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Il Piemonte è secondo tra le regioni virtuose per usi e consumi idrici in casa

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In Piemonte il risparmio idrico è diventato un’abitudine diffusa. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, la seconda edizione dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico, il Piemonte è risultato al secondo posto, sul podio nazionale delle regioni virtuose. Il 78% dei cittadini dichiara di adottare comportamenti orientati alla riduzione degli sprechi, un dato che colloca la Regione subito dietro all’Emilia-Romagna (80%) e davanti alla Lombardia (76%), confermando un utilizzo responsabile della risorsa acqua.

In Piemonte questa attenzione coinvolge uomini e donne in modo equilibrato, ed è particolarmente radicata nell’emisfero d’età più adulte. Oltre il 27% dei cittadini ha tra i 46 e i 55 anni, il 26% rientra nella fascia 56-65 e quasi il 22% supera i 26 anni, a conferma di come la gestione dell’acqua sia strettamente legata alla quotidianità domestica. Le buone pratiche sono ormai parte della routine: il 92% dei cittadini torinesi e piemontesi preferisce la doccia al bagno, e quasi l’80% limita la durata della doccia a una media di 10 minuti, con il 40% che rimane all’interno dei 5 minuti. Il 90% utilizza lavastoviglie solo a pieno carico, mentre l’80% chiude il rubinetto mentre si lava i denti o si insapona. Dati in crescita rispetto al 2025. Anche la manutenzione gioca un ruolo importante: oltre il 53% interviene con costanza su impianti e rubinetteria per prevenire perdite e sprechi, contro il 45% del 2025.

Si consolidano inoltre comportamenti domestici attenti alla gestione dell’acqua, in cucina e negli spazi verdi. Più del 50% lava frutta e verdura in ammollo anziché sotto l’acqua corrente, e il 57% annaffia le piante durante le ore serali per ridurre l’evaporazione. Tra le strategie citate emergono l’attenzione a non sprecare acqua nelle azioni quotidiane (36%) e l’utilizzo di cicli eco durante le attività domestiche (31%). L’indagine ha fatto emergere un altro segnale: l’87% dei cittadini si è dichiarato disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale legato al consumo di acqua. Nel complesso emerge il profilo di una Regione in cui la sostenibilità si costruisce attraverso piccole azioni quotidiane, ancor prima dei grandi interventi strutturali. La somma dei piccoli gesti quotidiani consente oggi al Piemonte di distinguersi tra le Regioni più sensibili verso lo spreco dell’acqua in ambiente domestico.

Mara Martellotta

Smog, fino a mercoledì 18 marzo confermato il livello 0 (bianco)

 

Prosegue fino a mercoledì 18 marzo compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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Cyberbullismo tra i giovani: il 23% coinvolto, ma pochi denunciano

Dal 2 marzo è partito il tour nelle scuole del Piemonte con il progetto Diderot della Fondazione CRT, con l’obiettivo di arginare il fenomeno del bullismo online e promuovere un uso più consapevole del digitale.

Ha preso il via il tour del progetto “Educyber Generations”, iniziativa promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori e realizzata nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT. L’iniziativa nasce per contrastare bullismo e rischi della rete, un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante nella società e nelle scuole italiane.

Le prime tappe del tour, avviato il 2 marzo, hanno coinvolto i comuni di Lagnasco (CN), Cannobio (VB), Acqui Terme (AL) e Beinasco (TO). Il percorso proseguirà fino a maggio 2026 e interesserà oltre 6.000 studenti di più di 80 scuole piemontesi. In dieci istituti arriverà anche l’unità mobile del Moige insieme a un team di psicologhe che, durante l’orario scolastico, terranno incontri formativi dedicati agli studenti sui rischi e sulle opportunità del mondo digitale. Nel pomeriggio il Centro Mobile Moige sarà invece aperto alla cittadinanza nel cortile delle scuole, con un momento di confronto rivolto in particolare a genitori e insegnanti.

“Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza – dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi – Accanto ai percorsi dedicati alle discipline scientifiche, linguistiche e artistiche, il progetto affronta anche temi cruciali per la vita quotidiana dei ragazzi, come l’uso consapevole delle tecnologie e i rischi del cyberbullismo. In un contesto in cui il mondo digitale è sempre più presente nelle relazioni e nella formazione dei giovani, crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili”.

I dati raccolti mostrano un quadro preoccupante. Il cyberbullismo colpisce spesso nel silenzio: il 7% dei ragazzi afferma di esserne stato vittima diretta, mentre il 16% ha assistito a episodi di violenza online come testimone. Tra i comportamenti più diffusi figurano l’esclusione dai gruppi digitali, i pettegolezzi, gli insulti e l’hate speech. Il 29% degli studenti dichiara di aver subito o visto questi episodi, mentre un ulteriore 36% segnala che si verificano occasionalmente.

