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Eredità Agnelli, John Elkann verso il processo

Oggi la Procura della Repubblica di Torino ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis e amministratore delegato di Exor, e del commercialista Gianluca Ferrero, nell’ambito dell’indagine sulla residenza fiscale italiana di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Nel corso dell’udienza preliminare di oggi, il procedimento è stato rinviato al 22 giugno per consentire l’unificazione con altri due fascicoli ancora aperti, tra cui uno che coinvolgerebbe il notaio Remo Morone.

L’inchiesta, che riguarda la successione e la residenza fiscale ha  origine dalla cosiddetta “imputazione coatta” disposta lo scorso dicembre da un giudice, dopo il parziale rigetto della richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, includono truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta.

L’indagine è stata avviata in seguito a un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia di Gianni, da tempo impegnata in una causa civile per la revisione dell’eredità familiare. Al centro dell’inchiesta vi è la residenza di Marella Caracciolo, scomparsa nel 2019: secondo l’accusa, la sua presunta residenza in Svizzera sarebbe stata fittizia e costruita attraverso artifici e raggiri per aggirare la normativa fiscale italiana in materia di successioni

L’arcivescovo Repole su Trump: “Inimmaginabili offese a papa Leone, linguaggio intimidatorio”

Il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa è intervenuto sulle dichiarazioni di Trump contro Papa Leone XIV, esprimendo “dolore ed amarezza”.

In un comunicato stampa, il cardinale  ha fatto riferimento agli attacchi del Presidente USA Donald Trump contro Papa Leone XIV e ha detto: “Sono certo di interpretare il sentimento dei fedeli delle Chiese di Torino e di Susa esprimendo dolore e amarezza, ma anche sostegno e affetto a Leone XIV dopo le inimmaginabili offese pronunciate dal presidente americano Donald Trump nei confronti del Papa, colpito con arroganza e volgarità senza precedenti per aver denunciato l’ingiustizia e la violenza delle guerre che stanno devastando il mondo. Inquietante il linguaggio intimidatorio, culminato con l’avvertimento che “il Papa dovrebbe darsi una regolata”. “Gli attacchi al Vescovo di Roma, ripresi anche dopo la scomparsa di Papa Francesco, mostrano con chiarezza che il bersaglio non sono i Papi, ma il Vangelo della pace e della giustizia”.

Torino e il Piemonte in Canada alla ricerca di nuovi investimenti

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Attrarre nuovi investimenti in Piemonte, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale e consolidare le relazioni con uno dei mercati più avanzati e strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute, sono gli obiettivi alla base della missione dal 13 al 16 aprile in Canada con tappe a Montréal (13-14 aprile) e Toronto (15-16 aprile), a cui partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere PiemonteCamera di commercio di TorinoCeipiemonte, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione, tra cui Politecnico di TorinoUniversità degli Studi di TorinoUniversità del Piemonte Orientale, il Bioindustry Park Silvano Fumero e il Distretto Aerospaziale Piemonte, in collaborazione con il governo del Quebéc e con il sistema Italia.

La missione è guidata dall’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e da quello alla Sanità Federico Riboldi e vede la partecipazione di una delegazione istituzionale composta dai principali attori del sistema regionale tra cui la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, il presidente di Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino, il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone.

«Questa missione si inserisce nella strategia di rafforzamento del posizionamento internazionale del Piemonte, utile per attrarre investimenti qualificati. Québec e Ontario sono partner naturali: economie avanzate, con una forte integrazione tra industria, università e centri di ricerca, e con filiere tecnologiche compatibili e complementari alle nostre – dichiara l’assessore all’Internazionalizzazione e attrazione investimenti, Andrea Tronzano – In particolare nell’aerospazio e nelle tecnologie avanzate esistono già collaborazioni e presenze industriali che dimostrano la solidità di questo asse. Il nostro obiettivo è trasformare gli incontri istituzionali e industriali in risultati concreti: investimenti, progetti comuni e rafforzamento delle catene del valore. Il Piemonte si propone al Canada quale porta di accesso all’Europa, con un ecosistema competitivo e una forte capacità manifatturiera, coniugate a strumenti regionali in grado di accompagnare le imprese nel loro percorso di insediamento e crescita».

