUFFA,  nasce nel mese di novembre 2018 quando, grazie ad una collaudata collaborazione tra la Motorizzazione Civile e la Polizia di Stato, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Torino intervengono presso la sala esami della locale Motorizzazione a seguito di una segnalazione relativa ad un cittadino cinese, che con atteggiamento sospetto, sta effettuando la prova a quiz con la richiesta di ausilio del supporto audio ovvero delle cuffie con cui ascoltare le domande, oltre che visualizzarle sullo schermo. L’intervento della Polizia giudiziaria. viene effettuato al termine della prova, peraltro superata, accompagnando il candidato in una stanza attigua. Lì gli operanti riscontrano come l’uomo occulti tra gli indumenti e sotto una parrucca appositamente indossata, essendo l’uomo completamente calvo, un telefono cellulare ed un trasmettitore bluetooth ad esso collegato.

Tale strumentazione era servita al candidato per ricevere suggerimenti da una terza persona posizionata all’esterno della MCTC, che era in grado di avere contezza delle domande d’esame in quanto il contenuto delle stesse gli giungeva proprio attraverso il citato trasmettitore in quanto era riprodotto da una voce computerizzata nelle cuffie richieste dal candidato proprio a tale scopo.

Immediatamente, anche in considerazione del complesso sistema adottato per consentire all’uomo il superamento della prova, la Polizia giudiziaria ipotizzava l’esistenza di un’organizzazione ben strutturata finalizzata al conseguimento illecito di patenti di guida e che quanto accertato non rappresentasse un episodio isolato.

L’esame dei tabulati telefonici delle utenze trovate in possesso del cittadino cinese e successivamente l’autorizzazione del G.I.P. di Torino all’attivazione delle intercettazioni telefoniche delle utenze da essi emerse, permettevano di suffragare tale ipotesi.

L’indagine, infatti, faceva luce su ben 2 organizzazioni criminali composte per la quasi totalità da cittadini cinesi che dietro il versamento di ingenti somme di denaro era in grado di garantire il conseguimento di patenti di guida a loro connazionali che, conoscendo poco o per nulla la lingua italiana, avrebbero avuto difficoltà insormontabili ad ottenerle in modo lecito, attraverso il superamento dei relativi esami di teoria svolti presso le Motorizzazioni di tutta Italia.

L’ascolto delle conversazioni telefoniche intercettate ha permesso alla PG di delineare compiutamente il modus operandi dei soggetti coinvolti in tale tipo di attività criminale che fruttava agli organizzatori dell’illecito sino a 7000 euro circa a patente a seconda del “servizio” offerto, che poteva riguardare la sola prova teorica o, come emerso nel corso delle indagini anche quella pratica.

In particolar modo venivano individuati 9 soggetti di cui 7 di nazionalità cinese 1, peruviano e 1 italiano, dimoranti a Torino, quali appartenenti a vario titolo a 2 distinte associazioni per delinquere che consentivano a soggetti di nazionalità cinese di ottenere il rilascio della patente di guida.  Dalle indagini emergeva che  i candidati, oltre a non avere la minima preparazione teorica, presentavano enormi difficoltà nel comprendere la lingua italiana e quindi oltre a non essere in grado di leggere i testi dei quiz loro sottoposti, durante gli esami pratici non riuscivano a rispondere alle domande, anche a quelle di routine più elementari, poste loro dai vari esaminatori prima e durante l’esame di guida: circostanze queste che danno il segno dell’elevato pericolo che potevano costituire alla guida di un veicolo.

Nell’ottobre del 2019 veniva depositata una prima informativa alla Procura della Repubblica di Torino, nella quale venivano deferite in stato di libertà 63 persone, ritenute responsabili di aver truccato 55 esami per il rilascio di patenti di guida. Ne seguiva una seconda nel giugno 2020 nella quale erano indagati altri 45 cittadini cinesi coinvolti in altrettanti episodi illeciti.

Alla luce di quanto rappresentato, nella giornata di mercoledì 21 ottobre, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Torino, coadiuvati dal personale della Polizia Stradale di Cuneo, Novara, Rimini, Prato e Vasto (CH), hanno eseguito una misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Torino, nei confronti di 9 persone, 2 delle quali in carcere e 7 destinatarie dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni in varie località della penisola, in particolare a Vasto (CH) dove, il capo di una delle due organizzazioni, destinatario di una misura in carcere, pur avendo mantenuto la residenza a Torino, aveva trasferito i propri affari.