Ancora più allarmante è la scarsa reazione di chi assiste a questi episodi. Solo il 12% interviene per difendere la vittima e appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto; il 7% preferisce non fare nulla. Per rispondere a questa emergenza, il Moige ha attivato anche un nuovo numero di messaggistica – 333 11 22 11 2 – facilmente memorizzabile dai più giovani, accanto al numero verde 800 93 70 70. I due canali offrono supporto qualificato per segnalazioni e richieste di aiuto da parte di genitori, studenti e docenti.

Il tempo trascorso online rappresenta un altro elemento critico. Il 55% dei ragazzi resta connesso almeno tre ore al giorno fuori dall’orario scolastico e il 14% supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo più utilizzato, indicato dal 93% degli intervistati. L’uso prolungato dei dispositivi genera spesso tensioni in famiglia: il 43% dei ragazzi riceve frequenti richiami per il tempo passato online, mentre solo il 22% afferma di riuscire a stare lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia.

I social network sono frequentati regolarmente dal 94% degli studenti. WhatsApp è la piattaforma più utilizzata (87%), seguita da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% dei ragazzi si considera molto o abbastanza attivo sui social, e il 63% dichiara di usare sempre o spesso la propria vera identità.

Le relazioni online con sconosciuti evidenziano ulteriori vulnerabilità: il 30% dei ragazzi accetta richieste di amicizia da persone mai incontrate e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto soltanto online, percentuale che sale al 31% tra i 15 e i 17 anni.

Anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è ormai diffuso tra i giovani. Il 51% dichiara di usarla regolarmente, percentuale che sale al 71% tra gli studenti delle scuole superiori. Il 29% afferma di utilizzarla sempre o spesso per svolgere i compiti, dato che raggiunge il 54% tra i ragazzi tra i 15 e i 17 anni. Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto una formazione adeguata su rischi e opportunità dell’IA, mentre il 33% afferma di aver ricevuto informazioni errate proprio dagli strumenti utilizzati.

Il problema della disinformazione resta significativo: il 48% dei ragazzi è caduto almeno occasionalmente in una fake news. Nonostante il 52% dichiari di verificare sempre le notizie prima di credervi, solo il 35% considera davvero attendibili i contenuti letti online.

Preoccupanti anche i dati relativi alla tutela della privacy. Solo il 47% degli studenti discute regolarmente delle impostazioni di privacy con un adulto di riferimento e la stessa percentuale ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Inoltre, il 49% dei ragazzi ritiene che i social network non proteggano adeguatamente i dati dei minori, mentre appena il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.

“I minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale” dichiara Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE. “Per inseguire la popolarità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy. Serve un impegno condiviso che non imponga solo divieti, ma insegni a comprendere e usare responsabilmente gli strumenti del futuro.”

Il progetto “Educyber Generations” punta a promuovere una vera cultura della cittadinanza digitale. L’iniziativa prevede la formazione di gruppi di studenti che opereranno nei propri istituti insieme a docenti, famiglie e forze dell’ordine, con l’obiettivo di favorire il supporto tra pari e aumentare la consapevolezza sui rischi del web. Attraverso attività formative e strumenti di supporto qualificato, il progetto intende prevenire e contrastare episodi di cyberbullismo e i pericoli della rete.

Un percorso che non mira soltanto a proteggere i giovani, ma a contribuire alla costruzione di una generazione di cittadini digitali consapevoli e responsabili.


FONDAZIONE CRT: DA OLTRE TRENT’ANNI VICINA
ALLE PERSONE E AL TERRITORIO

La Fondazione CRT, nata nel 1991, è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio. Da oltre trent’anni sostiene le comunità del Piemonte e della Valle d’Aosta, con l’obiettivo di promuovere crescita, cura delle persone e valorizzazione del territorio.

Fino a oggi ha destinato al Nord Ovest più di 2 miliardi di euro, rendendo possibili oltre 45.000 progetti dedicati allo sviluppo dei giovani talenti, alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, alla ricerca, alla formazione e al welfare. L’impegno della Fondazione si estende anche alla tutela dell’ambiente, alla promozione dell’innovazione e al sostegno di iniziative capaci di generare valore economico, sociale e ambientale misurabile.

La missione è chiara: promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo, capace di costruire un futuro equo e responsabile. www.fondazionecrt.it


IL PROGETTO DIDEROT DELLA FONDAZIONE CRT

Il Progetto Diderot della Fondazione CRT offre agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del Piemonte e della Valle d’Aosta l’opportunità di approfondire le materie tradizionali attraverso metodologie innovative e di avvicinarsi in modo creativo a discipline che esulano dall’ambito strettamente curriculare.

