Un aereo Easyjet in volo da Edimburgo a Milano ha dovuto compiere un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Torino dopo essere stato colpito da un fulmine. I passeggeri stanno bene e la compagnia dice che il velivolo è progettato per resistere a tali eventi. L’aereo ha però subìto un danno elettrico al mezzo, da qui la decisione dell’atterraggio. I passeggeri sono stati portati in pullman a Milano.
Sarà attiva da lunedì 3 luglio la riorganizzazione della rete di trasporto pubblico locale che interesserà la zona Ovest della cintura di Torino e prevede l’istituzione di un collegamento con il Polo sanitario di Venaria.
Il progetto coinvolge Alpignano, Casellette, Collegno, Druento, Givoletto, La Cassa, Pianezza, Rivoli, San Gillio, Val della Torre e Venaria Reale e intende rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini del territorio rispetto ad un servizio essenziale come quello sanitario. Contemporaneamente, ci si pone l’obiettivo di migliorare la mobilità complessiva tra i Comuni, favorendo gli spostamenti veloci e l’adduzione alle reti forti (SFM3 ad Alpignano, M1 a Fermi), riducendo le sovrapposizioni tra diversi servizi di trasporto (urbani, extraurbani, ferrovia) e reinvestendo le percorrenze così risparmiate nella rete stessa.
La presentazione del progetto si è svolta presso l’Agenzia della Mobilità Piemontese alla presenza della presidente Cristina Bargero e dell’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi.
“Abbiamo così trovato una soluzione – ha affermato l’assessore Gabusi – ad un problema non banale ma che rappresentava un’esigenza legittima del territorio. Ricevute le istanze dei sindaci ci siamo messi a lavorare, concordando anche la fattibilità economica, e dare una risposta agli utenti”.
“Un servizio essenziale come quello sanitario – ha sostenuto la presidente Bargero – deve essere accessibile ai cittadini con il minor disagio possibile. Abbiamo così messo a punto un progetto che, grazie soprattutto al cadenzamento orario, garantirà una migliore mobilità sul territorio in quanto diventano più facili anche gli accessi a Sfm e metropolitana”.
Giudizi positivi sono arrivati anche dai sindaci della zona, in quanto i cittadini avranno a disposizione un’ampia scelta di collegamenti e saranno così invogliati ad usare maggiormente il trasporto pubblico.
Nella scorsa notte hanno avuto luogo, come di consueto, i controlli congiunti della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia – Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale – nelle aree cittadine interessate dal fenomeno della “movida”.
L’attività, iniziata alle ore 20 del sabato sera, si è concentrata in aree maggiormente interessate dall’afflusso di persone: Piazza Santa Giulia, via Borgo Dora, Piazza Vittorio Veneto e vie Limitrofe e quartiere San Salvario.
Complessivamente, sono state controllate 79persone e 17 locali pubblici, 5 dei quali sono stati sanzionati. Due esercizi ubicati in via Matteo Pescatore e uno in Lungo Po Cadorna sono stati sanzionati, in violazione del regolamento acustico della Città di Torino, per musica alta e schiamazzi. Un esercizio di via Vanchiglia e un altro di corso San Maurizio sono, invece, stati sanzionati per la vendita di alcolici a minorenni.
Ecco quali tariffe Gtt aumentano dal 1 luglio
L’adeguamento tariffario è conseguenzadell’aggiornamento automatico all’inflazione delle tariffepreviste per il trasporto pubblico locale a partire dal 1° luglio 2023 (approvato con Deliberazione n. 2/2023 del 30/03/2023 dall’Assemblea dell’Agenzia della Mobilità Piemontese – AMP).
L’operazione comporta un aumento medio delle tariffe Formula del 5,79%. Sul sito GTT sono disponibili tutte le nuove tariffe.
Contestualmente anche il Biglietto Integrato Metropolitano (BIM A e BIM B) che permette viaggi intermodali su tram, bus, ferrovie e metropolitana adeguerà le tariffe.
Il BIM “Integrato A”, valido per 100 minuti dalla convalida sulla rete urbana e suburbana GTT di Torino, sulla metropolitana e sulle linee ferroviarie Trenitalia e GTT entro i limiti della prima cintura, sarà in vendita a € 3,70 anziché € 3,50.
