PRIMA PAGINA- Pagina 13

Torino in piazza per la libertà del popolo iraniano

Nel pomeriggio di ieri giovedì 15 gennaio 2026, piazza Castello a Torino ha ospitato una manifestazione di solidarietà a sostegno del popolo iraniano, organizzata da attivisti, membri della diaspora iraniana e cittadini sensibili al tema dei diritti umani.

La piazza si è riempita di cartelli, bandiere e slogan contro la repressione in atto in Iran, con interventi dal palco che hanno denunciato la violenza subita dai manifestanti e il clima di paura che ancora oggi colpisce chi dissente dal regime. Molti partecipanti hanno scelto di mantenere l’anonimato, coprendo il volto per proteggere parenti e conoscenti rimasti nel Paese.

Con la presenza di sensibilità e posizioni politiche differenti, il messaggio condiviso è stato chiaro: chiedere maggiore attenzione da parte della comunità internazionale e sostenere il diritto del popolo iraniano a libertà, giustizia e autodeterminazione.

La mobilitazione torinese si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che, in questi mesi, stanno attraversando numerose città italiane ed europee, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla situazione iraniana e sulle violazioni dei diritti fondamentali.

Foto FR

Montagna, piste da sci sicure: “E’ la priorità”

 

L’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna e Sistema Neve, Marco Gallo: “La sicurezza è la priorità assoluta: investiamo per garantire impianti affidabili e aree sciabili sempre più sicure”

La Regione Piemonte rafforza il proprio impegno sulla sicurezza delle aree sciabili e degli impianti di risalita, stanziando 4,5 milioni di euro a sostegno delle spese sostenute dalle stazioni sciistiche piemontesi per la stagione invernale 2024/2025.
Il bando, che chiuderà il prossimo 16 febbraio, è rivolto alle microstazioni e alle grandi stazioni sciistiche piemontesi, in attuazione della legge regionale n. 2/2009.

Le risorse sono destinate in via prioritaria agli interventi di tutela della salute, garanzia e mantenimento delle condizioni di sicurezza sulle piste e nelle aree sciabili, oltre che al sostegno delle spese di funzionamento, indispensabili per la gestione ordinaria e straordinaria degli impianti di risalita e delle piste di fondo. Un investimento concreto che mira a rafforzare i presìdi di sicurezza, la manutenzione delle infrastrutture e la qualità complessiva dell’offerta turistica invernale.

Nel dettaglio, 4,41 milioni di euro sono destinati agli interventi a favore delle imprese che gestiscono le stazioni sciistiche, mentre 90 mila euro sono riservati ai Comuni, che in alcuni contesti più piccoli e locali gestiscono direttamente la stazione sciistica. Il bando sostiene le spese legate alla sicurezza e alla salute degli utenti, e quelle di gestione, con procedure semplificate e tempistiche certe.

«La sicurezza sulle piste e negli impianti non è negoziabile – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna e al Sistema Neve, Marco Gallo –. Con questo stanziamento la Regione Piemonte interviene in modo puntuale per garantire standard elevati di sicurezza, sostenere chi gestisce quotidianamente le stazioni sciistiche e tutelare sciatori, famiglie e operatori. È una scelta di responsabilità che mette al centro le persone e rafforza la credibilità del nostro sistema neve».

A completamento dell’intervento, il bando regionale sostiene anche le spese legate all’innevamento programmato, riconosciuto come elemento fondamentale per garantire migliori condizioni di sicurezza sulle piste, continuità della stagione sciistica e qualità dell’offerta turistica, soprattutto in un contesto climatico sempre più complesso.

Il sostegno regionale riguarda sia le microstazioni di interesse locale, che svolgono un ruolo essenziale per le comunità montane e per la fruizione di prossimità, sia le grandi stazioni, chiamate a garantire standard elevati di sicurezza, gestione e servizio in presenza di flussi turistici importanti.