L’iniziativa promuove i valori fondamentali della società civile attraverso percorsi che spaziano dall’arte alla matematica, dall’economia al computing, dagli stili di vita alla prevenzione delle dipendenze, dall’inglese all’arte contemporanea.

Il progetto – che dal 2005 ha coinvolto oltre 1,6 milioni di studenti – si articola in lezioni, corsi, attività e visite didattiche ed è gratuito per tutte le scuole, fatta eccezione per eventuali costi di trasporto.

I 165 anni dell’Unità d’Italia che uniscono le nuove generazioni

 

“L’Italia è diventata la mia seconda casa e sento che i valori della Costituzione sono la base del nostro futuro”. Si è aperta così, con le parole del tredicenne, di origini egiziane, Eyad Eldisouky, sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, nel 165° anniversario dell’Unità d’Italia, proclamata il 17 marzo 1861 a Torino e celebrata, questa mattina, in piazza Carlo Emanuele II.

“Per me l’unità non è solo un concetto storico, ma è quella che vedo ogni mattina entrando in classe – ha continuato Eyad –: siamo ragazzi e ragazze che arrivano da diverse storie, con genitori che parlano lingue diverse, ma che ridono per le stesse cose e si arrabbiano se portiamo a casa brutti voti”.

“Nella nostra Costituzione risuonano le idee di figure illustri: la solidarietà di Mazzini, la libertà di Cavour e lo spirito democratico di Garibaldi – ha aggiunto Alessia Canino, Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze –. Dietro a ogni articolo si nasconde anche il sacrificio di giovani partigiani, soldati, prigionieri che hanno dato la vita, affinché libertà e giustizia fossero scritte sulla carta”.

Davanti al monumento dedicato a Camillo Benso, conte di Cavour, è stata deposta una corona di alloro della Città di Torino per ricordare tutti i Caduti del Risorgimento Italiano. Erano presenti il Gonfalone della Città di Torino, decorato di medaglia d’oro al Valor Militare, il Gonfalone della Regione Piemonte e il Gonfalone della Città Metropolitana di Torino decorati di medaglia d’oro al Merito Civile.

Ad ascoltare l’assessora all’Istruzione della Città di Torino Carlotta Salerno, gli studenti delle classi 5ª B della scuola Primaria Tommaseo, 4ª E della scuola Primaria Poli, 5ª A dell’Istituto Pertini, 5ª A della scuola Ricardi di Netro Pacchiotti Revel e una rappresentanza del Consiglio Comunale dei Ragazzi attraverso la presenza delle consigliere e dei consiglieri delle scuole King-Mila, Spinelli, Marconi-Antonelli, Vivaldi-Murialdo, Frassati, Corso Vercelli-Morricone, Foscolo, Gino Strada, To2, Regio Parco, Tommaseo, Pacchiotti e Pertini.

“Torino è la culla dell’unità nazionale – ha detto l’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno –: qui si è lavorato, studiato, scritto e vissuto per l’unità. La presenza di tanti giovani questa mattina ha un significato concreto perché la comunità nazionale oggi è più plurale rispetto al passato. Le scuole racchiudono e tutelano queste differenze. Ricordiamoci che l’unità si costruisce ogni giorno riconoscendo chi ne fa parte nel tentativo di superare frammentazioni e conflitti interni. La Giornata dell’Unità Nazionale non fa parte solo del passato: è una responsabilità attuale in tempi in cui la guerra, purtroppo, torna ad essere presente. E noi dobbiamo essere comunità e tenere insieme tre elementi: memoria, coesione e responsabilità. Memoria per sapere da dove veniamo. Coesione per non lasciare indietro pezzi di società. Responsabilità per rendere credibili le istituzioni agli occhi di tutte e anche dei nuovi cittadini”.

Al termine della cerimonia gli studenti della classe 4ª E della scuola Primaria “Gabriella Poli” hanno eseguito il brano “Canone Swing”, accompagnati dalla Banda del Corpo di Polizia Locale che ha chiuso la cerimonia eseguendo “L’Inno d’Italia”.

