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Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

Saldi al via: a Torino e provincia acquisti per 153 milioni. Ascom chiede regole uguali per negozi e online

Scattano sabato 4 luglio i saldi estivi in Piemonte. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà mediamente 201 euro, pari a circa 91 euro a persona. A livello nazionale il giro d’affari atteso è di 3,2 miliardi di euro, mentre in Piemonte la spesa complessiva dovrebbe raggiungere i 290 milioni. Di questi, circa 153 milioni riguarderanno Torino e la sua provincia.

Per Ascom Confcommercio Torino e provincia l’avvio dei saldi rappresenta un momento importante sia per gli operatori commerciali sia per i consumatori, ma torna anche il tema del rispetto delle regole e della concorrenza con il commercio online.

«Il saldo è importante per il commerciante come per il consumatore – sottolinea la presidente di Ascom Confcom Torino e provincia Maria Luisa Coppa –, soprattutto oggi, con tante famiglie che aspettano gli sconti per fare acquisti che altrimenti rimanderebbero o non farebbero del tutto».

Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta inizieranno i saldi nella stessa giornata, una scelta condivisa per evitare squilibri competitivi tra regioni confinanti. Secondo Ascom, però, il problema resta quello delle promozioni anticipate all’interno dello stesso territorio, nonostante la normativa vieti vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi.

«Eppure, la norma è chiara – ricorda la presidente Coppa –: nei trenta giorni prima dell’avvio ufficiale non si possono fare vendite promozionali. Invece, c’è chi lo fa con la certezza di farla franca. E non solo piccole realtà, anche importanti gruppi del centro di Torino anticipano gli sconti, creando un grave danno a tutta la categoria».

Altro tema evidenziato dall’associazione è quello dell’e-commerce, ritenuto ancora soggetto a regole differenti rispetto ai negozi tradizionali.

«L’e-commerce è un problema sentito in modo fortissimo dai nostri imprenditori – afferma la presidente Coppa –. La soluzione c’è ed è: “stesso mercato, stesse regole”. Oggi, invece, chi le rispetta non è tutelato e chi le aggira riempie il cassetto. Si pretende rigore dal negozio di vicinato sui trenta giorni e sulla trasparenza del prezzo, mentre online tutto questo non esiste. Un’asimmetria che, nei saldi, diventa ancora più evidente».

Ascom osserva inoltre che il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, entrato in vigore dal 1° luglio, interessa soprattutto le piattaforme orientali e ha un impatto limitato sulla concorrenza esercitata dai grandi operatori del commercio elettronico.

L’inizio dei saldi coincide anche con un periodo di forte presenza turistica in città. Manifestazioni come il Kappa FuturFestival contribuiscono infatti ad aumentare l’afflusso di visitatori, con ricadute positive anche per il commercio.

«La città sa attrarre: il Kappa FuturFestival di questi giorni è ormai atteso anche dai commercianti – conclude la presidente Coppa –, perché porta un pubblico con elevata capacità di spesa che si ferma qualche giorno a Torino e fa volentieri shopping».

Per i negozianti del settore moda, il principale punto di forza resta la qualità dell’offerta e il rapporto diretto con la clientela.

Roberto Orecchia, presidente del Gruppo Moda di Ascom Confcom Torino e provincia, conferma che «la nostra forza è la garanzia della qualità. Dietro ogni capo c’è un lavoro di ricerca e selezione: mesi a scegliere collezioni, materiali e proposte su misura per la clientela. Sta diventando piuttosto chiaro che il commerciante ti difende dal fake e dal fast fashion: negozio vuol dire serietà, online vuol dire incognita. E durante i saldi è la fiducia nel commerciante a fare la differenza».

Secondo Orecchia si sta tornando a un modo più tradizionale di vivere i saldi, con acquisti orientati soprattutto a capi destinati all’uso quotidiano e con una crescente attenzione alla qualità del servizio.

«Tornano i saldi “classici” – conclude Roberto Orecchia –: le persone comprano il capo che usano tutti i giorni, con sempre maggiore consapevolezza. Ed è la relazione a fare la differenza: la persona che ti accoglie e ti ascolta anche nei momenti più caotici. In negozio provi il capo, verifichi la taglia, eviti l’acquisto sbagliato, hai la certezza dell’autenticità e una garanzia con un volto e un nome. Inoltre, ogni acquisto sotto casa sostiene l’occupazione del territorio e tiene vive le vie. Questo l’online non potrà mai replicarlo».

