La proposta nasce da alcune criticità operative riscontrate nel corso degli anni, dovute, in particolare, all’evoluzione normativa, alla mancanza di specifiche previsioni come sulle sperimentazioni e sui possibili rinvii di data e al generale mutamento del socio-economico.
“Per questo – spiega l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – abbiamo deciso di intervenire con un aggiornamento e una complessiva revisione. Tra le novità introdotte – continua Chiavarino – la possibilità di una fase di sperimentazione temporanea non superiore a 24 mesi con un numero minimo di sei eventi annui, utile alla verifica preventiva dell’interesse pubblico e della sostenibilità organizzativa di nuove iniziative, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e controllo e l’adeguamento alla semplificazione normativa come la Scia e alla digitalizzazione delle procedure (Impresainungiorno)”.
La proposta, approvata dalla Giunta, prevede anche di innalzare il numero dei mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore, di introdurre una specifica disciplina in materia di rinvii e di edizioni straordinarie garantendo una continuità di servizio in situazioni eccezionali anche di natura metereologica, consentire l’istituzione di mercati periodici tematici in cui la vendita è svolta in forma occasionale e non costituisce attività di commercio.
Il nuovo regolamento che interesserà 19 mercati di cui 11 prettamente circoscrizionali, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio delle Circoscrizioni per le eventuali osservazioni, discussa in Commissione consiliare permanente e, infine, in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
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A Torino la seconda Conferenza nazionale sulla medicina di precisione e personalizzata
Il 27 e 28 maggio al Politecnico confronto tra ricerca, clinica, istituzioni e imprese su intelligenza artificiale, digital twin e nuove tecnologie per la salute
Torino, 26 maggio 2026 – Due giornate dedicate al futuro della sanità e alle nuove frontiere della medicina personalizzata. Il 27 e 28 maggio il Politecnico di Torino ospiterà la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin”, appuntamento che riunirà ricercatori, clinici, aziende, istituzioni e mondo accademico per discutere le applicazioni più avanzate dell’intelligenza artificiale nella pratica medica.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione D34Health insieme ad aizoOn, Istituto di Candiolo IRCCS, Politecnico di Torino e Università di Torino. L’obiettivo è favorire il dialogo tra i diversi protagonisti dell’ecosistema sanitario e accelerare il trasferimento delle innovazioni tecnologiche nella medicina quotidiana.
La conferenza si concentrerà sulle potenzialità offerte da intelligenza artificiale, digital twin e biological twin, strumenti che stanno cambiando il modo di affrontare prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. Nonostante i progressi scientifici, la diffusione di queste tecnologie nella pratica clinica resta complessa, anche per ragioni normative, organizzative e culturali. Da qui la necessità di creare un ecosistema capace di mettere in connessione competenze scientifiche, industria, ospedali e ricerca.
La giornata inaugurale del 27 maggio sarà dedicata all’evoluzione scientifica della medicina di precisione, con approfondimenti su bioinformatica, modelli predittivi e applicazioni cliniche nei principali ambiti patologici, dall’oncologia alle malattie neurodegenerative, cardiometaboliche e autoimmuni. Il confronto interdisciplinare, moderato da Luca Primo, coinvolgerà esperti e ricercatori provenienti da differenti aree scientifiche.
Il 28 maggio l’attenzione si sposterà invece sullo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione e sulle prospettive strategiche della Fondazione D34Health per il triennio 2026-2028. Ad aprire i lavori saranno i rettori Stefano Corgnati e Cristina Prandi.
Tra i temi centrali della seconda giornata figurano le implicazioni etiche e regolatorie dell’intelligenza artificiale applicata alla salute, il trasferimento tecnologico e il ruolo delle infrastrutture di ricerca sviluppate grazie ai fondi del Piano Nazionale Complementare. Tecnologie avanzate e modelli condivisi vengono oggi messi a disposizione della comunità scientifica per favorire collaborazione e innovazione.
