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Chiusi di notte nella Mole. Quattro giovani francesi volevano fare parkour

La disciplina sportiva che prevede salti e arrampicate a corpo libero

giovani francesi tra i 25 e i 28 anni sono stati sorpresi nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 maggio all’interno della Mole Antonelliana di Torino. A far intervenire i carabinieri del nucleo radiomobile è stata la segnalazione degli addetti alla sicurezza della struttura.

I ragazzi, tre uomini e una donna, avevano trascorso la notte nell’edificio dopo essere riusciti a evitare i controlli all’orario di chiusura. In un primo momento hanno raccontato di essersi fermati per godersi il panorama della città, ma gli accertamenti hanno poi evidenziato che si trattava di appassionati di parkour.

Con loro sono stati trovati coperte e materassi gonfiabili usati per accamparsi all’interno della Mole. I quattro sono stati identificati e denunciati.

Salone del Libro, hotel torinesi pieni all’85%

I grandi eventi continuano a essere un elemento fondamentale per la crescita economica e turistica di Torino. Manifestazioni culturali e fieristiche richiamano ogni anno migliaia di visitatori, con effetti positivi su hotel, ristoranti, negozi e trasporti, contribuendo a rafforzare il ruolo della città tra le principali mete urbane italiane.

I dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte e di Visit Piemonte confermano il trend positivo: nel 2025 il Piemonte ha superato i 18 milioni di presenze turistiche, mentre Torino si è confermata il principale polo regionale per numero di pernottamenti e flussi turistici.

In questo contesto, il Salone Internazionale del Libro di Torino si conferma uno degli appuntamenti più importanti per il comparto turistico-ricettivo cittadino. Secondo le prime stime diffuse da Federalberghi Torino, l’occupazione media delle camere durante i giorni della manifestazione potrebbe raggiungere l’80-85%, con valori ancora più alti nelle strutture del centro.

Il Salone continua quindi a rappresentare un forte richiamo per visitatori, operatori del settore editoriale e appassionati provenienti da tutta Italia, generando ricadute economiche diffuse sull’intera città.

“Torino, 10 anni di unioni civili”: a Palazzo Civico le celebrazioni 

A dieci anni dall’approvazione della Legge 76 dell’11 maggio 2016, la Città di Torino ha celebrato questa mattina a Palazzo Civico il traguardo delle unioni civili con una cerimonia istituzionale dedicata alle coppie che nel 2016 scelsero di unirsi civilmente.

L’appuntamento, dal titolo “Torino, 10 anni di Unioni civili”, organizzato in collaborazione con il servizio LGBT della Città di Torino, ha rappresentato non soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione di riflessione sul percorso dei diritti civili in Italia. La Legge 76/2016 ha infatti introdotto il riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso attraverso un istituto distinto dal matrimonio, lasciando però ancora aperte alcune questioni legate al pieno accesso ai diritti, tra cui adozioni e stepchild adoption.

L’iniziativa si è svolta nella sala Carpanini di Palazzo Civico alla presenza di venti delle coppie protagoniste di quel passaggio storico, accolte dal sindaco Stefano Lo Russo, insieme agli assessori comunali ai Diritti e ai Servizi Anagrafici Jacopo Rosatelli e Francesco Tresso. Sul palco sono intervenuti Margherita Jannon del coordinamento Torino Pride e Maurizio Gelatti del comitato Torino Europride 2027, poi le conclusioni sono state affidate al primo cittadino.

“Oggi – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo – celebriamo le prime coppie che si sono unite civilmente a Torino grazie alla Legge Cirinnà e speriamo davvero che questo, come già avviene per le nozze d’oro, possa diventare un appuntamento fisso tra le celebrazioni istituzionali della Città.
Le unioni civili sono state la tappa importante di un percorso, ma certamente non il traguardo. Dobbiamo guardare al matrimonio egualitario come un ulteriore punto che consente di incarnare pienamente i valori di cittadinanza e di eguaglianza che sono patrimonio dell’Unione Europea, di cui peraltro oggi celebriamo la festa. È un giorno di gioia e di condivisione, in cui celebriamo quello che fu un risultato importante, ma anche di lotta e di speranza, perché vogliamo guardare con ottimismo al futuro. La Torino che vogliamo è una città che si impegna quotidianamente affinché tutte e tutte si sentano egualmente rappresentati ed è con questo spirito che ci prepariamo ad accogliere l’Europride il prossimo anno”.

È stato poi il momento delle foto ricordo con la consegna di una pergamena commemorativa come riconoscimento simbolico del percorso compiuto e del valore sociale delle unioni civili.

