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Via Roma pedonale, un errore

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Il prof. Quaglieni

Mi dispiace deludere il sindaco Lo Russo che stimo , ma via Roma tutta pedonalizzata è priva di senso. Una via con ampi portici è già ampiamente pedonale come la storia stessa della città dimostra.  La pedonalizzazione impedirà di fatto agli anziani di andare in via Roma che verrà ovviamente  vietata anche ai taxi. Non sarà certo via Roma  pedonale un’attrattiva artistica e  turistica, a meno di rivalutare Piacentini e l’architettura fascista. Potrà essere utile per qualche artista di strada per le sue esibizioni per lo più pacchiane e rumorose. Qualche musicante senza uditori potrà sfogarsi e illudersi di avere degli ascolti. Ma si tratta di cose che già avvengono nei pezzi di via pedonalizzata da tempo.

Il commercio della via verrà invece  danneggiato da flussi di gente non interessata ad acquisti, anche se il decadimento del centro ha già  ridotto i negozi importanti ad una decina e la via pedonale certo non li incrementerà. Anche  i bar (Augustus, Cotto, Motta) hanno chiuso da anni. Persino i grandi magazzini hanno chiuso. Rendere pedonale la via  farà peggiorare la situazione, generando caos e inquinamento nelle vie circostanti. Cosa saranno piazza Castello e piazza Carlo Felice, via Gramsci e via Bertola? O vorranno anche in queste aree eliminare le auto, riservando alle biciclette e ai monopattini la circolazione? Dodici milioni di euro per un lavoro che si rivelerà inutile o dannoso, si dovevano spendere diversamente: ad esempio, eliminare le buche delle strade e dei marciapiedi. Quella sarebbe stata una vera  “rivoluzione” che avrebbe reso Torino migliore di Roma e di Milano. E avrebbe ridotto la possibilità di incidenti che oggi intasano il CTO. Lasciare le buche in centro e in periferia renderà la città  meno sicura e meno  appetibile ai turisti e ai residenti. Una città che oggi è prevalentemente di anziani non abbisogna di lunghe vie pedonali impercorribili da chi ha difficoltà a camminare. Forse arriveranno i nuovi italiani dalle periferie come succede a Milano? Non mi pare un’ipotesi che Torino debba augurarsi. Chi ha amministrato bene come il Sindaco  Valentino Castellani, ha guardato alla città nel suo insieme ed è ricordato, rimpianto ed amato per il lavoro sistematico che ha saputo impostare e realizzare.

La formazione fa “Gol”. In arrivo oltre 60 milioni dalla Regione

Più di 60 milioni di euro sono una risposta concreta alle sfide che lavoratori e imprese del nostro territorio stanno affrontando. Le politiche attive del lavoro devono essere efficaci: e questa è una grande opportunità per garantire competenze adeguate e aumentare la competitività delle nostre imprese, a beneficio di tutti”: lo ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Formazione della Regione Piemonte, ricordando che “le crisi che stanno toccando i settori nevralgici della nostra economia richiedono soluzioni tempestive e il Programma GOL rappresenta la chiave per costruire percorsi di inserimento lavorativo o ricollocazione che siano concreti e rispondenti ai reali bisogni del territorio. Questo è solo un primo passo in un percorso più ampio che punta a costruire un futuro solido per la nostra Regione e per la nostra Nazione”.

Il Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) mette a disposizione del Piemonte quasi 50,840 milioni di euro, ai quali si aggiungono gli 11 milioni stanziati tramite il Fondo Sociale Europeo (FSE) e destinati a garantire l’efficacia e la qualità della formazione offerta.

“La distribuzione delle risorse – anticipa Chiorino – avverrà attraverso il merito. Si prevede un sistema che premia gli enti di formazione accreditati più capaci a rispondere alle esigenze del territorio, garantendo il raggiungimento degli obiettivi e un’alta qualità dei percorsi formativi proposti. Gli enti accreditati sono valutati in base alla loro esperienza e capacità di adattarsi alle sfide del mercato del lavoro, con particolare attenzione all’inclusività e alla personalizzazione dell’offerta formativa e, quindi, al risultato effettivo”.

Formazione per i lavoratori in crisi

Elemento centrale è la connessione con il percorso 5 di GOL, fortemente voluto dal vicepresidente per rispondere alle esigenze dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi.

