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Le “Soluzioni” di Biennale Tecnologia 2026 

DAL 15 AL 19 APRILE
“In che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo?” È questa la domanda al centro della quinta edizione della Biennale Tecnologia, presentata nei giorni scorsi alle Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo. La manifestazione, per la quale quest’anno è stato scelto il titolo ‘Soluzioni’, dal 15 al 19 aprile trasformerà Torino in un vero e proprio laboratorio diffuso di idee, visioni e confronto.

“Con Biennale Tecnologia vogliamo stimolare una riflessione ampia e collettiva – commenta Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino e presidente della manifestazione – perché affrontare questioni articolate alla base delle scelte a cui è chiamata la società implica indagini multidimensionali per determinare soluzioni alternative. La condivisione dei saperi tecnologici, propri di un ateneo come il nostro, diventa una missione sempre più attuale. La quinta edizione di questa manifestazione si spinge quindi, per la prima volta, oltre i muri del nostro campus e raggiunge il centro città e i luoghi storici tradizionalmente dedicati al dialogo con la società”.

L’obiettivo della Biennale è individuare vie praticabili e condivise per il bene collettivo. “Abbiamo scelto come tema ‘Soluzioni’ – sottolinea Guido Saracco, curatore della manifestazione – perché la prossima Biennale Tecnologia promette di affrontare le più grandi sfide al crocevia tra tecnologie e società, offrendo possibili e concrete risposte per restituire consapevolezza e fiducia alla società”.

Per raggiungere questo scopo, il Politecnico porta oltre 120 eventi e 300 ospiti internazionali in musei, teatri e piazze, dalla piazza centrale, che ospiterà i prototipi degli studenti, fino alle OGR e al Museo Egizio, dove la tecnologia dialogherà con arte, sociologia e vita quotidiana.

Nel suo saluto, l’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta ha sottolineato “l’importanza della collaborazione della Città con il Politecnico, che offre strumenti concreti e supporto nella progettazione di percorsi innovativi. La ricerca ci permette di prendere decisioni basate sui dati e di costruire buone politiche. Eventi come la Biennale Tecnologia sono occasioni preziose a livello culturale per far comprendere a tutti quanto l’innovazione e la tecnologia possano contribuire allo sviluppo della città, anche attraverso modalità più accessibili e coinvolgenti”.

La manifestazione vuole superare le contrapposizioni tra entusiasmo acritico e diffidenza verso l’innovazione, creando uno spazio di confronto tra scienze, arti e società civile. Le grandi trasformazioni contemporanee – ambientali, energetiche, sociali, economiche e digitali – vengono affrontate per individuare risposte concrete, condivise e applicabili.

L’apertura, mercoledì 15 aprile, sarà affidata a un binomio d’eccezione: il fisico Alessandro Vespignani con una lectio sulla co-evoluzione tra uomo e intelligenza artificiale, e lo spettacolo teatrale di Marco Paolini dedicato al destino del Po, in scena alle OGR. Tra i protagonisti dell’edizione figurano anche la co-fondatrice di Mozilla Mitchell Baker, lo scrittore Joe R. Lansdale, il filosofo Paolo Benanti e il divulgatore Dario Bressanini, insieme a numerosi artisti, scienziati e pensatori che daranno vita a un dialogo collettivo sui temi più urgenti del nostro tempo.

Il programma spazia dalla geopolitica della tecnologia alla democrazia digitale, dall’intelligenza artificiale alla creatività, dalla sostenibilità ambientale alle nuove frontiere della medicina, fino all’esplorazione spaziale e al futuro del lavoro. L’approccio interdisciplinare punta a colmare il divario tra scienze tecnologiche e scienze umane, nel segno del claim Tech Cultures.

Una novità importante di questa edizione è la dimensione diffusa: per la prima volta la manifestazione esce dai confini del campus, coinvolgendo luoghi simbolo della città come OGR Torino, Teatro Regio, Museo Egizio e Piazza San Carlo, trasformando l’intera città in protagonista dell’evento.

