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Il mercato immobiliare torinese cresce più della media nazionale

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I DATI DI FIMAA TORINO

Il mercato immobiliare torinese accelera la crescita e chiude il 2025 con risultati superiori alla media nazionale.  A fronte di una crescita del mercato residenziale a livello nazionale del 6,4%, le compravendite nel Comune di Torino sono aumentate del 6,8% mentre la Città Metropolitana registra un incremento del 9,2%, confermando il territorio torinese tra i più dinamici del Paese.

A sostenere il mercato il ritorno dei mutui, la crescente domanda di abitazioni energeticamente efficienti, gli investimenti destinati alla locazione e i processi di rigenerazione urbana che interessano diverse aree della città e della cintura.

Quotazioni in lieve crescita, ma prezzi ancora competitivi rispetto alle principali città italiane.

Questo il quadro delineato dalla 27ª edizione del Borsino Immobiliare Torino e Provincia, realizzato da FIMAA Torino, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari aderente ad Ascom Confcom Torino e provincia.

«I dati del 2025 confermano la solidità del mercato immobiliare torinese e la sua capacità di attrarre famiglie, investitori e giovani professionisti – sottolinea Beatrice Pinelli, presidente di FIMAA Torino – Il ritorno dei mutui a condizioni più favorevoli ha consentito a molte famiglie di tornare sul mercato e ha sostenuto una crescita delle compravendite superiore alla media nazionale. Osserviamo inoltre una domanda sempre più attenta alla qualità degli immobili, all’efficienza energetica e al contesto urbano. Torino continua a offrire quotazioni competitive rispetto alle principali città italiane e questo rappresenta un importante fattore di attrattività per famiglie e investitori.»

«Il Borsino FIMAA dice chiaramente che Torino cresce più della media nazionale – evidenzia Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcom Torino e provincia –. Ma quella crescita non riguarda solo il capoluogo: riguarda un territorio ampio e articolato che si estende dalle cinture urbane alle colline, dalle valli alpine ai borghi del Canavese, dove il mercato immobiliare sta assumendo anche una funzione nuova — di ripopolamento e di attrattività turistica e commerciale. È la fotografia di una provincia che torna a essere desiderabile. E quella desiderabilità non è un fatto naturale: dipende dalla qualità dei servizi, dalla presenza del commercio, dalla capacità di tenere vivi i luoghi. Dove il tessuto commerciale regge, il valore immobiliare sale. Dove si rompe, scende — e lo documenta lo stesso Osservatorio FIMAA. È per questo che per noi il nuovo Piano Regolatore non è una questione meramente tecnica: è una scelta su che città — e che territorio — vogliamo essere. Abbiamo chiesto e ottenuto che venisse limitata la conversione dei negozi sfitti in abitazioni. Non ci fermiamo qui».»

Particolarmente significativo è infatti l’andamento del comparto non residenziale.

Nel corso del 2025 sono aumentate del 25,4% le compravendite di uffici nella Città Metropolitana di Torino, mentre negozi e laboratori hanno registrato una crescita dell’11%, evidenziando un rinnovato dinamismo delle attività economiche e professionali.

Tra i fenomeni più rilevanti evidenziati dagli operatori immobiliari emerge inoltre il crescente interesse per le abitazioni ad alte prestazioni energetiche, considerate sempre più un elemento determinante nelle scelte di acquisto. Parallelamente, continua il processo di valorizzazione delle aree interessate da interventi di riqualificazione urbana e dai progetti infrastrutturali che coinvolgeranno Torino nei prossimi anni.

Anche il mercato immobiliare turistico conferma la propria attrattività. Le località dell’Alta Valle di Susa e della Vialattea chiudono il 2025 con un incremento complessivo delle compravendite, che passano da 928 a 978 NTN (+5,4%). A trainare la crescita sono soprattutto Sestriere, Cesana Torinese, Pragelato e Bardonecchia, che confermano il loro ruolo di principali poli turistici della montagna torinese. In lieve flessione Oulx e Sauze d’Oulx, senza tuttavia modificare il quadro complessivamente positivo del comparto.

«Torino dispone oggi di importanti opportunità di sviluppo legate ai progetti di rigenerazione urbana, al nuovo Piano Regolatore e agli investimenti infrastrutturali previsti nei prossimi anni» conclude la presidente Pinelli«Si tratta di elementi che potranno contribuire ulteriormente a rafforzare l’attrattività del territorio e a sostenere il mercato immobiliare nel medio periodo. Anche le località turistiche dell’Alta Valle di Susa continuano a rappresentare un mercato particolarmente interessante: il 2025 ha confermato la vitalità della Vialattea e del polo di Bardonecchia, che continuano ad attrarre acquirenti provenienti non solo dal Piemonte e dalla Lombardia, ma anche dall’estero, in particolare dalla Francia e dai Paesi del Nord Europa.»

 

VOLUMI DI COMPRAVENDITA DEL RESIDENZIALE

Nel 2025 il mercato immobiliare ha consolidato la ripresa avviata l’anno precedente, registrando una crescita significativa delle compravendite. La Città di Torino ha fatto segnare 16.151 compravendite residenziali, con un incremento del 6,8% rispetto al 2024. Nell’intera Città Metropolitana di Torino le transazioni sono salite a 37.793 unità, evidenziando una crescita del 9,2%.

La Città Metropolitana di Torino si conferma il principale mercato immobiliare del Piemonte, concentrando oltre il 53% di tutte le compravendite regionali. Anche nel 2025 la Periferia Sud-Ovest si conferma l’area urbana più dinamica, con 5.554 compravendite (34,4% del totale cittadino). Particolarmente significativo il risultato della Collinare Oltrepo, che registra una crescita del 25,5%, mentre tutte le macroaree urbane mostrano variazioni positive.

Macroaree
urbane

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

COLLINARE OLTREPO

648

+25,5%

4,0%

NUOVA TORINO

2.685

+5,2%

16,6%

PERIFERIA NORD

3.840

+5,0%

23,8%

PERIFERIA SUD-OVEST

5.554

+7,8%

34,4%

TORINO STORICA

1.271

+3,5%

7,9%

VECCHIA TORINO

2.146

+7,6%

13,3%

TOTALE TORINO

16.151

+6,8%

100,0%

Nella provincia il mercato immobiliare ha registrato nel 2025 una crescita diffusa e generalizzata. Le compravendite residenziali sono aumentate complessivamente del 9,2%, confermando il rafforzamento della ripresa già avviata l’anno precedente.

Tutte le macroaree provinciali hanno evidenziato un andamento positivo. Gli incrementi più significativi si registrano nella Zona Collinare (+14,9%), nel Canavese (+14,0%), nella Cintura Sud (+13,7%), nella Cintura Nord (+13,3%) e nell’Eporediese (+13,1%). Molto positivo anche l’andamento della Val Sangone (+11,9%) e dell’Area Sciistica (+10,9%), che torna a crescere dopo la flessione registrata nel 2024.

La Cintura Ovest si conferma la macroarea provinciale con il maggior numero di compravendite (5.062 transazioni, pari al 13,4% del totale provinciale), seguita dalla Cintura Nord (3.651 transazioni) e dal Canavese (1.861 transazioni).  Anche le aree montane mostrano segnali incoraggianti, con incrementi del 7,7% nelle Zone Montane Nord e del 6,5% nelle Zone Montane Ovest.

