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Bus più veloci e frequenti: Torino si candida a un programma da 13,7 milioni per il trasporto pubblico

 

Rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente e accessibile: è l’obiettivo che la Città di Torino persegue da tempo attraverso interventi su corsie riservate, priorità semaforica e rafforzamento dei collegamenti, e che ora punta a rafforzare candidandosi al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto del 7 gennaio 2026.

Lo ha comunicato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta. Se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro, coperti al 100% dal Ministero. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.

“La nostra strategia è chiara: vogliamo un trasporto pubblico efficiente e affidabile, capace sia di rispondere alle esigenze di chi lo usa ogni giorno, sia di attrarre nuovi passeggeri”, dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta“Queste risorse ci permetteranno di accelerare interventi prioritari: una maggiore frequenza dei bus anche nelle fasce serali, mezzi più rapidi grazie alle nuove tecnologie e percorsi ciclabili e pedonali più sicuri, a partire dalle aree scolastiche. È la direzione che la Città ha intrapreso e su cui vogliamo continuare a investire”.

Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, per rispondere alla domanda crescente nelle ore serali, insieme a nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole. A completare il quadro, il consolidamento del MaaS Office, la piattaforma digitale che integra i diversi servizi di mobilità sostenibile, e una strategia di comunicazione dedicata ad accompagnare i cittadini nel cambiamento delle proprie abitudini di spostamento.

La candidatura si inserisce nel percorso della Città verso la neutralità climatica al 2030, previsto dal Climate City Contract sottoscritto da Torino nell’ambito della missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities”. I prossimi passi dell’iter, compresa l’adozione dei provvedimenti deliberativi necessari, saranno definiti nelle prossime settimane.

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Via Stradella: da area degradata a giardino resiliente, un progetto costruito insieme ai cittadini

 

Uno spazio da tempo in stato di abbandono tornerà a disposizione della comunità: prende forma la riqualificazione di via Stradella, all’angolo con corso Venezia, definita attraverso un percorso di progettazione partecipata con i residenti.

La Giunta Comunale, su proposta dell’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per la nascita di un nuovo parco pubblico attrezzato. L’opera prevede un investimento complessivo di 539.936,56 euro (IVA inclusa), finanziato nell’ambito del Programma Nazionale “PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027”.

“Questo cantiere si aggiunge ai lavori ormai in fase di conclusione in via Stradella e sulla vicina piazza Baldissera: nel loro insieme restituiranno al quartiere una zona profondamente rinnovata, non solo per la viabilità ma anche per la presenza di zone verdi e di socialità“, ha dichiarato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta.

L’area, che si estende su una superficie di poco superiore ai 3.000 metri quadrati e in passato ospitava il Circolo Ettore Valli, versa oggi in condizioni di degrado dopo la chiusura delle due attività.

La sua trasformazione darà vita a uno spazio verde progettato per il futuro: verranno adottate soluzioni capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e di proteggere il territorio dalle piogge e dal caldo estremo, aumentando la biodiversità nel quartiere.

La nascita del nuovo giardino è stata condivisa passo dopo passo con i cittadini, che hanno aiutato a disegnarne la configurazione e le funzioni. Insieme a loro è stato fatto anche un viaggio nella memoria del luogo: l’arredo urbano in metallo ricorderà Ermanno Robotti e il comandante partigiano Ettore Valli, entrambi caduti nella Resistenza, mentre elementi di design richiameranno le storiche scenografie realizzate per il Dancing dall’architetto futurista Nicola Diulgheroff.

Sul piano ambientale, il progetto prevede l’introduzione di 27 nuovi alberi,  oltre la metà di grandi dimensioni, e porterà la superficie permeabile del terreno dall’attuale 10% al 90%. Le piante arriveranno a coprire il 70% dello spazio complessivo. Le acque piovane non saranno scaricate nella rete fognaria, ma raccolte e gestite all’interno del sito stesso, grazie a un “rain/dry garden” di circa 170 metri quadrati e al recupero parziale della storica bealera di Lucento, che attraversa la zona.