Come illustrato in occasione del Consiglio regionale aperto sull’automotive dello scorso 11 febbraio, il percorso legislativo che dal Piemonte ha permesso di arrivare alla modifica normativa nazionale oggi consente una maggiore flessibilità: tutti i lavoratori in cassa integrazione interessati potranno non solo accedere alla formazione di GOL, ma anche a un rimborso spese basato sulle unità di costo standard dello stesso programma.

La Regione, contestualmente, sta lavorando alla convenzione con Inps per l’erogazione dei rimborsi. Un passo che segna un momento cruciale nel percorso di recupero e reinserimento sul mercato del lavoro per le persone maggiormente colpite dalle crisi.

“Con questi fondi la Regione Piemonte, prima ed unica in Italia a declinare le prerogative aperte dall’ultimo decreto legge del 2024 sulle crisi, sta dando seguito agli impegni assunti mettendo a disposizione un ingente budget per permettere agli enti di formazione di organizzare e realizzare i percorsi previsti – commenta Chiorino – L’obiettivo è garantire che ogni singolo lavoratore in difficoltà abbia l’opportunità di acquisire nuove competenze e di rientrare attivamente nel mondo del lavoro. Il Piemonte sta dando concreta attuazione alle politiche di aggiornamento e riqualificazione professionale, accelerando la formazione dei lavoratori colpiti dalle crisi, con la certezza che il lavoro, la crescita e il benessere sociale passano dalla valorizzazione delle competenze e dalla possibilità di dare nuove opportunità ai cittadini: abbiamo definitivamente archiviato l’assistenzialismo fine a se stesso”.

 

Servizio Civile, domande entro il 27 febbraio. Oltre 200 i giovani impegnati anche a Torino

 

C’è ancora tempo fino al 27 febbraio per presentare domanda per il Servizio Civile Universale promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili.

Possono partecipare al bando ragazze e ragazzi tra 18 e 29 anni, con una riserva di posti per chi si trovi in condizioni di disabilità, bassa scolarizzazione e difficoltà economiche o sociali.
Nei 12 mesi in cui si svolgerà il progetto, a partire da settembre 2025, il Servizio Civile offrirà loro l’opportunità di fare esperienza all’interno di un ente o associazione del territorio, con un monte ore garantito di formazione specifica e un rimborso economico di 507 euro mensili.

Sono oltre 2.324 i progetti in Italia disponibili per i giovani che vogliono diventare operatori volontari. Di questi, 29 sono proposti dalla Città di Torino e dagli enti partner sul territorio che permetteranno di accogliere 276 candidati che saranno impegnati nei settori dell’assistenza, della valorizzazione del patrimonio e della promozione culturale.
Tra le esperienze consolidate negli ultimi anni, ci sono i progetti della Rete delle Biblioteche Civiche, dei servizi sociali che si occupano di persone straniere e minori, di ITER e di UniTo, insieme alle molte proposte da parte di associazioni del territorio che si occupano di inclusione sociale per persone con fragilità.

Tra le ragazze e i ragazzi che in questo momento stanno svolgendo il Servizio Civile all’interno degli uffici della Città di Torino ci sono Ilaria e Asia che collaborano con l’attività del PIU, il Punto Informativo Unificato di via Palazzo di Città.

“Questa esperienza – racconta Ilaria – permette di vivere serenamente il periodo di transizione tra la fine dell’università e l’ingresso nel mondo del lavoro. Se scelto con attenzione, il progetto cui ci si candida può diventare anche un’opportunità valida per farsi un’idea di quale lavoro può appassionarci. E poi il rimborso spese, anche se non è come un vero e proprio stipendio, è comunque un aiuto per chi, come me, vive da ‘fuori sede’”.

“Il Servizio Civile – aggiunge Asia – ci dà l’opportunità di muovere una prima esperienza all’interno di un ambiente di lavoro in cui bisogna rispettare gli orari di ufficio, svolgere al meglio i propri compiti, rispettare i ruoli e sapersi relazionare al meglio con i colleghi e, nel nostro caso, con il pubblico che si rivolge al PIU”.

Le informazioni sui progetti proposti dalla Città di Torino ed enti partner si trovano sulle pagine del portale TorinoGiovani mentre al Centro InformaGiovani di via Garibaldi 25 è possibile ottenere informazioni e aiuto per la compilazione della candidatura online.