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Operazione “Viridis”, tre arresti per pedopornografia

Indagine  della Polizia Postale

Nell’ambito delle attività di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, la Polizia di Stato ha concluso una operazione che ha portato all’arresto di 3 persone per detenzione di materiale di pornografia minorile e alla denuncia di altre 5, a carico dei quali è stato sequestrato cospicuo materiale informatico utilizzato per le attività illecite. L’attività, avviata dal COSC della Polizia Postale piemontese sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, si è svolta in modalità undercover all’interno di ambienti di scambio dediti alla condivisione di immagini e video di pornografia minorile. Gli arrestati – due residenti nel capoluogo torinese ed uno in provincia di Asti – di età ricompresa tra i 42 ed i 61 anni, sono stati trovati in possesso di una ingente quantità di materiale di sfruttamento minorile con contenuto violento, cd. “gore”, raffiguranti anche bambini in tenera età. Copioso il materiale informatico sequestrato durante le attività di perquisizione, che sarà oggetto di successivi approfondimenti.L’operazione, alla cui fase esecutiva hanno collaborato le Sezioni Operative di Aosta, Asti, Cuneo e Novara, nasce dal costante monitoraggio della rete svolto dal personale della Polizia Postale a tutela dei minori. Da qui il nome scelto per l’indagine, “Viridis”, dal latino “verde”: il colore con cui sono realizzati i Dioscuri, figli di Zeus, collocati a presidio del Palazzo Reale e del Duomo di Torino. Le statue, tra i simboli della città, sono tradizionalmente associate a un’energia “bianca” che, secondo la leggenda, la proteggerebbe dalle forze del male. I soggetti devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.

Tra costi, rinunce e attese: la quotidianità dei malati cronici torinesi

Secondo un’indagine un torinese su tre costretto a ridurre le spese per potersi curare

Il 33% dei cittadini di Torino con patologie croniche ha dovuto rinunciare, nell’ultimo anno, a vacanze, uscite al ristorante o acquisti rilevanti per sostenere i costi di visite ed esami. Inoltre, il 37% di chi ha effettuato controlli specialistici legati a queste condizioni si è rivolto almeno in parte al sistema sanitario privato. Tra le principali cause della riduzione dei controlli emergono i lunghi tempi di attesa (90%) e i costi elevati (42%).

Bologna, 17 marzo 2026

Negli ultimi anni, in Italia l’aspettativa di vita alla nascita continua a crescere, ma non altrettanto gli anni vissuti in buona salute. Sempre più persone convivono infatti con malattie croniche e, per far fronte alle spese necessarie alla loro gestione, sono spesso costrette a rinunce importanti. Secondo una recente indagine di Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, questa situazione riguarda anche Torino: un terzo dei residenti con patologie croniche ha limitato spese personali come viaggi o svaghi negli ultimi dodici mesi.

La necessità di ridurre le spese è legata al fatto che, nel 56% dei casi, la gestione delle malattie croniche richiede controlli specialistici frequenti. Quasi la metà degli intervistati (48%) afferma di aver effettuato numerose visite — anche più di quattro — nell’ultimo anno, previste dal proprio percorso terapeutico. Trattandosi spesso di prestazioni non rinviabili, insieme agli esami e ai farmaci correlati, queste spese incidono in modo significativo sul bilancio familiare. Non a caso, oltre un terzo dei torinesi (37%) ha fatto ricorso, almeno in parte, alla sanità privata.

Non tutti, però, riescono a sostenere questi costi: il 9% degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto il numero di controlli nell’ultimo anno, principalmente a causa delle spese elevate (42%). A ciò si aggiungono i lunghi tempi di attesa, segnalati dal 90% di chi ha effettuato meno visite, che rappresentano un ulteriore ostacolo.

Va inoltre considerato che circa il 22% dei pazienti necessita dell’aiuto, almeno parziale, di altre persone per gestire la propria condizione, con un conseguente aumento delle spese complessive.

Tra le patologie croniche più diffuse si segnalano l’ipertensione (39% tra chi ne soffre direttamente o ha un familiare colpito), l’osteoporosi e l’artrosi (28%), il diabete (25%) e le malattie cardiovascolari (22%). Nella maggior parte dei casi, queste condizioni vengono diagnosticate dopo i 40 anni: ciò avviene nel 90% dei casi di diabete, nell’87% per osteoporosi e artrosi, nel 79% per l’ipertensione e nel 72% per le patologie cardiache.

In questo contesto complesso, i servizi di telemonitoraggio potrebbero rappresentare un valido supporto nella gestione delle malattie croniche. Tuttavia, solo il 7% dei torinesi li utilizza attualmente, anche se l’83% degli utenti ne riconosce l’utilità. La scarsa diffusione è dovuta soprattutto alla mancanza di informazione: il 63% degli intervistati dichiara di non conoscerli, spesso perché nessuno li ha mai suggeriti (28%).

