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Fine febbraio: occhio agli scioperi anche a Torino

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Alla fine di febbraio 2026 anche a Torino ci  si prepara a giorni complessi sul fronte dei trasporti, con una serie di scioperi che potrebbero incidere in modo significativo sulla mobilità nazionale. Le mobilitazioni, proclamate da sigle come Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Usb Lavoro Privato, riguardano in particolare il comparto aereo e quello ferroviario, con possibili ripercussioni anche sul trasporto pubblico locale in diverse città.

La giornata più delicata dovrebbe essere giovedì 26 febbraio, quando è previsto uno stop di 24 ore nel settore dell’aviazione civile, con il coinvolgimento del personale di compagnie come ITA Airways, easyJet e Vueling, oltre agli addetti aeroportuali e ai servizi di assistenza a terra. Non si escludono cancellazioni e ritardi, anche se resteranno in vigore i servizi minimi garantiti previsti dalla normativa. Lo sciopero era stato inizialmente ipotizzato in una fase precedente del mese ma è stato riprogrammato per evitare sovrapposizioni con eventi di rilievo internazionale.

A seguire, tra la sera di venerdì 27 e la sera di sabato 28 febbraio, è annunciata un’astensione dal lavoro nel comparto ferroviario che coinvolgerà il personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, inclusa Trenitalia. Anche in questo caso saranno previste fasce di garanzia per i treni a lunga percorrenza e regionali nelle ore di maggiore affluenza, ma si prevedono comunque variazioni alla circolazione e possibili soppressioni.

Le ragioni delle proteste ruotano attorno al rinnovo dei contratti collettivi, alla richiesta di adeguamenti salariali in linea con l’aumento del costo della vita e a una riorganizzazione dei turni di lavoro, tema particolarmente sentito in un settore che negli ultimi anni ha registrato carenze di organico e carichi crescenti. I sindacati chiedono un confronto più rapido con le aziende e con le istituzioni, mentre le controparti invitano a proseguire il dialogo per evitare disagi ai cittadini.

Per chi deve viaggiare negli ultimi giorni di febbraio è consigliabile monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali delle compagnie aeree e ferroviarie, verificare l’elenco dei servizi garantiti e, se possibile, valutare soluzioni alternative o biglietti flessibili. La fine del mese si profila dunque come un banco di prova per il sistema dei trasporti italiano, stretto tra le rivendicazioni dei lavoratori e l’esigenza di assicurare continuità agli spostamenti di milioni di persone.

La fiamma paralimpica arriva a Torino

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Martedì 24 febbraio Torino accoglierà il passaggio della Fiamma Paralimpica dei Giochi di Milano Cortina 2026. Un appuntamento dal forte valore simbolico che celebra i valori dello sport paralimpico – coraggio, determinazione, ispirazione, uguaglianza – e rinnova il legame della città con le discipline paralimpiche, a vent’anni dall’indimenticabile esperienza dei Giochi Invernali del 2006.

Quella di Torino è la prima tappa del viaggio della Fiamma, che ha preso il via al termine della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e che si concluderà il 6 marzo all’Arena di Verona, che sarà anche la sede della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici.

Martedì le celebrazioni si svolgeranno in piazza Castello a partire dalle ore 17, con sport, musica e testimonianze che si incontreranno per dare vita a un momento di festa e condivisione, in attesa dell’arrivo della Fiamma e dell’accensione del braciere, previsto tra le ore 18.45 e le 19.15.

