PRIMA PAGINA

Manifestazione a Torino, scontro aperto sui cortei: gli organizzatori confermano tre percorsi

Si avvicina la giornata di mobilitazione prevista per sabato 31 gennaio 2026 a Torino, ma il confronto tra organizzatori e istituzioni è sempre più teso. I promotori della manifestazione hanno infatti ribadito la scelta di dare vita a tre cortei distinti, in aperto contrasto con le indicazioni arrivate dalla prefettura, che aveva chiesto una revisione del piano.

Nei giorni precedenti all’evento, agli organizzatori era stato sollecitato un cambiamento significativo: evitare il passaggio nelle zone centrali della città e accorpare la protesta in un’unica sfilata, rinunciando ai tre percorsi inizialmente comunicati. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato a una presa di posizione netta da parte dell’area autonoma e dei centri sociali coinvolti.

La risposta è contenuta in un documento diffuso pubblicamente, nel quale i promotori rivendicano il senso politico della scelta. “Il 31 gennaio non è un problema di ordine pubblico, è l’opposizione sociale che rompe gli argini e si prende lo spazio che le spetta“, scrivono, respingendo l’idea che la mobilitazione rappresenti una minaccia per la sicurezza cittadina.

Nel comunicato vengono inoltre contestate le motivazioni e il linguaggio utilizzato dalla prefettura. “Le parole scelte dal prefetto di Torino – replicano – sono il lessico ordinario del potere che ormai abbiamo imparato a riconoscere”. Secondo gli organizzatori, la gestione della vicenda rifletterebbe un’impostazione politica più ampia: “Abbiamo di fronte un governo che, in linea con un indirizzo politico dichiaratamente securitario, repressivo e intrinsecamente razzista, interpreta sistematicamente il conflitto sociale come un nemico pubblico, come un ostacolo da neutralizzare”.

Nel testo emerge anche una critica diretta al modo in cui viene trattato il diritto di manifestare, percepito come sempre più condizionato. “In questo quadro è del tutto conseguenza che la stessa possibilità di scendere in piazza venga trattata come una revocabile, sottoposta a condizioni, sospetti e preventiva delegittimazione”.

Alla vigilia dell’evento, resta quindi aperto il nodo della gestione della giornata di sabato. Da una parte le autorità, impegnate a far rispettare le prescrizioni sulla sicurezza; dall’altra i manifestanti, intenzionati a portare avanti la protesta secondo le modalità annunciate.

A Torino il Roadshow di CDP e Confindustria per lo sviluppo delle imprese del territorio

/

Fa tappa in Piemonte l’evento che punta a intercettare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e a presentare gli strumenti del Gruppo CDP

 

Torino, 29 gennaio 2026 – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’ che oggi ha fatto tappa a Torino, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

L’incontro è stato l’occasione per rafforzare il dialogo e l’interazione con le aziende locali con l’obiettivo di sostenere le priorità strategiche della Regione e di tutto il Paese guardando a specifiche aree d’intervento definite dall’Accordo firmato a Roma lo scorso settembre dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e PrestitiDario Scannapieco. Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolareil supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato.

Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa.

CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.

La tappa di Torino del Roadshow ‘Insieme per il futuro delle imprese’ ha visto la partecipazione del Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, del Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e del Presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay. Dopo un inquadramento economico a cura del Responsabile Monitoraggio e Analisi di Impatto di CDP Guido Romano, la giornata è proseguita con dei panel tematici per approfondire le esperienze delle imprese e le opportunità di crescita anche sul fronte dell’innovazione e della proiezione verso l’estero con il Direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, l’Amministratore Delegato di SIMEST Regina Corradini D’Arienzo, l’Amministratore Delegato di CDP Venture Capital SGR Emanuele Levi, la Senior Partner del Fondo Italiano di Investimento SGR Marzia Bartolomei Corsi, il Responsabile Finanziamenti, Fondi e Blending Cooperazione CDP Giulio Dal MagroEmiliano Lucci Investor Relations di CDP Real Asset SGR, Alessandro Battaglia Presidente di Silvateam e Giancesare Drocco CEO di Abet.

cs

Il Polo del verde in via Bologna: ok del Comune al nuovo hub dell’associazione Orticola

/
La Giunta comunale di Torino ha approvato la concessione dell’immobile di via Bologna 175 all’Associazione Orticola per il Piemonte, su proposta della vicesindaca Michela Favaro, in accordo con l’assessorato al Verde Pubblico. L’obiettivo è trasformare uno spazio dismesso in un polo multifunzionale dedicato al verde, all’educazione ambientale e alla partecipazione civica.