I lavori includono inoltre l’abbattimento delle barriere architettoniche secondo i principi del ‘Design for All’, il collegamento della rete ciclopedonale, oggi parzialmente interrotta in quel punto, e la realizzazione di percorsi a piedi e isole fitness accessibili, con pannelli informativi dotati di QR code pensati anche per le persone con disabilità.

Dopo il via libera al documento di fattibilità, il percorso proseguirà ora con la progettazione esecutiva e, successivamente, con l’appalto delle opere. L’avvio del cantiere è previsto con il nuovo anno.

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Tari 2026, tariffe invariate e aumento agevolazioni Isee fino al 50%

Restano invariate le tariffe relative alla Tassa Rifiuti per l’anno 2026 a Torino, mentre aumentano le misure di agevolazione basate sull’Isee, ampliando sia la platea dei cittadini beneficiari che le percentuali di sconto. La delibera approvata oggi in Giunta su proposta dell’Assessora Gabriella Nardelli conferma la volontà della Città di dare continuità nell’applicazione dei criteri di tassazione in attesa degli sviluppi che ARERA sta elaborando. L’obiettivo primario è mantenere uniformi quanto più possibile le tariffe per tutte le categorie domestiche e non domestiche, garantendo l’integrale copertura dei costi rilevati all’interno del piano economico finanziario. Parallelamente, il provvedimento intende consolidare, strutturare e potenziare in maniera ancora più incisiva il quadro degli interventi nell’ambito delle politiche di equità sociale e di tutela delle fasce economicamente più deboli della popolazione.

In attuazione del protocollo firmato con le organizzazioni sindacali territoriali Cgil, Cisl e Uil al termine di una lunga e proficua interlocuzione e su impulso del Consiglio Comunale, le agevolazioni per le utenze domestiche saranno: per la prima fascia, con Isee compreso tra zero e 10 mila euro è prevista una percentuale di sconto Tari pari al 50%, quota che si attesta al 45% per la seconda fascia con Isee da 10 a 15 mila euro. La percentuale di sconto si attesta al 30% per la terza fascia, corrispondente ad un Isee da 15 a 22 mila euro, mentre la percentuale di sconto è del 20% per la quarta fascia, riservata agli utenti con Isee tra 22 e 30 mila euro. Come di consueto l’agevolazione sarà applicata in sede di saldo a seguito di apposita istanza dell’interessato, che certifichi i requisiti nel periodo di riferimento, che dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026.

Per l’anno 2025 le agevolazioni prevedevano una percentuale di sconto massima del 45% e soltanto 3 fasce, con un valore Isee fino a 24 mila euro.

Con riferimento alle utenze non domestiche, il provvedimento conferma anche per il 2026 le agevolazioni a favore delle attività commerciali e artigianali insediate nelle zone della città interessate da cantieri stradali di durata superiore ai sei mesi. Sulla base di questi criteri, le aree interessate saranno ufficialmente individuate con una successiva deliberazione della Giunta Comunale, previa verifica tecnica curata dalla Divisione Infrastrutture e Mobilità, che definirà contestualmente le precise percentuali di sconto da applicare, il periodo di applicazione e le zone interessate.

Il quadro delle agevolazioni comprende inoltre la previsione del 10% di sconto per i locali stabilmente destinati ai culti riconosciuti dallo Stato; il 30% di sconto a favore delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle cooperative sociali iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts), nonché dei gestori dei centri di protagonismo giovanile e delle case di quartiere accreditati dalla Città. La novità di maggior rilievo in questo ambito risiede nell’estensione della medesima agevolazione del 30% a beneficio degli enti con personalità giuridica iscritti al Runts nella sezione denominata Altri Enti del Terzo Settore, finora non inclusi nelle precedenti categorie. Questa opzione è vincolata alla condizione che la loro attività prevalente rientri tra quelle previste dall’art. 5 del codice del Terzo Settore lettere A, B e C e cioè interventi e servizi sociali e l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili, interventi e prestazioni sanitarie, e le prestazioni sociosanitarie. Anche le scuole per l’infanzia parificate che aderiscono alla Fism e risultano convenzionate con la Città possono godere della medesima agevolazione.