Stop burocrazia, addio carte inutili: il Piemonte accelera sulla semplificazione

Servizi più rapidi per cittadini e imprese

Una pubblica amministrazione più semplice, veloce e vicina ai cittadini. È questo l’obiettivo del disegno di legge “Semplifica Piemonte”, approvato dalla giunta della Regione Piemonte e presentato al Grattacielo Piemonte alla presenza dei ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo, del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso avviato nel novembre 2023 con l’accordo tra Regione e Governo sulla semplificazione amministrativa. Il progetto punta a ridurre gli ostacoli burocratici, rendere più snelle le procedure e migliorare il rapporto tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.

Lo slogan scelto per sintetizzare questo percorso è «Dire, fare, semplificare», che riassume le azioni messe in campo negli ultimi due anni per rendere più efficienti i processi amministrativi. Tra le iniziative già avviate figurano il supporto agli enti locali con il progetto PNRR “Mille esperti”, la definizione di procedure urbanistiche standard per i comuni piemontesi e il programma “Cresci Piemonte”, che ha accelerato i tempi di approvazione degli strumenti urbanistici.

Parallelamente la Regione ha avviato anche una revisione del proprio quadro normativo: con il disegno di legge di razionalizzazione legislativa, attualmente all’esame del Consiglio regionale, sono state eliminate 42 leggi ormai superate e cancellate 30 disposizioni obsolete per ridurre sovrapposizioni e conflitti normativi.

Il nuovo ddl “Semplifica Piemonte”, che ora dovrà essere esaminato dal Consiglio regionale, interviene invece sulle procedure amministrative introducendo tre principi guida: niente duplicazione di documenti già in possesso della pubblica amministrazione, riduzione degli adempimenti burocratici non necessari e maggiore collaborazione tra cittadini e amministrazione per correggere eventuali irregolarità formali nelle pratiche.

La riforma prevede anche la creazione di un portale regionale unico che diventerà il punto di accesso ai servizi e alle procedure della Regione, con l’obiettivo di rendere più chiare le informazioni e più semplici le pratiche per cittadini e imprese. Un ruolo importante sarà affidato anche all’uso dell’intelligenza artificiale a supporto dell’attività amministrativa.

Tra gli strumenti previsti figura inoltre un tavolo permanente di confronto con istituzioni, enti locali e soggetti del territorio per raccogliere proposte e migliorare continuamente i servizi pubblici. Il percorso sarà guidato da un piano strategico triennale affiancato da un piano operativo annuale.

Nelle prossime settimane sarà inoltre firmato un accordo di collaborazione tra Regione, università piemontesi, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, Formez PA, Unioncamere Piemonte e le principali associazioni degli enti locali per costruire un vero ecosistema regionale dedicato alla semplificazione amministrativa.

«La semplificazione normativa non è un concetto astratto: è una scelta di campo con effetti concreti sulla vita delle persone. La burocrazia costa ogni anno tra 57,2 e 80 miliardi di euro, mentre i ritardi nell’erogazione dei servizi pubblici pesano per 225 miliardi su famiglie e imprese. È una vera tassa invisibile che rallenta la crescita e scoraggia gli investimenti – spiega il ministro le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati – La vostra Regione ha scelto di stare dalla parte dei cittadini e delle imprese, dimostrando che il cambiamento è possibile. ‘Semplifica Piemonte’ è una legge coraggiosa, e il suo spirito è lo stesso che anima, a livello nazionale, il governo Meloni e il mio operato. In questi tre anni e mezzo di legislatura, abbiamo reso il quadro normativo più moderno e vicino alle esigenze di cittadini e imprese: abbiamo ridotto di oltre il 28% la legislazione abrogando più di 30.700 atti pre-repubblicani, adottato la legge annuale di semplificazione e introdotto strumenti innovativi come la Valutazione di Impatto Generazionale e di Genere. A breve presenteremo la seconda legge annuale, dedicata ai rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, perché la semplificazione è e deve essere un impegno costante, una pratica ordinaria di governo. Siamo stati i primi a prevedere un Ministro ad hoc per la semplificazione, anticipando una strada poi seguita da altri governi e dalla Commissione Europea con la nomina del Commissario Dombrovskis. Oggi molti Stati ci considerano un punto di riferimento internazionale. Come Ministro, sono orgogliosa di essere qui a esprimere il sostegno del governo: siamo al vostro fianco in questo processo. Con ‘Semplifica Piemonte’ state sviluppando un modello che potrà ispirare le altre Regioni italiane».

«La semplificazione è uno degli obiettivi che questo Governo sta realizzando, nella logica di rendere più semplice il rapporto con cittadini e imprese. Ne abbiamo già presentate quasi 500 in Consiglio dei ministri, poi approvate dalla Commissione europea, anche in linea con gli obiettivi assunti nel contesto del PNRR – dichiara il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo – Queste semplificazioni sono state realizzate in maniera diversa rispetto al passato, non autoreferenziale. Il metodo seguito è stato infatti quello del coinvolgimento diretto dei nostri utenti, cittadini e imprese. E proprio per dare visibilità al lavoro svolto, le abbiamo rese disponibili attraverso il portale italiasemplice.gov.it, che consente a chiunque, in pochi click, di avere piena visibilità su quello che è stato fatto».