La cerimonia si aprirà con un racconto dedicato ai Giochi Paralimpici e al viaggio della Fiamma, seguito da un momento istituzionale che vedrà sul palco l’assessore allo Sport e ai Grandi eventi della Città di Torino Domenico Carretta, la presidente CIP Piemonte Silvia Bruno, la delegata provinciale CONI Francesca Grilli e il consigliere federale FISG Giuseppe Antonucci. Sarà inoltre l’occasione per celebrare il ricordo dei Giochi Paralimpici Invernali Torino 2006, insieme alla presidente del Comitato organizzatore, Tiziana Nasi, e ad alcuni atleti che sono stati protagonisti di quella edizione, tra cui Gianmaria Dal Maistro (medaglie d’oro nel supergigante e medaglia d’argento nello slalom gigante) e i giocatori e componenti dello staff della squadra azzurra di Para Ice Hockey Danilo Bosio, Luigi Grill, Gianluca Cavaliere, Francesco Mancuso, Bruno Balossetti, Orazio Fagone, Adriano Rossetti, Gregory Leperdi, Claudio Massalin e Stefano Frassinelli.

La cerimonia si chiuderà con un talk con un Ambassador di Milano Cortina 2026.

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Export e produzione in frenata: segnali negativi per il tessuto artigiano piemontese

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Dalla rilevazione congiunturale relativa al primo trimestre del 2026 emerge un quadro previsionale che evidenzia un generale deterioramento delle prospettive economiche del comparto artigiano piemontese. I principali indicatori mostrano infatti un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione.

La crisi morde ancora

“Possiamo incolpare le tensioni globali quanto vogliamo ma le storture dell’ideologia Green e anni di misure pittoresche dell’Unione Europea stanno presentando un conto salato e si sommano a problemi tutti italiani, peggiorati negli ultimi due anni, come il peso del fisco, il carico di burocrazia, la difficoltà di accesso al credito, le carenze infrastrutturali e il caro energia (386 milioni di euro)”.

Le stime occupazionali indicano quindi una contrazione di circa quattro punti percentuali, mentre il dato relativo all’eventuale inserimento di apprendisti evidenzia una flessione significativa. Rimane inoltre negativo l’indicatore relativo alla produzione complessiva, che peggiora ulteriormente passando dal -16,65% al -22,45%.

Il saldo legato ai nuovi ordinativi conferma un valore negativo, con una riduzione consistente dal -11,27% al -22,72%. Parallelamente diminuisce, seppur lievemente, la quota di imprese che non prevedono investimenti, scendendo dal 73,22% al 71,64%. Si accentua invece la previsione negativa riguardante l’acquisizione di nuovi ordini per esportazioni.

Sul fronte della liquidità, cala la previsione di incassi regolari, che passa dal 64,22% al 61,33%. Aumentano invece i ritardi nei pagamenti, mentre resta marginale la previsione di anticipi negli incassi, in ulteriore diminuzione.

Commenta Giorgio Felici presidente di Confartigianato Imprese: “La congiuntura economica piemontese dell’artigianato relativa al primo trimestre del 2026 peggiora rispetto all’ultimo trimestre 2025. La crisi morde ancora”.

I dati emergono dall’indagine trimestrale realizzata dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese Piemonte.

“Permangono i problemi di sempre, ulteriormente peggiorati, come il peso del fisco, il carico di burocrazia, la difficoltà di accesso al credito, le carenze di infrastrutture e il caro energia. A tal proposito il Governo non ha ancora sciolto, attraverso il nuovo decreto energia, il nodo che pesa sulle piccole e medie imprese, rendendole meno competitive, ossia il caro energia. Voglio ricordare che l’extracosto causato dal differenziale di prezzo dell’energia elettrica con UE in Piemonte è di 386 milioni di euro (7,2% del totale), pari a 0,26% del Pil della regione”.

Il mercato del lavoro mostra ulteriori segnali di difficoltà, con un peggioramento dell’occupazione e una riduzione delle prospettive di inserimento di apprendisti.

