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Capitale della Cultura 2033: Torino chiama artisti e cittadini per ideare proposte per il dossier

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

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Torino: rapine violente per strappare collane d’oro, quattro ventenni arrestati della Polizia

La Polizia di Stato ha smantellato una banda ritenuta responsabile di tre violente rapine che negli ultimi mesi avevano seminato paura tra il centro e le zone della movida torinese. Quattro le persone arrestate al termine dell’indagine coordinata dalla Procura.

Gli agenti della Squadra Mobile, sezione “Falchi”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini egiziani, accusati di aver partecipato ai colpi. Un terzo provvedimento ha raggiunto anche il presunto leader del gruppo, già detenuto per fatti analoghi.

Le indagini hanno ricostruito tre episodi, due avvenuti nel giardino Sambuy e uno nei pressi del Parco del Valentino. In tutti i casi, le vittime venivano avvicinate di sorpresa e aggredite in gruppo: i rapinatori usavano coltelli per minacciare e spray urticante per accecare temporaneamente, riuscendo così a strappare collane d’oro e fuggire.

Decisivo il lavoro investigativo, tra analisi delle telecamere, riconoscimenti fotografici e controlli sul territorio, che ha permesso di individuare i componenti della banda e i rispettivi ruoli. Durante gli accertamenti è emerso anche come alcuni di loro ostentassero sui social le proprie azioni.

L’operazione ha chiuso il cerchio su un gruppo responsabile di aggressioni che avevano creato forte allarme. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 

Il 21 marzo la Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

 

I primi familiari arriveranno in aereo da Sicilia, Calabria e Puglia, in treno con partenza Napoli con Roma, Firenze, Bologna e Milano arriveranno gli altri familiari. La città di Torino è pronta ad accogliere in un grande abbraccio le centinaia di familiari di vittime innocenti provenienti da tutta Italia in occasione della 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera, con il Patrocinio della Rai e della Città di Torino e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La Giornata promossa da Libera, dal 2017 è stata riconosciuta dallo Stato e vedrà una grande partecipazione di giovani, associazioni, gruppi, rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, del mondo della scuola, della cultura, dello sport.

Ieri a Palazzo Civico, è stato presentato il programma della Giornata nazionale alla presenza, oltre che dei familiari delle vittime, di Luigi Ciotti, presidente di Libera e della vicesindaca Michela Favaro. Un’anteprima è prevista giovedì 19 marzo al gruppo Abele con l’inaugurazione della mostra “Il graffio poetico” con le vignette realizzate dal 2018 ad oggi da Mauro Biani per le inchieste del premio Roberto Morrione.

Venerdì 20 marzo, più di 500 di familiari provenienti dalla Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, dal Nord Italia, dall’Europa, America Latina e Africa si ritroveranno, alle 15, alla Cavallerizza Reale, per l’Assemblea Nazionale e, a seguire, per la Veglia ecumenica alla Basilica Cattedrale di San Giovanni Battista.

Il programma della giornata del 21 marzo prevede la partenza del corteo da piazza Solferino, alle 9, per arrivare a piazza Vittorio Veneto dove, alle 11, inizierà la lettura dei 1117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. Alle 12 è previsto l’intervento conclusivo di Luigi Ciotti. Nel pomeriggio si svolgeranno i seminari di approfondimento per gruppi e scuole.

Erano circa 300 i nomi delle vittime innocenti letti in piazza del Campidoglio il 21 marzo 1996, durante la 1ª Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dopo trentuno anni, l’elenco che sarà letto dal palco di Torino conta 1117 nomi. Centinaia e centinaia di storie, di cui si è venuti a conoscenza grazie ai familiari delle vittime e a tanti cittadini e cittadine che, scavando nella storia dei propri territori, hanno contribuito a trasformarle in memoria collettiva. I nomi inseriti quest’anno in elenco sono 16 di cui 5 minori. Un lungo elenco, ogni anno arricchito di nuovi nomi, di nuove storie. Un elenco che viene letto come uno strumento di lotta intersezionale, perché questi nomi non raccontano solo di vittime di mafia in senso stretto, raccontano lavoratori sfruttati, ci dicono di amministratori onesti isolati, di donne colpite nella loro autonomia, di migranti, imprenditori che hanno detto no al ricatto che sono vittime di corruzione. Racconta a questo elenco, quindi, le diverse forme di oppressione economica, sociale, di genere, territoriale, di cui le mafie sono capaci che si intrecciano con gli altri sistemi di potere.