Accanto agli incontri, Biennale Tecnologia propone spettacoli e installazioni. Teatro, musica e arti visive diventano strumenti per esplorare il presente e immaginare il futuro, con produzioni originali di Prometeo Tech Cultures e mostre come Framing Problems e Dati sensibili, che riflettono sul rapporto tra tecnologia, informazione e società attraverso linguaggi artistici contemporanei.

Particolare attenzione è dedicata ai giovani e alla divulgazione, con iniziative per le scuole, un campus residenziale per studenti provenienti da tutta Italia e attività per bambini e famiglie. Il programma Tecnologia Diffusa porta incontri e laboratori nei quartieri della città già nelle settimane precedenti l’evento, rafforzando il legame con il territorio.

Biennale Tecnologia si conferma così come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti in Italia e in Europa, capace di intrecciare ricerca, innovazione e partecipazione. Per cinque giorni, Torino diventa uno spazio condiviso per interrogarsi sul presente e costruire insieme possibili soluzioni per il futuro.

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Eredità Agnelli, Elkann pagherà spese legali a Margherita

Nel contenzioso sull’eredità Agnelli, John Elkann esce sconfitto in tribunale in Svizzera: dovrà sostenere circa un milione di euro di spese legali.

Il giudice di Thun ha dichiarato inammissibili le richieste di trasferire in Svizzera la successione di Marella Caracciolo. I legali di Margherita Agnelli parlano di una vittoria destinata ad avere ripercussioni anche sul procedimento in corso a Torino.

Dal canto loro, i difensori di John, Lapo e Ginevra Elkann hanno annunciato ricorso, sottolineando che la decisione non incide sulla validità del patto e dell’accordo siglato nel 2004.

Imprese forti, occupazione fragile: il doppio volto del Nord

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Industria Felix:  a Torino la premiazione di 42 imprese eccellenti

TORINO –  Sarà dedicato al sistema produttivo del Nord Italia il 69° appuntamento di Industria Felix – L’Italia che compete, in programma l’8 aprile, presso l’Unione Industriali Torino (evento su invito).

L’indagine, realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, analizza le principali società di capitali delle regioni settentrionali con fatturati superiori ai 2 milioni di euro. Ne emerge un quadro complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme, mentre sul fronte occupazionale si registrano andamenti più disomogenei.

In Piemonte sono state esaminate 10.417 imprese, per un volume d’affari complessivo di 320,1 miliardi di euro, in lieve flessione (-2,4%), a fronte di oltre 915mila addetti in crescita (+0,9%). Il dato più significativo riguarda la redditività: l’87% delle aziende presenta un ROE positivo e l’87,6% chiude l’esercizio in utile, con il comparto delle costruzioni tra i più performanti.

Il Veneto si conferma uno dei principali motori economici del Nord, con oltre 18mila imprese analizzate, 438,5 miliardi di fatturato (+2,9%) e più di 1,36 milioni di addetti (+8,2%). Anche qui si registra un’elevata redditività, con l’88,2% delle aziende in territorio positivo e il settore aerospaziale tra i più dinamici.

Performance particolarmente brillanti anche per l’Emilia-Romagna, che conta oltre 15mila imprese e 455,1 miliardi di fatturato, con una crescita significativa sia dei ricavi (+4,2%) sia dell’occupazione (+1,7%). Elevata anche la quota di imprese redditizie (85,5%), trainate in particolare dall’aerospazio.

Nel Friuli Venezia Giulia si osserva una lieve contrazione dei ricavi (-2,6%), a fronte però di una crescita sostenuta dell’occupazione (+10,2%), mentre la redditività resta elevata (85% di imprese con ROE positivo).

Situazione più contrastata in Liguria, dove a un aumento degli occupati (+3,5%) si accompagna una flessione significativa del fatturato (-8,8%), pur in presenza di livelli di redditività solidi (86,5%), con il settore ambientale in evidenza.