L’obiettivo è duplice: da un lato assicurare che le stazioni sciistiche piemontesi operino nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e tutela della salute degli utenti; dall’altro sostenere un comparto strategico per l’economia montana, che contribuisce a contrastare lo spopolamento, a mantenere viva l’occupazione locale e a rendere le montagne piemontesi attrattive per residenti e visitatori.

 

cs

Pandoro Gate: Regina Margherita e Uova di Pasqua. Come si chiude l’inchiesta su Chiara Ferragni

Si conclude uno dei casi più discussi e seguiti degli ultimi anni, che ha intrecciato cronaca giudiziaria, comunicazione e costume mediatico. Il cosiddetto “Pandoro Gate”, esploso alla fine del 2023 e che ha coinvolto l’impero imprenditoriale di Chiara Ferragni, arriva oggi al suo epilogo: l’imprenditrice digitale è stata prosciolta da ogni addebito in sede penale.

La decisione dei giudici

Dopo una lunga fase di accertamenti condotti dalla Procura di Milano, focalizzati sulle ipotesi di truffa aggravata legate alle iniziative commerciali del pandoro Balocco “Pink Christmas” e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, il tribunale ha stabilito che non sussistono gli elementi per configurare un reato. Nelle motivazioni viene esclusa l’esistenza di un disegno fraudolento o di una strategia finalizzata a trarre in inganno i consumatori.

Pur riconoscendo criticità nella gestione della comunicazione — già sanzionate in sede amministrativa dall’Antitrust — la giustizia penale ha chiarito che le donazioni dichiarate, comprese quelle destinate al Regina Margherita di Torino, risultavano pianificate o realmente effettuate e che la struttura dell’operazione commerciale non integra gli estremi di truffa.

Beneficenza e attività commerciale: il nodo centrale

L’origine della vicenda risale alla contestazione, da parte dell’Autorità garante, di una possibile ambiguità tra il prezzo maggiorato dei prodotti e la reale entità delle donazioni destinate alla beneficenza. Secondo l’ipotesi iniziale, i consumatori avrebbero potuto credere che l’intero ricavato delle vendite fosse devoluto a fini solidali, mentre in realtà la donazione era stata stabilita a monte in misura fissa dall’azienda produttrice.

I magistrati hanno però ritenuto che, sebbene vi siano stati errori di chiarezza comunicativa — già oggetto di sanzioni amministrative — non sia emersa la volontà di porre in essere un comportamento penalmente rilevante. L’operazione, quindi, è stata giudicata lecita sotto il profilo penale.

La reazione di Chiara Ferragni

Dopo la decisione, Chiara Ferragni ha affidato ai social il suo commento: “Si chiude un periodo difficile che ha segnato profondamente la mia vita”, ha dichiarato, ribadendo la fiducia nella giustizia e la volontà di tornare a concentrarsi sul lavoro e sulla sfera privata. Nelle ore successive sono comparsi scatti che la ritraggono insieme alla madre Marina Di Guardo, figura centrale nel sostegno durante questi mesi complessi.

Il ruolo del Regina Margherita

Tra gli aspetti più delicati del caso figurava il coinvolgimento dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. La sentenza chiarisce che il legame solidale con la struttura non è stato fittizio e che i contributi promessi risultano reali, allontanando definitivamente l’idea che l’ospedale fosse stato utilizzato solo come strumento di marketing.

L’intesa con il Codacons

Un elemento decisivo per la chiusura del procedimento è stata la revoca della querela da parte del Codacons, che aveva inizialmente promosso l’azione legale. La rinuncia è arrivata a seguito di un accordo transattivo che ha visto Chiara Ferragni assumere impegni concreti: il versamento di 200 mila euro all’associazione e la disponibilità a concedere gratuitamente la propria immagine per future iniziative di solidarietà sociale.