Il corteo torna a Torino vent’anni dopo. Il Piemonte è un territorio che ha avuto un ruolo centrale nella nascita e nello sviluppo della rete di Libera. Proprio a Torino, nel 1993, nasce il mensile Narcomafie (oggi Lavialibera), promosso dal Gruppo Abele, come strumento di conoscenza e approfondimenti sui fenomeni mafiosi. Oggi Torino vive trasformazioni e fragilità sociali profonde. A Torino, come in tutta Italia, le situazioni di vulnerabilità sociale aprono varchi che le mafie e le economie criminali possono sfruttare per consolidare consenso e potere. Per questo il contrasto passa anche dalla capacità di riconoscere i bisogni sociali, di costruire comunità inclusive e di fare in modo che nessuno resti escluso, perché sono i diritti il vero argine contro le mafie. La Giornata 2026 vuole essere un’occasione per rileggere questi cambiamenti, rimettere al centro le storie delle vittime e rilanciare un impegno collettivo capace di generare futuro.

Lo slogan scelto “Fame di verità e giustizia”, chiama la piattaforma politica del trentennale di Libera. Una fame che diventa desiderio collettivo di nutrirsi di giustizia, di verità, di responsabilità condivisa, per superare le tante forme di fame di diritti e di futuro che la mafia e le ingiustizie sociali continuano a produrre. Come la formica, simbolo della manifestazione di quest’anno, si nutre per alimentare la propria comunità, così anche noi siamo chiamati a trasformare la nostra fame in energia collettiva. E contemporaneamente chiediamo che la politica si faccia promotrice di azioni che portino chi ha più risorse ad avere uno “stomaco sociale”, per generare azioni redistributive e inclusive.

A Torino per ricordare che oltre l’80% dei familiari delle vittime innocenti di mafia non conosce la verità e non può avere giustizia e ricordare che la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. A Torino per ribadire che la lotta alla mafia non è solo un ricordo del passato, ma una realtà viva e presente che richiede un impegno costante. La mafia oggi è fortemente infiltrata nell’economia e nella politica, e richiede, rispetto al passato un più attenzione e consapevolezza da parte di tutti i cittadini. E per sottolineare l’importanza di far emergere le cose belle e positive che sono presenti in ogni città, quelle azioni concrete che dimostrano l’impegno di chi si rimbocca le maniche.

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Pasqua senza cantieri: il Piemonte coordina gli interventi per ridurre i disagi sulle autostrade

In vista dei ponti primaverili – da Pasqua alla Festa della Liberazione, fino al Primo maggio e al 2 giugno – in Piemonte si punta a una significativa riduzione dei cantieri autostradali per migliorare la viabilità e limitare i disagi agli utenti.

È questo l’obiettivo emerso dal tavolo di coordinamento promosso dalla Regione Piemonte e convocato dall’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Gabusi, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le società concessionarie. L’iniziativa mira a garantire una maggiore fluidità del traffico lungo l’intera rete autostradale regionale.

La strategia condivisa prevede una pianificazione più attenta degli interventi di manutenzione e ammodernamento, con la rimodulazione o la sospensione dei cantieri nei periodi di maggiore afflusso. L’obiettivo è contenere i disagi per cittadini, lavoratori e turisti che attraverseranno il Piemonte nelle prossime settimane.

Durante l’incontro sono stati esaminati nel dettaglio i lavori previsti sulle diverse tratte, con aggiornamenti puntuali sulla programmazione e sulle misure organizzative adottate per migliorare la gestione dei flussi di traffico.

Rispetto allo scorso anno, il quadro appare in netto miglioramento. Sull’A6 Torino-Savona, una delle arterie più interessate dagli interventi, i chilometri di cantieri sono stati dimezzati. I lavori in corso proseguiranno fino alla fine dell’anno e alla primavera successiva: su 50 ponti, gli adeguamenti sono già stati completati, mentre su altri 16 proseguono le lavorazioni, con l’obiettivo di concluderne 13 entro fine anno. Nel tratto piemontese restano due soli cantieri non rimovibili, tra Mondovì e Niella Tanaro e tra Ceva e Millesimo in direzione Savona, che saranno riorganizzati per garantire due corsie per senso di marcia nei fine settimana e nei periodi di maggiore traffico. Nella tratta ligure i cantieri non rimovibili sono invece quattro.