Flavia Gotta – TORINO CLICK

Sciopero dei trasporti: ecco le fasce orarie di servizio garantito

Lunedì 24 febbraio 2025 è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore indetto dall’Organizzazione Sindacale USB per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri.

IL SERVIZIO SARÀ GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:

  • Servizio URBANOSUBURBANO, METROPOLITANA, CENTRI SERVIZIO AL CLIENTE: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
  • Servizio EXTRAURBANO, Servizio bus cooperativo Linea 3971 (tratta Ciriè – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

La Chiesa torinese prega per Papa Francesco

La dichiarazione dell’arcivescovo di Torino Card. Roberto Repole (da La Voce e il Tempo)

“La Chiesa di Torino e quella segusina stanno pregando per la salute del Papa insieme ai cristiani di tutto il mondo e con sentimento di grande affetto, credo condiviso da tutti gli uomini del pianeta.

Francesco ha dato voce alla bellezza del Vangelo, ha portato il messaggio della Misericordia e oggi il mondo ne ha tanto bisogno, gli vuole bene per questo, riconosce nel Papa un riferimento fondamentale negli equilibri internazionali. Giunge a Papa Francesco da Torino e dal Piemonte, la terra della sua famiglia, il più grande sostegno in queste ore di prova”.

+ Roberto card. Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa

Visite mediche serali e nel fine settimana per abbattere le liste d’attesa

 OBIETTIVO DELLA REGIONE: 50.000 PRESTAZIONI IN PIÙ ENTRO GIUGNO

«La riduzione delle liste d’attesa è la priorità per la Regione ed è il principale obiettivo che abbiamo indicato ai Direttori generali al momento del loro insediamento. Le Aziende sanitarie hanno prontamente recepito le indicazioni dell’assessorato alla Sanità e predisposto un articolato calendario di visite ed esami in orario serale e nei fine settimana che ha come obiettivo di arrivare a 50.000 prestazioni in più entro giugno. Nei prossimi mesi ci aspettiamo un forte impulso da parte delle Aziende sanitarie per incrementare le prestazioni»

Così il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi durante la conferenza stampa di presentazione del piano per le prestazioni aggiuntive – da svolgersi la sera e nei fine settimana- per il recupero delle liste d’attesa che si è svolta nella sede dell’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, rappresentata dal direttore generale Franca Dall’Occo.

«Un particolare ringraziamento va rivolto ai professionisti della sanità, medici, infermieri, oss, personale tecnico, che hanno dato la loro disponibilità per estendere anche negli orari serali e del fine settimana le visite e gli esami- affermano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi- Una possibilità che da un lato viene incontro alle necessità delle persone che lavorano durante il giorno e in settimana e dall’altra consente il pieno utilizzo degli ambulatori e delle strutture ospedaliere. Un’iniziativa che, già presente in alcune Aziende sanitarie, ora viene estesa a tutto il territorio piemontese. Siamo orgogliosi – aggiungono Cirio e Riboldi- che anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, abbia apprezzato il nostro sforzo e menzionato il Piemonte come regione impegnata attivamente su questo fronte».

“Anche grazie alla drammatica esperienza del Covid, che proprio in queste ore, cinque anni fa, iniziava con tutta la sua potenza a sconvolgere le nostre vite e a travolgere il nostro sistema sanitario, oggi abbiamo tutti coscienza di quanto sia irrinunciabile investire per la nostra sanità. Ed è ciò che abbiamo fatto in questi anni nello sforzo di recuperare i livelli pre pandemia. Nel 2024 in Piemonte sono state erogate 2.268.104 prestazioni, il 6 per cento in più rispetto al 2023, ovvero 132104 prestazioni in più. Siamo al 91 per cento del recupero rispetto al dato pre pandemia: nel 2019 infatti le prestazioni erogate erano state 2.497.896. Per raggiungere il livello del 2019 mancano ancora 229.492 prestazioni. Per quanto riguarda i ricoveri, nel 2024 ci sono stati 201.522 ricoveri, in aumento rispetto ai 200.110 del 2023 e anche in crescita rispetto al 2019, quando i ricoveri erano stati 201.167. Sappiamo che c’è ancora molto da fare, ma siamo sulla strada giusta e garantire cure per tutti resta la nostra priorità” spiega il presidente Cirio.

