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Record di trapianti di cuore e polmone: 1300 alla Città della Salute

Nel Centro diretto dal professor Mauro Rinaldi

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino ha raggiunto il traguardo dei 1300 trapianti eseguiti tra cuore e polmone dall’inizio dell’attività, confermandosi uno dei poli di riferimento nazionali nel campo dei trapianti cardiaci e polmonari.

L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nell’aprile 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel settembre 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

Il Centro è diretto dal professor Mauro Rinaldi, sotto la cui guida l’attività ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore – polmoni, cuore – fegato etc.).

Trapianto di cuore: innovazione e leadership nazionale

Tra le tappe fondamentali dell’attività cardiaca si segnala l’avvio, nel 2006, di un programma strutturato di assistenza meccanica al circolo, che ha consentito di trattare pazienti con scompenso cardiaco avanzato sia come ponte al trapianto sia come terapia definitiva.

Negli anni sono state introdotte tecnologie e strategie innovative, tra cui:

  • l’utilizzo del sistema OCS (Organ Care System) per la perfusione e la preservazione normotermica del cuore,

  • l’introduzione di Pertravel per l’ottimizzazione del trasporto degli organi,

  • l’avvio del programma di trapianto cardiaco da donazione a cuore fermo (DCD).

Questi sviluppi hanno contribuito a consolidare il ruolo del Centro tra le realtà di riferimento a livello nazionale per volumi, qualità e innovazione nel trapianto di cuore.

Trapianto di polmone: supporto extracorporeo e ricondizionamento d’organo

Anche il programma di trapianto polmonare ha segnato importanti traguardi. Il Centro ha introdotto precocemente sistemi di supporto extracorporeo respiratorio, tra cui ECMO, Decap e Novalung, rendendo possibile il trattamento di pazienti in condizioni critiche.

Di particolare rilievo:

  • l’esecuzione di trapianti in pazienti già supportati in ECMO,

  • l’avvio, nel 2011, di un programma di ricondizionamento polmonare ex vivo secondo la tecnica di Toronto.

  • l’avvio di trapianto cuore-polmone in blocco (unico centro italiano).

  • l’introduzione del trapianto da donazione DCD controllata e non controllata.

Queste innovazioni hanno permesso di ampliare il pool di donatori e di offrire una possibilità terapeutica a pazienti sempre più complessi.

Innovazione tecnologica nei trapianti: la collaborazione tra Fondazione DOT e Reale Foundation

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dall’AOU Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione fra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore). L’ecografo, utilizzato quotidianamente in terapia intensiva, supporta il percorso clinico dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore o polmone, oltre ai pazienti ricoverati nella stessa unità. Il sistema PerTravel è stato impiegato finora in 6 interventi di trapianto di cuore, contribuendo a migliorare la sicurezza del percorso trapiantologico e la ripresa funzionale post-operatoria.

Un risultato collettivo

Il traguardo dei 1300 trapianti rappresenta il risultato del lavoro integrato di équipe multidisciplinari altamente specializzate – cardiochirurghi, chirurghi toracici, anestesisti, perfusionisti, intensivisti, pneumologi, cardiologi, infermieri e coordinatori trapianto – e della stretta collaborazione con la rete nazionale della donazione e del trapianto.

Raggiungere 1300 trapianti significa aver restituito vita e prospettiva a migliaia di pazienti e alle loro famiglie. È un risultato che testimonia trent’anni di impegno, innovazione e lavoro di squadra” sottolinea Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino continua a investire in ricerca, tecnologia e formazione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati clinici e ampliare le opportunità di cura per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca e respiratoria terminale.

Città di Torino, 50 anni di affidamento familiare. Al via la nuova campagna 

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Sicuro, solido, gentile come l’affido. È da queste parole chiave che prende avvio la campagna straordinaria di sensibilizzazione sull’affidamento familiare promossa dalla Città di Torino in occasione del cinquantesimo anniversario della prima delibera cittadina sull’affido (1976), antecedente la legge nazionale n. 184/1983.

Attraverso immagini essenziali e un linguaggio diretto, la campagna racconta l’affidamento familiare per ciò che è: un’esperienza di accoglienza temporanea fondata sulla relazione, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di offrire stabilità e cura a minori in situazioni di temporanea difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine nel superamento delle proprie fragilità. L’obiettivo è rilanciare il valore dell’accoglienza e ampliare la rete di famiglie, coppie e singoli disponibili a intraprendere un percorso di affidamento.