A partire dal 1° aprile, durante i ponti e nei fine settimana primaverili ed estivi, sarà comunque assicurata la presenza di due corsie nella direzione di traffico prevalente, dalle 14 del venerdì fino alle 12 del lunedì. Per la prima volta dopo sei anni, già dalle festività pasquali sarà possibile percorrere l’intera tratta Torino-Savona con due corsie disponibili nella direzione principale.

Sulla A32 Torino-Bardonecchia, il piano di Sitaf prevede interventi mirati soprattutto al miglioramento della sicurezza delle gallerie, in continuità con l’adeguamento alle normative europee. I lavori riguardano cinque delle sette gallerie superiori ai 500 metri e sono programmati settimana per settimana per ridurre l’impatto sulla circolazione. Nei periodi di maggiore traffico è prevista la riduzione o la sospensione dei cantieri, mentre dopo Pasqua saranno attivati nuovi interventi su alcuni viadotti, con l’obiettivo di garantire, ove possibile, due corsie nel senso di marcia prevalente.

Sulle tratte A26 e A7, gestite da Autostrade per l’Italia, sono in corso lavori strutturali su viadotti, giunti e barriere di sicurezza. Sulla A26 gli interventi principali interessano il tratto tra Baveno e Carpugnino, mentre sulla A7 riguardano le aree di Vignole Borbera, Isola del Cantone e Serravalle Scrivia. La programmazione è stata definita per mantenere sempre due corsie per senso di marcia e per alleggerire progressivamente i cantieri nella direzione di traffico prevalente a partire da luglio, così da accompagnare i flussi estivi.

Sulla A4 Torino-Milano, gli interventi riguardano principalmente manutenzioni e aggiornamenti tecnologici, con cantieri mobili e progressivi di breve estensione. Anche in questo caso, durante il giorno saranno garantite almeno due corsie di marcia, riducendo al minimo l’impatto su una delle principali direttrici regionali.

Sulle altre tratte principali – dalla A5 Ivrea-Quincinetto alla A21 Torino-Piacenza fino alla A7 Milano-Serravalle – non sono previsti, in questa fase, cantieri particolarmente impattanti, consentendo una circolazione più scorrevole.

«Il lavoro di coordinamento con il Ministero e con le società concessionarie – sottolinea l’assessore Marco Gabusi – sta dando risultati concreti. L’obiettivo è ridurre al minimo i disagi nei periodi di maggiore traffico e arrivare ai mesi estivi con una rete autostradale il più possibile libera da cantieri, garantendo al tempo stesso la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture».

Torino, lieve aumento dei prezzi al consumo 

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Un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del +1,2% rispetto al mese di febbraio 2025. Questi i dati diffusi nel mese di febbraio 2026 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’Ufficio di Statistica della Città. L’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 100,9 (Base Anno 2025=100).

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi delle bevande alcoliche, tabacco e droghe (+2,0%), trasporti (+1,2%), servizi di ristoranti e servizi di alloggio (+1,0%), informazione e comunicazione (+0,9%), assistenza alla persona, protezione sociale e beni e sevizi sociali (+0,8% ), ricreazione, sport e cultura (+0,3%), abbigliamento e calzature (+0,2%). Pressoché invariati i servizi relativi all’abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+0,1%), i finanziari e assicurativi (+0,1%). Così come gli apparecchi per uso domestico, arredamenti e manutenzione corrente dell’abitazione (0,0) e i servizi di istruzione (0,0).

In diminuzione i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (-0,1%), la sanità (-0,1%).

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di febbraio si possono consultare sul sito: http://www.comune.torino.it/statistica/

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Affido e adozione, nasce CASA: più famiglie per i minori in difficoltà

Presentato in Regione Piemonte il progetto CASA dedicato ad affido e adozione
«Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre»

Si è conclusa con il messaggio «Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre» la presentazione del progetto CASA (Comunità, alleanze, solidarietà, accoglienza), dedicato ai temi dell’affido e dell’adozione. L’incontro si è svolto martedì 17 marzo nella sala Trasparenza della Regione Piemonte ed è stato coordinato da Roberto Gontero, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari, che ha inserito l’iniziativa tra gli appuntamenti della Settimana con la famiglia 2026.

