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Emergenza incendi in Piemonte, persi 700mila alberi

GRAVE IMPATTO SULLA BIODIVERSITÀ

LA REGIONE: “PRONTI AI RIPRISTINI”

Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte: il bilancio complessivo provvisorio dei roghi che stanno devastando il territorio ha raggiunto la drammatica quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola.

La stagione particolarmente calda con temperature elevate, che si sono protratte per lunghi periodi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi. La recente ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato mercoledì 8, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. I bollettini incendi boschivi emessi dal Centro funzionale di Arpa in questi giorni hanno fotografato bene le condizioni, con una pericolosità che è aumentata da inizio luglio e l’8 le condizioni sono ulteriormente peggiorate con un pericolo elevato diffuso a causa delle alte temperature e dei forti venti di foehn in quota.

Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l’origine dei diversi roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi.

I fronti principali che registrano i danni maggiori sul territorio sono:

  • Valsesia (Vercelli): l’area in assoluto più colpita con ben 450 ettari di territorio già andati in fumo;

  • Premosello Chiovenda (VCO): 226 ettaridivorati dalle fiamme in una zona dove la superficie boschiva distrutta tocca il 60%, con la perdita di preziosi ecosistemi di quercete, faggete e boscaglie pioniere.

  • Valle Soana (Torino): un vastissimo rogo in quota sta colpendo il territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso (in particolare tra Valprato Soana e Ronco Canavese); il fuoco, partito inizialmente da zone impervie di erba olina e rododendri, ha purtroppo raggiunto e intaccato anche i boschi di abeti e larici.

Nelle sole aree attive colpite dall’emergenza la stima puntuale rileva che sono andati persi ben 700.000 alberi.

Il danno ecologico va ben oltre la perdita della vegetazione. Gli incendi stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale: il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e l’avifauna nidificante, oltre a spingere i grandi mammiferi (como caprioli e camosci) a una fuga forzata verso i territori antropizzati.

La Regione Piemonte stima che il percorso della natura per guarire queste ferite sarà lungo:

  • primi 2-5 anni: ritorno delle prime specie vegetali pioniere, delle erbe e degli arbusti che stabilizzeranno parzialmente il suolo dal rischio erosione;

  • 15-20 anni: sviluppo di un bosco giovane, con la ricomparsa graduale della fauna selvatica;

  • oltre 50-70 anni: tempo necessario affinché i preziosi ecosistemi complessi di querce, faggi e conifere d’alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la loro piena maturità e la struttura originaria.

“Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta, ed è per questo che il lavoro dei soccorritori assume un valore immenso – commenta l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati“I Vigili del Fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari AIB stanno lottando contro un inferno di fiamme per proteggere la nostra casa comune. Custodire le nostre foreste significa garantire la sopravvivenza delle generazioni future. Il loro non è un semplice intervento di emergenza, ma una vera e propria missione di importanza vitale per l’umanità, per la quale saremo sempre debitori”.

I modelli di simulazione di Arpa Piemonte e Regione Piemonte sull’andamento dei roghi montani – prosegue Marnati evidenziano lo straordinario valore dell’intervento dei soccorritori: senza il tempestivo contenimento a terra e il massiccio dispiegamento della flotta aerea, le fiamme avrebbero consumato l’intera massa forestale continua delle valli. L’azione coordinata delle forze in campo ha evitato la distruzione di ulteriori 3.500 ettari potenziali di territorio, mettendo in sicurezza e salvando oltre 3 milioni di alberi e intere frazioni abitate a fondovalle”.

“La Regione Piemonte si occuperà immediatamente dei ripristini forestali non appena le condizioni al suolo lo permetteranno – annuncia l’assessore regionale alla Montagna Marco GalloSiamo già al lavoro per delineare gli interventi e attivare piani straordinari di ripristino ambientale, sul modello di quanto già sperimentato con successo dopo i grandi incendi del 2017. Sottolineiamo però l’importanza cruciale del monitoraggio post-evento: prima di procedere a qualsiasi rinnovazione artificiale con piantine da vivaio, sarà fondamentale valutare la capacità di rinnovazione naturale del bosco, in modo da capire dove sia realmente necessario e prioritario l’intervento dell’uomo”.

Le misurazioni sulla qualità dell’aria effettuate da Arpa e finalizzate a rilevare la presenza di sostanze aerodisperse prodotte dalla combustione non hanno rilevato valori in quantità tali da prefigurare un potenziale danno alla salute. La centralina di rilevamento di Domodossola ha rilevato valori massimi istantanei di circa 250 µg/m3 (microgrammi al metrocubo) nel tardo pomeriggio del 9 luglio, mentre già il giorno 10 i valori di polveri sottili sono scesi a 55 µg/m3 come valore medio giornaliero.

