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Meteo: da domani qualche temporale porterà un po’ di fresco a Torino

Arriva finalmente un po’ di fresco? Dopo settimane segnate da caldo intenso e notti tropicali, a Torino – almeno sembra – si avvicina un cambiamento del tempo. Tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto le temperature restano ancora elevate, ma dalla seconda parte di mercoledì l’arrivo di correnti più umide dovrebbe favorire un aumento dell’instabilità, con piogge e temporali destinati a interessare maggiormente il Piemonte nella giornata di giovedì.

Il cambiamento dovrevve arrivare dopo un’estate particolarmente calda. Luglio 2026 è stato infatti il secondo luglio più caldo in Piemonte dal 1958, con una temperatura media regionale di 22,3 gradi e massime medie in pianura di 32 gradi. L’8 luglio diversi termometri torinesi hanno inoltre stabilito nuovi primati per il mese.

Ancora più significativo quanto accaduto ad agosto: il 6 agosto la stazione Arpa di via della Consolata a Torino ha registrato una minima di 27 gradi, nuovo primato assoluto della serie storica della stazione. Nello stesso periodo in città le temperature massime hanno raggiunto valori prossimi ai 40 gradi.

Nei prossimi giorni lo scenario dovrebbe quindi diventare più sopportabile, soprattutto dopo il passaggio della fase temporalesca. Il caldo non scomparirà definitivamente, ma la prevista diminuzione delle temperature potrebbe interrompere almeno temporaneamente la lunga fase di afa che ha caratterizzato buona parte dell’estate torinese.

Controlli di polizia straordinari a Dora Vanchiglia: 2 arresti per droga e sanzioni ad alcuni locali

Controlli straordinari del territorio ad “Alto Impatto”, predisposti in applicazione dell’Ordinanza del Questore di Torino, Massimo Gambino, finalizzati al contrasto del degrado urbano, dello spaccio di sostanze stupefacenti e dell’illegalità diffusa, sono stati condotti dal commissariato di P.S. Dora Vanchiglia nell’area di competenza.
Nel corso delle operazioni sono state identificate complessivamente 20 persone, di cui 11 straniere e 10 con precedenti di polizia.
L’attività di polizia giudiziaria ha portato all’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti di un cittadino senegalese, trovato in possesso di numerosi grammi di cocaina, di 2 telefoni cellulari e di denaro contante, verosimilmente provento di attività illecita.
Inoltre, è stato eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di un altro cittadino nigeriano per reati inerenti agli stupefacenti.
I controlli hanno interessato anche 5 esercizi commerciali della zona, portando alla contestazione di 7 sanzioni amministrative per un importo di circa 950 euro. In particolare: in un bar/ristorante di Corso Giulio Cesare sono state riscontrate irregolarità relative alle condizioni igieniche, alla gestione dei rifiuti e alla mancanza del cartello di divieto di fumo; una macelleria, ubicata sempre in Corso Giulio Cesare, è stata sanzionata per scarsa igiene dei locali e degli alimenti, gestione non conforme dei rifiuti e omessa emissione del documento commerciale.
Infine, nell’ambito dei controlli alla circolazione stradale effettuati lungo le principali arterie del quartiere, tra cui Lungo Dora e Corso Giulio Cesare, sono stati controllati 4 veicoli e controllate 7 persone di cui una straniera e una con precedenti di Polizia.
I servizi di polizia nelle aree sopra menzionate continueranno regolarmente.

Al Canile Rifugio di Torino 200 animali aspettano una famiglia

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Agosto è il mese dei ritmi lenti, delle giornate senza orari fissi, delle cose rimandate che finalmente si trova il tempo di fare. Ed è proprio questo, il tempo, la risorsa più preziosa per chi sta pensando di adottare un cane o un gatto. Al Canile Rifugio di Torino, in Strada Cuorgnè, sono in 200 ad aspettare una famiglia: 130 cani e 70 gatti. E le vacanze possono essere il momento giusto per cominciare a conoscerli, capire le loro esigenze e affrontare senza fretta le prime settimane di convivenza.