Il complesso, di proprietà della Città, si estende su circa 1.830 metri quadrati complessivi, di cui 1.300 coperti, ed è composto da più fabbricati affacciati su un cortile interno. Dopo un avviso pubblico rivolto agli enti senza scopo di lucro, la proposta vincitrice è stata proprio quella dell’Associazione Orticola, realtà storica del territorio torinese, promotrice di manifestazioni molto conosciute come Flor e, più recentemente, del Festival del Verde.

Il progetto presentato prevede la creazione di un “Hub Green” aperto alla cittadinanza. Al suo interno troveranno spazio laboratori didattici, aree di coworking, iniziative culturali legate alla cura collettiva del verde e momenti di aggregazione pensati per coinvolgere il quartiere e rafforzare il tessuto sociale della zona.

Un elemento centrale dell’operazione è la riqualificazione dell’immobile: l’associazione ha stimato un investimento di circa 800mila euro, interamente a proprio carico. Tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, così come le spese per utenze e adeguamenti, saranno sostenuti dal concessionario, senza oneri per la Città. La concessione avrà una durata di dieci anni, rinnovabili, con un canone annuo pari al 20% del valore di mercato stimato dell’immobile.

“L’operazione rappresenta un doppio risultato: da un lato il recupero di un bene pubblico che necessitava di importanti interventi, dall’altro la nascita di un nuovo punto di riferimento per il quartiere, capace di coniugare rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e partecipazione – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. Un tassello in più nella strategia cittadina di valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso progetti a forte impatto sociale”.

Export motore di crescita: il 60% delle imprese piemontesi investe sui mercati esteri

//

Exploit del comparto alimentare

Il Rapporto sull’internazionalizzazione condotto su oltre 1.200 imprese del sistema confindustriale regionale evidenzia una crescita del volume d’affari per il 40% delle aziende attive sui mercati esteri. Amalberto: “Il tessuto economico si conferma solido ma serve una strategia di sistema”.

Nel 2025 tre imprese su cinque del sistema confindustriale piemontese hanno intrattenuto rapporti continuativi con i mercati esteri. Tra queste, il 40% registra un incremento dell’export, mentre per un ulteriore 35,5% i risultati restano stabili, nonostante le turbolenze geopolitiche degli ultimi anni. Le performance migliori si rilevano nei comparti alimentare (63,6% delle imprese segnala una crescita), chimico (58,6%), trasporti (57,1%) e legno (50%). Francia, Germania e Stati Uniti si confermano i principali mercati di destinazione, seguiti da Spagna, Regno Unito, Svizzera e Polonia. In forte sviluppo anche i mercati extra UE, in particolare Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Giappone, Canada e Cina.

Sono questi i principali risultati della seconda edizione del Rapporto sull’Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit e presentato presso la UniCredit University di Torino nel corso di un evento organizzato in collaborazione con Audi Rinaldi.

“Analizzare i processi di internazionalizzazione permette di comprendere come il nostro sistema produttivo sappia adattarsi a un contesto globale in costante trasformazione. Il Piemonte esprime da sempre un tessuto industriale solido, fondato su investimenti in ricerca, sviluppo e qualità che generano competenze manifatturiere avanzate, filiere strutturate e una forte propensione all’innovazione. È quest’insieme che consente alle imprese piemontesi di competere con successo a livello globale” commentano Andrea Amalberto, Presidente di Confindustria Piemonte, e Alessandro Battaglia, Presidente della Commissione Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti di Confindustria Piemonte. “Per sostenere le imprese in questo percorso – aggiungono – è necessaria una strategia di sistema, fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato, una politica industriale capace di accompagnare le nuove frontiere dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale. Perché solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile rafforzare la competitività di lungo periodo del Piemonte e consolidare la presenza delle nostre imprese su tutti i mercati internazionali”.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria: “In un contesto segnato da tensioni geopolitiche e nuovo protezionismo, l’Italia deve rafforzare la propria sicurezza economica: la nostra manifattura resta una forza globale e l’export ha un potenziale ancora inespresso che possiamo cogliere solo con accordi commerciali ambiziosi e strumenti adeguati. In questo quadro, l’accordo Ue-Mercosur è strategico perché apre un mercato da oltre 700 milioni di consumatori e riduce dazi che oggi penalizzano le nostre imprese. Perdere questa opportunità significherebbe favorire i competitor, e lo stesso vale per i negoziati con India, Indonesia e Australia. Accordi e diplomazia economica devono poi essere accompagnati da strumenti finanziari moderni e flessibili, come il Fondo 394 SIMEST potenziato. Confindustria mette a disposizione di tutti, imprese e istituzioni, la piattaforma Expand, che permette di individuare con precisione mercati e settori prioritari e mostra un potenziale realizzabile immediato di 87 miliardi. Serve quindi un’azione coordinata del Sistema Paese, perché solo così l’Italia potrà consolidare la propria presenza nei mercati internazionali e rafforzare la competitività delle imprese”.