«Nel bilancio di previsione 2025 le risorse per le liste d’attesa sono passate da 25 a 37 milioni – aggiunge l’assessore Riboldi- La struttura dell’assessorato è attivamente impegnata, con le Aziende sanitarie, sul fronte del monitoraggio dei dati in tempo reale, con l’istituzione della Control room e grazie all’attivazione del RUAS, Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, figura di raccordo con l’Osservatorio nazionale e che avrà un ruolo principalmente di verifica e controllo degli adempimenti previsti dalla normativa nazionale», conclude l’assessore.


I NUMERI DEL PIANO DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

Da gennaio ad oggi sono oltre 8.000 le prestazioni aggiuntive già effettuata dalle Aziende sanitarie che hanno avviato il programma. L’obiettivo è arrivare a +50 mila prestazioni nel primo semestre 2025.

I DATI DELLE LISTE D’ATTESA AL 31 DICEMBRE 2024

Nel 2024 in Piemonte sono state erogate 2.268.104 prestazioni, il 6 per cento in più rispetto al 2023 (+ 132104). Siamo al 91 per cento del recupero rispetto al dato pre pandemia: nel 2019 infatti le prestazioni erogate erano state 2.497.896. Per raggiungere il livello del 2019 mancano ancora 229.492 prestazioni. Per quanto riguarda i ricoveri, nel 2024 ci sono stati 201.522 ricoveri, in aumento rispetto ai 200.110 del 2023 e anche in crescita rispetto al 2019 (dato pre pandemia) quando i ricoveri erano stati 201.167.

Guerra in Ucraina, allarme delle imprese per il ritorno del caro energia: in 4 anni tariffe su del 70%

“Azzerare o sterilizzare gli oneri di sistema. Il timore è quello di non riuscire a reggere l’ennesimo rincaro”

 Il 24 febbraio sarà il terzo anniversario dall’inizio della Guerra in Ucraina e l’Europa non ha ancora risolto il problema del caro energia.

Secondo le stime di Assoutenti le tariffe del gas sono già cresciute del 21% rispetto a un anno fa e quest’anno costeranno alle famiglie mediamente 309 euro in più.

Pur non raggiungendo ancora i livelli del 2022, quando il costo per kilowattora superò lo 0,570 euro, la bolletta delle attività produttive piemontesi comincia al lievitare a causa delle nuove quotazioni dell’energia e del gas. Tale condizione potrebbe, nuovamente dopo qualche anno di relativa stabilità, mettere in difficoltà il sistema produttivo locale e del resto d’Italia, a causa della riduzione delle commesse e delle vendite.

A rilanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Torino che, come già avvenuto nell’epoca della crisi energetica, propone l’azzeramento o, quanto meno, la sterilizzazione degli oneri di sistema.

“Stiamo osservando un continuo rialzo delle tariffe di energia e gas, dovuti alla congiuntura internazionale e alla crescita dei prezzi delle materie prime, con conseguente impennata delle bollette – afferma Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – speravamo che dopo gli aumenti del 2022 si potesse tornare ai valori del 2021, comunque già molto alti rispetto a quelli del 2018, ma dobbiamo prendere atto della realtà dei fatti. Ricordiamo che, secondo le notizie diffuse dalle Autorità di governo per l’energia, il previsto aumento del costo di energia elettrica e gas, dovrebbe aggirarsi tra il 18 e il 30% rispetto alle tariffe del 2024. Una condizione che rischierebbe di mettere seriamente in difficoltà le nostre imprese che, lentamente e con tanta fatica, stanno  scontando aumenti dei prodotti energetici”.

 

Per far comprendere l’attuale situazione, Confartigianato Torino fa l’esempio di un’azienda della meccanica con una potenza disponibile di 64 kW: se a gennaio 2021 pagava in bolletta 0,171 €/kWh, nel gennaio 2025 ne paga 0,299, ovvero una tariffa quasi raddoppiata. Altro esempio è

quello relativo ad un’azienda del settore legno con 56,3 kW di potenza: da 0,221 €/kWh del gennaio 2021 a 0,435 €kWh del gennaio 2025, con una incidenza più che doppia. Più in generale, i costi in bolletta per kWh dal gennaio 2021 al gennaio 2025 registrano un aumento del 70% circa,  colpendo  in modo particolare le imprese altamente energivore di gas, in primis i panifici e a seguire quelle della produzione di ceramica, vetro, cemento, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica senza dimenticare i carrozzieri che utilizzano i forni.

