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Occupazione femminile, la Regione: “nel 2024 è record di contratti a tempo indeterminato”

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Inclusione femminile nel mercato del lavoro, i numeri che premiano il Piemonte: il tasso di attività ha raggiunto livelli mai toccati prima, ben superiori alla media nazionale. Il vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino: “Le donne affrontano ogni giorno sfide importanti: in Piemonte e in Italia sanno di poter contare sul sostegno della Regione e del Governo”

L’anno dei record per l’occupazione femminile. Il 2024 si conferma un anno di svolta in Piemonte, con dati che attestano una crescita costante e significativa. L’incremento dei contratti a tempo indeterminato e l’aumento del tasso di attività e di occupazione delle donne segnano un trend positivo che rafforza il tessuto economico e sociale della nostra regione.

Record di occupazione e contratti a tempo indeterminato tra le donne: i numeri in Piemonte

I numeri – elaborati dall’Osservatorio Mercato del Lavoro – parlano chiaro. Il forte incremento dei contratti a tempo indeterminato tra le donne rappresenta un ulteriore segnale positivo: nel 2024 si contano 589.034 contratti stabili, un dato mai raggiunto prima, in crescita rispetto ai 567.793 dell’anno precedente (+21.241 unità) e ai 546.830 del 2022 (+42.204 unità). Questa tendenza dimostra la solidità del mercato del lavoro piemontese e il successo delle politiche regionali a sostegno della stabilità occupazionale.

Il tasso di attività delle donne tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto livelli record, attestandosi al 65,8% nel terzo trimestre del 2024. Questi valori sono nettamente superiori alla media nazionale (57,9%), confermando il Piemonte come un modello virtuoso per l’inclusione femminile nel mercato del lavoro. Parallelamente, il tasso di occupazione delle donne continua a crescere, arrivando al 62,7% nel terzo trimestre. Un risultato straordinario che si accompagna a una riduzione del tasso di inattività, sceso al 34,2% nel terzo trimestre dell’anno.

Mettersi in proprio, quando la nuova impresa è donna

Un altro elemento significativo riguarda l’imprenditoria femminile. Su 323 nuove imprese nate nel 2024 grazie al programma regionale “Mettersi in Proprio“, ben 209 sono gestite da donne (88 da donne d’età compresa tra i 18 e i 35 anni, 107 fra i 36 e i 55 anni, 14 da donne ultra 55enni). Questo dimostra non solo l’efficacia della misura di supporto promossa dalla Regione, ma anche il coraggio e la determinazione delle donne nel costruire il proprio futuro con iniziative autonome e innovative. Infine, l’impegno per la valorizzazione delle esperienze professionali trova conferma nei dati sulla validazione delle competenze: su 1.000 persone che hanno intrapreso questo percorso in Piemonte, 600 sono donne. Un ulteriore segnale di quanto sia fondamentale garantire strumenti di crescita e sviluppo professionale per rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro.

Chiorino: “In Piemonte un sostegno concreto alle donne”

Questi risultati straordinari non sono frutto del caso, ma di precise politiche regionali e nazionali che hanno puntato sul talento, sul merito e sul sostegno concreto alle donne – dichiara il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino –. Il Piemonte si conferma una regione all’avanguardia nelle politiche per l’occupazione femminile e, consapevoli di aver tracciato la giusta via da seguire, continueremo a lavorare con determinazione affinché sempre più donne possano trovare opportunità stabili e di qualità”. “La Regione Piemonte – in sinergia con il Governo – proseguirà su questa strada, con l’obiettivo di consolidare e migliorare ulteriormente i risultati raggiunti, offrendo alle donne strumenti efficaci per affermarsi nel mondo del lavoro e nell’imprenditoria. Le donne affrontano ogni giorno sfide importanti: in Piemonte e in Italia sanno di poter contare sul sostegno della Regione e del Governo” conclude Chiorino.

cs

8 marzo, impronte di mani insanguinate sulle foto di Meloni e Schlein

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Impronte di vernice rossa sulle immagini  della premier Giorgia Meloni, della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, del ministro Anna Maria Bernini e della segretaria Pd Elly Schlein sono apparse oggi a Torino nel corso del corteo di “Non una di meno” in occasione della Giornata della donna. In mattinata lo sciopero dei collettivi studenteschi, poi il presidio davanti agli stabilimenti di Thales Alenia e Leonardo e l’occupazione simbolica di un supermercato Carrefour in corso Montecucco.