“A incidere negativamente sull’andamento occupazionale è la crisi della manifattura, della moda e dell’automotive che coinvolge le imprese artigiane che lavorano nell’indotto. Un altro comparto in sofferenza è quello del settore del trasporto merci, ad oggi il più normato e burocratizzato dell’intero universo delle piccole medie imprese. Infatti, per la prima volta il costo del personale supera quello del gasolio, da sempre la principale voce di spesa del settore: 35% per il lavoro contro il 30% per il carburante. Siamo di fronte a un cambiamento strutturale il trasporto merci non soffre per mancanza di lavoro, ma per un disequilibrio economico crescente che rende sempre più difficile stare sul mercato, soprattutto per le micro e piccole imprese. Accanto al costo del personale e del carburante, pesano in modo significativo anche gli aumenti delle spese di magazzino, delle officine, della logistica e dei servizi collegati, oltre ai rincari energetici e ai costi di manutenzione dei mezzi. Un insieme di fattori che riduce i margini operativi e spinge molte imprese a rinviare investimenti strategici”.

“I dati relativi alla produzione diminuiscono ancora – continua Felici – passando da -16,65% a -22,45%. Preoccupante il dato relativo all’acquisizione di nuovi ordini che sottolinea l’aumento della negatività del saldo che raddoppia passando dal -11,27% al -22,72%. Si denota però un sostanziale miglioramento per quanto riguarda la percentuale di carnet ordini da uno a tre mesi che aumenta e passa dall’39,30% al 42,22%”.

“Peggiora anche il dato relativo alla previsione di acquisizione di nuovi ordini costanti per le esportazioni – conclude Felici – che passa dal 50,85% al 46,75% (-4,1%), anche se si intravedono segnali di ripresa che arrivano da Germania, Francia e da alcuni mercati europei in forte crescita come Spagna, Polonia e Croazia. “La logica vorrebbe che in questa fase le imprese artigiane, profondamente inserite nell’essenza stessa della società, venissero sostenute. Registriamo invece scelte di segno opposto: accanimento fiscale ed esattoriale su soggetti tracciati anziché su evasori e operatori nel sommerso, aumento di burocrazia, aumento di costi, balzelli assicurativi e un lungo elenco di adempimenti di basso cabotaggio che, sommati, drenano la poca liquidità rimasta, esasperano gli imprenditori e restituiscono un’immagine poco tranquillizzante della visione economica del governo”.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha realizzato la prima indagine congiunturale trimestrale del 2026 attraverso un questionario online rivolto a un campione rappresentativo di 2.250 imprese attive nei settori della produzione e dei servizi, comparti che rappresentano in modo significativo il tessuto artigiano regionale.

L’automotive europeo scricchiola, Torino paga il prezzo più alto

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L’appello lanciato da IndustriAll Europe ai 27 Stati membri dell’Unione Europea riporta al centro del dibattito la necessità di una politica industriale più solida e coordinata per il settore automobilistico. Secondo la federazione sindacale europea, l’automotive non sta attraversando una semplice fase ciclica negativa, ma una trasformazione profonda che rischia di tradursi in perdita strutturale di capacità produttiva, occupazione e competenze industriali. Per questo motivo viene chiesto ai governi nazionali e alle istituzioni comunitarie di adottare strumenti più incisivi, capaci di sostenere la domanda, rafforzare la filiera e garantire che la transizione ecologica non si trasformi in un arretramento industriale per l’Europa.

Il comparto automobilistico rappresenta uno dei pilastri economici del continente: contribuisce in modo significativo al PIL europeo e impiega milioni di lavoratori tra produzione diretta e indotto. Tuttavia, negli ultimi anni la produzione è diminuita sensibilmente rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, mentre la concorrenza globale si è fatta più aggressiva. I costruttori asiatici e statunitensi beneficiano di politiche pubbliche fortemente orientate al sostegno dell’industria nazionale, di costi energetici spesso inferiori e di filiere integrate che consentono economie di scala più rapide, soprattutto nel campo delle batterie e delle tecnologie per l’elettrico. L’Europa, impegnata nella realizzazione degli obiettivi ambientali del Unione Europea, si trova così a dover conciliare la decarbonizzazione con la salvaguardia della propria base manifatturiera.