Musei, biblioteche, centri climatizzati, piscine e parchi: ecco la rete dei rifugi climatici della città

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Per garantire sollievo durante i giorni in cui il caldo è più opprimente, la Città di Torino ha mappato una serie di spazi pubblici accessibili e climatizzati, rivolti soprattutto ai soggetti più fragili – come bambini e anziani – che con simili e persistenti condizioni di disagio sono più vulnerabili: musei civici, biblioteche, centri climatizzati. Mentre l’ampia offerta di piscine pubbliche e giochi d’acqua presenti in alcuni parchi cittadini unisce la necessità di mitigare gli effetti dell’isola di calore urbana all’offerta di luoghi di svago e divertimento accessibili a tutti.

Musei civici gratuiti per gli over 65 e gli under 12

La Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, una promozione speciale per agevolare l’accesso alla Gam – Galleria d’Arte Moderna, al Mao – Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti – in particolare delle persone più fragili. Per gli over 65 è previsto ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee; per i bambini fino a 12 anni ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee. Il Mao, chiuso per il disallestimento della mostra temporanea, riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.

Biblioteche civiche

Le Biblioteche civiche rappresentano una rete capillare di spazi pubblici gratuiti e accessibili distribuiti in tutti i quartieri della città. In un’estate caratterizzata da temperature elevate questi luoghi confermano anche una funzione di presidio di prossimità, offrendo ambienti dove leggere, studiare, lavorare o semplicemente trascorrere alcune ore in condizioni di maggiore comfort.

Negli ultimi anni la Città di Torino, anche grazie agli investimenti del PNRR, ha avviato un importante programma di riqualificazione delle biblioteche che comprende anche l’adeguamento degli impianti di climatizzazione. Gli interventi già conclusi e quelli in corso stanno progressivamente migliorando il comfort ambientale delle sedi, con i primi risultati già evidenti: le biblioteche Pavese e Natalia Ginzburg, che fino a pochi anni fa erano prive di climatizzazione, dispongono oggi di impianti di raffrescamento pienamente funzionanti grazie agli interventi di riqualificazione.

Attualmente la maggior parte delle biblioteche aperte al pubblico dispone di sistemi di raffrescamento regolarmente funzionanti. Oltre alle sedi recentemente riqualificate, garantiscono ambienti climatizzati anche le biblioteche Geisser, Bianca Guidetti Serra e Primo Levi. Presso la Biblioteca civica Centrale di via della Cittadella la climatizzazione è assicurata negli spazi attualmente aperti al pubblico.

Piscine pubbliche

Sono in totale 13 le piscine comunali aperte in questo periodo, di cui sette a gestione comunale diretta o circoscrizionale:

  • Piscina Colletta (via Ragazzoni 5): aperta dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, sabato e festivi dalle 11 alle 18
  • Piscina Franzoj (strada Antica di Collegno 211): aperta fino al 6 settembre, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18; sabato, domenica e festivi e dalle 10.30 alle 18
  • Piscina Lido (via Villa Glori 21): aperta fino al 18 luglio dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato dalle 12.20 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19; dal 19 luglio al 30 agosto il lunedì dalle 13 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; dal 31 agosto all’11 settembre dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato e domenica dalle 9 alle 19; dal 12 al 27 settembre lunedì dalle 13 alle 19, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19
  • Piscina Lombardia (corso Lombardia 95): aperta a luglio dal martedì alla domenica dalle 12 alle 18, ad agosto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18
  • Piscina Parri/Aversa (via Vecellio 39): aperta fino al 25 luglio dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Cecchi (via Cecchi 14): aperta fino al 31 luglio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.20, sabato dalle 10.30 alle 13.30 (bambini) / dalle 10.30 alle 15.30 (adulti)
  • Piscina Trecate (via Vasili Alecsandri 29): aperta fino al 31 luglio dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 18.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.30
  • Piscina Pellerina (corso Appio Claudio 110, piscina comunale gestita da privato): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.30, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19. Nuoto libero con tariffe comunali martedì e venerdì dalle 19 alle 21
  • Piscina Sisport (via Olivero 40, impianto gestito da Sisport) aperta fino al 30 agosto dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18.45, sabato e festivi dalle 17 alle 19.30
  • Piscina Sospello (via Sospello 118, impianto gestito da Rari Nantes): aperta fino all’11 luglio lunedì mercoledi venerdì dalle 12.30 alle 16.30 e dalle 19:30 alle 20.30, martedì e giovedì dalle 12:30 alle 18 e dalle 19:30 alle 21.30, sabato dalle 12.30 alle 14.30
  • Piscina Galileo Ferraris (corso Galileo Ferraris 290, impianto gestito da Aquatica Torino): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 16, sabato e domenica dalle 8.30 alle 10
  • Piscina Torrazza (via Torrazza Piemonte 14, impianto gestito da UISP): aperta fino al 1 agosto lunedì dalle 7 alle 13 e dalle 19:20 alle 21; martedì, giovedì e venerdì, dalle 7.40 alle 9.20, dalle 12.40 alle 17.40 e dalle 19.20 alle 21; mercoledì dalle 7 alle 9.20 e dalle 19.20 alle 21; sabato dalle 9 alle 15
  • Piscina Massari (via Massari 114, impianto gestito da A.S.D. Progetto Sport di Borgata): aperta fino al 25 luglio lunedì e venerdì dalle 12.40 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), mercoledì dalle 16 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), martedì e giovedì dalle 12.40 alle 16 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), sabato dalle 10-10 alle 12.40