Nel suo intervento, Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato, ringraziando le famiglie affidatarie che, ha evidenziato, «posseggono una vocazione alla genitorialità che va incentivata perché possono garantire un passaggio meno traumatico per il minore in difficoltà». Il consigliere regionale Silvio Magliano ha invitato a «guardare a ciò che nasce in via sussidiaria nel terzo settore per farlo diventare una policy, affinché queste bambine e questi bambini possano iniziare a sognare».

Per il Comune di Torino, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha richiamato la coincidenza con la Giornata mondiale del Servizio sociale, celebrata proprio il 17 marzo, evidenziando l’impegno degli operatori del settore che affrontano, come ha detto, «situazioni impegnative che richiedono grande sensibilità».

Il progetto CASA è stato illustrato nel dettaglio da Cristina Riccardi, vicepresidente di Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), che ha presentato dati significativi: in Italia sono 330mila i minori in carico ai servizi sociali (39mila in Piemonte), di cui 20.592 inseriti in comunità (1.465 in Piemonte), con un aumento del 13% a livello nazionale e del 23% a livello regionale. I minori in affido familiare sono invece 15.075 (2.621 in Piemonte), con una crescita dell’1,8% a livello nazionale ma un calo di quasi l’8% in ambito regionale. In questo scenario, il progetto CASA si pone tre obiettivi principali: incrementare il numero di famiglie affidatarie, accompagnare le famiglie accoglienti attraverso percorsi formativi e sostenere i minori accolti in affido o adozione.

Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Carmen Rita Mecca, presidente del Tribunale per i minorenni di Torino, che ha ribadito l’importanza del dialogo in un ambito tanto delicato. Ha ricordato infatti che «è chiaro a tutti gli operatori del diritto come l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine sia una extrema ratio» e ha sottolineato che «l’istituto dell’affidamento familiare necessita di esser conosciuto perché vi sono minori costretti a restare in comunità per l’assenza di famiglie affidatarie».

Nel corso dell’evento sono state presentate anche alcune testimonianze concrete. Matteo Fadda, della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha citato il progetto «Avrò cura di te», volto a sostenere le famiglie affidatarie di bambini con patologie gravi e che coinvolge numerosi studenti universitari di ambito socio-sanitario. Michele Grimaldi, di Famiglie per l’Accoglienza, ha invece evidenziato il valore dell’adozione come autentica apertura alla genitorialità.

A concludere i lavori è stato Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che ha ringraziato tutti i partecipanti per i contributi offerti, esprimendo l’auspicio di «una speranza che ci spinga ad andare avanti per realizzare qualcosa di buono e di bello».

Torino, Referendum 22 e 23 marzo: informazioni utili, dati e numeri 

 

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum popolare confermativo della Legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi saranno aperti domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio inizieranno alle ore 15 di lunedì 23 marzo.

La Città di Torino invita gli elettori a controllare la propria tessera elettorale e ricorda che, in caso di tessera smarrita o con gli spazi tutti timbrati, occorre richiedere un duplicato o una nuova tessera.

RILASCIO DELLA TESSERA ELETTORALE
La tessera elettorale può essere richiesta fino a giovedì 19 marzo presso l’Ufficio elettorale di corso Valdocco 20 – aperto con orario continuato dalle ore 8.15 alle 15 – e presso le anagrafi decentrate, durante i consueti orari di apertura.
Nelle giornate di venerdì 20, sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 marzo l’ufficio elettorale e alcune sedi anagrafiche saranno aperti in via straordinaria per il rilascio delle tessere e dei duplicati con le seguenti modalità:

Ufficio Elettorale
Corso Valdocco 20, piano rialzato

  • Venerdì 20 e sabato 21 marzo dalle ore 8.15 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Anagrafi decentrate
Circoscrizione 2 (via Guido Reni 96/15) – Circoscrizione 3 (corso Racconigi 94) – Circoscrizione 5 (via Stradella 192) – Circoscrizione 8 (via Campana 30)

  • Domenica 22 marzo dalle ore 8.30 alle 17.30

Esclusivamente presso l’anagrafe Centrale di via Giulio 22 sarà possibile ottenere il duplicato della carta d’identità nel caso in cui l’elettore sia privo di documenti di riconoscimento:

  • Venerdì 20 marzo dalle ore 14.30 alle 18
  • Sabato 21 marzo dalle ore 8.30 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Smarrimento o deterioramento della tessera elettorale
In caso di smarrimento l’elettore può richiedere un duplicato della tessera elettorale mediante autocertificazione, senza necessità di presentare denuncia alle autorità competenti. Se la tessera risulta deteriorata deve essere riconsegnata.
Per il rilascio del duplicato è necessario esibire un documento di riconoscimento, mentre per l’emissione di una nuova tessera occorre esibire, oltre al documento d’identità, la tessera precedente con tutti i diciotto spazi per la certificazione del voto timbrati.
Gli elettori con tessera elettorale completa per esaurimento degli spazi disponibili, e impossibilitati a recarsi presso gli uffici comunali, potranno stampare autonomamente un attestato sostitutivo della tessera elettorale, valido esclusivamente per la votazione di domenica 22 e lunedì 23 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla propria area personale sul sito della Città di Torino https://www.comune.torino.it/ e compilando il modulo on line. Il servizio sarà disponibile da mercoledì 18 marzo e fino alle ore 15 di lunedì 23 marzo. L’attestato sostitutivo è rilasciato in carta libera e non può essere richiesto per altri componenti del nucleo familiare.

TRASPORTO GRATUITO PER ELETTORI CON DIFFICOLTÀ DI DEAMBULAZIONE
Nelle due giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo la Città di Torino organizza un servizio di trasporto assistito e gratuito per accompagnare ai seggi gli elettori impossibilitati o con grave riduzione della capacità di deambulazione autonoma.
Il servizio può essere prenotato telefonando al numero 011.01128008: fino a domenica 22 marzo dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle 17, lunedì 23 marzo dalle ore 9 alle 12.

COME TROVARE LA PROPRIA SEZIONE ELETTORALE
Accedendo alla sezione ToSeggio sul sito della Città di Torino https://elezioni.comune.torino.it/toseggio.shtml e inserendo via e numero civico di residenza è possibile conoscere il numero e l’ubicazione della propria sezione elettorale. Fanno eccezione gli elettori che hanno effettuato un cambio di indirizzo apartire dal 5 febbraio 2026, che voteranno nella sezione corrispondente al precedente indirizzo di residenza.

COME SI VOTA
Per votare è necessario presentare un documento di riconoscimento personale (qualsiasi documento di identificazione munito di fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione) e la tessera elettorale personale.L’identificazione dell’elettore è possibile anche con documenti scaduti, purché regolari e idonei ad assicurare il riconoscimento dell’elettorale. In mancanza di idoneo documento, l’identificazione può avvenire anche tramite attestazione di uno dei componenti del seggio che conosca personalmente l’elettore.

DATI E CURIOSITÀ
I cittadini torinesi aventi diritto al voto sono 631.560 (332.781 femmine e 298.779 maschi). Gli elettori che voteranno per corrispondenza, perché residenti o temporaneamente residenti all’estero, sono 59.393.
Sono 23.820 i torinesi che voteranno per la prima volta. Il dato comprende nuovi maggiorenni, nuovi residenti, nuovi cittadini italiani e persone che hanno ripristinato la residenza dopo periodi di irreperibilità.
neomaggiorenni sono in totale 5.922 (2.899 femmine e 3.022 maschi). Tra loro, 18 (8 femmine e 10 maschi) compiranno 18 anni domenica 22 marzo.

I torinesi con più di 100 anni sono 497 (405 femmine e 92 maschi). L’elettrice più longeva, la signora Anna, ha 111 anni.
Le sezioni elettorali sul territorio cittadino sono 919, tra cui 50 sezioni speciali con raccolta del voto presso luoghi di cura o di detenzione e 61 sezioni volanti.
Sono 969 i presidenti di seggio nominati (919 sezioni ordinarie + 50 seggi speciali) e 2.913 gli scrutatori. I compensi esentasse, previsti dalla Legge, sono:

  • Presidenti: 149,50 euro
  • Scrutatori e segretari: 119,60 euro
  • Scrutatori di seggio speciale: 60,95 euro
  • Presidenti di seggio speciale: 90,85 euro

A seguito della notifica dei decreti di nomina, le rinunce all’incarico registrate alla data odierna sono pari a circa il 20% per gli scrutatori, un dato fisiologico e in linea con le attese. Per sostituirli, la Città attingerà alla banca dati di cittadini iscritti alle liste elettorali disponibili a svolgere l’incarico. È possibile presentare online la propria istanza di disponibilità, fino a venerdì 20 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla pagina https://www.comune.torino.it/servizi/scrutatori-seggio-banca-dati-disponibilita-ultimi-giorni. Ad oggi le disponibilità ricevute sono già 4219 per gli scrutatori, con un’adesione significativa da parte dei più giovani, e 562 per il ruolo di presidenti di seggio.