«Oggi aggiungiamo un altro tassello al percorso di semplificazione e sburocratizzazione che abbiamo preso come impegno della nostra azione di governo regionale e che, ad esempio, abbiamo portato avanti con il progetto 1000 esperti del Pnrr e con Cresci Piemonte che ha dimezzato i tempi di approvazione degli strumenti urbanistici, anche per le grandi città. Oggi facciamo un altro passo avanti: Semplifica Piemonte abolisce leggi superate e facilita le procedure e i rapporti tra cittadini, imprese e la pubblica amministrazione – dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Questa non è solo una riforma tecnica: quella che portiamo avanti è una grande azione di civiltà e di rivoluzione culturale indispensabile per modernizzare la pubblica amministrazione affinché sia più veloce, più efficiente, più facile e più amica, anche per favorire gli investimenti e lo sviluppo del nostro territorio».

«Il disegno di legge sulla Semplificazione ha obbiettivi chiari, rapidi e certi – spiega l’assessore alla Semplificazione Gianluca Vignale – ridurre il numero di norme in circolazione, eliminare quelle obsolete, uniformare la modulistica burocratica a livello regionale, tagliare i tempi di elaborazione delle pratiche e di attesa per cittadini e imprese, migliorare i rapporti e l’interazione tra i vari livelli dell’amministrazione pubblica dal Comune fino alla Regione. Il risultato lo otterremmo coinvolgendo tutti gli attori possibili dalle associazioni di categoria a quelle delle amministrazioni locali, passando per le università con il supporto del Ministero».

«Accogliamo con grande favore la volontà della Regione di continuare a coinvolgere le associazioni degli enti locali nel processi che hanno come obiettivo lo sviluppo del territorio e la semplificazione amministrativa. Con “Semplifica Piemonte” oggi parte una sfida importante per evitare duplicazioni amministrative tra le diverse amministrazioni pubbliche e favorire la standardizzazione della modulistica. Che questa iniziativa ci consenta anche di arrivare a rivedere, forti anche della recente ricerca condotta insieme a IFEL, il sistema degli enti locali, con una riforma strutturale ormai non più prorogabile sulle funzioni che i comuni dovranno gestire in forma associata, evitando di esternalizzare a ditte private servizi fondamentali come quelli economici- finanziari che riguardano anche la privacy dei cittadini senza aver nessuna possibilità di controllarne il loro utilizzo» spiega il presidente di ANCI Piemonte Davide Gilardino.

«Nel ruolo delle università è centrale il lavorare in stretta collaborazione con le pubbliche amministrazioni, non solo per sviluppare insieme attività di innovazione su percorsi progettuali ma anche e soprattutto per vedere nel rinnovamento di modelli, metodi e regolamenti un aspetto fondamentale verso la traduzione di quell’innovazione in benefici concreti per le cittadine e i cittadini – commenta il rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati – Questa collaborazione su tutti gli asset della semplificazione dei processi della PA è quindi fondamentale per il Politecnico, un ateneo che vuole diventare sempre più un punto di riferimento costante nel dialogo con le istituzioni pubbliche anche per il miglioramento di tutte le loro procedure».

«La semplificazione amministrativa non significa soltanto rendere più rapidi i procedimenti, ma costruire un’azione pubblica più chiara, accessibile ed efficace. In questo processo la collaborazione tra istituzioni è decisiva, e l’Università può offrire un contributo importante in termini di competenze, ricerca e formazione. Anche l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma solo se guidata da responsabilità, trasparenza e supervisione umana. La vera sfida è innovare senza perdere di vista i valori che mettono al centro le persone» sottilinea la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi.

«L’emanazione di questa legge regionale segna un passaggio concreto e fondamentale per rafforzare il ruolo dell’amministrazione di alleato primario per chi vive e opera sul territorio – dichiara Menico Rizzi, rettore Università Piemonte Orientale – L’Università del Piemonte Orientale sostiene con convinzione questo percorso di semplificazione che supporta un obiettivo centrale del nostro piano strategico: la costruzione di un patto civico tra PA, imprese e cittadini per liberare le energie migliori della nostra comunità, permettendo alla ricerca scientifica e al capitale umano di trasformarsi rapidamente in valore sociale ed economico. In questo contesto, il futuro protocollo d’intesa tra Regione e Atenei piemontesi rappresenterà lo strumento operativo per consolidare questa sinergia. UPO, con le sue trasversali competenze scientifiche e metodologiche, è pronta a una forte e concreta collaborazione che contribuisca a una governance pubblica sempre più moderna, agile, digitale e vicina alle esigenze di cittadine e cittadini fra cui, mi preme ricordarlo, ci sono anche le nostre studentesse e i nostri studenti».