“L’abbandono – spiegano al Canile – non è una questione di stagionalità. Il numero di animali lasciati in struttura non aumenta durante l’estate”. Il punto è un altro: quando si adotta, avere qualche giorno in più da dedicare all’inserimento può fare la differenza. Le prime settimane sono quelle in cui animale e famiglia imparano a conoscersi, costruiscono nuove abitudini e capiscono se quella convivenza può funzionare.

Per capire chi arriva davvero in canile bisogna infatti guardare alle storie che ci sono dietro. Tra i motivi più frequenti c’è la morte del proprietario. Accade soprattutto quando il cane o il gatto vive con una persona sola e, dopo la sua scomparsa, non resta nessuno disposto a occuparsene. È un ingresso in struttura che non nasce da una scelta irresponsabile e che raramente fa notizia, ma che pesa in modo significativo sulla popolazione del canile.

L’altra causa ricorrente riguarda le mode. Negli ultimi anni è cresciuta la presenza di molossi, incroci di molossoidi e pastori belgi Malinois: razze non più “difficili” di altre, ma che richiedono esperienza, tempo e capacità di gestione che non sempre vengono valutati prima dell’acquisto. Il cane che conquista per il suo aspetto, insomma, non è necessariamente quello più adatto alla propria vita. Ed è anche per evitare che questa distanza si trasformi in una nuova rinuncia che al Canile Rifugio il percorso di adozione non è mai immediato.

Gli animali vengono seguiti da educatori e comportamentalisti e affrontano percorsi di socializzazione che comprendono esperienze fondamentali per la vita fuori dalla struttura: salire in auto, prendere un ascensore o una scala mobile, frequentare luoghi pubblici e affollati. Anche chi vuole adottare entra nel percorso, attraverso questionari, colloqui e incontri ripetuti, pensati per verificare la compatibilità tra le esigenze dell’animale e quelle della futura famiglia.

Non è un passaggio burocratico fine a se stesso. È il modo per ridurre il rischio più delicato: che un’adozione non funzioni e l’animale torni in canile. Per un cane o un gatto, infatti, un rientro significa perdere di nuovo punti di riferimento e abitudini appena costruite. Le reazioni cambiano da soggetto a soggetto: c’è chi si chiude, chi manifesta rabbia o forte disagio, chi mostra segnali di forte abbattimento. E ogni rientro può rendere più complesso costruire, in seguito, un nuovo percorso verso una famiglia.

È qui che agosto può fare davvero la differenza: non un mese per decidere più in fretta, ma in cui può essere più semplice trovare il tempo per decidere con calma, dedicando all’adozione l’attenzione necessaria perché duri.

E se ci fosse la voglia di farsi un’idea, basta seguire il Canile Rifugio Città di Torino su Instagram (@canilerifugiocittaditorino) o su Facebook, dove ogni giorno spuntano i musi di cani e gatti in cerca di famiglia, insieme a piccoli consigli utili di educatori ed esperti su come prendersi cura al meglio del proprio amico a quattro zampe, dall’alimentazione ai primi giorni di convivenza.

Malattie rare senza diagnosi: nuovi strumenti all’ASL Città di Torino

Arrivare a una diagnosi rappresenta ancora oggi una delle principali sfide per molte persone affette da una malattia rara. Sono infatti fino a 9.000 le patologie rare attualmente riconosciute e, nonostante i progressi della medicina e della ricerca, per una parte dei pazienti il percorso può essere particolarmente lungo e complesso, fino a non condurre all’identificazione della malattia.

Proprio sulle malattie rare non diagnosticate si concentra uno studio internazionale che ha analizzato le difficoltà incontrate dai pazienti in differenti sistemi sanitari del mondo, con l’obiettivo di individuare i bisogni ancora senza risposta e le possibili azioni per migliorare l’accesso alla diagnosi e alle cure.

Alla ricerca ha partecipato anche l’ASL Città di Torino nell’ambito del Developing Nations Working Group dell’Undiagnosed Diseases Network International (DNWG-UDNI), rete internazionale impegnata nello studio delle malattie non diagnosticate. Attraverso un’indagine che ha coinvolto professionisti appartenenti a 20 Paesi, i ricercatori hanno analizzato aspetti organizzativi, sanitari e di policy, mettendoli a confronto con indicatori quali reddito nazionale, PIL pro capite, spesa sanitaria e aspettativa di vita.

Il quadro emerso evidenzia come il problema sia diffuso: 19 dei 20 Paesi coinvolti hanno segnalato importanti ostacoli nella presa in carico delle persone con malattie rare o non diagnosticate. Tra le principali criticità figurano soprattutto l’accesso alle cure specialistiche e la disponibilità di strutture dedicate.

Un risultato particolarmente significativo riguarda il rapporto tra queste difficoltà e le condizioni economiche dei singoli Paesi. Se, come prevedibile, quelli a basso reddito hanno riportato complessivamente un maggior numero di bisogni insoddisfatti, lo studio non ha individuato una relazione lineare tra la disponibilità di risorse economiche e la capacità di rispondere alle necessità dei pazienti. Le difficoltà legate alle malattie rare non diagnosticate, quindi, non interessano esclusivamente i sistemi sanitari con minori risorse, ma possono manifestarsi con caratteristiche differenti anche nei Paesi economicamente più avanzati.

PIL e spesa sanitaria pubblica sembrano invece incidere sulla possibilità di sviluppare attività di ricerca specificamente dedicate alle malattie rare non diagnosticate, sottolineando ancora una volta quanto investire nella ricerca rappresenti un elemento fondamentale per aumentare le possibilità di arrivare a una diagnosi.

I risultati evidenziano inoltre come non esista una soluzione unica applicabile a tutti i sistemi sanitari. Le risposte devono essere costruite sulla base delle caratteristiche e delle necessità dei singoli Paesi, intervenendo sugli elementi ancora mancanti: dalla creazione di registri nazionali delle malattie rare allo sviluppo di politiche dedicate e di normative sui farmaci orfani, fino al rafforzamento delle reti specialistiche e della ricerca.

Lo studio contribuisce così a spostare l’attenzione dalla singola malattia al percorso della persona ancora senza diagnosi. Individuare più rapidamente la causa di una patologia significa infatti poter orientare meglio la presa in carico, evitare esami e passaggi non necessari e, quando disponibili, indirizzare i pazienti verso trattamenti e percorsi assistenziali appropriati.

La partecipazione dell’ASL Città di Torino a un ambito di ricerca di dimensione internazionale testimonia il valore delle reti scientifiche nella risposta a problematiche che, proprio per la rarità e la complessità delle patologie coinvolte, difficilmente possono essere affrontate all’interno di un singolo centro o di un singolo Paese. Mettere in comune dati, competenze ed esperienze diventa quindi parte integrante della ricerca stessa e uno strumento per ridurre progressivamente il numero di persone che rimangono senza una diagnosi.

Aggressione al pronto soccorso del Martini: ferita una dottoressa, arrestato

Un’altra aggressione ai danni del personale sanitario. Questa volta è successo all’ospedale Martini di Torino, dove una dottoressa in servizio al triage del Pronto soccorso è stata colpita da un paziente, poi arrestato dalla polizia. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica, a seguito della segnalazione di una persona molesta all’interno dell’ospedale.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, 35enne di origini marocchine, era arrivato in ambulanza all’ospedale intorno alle 20 ed era stato trovato a terra, privo di piena coscienza, probabilmente dopo aver assunto alcol. Terminati gli accertamenti, era stato accompagnato in sala d’attesa e sistemato su una carrozzina, in attesa delle dimissioni.

Ad un certo punto, però, si è sdraiato a terra vicino alle porte del triage. Una dottoressa è intervenuta per aiutarlo a rialzarsi, ma il paziente ha prima tentato di colpire alcuni operatori e poi ha aggredito la professionista con un pugno al costato. La donna ha riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni.

L’uomo è stato arrestato per lesioni personali a personale sanitario ed è stato portato nelle camere di sicurezza del commissariato San Paolo, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Il caso è ancora al vaglio degli inquirenti: l’indagato è considerato non colpevole fino a una sentenza definitiva.

VI.G

Sta per tornare MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

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Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Torino e Juventus, a una settimana dal campionato

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Manca una settimana al via della Serie A. Torino e Juventus arrivano al debutto con due percorsi diversi, ma con un mercato ancora aperto.
Il Torino di Ignazio Abate ha cambiato volto. Tra i nuovi ci sono Simeone, Anjorin, Kulenovic, Oristanio, Mascardi, Comuzzo, Cömert e Fitz-Jim, oltre ai giovani Cacciamani, Ciammaglichella, Dellavalle e Dembélé. Il precampionato ha dato segnali positivi e in Coppa Italia è arrivato il successo per 1-0 sulla Carrarese. Ora il primo esame vero: Torino-Milan, domenica 23 agosto alle 20.45.
La Juventus di Luciano Spalletti ha lavorato su una rosa profondamente rinnovata. Kolo Muani e Lucumí sono i principali rinforzi, mentre il portiere è il tema delle ultime ore: Vicario è arrivato a Torino per le visite mediche. La squadra ha chiuso la preparazione battendo 2-0 la Next Gen. Il debutto sarà Frosinone-Juventus, domenica 23 agosto alle 18.30.
Due debutti subito impegnativi: il Toro cerca identità e continuità, la Juventus vuole invece dimostrare immediatamente di essere tornata competitiva.

Enzo Grassano

Via Roma, tenta la fuga dopo i furti nei negozi: arrestato da agenti fuori servizio

Ha lasciato un negozio facendo scattare le barriere antitaccheggio e ha tentato di allontanarsi con una borsa piena di capi e altri articoli rubati: arrestato. È successo in pieno centro, in via Roma, nelle settimane scorse, alla presenza di due agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’UPGSP, una carabiniera della Stazione di Santena e un operatore della Sottosezione Polizia Stradale di Bra.
I quattro, liberi dal servizio e sul posto, hanno assistito alla scena e sono intervenuti subito per aiutare il personale del negozio a fermarlo. Intercettato pochi passi dopo l’uscita, l’uomo, 49enne di origine senegalese, ha cercato più volte di fuggire opponendo resistenza agli agenti, ma è stato bloccato. Nella borsa sono stati trovati due paia di scarpe, un tagliacapelli e un completo d’abbigliamento, refurtiva per alcune centinaia di euro, restituita immediatamente agli esercenti. L’intervento si è chiuso con l’arrivo di una pattuglia delle volanti dell’UPGSP.

Dalle verifiche è emerso che l’uomo risultava già destinatario di un divieto di ritorno nel Comune di Torino e per questo è stato segnalato per inottemperanza. Al termine degli accertamenti è stato accompagnato alle camere di sicurezza e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Torino; il procedimento è nelle fasi iniziali.

VI.G

Carcere Torino, Blengino (Radicali):“Più che un carcere è un ospedale. Sistema da lager”

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“Visitando oggi il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, persone con gravi disabilità, un uomo senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento. Ma la destra preferisce il populismo penale e, intasando le carceri, alimenta fabbriche di recidiva. A Torino sono oltre 1.550 i detenuti, che vivono in celle disumane. Drammatica è anche la carenza di personale. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo sistema carcerario è da lager. La politica faccia tornare in vigore la Costituzione anche dietro le sbarre, dove da tempo è sospesa” – lo afferma Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

Scuola, in Piemonte si torna in classe il 14 settembre: il nodo docenti

Tra meno di un mese la prima campanella. In Piemonte la scuola riaprirà lunedì 14 settembre 2026. Per primaria e secondaria le lezioni termineranno il 10 giugno 2027, mentre per l’infanzia l’attività potrà proseguire fino al 30 giugno. Il calendario prevede 206 giorni di lezione nelle scuole aperte anche il sabato e 173 nella settimana corta.

Il ritorno sui banchi si presenta però con alcune questioni ancora da risolvere. Una delle principali riguarda la copertura delle cattedre: secondo i dati disponibili per il Piemonte risultano 1.198 posti comuni vacanti nel primo ciclo e 1.446 posti complessivi sul sostegno. Il rischio è quindi che anche quest’anno alcune classi debbano attendere supplenti o cambi di insegnante, con inevitabili problemi di continuità didattica, particolarmente delicati per gli alunni con disabilità.

Per le famiglie c’è poi il capitolo dei costi. Il prezzo dei libri rimane una delle voci più pesanti all’inizio dell’anno scolastico, insieme a materiale didattico, trasporti e altre spese. In Piemonte la Regione interviene attraverso il Voucher scuola 2026-2027, che comprende anche un contributo per libri e materiale didattico e rappresenta un sostegno soprattutto per i nuclei con redditi più bassi.