«La missione in Canada rappresenta un passaggio strategico per rafforzare il posizionamento internazionale del Piemonte anche nel settore sanitario, non soltanto sul piano dell’assistenza clinica, ma soprattutto su quello della ricerca, dell’innovazione e della sperimentazione. Insieme a Bioindustry Park Silvano Fumero di Colleretto Giacosa visiteremo alcuni tra i principali centri ospedalieri e gruppi sanitari di riferimento nelle aree di Montreal e Toronto, selezionati per l’eccellenza nella ricerca biomedica e nella sperimentazione clinica – spiega l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – L’obiettivo è costruire relazioni stabili con questi hub d’eccellenza, avviando collaborazioni concrete capaci di tradursi in progetti pilota comuni, sperimentazioni cliniche condivise, scambi di competenze tra professionisti e ricercatori e partnership in grado di attrarre investimenti e nuove opportunità per il nostro ecosistema sanitario e scientifico. Il confronto con queste realtà ci consentirà di approfondire modelli avanzati di ricerca traslazionale, trasferimento tecnologico e applicazione dell’intelligenza artificiale alla diagnosi, alla medicina predittiva e alla personalizzazione delle cure. Il Piemonte dispone di un patrimonio straordinario di ricerca scientifica, competenze cliniche, universitarie e industriali nel campo delle scienze della vita: questa missione serve a mettere in connessione il nostro sistema con i grandi centri internazionali, affinché la nostra sanità possa crescere non solo in qualità dei servizi, ma anche in capacità di produrre innovazione, ricerca e sviluppo al servizio dei cittadini».

«Oltre a un incontro con le rappresentanze istituzionali della Città di Vaughan, centro di un importante ateneo, obiettivo della missione sarà quello di mostrare le opportunità di investimento e collaborazione che partnership con la Città di Torino possono offrire a investitori, centri di ricerca e atenei che vogliono collaborare su progetti cruciali per lo sviluppo sociale, turistico e industriale. La condivisione di strategie e buone pratiche con realtà estere può portare investimenti, creare posti di lavoro e aiutare a crescere i territori coinvolti» sottolinea la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, precisando che per la Città di Torino, la missione ha come obiettivo la creazione di sinergie e la condivisione di best practice con città d’oltreoceano che ospitano poli di formazione e centri produttivi con importanti punti di contatto con quelli del territorio torinese.

«La missione è anche strumento per aprire rapporti internazionali con il mondo imprenditoriale canadese con il quale Torino e il Piemonte hanno da sempre intessuto ottime relazioni, anche grazie a particolari affinità, come la presenza a Torino e a Montreal di distretti aerospaziali di eccellenza internazionale e il coinvolgimento della città di Vaughan, capitale canadese dell’automotive, venuta in visita a Torino lo scorso ottobre, alla ricerca di contatti, competenze e tecnologie» aggiunge Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino che ha in programma una serie di incontri con la Canadian Chamber of Commerce, la Camera di commercio di Montreal e la Ontario Chamber of Commerce che si è aggiudicata l’organizzazione dell’edizione 2027 del World Chambers Congress, il prestigioso evento biennale che riunisce le Camere di commercio di più di 100 paesi, che si era svolto a Torino nel 2015.

«La missione istituzionale in Canada consolida un’alleanza strategica con un mercato stabile e ricco di materie prime. In un contesto globale complesso, il Piemonte punta sull’internazionalizzazione per tutelare le eccellenze del manifatturiero e dell’agroalimentare. Il Sistema delle Camere di commercio opera come braccio operativo per promuovere il territorio come destinazione d’eccellenza per i capitali esteri. Attraverso tavole rotonde e incontri mirati, valorizziamo i nostri ecosistemi di frontiera – dall’aerospazio all’intelligenza artificiale – come motori per l’attrazione di nuovi investimenti. L’obiettivo è rafforzare le sinergie con la comunità imprenditoriale canadese, già presente in regione con 143 imprenditori, garantendo proiezione mondiale e sviluppo economico al territorio» commenta il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino.

«Questa missione congiunta in Canada rappresenta un passaggio strategico per valorizzare un modello integrato di filiera, in cui istituzioni, imprese e centri di ricerca operano in modo coordinato. Il territorio dimostra così di poter esprimere tutti gli attori chiave necessari allo sviluppo e alla competitività internazionale. In questo contesto, il Politecnico rafforza il proprio ruolo offrendo percorsi formativi dedicati e consolidando un centro interdipartimentale capace di sostenere innovazione e trasferimento di competenze», dichiara Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, che vede nell’internazionalizzazione e nella creazione di reti uno degli assi chiave delle attività di sviluppo. Il focus della missione del Politecnico di Torino è promuovere le attività aerospaziali dell’Ateneo e in particolar modo il nascente Centro Interdipartimentale per Aerospazio del Politecnico di Torino, IDEAS, che opererà in stretta sinergia con le piccole, medie e grandi imprese del territorio per rendere ancora più competitivo l’ecosistema aerospaziale piemontese in Italia e oltre i confini nazionali. Durante la missione canadese l’ateneo sarà infatti rappresentato da Nicole Viola, coordinatrice del Centro Interdipartimentale.