In attuazione della legge quadro sulla lotta allo spreco alimentare, la delibera conferma una specifica agevolazione a beneficio di tutte le utenze non domestiche che scelgono di cedere gratuitamente le proprie eccedenze alimentari per perseguire fini di solidarietà sociale. È prevista, inoltre, una riduzione nella misura massima del 10% della parte variabile della tariffa a favore delle utenze non domestiche che adottino pratiche di prevenzione dei rifiuti previste dall’art. 15, comma 4, del Regolamento TARI. Questa riduzione non può cumularsi con altre agevolazioni previste dal Regolamento.

“Nonostante la difficile congiuntura economica generale e le complesse sfide economico-finanziarie che la Città si trova ad affrontare – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli – e grazie al fatto che la ricaduta in termini di incremento dei costi per l’espletamento dell’intero servizio di raccolta e smaltimento rifiuti risulta assorbita all’interno del Piano Economico Finanziario 2026, la Città ha potuto programmare un piano di agevolazioni complessive per un valore superiore agli 8 milioni di euro, garantendo un’ampia rete di protezione per la cittadinanza”.

Insieme al provvedimento sulle tariffe, viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale anche la delibera contenente modifiche al Regolamento per l’applicazione della Tassa Rifiuti n. 371. Oltre ai necessari adeguamenti tecnici e normativi, il nuovo testo introduce alcune rilevanti novità. Tra queste spicca il recepimento del bonus sociale istituito dallo Stato, che va così ad integrarsi con i sussidi già attivi a livello locale per supportare i nuclei familiari che si trovano in condizioni di grave disagio economico. Il nuovo regolamento adegua poi le agevolazioni dell’art. 14 alla revisione della disciplina e del perimetro del Terzo Settore, con l’obbligo di iscrizione al Runts per le Onlus , fissa legalmente al 30 luglio di ogni anno il termine ultimo per l’approvazione del Pef e delle tariffe Tari e aumenta, sulla base di uno studio dell’ufficio Tari, le percentuali di esclusione forfettaria, per quelle superfici in cui si producono residui di rifiuti speciali e dove sussistano oggettive difficoltà di definizione del perimetro. Si segnala poi l’esclusione dal conteggio dei componenti del nucleo familiare di tutti coloro che risultino inseriti all’interno di comunità o istituti penitenziari per un lasso di tempo continuativo non inferiore a sei mesi all’anno; inoltre, in stretto ossequio alle direttive nazionali ed europee, viene disciplinata la facoltà per le utenze non domestiche di scegliere di conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del circuito del servizio pubblico.

Infine, novità di rilievo ai fini della tutela dell’ambiente, viene introdotta una riduzione della parte variabile della Tari per tutte le famiglie che aderiranno formalmente ai progetti di compostaggio di comunità, a fronte di un impegno documentato e periodicamente verificabile della corretta gestione del rifiuto organico conferito negli orti urbani. Questa misura entrerà ufficialmente in vigore a decorrere dall’anno 2027.

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Scalo Nizza, con le opere di urbanizzazione impianti sportivi, piazza, percorsi pedonali e aree verdi

 

La delibera presentata questa mattina in giunta su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni aggiunge un nuovo tassello ai lavori del nuovo Scalo Nizza, progettato da Nova Coop, Nido Living e Taurus, che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile.

La giunta ha approvato il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione che, come normato nella Convenzione sottoscritta con la Città, ha in carico la realizzazione di opere sia a scomputo degli oneri dovuti su aree da cedere alla Città per un totale di quasi 2,3 milioni di euro, sia opere a cura e spese del proponente su aree da assoggettare all’uso pubblico per un valore di quasi 4,2 milioni.

Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati ed è destinata a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.

Le opere di urbanizzazione prevedono lo sviluppo dell’area con circa 5mila metri quadrati di impianti sportivi, una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, percorsi pedonali e ciclabili. Ma anche nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8mila e 500 metri quadrati, di cui quasi 3mila ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2mila metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso. La piazza prevista in progetto, fulcro di connessione tra via Nizza e gli edifici in progetto, è caratterizzata da quote altimetriche variabili per consentire la connessione tra il cavalcaferrovia di corso Sommeiller e via Nizza. Particolare attenzione è stata posta alla fruizione degli spazi pubblici e pedonali, pavimentati e sistemati a verde con particolare attenzione all’inclusività soprattutto nell’evitare la presenza di barriere architettoniche, spazi raggiungibili anche dai percorsi ciclo-pedonali che, congiungendosi alla rete ciclo-pedonale esistente, permettono la comunicazione con il tessuto urbano e le connessioni con il trasporto pubblico.

