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Carta d’identità cartacea? Ecco cosa devono fare i torinesi che non hanno ancora la CIE

 

Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non può più essere utilizzata per viaggiare nei Paesi dell’Unione Europea. Per questo motivo è necessario sostituirla con la Carta d’Identità Elettronica (CIE). In alcuni casi particolari, però, il documento cartaceo può ancora essere usato in Italia fino al 31 gennaio 2027, grazie a una proroga prevista dal Governo.

Per evitare lunghe attese, il Comune di Torino aveva inviato ai cittadini una lettera con un appuntamento già fissato presso gli uffici anagrafici. Chi non poteva presentarsi aveva la possibilità di modificarlo o confermarlo online.

Se avete perso quell’appuntamento, nessun problema: potete prenotarne un altro direttamente sul portale del Comune di Torino accedendo con lo SPID. Ogni giorno possono liberarsi nuovi posti a causa delle rinunce, quindi conviene controllare spesso.

Il giorno dell’appuntamento dovrete portare:

  • una fototessera recente;
  • la vecchia carta d’identità cartacea;
  • 22,20 euro, pagabili sia in contanti sia con carta.

Per motivi urgenti è possibile presentarsi senza prenotazione all’anagrafe centrale di Via Ignazio Giulio 22. La motivazione dev’essere documentata e può riguardare: assenza completa di altri documenti validi, motivi di salute, un viaggio imminente, o se siete in procinto di sostenere un esame di Stato o un concorso pubblico.

La procedura dura pochi minuti: si compilano i moduli, vengono rilevate le impronte digitali e si effettua il pagamento.

La nuova Carta d’Identità Elettronica non viene consegnata subito: arriva direttamente a casa nei giorni successivi.

La CIE può essere utilizzata anche per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, proprio come lo SPID. Questo, però, non significa che lo SPID venga abolito: entrambi i sistemi continuano a essere validi.

Se avete avuto difficoltà a prenotare l’appuntamento o avete riscontrato altri problemi, raccontateci la vostra esperienza nei commenti.

Lori Barozzino

Arrestato per il femminicidio della compagna trovata morta nel cassone del letto

La Polizia di Stato ha eseguito nella mattinata di oggi, 5 agosto 2026, un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino romeno, classe 1981, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati, femminicidio e occultamento di cadavere. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Torino, arriva al termine di un’intensa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima, una donna nata nel 1990, sarebbe stata uccisa nella notte tra il 9 e il 10 luglio all’interno dell’appartamento di via Paisiello 17, nel quartiere Barriera di Milano, dove si era trasferita insieme al figlio minorenne dopo la fine della relazione con l’ex compagno.

Il corpo della donna era stato scoperto la sera del 20 luglio, nascosto all’interno del contenitore del letto matrimoniale e avvolto in un lenzuolo. A far scattare l’allarme era stato un amico della vittima che, non riuscendo più a contattarla da circa dieci giorni, si era recato nell’abitazione utilizzando un mazzo di chiavi consegnatogli dal proprietario dell’immobile. Una volta entrato, il forte odore proveniente dall’appartamento lo aveva spinto a uscire immediatamente e ad allertare la Polizia, che aveva poi rinvenuto il cadavere.

L’autopsia ha accertato che la morte è stata causata da un grave politraumatismo cranico associato a una violenta compressione di bocca e collo, compatibile con un’asfissia meccanica. Gli accertamenti medico-legali hanno inoltre collocato il decesso indicativamente a una decina di giorni prima del ritrovamento.

La sera stessa del rinvenimento del corpo, gli investigatori avevano rintracciato l’ex compagno della donna nella sua abitazione, sempre nel quartiere Barriera di Milano, in compagnia del figlio minorenne della vittima. Pur respingendo ogni addebito, l’uomo avrebbe fornito versioni ritenute contraddittorie sugli ultimi contatti avuti con la donna, circostanza che aveva portato la Procura a iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio.

Da quel momento la Squadra Mobile ha avviato una complessa attività investigativa per ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima. Gli accertamenti hanno incluso l’audizione di numerosi testimoni, l’analisi dei tabulati telefonici, l’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione e ulteriori approfondimenti tecnici.

Il quadro indiziario raccolto ha quindi portato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta a disporre il fermo dell’indagato, ritenuto gravemente sospettato dell’omicidio dell’ex compagna.

Secondo l’ipotesi investigativa, il movente sarebbe riconducibile alla mancata accettazione, da parte dell’uomo, della fine della relazione sentimentale. La decisione della donna di interrompere il rapporto risalirebbe a diversi mesi prima e, stando alle testimonianze raccolte, l’indagato avrebbe continuato a esercitare un costante controllo nei suoi confronti.

Il fermo è stato eseguito nella mattinata odierna presso l’abitazione dell’uomo a Torino. Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica

 

Meno scarti e controlli più trasparenti: Città metropolitana fa rete per una plastica 100% riciclabile

Una gestione più efficiente della raccolta differenziata, controlli uniformi sulla qualità dei materiali conferiti e un coordinamento condiviso tra enti pubblici per rafforzare l’economia circolare. Sono gli obiettivi dell’intesa sottoscritta dalla Città metropolitana di Torino insieme all’Autorità Rifiuti Piemonte, ai Consorzi di Area Vasta CCS del Chierese, al Consorzio Intercomunale di Servizi per l’Ambiente (CISA), al COVAR14, che riunisce diciannove Comuni dell’area sud del Torinese, e alle società pubbliche ACSEL e Società Canavesana Servizi.