L’Autorità giudiziaria, ha provveduto già ad emettere 50 decreti di sequestro a carico di quelle patenti che si è accertato essere state ottenute attraverso i metodi descritti.

Bollettino Covid: 11 morti e 1550 nuovi contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17,30

 

29.708 PAZIENTI GUARITI E 953 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti sono 29.708 (+ 95 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3618 (+15) Alessandria, 1670 (+0) Asti, 933(+2) Biella, 2982 (+19) Cuneo, 2804 (+9) Novara, 15.019 (+46) Torino, 1422 (+4) Vercelli, 1050 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 210 (+0) provenienti da altre regioni. Altri 953 sono “in via di guarigione”.

 

I DECESSI SONO 4227

Undici i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4227 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 693 Alessandria, 258 Asti, 218 Biella, 404 Cuneo, 395 Novara, 1855 Torino, 230 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

 

 

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 49.668 (+ 1550 rispetto a ieri) di cui 799 (52%) sono asintomatici.  

Dei 1550 casi: 564 screening, 515 contatti di caso, 471 con indagine in corso. Ambito: 94 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 194 scolastico, 1262 popolazione generale. I casi importati sono 6 su 1550.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 5330 Alessandria, 2593 Asti, 1601 Biella, 5683 Cuneo, 4400 Novara, 25785 Torino, 1466 Vercelli, 2014 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 377 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 419casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

 

I ricoverati in terapia intensiva sono 79 (+5 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1226 (+115 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 13.475

I tamponi diagnostici finora processati sono 906.964 (+ 11.565),di cui 487.794 risultati negativi.

 

Falso made in Italy La Guardia di Finanza scopre frode da 5 milioni

L’etichetta parlava di “Made in Italy”, di fatto però, i milioni di articoli sequestrati dalla Guardia di Finanza di Torino erano interamente prodotti ed importati dalla Repubblica Popolare Cinese.

L’operazione, condotta dai Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego con l’ausilio dei colleghi della Tenenza di Lanzo Torinese e coordinata dalla Procura della Repubblica Torinese, ha avuto inizio nei scorsi giorni quando, in alcuni negozi del capoluogo piemontese, i Finanzieri hanno notato esposti sugli scaffali, prodotti per la casa di una nota azienda italiana, le cui etichette e le indicazioni merceologiche erano palesemente contraffatte. Gli articoli, reclamizzati come “Made in Italy”, erano di fatto falsamente etichettati circa la loro provenienza e origine, il tutto incorniciato dalla simbologia inequivocabile della bandiera tricolore.

Le successive indagini hanno portato gli inquirenti sino al deposito della merce, individuato in un piccolo centro del Canavese.

Oltre 8 milioni  i coltelli, pronti per essere venduti come articoli “Made in Italy” ma di fatto prodotti in Cina, sequestrati per quella che appare come una gigantesca frode in commercio da oltre 5 milioni di euro.

Un ingente sequestro che ora vede tre imprenditori italiani denunciati all’Autorità Giudiziaria Torinese per frode in commercio.

Gravi irregolarità sono state accertate all’interno dell’azienda anche in materia di sicurezza sul lavoro: macchinari in precarie condizioni, tra l’altro alcuni muniti di lame taglienti senza alcuna protezione a tutela del lavoratore, sversamenti di liquami, capannoni interrati senza illuminazione; criticità queste che hanno indotto i Finanzieri a richiedere l’intervento da parte dello Spresal di Ivrea.

Gli stessi imprenditori coinvolti, fin da subito di fronte ai militari che effettuavano la perquisizione, si sono impegnati a modificare le indicazioni merceologiche in previsione delle successive importazioni.

L’attività della Guardia di Finanza oltre a contrastare tutte quelle forme di concorrenza sleale è anche mirata alla tutela dei “Distretti Industriali”, che da tempo è uno dei principali obiettivi strategici dei compiti di polizia economico finanziaria esclusivi del Corpo

Covid 19, al via in Piemonte l’uso dei test rapidi

Il presidente Alberto Cirio: “siamo la prima Regione in Italia ad aver predisposto un programma così strutturato”

In Piemonte inizia da oggi l’utilizzo dei test rapidi per individuare le persone positive al Coronavirus: a renderlo noto è stato il presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche gli assessori alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, e alle Politiche sociali, Chiara Caucino, e il commissario dell’area Giuridico-Amministrativa dell’Unità di Crisi, Antonio Rinaudo.