“Il progetto ricerca un modello urbano di forte integrazione tra la residenza, servizi e commercio – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – lontano da critici modelli monofunzionali, e propone l’insediamento di servizi pubblici e privati, il miglioramento della qualità paesaggistica e naturalistica, con la valorizzazione di un’area cuscinetto a forte valenza ambientale che mitiga l’impatto dell’asse ferroviario, la realizzazione di tratti di viabilità per migliorare la viabilità, la fruizione dell’intera area da parte delle diverse utenze, la connessione con Cirpark, il centro di biotecnologie molecolari, interno al perimetro della ZUT e in corso di realizzazione”.

Oltre al progetto, le opere di urbanizzazione prevedono anche i costi per la manutenzione straordinaria necessaria alla messa in esercizio del Canale Valentino, pari a circa 30mila euro, trasformato in canale per lo smaltimento delle acque meteoriche. Il cronoprogramma lavori prevede la consegna di entrambe le funzioni nel 2027. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.

Imprese piemontesi, migliora il clima di fiducia. Ma incognite su energia, export e scenario internazionale

L’indagine di Confindustria Piemonte, realizzata su circa 1.200 aziende associate, evidenzia aspettative favorevoli per occupazione, produzione e ordini, ma persistono le preoccupazioni legate ai costi, alla redditività e alle tensioni geopolitiche.

Le imprese piemontesi guardano con maggiore fiducia ai prossimi mesi. È quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, condotta nel mese di giugno su un campione di circa 1.200 aziende associate, dalla quale emerge un quadro moderatamente positivo per il terzo trimestre del 2026.

Le aspettative risultano favorevoli soprattutto sul fronte dell’occupazione, che registra un saldo positivo del 6,2% tra imprese che prevedono un aumento degli organici e quelle che, invece, stimano una riduzione. Segno positivo anche per la produzione (+2,3%) e per gli ordini complessivi (+1,6%). Più difficile, invece, la situazione per export e redditività, entrambi ancora in territorio negativo, rispettivamente con saldi pari a -3,8% e -8,6%.

Sul fronte degli investimenti il quadro rimane sostanzialmente stabile. Quasi tre imprese su quattro dichiarano di avere programmi di investimento, mentre cresce leggermente la quota di aziende intenzionate ad acquistare nuovi macchinari e impianti.

La capacità produttiva continua a essere utilizzata su livelli elevati, con un tasso medio del 77%, mentre il ricorso alla cassa integrazione mostra segnali di stabilizzazione. Nel comparto manifatturiero la percentuale di imprese che vi fanno ricorso rimane superiore alla media, pur registrando un lieve miglioramento rispetto alla precedente rilevazione.

L’indagine conferma inoltre il diverso andamento tra aziende di dimensioni differenti. Le realtà più strutturate mostrano aspettative decisamente più favorevoli sull’andamento della produzione, mentre le piccole imprese mantengono un atteggiamento più prudente, riflesso delle maggiori difficoltà che continuano a caratterizzare il contesto economico.

Tra le principali fonti di preoccupazione restano i costi di energia, materie prime, logistica e trasporti. Nonostante il recente ridimensionamento delle quotazioni del petrolio, le imprese ritengono che gli aumenti accumulati nei mesi precedenti continueranno a incidere sui costi di produzione e sulla competitività.

“La prudenza dei nostri imprenditori nelle risposte di questa indagine mi pare logica conseguenza di settimane che a livello geopolitico hanno visto susseguirsi in rapida successione scenari di ogni tipo. La tempesta però è tutt’altro che passata. Il calo del prezzo del petrolio se da una parte aiuta famiglie e imprese, di certo non compensa gli aumenti che solo ora stanno arrivando lungo le filiere produttive e che si sono generati da inizio anno. Ciononostante, la volontà di investire delle aziende piemontesi non si è mai fermata, l’auspicio deve quindi essere che ora ripartano anche gli ordini a lungo termine così come i pagamenti e il credito. Sono tutti fattori che se non gestiti per tempo, rischiano di penalizzare sia la capacità di esportare nei mercati più promettenti, sia gli investimenti”, commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

L’analisi dei diversi comparti evidenzia un quadro articolato. Il manifatturiero, che rappresenta la parte più consistente del campione esaminato, continua a mostrare segnali di debolezza, con aspettative in lieve diminuzione per produzione e nuovi ordinativi. L’occupazione, invece, mantiene un andamento positivo, mentre restano negative le prospettive relative alla redditività e alle esportazioni.