Tra le novità dell’edizione 2026 spiccano l’ampliamento della poster session con un’area demo attiva durante entrambe le giornate e il lancio della Call for Startups dedicata alla medicina di precisione, iniziativa pensata per sostenere la nascita di nuovi progetti imprenditoriali e valorizzare i risultati della ricerca scientifica. Previsti inoltre i “Best Poster Awards”, premi assegnati ai migliori contributi scientifici selezionati dal pubblico della conferenza.
Sono trenta i poster scientifici accettati, realizzati da ricercatori provenienti da università italiane e internazionali, IRCCS, centri di ricerca e aziende private, a conferma della crescente dimensione internazionale dell’evento.
“Ospitare la seconda edizione della conferenza nazionale “Medicina di precisione e personalizzata. Artificial Intelligence e Biological Twin” conferma l’impegno del Politecnico di Torino nel promuovere il dialogo tra ricerca, innovazione tecnologica e applicazione clinica. La convergenza tra ingegneria e scienze della vita sta ridefinendo il futuro della medicina e aprendo nuove prospettive per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie. In questo scenario, il Politecnico favorisce ricerca interdisciplinare, trasferimento tecnologico e collaborazione tra mondo accademico, clinico e industriale, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative capaci di accelerare l’adozione della medicina personalizzata nei percorsi di cura. Creare connessioni tra competenze diverse e favorire ecosistemi dell’innovazione rappresenta oggi un elemento essenziale per trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario”. Ha dichiarato Fabrizio Pirri.
“Nel dialogo tra neuroscienze e intelligenza artificiale si apre una straordinaria opportunità per la medicina di precisione. Neuroscienze e Intelligenza artificiale hanno permesso recentemente di comprendere e simulare la complessità del cervello, mettendo sempre più in evidenza l’importanza delle reti neurali. L’analisi multiscala del cervello, dal macroscopico all’ultramicroscopico, e la generazione di una enorme mole di dati permettono di simulare il funzionamento del cervello normale e patologico, costruendo ponti tra il cervello biologico e l’intelligenza artificiale. Ciò permette non solo di comprendere come è organizzato strutturalmente e funzionalmente, ma anche di favorire lo sviluppo di una medicina e farmacologia di precisione delle malattie neuropsichiatriche. Infine, apre la strada a nuove soluzioni che possono simulare l’intelligenza artificiale”. Ha dichiarato Alessandro Vercelli.
“Un IRCCS oncologico è al tempo stesso fruitore attento e protagonista nello sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla salute. Per questo rappresenta un nodo essenziale per la crescita dei biological e virtual twin in oncologia. La disponibilità di dati clinici, biologici, genomici e di imaging, integrati con competenze multidisciplinari, consente infatti di sviluppare modelli predittivi sempre più accurati e trasferibili nella pratica clinica. Inoltre rappresenta un banco di prova significativo per bilanciare il progresso tecnologico con l’etica del sistema. L’applicazione dell’AI e dei digital twin permetterà di comprendere meglio l’evoluzione dei tumori, prevedere la risposta alle terapie e personalizzare i trattamenti in modo sempre più preciso. Un centro oncologico altamente specializzato può contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di questo settore grazie a biobanche, piattaforme tecnologiche avanzate, casistiche cliniche di elevata qualità e una stretta integrazione tra laboratorio e clinica. L’obiettivo è accelerare il trasferimento dell’innovazione nella pratica medica, rendendo la medicina di precisione più efficace, sostenibile e realmente centrata sul paziente”. Ha dichiarato Anna Sapino.
“La medicina di precisione è una trasformazione cruciale per il futuro della salute: significa passare da percorsi standardizzati a interventi di prevenzione, diagnosi e cura sempre più personalizzati, fondati sui dati, sulle tecnologie digitali e sulla conoscenza biologica della persona. Come Fondazione D³4Health ci impegniamo a generare valore concreto per pazienti, professionisti sanitari e sistema salute, valorizzando il patrimonio e i risultati dell’iniziativa D³4Health, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR, attraverso un approccio strategico e coordinato. Il punto di forza della Fondazione è la capacità di mettere insieme competenze d’eccellenza in ricerca, formazione e industria: non una semplice somma, ma un effetto moltiplicatore di conoscenze, esperienze e impatto. Il piano triennale 2026–2028 è stato elaborato per valorizzare questo patrimonio, definendo le linee operative e le risorse per integrare infrastrutture, promuovere percorsi di trasferimento tecnologico e accompagnare la formazione dei professionisti di domani”. Ha dichiarato Maria Sabrina Sarto.