CRISTINA TAVERNITI

Ginecologia oncologica: Sant’Anna e Mauriziano eccellenze mondiali

Torino entra ufficialmente nell’élite mondiale della ginecologia oncologica. La European Society of Gynaecological Oncology (ESGO) ha conferito al presidio ospedaliero Sant’Anna – Città della Salute e della Scienza di Torino ed al presidio ospedaliero Umberto I – AO Ordine Mauriziano di Torino il prestigioso accreditamento europeo come Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, riconoscendone la qualità clinica, scientifica e didattica.

Un riconoscimento di altissimo profilo che inserisce i due presidi torinesi tra i pochi centri al mondo abilitati alla formazione specialistica nel settore e che conferma il ruolo sempre più centrale della città nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici.

Le evidenze scientifiche dimostrano che le donne con tumori ginecologici trattate da ginecologi oncologi in centri di riferimento hanno una sopravvivenza maggiore e una migliore qualità di vita. Il/La Ginecologo/a Oncologo/a è uno/a specialista in Ginecologia e Ostetricia con una formazione avanzata che garantisce una presa in carico completa – dalla diagnosi alla terapia, fino al follow-up – grazie ad un percorso formativo dedicato e multidisciplinare.

L’ESGO ha sviluppato un programma europeo di formazione in ginecologia oncologica che può essere erogato solo da centri accreditati, ovvero strutture in grado di soddisfarne tutti i requisiti. L’accreditamento è concesso solo a chi rispetta criteri particolarmente stringenti in termini di adeguata casistica oncologica, multidisciplinarietà e attività di ricerca comprovate. La verifica avviene attraverso una valutazione indipendente da parte di esperti internazionali ESGO, incaricati di certificare il rispetto degli standard formativi.

Alla visita torinese degli esperti del comitato di accreditamento ESGO, professor Pawel Knapp e dottor Andrej Cokan, hanno preso parte il professor Stefano Cosma, responsabile del percorso formativo all’ospedale Sant’Anna, e la professoressa Annamaria Ferrero, responsabile del percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I, insieme alla professoressa Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e promotrice dell’iniziativa in collaborazione con il professor Paolo Fonio, Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino, cui afferiscono i docenti del settore Ginecologia e Ostetricia. I valutatori hanno incontrato anche i tutor di ginecologia oncologica ed i rappresentanti delle altre specialità coinvolte nella gestione multidisciplinare delle pazienti, oltre a prendere visione delle attività cliniche, dei percorsi formativi, dei progetti di ricerca e delle strutture dedicate presenti nei due ospedali.

La rete formativa integrata garantisce un percorso completo di presa in carico della paziente oncologica, grazie alla presenza di unità specialistiche dedicate alla chirurgia oncologica e oncoplastica, alla radiodiagnostica avanzata, alla radioterapia e brachiterapia, alla chemioterapia, alla psico-oncologia ed alle cure palliative. Sono inoltre attivi ambulatori dedicati al follow-up oncologico, ai tumori ginecologici ereditari, alle tecniche di preservazione della fertilità ed alla procreazione medicalmente assistita nelle pazienti oncologiche, così come i percorsi per la gestione delle gravidanze in corso di tumore o successive alla malattia.

In qualità di centro universitario — primo in Italia ad aver ottenuto l’accreditamento europeo per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia — il polo torinese offre ai futuri sub-specialisti in ginecologia oncologica opportunità formative uniche. Tra queste: il REC – Research & Educational Center, primo centro europeo di simulazione clinico-chirurgica dedicato specificamente alla Ginecologia e Ostetricia, fondato nel 2012 dalla professoressa Chiara Benedetto; il corso permanente di chirurgia anatomica dissettiva FAST (Female Anatomical Surgery for Trainees), basato su un modello innovativo di training anatomico-chirurgico.

Accanto all’attività clinica e formativa, il gruppo universitario torinese è fortemente impegnato nella ricerca clinica e preclinica, con numerosi studi attivi nei campi della diagnosi precoce, dell’innovazione chirurgica e dei trattamenti medico-chirurgici personalizzati.

Con l’accreditamento ESGO il Sant’Anna e il Mauriziano Umberto I consolidano il proprio ruolo di riferimento nella lotta ai tumori ginecologici, ponendosi come modello di integrazione tra cura, formazione e ricerca.

