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Torino, rubavano sulle auto in sosta: arrestate due donne

La Polizia di Stato ha arrestato a Mirafiori due donne italiane, di 29 e 38 anni, denunciando a piede libero un terzo soggetto per tentato furto aggravato su autovetture in sosta.

Una pattuglia del Commissariato di P.S. “Mirafiori” è intervenuta in via Pio VII a seguito della segnalazione giunta alla locale Sala Operativa di un tentato furto ad opera di tre persone che, con fare sospetto, erano state viste aggirarsi nei pressi di una macchina di lusso in sosta sulla pubblica via.

In particolare, una delle due donne era stata vista intrufolarsi nell’auto in questione, mentre gli altri due facevano da “palo”.

I poliziotti, giunti sul luogo, hanno individuato i tre soggetti intenti a perpetrare un furto su un’altra vettura in sosta, fermandoli tempestivamente.

Dai primi accertamenti, gli operatori hanno constatato che i malfattori avevano rovistato all’interno di tre autovetture ed una delle due donne aveva ancora tracce di sangue sulla mano per aver infranto un deflettore.

Inoltre, la perquisizione ha consentito agli agenti di rinvenire all’interno della tasca del pantalone della cittadina un coltellino macchiato di sangue.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, a seguito della quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Incidente sulla Torino-Milano, sei feriti

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Nella serata di ieri sei persone sono rimaste ferite, non gravemente in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada Torino-Milano, in direzione Torino. Lo scontro si è verificato tra Volpiano e Settimo Torinese. La polizia stradale sta verificando la dinamica dell’incidente.

Un nuovo treno elettrico a doppio piano sulla Torino – Milano

Prosegue il piano di rinnovo della flotta di treni regionali in Piemonte. Venerdì è stato consegnato in stazione a Vercelli il 31° nuovo treno elettrico a doppio piano. Presenti Roberto Scheda, sindaco di Vercelli, Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Cristina Bargero, Presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese e Giuseppe Falbo, Direttore Regionale Piemonte Trenitalia.

Continua il piano di rinnovo della flotta del Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) in Piemonte. Un programma iniziato nel 2021 che prevede un totale di 71 nuovi treni grazie ai Contratti del Servizio Ferroviario Metropolitano e Regionale, stipulati con Regione Piemonte e Agenzia per la Mobilità per un valore di circa 1 miliardo di euro.

Ad oggi, la flotta di treni piemontesi, finanziata anche con fondi della Regione Piemonte, conta 31 treni di ultima generazione a doppio piano in circolazione sulle linee ferroviarie a più alta frequentazione, principalmente la linea Torino-Milano, e 33 treni elettrici monopiano.

Le consegne dei convogli proseguiranno nei prossimi mesi per completare la fornitura entro l’anno.

Un impegno importante per la Regione Piemonte e Trenitalia che, oltre a rinnovare la flotta, potrà migliorare gli standard qualitativi per una mobilità sempre più sostenibile dal punto di vista, non solo ambientale, ma anche sociale ed economico.

L’obiettivo di Regione e di Trenitalia è, infatti, soddisfare le esigenze di mobilità fornendo, con un trasporto sempre più integrato e sostenibile, un’alternativa valida e competitiva al mezzo privato; garantire una crescente accessibilità e affidabilità del servizio e migliorare la performance sulla puntualità percepita.

IL TRENO DOPPIO PIANO ELETTRICO – Elettrico, doppio piano, dotato di 8 motori di trazione, può raggiungere una velocità di 160 km/h. Ospita oltre 1.100 persone. Più spazio per le bici, fino a 12 postazioni con punti di ricarica per e-bike o monopattini elettrici. Le poltrone sono provviste di prese di corrente e usb, la climatizzazione interna si autoregola. Le vetture sono dotate di area per il passeggino e, nell’ampia toilette, di fasciatoio e il porte-enfant per la comodità dei più piccoli.

Sicurezza a bordo – Maggiore sicurezza a bordo grazie a un sistema di 50 videocamere a circuito chiuso in ogni carrozza con riprese live e 38 monitor con informazioni utili e idee di viaggio.