(Foto Il Torinese Web Tv)

Special Olympics, il giorno della cerimonia

Sì è conclusa da poco la conferenza stampa per svelare in anteprima i particolari della Cerimonia di Apertura degli Special Olympics Torino 2025 che si terrà alla Inalpi Arena nel pomeriggio alle 18. Sono intervenuti Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Marco Balich, e il cantante statunitense Aloe Blacc che si esibirà stasera. “Siamo onorati e felici per questa grande opportunità per Torino di celebrare l’inclusione. – afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo -“Siamo andati a prendere la torcia ad Atene passando per il Vaticano per la benedizione e sarà un momento toccante vedere entrare fra poche ore la Fiamma della Speranza dentro l’Inalpi Arena.”

Il cantante Alec Blacc ringrazia per essergli stata data l’opportunità di vivere questa esperienza, si dice entusiasta che sia stata scelta la sua voce per condividere questo momento con tutto il mondo. “Questi atleti che vedrete danno un importante messaggio: abbiamo tutti differenti punti di forza, l’importante è saper individuare la propria abilità e coltivarla. Lo sport è una di quelle cose che può cambiare la vita. Le cose importanti a cui assisteremo nei prossimi giorni sono: la competenza, il coraggio, l’abilità. Ogni differenza è necessaria e siamo qui per celebrare questo” afferma il cantante statunitense. Infine Marco Balich, l’organizzatore che ha curato tra i tanti eventi anche le Olimpiadi di Torino 2006, svela il programma della cerimonia d’apertura. Ci sarà la sfilata di tutte le squadre e oltre la performance di Aloe Blacc, si esibirà Mr Rain con Supereroi; ci sarà un balletto di danza integrata curato dalla coreografa Francesca Cola e per concludere una suggestiva nevicata finale che inonderà il palasport avvolgendo tutti gli atleti in un momento molto emozionante.

GIULIANA PRESTIPINO

Violenza di genere: in Piemonte in un anno aiutate oltre 4mila donne. Nel 2025 quasi 500 nuovi casi

SEGUITI 452 UOMINI AUTORI DI VIOLENZA NEI CUAV

Lo studio di Ires Piemonte: il 72% degli uomini seguiti ha figli, metà dei minori ha assistito agli abusi. L’assessore Chiarelli: «Dati numeri allarmanti che suggeriscono di lavorare su prevenzione e per spingere gli uomini a rivolgersi autonomamente ai centri. Chiederò ulteriori fondi per la prevenzione e l’assistenza»

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Torino 7 marzo 2025 – Nel 2024, i Centri antiviolenza del Piemonte hanno accolto 4.074 donne vittime di violenza, mentre nei primi mesi del 2025 sono già 471 le nuove richieste di aiuto. I dati diffusi dalla Regione Piemonte, su richiesta dell’assessore alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli sono il risultato del monitoraggio annuale sui 21 centri antiviolenza. Torino è la provincia con il numero più alto di accessi, con 2.537 donne seguite nel 2024 e 284 nuovi casi nel 2025. Seguono Cuneo, con 473 donne prese in carico nel 2024 e 43 nei primi mesi del 2025, e Novara, che registra 289 accessi nel 2024 e 44 nuovi ingressi nel 2025. Anche le altre province confermano una situazione di forte criticità: Alessandria ha assistito 290 donne nel 2024, mentre a Vercelli il numero si attesta a 139. Nel Verbano-Cusio-Ossola sono state 180 le donne seguite, a Biella 91 e ad Asti 75.

