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Gli spazi della memoria, Cimitero Monumentale: ripristino delle arcate e ampliamento del roseto

Un investimento complessivo di oltre 850 mila euro per interventi di conservazione, manutenzione e ampliamento degli spazi dedicati alla memoria. È quanto previsto dalle quattro delibere approvate oggi dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessora Chiara Foglietta, per il Cimitero Monumentale di Torino.

L’intervento più rilevante, per un valore di 650 mila euro, riguarda la messa in sicurezza e il restauro delle “arcate” del Monumentale, che saranno oggetto di un profondo intervento di recupero. I lavori, finanziati da AFC Torino S.p.A., consentiranno di rimediare ai gravi danni causati da una serie di furti di rame che avevano compromesso il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il progetto, che ha già ricevuto il via libera della Soprintendenza, prevede la sostituzione degli elementi trafugati con nuove coperture in piombo e il contestuale risanamento delle murature ammalorate dalle infiltrazioni, garantendo così la conservazione di uno degli spazi monumentali più preziosi della città.

Sempre al Monumentale, un secondo investimento di 208 mila euro permetterà di ampliare il Roseto di corso Novara, il luogo dedicato alla dispersione delle ceneri. La scelta risponde a un cambiamento culturale ormai consolidato tra i torinesi, che dal 2008 richiedono questa pratica con frequenza sempre maggiore. L’intervento prevede la realizzazione di 13 nuove aree, progettate per garantire la continuità estetica e il carattere raccolto del giardino esistente. Grazie a questo ammodernamento, che include anche l’aggiornamento dei sistemi video per la proiezione dei nomi, il Roseto potrà accogliere le richieste dei cittadini per i prossimi vent’anni. Tutti gli interventi saranno finanziati con fondi propri di AFC Torino S.p.A.

“Con questi interventi prosegue il lavoro di cura e valorizzazione del Cimitero Monumentale, un luogo che rappresenta insieme memoria collettiva, patrimonio storico e servizio pubblico per la città – commenta l’assessora Foglietta-.  Da un lato interveniamo per recuperare e mettere in sicurezza spazi di grande valore artistico e architettonico come le arcate, gravemente danneggiate dai furti degli ultimi anni; dall’altro investiamo per adeguare i servizi cimiteriali ai cambiamenti nelle esigenze e nelle scelte delle cittadine e dei cittadini, come dimostra l’ampliamento del Roseto dedicato alla dispersione delle ceneri”.

Le altre due delibere riguardano invece l’assegnazione gratuita di aree del Cimitero Monumentale a congregazioni religiose, secondo una prassi avviata dalla Città negli anni Cinquanta. In particolare, vengono individuati nuovi spazi per l’inumazione delle appartenenti all’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata per le Missioni Estere e all’Istituto delle Suore di Carità di Santa Maria dette del “Buon Consiglio”.

Le aree, rispettivamente da 170 e 74 metri quadrati, saranno destinate a sepolture comuni riservate alle religiose delle congregazioni, con manutenzione e sistemazione a carico degli enti assegnatari. Le assegnazioni avranno durata di quindici anni e si inseriscono nella continuità di una tradizione cittadina che riconosce la specificità delle comunità religiose presenti sul territorio.

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Carenze igienico‑sanitarie, un arresto e oltre 16mila euro di sanzioni

Blitz della polizia tra San Salvario, Porta Nuova e Millefonti: l’operazione, coordinata dal Commissariato “Barriera Nizza” con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, la Polfer di Porta Nuova, Carabinieri, Guardia di Finanza, ASL‑SIAN, Polizia Municipale della Circoscrizione 8 e i Vigili del Fuoco, ha portato al controllo di 92 persone, con un arresto, tre denunce, 5 esercizi commerciali ispezionati e 13 veicoli verificati. Le sanzioni amministrative superano i 16.600 euro.

Le verifiche nei locali hanno dato esiti concreti. In via Nizza il titolare di un ristorante è stato multato per oltre 7.000 euro perché aveva avviato l’attività senza le previste comunicazioni amministrative e sanitarie. In via Saluzzo gli operatori hanno contestato la mancata esposizione dei prezzi (sanzioni per oltre 900 euro). L’ASL, riscontrando gravi carenze igienico‑sanitarie, ha disposto il sequestro e la distruzione di circa 50 kg di alimenti e la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni previste. Nel locale gli agenti hanno poi identificato un lavoratore privo di permesso di soggiorno. Il titolare è stato denunciato per impiego di manodopera irregolare.

