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Primo test su strada per i nuovi Bus Rapid Transit

Non è un tram, ma quasi. Oggi i nuovi Bus Rapid Transit di GTT hanno lasciato per la prima volta il deposito di Venaria per affrontare un primo tratto di strada: il debutto, tra collaudi e verifiche tecniche, dei mezzi destinati a entrare prosismamente in servizio sulla rete torinese. Sul posto anche l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, insieme ai tecnici di GTT.

A colpo d’occhio sembrano tram, e in un certo senso lo sono: il BRT è un autobus elettrico che si ricarica ai capolinea, ma nella sostanza – velocità, capacità di trasporto, comfort – punta a competere con i mezzi su rotaia. Lungo 18 metri, viaggerà per buona parte del percorso su corsie riservate o protette o con priorità ai semafori, per non restare incolonnato nel traffico.

I 28 mezzi sono già tutti arrivati a Torino: si tratta di uno degli investimenti più consistenti del piano di rinnovo della flotta firmato GTT e Città di Torino. Dopo le prove di questi giorni e la sistemazione definitiva dei capolinea, i BRT prenderanno servizio sulla linea 2, lungo l’asse corso Sempione-Gottardo-Grosseto-Lecce-Trapani-Siracusa-Traiano: un collegamento strategico che toccherà l’ospedale Giovanni Bosco, i parchi Ruffini, Sempione e Carrara e il polo Stellantis di Mirafiori.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: rendere il trasporto pubblico davvero competitivo rispetto all’auto privata, spingendo la velocità commerciale dei mezzi verso l’alto grazie a corsie protette e semafori “amici” del bus.

Da oggi, insomma, tenete gli occhi aperti: nei prossimi giorni i BRT si faranno vedere in giro per la città durante i test, in attesa del grande giorno del debutto ufficiale in servizio.

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Il Po a Torino soffoca nel caldo e continua l’emergenza alghe

In numerosi tratti del fiume Po a Torino la superficie è invasa da estese formazioni di vegetazione acquatica che rallentano il corso dell’acqua e modificano profondamente il paesaggio. E’ uno dei simboli negativi di una stagione segnata da temperature elevate e scarsissime precipitazioni.

Per contenere il fenomeno sono stati effettuati interventi di rimozione meccanica nei tratti più interessati del Po cittadino. Le operazioni sono state pianificate cercando di limitare il rischio che frammenti delle piante rimanessero in acqua, poiché molte specie invasive sono in grado di riprodursi proprio a partire da piccole porzioni del fusto. Per questo motivo il materiale recuperato è stato raccolto e trasferito a terra per il successivo smaltimento.

La crescita anomala delle piante acquatiche è favorita  dalla combinazione tra caldo intenso e ridotta portata del fiume. Quando il livello dell’acqua diminuisce e la corrente perde velocità, le condizioni diventano ideali per uno sviluppo molto rapido della vegetazione. Si tratta di una situazione che negli ultimi anni si è ripresentata con una certa regolarità, ma che nel 2026 ha assunto dimensioni particolarmente evidenti già all’inizio dell’estate.

Nonostante gli interventi, il caldo persistente di luglio ha favorito una nuova e rapida espansione della vegetazione. In diversi punti del fiume le piante sono tornate a occupare ampie superfici, creando disagi soprattutto alle attività nautiche. I circoli remieri e le società sportive hanno dovuto fare i conti con percorsi più difficili da affrontare, mentre alcune imbarcazioni hanno riscontrato problemi dovuti alla vegetazione che si impiglia nelle eliche.

Tra le specie maggiormente diffuse figura anche Elodea nuttallii, una pianta acquatica originaria del Nord America che da tempo si è insediata in numerosi corsi d’acqua italiani. La sua straordinaria capacità di propagarsi rende particolarmente complesso il controllo della sua diffusione, soprattutto durante le estati più calde e in presenza di acque poco profonde.