Uno dei nodi centrali riguarda proprio la transizione verso l’elettrico. L’adeguamento degli impianti, la riconversione delle linee produttive e la formazione del personale richiedono investimenti ingenti. Allo stesso tempo, la domanda interna non cresce con la velocità prevista: i prezzi delle auto elettriche restano elevati per molte famiglie e imprese, e l’incertezza economica frena gli acquisti. In questo contesto, IndustriAll Europe propone interventi mirati come incentivi strutturali alla sostituzione del parco circolante, programmi di leasing sociale per rendere più accessibili i veicoli a basse emissioni e politiche di appalto pubblico che privilegino la produzione realizzata in Europa. L’obiettivo è evitare che la trasformazione tecnologica si traduca in una dipendenza crescente da fornitori extraeuropei.

Le difficoltà del settore emergono con particolare evidenza in Italia e soprattutto a Torino, città che per oltre un secolo ha incarnato il cuore dell’industria automobilistica nazionale. Il capoluogo piemontese e il suo territorio stanno vivendo una fase delicata: la riduzione dei volumi produttivi, la riorganizzazione delle grandi aziende e la pressione sulla componentistica hanno generato incertezza diffusa. La filiera locale, composta da piccole e medie imprese altamente specializzate, risente in modo diretto delle scelte dei grandi gruppi multinazionali e della volatilità del mercato globale. Quando gli stabilimenti rallentano o riconvertono, l’impatto si estende rapidamente all’indotto, con effetti sull’occupazione e sul tessuto sociale.

Il caso torinese è emblematico di un problema più ampio: senza una strategia industriale chiara e condivisa a livello europeo, le aree a forte vocazione manifatturiera rischiano di perdere centralità. Le richieste di tavoli di crisi e di interventi straordinari da parte delle organizzazioni sindacali testimoniano la preoccupazione per il futuro di migliaia di lavoratori e per la tenuta di competenze costruite in decenni di esperienza. La sfida non è soltanto ambientale, ma anche geopolitica e sociale: mantenere in Europa la capacità di progettare e produrre veicoli significa preservare autonomia tecnologica, innovazione e occupazione qualificata.

L’appello di IndustriAll Europe, dunque, non si limita a rivendicare misure di emergenza, ma sollecita una visione di lungo periodo. Servono politiche coordinate tra i 27 Paesi, investimenti comuni nelle tecnologie strategiche, sostegno alla domanda e strumenti che assicurino una concorrenza equa con i grandi player internazionali. Per territori come Torino, dove l’automotive è parte dell’identità economica e sociale, le decisioni che verranno prese nei prossimi anni saranno decisive. Senza interventi mirati e una governance europea più determinata, il rischio è che la transizione si traduca in una contrazione industriale; con scelte coraggiose e coerenti, invece, potrebbe diventare l’occasione per rilanciare l’intero comparto su basi nuove e più sostenibili.

Salvati mamma affetta da rara malattia e neonato, al Sant’Anna di Torino

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Una diagnosi difficile, un intervento ad altissimo rischio e, al centro di tutto, una straordinaria alleanza di competenze. È la storia a lieto fine che arriva dall’ospedale Sant’Anna di Torino, dove Eleonora, una donna di 38 anni, alla terza gravidanza dopo due precedenti tagli cesarei, è stata seguita e curata con successo in una delle situazioni più complesse dell’ostetricia moderna.

La paziente era stata indirizzata al Centro di ecografia dell’ospedale Sant’Anna (diretto dal dottor Andrea Sciarrone) per una placenta previa centrale con sospetto accretismo (ovvero quando la placenta si attacca tenacemente all’utero e lo infiltra a tutto spessore, occludendo anche la via di passaggio alla vagina). A 28 settimane la diagnosi si è chiarita:placenta percreta, una condizione rara e potenzialmente letale, in cui la placenta invade in profondità i tessuti circostanti, causando emorragie che possono mettere a rischio la vita della donna e del nascituro. Da quel momento, la donna è stata presa in carico dalla Ostetricia e Ginecologia 3 (diretta dal dottor Corrado De Sanctis), che ha immediatamente attivato un percorso altamente specializzato, coordinato dalla dottoressa Eleonora Pilloni e da tutta l’équipe ostetrica della Divisione.