Macroaree
provinciali

NTN 2025

Variazione 2025/2024

Quota NTN 2025

AREA SCIISTICA

1.138

+10,9%

3,0%

BASSA VAL SUSA

1.353

+8,4%

3,6%

CANAVESE

1.861

+14,0%

4,9%

CINTURA NORD

3.651

+13,3%

9,7%

CINTURA OVEST

5.062

+9,8%

13,4%

CINTURA SUD

1.530

+13,7%

4,0%

EPOREDIESE

1.116

+13,1%

3,0%

PINEROLESE

1.330

+5,5%

3,5%

VAL SANGONE

743

+11,9%

2,0%

ZONA COLLINARE

1.724

+14,9%

4,6%

ZONE MONTANE NORD

1.080

+7,7%

2,9%

ZONE MONTANE OVEST

1.055

+6,5%

2,8%

TORINO CAPOLUOGO

16.151

+6,8%

42,7%

TOTALE PROVINCIA

37.793

+9,2%

100,0%

QUOTAZIONI IN CRESCITA E MERCATO SEMPRE PIÙ SELETTIVO

Nel 2025 le quotazioni residenziali hanno confermato una tendenza moderatamente positiva. A Torino la quotazione media si attesta a circa 2.240 €/m², in crescita rispetto all’anno precedente, mentre nell’intera provincia l’aumento dei valori si mantiene più contenuto ma diffuso. Il mercato continua a premiare gli immobili ben posizionati, efficienti dal punto di vista energetico e inseriti in contesti urbani dotati di servizi e collegamenti.

Le variazioni più significative si registrano nelle aree interessate da processi di riqualificazione urbana e da una crescente attrattività residenziale. Tra le macroaree cittadine spiccano la Nuova Torino (+3,4%) e la Vecchia Torino (+3,0%), mentre la Torino Storica continua a mantenere i valori più elevati dell’intero mercato urbano. Anche la Collinare Oltrepo evidenzia un ulteriore aumento dei prezzi (+1,7%), confermandosi tra le aree più richieste.

Prosegue inoltre l’interesse degli investitori per le zone centrali e semicentrali, sostenuto dalla domanda di locazioni universitarie, transitorie e turistiche. L’offerta disponibile resta limitata, soprattutto per gli immobili di qualità medio-alta, contribuendo a sostenere i valori di mercato.

PREFERENZE DIMENSIONALI E PROFILO DELLA DOMANDA

La domanda continua a concentrarsi prevalentemente sugli appartamenti di dimensioni medio-piccole e medio-grandi, con una particolare attenzione alle soluzioni comprese tra 50 e 115 mq, considerate il miglior compromesso tra budget, funzionalità e costi di gestione.

Nella Città Metropolitana la superficie media delle abitazioni compravendute si mantiene prossima ai 100 mq, mentre nel capoluogo si conferma intorno agli 83 mq. Cresce l’interesse per immobili già pronti all’uso o recentemente ristrutturati, soprattutto da parte delle famiglie che intendono limitare gli investimenti successivi all’acquisto e beneficiare di una migliore efficienza energetica.

In provincia continua, inoltre, a mantenere un ruolo importante il mercato delle abitazioni di ampia metratura, particolarmente richieste nelle aree collinari e nei comuni della cintura, dove la disponibilità di spazi più generosi rappresenta ancora un importante elemento di attrattività.

ANDAMENTO DI UFFICI E NEGOZI

Il comparto non residenziale ha mostrato nel 2025 una dinamica complessivamente positiva. Il mercato degli uffici ha registrato 529 transazioni normalizzate nell’area metropolitana, in crescita del 25,4% rispetto all’anno precedente, di cui 326 nel capoluogo (+28,3%) e 203 nei comuni della provincia (+20,8%).

Per quanto riguarda i negozi e i laboratori, le transazioni sono state 2.202 nell’area metropolitana, con una crescita dell’11,0%, di cui 1.324 nel capoluogo (+3,1%) e 878 nel resto della provincia (+25,6%).

Torino si conferma inoltre tra i mercati commerciali più dinamici a livello nazionale. Con un IMI pari al 3,74%, in aumento di 0,15 punti percentuali rispetto al 2024, il capoluogo piemontese risulta la città italiana con il più elevato indice di intensità del mercato per il secondo anno consecutivo. Anche le quotazioni dei negozi risultano in crescita, con un incremento medio del 2,8% rispetto all’anno precedente e una quotazione media pari a 1.557 €/m². I valori restano inferiori rispetto alle grandi piazze come Milano e Venezia, ma confermano il buon equilibrio tra prezzi e dinamismo del mercato torinese.

ACCESSO AL CREDITO E TENDENZE DELLA LOCAZIONE

Il 2025 ha confermato il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, favorendo la ripresa del mercato immobiliare. I tassi medi sui nuovi mutui destinati all’acquisto dell’abitazione si sono attestati intorno al 3,4%, contribuendo alla crescita delle compravendite residenziali.

Parallelamente, il mercato della locazione continua a mostrare una domanda molto sostenuta. Nel 2025 i nuovi contratti di locazione abitativa hanno superato quota 1.024.000, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Particolarmente significativo l’aumento dei contratti agevolati a canone concordato (+5,9%) e dei contratti per studenti universitari (+6,0%), a conferma della crescente ricerca di formule abitative economicamente sostenibili.

La forte pressione della domanda continua, inoltre, a riflettersi sui canoni di locazione, cresciuti mediamente del 4,9% nel corso del 2025.

L’offerta disponibile resta insufficiente a soddisfare le esigenze del mercato, soprattutto nelle città universitarie e nei principali centri urbani, determinando una crescente competizione per gli immobili disponibili e rafforzando il ruolo dei contratti a canone concordato come strumento di equilibrio tra esigenze dei proprietari e sostenibilità per gli inquilini.

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Il Borsino Immobiliare FIMAA Torino offre una panoramica dettagliata dei prezzi degli immobili e analizza l’andamento del mercato attraverso dati raccolti dall’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e le segnalazioni degli agenti immobiliari sul territorio.

Commercio di prossimità, due interventi per sostenere 8mila micro e piccole imprese  

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La Città di Torino presenterà la propria candidatura al bando regionale 2026 per l’istituzione di due nuovi Distretti Urbani del Commercio (DUC). Il provvedimento, approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, mira a sostenere la rete commerciale urbana attraverso investimenti diretti, attività di comunicazione e iniziative di valorizzazione del territorio e coinvolge 320mila residenti e 8mila attività commerciali.

“Con i due nuovi distretti urbani del Commercio – dichiara l’assessore Paolo Chiavarino – metteremo a disposizione delle micro e piccole imprese contributi per sostenere investimenti di innovazione, accessibilità e ammodernamento dei locali. In stretta sinergia con Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti di Torino e Provincia, parteciperemo al Bando Regionale per proporre l’attivazione di due nuovi distretti del commercio, corrispondenti ad aree delle zone Nord che coinvolgono Barriera di Milano, Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, Aurora e Vallette e nella zona Sud di Torino Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia e Mirafiori nord e sud. Le aree sono caratterizzate entrambe da criticità proprie, ma anche da possibilità di sviluppo del territorio, di valorizzazione e consolidamento delle attività commerciali, con particolare riferimento alla funzione di servizio di prossimità agli insediamenti abitativi, anche al fine della creazione di migliori condizioni di servizio alla collettività dei territori di riferimento, in un contesto storico – sociale ampiamente mutato”.