Il BIM “Integrato B”, valido per 120 minuti dalla convalida sulla rete urbana e suburbana GTT di Torino, sulla metropolitana, sulle linee ferroviarie Trenitalia e GTT e su alcune linee automobilistiche extraurbane gestite dal Consorzio Extra.To (operatore unico per i trasporti della Città Metropolitana di Torino) entro i limiti della seconda cintura, sarà in vendita a € 4,20 anziché a € 4,00.
LA REGIONE PIEMONTE INVESTE 40 MILIONI PER NUOVE CICLOVIE
SI PARTE DA CORONA DELLE DELIZIE, COLLINE UNESCO E LAGO MAGGIORE
Rendere il Piemonte primo in Europa per chilometri ciclabili attrezzati è l’obiettivo che si pone la Regione investendo 40 milioni di euro per creare nuove ciclovie capaci di consentire ai turisti di andare alla scoperta del territorio in una modalità più “dolce” e sostenibile.
Tre sono le ciclovie già individuate: la “Corona di Delizie”, collegamento tra le residenze reali piemontesi, quella delle Colline Unesco e quella del Lago Maggiore.
Per la realizzazione di ognuna di esse sono disponibili 10 milioni di euro, e altri 10 saranno destinati alle nuove tratte che saranno proposte dagli altri enti locali, per un totale di 40 milioni di euro. Tutti gli interventi rientrano tra quelli inseriti nella programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).
La presentazione di queste ciclovie è stata effettuata ieri nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi, alla presenza del sindaco della Città metropolitana Stefano Lo Russo e di numerosi altri sindaci della zona interessata.
“Stiamo lavorando da tempo su azioni che ci permetteranno di raggiungere l’obiettivo di essere la prima Regione in Europa per chilometri di ciclovie attrezzate – hanno dichiarato il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – Riteniamo che la bicicletta sia il mezzo ideale per viaggiare alla scoperta delle varie zone del Piemonte e che lo sviluppo cicloturistico rappresenti un importante strategia di
valorizzazione e accesso sostenibile alle risorse del territorio, oltre ad uno strumento di rivitalizzazione economica. Abbiamo deciso di puntare su tre progetti strategici, che corrispondono ad altrettante zone di eccellenza del nostro territorio: le colline Unesco, le Residenze reali e i Laghi. Progetti a cui affianchiamo un bando aperto ad altre proposte di potenziamento delle ciclovie perché crediamo nella mobilità sostenibile e nel cicloturismo. Per questo vogliamo progetti di piste vere, sicure, utili per chi visita il nostro meraviglioso territorio ma anche chi le userà per spostarsi preferendo la bicicletta all’auto e contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria”.
Alla presentazione del progetto della Corona di Delizie al Grattacielo Piemonte è intervenuto anche il sindaco di Torino e della Città metropolitana Stefano Lo Russo: “La scelta di puntare su realtà di eccellenza turistica contribuisce alla strategia di posizionamento del nostro territorio sui mercati turistici internazionali e aiuta enti e istituzioni a lavorare in maniera unitaria per valorizzare le nostre bellezze paesaggistiche, culturali e architettoniche con l’occhio ben attento alla mobilità sostenibile”
La tempistica dei progetti prevede l’avvio dei progetti di fattibilità entro settembre 2023 e la fine dei lavori a dicembre 2027.
Tutte le ciclovie si inseriscono nel Piano regionale per la mobilità ciclistica, approvato nel 2022, che comprende 28 percorsi per 3 mila chilometri complessivi, di cui è già stato realizzato il 40%.
Corona di Delizie
Vuole declinare la mobilità ciclabile all’interno del più ampio progetto della Corona Verde, la grande cintura che abbraccia Torino con aree verdi, Residenze reali, reti fluviali e campi coltivati e che rappresenta un modello di sviluppo locale sostenibile e durevole.
Colline Unesco
Il percorso si snoda tra le colline riconosciute dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità e mira a unire le principali Core Zone del sito, che già da quest’estate potranno contare su un tratto realizzato di 13 km tra Canelli e Nizza Monferrato.
Lago Maggiore
Il finanziamento finanzia un primo lotto lungolago che risulta particolarmente suggestivo per l’affaccio sulle Isole Borromee.
Quale futuro per la Cavallerizza?