Una sala cinematografica in via Principe Tommaso non disponeva delle autorizzazioni necessarie: i vigili del fuoco hanno sospeso l’attività per problemi di sicurezza e la struttura ha ricevuto una multa di oltre 1.500 euro. In via Madama Cristina gli ispettori hanno segnalato violazioni amministrative, carenze igieniche e occupazione abusiva di suolo pubblico, con sanzioni per oltre 2.000 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha scoperto una lavoratrice “in nero”, ha comminato multe per più di 4.400 euro e ha disposto la sospensione dell’attività.

Infine, nell’area della stazione Porta Nuova gli agenti hanno denunciato e sanzionato due persone per inottemperanza all’ordine del Questore. Uno dei due è stato anche segnalato per porto ingiustificato di un coltello, sequestrato. Nel medesimo intervento hanno poi arrestato un 27enne senegalese trovato con 31 dosi di crack (circa 25 grammi) e 125 euro in contanti.

Il procedimento penale è nelle fasi iniziali delle indagini; l’indagato mantiene la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Rapinatore seriale delle farmacie, dopo sette colpi un arresto

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Negli ultimi giorni di aprile, i Carabinieri della Tenenza di Nichelino (TO) e della Sezione Operativa della Compagnia di Moncalieri (TO) hanno individuato, rintracciato ed arrestato un quarantunenne torinese, senza fissa dimora, con precedenti penali e di polizia, ritenuto responsabile di aver commesso almeno sette rapine ad altrettanti esercizi commerciali, per lo più farmacie, di Torino, Nichelino (TO) e Moncalieri (TO).

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il presunto rapinatore avrebbe effettuato il primo “colpo” della serie il 19 marzo scorso, assaltando la farmacia di via dei Martiri a Nichelino (TO); poi non si sarebbe più fermato mettendo a segno altre sei rapine, l’ultima delle quali in una farmacia di Via Nizza a Torino, a fine aprile, con un bottino complessivo di varie migliaia di euro.

A far cessare la “striscia” hanno provveduto i militari dell’Arma che, grazie all’incrocio delle attività di indagine tecniche e testimoniali, sono riusciti ad identificare l’autore e a bloccarlo prima che ne commettesse altre.

L’uomo è stato arrestato in stato di fermo in quanto gravemente indiziato del reato di “rapina aggravata” e tradotto in carcere, presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino; il provvedimento è stato convalidato dal Tribunale di Torino che ne ha disposto la permanenza in carcere.

 

Maldive, recuperati i corpi degli ultimi due sub: sono Sommacal e Oddenino

Si sono concluse alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi dei cinque sub italiani morti durante una tragica immersione nella grotta marina di Alimathà. Questa mattina sono state recuperate le salme di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino. Si trattava degli ultimi due corpi dispersi ancora intrappolati nella parte più profonda della cavità sommersa.

Leggi l’articolo su L’identità:

Maldive, recuperati i corpi degli ultimi due sub: sono Sommacal e Oddenino

Riaperto il 16° piano con il reparto di degenza di Ortopedia e Traumatologia 1 del Cto

Dopo più di 5 anni dalla chiusura, riapre il 16° piano dell’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino con il reparto di degenza e i posti letto per l’ortopedia e la traumatologia e per accorciare le relative liste d’attesa. E’ stato inaugurato alla presenza della campionessa olimpica Federica Brignone, di Andrea Tronzano, Livio Tranchida, Alessandro Massé, Paola Cassoni, Lorenzo Angelone.

Il piano era stato chiuso definitivamente ad aprile 2021 a causa di una grave insufficienza degli impianti di climatizzazione esistenti.

Il costo dell’opera è stato di circa 805mila euro. A partire da luglio 2025 il reparto è stato interessato da un intervento di ristrutturazione degli impianti di climatizzazione e di ricambio dell’aria al fine di permetterne la riattivazione definitiva, finanziato con i fondi ex art. 71 Legge 448/1998 per un valore di circa 584mila euro.

E’ stato contestualmente effettuato, attraverso fondi aziendali (circa 221mila euro), un intervento di adeguamento alla normativa cogente sugli impianti di illuminazione, antincendio, gas medicali e relativa umanizzazione.