«Con questo Protocollo facciamo un passo avanti concreto per rendere la Pubblica Amministrazione un vero alleato di chi fa impresa in Piemonte. Partecipiamo a questa intesa con un obiettivo chiaro: semplificare il lavoro degli imprenditori attraverso una trasparenza reale e l’uso intelligente dei dati camerali. La nostra missione è snellire i percorsi burocratici e creare un dialogo più fluido tra istituzioni e mercato. Vogliamo che la trasparenza non sia più percepita come un obbligo formale, ma come un valore aggiunto che permetta alle nostre aziende di muoversi più velocemente e di investire con piena fiducia nel nostro territorio» commenta Massimiliano Cipolletta, vice Presidente di Unioncamere Piemonte.

«La collaborazione tra Regione Piemonte e Formez rappresenta un passaggio decisivo per trasformare la semplificazione in realtà concreta. Per noi è un onore poter lavorare al fianco della Regione, che ringraziamo per la fiducia, perché si rafforza un percorso avviato già lo scorso dicembre con l’accordo sull’innovazione- evidenzia il presidente di Formez Pa Giovanni Anastasi – Formez considera la semplificazione un passo fondamentale per continuare a lavorare sul percorso di disintermediazione tra cittadino e bene pubblico, avviato dall’Istituto anche con il supporto delle nuove tecnologie, siamo quindi orgogliosi di poter fornire il nostro contributo al progetto ‘Semplifica Piemonte’, consapevoli che il nostro ruolo è quello di essere laboratorio delle Pubbliche Amministrazioni così come territorio di condivisione di esperienze nell’ambito pubblico. Il Piemonte ha scelto di investire su una PA più semplice, coerente, affidabile e più vicina alla collettività: una scelta coraggiosa, che può diventare un modello nazionale».

Torino non smette di sognare: dopo Milano-Cortina, lo sguardo è già rivolto al 2030

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L’OPINIONE

Lo dicevamo in qualche editoriale fa: Torino non ha mai davvero smesso di “pensarsi olimpica”. Anche se il coinvolgimento nei Giochi di Milano Cortina 2026  è rimasto più sfumato del previsto – e non senza polemiche – sotto la Mole la sensazione è che la partita non sia affatto chiusa. Sì, a vedere tutte quelle medaglie ottenute sulla neve di Cortina, abbiamo provato tanta nostalgia. Perchè non crederci di più?

Lo sguardo, infatti, si  sta dirigendo oltre l’ostacolo, spostandosi al 2030, quando le Olimpiadi invernali saranno ospitate dalle Alpi Francesi, che gli sciatori piemontesi conoscono e frequentano spesso.  In quella prospettiva Torino vuole esserci, concretamente, offrendo la disponibilità all’utilizzo dell’Oval Lingotto per le gare di pattinaggio di velocità. Un impianto nato per i Giochi di Torino 2006 e che potrebbe tornare utile proprio quando l’arco alpino tornerà ad accendere i riflettori olimpici invernali.

La decisione non spetta però all’Italia ma al fronte francese, come spiega il Presidente di Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò. Del resto, c’è anche da dire che se Milano-Cortina è riuscita a costruire un’organizzazione solida, una parte del merito arriva proprio dall’esperienza maturata quasi vent’anni fa a Torino.

Ecco il punto. Torino non è soltanto una città che ha ospitato un’Olimpiade: è  un sistema che quell’esperienza l’ha metabolizzata e trasformata in competenze.

Con i Giochi del 2030 concentrati tra le montagne francesi e il distretto del Monginevro, non è difficile immaginare anche un possibile effetto di traino turistico per le valli olimpiche piemontesi. Un modello che richiama quello del 2006, quando il territorio riuscì a mettere a sistema una capacità ricettiva imponente.

Lo ricorda Luigi Chiabrera, oggi organizzatore del Premio Montagnedoc e allora presidente dell’ATL delle Valli Olimpiche: “Avevamo 30 mila posti letto a disposizione. Tornare a centralizzare questa offerta potrebbe essere un’opportunità per sostenere l’organizzazione dei Giochi tra Francia e Italia”.

Intanto Torino resta lì, con discrezione ma con memoria lunga. Perché quando le Olimpiadi torneranno sulle Alpi, la città che nel 2006 accese quella fiamma, sa di avere ancora qualcosa da dire e da fare.