Il caso del Po rappresenta anche un indicatore degli effetti che il cambiamento climatico sta producendo sui grandi corsi d’acqua del Nord Italia. Estati sempre più lunghe, ondate di calore frequenti e periodi di siccità prolungata modificano infatti le condizioni ambientali, favorendo fenomeni che fino a pochi anni fa erano molto meno estesi.

Per questo motivo il contenimento della vegetazione acquatica non può limitarsi a interventi occasionali durante l’estate. Sempre più spesso tecnici e amministratori sottolineano la necessità di una gestione programmata, con monitoraggi costanti e operazioni preventive già nei mesi primaverili, quando la crescita delle piante è ancora limitata e più facilmente controllabile.

Gli specialisti ricordano però che la presenza di questa vegetazione non è necessariamente sinonimo di inquinamento. La proliferazione dipende soprattutto dalle condizioni climatiche e idrologiche. Tuttavia, quando la crescita diventa eccessiva, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con effetti sulla circolazione dell’acqua, sull’ossigenazione e sulle attività che si svolgono lungo il fiume.

Val di Susa, Mattarella: «Inammissibile la violenza, è un virus letale per la democrazia»

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ROMA – «Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi». Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto sui disordini verificatisi sabato in Val di Susa.

Il Capo dello Stato ha affrontato il tema nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, esprimendo una ferma condanna degli episodi di violenza e richiamando tutte le istituzioni e la società civile a una risposta netta contro ogni forma di aggressione.

«La violenza – ha aggiunto Mattarella – è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica».

Le dichiarazioni del Presidente arrivano dopo gli scontri avvenuti durante la giornata di protesta in Val di Susa, teatro di tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine. Un richiamo, quello del Capo dello Stato, alla tutela dei principi democratici e costituzionali, ribadendo che nessuna forma di violenza può trovare giustificazione nel confronto politico o nella manifestazione del dissenso.

Stellantis torna in utile, ma a Torino il futuro di Mirafiori resta la vera sfida

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I conti di Stellantis tornano a dare segnali incoraggianti e il gruppo automobilistico sembra essersi lasciato alle spalle la fase più difficile attraversata nel 2025. La prima metà del 2026 evidenzia infatti un ritorno alla redditività, sostenuto dal recupero delle vendite e da un andamento più favorevole dei principali mercati internazionali.

Per gli azionisti è una buona notizia. A Torino, però, il clima resta improntato alla cautela. Perché se i risultati finanziari migliorano, il nodo del futuro produttivo di Mirafiori continua a essere tutt’altro che risolto.

Negli ultimi mesi lo storico stabilimento torinese ha beneficiato dell’avvio della produzione della nuova Fiat 500 ibrida, che ha riportato movimento sulle linee dopo un periodo caratterizzato da lunghi stop produttivi e dal ricorso agli ammortizzatori sociali. Il numero dei veicoli assemblati è cresciuto rispetto allo scorso anno, ma i livelli rimangono ancora molto lontani da quelli che hanno fatto di Mirafiori uno dei principali poli automobilistici europei.

È proprio questa la preoccupazione condivisa da lavoratori, sindacati e istituzioni locali. Il miglioramento registrato nel 2026 viene considerato un primo passo positivo, ma non ancora sufficiente a garantire prospettive solide nel medio periodo. La vera partita riguarda infatti l’assegnazione di nuove produzioni che possano assicurare continuità allo stabilimento anche negli anni successivi.

L’automotive europeo sta attraversando una trasformazione profonda. La transizione verso l’elettrico, la crescente concorrenza dei costruttori asiatici e la necessità di ridurre i costi stanno ridisegnando gli equilibri dell’intero settore. In questo scenario ogni scelta industriale assume un peso decisivo per i territori che ospitano gli impianti produttivi.

Torino guarda quindi ai risultati di Stellantis con un misto di soddisfazione e prudenza. Se da un lato il ritorno all’utile rafforza la capacità del gruppo di programmare nuovi investimenti, dall’altro resta aperta la questione del ruolo che Mirafiori sarà chiamata a svolgere nella strategia futura dell’azienda.