Persone a ridotta mobilità – Il treno è dotato di postazioni per persone con disabilità, strategicamente collocate nelle immediate vicinanze delle porte di accesso e dei servizi igienici, così da ridurre al minimo gli spostamenti necessari.

Askatasuna in aula (tra polemiche) all’Università di Torino: annunciata la mobilitazione del 31 gennaio

Si è svolta ieri nell’aula 3 della Palazzina Einaudi del campus dell’Università di Torino, un’assemblea promossa dal collettivo Askatasuna insieme ad altre realtà del movimento antagonista. L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa, con la presenza di studenti e attivisti arrivati anche da fuori città, tanto da rendere necessario l’utilizzo di un’aula aggiuntiva collegata in streaming per permettere a tutti di seguire i lavori.

Durante l’assemblea è stata annunciata la mobilitazione in programma per il 31 gennaio, giornata in cui gli organizzatori hanno dichiarato l’intenzione di occupare in modo diffuso lo spazio urbano, utilizzando lo slogan secondo cui “prenderemo la città”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di rilancio del movimento dopo lo sgombero dello spazio di Askatasuna avvenuto nelle scorse settimane e ha avuto come obiettivo quello di ricostruire una rete di sostegno e di iniziativa politica, chiamando alla partecipazione collettiva in risposta alle decisioni delle istituzioni e alle politiche considerate ostili ai movimenti sociali.

La scelta di ospitare l’assemblea all’interno di una sede universitaria ha però sollevato dubbi e critiche. In diversi ambienti accademici e politici è stata espressa perplessità per la concessione di un’aula dell’Ateneo a un incontro che non si è limitato al confronto di idee, ma ha lanciato un appello esplicito alla mobilitazione cittadina. Secondo i detrattori, l’utilizzo di spazi universitari per iniziative di questo tipo rischia di essere interpretato come una forma di legittimazione istituzionale, mettendo in discussione il ruolo dell’università come luogo neutrale dedicato alla didattica e alla ricerca.

Altri, invece, difendono la decisione dell’Ateneo, sottolineando come l’università debba rimanere uno spazio aperto al confronto e alla libertà di espressione, anche quando le posizioni espresse risultano divisive o controverse, purché le iniziative si svolgano nel rispetto delle regole. Resta quindi aperto il dibattito sul confine tra apertura democratica e opportunità istituzionale, un tema che torna ciclicamente nel rapporto tra università e movimenti politici e che, anche in questa occasione, ha trovato nel campus Einaudi il suo punto di emersione.

Prezzi al consumo a Torino: dicembre 2025 chiude con un aumento dell’1,1% su base annua

I prezzi al consumo per l’intera collettività a Torino segnano a dicembre 2025 un aumento dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2024 (tasso tendenziale), mentre rimangono stabili rispetto a novembre, attestandosi su un indice complessivo di 121,3 (base anno 2015=100).

Rispetto a dicembre 2024 i dati emersi dalle rilevazioni effettuate dall’Ufficio Statistica della Città evidenziano incrementi significativi nei servizi ricettivi e di ristorazione (+4,6%) – pur in calo del 3,7% rispetto a novembre 2025-, nei servizi sanitari e nelle spese per la salute (+2,1%) e nei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2%). In calo risultano invece i prezzi delle comunicazioni (-6,6%), delle abitazioni, acqua, energia e combustibili (-1,1%) e dei mobili, articoli e servizi per la casa (-0,4%). A registrare gli incrementi più significativi rispetto al mese precedente sono i trasporti con un + 1,7%, mentre diminuiscono i prezzi di bevande alcoliche e tabacchi (-0,2%) e dei servizi sanitari dello (-0,2%).

Analizzando i prodotti per frequenza d’acquisto, quelli ad alta frequenza (generi alimentari, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, carburanti, trasporti urbani e servizi di ristorazione) segnano un +0,2% rispetto al mese precedente e +2,0% su dicembre 2024. I prodotti a media frequenza (abbigliamento, tariffe elettriche e idriche, medicinali, trasporti, servizi culturali e ricreativi) mostrano una variazione dello -0,2% rispetto a novembre e del +0,7% sull’anno precedente. Infine, i prodotti a bassa frequenza (elettrodomestici, servizi ospedalieri, mezzi di trasporto, apparecchi audiovisivi e sportivi) rimangono stabili rispetto al mese precedente e registrano un +0,1% su dicembre 2024.