Il prestigioso riconoscimento della European Society of Gynaecological Oncology è motivo di particolare orgoglio per l’Università di Torino non solo perché conferma l’eccellenza delle nostre docenti e dei nostri docenti e il loro impegno lungimirante nel garantire una formazione avanzata di qualità, ma anche perché proietta il nostro Ateneo in una dimensione sempre più internazionale e competitiva: ricevere un accreditamento europeo in ambito formativo significa attrarre talenti, anche dall’estero, che sceglieranno di formarsi qui, contribuendo a costruire un ecosistema virtuoso in cui ricerca, formazione e pratica clinica si incontrano. È questa la chiave per generare sviluppo, innovazione e competitività per il territorio e migliorare la salute e la qualità della vita di tutte e tutti” dichiara Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino.

Un grande riconoscimento aver ricevuto l’accreditamento ESGO quale Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, che conferma il ruolo a livello nazionale ed internazionale del nostro ospedale Sant’Anna nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici. Assistenza clinica, ricerca e didattica: questi i tre punti di forza che contraddistinguono i nostri ospedali. Per questo voglio complimentarmi con i nostri professionisti che ogni giorno garantiscono al meglio una risposta appropriata al bisogno di salute di tutte le nostre pazienti” commenta Livio Tranchida, Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Per il Mauriziano essere il primo ospedale in Piemonte, insieme al Sant’Anna, a conseguire questo accreditamento – commenta Franca Dall’Occo, Direttore Generale dell’AO Ordine Mauriziano di Torino – significa rafforzare una sanità pubblica che investe in tecnologie avanzate, in modelli organizzativi innovativi e in ricerca applicata, trasformando l’eccellenza professionale in valore concreto per le donne e per il territorio. All’interno della rete torinese e universitaria, il Mauriziano conferma la propria vocazione a essere un luogo in cui cura, formazione e innovazione procedono insieme, con un unico obiettivo: migliorare la qualità e gli esiti delle cure oncologiche ginecologiche”.

L’accreditamento ESGO conferma l’eccellenza clinica, formativa e scientifica del nostro polo e rappresenta il risultato del lavoro di un’équipe altamente specializzata che ogni giorno, con entusiasmo, si adopera per garantire percorsi di cura di alta qualità alle pazienti” dichiara Stefano Cosma, Responsabile del Percorso formativo all’Ospedale Sant’Anna.

Sono onorata dell’accreditamento ESGO per la formazione in Ginecologia Oncologica, perché non solo è un riconoscimento delle capacità formative delle Divisioni Universitarie di Torino, ma anche delle competenze nel prendersi cura delle pazienti affette da neoplasie ginecologiche” dichiara Annamaria Ferrero, Responsabile del Percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I.

Questo riconoscimento europeo rappresenta un traguardo di grande valore per tutto il nostro settore. È il frutto di anni di investimenti mirati e di un impegno costante per offrire ai futuri ginecologi oncologi un percorso formativo sempre più strutturato, allineato agli standard internazionali, misurabile attraverso indicatori oggettivi e rafforzato da un’integrazione multidisciplinare reale. Siamo profondamente soddisfatti: l’esito della valutazione conferma che la strada intrapresa è quella giusta e stimola a proseguire con ancora maggiore determinazione” commenta Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e Professoressa Emerita di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino.

cs

Il “sistema Piemonte” convince: aumentano investimenti e presenze straniere

Le informazioni diffuse oggi dalla Camera di commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte sulle multinazionali a partecipazione estera delineano un quadro che mette in luce la solidità e la capacità attrattiva del sistema economico piemontese. Il territorio si conferma caratterizzato da imprese fortemente radicate, risultati incoraggianti e prospettive di sviluppo concrete.