Anche la Regione Piemonte continua a seguire con attenzione il dossier. Negli ultimi giorni ha rilanciato la proposta di istituire le Aree di Accelerazione Industriale, uno strumento che potrebbe favorire nuovi investimenti attraverso procedure più snelle e incentivi dedicati ai comparti strategici. Tra gli obiettivi indicati c’è proprio quello di rafforzare il sistema automotive torinese e creare le condizioni per consolidare la presenza industriale del gruppo.

Il rilancio di Mirafiori, infatti, non riguarda soltanto Stellantis. Attorno allo stabilimento ruota una rete di centinaia di aziende della componentistica, migliaia di lavoratori e competenze costruite in oltre un secolo di storia dell’automobile. Per questo ogni decisione sul sito torinese ha ricadute che vanno ben oltre i cancelli della fabbrica.

Siccità in Piemonte, la Regione pronta a dichiarare lo stato di emergenza

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Tavolo permanente per seguire l’evoluzione della crisi

La Regione Piemonte si prepara a dichiarare lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica, applicando per la prima volta la normativa approvata lo scorso giugno per consentire interventi più rapidi nelle situazioni di particolare criticità. La decisione è maturata nel corso della riunione del Tavolo siccità convocata dall’assessore regionale all’Emergenza idrica, Matteo Marnati, alla quale hanno preso parte le Direzioni regionali competenti, Arpa Piemonte, Province, Prefetture, enti gestori del servizio idrico, Aree protette, Anbi Piemonte e rappresentanti del mondo agricolo.

«Alla luce dell’aggravarsi delle condizioni meteo-climatiche e dei dati tecnici emersi durante la riunione di oggi, che ha coinvolto enti locali, gestori del servizio idrico e rappresentanti del mondo agricolo, la Regione ha avviato le procedure per l’attivazione dello stato di emergenza regionale, che sarà all’ordine del giorno della Giunta di lunedì 3 agosto – hanno sostenuto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e gli assessori all’Emergenza idrica Matteo Marnati, alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Agricoltura Paolo Bongioanni –. Abbiamo deciso di mantenere il tavolo convocato in maniera permanente, così da monitorare costantemente l’evolversi della situazione ed essere pronti ad adottare, se necessario, misure e interventi ancora più incisivi».

L’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza consentirà al presidente della Regione di adottare ordinanze straordinarie per affrontare le situazioni più urgenti, attivando misure specifiche sia per garantire l’approvvigionamento idrico sia per fronteggiare le conseguenze della siccità, comprese quelle legate al rischio di incendi boschivi. Nelle ultime settimane il Piemonte è già stato interessato da numerosi roghi che hanno richiesto l’intervento del sistema regionale di Protezione civile, affiancato dal Dipartimento nazionale con il supporto della flotta aerea, incluso l’elicottero Erickson.

Dal monitoraggio effettuato emerge un quadro particolarmente delicato. Attualmente oltre settanta Comuni e frazioni vengono riforniti mediante autobotti. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 581 trasporti d’acqua, con una spesa che supera i 400 mila euro. Parallelamente, 106 amministrazioni comunali hanno già emanato ordinanze o avvisi per limitare i consumi idrici e favorire il risparmio dell’acqua.

Le rilevazioni di Arpa Piemonte confermano inoltre un andamento meteorologico eccezionalmente sfavorevole. Il mese di luglio rientra tra i più aridi degli ultimi settant’anni, mentre negli ultimi tre mesi il deficit di precipitazioni ha raggiunto il 55%. Dopo un giugno che si è classificato come il secondo più caldo dal 2003, anche luglio ha registrato temperature superiori alla media, aggravando la situazione di fiumi, laghi e falde acquifere.

I bacini idrici si trovano ormai ai livelli minimi stagionali, mentre l’Osservatorio permanente del Distretto del Po e l’Autorità di bacino segnalano una condizione di severità elevata. Anche i monitoraggi regionali confermano che il Piemonte è entrato nella fascia di massima criticità sotto il profilo della disponibilità d’acqua.