Nel dettaglio, i beni alimentari crescono dello 0,1% su novembre e dell’1,8% su dicembre 2024, mentre i beni energetici segnano un +0,2% sul mese precedente ma un calo del 3,4% su base annua. I tabacchi restano invariati sul mese e aumentano del 3,2% sull’anno. Tra i servizi, aumenti significativi riguardano l’abitazione (+0,2% sul mese e +2,3% sull’anno) e i trasporti (+4,2% sul mese e +2,6% sull’anno), mentre calano i servizi di comunicazione (-0,2% sul mese e -0,9% sull’anno) e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (-2,3% sul mese ma +3,6% sull’anno).

L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi rimane stabile sul mese e registra un incremento dell’1,6% rispetto a dicembre 2024. Il 2025 si chiude con un tasso medio annuo dei prezzi in diminuzione per le comunicazioni (-6,9%), i trasporti (-0,4%) e mobili, articoli e servizi per la casa (-0,3%), e in aumento per i servizi ricettivi e di ristorazione (+4,7%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,7%), l’istruzione (+2,7%), le bevande alcoliche e tabacchi (+1,7%) e abitazione, acqua, energia e combustibili (+1,7%).

L’indagine sui prezzi al consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT. I dati completi relativi a dicembre 2025 sono disponibili sul sito del Comune di Torino: http://www.comune.torino.it/statistica

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Colpito da arresto cardiaco letale, salvato alle Molinette dopo 45 minuti di massaggio cardiaco

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Il cuore si è fermato all’improvviso, mentre era in casa, nella normalità di una giornata qualunque. Andrea ha 47 anni, nessuna avvisaglia, poi il crollo. È la fidanzata a capire subito che qualcosa non va: chiama i soccorsi e inizia le manovre di rianimazione, senza fermarsi. Minuti che sembrano interminabili, mentre il tempo diventa il nemico più pericoloso.
Quando arriva il personale del 118 di Azienda Zero, la situazione è già chiarissima: Andrea è in arresto cardiaco. Le manovre continuano, una scarica dopo l’altra, farmaci, massaggio cardiaco. Ma il cuore non riparte. È lo scenario più temuto da chi interviene in emergenza: un arresto cardiaco refrattario, che non risponde alle cure standard.
In passato, casi come questo avevano un destino segnato.
Andrea viene portato all’ospedale Molinette di Torino senza che il cuore abbia mai ripreso a battere in modo efficace. La rianimazione non si interrompe mai: dalla casa all’ambulanza, dall’ambulanza al pronto soccorso delle Molinette. In totale, 45 minuti di rianimazione continua. Un tempo lunghissimo, che di solito non lascia spazio alla speranza.
La causa è un’aritmia maligna, una tempesta elettrica che manda il cuore fuori controllo. Un evento spesso fatale proprio perché, anche quando si riesce a “riaccendere” il cuore, questo non è più in grado di sostenere la circolazione.
E invece, questa volta, qualcosa cambia.
I medici decidono di tentare l’ultima strada possibile: l’ECMO, una macchina che può sostituire temporaneamente il cuore e i polmoni, mantenendo in vita il paziente mentre si cura la causa dell’arresto. È una scelta complessa, che richiede tempi rapidissimi, competenze specialistiche ed una perfetta organizzazione.
Andrea viene collegato all’ECMO. Il sangue continua a circolare, il cervello viene ossigenato, il tempo – finalmente – smette di essere solo un nemico. Il cuore può riposare, i medici possono intervenire.
Una situazione che, fino a poco tempo fa, non avrebbe lasciato alcuna possibilità di sopravvivenza.
Oggi, invece, questa storia ha un lieto fine. Andrea è vivo e può oggi riprendere in mano la sua vita.
Il programma di rianimazione con ECMO presso la Città della Salute e della Scienza di Torino è attivo da circa cinque anni presso la Rianimazione di Pronto Soccorso delle Molinette (diretta dalla dottoressa Marinella Zanierato), in collaborazione con la Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi). È questa integrazione tra territorio e ospedale a fare la differenza. Una sinergia fondamentale, che consente di identificare precocemente i pazienti candidabili a questo tipo di trattamento e di trasportarli rapidamente in ospedale con le manovre rianimatorie in corso.
Da quando questo programma di assistenza avanzata è stato attivato presso l’ospedale Molinette di Torino negli ultimi due anni (2024-2025) sono stati trattati 16 pazienti in arresto cardiaco refrattario provenienti dall’extraospedaliero con 8 sopravvissuti. L’introduzione della rianimazione con ECMO cambia radicalmente la prospettiva dell’arresto cardiaco. La sopravvivenza è diventata del 50%. Dati che assumono un significato ancora più rilevante se confrontati con la prognosi tradizionale: nei pazienti con arresto cardiaco refrattario alle manovre standard, la sopravvivenza è inferiore al 10%.
Un risultato che dimostra come, anche nelle situazioni più critiche, l’integrazione tra tecnologia avanzata, competenze specialistiche e lavoro di squadra — dal territorio all’ospedale — possa trasformare un evento apparentemente senza via d’uscita in una storia di salvezza. Una possibilità in più, là dove prima non ce n’era nessuna.