“la trasformazione della sanità passa sempre più dalla capacità di integrare tecnologie avanzate, dati e competenze multidisciplinari in soluzioni concrete a supporto della pratica clinica. In aizoOn siamo parte attiva di questo cambiamento applicando l’Intelligenza Artificiale alla medicina di precisione. Sviluppiamo sistemi predittivi e modelli di dati per migliorare la comprensione della malattia e dei percorsi di cura mettend o al centro la qualità della vita dei pazienti. Il nostro obiettivo è massimizzare il beneficio derivante dall’uso dei dati clinici. La medicina di precisione rappresenta inoltre un ambito strategico di crescita e l’opportunità di essere parte “attiva” di un ecosistema in cui intelligenza artificiale, modellazione dei dati e sistemi predittivi sono al servizio della vita e della sua qualità. In questa prospettiva sentiamo l’onere e l’onore di poter contribuire a un modello di sanità più efficiente, capace di ottimizzare risorse, ridurre i tempi decisionali e rendere le cure sempre più tempestive e mirate”. Ha dichiarato Silvana Candeloro.
Nasce la prima rete di fondazioni ospedaliere ed enti no-profit a sostegno della sanità pubblica
Torino – Undici fondazioni ospedaliere ed enti del Terzo Settore piemontese hanno sottoscritto il Patto di Rete che dà ufficialmente vita alla prima esperienza italiana strutturata di collaborazione stabile tra realtà no-profit impegnate a supporto del sistema sanitario pubblico.
L’iniziativa, promossa con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e sviluppata in raccordo con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, punta a consolidare il rapporto tra sanità pubblica e Terzo Settore, favorendo un modello sempre più integrato, innovativo e vicino alle esigenze dei territori.
Il Patto rappresenta un passaggio significativo per il sistema sanitario regionale, chiamato oggi a confrontarsi con trasformazioni profonde: dall’invecchiamento della popolazione alla crescita delle patologie croniche, fino alla necessità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e accelerare i processi di innovazione tecnologica e organizzativa. In questo scenario, fondazioni ospedaliere ed enti no-profit assumono un ruolo sempre più centrale grazie alla loro capacità di sostenere ricerca, raccolta fondi, progettualità innovative e iniziative dedicate al benessere delle comunità.
“Il Patto di rete siglato oggi tra la Fondazione Compagnia di San Paolo e 11 enti del terzo settore operanti a supporto degli ospedali è motivo di soddisfazione e di legittimo orgoglio per la Regione Piemonte che ha fortemente voluto questa firma. Soddisfazione perché è il primo Patto siglato in Italia, orgoglio perché consentirà di migliorare ulteriormente il livello della sanità nella nostra regione attraverso lo scambio e la condivisione di esperienze, il rafforzamento delle capacità organizzative degli enti e il sostegno ad interventi di innovazione. Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo che non è un traguardo ma un punto di partenza.” Ha dichiarato Federico Riboldi.
“La salute non è più soltanto un tema ospedaliero o clinico: riguarda la coesione sociale e la capacità dei territori di generare fiducia e inclusione. Oggi nessun soggetto può affrontare da solo questa complessità. La Rete che nasce oggi mette in relazione competenze, esperienze e progettualità diverse, contribuendo a rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale. Questo Patto rappresenta un passo importante verso forme sempre più strutturate di collaborazione tra sanità pubblica, filantropia e Terzo Settore, con l’obiettivo di sviluppare pratiche innovative condivise a beneficio delle comunità.” Ha dichiarato Marco Gilli.