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La Cavallerizza e’ uno dei simboli di Torino, ma era da anni anche uno dei simboli più vistosi del degrado di ogni genere, di illegalità, di occupazione degli spazi come abitazioni abusive, di commercio non autorizzato, di allacci luce e gas con il fai da te più sfacciato, di consumo e di spaccio di droghe di ogni tipo. Dopo le proteste di molti cittadini illustri o semplicemente amanti di una Torino bella, curata ed ordinata, dopo che la giunta Appendino ne aveva fatto uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del 2015, con assemblee permanenti di giovani “alternativi”, gli stessi che la occupavano, scese per un po’ il silenzio. La Appendino anche qui falli’ clamorosamente. Pochi mesi fa, viceversa, tramite Urban file, un Ente del Comune, è stato presentato il progetto a firma di un architetto milanese. Non discuto ne’ il nome, né le molteplici destinazioni d’uso, ma quello che sorprende me, non addetto ai lavori ma amante del bello, della Torino che fu e di un certo orgoglio “sabaudo” , è – almeno così mi sembra – lo stravolgimento totale della bella architettura barocca del Sei /Settecento insito nel progetto. La Cavallerizza si trova tra l’altro quasi frontale alla sede storica dell’Università, a pochi passi dalla Prefettura, Palazzo Reale, Cappella della Sindone, Chiesa di San Lorenzo e Palazzo Madama, tutti simbolo di una dinastia che aveva creato una bella, austera, elegante, uniforme architettura che tanto piaceva ai viaggiatori dei Grand Tour. Dovrebbero spiegare ai torinesi che vorrebbero la loro città riappropriarsi delle sue caratteristiche di soffusa eleganza come mai si è scelta nel progetto una mutazione che appare così violenta rispetto a quello che avrebbe dovuto essere un restauro ed una esaltazione dell’architettura storica della città. Spero di sbagliarmi, ma anche se autorevoli esperti da me consultati la pensano come me che vedo le cose prevalentemente da storico.DAL PIEMONTE PIU’ DI TRE MILIONI DI EURO
Con tre delibere approvate dalla giunta, su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino, la Regione stanzia 3.129.382 euro, tra risorse statali e regionali, per sostenere Centri Antiviolenza e Case Rifugio, attuare il «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023» e per rafforzare i Centri per Uomini autori o potenziali autori di violenza di genere. L’esponente della giunta regionale: «Tanto lavoro è stato fatto ma siamo ancora lontani dall’obiettivo e per questo serve lavorare tanto e soprattutto bene, andando nella giusta direzione. Occorre agire in maniera attiva e proattiva, tutelando le vittime e lavorando sui “carnefici”, per minimizzare il rischio di recidive».
Dal Piemonte un impegno concreto contro la violenza sulle donne. Su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino, sono stati stanziati complessivamente, con tre differenti delibere, 3 milioni e 129mila euro (3.129.382 euro, per l’esattezza) fra risorse statali e regionali destinati ad azione per prevenire e tutelare gli episodi che purtroppo, nonostante i grandi sforzi economici e culturali compiuti in questi anni, sono ancora, drammaticamente, all’ordine del giorno.
Il primo provvedimento è l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti per interventi a favore delle donne vittime di violenza svolti dai Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio e per l’accesso ai finanziamenti per il sostegno alle soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello, che prevede una spesa 1.691.366 euro complessivi.
Si tratta di una misura fondamentale per potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle vittime e ai loro figli attraverso il potenziamento dei Centri antiviolenza e delle Case-rifugio, che operano in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali, tenendo conto delle necessità fondamentali per la protezione delle persone che subiscono violenza.
Dei fondi stanziati da questa delibera, 700mila euro verranno destinati al sostegno e potenziamento delle attività dei Centri Antiviolenza, 465.366 al sostegno delle Case Rifugio autorizzate al funzionamento sul territorio regionale, 220.000 alle Case Rifugio ed ai Centri Antiviolenza esistenti per esigenze straordinarie ed urgenti e di accoglienza in emergenza per le donne sole e con figli vittime di violenza e 200mila all’attivazione e al mantenimento delle soluzioni di accoglienza di secondo livello per le donne sole e con figli vittime di violenza.