«La missione in Canada è un passaggio importante per rafforzare la dimensione internazionale dell’Università di Torino e costruire nuove collaborazioni non solo sul piano accademico e scientifico, ma anche con l’ecosistema imprenditoriale e dell’innovazione. Oggi più che mai, infatti, la capacità di mettere in relazione università, ricerca e impresa è decisiva per generare sviluppo, attrarre talenti e creare valore per l’intero territorio» sottolinea il vicerettore all’innovazione e alla valorizzazione delle conoscenze, Marco Pironti.

«La missione rappresenta l’avvio di un percorso strategico per instaurare relazioni scientifiche e progettualità specifiche di alto profilo in settori chiave per il futuro. La possibilità di interagire con ecosistemi d’avanguardia ci permette di offrire ai nostri ricercatori contesti di eccellenza e di riaffermare il ruolo centrale dell’Università nella creazione di valore e nell’innovazione a beneficio della crescita culturale e sociale della nostra comunità» dichiara Menico Rizzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale che partecipa alla missione nell’ambito di una regia unitaria promossa dalla Regione Piemonte, volta a rafforzare il posizionamento scientifico, tecnologico e industriale del territorio. Per l’Ateneo, l’iniziativa si inserisce in una precisa strategia di internazionalizzazione che punta a sviluppare collaborazioni strutturate e durature con altri poli di innovazione. L’obiettivo è quello di valorizzare le proprie competenze d’eccellenza, promuovere l’attrazione di talenti e favorire il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo regionale, ponendo le basi per percorsi di cooperazione che possano consolidarsi in futuro.

«Questa missione in Canada mostra un grande impegno organizzativo da parte del sistema Piemonte e del Centro Estero – dichiara il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone – che prevede più di 50 incontri tra Montréal e Toronto con stakeholder, associazioni, poli di innovazione, centri di ricerca, ospedali, investitori e importanti player industriali per attivare contatti qualificati, consolidare relazioni già esistenti e avviare nuove collaborazioni. Tutto il team di Ceipiemonte è stato coinvolto per presentare le filiere di eccellenza della nostra Regione – dall’aerospazio all’automotive, fino al medicale e alle tecnologie sostenibili – e un’offerta di competenze e opportunità di investimento. Partiamo da una base solida: la nostra divisione Attrazione Investimenti ha attualmente in gestione oltre 50 progetti provenienti dal Canada intercettati solo negli ultimi anni, e questa missione ci consentirà di consolidare ulteriormente i legami esistenti e incoraggiare nuove iniziative e partnership in settori strategici di interesse comune».

«La presenza del DAP al principale evento aerospaziale a Montreal l’International Aerospace Innovation Forum (IAIF) 2026 – dichiara Maurizio De Mitri Presidente Distretto Aerospaziale Piemonte – è l’occasione per presentare il nostro settore strategico, dove tradizione, innovazione e competenze sono a disposizione dei principali attori nazionali e internazionali attraverso una filiera completa caratterizzata da know-how, capacità tecniche, manifattura di alto livello. Un’ occasione di networking con i principali cluster aerospaziali canadesi come quello di Montréal, il Québec è il più grande hub aerospaziale del Canada e uno dei tre più grandi al mondo (insieme a Seattle e Tolosa). Il Québec rappresenta da solo oltre il 50% dei ricavi dell’intera industria aerospaziale canadese e quasi la metà dei posti di lavoro del settore. La regione è specializzata in assemblaggio di aeromobili, produzione di motori, avionica, simulatori di volo e manutenzione. Il distretto dell’Ontario di cui Ottawa è considerata un hub nazionale importante per la difesa, la sicurezza e l’aerospazio e quello del Canada Occidentale (Winnipeg, Manitoba & British Columbia) dove Winnipeg, specializzato nel settore MRO (Manutenzione, Riparazione e Revisione), che concentra qui una quota significativa dell’attività nazionale. Il Canada possiede una delle industrie aerospaziali più importanti al mondo, classificandosi spesso tra i primi cinque paesi a livello globale per fatturato e occupazione nel settore. Questo viaggio istituzionale consente al Piemonte di presentare un ecosistema unico, un hub strategico caratterizzato da una forte collaborazione tra enti, mondo imprenditoriale, mondo accademico e ricerca scientifica».