L’assessore Marina Chiarelli

«Questi numeri confermano che il problema della violenza di genere è radicato e richiede azioni ancora più incisive sul fronte della prevenzione – sottolinea l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli –. Il fatto che solo un uomo su dieci scelga autonomamente di intraprendere un percorso nei Cuav dimostra quanto sia difficile per gli autori di violenza riconoscere la gravità delle proprie azioni. Dobbiamo lavorare affinché più uomini si avvicinino spontaneamente a questi centri, prima che la violenza si consumi cominciando dall’educazione sentimentale che riguarda sia gli uomini che le donne. Imparare a conoscersi a cominciare dalla più tenera età è il primo passo per la prevenzione E per questo chiederò ulteriori fondi per contrastare questo fenomeno che ha assunto i contorni di una vera e propria piaga sociale».

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IL PROFILO DEGLI UOMINI AUTORI DI VIOLENZA: LO STUDIO DI IRES

Parallelamente, un’indagine realizzata da Ires Piemonte ha analizzato l’attività dei Centri per Uomini Autori di Violenza (Cuav) nel 2023 evidenziando che 452 uomini sono stati presi in carico nei 16 Cuav attivi in regione. Il 72% di loro ha figli e, nella metà dei casi, i minori hanno assistito agli episodi di violenza contro la madre. La maggior parte degli uomini seguiti ha un’occupazione, con il 69,3% che lavora stabilmente, mentre l’88% ha commesso abusi in ambito familiare, prevalentemente nei confronti della partner o dell’ex partner. Solo il 10% degli uomini si è rivolto spontaneamente ai Cuav, mentre il restante 90% è stato inviato da avvocati, dall’autorità giudiziaria o dai servizi sociali. Un dato significativo riguarda il livello di istruzione e l’infanzia di questi uomini: solo un terzo di loro ha un diploma e, nella stessa percentuale, ha subito episodi di violenza quando era bambino.

Dallo studio emerge poi che l’età media di chi si rende protagonistica di atti violenti contro le donne ha un range compreso tra i 17 e gli 81 anni. Non solo: il 69,3% ha un’occupazione regolare, mentre il soltanto il 16,6% è disoccupato mentre per quanto riguarda il livello di istruzione, il 51,8% ha conseguito la licenza media inferiore, il 31,3% un diploma superiore e il 10% è laureato.

L’88% degli uomini che si rivolgono ai Centri per autori di violenza ha dichiarato di averlo fatto in seguito a episodi avvenuti in ambito familiare e, nel 75% dei casi, la vittima è la partner o l’ex partner. Il fenomeno coinvolge anche i figli: il 72,3% degli utenti è padre e, in oltre la metà dei casi, i minori hanno assistito agli episodi di violenza sulla madre. Le forme di abuso più diffuse sono la violenza fisica e psicologica, seguite da stalking, violenza sessuale, molestie e violenza economica.

Altro dato riguarda il passato di chi arriva nei Cuav: il 30,5% degli uomini dichiara di aver subìto violenza, di cui il 19,9% direttamente e il 10,6% in forma assistita, cioè come spettatore di abusi durante l’infanzia. La maggior parte delle violenze vissute dagli utenti è di tipo fisico o psicologico, ma il 9% ha subìto violenza sessuale.

I percorsi di trattamento nei Cuav durano in media 10 mesi e prevedono incontri individuali e di gruppo, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento consapevole e duraturo nei comportamenti violenti. Per quanto riguarda le modalità di accesso solo il 10% degli uomini arriva volontariamente, mentre il 90% è inviato da soggetti terzi, principalmente avvocati e autorità giudiziaria, con un numero minore di segnalazioni provenienti dai servizi sociosanitari anche in applicazione della legge del 2019 sul «Codice Rosso». Al momento dell’accesso ai Cuav, l’89,6% degli uomini si trova in stato di libertà, mentre il 10,4% è detenuto. Tra coloro che sono in libertà, il 45,9% ha ricevuto una denuncia, mentre l’8,1% ha ricevuto un ammonimento, con il 66,6% degli ammonimenti (22 su 33) emessi in assenza di una denuncia da parte della vittima.