GIochi d’acqua nei parchi cittadini

In quattro parchi cittadini sono attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19, le aree con giochi d’acqua innovativi realizzate nell’ambito di interventi di riqualificazione con fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

  • Parco Di Vittorio (viale Monti), area attrezzata con 37 giochi d’acqua dinamici
  • Parco Carrara (corso Appio Claudio 106-110), area attrezzata con 41 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Don Gnocchi (via Sospello), area attrezzata con 11 giochi d’acqua dinamici
  • Giardino Madre Teresa di Calcutta (corso Vercelli 10), area attrezzata con giochi d’acqua dinamici

Centri climatizzati

Nelle Circoscrizioni sono attualmente attivi 16 Centri di accoglienza climatizzati, attrezzati con condizionatori o ventilatori, ad accesso libero nei giorni e negli orari di apertura:

  • CENTRO D’INCONTRO MANDALA (corso Orbassano 327/A): aperto dal lunedì al sabato 15/18; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 5, 12, 71
  • CENTRO D’INCONTRO CIMABUE (via Cimabue 6/C, ingresso via Rubino 86/a): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 58, 55, 40
  • CENTRO D’INCONTRO GIOVANNI XXIII (via Giacomo Dina 45/B): chiuso dal 1 luglio
  • CENTRO DI INCONTRO PLAVA (via Plava 66): aperto dal lunedì al venerdì 14/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • CENTRO D’INCONTRO NEGARVILLE (via Negarville 8/3): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. VENCHI UNICA (via De Sanctis 12): aperto dal lunedì al sabato 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT Metro Massaua, linee 62, 40
  • ASD ANZICHÈ ANZIANO (via Millio 20): aperto dal lunedì al venerdì 15/18. Mezzi GTT linea 58
  • SPAZIO ANZIANI – ASS. NON PIU’ DA SOLI EDERA (via Osasco 80): chiuso luglio e agosto
  • SPAZIO ANZIANI (via Pilo 50): aperto dal lunedì al venerdì 14/19. Mezzi GTT Metro Racconigi o Rivoli, linee 2, 65;
  • CENTRO D’INCONTRO (via Ponderano 20): aperto dal lunedì alla domenica 15/19. Mezzi GTT linee 72, 72/
  • CENTRO D’INCONTRO (piazza Stampalia 85): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30. Mezzi GTT linee 11, 9, 77, 62
  • CENTRO D’INCONTRO (via Lanzo 144): aperto dal lunedì alla domenica 14/19.30. Mezzi GTT linee 21, 60, 77, 9, 11, 69
  • CENTRO ANZIANI (via Cavagnolo 7): aperto 9/19. Mezzi GTT linea 51
  • CENTRO D’INCONTRO (via Cuneo 6 bis): aperto dal lunedì al sabato 15/18. Mezzi GTT linee 4, 51
  • CENTRO D’INCONTRO (corso Belgio 91): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19. Mezzi GTT linee 15, 77, 68
  • CENTRO DI INCONTRO (corso Casale 212): aperto dal lunedì al sabato 14.30/18.30
  • CENTRO D’INCONTRO LA CASETTA (viale Monti 21 interno parco Di Vittorio): aperto dal lunedì al sabato 14.45/18.15, il mercoledì anche 10/11; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 2, 41, 63, 18
  • CENTRO DI INCONTRO CAVORETTO (piazza Freguglia 6): chiuso luglio e agosto

L’accesso ai centri è gratuito; in alcuni casi può essere prevista una quota di iscrizione in caso di partecipazione alle attività proposte, che restano facoltative e non precludono l’accesso alla struttura.

Piano Estate 2026

La Città di Torino ha rinnovato l’impegno a favore delle persone anziane e fragili con il “Piano Estate 2026”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.

L’iniziativa mira a prevenire e contrastare gli effetti negativi degli eventi climatici estremi, in particolare le ondate di calore, sulla popolazione anziana più vulnerabile, attraverso un piano operativo che, attivo dal 1° giugno al 30 settembre, prevede un insieme coordinato di azioni di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini e cittadine over 65, residenti a Torino e generalmente autosufficienti, ma che si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.

I destinatari del Piano sono identificati dai servizi sociali comunali, anche su segnalazione del medico di medicina generale (MMG), in base a criteri quali difficoltà economiche, isolamento sociale o assenza di una rete di supporto familiare. Le prestazioni domiciliari previste includono interventi di operatori socio-sanitari (O.S.S.) e assistenti familiari, accompagnamenti per visite sanitarie o esigenze sociali, consegna di spesa e farmaci, servizi di telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio o in esercizi convenzionati. Dopo la predisposizione di un progetto assistenziale personalizzato da parte dei servizi sociali, la persona beneficiaria viene contattata da un fornitore accreditato, che concorda una visita domiciliare per l’attivazione degli interventi.