Il reparto, dotato di 21 posti letto (dieci stanze da due letti e una singola), è stato attivato a partire dalla giornata di ieri. Inizialmente verranno utilizzati 10 posti letto.

Sarà assegnato alla Ortopedia e Traumatologia 1 universitaria (diretta dal professor Alessandro Massé) ed accoglierà la patologia elettiva, in particolar modo protesica.

Il nuovo assetto strutturale ed organizzativo del reparto risponde pienamente ai più moderni criteri di sicurezza, funzionalità ed umanizzazione degli spazi di cura, oltre che garantire una maggiore ricettività verso la chirurgia di elezione, sempre in sofferenza per la crescente richiesta traumatologica.

“La riapertura del reparto di degenza di Ortopedia e traumatologia 1 al 16mo piano dell’ospedale Cto è un tassello importante per la struttura torinese che è un centro di riferimento per tutto il territorio – dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori alla Sanità Federico Riboldi e al Bilancio Andrea Tronzano – Ringraziamo la Direzione generale e tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato, a distanza di 5 anni dalla chiusura. È un segnale di inversione di tendenza rispetto al passato che ci stimola a proseguire nel lavoro di ammodernamento della Città della Salute e della Scienza in attesa della nuova sede. Negli ultimi anni abbiamo affrontato e stiamo affrontando sfide molto impegnative, portando avanti un percorso serio di rafforzamento della rete sanitaria attraverso interventi concreti e programmati. Le risorse pubbliche devono tradursi in opere utili, servizi migliori e maggiore capacità di risposta ai territori. Questa inaugurazione dimostra che quando istituzioni, direzioni sanitarie e personale lavorano insieme, i risultati arrivano. Un ringraziamento particolare va ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e a tutto il personale del CTO. Dietro ogni reparto che apre o si rinnova ci sono professionalità, dedizione e spirito di servizio. È grazie al loro lavoro quotidiano se il nostro sistema sanitario continua ad essere un presidio fondamentale di coesione sociale e tutela della persona”.

“Riaprire il 16° piano dell’ospedale Cto dopo più di cinque anni dalla chiusura è una tappa significativa e fondamentale. Dal mio insediamento sono stati chiusi 43 cantieri e ne abbiamo aperti 36 negli ospedali di Città della Salute. Dopo la riapertura del blocco operatorio del quarto piano e del 16° piano, la nostra attenzione è rivolta al cantiere del Pronto soccorso del Cto, i cui lavori sono in fase di ultimazione. Colgo l’occasione per ricordare che a breve partirà il cantiere della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette con nuove sale operatorie e nuova terapia intensiva, atteso da oltre trent’anni. Poi entro l’autunno entrerà nel vivo il cantiere del Pronto soccorso delle Molinette con l’avvio della Fase 1” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Bimba di due anni muore travolta dall’auto del padre

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Una tragedia si è consumata a Bollengo, alle porte di Ivrea. Una bambina di due anni ha perso la vita dopo essere stata accidentalmente investita dall’auto guidata dal padre nel cortile di casa.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo stava per accompagnare la piccola all’asilo e, durante una manovra nel cortile dell’abitazione, non si sarebbe accorto della presenza della bambina, travolgendola. I genitori hanno immediatamente trasportato la figlia all’ospedale di Ivrea, ma per la bimba non c’è stato nulla da fare.

Più di 800mila accessi alla metropolitana durante il Salone del libro

A conclusione del 38° Salone Internazionale del Libro, GTT traccia un bilancio positivo. I numeri testimoniano la scelta di migliaia di visitatori e cittadini di affidarsi al trasporto pubblico locale per raggiungere il Lingotto Fiere.

I FLUSSI DELLA METROPOLITANA

La rete della metropolitana è stata il fulcro della mobilità dell’evento, registrando oltre 810.000 accessi complessivi.

L’impatto del Salone sui flussi abituali della città emerge chiaramente dal confronto con i periodi ordinari: durante i giorni della kermesse l’utilizzo della metro è cresciuto del 36% rispetto a una settimana tipo, con un picco straordinario nel weekend, dove si è registrato un +72% di passeggeri rispetto a un normale fine settimana.

OTTIMI RISULTATI ANCHE PER LA RETE DI SUPERFICIE

Anche i bus diretti verso il polo espositivo hanno registrato flussi importanti. Sulle linee 18, 34, 63B e 74 sono state rilevate circa 26.000 validazioni complessive.