Le tipologie di violenza commesse dai soggetti seguiti sono spesso multiple: nel 52,6% dei casi si riscontrano, infatti, più forme di abuso contemporaneamente. Le più frequenti sono la violenza fisica(56,9%) e psicologica (49,8%), seguite da stalking (20,4%), violenza sessuale (15%), molestie (7,7%) e violenza economica (3,8%). Un dato residuale ma comunque presente riguarda i casi di revenge porn o vessazioni legate all’uso di immagini e social network (0,9%).

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DALLA REGIONE 400MILA EURO PER EDUCARE ALLA PARITÀ E DIFENDERE LE VITTIME

 

Accanto al lavoro dei Cuav, la Regione Piemonte ha investito nel 2024, 295.589 euro per finanziare progetti di informazione, comunicazione e formazione nelle scuole con una serie di interventi che rientrano nel Piano Operativo regionale realizzato grazie a fondi nazionali destinati alla prevenzione della violenza contro le donne.

Con questi fondi, sono stati finanziati 15 progetti, presentati da 7 enti pubblici, 6 associazioni e 2 cooperative sociali, in partenariato con scuole e istituti formativi, che hanno coinvolto docenti, studenti e studentesse di 26 istituti comprensivi, 28 istituti superiori e 45 enti del terzo settore. Nel piano di prevenzione sono stati realizzati anche concorsi creativi per studenti tra i 6 e i 18 anni, con la produzione di video, disegni e musiche sul tema della parità di genere.

A bilancio 2025 anche 170.000 euro per garantire assistenza legale alle donne vittime di violenza per il supporto nei percorsi giudiziari. Complessivamente ammonta a 400.000 euro il fondo regionale per le iniziative di prevenzione e promozione della parità di genere.

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L’ATTIVITÀ DEI CUAV IN PIEMONTE

Il Piemonte si conferma la regione italiana con il maggior numero di Centri per Uomini Autori di Violenza con 16 strutture con una distribuzione che vede Torino come principale polo con sei strutture operative. Novarasegue con tre centri, mentre Cuneo ne ha due. Nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola è attivo un Cuav per ciascun territorio. L’analisi delle schede di accesso ha evidenziato come la maggiore concentrazione di uomini in trattamento si registri a Torino, dove si sono rivolti il 60,2% degli utenti, seguita da Novara con il 9,6% e da Cuneo con l’8,7%. Alessandria e Asti registrano rispettivamente il 7,5% e il 5,8% degli accessi, mentre nelle province di Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola le percentuali scendono sotto il 5%.

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UNA MONETA CONTRO LA VIOLENZA: IL MEF DEDICA UN 5 EURO D’ARGENTO ALLE DONNE

Nella Collezione 2025 del MEF, pensata e realizzata dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, è stata inserita una speciale moneta in argento da 5 euro fior di conio volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul terribile fenomeno della violenza sulle donne. Il colore rosso è applicato su un paio di scarpette da donna, col tacco alto, quelle nate nel 2009 da un’idea dell’artista messicana Elina Chauvet come installazione per denunciare la violenza sulle donne e il femminicidio e, da allora, diventate il simbolo della lotta per i diritti delle donne e contro la violenza di genere.

 

 cs

8 marzo, le iniziative della Città per la Festa della Donna

La Città di Torino, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, organizza anche quest’anno una serie di iniziative finalizzate a celebrare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, e a promuovere al contempo un impegno continuo nella lotta contro le discriminazioni e le diseguaglianze, con l’obiettivo di favorire il raggiungimento di una piena parità di diritti e opportunità.

Il programma messo a punto dall’amministrazione comunale, in collaborazione con enti e associazioni, prevede come momento centrale l’incontro pubblico “Gli stessi diritti e i medesimi doveri. Le famiglie e l’uguaglianza 50 anni dopo la riforma”.