La campagna nasce dall’esperienza di Casa Affido, servizio specialistico comunale attivo dal 2000, e dalla necessità di rinnovare il modo di parlare di affidamento alla città, superando rappresentazioni semplificate e restituendo la complessità e la concretezza dell’affido come strumento di tutela, accessibile e declinabile in forme diverse, senza richiedere modelli di “famiglia ideale”.

Da una collaborazione tra Casa Affido, l’Associazione Emera e il Laboratorio La Zanzara, con il sostegno del Bando Affido 2024, nascono le immagini e i materiali della campagna pensati per avvicinare la cittadinanza ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare.

L’affidamento familiare rappresenta uno strumento fondamentale di tutela dei minori, perché consente loro di crescere in un ambiente familiare accogliente e stabile, mentre la famiglia d’origine viene sostenuta nel superamento delle proprie fragilità. La normativa italiana prevede che si attivi l’affidamento familiare — intrafamiliare o eterofamiliare — soltanto dopo che tutti gli interventi di sostegno e aiuto non sono risultati sufficienti mentre solo in ultima istanza interviene l’inserimento in comunità.

“Con questa azione Torino rinnova con forza il proprio impegno a favore di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà – afferma Jacopo Rosatelliassessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. I dati più recenti ci dicono che cresce la fragilità sociale e, al tempo stesso, si riduce il numero di persone che si avvicinano ai percorsi di conoscenza dell’affido: per questo è fondamentale rafforzare la sensibilizzazione e il coinvolgimento della cittadinanza”.

L’affidamento familiare resta uno strumento essenziale di tutela dei minori, perché garantisce loro un ambiente sicuro e stabile nei momenti di difficoltà, sostenendo al contempo le famiglie d’origine in un percorso di recupero. Come Città vogliamo continuare a investire su questo modello, a partire dal lavoro qualificato di Casa Affido e dalla rete dei servizi e delle associazioni che ogni giorno rendono possibile questa esperienza di comunità”.

Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, le adesioni ai percorsi di conoscenza dell’affidamento familiare sono diminuite (da 71 nel 2023 a 48 nel 2025), mentre le richieste di protezione per i minori restano significative (114 nel 2025). Attualmente gli affidamenti attivi in città sono 240, di cui 149 eterofamiliari e 91 intrafamiliari, di cui 40 progetti dedicati ai minori più piccoli, cosiddetto Progetto neonati.

La Città di Torino opera attraverso un sistema integrato di servizi e sostegni, in cui il percorso di valutazione e accompagnamento delle famiglie affidatarie è realizzato dal servizio sociale in collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile dell’Asl Città di Torino, in conformità con i Livelli Essenziali di Assistenza. Accanto all’affido residenziale, sono promosse anche forme di affidamento di supporto, come l’affido diurno educativo, familiare e da famiglia a famiglia, che nel 2025 hanno coinvolto complessivamente 493 beneficiari.

La campagna straordinaria si inserisce in un programma annuale di iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione promosso da Casa Affido, che prevede momenti di approfondimento e confronto rivolti alle famiglie affidatarie e alla cittadinanza. Tra questi, la giornata formativa del 9 maggio, dedicata alle famiglie affidatarie sul tema della continuità affettiva, e il convegno del 25 maggio sul progetto “Avrò cura di te”, divenuto parte strutturale dei servizi cittadini. Le iniziative si sviluppano all’interno di un lavoro condiviso con la rete dei servizi e le associazioni delle famiglie affidatarie.

Il Piemonte accelera sulle bonifiche, ma l’amianto continua a uccidere mille persone l’anno

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Il 28 aprile si celebra ogni anno la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un’occasione dedicata al ricordo e alla riflessione su tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del secolo scorso. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’amianto provoca oltre 200.000 vittime ogni anno, delineando un’emergenza sanitaria ancora lontana dall’essere risolta. Anche in Italia la situazione resta critica: si registrano circa 10.000 nuovi casi ogni anno e 7.000 decessi, senza segnali concreti di diminuzione. In questo scenario, il Piemonte rappresenta uno dei territori più colpiti.

Con circa 1.000 morti all’anno, di cui 250 legati al mesotelioma, la regione continua a subire le conseguenze della sua eredità industriale. Una realtà che ha lasciato segni profondi e che trova il suo simbolo più noto a Casale Monferrato, divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale nella lotta contro l’amianto.

Proprio qui, lo stabilimento Eternit è stato per decenni una delle principali fonti di esposizione, rendendo l’intera comunità uno dei casi più studiati al mondo per l’elevata incidenza di mesotelioma. Una vicenda che non appartiene solo al passato, ma continua a produrre effetti ancora oggi. L’amianto, infatti, non è soltanto una questione storica: è tuttora presente, spesso in modo nascosto, in edifici residenziali, scuole, ospedali, biblioteche, impianti sportivi e reti idriche, oltre che in contesti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri ambiti dello Stato. Una diffusione capillare ma poco visibile che espone ancora milioni di persone a rischi concreti.

Nel corso degli anni, la regione ha sviluppato strumenti significativi per affrontare il problema: un Piano Regionale Amianto tra i più completi a livello nazionale, attività di censimento dei siti contaminati, registri sanitari dedicati e programmi di monitoraggio epidemiologico. A questi si affiancano interventi di bonifica, incentivi per la rimozione e campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a rendere il Piemonte un modello di riferimento. Nonostante ciò, il dato più preoccupante rimane invariato: i numeri non mostrano una reale diminuzione.

“La vicenda Eternit ha segnato la storia del nostro Paese, ma non può essere considerata un capitolo chiuso. I numeri dimostrano che l’amianto continua a uccidere. Serve accelerare sulle bonifiche e rendere strutturale un piano di intervento capillare su tutto il territorio” – avvisa l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

In occasione della Giornata Mondiale Vittime Amianto, il messaggio che emerge è netto: il ricordo, da solo, non basta. È necessario portare a termine il percorso avviato, perché senza un’accelerazione concreta, anche nelle aree più consapevoli il rischio continuerà a tradursi in nuove vittime, spesso in silenzio.

L’ONA mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza legale e medica attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Calci e pugni per rubare denaro e cellulare: denunciati per rapina

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, nei confronti di un minorenne ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata lo scorso gennaio.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire l’episodio commesso nei pressi del Parco Dora. Il giovane, agendo in concorso con altri due ragazzi, ha avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere informazioni stradali.                       Una volta accerchiato il malcapitato, il gruppo lo ha colpito con calci e pugni fino a farlo cadere al suolo, causandogli diverse contusioni. Durante l’aggressione, i soggetti si sono impossessati del portafoglio e del telefono cellulare della vittima, per poi darsi alla fuga. Successivamente, le carte bancomat sottratte sono state utilizzate indebitamente per effettuare diverse transazioni fraudolente presso esercizi commerciali della zona.
Per questo fatto due dei tre ragazzi, minorenni, sono stati denunciati per il reato di rapina aggravata in concorso, mentre l’identità del terzo è rimasta ignota. Gli stessi sono stati anche denunciati per l’utilizzo delle carte e per lesioni.
Tuttavia, per il reato di rapina, nei confronti di uno dei due giovani, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quest’ultimo sono stati anche contestati i reati di ricettazione e porto, fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo, di strumento atto ad offendere.

Bimbo di 2 anni bloccato in auto salvato dai carabinieri

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Un intervento dei carabinieri che ha evitato il peggio: un bambino di due anni è rimasto chiuso nell’auto ed è stato tratto in salvo. È successo oggi ad Alpignano, in via Mazzini, quando una pattuglia del Radiomobile di Rivoli ha notato un gruppo di persone attorno a un veicolo e, verificando, ha scoperto il bimbo chiuso lì dentro.

I genitori, di origine moldava, avevano tentato invano di aprire la portiera, probabilmente per un guasto al meccanismo. Dopo diversi sforzi, i militari dell’Arma hanno infranto il vetro del finestrino e sono riusciti a liberarlo.

Fortunatamente, non ci sono state conseguenze per il bimbo. I carabinieri hanno riportato solo lievi ferite alle mani durante il soccorso. Il piccolo è stato poi riaffidato ai genitori.

VI.G

(Foto di archivio)

Fondazione CRT, il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro

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Avanzo di 208,7 milioni e posizione finanziaria netta a 979 milioni. In crescita i proventi da partecipazioni, rafforzato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni
 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2025, predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale e della società di revisione.
L’esercizio 2025 conferma un quadro di solidità patrimoniale e finanziaria. L’avanzo si attesta a 208,7 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2024.
La posizione finanziaria netta raggiunge i 979 milioni di euro, sostenuta da flussi cedolari robusti e da una gestione attiva della liquidità e del portafoglio obbligazionario.
Positivo e diversificato il contributo delle partecipazioni: i proventi cedolari complessivi ammontano a 233,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 219,7 milioni del 2024. Il risultato riflette un flusso di dividendi in crescita derivante dalle partecipazioni strategiche in portafoglio, all’interno del quale si conferma il contributo della banca conferitaria UniCredit e della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La gestione attenta e prudente del nostro patrimonio, sia attraverso partecipazioni solide sia grazie a un portafoglio ben diversificato ed efficiente, ci permette di garantire continuità e stabilità alla nostra azione. In un contesto complesso come quello attuale, in cui il ruolo delle Fondazioni è sempre più determinante, la Fondazione CRT conferma il proprio impegno nella filantropia moderna, mettendo risorse concrete al servizio dello sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio e rispondendo in modo tempestivo alle esigenze del momento” ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Prosegue, inoltre, il rafforzamento degli strumenti a supporto dell’attività istituzionale. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni raggiunge 198,4 milioni di euro, in crescita del 5,9%, consolidando la capacità della Fondazione di assicurare continuità e programmazione degli interventi sul territorio.
Al risultato contribuiscono il controllo dei costi operativi e un’attenta gestione delle leve fiscali.
Nel corso del 2025 la Fondazione CRT ha dunque destinato 80,8 milioni di euro a oltre 1.500 progetti e iniziative in Piemonte e Valle d’Aosta, affiancati da risorse per progetti straordinari per oltre 118 milioni di euro. Gli ottimi risultati della gestione hanno consentito di mettere fin d’ora a disposizione per l’attività istituzionale 2026 risorse pari a 120 milioni di euro.

Tentano di raggirare anziani con la truffa del finto maresciallo: arrestati

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere San Paolo di Torino, due cittadini di nazionalità marocchina, un uomo di 24 anni e una donna di 19 anni, per tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani.
L’operazione è scattata grazie alla prontezza di un Ispettore della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo che, libera dal servizio, ha raccolto la segnalazione di una vicina di casa insospettita da una strana telefonata ricevuta dal marito: un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” chiedeva all’anziano di raccogliere oro e preziosi presenti in casa, in merito a una indagine per una rapina da poco consumata all’interno di una gioielleria, in cui era stato rinvenuto il documento del marito. Il finto Maresciallo riferiva, inoltre, alla vittima che i beni sarebbero stati ritirati poco dopo da un incaricato del Tribunale.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “San Paolo” e dell’U.P.G.S.P. giunti immediatamente sul posto ed entrati all’interno dell’abitazione, hanno accertato la presenza della vittima ancora in contatto telefonico con uno dei truffatori e hanno predisposto servizi mirati all’esterno e all’interno dell’appartamento.
Poco dopo, un giovane si è presentato presso l’abitazione per il ritiro dei beni, qualificandosi come “maresciallo”, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti mentre era ancora in collegamento telefonico con un’altra persona che lo guidava telefonicamente nell’attività delittuosa.
Contestualmente, nelle immediate vicinanze, è stata individuata e fermata una donna a bordo di un’autovettura, risultata poi essere la complice. Dagli accertamenti è emerso che la stessa, tramite messaggi, cercava di avvisare il complice dell’arrivo della Polizia, incitandolo alla fuga.
I poliziotti hanno sequestrato a carico dell’uomo uno spray urticante e i telefoni cellulari utilizzati, presumibilmente, per l’attività illecita.
Per tale motivo, i due giovani sono stati arrestati in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la locale Casa Circondariale.

Tentano di raggirare anziani con la truffa del finto marescliallo: due arresti

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere San Paolo di Torino, due cittadini di nazionalità marocchina, un uomo di 24 anni e una donna di 19 anni, per tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani.
L’operazione è scattata grazie alla prontezza di un Ispettore della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo che, libera dal servizio, ha raccolto la segnalazione di una vicina di casa insospettita da una strana telefonata ricevuta dal marito: un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” chiedeva all’anziano di raccogliere oro e preziosi presenti in casa, in merito a una indagine per una rapina da poco consumata all’interno di una gioielleria, in cui era stato rinvenuto il documento del marito. Il finto Maresciallo riferiva, inoltre, alla vittima che i beni sarebbero stati ritirati poco dopo da un incaricato del Tribunale.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “San Paolo” e dell’U.P.G.S.P. giunti immediatamente sul posto ed entrati all’interno dell’abitazione, hanno accertato la presenza della vittima ancora in contatto telefonico con uno dei truffatori e hanno predisposto servizi mirati all’esterno e all’interno dell’appartamento.
Poco dopo, un giovane si è presentato presso l’abitazione per il ritiro dei beni, qualificandosi come “maresciallo”, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti mentre era ancora in collegamento telefonico con un’altra persona che lo guidava telefonicamente nell’attività delittuosa.
Contestualmente, nelle immediate vicinanze, è stata individuata e fermata una donna a bordo di un’autovettura, risultata poi essere la complice. Dagli accertamenti è emerso che la stessa, tramite messaggi, cercava di avvisare il complice dell’arrivo della Polizia, incitandolo alla fuga.
I poliziotti hanno sequestrato a carico dell’uomo uno spray urticante e i telefoni cellulari utilizzati, presumibilmente, per l’attività illecita.
Per tale motivo, i due giovani sono stati arrestati in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la locale Casa Circondariale.

Quando i cortili “curano” la città. Barriera di Milano inaugura il “Cortile del Gioco”

All’Oratorio della Pace uno spazio educativo rinnovato per sport, socialità e prevenzione del disagio giovanile

Nell’ambito del progetto “Bella Storia” della Città di Torino, Fondazione AIEF e l’Oratorio Maria Regina della Pace inaugurano un nuovo presidio di prossimità per bambini, ragazzi e giovani del quartiere: è il Cortile del Gioco in Corso Palermo 109

Poco meno di un mese fa veniva inaugurato il primo dei Cortili che Curano, il Cortile della Musica in via Châtillon 41. Oggi un nuovo spazio educativo, sicuro e inclusivo prende vita nel cuore di Barriera di Milano: è il “Cortile del Gioco”, lo spazio all’aperto rinnovato dell’Oratorio Maria Regina della Pace in Corso Palermo 109, grazie al lavoro di Fondazione AIEF e dell’Associazione Oratorio Maria Regina della Pace, nell’ambito del progetto “Bella Storia” della Città di Torino (PN Metro Plus 2021-2027), parte del più ampio percorso di rigenerazione urbana di Aurora Barriera.

Il cortile è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione che ha previsto il rifacimento del manto, la realizzazione di una tribuna, il rinnovo dell’impianto di illuminazione e l’introduzione di nuovi arredi, rendendo lo spazio più accogliente, sicuro e funzionale per le attività educative e sportive. Alla realizzazione dei lavori hanno contribuito, oltre a Fondazione AIEF e all’Oratorio Maria Regina della Pace, anche Sermig e Fondazione Paolo Vitelli.

Il nuovo Cortile del Gioco alla Pace è stato ripensato per diventare uno spazio dedicato allo sport e al gioco come strumenti educativi. Nel cortile saranno attivate attività continuative di calcetto e pallavolo (tornei tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.30), karate (tutti i mercoledì dalle 17.00 alle 19.00), giochi di movimento e go-kart, dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19.00, con la presenza di educatori e operatori che accompagneranno i ragazzi in un’esperienza di crescita basata su regole, rispetto reciproco e cooperazione. Ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 sarà inoltre attivo il progetto “Facciamo Rumore!”, uno spazio creativo dove esprimersi attraverso attività di storytelling, performing arts, teatro e ideazione partecipata. Per informazioni su tutte le attività: 351 6403190 oppure i social @fondazioneaief e @oratorioreginadellapace.

Il progetto integra un sistema di prevenzione del disagio giovanile che include educativa di strada, spazi di ascolto, supporto psicologico e orientamento, grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi e formatori.

Fiamme sulla lapide partigiana di Largo Montebello

Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.