Le maggiori difficoltà interessano il settore metalmeccanico, dove pesano soprattutto le criticità dell’automotive e della metallurgia. Anche il tessile-abbigliamento e l’edilizia evidenziano aspettative meno favorevoli, mentre risultano più dinamici comparti come impiantistica, gomma-plastica, alimentare e cartario-grafico.

Più incoraggiante il quadro dei servizi, dove il clima di fiducia appare in miglioramento. Trasporto merci e passeggeri, commercio e turismo mostrano un recupero delle aspettative rispetto ai mesi precedenti, mentre continuano a mantenersi positive le previsioni per i servizi alle imprese e per il comparto dell’ICT.

L’indagine dedica infine un approfondimento agli effetti della crisi in Medio Oriente sull’economia piemontese. Pur senza delineare uno scenario di emergenza, il conflitto viene percepito come un elemento di instabilità destinato a influenzare l’attività economica. Le principali preoccupazioni riguardano l’impatto dei costi energetici, indicati come il fattore più critico soprattutto dalle aziende dei comparti alimentare, metallurgico e automobilistico.

Per fronteggiare questa situazione, molte imprese stanno diversificando i fornitori e rivedendo le proprie strategie commerciali, cercando di rendere più resilienti le catene di approvvigionamento. Nonostante le incertezze internazionali, prevale comunque un moderato ottimismo: oltre la metà delle aziende ritiene possibile un miglioramento del quadro economico nei prossimi mesi, anche se rimane significativa la quota di imprenditori che continua a guardare al futuro con cautela.

Dal punto di vista territoriale non emergono differenze particolarmente marcate. Torino e Cuneo, che rappresentano circa la metà del campione esaminato, mostrano valutazioni sostanzialmente allineate alla media regionale, mentre l’Alessandrino e l’Astigiano esprimono maggiori timori sulla durata delle tensioni internazionali. L’ottimismo appare invece più accentuato nelle province di Asti e Biella, mentre nel Novarese prevale un atteggiamento più prudente.

Il Festival di Architettura Torino apre le porte dell’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo

 

Dal 7 al 9 luglio, ogni giorno dalle 17.30 alle 22.30, l’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo si trasforma nella casa del Festival di Architettura Torino. Tre giorni, una domanda: chi abiterà le case vuote?Un’edizione pensata per architetti e professionisti ma aperta a tutta la città: come si abita, dove, e a quali condizioni.

Il programma, tra talk, installazioni, laboratori e proiezioni, prende le mosse da una suggestione di Ettore Sottsass, tra i più grandi architetti e designer italiani del Novecento, e la trasforma in chiave contemporanea: il vuoto delle case non come assenza, ma come spazio di possibilità. Perché dietro quella domanda c’è un paradosso che l’Italia fatica ad affrontare. Quasi una casa su tre, in Italia, non è occupata: secondo l’ultimo Censimento ISTAT sono 9,58 milioni su 35,3 milioni di abitazioni censite, un dato confermato anche nell’aggiornamento 2023. A Torino il paradosso si legge ancora meglio nei numeri elaborati dal CRESME: tra il 2019 e il 2024 la città ha perso quasi 4.700 abitanti, ma ha guadagnato oltre 13.500 famiglie. Meno persone, più domanda di case. Case vuote da una parte, domanda abitativa che cresce dall’altra: è il cortocircuito che il Festival mette al centro, con il contributo di Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e CNAPPC, il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e di Camera di commercio, il supporto speciale di Banca Reale, e la collaborazione di Dierre, Fresia Alluminio, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73.L’Housing Advisory Board della Commissione Europea lo dice chiaramente da tempo: la casa va trattata come infrastruttura sociale, non come emergenza da tamponare. Ma il tema delle case vuote non è solo un problema da risolvere: è anche un’occasione progettuale enorme, capace di attivare rigenerazione, valore culturale ed economico nei territori. È su questo doppio binario, urgenza sociale e opportunità di progetto, che il Festival costruisce il proprio programma, mettendo in rete università, istituzioni e città europee alle prese con le stesse sfide.