La dotazione complessiva è di 2,4 milioni di test, frutto di una gara indetta in estate insieme alla Regione Veneto: 1 milione è stato già acquistato (600 mila dal Dirmei e 400 mila dalle aziende sanitarie), il resto è stato già ordinato.

La consegna della prima fornitura da un milione si concluderà la prossima settimana e 164.000 test sono già stati consegnati in queste ore sul territorio (50.000 alla Città della Salute di Torino, 19.000 all’Asl Città di Torino, 2.000 alla TO5, 900 alla TO3, 1.000 al San Luigi di Orbassano), 59.000 a Cuneo, 15.000 ad Asti, 13.500 ad Alessandria, 2.000 a Biella, 1.600 a Novara, 300 a Vercelli, mentre i primi quantitativi per il VCO sono in consegna nei prossimi giorni.

“Saranno impiegati – ha illustrato il presidente Cirio – per testare casi sospetti di Covid, negli ospedali e nei pronto soccorso, per screening nelle scuole e nella Rsa e residenze per anziani, oltre che sul personale sanitario, sulle forze dell’ordine, negli uffici giudiziari e nelle Prefetture. Se qualcuno risulterà positivo entrerà in isolamento e sarà sottoposto al tampone molecolare per la conferma della positività, con tempi più veloci perché il sistema dei laboratori, grazie ai test rapidi, dovrà analizzare meno tamponi. Chi otterrà esito negativo potrà invece riprendere la sua normale attività e il risultato sarà inserito sulla piattaforma Covid. Posso dire con orgoglio che siamo tra le prime Regioni in Italia ad aver predisposto un programma così strutturato”.

Il test rapido potrà essere richiesto anche da ogni cittadino che voglia sottoporsi a questo accertamento: dalla prossima settimana potrà essere prenotato in farmacia (a un costo fra i 30 e i 45 euro), che poi invierà un infermiere al domicilio, o presso i laboratori pubblici e privati riconosciuti dalla Regione.

Particolare attenzione sarà dedicata alle Rsa e residenze per anziani: “È stato concluso un lavoro di cui sono orgoglioso – ha dichiarato il presidente Cirio – che ha ottenuto l’assenso delle rappresentanze datoriali e costituisce l’ossatura di questo piano, insieme alla scuola, per la parte pubblica: da domani alla fine di gennaio ogni 15 giorni i 60.000 ospiti e dipendenti di ogni struttura saranno sottoposti al test rapido, grazie al supporto operativo dei distretti sanitari e della Protezione civile”.
“Queste strutture – ha sottolineato l’assessore Caucino – devono sentirsi protette e tutelate, e il piano conferma l’attenzione che abbiamo nei loro confronti”.

L’assessore Icardi ha invece affermato che “si sta chiudendo anche un accordo per dare ad ogni medico la possibilità di effettuare, a spese del sistema sanitario regionale, il test rapido in studio, in ambulatori distrettuali, nelle Case della Salute o negli ambulatori aggregati”.

Coronavirus, i nuovi contagi a quota 1800. Sette vittime

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17,30

 

29.613PAZIENTI GUARITI E 854 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti sono 29.613 (+ 171rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3603 (+14) Alessandria, 1670 (+2) Asti, 931 (+6) Biella, 2963 (+43) Cuneo, 2795 (+21) Novara, 14.973 (+67) Torino, 1418 (+12) Vercelli, 1050 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 210 (+6) provenienti da altre regioni. Altri 854 sono “in via di guarigione”.

 

I DECESSI SONO 4216

Settei decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4216 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 692 Alessandria, 258 Asti, 215 Biella, 402 Cuneo, 393 Novara, 1853 Torino, 229 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

 

 

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 48.118 (+ 1799 rispetto a ieri) di cui 967 (54%) sono asintomatici.  