Fondamentale l’approfondimento diagnostico con risonanza magnetica, eseguita dalle dottoresse Stephanie Gentile e Donatella Tota, che ha confermato l’estensione del percretismo fino alla cupola vescicale e al parametrio di sinistra. Un quadro clinico che non lasciava spazio all’improvvisazione.

La risposta è stata una pianificazione meticolosa: ricovero preventivo e taglio cesareo programmato alla 35ª settimana, con contestuale isterectomia (rimozione dell’utero). Il dottor Paolo Cortese, coadiuvato dal dottor Corrado De Sanctis e dal dottor Giuseppe Garbagni, ha eseguito un intervento lungo e delicatissimo, reso ancor più complesso dalle aderenze dovute ai precedenti interventi chirurgici, soprattutto a livello vescicale. In sala operatoria l’équipe anestesiologica altamente specializzata in emergenze ostetriche, coordinata dalla dottoressa Mariella Maio, e quella neonatologica, diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara. Non ultimo limportante supporto della caposala Erika Pejrasso con tutto il personale del comparto.

A fare la differenza, però, è stata la sinergia tra ospedali e specialità: decisivo l’intervento del dottor Pierluigi Muratore della Radiologia interventistica dell’ospedale Molinette di Torino (diretta dal dottor Andrea Doriguzzi Breatta). Prima dell’intervento sono stati posizionati due cateteri a palloncino nelle arterie ipogastriche. Dopo la nascita del bambino (Riccardo di 2760 g), previo controllo degli stessi con amplicaficatore di brillanza (arco a C) in prestito dall’ospedale Infantile Regina Margherita, il loro gonfiaggio ha ridotto drasticamente l’afflusso di sangue all’utero, consentendo ai chirurghi di operare con maggiore sicurezza e visibilità.

Il risultato parla da sé: perdite ematiche contenute, in gran parte recuperate e reinfuse grazie alla tecnica dell’emorecupero, gestito dal personale ostetrico di sala cesarei dell’ospedale Sant’Anna. Nessuna trasfusione di sangue, mamma e neonato in buone condizioni, dimissione dopo soli cinque giorni dall’intervento.

Un successo che non è frutto del caso, ma di una gestione multidisciplinare impeccabile e del coordinamento della dottoressa Manuela Ceccarellidella Direzione Sanitaria di Presidio (Direttore dottor Umberto Fiandra).

Ancora una volta un esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Controlli dei carabinieri sui mezzi Gtt: il 13% dei passeggeri senza biglietto

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Nulla di nuovo, verrebbe da dire. Nel corso di un servizio straordinario di controllo, finalizzato al contrasto dell’illegalità a bordo dei mezzi di trasporto pubblico urbano (sulle linee 14, 18, 63 e 74), i Carabinieri della Stazione Lingotto e le pattuglie mobili di zona della Compagnia Mirafiori, in collaborazione con GTT, hanno controllato 36 persone di interesse operativo, di cui 10 di nazionalità straniera. Inoltre, questo il dato più rilevante, su più di 450 controlli sui titoli di viaggio, sono state contestate 58 sanzioni amministrative: il 12,9% dei passeggeri controllati è risultato sprovvisto di regolare biglietto.

Semplificazione e trasparenza: la Regione taglia 42 leggi

Si intitola “Interventi di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico regionale” il disegno di legge che la Giunta ha approvato per snellire e rendere più chiara l’intera normativa piemontese mediante l’abrogazione di leggi e disposizioni ormai superate, non più finanziate o che hanno esaurito i propri effetti.