“La situazione è grave– prosegue De Santis – e impone l’avvio di azioni concrete per poter tornare a costi energetici accettabili. Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e ricercando le migliori proposte tariffarie ma anche il Governo deve fare la sua adottando per il contenimento dei costi in bolletta”.

Da qui la proposta di Confartigianato: sterilizzare o azzerare gli oneri di sistema, prima di arrivare a tariffe incontrollabili; operazione già attuata quando i costi salirono alle stelle nel 2022 e 2023 e che, se riproposta oggi, porterebbe una immediata riduzione di almeno il 20% del costo della bolletta.

“Su questi temi auspichiamo la giusta attenzione da parte delle Istituzioni – conclude De Santis – anche se l’andamento dei prezzi dell’energia non dipende dal Governo ma da dinamiche esterne come: un inverno con temperature rigide, il metano russo che non arriva più in Europa attraverso i gasdotti ucraini ecc. A complicare il quadro c’è poi la minaccia dei dazi americani che potrebbero spingere l’Unione a ritorsioni sulle importazioni del gas liquefatto.

Stiamo monitorando cosa accade nelle nostre imprese perché la preoccupazione di una escalation delle tariffe è palpabile. Non vorremmo che le nostre officine, i nostri cantieri e i nostri laboratori, a causa dell’impennata dei costi che sarebbe impossibile da trasferire sui consumatori finali, fossero costretti a rinunciare ai nuovi ordini, nonostante la forte richiesta di beni e servizi”.

Metropolitana ferma domenica mattina tra Porta Nuova e Fermi per lavori di manutenzione

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Per consentire un importante intervento di manutenzione straordinaria sulla barra di guida della metropolitana, domenica 23 febbraio 2025 dall’inizio del servizio, ore 7.00, fino alle ore 14.30 circa, la circolazione sarà sospesa nel tratto Fermi (Collegno) – Porta Nuova.

La tratta Porta Nuova – Bengasi resterà regolarmente operativa per tutta la durata dell’intervento.

Per garantire gli spostamenti dei passeggeri, sarà attivato un servizio bus sostitutivo M1S tra Fermi e Porta Nuova, con i seguenti intervalli:

  • dalle ore 5.30 alle ore 7.00 – ogni 30 minuti
  • dalle ore 7.00 alle ore 14.30 – ogni 10 minuti

Il servizio sarà effettuato con autobus ad alta capienza per garantire il massimo comfort ai viaggiatori.

La manutenzione riguarderà la barra di guida, un elemento fondamentale per il funzionamento della metropolitana: è il binario centrale su cui scorrono le ruote dei treni e che garantisce precisione e stabilità nella marcia. Un intervento necessario in un’ottica di sicurezza e affidabilità del servizio.

I lavori si svolgeranno nella notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio e saranno completati nella tarda mattina.

Per aggiornamenti in tempo reale e ulteriori informazioni, invitiamo a consultare l’home page di GTT

Langhe Monferrato Roero, la vetrina del Piemonte. Boom di visitatori

Il turismo nelle Langhe Monferrato Roero continua a crescere con un aumento del 4% degli arrivi (694.282 contro i 667.549 del 2023) e un incremento del 5,2% delle presenze (1.547.536 rispetto a 1.471.112 dell’anno precedente, per la prima volta oltre il milione e mezzo). In particolare, si rafforza la componente internazionale, con incrementi significativi dai Paesi Bassi che segnano +24,9%, dalla Francia con +10,2%, dal Brasile con +15,1% e dal Giappone con +19,5%. (Dati ancora da stabilizzare).

I dati sono stati presentati giovedì 20 febbraio, nel punto stampa che si è tenuto nella sala del Consiglio comunale della città di Alba, organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero con il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’Assessore regionale al Turismo, Marina Chiarelli, il Presidente di Visit Piemonte, Beppe Carlevaris, il Presidente dell’ATL, Mariano Rabino, i Sindaci dei centri principali di Langhe Monferrato Roero Alberto Gatto (Alba), Maurizio Rasero (Asti) e Gianni Fogliato (Bra), e tutti i partner di territorio.