Dei 1799 casi : 583 screening, 662 contatti di caso, 554 con indagine in corso. Ambito: 108 RSA, 259 scolastico, 1432 popolazione generale. I casi importati sono 8 su 1799.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 5228 Alessandria, 2555 Asti, 1545 Biella, 5429 Cuneo, 4308 Novara, 24856 Torino, 1990 Vercelli, 1439 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 371 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 397casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

 

I ricoverati in terapia intensiva sono 74 (+12 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1111(+74 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.250

I tamponi diagnostici finora processati sono 895.399 (+ 13.621),di cui 481.163 risultati negativi.

 

 

Covid, tampone rapido antigenico alle forze dell’ordine

L’attività di screening sierologico sulle Forze dell’Ordine, già avviata in primavera, prosegue con l’aggiunta di un nuovo strumento, il cosiddetto tampone rapido antigenico, per assicurare modalità di tracciamento del virus sempre più complete e aggiornate a chi è più esposto al contagio.

Lo annuncia l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, dopo aver incontrato, ieri sera, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine per concordare le modalità dell’operazione, con il coordinamento dell’Asl Città di Torino.

L’iniziativa coinvolgerà complessivamente circa 20 mila operatori su base volontaria, tra appartenenti a Forze dell’Ordine, Forze Armate, Polizia Locale, Vigili del Fuoco e lavoratori dei Tribunali ordinari, amministrativi e contabili.

«Come nel caso del personale sanitario – commenta l’assessore Icardi – è importante prestare la massima attenzione al tracciamento del contagio tra gli agenti, gli operatori delle Forze dell’ordine e del Sistema giudiziario che agiscono a diretto contatto con la popolazione, in qualsiasi situazione di emergenza. Un’iniziativa che rientra a pieno titolo nei piani strategici della prevenzione attuati dalla Sanità regionale per arginare il contagio».

I primi test verranno eseguiti sul personale dei Carabinieri e della Polizia di Stato, compresa la Polizia penitenziaria, a cominciare da inizio novembre.

Contagi in salita, centri commerciali chiusi nel weekend

Le piazze della a movida di Torino saranno chiuse dalle 21 o dalle 22,   e chiuderanno anche i  centri commerciali nei weekend, tranne i supermercati alimentari presenti al loro interno

Prevista anche la didattica a distanza per le scuole superiori. Da lunedì, le classi dalla seconda alla quinta superiore alterneranno lezioni in presenza e a distanza per diminuire l’affluenza sui  sui mezzi pubblici.

I locali potranno restare aperti oltre le 18 solo  in presenza di  posti a sedere.

Così ha deciso il Cosp,  il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di Torino. Il governatore Cirio vorrebbe provvedimenti più stringenti, a fronte dei 1400 contagi registrati nelle ultime 24 ore.

Le nuove ordinanze della Regione Piemonte:

MISURE ANTI COVID: IN PIEMONTE DIDATTICA A DISTANZA AL 50%

ALLE SUPERIORI PER LE CLASSI DALLE SECONDE ALLE QUINTE

E CHIUSURA DEI CENTRI COMMERCIALI NEL FINE SETTIMANA

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha firmato due nuove ordinanze per intensificare le misure di contenimento della pandemia, al termine di una lunga giornata di confronto con le Prefetture, i sindaci, i presidenti di Provincia, il mondo della scuola e le organizzazioni di categoria.

Da lunedì 26 ottobre le Scuole Secondarie di Secondo Grado (Statali e Paritarie) dovranno alternare la didattica digitale a quella in presenza, per una quota non inferiore al 50%, in tutte le classi del ciclo, ad eccezione delle prime.

“Questo ci consentirà di garantire la nostra priorità – precisa il presidente Cirio -, cioè di mantenere le scuole sempre aperte, evitando che ogni settimana 75.000 ragazzi si affollino sui mezzi di trasporto per recarsi a scuola, con un notevole rischio di contagio. Parliamo di ragazzi che hanno più di 14 anni e che, quindi, possono stare in casa anche da soli, senza creare disagio al lavoro dei genitori”.

“Le lezioni nelle scuole dell’infanzia, elementari, medie si svolgeranno invece sempre in presenza – sottolinea l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino – si tratta di una forma educativa fondamentale e irrinunciabile e anche per chi frequenta il primo anno delle superiori verrà consentito di continuare ad apprendere con continuità il nuovo metodo di studio e di sviluppare il senso di appartenenza al gruppo tra compagni e con gli insegnanti. Se dovesse essere necessario proseguire anche più avanti nell’anno con questa modalità valuteremo una attenzione analoga anche per i ragazzi che si avvicinano alla maturità”.