Dati e andamento a Torino

A Torino, l’andamento delle unioni civili negli ultimi dieci anni evidenzia un forte avvio nel biennio immediatamente successivo all’entrata in vigore della legge, con 101 unioni costituite nel 2016 e un picco di 155 nel 2017. Dopo una fase di assestamento, segnata anche dal calo del 2020 (42 unioni, in un contesto condizionato dall’emergenza pandemica), i numeri hanno progressivamente ripreso a crescere fino a raggiungere nuovamente valori elevati negli ultimi anni: 99 unioni nel 2024 e 90 nel 2025. Complessivamente dal 2016 sono state 855 le unioni civili costituite a Torino.

Significativo anche il dato delle trascrizioni, che testimonia la mobilità delle coppie e l’attrattività della città: nel 2023 si registrano 41 trascrizioni di unioni costituite fuori Torino, mentre le trascrizioni estere raggiungono il valore più alto nel 2024 con 38 casi.

Complessivamente, il fenomeno appare stabile e radicato nel tessuto cittadino, mentre il numero degli scioglimenti rimane contenuto, con un massimo di 14 casi nel 2023, a fronte delle decine di nuove unioni costituite ogni anno. Un quadro che conferma come le unioni civili rappresentino oggi una realtà consolidata e significativa.

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Dalla Regione i fondi per la sicurezza delle piste da sci

Assegnati dalla Regione Piemonte contributi per un importo complessivo di 4.484.000 euro destinati alla sicurezza delle aree sciabili e al sostegno della gestione degli impianti di risalita.

Viene così assicurata la copertura finanziaria di tutte le 43 istanze pervenute dai gestori operanti sull’intero arco alpino piemontese, confermando la piena operatività della programmazione regionale per la stagione 2024/2025.

«Il sistema neve piemontese è un’infrastruttura essenziale per l’economia e la tenuta sociale delle nostre valli – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna e Sistema Neve Marco Gallo – Garantire piste sicure e impianti efficienti non è solo un sostegno al turismo, ma un investimento necessario per mantenere la montagna viva, abitata e competitiva. Con questo stanziamento rispondiamo alle esigenze dei 43 comprensori piemontesi che hanno richiesto il supporto della Regione: un atto che riconosce l’eccellenza internazionale delle grandi stazioni e, al contempo, il valore insostituibile dei piccoli impianti, attori determinanti per l’equilibrio e lo sviluppo delle proprie vallate».

Il sistema di finanziamento si fonda sulla legge regionale n.2 del 2009, con cui il Piemonte disciplina in modo organico la sicurezza nella pratica degli sport montani e la gestione delle aree sciabili. La norma stabilisce il principio secondo cui la garanzia di condizioni di sicurezza e il mantenimento delle infrastrutture sciistiche non sono semplici attività commerciali, ma servizi di interesse generale necessari per lo sviluppo economico e la tutela dell’incolumità pubblica nelle terre alte.

Nello specifico, la dotazione finanziaria è ripartita tra soggetti privati (4.410.000 euro) e amministrazioni pubbliche (74.200 euro) e interviene su due linee previste dalla legge: quella dedicata alla tutela della salute degli utenti, al soccorso sulle piste e all’innevamento programmato, e quella finalizzata al supporto delle spese di gestione per le microstazioni, presidi essenziali per l’economia locale.

L’architettura del provvedimento pone la massima priorità alla prevenzione: il 90% degli stanziamenti è vincolato a interventi diretti per la sicurezza e la tenuta del manto nevoso. Il sostegno alle microstazioni garantisce invece la copertura dei costi operativi indispensabili per mantenere aperti impianti che, per molte comunità, rappresentano la principale infrastruttura di servizio e di prossimità.

Fondi in arrivo per 5 nuovi Distretti del Commercio. La Regione: «Più servizi e presidio delle periferie»

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La Giunta Regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo Paolo Bongioanni, ha approvato uno stanziamento di 100mila euro grazie al quale potranno essere costituiti e sostenuti nelle spese d’avviamento 5 nuovi Distretti del Commercio, due dei quali potranno nascere a Torino. La somma – messa a disposizione a bilancio dall’assessore al Bilancio e Attività Produttive Andrea Tronzano – sarà assegnata tramite un bando che verrà pubblicato nelle prossime settimane e consentirà di intervenire con un sostegno di 20mila euro per ogni nuovo distretto.

Spiega l’assesssore Bongioanni: «Ho fatto questa delibera per soddisfare una forte richiesta del territorio che chiede di avere sul territorio altri Distretti del commercio, strumenti che in tutto il Piemonte si stanno rivelando uno strumento strategico per contrastare la desertificazione commerciale, per sostenere l’organizzazione e il miglioramento dei servizi al servizio delle comunità e rilanciare gli esercizi di vicinato. Proprio per questo, con questa delibera, ho modificato la normativa precedente togliendo il vincolo che prevedeva che Torino potesse avere al massimo due distretti, portando a tre il numero istituibile. Una scelta che consente una copertura ancora più capillare dell’area urbana e più rispondente alle specifiche esigenze di ogni quartiere».