L’evento si terrà il 7 marzo, alle ore 9.30, nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica Centrale, situata in via della Cittadella 5. Interverranno la vicesindaca Michela Favaro e l’assessore alle Pari opportunità Jacopo Rosatelli. L’incontro, a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, sarà occasione per approfondire circa il ruolo delle donne all’interno delle famiglie e le prospettive del diritto di famiglia nella realtà contemporanea, con particolare attenzione all’approccio di genere.

«Una delle più grandi sfide a cui le nostre società devono far fronte è senza dubbio quella dell’inverno demografico – dichiara la vicesindaca Michela Favaro -. Tuttavia non è possibile parlare di natalità e ruolo delle famiglie nella società senza prima affrontare con coraggio e risolutezza il tema dell’uguaglianza tra uomo e donna. Questo vale nelle famiglie per i carichi di cura e sul lavoro nell’accesso a uguali cariche e livelli retributivi».

«Quest’anno le celebrazioni dell’8 Marzo si affiancano a quelle per i 50 anni del diritto di famiglia, che nel 1975 introdusse “pari diritti e medesimi doveri” tra marito e moglie – afferma l’assessore alle Pari opportunità Jacopo Rosatelli –. Nonostante i cambiamenti introdotti grazie a quella importantissima riforma, esistono ancora forme di disuguaglianza, ad esempio di disuguale distribuzione dei carichi di cura e di lavoro per le donne. Anche i modelli di famiglia non sono tutti uguali tra loro e non godono degli stessi diritti. Per questo credo sia importante riflettere sulle sfide che le donne affrontano ogni giorno e di cui la nostra società deve essere consapevole, affinché tutte le persone siano egualmente libere e riconosciute nella loro dignità e nei loro diritti».

A questo appuntamento si affiancherà la campagna di comunicazione istituzionale dell’amministrazione per informare la cittadinanza sul tema della giornata e sulle attività ad essa legate, partita in questi giorni con l’affissione di manifesti in tutta la città e con la diffusione di locandine nelle biblioteche, nei punti informativi aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto di superficie gestiti da GTT.

Il programma completo con tutte le proposte, tra incontri, proiezioni cinematografiche, mostre e momenti di approfondimento, organizzate dalla Città insieme alle numerose associazioni e componenti della Rete cittadina del Coordinamento Contro la Violenza sulle donne, è molto ampio e consultabile sul sito istituzionale del Comune di Torino, sui suoi canali social e sul portale delle Pari Opportunità “I.R.M.A.”.

Tra queste è al via proprio in questi giorni “Lei è”, una campagna di informazione e sensibilizzazione, adottata dalla Città, per portare l’attenzione su leggi e diritti faticosamente conquistati dalle donne nel corso degli anni, con l’obiettivo di promuoverne una consapevolezza utile a tutelarli e farli rispettare.

Dal diritto di scelta sulla gravidanza alla parità salariale, dalla denuncia della violenza maschile alla pubblicità basata su stereotipi di genere, l’iniziativa consisterà in 12 soggetti pensati per scardinare luoghi comuni sul ruolo delle donne, nel mondo del lavoro come in politica e nelle relazioni intime, che ne limitano la libertà e alimentano la violenza di genere.

Attualmente sono già visibili 4 dei 12 soggetti sulle locandine elettroniche dei mezzi di superficie di GTT e sulle cartoline distribuite attraverso punti informativi, biblioteche e Case del Quartiere, mentre 2 video saranno i protagonisti sugli schermi delle stazioni della metropolitana di Torino. La campagna, tuttavia, è concepita per svilupparsi nel corso dell’intero anno, con l’introduzione di altri 4 soggetti nel mese di giugno e degli ultimi 4 a fare la loro comparsa a novembre, in concomitanza con le iniziative legate alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La Campagna verrà ufficialmente presentata lunedì 10 marzo, alle ore 10.30, negli spazi di Off Topic.

Ha il volto di Antigone, personaggio delle opere di Sofocle e simbolo della donna che sfidò il tiranno, l’iniziativa portata invece avanti dai tassisti torinesi che, nella mattinata di sabato 8 marzo, renderà omaggio al coraggio delle donne, offrendo alle passanti in piazza Palazzo di Città mimose e buoni sconto per future corse in taxi. Promossa dalla Cooperativa Taxi Torino e patrocinata dalla Città, l’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica, in particolare sulle discriminazioni e sulle violenze di genere.