«La missione si inserisce in una strategia di rafforzamento delle collaborazioni internazionali del Bioindustry Park e del Cluster bioPmed nel campo delle scienze della vita, con l’obiettivo di consolidare partnership con enti di ricerca, ospedali e imprese. L’incontro con realtà canadesi di riferimento a livello internazionale sarà un’occasione per rafforzare lo sviluppo di modelli avanzati di innovazione e trasferimento tecnologico, orientati alla crescita e competitività delle imprese, nonché per approfondire le prospettive di cooperazione scientifica e clinica, in coerenza con il percorso di sviluppo dei nuovi IRCCS in Piemonte, di eccellenze regionali e reti strutturate» spiega Antonio Salvi, presidente di Bioindustry Park Silvano Fumero spa.

La missione ha lo scopo di consolidare e rafforzare relazioni commerciali con un Paese che offre opportunità rilevanti in ambiti strategici per il Piemonte quali aerospazio, cleantech, edilizia sostenibile, scienze della vita, agroalimentare evoluto, manifattura avanzata, design e tecnologie digitali. Nona economia al mondo, il Canada è per le imprese piemontesi un mercato estremamente appetibile: l’interscambio commerciale con l’Italia è pari a 8,9 miliardi di euro, con un saldo positivo per il nostro Paese di 3,7 miliardi. In particolare per il Piemonte, il saldo è positivo per 416 milioni con 619 milioni di esportazioni e un interscambio totale di 822 milioni di euro. Le vendite commerciali riguardano principalmente i prodotti alimentari (23%), mezzi di trasporto (22,3%), macchinari e apparecchiature industriali (20,5%), con una quota rilevante (36%) concentrato nell’area torinese.

Sul fronte degli investimenti, il Piemonte accoglie attualmente cinque imprese canadesi, articolate in sette stabilimenti e circa 1.600 addetti, con una presenza concentrata nei comparti automotive, medicale e packaging. Un radicamento industriale in evoluzione, che si affianca alla crescente proiezione internazionale di aziende piemontesi attive in Canada – tra cui Mecaer Aviation Group, Comau, Vibac, Ferrero, Eataly, Zegna, Damiani – e testimonia un rapporto bilaterale sempre più dinamico e integrato.

Il Québec si distingue come uno dei principali hub globali dell’aerospazio, con Montréal tra i primi cluster mondiali per densità industriale e capacità ingegneristica, nonché per la presenza di filiere avanzate nei materiali, nella simulazione, nell’intelligenza artificiale e nei sistemi dual-use. L’Ontario rappresenta il principale motore economico del Paese e uno degli ecosistemi industriali più rilevanti del Nord America, con Toronto come hub finanziario, tecnologico e manifatturiero avanzato, fortemente integrato nelle catene del valore nordamericane.

Agli incontri istituzionali con il ministro per relazioni internazionale e della francofonia del Quebec, Christipher Skeete, e con quello dello Sviluppo economico dell’Ontario, Victor Fedeli, rappresentanti della municipalità di Montréal, si aggiunge una fitta agenda di appuntamenti con realtà del Sistema Italia – Consolati, ICE, Camere di Commercio -, che rappresenteranno un passaggio chiave per definire le prossime azioni di sviluppo delle relazioni tra Piemonte e Canada, momenti di networking istituzionale con la business community canadese e la comunità italo-canadese, anche nell’ambito delle iniziative legate alle Giornate del Made in Italy, incontri con aziende e realtà imprenditoriali.

La prima tappa della missione è l’International aerospace innovation forum IAIF di Montréal, in Québec, evento biennale che riunisce aziende leader del settore a cui partecipano anche rappresentanti di Thales Alenia Space dall’Italia. La partecipazione al Forum, arrivato alla decima edizione, è il frutto della collaborazione durante l’ultima edizione degli Adm, Aerospace & Defense Meetings Torino, di dicembre 2025, a cui hanno partecipato cinque aziende del Quebec e il distretto aerospaziale AeroMontreal, e ha l’obiettivo di rafforzare i rapporti di collaborazione tra il distretto canadese e quello piemontese che lì presenta le proprie eccellenze produttive e di ricerca avanzata.

Il Québec rappresenta infatti un mercato importante per le aziende piemontesi dell’aerospazio perché ospita uno dei principali ecosistemi globali della simulazione e dell’addestramento avanzato, dove convergono intelligenza artificiale, sistemi immersivi, avionica e piattaforme dual-use. Questo contesto apre spazi concreti per imprese piemontesi attive in meccanica di precisione, elettronica avanzata, software embedded e sistemi integrati. In questo contesto si inserisce l’incontro con il gruppo CAE, leader globale nella simulazione e addestramento e numerosi incontri mirati di attrazione investimenti.