L’ordinanza nasce da un lavoro di condivisione con tutto il mondo della scuola e di stretta collaborazione tra la Regione e la sua Unità di crisi, con il commissario dell’Area giuridico amministrativa Antonio Rinaudo e l’Ufficio scolastico regionale, con il direttore Fabrizio Manca.

Le scuole, nella loro autonomia, individueranno le misure che riterranno più idonee per l’organizzazione della didattica a distanza, tenuto conto dell’organico e del contesto organizzativo interno.

Una seconda ordinanza della Regione Piemonte prevede inoltre a partire già da questo weekend la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad esclusione degli esercizi di vendita di generi alimentari, farmacie e studi medici, locali di ristorazione e tabaccherie.

L’ordinanza conferma inoltre la chiusura notturna, dalla mezzanotte alle 5, di tutte le attività commerciali al dettaglio (ad eccezione delle farmacie) e il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21 in tutte le attività commerciali (anche attraverso apparecchi automatici), escluso il servizio di consumazione al tavolo negli esercizi di ristorazione.

“Sono scelte di rigore, prudenza e buon senso – evidenzia il presidente Cirio -. Quello che possiamo fare oggi ci permette di non chiudere tra qualche settimana bar, ristoranti, parrucchiere, centri estetici e negozi”.

“Siamo perfettamente coscienti che l’intero comparto del commercio abbia già subito pesanti conseguenze – sottolinea l’assessore al Commercio Vittoria Poggio -, ma le restrizioni di oggi sono purtroppo una scelta necessaria per prevenire provvedimenti futuri ancora più restrittivi, che rappresenterebbero un danno ancor più grave per tutto il settore”.

Entrambe le ordinanze sono valide fino al 13 novembre

Covid, hotspot scolastici La Regione prolunga l’orario

In caso di forte accesso agli hotspot scolastici, ho chiesto che se ne aprano immediatamente di nuovi e che comunque ci sia un prolungamento dell’orario di servizio”.

Così l’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha risposto a Marco Grimaldi (Luv) che nel corso del question time in Consiglio regionale lo ha interrogato su “Ritardi e problemi hotpost scolastici nella città di Torino”.

Grimaldi ha domandato se sia vero che in alcuni casi “una volta terminati i tamponi a diposizione nell’hotspot, si mandino a casa persone che hanno fatto ore e ore di coda, senza eseguire le analisi. Peraltro – ha detto – al momento ci vuole più di una settimana per ottenere i risultati, poi si chiede di prenotare, ma è proprio il contrario di quello che un hotspot dovrebbe essere. All’Amedeo di Savoia, per esempio, dichiarano di riuscirne a fare la metà del necessario”.

L’assessore ha ribattuto che non ritiene verosimile il caso di mancanza di tamponi ma che in effetti l’accesso agli hotspot scolastici, con l’arrivo della stagione fredda, è aumentato sensibilmente. “La Regione Piemonte per ridurre i tempi d’attesa ha previsto appunto l’accesso libero, oltre la prenotazione, ed è possibile che proprio per questo si verifichino dei disservizi. Il caso che lei ha presentato, è stato sottoposto all’assessorato e ho chiesto una relazione. Ho chiesto che quando si verifichino situazioni del genere, come successo anche a Settimo, si aprano immediatamente nuovi hotspot e si proceda con il prolungamento dell’orario degli stessi”.

Sono state anche discusse le interrogazioni di Daniele Valle (Pd) sulla riapertura poliambulatorio di via Gorizia, di Silvio Magliano (Moderati) sui tamponi gratuiti per i volontari anti-Covid, di Domenico Rossi (Pd) sulle Conseguenze relative alla scelta dell’Ospedale di Borgosesia come ospedale Covid di quadrante, di Francesca Frediani(M5s) sul Potenziamento del servizio Tpl per le scuole.

Di Mauro Salizzoni, infine, (Pd9) l’interrogazione “Erogazioni liberali per sostenere il Sistema Sanitario durante l’emergenza Coronavirus. Perché in Piemonte non sono stati impiegati circa 7 milioni di euro di donazioni?”. A questa interrogazione Icardi ha risposto che non si tratta di un’informazione corretta. Sinora sono stati introitati circa 20 milioni di euro di donazioni. La Regione ha stabilito le modalità per distribuire alla Sanità questi fondi. Sei milioni per le mascherine, 8 per attrezzature  e materiali alle Asl. 1,5 milioni è in corso la distribuzione alle Asl e per 5,8 è stata avviata una ricognizione per acquistare ventilatori polmonari e attrezzature necessarie alla terapia anti Covid.