Commentano il vicepresidente della Giunta regionale Maurizio Marrone e l’assessore Tronzano«Un distretto commerciale forte è anche un presidio di vitalità e controllo del territorio, e quindi di sicurezza sociale in contesti periferici e difficili. Con particolare riferimento alle periferie urbane di Torino, i negozianti che tengono esercizi di prossimità a fronteggiare spaccate e degrado sono eroi che devono trovare al loro fianco le istituzioni. Per questo motivo, poter accompagnare la nascita di due nuovi distretti in Torino è un intervento di straordinaria importanza per rilanciare il commercio di prossimità, con tutto il volano di effetti positivi che esso porta con sé per il tessuto urbano e i suoi abitanti».

Il bando è rivolto alle Amministrazioni comunali. La spesa progettuale ammissibile per l’istituzione di un nuovo Distretto ammonta a 25mila euro: le agevolazioni concesse della Regione Piemonte coprono fino all’80% della spesa, ossia 20mila euro per ogni progetto. Condizione necessaria per l’attivazione del Distretto è un protocollo d’intesa stipulato tra l’Amministrazione comunale (o le Amministrazioni comunali nel caso di Distretto diffuso) e almeno una fra le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per il settore del commercio a livello provinciale. In aggiunta a questi partner stabili possono aderire al Distretto altri soggetti interessati. È prevista l’istituzione di un solo Distretto Urbano per ogni Comune, con l’eccezione del Comune capoluogo di Regione che potrà procedere all’istituzione di ulteriori due Distretti oltre a quello già esistente, per un massimo di tre Distretti del Commercio.

Torino ha attualmente un Distretto Urbano del CommercioL’area del Distretto di Torino include il centro storico della città e altre zone limitrofe che comprendono piazza Vittorio Veneto e i Murazzi, Porta Palazzo e l’ambito di Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi e via Nizza, piazza Statuto. Si tratta di un’area che ospita circa 7.800 esercenti, più di 200 attività ricettive1.690 esercizi pubblici di somministrazione, oltre ad alcune centinaia di attività di servizi alla persona. Da tempo le associazioni di categoria sottolineano come un solo distretto sia ormai inadeguato per rispondere alle dimensioni territoriali del capoluogo, per capacità di copertura del territorio e rispondenza alle caratteristiche specifiche e al tessuto economico composito dei diversi quartieri.

Con i nuovi 5 Distretti del Commercio il numero di quelli attivati in Piemonte salirà a 103, di cui 78 già operativi e 20 in corso di avviamento.

Cosa potrà essere finanziato attraverso questo intervento?

– Spese per la definizione e sottoscrizione del protocollo d’intesa obbligatorio necessario all’individuazione, funzionamento e costituzione del Distretto del Commercio, comprensive di attività di accompagnamento al partenariato, consulenze specialistiche, attività di informazione, ecc.

– Spese per la predisposizione del programma strategico di interventi per il Distretto del Commercio, comprensive di analisi sul tessuto economico del territorio interessato, approfondimenti specialistici, ecc.

– Spese di formazione, di comunicazione e di marketing territoriale per il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprese del commercio nell’esperienza del Distretto del Commercio e per la promozione dell’iniziativa

– Eventuali spese di incarico di un manager di Distretto.

Dall’Umbria a Torino: il 17 maggio la Marcia per la pace attraversa la città

 

La storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi arriva a Torino in occasione del Salone Internazionale del Libro, che vede l’Umbria Regione ospite della trentottesima edizione. La “Marcia della Pace: dall’Umbria a Torino, per una cultura della nonviolenza”, si svolgerà domenica 17 maggio, con partenza alle ore 9.30 dal parco del Valentino e arrivo in piazza della Repubblica, attraversando la città lungo un percorso di circa cinque chilometri e mezzo che segue il corso dei fiumi Po e Dora, con l’obiettivo di diffondere lo spirito e i valori della marcia ideata nel 1961 dal filosofo umbro Aldo Capitini.

L’iniziativa, organizzata da Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Assisi e Salone Internazionale del Libro, con il coordinamento di Tonio Dell’Olio per il Cantiere della Pace, riannoda il filo di una storia collettiva che in Umbria si ripete ogni anno, da quando, nel 1961, figure quali Italo Calvino, Giovanni Arpino e Renato Guttuso scelsero di marciare al fianco di Aldo Capitini. La stessa responsabilità intellettuale rivivrà a Torino, con l’adesione di firme autorevoli della narrativa e del giornalismo italiano quali Paola Caridi, Nicola Lagioia, Christian Raimo e Nello Scavo. La Marcia per la Pace richiama i principi fondativi della Repubblica e il dettato dell’articolo 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, per rilanciare nel presente il valore della nonviolenza e del dialogo tra i popoli.