La costituzione di due nuovi Distretti del Commercio, che si affiancheranno al DUC Torino Centro, consentirà di replicare le politiche commerciali sull’area centrale della città, sulla base delle specificità di ciascun DUC e di adottare un modello policentrico di sviluppo economico capace di rispondere alle differenti esigenze dei quartieri torinesi.

L’agevolazione regionale prevede per le prime attività di costituzione dei distretti, un contributo per ciascun distretto, pari all’80% della spesa in conto corrente ammessa, per una somma massima di 25mila euro, con cofinanziamento a carico del Comune per un importo massimo di 5mila euro.

Il Distretto Urbano del Commercio di Torino è iscritto nell’apposito elenco regionale dal 2025. Alla sua nascita e alla stesura del Programma Strategico Triennale 2025-2027, hanno partecipato, oltre alla Città di Torino, anche Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti Torino e Provincia. Hanno inoltre manifestato il proprio interesse, in qualità di soggetti partner di secondo livello, la Città Metropolitana di Torino, la Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Politecnico di Torino, Università di Torino, IREN e GTT – Gruppo Torinese Trasporti.

A rafforzare l’impegno dell’Amministrazione comunale verso il commercio e l’artigianato locale, questa mattina la Giunta, ha anche approvato una delibera che destina i rimanenti 353mila euro di contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese commerciali e artigiane dei quartieri Barriera di Milano e Aurora. Risorse ancora disponibili grazie al bando PN Metro Plus “Aiuti all’Economia di Prossimità” che prevedeva per la Città di Torino 1 milione di euro alle imprese per investimenti in innovazione, risparmio energetico e sostenibilità. L’iniziativa mira a rafforzare la competitività delle attività di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e promuovere la qualità urbana e la rivitalizzazione economica del territorio.

Un provvedimento proposto dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino: “Con questi contributi vogliamo dare un segnale concreto alle piccole realtà commerciali, che rappresentano un importante presidio territoriale e un punto di riferimento per la comunità, sostenendole in un percorso di innovazione e rinnovamento e rafforzando il loro ruolo nel tessuto economico e sociale dei quartieri. Crediamo che la crescita economica vada di pari passo con la qualità della vita urbana, per questo l’intervento sui negozi di vicinato si affianca alle azioni di rigenerazione degli spazi pubblici già avviate in queste aree della città”.

Nello specifico, la misura approvata sosterrà i progetti con caratteristiche di innovatività nei prodotti o servizi offerti, oppure nei processi impiegati, con l’obiettivo di generare valore economico e sociale per il territorio e la comunità. L’avviso intende favorire la crescita sostenibile delle attività di prossimità attraverso progetti di investimento che promuovano soluzioni orientate al risparmio energetico e alla mitigazione dell’impatto ambientale, oltre a interventi di innovazione gestionale e digitale. L’obiettivo è generare ricadute positive sulla qualità urbana e sulla rivitalizzazione del tessuto economico locale, incrementando l’offerta commerciale e prevenendo fenomeni di svuotamento delle aree interessate.

I contributi a fondo perduto copriranno fino a un massimo dell’80% dell’investimento effettuato, con un importo compreso tra 10mila e 30mila euro al netto dell’IVA. Vi potranno accedere le micro e piccole imprese già attive sul territorio dei due quartieri o le nuove imprese esercenti attività di vendita diretta al dettaglio e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande che si impegnino ad avviare un’unità locale nell’area entro la data di presentazione della rendicontazione.

Piogge in forte calo e temperature record: il Piemonte monitora l’emergenza acqua

Emergenza idrica, riapre l’Osservatorio regionale

La Regione Piemonte torna ad attivare gli strumenti di monitoraggio per fronteggiare la crescente criticità legata alla scarsità d’acqua. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, dopo la pubblicazione dell’ultimo bollettino idro-meteorologico di Arpa Piemonte, che evidenzia un quadro preoccupante sotto il profilo delle precipitazioni e della disponibilità delle risorse idriche.

Tra le misure decise dalla Regione figurano la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e l’istituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Secondo Arpa Piemonte, nell’ultimo mese le precipitazioni sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il deficit ha interessato l’intero territorio regionale, con le situazioni più marcate nelle aree settentrionali e orientali, dove gli scarti hanno raggiunto il 50%.

Anche il bilancio delle precipitazioni dall’inizio dell’anno idrologico rimane negativo, con una riduzione del 23% rispetto ai valori normali. Le condizioni di siccità vengono attualmente classificate tra lievi e moderate, soprattutto a causa delle scarse piogge registrate nei mesi di marzo e aprile.

Sul fronte delle temperature, maggio si è chiuso con valori medi superiori di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Nonostante una prima parte del mese relativamente fresca, il maggio 2026 è risultato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte.

Le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi mostrano anch’esse una situazione critica. A maggio la disponibilità complessiva è risultata inferiore del 31% rispetto ai valori medi, principalmente per il rapido scioglimento del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

I corsi d’acqua presentano portate significativamente ridotte rispetto alle medie storiche. Tra i casi più evidenti figurano il Sesia a Palestro, con una portata inferiore del 67%, e i fiumi Tanaro, Varaita e Toce, che registrano deficit vicini al 50%. Anche il Po, all’uscita del bacino piemontese, evidenzia una riduzione della portata media mensile pari al 46%.

Preoccupano inoltre i livelli della falda superficiale, che in molte zone del Piemonte risultano inferiori ai valori medi stagionali e, in alcuni casi, superano il 75° percentile delle soggiacenze, un indicatore che potrebbe anticipare future situazioni di criticità.

I dati relativi a giugno confermano la tendenza negativa. Le precipitazioni registrate fino alla scorsa settimana sono risultate inferiori del 50% rispetto alla norma, con conseguenze dirette sulle portate dei corsi d’acqua. Le aree maggiormente in sofferenza sono quelle situate a sud del Po.

L’ultimo bollettino settimanale di Arpa Piemonte evidenzia inoltre temperature mediamente superiori di circa 2 gradi rispetto ai valori normali e precipitazioni molto scarse, con appena 5 millimetri di pioggia mediamente caduti sul bacino del Po.

Per i prossimi giorni le previsioni non lasciano intravedere miglioramenti significativi. Sono attese anomalie termiche comprese tra 4 e 5 gradi nella settimana in corso e fino a 5-6 gradi nella successiva, mentre le precipitazioni continueranno a mantenersi al di sotto della media climatica.

In questo contesto, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica con l’obiettivo di seguire costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai bacini artificiali e ai principali corsi d’acqua. Tra le novità figura anche la nascita di un tavolo tecnico dedicato esclusivamente al Lago Maggiore, uno dei sistemi idrici più strategici del Nord Italia.

Blackout a Torino, altri blocchi di corrente: il caso arriva in Consiglio comunale

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Continuano a creare disagi i blackout che nelle ultime settimane hanno interessato diversi quartieri della città. Le interruzioni dell’energia elettrica, registrate a più riprese in varie zone del capoluogo, ancora ieri ad esempio in zona Millefonti e in Crocetta, hanno provocato problemi a residenti, negozi, uffici e attività produttive, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate.