Tassello fondamentale del piano operativo è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al venerdì; dalle 16 alle 8.30 di ogni giorno e nei festivi le chiamate vengono inoltrate alla Polizia Municipale). Un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio.

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Scalo Nizza, come cambia: impianti sportivi, piazza, percorsi pedonali e aree verdi

 

La delibera presentata questa mattina in giunta su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni aggiunge un nuovo tassello ai lavori del nuovo Scalo Nizza, progettato da Nova Coop, Nido Living e Taurus, che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile.

La giunta ha approvato il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione che, come normato nella Convenzione sottoscritta con la Città, ha in carico la realizzazione di opere sia a scomputo degli oneri dovuti su aree da cedere alla Città per un totale di quasi 2,3 milioni di euro, sia opere a cura e spese del proponente su aree da assoggettare all’uso pubblico per un valore di quasi 4,2 milioni.

Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati ed è destinata a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.

Le opere di urbanizzazione prevedono lo sviluppo dell’area con circa 5mila metri quadrati di impianti sportivi, una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, percorsi pedonali e ciclabili. Ma anche nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8mila e 500 metri quadrati, di cui quasi 3mila ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2mila metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso. La piazza prevista in progetto, fulcro di connessione tra via Nizza e gli edifici in progetto, è caratterizzata da quote altimetriche variabili per consentire la connessione tra il cavalcaferrovia di corso Sommeiller e via Nizza. Particolare attenzione è stata posta alla fruizione degli spazi pubblici e pedonali, pavimentati e sistemati a verde con particolare attenzione all’inclusività soprattutto nell’evitare la presenza di barriere architettoniche, spazi raggiungibili anche dai percorsi ciclo-pedonali che, congiungendosi alla rete ciclo-pedonale esistente, permettono la comunicazione con il tessuto urbano e le connessioni con il trasporto pubblico.

“Il progetto ricerca un modello urbano di forte integrazione tra la residenza, servizi e commercio – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – lontano da critici modelli monofunzionali, e propone l’insediamento di servizi pubblici e privati, il miglioramento della qualità paesaggistica e naturalistica, con la valorizzazione di un’area cuscinetto a forte valenza ambientale che mitiga l’impatto dell’asse ferroviario, la realizzazione di tratti di viabilità per migliorare la viabilità, la fruizione dell’intera area da parte delle diverse utenze, la connessione con Cirpark, il centro di biotecnologie molecolari, interno al perimetro della ZUT e in corso di realizzazione”.

Oltre al progetto, le opere di urbanizzazione prevedono anche i costi per la manutenzione straordinaria necessaria alla messa in esercizio del Canale Valentino, pari a circa 30mila euro, trasformato in canale per lo smaltimento delle acque meteoriche. Il cronoprogramma lavori prevede la consegna di entrambe le funzioni nel 2027. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.

Caldo estremo dietro le sbarre: vigilanza rafforzata nelle carceri del Piemonte

L’emergenza caldo e le criticità legate alla vetustà di molti istituti penitenziari del Piemonte impongono un monitoraggio costante e interventi tempestivi per garantire condizioni di vita dignitose alle persone detenute. È il messaggio lanciato dalla Garante regionale dei diritti delle persone detenute, Monica Formaiano, che nelle ultime settimane ha intensificato il confronto con l’Amministrazione penitenziaria e le visite nelle carceri del territorio.

“In una situazione di particolare criticità come quella attuale, dove ai problemi legati alla vetustà delle strutture penitenziarie piemontesi si aggiungono quelli legati alle temperature elevate di queste ultime settimane, è importante mantenere elevato il livello di vigilanza e porre in essere ogni utile e tempestivo accorgimento e adeguate misure organizzative”, ha dichiarato la Garante.

Formaiano spiega di aver rafforzato il dialogo con il Provveditorato regionale e con tutte le direzioni degli istituti penitenziari per verificare le condizioni di detenzione e individuare le misure più efficaci a tutela della salute dei detenuti.

“A questo proposito – spiega – nell’ambito della costante e fattiva collaborazione istituzionale avviata da tempo con l’Amministrazione penitenziaria, ho ritenuto opportuno intensificare un’interlocuzione con il provveditore regionale e con tutte le Direzioni per tutelare il benessere psicofisico delle persone detenute per le quali le condizioni climatiche, unite alle caratteristiche strutturali degli istituti penitenziari, possono determinare condizioni di particolare disagio e costituire un concreto fattore di rischio per la salute”.

Dal confronto con l’Amministrazione penitenziaria, sottolinea la Garante, è emerso che sono già stati predisposti interventi concreti per limitare gli effetti delle ondate di calore, attraverso nuovi acquisti di dispositivi di refrigerazione e una diversa organizzazione delle attività quotidiane nelle ore più calde.