TORINO CLICK

Dna, sono di Mara Favro le ossa trovate nei boschi

Nei giorni scorsi i carabinieri e i vigili del fuoco in un bosco della valle di Susa avevano trovato ossa umane.

La conferma che sono di  Mara Favro, la donna scomparsa da Chiomonte lo scorso anno, è arrivata dal test del Dna sui reperti.

Nel registro degli indagati erano stati iscritti l’ex datore di lavoro e l’ex pizzaiolo del locale dove  la donna di 51 anni lavorava. I due hanno sempre negato ogni coinvolgimento.

Una delle ipotesi è che il corpo della donna sia stato gettato nel dirupo, nei boschi di Gravere nelle vicinanze della Dora, dopo la morte.

I Giochi mondiali invernali Special Olympics a Torino, Sestriere, Bardonecchia e Pragelato

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Dall’8 al 15 marzo a Torino, Sestriere, Bardonecchia e Pragelato si terrà l’edizione 2025 dei Giochi mondiali invernali Special Olympics.

Si tratta del più grande raduno sportivo e umanitario in programma per quest’anno, che metterà in evidenza le capacità delle persone con disabilità intellettiva.

In gara 1.500 atleti di 102 Paesi, che gareggeranno in otto sport invernali mettendo in mostra le loro abilità: sci alpino, sci di fondo, danza sportiva, pattinaggio artistico, floorball, snowboard, racchette da neve, pattinaggio di velocità su pista corta. Ad accompagnarli 3.000 familiari e più di 1.000 tra allenatori e funzionari di delegazione.

La manifestazione si avvale del sostegno della Regione Piemonte, unitamente a quello dei Ministeri dello Sport, del Turismo e della Disabilità, del Coni, del Comitato italiano paralimpico e delle città sedi di gara. L’organizzazione, gestione, promozione e comunicazione è curata da una fondazione presieduta da Patrizia Sandretto Re Rabaudengo.

“Si tratta di un grande evento che il Piemonte si prepara a ospitare per il suo carico di emozioni sportive e, in questa occasione in particolare, per il suo profondo significato di inclusione e solidarietà – ha dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio – In questi anni abbiamo lavorato per rendere il Piemonte protagonista di eventi internazionali, che abbiamo organizzato con professionalità e competenza, nella convinzione che questi siano motore di sviluppo e di promozione turistica. Con la stessa passione accogliamo i Giochi invernali Special Olympics, che in più ricordano a tutti noi che la determinazione e dedizione consentono di superare ogni ostacolo e rendere la nostra società sempre più accogliente e solidale”.

Nuova vita per Mirafiori dal 2027

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Lo storico stabilimento di Mirafiori rinascerà nel 2027 nell’ambito del programma Green-Campus per la trasformazione dei luoghi di lavoro grazie a progetti innovativi e  sostenibili.  “Con questo progetto, siamo orgogliosi di dare una nuova vita a un edificio iconico, un simbolo dell’auto italiana nel mondo, proiettandolo nel futuro – spiega Jean-Philippe Imparato, responsabile delle attività europee di Stellantis – e vogliamo inoltre contribuire a ridurre le emissioni di carbonio dell’azienda, tramite soluzioni tecniche e tecnologiche all’avanguardia”. Nel contesto del Piano Italia di Stellantis la palazzina  centrale,  sede storica del gruppo Fiat inaugurata nel 1939, dal 2027 sarà utilizzata da alcune migliaia di persone attraverso  la riqualificazione che inizierà  con i progetti tecnici tra aprile e maggio di quest’anno, in contemporanea con i lavori nella  carrozzeria di Mirafiori per l’installazione della nuova linea della 500 ibrida.