La marcia si concluderà alle ore 11.30 in piazza della Repubblica, di fronte all’ex mercato ittico, con gli interventi istituzionali, delle associazioni, delle autrici e degli autori aderenti.

“Torino è orgogliosa di accogliere la Marcia per la Pace in occasione del Salone Internazionale del Libro, che da sempre è non solo una grande manifestazione editoriale, ma anche uno spazio pubblico di confronto, pensiero e responsabilità civile – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. La presenza dell’Umbria come Regione ospite offre l’occasione per portare nella nostra città una tradizione fondata sui valori della pace, del dialogo e della nonviolenza. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni e le associazioni coinvolte e naturalmente alle scrittrici e agli scrittori che, con la loro presenza, contribuiranno a rendere questo appuntamento un momento condiviso di impegno culturale e civile”.

“Siamo pronti – aggiunge la consigliera di Città metropolitana di Torino Caterina Greco, delegata alle politiche giovanili – a coinvolgere l’intero territorio metropolitano sui temi della pace e l’occasione del Salone del Libro si presenta perfetta con la presenza della Regione Umbria per far conoscere qui da noi il messaggio della marcia Perugia-Assisi. Abbiamo bisogno di essere protagonisti di messaggi di pace e di darne testimonianza concreta. Noi lo facciamo anche attraverso l’impegno diffuso del territorio del CoCoPa (comitato Comuni per la pace), che ogni anno partecipa alla Marcia in Umbria”.

“Proprio perché democratico, partecipato, inclusivo e diffuso su tutto il territorio – dichiara il segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino Marco Pautasso –, il Salone Off incarna perfettamente lo spirito della marcia: una cultura che esce dai palazzi per farsi incontro, coinvolgendo scrittori, associazioni, istituzioni e cittadini in un dialogo orizzontale. È il potere trasformativo della parola che si fa cammino comune, e riafferma come la pace non sia un concetto astratto, ma una pratica di prossimità che si costruisce quotidianamente.

“La pace chiede presenza, responsabilità e scelte tangibili – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti –. Per questo l’Umbria sarà a Torino, per portare nel cuore di una grande città italiana il messaggio nato dalla nostra terra, dalla lezione di Aldo Capitini e dalla Marcia Perugia-Assisi. La Marcia è un percorso fisico e morale che richiama il valore della vita, la dignità delle persone, la tutela delle popolazioni civili e il rispetto del diritto internazionale. L’Umbria porta oltre i propri confini la sua identità più autentica, quella di terra di dialogo, nonviolenza, diritti e fraternità. Torino, attraverso il Salone del Libro e la disponibilità con cui ha scelto di accogliere questo cammino, diventa il luogo simbolico in cui esperienze, culture e sensibilità diverse si incontrano e si riconoscono in un messaggio comune. È un’unione significativa tra territori che, pur con storie differenti, condividono l’idea che la pace debba tradursi in partecipazione, cultura civica e responsabilità collettiva. A nome della Regione Umbria desidero esprimere gratitudine al Comune di Torino per aver abbracciato con convinzione la nostra tradizione e per l’impegno profuso al nostro fianco nella costruzione di questo appuntamento. La pace ha bisogno di corpi in cammino, di pensiero critico, di istituzioni credibili e di testimonianze vive. Ha bisogno di persone che scelgono di non restare indifferenti. È una costruzione quotidiana che passa attraverso la difesa dei diritti, il contrasto alla criminalità organizzata, l’educazione alla cittadinanza, l’attenzione alle ferite sociali e la vicinanza alle vittime dei conflitti e alle persone più fragili. Come Regione Umbria sentiamo una responsabilità precisa, trasformare la parola pace in azione pubblica”.

Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, che ha ringraziato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, e il premio Strega Nicola Lagioia per aver insieme creato e appoggiato l’iniziativa, aggiunge: “Riteniamo che per raccontare al Salone di Torino l’identità dell’Umbria, la Marcia della Pace ideata da Aldo Capitini nel 1961 come espressione della nostra storia civile e dei nostri valori più profondi, rappresenti il vero simbolo dell’essenza profonda dell’Umbria stessa. Nell’intuizione di Capitini cultura e pensiero nonviolento procedono insieme e quando la cultura si sottrae alla responsabilità verso la pace perde la propria funzione pubblica. Per questo, mentre nel mondo si moltiplicano le chiamate alle armi, la nostra vuole essere una chiamata a unirci insieme per la pace in una città che in queste giornate di maggio si apre attraverso il Salone del libro alla cultura a 360 gradi. Ricordiamo che la lettura rende cittadini liberi e consapevoli. Cittadini liberi di camminare uniti per dire che civiltà significa altro, significa rispetto dell’altro e della vita e che la civiltà non può nascere dalla guerra”.

