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Il Pride colora Torino

Giunta alla XX edizione, la manifestazione per i diritti di tutti attraversa il centro e infiamma decine di migliaia di persone.
Quest’anno s’intitola “Venti di lotte” l’edizione 2026 del gay pride giunta, appunto, alla sua ventesima edizione.
Il corteo é partito dal Parco del Valentino alla presenza di sindaci, assessori, associazioni di categoria, comitati e cittadini. E ovviamente l’ormai torinese di adozione Vladimir Luxuria.
La partecipazione cittadina, e non solo, é stata altissima. Abbiamo chiesto agli organizzatori se c’è ancora bisogno del Pride.
Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride, ha risposto:
«C’è ancora bisogno del Pride perché ancora oggi le persone LGBTQIA+ non hanno gli stessi diritti delle altre cittadine. Perché ci sono ancora persone che vengono sottoposte alle terapie di conversione. Perché il diritto alla casa e al lavoro per noi è ancora su carta ma quando andiamo a vedere un appartamento ci chiedono se siamo amiche, o dobbiamo nascondere ai colleghi la nostra identità di genere. C’è ancora bisogno del Pride perché esistono ancora soggettività marginalizzate.
Perché ancora oggi c’è chi vorrebbe che stessimo a casa, nascoste, a vergognarci. Invece vogliamo essere cittadine come tutte le altre. Presenti, partecipi, visibili.»
E allora che festa sia, nonostante molti sui social borbotteranno per un fastidio che nemmeno noteranno. Il pride non inquina, non disturba e non blocca il traffico, se non per poco.
A meno che le canzoni di Raffaella Carrà vi diano noia.
Lori Barozzino
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I DATI DEL TORINO PRIDE

160000 persone hanno preso parte alla sfilata. In corteo — più di 4 kilometri — hanno sfilato 24 carri, e quasi 50 sono state le realtà aderenti al Torino Pride 2026.

Ad aprire la marcia le note di Mc Nill, che ha accompagnato la partenza dal Valentino. Sul palco finale di piazza Vittorio, animato anche da Vladimir Luxuria, Francamente ha cantato davanti a una piazza gremita. Sul palco anche Ambra Angiolini e sua figlia Jolanda Renga, che hanno risposto ad alcune domande su rappresentazione e attivismo LGBTQIA+.

Venaria Reale, 32enne ferito in una violenta aggressione da un gruppo di minorenni

Sono in corso accertamenti per fare piena luce sull’aggressione che nei giorni scorsi ha portato al ricovero di un uomo di 32 anni, rimasto ferito al termine di una violenta lite avvenuta nel centro cittadino.

Secondo le prime ricostruzioni, il trentaduenne sarebbe stato circondato e colpito da un gruppo composto da diversi adolescenti, una decina. I giovani sosterrebbero di essere stati aggrediti loro dall’uomo. L’episodio si è verificato in serata in una delle piazze della città e ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Trasportato in ospedale, l’uomo ha riportato traumi e fratture che hanno reso necessarie cure mediche e un periodo di recupero di diverse settimane.

Le forze dell’ordine hanno identificato i ragazzi coinvolti, tutti minorenni, e stanno raccogliendo testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Al momento restano al vaglio degli investigatori le diverse versioni fornite dai protagonisti della vicenda.

Assolta per legittima difesa dall’accusa di avere ucciso il padre

Makka Sulaev, ventenne di origine cecena, è stata assolta in appello con la formula della legittima difesa dall’accusa di aver ucciso il padre durante una lite familiare avvenuta il 1° marzo 2024 a Nizza Monferrato. La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha ribaltato la sentenza di primo grado, nella quale la giovane era stata condannata a 9 anni e 4 mesi di reclusione. La Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna, ma i giudici hanno accolto una diversa valutazione dei fatti, disponendo anche la revoca delle misure restrittive a cui la ragazza era ancora sottoposta, tra cui l’obbligo di firma. Al momento della lettura della sentenza, Makka Sulaev non è riuscita a trattenere la commozione.

MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Controlli di polizia “ad alto impatto” a San Salvario

La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio ad “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario, che ha portato all’identificazione di 190 persone, al controllo di 38 veicoli e all’arresto di uomo per spaccio di sostanze stupefacenti.
Il servizio ha avuto ad oggetto l’area antistante la stazione ferroviaria “Porta Nuova” e le vie laterali (Nizza e Sacchi), estendendosi fino alla zona del Parco del Valentino.
Diversi i minimarket controllati; all’interno di uno di questi, i poliziotti hanno notato un cittadino straniero armeggiare in fondo al locale, nei pressi del bagno; l’uomo, alla vista degli operatori, ha gettato qualcosa sotto un frigorifero, dopodichè fingeva di prelevare due casse d’acqua. Gli operatori lo fermavano, recuperando ciò di cui poco prima si era disfatto, consistente in 3 ovuli di crack. Altro stupefacente dello stesso tipo veniva rinvenuto e sequestrato a suo carico, grazie all’unità cinofila, al piano superiore del locale commerciale, dove l’uomo era stato visto salire dagli operatori prima dell’inizio del controllo.  Per lui scattava l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
2 cittadini maghrebini sono stati controllati in via Galliari e allontanati per 48 ore dall’area a vigilanza rafforzata, ai sensi dell’ordinanza prefettizia, in quanto sostavano sul marciapiede seduti, con varie cose al seguito, intralciando il passaggio dei pedoni.
Altri due allontanamenti sono stati notificati a due cittadini rumeni che intralciavano l’accesso alle strutture ferroviarie presso la stazione Porta Nuova. Per uno di essi, sottoposto alla sorveglianza speciale di PS con divieto di ritorno in Torino per anni 3, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.
I procedimenti penali sono attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva per gli indagati.
L’attività è stata effettuata da personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, con la collaborazione di personale del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, del locale Reparto Mobile, delle unità cinofile della Polizia di Stato, della Polizia Ferroviaria, della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri.

Sicurezza del territorio: in arrivo i fondi regionali

DALLA REGIONE OLTRE 1,4 MILIONI DI EURO

La Regione Piemonte continua a investire nella messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture comunali. Con il nuovo stanziamento del programma di finanziamento previsto dalla legge regionale 38/78 sono stati assegnati complessivamente oltre 3,6 milioni di euro per sostenere 69 interventi distribuiti su tutto il territorio.

Gli interventi riguardano opere di consolidamento di strade comunali, sistemazioni idrauliche, ripristino di muri di sostegno, difese spondali, consolidamenti di versanti e interventi urgenti di protezione civile necessari a garantire la sicurezza dei cittadini e la continuità della viabilità locale.

Per il territorio della provincia di Torino sono stati destinati oltre 1,4 milioni di euro. I Comuni finanziati sono: Baldissero Torinese (60 mila euro), Bricherasio (11 mila euro), Burolo (40 mila euro), Busano (75 mila euro), Cavour (40 mila euro), Ceres (oltre 21 mila euro), Chiaverano (100 mila euro), Cintano (120 mila euro), Cumiana (100 mila euro), Druento (115 mila euro), Lusernetta (55 mila euro), Pianezza (110 mila euro), San Germano Chisone (50 mila euro), Settimo Vittone (10 mila euro), Tavagnasco (150 mila euro), Val di Chy (150 mila euro), Vidracco (73 mila euro), Villar Focchiardo (100 mila euro), Villar Perosa (22 mila euro) e Viù (59 mila euro).

“Le risorse stanziate – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio – confermano l’attenzione delle istituzioni verso la sicurezza del territorio e il sostegno ai Comuni. Investire nella manutenzione e nella tutela del territorio significa proteggere le comunità locali, rafforzare la resilienza del Piemonte e garantire interventi concreti a beneficio dei cittadini”,

“Con questo provvedimento confermiamo l’attenzione della Regione verso i territori e verso i Comuni che ogni giorno affrontano criticità legate al dissesto idrogeologico – dichiara l’assessore regionale alle Opere pubbliche Marco Gabusi – Abbiamo scelto di finanziare interventi concreti e immediatamente cantierabili, perché sappiamo bene che intervenire tempestivamente significa limitare i danni e mettere in sicurezza comunità e infrastrutture prima che le situazioni si aggravino ulteriormente. Il nostro obiettivo è dare risposte rapide ai territori e sostenere i sindaci nella gestione delle criticità”.