I NUMERI DELLA MACCHINA ORGANIZZATIVA
Sono circa 1.500 i dipendenti della Città di Torino, provenienti da varie direzioni, coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. Oltre ai servizi civici e ai sistemi informativi, sono impiegati nelle diverse fasi agenti di Polizia Municipale, dipendenti dei servizi economato, patrimonio, servizi tecnici, servizi educativi, autorimesse, servizi sociali, protezione civile e segreteria generale.
Circa 80 agenti della Polizia Locale saranno impiegati durante le operazioni di voto per il presidio dei seggi.
Per tutta la durata delle operazioni di voto e di scrutinio sarà attivo un call-center elettorale a supporto dei presidenti di seggio, mentre il personale tecnico comunale garantirà il funzionamento delle attrezzature informatiche e telefoniche.
Saranno inoltre impegnati circa 200 addetti comunali nella distribuzione del materiale elettorale ai presidenti di seggio e nel suo ritiro al termine degli scrutini, oltre che nella raccolta dei dati di affluenza e di scrutinio. Durante il voto il personale dei servizi sociali sarà inoltre operativo per garantire un servizio di trasporto ed assistenza alle persone con gravi limitazioni di deambulazione per l’esercizio del diritto di voto.

PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI
https://www.comune.torino.it/schede-informative/referendum-costituzionale-2026-informazioni-utili
Ufficio Elettorale T 011.01125245 – 011.01125526

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Caro energia e petrolio, l’allarme di Confcooperative Piemonte

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Aumentano i costi lungo tutta la filiera, dalle imprese alle famiglie

Le tensioni internazionali e le nuove oscillazioni del prezzo del petrolio stanno tornando a pesare sull’economia reale e sul sistema cooperativo piemontese. A essere colpite sono attività diverse ma strettamente collegate tra loro: produzione agricola, trasporti, distribuzione, consumi energetici e casa. Il rischio, sottolinea Confcooperative Piemonte attraverso le voci delle proprie federazioni, è quello di una crescita dei costi lungo tutta la filiera, con effetti sempre più evidenti sia per i produttori sia per i consumatori.

Nel comparto agroalimentare, l’aumento del gasolio incide anzitutto sul lavoro quotidiano delle imprese agricole. “Ci sono almeno tre aspetti da considerare – osserva Roberto Morello, presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte –. Il primo è l’impatto immediato sulla coltivazione dei fondi e sulla gestione degli allevamenti, perché il caro gasolio fa crescere i costi legati all’uso di attrezzature e mezzi. Il secondo riguarda i trasporti, quindi la raccolta e la movimentazione dei prodotti agroalimentari, dal latte alla frutta. Il terzo è la conseguenza finale: questi aumenti si ripercuotono inevitabilmente anche sulle tasche di tutti, perché significano maggiori costi per i consumatori.

A questa pressione si aggiunge quella che grava sul mondo dei servizi, dove energia e carburanti incidono direttamente sull’organizzazione delle attività. “Per molte cooperative del settore – dichiara Gianni Di Nunno, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Piemonte – i rincari pesano sulla gestione quotidiana, sugli spostamenti, sulla logistica e più in generale sui costi di esercizio. Quando i margini sono già limitati, anche aumenti contenuti possono diventare difficili da assorbire e mettere in tensione la sostenibilità delle attività. Una cooperativa su quattro, in particolare nei settori maggiormente energivori, rischia di non riuscire ad affrontare anche questa crisi”.

Sul fronte della distribuzione e dei consumi, il caro energia colpisce in modo diretto anche negozi e supermercati. “Con le speculazioni correlate alla guerra nell’area mediorientale e con le fluttuazioni del prezzo del petrolio, il costo dell’energia è aumentato creando non pochi problemi nella gestione delle attività”, afferma Roberto Forelli, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza Piemonte. “Industria e supermercati cercano di frenare gli aumenti dei prezzi, ma la pressione sui costi rischia di essere forte”. Forelli richiama però anche una prospettiva di risposta strutturale. “Siamo sempre più convinti che l’unico modo per affrontare davvero il problema sia produrre una parte crescente dell’energia che consumiamo. Le cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica e le comunità energetiche rinnovabili che stanno nascendo possono dare un contributo concreto, sia nel contrasto alla povertà energetica sia sul piano della sostenibilità ambientale”.