Nel frattempo continuano a crescere i costi sostenuti per gli interventi d’emergenza e resta alta l’attenzione sul fronte degli incendi boschivi. Preoccupazione anche per il comparto agricolo: colture come mais e soia stanno attraversando la fase conclusiva del ciclo produttivo, mentre il riso è nel pieno della fioritura, periodo nel quale il fabbisogno idrico è particolarmente elevato.

Il Tavolo regionale sulla siccità resterà operativo in via permanente con l’obiettivo di aggiornare costantemente il quadro della situazione, raccogliere dati dai territori e valutare, qualora le condizioni dovessero ulteriormente peggiorare, l’attivazione di ulteriori misure di sostegno anche attraverso il fondo regionale di Protezione civile.

Piemonte caldissimo: bollino rosso in cinque città

Bollino rosso oggi in gran parte del Piemonte per il disagio bioclimatico. Secondo l’Arpa, il livello di allerta raggiunge il massimo in cinque province, con temperature percepite sempre più elevate a causa della combinazione tra caldo, umidità e ventilazione.

La città più calda sarà Alessandria, dove la temperatura percepita toccherà i 39 gradi. Subito dietro Torino, Asti e Vercelli, con valori fino a 38 gradi. Anche nel Verbano, unica area con bollino giallo, il caldo sarà intenso, con una temperatura percepita di circa 35 gradi.

L’ondata di calore è già arrivata e sta interessando tutto il Piemonte. Si tratta della quarta di questa estate, iniziata in anticipo con temperature oltre i 30 gradi già a fine maggio, seguite da nuovi picchi a metà giugno e all’inizio di luglio.

Le previsioni indicano un ulteriore aumento delle temperature nei prossimi giorni. L’Arpa segnala che sia le minime sia le massime continueranno a salire, soprattutto nella parte orientale della regione, ma il caldo interesserà praticamente tutto il Piemonte.

Nel fine settimana è attesa una breve pausa, soprattutto nelle aree montane, dove potrebbero svilupparsi alcuni temporali. Tuttavia il caldo non darà tregua e i picchi sono previsti nei primi giorni della prossima settimana, quando le temperature potrebbero raggiungere o superare i 38-39 gradi, mentre quelle percepite saranno ancora più alte. Anche le minime notturne resteranno elevate, senza scendere sotto i 25 gradi.

La giornata più difficile sarà quella di oggi, con condizioni di forte disagio dovute non solo alle temperature elevate, ma anche ai valori percepiti, influenzati dall’umidità e dal vento.

 