“L’aumento degli arrivi e delle presenze nelle Langhe Monferrato Roero è un segnale chiaro di quanto il nostro territorio sia sempre più attrattivo e competitivo a livello nazionale e internazionale – hanno sottolineato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore al Turismo, Marina Chiarelli – i dati dimostrano che la qualità dell’offerta turistica piemontese è riconosciuta e apprezzata, con un forte incremento soprattutto dai mercati esteri. Ora la sfida è fare un ulteriore passo avanti: dobbiamo lavorare per creare una rete sempre più connessa tra i vari territori, affinché l’esperienza turistica in Piemonte sia ancora più integrata e interconnessa. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare ogni area – dalle città d’arte ai borghi, dai vigneti Patrimonio Unesco fino alle montagne e ai laghi – in un’offerta coordinata che sappia attrarre visitatori per periodi sempre più lunghi, favorendo la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del settore”.

“Anche il 2024 si conferma un anno di crescita per il turismo nell’area di Langhe Monferrato Roero e il trend positivo va consolidandosi, grazie alle nuove iniziative di promozione e valorizzazione – ha commentato il Presidente di Visit Piemonte, Beppe Carlevaris – La capacità del territorio di attrarre visitatori, grazie a un’offerta diversificata che spazia dall’enogastronomia alla cultura, dai paesaggi unici e fino all’accoglienza d’eccellenza, è determinante e indicativa del buon lavoro realizzato a tutti i livelli”.

Mara Martellotta

Salone Auto Torino, tutti gli appuntamenti e le novità dell’edizione 2025

 

Dopo una prima edizione di successo, che ha registrato 500 mila visitatori e la partecipazione di 43 case automobilistiche, il Salone Auto Torino tornerà dal 26 al 28 settembre e si prepara ad accogliere ancora più espositori e pubblico, rafforzando il legame tra innovazione, mobilità sostenibile e territorio piemontese.

“Le migliaia di visitatori della scorsa edizione – dichiara l’assessore allo Sport, Grandi Eventi e Turismo della Città di Torino – ci dicono che il Salone dell’Auto non è solo una celebrazione dell’industria automobilistica, ma un’importante opportunità di promozione per la città e la sua storia automobilistica. La capacità di attrarre visitatori e operatori del settore ha avuto un impatto significativo sulla città, dimostrando come eventi di questa portata possano contribuire a valorizzare il nostro territorio, offrendo una piattaforma di dialogo su tematiche cruciali, dalle nuove tecnologie alle sfide della sostenibilità. Torino non vede l’ora di accogliere nuovamente appassionati, professionisti e curiosi per una nuova edizione del Salone Auto Torino”.

L’edizione 2025 si terrà in un’area espositiva più concentrata, compresa tra Piazza Castello, piazzetta Reale e i viali dei Giardini Reali. Tra le meraviglie architettoniche del centro di Torino, le eccellenze dell’industria automobilistica presenteranno le novità di prodotto, i prototipi e le supercar. Con un orario esteso, dalle 9 alle 19, il Salone Auto avrà il suo cuore in Piazza Castello, dove il pubblico potrà provare le ultime innovazioni del settore nei test drive su viabilità ordinaria. Per gli appassionati delle due ruote, i test ride dedicati alle moto partiranno da Piazza Vittorio Veneto, che sarà anche il punto di ritrovo per le sfilate del Salone nel weekend del 27 e 28 settembre.

Sabato 27 settembre si terrà il Supercar Meeting Venaria Reale Torino, che vedrà la partecipazione di 100 equipaggi di collezionisti da tutta Italia. Dopo il meeting a Venaria, gli equipaggi raggiungeranno Torino per entrare nel cuore della manifestazione.

Domenica 28 settembre, a Revigliasco Torinese, sarà invece la volta del Concorso d’Eleganza Festival Car 2025, organizzato da Autoappassionati, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento FIVA Premiere Event, entrando così nel calendario internazionale della Fédération Internationale des Véhicules Anciens.

Anche quest’anno il Free pass permetterà ai visitatori di accedere a convenzioni con musei, hotel, ristoranti e trasporti, rendendo ancora più completa l’esperienza a Torino e in Piemonte. Nel 2024 sono stati scaricati oltre 23.500 Free pass, garantendo ai visitatori vantaggi come riduzioni fino all’80% sui biglietti Frecciarossa e tariffe agevolate con Flixbus e GTT.

Il Salone Auto Torino sarà anche l’occasione per consolidare il legame tra il settore automotive e il tessuto produttivo piemontese, grazie alla collaborazione con istituzioni e realtà del territorio come Automotoclub Storico Italiano, ACI Torino, Museo Nazionale dell’Automobile, IED Torino e Politecnico di Torino.

TORINO CLICK