I rincari, infine, rischiano di colpire subito anche le famiglie attraverso la casa. “Difendere il diritto all’abitare significa oggi anche proteggere le famiglie dal rischio di bollette e spese condominiali sempre più pesanti”, dichiara Alberto Anselmo, presidente di Confcooperative Habitat Piemonte. “Le tensioni sui mercati energetici possono avere effetti molto concreti nei nostri alloggi, soprattutto dove ci sono impianti centralizzati e costi comuni legati al riscaldamento e ai consumi elettrici. È una questione di tenuta sociale, prima ancora che economica”. Accanto a questo, Habitat richiama anche il ruolo delle cooperative di comunità, che nei territori costruiscono reti, servizi e risposte condivise in una fase di crescente fragilità.

Il quadro che emerge è quello di una catena in cui ogni anello è collegato all’altro: se aumentano i costi dell’energia e dei carburanti, crescono le spese per produrre, trasportare, distribuire e abitare. E alla fine il peso si trasferisce sull’intero sistema economico, incidendo in modo progressivo sulla sostenibilità delle attività cooperative, e sulla vita quotidiana delle persone. Confcooperative Piemonte richiama dunque l’attenzione sulla necessità di una risposta che sappia muoversi su un doppio binario: servono misure capaci di contenere gli effetti immediati dei rincari, ma anche una strategia più solida per rafforzare autonomia energetica, tenuta sociale e sostenibilità dei territori.

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Il Piemonte è secondo tra le regioni virtuose per usi e consumi idrici in casa

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In Piemonte il risparmio idrico è diventato un’abitudine diffusa. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, la seconda edizione dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico, il Piemonte è risultato al secondo posto, sul podio nazionale delle regioni virtuose. Il 78% dei cittadini dichiara di adottare comportamenti orientati alla riduzione degli sprechi, un dato che colloca la Regione subito dietro all’Emilia-Romagna (80%) e davanti alla Lombardia (76%), confermando un utilizzo responsabile della risorsa acqua.

In Piemonte questa attenzione coinvolge uomini e donne in modo equilibrato, ed è particolarmente radicata nell’emisfero d’età più adulte. Oltre il 27% dei cittadini ha tra i 46 e i 55 anni, il 26% rientra nella fascia 56-65 e quasi il 22% supera i 26 anni, a conferma di come la gestione dell’acqua sia strettamente legata alla quotidianità domestica. Le buone pratiche sono ormai parte della routine: il 92% dei cittadini torinesi e piemontesi preferisce la doccia al bagno, e quasi l’80% limita la durata della doccia a una media di 10 minuti, con il 40% che rimane all’interno dei 5 minuti. Il 90% utilizza lavastoviglie solo a pieno carico, mentre l’80% chiude il rubinetto mentre si lava i denti o si insapona. Dati in crescita rispetto al 2025. Anche la manutenzione gioca un ruolo importante: oltre il 53% interviene con costanza su impianti e rubinetteria per prevenire perdite e sprechi, contro il 45% del 2025.

Si consolidano inoltre comportamenti domestici attenti alla gestione dell’acqua, in cucina e negli spazi verdi. Più del 50% lava frutta e verdura in ammollo anziché sotto l’acqua corrente, e il 57% annaffia le piante durante le ore serali per ridurre l’evaporazione. Tra le strategie citate emergono l’attenzione a non sprecare acqua nelle azioni quotidiane (36%) e l’utilizzo di cicli eco durante le attività domestiche (31%). L’indagine ha fatto emergere un altro segnale: l’87% dei cittadini si è dichiarato disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale legato al consumo di acqua. Nel complesso emerge il profilo di una Regione in cui la sostenibilità si costruisce attraverso piccole azioni quotidiane, ancor prima dei grandi interventi strutturali. La somma dei piccoli gesti quotidiani consente oggi al Piemonte di distinguersi tra le Regioni più sensibili verso lo spreco dell’acqua in ambiente domestico.

Mara Martellotta

Smog, fino a mercoledì 18 marzo confermato il livello 0 (bianco)

 

Prosegue fino a mercoledì 18 marzo compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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