Gli storici banchi dell’Ex Mercato Ittico diventano spazi espositivi e raccontano il tema dell’abitare attraverso linguaggi e prospettive differenti: dalla mostra dei tre progetti vincitori della call internazionale Future Homes Europe, dedicata ai progettisti under 35, alla grande installazione effimera e partecipata La fragilità della bellezza genera responsabilità di Raffaele Salvoldi; dalla mostra fotografica Costruire case, fare città, realizzata a partire dall’Atlante dell’Architettura Contemporanea del Ministero della Cultura, a Chi abita le 167?, dedicata all’impatto della legge 167/1962 sul paesaggio residenziale torinese; fino a The Struggle for Housing, con i fotoromanzi del Gruppo Strum esposti al MoMA nel 1972, e la video installazione Dal pieno al vuoto. Andata e ritorno di Lorena Alessio con Kong-Ki Wong, che prende come caso studio la città di Taichung, a Taiwan.Le tre giornate del Festival si articolano lungo traiettorie tematiche distinte: la prima giornata è dedicata al fabbisogno abitativo in Italia e in Europa e alle sue implicazioni sociali e demografiche; la seconda approfondisce il rapporto tra progetto dell’abitare, intelligenza artificiale e innovazione digitale; la terza esplora casi studio, modelli e sperimentazioni dalle città europee impegnate nella trasformazione delle politiche abitative. Ogni giornata si conclude con un keynote speech affidato a protagonisti della scena architettonica internazionale, chiamati a confrontarsi sulle nuove forme dell’abitare contemporaneo.

A inaugurare la rassegna  dei Talk il 7 luglio è Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME, che introduce l’interrogativo cruciale “Quante case servono? Quali case servono?”, moderato da Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. La serata prosegue addentrandosi nel cuore tematico della manifestazione con il primo dei tre Keynote Speech dedicati al tema-guida “Chi abiterà le case vuote?”: a dare la prima risposta è Umberto Napolitano, co-founder di LAN (Local Architecture Network), introdotto dal Consigliere della Fondazione Luca Molinari.

L’8 luglio il Festival si sposta decisamente sulla frontiera dell’innovazione con un Talk che esplora il nesso tra “Progetto dell’abitare e intelligenza artificiale”. Qui la voce di Barbara Caputo, Direttrice dell’Hub sull’AI del Politecnico di Torino e tra gli autori della Strategia Nazionale Italiana sull’AI 2021-2023, si intreccia alle prospettive internazionali di Agostino Nickl (TU Delft) e Andrea D’Antrassi (Associate partner per l’Europa di MAD Architects). Più tardi il keynote speech vede protagonista Raul Forsoni, Associate/Senior Architect di UNStudio, con l’introduzione di Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine Architetti Torino.

Il 9 luglio il cerchio si chiude allargando l’orizzonte verso le “Geografie dell’abitare contemporaneo”. Il talk dedicato a casi, modelli e sperimentazioni mette a confronto Ezio Micelli (Professore allo IUAV di Venezia e unico italiano tra i membri dell’EU Housing Advisory Board), Michael Obrist (TU Wien e curatore del padiglione austriaco alla Biennale di Venezia 2025) e Joan Cambronero Fernández (Direttore esecutivo dell’Area Urbanistica e Abitazione del Comune di Barcellona), con la moderazione del Vicepresidente della Fondazione Emanuele Piccardo.

L’atto conclusivo del Festival è affidato ad Anna Puigjaner, co-founder di MAIO, introdotta da Francesca Canfora, Consigliera Ordine Architetti Torino, per l’ultimo, suggestivo sguardo sulle politiche e il futuro dell’abitare europeo.Il programma non si ferma all’Ex Mercato Ittico ma si allarga alla città con i laboratori per bambine e bambini di SOU, la scuola di architettura della Fondazione per l’architettura / Torino, un momento musicale in collaborazione con Fondazione per la Cultura di Torino e la rassegna cinematografica di cinque titoli al bistrot culturale Il Ramo d’Oro.