Barriera, operazione di polizia. Un arresto, denunce e ordini di allontanamento

CONTROLLATE DIVERSE ATTIVITÀ COMMERCIALI
 
Ieri sera, la Polizia di Stato ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nel quartiere Barriera Milano di Torino, con la collaborazione della Polizia Locale, della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri.
L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. Barriera Milano, è stata finalizzata alla prevenzione e al contrasto delle attività illecite e della criminalità diffusa, con particolare attenzione allo spaccio di sostanze stupefacenti, ai reati predatori e al trattamento di alcuni esposti relativi ad aree oggetto di segnalazioni tramite l’applicazione YouPol.
Il capillare controllo della zona è stato garantito con l’ausilio di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte e delle unità cinofile della Polizia di Stato, interessando l’asse di Corso Giulio Cesare, nel tratto limitrofo all’area di Porta Palazzo, e Corso Palermo, dove sono stati controllati 9 esercizi commerciali, fra cui bar-caffetterie, minimarket, gastronomie e sale scommesse.
In corso Palermo è stato notificato un provvedimento del Questore di Torino di chiusura ex art. 100 per 15 giorni alla titolare di un bar dove, in occasione di precedenti controlli, era stata accertata la presenza significativa di avventori pluripregiudicati per reati di varia natura. In particolare, il bar è risultato essere utilizzato come punto di ritrovo per i pusher della zona, ai quali è stato ripetutamente sequestrato dello stupefacente già suddiviso in dosi pronte per lo smercio. A riprova, all’atto della notifica, sono stati identificati e denunciati due cittadini stranieri, uno per il possesso di una ventina di grammi di hashish, e l’altro per il possesso di arnesi atti allo scasso; i due sono stati allontanati dall’area a cosidetta “Vigilanza rafforzata”.
Nel medesimo contesto, la titolare è stata sanzionata per 5000 € di sanzioni amministrative, mancando la dichiarazione di ampliamento del locale, l’autorizzazione del dehor e la esposizione del divieto di fumo.
Un terzo cittadino, controllato sempre in corso Palermo, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria in quanto inottemperante alla misura degli arresti domiciliari.
All’interno di una sala scommesse di corso Giulio Cesare personale della Squadra Cinofili ha individuato un soggetto che occultava nelle tasche alcuni involucri di marijuana; scattata la denuncia, anche quest’ultimo è stato allontanato dall’area.
Nel corso dell’operazione, sono state:
  • 66 le persone identificate e controllate complessivamente (36 cittadini stranieri e 16 soggetti con precedenti di polizia);
  • 1 quella arrestata;
  • quelle denunciate in stato libertà;
  • i cittadini stranieri accompagnati in Questura;
  • 20 i veicoli controllati;
  • 9 gli esercizi controllati con la notifica di 1 art. 100;
  • 4 i chilogrammi di sostanza stupefacente sequestrata.

I No Tav tornano in Val di Susa, campeggio vietato: alta l’allerta per il weekend

Il prefetto ha vietato il campeggio ai no Tav. Vietati anche passamontagna e oggetti atti a offendere


Più di 120 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri feriti, un cantiere devastato e danni stimati in circa un milione di euro. È l’eredità lasciata dagli scontri esplosi lo scorso fine settimana in Val di Susa durante la manifestazione del movimento No Tav, una delle giornate più tese degli ultimi anni sul fronte della protesta contro la Torino-Lione.

A distanza di pochi giorni da quei disordini, il movimento si prepara a tornare in valle. Anche questo fine settimana sono previste assemblee, presìdi e momenti di mobilitazione, con l’arrivo di attivisti da diverse parti d’Italia. Una nuova prova che sarà seguita con la massima attenzione dalle forze dell’ordine, impegnate a evitare il ripetersi delle violenze che hanno segnato il precedente appuntamento.

Lo scorso weekend migliaia di manifestanti hanno raggiunto l’area del cantiere di Chiomonte. In una fase della protesta la situazione è rapidamente degenerata: gruppi di attivisti hanno tentato di avvicinarsi alle recinzioni dell’area di lavoro, dando vita a un duro confronto con il dispositivo di sicurezza. Tra lanci di pietre, bombe carta e l’utilizzo di lacrimogeni, gli scontri sono proseguiti per diverse ore, provocando il ferimento di oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine.

Il bilancio è stato pesante anche sotto il profilo economico. Secondo le prime stime, i danni arrecati alle infrastrutture del cantiere ammontano a circa un milione di euro. Nel corso della manifestazione sono state inoltre identificate più di 450 persone, mentre proseguono le indagini della Digos e della Procura attraverso l’analisi dei filmati registrati durante gli incidenti per individuare i responsabili degli episodi di violenza.

Ora l’attenzione si sposta sul nuovo fine settimana di mobilitazione. La presenza delle forze dell’ordine sarà ulteriormente rafforzata nei punti più sensibili della Val di Susa, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e impedire nuovi assalti al cantiere. Sul territorio il clima resta teso: da una parte il movimento No Tav conferma la volontà di proseguire la protesta contro l’opera, dall’altra le istituzioni ribadiscono che i lavori andranno avanti e che eventuali azioni violente saranno contrastate con fermezza.

Autostrade, scatta il piano anti-code: cantieri ridotti per l’esodo estivo

In vista delle settimane di maggiore traffico legate all’esodo estivo, la Regione Piemonte ha riunito il tavolo tecnico dedicato al monitoraggio dei cantieri autostradali, coinvolgendo istituzioni, società concessionarie e gestori della rete per verificare lo stato degli interventi programmati sulle principali arterie che conducono alle località di villeggiatura.