“Il Piano Strategico 2025-2028 ci chiede di evolvere il nostro modo di operare: non più solo sostenere singole organizzazioni, che in Piemonte hanno già dimostrato grande capacità e valore, ma creare le condizioni perché queste realtà lavorino in modo sempre più integrato, moltiplicando l’impatto delle loro azioni a beneficio del sistema sanitario regionale. Il Patto di Rete che firmiamo oggi è una risposta concreta a questo obiettivo: un passo in avanti che parte da una base già solida”. Ha dichiarato Alberto Anfossi.
La nascita della Rete è il risultato di un percorso di confronto avviato alla fine del 2025, attraverso una serie di incontri con le organizzazioni coinvolte. Un lavoro condiviso che ha consentito di individuare priorità comuni, valorizzare competenze già presenti sul territorio e definire strumenti di cooperazione più strutturati e continuativi.
Con la firma del Patto si apre ora una nuova fase operativa, orientata a rafforzare la capacità progettuale degli enti aderenti, sviluppare sinergie e rendere sempre più riconoscibile l’alleanza tra fondazioni ospedaliere e Terzo Settore. L’accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2028 e potrà essere esteso ad altre realtà interessate ad aderire.
Tra gli obiettivi principali della Rete figurano il collegamento tra bisogni locali e strategie regionali in ambito sanitario, la condivisione di competenze e risorse, la diffusione di modelli progettuali replicabili e il consolidamento della collaborazione tra ospedali, enti sociali e sistema sanitario pubblico.
Gli enti aderenti sono:
A.D.I.S.C.O. Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale – Sezione Regionale Piemonte O.D.V.,
F.O.R.M.A. Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita ETS,
Fondazione Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle Cuneo ETS,
Fondazione Maria Teresa Lavazza – Ente Filantropico,
Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS,
Fondazione Ospedale Alba-Bra ETS,
Fondazione Ospedale Savigliano-Saluzzo-Fossano ETS,
Fondazione Ospedali Mondovì e Ceva ETS,
Fondazione Ricerca Molinette ETS,
Fondazione Santo Spirito
e Fondazione Solidal ETS
Tornerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1⁰ novembre sotto la guida dello storico direttore Luigi Fassi
Artissima presenta la sua trentatreesima edizione della fiera, che si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre prossimi per il quinto anno sotto la direzione di Luigi Fassi nel Padiglione OVAL di Lingotto Fiere.
Il tema di Artissima 2026 è “Fancy: a Flexible Acrobatic Body”. Un titolo che nasce da un’ immagine della filosofa Martha C.Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy, la proiezione in avanti della fantasia, possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi.
L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale, capace di nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna perfettamente questo esercizio dell’immaginazione e diventa incontro fisico, intenso, accelerato con le opere d’arte.
“Il tema di quest’anno – spiega il direttore di Artissima Luigi Fassi – racconta la qualità acrobatica della fancy, la forza proiettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha C. Nussbaum, la fancy è un linguaggio che va continuamente allenato, una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, di trascendere l’oggetto e aprire uno sguardo più benevolo verso l’altro nelle nostre relazioni civiche, morali e politiche.
In questa capacità trasformativa risiede una delle funzioni più profonde dell’arte, modificare chi guarda, affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È la forma stessa dell’arte, corporea, complessa, mobile, a guidarci verso questa apertura, in un esercizio democratico dello sguardo, che si oppone alla rigidità e alle chiusure, attraverso il movimento libero della fantasia.
Artissima è, da sempre, il luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri inattesi, tra opere, corpi, idee e sensibilità differenti. Fancy pare allora una parola capace di raccontare non solo l’energie dell’arte contemporanea, ma il movimento continuo della fiera stessa, il suo essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta”.
Artissima conferma il comitato di selezione 2026 delle gallerie partecipanti alle sezioni storiche, Main Section, Monologue/ Dialogue, New Entries e Art Editions, composto da galleristi internazionali.