Attualmente in Piemonte sono presenti circa 1.300 aziende a controllo estero, distribuite su 5.680 sedi operative, con un bacino occupazionale che supera i 183 mila addetti. L’indagine 2025 restituisce un dato particolarmente rilevante: il 76% delle imprese prevede di mantenere la propria presenza sul territorio regionale, mentre un ulteriore 15% intende rafforzarla. Nel periodo compreso tra il 2024 e il 2025 si registrano inoltre segnali positivi per quanto riguarda fatturato e investimenti, confermando un diffuso clima di fiducia nelle potenzialità locali.

«I dati diffusi oggi ci restituiscono l’immagine di un Piemonte credibile, competitivo e capace di attrarre e trattenere investimenti internazionali – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano –. Il fatto che oltre nove imprese su dieci confermino o rafforzino la propria presenza è un risultato che nasce da un lavoro costante su infrastrutture, capitale umano, qualità dei servizi e collaborazione istituzionale”.

Lo studio sottolinea inoltre alcuni elementi considerati strategici dalle multinazionali: la qualità delle risorse umane, l’efficacia del sistema formativo, la presenza di infrastrutture ICT, l’elevato livello della qualità della vita e i servizi di supporto alle imprese, fattori che contribuiscono a rendere il Piemonte competitivo nello scenario europeo e globale.

“Come Regione – proseguono Cirio e Tronzano – abbiamo scelto di investire con decisione sull’attrazione e sul supporto continuativo alle imprese investitrici, passando da una logica di insediamento a una di consolidamento nel tempo. In questa direzione va anche Piemonte Invest, lanciato alla fine dello scorso anno, che mette a sistema strumenti, competenze e accompagnamento dedicato agli investitori esteri e alle imprese già presenti, semplificando i percorsi e rafforzando il dialogo con il territorio”.

L’Amministrazione regionale proseguirà il proprio impegno, in collaborazione con il sistema camerale, Ceipiemonte e gli altri soggetti istituzionali, per valorizzare i punti di forza emersi e intervenire in modo mirato sugli aspetti migliorabili, con particolare attenzione alla semplificazione e al rafforzamento della competitività del tessuto imprenditoriale.

“Questi risultati – concludono Cirio e Tronzano – confermano che la direzione intrapresa è quella giusta: fare del Piemonte un luogo in cui le imprese investono, crescono e costruiscono valore nel lungo periodo”.

Misure antismog, confermato il livello “arancio”: stop ai diesel Euro 5 fino a venerdì

 

A Torino prosegue il livello 1 “arancio” delle limitazioni emergenziali del traffico, in vigore fino a venerdì 16 gennaio 2026, giorno di controllo. La decisione segue la diffusione dei dati previsionali di Arpa Piemonte con valori di PM10 superiori alla soglia consentita, che rendono necessaria l’applicazione di misure per contenere l’inquinamento e tutelare la qualità dell’aria.

Restano pertanto attive le restrizioni per i veicoli più inquinanti. I diesel Euro 5 non possono circolare tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8 alle 19, mentre i diesel Euro 3 e Euro 4 hanno il divieto esteso anche al weekend. Per i mezzi adibiti al trasporto merci, il blocco riguarda i diesel Euro 3, 4 e 5 in tutti i giorni della settimana, sempre dalle 8 alle 19. Destinati allo stop anche i veicoli dotati del dispositivo “Move In”.

Eventuali aggiornamenti sullo stato del semaforo antismog vengono comunicati il lunedì, mercoledì e venerdì e diventano operativi il giorno successivo. Tutti i dettagli sulle misure, le deroghe e i percorsi esclusi sono disponibili sul sito del Comune di Torino alla pagina dedicata all’emergenza ambientale.

TorinoClick

Rapina una villa, accoltellato a morte dal proprietario

/

È morto poche ore dopo il ricovero in ospedale un uomo di 37 anni, residente  in un campo nomadi di Torino. A Lonate Pozzolo è rimasto gravemente ferito durante una rapina in una villa,  colpito al petto con un coltello dal proprietario della casa.  La vittima era insieme  ad almeno due complici che lo hanno scaricato davanti all’ospedale di Magenta dove è morto poco dopo.