I giochi d’acqua nei parchi cittadini, aria di vacanze a Torino

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Da  sabato 30 maggio sono tornati  in funzione i giochi d’acqua del parco Di Vittorio, del parco Carrara, del giardino Don Gnocchi e del giardino Madre Teresa di Calcutta. I giochi saranno attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19.

Le aree ludiche attrezzate con giochi d’acqua sono state inaugurate nel corso del 2024 nell’ambito degli interventi di riqualificazione realizzati con modalità innovative in otto aree verdi cittadine, grazie ai fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

I giochi d’acqua del giardino Peppino Impastato saranno invece riattivati nei prossimi giorni, al termine dei lavori di sostituzione di un componente danneggiato dell’impianto.

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Torino Pride 2026 sabato 6 giugno. Ecco le modifiche viabili

Sabato 6 giugno si terrà il “Torino Pride 2026”, la manifestazione con corteo che quest’anno festeggia la sua 20° edizione. Si stima la partecipazione di alcune decine di migliaia di persone, che nel pomeriggio sfileranno in corteo per le vie della città.

I partecipanti si raduneranno in corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi, da dove alle ore 15.30 circa partiranno in corteo per percorrere corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, per raggiungere infine piazza Vittorio Veneto dove sarà allestito il palco per gli interventi conclusivi.

DIVIETI DI TRANSITO

Sarà disposto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi monopattini e biciclette, lungo tutto il percorso della manifestazione dalle ore 13.30 sino a cessate esigenze di sabato 6 giugno. Nello specifico in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II
  • Corso Vittorio Emanuele II, tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

Dalle aree del centro cittadino sarà consentito il deflusso verso il fiume Po.

PONTI CHIUSI

I ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I (Gran Madre) saranno aperti solo in uscita dal centro (direzione collina, corsi Casale e Moncalieri).

CHIUSURA SOTTOPASSO LANZA

Il sottopasso Lanza sarà chiuso in direzione Centro dalle ore 13.30 circa.

ASSI VIABILI CONSIGLIATI

Per evitare le chiusure stradali, si consiglia l’utilizzo degli assi viabili di corso Dante, corso Galileo Ferraris, corso Castelfidardo-corso Inghilterra, corso Regina Margherita, corso Casale e corso Moncalieri. I ponti Regina Margherita e Isabella saranno aperti.

Si prevede traffico intenso nei quartieri San Salvario e Crocetta.

DIVIETI DI SOSTA

Dalle ore 9 di sabato 6 giugno e fino a cessate esigenze (indicativamente alle ore 23) è stato disposto il divieto di sosta con rimozione forzata di tutti i veicoli, compresi biciclette e monopattini, con la sospensione dei parcheggi per le persone con disabilità (generici e “ad personam”), dei parcheggi riservati al carico e scarico merci e dei parcheggi riservati ad altri utenti, in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, carreggiata est (lato Parco del Valentino), tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Galileo Ferraris, carreggiate centrale ed est, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e corso Matteotti, ambo i lati;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e piazza Solferino, ambo i lati;
  • Via Pietro Micca, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po tutta, ambo i lati;
  • Via Ozanam, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta.

RIMOZIONE DEI VEICOLI DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SHARING

Nelle seguenti aree, dalle ore 12 di sabato 6 giugno e sino a cessate esigenze, non saranno disponibili i servizi di bike sharing e noleggio monopattini elettrici:

  • Lungo tutto il percorso del corteo;
  • Nelle aree di raduno, corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Nell’area di arrivo in piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

AREE TAXI

È prevista la sospensione temporanea dalle ore 12 e comunque fino a cessate esigenze di sabato 6 giugno delle aree TAXI presenti in:

  • Piazza Castello angolo via Garibaldi;
  • Piazza Castello esedra compresa tra via Po e via Accademia delle Scienze;
  • Piazza Vittorio Veneto;

PARCHEGGI SOTTERRANEI CHIUSI

Dalle ore 12 saranno chiusi i parcheggi sotterranei Vittorio Veneto (uscita dei veicoli possibile solo fino alle ore 14) e Roma – San Carlo (ingresso piazza Castello).

DIVIETO DI VENDITA, CONSUMO E DETENZIONE VETRO E LATTINE

Per quanto riguarda cibi e/o bevande in bottiglie di vetro, in metallo o in contenitori idonei all’offesa della persona che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità, dalle 13 alle 21 di sabato 6 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, l’ordinanza sindacale n. 137 ne prevede il divieto di vendita per asporto (anche se erogati da distributori automatici), il consumo, l’abbandono e la detenzione. È inoltre vietata la vendita e somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico superiore a ventuno gradi per cento in volume (21°). L’ordinanza è in vigore nelle seguenti vie e piazze:

  • Corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta, compresi i portici.

MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico che transitano nell’area interessata dalla manifestazione subiranno variazioni. Per maggiori dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/

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Ambulanza si ribalta all’incrocio dopo lo scontro con un’auto: diversi feriti

Questa mattina un’ambulanza si è ribaltata all’incrocio tra via San Marino, corso Unione Sovietica e via Rosario di Santa Fé dopo l’impatto con una Peugeot 2008, provocando alcuni feriti e pesanti rallentamenti del traffico.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero e i vigili del fuoco dei distaccamenti di Lingotto e Grugliasco Allamanno, che hanno estratto e soccorso i coinvolti. Tra i feriti ci sono un paziente che l’ambulanza stava trasportando all’ospedale Mauriziano, un membro del personale e altri occupanti; tutti sono stati poi trasferiti con altri mezzi di soccorso al Cto.Le condizioni dei feriti non risultano gravi; il conducente dell’autovettura è rimasto illeso.

La polizia locale ha eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente e sta verificando il rispetto delle precedenze e se fosse attiva la sirena dell’ambulanza al momento dell’impatto. L’incidente ha causato notevoli ripercussioni sul traffico, con deviazioni e rallentamenti fino al termine delle operazioni di soccorso e dei rilievi.

VI.G

Clima sempre più estremo, agricoltura sotto pressione: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

Dalle temperature eccezionalmente elevate registrate a maggio alle violente grandinate che hanno colpito il Piemonte nei primi giorni di giugno, il comparto agricolo regionale si trova ad affrontare una stagione segnata da eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, è necessario accelerare sugli investimenti infrastrutturali e riconoscere concretamente il contributo che l’agricoltura può offrire nella lotta ai cambiamenti climatici.

I dati diffusi da ARPA Piemonte il 4 giugno evidenziano un quadro particolarmente anomalo. Maggio 2026 si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni. Nell’ultima parte del mese le temperature hanno superato le medie stagionali fino a 8-10 gradi, mentre lo zero termico è rimasto per diversi giorni oltre la quota dei 4.000 metri. In 57 stazioni meteorologiche della rete regionale sono stati registrati nuovi record di temperatura massima.

L’ondata di calore ha inoltre accelerato lo scioglimento della neve accumulata durante l’inverno, riducendo rapidamente le riserve idriche. A questo si è aggiunto un forte deficit di precipitazioni: nel mese di maggio è piovuto il 44% in meno rispetto ai valori storici di riferimento e la portata del Po, rilevata a Isola Sant’Antonio, è risultata inferiore del 46%.

Dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità, il 2 giugno la situazione meteorologica è cambiata radicalmente. Temporali particolarmente violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno attraversato diverse aree del Piemonte, dal Torinese orientale al Chivassese, dal Vercellese al Monferrato, fino alle province di Asti e Alessandria. In alcune zone sono caduti chicchi di grandine fino a sei centimetri di diametro, mentre il vento ha raggiunto velocità prossime ai 100 chilometri orari.

Tra i territori più colpiti figura il Monregalese, dove i noccioleti di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana hanno riportato danni molto pesanti. Le prime valutazioni indicano una perdita potenziale superiore al 50% della produzione. I tecnici di Confagricoltura stanno inoltre effettuando sopralluoghi per quantificare gli effetti delle precipitazioni violente su seminativi e colture orticole.

“Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. “Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L’acqua c’era quest’inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata. Al tempo stesso – aggiunge Allasia – vogliamo ricordare che l’agricoltura non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell’impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati e infrastrutture idriche finalmente all’altezza dei tempi”.