In particolare, spiccano i numeri della linea 18, oggetto di un piano di potenziamento specifico per l’evento, che fino a domenica 17 maggio ha registrato da sola ben 20.464 validazioni.

CRESCE LA DIGITALIZZAZIONE E LA VENDITA DI TITOLI DI VIAGGIO, +19%

I riscontri sul fronte della vendita dei biglietti evidenziano una spiccata tendenza degli utenti verso le soluzioni digitali e dematerializzate:

  • Biglietti Digitali (Tap&Go e App To Move): sono stati venduti indicativamente 205.000 biglietti, con una crescita del 19% rispetto al 2025, a conferma della comodità del pagamento contactless direttamente ai tornelli e dello smartphone come titolo di viaggio

  • Biglietti City 100: sono stati acquistati circa 12.500 biglietti, registrando un balzo in avanti del 27% rispetto allo scorso anno, grazie anche alle postazioni Infopoint nelle stazioni della metro e allo stand interno.

L’afflusso è stato gestito con successo grazie al potenziamento del servizio e al grande sforzo organizzativo e del personale GTT, che ha garantito una mobilità efficiente, rapida e sostenibile per uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la città di Torino.

Torino, 18 maggio 2026

Dati definitivi di adesione allo sciopero generale di ieri di 24 ore indetto dall’ Organizzazione Sindacale USB +++

L’adesione complessiva dei dipendenti è stata del 18,2%. L’adesione complessiva del personale viaggiante è stata del 25%.
Il servizio della Metropolitana è stato garantito per tutta la giornata e sarà regolare fino a mezzanotte.

Nuovi fondi per le scuole di montagna più isolate

La Giunta regionale ha ampliato a 750.000 euro le risorse per garantire i servizi scolastici nei territori montani del Piemonte per l’anno scolastico 2026/27.

Alla dotazione iniziale di 340.000 euro ne sono stati aggiunti ulteriori 410.000, portando il totale a 750.000 euro attivando così l’intera programmazione prevista dalla legge regionale n. 14/2019 sullo sviluppo e la tutela della montagna. Una misura confermata e rafforzata anno dopo anno: dai 528.000 euro del 2024 si è passati ai 633.000 del 2025 e ai 750.000 di quest’anno.

L’incremento dei fondi permetterà di finanziare il mantenimento in funzione di scuole dell’infanzia e primarie nei Comuni montani più isolati. Il precedente stanziamento riguarda invece la razionalizzazione delle pluriclassi: nelle scuole di montagna è frequente che bambini di età e livelli diversi condividano la stessa aula con un unico insegnante, per insufficienza di iscritti. Il contributo regionale consente di coprire i costi per personale aggiuntivo o per l’estensione dell’orario di servizio, riducendo il numero di classi accorpate e avvicinando la qualità della didattica a quella garantita nelle scuole di pianura.

L’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo sottolinea che «con questa delibera si completa la programmazione sulle scuole montane agendo su due fronti e si rafforza la capacità di intervento della Regione con l’obiettivo di garantire continuità e qualità del servizio scolastico, sostenendo le famiglie e contribuendo alla tenuta delle comunità montane».

L’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni è sulla stessa lunghezza d’onda: «Una scuola di montagna aperta significa una comunità viva, famiglie che scelgono di restare e bambini che crescono nel proprio territorio con le stesse opportunità degli altri studenti piemontesi. La scuola è un presidio di futuro e il luogo dove si costruisce l’identità: mantenerla viva vuol dire dare ai giovani un motivo in più per credere nel loro territorio e scegliere di restarci».

A fare da tramite tra la Regione e le scuole sono le Unioni montane, che raccolgono le esigenze dei plessi del proprio territorio, presentano le domande di contributo attraverso la piattaforma regionale Findom e gestiscono i fondi in collaborazione con gli istituti scolastici di riferimento. Le risorse sono erogate in due parti: un acconto fino al 90% dell’importo riconosciuto all’avvio dell’anno scolastico, il saldo a rendicontazione avvenuta al termine delle lezioni.

Quasi 200 ragazzi coinvolti a Torino nella truffa del voucher cultura

Anziché utilizzare il bonus cultura per l’acquisto di libri, come previsto dalla normativa, trasformavano i voucher in denaro contante da spendere liberamente. È la frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Torino, che ha portato a sanzioni superiori a 1,3 milioni di euro e coinvolto 190 giovani.