“L’interlocuzione avviata – precisa Formaiano – ha consentito di appurare quali misure urgenti e interventi operativi l’Amministrazione penitenziaria ha disposto per mitigare i disagi connessi alle ondate di calore con fondi destinati a ulteriori acquisti di dispositivi di refrigerazione e puntuali indicazioni operative sulla rimodulazione delle attività quotidiane durante le ore più calde della giornata: un’ulteriore dimostrazione che la collaborazione istituzionale rappresenta lo strumento essenziale per affrontare efficacemente le problematiche del sistema penitenziario e assicurare la piena tutela dei diritti fondamentali”.

Parallelamente è stata intensificata anche l’attività di monitoraggio negli istituti piemontesi, con particolare attenzione ai detenuti più fragili, come gli anziani e le persone affette da patologie croniche.

“Contestualmente – aggiunge – nelle ultime settimane ho ritenuto indispensabile e necessario intensificare le visite agli Istituti penitenziari piemontesi anche al fine di monitorare l’efficacia delle misure adottate a tutela della salute con particolare riguardo alle persone più vulnerabili quali i detenuti anziani e coloro che sono affetti da patologie croniche e credo che questa iniziativa rappresenti anche un’importante occasione di confronto con le Direzioni per condividere criticità riscontrate e contribuire a individuare ulteriori interventi indispensabili a garantire condizioni dignitose di vivibilità durante il periodo estivo, anche per tutto il personale che opera all’interno degli istituti”.

L’attività di monitoraggio, che ha già interessato la maggior parte delle carceri piemontesi e proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori sopralluoghi, conferma l’impegno dell’Ufficio del Garante nel promuovere il rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale e nel vigilare sulla tutela della loro salute, soprattutto durante il periodo estivo.

LEA, il Piemonte sale al 4° posto in Italia: è la prima regione del Nord-Ovest

Il Piemonte migliora le proprie performance sanitarie e conquista il quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi al 2024. La regione guadagna così una posizione rispetto all’anno precedente, diventando la migliore del Nord-Ovest.

La valutazione conferma il superamento della soglia di garanzia in tutte e tre le macroaree considerate: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il Piemonte ottiene infatti 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza territoriale e 87 in quella ospedaliera, valori tutti nettamente superiori ai 60 punti fissati dal Ministero come livello minimo.

Rispetto al 2023 si registra un ulteriore passo avanti grazie all’incremento nell’area della prevenzione, passata da 93 a 95 punti, mentre restano stabili i punteggi dell’assistenza distrettuale (90) e di quella ospedaliera (87). Il punteggio complessivo raggiunge così quota 272, consentendo al Piemonte di salire dal quinto al quarto posto della graduatoria nazionale. Alle sue spalle si colloca la Lombardia, sesta con 270 punti.

«Il costante miglioramento del Piemonte nella classifica nazionale dei LEA rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare il nostro sistema sanitario. È un risultato che premia l’impegno quotidiano dei professionisti, delle Aziende sanitarie e di tutta la struttura regionale, ai quali va il nostro ringraziamento», dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

«Questi dati confermano che investire sulla sanità pubblica è la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanità territoriale, investito nell’edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d’attesa. Sappiamo che restano ancora criticità da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione».

«I LEA non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull’organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili».

Parco della Salute, via libera all’aggiornamento del progetto: 90 posti letto in più e cantieri dal 2027

Il Collegio di vigilanza ha approvato l’aggiornamento del progetto del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino, passaggio necessario per adeguare il nuovo ospedale alle norme introdotte dopo il 2017 e alle mutate esigenze della sanità emerse negli ultimi anni.

La revisione progettuale, affidata al Politecnico di Milano, introduce alcune modifiche significative: aumenta gli spazi destinati ai laboratori di ricerca integrata, prevede una diversa organizzazione dei servizi digitali sullo stesso livello per favorire l’integrazione operativa e impiantistica e consente di recuperare 90 posti letto grazie allo scorporo dell’ospedale Regina Margherita. Il nuovo complesso raggiungerà così quota 1.040 posti letto. Secondo quanto emerso nel corso della riunione, non sono previsti incrementi rilevanti dei costi e l’avvio dei lavori resta programmato per i primi mesi del 2027.

Il progetto aggiornato è stato trasmesso al commissario straordinario Marco Corsini, incaricato dal Governo di seguire la realizzazione dell’opera.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha spiegato che «era un passaggio fondamentale e obbligatorio perché la progettazione ante Covid doveva essere adeguata a tutte le normative che da allora a oggi sono cambiate. L’aggiornamento elaborato dal Politecnico di Milano, referente scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità per la definizione delle linee guida europee per la progettazione dei nuovi ospedali, alla luce delle esigenze attuali dal punto di vista medico, clinico e della ricerca integrata, ha liberato di fatto 90 posti letto, tornati così a un numero adeguato rispetto ai tagli che erano stati previsti nel passato. Il nuovo ospedale, interamente finanziato con 611 milioni di euro, avrà 1.040 posti letto. Il commissario ha confermato che non ci saranno variazioni rilevanti su tempi e costi: dopo anni di parole, all’inizio del 2027 poseremo la prima pietra per dare il via al più grande intervento di edilizia sanitaria degli ultimi cinquant’anni in Piemonte».