Il Festival dedica inoltre uno spazio speciale alle nuove generazioni con la premiazione dei vincitori di Future Homes Europe, la call internazionale che invita i progettisti under 35 a ripensare la casa non solo come spazio fisico, ma come dispositivo sociale, culturale e ambientale.Per gli architetti professionisti, il Festival offre inoltre la possibilità di accreditarsi ai talk sul sito della Fondazione e ricevere Crediti Formativi Professionali (CFP).

Il programma completo, con orari e dettagli su ospiti e proiezioni, è disponibile online QUI

Nato per accendere i riflettori sul ruolo dell’architettura nell’evoluzione urbana, il Festival ne affronta la trasformazione in modo inclusivo, con una forte attenzione alla dimensione rigenerativa. Un punto di partenza che si apre al coinvolgimento di tutti i soggetti disposti a collaborare, questo Festival si proietta nel futuro, con l’obiettivo di contribuire in modo strategico alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

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Strage di Brandizzo, verso il processo: in aula le responsabilità sulla morte dei cinque operai

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Si avvicina un passaggio decisivo nell’inchiesta sulla tragedia di Brandizzo, l’incidente ferroviario che il 30 agosto 2023 costò la vita a cinque lavoratori impegnati in un intervento di manutenzione sui binari della linea Torino-Milano. A distanza di tempo da quella notte drammatica, la vicenda giudiziaria entra nella fase che dovrà chiarire eventuali responsabilità e ricostruire ogni dettaglio della catena organizzativa che precedette l’incidente. La prima udienza si terrà alla fine di settembre.

Le vittime furono cinque operai della società Sigifer: Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa. Stavano lavorando nei pressi della stazione di Brandizzo quando furono travolti da un treno in transito. Una tragedia che suscitò un forte impatto emotivo in Piemonte e in tutta Italia, riportando al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e delle procedure da rispettare nelle attività ad alto rischio.

Il procedimento giudiziario dovrà ora concentrarsi sulle circostanze che hanno portato all’incidente e sulle possibili responsabilità all’interno della complessa organizzazione dei lavori ferroviari. Al centro dell’attenzione della magistratura ci sono le modalità con cui vennero programmati gli interventi, i controlli effettuati e il rispetto delle procedure previste per garantire la sicurezza degli addetti impegnati lungo la linea.

La Procura di Ivrea ha concluso le proprie attività investigative prospettando il coinvolgimento di diverse figure e società della filiera. Le contestazioni riguardano ipotesi di reato legate alla mancata prevenzione dell’evento e alla gestione della sicurezza. Sarà il percorso processuale a stabilire se vi siano state condotte omissive, errori organizzativi o altre responsabilità che abbiano contribuito al verificarsi della tragedia.

Piemonte, da mercoledì 8 luglio lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi

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Il provvedimento si è reso necessario a seguito di quanto previsto dal bollettino per la previsione del pericolo incendi, emesso dal Centro funzionale di Arpa Piemonte, dalle elevate temperature, previste in ulteriore rialzo, e soprattutto dai numerosi incendi che si sono sviluppati sul territorio piemontese, impegnando fortemente tutto il Sistema antincendi boschivi e di Protezione civile: Vigili del fuoco, volontari del Corpo AIB Piemonte, Carabinieri forestali, flotta elicotteristica regionale, ampiamente supportati dalla flotta aerea dello Stato. 

 

«Sulle temperature molto elevate e la scarsa piovosità purtroppo non possiamo incidere – rileva l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi – ma siamo sempre in prima linea per contenere al massimo il pericolo e per intervenire rapidamente. Determinante in questa attività è l’apporto di tutte le componenti del sistema, che desidero ringraziare».

Ai cittadini si richiede la massima collaborazione osservando i seguenti comportamenti:

 

* segnalare al numero unico di emergenza 112 eventuali avvistamenti di incendi

* non ostacolare la operazioni di spegnimento, sia a terra che nei bacini lacustri in cui si riforniscono i velivoli antincendi.

evitare qualunque azione che possa favorire l’innesco del fuoco.