In Piemonte quasi 1400 contagi nelle 24 ore. Sei nuove vittime

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

 

 

29.442 PAZIENTI GUARITI E 786 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti sono 29.442 (+ 63 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3589 (+5) Alessandria, 1668 (+0) Asti, 925 (+0) Biella, 2920 (+20) Cuneo, 2774 (+19) Novara, 14.906 (+17) Torino, 1406 (+1) Vercelli, 1050 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 204 (+0) provenienti da altre regioni. Altri 786 sono “in via di guarigione”.

 

I DECESSI SONO 4209

Sei i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4209 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 690 Alessandria, 258 Asti, 214 Biella, 402 Cuneo, 391 Novara, 1852 Torino, 228 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

 

 

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 46.319 (+ 1396 rispetto a ieri), di cui 786 (56%) sono asintomatici.

Dei 1396 casi: 472 screening, 578 contatti di caso, 346 con indagine in corso.

Ambito: 74 Rsa,190 scuola, 1132 tra la popolazione generale. Sono 5 su 1396 i casi importati.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 5092 Alessandria, 2465 Asti, 1480 Biella, 5122 Cuneo, 4222 Novara, 23.823 Torino, 1951 Vercelli, 1428 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 366 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 370 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

 

I ricoverati in terapia intensiva sono 62 (+1 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1037 (+154 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 10.783

I tamponi diagnostici finora processati sono 881.778 (+ 13.008),di cui 472.970 risultati negativi.

Non sparate su Icardi

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni/ Il caso dell’assessore alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi e’ davvero indicativo dei tempi terribili che viviamo

Icardi – nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia – decide di fare il viaggio di nozze . Non si sa quando si sia sposato e non si sa se non gli sia stato possibile andare in luna di miele nel corso dell’estate,  visto che il Piemonte non ha lavorato in
modo particolarmente alacre a creare argini alla prevedibile nuova ondata del virus. Certo ha ragione Icardi quando dice che un sistema sanitario non può dipendere dall’assenza per cinque giorni dell’assessore. Lo stesso Icardi dice che è stato sempre in contatto con l’assessorato ed ha partecipato da remoto a tutte le riunioni. Dev’essere stato un viaggio di nozze infernale che i due sposi ricorderanno per sempre. In una intervista Icardi avrebbe anche detto che la moglie non era affatto contenta.
Bisogna rispettare l’intimità di Icardi che suscita persino un po’ di tenerezza.
Un breve viaggio di nozze zeppo di riunioni dal telefonino o dal tablet era cosa inimmaginabile fino a poco tempo fa.
Ed attaccare Icardi con violenza per questa sua trasgressione sentimentale non appare generoso .
Rappresenta icasticamente il senso di smarrimento di questi tempi in cui la politica non sa fare la politica e neppure l’intimita’ di una luna di miele viene considerata.
Passare cinque giorni d’ottobre in Sicilia con la donna che si ama , continuamente distratti da notizie tragiche sul virus dev’essere stata un’esperienza tremenda. Quindi non sparate su Icardi.  Sarebbe meglio sostituirlo alla Sanità, ma non per il viaggio di nozze, ma per gli scarsi risultati raggiunti di cui sono evidenti le tragiche conseguenze. Magari spostatelo al Turismo. Così potrà pensare ad altri viaggi piu piacevoli e distensivi per se’ , per i suoi congiunti e per gli altri piemontesi , sempre che il virus ci consenta ancora di viaggiare.
La vicenda di Icardi assessore alla Sanità che va in luna di miele invece di combattere in prima linea potrebbe essere la triste metafora di una certa Italietta che gli storici identificano con Caporetto e con l’8 settembre. Speriamo che non sia così. Disperatamente pensiamo e auguriamoci che il Piemonte di oggi non sia quello
che evoca la resa , ma la lotta. Come i “Bugia nen” del Generale Cacherano di Bricherasio alla battaglia dell’ Assietta dove pochi, rudi ed eroici piemontesi fermarono i francesi invasori.