Il Trentino-Alto Adige mostra invece un andamento equilibrato, con ricavi in crescita (+2,5%) e occupazione in aumento (+4,7%), accompagnati da una quota elevata di imprese redditizie (87%).

In Valle d’Aosta, nonostante dimensioni più contenute, si registra un forte incremento degli addetti (+10,6%) e una redditività tra le più alte (oltre l’89%), a fronte però di un calo dei ricavi (-4,6%).

L’evento è promosso da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, e con il supporto di numerosi partner nazionali.

Nel corso della mattinata saranno premiate 42 imprese con sede legale nel Nord Italia, selezionate attraverso un’analisi dei bilanci basata su un algoritmo proprietario che ha individuato le realtà più performanti in termini gestionali e di solidità finanziaria. Le aziende premiate si distinguono per affidabilità, crescita e capacità competitiva, validate anche dal Comitato scientifico del progetto.

La guerra in Medio Oriente mette a rischio l’economia del Piemonte?

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Senza misure tempestive, a rischio produzione, servizi, consumi e occupazione

Le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, insieme alle dinamiche speculative che ne derivano, stanno provocando forti ripercussioni sui mercati energetici globali, con effetti che si riflettono sempre più chiaramente anche sull’economia della Regione Piemonte.

In assenza di interventi rapidi e strutturali a livello europeo, in grado di affiancare le misure già adottate dal Governo nazionale, lo scenario che si prospetta è preoccupante: contrazione dei servizi, aumento generalizzato delle tariffe e, nelle situazioni più critiche, chiusura di attività economiche. In una fase già complessa per il sistema produttivo regionale, il rischio di politiche restrittive o addirittura di una recessione legata al contesto internazionale deve essere evitato con decisione.

A lanciare l’allarme sono le principali associazioni imprenditoriali piemontesi — tra cui AGCI, Ance, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Legacoop — che sottolineano l’urgenza di un confronto immediato con le istituzioni territoriali e i loro rappresentanti. L’obiettivo è definire interventi strutturali capaci di mettere al centro imprese e lavoratori.

Tra le priorità individuate emerge il sostegno al tessuto imprenditoriale, in particolare alle micro e piccole imprese, attraverso strumenti che favoriscano l’aggregazione della domanda energetica. Questo consentirebbe anche alle realtà di dimensioni ridotte di accedere a contratti di lungo periodo per l’approvvigionamento da fonti rinnovabili, oltre a semplificare gli investimenti in efficienza energetica.

Le previsioni sui costi confermano la gravità della situazione: per le imprese del terziario si stimano rincari dell’energia elettrica compresi tra l’8,5% e il 13,9%, con un aumento medio della spesa di circa 2.800 euro rispetto ai primi mesi del 2026. Ancora più marcato l’impatto del gas, con incrementi tra il 30% e il 43,5%, che si traducono in un aggravio superiore ai 3.400 euro per impresa.

Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE ENTRO IL 15 APRILE

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

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Quattro ragazzi in manette per le rapine violente a San Salvario

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Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre cittadini egiziani e un tunisino, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina in concorso.

I fatti sono relativi a due episodi avvenuti nel quartiere San Salvario a gennaio del 2025 per i quali le indagini del Commissariato di P.S.  Barriera Nizza hanno portato all’emissione delle misure cautelari da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Uno dei destinatari della misura, un cittadino egiziano di 19 anni si ritiene aver partecipato a entrambi gli episodi.

Nella prima rapina, avvenuta in via Nizza nel tardo pomeriggio, due dei quattro arrestati, in concorso con altre persone, avevano rapinato un cittadino ucraino del borsello. La vittima veniva avvicinata con la richiesta di una sigaretta, nella circostanza uno dei membri del gruppo cercava di impossessarsi del borsello. L’uomo si difendeva ma veniva colpito alle spalle con una catena, a quel punto uno dei soggetti prendeva la refurtiva e si dava alla fuga insieme ai complici che dividevano le proprie strade.