“In questo periodo storico segnato da guerre e troppe sofferenze, sentiamo ancora più forte il bisogno di manifestare il desiderio di pace, con tutti i mezzi a nostra disposizione – ha dichiarato il sindaco di Assisi Valter Stoppini –. Farlo insieme, camminando per lo stesso obiettivo, ha un grande significato. Assisi, città di San Francesco, città del dialogo e della pace, non può che sostenere iniziative che mettono al centro le persone e la volontà di costruire ponti umani. È bello che a questa marcia partecipino scrittrici, associazioni e tante realtà impegnate ogni giorno nel sociale e nella difesa della dignità umana. La cultura è un efficace strumento di incontro. Portare questo messaggio al Salone del Libro significa anche raccontare il volto più autentico dei luoghi del Santo patrono d’Italia, territori che credono nell’accoglienza e nella forza delle comunità. Ringrazio chi sta lavorando a questa iniziativa e tutte le persone che sceglieranno di esserci”.

 

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“Il futuro prende forma”. Anche una mostra per raccontare il nuovo Piano regolatore

Torino è una città che ha vissuto e continua a vivere grandi trasformazioni. Per governare il cambiamento e progettare il futuro si è dotata di un nuovo Piano Regolatore Generale, lo strumento strategico e normativo che disegnerà l’assetto urbano dei prossimi anni dopo quello redatto dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, approvato nel 1995. Il documento preliminare del nuovo Piano, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, è stato pubblicato per la raccolta delle osservazioni di cittadini e portatori di interesse cui seguiranno la conferenza di copianificazione per la valutazione da parte degli enti sovraordinati e l’adozione finale.

A raccontare i principi e l’architettura del nuovo Piano sarà la mostra “Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino”, promossa da Città e Urban Lab, che da venerdì 8 maggio fino a dicembre 2026, accompagnerà i visitatori alla comprensione di un documento solitamente confinato, per la sua natura essenzialmente tecnica, nel dibattito tra esperti, tecnici, politici.

Nei rinnovati spazi di Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8/b e sotto i portici della piazza, sarà così possibile scoprire la Torino che verrà attraverso mappe, dati, immagini e video. Conoscere il Piano significa conoscere la direzione verso la quale tende la Torino del futuro, e capire come si possa predisporre la città fisica per accogliere e accompagnare al meglio politiche, programmi, azioni per lo sviluppo.

Il percorso espositivo curato da Giulietta Fassino di Urban Lab, si articola in tre sezioni, che illustrano le diverse dimensioni del Piano.

Nella prima sala, la visione del Piano racconta la città immaginata per i prossimi trent’anni, anche grazie al confronto multilivello avviato nel percorso di redazione con stakeholder e abitanti, tra potenzialità, sfide e criticità del territorio urbano. La grande mappa della città a parete su lightbox, che diverrà parte dell’allestimento permanente di Urban Lab, orienta il visitatore nelle trasformazioni di Torino, mostrando le oltre 150 aree oggi in trasformazione o in attesa di essere trasformate.

La seconda sala è dedicata all’architettura del Piano, che presenta la fisionomia del nuovo Piano Regolatore Generale di Torino: la sua struttura, le tappe del processo di elaborazione, i principali elementi innovativi.

La terza si focalizza sulla strategia del Piano: le direttrici strategiche e gli ambiti prioritari nei quali governare la trasformazione e orientare, nel tempo, le modalità con cui la città si trasforma. Una seconda grande mappa della città allestita in grande formato (3,50×2,80 metri) su una lightbox mostra due delle principali strategie di trasformazione proposte dal nuovo Piano: le Figure di Ricomposizione Urbana e le Centralità di Quartiere, paradigmi di un approccio di pianificazione che contempera trasformazione, valorizzazione e tutela.

In mostra anche cartografie, dossier, numeri, infografiche illustrano i caratteri principali del Piano. Un video racconta invece la campagna Voci di Quartiere, tre anni di ascolto della città per la costruzione del nuovo Piano Regolatore.

All’esterno, sotto i portici, prende invece forma sui teli allestiti a soffitto la visione che il Piano formula per la Torino di domani, offrendo un racconto sintetico dei tre ambiti di sviluppo individuati per la città, ovvero innovazione, welfare e ambiente, accompagnato dagli scatti di Michele D’Ottavio e da alcuni dati che fotografano la Torino di oggi. A corollario dell’esposizione prenderà il via a breve anche un ciclo di incontri a tema.