Il rapporto si basa su 1.212 risposte, pari a circa il 20% delle imprese associate, oltre il doppio rispetto alla prima edizione del 2023. Un dato che consente un confronto più articolato con le precedenti rilevazioni e rafforza l’obiettivo di fornire uno strumento utile a imprese e stakeholder istituzionali e privati. Il campione è composto per il 20% da imprese dell’area di Torino, per il 16% da Alessandria, Biella e Novara-Vercelli-Valsesia, per il 13% dal Canavese, per il 10% da Cuneo, per il 7% dal Verbano-Cusio-Ossola e per il 2% da Asti. A livello settoriale, prevalgono le imprese metalmeccaniche (26,6%), seguite da tessile/abbigliamento (9,3%), edilizia e impiantisti (8,5%), altri servizi (7,6%), manifatture varie (7,5%), servizi alle imprese (6,7%), alimentari (6,5%) e ICT (5,5%). Le altre filiere rappresentano quote inferiori al 5%.

Tra le imprese rispondenti, il 93% esporta senza intermediari. Una presenza strutturata all’estero risulta invece più contenuta: il 36% dispone di uffici di rappresentanza commerciale, il 31,7% di sedi produttive e il 21,8% di filiali commerciali o punti vendita diretti.

Le difficoltà maggiori si registrano nei settori dei minerali non metalliferi (33,3%), della gomma-plastica (31,4%), del tessile/abbigliamento (31,3%) e delle manifatture varie (29,3%). Anche in questi comparti, tuttavia, le imprese piemontesi adottano modelli più flessibili, orientati alla riduzione del rischio e alla ricerca di nuove opportunità. In questo percorso, le aziende privilegiano servizi di supporto direttamente legati al business: la ricerca di controparti estere è indicata dal 60,5% delle imprese, seguita dall’organizzazione di incontri B2B (42,8%), dalle consulenze tecniche (29,5%) e dalla partecipazione a missioni commerciali (25,6%). Tra le agevolazioni più utilizzate figurano i bandi SIMEST (32,4%), i bandi per la formazione (31,1%), quelli del sistema camerale (20,8%) e altre misure (17,7%), tra cui strumenti SACE, credito d’imposta, Finpiemonte e PNRR.

L’Amministratore Delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, ha dichiarato: “Il Rapporto sull’internazionalizzazione di Confindustria Piemonte conferma come l’export sia una leva strategica fondamentale di crescita per le imprese del territorio. Il Piemonte rappresenta circa l’8% del portafoglio Simest, con quasi 1.000 operazioni di finanza agevolata per oltre 450 mln. Siamo pronti però per fare molto di più. Simest Gruppo Cdp interviene con strumenti mirati in costante innovazione, definiti in dialogo con il mondo produttivo, per sostenere il posizionamento del Made in Italy nei mercati internazionali a maggiore potenziale, individuati dal Piano d’azione per l’export della Farnesina. Allo stesso tempo, rafforziamo il supporto alle filiere produttive e ampliamo l’accesso alle nostre misure anche alle PMI e alle imprese che non hanno ancora avviato percorsi di internazionalizzazione, accompagnandole verso un ingresso strutturato nei mercati esteri. Questo impegno si inserisce nell’azione coordinata del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina e composto da Cdp e Simest, Sace e Ice, insieme alle associazioni di categoria, per sostenere in modo efficace e in una logica di sistema la crescita e la competitività delle imprese italiane nel mondo”.

Dall’analisi emerge infine un’evoluzione significativa: le imprese stanno progressivamente passando dall’utilizzo di strumenti prevalentemente promozionali a misure orientate al rafforzamento delle competenze e all’impiego di strumenti finanziari per sostenere in modo più strutturato i percorsi di internazionalizzazione.