L’incontro, convocato e presieduto dall’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Gabusi, ha avuto l’obiettivo di coordinare le attività di manutenzione per limitare i disagi agli automobilisti, garantendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza e una maggiore fluidità della circolazione nei periodi di massimo afflusso turistico.

Alla riunione ha partecipato anche una rappresentanza della Direzione generale per le autostrade e la vigilanza sui contratti di concessione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a conferma dell’attenzione del Governo nei confronti della gestione della rete autostradale piemontese e del coordinamento con tutti i soggetti coinvolti.

«Abbiamo voluto istituire questo Tavolo perché crediamo che il coordinamento tra Regione, concessionarie e gestori della rete sia fondamentale per programmare i cantieri in modo efficace e ridurre al minimo i disagi per cittadini, lavoratori e turisti – ha dichiarato l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi – Il nostro obiettivo è coniugare la sicurezza – e quindi la necessità di portare avanti gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza della rete – con la fluidità della circolazione, evitando sovrapposizioni e garantendo una pianificazione condivisa degli interventi. È un metodo di lavoro che continueremo a portare avanti anche dopo l’estate, perché il dialogo costante è la chiave per offrire ai piemontesi una rete autostradale sempre più sicura ed efficiente».

I principali interventi

A6 Torino-Savona (Autostrada dei Fiori)
Per tutta la stagione estiva è stato predisposto un piano speciale per agevolare gli spostamenti verso la Liguria. Fino alla fine di settembre, nei fine settimana saranno garantite due corsie nella direzione di traffico prevalente lungo l’intera tratta.

Prosegue inoltre il programma di ammodernamento dell’infrastruttura, con un sensibile miglioramento rispetto allo scorso anno: sono già stati completati gli interventi su 54 viadotti, mentre altri 12 sono in lavorazione e nove dovrebbero essere conclusi entro la fine del 2026. Sul tratto piemontese restano tre cantieri permanenti tra Mondovì, Niella Tanaro, Ceva e Millesimo. Nel periodo di Ferragosto, dal pomeriggio del 7 agosto fino al 17 agosto, i cantieri saranno rimossi o riorganizzati per assicurare sempre due corsie nella direzione più trafficata.

A4 Torino-Milano (SATAP)
I lavori riguardano prevalentemente manutenzioni programmate e aggiornamenti tecnologici. Si tratta di cantieri mobili, con avanzamento progressivo di pochi chilometri, che consentiranno comunque di mantenere almeno due corsie aperte durante il giorno, limitando le ripercussioni sulla circolazione.

A5 Quincinetto-Aosta (SAV)
Dal 24 luglio al 7 settembre i cantieri saranno sospesi nei fine settimana, permettendo la percorribilità dell’intera autostrada con due corsie per senso di marcia. Nei giorni feriali potranno essere presenti esclusivamente interventi di breve durata.

Resta invece chiuso fino a giugno 2027 il raccordo del Gran San Bernardo per consentire l’adeguamento delle gallerie Côte de Sorrelay e Signayes.

Dopo il 7 settembre prenderanno il via nuovi interventi sul viadotto Arnard e, successivamente, sul viadotto Garin e nella galleria Montjovet, con deviazioni di carreggiata e una corsia disponibile per senso di marcia.

A32 Torino-Bardonecchia (SITAF)
Dal 7 al 30 agosto tutti i cantieri saranno sospesi nei fine settimana e nei giorni festivi, garantendo due corsie di marcia per ciascuna direzione.

Fino al 7 agosto saranno attivi cinque cantieri con chiusura della corsia di sorpasso, ridotti a uno durante il primo fine settimana di agosto. Tra il 7 e il 23 agosto resteranno operativi soltanto due cantieri nelle gallerie Prapontin e Cels, anch’essi sospesi nei weekend. Dal 24 agosto riprenderanno anche gli interventi nella galleria Giaglione, mentre dal 31 agosto sarà avviato un ulteriore cantiere permanente allo svincolo di Chiomonte, con durata prevista di circa 45 giorni.