 

Città della Salute e Unito: nuove frontiere tra ricerca e assistenza con il Centro di Brain Imaging

Stipulato un accordo di collaborazione paritaria tra la Città della Salute e della Scienza di Torino e l’Università di Torino – Centro Interdipartimentale di studi avanzati in Neuroscienze (NIT) per l’attività di un Centro di Brain Imaging e l’utilizzo della Risonanza Magnetica 3 Tesla
E’ stato stipulato nel pomeriggio odierno un accordo di collaborazione paritaria per 5 anni tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e l’Università degli Studi di Torino Unito – Centro Interdipartimentale di studi avanzati in Neuroscienze (NIT) per la disciplina dell’attività di un Centro di Brain Imaging e le condizioni di utilizzo della Risonanza Magnetica 3 Tesla (RM3T).
Hanno firmato questo accordo il Commissario della Città della Salute e della Scienza Thomas Schael ed il Magnifico Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi. Si tratta del primo atto della gestione Schael.
“Considero questo accordo molto significativo e importante. Un primo passo di unione di intenti con l’Università. L’eccellenza della Città della Salute e della Scienza, e sottolineo della Scienza, è l’interscambio tra la pratica assistenziale e la ricerca. Questo non è altro che il primo step che dimostra la volontà di supportare l’attività di ricerca che caratterizza fortemente la nostra Azienda” dichiara Thomas Schael.
Il Centro Interdipartimentale di Studi avanzati in Neuroscienze, detto anche Neuroscience Institute of Turin (NIT), diretto da Marco Tamietto, è nato per l’attività di ricerca  – sperimentale, applicata e teorica – nel campo delle Neuroscienze. E’ stato successivamente realizzato un Centro di Brain Imaging (CBI) presso l’ospedale Molinette di Torino, che prevede la partecipazione dello stesso NIT come capofila, della Fondazione Cavalieri Ottolenghi e dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.
La CDSS e il NIT convengono di attivare nuove modalità di collaborazione finalizzate ad un utilizzo sinergico della strumentazione RM3T. Tale strumentazione sarà utilizzata, in ambito neurologico, psichiatrico e neuropsicologico per scopi scientifici e di ricerca in ambito sperimentale e clinico e per scopi assistenziali e diagnostici. La precedenza verrà data all’attività assistenziale gestita dalla Neuroradiologia dell’ospedale, mentre le attività di ricerca sperimentale e clinica gestite dal NIT si svolgeranno negli altri orari, secondo una programmazione trimestrale concordata tra le parti. La Risonanza Magnetica 3 Tesla di ultima generazione consentirà di effettuare studi clinici e di ricerca con un livello di precisione e rapidità di esecuzione senza precedenti, contribuendo all’eccellenza della diagnostica e delle neuroscienze cognitive e cliniche.
La nuova apparecchiatura RM3T permetterà un significativo miglioramento nella diagnosi e nel monitoraggio di patologie del Sistema Nervoso Centrale, con particolare attenzione alle malattie neurodegenerative, neuro-infiammatorie, alla neuro-oncologia e allo studio dell’epilessia. La maggiore risoluzione delle immagini consentirà una diagnosi più tempestiva e accurata, migliorando l’approccio terapeutico e la qualità della vita dei pazienti.
Sul fronte della ricerca traslazionale, la nuova RM3T permetterà l’applicazione di tecniche di neuroimaging all’avanguardia nello studio della malattia di Alzheimer e delle patologie del motoneurone (come la SLA), facilitando l’identificazione precoce di biomarcatori predittivi e svolgendo un ruolo essenziale nel monitoraggio di nuovi trattamenti farmacologici.
Inoltre, sarà fondamentale per lo studio delle malattie infiammatorie e demielinizzanti, come la Sclerosi Multipla, e per approfondire i correlati neurali di disturbi cognitivi e comportamentali, supportando le neuroscienze cognitive e la neuropsicologia clinica. L’analisi avanzata della connettività cerebrale e della plasticità neurale offrirà nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi che regolano le funzioni cognitive superiori, aprendo la strada a strategie riabilitative innovative per pazienti con danni cerebrali o declino cognitivo.
Le attività di ricerca e cliniche saranno condotte da un team multidisciplinare composto da neuroradiologi, neurologi, neurochirurghi, psichiatri, neuropsicologi, psicologi, fisici medici e tecnici altamente specializzati. L’integrazione delle competenze permetterà di sviluppare approcci innovativi per la diagnosi e il trattamento delle patologie neurologiche, rendendo Torino un punto di riferimento per la ricerca e l’assistenza in Neuroscienze. Questo accordo rappresenta un passo cruciale verso una medicina sempre più personalizzata e basata su evidenze scientifiche.