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che ha sottolineato come «è fondamentale la condivisione dei passaggi con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, che ringraziamo per la loro collaborazione costante».

Per il commissario straordinario Marco Corsini «dobbiamo fare le necessarie valutazioni col concessionario e con i suoi progettisti, ma ad un primo esame penso che non ci saranno variazioni significative sia per quanto riguarda i tempi (al massimo 2/3 mesi per la progettazione) che per i costi. Preciso però che questo non è un ritardo, ma è il tempo giusto per fare le cose per bene: gli adeguamenti erano necessari per realizzare una struttura adeguata sotto tutti i profili e soprattutto in linea con le attuali esigenze. Confermo l’avvio dei cantieri per il 2027».

Alla riunione del Collegio di vigilanza hanno preso parte anche i rappresentanti del Comune di Torino, dell’Università di Torino, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza, degli ospedali Regina Margherita e Sant’Anna, oltre ai vertici di Sistemi Urbani e RFI.

Mercato immobiliare, a Torino aumentano compravendite e prezzi delle case

Il mercato immobiliare torinese continua a mostrare segnali di forte vitalità, soprattutto nel comparto residenziale. È quanto emerge dal Secondo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma, che fotografa una città nella quale la domanda di abitazioni resta elevata, le compravendite sono in aumento e i valori degli immobili continuano a salire.

Secondo l’analisi, nei primi sei mesi del 2026 il settore abitativo ha consolidato il percorso di crescita avviato negli ultimi anni. A sostenere il mercato sono soprattutto l’aumento dei prezzi, una domanda sempre vivace e tempi di vendita sempre più contenuti, elementi che testimoniano una maggiore efficienza del comparto.

Compravendite in aumento e prezzi ancora in crescita

Il trend positivo era già emerso nel corso del 2025, conclusosi con un incremento di circa il 7% delle compravendite rispetto all’anno precedente. La crescita è proseguita anche nel 2026: nel primo trimestre dell’anno le transazioni sono aumentate del 9,2% su base annua, confermando il buon momento del mercato torinese.

Anche la composizione della domanda sta cambiando. Cresce infatti il peso di chi cerca casa per acquistarla, con le richieste di compravendita che passano dal 44 al 49% del totale, pur restando ancora leggermente inferiori rispetto a quelle destinate alla locazione.

I valori degli immobili continuano a salire in tutta la città, con gli incrementi più marcati nelle zone centrali e nei quartieri di maggior pregio. Nel confronto con il semestre precedente, le abitazioni nuove o recentemente ristrutturate hanno registrato un aumento medio dei prezzi del 2,3%, mentre quelle usate hanno segnato una crescita del 2,8%.

Si vende più velocemente

Un altro elemento che conferma il buon andamento del mercato riguarda i tempi necessari per concludere una vendita. Per gli immobili nuovi o ristrutturati bastano mediamente 3,7 mesi, mentre per quelli usati il tempo medio si attesta a 3,8 mesi.

Parallelamente diminuisce anche il margine di trattativa tra venditore e acquirente. Lo sconto medio applicato sul prezzo richiesto scende infatti al 4,5% per gli immobili nuovi o riqualificati e al 9% per quelli usati, segnale di una domanda che continua a sostenere le quotazioni.

Affitti ancora in aumento

Resta dinamico anche il mercato delle locazioni. Nei primi sei mesi del 2026 i canoni sono aumentati del 2,5% rispetto al semestre precedente e del 5% su base annua.

L’incremento degli affitti comporta un leggero allungamento dei tempi necessari per trovare un inquilino, che restano comunque contenuti: poco più di due mesi sia per gli appartamenti nuovi sia per quelli usati.

Per chi investe nel mattone destinato alla locazione, il rendimento lordo continua a mantenersi elevato, attestandosi intorno al 6%, confermando l’interesse degli investitori verso il mercato residenziale torinese.

Uffici e negozi restano più deboli

Lo scenario cambia nel comparto non residenziale. Il mercato degli uffici continua infatti a risentire di una domanda meno vivace, con una lieve riduzione sia dei prezzi sia dei canoni di locazione.

Nonostante questo, migliorano gli indicatori di mercato: diminuiscono i tempi necessari per vendere gli immobili direzionali e si riduce anche la distanza tra prezzo richiesto e prezzo finale di vendita. I rendimenti da locazione registrano un lieve incremento, mentre gli operatori prevedono nei prossimi mesi un mercato sostanzialmente stabile.

Anche il settore commerciale continua a muoversi con prudenza. I prezzi dei negozi mostrano una leggera flessione, compensata però da una maggiore rapidità nelle vendite e da un calo degli sconti richiesti nelle trattative, soprattutto nelle aree centrali della città. Sul fronte delle locazioni i canoni restano pressoché stabili, mentre il rendimento lordo raggiunge circa il 7%.