Solo pochi giorni dopo, nel primo pomeriggio in via Berthollet, uno dei partecipanti alla prima rapina, il diciannovenne egiziano, in concorso con altre persone rapinavano un cittadino pakistano impossessandosi di una bicicletta elettrica del valore di 850 euro. La vittima veniva accerchiata da un gruppo di persone, nella circostanza il cittadino pakistano veniva spintonato, colpito da una ginocchiata alle spalle e da un pugno alla testa. Uno degli aggressori riusciva a impossessarsi della bicicletta e ad allontanarsi a bordo del mezzo rubato. Il malcapitato tentava di mettersi all’inseguimento dell’uomo in fuga con la sua bici ma veniva nuovamente aggredito a calci e pugni dagli altri soggetti per impedirgli di raggiungere il loro complice. L’uomo finiva a terra dove veniva ancora picchiato; nella circostanza uno degli aggressori, proprio il diciannovenne egiziano, tentava di colpire la vittima con un tombino sradicato per strada.

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito il provvedimento cautelare, emesso dal Gip del tribunale di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica. Due dei destinatari sono stati rintracciati dagli agenti del Commissariato Barriera Nizza sul territorio torinese, per un terzo soggetto il provvedimento è stato notificato in carcere dove si trova per altro procedimento.

La Squadra Mobile di Campobasso ha, infine, rintracciato l’ultimo degli indagati nel capoluogo molisano.

A Pasqua vince la cultura. Boom di visitatori nei musei torinesi

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Un grande successo di pubblico ha caratterizzato il lungo fine settimana pasquale ai Musei Reali di Torino, nel quale domenica 5 aprile (Pasqua), in occasione dell’iniziativa #domenicalmuseo, l’ingresso è stato gratuito registrando oltre 9.000 presenze.

 

Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile 2026, ai Musei Reali di Torino sono stati emessi 25.772 biglietti.

In particolare,16.606 hanno consentito la visita alle Collezioni permanenti e alle mostre dossier dedicate a grandi maestri del Rinascimento: Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto, ospitata fino al 3 maggio dallo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, e allo Spazio Leonardo, che espone, fino al 28 giugno, il disegno del genio vinciano Tre vedute di testa virile con barba.

814 sono stati i visitatori per la sola rassegna Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, allestita fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese.

Foto Guermani

Ottima è stata anche l’affluenza libera nei Giardini Reali – 8.352 – rilevata grazie a un applicativo digitale.

 

Per tutto il mese di aprile e per il ponte primaverile del 1° maggio, i Musei Reali di Torino accoglieranno residenti e turisti proponendo loro un ricco calendario di aperture straordinarie e una variegata offerta di visite speciali, per esplorare insieme percorsi museali meno noti e non sempre aperti al pubblico. I biglietti di ingresso al museo e quelli dedicati a percorsi segreti e visite speciali sono acquistabili in biglietteria e sul sito ufficiale dei Musei Reali di Torino nella sezione https://museireali.beniculturali.it/acquista/.

 

Il lungo ponte primaverile propone, inoltre, una serie di aperture speciali: sabato 25 aprile, Festa della Liberazione, i Musei Reali sono aperti dalle 9 alle 19 con ingresso gratuito (biglietti disponibili esclusivamente in museo, non disponibile online). Apertura straordinaria anche mercoledì 29 aprile, con orario 9–19 e venerdì 1° maggio, Festa dei Lavoratori, con tariffe ordinarie.

Infine, domenica 3 maggio, torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 (con ritiro del biglietto direttamente in museo, non disponibile online).

cultura

Ecco  i dati dei visitatori nei 4 giorni del weekend di Pasqua (venerdì 3 – sabato 4 – domenica 5 – lunedì 6 aprile 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

GAM: 2.319 ingressi
MAO: 3.923 ingressi
Palazzo Madama: 5.048 ingressi

 

Totale Fondazione Torino Musei: nelle quattro giornate sono stati staccati 11.290 biglietti.

In tutto sono invece 11.500 le persone che hanno visitato il Museo nazionale del cinema di Torino nel weekend di Pasqua, da sabato 4 a lunedì 6 aprile 2026.

Ottimo risultato per il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile nel fine settimana di Pasqua: da venerdì 3 aprile a lunedì 6 aprile 2026 i visitatori sono stati 8.323. A questo numero si aggiungono i visitatori del Centro Storico Fiat che, negli stessi giorni, sono stati 810 per un totale di 9.133 sulle due sedi. Il giorno di maggior affluenza al MAUTO è stato domenica 5 aprile con un totale di 2.521 ingressi.

Boom di visitatori anche alla Reggia di Venaria con 31mila presenze e al Museo Egizio con 26mila.

Solo artigiani “veri”: dal 7 aprile stop ai “furbetti”. Multe salate in arrivo

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Per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo

Stop ai “furbetti” dell’artigianato; dal 7 aprile 2026 cambia una regola fondamentale del mercato, e le denominazioni di “artigianato” e “artigianale” non potranno essere più utilizzate in modo improprio. Entrerà, infatti, in vigore la legge annuale per le PMI che riserva l’uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma, sanzioni fino all’1% del fatturato con un minimo di 25 mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche della lotta al falso ‘Made in Italy’, che continua a sottrarre valore all’economia reale.

Nel 2024 l’analisi regionale del rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con il più alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e +553% rispetto al 2023. Un segnale d’allarme per il ‘Made in Italy’, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Nonostante un decennio difficile, che ha visto la chiusura di 128 mila aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive, il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità.

“La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio”.

Nel solo Piemonte operano oltre 113 mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è artigiano da ciò che non lo è, rafforza la credibilità dell’intero sistema.

“È una tutela per i consumatori – conclude Giorgio Felici – che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano, ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguità, si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e legalità del mercato”.

Mara Martellotta

Molinette, operazione al colon con ipnosi clinica su paziente sveglio

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Chirurgia oncologica “awake”

Nei giorni scorsi, presso la Chirurgia Generale 1 universitaria dell’ospedale Molinette di Torino, diretta dal professor Mario Morino, è stato eseguito con successo un intervento di emicolectomia destra — ovvero l’asportazione della porzione destra del colon — su un paziente rimasto cosciente per tutta la durata dell’operazione. La procedura ha combinato anestesia loco-regionale e ipnosi clinica, segnando un risultato di grande rilievo clinico.

Il caso assume un’importanza particolare perché ha consentito di intervenire su un paziente precedentemente considerato inoperabile in anestesia generale. Secondo quanto riportato, si tratterebbe del primo caso documentato a livello internazionale di resezione colica maggiore realizzata attraverso questa specifica integrazione di tecniche.

Il paziente, un uomo pugliese di 76 anni, era affetto da una neoplasia sanguinante del colon destro e presentava condizioni cliniche estremamente complesse. Reduce da un lungo ricovero per una massiva embolia polmonare, complicata da grave insufficienza respiratoria, era stato escluso da altri centri chirurgici proprio per l’elevato rischio legato all’anestesia generale.

Come evidenziato dall’équipe anestesiologica delle Molinette, la ventilazione meccanica necessaria in questi casi avrebbe potuto provocare complicanze respiratorie imprevedibili.

Un protocollo innovativo tra chirurgia awake e ipnosedazione

Per superare queste criticità, il professor Morino insieme alla dottoressa Valentina Palazzo ha messo a punto un protocollo “awake” personalizzato. L’intervento è stato condotto mediante una combinazione di blocchi anestetici della parete addominale, sedazione cosciente e ipnosi clinica.

L’ipnosi ha avuto un ruolo determinante nel garantire la tollerabilità dell’intervento, riducendo in modo significativo lo stress psicologico e il ricorso ai farmaci sedativi. Ciò ha permesso di mantenere stabile il quadro neurovegetativo e di preservare la respirazione autonoma per tutta la durata della procedura.

Fondamentale è stata anche l’esperienza chirurgica del professor Morino, che ha adattato la tecnica operatoria a un contesto insolito, in cui rapidità e delicatezza risultano essenziali per il comfort del paziente sveglio.

Durante l’intervento, durato circa un’ora, il paziente ha dialogato con la dottoressa Palazzo, che attraverso tecniche ipnotiche lo ha guidato mentalmente lontano dalla sala operatoria, riportandolo simbolicamente nei suoi paesaggi familiari in Puglia.

Recupero rapido e senza terapia intensiva

Il decorso post-operatorio è stato definito “eccezionale”. Non è stato necessario il ricovero in terapia intensiva, che sarebbe stato invece previsto in caso di anestesia generale. Il paziente è stato trasferito direttamente in reparto e ha mostrato un recupero sorprendentemente rapido: già nelle prime 24 ore ha ripreso a camminare e ad alimentarsi, mentre la funzionalità intestinale si è ristabilita completamente entro il secondo giorno. Il dolore è rimasto sempre ben controllato.

Grazie a queste condizioni favorevoli, l’uomo ha potuto rientrare in Puglia in sicurezza pochi giorni dopo l’intervento.

“Questa esperienza rappresenta una nuova frontiera per i pazienti fragili”, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino. “Dimostra come l’integrazione tra eccellenza chirurgica, medicina personalizzata e tecniche come l’ipnosi clinica possa ampliare le possibilità della chirurgia oncologica, offrendo soluzioni anche a pazienti con rischi altrimenti proibitivi”.

Cultura contro crisi e disastri. Al Poli il Master che forma le nuove figure chiave del futuro

Il Politecnico di Torino inaugura il Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities”, il primo in Europa pensato per formare professionisti dotati di competenze digitali e strategiche, capaci di valorizzare il patrimonio culturale come risorsa viva per le comunità. L’obiettivo è rafforzarne la resilienza di fronte agli eventi climatici e contribuire alla sua salvaguardia.

In un contesto in cui il patrimonio culturale assume un ruolo sempre più centrale per il benessere sociale, economico e identitario, il Master si propone di rispondere a questa sfida formando figure in grado di integrare tecnologie avanzate, gestione del rischio e strategie di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Il percorso, a carattere internazionale e digitale, nasce dalla collaborazione con l’Università di Nîmes e il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Creta, con il coinvolgimento di UNESCO e Protezione Civile. Sono inoltre previsti tirocini presso università, enti pubblici e organizzazioni internazionali.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2026.

Il patrimonio culturale, riconosciuto a livello globale anche attraverso la Convenzione UNESCO, rappresenta oggi una leva strategica non solo per la tutela della memoria, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di affrontare le sfide contemporanee.

Con l’obiettivo di prevenire e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropici, inclusi quelli climatici, il Politecnico di Torino promuove il Master nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe RESILIAGE, attraverso la propria Scuola di Master e Formazione Permanente. Si tratta di un’iniziativa unica in Europa, che punta a formare professionisti capaci di combinare tecnologie digitali, analisi dei dati e strategie di disaster risk reduction per supportare istituzioni e comunità locali. L’approccio si basa su processi partecipativi e sull’utilizzo di strumenti digitali per valorizzare il patrimonio culturale come fattore di mitigazione, resilienza e ripresa in contesti sempre più esposti a eventi estremi.

Il programma introduce una visione innovativa del patrimonio, superando l’idea tradizionale di semplice bene da proteggere e ponendo al centro anche la dimensione immateriale fatta di tradizioni, pratiche e saperi locali, considerati elementi fondamentali per la capacità di adattamento delle comunità.