Il testo, che passa ora all’esame del Consiglio, prevede l’abrogazione completa di 42 leggi regionali riguardanti agricoltura, bilancio, competitività e programmazione, cultura, enti locali, organizzazione, trasporti e comunicazioni, oltre ad abrogazioni parziali di singole disposizioni ormai inapplicate o confluite in normative più recenti. Particolare rilievo assumono il lavoro di coordinamento svolto con le Direzioni regionali e l’utilizzo della banca dati legislativa, che ha consentito una ricognizione puntuale delle norme.

«Con questo disegno di legge – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – compiamo un passo concreto verso una Regione più semplice, più chiara e più trasparente. Abroghiamo decine di leggi ormai inutili, superate o non più applicate, eliminando incertezze interpretative e riducendo il peso della stratificazione normativa».

«La semplificazione non è uno slogan, ma un lavoro tecnico e rigoroso che restituisce ordine all’ordinamento regionale e facilita cittadini, imprese, enti locali e operatori nel rapporto con la Pubblica amministrazione», puntualizza Vignale.

Sicurezza, nel mese di febbraio 70 arresti e 13mila controlli della polizia

Nei primi venti giorni del mese corrente la Polizia di Stato ha controllato nella cintura cittadina oltre 13.000 persone, effettuando 70 arresti e 170 denunce, a testimonianza dell’impegno quotidiano e la presenza capillare della Polizia di Stato sul territorio torinese. Le volanti dell’U.P.G.S.P. e dei Commissariati cittadini hanno controllato quasi 10.000 persone, arrestandone 67 e denunciandone 157.

Particolare attenzione è stata rivolta al quartiere “Barriera Milano”, nelle aree di Largo Giulio Cesare, via Cena, via Baltea, via Spontini, l’area ex Piscine Sempione, Corso Novara e vie limitrofe, ove i controlli straordinari del territorio ad alto impatto sono stati finalizzati al contrasto delle situazioni di degrado urbano e dell’attività di spaccio oltre che alla verifica della posizione giuridico-amministrativa di cittadini stranieri.

Tra le diverse operazioni, particolare rilievo assume quella che ha riguardato l’area del Parco Sempione, luogo noto perché abitualmente frequentato da soggetti tossicodipendenti, spacciatori e persone senza fissa dimora. Nell’area, dopo i servizi di prevenzione specifica posti in essere con l’ausilio anche di equipaggi della Polizia Locale, nei giorni scorsi sono state identificate 15 persone, due delle quali deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e altre 2 per invasione di terreni. La collaborazione del personale Amiat ha permesso di ripristinare le condizioni di decoro della zona adibita a dormitorio.

Nel corso delle attività è stato emesso un ordine di allontanamento nei confronti di un parcheggiatore abusivo che operava in Piazza Donatori del Sangue.

Infine, i controlli all’interno di attività commerciali della zona hanno portato alla constatazione di diversi illeciti amministrativi e all’emissione di sanzioni per alcune migliaia di euro. Tra questi, un bar di via Palestrina è stato sanzionato per oltre 22.000 euro per irregolarità nella collocazione delle slot machine e scarse condizioni igienico-sanitarie.

Scontri in carcere tra detenuti, l’allarme lanciato dalla polizia penitenziaria

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Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp denuncia che il carcere Lorusso e Cotugno di Torino è stato scenario di una devastazione. Un detenuto straniero ha distrutto l’impianto elettrico della propria sezione, causando danni ingenti e mettendo a rischio la sicurezza. Poi si è verificata una vera e propria guerriglia tra gruppi  di detenuti marocchini ed egiziani, che si sono affrontati con lanci di bistecche e scontri a calci e pugni. Sono state anche rinvenute armi improprie come coltelli e punteruoli e un telefono cellulare.