In piazza a Torino “per un Iran libero, laico, repubblicano e democratico”

SABATO 17 GENNAIO 2026 – ORE 15  PIAZZA CARIGNANO 

L’Associazione Iran Libero e Democratico di Torino, fondata nel 2009 da un gruppo di esuli politici iraniani e da allora presieduta da Tullio Monti, organizza una grande manifestazione unitaria in solidarietà col popolo iraniano in rivolta ed a sostegno della sua resistenza organizzata del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, presieduto dalla sua leader eletta, Maryam Rajavi. Si tratta della più ampia manifestazione unitaria, in base alle adesioni ufficiali pervenuteci, ad oltre 40 anni dalle manifestazioni corali contro il terrorismo degli anni ’80 e questo rappresenta un evento politico di rilevante significato. Non si tratta infatti di una delle tante manifestazioni di solidarietà con le diverse cause internazionali: questa manifestazione di Torino, come tutte le nostre iniziative, grandi e piccole in questi ultimi 17 anni, verrà trasmessa in Iran dalla televisione satellitare della Resistenza, che tutti vedono in Iran e contribuisce concretamente a non far sentire isolato il popolo iraniano che in questi giorni, per l’ennesima volta, sta pagando un prezzo altissimo di sangue per la propria libertà.

Il popolo iraniano lotta da 47 anni contro la peggior dittatura teocratica islamista mai esistita, che ha ucciso, torturato, incarcerato centinaia di migliaia di cittadini iraniani, tenuto in miseria ed in povertà la popolazione mentre spendeva miliardi di dollari per cercare di dotarsi degli armamenti nucleari e per finanziare, addestrare ed armare i movimenti terroristici islamisti in tutto il Medio Oriente (Hezbollah in Libano, Hamas e la Jihad Islamica in Palestina, Houti in Yemen, vari gruppi sciiti e sunniti in Iraq ed il regime criminale di Assad in Siria, fino a che è crollato).

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (con i suoi oltre 120.000 martiri trucidati dal regime) con la piattaforma programmatica in 10 punti della sua leader, ufficialmente approvata, si batte da 45 anni per un Iran libero, democratico, repubblicano, per un sistema pluripartitico originato da libere elezioni, basato sullo stato di diritto, costituzionale e liberaldemocratico, per la laicità delle istituzioni (alla francese), fondato sulla separazione giuridica fra stato e tutte le confessioni religiose, per l’abolizione della religione di stato e per la massima libertà religiosa, per la parità giuridica fra uomini e donne, per la libertà di abbigliamento femminile (con l’abolizione dell’odioso obbligo del velo islamico), per l’abolizione della Sharia (la legge coranica), della pena di morte, della lapidazione, della tortura, dell’incarcerazione illegale e degli arresti arbitrari, per la piena tutela di tutti i diritti umani, civili, politici e sociali, per un Iran senza armi nucleari e che viva in pace con tutti i paesi del Medio Oriente (compreso Israele), per una libera economia sociale di mercato, di impronta socialdemocratica. La Resistenza è da sempre contraria ad ogni intervento armato esterno per abbattere il regime: il popolo iraniano è perfettamente in grado di cacciare con le sue mani, anche a costo del sangue dei suoi figli, il proprio tiranno.