Le prospettive per la seconda parte dell’anno

Secondo gli operatori intervistati da Nomisma, il mercato residenziale dovrebbe mantenere un andamento positivo anche nella seconda metà del 2026. Pur in presenza di un numero di compravendite destinato a stabilizzarsi, prevale la convinzione che prezzi e canoni continueranno a crescere, sostenuti da una domanda ancora elevata e da un mercato degli affitti particolarmente vivace.

Il quadro che emerge è quello di una Torino sempre più attrattiva dal punto di vista immobiliare, con il comparto residenziale che continua a rappresentare il principale motore della crescita del settore.

Metro 1, lettera dei sindaci al Governo per chiedere un incontro urgente

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Il sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino Stefano Lo Russo, insieme ai sindaci dei Comuni di Collegno, Grugliasco e Rivoli Matteo Cavallone, Emanuele Gaito e Alessandro Errigo, ha indirizzato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini e ai presidenti e vicepresidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato per sottoporre all’attenzione del Governo la situazione di grave criticità che interessa il cantiere del prolungamento della Linea 1 della metropolitana sulla tratta Fermi–Cascine Vica.

Il 16 giugno scorso, il Tribunale di Roma ha dichiarato non ammissibile la domanda di accesso alla proposta di concordato presentata dalla società Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.A., impresa affidataria dei lavori dell’infrastruttura, ormai in fase avanzata di realizzazione. Tale decisione espone il cantiere al concreto rischio di sospensione, con la conseguente necessità di procedere a un nuovo affidamento dei lavori e di reperire le risorse aggiuntive rese necessarie dall’adeguamento dei prezzi intervenuto rispetto al quadro economico degli appalti, che erano stati affidati nel 2019 e 2020 con un investimento pubblico complessivo già sostenuto superiore ai 200 milioni di euro. Per completare integralmente l’intervento, compresi gli altri appalti in cascata delle opere civili per i quali si valuta un extracosto di circa 40 milioni di euro, le stime attuali quantificano il fabbisogno in circa 70 milioni di euro totali.

“Dal 2019 – scrivono i sindaci nella lettera-  i territori interessati convivono con un cantiere di straordinaria complessità che ha inciso profondamente sulla viabilità, sulla mobilità e sulle attività economiche dell’area. I principali assi stradali risultano interessati da limitazioni e deviazioni ormai da molti anni; cittadini, imprese e attività economiche continuano a sopportare rilevanti disagi e anche i lavoratori impegnati nel cantiere hanno dovuto affrontare, negli ultimi mesi, ritardi nell’erogazione delle retribuzioni”.

“L’attuale quadro- proseguono – rende impossibile fornire ai cittadini un cronoprogramma certo per il completamento dell’opera prolungando ulteriormente una condizione che interessa quotidianamente un’ampia parte dell’area metropolitana torinese. La situazione richiede un intervento istituzionale urgente, poiché gli enti locali non dispongono degli strumenti finanziari necessari per assicurare la continuità dei lavori né per fronteggiare le conseguenze derivanti dalla crisi dell’impresa affidataria”.

Per questo, i sindaci chiedono un incontro istituzionale urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e un’audizione alle commissioni competenti per affrontare la situazione. “La Linea 1 della Metropolitana – spiegano – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intera area metropolitana torinese e per il Piemonte. Il suo completamento supera l’interesse dei singoli Comuni, incidendo direttamente sull’efficienza del sistema della mobilità, sulla competitività del territorio e sulla qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini. Per queste ragioni chiediamo che Governo e Parlamento possano valutare tempestivamente, nell’ambito delle rispettive competenze, le soluzioni più efficaci per assicurare la continuità dell’intervento, il reperimento delle risorse aggiuntive necessarie per il rapido affidamento delle lavorazioni residue, evitando che una vicenda esclusivamente societaria comprometta il completamento di un’opera pubblica ormai prossima alla conclusione”.

I sindaci propongono inoltre di valutare la nomina di un commissario straordinario, dotato dei poteri necessari ad assicurare la massima rapidità nelle procedure di affidamento e nella prosecuzione dei lavori, analogamente a quanto già previsto per la realizzazione della Linea 2 della metropolitana di Torino.

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Torino e il Piemonte alle prese con il caldo estremo. Ma nel weekend arriva una tregua

La giornata di mercoledì è stata quella più torrida dall’inizio dell’estate. Nel capoluogo piemontese il termometro ha raggiunto punte prossime ai 39 °C, mentre in diverse zone della regione sono stati registrati valori pari o superiori ai 40 gradi. Le temperature più elevate si sono rilevate soprattutto nel Verbano-Cusio-Ossola, nel Novarese, nell’Astigiano e nell’Alessandrino, dove il caldo si è fatto sentire con particolare intensità.