Main Secton risulta la sezione dedicata alle gallerie più affermate sulla scena internazionale per offrire a collezionisti e pubblico una rassegna di altissima qualità. New Entries accoglie le gallerie internazionali emergenti più interessanti con meno di cinque anni di attività, alla loro prima partecipazione alla fiera. Monologue/ Dialogue è riservata alle gallerie emergenti che mostrino un approccio sperimentale e che intendano presentare uno stand monografico o il dialogo tra i lavori di due artisti. Art Editions rappresenta la sezione speciale dedicata alle gallerie e agli spazi non profit che presentano edizioni, stampe, multipli di artisti internazionali.
Per il terzo anno consecutivo Léon Kruijswijk, performance curator al Mudam di Lussemburgo , e Joel Valabrega, curatrice indipendente di Porto e Milano, saranno i curatori della sezione Present Future, quella dedicata ai talenti emergenti, che ospita progetti monografici con l’obiettivo di porre in risalto le nuove tendenze che caratterizzano il panorama artistico internazionale. Jacopo Crivelli Visconti, direttore della Albuquerque Foundation di Sintra e Heike Munder, curatrice indipendente e scrittrice di Zurigo, sono stati riconfermati per il terzo anno quali curatori di Back to the future, la sezione di Artissima che presenta progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che, in momenti e luoghi diversi, tra gli anni 1930- 1990, hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che ritenevano sbagliato.
Per Disegni è confermata la curatela per il quinto anno di Irina Zucca Alessandrelli , curatrice della collezione Romo di Milano e della Milano Drawing Week. La sezione, unica nelle fiere italiane dedicate al mezzo espressivo del disegno, presenta progetti concepiti come mostre personali capaci di valorizzare l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta.
Mara Martellotta
In Piemonte cala la partecipazione al voto: l’affluenza complessiva si è attestata al 54,43%. La provincia con il maggior numero di votanti è stata Vercelli, con il 63,41% degli aventi diritto, seguita da Asti (60,39%), Novara (57,73%), Cuneo (57,57%), Alessandria (56,08%), Verbano-Cusio-Ossola (54,78%), Biella (54,75%) e Torino (51,89%).
Nei piccoli Comuni chiamati alle urne spicca il dato di Monteu da Po, nel Torinese, dove ha votato il 100% degli aventi diritto.
Per quanto riguarda i centri con oltre 15 mila abitanti, tre dei cinque Comuni hanno già eletto il sindaco: il centrosinistra prevale a Moncalieri e Alpignano, mentre il centrodestra conquista Venaria. A Trecate e Valenza si andrà invece al ballottaggio tra due settimane.
Dalle Molinette all’area dello stadio: il futuro della Linea 12 prende forma grazie a un nuovo progetto in due lotti. Per l’opera, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti apre a un decreto entro giugno che sbloccherebbe circa 22 milioni di euro, risorse fondamentali per la progettazione di un asse strategico del trasporto pubblico cittadino.
L’annuncio è arrivato ieri sera nel corso del confronto tra l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e cittadine e cittadini del comitato ‘Insieme per la Spina’.
“Un’opera fondamentale e strategica all’interno di un quadrante urbano che, allo stato attuale, non sarà interessato dal passaggio di linee metropolitane – sottolinea l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta – per la realizzazione della quale ho condiviso le preoccupazioni dei residenti della Spina, perché un’infrastruttura così importante non può prescindere dal consenso e dal benessere della comunità che la vive ogni giorno”.
Per salvaguardare la passeggiata pedonale della Spina, l’assessorato e gli uffici della Mobilità hanno avviato un confronto costante mantenendo contestualmente aperto il dialogo istituzionale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con l’ANCI. Il percorso si è concluso a fine aprile 2026 con l’invio sulla piattaforma ministeriale del Documento di Indirizzo della Progettazione aggiornato.
“Sospendere l’iter originario – prosegue Foglietta – è stata una scelta di responsabilità: i cittadini chiedevano a gran voce di salvaguardare la continuità della passeggiata pedonale, uno spazio molto vissuto e apprezzato dal quartiere, che sarebbe stato compromesso da aperture in superficie superiori ai tre metri. Abbiamo scelto il dialogo per costruire un’opera realmente integrata e partecipata”.
