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Movida, controlli in Borgo Rossini. Due arresti, sanzioni ai locali

Nel fine settimana, hanno avuto luogo controlli straordinari del territorio ad alto impatto coordinati dalla Polizia di Stato nelle aree cittadine maggiormente interessate dal fenomeno della “movida”.
L’attività è iniziata venerdì sera e ha visto una presenza rafforzata delle Forze di polizia in Borgo Rossini, ove insistono numerose attività commerciali che richiamano soprattutto durante il weekend centinaia di avventori. I controlli sono stati intensificati a seguito dell’incremento di fenomeni di microcriminalità registrati di recente ed in previsione dell’emanazione nelle prossime settimane dell’ordinanza prefettizia che individuerà la predetta area come zona a cosiddetta “vigilanza rafforzata”, oggetto di esame durante l’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
I servizi sono stati, inoltre, estesi anche ad altre particolarmente interessate da afflusso di persone, come Piazza Santa Giulia, Corso Brescia, corso Novara, via Maria Ausiliatrice, Lungo Dora Firenze, Porta Palazzo, Piazza Vittorio Veneto.
Complessivamente in queste zone, recentemente interessate da segnalazioni, giunte anche sulla applicazione YouPol della Polizia di Stato, relative a fenomeni di spaccio e di microcriminalità, soprattutto in corrispondenza di locali commerciali aperti anche fino a tarda notte, sono stati controllati 12 esercizi commerciali, fra cui minimarket, pizzerie kebab, sale giochi e bar.
L’attività ha portato all’identificazione di 260 persone e al controllo di 12 esercizi pubblici; per 6 di essi sono scattate sanzioni per circa 4000 € in merito a diverse violazioni amministrative, fra cui la vendita delle bevande in vetro e di alcolici oltre l’orario consentito, alcune carenze igieniche e per occupazione del suolo pubblico.
Ai controlli hanno concorso operatori del Reparto Mobile di Torino, del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, della Squadra Mobile torinese, della Polizia Amministrativa e Sociale, nonché personale dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
L’unità cinofila della Polizia di Stato ha consentito di rinvenire e sequestrare delle piccole quantità di cannabinoidi abbandonate da ignoti in aree verdi; contestati complessivamente 3 illeciti amministrativi per il possesso di stupefacente.
Due persone sono state arrestate da personale della Squadra Volante per aver tentato, in concorso, di strappare una collana in oro a una donna in Piazza della Repubblica, poco prima della mezzanotte. Una terza è stata denunciata per reati contro il patrimonio.

Caldo, Torino e Piemonte verso un Ferragosto ancora rovente

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Temporali e qualche grado in meno non basteranno a chiudere la lunga fase rovente

In Piemonte ancora temperature oltre i 35 gradi, con punte vicine ai 40 in pianura. A Torino attivi i centri climatizzati per anziani e persone fragili

Torino cerca un po’ di respiro, ma l’estate non sembra avere intenzione di concederlo davvero. Dopo giorni caratterizzati da temperature molto elevate, il fine settimana potrebbe portare qualche temporale e una parziale attenuazione del caldo, soprattutto grazie a una maggiore instabilità atmosferica. Ma non sarà, almeno secondo le tendenze disponibili, la fine della fase rovente. Il Piemonte resta infatti inserito in un quadro di temperature ben superiori alla norma del periodo e le proiezioni per la settimana di Ferragosto lasciano aperta la possibilità di una nuova intensificazione del caldo.

In pianura il termometro ha già raggiunto valori prossimi ai 40 gradi nelle zone più calde della regione, mentre anche nelle aree collinari e pedemontane le temperature sono rimaste elevate. A Torino il problema non è soltanto rappresentato dai picchi pomeridiani. A rendere particolarmente pesante questa fase sono anche le notti molto calde, durante le quali gli edifici e le superfici urbane continuano a restituire il calore accumulato durante il giorno. Il risultato è una città che fatica a raffreddarsi e nella quale, dopo una giornata trascorsa con temperature elevate, anche il riposo notturno può diventare difficile.