Si ricorda che l’entrata in vigore della massima pericolosità comporta divieti e sanzioni di cui alla normativa nazionale (legge n.353/2000 e d.lgs n.152/2006) ed alla legge regionale n.15/2018:

– divieto di combustione di residui vegetali agricoli e forestali

– divieto di accendere fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi

– divieto di effettuare azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio (accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile, compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio)

– divieto di usare qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio, tra cui le lanterne volanti.

La durata varia in funzione della discesa della temperatura e dell’arrivo delle precipitazioni, che potranno evidenziare un rischio minore e consentire di rientrare nei livelli “normali” di pericolo.

Turismo, Piemonte sul podio della crescita nazionale: nel primo semestre 2026 arrivi in aumento del 9,22%

Il Piemonte si conferma tra le regioni italiane più dinamiche sul fronte turistico. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi sono cresciuti del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che colloca la regione al terzo posto della classifica nazionale, alle spalle di Calabria e Umbria, ben al di sopra della media italiana, che si attesta al +4,5%.

I dati, resi noti dal Ministero del Turismo sulla base delle rilevazioni della banca dati Alloggiati Web del Ministero dell’Interno, fotografano un settore in forte espansione. Il sistema raccoglie le comunicazioni obbligatorie che le strutture ricettive, alberghiere ed extralberghiere, trasmettono alle questure con i dati degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo, offrendo così un quadro aggiornato dei flussi turistici.

L’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni sottolinea il significato del risultato raggiunto: «Sorridiamo alla crescita del turismo nazionale, con un +4,8%, e in questo brillano i dati di un Piemonte che traina e fa la differenza come terza regione d’Italia con un importantissimo +9,22%: testimone che il sistema di azioni che abbiamo avviato – di promozione internazionale, di brandizzazione, di intersezione di sistema fra l’agroalimentare, i nostri grandi vini e l’offerta turistica – sta funzionando, e quindi fa scuola rispetto alle altre regioni italiane. Sono dati che rafforzano la convinzione che dobbiamo andare proprio in questa direzione e verso la differenziazione dei mercati. Abbiamo lanciato una campagna di comunicazione per l’estate che sta circolando in questi giorni sulle reti tv nazionali Rai e Mediaset, calibrata su un target a misura di spostamento su gomma e rotaia proprio per incrementare i flussi in arrivo dal medio e corto raggio: da quelle aree, cioè, che territorialmente sono più vicine e sono meno influenzate da situazioni geopolitiche e crisi internazionali».

A sostenere la crescita è anche il mercato estero. Nel primo semestre dell’anno gli arrivi internazionali in Piemonte sono aumentati del 10,38%, un incremento sensibilmente superiore alla media nazionale, ferma al 6,45%. Un dato che conferma l’attrattività della regione anche oltre i confini italiani e l’efficacia delle iniziative di promozione rivolte ai mercati esteri.

Secondo Bongioanni, la strategia regionale punta a consolidare sia i bacini di prossimità sia quelli di lungo raggio: «Accanto ai mercati di medio e corto raggio, stiamo preparando la ripartenza a più lungo termine anche sulle rotte globali, con azioni promozionali imponenti come quella con cui, pochi giorni fa, a New York abbiamo presentato a “Summer Fancy Food” l’agroalimentare e il vino piemontese, che si confermano fra i più straordinari traini turistici del nostro territorio».

Trovato morto in casa con una profonda ferita alla testa. Si indaga per omicidio

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Macabra scoperta a Torino da parte dei vigili del fuoco. All’interno di un appartamento è stato rinvenuto il corpo di una persona in avanzato stato di decomposizione.

In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato una nuova tragedia legata all’isolamento sociale, anche alla luce di un episodio analogo avvenuto nelle stesse ore in città. I successivi accertamenti hanno però evidenziato una profonda ferita alla testa, elemento che ha orientato le indagini verso l’ipotesi di una morte violenta.

L’identità della vittima non è ancora stata ufficialmente confermata. Nell’alloggio risiedeva un uomo di 55 anni e gli inquirenti stanno verificando se il corpo appartenga a lui. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento a carico di ignoti. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

Il cadavere è stato trovato in un’abitazione di via Verolengo, nel quartiere  di Lucento.