A questo si aggiungono una serie di incontri con cluster e organismi strategici, ad esempio nel campo delle scienze della vita, con l’incontro con il Montréal InVivo, dell’intelligenza artificiale, con la visita a IVADO, Istituto che riunisce università, imprese e centri di ricerca per sviluppare e trasferire competenze avanzate in intelligenza artificiale, data science e ottimizzazione, favorendo l’innovazione e le applicazioni industriali, oltre ad altri centri riconosciuti per l’integrazione tra ricerca, trasferimento tecnologico e pratica clinica.

Dopo Montréal la missione fa tappa a Toronto, in Ontario, cuore dell’industria automotive canadese, con una filiera integrata che comprende OEM, fornitori Tier 1 e centri di R&S, che offre opportunità concrete per partnership industriali, co-sviluppo tecnologico e inserimento in supply chain nordamericane. Qui, il programma si concentra su innovazione digitale, industria creativa e mobilità, con incontri con università, agenzie per lo sviluppo e operatori del settore automotive e infrastrutturale.

È ricca anche l’agenda sul fronte sanitario, che coinvolge l’assessorato regionale alla Sanità e i vertici di Bioindustry Park e bioPmed, con incontri e visite ad alcuni tra i principali centri ospedalieri e istituzioni accademiche e cliniche di rilievo internazionale, tra cui l’Ontario Institute for Cancer Research, la McGill University, l’Humber River Hospital. Particolare rilievo riveste inoltre l’incontro con il SickKids Research Institute, centro di riferimento globale per la ricerca pediatrica avanzata, affiliato al The Hospital for Sick Children.

Arredi di marca contraffatti, 14 denunciati dalle Fiamme Gialle

Quattordici persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza al termine di un’indagine su un traffico di prodotti contraffatti legati ai marchi più noti dell’arredamento italiano. L’operazione ha portato al sequestro di circa 6.500 articoli, tra lampade e sedute.

L’intervento, denominato “Gamba corta”, è stato condotto dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino, con perquisizioni effettuate in diverse regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia e Campania.

Grazie all’analisi della documentazione e al monitoraggio dei flussi commerciali, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera filiera: dall’importazione dei prodotti dall’estero, soprattutto dalla Cina, fino alla loro distribuzione sul territorio nazionale attraverso una rete composta da 13 aziende coinvolte.

Energia pulita senza sacrificare i campi: la svolta della Regione

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INVESTIMENTI GUIDATI VERSO AREE INDUSTRIALI E GIÀ COMPROMESSE PER ENERGIA PULITA E COMPETITIVITÀ

Il disegno di legge sarà ora sottoposto all’esame del Consiglio regionale.

Il presidente Cirio e l’assessore Marnati: «Passo decisivo verso la piena attuazione della transizione ecologica e l’indipendenza energetica del nostro territorio»

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, il disegno di legge che disciplina e individua ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento dà attuazione all’articolo 11 bis, comma 3, del decreto legislativo n. 190 del 25 novembre 2024.

L’obiettivo è favorire il raggiungimento dei target di sviluppo delle energie rinnovabili fissati al 2030. Il testo passerà ora al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.

“Con questo disegno di legge intendiamo fornire criteri chiari, certi e trasparenti agli investitori per l’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici sul territorio regionale – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – La priorità è stata assegnata alle aree già compromesse e antropizzate dall’attività umana: edifici, parcheggi, siti da bonificare, aree industriali dismesse, nonché infrastrutture come ferrovie e autostrade. Una scelta precisa, che risponde all’esigenza di tutelare i suoli agricoli produttivi, che per il Piemonte rappresentano un patrimonio inestimabile, fatto di colture uniche, di altissima qualità e di grande valore identitario ed economico. Allo stesso tempo, si favorisce lo sviluppo di impianti nelle aree limitrofe ai poli industriali, con l’obiettivo di sostenere il sistema produttivo regionale. Garantire alle imprese la possibilità di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, significa ridurre i costi energetici, rafforzare la competitività e accompagnare concretamente il percorso verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo modo, coniughiamo sviluppo energetico, tutela del territorio e crescita economica, offrendo una visione equilibrata e sostenibile per il futuro del nostro Piemonte”.