La possibile svolta del weekend va quindi presa con cautela. L’arrivo di aria più instabile potrà favorire temporali soprattutto sulle montagne e nelle zone pedemontane, con la possibilità di fenomeni localmente intensi, raffiche di vento e grandinate. In alcune aree il passaggio temporalesco potrebbe determinare un abbassamento delle temperature, ma non necessariamente duraturo. La massa d’aria calda presente sulla regione potrebbe infatti tornare a farsi sentire già nei giorni successivi.

Ed è proprio guardando alla settimana di Ferragosto che cresce l’attenzione. Le proiezioni a medio termine indicano la possibilità di un nuovo aumento delle temperature tra il 12 e il 17 agosto, con valori nuovamente superiori ai 35 gradi in diverse zone del Piemonte e punte più elevate nelle aree di pianura. È ancora presto per stabilire con precisione quali saranno le temperature di Ferragosto e dove si concentreranno i valori più alti: le previsioni a questa distanza temporale possono cambiare sensibilmente. Il segnale più evidente, però, è che l’estate non sembra intenzionata a cambiare marcia.

Per Torino questo significa mantenere alta l’attenzione soprattutto sulle persone anziane e su chi vive condizioni di fragilità. Quando il caldo persiste per più giorni consecutivi, infatti, l’organismo ha meno possibilità di recuperare e aumenta il rischio di disidratazione, debolezza, cali di pressione e malori. Il problema diventa ancora più delicato per chi vive solo, assume terapie continuative o non dispone di abitazioni adeguatamente fresche.

La Città di Torino ha attivato anche quest’anno il Piano Estate, una rete di interventi destinata soprattutto agli anziani e alle persone più vulnerabili. Sono disponibili centri di accoglienza climatizzati distribuiti nelle diverse Circoscrizioni, pensati come luoghi nei quali trascorrere le ore più calde della giornata. Tra le strutture indicate dalla Città figurano il Centro d’Incontro Cimabue, il Centro d’Incontro Plava, quello di via Negarville, lo Spazio Anziani di via Pilo e altri punti distribuiti sul territorio. Gli orari, però, non sono uguali per tutte le sedi e nel mese di agosto possono esserci modifiche, sospensioni o chiusure: prima di raggiungere un centro è quindi opportuno verificare le informazioni aggiornate del Comune.

Per gli anziani torinesi è inoltre disponibile il Servizio Aiuto Anziani, che rappresenta un punto di riferimento per informazioni e assistenza. La Città ha messo in campo anche una rete di interventi per il monitoraggio delle situazioni più delicate, con il coinvolgimento dei servizi sociali, sanitari e della Protezione Civile. In caso di emergenza sanitaria, naturalmente, il riferimento resta il 112.

Le raccomandazioni per affrontare questi giorni sono quelle ormai note, ma che con temperature così elevate diventano ancora più importanti: bere con regolarità anche quando non si avverte lo stimolo della sete, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, limitare gli sforzi fisici durante il pomeriggio, mantenere gli ambienti domestici schermati e cercare, quando possibile, luoghi freschi e ventilati. Particolare attenzione deve essere riservata a chi assume farmaci: eventuali modifiche alle terapie o l’assunzione di integratori non dovrebbero mai essere decise autonomamente.

Il caldo, però, non è soltanto una questione sanitaria. Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni aumentano l’evaporazione, peggiorano lo stress idrico della vegetazione e rendono più difficile la situazione per l’agricoltura. In Piemonte la lunga sequenza di giornate calde pesa anche sui terreni e sulle riserve idriche, mentre nelle aree boschive aumenta l’attenzione sul rischio di incendi.

A Torino entra poi in gioco il cosiddetto effetto isola di calore urbana. Strade, piazze, tetti e superfici in cemento assorbono l’energia solare e la rilasciano lentamente dopo il tramonto. È uno dei motivi per cui una notte in città può risultare molto più difficile da sopportare rispetto a una notte trascorsa in un’area rurale o collinare. Ombra, alberi, parchi, fontane e luoghi climatizzati diventano quindi strumenti importanti per ridurre l’esposizione, soprattutto per chi è più vulnerabile.