“La mostra ‘Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino’ – spiega l’Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, Paolo Mazzoleni – rappresenta un’operazione di trasparenza e partecipazione e ha l’obiettivo di rendere accessibile un documento tecnico solitamente riservato agli addetti ai lavori; raccontare non solo norme, ma l’idea di città del futuro e coinvolgere i cittadini a comprendere come cambiano i quartieri”.

“Raccontare la città che si delinea attraverso il nuovo Piano Regolatore – afferma Piero Boccardo, Presidente di Urban Lab – rappresenta per Urban Lab un passaggio importante e la naturale evoluzione del percorso di ascolto e confronto avviato con Voci di Quartiere. Questa mostra segna inoltre l’inizio di una nuova stagione per gli spazi di Urban Lab, a partire dall’ingresso sotto i portici e dal rinnovo dell’allestimento permanente, che in autunno si arricchirà di un ulteriore, importante tassello”.

La mostra “Il futuro prende forma” è visitabile a partire da venerdì 8 maggio 2026 a Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8b – Torino

Mer-Ven 14/18 – Sab 12/19

Ingresso libero

Info: +39 351 3834368 – info@urbanlabtorino.it

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Stazione di Porta Susa, arriva un nuovo supermercato 

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C’era anche l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino, questa mattina alla stazione ferroviaria Porta Susa, all’inaugurazione del nuovo supermercato Carrefour Express. Con l’apertura di oggi Porta Susa inverte la rotta in un hub attraversato ogni anno da circa 13 milioni di viaggiatori. Il nuovo Carrefour sorge al piano strada, sul lato di corso Bolzano. Uno store di venticinque vetrine e 200 metri quadri, con sedute e tavolini all’esterno.

Ma il piano di rilancio guidato da Altageres Srl, la società incaricata da RFI per la gestione degli spazi commerciali, non si ferma qui e prevede una vera e propria rivoluzione logistica interna per valorizzare il piano -1. Le biglietterie abbandoneranno il livello sotterraneo per essere trasferite al piano strada (lo stesso del nuovo Carrefour), occupando i locali attualmente sfitti. La Polizia Ferroviaria (Polfer) resterà al piano -1, ma verrà spostata verso l’uscita di corso Matteotti, con spazi più ampi, su due livelli, e standard di sicurezza aggiornati.

“Sarà un luogo da vivere – spiega l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – Con l’apertura di nuove attività al piano meno uno Rfi intende reinterpretare l’immaginario dei portici torinesi, coniugando identità storica e linguaggi contemporanei, trasformando la stazione in un luogo da vivere oltre la semplice funzione di transito”.

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Torino, nuova vita per il Cecchi Point: spazi riqualificati tra servizi sociali e protagonismo giovanile

 

Una struttura rinnovata, più accessibile e capace di rispondere ai bisogni del territorio: è stata inaugurata oggi la nuova Casa del Quartiere – Centro del protagonismo giovanile e Centro servizi “Cecchi Point” di via Antonio Cecchi, al termine degli interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione realizzati nell’ambito del Piano Integrato Urbano finanziato con risorse Pnrr (Missione 5, Componente 2, Investimenti 2.2 e 1.3.2).

Il progetto complessivo ha previsto interventi sia materiali che immateriali, consolidando il ruolo del Cecchi Point come presidio di welfare di comunità e spazio di partecipazione attiva giovanile.

Al taglio del nastro per i nuovi spazi c’erano il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, il Presidente della Circoscrizione Sette Gian Luca Deri, la Direttrice dei Dipartimenti Servizi Sociali e Servizi Educativi Monica Lo Cascio e ilPresidente dell’Associazione Il Campanile ETS Davide Paglia.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha dichiarato: “Il Cecchi Point come Casa di Quartiere rappresentava già un modello virtuoso, promuovendo socialità positiva e occasioni di incontro. Oggi, grazie agli investimenti messi in campo con risorse europee e al contributo di enti e fondazioni, si apre alla comunità e al territorio con spazi completamente rinnovati e nuove funzioni: un Centro Servizi per aiutare anziani e persone che si trovano in condizioni di fragilità e un Centro di Protagonismo Giovanile, per offrire a ragazze e ragazzi spazi di aggregazione e crescita personale. Siamo certi che da oggi questo luogo diventerà sempre di più un punto di riferimento per il quartiere e per la sua comunità”.

Il Cecchi Point è una Casa del Quartiere il cui modello si basa su collaborazioni e partenariati con enti e, in particolare, associazioni del territorio. In questo contesto, l’associazione Il Campanile svolge un ruolo di coordinamento delle progettualità – comprese quelle realizzate grazie ai fondi europei – senza gestire direttamente tutte le attività. Nell’ambito del Centro Servizi è inoltre in corso la costruzione di una messa a sistema delle diverse opportunità offerte, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace e integrata la risposta ai bisogni della comunità.