Il dettaglio del provvedimento

Il disegno di legge si colloca nel quadro normativo definito dal decreto legislativo 190/2024, che ha già individuato una prima serie di aree idonee per impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER), demandando alle Regioni l’individuazione di ulteriori spazi nel rispetto dei criteri nazionali.

In sintesi, il provvedimento punta a conciliare lo sviluppo delle rinnovabili con la tutela del territorio, orientando gli investimenti verso aree già compatibili dal punto di vista ambientale e urbanistico. Parallelamente, prevede una semplificazione delle procedure autorizzative, mantenendo comunque attenzione alle esigenze locali e agricole.

La norma non interviene sull’intero sistema, ma si concentra sull’individuazione di nuove aree idonee, aggiuntive rispetto a quelle già stabilite a livello statale. In tali aree saranno applicate procedure più snelle e tempi ridotti, pur garantendo le necessarie valutazioni paesaggistiche.

L’obiettivo è contribuire al raggiungimento dei target regionali al 2030, pari a circa 5.000 MW di nuova potenza installata. A questo scopo viene introdotto il principio dello sviluppo sostenibile come riferimento guida, insieme a limiti precisi per la tutela del suolo agricolo: le superfici utilizzabili per nuovi impianti non potranno superare lo 0,8% a livello regionale e il 2% per ciascun comune.

Dal punto di vista operativo, vengono privilegiate aree già compromesse o antropizzate, come siti da riqualificare, zone industriali o logistiche, contesti con impianti esistenti da potenziare e aree di interesse nazionale. È inoltre incentivata l’integrazione con sistemi di accumulo energetico e prevista la definizione di criteri anche per impianti di accumulo indipendenti.

Particolare attenzione è riservata al rapporto con il territorio: la Regione definirà strumenti per garantire la continuità delle attività agricole, promuoverà l’installazione di fotovoltaico nelle nuove strutture commerciali e aggiornerà la pianificazione energetica. Attraverso sistemi digitali di monitoraggio sarà possibile controllare la diffusione degli impianti ed evitare concentrazioni eccessive.

Il testo introduce anche regole per gestire il cosiddetto “effetto cumulo”, ossia la presenza di più impianti nella stessa area, prevedendo in alcuni casi procedure autorizzative più articolate per valutare meglio gli impatti.

Infine, viene rafforzato il principio di compensazione territoriale: i nuovi impianti, soprattutto quelli di grandi dimensioni, dovranno prevedere interventi a favore delle comunità locali, come misure di efficientamento energetico, promozione dell’autoconsumo e sviluppo delle comunità energetiche, senza nuovi oneri per la finanza pubblica e garantendo continuità ai procedimenti già avviati.

A Torino le “Soluzioni” di Biennale Tecnologia 2026 

“In che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo?” È questa la domanda al centro della quinta edizione della Biennale Tecnologia, presentata nei giorni scorsi alle Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo. La manifestazione, per la quale quest’anno è stato scelto il titolo ‘Soluzioni’, dal 15 al 19 aprile trasformerà Torino in un vero e proprio laboratorio diffuso di idee, visioni e confronto.

“Con Biennale Tecnologia vogliamo stimolare una riflessione ampia e collettiva – commenta Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino e presidente della manifestazione – perché affrontare questioni articolate alla base delle scelte a cui è chiamata la società implica indagini multidimensionali per determinare soluzioni alternative. La condivisione dei saperi tecnologici, propri di un ateneo come il nostro, diventa una missione sempre più attuale. La quinta edizione di questa manifestazione si spinge quindi, per la prima volta, oltre i muri del nostro campus e raggiunge il centro città e i luoghi storici tradizionalmente dedicati al dialogo con la società”.

L’obiettivo della Biennale è individuare vie praticabili e condivise per il bene collettivo. “Abbiamo scelto come tema ‘Soluzioni’ – sottolinea Guido Saracco, curatore della manifestazione – perché la prossima Biennale Tecnologia promette di affrontare le più grandi sfide al crocevia tra tecnologie e società, offrendo possibili e concrete risposte per restituire consapevolezza e fiducia alla società”.

Per raggiungere questo scopo, il Politecnico porta oltre 120 eventi e 300 ospiti internazionali in musei, teatri e piazze, dalla piazza centrale, che ospiterà i prototipi degli studenti, fino alle OGR e al Museo Egizio, dove la tecnologia dialogherà con arte, sociologia e vita quotidiana.