La possibile parentesi temporalesca dei prossimi giorni potrebbe dunque regalare qualche ora di sollievo, ma non autorizza ancora a mettere via il ventilatore. Il Piemonte resta alle prese con una fase estiva particolarmente calda e le indicazioni disponibili guardano già alla settimana di Ferragosto con la possibilità di un nuovo rialzo delle temperature. Per Torino la sfida sarà soprattutto quella di proteggere le fasce più fragili da una combinazione spesso più insidiosa del semplice numero segnato dal termometro: caldo persistente, umidità e notti troppo calde. E mentre il calendario si avvicina al 15 agosto, la vera incognita non è più se arriverà qualche temporale, ma quanto durerà la prossima tregua.

Un filo elettrificato riapre l’aorta: alle Molinette salvato un paziente con sindrome di Marfan

Una doppia sfida chirurgica per un quarantenne colpito da una dissezione aortica estesa. Dopo l’intervento cardiochirurgico d’urgenza, l’équipe di Chirurgia Vascolare ha eseguito con successo una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata: una procedura utilizzata per la prima volta con successo in Italia in un paziente con una sindrome genetica della parete aortica

Una corsa contro il tempo lungo l’arteria più importante del corpo umano. Un dolore improvviso, intenso e profondo, dal torace fino all’addome. Poi la diagnosi: una dissezione aortica estesa, in un uomo di quarant’anni affetto da sindrome di Marfan.

È iniziato così, alle Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, un complesso percorso di cura che ha richiesto due distinti interventi chirurgici e il coinvolgimento coordinato di diverse équipe specialistiche. Il paziente è stato salvato prima grazie a un intervento di cardiochirurgia d’urgenza e, successivamente, attraverso una procedura endovascolare altamente innovativa: una settotomia aortica con guida elettrificata, eseguita con successo per la prima volta in Italia in un paziente con una malattia genetica che rende particolarmente fragile la parete dell’aorta.

Una malattia che può diventare fatale in poche ore

La dissezione aortica è una patologia potenzialmente letale, causata dalla separazione degli strati della parete dell’aorta. Il sangue penetra tra gli strati della parete e crea un secondo canale, la cosiddetta falsa luce. La membrana che si forma può ostacolare il normale flusso sanguigno e compromettere l’irrorazione di organi vitali come reni e intestino, fino a provocare, nei casi più gravi, la rottura dell’aorta e una conseguente emorragia fatale.

Nei pazienti giovani, una delle condizioni che può predisporre alla dissezione è la sindrome di Marfan, malattia genetica del tessuto connettivo che rende particolarmente vulnerabili le pareti dei grandi vasi. Tra le persone affette dalla sindrome sono stati annoverati anche personaggi storici come Niccolò Paganini, Abraham Lincoln e Charles de Gaulle.

Nel caso del quarantenne giunto alle Molinette, gli esami eseguiti presso la Medicina d’Urgenza, diretta dal professor Enrico Lupia, hanno evidenziato una dissezione acuta dell’aorta associata a una dilatazione del tratto più vicino al cuore. La priorità era scongiurare il rischio di una rottura imminente.

Il primo salvataggio: la cardiochirurgia

Il paziente è stato trasferito d’urgenza in Cardiochirurgia, dove il professor Mauro Rinaldi e la sua équipe hanno affrontato il primo tempo dell’emergenza.

L’intervento ha previsto la riparazione della valvola aortica e della valvola mitrale, oltre alla sostituzione dell’aorta ascendente e dell’arco aortico. L’operazione ha consentito di mettere in sicurezza il cuore e il tratto prossimale dell’aorta.

Ma la dissezione proseguiva lungo l’aorta fino alla sua terminazione. Nonostante il successo dell’intervento, la perfusione di alcuni organi rimaneva compromessa: reni e intestino continuavano a ricevere una quantità insufficiente di sangue.

Il problema si trovava quindi più a valle, all’interno del vaso. La membrana generata dalla dissezione agiva come una barriera, ostacolando il corretto passaggio del sangue verso alcune delle principali arterie dirette agli organi.

Una “cerniera” all’interno dell’aorta

A questo punto è entrata in campo la Chirurgia Vascolare universitaria, diretta dal professor Fabio Verzini, che ha proposto una soluzione particolarmente complessa e innovativa: una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata.

L’obiettivo era raggiungere l’aorta dall’interno e incidere longitudinalmente il setto della dissezione, evitando un intervento chirurgico aperto sull’addome e, soprattutto, riducendo al minimo la manipolazione esterna di una parete aortica resa estremamente fragile dalla sindrome di Marfan.

La strategia è stata studiata nei minimi dettagli anche grazie alla collaborazione scientifica con il Centro di Houston, diretto dal professor Gustavo Oderich.

La procedura è stata eseguita attraverso un accesso mini-invasivo dalle arterie inguinali. Sotto guida radiologica, un sottile filo metallico è stato portato all’interno dell’aorta fino a raggiungere la membrana che separava i due canali creati dalla dissezione.

A quel punto il filo è stato elettrificato e utilizzato come uno strumento di incisione controllata. Millimetro dopo millimetro, il setto è stato aperto longitudinalmente, secondo una tecnica che può essere paragonata all’apertura di una cerniera lungo una piega.

L’incisione ha consentito di ristabilire la comunicazione tra i due flussi sanguigni e di ridurre l’ostruzione delle arterie dirette agli organi.

Una procedura millimetrica in una parete estremamente fragile

Si è trattato del momento più delicato dell’intero percorso. In un paziente con sindrome di Marfan, infatti, la parete aortica presenta una fragilità particolarmente elevata e un gesto eccessivamente energico avrebbe potuto provocarne la lacerazione e determinare una rottura dell’aorta.

Il filo è stato quindi fatto avanzare progressivamente sotto il costante controllo delle immagini radiologiche, fino a ottenere un adeguato ripristino del flusso sanguigno verso reni e intestino.

La complicanza più temuta, la rottura dell’aorta, non si è verificata.

La procedura è stata eseguita dall’équipe della Chirurgia Vascolare universitaria con il professor Fabio Verzini e il dottor Matteo Ripepi, in collaborazione con il dottor Andrea Discalzi della Radiologia universitaria, diretta dal professor Paolo Fonio.

Durante l’intervento è stata garantita l’assistenza anestesiologica e rianimatoria dal dottor Cristian Salonia e dai colleghi dell’Anestesia e Rianimazione 2, diretta dalla dottoressa Chiara Melchiorri, nell’ambito del Dipartimento guidato dal dottor Maurizio Berardino.

La Cardiochirurgia, con il professor Mauro Rinaldi, il dottor Michele La Torre e i colleghi, è rimasta inoltre pronta a intervenire tempestivamente in caso di un’eventuale rottura dell’aorta.

Tre giorni dopo il paziente lascia l’ospedale

Il decorso post-operatorio è stato particolarmente favorevole. A soli tre giorni dalla procedura endovascolare, il paziente ha potuto lasciare l’ospedale, senza necessità di un percorso riabilitativo.

La rapidità del recupero non ridimensiona la gravità del quadro iniziale, ma rappresenta il risultato di una strategia costruita in due tempi, calibrata sull’evoluzione della dissezione e resa possibile dalla stretta collaborazione tra diverse discipline.

In questa vicenda, il confine tra la salvezza e la catastrofe era sottile quanto la membrana che separava i due canali dell’aorta. A riaprire quel passaggio è stato un filo metallico, ma a guidarlo sono state le immagini diagnostiche, l’esperienza degli specialisti e il lavoro coordinato di una squadra multidisciplinare composta da medicina d’urgenza, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, radiologia, anestesia e rianimazione.

Il caso richiama inoltre l’importanza della campagna “Think Aorta”: di fronte a un dolore toracico o addominale improvviso e intenso, riconoscere tempestivamente la possibile origine aortica può essere decisivo e consentire di intervenire prima che si verifichino complicanze irreversibili.

“L’ospedale Molinette si conferma ancora una volta un centro di eccellenza e innovazione, dove anche i casi più complessi trovano soluzioni avanzate. Sempre più pazienti scelgono la nostra struttura, riconosciuta per la capacità di trasformare in realtà ciò che altrove appare impossibile”, dichiara Livio Tranchida, Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.

GTT sostituisce i parchimetri: più di 600 al posto dei modelli vecchi

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Interfacce più intuitive, dispositivi con schermo touch e nuovi sistemi di pagamento per migliorare il servizio agli utenti

Pagare la sosta in città è oggi più semplice e immediato. GTT ha completato il rinnovo di 605 parcometri con nuovi apparecchi che offrono modalità di utilizzo più intuitive e nuovi sistemi di pagamento.

I nuovi dispositivi sono dotati di uno schermo touch a colori di grandi dimensioni che rende più semplici tutte le operazioni: dalla scelta della tariffa all’inserimento della targa del veicolo, fino alla selezione del metodo di pagamento. L’interfaccia è stata progettata curando ogni dettaglio dell’esperienza d’uso, così da accompagnare il cittadino in un percorso di acquisto chiaro, rapido e agevole.

È possibile pagare con carte di credito e debito, sia fisiche sia virtuali tramite smartphone e smartwatch, oltre che con le monete. È inoltre in corso l’estensione del pagamento tramite Satispay su tutti i nuovi apparecchi installati.

Il piano di rinnovo si è sviluppato in due fasi: dopo i primi 205 parcometri posizionati a fine 2025, nei mesi successivi si è completata l’installazione degli ultimi 400 apparati, sostituendo tutti i dispositivi in servizio dal 2006.

Parallelamente, GTT ha aggiornato anche i 252 parcometri di penultima generazione ancora in servizio, intervenendo sulla connettività con il passaggio dal 2G al 4G. L’aggiornamento consente di rendere più rapide e affidabili le operazioni di pagamento elettronico.

La rete cittadina conta oggi 857 parcometri, tutti aggiornati dal punto di vista tecnologico, per offrire un servizio più semplice e accessibile a chi parcheggia in città.

Arrestato il 73enne che ha travolto i ciclisti

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E’ stato arrestato per tentato omicidio l’automobilista 73enne che ieri ha  investito per due volte un gruppo di ciclisti a Lanzo Torinese. Dei sei quattro sono rimasti feriti e hanno avuto bisogno delle cure al CTO.

L’uomo, che si era costituito dai carabinieri, è agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Secondo i  testimoni, avrebbe superato il gruppo suonando il clacson. Un ciclista gli avrebbe rivolto un gesto e il 73enne avrebbe ingranato la retromarcia, travolgendo i ciclisti. Infine, inseguito dal gruppo avrebbe fatto inversione per dirigersi di nuovo contro il gruppo.

Tutti i gusti del mondo a Terra Madre Salone del Gusto Tra poco più di un mese a Torino

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Una selezione di laboratori, degustazioni e cene da vivere nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre

Quali sono i profumi della cucina persiana? Come cambia il cacao a seconda del Paese in cui viene coltivato? Quali erbe raccontano la tradizione dell’isola coreana di Ulleung? E come possono gli ingredienti di recupero trasformarsi in piatti d’autore? Sono solo alcune delle esperienze che attendono il pubblico di Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino.

La sedicesima edizione della manifestazione, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, con il patrocinio del Masaf e di Ismea, e dedicata al tema “Biodiversity – Be Diversity”, porterà nel capoluogo piemontese sapori, tradizioni e culture gastronomiche provenienti da tutto il mondo attraverso Laboratori del Gusto, Appuntamenti a Tavola, degustazioni e cene.

Tra i Laboratori del Gusto si potrà viaggiare dall’Azerbaigian, con il miele e i dolci della tradizione, alla Corea del Sud, alla scoperta delle erbe spontanee dell’isola di Ulleung. Non mancheranno degustazioni dedicate ai cacao provenienti da Africa, Asia e America Latina, ai vini ottenuti da antichi vitigni Criolla e ai sapori dell’Anatolia, con un percorso tra olive, vino e cucina mediterranea.

Gli Appuntamenti a Tavola vedranno protagonisti cuochi provenienti da diversi Paesi, che racconteranno il proprio territorio attraverso ricette e ingredienti tipici. Dalla cucina di mare dello Yucatán ai piatti della tradizione persiana, passando per il granchio blu reinterpretato in chiave gastronomica e per i menu dedicati alla cucina del recupero, ogni incontro metterà al centro biodiversità, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni locali.

Anche l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sarà protagonista con un ricco programma di incontri dedicati alla ricerca e all’innovazione nel settore alimentare. Studenti, alumni e produttori guideranno degustazioni e approfondimenti dedicati a pane, sidro, kombucha, caffè, dumpling e altri prodotti artigianali, raccontando il cibo come strumento di conoscenza, cultura e sviluppo.

Terra Madre Salone del Gusto si conferma così un grande viaggio tra i sapori del pianeta, un’occasione per conoscere culture diverse attraverso il cibo e scoprire il valore della biodiversità, trasformando per quattro giorni il centro di Torino in un punto di incontro tra produttori, cuochi, ricercatori e appassionati provenienti da ogni parte del mondo.

Artigianato piemontese, segnali di ripresa nel terzo trimestre ma i saldi restano negativi

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Piccoli segnali di miglioramento per l’artigianato piemontese, anche se il quadro economico continua a essere caratterizzato da diverse criticità. È quanto emerge dall’indagine congiunturale relativa al terzo trimestre 2026 realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su un campione di 2.250 imprese dei principali comparti produttivi e dei servizi.

Il dato più significativo riguarda l’occupazione. Il saldo previsionale migliora sensibilmente, passando dal -4,43% al -1,77%. Un andamento ancora negativo, dunque, ma con una riduzione di quasi tre punti percentuali della componente pessimistica rispetto alla precedente rilevazione.

Qualche miglioramento si registra anche sul fronte degli ordini. La previsione relativa all’acquisizione di nuovi ordini passa dal -20,65% al -20,22%, mentre quella relativa alla produzione complessiva sale dal -17,61% al -17,02%.

Ancora più evidente il cambiamento sul fronte dell’export. Il saldo relativo alle previsioni di acquisizione di nuovi ordini dall’estero passa infatti dal -46,61% al -41,90%. Anche in questo caso il dato rimane pesantemente negativo, ma la contrazione della componente negativa rappresenta un segnale di maggiore fiducia da parte delle imprese.

Per quanto riguarda le aziende che prevedono una diminuzione degli ordini provenienti dall’estero, la percentuale scende dal 49,49% al 47,20%, mentre rimane sostanzialmente stabile la quota di imprese che si attende un andamento regolare degli ordini per l’export, passata dal 47,63% al 47,50%.

Sul fronte degli investimenti emerge un altro elemento incoraggiante: diminuisce dal 70,07% al 66,89% la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti. Un dato che potrebbe indicare una maggiore propensione delle aziende a tornare a mettere risorse sul futuro, pur in un contesto ancora caratterizzato da prudenza.

Meno favorevole, invece, il quadro relativo agli incassi. La quota di imprese che prevede pagamenti regolari scende dal 66,02% al 63,43%. Rimane invece molto contenuta la percentuale relativa agli anticipi, che passa dallo 0,11% allo 0,65%.

Anche le prospettive relative all’inserimento di apprendisti restano negative: il saldo migliora leggermente, passando dal -24,49% al -23,58%, ma conferma la cautela delle imprese sul fronte delle nuove assunzioni.

Per Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, l’indagine descrive una situazione di «timida risalita», nella quale tuttavia i principali indicatori continuano a mantenere il segno meno.

Particolarmente importante, secondo Felici, è proprio il miglioramento delle prospettive occupazionali: il passaggio dal -4,43% al -1,77% viene interpretato come un primo segnale di inversione, seppure ancora fragile. Anche il recupero sul fronte dell’export viene considerato significativo, soprattutto in una fase nella quale le piccole imprese devono fare i conti con un quadro internazionale instabile.

Il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte richiama inoltre l’attenzione sul credito alle imprese, sostenendo la necessità di favorire maggiormente l’accesso ai finanziamenti per le realtà artigiane. Secondo Felici, il miglioramento dei saldi previsionali dovrebbe essere utilizzato come un’occasione per sostenere le micro e piccole imprese e accompagnarle verso una prospettiva di maggiore stabilità.

«La leggera flessione della negatività dei dati previsionali di questo semestre è positiva», osserva Felici, sottolineando però che il miglioramento non deve tradursi in un motivo per abbassare la guardia. Per il presidente dell’associazione servono infatti interventi capaci di ridurre l’incertezza e consentire alle imprese una programmazione di lungo periodo.