Qualche temporale è in arrivo nel weekend dell’11 e 12 luglio sulle montagne torinesi, ma l’estate 2026 continua a far segnare temperature eccezionali in Piemonte. Dopo settimane caratterizzate da un clima molto caldo, gli ultimi giorni hanno portato i valori più elevati dell’anno, con Torino e numerose località della regione che hanno sfiorato i 40 gradi. Una situazione determinata dalla presenza dell’anticiclone di origine africana, accompagnata in alcune aree anche dal vento di foehn, che ha contribuito ad aumentare ulteriormente le temperature.

Oltre alle massime elevate, a rendere particolarmente difficile sopportare questa ondata di calore sono state anche le temperature notturne. A Torino le minime sono rimaste ben oltre i 20 gradi, dando vita alle cosiddette “notti tropicali”, che impediscono un adeguato raffrescamento delle abitazioni e aumentano il disagio, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Per questo motivo è rimasto attivo il livello massimo di allerta per il caldo.

Le condizioni meteorologiche confermano un andamento ormai consolidato negli ultimi anni, con estati sempre più caratterizzate da lunghi periodi di afa intensa e temperature superiori alle medie climatiche.

Le previsioni indicano però un graduale cambiamento del tempo già a partire da venerdì. L’arrivo di correnti più fresche favorirà un lieve abbassamento delle temperature e una maggiore instabilità atmosferica, con la possibilità di rovesci e temporali, inizialmente sulle zone alpine e successivamente anche su parte delle pianure piemontesi.

A Torino le massime dovrebbero tornare intorno ai 33-34 gradi, mentre nel resto della regione si assisterà a una diminuzione di alcuni gradi rispetto ai valori eccezionali registrati negli ultimi giorni. Si tratterà comunque di un clima pienamente estivo, con temperature ancora superiori alla norma ma decisamente più sopportabili.

Gli esperti invitano comunque a mantenere alta l’attenzione, perché il calo termico dovrebbe essere soltanto temporaneo. Nella seconda parte di luglio l’alta pressione potrebbe infatti tornare a rafforzarsi sul Mediterraneo, favorendo una nuova fase di caldo intenso anche sul Piemonte.

Foto TorinoClick Città di Torino

Un “Pettine blu” per Torino, i fiumi della città al centro delle strategie urbane

 

I fiumi che attraversano Torino sono di nuovo al centro delle strategie future della Città, grazie al progetto “Torino e i suoi fiumi. Proiezioni Strategiche del Pettine Blu” di cui si è discusso l’8 luglio durante l’incontro negli spazi culturali di Dorado, in lungo Dora Firenze 37, a Torino, alla presenza dell’assessore alla Cura della città, verde pubblico, parchi e fiumi della Città di Torino Francesco Tresso, dell’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, del direttore del Centro FULL Loris Antonio Servillo, di Pietro Garibaldi docente dell’Università degli studi di Torino e di Luca Ballarini ideatore di Torino Stratosferica.

Il progetto, promosso dalla Città di Torino, Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e Fiumi, e sviluppato dal Centro Interdipartimentale FULL del Politecnico di Torino, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha l’obiettivo di invertire lo sguardo sui fiumi per rivelarne le potenzialità progettuali, nuovi usi e molteplici relazioni con e lungo i quattro corsi d’acqua. La visione che ne emerge è capace di orientare e delineare prospettive innovative mettendo in relazione corsi d’acqua e aree urbane, osservando e ripensando la Città a partire dai fiumi.

L’ambizione finale del lavoro è di contribuire alla costruzione di una Torino sensibile all’infrastruttura verde-blu basata su tre grandi temi. Prima di tutto, ricostruire l’identità delle aste fluviali, enfatizzando la vocazione delle diverse porzioni di Città che si affacciano sui fiumi, attraverso la realizzazione di interventi lineari lungo le sponde. In secondo luogo, individuare scenari per le grandi aree di trasformazione, dove possono essere collocate opportunità di sviluppo economico, ma coordinate da una visione coerente. Infine, costruire lo spazio fluviale come rifugio climatico, capace di rispondere al progressivo surriscaldamento delle aree urbane, oltre che di fungere da punto nodale per il sistema ecologico della Città.

I fiumi, oggi quasi invisibili nel percepito quotidiano, acquisiscono in questa inversione di sguardo un ruolo attivo in relazione ai cittadini, al futuro della città e di chi abita nei comuni limitrofi, attraversati e connessi tramite le dorsali verdi-blu.

“I fiumi di Torino – ha dichiarato l’assessore alla Cura della città, verde pubblico, parchi e fiumi della Città di Torino Francesco Tresso – si sviluppano per una quarantina di km nel territorio cittadino: una vera infrastruttura blu, quindi, che va considerata non solo per i servizi ecosistemici resi alla città, ma anche per le opportunità che offrono in termini di fruizione e di socialità. Un patrimonio oggi particolarmente fragile, che richiede interventi pianificati e coordinati tra loro, nell’ottica di meglio valorizzare questa risorsa costruendo una relazione più forte con la Città”.

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