“L’export è parte dell’identità industriale del Piemonte e rappresenta oggi più che mai una leva strategica di competitività, con oltre il 58% di aziende attive sui mercati esteri e performance in crescita – afferma Paola Garibotti, Regional Manager Nordovest di UniCredit in un contesto globale complesso, le imprese che sanno innovare e guardare oltre i confini continuano a creare valore. UniCredit è al loro fianco con consulenza, competenze e una rete internazionale unica in Italia”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Andrea Tronzano, assessore all’Internazionalizzazione e attrazione investimenti della Regione Piemonte, Dario Peirone, presidente di Ceipiemonte, e Alessandro Paoli, responsabile UniCredit International Center Italy. Hanno inoltre inviato un videomessaggio Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, e Alessandro Cattaneo, Ambasciatore d’Italia in Canada.

I collettivi universitari occupano Palazzo Nuovo

/

I collettivi universitari di Torino oggi hanno occupato Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, dopo il presidio di ieri al Rettorato. L’azione è scattata al termine dell’assemblea delle 18, svoltasi negli stessi spazi, organizzata per protestare contro la decisione del Rettorato di chiudere l’edificio per due giorni, scelta che ha impedito lo svolgimento di un evento musicale contro lo sgombero di Askatasuna.

“La rettrice chiude, noi apriamo, Se l’università sceglie il controllo, noi scegliamo il conflitto. Palazzo nuovo è occupato!” dicono gli studenti.

L’occupazione arriva a meno di tre giorni dalla manifestazione nazionale indetta per il 31 del mese, anch’essa contro lo sgombero del centro sociale.

Dopo il diniego all’organizzazione dell’evento, i collettivi spiegano le proprie ragioni dichiarando: “È così che l’università smette di essere un luogo di sapere critico e diventa un dispositivo disciplinare. Un modello del genere ci preoccupa e ci sta stretto: vogliamo ristabilire con chiarezza che l’Università appartiene all3 student3 e a chi ci lavora”.

Falchera, presentato il nuovo complesso di social housing: 263 appartamenti pronti a fine anno

//
 

È stato presentato ufficialmente oggi il cantiere di un complesso social housing in corso di costruzione nel quartiere Falchera. Il progetto prevede 263 nuovi alloggi dedicati alla locazione a canone convenzionato con la Città di Torino, per un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro.

L’intervento offrirà nuove opportunità abitative come risposta concreta alla crescente difficoltà di famiglie e giovani coppie ad affrontare le richieste del mercato libero, favorendo, grazie alla gestione sociale, la nascita di una comunità inclusiva e attiva.

“Siamo davvero molto soddisfatti oggi – ha dichiarato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo nell’intervento di apertura dell’incontro – di veder prendere corpo un cantiere che rappresenta il completamento di un più ampio progetto di rigenerazione urbana del quartiere Falchera avviato oltre un decennio fa che, grazie alla positiva interlocuzione con gli investitori che condividono la visione di città che come amministrazione abbiamo in mente, si arricchisce ora di questo importante e concreto tassello. Dopo il recupero dell’area dei Laghetti, il miglioramento delle connessioni viarie e di trasporto pubblico, la riqualificazione di spazi pubblici, la riapertura dell’anagrafe, per Falchera arriverà un complesso di social housing con oltre 250 appartamenti. Un investimento importante che darà una risposta concreta al crescente bisogno di abitazioni in affitto ad un canone sostenibile, contribuendo nel contempo a popolare di giovani e famiglie un quartiere che, come molti altri in città, sta vedendo un progressivo invecchiamento della popolazione. Un progetto che dimostra come la leva del partenariato pubblico-privato rappresenti una leva strategica per lo sviluppo del territorio e che arriva in una stagione di trasformazione per Torino, con i numerosi cantieri del Pnrr e l’avvio della realizzazione della metro 2, contribuendo a disegnare la Torino di domani”.

L’appuntamento ha previsto due tavole rotonde. Alla prima, “Il partenariato pubblico – privato insieme per la rigenerazione urbana – Il modello Falchera”, ha preso parte l’assessore all’Urbanistica della Città Paolo Mazzoleni insieme ad Alberto Anfossi, aegretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Livio Cassoli, responsabile Fondo Investimenti per l’Abitare di CDP Real Asset sgr, Michele Mico, senior analyst Housing & Urban Regeneration Real Estate di Finint Investments, Loreto Cipriani, responsabile Business Unit Fondi Pubblici Sinloc.e Paolo Boleso, head of Residential & Social Infrastructure di Investire SGR.

“Questo progetto – ha sottolineato l’assessore Mazzoleni – è un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore ed è proprio guardando a questi modelli che abbiamo costruito parte del nostro nuovo piano regolatore generale”.

Alla seconda tavola rotonda, “Abitare Falchera – Un progetto sociale per costruire comunità”, ha invece preso parte l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli insieme ai rappresentanti del Comitato Falchera, della Fondazione Housing Sociale, che ha curato il progetto sociale, dello Studio Picco Architetti per il concept progettuale, della Cooperativa di Vittorio e dell’impresa COGEFA, realizzatore dell’intervento.

“La conclusione dei lavori – ha spiegato l’assessore Rosatelli – è attesa per dicembre 2026, mentre l’avvio delle assegnazioni in locazione, affidato alla Cooperativa Edilizia Di Vittorio, che avrà anche il ruolo di gestore sociale, avverrà nel 2027, successivamente all’approvazione da parte della Città di Torino della convenzione sociale”.

L’iniziativa è promossa dal Fondo Abitare Sostenibile Piemonte, gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat) con la partecipazione di CDP Real Asset SGR, della Fondazione Compagnia di San Paolo e delle maggiori fondazioni di origine bancaria piemontesi – con un programma di investimento di oltre euro 150 milioni che ha permesso di realizzare sul territorio piemontese quasi 1.000 alloggi di social housing. L’iniziativa beneficia del sostegno del Fondo Piani Urbani Integrati (Fondo PUI), gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e finanziato con risorse del PNRR. Il Gruppo Banca Finint e Sinloc – tra gli intermediari finanziari selezionati per l’attuazione del Fondo – hanno sostenuto il progetto con un finanziamento di 10 milioni di euro provenienti dal Fondo PUI stesso.

TorinoClick

Un arresto per l’accoltellamento in Barriera di Milano

/

La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza dispositiva della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino a carico di un cittadino marocchino di 24 anni gravemente indiziato di una rapina aggravata commessa nel capoluogo.

La vittima, avendo un debito di droga con un soggetto di cui sapeva riferire solo lo pseudonimo, nel corso della nottata dal 28 novembre scorso si incontrava con il suo creditore in via Scarlatti. In tale circostanza il ventiquattrenne, a seguito di una breve discussione e dopo aver appreso che la controparte non avrebbe onorato il debito; dapprima gli strappava dal collo una collana d’oro e, successivamente, lo aggrediva con un coltello, procurandogli delle ferite.

L’aggressore si dava alla fuga. Il ferito veniva soccorso da un passante e trasportato in codice rosso presso un ospedale cittadino.

L’attività d’indagine svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, attraverso una pluralità di riscontri convergenti, consentiva in tempi celeri di giungere all’identificazione del responsabile. In particolare, l’analisi dei sistemi di video sorveglianza presenti nei pressi del luogo ove avveniva l’aggressione, corroborata dalla conoscenza dei soggetti pregiudicati abitualmente controllati nella zona ove era stato commesso il reato, permetteva di effettuare un confronto tra le effigi di quest’ultimi e le immagini acquisite, portando all’identificazione del soggetto.

Il provvedimento restrittivo in questione veniva notificato dal personale della Squadra Mobile presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’indagato si trovava già detenuto per altri motivi.

Quando l’algoritmo incontra il cuore: la cardiologia del futuro alle Giornate Torinesi

Le 37ª edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, in programma giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026 a partire dalle ore 9 presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II 54) e l’Hotel Concord (via Lagrange 47), si conferma come un appuntamento di riferimento per il dibattito sulle nuove frontiere della cardiologia. L’evento riunirà esperti, ricercatori e clinici in un contesto in cui innovazione tecnologica, collaborazione interdisciplinare e centralità del paziente si intrecciano sempre più strettamente. I lavori saranno presieduti dai professori Gaetano Maria De Ferrari, Mauro Rinaldi e Fabio Verzini dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Intelligenza artificiale e medicina: una visione umanistica della cura

Il convegno si aprirà con una tavola rotonda inedita che metterà a confronto cardiologi, informatici e ingegneri dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino. Al centro del dialogo, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei modelli computazionali nella comprensione delle malattie cardiovascolari e nel supporto alle decisioni cliniche.

L’introduzione sarà affidata a don Luca Peyron, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale e promotore della sede torinese dell’Autorità italiana per l’IA, che proporrà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persona. In un’epoca in cui gli algoritmi entrano sempre più nel rapporto medico-paziente e nella vita quotidiana, il suo contributo sottolineerà la necessità di mantenere l’innovazione ancorata a una visione etica e umanistica della cura.

Alla tavola rotonda parteciperanno anche i professori Gaetano Maria De Ferrari, Umberto Morbiducci, Marco Grangetto e Piero Fariselli, protagonisti della ricerca torinese in ambito cardiologico, informatico e bioingegneristico, che illustreranno come analisi dei dati, intelligenza artificiale e ingegneria dei sistemi complessi stiano già migliorando diagnosi, stratificazione del rischio e personalizzazione delle terapie.

Miocarditi e casi clinici: quando la complessità cambia la pratica

Accanto allo sguardo rivolto al futuro, le Giornate daranno ampio spazio alla cardiologia clinica e alle sue sfide più attuali, a partire dal tema delle miocarditi, un ambito in cui tempestività decisionale, integrazione di competenze e tecnologie avanzate possono essere determinanti.

Emblematico il recente caso di un uomo di 34 anni, in trattamento con anticorpi monoclonali per una patologia autoimmune, giunto in shock cardiogeno per una miocardite fulminante da un ospedale della rete afferente alle Molinette. Grazie a un intervento rapido e coordinato di cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti, il paziente è stato sottoposto a un percorso altamente complesso che ha previsto l’utilizzo di dispositivi di supporto circolatorio avanzati, come Impella ed ECMO. L’integrazione di queste tecnologie con una terapia personalizzata ha consentito la sopravvivenza e il completo recupero della funzione cardiaca.

Proprio sulle miocarditi si concentrerà una parte rilevante del convegno, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di reti cardiologiche efficienti, capaci di indirizzare i casi più gravi verso le strutture più idonee.

Le Giornate Cardiologiche Torinesi si propongono così come uno spazio di confronto tra scienza, tecnologia ed etica, in cui l’innovazione e l’esperienza clinica diventano strumenti complementari per costruire la medicina cardiovascolare del futuro.

Torino celebra il Giorno della Memoria

Torino ha celebrato oggi il Giorno della Memoria, rinnovando il ricordo delle vittime dell’Olocausto, dei deportati nei campi nazisti e di quanti subirono le persecuzioni del nazifascismo. Nel giorno che segna l’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, la città si è raccolta in due momenti istituzionali che hanno unito autorità, associazioni e cittadini.

Le celebrazioni sono iniziate alle ore 9.30 al Cimitero Monumentale. Qui l’assessora Chiara Foglietta, in rappresentanza della Città, ha partecipato alla commemorazione solenne che ha toccato i luoghi simbolo del ricordo: dal Campo della Gloria, tra i cubi grigi che accolgono i partigiani, ai cippi dedicati ai Deportati politici (Aned) e agli Internati militari (Anei). L’omaggio si è concluso davanti alla lapide esterna del cimitero israelitico, che riporta i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati.

La Sala Rossa come di consueto ha poi ospitato l’altro momento istituzionale del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti alla presenza delle autorità cittadine.

Dopo gli interventi della Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte Domenico Ravetti ha preso la parola la vicepresidente della Comunità Ebraica di Torino Anna Segre. Quanto avvenuto, ha sottolineato “non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro” ricordando che “in una comunità democratica non esistono e non possono esistere alternative alla memoria di ciò che è stato, al dialogo e alla convivenza civile”. Nel suo discorso ha poi evidenziato preoccupazione per un clima avvelenato “da un crescente antisemitismo, che si manifesta nei social media e nella vita quotidiana” ma anche come Torino sia una città “ricchissima di iniziative volte a favorire il dialogo interreligioso”.