L’indagine, condotta attraverso un questionario telematico, ha coinvolto 2.250 imprese piemontesi appartenenti ai settori della produzione e dei servizi maggiormente rappresentativi del comparto artigiano regionale. I numeri restituiscono quindi un quadro ancora fragile, ma nel quale diversi indicatori mostrano una progressiva riduzione della componente negativa rispetto alle rilevazioni precedenti.

Strisce blu e ZTL, non si paga dal 10 al 23 agosto

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Il pagamento della sosta sulle strisce blu e della ZTL sarà sospeso dal 10 al 23 agosto 2026.

Dal provvedimento, disposto dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, sono escluse le ZTL “Trasporto Pubblico”, “Pedonale”, “Area Romana” e “Valentino”. Allo stesso modo, continuerà a essere dovuto il pagamento della sosta nei parcheggi automatizzati (a barriera) e in quelli in struttura gestiti da GTT.

Gli abbonamenti acquistati per il mese di settembre saranno utilizzabili a partire dal 24 agosto, mentre quelli di luglio lo saranno fino al 9 agosto.

Torino, domenica 9 agosto stop alla metro per lavori: bus sostitutivi lungo tutta la linea

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La metropolitana di Torino si fermerà per l’intera giornata di domenica 9 agosto per consentire interventi di manutenzione e aggiornamento delle infrastrutture. Dalle 7 alle 22 nessun treno sarà in servizio lungo la linea, dal capolinea ovest di Fermi fino a piazza Bengasi, a sud della città.

Per garantire comunque i collegamenti tra le stazioni, Gtt ha predisposto un servizio di bus sostitutivi in superficie, attivo lungo l’intero percorso della metropolitana. Sono previste 23 fermate in corrispondenza delle stazioni, così da consentire ai passeggeri di proseguire gli spostamenti senza interruzioni.

Gli interventi interesseranno in particolare i tunnel sotterranei, con lavori concentrati sui binari e sulle infrastrutture necessarie a garantire l’efficienza e la sicurezza della linea. Nel programma è previsto anche il completamento del rinnovo dei server centraliche governano il sistema della metropolitana e l’aggiornamento della rete di comunicazione.

Il servizio tornerà regolarmente in funzione a partire da lunedì 10 agosto, ma con le riduzioni di orario già previste. Dal lunedì al giovedì, la domenica e nei giorni festivi, le ultime partenze dai due capolinea saranno alle 21.30. Il venerdì e il sabato, invece, i treni continueranno a circolare fino all’una di notte.

Lite sulla strada, poi l’auto contro il gruppo: sei ciclisti feriti a Lanzo, uno grave

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Una discussione nata per motivi apparentemente banali si è trasformata in pochi istanti in un episodio dai contorni drammatici. È accaduto questa mattina a Lanzo Torinese, lungo la strada in direzione del ponte di Coassolo, dove sei ciclisti sono stati investiti da un’automobile.

L’episodio si è verificato intorno alle 9.45. Stando ai primi elementi raccolti, poco prima dell’impatto sarebbe scoppiato un alterco tra il gruppo di ciclisti e il conducente della vettura. Al termine della discussione, l’uomo avrebbe rimesso in moto l’auto e avrebbe colpito intenzionalmente i ciclisti in retromarcia.

Una volta avvenuto l’investimento, il conducente avrebbe fatto inversione e si sarebbe allontanato, mentre sul posto scattavano i soccorsi.

Il bilancio è di sei feriti. Due persone hanno riportato conseguenze particolarmente serie e per una di loro si è reso necessario il trasporto in ospedale con l’elisoccorso. Il ciclista è attualmente in prognosi riservata.

Nel frattempo, le forze dell’ordine si sono messe sulle tracce dell’automobilista. Secondo le informazioni riportate dalla cronaca locale, l’uomo sarebbe stato successivamente individuato dai carabinieri della Compagnia di Venaria e accompagnato in caserma. Nei suoi confronti dovrebbero essere effettuati anche accertamenti tossicologici.

La dinamica resta comunque da chiarire nei dettagli. Gli investigatori stanno ricostruendo quanto accaduto prima, durante e dopo l’investimento, verificando anche le testimonianze e gli altri elementi utili a stabilire le responsabilità.