A spiegare il significato dei saldi dal punto di vista del commerciante è anche Piero Sacchi, titolare del negozio Y di piazza San Carlo, che richiama l’origine stessa degli sconti di fine stagione.

«Il saldo nasce da una ragione semplice: quando un capo ha compiuto il suo percorso stagionale e non ho più tutte le taglie e l’assortimento non è più completo, quel prodotto perde un po’ di valore. È per questo che lo si propone a un prezzo minore; è un atto di serietà verso il cliente. Non significa che prima ci lucrassi sopra: riconosco che il cliente non ha più l’intera collezione a disposizione, ma ciò che resta dopo una stagione. Se trova il capo che gli piace, lo paga meno».

Lo stesso commerciante spiega che gli sconti saranno progressivi nel corso della stagione.

«Partiremo dal 20% – spiega Sacchi –, per poi aumentare via via che diminuisce la disponibilità. Chi invece fa sconti tutto l’anno, compie un’altra operazione, con altri significati. La serietà sta nel dire con chiarezza che quel capo vale meno quando la collezione non è più completa, ma il servizio e la qualità restano gli stessi».

Anche nei quartieri cittadini diversi dal centro storico l’avvio dei saldi è atteso con interesse.

«In Crocetta – sottolinea Gianluca Fabris, titolare di Fabris Abbigliamento – la stagione dei saldi resta un momento molto atteso, come dimostra anche il calo della domanda nelle settimane precedenti. I nostri clienti approfittano degli sconti per acquistare capi già individuati. Puntiamo sulla trasparenza, sulla qualità e sulla consulenza, spiegando tessuti, tagli e le differenze di prezzo. Saremo aperti anche domenica per rispondere a questa attesa».

Nei centri della provincia i saldi saranno accompagnati da numerose Notti Bianche, con negozi aperti fino a tarda sera, spettacoli, musica e iniziative di animazione. Tra gli appuntamenti in programma figurano quelli di Chivasso, Ciriè, Rivarolo, Settimo Torinese e Venaria Reale.

«Negli ultimi anni – spiega Massimo Testa, titolare del negozio di abbigliamento Class Collection di Rivarolo – c’è molta confusione sulla data d’avvio dei saldi e l’attesa, chiaramente, non è più quella di un tempo. Quello che, però, continua a funzionare, in una realtà cittadina come Rivarolo, è legarli a un evento capace di animare il territorio. La notte bianca si fa da vent’anni e richiama tutto il Canavese. Unire festa, musica ed enogastronomia allo shopping è una boccata d’ossigeno per il commercio, perché porta in centro persone che altrimenti non ci sarebbero. È così che il saldo torna a essere un momento atteso. Cambiano anche i comportamenti d’acquisto: nella prima parte dei saldi si compra soprattutto per necessità, mentre verso fine agosto prevale l’occasione, l’acquisto per sfizio di chi trova il capo giusto al prezzo giusto».

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, il valore complessivo dei saldi estivi 2026 raggiungerà i 3,2 miliardi di euro. Le famiglie che effettueranno acquisti in saldo saranno circa 16,1 milioni, con una spesa media di 201 euro per nucleo familiare.

Per acquistare in sicurezza, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune regole fondamentali. Il cambio del prodotto resta generalmente a discrezione del negoziante, salvo i casi di merce difettosa o non conforme previsti dal Codice del Consumo. La prova dei capi non è obbligatoria, mentre i pagamenti elettronici devono essere accettati. I prodotti in saldo devono essere stagionali o soggetti a deprezzamento e il cartellino deve riportare il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto della normativa vigente.

Metropolitana di Torino, parte il piano straordinario per rimettere in funzione le scale mobili

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Quadruplicato l’investimento economico e rafforzato il presidio operativo

GTT accelera gli interventi per riportare in piena efficienza le scale mobili della metropolitana di Torino. Dopo le iniziative già avviate nei mesi scorsi, l’azienda ha messo in campo un piano straordinario che punta a risolvere nel più breve tempo possibile i problemi che hanno interessato numerosi impianti.

In seguito alle criticità riscontrate nella gestione della manutenzione, affidata alla società Grivan, e agli accertamenti svolti negli ultimi mesi, GTT ha deciso di risolvere anticipatamente il contratto. Contestualmente è stata avviata un’azione legale per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali, non patrimoniali e d’immagine che l’azienda ritiene di aver subito.

Per velocizzare il ripristino degli impianti è stato affidato un intervento urgente a Schindler, tra i principali operatori del settore. Dall’inizio di luglio sono al lavoro 15 tecnici, impegnati sette giorni su sette dalle 6 alle 22. L’organico sarà progressivamente ampliato fino a circa 40 addetti complessivi, con l’introduzione di squadre notturne dedicate sia alla manutenzione ordinaria sia a quella straordinaria. L’obiettivo è riportare tutte le scale mobili alla piena funzionalità nell’arco delle prossime due settimane.

Il nuovo contratto vale complessivamente 8,2 milioni di euro, quasi quattro volte il precedente appalto da 2,2 milioni. L’accordo prevede un significativo potenziamento delle attività di manutenzione e introduce, per la prima volta, un magazzino dedicato ai componenti più critici o con tempi di approvvigionamento più lunghi. Sono inoltre previsti circa 2 milioni di euro destinati al rinnovo degli impianti.

GTT riconosce i disagi che i malfunzionamenti hanno causato ai passeggeri e assicura di essere al lavoro con il massimo impegno per ripristinare nel più breve tempo possibile la piena efficienza delle scale mobili della metropolitana.

Tifoso ferito al derby: chiesti domiciliari per agente che ha esploso lacrimogeno

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TORINO (Foto Claudio Benedetto)

Nuova svolta per la vicenda legata agli scontri scoppiati prima del derby del 24 maggio allo Stadio olimpico Grande Torino quando un 36enne milanese fu ferito e finì in coma. In un primo momento si era ipotizzato che Marco Basoccu fosse stato colpito alla testa da un corpo contundente, forse una pietra o una bottiglia. Ma il padre aveva sostenuto una diversa ricostruzione: a ferirlo sarebbe stato un lacrimogeno.

A distanza di un mese dall’accaduto, la Procura sembra confermare questa ipotesi. Chiuse le indagini, i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari per l’agente ritenuto responsabile di aver esploso il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo gravemente Marco Basoccu.

La decisione del giudice arriverà nei prossimi giorni. L’agente è accusato di lesioni personali aggravate. Basoccu, commercialista milanese di 36 anni e tifoso della Juventus, era rimasto per piu’ giorni in coma farmacologico. Si è salvato solo grazie a una serie di delicati interventi neurochirurgici.

Visita al cantiere di Torino Esposizioni. I volontari del servizio civile racconteranno la nuova Biblioteca Civica

 

Sopralluogo d’eccezione al cantiere della nuova Biblioteca Civica Centrale al Valentino per un gruppo di volontarie e volontari del servizio civile universale, che saranno coinvolti in qualità di ambassador per raccontare il percorso che accompagnerà il passaggio dalla vecchia alla nuova Biblioteca Civica Centrale. Ad accompagnarli nella visita è stato il sindaco Stefano Lo Russo, insieme a Maurizia Rebola, che avrà il compito di organizzare il calendario e coordinare le attività di animazione culturale del nuovo polo nell’ambito della convenzione che ha già assegnato la gestione degli spazi culturali a Fondazione per la Cultura Torino, e alla dirigente del Servizio Biblioteche della Città Cecilia Cognigni.

“Quello della nuova Biblioteca Civica Centrale – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – è senza dubbio uno dei cantieri più importanti finanziati con fondi europei, un progetto di cui siamo particolarmente orgogliosi, che è andato avanti rispettando i tempi previsti e ora trova in dirittura d’arrivo. Presto la città avrà un nuovo, grande polo culturale, turistico e di innovazione, circondato da un parco del Valentino anch’esso completamente riqualificato. Siamo particolarmente contenti che a raccontare questa novità alla cittadinanza saranno le ragazze e i ragazzi che prestano il servizio civile nelle nostre biblioteche civiche e siamo certi lo faranno con la dedizione e l’entusiasmo che hanno dimostrato in questi mesi”.

Sono in tutto 50 i volontari del servizio civile impegnati per un anno nelle Biblioteche civiche torinesi, impegnati attivamente su progetti di promozione della lettura, attività culturali per bambine, bambini e adulti e servizi al pubblico. Da settembre saranno loro a raccontare alla cittadinanza una delle trasformazioni culturali più importanti in corso in città: la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale all’interno dello storico complesso di Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi. Un progetto ispirato al modello delle moderne public library europee che ha previsto la riqualificazione di spazi interni ed esterni, distribuiti su una superficie complessiva di 20mila metri quadrati.

I lavori per la sua realizzazione, iniziati nell’estate 2023 con le opere di prima esecuzione, tra scavi, demolizioni e bonifiche, si avviano alla fase conclusiva. Un cantiere, finanziato dal Piano Nazionale Complementare al PNRR e cofinanziato con risorse del fondo previsto dall’articolo 42 del decreto legge 50 del 2022 e dalla legge 65 del 2012 per un importo complessivo di circa 105 milioni di euro e affidato a SCR – Società di Committenza Regione Piemonte S.p.A, che ha impegnato a pieno regime anche 200 lavoratori contemporaneamente per trasformare il volto del complesso da tempo dismesso. Nello specifico, l’intervento ha previsto il restauro di alcuni elementi di valore storico, la realizzazione degli impianti, la sostituzione degli infissi e il rifacimento della pavimentazione della balconata superiore. È stato da poco ultimato il restauro della copertura a volta così come gli interventi e la posa della pavimentazione sulla balconata inferiore. Conclusi le opere edilizie si procederà con l’arredamento e l’allestimento degli spazi, con l’obiettivo di aprire la biblioteca alla cittadinanza entro la fine dell’anno.

La nuova Biblioteca Civica Centrale sarà il cuore del sistema bibliotecario urbano e uno dei principali luoghi pubblici dedicati alla cultura, alla conoscenza, all’accessibilità, alla partecipazione e all’inclusione. Il progetto prevede 150mila documenti a scaffale aperto, 600mila documenti nel deposito, 40mila tra collezioni storiche e speciali, 700 sedute tradizionali e 700 sedute informali, oltre a spazi per bambine e bambini, formazione permanente, laboratori creativi, caffetteria, bookshop e area conferenze. La nuova sede avrà due accessi, da corso Massimo d’Azeglio e dal Valentino, rafforzando il legame tra la biblioteca, il parco e la città.

TorinoClick

Caldo record a Torino, cresce la mortalità durante l’ondata di afa

Nelle ultime ora il caldo è sceso e almeno al mattino si respira in città. Ma il meteo promette altre giornate torride. L’ondata di caldo che ha investito Torino nelle ultime settimane avrebbe avuto conseguenze anche sul fronte sanitario. Le prime analisi del Ministero della Salute indicano infatti un aumento della mortalità nel capoluogo piemontese durante il periodo compreso tra il 18 e il 29 giugno.

Secondo il monitoraggio, Torino risulta la città italiana che ha registrato l’incremento più marcato rispetto ai valori normalmente attesi per questo periodo dell’anno, con un aumento stimato intorno al 35%. Si tratta di dati ancora provvisori, destinati a essere approfonditi nelle prossime settimane. Si rileva un possibile legame tra le temperature eccezionalmente elevate e l’aumento dei decessi.

Le condizioni meteorologiche hanno infatti portato valori ben superiori alle medie stagionali, accompagnati da notti particolarmente calde che hanno limitato il naturale raffreddamento dell’organismo. Una situazione che mette maggiormente a rischio le persone anziane, i soggetti affetti da patologie croniche e chi vive in condizioni di maggiore fragilità.

A livello nazionale, al momento non emergono incrementi significativi della mortalità nelle altre principali città monitorate. Proprio per questo il dato relativo a Torino è seguito con particolare attenzione dagli esperti, che nei prossimi giorni analizzeranno nel dettaglio l’evoluzione della situazione e le possibili correlazioni con l’ondata di calore.

Le autorità sanitarie rinnovano l’invito alla prudenza: evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere acqua con regolarità e prestare attenzione alle persone più vulnerabili restano le principali raccomandazioni per ridurre i rischi legati alle alte temperature.

Kappa FuturFestival 2026, Torino torna capitale mondiale della musica elettronica

Dal 3 al 5 luglio il Parco Dora ospita la tredicesima edizione della manifestazione con oltre cento artisti internazionali

 Per tre giorni Torino si trasforma ancora una volta in uno dei principali punti di riferimento della scena elettronica internazionale. Da venerdì 3 a domenica 5 luglio il Parco Dora ospita la tredicesima edizione del Kappa FuturFestival, appuntamento che ogni estate richiama migliaia di appassionati provenienti da decine di Paesi e contribuisce a rafforzare il ruolo del capoluogo piemontese nel panorama dei grandi eventi musicali europei.

L’edizione 2026 propone un cartellone che supera i cento artisti, alternando protagonisti affermati della musica house e techno a nuovi talenti della scena internazionale. Tra i nomi più attesi figurano Solomun, Four Tet, Peggy Gou, Michael Bibi, Mochakk, Enrico Sangiuliano, Amelie Lens, Charlotte de Witte, Carl Craig, Armin van Buuren, Diplo, Disclosure (DJ set), Ben Klock, Marcel Dettmann e Jamie Jones, affiancati da numerosi b2b e live set esclusivi pensati appositamente per il festival.

Il cuore della manifestazione resta il Parco Dora, l’ex area industriale trasformata in spazio urbano che, con le sue grandi strutture in acciaio, è diventata uno dei simboli del festival. La scelta della location contribuisce a rendere unico l’evento, capace di coniugare archeologia industriale, rigenerazione urbana e spettacolo dal vivo.

Nel corso degli anni il Kappa FuturFestival è cresciuto fino a diventare uno dei festival di musica elettronica più importanti d’Europa, con un pubblico composto in larga parte da visitatori stranieri. L’evento genera infatti un significativo indotto economico per Torino e il Piemonte, grazie alle presenze negli alberghi, nei ristoranti, nei locali e nelle attività commerciali della città durante il fine settimana della manifestazione.

Per l’edizione 2026 i biglietti hanno registrato un forte interesse già nei mesi precedenti all’apertura del festival, confermando la crescente attrattività internazionale della manifestazione.

Con il Kappa FuturFestival Torino inaugura uno dei fine settimana più intensi dell’estate cittadina, consolidando la propria immagine di capitale italiana della musica elettronica e di destinazione capace di ospitare eventi culturali e musicali di richiamo internazionale.

La scommessa vinta del PNRR: Città metropolitana di Torino chiude tutti i cantieri

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Centrati tutti gli obiettivi: investiti 426,5 milioni in 217 progetti

Gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno lasciando un segno concreto sul territorio della Città metropolitana di Torino. Sono 217 gli interventi finanziati, per un valore complessivo di 426,5 milioni di euro, dei quali 95 realizzati direttamente dalla Città metropolitana e 122 coordinati insieme agli enti locali. Un dato significativo riguarda anche l’impatto sull’economia locale: circa il 70% delle risorse è stato destinato a imprese con sede e attività nel territorio metropolitano.

A fare il punto sull’attuazione del PNRR nei 311 Comuni dell’area metropolitana è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha illustrato i risultati raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026.

La Città metropolitana ha completato nei tempi previsti il caricamento sulla piattaforma nazionale Regis di tutti i certificati di fine lavori relativi agli interventi di propria competenza, raggiungendo il 100% degli obiettivi fissati dal PNRR. Un traguardo che, ha sottolineato Lo Russo, colloca Torino tra le realtà più avanzate a livello nazionale nell’attuazione del Piano.

Secondo il sindaco, gli investimenti hanno contribuito non solo alla trasformazione di numerose aree urbane e territoriali, ma anche alla crescita dell’economia, generando nuove opportunità di lavoro e sostenendo il sistema produttivo locale.

Lo Russo ha inoltre ricordato la scelta compiuta nel 2022 di destinare il 62% delle risorse disponibili ai Comuni del territorio metropolitano, riservando il restante 38% alla Città di Torino. Una ripartizione che si riflette anche nel numero degli interventi: il 73% dei progetti finanziati interessa i Comuni dell’area metropolitana, mentre il 27% riguarda il capoluogo.

Le risorse sono state concentrate su alcuni settori strategici: transizione energetica, mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici, tutela del territorio e delle risorse idriche, manutenzione delle scuole e rafforzamento della coesione territoriale.

Tra gli interventi già conclusi figurano otto progetti di forestazione urbana, finanziati con 29 milioni di euro, una ciclovia da 4 milioni, quattro iniziative dedicate alla digitalizzazione e soprattutto 66 interventi di edilizia scolastica, che rappresentano la voce più consistente con 89 milioni di euro investiti. Alla sicurezza della rete stradale sono stati destinati inoltre sette progetti finalizzati al ripristino dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi.

Accanto ai finanziamenti del PNRR sono stati completati anche nove interventi sostenuti dal Piano Nazionale Complementare.

Per quanto riguarda i progetti coordinati dalla Città metropolitana, 45 fanno parte dei Piani Urbani Integrati (PUI) nei Comuni dell’area metropolitana, 30 interessano il capoluogo, mentre 15 rientrano nel programma PINQuA “Ricami Urbani” e 32 nel progetto PINQuA “Residenza Resilienza”.

I progetti realizzati direttamente dalla Città metropolitana hanno interessato l’intero territorio. La quota maggiore degli interventi si concentra nella Zona omogenea del Ciriacese e Valli di Lanzo (19%), seguita dalle Valli di Susa e Sangone (10%) e dal Chivassese (8%). Investimenti significativi hanno interessato anche il Pinerolese, le aree metropolitane sud, ovest e nord, il Canavese occidentale, l’Eporediese e il Chierese-Carmagnolese, oltre a interventi distribuiti su più zone omogenee.

L’impatto economico complessivo va oltre il valore delle opere realizzate. A fronte di 426,5 milioni di euro di investimenti, il sistema economico ha generato una produzione aggiuntiva stimata in 885 milioni di euro. Tra il 2022 e il 2026 gli interventi hanno coinvolto oltre 6.000 lavoratori, con una media di circa 15 occupati per ogni milione di euro investito.

Le imprese hanno ottenuto commesse per 353 milioni di euro, che hanno richiesto l’impiego di oltre 2.500 addetti. Il comparto che ha beneficiato maggiormente degli investimenti è stato quello delle costruzioni, che ha assorbito oltre il 40% delle ricadute economiche e una quota analoga della forza lavoro impiegata.

L’elenco completo dei progetti finanziati e il loro stato di avanzamento sono consultabili nella sezione dedicata al PNRR sul portale della Città metropolitana di Torino.

Night Buster, con Gtt viaggi sicuri nelle notti estive: 17 linee tra 29 Comuni della cintura e il centro

Da venerdì 26 giugno  2026, tutti i venerdì, sabato e nei prefestivi, è in servizio la versione estiva della rete notturna potenziata con 17 linee che collegano 29 Comuni della cintura al centro Città. 

gtt night buster

Saranno 17 le linee attive, in grado di collegare il centro di Torino a 29 Comuni dell’Area Metropolitana, nella fascia oraria compresa tra le 23.00 e le 5.00 del mattino. Un servizio pensato per offrire un’alternativa sicura, comoda e sostenibile agli spostamenti notturni, in particolare per i più giovani, che vogliono vivere la città e il territorio senza l’auto privata.

Ogni venerdì, sabato e nei prefestivi i bus di tutte le linee notturne ti portano dai capolinea periferici al capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto. Il progetto, già molto apprezzato negli scorsi anni, amplia l’offerta del trasporto pubblico anche in orario notturno con percorsi prolungati.
Night Buster, servizio organizzato da GTT in collaborazione con Agenzia per la Mobilità Piemontese e Città di Torino, vuole offrire, soprattutto ai giovani, un trasporto sicuro ed efficace che strizzi l’occhio ad una mobilità sostenibile per vivere la città in modo consapevole. E’ utile ricordare che tutte le linee Night Buster effettuano capolinea centrale in piazza Vittorio Veneto e si possono utilizzare con gli stessi biglietti ed abbonamenti dei bus “diurni”.

I percorsi e gli orari

Clicca sul nome della linea per visualizzare la mappa dinamica del percorso e per scoprire gli orari e la fermata più comoda per te.

Scarica la mappa del Nightbuster Estate 2026 (pdf).

Eventuali variazioni temporanee di percorso delle linee Night Buster.

Biglietti e abbonamenti

A bordo delle linee di servizio notturno sono validi tutti i normali documenti di viaggio per la tratta percorsa.

Ance Torino, edilizia in fase di attesa. Pesano costi, burocrazia e tensioni internazionali

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ANCE Torino ha presentato la neoeletta Presidente Paola Orsini e idati sull’andamento del settore delle costruzioni a Torino, che definiscono un quadro stabile ma incerto.

 

Il settore delle costruzioni continua a muoversi in uno scenario complesso, nel quale alle opportunità offerte dagli investimenti pubblici si affiancano le incognite legate al quadro geopolitico internazionale, all’andamento del mercato immobiliare e alle difficoltà di accesso al credito.