Secondo le valutazioni tecniche emerse in questi giorni, all’origine dei guasti vi sarebbe una combinazione di fattori: l’ondata di calore che sta interessando il territorio, il forte utilizzo degli impianti di climatizzazione e il conseguente aumento del fabbisogno energetico. Una situazione che avrebbe messo a dura prova alcuni tratti della rete di distribuzione, causando guasti e interruzioni del servizio.

L’emergenza è approdata ieri anche nell’aula del Consiglio comunale di Torino. Oltre al clima si è fatto infuocato anche il dibattito.  Nel corso della seduta, maggioranza e opposizioni si sono confrontate sulle cause dei disservizi e sulle possibili soluzioni per evitare che episodi analoghi si ripetano durante l’estate.

L’assessora alla Transizione ecologica, Chiara Foglietta, ha illustrato le interlocuzioni avviate con il gestore della rete e gli interventi programmati per rafforzare il sistema elettrico cittadino. Nel dibattito è stato inoltre richiamato il piano di investimenti destinato all’ammodernamento delle infrastrutture energetiche torinesi nei prossimi anni.

Dai banchi dell’opposizione sono però arrivate critiche alla gestione della situazione e richieste di interventi più rapidi. I consiglieri di minoranza hanno evidenziato i disagi subiti da cittadini e commercianti, sottolineando la necessità di garantire una rete più affidabile in presenza di eventi climatici estremi che, secondo gli esperti, potrebbero diventare sempre più frequenti.

IL DIBATTITO

Nella sua replica, la capogruppo di Forza Italia  Federica Scanderebech ha insistito sul fatto che i blackout continuano a verificarsi e la città a subire disservizi e disagi. Per   Scanderebech non siamo più di fronte ad episodi sporadici, a coincidenze o a un’emergenza temporanea edè inaccettabile che cittadini, famiglie e attività commerciali ed economiche siano lasciate per ore senza energia elettrica. Se la causa è l’obsolescenza della rete, significa che Torino sta pagando il prezzo di investimenti insufficienti da parte di Ireti.

Inoltre, i blackout sembrano riguardare soprattutto la città e non colpiscono con la stessa frequenza i Comuni della prima cintura e, per questo dobbiamo interrogarci su una possibile fragilità strutturale specifica della rete cittadina e su interventi insufficienti ad evitare che Torino si trovi in questa situazione. Per questo, la consigliera chiedeinvestimenti immediati sulla rete, che venga reso pubblico un cronoprogramma degli interventi, che vengano verificati e risarciti tutti i danni subiti dai cittadini e dalle attività economiche.

Dopo la replica di Scanderebech, si è aperto il dibattito in Sala Rossa, che ha visto intervenire numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Mancano le scuse di Iren e Ireti nei confronti di cittadini e commercianti danneggiati – ha detto Giuseppe Catizone (Lega) – che ha poi affermato di non aver capito quale sia il ruolo della Città di Torino nella vicenda e ha proposto una mozione per promuovere l’autosufficienza energetica degli immobili, utilizzando la leva degli oneri di urbanizzazione. Iren e Ireti, che hanno registrato utili record negli ultimi anni, devono investire di più sulle infrastrutture – ha concluso.

Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) ha denunciato la mancanza di una visione per il futuro di Torino oltre alle promesse disattese dal sindaco Lorusso, che – ha sostenuto il consigliere – aveva annunciato nelle sue linee programmatiche la rigenerazione della città e sottolineato la necessità di realizzare infrastrutture elettriche adeguate. Liardo ha quindi auspicato che l’Amministrazione di occupi presto e con la necessaria attenzione delle reti elettriche della città.

La rete elettrica a Torino non funziona e va ricostruita – ha detto Pino Iannò (Torino Libero Pensiero) – chiedendo che le società, partecipate dalla Città, investano gli utili, senza limitarsi a intervenire nelle emergenze, evitando di lasciare quartieri interi senza corrente per diverse ore, con gravi disagi per anziani, persone con disabilità e piccoli commercianti. Il sindaco – ha concluso – è completamente assente e non sappiamo quanto Comune di Torino e Iren intendano investire per risolvere problemi infrastrutturali.

Quando i blackout continuano a ripetersi non si tratta di incidenti, ma di un evidente fallimento – ha affermato Domenico Garcea (Forza Italia) – lamentando che la Città non riesca a garantire servizi essenziali, come la corrente elettrica, nonostante i ripetuti allarmi e disagi di residenti e commercianti. Vogliamo risposte – ha detto Garcea – per capire come mai Torino continui a rimanere al buio, nonostante milioni di investimenti fatti dopo i blackout dello scorso anno e bollette sempre più care.

Già a giugno el 2025 si era verificata una situazione analoga, definita allora “intollerabile” dal sindaco – ha ricordato Andrea Russi (M5S) – denunciando come la situazione sia ancora peggiorata. La città è allo sbando, la situazione è indegna per Torino – ha detto – chiedendo ristori per cittadini e commercianti, anche quando i blackout sono inferiori alle otto ore, e che la Città pretenda più investimenti a Iren. Servono un Piano per l’estate e ristori rapidi – ha concluso.

Claudio Cerrato (PD) ha ringraziato la Giunta per la partecipazione al dibattito in aula e ha ribadito che nessuno ha mai accusato la cittadinanza per i blackout. La Città ha un piano di medio-lungo periodo per ridurre l’utilizzo di energia elettrica e avere una città sempre più efficiente – ha dichiarato – sottolineando però l’esistenza di un problema di infrastrutture e che Iren, azienda privata e quotata in borsa, deve comunque fare di più.

La questione è chiara, secondo Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani), che ha annunciato che gli episodi si ripeteranno: il sovraccarico è inevitabile – ha detto – ricordando che i blackout non riguardano solo Torino. Per Viale la rete torinese non è peggiore di altre, ma è necessario imparare a gestire i consumi energetici.

Il tema è serio sia per quanto riguarda i disservizi, sia per quanto riguarda i cambiamenti climatici e le mutate esigenze della cittadinanza – ha rimarcato Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) – sottolineando la necessità di indagare sulle cause, oltre che sulla resilienza della rete elettrica, e che l’Amministrazione è riuscita a ottenere importanti investimenti da parte di Iren.

Nel 2025 la Città Metropolitana di Torino ha investito 83 milioni di euro in Iren e la Città di Torino ha incassato decine di milioni di euro di dividendi da Iren negli ultimi anni: dobbiamo chiedere più investimenti! Sono pochi 500 milioni di euro di investimenti, a fronte di 6,5 miliardi di euro di ricavi all’anno della società – ha sostenuto Fabrizio Ricca (Lega).

Gli ingenti investimenti da parte di Ireti sono frutto della forte pressione politica della Città, ma si tratta di interventi di medio-lungo periodo – ha ribadito Anna Borasi (PD) – sottolineando che sono però in fase di avvio sistemi predittivi per ridurre i tempi di blackout e ringraziando Ireti per il lavoro di sistema e l’assessora Foglietta per il lavoro di monitoraggio e vigilanza.

Rispetto a un anno fa non è cambiato nulla. Conosciamo da tempo le criticità e i cittadini si aspettano ora risposte efficaci – ha dichiarato Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) – annunciando che il suo Gruppo sta studiando una proposta innovativa per risolvere il problema e dare soluzioni differenti, innovative.

Il Piemonte rispetto ad altre Regioni italiane, si colloca in una situazione favorevole per quanto riguarda le interruzioni di energia elettrica – ha affermato Simone Fissolo (Moderati). Tuttavia, Torino non è preparata culturalmente al grande caldo estivo: storicamente è preparata alla neve – ha sostenuto – evidenziando però come siano già cambiate molte cose e che la Città sta intervenendo con squadre di emergenza, che vanno valorizzate.

Caterina Greco (PD) ha evidenziato che Iren è una società per azioni quotata in borsa e deve dare dividendi e realizzare utili e che manca una politica energetica nazionale adeguata. Non facciamo propaganda – ha detto.

I blackout sono il sintomo di una situazione estremamente grave, che riguarda la capacità energetica di Torino – ha denunciato Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima), sostenendo che cinquecento milioni di investimento sono una cifra modesta.

Occorre maggiore ragionevolezza nell’affrontare tematiche così complesse, secondo Tony Ledda (PD). Stiamo intervenendo in maniera decisiva sulla rete elettrica, sui trasporti e sulla viabilità per affrontare non solo i problemi attuali, ma anche quelli del futuro – ha affermato – ribadendo che Iren farà altri importanti investimenti e che bisogna riflettere sul cambiamento climatico.

I blackout ci sono ovunque in Italia e l’azienda interviene prontamente e continuamente in caso di emergenza – ha ribadito Pierino Crema (PD) – invitando a ragionare sulle tipologie di investimenti che vengono programmati. La strada intrapresa è quella giusta – ha concluso.

Il tema è serio e complesso e riguarda vita quotidiana e servizi della città – ha evidenziato Amalia Santiangeli (PD) – e va quindi affrontato con equilibrio, senza sottovalutare i disagi e ragionando sul lungo periodo su manutenzione e investimenti, come stanno facendo la Città di Torino e Iren per avere una città più moderna ed elettrificata. La risposta è continuare sulla strada degli investimenti in infrastrutture e manutenzione – ha detto.

Conclusione di dibattito per l’assessora Chiara Foglietta che, nel ringraziare per gli interventi, a fronte di una Sala Rossa poco affollata dai consiglieri di opposizione, ha proposto la convocazione di una commissione apposita, anche con i vertici di Iren e Ireti, con l’auspicio che la minoranza, per l’occasione, sappia presentare richieste precise e puntuali sul tema.

Torino cresce nel verde e nella salute: circa 2800 nuove piante per le alberate storiche

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Con la messa a dimora simbolica di un albero su corso Re Umberto, ieri è stato presentato ufficialmente il progetto “Torino cresce nel verde e nella salute”, il percorso condiviso dalla Città di Torino, attraverso la Divisione Verde, Parchi e Tutela Animali, e l’ASL Città di Torino insieme con la Fondazione Compagnia di San Paolo per il ripristino e la valorizzazione delle alberate storiche cittadine.

Presenti alla cerimonia il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli, il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il direttore generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e l’assessore al Verde Francesco Tresso.

L’obiettivo del progetto è valorizzare i viali alberati della città, elemento identitario e paesaggistico del tessuto urbano torinese e patrimonio verde di straordinaria importanza, con oltre 60 mila alberi distribuiti su circa 300 chilometri di filari. Un intervento articolato e multilivello, che integra competenze urbanistiche, ambientali e sanitarie e prevede un sofisticato sistema di monitoraggio tecnologico per analizzare in modo scientifico gli effetti del verde urbano sulla salute e sulla qualità dell’ambiente.

Nella scelta dei viali su cui intervenire è stata fatta una selezione in funzione della percentuale di fallanze, ovvero gli alberi mancanti sul totale, e di altri parametri connessi alla “strategicità” dell’ambito, che ha portato alla selezione di 55 alberate distribuite su tutto il territorio cittadino, incluse le principali arterie stradali. Il progetto prevede la messa a dimora di circa 2800 alberi in un arco di tre anni.

Sono circa un migliaio le piante messe a dimora quest’anno. Nelle scorse settimane sono già stati realizzati interventi su corso Francia, corso Lecce, corso Potenza, corso Tazzoli e piazza Sofia. Nella tranche autunnale, prevista tra fine ottobre e fine novembre, si metteranno a dimora ulteriori 600 piante, in via Sospello, corso Re Umberto, viale Dogali, corso San Maurizio, corso Tazzoli, via Biglieri, corso Corsica, corso Cosenza.

Per aumentare la biodiversità della foresta urbana torinese, in molte località – in particolare nei luoghi dove negli ultimi decenni ci sono stati problemi di adattamento ai cambiamenti climatici – verranno introdotte nuove specie arboree più adatte nuovo contesto e già impiegate con successo negli ultimi anni come, a titoli di esempio: nocciolo di Costantinopoli, pero da fiore, albero delle lanterne cinesi, liquidambar e albero pagoda. Nei viali storici o vincolati non ci saranno invece cambiamenti di specie. Il progetto prevede anche piccoli interventi sulle banchine, come la sostituzione del terreno e l’introduzione di appositi substrati, oltre a interventi di protezione dell’albero dagli urti, con lo scopo di migliorare le condizioni stazionali e di garantire che le piante possano crescere e svilupparsi al meglio.

Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino: “Con 20 metri quadrati di verde pubblico pro capite, Torino è una delle città italiane più verdi. Investire nel verde urbano significa valorizzare questo patrimonio, ma anche contribuire a mitigare le ondate di calore e restituire spazi di socialità. Questo progetto guarda al ripristino di una delle caratteristiche peculiari della nostra città, i suoi viali alberati storici. Oggi, con questa simbolica piantumazione, vogliamo raccontare l’impegno, reso possibile anche grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato, verso una Torino sempre più verde e resiliente, valorizzando le alberate come infrastruttura ambientale e sociale che contribuisce alla salute e al benessere di tutte e tutti”.

La Fondazione promuove e sostiene la realizzazione di progettualità rilevanti per il territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia e protezione dell’ambiente, alla formazione e sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico e della gestione del verde urbano, nonché alla partecipazione attiva delle comunità e al rafforzamento della dimensione sociale e relazionale delle città. In tale quadro di riferimento si inserisce la proposta della Città, che prevede la messa a dimora di circa 2800 nuovi alberi, accompagnati da azioni di ricerca, sperimentazione e formazione rivolte a cittadini, tecnici e operatori del settore.

Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Questo è uno dei progetti di sviluppo che la Fondazione ha scelto di sostenere con una responsabilità diretta e una visione di lungo periodo. Restituire alla città un patrimonio arboreo vivo, in sinergia con l’ASL Città di Torino per misurarne i benefici sulla salute e sulla qualità della vita delle persone, è un atto concreto di impegno per il bene comune e per le generazioni che erediteranno questa città. È il senso profondo del nostro agire filantropico”.

Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Sosteniamo il progetto dei Viali Alberati tra le iniziative di maggiore impatto del nostro Documento Programmatico Pluriennale perché unisce l’attenzione per un patrimonio caro ai Torinesi, i nostri viali alberati, con il miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente urbano, anche in ottica di adattamento ai cambiamenti climatici. Il valore aggiunto vuole essere un programma di manutenzione preventiva, tecnologicamente all’avanguardia, capace di rendere duraturo nel lungo termine l’intervento di piantumazione”.

La collaborazione con l’ASL Città di Torino consente inoltre di valorizzare il legame tra ambiente e salute pubblica, mettendo in evidenza i benefici degli alberi nella riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e termico, nonché nel miglioramento del benessere psicofisico della popolazione. L’iniziativa, che avrà un impegno complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro per il periodo 2026–2030, si inserisce nel percorso condiviso con la Fondazione Compagnia di San Paolo per la realizzazione del progetto.

Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Città di Torino: “I viali alberati storici, quali determinanti di salute, incidono in modo diretto sulla qualità dell’aria, consentendo la mitigazione dei picchi di calore e la fono assorbenza; sono elementi che favoriscono il benessere della popolazione anche in chiave preventiva. Con questo progetto avviamo una collaborazione che unisce dati ambientali e sanitari, per valutare in modo oggettivo gli effetti del verde sulla salute e orientare interventi di prevenzione più efficaci. Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e ASL Città di Torino lavorano insieme per valorizzare il modo in cui l’ambiente si prende cura di noi. Il progetto evidenzia i benefici del verde urbano: meno smog, rumore e calore, per una città più sana che rigenera mente e corpo”.

Francesco Tresso, Assessore al Verde Città di Torino: “I viali alberati sono uno degli elementi che connotano il paesaggio urbano di Torino. Si tratta di un patrimonio storico e paesaggistico di straordinario valore, ma anche una risorsa fondamentale per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, contribuendo a mitigare le temperature e a migliorare la qualità dell’aria. Abbiamo fatto un lavoro molto importante con gli uffici del verde per monitorare tutte le fallanze delle alberate e definire le modalità di intervento prioritarie in tutte le circoscrizioni. Il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha scelto di investire in questo progetto, ci ha permesso di intervenire in maniera diffusa con un’azione che non riguarda soltanto il valore ornamentale delle alberate ma, soprattutto, la loro funzione ambientale e il loro apporto per la salute delle persone. Grazie ad ASL Torino accompagneremo gli interventi con un’attività di monitoraggio e con un momento pubblico di restituzione dei risultati, in cui racconteremo come la presenza di un patrimonio arboreo sano e diffuso incida positivamente sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini”.

 

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Tutto San Giovanni 2026: modalità di accesso e modifiche viabili

 

Martedì 23 e mercoledì 24 giugno Torino si appresta a festeggiare San Giovanni, santo patrono della città. Per consentire le tradizionali manifestazioni sono previste chiusure stradali e divieti di sosta. Il 24 giugno, inoltre, sarà istituita un’area gialla per la gestione degli accessi all’area spettacolo dove si terranno il Vertical Stage Block Party e i fuochi pirotecnici, oltre ad un’area interdetta al transito dei veicoli nella zona della Gran Madre.

MARTEDÌ 23 GIUGNO:  CORTEO STORICO E ACCENSIONE DEL FARÒ
Il tradizionale corteo storico vedrà la partecipazione di circa 500 persone in costume d’epoca sfilare per le vie del centro. Il raduno è previsto presso l’area verde dei giardini Cavour alle ore 17 con inizio della sfilata alle 18.30 e termine in piazza Castello, dove intorno alle 22 si terrà l’accensione del Farò.

DIVIETI DI TRANSITO
Per il passaggio del corteo sarà istituito il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi biciclette, motocicli e monopattini, su tutto il percorso del corteo e per il tempo necessario al transito, a partire dalle ore 18 e sino a cessate esigenze, in: piazza Cavour, via Giolitti, via Plana, piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello, via Palazzo di Città, via XX Settembre, via IV Marzo, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Bertola, via Pietro Micca, piazza Castello.

DIVIETI DI SOSTA
Sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli dalle ore 12 e sino a cessate esigenze in: via Giolitti (ambo i lati, tratto piazza Cavour – Plana), via Plana (ambo i lati, tratto Giolitti, Vittorio Veneto), via Po (ambo i lati, tutta), via Ozanam (ambo i lati, tutta), piazza Castello (carreggiata sud, tratto Roma, Accademia Scienze), via Palazzo di Città (ambo i lati, tratto Castello – XX Settembre), via XX Settembre (ambo i lati, tratto Palazzo di Città – San Giovanni), via IV Marzo (ambo i lati, tutta), via Milano (ambo i lati, tratto IV Marzo – piazza Palazzo di Città), piazza Palazzo di Città (tutta), via San Francesco d’Assisi (ambo i lati, tratto Garibaldi – Bertola), via Pietro Micca (ambo i lati, tratto Bertola – Castello).

PROVVEDIMENTI DI DIVIETO DI SOSTA A CARATTERE CONTINUATIVO
Il divieto di sosta con rimozione riguardante via Po (tutta), via Ozanam e via Plana, (tratto Vittorio Veneto – Giolitti) è di tipo continuativo e perdurerà sino al giorno 25 giugno, a cessate esigenze per i festeggiamenti in piazza Vittorio Veneto del 24 giugno.

POSTEGGI TAXI
Sospensione della validità dei seguenti posteggi Taxi dalle 18 di martedì 23 giugno e sino a cessate esigenze del 24 giugno in: piazza Castello angolo via Pietro Micca e piazza Palazzo di Città.

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO: SERATA DI MUSICA E SPETTACOLO PIROTECNICO
Nelle aree del centro storico più vicine al fiume Po e in zona Gran Madre sono previste modifiche viabili con divieti di sosta e di transito veicolare (in alcuni punti anche pedonale).

VARCHI DI ACCESSO AREA SPETTACOLO
I varchi per l’accesso all’area spettacolo consentiranno l’ingresso libero agli spettatori dalle ore 18.30 e fino al raggiungimento della capienza massima prevista. Piazza Vittorio Veneto sarà divisa in due grandi aree (Nord e Sud), raggiungibili esclusivamente dai rispettivi varchi di accesso.

Varchi di accesso lato Nord:

  • Via Montebello angolo via Verdi
  • Via Barolo angolo via Pescatore
  • Via Vanchiglia angolo via Pescatore
  • Via Bava angolo via Pescatore

Varchi di accesso lato Sud:

  • Via San Massimo angolo via Principe Amedeo
  • Via Plana angolo via Maria Vittoria
  •  Via della Rocca angolo via Maria Vittoria
  •  Via Bonafous angolo via Maria Vittoria

Varchi di accesso corso Cairoli (non sarà possibile accedere in piazza Vittorio Veneto):

  •  Via Cavour angolo via della Rocca
  •  Via Mazzini angolo via della Rocca

VARCHI DI ACCESSO AREA SPETTACOLO DISABILI
Lato Nord

  • Via Pescatore angolo via Bava
  • Via Bava angolo via Pescatore

Lato Sud

  • Via Bonafous angolo via Maria Vittoria

MOBILITÀ ALL’INTERNO DELL’AREA SPETTACOLO
All’interno di piazza Vittorio Veneto non sarà consentito il passaggio dall’area Nord all’area Sud, e viceversa, ma ci si potrà muovere liberamente tra le esedre della propria area, fino al raggiungimento della massima capienza e/o comunque fino a comunicazione degli organizzatori prima dell’inizio dello spettacolo pirotecnico. Da quel momento in poi ci si potrà muovere solo all’interno della propria esedra.

MEZZI PUBBLICI, ORARI METRO PROLUNGATI E DEVIAZIONI
In occasione dei festeggiamenti di San Giovanni, il servizio della Metropolitana sarà prolungato: martedì 23 giugno il servizio sarà operativo dalle ore 5.30 alle 24, mercoledì 24 giugno dalle ore 7 alle ore 01 del 25 giugno. Per consentire la manifestazione saranno deviate e rimodulate alcune linee del trasporto pubblico locale nelle aree interessate dalle limitazioni alla circolazione. Per maggiori informazioni consultare il sito www.gtt.to.it.

DIVIETI DI TRANSITO PONTI VITTORIO EMANUELE I E UMBERTO I
Sul Ponte Vittorio Emanuele I sarà in vigore il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – dalle ore 7.30 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno. Il ponte sarà chiuso anche al transito dei pedoni dalle ore 12. Sul ponte Umberto I sarà istituito il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – dalle ore 18 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno. Il ponte sarà chiuso anche al transito dei pedoni dalle ore 21.

AREA GIALLA CENTRO CITTÀ
Divieto di transito veicolare dalle ore 14 per tutte le categorie di veicoli (compresi monopattini, biciclette, motocicli), eccetto residenti che potranno accedere ai posti auto interni alle abitazioni fino alle ore 17.30, all’interno del seguente perimetro: lungo Po Cadorna (lato fiume) – Murazzi Buscaglione – Murazzi Farassino – corso Vittorio Emanuele II (filo fabbricati lato nord), via Fratelli Calandra (filo fabbricati lato est), via Giolitti (filo fabbricati lato nord) – via Plana (filo fabbricato lato ovest) – via Maria Vittoria (filo fabbricati sud) – via San Massimo (filo fabbricato ovest) – via Des Ambrois (filo fabbricato sud) – via Accademia Albertina (filo fabbricato Ovest) – via Po (filo fabbricato sud sino a via San Francesco da Paola) – via Po (filo fabbricato nord da via Vasco) – via Rossini (filo fabbricato ovest) – via Verdi (filo fabbricato sud sino a Vasco) – via Verdi (filo fabbricato nord da via Vasco) – via Rossini (filo fabbricato ovest sino a San Maurizio) – via Rossini (filo fabbricato est da corso San Maurizio) – via Gaudenzio Ferrari (filo fabbricato sud) – via Sant’Ottavio (filo fabbricato ovest) – corso San Maurizio (filo fabbricato sud) – via Roero di Cortanze (filo fabbricato est) – via Verdi (filo fabbricato nord) – via Vanchiglia (filo fabbricato ovest fino a corso San Maurizio) – via Vanchiglia (filo fabbricato est da corso San Maurizio) – via Verdi (filo fabbricato sud) – corso San Maurizio (filo fabbricato sud).

AREA OLTRE PO – GRAN MADRE
Divieto di circolazione veicolare dalle ore 18 per tutte le categorie di veicoli – compresi monopattini, velocipedi, motocicli – nel perimetro compreso tra: ponte Vittorio Emanuele I – corso Casale (lungo fiume sino a via Santorre di Santarosa) – corso Casale (filo fabbricati est da via Santorre di Santarosa) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato nord) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato est) – piazza Gran Madre (filo fabbricati lato sud) – via Bonsignore (filo fabbricati lato ovest) – via Gioanetti (filo muretto perimetro Fontana Quattro Stagioni) – via Maresciallo Giardino (perimetro est della sede stradale sino alla scalinata) – Maresciallo Giardino (perimetro ovest della sede stradale dalla scalinata a corso Moncalieri) – corso Moncalieri (filo fabbricati lato est da viale Maresciallo Giardino al civico 13 di corso Moncalieri) – corso Moncalieri (lato fiume da fronte civico 13 al ponte Vittorio Emanuele I).

ALTRI DIVIETI DI TRANSITO
Divieti di transito dalle ore 18 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno anche in via Maresciallo Giardino (da via Bezzecca a corso Moncalieri), via Gioanetti (da corso Giovanni Lanza a corso Moncalieri), salita al Cai (piazzale Monte dei Cappuccini chiuso dalle ore 18).

DIVIETO DI TRANSITO PEDONALE
Verrà istituito il divieto di transito pedonale sul ponte Vittorio Emanuele I (dalle ore 12 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno), sul ponte Umberto I (dalle ore 21 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno, salvo altre esigenze), salita al CAI (dalle ore 21 del 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno).

DIVIETI DI SOSTA
Divieto di sosta con rimozione forzata di tutte le categorie di veicoli comprese biciclette e monopattini, a partire dalle ore 8 di mercoledì 24 giugno e sino a cessate esigenze di giovedì 25 giugno, nelle seguenti vie e piazze (ambo i lati): piazza Vittorio Veneto (tutta), lungo Po Cadorna (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Bava (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Vanchiglia (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Giulia di Barolo (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso San Maurizio), via Matteo Pescatore (tratto compreso tra via Giulia di Barolo e lungo Po Cadorna), lungo Po Diaz (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Giolitti), via Bonafous (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Giolitti), via Maria Vittoria (tratto compreso tra lungo Po Diaz e via Plana), via della Rocca (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e corso Vittorio Emanuele II), via Plana (tratto Vittorio Veneto – Giolitti, vigente dal 23 giugno), via Giolitti (tratto compreso tra lungo Po Diaz e via Plana), via Giolitti (tratto compreso tra via Plana e piazza Cavour, vigente dal 23 giugno), corso Cairoli (tutto), via Cavour (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via dei Mille (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via Mazzini (tratto compreso tra corso Cairoli e via della Rocca), via Po (tutta, vigente dal 23 giugno), via Principe Amedeo (tratto compreso tra piazza Vittorio Veneto e via Accademia Albertina), via delle Rosine (tratto compreso tra via Po e via Maria Vittoria), via Sant’Ottavio (tratto compreso tra via Po e via Verdi), via San Massimo (tratto compreso tra via Po e via Maria Vittoria), via Montebello (tratto compreso tra via Po e via Verdi), via Ozanam (tutta, vigente dal 23 giugno), via Accademia Albertina (tratto compreso tra via Po e via Principe Amedeo), via Rossini (tratto compreso tra via Po e via Verdi), corso San Maurizio (carreggiata laterale sud, tratto Bava – Cadorna ambo i lati, compresa banchina alberata, eccetto autorizzati, piazza Gran Madre di Dio (tutta), corso Casale (tratto compreso tra piazza Gran Madre di Dio e via Santorre di Santarosa),  corso Moncalieri (tratto compreso tra piazza Gran Madre di Dio e il civico 13), viale Maresciallo Giardino (tratto compreso tra corso Moncalieri e via Bezzecca), via Gioanetti (tutta), corso Vittorio Emanuele II (carreggiata laterale sud tratto Massimo d’Azeglio – Virgilio), viale Virgilio (area Arco Artiglieria), salita al CAI (tutta), piazzale del Monte dei Cappuccini, corso Giovanni Lanza (ambo i lati, tratto da via Gioanetti a piazzale Villa della Regina).

POSTEGGI TAXI
Sospensione della validità del posteggio Taxi sito in piazza Vittorio Veneto dalle ore 18 di mercoledì 24 giugno e sino a cessate esigenze del 25 giugno.

PARCHEGGIO SOTTERRANEO PIAZZA VITTORIO VENETO
Il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Veneto sarà chiuso dalle ore 9 del mattino e sino a cessate esigenze.

VENDITA E SOMMINISTRAZIONE BEVANDE
Dalle ore 16 di martedì 23 giugno alle ore 02 di mercoledì 24 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, lungo tutto il percorso del corteo storico (area verde dei giardini Cavour, via Giolitti, via Plana, piazza Vittorio Veneto, via Po, piazza Castello, via Palazzo di Città, via XX Settembre, via IV Marzo, via Milano, via San Francesco d’Assisi, via Pietro Micca, piazza Castello) sarà vietata la vendita per asporto, la somministrazione e il consumo di bevande in bottiglie di vetro, in lattine o in contenitori idonei all’offesa.
Dalle ore 14 di mercoledì 24 giugno alle ore 03 di giovedì 25 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, nelle vie e nelle piazze che delimitano tutta l’area Gialla sarà vietata la vendita per asporto, la somministrazione e il consumo di bevande in bottiglie di vetro, in lattine o in contenitori idonei all’offesa, nonché la vendita e la somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico con gradazione superiore ai 21 gradi.

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Inchiesta Agnelli: contro Elkann Margherita chiede costituzione parte civile

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Questa mattina a Torino è iniziata l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali in relazione alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, ha chiesto di costituirsi parte civile. Sono chiamati in causa John Elkann , il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un’altra vicenda, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esprimere un parere.

Con i fondi regionali un aiuto a ricerca, sviluppo, innovazione

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

Carcere di Torino: sequestrati smartphone, microtelefoni e droga Maxi operazione della Polizia Penitenziaria

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Quattro smartphone, diversi microtelefoni e sostanza stupefacente di tipo Subutex sono stati sequestrati nel carcere di Torino al termine di una mirata operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria. A renderlo noto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal personale del Corpo impegnato nell’attività di polizia giudiziaria e di sicurezza interna.

L’intervento è stato effettuato nella giornata odierna all’interno della Casa Circondariale di Torino, dove gli agenti hanno eseguito una dettagliata perquisizione nella Prima Sezione B dell’istituto. L’operazione ha portato al rinvenimento di quattro smartphone, diversi microtelefoni e numerosi involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo Subutex.

Nel corso dei controlli sono stati scoperti anche ingegnosi sistemi utilizzati per occultare il materiale. Gli smartphone erano nascosti all’interno di un citofono inutilizzato da anni collocato in una cella, mentre i microtelefoni erano stati celati in deodoranti stick. Altri dispositivi sono stati recuperati nella ventola di aspirazione dell’area docce. Il materiale sequestrato è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità competente per gli ulteriori accertamenti.

“Ancora una volta la Polizia Penitenziaria dimostra, con i fatti, di essere il principale presidio di legalità all’interno degli istituti penitenziari”, afferma Vicente Santilli, Segretario Nazionale del SAPPE per il Piemonte. “Questa brillante operazione è il risultato della professionalità, dell’intuito investigativo, della costante attività di vigilanza e del profondo senso del dovere del personale, che ogni giorno opera in condizioni estremamente difficili. Il ritrovamento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti testimonia come il livello di attenzione debba rimanere sempre altissimo per contrastare i continui tentativi della criminalità di mantenere collegamenti con l’esterno e alimentare traffici illeciti anche dall’interno delle carceri.”

Sulla vicenda interviene anche il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, che sottolinea come “questa operazione confermi il ruolo insostituibile della Polizia Penitenziaria nella tutela della sicurezza dello Stato. Gli appartenenti al Corpo svolgono quotidianamente un’intensa attività di vigilanza, controllo e prevenzione che spesso rimane lontana dai riflettori, ma che rappresenta il cardine del mantenimento dell’ordine e della legalità negli istituti penitenziari. Ogni telefono sequestrato significa impedire contatti con la criminalità organizzata, evitare la commissione di nuovi reati e interrompere traffici illeciti che mettono a rischio la sicurezza collettiva.”

Capece evidenzia inoltre come “questo importante risultato sia stato ottenuto nonostante la gravissima e cronica carenza di organico che affligge il Corpo di Polizia Penitenziaria. Proprio per questo il valore dell’operazione assume un significato ancora maggiore: gli agenti continuano a garantire sicurezza, legalità e controllo con straordinaria professionalità, pur operando in condizioni di forte sofferenza organizzativa.”

Il SAPPE torna quindi a sollecitare un rafforzamento degli investimenti destinati alla Polizia Penitenziaria, sia attraverso l’incremento degli organici sia mediante il potenziamento delle dotazioni tecnologiche necessarie a contrastare l’introduzione nelle carceri di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti vietati.

“Agli agenti protagonisti di questa brillante operazione”, concludono Santilli e Capece, “va il più sentito ringraziamento del SAPPE. Auspichiamo che la Direzione dell’istituto voglia riconoscere formalmente l’eccellente lavoro svolto, quale testimonianza concreta dell’impegno, della dedizione e dell’elevata professionalità con cui la Polizia Penitenziaria continua, ogni giorno, a garantire la sicurezza delle carceri e dell’intera collettività.”

I due punti. E poi?

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L’OPINIONE

I ” nuovi tropici sabaudi” : 37 gradi. I blackout si moltiplicano ( e già questo comunica qualcosa di una città…) con danni stimati superiori ai 100.000 euro. Ma Torino ha un nuovo logo. Torino:
Due punti. Elemento ortografico tra i più raffinati della nostra punteggiatura — introduce, promette, apre. Dice: aspetta, c’è dell’altro. Concettualmente, quasi elegante.
Un messaggio rivolto ai turisti? Fermiamoci un secondo su questo aspetto, perché è qui che il ragionamento si avvita su se stesso in modo quasi ammirevole. I due punti, per funzionare, richiedono una competenza grammaticale di base. Chi li vede deve sapere  che quel segno non esiste da solo, ma introduce qualcosa, che è l’inizio di una promessa logica. È un codice. Sottile, raffinato, molto italiano, nella sua complessità
Il turista che arriva a Porta Nuova quel codice non lo conosce. Vede due puntini. Pensa a un refuso. Passa oltre.
Il sindaco Lo Russo ha dichiarato con chiarezza la sua visione urbanistica: “Torino non sarà Milano. Niente grattacieli, niente skyline da cartolina finanziaria”
Una città di prossimità, a misura di quartiere, di persona. Una scelta precisa, identitaria, persino coraggiosa nel panorama italiano.
E allora viene spontanea una domanda: se Torino non è Milano, perché per raccontarlo al mondo si chiama un’agenzia milanese? Più di 300.000 euro spesi e affidati a chi abita esattamente il modello che si è scelto di non seguire.
La contraddizione non ha bisogno di commenti. Si commenta da sola.
C’è qualcosa di profondamente torinese in tutto questo. Una città che pensa molto, comunica poco, e costruisce messaggi per un pubblico esterno, usando strumenti che quel pubblico non ha. Una città che si racconta con il lessico della semiotica quando fuori – ribadisco con stanchezza- ci sono 37 gradi (e oltre), la corrente va e viene, le attività commerciali e di somministrazioni sono molto preoccupate per il resto della stagione, se questo è l’andazzo.
I due punti promettono che c’è dell’altro. Può darsi. Ma prima di introdurre e raccontare qualcosa ai turisti, forse varrebbe la pena garantire che la corrente elettrica arrivi fino in fondo alla frase.
Chiara Vannini