Il nuovo progetto prevede l’interramento completo del passaggio dei tram all’interno della galleria esistente della Torino-Ceres, consentendo così di preservare integralmente l’area pedonale. Una soluzione che, oltre a tutelare il quartiere, garantirà una maggiore velocità commerciale del mezzo pubblico e permetterà di recuperare e rifunzionalizzare un’infrastruttura già esistente, con benefici rilevanti per tutto il territorio.
La revisione progettuale ha comportato un incremento dei costi e la conseguente suddivisione dell’intervento in due lotti funzionali. Il primo lotto, finanziabile con le risorse già assegnate pari a 222 milioni di euro, comprende il tratto in galleria ed è considerato il segmento più strategico dell’intera opera. Nella nuova configurazione è inoltre prevista la riqualificazione della stazione Madonna di Campagna, intervento ritenuto centrale per migliorare accessibilità, qualità urbana e connessioni del quartiere.

L’arrivo delle nuove risorse ministeriali consentirebbe ora di far entrare la progettazione della Linea 12 nella fase operativa, con l’obiettivo di consegnare alla città un’infrastruttura capace di unire l’efficienza dei tempi di percorrenza alla tutela degli spazi pubblici, trasformando un vecchio tracciato ferroviario in un nuovo asse di mobilità sostenibile.
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Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: «Sostenere i percorsi gratuiti per gli uomini che scelgono volontariamente di chiedere aiuto significa investire concretamente nella prevenzione della violenza e nella costruzione di una cultura del rispetto e della responsabilità».
La Regione Piemonte rafforza il sostegno ai percorsi di prevenzione e recupero rivolti agli uomini autori di violenza, introducendo nei criteri di finanziamento dei CUAV una specifica dedicata alla gratuità dei percorsi per chi sceglie volontariamente di intraprendere un cammino di responsabilizzazione e cambiamento. La misura è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta regionale relativa ai finanziamenti 2026 destinati ai CUAV (Centri per Uomini Autori di Violenza), per un importo complessivo di 518.563 euro. Nel dettaglio, una fetta importante di queste risorse – il 30% del totale, pari a 155.579 euro – sarà distribuita ai centri in base al numero di utenti assistiti gratuitamente nel corso del 2025.
Il finanziamento regionale terrà conto dei percorsi di recupero offerti a titolo gratuito in due casi specifici: la partecipazione volontaria dell’uomo (al di fuori di procedimenti giudiziari) oppure l’attivazione delle procedure del “Codice Rosso” nei casi in cui, per ragioni economiche, il percorso debba essere garantito gratuitamente dal CUAV.
«Contrastare la violenza significa certamente proteggere le donne, rafforzare i percorsi di tutela e sostenere la rete antiviolenza, ma significa anche lavorare sulla prevenzione e sulla responsabilizzazione. Per questo la Regione Piemonte ha scelto di riconoscere e sostenere il lavoro dei CUAV che garantiscono gratuitamente percorsi agli uomini che decidono volontariamente di mettersi in discussione e intraprendere un percorso di recupero. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità della Regione Piemonte – Intervenire prima che la violenza degeneri significa costruire una cultura diversa delle relazioni, fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla capacità di chiedere aiuto. È una scelta che guarda alla sicurezza delle donne, ma anche alla necessità di agire sulle cause profonde della violenza. Abbiamo mantenuto invariati i criteri di finanziamento già adottati negli anni precedenti, introducendo soltanto una specifica richiesta dagli stessi Centri, per valorizzare un’attività che svolgono ogni giorno sul territorio e che rappresenta un presidio fondamentale di prevenzione sociale» conclude Chiarelli.
La Regione Piemonte conferma inoltre l’impianto dei criteri già adottati negli anni precedenti, mantenendo invariato il sistema di riparto e introducendo questa specifica su richiesta degli stessi Centri, nell’ambito del confronto avviato con il Tavolo regionale dei CUAV.