“Pandoro gate”, assolta Chiara Ferragni

“Sono felicissima, sollevata,  è la fine di un incubo. Ho chiamato mia mamma che mi è  stata sempre vicina. Sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”. Queste le prime parole dell’influencer Chiara dopo l’assoluzione di oggi pomeriggio al tribunale di Milano sulla discussa vicenda del “pandoro gate”, che ha riguardato anche il tema della beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino. La procura aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi.

La cultura in Piemonte, un sistema vivace e di qualità. A febbraio il tavolo regionale

«Al rientro dopo la pausa natalizia ho voluto incontrare immediatamente le realtà culturali per confermare attenzione, ascolto e impegno concreto verso un settore che rappresenta una risorsa fondamentale per i territori. Il prossimo tavolo generale della cultura, già convocato per febbraio, sarà il luogo in cui affrontare in modo strutturato il tema delle risorse e del rafforzamento del sistema»: è quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli al termine della riunione del tavolo “Emergenza cultura”.

«Dal confronto è emesso con chiarezza un dato: il sistema culturale piemontese è vivo, produce progettualità di qualità ed è cresciuto negli anni e in più si inserisce in un lavoro che la Regione porta avanti da tempo, a partire da “Rafforza Cultura”, lo strumento con cui abbiamo accompagnato e sostenuto il sistema culturale piemontese in una fase complessa, rafforzandone struttura, competenze e capacità progettuale – ha proseguito Chiarelli – Questo scenario restituisce un segnale di vitalità e di partecipazione diffusa, un segnale positivo di crescita. Proprio per questo il fabbisogno è aumentato e le risorse pur ampie vanno incrementate. Questo ci richiama a rafforzare ulteriormente l’impegno politico e gli strumenti a disposizione, per accompagnare la crescita del comparto e garantirne la tenuta del tempo. L’obiettivo della Regione è uno solo: tenere in piedi il sistema culturale piemontese, accompagnarne la crescita e non lasciare indietro nessuno. Il tavolo generale di febbraio sarà un passaggio decisivo in questa direzione».

L’assessore ha ribadito che l’azione della Regione non è mai “ad personam”, ma fondata su criteri condivisi e su una visione triennale: «I bandi triennali servono a dare stabilità e prospettiva. È nel triennio che si misura l’impatto delle politiche pubbliche. Allo stesso tempo, quando una quota significativa di realtà risulta ammissibile ma non finanziabile, a parità di risorse, il tema non può essere ignorato. Il mio impegno politico è chiaro: lavorare per consentire lo scorrimento delle graduatorie 2026-2027 e dare continuità alle realtà che oggi rischiano di trovarsi in difficoltà pur avendo progetti validi e riconosciuti».

Accanto al tema delle risorse, l’assessore ha aperto anche a un lavoro condiviso sui criteri, che «non sono una ruota di scorta, ma uno strumento. Dobbiamo ragionare insieme su come rimodularli per rispondere meglio alle esigenze dei diversi settori, garantendo una distribuzione più equilibrata delle risorse e tenendo conto delle specificità del terzo settore».

Disordini pro Pal di ottobre: misure cautelari nei confronti di minori

Sono state emesse alcune misure cautelari nei confronti di minorenni – il cui numero non è ancora stato reso noto – che si sarebbero resi responsabili di disordini e danneggiamenti avvenuti durante le più recenti manifestazioni pro Palestina a Torino.

L’operazione riguarda giovani che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero tra i principali protagonisti dei gravi episodi verificatisi in città nel corso del corteo del 3 ottobre scorso. In quella circostanza si erano registrati scontri, atti vandalici e momenti di forte tensione, rendendo necessario un massiccio intervento delle forze dell’ordine per ristabilire l’ordine pubblico.

Le attività investigative, sviluppate nei mesi successivi agli eventi, avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Operazione Riot a Torino dopo i disordini del corteo pro Pal