Chiara Vannini 

 

Il Comune di Torino è “Plastic free”

C’è anche Torino tra i Comuni italiani premiati con il riconoscimento “Plastic Free 2026”, assegnato dall’associazione Plastic Free Onlus alle amministrazioni che si distinguono per l’impegno nella riduzione dell’inquinamento da plastica e nella promozione di buone pratiche ambientali.

La cerimonia nazionale di premiazione si è svolta ieri a Roma, presso il Teatro Olimpico, dove ai rappresentanti della Città sono stati consegnati il simbolico trofeo a forma di tartaruga e l’attestato che certifica il livello di virtuosità raggiunto.

Il comitato di valutazione ha confermato per Torino il riconoscimento di due tartarughe, migliorando il risultato ottenuto nel 2024.

Nel 2026 sono 141 i Comuni italiani premiati nell’ambito dell’iniziativa, che ogni anno valuta le candidature delle amministrazioni sulla base di una ventina di criteri legati alla gestione dei rifiuti, alla riduzione della plastica monouso e alle attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.

Tra gli aspetti considerati figurano anche gli strumenti per contrastare l’abbandono dei rifiuti, la promozione di comportamenti sostenibili e le azioni di coinvolgimento della comunità locale.

Sul territorio torinese Plastic Free Onlus è attiva con iniziative di clean-up ambientale e momenti di sensibilizzazione, che coinvolgono cittadini e volontari sui temi dell’abbandono dei rifiuti e dell’utilizzo della plastica monouso. Le attività si inseriscono nel quadro del protocollo d’intesa attivo con la Città di Torino, che ne supporta e favorisce lo svolgimento.

Il riconoscimento conferma il percorso intrapreso negli ultimi anni dall’amministrazione e dalla comunità cittadina per promuovere comportamenti sempre più attenti all’ambiente e una gestione responsabile dei rifiuti, contribuendo alla riduzione dell’impatto della plastica sul territorio.

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Dall’esperienza al lavoro, competenze riconosciute anche fuori dalla scuola: ecco il nuovo servizio regionale

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo servizio di certificazione delle competenze, con l’obiettivo di valorizzare il talento e riconoscere il merito, trasformando le esperienze maturate nel corso della vita in opportunità concrete di lavoro.

Si tratta di un servizio gratuito, finanziato con 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus e diffuso capillarmente su tutto il territorio regionale: è infatti erogato da 72 enti titolati, supportati da 645 operatori qualificati e da una rete di 256 sportelli.

«Troppo spesso le persone possiedono competenze e capacità costruite negli anni di lavoro, nella vita quotidiana o nel volontariato, ma non hanno uno strumento per farle riconoscere – sostiene Elena Chiorino, vicepresidente e assessore regionale al Lavoro – Con questo servizio la Regione ha deciso di compiere una scelta chiara: dare valore a ciò che le persone sanno fare davvero. Certificare le competenze significa dare la giusta dignità ai percorsi di vita e offrire opportunità concrete a chi vuole rimettersi in gioco, trovare lavoro o crescere professionalmente. Continuiamo a investire su formazione e politiche attive perché crediamo in un Piemonte che premi il merito e valorizzi il talento. Dobbiamo mettere le persone nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale e aumentare il ventaglio di opportunità a disposizione».

Perché certificare le competenze

Il servizio si rivolge in particolare a chi possiede capacità e conoscenze acquisite attraverso il lavoro, il volontariato, gli hobby o l’autoapprendimento, ma non dispone di una certificazione formale che le attesti. Rappresenta quindi un’opportunità per chi ha interrotto gli studi e ha iniziato a lavorare, per chi è alla ricerca di un’occupazione o desidera ricollocarsi, ma anche per chi intende chiarire e valorizzare le proprie competenze per riprendere un percorso formativo e ottenere una qualifica professionale.

Il servizio è gratuito e aperto a tutti: sia a chi è occupato sia a chi è in cerca di lavoro, purché abbia esperienze da valorizzare.

Con il rilancio del Servizio universale e permanente per l’individuazione, la validazione e la certificazione delle competenze, l’Assessorato al Lavoro della Regione rafforza un percorso su cui negli ultimi anni ha investito progressivamente: rendere effettivo il diritto alla certificazione delle competenze acquisite in qualsiasi contesto di apprendimento, sia formale sia informale.

È possibile certificare tutte le competenze incluse e descritte nel Repertorio regionale delle aree professionali, che spaziano dalla meccanica, impianti e costruzioni alla manifattura e all’artigianato; dalla cultura, informazione e tecnologie informatiche ai servizi alla persona; dai servizi commerciali, turismo e sport fino al settore agroalimentare.

Per approfondire:
https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/metti-luce-tue-capacita-certifica-tua-esperienza