Gli interventi si sono sviluppati lungo due direttrici principali: da un lato il potenziamento del Centro Servizi con una forte vocazione sociale, dall’altro il rafforzamento delle attività dedicate alle giovani generazioni e al protagonismo giovanile.

Sul versante sociale, il progetto “Cecchi Community Care – Centro Servizi”, finanziato con un importo complessivo di 554 mila euro, ha previsto la parziale riqualificazione e il recupero funzionale delle Ex Officine Comunali di via Cecchi 17-21, trasformate in un centro polivalente a servizio del territorio. Gli interventi hanno incluso la completa rifunzionalizzazione di circa 300 metri quadrati con adeguamenti edilizi, impiantistici ed energetici, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la creazione di nuovi spazi dedicati all’accoglienza, oltre a un ambulatorio medico che sarà presto completamente attrezzato. L’operazione di allestimento e implementazione delle nuove attività sono in via di realizzazione, grazie anche ai contributi di altri enti e fondazioni, tra cui Enel nel Cuore Onlus e Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Oggi mettiamo un altro tassello alla storia di questo spazio: un cortile che costruisce partecipazione civica, welfare di prossimità, innovazione sociale e libera iniziativa culturale – ha detto Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Il Cecchi Point continua a essere un presidio di socialità, democrazia e solidarietà, grazie alla cura e all’impegno che operatrici e operatori mettono in campo ogni giorno, ma anche grazie alla cittadinanza attiva senza la quale nulla di tutto questo sarebbe possibile”.

Il nuovo Centro Servizi promuove attività di inclusione, orientamento e accompagnamento per persone in condizioni di fragilità, attraverso percorsi individualizzati attivati dallo sportello sociale. Tra i servizi offerti: supporto sanitario e sociale, accompagnamento alla residenza anagrafica e fermo posta, distribuzione di beni di prima necessità nell’ambito della rete Torino Solidale, facilitazione digitale, segretariato sociale e attività di medicina di base e pediatria. Gli spazi sono inoltre pensati per rafforzare la rete territoriale, favorendo collaborazioni con enti e associazioni.

Sul fronte delle politiche giovanili, il progetto “Tribù CPG Aurora – YouToo”, per un valore complessivo di 278 mila euro, ha interessato la riqualificazione di spazi dedicati alle attività aggregative e culturali, tra cui il Teatro Officina, la palestra e la sala danza, con interventi su coperture, pavimentazioni, serramenti e impiantistica, oltre al completo rinnovo dei servizi e al miglioramento dell’accessibilità.

“Con YouToo abbiamo inseguito un obiettivo ben preciso: investire concretamente sugli spazi e sulle persone – ha affermato Carlotta Salerno, assessora alle Politiche giovanili della Città di Torino -. Così, luoghi come il Cecchi, già storico pilastro per il quartiere, possono essere davvero punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi, che da oggi fruiranno di un luogo rinnovato ma soprattutto con opportunità di espressione e crescita. Il Cecchi Point si conferma una casa aperta, viva e inclusiva, capace di unire la rigenerazione urbana al protagonismo giovanile, trasformando gli spazi in occasioni reali di costruzione del futuro.”

Accanto agli interventi strutturali, il progetto ha sviluppato un articolato programma di azioni immateriali grazie al coinvolgimento di numerosi partner del territorio. Tra queste, il laboratorio teatrale ImproJunior per adolescenti accompagnato da percorsi di educazione all’affettività e alle differenze, attività socioeducative continuative e di prossimità, progetti di narrazione multimediale e esplorazione urbana, iniziative di sensibilizzazione sui temi delle discriminazioni e dell’inclusione, percorsi di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza e attività di co-progettazione artistica. Un insieme di azioni volte a promuovere inclusione, partecipazione e protagonismo giovanile, rafforzando il Cecchi Point come spazio aperto, dinamico e generativo per l’intera comunità.

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Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, la tre giorni di Torino 

 

Formazione, prevenzione e confronto sul futuro della professione.

«La cura ha mille volti. Diamo valore alle eccellenze». È questo il tema scelto dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino per la Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, un filo conduttore che accompagnerà il calendario di iniziative in programma dall’8 al 10 maggio tra incontri scientifici, attività di prevenzione, momenti educativi e confronto pubblico dedicati all’evoluzione della professione infermieristica e del sistema sanitario.

L’obiettivo dell’edizione 2026 sarà quello di raccontare la pluralità delle competenze, delle esperienze e dei percorsi che caratterizzano il mondo infermieristico, mettendo al centro il valore delle professionalità che operano quotidianamente nei diversi ambiti dell’assistenza, dell’emergenza, della formazione, della ricerca e della prevenzione.

Il programma si sviluppa su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.

Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.