Un nuovo traguardo all’Ospedale Sant’Anna. Le “Vitamine jazz” toccano quota 450!

450 Vitamine jazz erogate in otto anni da più di 370 artisti, hanno riempito di suoni le corsie dell’Ospedale Sant’Anna, facendone il più articolato, ampio e longevo programma al mondo di concerti jazz realizzati in un ospedale e approdati sui social durante la pandemia con più di un milione di visualizzazioni anche estere.

Era l’estate 2017 quando la Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna – Professoressa Chiara Benedetto aveva ipotizzato con Raimondo Cesa, direttore artistico del programma, la possibilità di aprire al Jazz le porte dell’Ospedale Sant’Anna. Una scommessa che non lasciava immaginare una adesione volontaria così massiccia e continuativa da parte degli artisti torinesi.

Le “Vitamine Jazz”, oltre al grande patrimonio della tradizione jazzistica del territorio che proviene dal dialogo di molte culture, hanno visto anche la partecipazione di musicisti di fama nazionale e internazionale.

Il progetto, che si colloca nel percorso strategico sull’alleanza virtuosa tra “Cultura e Salute” varato dalla Fondazione nel 2011 e coordinato da Catterina Seia, è stato valutato “benefico per le pazienti e per gli operatori sanitari, nel sistema delle relazioni” nel corso di focus group con operatori sanitari del Sant’Anna, condotti da ricercatori della IULM. D’altronde l’Arte, come dimostrano innumerevoli evidenze cliniche, è un’ alleata nel percorso di cura.

Le note della musica abbracciano l’ingresso, danno il benvenuto alle nuove vite nei reparti maternità, accompagnano le pazienti al day hospital oncologico durante le cure chemioterapiche, ingannano il tempo dell’attesa nelle sale d’aspetto e al pronto soccorso. Composizioni originali e improvvisazioni, nelle quali le sonorità jazzistiche si alternano ad atmosfere mediterranee e sudamericane, portano le menti verso altri immaginari, fuori dalle mura ospedaliere. Assistiamo ad una invasione pacifica di artisti che con il loro contributo confermano l’importanza di questa musica nella storia culturale della nostra città.

La musica è conversazione, comunicazione in armonia. Il jazz in particolare è condivisione continua. Dall’interazione fra musicista e spettatore nascono le successive improvvisazioni, nuovi canali di comunicazione non verbale, avviene una sinergia, un processo di sintonizzazione che tende a stimolare risposte fisiche e psicologiche.

È ormai dimostrato che un ambiente piacevole e rilassante e la partecipazione culturale attiva contribuiscono al benessere fisico, mentale e sociale. La musica trasmette emozioni, favorisce il rilassamento e allontana l’ansia. Ne vediamo gli effetti attraverso la trasformazione dell’atmosfera che avviene grazie alle arti nei luoghi di attesa, di transito e nei reparti dell’Ospedale Sant’Anna”. Sono le parole della Prof.ssa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, Professore Emerito di Ginecologia e Ostetricia – Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino.

Venuta qui per un controllo, mi attendevo il solito triste luogo di sofferenza e malattia. Sono invece stata accolta da un’atmosfera serena di pace e condivisione. Azzarderei di letizia. La musica che gli artisti offrivano con semplicità e devozione a pazienti ospedalizzati o transitanti: un tuffo nella bellezza. Grazie!” è il bigliettino lasciato da una paziente che all’Ospedale Sant’Anna si è imbattuta in un concerto della rassegna “Vitamine Jazz”.