Nelle settimane e nei giorni scorsi tre dirigenti della nostra Associazione Iran Libero e Democratico (il vicepresidente Yoosef Lesani, farmacista, l’architetto Keramat Jahandarpour ed il medico Hossein Vassigh) hanno ripetutamente ricevuto sui loro cellulari dei messaggi Whatsapp riconducibili al ministero dell’Informazione iraniano, contenenti esplicite minacce di morte per loro e per i loro familiari, con dettagli particolareggiati ed inquietanti sulle loro abitudini e sui loro spostamenti. Si tratta di minacce che gli organi di Polizia preposti giudicano molto serie, attendibili e pericolose: i nostri militanti, tuttavia, non si faranno certo intimorire, né tanto meno ridurre al silenzio da queste nuove minacce da parte di un regime in agonia che sta crollando su se stesso.

Hanno aderito e parteciperanno, anche con loro interventi, alla manifestazione:

ISTITUZIONI

  • Consiglio Regionale del Piemonte
  • Comitato regionale per i diritti umani e civili (Consiglio Regionale)

PARTITI

  • Azione
  • Democrazia Cristiana
  • Forza Italia
  • Fratelli d’Italia
  • Italia Viva
  • Lega
  • Movimento 5 Stelle
  • Partito Democratico
  • Partito Socialista Italiano

SINDACATI

  • CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro
  • UIL – Unione Italiana del Lavoro

ASSOCIAZIONI

  • ANPI – Associazione Partigiani d’Italia
  • Associazione Radicale Adelaide Aglietta
  • Associazione Camis de Fonseca
  • Comitato Resistenza Colle del Lys
  • Donne Democratiche (provincia e regione)
  • Europa Radicale
  • FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
  • Laboratorio Società Cooperativa
  • La Meridiana
  • La Porta di vetro
  • Libertà Eguale
  • Sinistra per Israele- Due popoli Due Stati
  • Tavolo della Speranza

 

Più missioni, più sicurezza: il bilancio 2025 dell’elisoccorso piemontese

Nel corso del 2025 l’Elisoccorso Piemonte ha effettuato 3.269 interventi complessivi, confermando un trend di crescita costante e un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’emergenza-urgenza regionale. L’operatività del servizio ha visto impegnati 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori ed esperti in emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle Unità Cinofile da Valanga e dagli equipaggi aeronautici.

A sottolineare il valore di questo lavoro è Andrea Mina, recentemente riconfermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria: «Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza, garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Un dato particolarmente significativo riguarda le missioni in ambienti complessi: il 18% degli interventi è stato effettuato in contesti montani, impervi o ostili, spesso con l’utilizzo del verricello. «Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga», aggiunge Andrea Mina.

Dal punto di vista clinico, il servizio ha gestito in prevalenza casi ad alta criticità: il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto traumatiche (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%), confermando l’elisoccorso come risorsa essenziale nelle reti tempo-dipendenti.

Le basi operative di Torino, Cuneo, Borgosesia (VC) e Alessandria hanno assicurato una copertura capillare del territorio regionale, totalizzando 2.800 ore di volo. In particolare, la base di Torino ha realizzato 1.123 missioni, di cui 300 in orario notturno, grazie all’impiego della tecnologia NVG e a una rete di 260 siti di atterraggio notturno pre-surveyed, sviluppata con il supporto degli enti locali, che hanno contribuito a rendere disponibili e operative le aree anche h24.

Nel corso dell’anno si è consolidata anche la cooperazione interregionale: gli elicotteri piemontesi hanno effettuato 65 missioni fuori Regione, prevalentemente in Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, mentre 73 interventi sul territorio piemontese sono stati svolti da mezzi provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra il trasporto delle équipe per il prelievo di organi, a testimonianza della versatilità e dell’elevato standard del servizio.

Grande attenzione è stata riservata alla formazione. Nel 2025 si sono svolte tre importanti esercitazioni semestrali – invernale, estiva e autunnale – realizzate insieme al Soccorso Alpino e alla componente aeronautica, dedicate al lavoro di squadra, allo sviluppo delle competenze non tecniche e al miglioramento dell’efficacia operativa. Una delle esercitazioni si è svolta in notturna con elicottero, mentre la sessione estiva ha coinvolto anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con l’abilitazione del personale all’uso del verricello degli elicotteri sanitari regionali.