Nel suo saluto, l’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta ha sottolineato “l’importanza della collaborazione della Città con il Politecnico, che offre strumenti concreti e supporto nella progettazione di percorsi innovativi. La ricerca ci permette di prendere decisioni basate sui dati e di costruire buone politiche. Eventi come la Biennale Tecnologia sono occasioni preziose a livello culturale per far comprendere a tutti quanto l’innovazione e la tecnologia possano contribuire allo sviluppo della città, anche attraverso modalità più accessibili e coinvolgenti”.

La manifestazione vuole superare le contrapposizioni tra entusiasmo acritico e diffidenza verso l’innovazione, creando uno spazio di confronto tra scienze, arti e società civile. Le grandi trasformazioni contemporanee – ambientali, energetiche, sociali, economiche e digitali – vengono affrontate per individuare risposte concrete, condivise e applicabili.

L’apertura, mercoledì 15 aprile, sarà affidata a un binomio d’eccezione: il fisico Alessandro Vespignani con una lectio sulla co-evoluzione tra uomo e intelligenza artificiale, e lo spettacolo teatrale di Marco Paolini dedicato al destino del Po, in scena alle OGR. Tra i protagonisti dell’edizione figurano anche la co-fondatrice di Mozilla Mitchell Baker, lo scrittore Joe R. Lansdale, il filosofo Paolo Benanti e il divulgatore Dario Bressanini, insieme a numerosi artisti, scienziati e pensatori che daranno vita a un dialogo collettivo sui temi più urgenti del nostro tempo.

Il programma spazia dalla geopolitica della tecnologia alla democrazia digitale, dall’intelligenza artificiale alla creatività, dalla sostenibilità ambientale alle nuove frontiere della medicina, fino all’esplorazione spaziale e al futuro del lavoro. L’approccio interdisciplinare punta a colmare il divario tra scienze tecnologiche e scienze umane, nel segno del claim Tech Cultures.

Una novità importante di questa edizione è la dimensione diffusa: per la prima volta la manifestazione esce dai confini del campus, coinvolgendo luoghi simbolo della città come OGR Torino, Teatro Regio, Museo Egizio e Piazza San Carlo, trasformando l’intera città in protagonista dell’evento.

Accanto agli incontri, Biennale Tecnologia propone spettacoli e installazioni. Teatro, musica e arti visive diventano strumenti per esplorare il presente e immaginare il futuro, con produzioni originali di Prometeo Tech Cultures e mostre come Framing Problems e Dati sensibili, che riflettono sul rapporto tra tecnologia, informazione e società attraverso linguaggi artistici contemporanei.

Particolare attenzione è dedicata ai giovani e alla divulgazione, con iniziative per le scuole, un campus residenziale per studenti provenienti da tutta Italia e attività per bambini e famiglie. Il programma Tecnologia Diffusa porta incontri e laboratori nei quartieri della città già nelle settimane precedenti l’evento, rafforzando il legame con il territorio.

Biennale Tecnologia si conferma così come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti in Italia e in Europa, capace di intrecciare ricerca, innovazione e partecipazione. Per cinque giorni, Torino diventa uno spazio condiviso per interrogarsi sul presente e costruire insieme possibili soluzioni per il futuro.

TorinoClick

Sospetta intossicazione alimentare per una decina di persone in hotel a Bardonecchia

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Otto turisti  in un hotel nella zona di Campo Smith, a Bardonecchia, sono rimasti coinvolti in una sospetta intossicazione alimentare che ha interessato diversi ospiti della struttura. A darne notizia è stato il 118 di Azienda Zero. L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di oggi, domenica 12 aprile, dopo pranzo, quando alcune persone hanno iniziato ad accusare malori compatibili con l’ingestione di cibo contaminato.

Immediata la risposta dei soccorsi: il 118 ha inviato sul posto più ambulanze per assistere i pazienti. Complessivamente, sono dieci le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche, ma fortunatamente nessuna versa in condizioni gravi.

Di queste, otto sono state trattate direttamente sul luogo dell’evento: cinque sono state trasferite all’ospedale di Rivoli per ulteriori accertamenti, mentre altre tre sono state accompagnate all’ospedale di Susa. Le restanti due persone, con sintomi più lievi, si sono recate autonomamente al pronto soccorso.

Le condizioni generali non destano preoccupazione, ma restano ancora da chiarire le cause precise dell’episodio.

Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier. Adesioni entro il 15 aprile

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE 

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

TorinoClick

Torino investe sulle scuole: energia green e nuovi progetti sociali

La Città di Torino prosegue su un doppio binario strategico che guarda al futuro degli edifici scolastici: da un lato l’efficientamento energetico, dall’altro la rigenerazione sociale degli spazi non più utilizzati. Due interventi distinti ma complementari, approvati dalla Giunta comunale, che raccontano una visione più ampia di sostenibilità urbana, ambientale e sociale.