Rete Ivrea-Torino-Piacenza (ITP)
Gli interventi estivi interesseranno soprattutto la Tangenziale di Torino e l’A5 Torino-Quincinetto. Sulla A55 sono previsti lavori di consolidamento dello svincolo Drosso, interventi sui ponti del Rio Tepice e della Gora del Mulino, oltre al ripristino di cordoli e barriere danneggiati.

Sull’A5 proseguirà invece la gestione del viadotto Camolesa, dove rimarrà la deviazione provvisoria a una corsia per senso di marcia in vista dell’avvio dei lavori definitivi. Sull’A21 Torino-Piacenza, invece, non sono programmati cantieri inamovibili durante il periodo estivo.

Autostrade per l’Italia: A26 e A7
Gli interventi previsti tra luglio e settembre interesseranno soprattutto ponti, viadotti e barriere di sicurezza lungo l’A26 Genova-Gravellona Toce e i collegamenti con l’A7 e la D26.

Tra le opere principali figurano la sostituzione dei giunti dei viadotti Tiasca e Tanaro e il rinnovo delle barriere di sicurezza in diversi tratti della rete, compresi gli svincoli di Novi, Vercelli Ovest e Serravalle Scrivia. I lavori sono stati distribuiti nell’arco dell’estate per contenere l’impatto sul traffico, privilegiando riduzioni temporanee di corsia nei soli tratti interessati.

Dopo la sperimentazione positiva diventano definitive quattro aree pedonali

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Erano nate come sperimentazioni per rispondere alle richieste di residenti, scuole e Circoscrizioni. Oggi diventano definitive. La Giunta comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato la trasformazione delle aree pedonali di via Aquileia, via Doria, via Fattori e via Coazze in provvedimenti permanenti, al termine di un periodo di monitoraggio che ne ha confermato l’efficacia.

“Le sperimentazioni ci permettono di verificare sul campo gli effetti delle trasformazioni urbane prima di renderle definitive. In questi quattro casi il monitoraggio ha confermato che gli spazi sono diventati più vivibili e più sicuri per pedoni e studenti, senza creare criticità significative per la circolazione – spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –.  È il risultato di un percorso costruito insieme a scuole, residenti e Circoscrizioni, che ci consente oggi di consolidare interventi capaci di migliorare la qualità dello spazio pubblico e la sicurezza degli spostamenti a piedi”.

Le quattro aree pedonali sono state avviate in momenti diversi. La prima di questo gruppo è stata quella di via Aquileia, dove il tratto davanti alla scuola, tra corso Sicilia e il civico 5/d, era stato chiuso al traffico in via sperimentale fin dal settembre 2024. Le successive proroghe hanno consentito di affinare il provvedimento, risolvendo anche le criticità iniziali legate alla sosta abusiva. In via Doria, nel tratto tra via Accademia Albertina e via San Francesco da Paola, la sperimentazione era invece iniziata nel settembre 2025. Nello stesso periodo era stata avviata anche quella di via Fattori, dove, tra via Marsigli e largo Bardonecchia, erano state installate transenne fisse per creare una zona scolastica protetta. Via Coazze, infine, nel tratto compreso tra via Saffi e via Almese, è diventata pedonale nell’ambito dell’intervento di riqualificazione dello spazio pubblico promosso dalla Circoscrizione 3 su richiesta dei residenti e finanziato con fondi europei. Il progetto ha interessato anche il giardino pubblico adiacente e una parte di via Almese, con nuovi spazi verdi, arredi urbani, punti luce a LED e l’eliminazione delle barriere architettoniche, rendendo l’intera area più accessibile, sicura e fruibile.

I riscontri positivi raccolti sul campo, uniti al parere favorevole dei quartieri, hanno spinto l’amministrazione a convertire le limitazioni provvisorie in provvedimenti stabili, dando così stabilità e valore definitivo alle nuove aree pedonali.