Sul piano dell’innovazione, negli ultimi dodici mesi sono stati introdotti a bordo nuovi dispositivi, tra cui il materassino a depressione per la gestione del trauma, sonde ecografiche portatili per affinare il triage e la stabilizzazione sul luogo dell’intervento, e un nuovo kit ARTVA per la ricerca delle persone sepolte in valanga.

Proseguono anche gli interventi infrastrutturali: sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici diurne e notturne a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti, mentre continua la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la progettazione dei nuovi presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso. Resta inoltre prioritaria la necessità di adeguare le basi di Torino-Collegno “Aeritalia” e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati predisposti progetti preliminari grazie alla collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con la società GEAC.

Il 2025 è stato anche un anno di apertura internazionale: il servizio piemontese ha ospitato delegazioni provenienti da Australia, Giappone, Spagna e Bulgaria, interessate ad approfondire il modello organizzativo adottato in Piemonte. In occasione delle Universiadi Invernali e degli Special Olympics Games, è stato inoltre messo a disposizione un elicottero dedicato per garantire agli atleti un’assistenza sanitaria conforme agli standard richiesti.

A tracciare il bilancio dell’anno è l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: «Un bilancio 2025 che racconta di un servizio in continua evoluzione, capace di coniugare competenza, innovazione e lavoro di squadra, con un unico obiettivo: raggiungere il paziente nel minor tempo possibile, ovunque si trovi e condurlo nel più breve tempo possibile alle cure ospedaliere definitive».

Nasce Enter Academy, una Fondazione per ispirare e connettere i nuovi imprenditori

Alle OGR, è stata lanciata Enter Academy, una Fondazione nata per ispirare, educare e connettere la prossima generazione di imprenditrici e imprenditori. Enter Academy è una fondazione senza scopo di lucro creata dagli imprenditori del Club degli Investitori e sostenuta da partner istituzionali Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, con un obiettivo chiaro: formare e connettere la prossima generazione di imprenditori italiani. All’evento di presentazione ha preso parte anche la vicesindaca di Torino Michela Favaro.

Il progetto si articola su due pilastri: Enter Camp, un’esperienza intensiva di 4 giorni in partnership con gli Atenei del territorio che coinvolgeranno i propri studenti (target 20-25 anni) e Enter Club, la community che supporta gli Alumni con mentorship, opportunità di internship, borse di studio ed eventi dedicati, con l’obiettivo di connettere i partecipanti a una rete di oltre 100 mentor e partner anche internazionali. Si parte con il Piemonte, grazie alla partnership con Unicredit (da cui nasce il progetto pilota che ha già visto due edizioni presso Unicredit University) e di una forte alleanza con gli Atenei del territorio con l’obiettivo di coinvolgere le Università di tutto il paese. Sostiene Enter Academy anche la Camera di Commercio di Torino. A guidarla ci sarà un team con forte esperienza nel mondo dell’innovazione e dell’imprenditorialità: Giancarlo Rocchietti (Presidente), Barbara Gra4ino (consigliere delegato), Andrea Rota (consigliere), Bernardo Bertoldi (consigliere), Vittoria Rossi (project and community manager).

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Costruire il futuro in quota: un nuovo piano regionale per salvare la montagna

La Regione Piemonte lancia un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali.

La nuova misura mette a disposizione delle Unioni montane oltre 10 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

«Si tratta di un cambio di passo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo nel corso della presentazione svoltasi nel Centro Congressi della Regione alla presenza del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni Montane – Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».

La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026 secondo le indicazioni del bando che sarà pubblicato su https://bandi.regione.piemonte.it/

L’intervento deriva dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali, che chiede strumenti flessibili e risposte mirate. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.

Le priorità di intervento

Tre sono le priorità di intervento su cui si concentra la misura, definite anche attraverso il confronto con Uncem e le altre Direzioni regionali:

– miglioramento della connettività e promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali;

– mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti;

– manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.

All’interno di questi ambiti le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del Fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.

«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo – Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».

«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero – Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».