L’orazione ufficiale è stata affidata al presidente della sezione genovese dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Filippo Biolè mentre in conclusione della cerimonia è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo. “Torino – ha detto – è una città che ha scelto di vivere la memoria come esercizio civile. Ricordare per noi significa affermare un principio semplice e radicale: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un’altra. Viviamo in un tempo attraversato da guerre e conflitti in cui la violenza viene spesso spiegata, giustificata, resa inevitabile. Un tempo in cui il dolore viene gerarchizzato, alcune vittime rese visibili e altre invisibili, alcune vite considerate degne di lutto e altre no. Un tempo in cui la sicurezza viene confusa con la forza e la giustizia con la vendetta. Ma la memoria ci impone di essere chiari: giustizia e vendetta non sono la stessa cosa. La vendetta genera altra violenza. La giustizia, se è tale, apre uno spazio di pace e richiede responsabilità, misura, riconoscimento dell’altro come essere umano, anche quando è più difficile farlo. Ricordare non significa voltarsi indietro, ma avere il coraggio di guardare avanti, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Che questo 27 gennaio sia un invito per tutte e tutti a custodire la memoria come strumento critico e non come rifugio, a non consegnarla a chi la usa per dividere, per semplificare, per alimentare nuove paure e a scegliere sempre l’umanità”

Torino si conferma città custode dei valori civili, capace di trasformare il ricordo in impegno attivo. Il Giorno della Memoria è stato preceduto da un palinsesto di oltre settanta appuntamenti tra mostre, spettacoli, presentazioni di libri e attività didattiche.

Il fitto calendario di iniziative è frutto della collaborazione tra Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Consiglio Regionale, Prefettura di Torino, Polo del ‘900, Coordinamento delle associazioni della Resistenza e oltre settanta realtà del territorio, tra università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, teatri e associazioni.

TorinoClick

“Tutti contano”, a Torino il censimento delle persone senza dimora

 

È partita ieri sera da via Bruino, sede del Servizio Adulti in Difficoltà del Comune di Torino, la rilevazione delle persone senza dimora sul territorio cittadino. Oltre 400 volontari, affiancati da operatori dei servizi sociali e da personale della Polizia Locale, hanno preso parte alla prima parte delle operazioni di censimento, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Tutti contano”, promossa da ISTAT e FIO.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora.

Torino è una delle 14 città metropolitane coinvolte nella Rilevazione sulle Persone Senza Dimora che si svolge in questi giorni nell’ambito del Censimento Permanente della Popolazione. L’obiettivo è raccogliere dati affidabili e aggiornati sulle condizioni di vita delle persone senza dimora, per sostenere la programmazione di politiche pubbliche più efficaci di contrasto alla grave marginalità.

Nel corso della serata, le squadre di rilevatori – riconoscibili grazie a pettorine dedicate – hanno operato nelle 102 aree di rilevazione in cui è stato suddiviso il territorio cittadino. A queste si sono aggiunte 10 aree speciali, per un totale di 112 zone, monitorate esclusivamente da operatori professionali dei servizi sociali, dal Corpo di Polizia Locale e dalla Polizia Ferroviaria. Il conteggio è stato effettuato esclusivamente in forma visiva, senza alcuna interazione con le persone censite.

Nei prossimi giorni la rilevazione proseguirà con la parte qualitativa dell’indagine, che prevede due giornate in cui verranno realizzate interviste di approfondimento, su base volontaria, per restituire un quadro più completo del fenomeno sociale. I dati raccolti saranno diffusi da ISTAT al termine del censimento.

«Conoscere in modo puntuale il fenomeno della grave emarginazione adulta è indispensabile per costruire politiche sociali più giuste, inclusive ed efficaci – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli –. La Rilevazione sulle Persone Senza Dimora e la campagna “Tutti contano” ribadiscono un principio fondamentale: ogni persona conta. Disporre di dati affidabili consente di leggere meglio i bisogni delle persone più fragili e di costruire risposte adeguate. È un impegno che la Città porta avanti quotidianamente intercettando le persone che vivono in strada e offrendo loro accoglienza e accompagnamento sociale, in un sistema che vede le strutture cittadine in questo momento quasi al completo della loro capienza. Un ringraziamento va infine a tutte le volontarie e i volontari che rendono possibile questa importante iniziativa per la città».

«La Polizia Locale di Torino partecipa attivamente a questa importante rilevazione attraverso un nucleo specializzato, appositamente formato per operare in contesti di fragilità sociale e in stretta collaborazione con i Servizi sociali della Città – dichiara l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda -. Un contributo importante che tuttavia non si esaurisce nelle operazioni di censimento ma che vige durante tutto l’anno, con un lavoro costante portato avanti fianco a fianco dei servizi sociali per monitorare le situazioni di maggiore vulnerabilità e offrire supporto alle persone che vivono in strada».

TorinoClick