La seconda delibera voluta da Caucino sancisce invece l’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti destinati al sostegno di interventi regionali attuativi del «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023». La spesa complessiva, in questo caso, è di 758mila euro. Fondi indispensabili per realizzare la norma che attribuisce alla Regione la competenza di promuovere e realizzare, in collaborazione con gli enti locali, con gli Enti e i soggetti del privato sociale specifiche iniziative per il monitoraggio, la prevenzione, il contrasto e l’assistenza alle vittime di violenza.
Il piano è strutturato su quattro assi (Prevenzione, Protezione e sostegno, Perseguire e punire, assistenza e Promozione) e si pone l’obiettivo di mettere a sistema gli interventi a favore delle donne, anche minorenni, vittime di violenza in tutte le sue diverse forme, con la previsione di interventi di sostegno alle persone a cui devono essere necessariamente affiancate azioni fondamentali, come il reinserimento lavorativo, l’autonomia abitativa e la formazione, oltre che l’informazione sui temi della promozione della cultura di genere nonché programmi rivolti agli uomini maltrattanti.
Ed è proprio sulla prevenzione e sulla «educazione» o «rieducazione» delle persone violente che verte invece la terza delibera fatta approvare dall’assessore regionale alle Pari Opportunità. Si tratta dell’approvazione dei criteri per l’accesso ai finanziamenti per i Centri per Uomini autori o potenziali autori di violenza di genere, per una spesa complessiva di 680.016 euro.
Il tema, sul quale Caucino insiste da anni, è la necessità, oltre ovviamente alla protezione delle vittime, di lavorare sui «carnefici», con interventi mirati al recupero e all’accompagnamento rivolti agli autori di violenza di genere, al fine di limitare che tali comportamenti di ripetano, favorendo l’adozione di comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali.
Da qui la necessità di coinvolgere le reti territoriali dei diversi soggetti istituzionali e del privato sociale che operano per il contrasto alla violenza in tutte le sue sfaccettature, nell’intento di promuovere e sostenere in Piemonte non solo una rete efficace di Centri antiviolenza, ma anche di Centri per uomini autori o potenziali autori di violenza di genere, che attuano interventi di natura psicologica, socio educativa, relazionale, culturale, psicoterapeutica e psichiatrica, realizzati, ovviamente, a condizione che siano prioritariamente garantiti la sicurezza ed il supporto alle vittime.
«La piaga della violenza sulle donne è una realtà con cui purtroppo, nonostante i tanti sforzi fatti in questi anni, dobbiamo ancora fare i conti – spiega Caucino -. Basti pensare che nel 2022 in Italia si sono registrati 319 omicidi di cui 125 con vittime di sesso femminile (circa il 39%) e che dal 1 gennaio al 28 maggio di quest’anno, in Italia sono stati registrati 129 omicidi e le vittime donne sono 45».
«Al di là delle doverose campagne di comunicazione, finalizzate alla sensibilizzazione su un problema purtroppo ancora poco conosciuto, nella sua gravità – prosegue Caucino – credo che sia compito della Regione agire sia attivamente, con la massima tutela delle donne che hanno subìto violenze e che vanno protette garantendo loro sicurezza, perché il rischio recidiva è altissimo, sia proattivamente, andando a “rieducare” quegli uomini che in parecchi casi usano violenza, spinti dall’ignoranza e dalla mancanza di una cultura del dialogo e della parità di genere».
«Persone – conclude l’assessore regionale alle Pari Opportunità – figlie di consuetudini fortunatamente ormai superate, educati magari a considerare la donna un oggetto di loro proprietà, che possono essere aiutati a comprendere, attraverso l’ausilio di specialisti qualificati, i loro errori in modo che non si ripetano più. Altrimenti il rischio è di dover fare i conti con donne costrette a vivere di fatto “imprigionate” a scopo protettivo e con uomini che, se non si rendono conto dei loro comportamenti sbagliati, tenderanno a ripeterli, magari con altre donne o anche soltanto perseguitando e rendendo la vita impossibile alle proprie ex compagne o mogli».
La morte della piccola Fatima di 3 anni, precipitata da un balcone di un edificio del centro storico di Torino in via Milano il 13 gennaio 2022 fu omicidio volontario. Lo ha ha stabilito la Corte di Assise, che ha condannato all’ergastolo il 35enne Mohssine Azhar. La bimba era la figlia di una donna che abitava nello stesso condominio con la quale Azhar aveva una relazione. L’imputato ha sempre sostenuto che la bambina gli fosse sfuggita di mano mentre giocava con lei sul balcone.