“Il patrimonio culturale, nel suo complesso materiale e immateriale, inteso come insieme di pratiche, saperi e identità che rendono le comunità più coese e capaci di reagire alle crisi, è un eccezionale volano per lo sviluppo dei territori, nonché un importante elemento che favorisce la resilienza di una comunità, contribuendo a migliorare la capacità di risposta e recupero di fronte a eventi avversi – spiega Rosa Tamborrino, Direttrice del Master e Coordinatrice del progetto europeo RESILIAGE -. Il cambiamento climatico è una minaccia per la conservazione di questo patrimonio e l’Europa deve abituarsi al fatto che gli eventi estremi non sono più un’eccezione: servono nuove competenze, strategie e capacità di coordinamento nelle comunità locali per rafforzare nel tempo la capacità delle comunità di prevenire, affrontare e superare situazioni di crisi. Il Master nasce proprio per formare professionisti capaci di analizzare il rischio e utilizzare strumenti operativi e tecnologici per supportare le comunità nella prevenzione, nella gestione delle emergenze e nel recupero post-evento attraverso la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”.

Dal digital mapping al crisis management: il percorso formativo

Il Master adotta un approccio interdisciplinare che unisce teoria e pratica, affrontando temi come l’analisi dei dati territoriali, la creazione di atlanti digitali del patrimonio e la valutazione delle vulnerabilità. Il programma include moduli dedicati a scenari reali di disastri, fondamenti teorici dell’inclusive heritage, disaster risk reduction, metodi digitali e data-driven, oltre a strumenti per sviluppare progetti basati su metodologie bottom-up e partecipative. Ampio spazio è dato al coinvolgimento delle comunità attraverso memorie collettive, pratiche culturali e conoscenze locali.

Il percorso si conclude con un project work sviluppato insieme a docenti e partner, con possibilità di tirocinio. Il Master si basa su una rete internazionale che coinvolge università, istituzioni e aziende, tra cui UNESCO, Université de Nîmes, il Natural History Museum dell’Università di Creta, Protezione Civile e Ithaca, PMI italiana specializzata nell’analisi dei dati da Osservazione della Terra.

Sbocchi professionali: nuove figure tra patrimonio e gestione del rischio

Il Master è rivolto a studenti e professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui valorizzazione del patrimonio, scienze sociali, architettura, pianificazione territoriale e digital humanities, oltre a operatori già attivi nel settore pubblico e privato.

L’obiettivo è formare figure capaci di operare all’intersezione tra gestione del patrimonio culturale e analisi dei rischi. Tra i profili emergenti si distingue quello dell’Heritage Risk Manager, specializzato nello sviluppo di strategie per prevenire danni e supportare la protezione e la valorizzazione del patrimonio, sia in emergenza sia in ottica preventiva e continuativa. Le competenze acquisite aprono inoltre opportunità presso enti pubblici, istituzioni e organizzazioni impegnate nella valorizzazione culturale.

Da Torino a Trondheim: modelli di comunità resilienti

Tra i casi studio analizzati figura Torino, esempio di città che ha saputo affrontare la de-industrializzazione valorizzando il proprio patrimonio e trasformandolo in una risorsa per lo sviluppo turistico e la consapevolezza civica.

Il programma si arricchisce inoltre delle esperienze del progetto RESILIAGE, che ha coinvolto comunità resilienti in diversi contesti europei, tra cui Trondheim in Norvegia, la municipalità di Karşıyaka in Turchia, alcune aree del Portogallo colpite da incendi, realtà in Belgio e nell’isola di Creta. Attraverso workshop e incontri con partner locali, i partecipanti potranno confrontarsi con pratiche e metodologie sviluppate in contesti differenti.

Le iscrizioni al Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities” sono aperte fino alle ore 14.00 del 30 aprile 2026. Tutte le informazioni su requisiti, modalità di accesso e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.