Piazza Baldissera: come cambia la viabilità, ripristino della linea tranviaria

Il progetto di riqualificazione di Piazza Baldissera entra in una nuova fase operativa finalizzata alla configurazione definitiva dei binari. Da martedì 24 febbraio al 31 marzo 2026 sono in programma le operazioni di posa di tre scambi tranviari e dei relativi sistemi di comando all’intersezione tra via Stradella e via Chiesa della Salute.

Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni, e in considerazione della complessità delle attività di collegamento degli scambi, sarà necessaria la chiusura totale al transito veicolare di via Stradella nel tratto compreso tra via Cambiano e la piazza.

Il nuovo assetto comporterà una riorganizzazione della circolazione nel quartiere. Per orientare correttamente tutti gli utenti della strada, sarà predisposta una segnaletica di preavviso e deviazione già a monte di largo Giachino e in corrispondenza degli snodi di via Orvieto e via Casteldelfino, con l’indicazione dei percorsi alternativi consigliati. Saranno sempre garantiti l’accesso ai residenti e il transito dei mezzi di emergenza.

Anche il trasporto pubblico subirà variazioni per consentire l’avanzamento dei lavori. Oltre alle deviazioni delle linee esistenti (11, 77, 91 e N10), per mitigare l’impatto del cantiere e rendere più fruibile il collegamento tra via Scialoja e piazza Baldissera, dal 2 marzo 2026 verrà istituita la nuova linea B1. Si tratta di un collegamento circolare gestito con autobus da 12 metri che sarà operativo dal lunedì al sabato, dalle ore 7:00 alle ore 19:00 circa.

La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo.

DETTAGLIO DEVIAZIONI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (DAL 24 FEBBRAIO)

LINEA 11

Direzione corso Stati Uniti: da via Stradella/largo Giachino devia per via Casteldelfino, largo Cardinal Massaia, via Breglio, corso Venezia, piazza Baldissera e via Cecchi.
Direzione Venaria Reale: da piazza Baldissera/via Stradella devia per corso Mortara, via Orvieto e via Stradella.

LINEE 91 e N10

Direzione piazza Vittorio Veneto / piazzale Caio Mario: da via Bibiana/via Breglio deviano per via Breglio, corso Venezia e piazza Baldissera.
Direzione via Massari / via della Cella: da piazza Baldissera/via Stradella deviano per corso Mortara, via Orvieto, largo Giachino, via Casteldelfino, largo Cardinal Massaia, via Breglio e via Chiesa della Salute.

LINEA 77

Direzione corso Cadore: da largo Cardinal Massaia devia per via Casteldelfino, via Breglio, corso Venezia, piazza Baldissera e corso Vigevano.
Direzione Venaria Reale: da piazza Baldissera/via Stradella devia per corso Mortara, via Orvieto, via Casteldelfino e largo Cardinal Massaia.

NUOVA LINEA B1: CIRCOLARE TEMPORANEA (DAL 2 MARZO)

Gestita con autobus da 12 metri, sarà attiva dal lunedì al sabato, dalle ore 7:00 alle ore 19:00 circa.

Percorso:
Capolinea in via Scialoja (fermata n. 3736 “Scialoja Cap.”), via Reiss Romoli, via Paolo della Cella, corso Grosseto, corso Venezia, piazza Baldissera (inversione di marcia), corso Venezia; corso Grosseto, via Ala di Stura, via Massari, via Gandino, via Reiss Romoli, via Scialoja (capolinea).Fermate principali:

Direzione piazza Baldissera: Scialoja Cap. Mufant (3736), Ala di Stura Nord (1379), Previati (1384), Massari (1386), Grosseto (351), Chiesa della Salute (88), Ala di Stura (86), Fossata Ovest (3726), Saorgio Ovest (3729), Del Ridotto (3732).
Direzione via Scialoja: Del Ridotto (3732), Cervino (3733), Saorgio Est (3727), Fossata Est (3728), Ala di Stura (85), Veronese (1383), Della Cella (1382), Ala di Stura Nord (1380), Scialoja Cap. Mufant (3736).

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