Arte, scienza e visioneL’arte è profetica: anticipa il futuro, rende visibili le trasformazioni ancora in atto e offre strumenti per immaginare e costruire mondi migliori. Da questa convinzione nasce ARWE – Art Research World Expo, uno spazio di confronto promosso dall’Accademia Albertina di Torino.
Dal 25 al 30 maggio 2026, con esposizioni visitabili fino al 6 giugno, Torino ospita ARWE – Art Research World Expo: un evento promosso dall’Accademia Albertina di Belle Arti che trasforma la città in un laboratorio globale di ricerca artistica contemporanea. Mostre, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop e conferenze animano i luoghi simbolo della città, costruendo una mappa culturale diffusa e accessibile a tutta la comunità.
Culmine del progetto INAR – Italian Network of Artistic Research, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi Next Generation EU del PNRR, ARWE mette a sistema il talento di una nuova generazione di artisti provenienti da ventuno scuole d’arte italiane e ventisette istituzioni internazionali di diciotto Paesi. Non è la celebrazione di ciò che l’Accademia è stata, ma la dimostrazione di ciò che è capace di essere: un’istituzione nata nel 1678 che sceglie oggi di aprirsi a tutti i linguaggi espressivi del presente.
A testimoniare il peso culturale e istituzionale della manifestazione, il messaggio del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Un segnale chiaro da parte del Governo: ARWE non è un evento accademico tra i tanti, ma un progetto strategico per il Paese, e investire in ricerca artistica significa investire nel futuro della cultura, dell’innovazione e della formazione italiana nel mondo.
«Arte e scienza parlano linguaggi che possono sembrare diversi. In realtà condividono la stessa direzione: superare i confini di ciò che sappiamo e dare forma a ciò che non conosciamo. La tecnologia può accelerare il cambiamento, l’arte che lo rende umano, comprensibile, necessario. È da questo incontro che nasce l’innovazione più vera: quella che non si limita a costruire il futuro, ma lo immagina e lo rende possibile. Per questo il riconoscimento a Michelangelo Pistoletto e a Stelarc ha un valore che va oltre le singole opere. Racconta visioni diverse, ma unite da una stessa tensione: spingere l’umanità oltre i propri confini, tra materia e pensiero, tra corpo e tecnologia, tra immaginazione e realtà.»
La scelta di Torino non è casuale. La città non è solo la sede dell’evento: è essa stessa sistema. Ha saputo trasformare la propria identità industriale in una piattaforma culturale avanzata, in cui istituzioni pubbliche e private, musei, fondazioni e centri di ricerca convivono in un equilibrio dinamico. ARWE amplifica questa rete, facendo di Torino una meta ideale per la ricerca artistica nazionale e internazionale.
Le parole chiave di ARWE 2026: tre direzioni per immaginare il futuro attraverso l’arte
ARWE è orientato da tre parole chiave che non sono slogan, ma assunzioni di responsabilità: un manifesto che guida la selezione degli artisti, la struttura del programma e la filosofia dell’intera manifestazione.
Saving the World | Salvare il mondo: non una dichiarazione salvifica, ma la consapevolezza che l’arte rende intelligibili le crisi – climatiche, culturali, identitarie – producendo forme di comprensione che sono il prerequisito di ogni trasformazione.
Connecting Cultures | Connettere le culture: un passaggio dalla rappresentazione dell’altro all’esperienza condivisa. La cooperazione artistica internazionale non è un esercizio diplomatico, ma un processo di costruzione di senso attraverso la pratica. ARWE porta a Torino artisti, ricercatori e studenti da istituzioni che, in altri contesti, difficilmente si troverebbero allo stesso tavolo.
Empowering and Connecting People | Valorizzare e mettere in relazione le persone: le accademie non formano solo artisti, ma persone dotate di strumenti critici, creativi e relazionali per operare in un mondo complesso. Il fare arte è un atto civile: una responsabilità verso la comunità e verso le generazioni future. |
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