Il momento centrale sarà il 10 maggio in piazza Castello, dove a partire dalle ore 10.00 prenderà vita un grande spazio aperto alla città con l’allestimento di 100 gazebo e la partecipazione di 50 enti tra aziende sanitarie, società scientifiche, strutture universitarie, associazioni e realtà del territorio.

Saranno presenti aziende sanitarie, ospedali, università, società scientifiche, associazioni infermieristiche e realtà della cooperazione attive nell’ambito della salute e della prevenzione, tra cui Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, ASL Città di Torino, ASL TO3, ASL TO4, ASL TO5, Università degli Studi di Torino, Università Cattolica del Sacro Cuore sede Cottolengo, Ospedale Koelliker, Humanitas Torino, Ospedale Cottolengo, IRCCS di Candiolo, Gruppo GVM Care & Research, Ospedale San Camillo, insieme ad ACOS, AHNA, AICO, AIFEC, AIPVA, AISLEC, ANIARTI, ANIED, ANIN, ANIPIO, APSILEF, ASIECI, ASSOIPA, AVIS, CNAI, Gruppo Formazione Triage, Rainbow for Africa, SIMEU, SIMEUP, AINS, EMERGENCY, SIIET, SISISM, SASP e SIAN.

Un’occasione pensata per avvicinare cittadini e professionisti, valorizzando il ruolo dell’infermieristica attraverso attività concrete e accessibili: dalla misurazione dei parametri vitali alle iniziative di prevenzione, fino a momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli con attività e giochi pensati per coinvolgere anche i bambini.

Nel corso della giornata si svilupperà un percorso articolato in tre talk tematici dedicati alle principali evoluzioni del settore.

Il primo appuntamento, in programma alle ore 11:00, sarà dedicato a «Quali opportunità di sviluppo per le professioni infermieristiche», con un approfondimento sui percorsi di laurea magistrale e sulle prospettive di crescita professionale. Interverranno Valerio Dimonte, professore ordinario UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Torino; Sara Campagna, professore associato UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Asti; Marco Clari, professore associato UNITO e vicepresidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche di Torino; Donato Calocero, direttore della sede formativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso l’Ospedale Cottolengo di Torino; Guglielmo Marciano, presidente Commissione Albo Infermieri Pediatrici OPI Torino e dirigente delle professioni sanitarie dell’azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. A moderare il confronto sarà Silvana Paoletti, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche dell’Università Cattolica presso l’Ospedale Cottolengo.

Alle ore 12:00 seguirà il secondo talk, «Salute e sicurezza sul lavoro dalla prospettiva di genere», dedicato al tema della tutela e delle condizioni lavorative nel sistema sanitario, affrontato attraverso una lettura che intreccia sicurezza, organizzazione del lavoro, violenza nei contesti operativi e disuguaglianze di genere. Il confronto vedrà la partecipazione di Valeria Ferrero, referente regionale della Fondazione Marisa Bellisario; Antonella Spigo, direttrice SPRESAL della Città di Torino; Chiara Giuntelli, avvocata e membro della Fondazione Bellisario; Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino; Graziella Costamagna, direttrice della Direzione delle Professioni Sanitarie del Mauriziano. A moderare sarà Sara Razzetti, infermiera e Consigliera della Circoscrizione 7 di Torino.

Nel pomeriggio, alle ore 14:30, l’attenzione si sposterà sul tema «Sanità privata accreditata risorsa del servizio sanitario», analizzato come componente integrata in grado di contribuire alla gestione delle prestazioni e al supporto del sistema pubblico. Parteciperanno i responsabili organizzativi delle professioni sanitarie dell’Ospedale Koelliker, degli Ospedali del Gruppo Humanitas di Torino (Gradenigo, Cellini, Fornaca), dell’Ospedale Cottolengo, del Maria Pia Hospital, dell’Ospedale San Camillo e dell’IRCCS di Candiolo, rispettivamente: Dario Faggiano, Monica Rolfo, Rossella Bazzo, Giorgia Di Bella, Enza Baglieri e Claudio Bassi.

La giornata proseguirà con un momento istituzionale che vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni regionali, cittadine, universitarie e delle aziende sanitarie, insieme ai direttori generali e ai direttori delle professioni sanitarie. Nell’ambito del programma è prevista anche la partecipazione di don Luigi Ciotti.

Il programma si sviluppa inoltre su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.

Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.

«La Giornata Internazionale dell’Infermiere rappresenta un’occasione per raccontare alla città quanto il sistema sanitario si regga ogni giorno sul lavoro, sulle competenze e sulla capacità relazionale di migliaia di professionisti. “La cura ha mille volti” significa proprio questo: riconoscere le diverse esperienze, specializzazioni e realtà che compongono il mondo infermieristico e dare valore alle eccellenze che operano quotidianamente sul territorio», commenta Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino.