Da Roma a Torino il nuovo trasformismo non fermerà la rabbia sociale

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IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / L’alleanza tra Pd e grillini che si sta profilando per le prossime regionali e forse anche per le comunali sancisce una scelta che snatura sia il Pd sia i grillini. Il Pd rinuncia in qualche modo alla sua storia e alla sua identità, i grillini alleati del Pd  sono l’esatto opposto della loro esperienza politica. Sono bastati pochi mesi di governo per rimescolare le carte, malgrado i litigi all’ interno della maggioranza giallo – rossa.

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Che sia un personaggio politicamente molto modesto  come Franceschini a patrocinare l’operazione  la dice lunga sul bassissimo profilo della medesima. Franceschini vuole un’alleanza “permanente”, scavalcando anche Zingaretti.
Può essere la paura di perdere rispetto al centro-destra che pure ha perso consensi rispetto a qualche mese fa, a dettare questa linea? Eppure i grillini hanno dimezzato i loro voti, anche se la voragine del loro crollo di consensi sembra essersi fermata. Oppure i due alleati al governo hanno capito che il loro star insieme non era solo una scelta di necessità, ma c’erano ragioni più profonde per un connubio elettorale ? Sicuramente la stagione del Coronavirus ha prolungato la vita al governo Conte bis e forse ha fatto sì che le alleanze si siano rafforzate. L’ esempio della difesa ad oltranza da parte del Pd del ministro della Giustizia Bonafede è lampante ed ha costretto Renzi ad una precipitosa ed anche penosa retromarcia. Il Pd è libero di allearsi  con chi ritiene meglio, ma sicuramente il partito si snatura in modo radicale perché l’alleanza con i grillini rimette in discussione ciò che il Pd voleva rappresentare. Allearsi con i grillini significa ritrovarsi insieme a giustizialisti che hanno avvelenato la politica per anni e hanno dimostrato evidenti e palesi incapacità. I grillini sono stati i principali nemici del Pd  per anni. Se l’alleanza comprendesse anche il Comune di Roma con Virginia Raggi , sarebbe un vero e  clamoroso  dietrofront dei democratici. Anche a Torino  emergono  ipotesi di alleanza tra Pd e Cinque Stelle; di fatto già da tempo l’opposizione democratica in Comune è inesistente  e il rapporto con Appendino è cambiato. Credo che l’operazione patrocinata da Franceschini sia una nuova forma di trasformismo, un’operazione furbesca di potere, di quelle che piacevano tanto ai democristiani di sinistra che non vedevano l’ora di accordarsi con i comunisti. Questo trasformismo non fermerà sicuramente la rabbia sociale che sta montando e che in autunno potrebbe divampare in modo devastante. La politica non può fondarsi sul trasformismo e su un’alleanza di governo improvvisata e che non ha dato certo frutti significativi per il Paese. Credo che molti democratici non possano accettare lo snaturamento del loro partito e della sua stessa storia. E gli stessi grillini vedranno finire i loro sogni, giusti o sbagliati che siano, di cambiamento radicale. Anche sotto il profilo politico la pandemia provocherà ulteriori danni. Una classe politica fatta di persone  politicamente  mediocri come Zingaretti e Franceschini , come Di Maio e Crimi, tanto per citare degli esempi, non può certo pensare a prospettive politiche di alto profilo. Essa resta abbarbicata al potere o almeno cerca di difenderlo con unghie e con i denti. Un’opposizione degna di questo nome dovrebbe denunciare questo ennesimo inciucio.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com
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