I ragazzi venivano avvicinati attraverso i social network, talvolta anche tramite influencer, con una proposta allettante: convertire i 500 euro del voucher in una cifra più bassa ma immediatamente disponibile in contanti. Molti hanno accettato il meccanismo illecito, che ora rischia di avere pesanti conseguenze economiche per le famiglie, chiamate a pagare multe di migliaia di euro.

Al centro dell’indagine c’è un commerciante torinese operante nell’e-commerce, denunciato con l’accusa di truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di fondi pubblici. Secondo gli investigatori, sui circa 95 mila euro complessivi dei bonus utilizzati dai giovani, l’uomo sarebbe riuscito a trattenere per sé oltre 83 mila euro.

Giovani agricoltori, dalla Regione bando record da 20 milioni di euro  per il ricambio generazionale e l’ innovazione

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Un bando con la dotazione record di 20 milioni di euro per l’insediamento dei giovani in agricoltura e la nascita di nuove aziende agricole under 41 in Piemonte: è una somma quasi doppia rispetto agli 11,6 milioni del bando precedente.

Lo hanno voluto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che illustrano: «Una delle sfide cruciali della nostra agricoltura, sottolineata con forza dalle associazioni di categoria e dall’intero mondo produttivo, è il ricambio generazionale. Anche in Piemonte l’agricoltura condivide negli ultimi anni il trend della contrazione complessiva del numero di aziende a fronte di un aumento delle superfici produttive, ma anche di un progressivo invecchiamento. Eppure vediamo che sempre più giovani sono attratti dal mondo rurale, dalle produzioni agroalimentari di qualità e dalla possibilità di applicare approcci innovativi nell’uso di risorse, tecniche e tecnologie. Servono incentivi che diano la scossa, che incoraggino con strumenti concreti i giovani fino a 40 anni a subentrare nelle aziende o avviarle da zero. Grazie a questo bando che verrà pubblicato nei prossimi giorni, la Regione Piemonte li accompagna nella fase di startup per valorizzare il contributo di innovazione, idee ed entusiasmo indispensabile nella nuova fase di rilancio e promozione dell’eccellenza agroalimentare piemontese».

In soli 2 anni la dotazione regionale per i giovani agricoltori è passata da 400mila euro a 20 milioni, oltre ai bandi per l’agricoltura di precisione e innovativa cui possono partecipare anche i giovani già beneficiari degli altri bandi. L’ultimo ha consentito la partenza di 299 aziende agricole under 41 in tutto il Piemonte, facendo crescere il numero complessivo di 444 unità dalle 5.902 del 2023-24 alle 6.346 del 2025, con una crescita del 7,5% e un’incidenza del 15% sul totale delle imprese agricole piemontesi.

I fondi provengono per il 40,70% da fondi europei, per il 41,51% da fondi statali e per i17,79% da risorse regionali. Il premio di insediamento è erogato in conto capitale: per poterne beneficiare, il giovane imprenditore dovrà assumere la carica di capo di un’azienda agricola, presentando un dettagliato Piano Aziendale. Ecco come funziona il premio d’insediamento:

  • Insediamento di un solo giovane (impresa individuale): € 45.000, con una maggiorazione di € 10.000 se l’insediamento avviene in zona di montagna.

  • Insediamento congiunto di due giovani (soci): € 35.000 per ciascun giovane, con una maggiorazione di € 8.000 per ciascuno in caso di insediamento in zona di montagna.

  • Insediamento congiunto di più di due giovani (fino a un massimo di cinque): € 30.000 per ciascun giovane, con una maggiorazione di € 5.000 per ciascuno se l’insediamento avviene in zona di montagna.

Aggiunge l’assessore Bongioanni«I criteri premiali del bando attribuiscono inoltre punteggi maggiori o precedenze all’imprenditoria femminile, agli insediamenti che aderiscono ai regimi di qualità come produzioni Dop, Igp, Doc, Docg e bio, a quelli in aree marginali o sottoposte a particolari regimi di tutela ambientale, a quelli particolarmente attenti all’utilizzo delle risorse idriche. È un bando pensato per coniugare il potenziale di competitività e sviluppo delle nostre giovani imprese con le trasformazioni dei mercati e l’evoluzione delle loro richieste e sensibilità, cui la giovane imprenditoria piemontese è pronta a rispondere con idee ed entusiasmo».

Il bando verrà pubblicato nei prossimi giorni e resterà aperto fino al 15 settembre 2026.