A livello nazionale, le stime elaborate a inizio anno dal Centro Studi ANCE indicavano per il 2026 una crescita degli investimenti in costruzioni del 5,6%, sostenuta soprattutto dall’accelerazione delle gare legate al PNRR e, più in generale, delle opere pubbliche. Si tratta tuttavia di una previsione destinata a essere rivista, poiché al momento della sua elaborazione non era ancora possibile valutare gli effetti della crisi internazionale, in particolare del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito a rallentare il comparto. Rimane comunque un elemento positivo: secondo ANCE, da qui al 2033 saranno disponibili oltre 120 miliardi di euro di fondi strutturali, nazionali ed europei destinati agli investimenti nelle costruzioni, risorse che il settore ritiene fondamentale riuscire a utilizzare pienamente.

In Piemonte il clima è caratterizzato da una crescente incertezza. I saldi relativi a fatturato, occupazione e ricorso alla manodopera esterna registrano nel primo semestre del 2026 un peggioramento medio del 4% rispetto ai sei mesi precedenti. Anche il mercato immobiliare vive una fase di attesa, condizionata dai recenti sviluppi geopolitici, mentre nel comparto dei lavori pubblici, sia quelli finanziati dal PNRR sia quelli ordinari, si prevede una contrazione di almeno il 20% rispetto al 2025.

Le difficoltà risultano ancora più evidenti nell’area torinese. L’aumento dei costi di costruzione, aggravato dal contesto internazionale, rende infatti più complicata la promozione di nuove iniziative immobiliari. A incidere sul rallentamento è anche il periodo di salvaguardia legato al passaggio dal vecchio al nuovo Piano Regolatore Generale, che inevitabilmente rallenta l’iter delle pratiche amministrative. Secondo gli operatori, questa fase dovrebbe concludersi nel più breve tempo possibile, poiché numerosi interventi immobiliari risultano sostanzialmente fermi. Diversa la situazione del mercato dell’usato, che continua a mostrare un andamento positivo, pur senza particolari tensioni sui prezzi.

Sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, al 31 dicembre 2025, dei circa 1,9 miliardi di euro stanziati sono stati aggiudicati lavori per 1 miliardo e 325 milioni di euro. Delle 651 gare PNRR assegnate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025, ben 338, pari a circa il 52%, sono state vinte da imprese di Torino e provincia. Rimane però aperta la questione dei ritardi nell’erogazione dei fondi da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione, un problema che continua a creare criticità anche in relazione all’aumento dei costi dei materiali.

I dati della Cassa Edile delineano un quadro sindacale con luci e ombre. Al 30 aprile 2026 la massa salari cresce del 4,1% rispetto a marzo 2025, incremento riconducibile soprattutto ai recenti rinnovi contrattuali e all’aumento delle ore lavorate, salite del 3,5%. Rimane sostanzialmente stabile il numero degli operai iscritti, che registra una lieve flessione dello 0,1% rispetto ad aprile 2025. Più marcata, invece, la diminuzione del numero delle imprese, in calo del 9,9%, mentre le ore di cassa integrazione riferite al periodo 2024-2025 diminuiscono del 15,8% rispetto al biennio precedente.

Prosegue nel frattempo l’attività dedicata alla formazione e alla sicurezza nei cantieri. Secondo i dati FSC, nel corso del 2025 sono stati effettuati 3.002 sopralluoghi, durante i quali i tecnici hanno incontrato 1.525 imprese. Nei primi cinque mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 maggio, i sopralluoghi sono già stati 1.556 e hanno coinvolto 806 imprese. Sul fronte della formazione, nel 2025 sono state erogate 10.570 ore di corsi a favore di 5.877 partecipanti; nei primi cinque mesi del 2026 le ore di formazione sono state 4.772, con 2.914 persone coinvolte.

Anche l’accesso al credito continua a rappresentare uno dei principali nodi per il settore. I dati della Banca d’Italia evidenziano infatti che, a livello locale, gli investimenti non finanziari, vale a dire quelli destinati ad immobili e aree edificabili, nel 2025 sono diminuiti del 9,1% rispetto al 2024. Si tratta di un primo segnale di inversione di tendenza che, in attesa dei dati ufficiali, sembra proseguire anche nel 2026. Tra gli operatori permane inoltre la percezione di un sistema bancario che, salvo alcune eccezioni, continua a guardare al comparto delle costruzioni con prudenza e, in molti casi, con un atteggiamento ancora caratterizzato da diffidenza.