Sul fronte energetico, con il Piano EfficienTO, l’amministrazione ha dato il via a un nuovo pacchetto di lavori da circa 2,5 milioni di euro che interesserà cinque complessi scolastici cittadini. Gli interventi – affidati a Iren Smart Solutions – prevedono la sostituzione dei sistemi di illuminazione con tecnologia LED, l’installazione di valvole termostatiche intelligenti, pompe ad alta efficienza e sistemi di monitoraggio digitale dei consumi. In alcuni edifici si interverrà anche sulle strutture, migliorando isolamento e prestazioni termiche. L’obiettivo è ridurre consumi ed emissioni, rendendo le scuole ambienti più moderni, sostenibili e confortevoli. Il piano complessivo punta a riqualificare circa 850 immobili pubblici entro il 2030, con un investimento di oltre 100 milioni di euro.

Parallelamente, la città affronta un’altra sfida strutturale: il calo demografico e la conseguente dismissione di alcuni edifici scolastici. Quattro ex scuole per l’infanzia, rimaste vuote negli ultimi anni, saranno ora restituite alla collettività grazie alla loro assegnazione a enti del Terzo Settore. Gli spazi di via Guidobono, via Brissogne, via Venaria e via Invernizio ospiteranno nuovi progetti educativi, sociali e inclusivi, trasformandosi in centri di comunità.

Le nuove destinazioni prevedono, tra le altre cose, un polo dedicato all’inclusione e al sostegno delle fragilità, centri educativi e culturali, attività per minori e famiglie, iniziative per la terza età e spazi di cittadinanza attiva per i giovani. Gli enti coinvolti investiranno risorse proprie per riqualificare gli immobili e avviare le attività, con l’obiettivo di creare presidi stabili nei quartieri, capaci di rispondere ai bisogni sociali emergenti.

Le due operazioni si inseriscono in una strategia più ampia dell’amministrazione torinese: da un lato migliorare l’efficienza e la sostenibilità del patrimonio pubblico ancora in uso, dall’altro dare nuova vita agli edifici inutilizzati, evitando degrado e abbandono. In entrambi i casi, il risultato è un rafforzamento del ruolo delle scuole – attive o riconvertite – come punti di riferimento per la comunità.

Torino, così, prova a trasformare una criticità in opportunità: innovare gli spazi educativi esistenti e, allo stesso tempo, reinventare quelli del passato per costruire nuove forme di socialità, inclusione e sviluppo urbano.

Fonte: TorinoClick

La guerra in Medio Oriente mette a rischio l’economia del Piemonte?

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Senza misure tempestive, a rischio produzione, servizi, consumi e occupazione

Le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, insieme alle dinamiche speculative che ne derivano, stanno provocando forti ripercussioni sui mercati energetici globali, con effetti che si riflettono sempre più chiaramente anche sull’economia della Regione Piemonte.

In assenza di interventi rapidi e strutturali a livello europeo, in grado di affiancare le misure già adottate dal Governo nazionale, lo scenario che si prospetta è preoccupante: contrazione dei servizi, aumento generalizzato delle tariffe e, nelle situazioni più critiche, chiusura di attività economiche. In una fase già complessa per il sistema produttivo regionale, il rischio di politiche restrittive o addirittura di una recessione legata al contesto internazionale deve essere evitato con decisione.

A lanciare l’allarme sono le principali associazioni imprenditoriali piemontesi — tra cui AGCI, Ance, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Legacoop — che sottolineano l’urgenza di un confronto immediato con le istituzioni territoriali e i loro rappresentanti. L’obiettivo è definire interventi strutturali capaci di mettere al centro imprese e lavoratori.

Tra le priorità individuate emerge il sostegno al tessuto imprenditoriale, in particolare alle micro e piccole imprese, attraverso strumenti che favoriscano l’aggregazione della domanda energetica. Questo consentirebbe anche alle realtà di dimensioni ridotte di accedere a contratti di lungo periodo per l’approvvigionamento da fonti rinnovabili, oltre a semplificare gli investimenti in efficienza energetica.

Le previsioni sui costi confermano la gravità della situazione: per le imprese del terziario si stimano rincari dell’energia elettrica compresi tra l’8,5% e il 13,9%, con un aumento medio della spesa di circa 2.800 euro rispetto ai primi mesi del 2026. Ancora più marcato l’impatto del gas, con incrementi tra il 30% e il 43,5%, che si traducono in un aggravio superiore ai 3.400 euro per impresa.