L’accordo individua nell’IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente – il soggetto incaricato di effettuare le analisi merceologiche dei rifiuti raccolti. In qualità di organismo pubblico indipendente, l’Istituto avrà il compito di verificare la composizione dei materiali destinati agli impianti di selezione, assicurando controlli omogenei e imparziali.

L’iniziativa punta a incrementare la qualità della raccolta differenziata, limitando la presenza di materiali non conformi che finiscono erroneamente nei contenitori dedicati al riciclo. Una riduzione delle cosiddette frazioni estranee consente infatti di aumentare le quantità di rifiuti effettivamente recuperabili, in linea con gli obiettivi fissati dalla normativa europea, e di contenere i costi legati allo smaltimento degli scarti.

Una raccolta più pulita produce anche vantaggi economici. Materiali di migliore qualità permettono infatti di accedere a maggiori corrispettivi riconosciuti dai consorzi nazionali di filiera, tra cui COREPLA e CORIPET, oltre a ridurre le spese sostenute per il trattamento dei rifiuti non riciclabili. Benefici che possono tradursi in un alleggerimento dei costi a carico delle amministrazioni comunali e, nel tempo, incidere anche sulla determinazione della tassa sui rifiuti.

“Con questo provvedimento dimostriamo il valore della Città metropolitana come cabina di regia al servizio del territorio,” spiega Alessandro Sicchiero, consigliere di Città metropolitana di Torino delegato all’Ambiente. “Mettere insieme consorzi, aziende pubbliche e un centro di ricerca indipendente come IPLA è la strada giusta per vincere la sfida della sostenibilità. Non stiamo solo seguendo le regole europee, ma stiamo creando una gestione efficiente che punta a far funzionare davvero l’economia circolare, con benefici concreti per i bilanci dei Comuni del nostro territorio”.

Maxi operazione di polizia al campo nomadi di Mirafiori: un arresto e tre denunce

Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nel quartiere Mirafiori di Torino, ponendo particolare attenzione alla baraccopoli di Corso Unione Sovietica.
L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. Mirafiori, è stata finalizzata al rafforzamento della sicurezza urbana, al contrasto dei fenomeni di illegalità diffusa e a garantire una presenza costante delle Forze dell’Ordine nelle aree maggiormente interessate da criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Nel corso dei controlli sono stati effettuati numerosi accertamenti nei confronti di persone e veicoli, verifiche amministrative e attività di prevenzione e vigilanza nei punti ritenuti maggiormente sensibili del quartiere. Particolare attenzione è stata inoltre rivolta alle aree maggiormente esposte a fenomeni di degrado e illegalità.
Nel corso dell’operazione, complessivamente, sono:
  • 66 le persone identificate e controllate, di cui: 38 maggiorenni con precedenti, 5 minorenni tutti italiani, extracomunitari di cui 3 con precedenti;
  • arrestato;
  • 3 denunciati in stato libertà;
  • 30 i veicoli controllati;
  • perquisizioni (due ex art. 41 TULPS e una ex art. 352 c.p.p);
  • sequestri di auto di grossa cilindrata per le seguenti ragioni: mancanza di assicurazione, mancanza di immatricolazione e per targhe inesistenti;
  • D.A.C.U.R. emessi dal Questore di Torino.
Nello specifico, gli operatori della Polizia di Stato hanno rinvenuto e sequestrato uno sfollagente, una pistola scacciacani piombata (riproduzione di un Revolver), una macchina nuova con targa francese, una macchina priva di targa esposta, all’interno del cui bagagliaio sono state trovate numerose targhe provvisorie francesi, e un motore d’auto risultato rubato. È stato altresì scovato, occultato all’interno della lavastoviglie di una abitazione, un disturbatore di frequenze (cd Jammer).
In tale circostanza, due cittadini italiani sono stati denunciati, rispettivamente per porto di armi o oggetti atti ad offendere e per intestazione fittizia di auto.
Dai primi accertamenti esperiti dagli investigatori, è altamente verosimile ipotizzare che una delle vetture sequestrate sia stata anche utilizzata per porre in essere truffe nei confronti delle persone anziane.
Una cittadina straniera è stata arrestata per evasione e denunciata per furto.
L’attività ha visto l’impiego di numerosi operatori della Polizia di Stato, supportati da equipaggi specializzati, della Polizia Locale e da personale dei Vigili del Fuoco; quest’ultimi hanno messo in sicurezza diverse abitazioni, controllando numerose bombole di gas e sequestrandone numerose, non a norma.
Al dispositivo ha preso parte personale del Commissariato di P.S. Mirafiori, del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del V° Reparto Mobile, della Squadra Mobile, dell’Ufficio Immigrazione, della Divisione Anticrimine della Questura di Torino, della Polizia Stradale, e del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica. Impiegati anche equipaggi motociclisti “Nibbio”, unità cinofile, artificieri, pattuglie a cavallo e un drone della Polizia di Stato per il monitoraggio delle aree interessate.

Auto nel Po a Torino dopo un inseguimento della polizia: si cercano due passeggeri

Nella notte tra martedì e mercoledì 5 agosto 2026, un’Audi A3 è precipitata nelle acque del Po all’altezza di via Aspromonte, a Torino, al termine di un inseguimento con la Polizia di Stato. L’episodio ha avuto origine in corso Moncalieri, quando il conducente della vettura ha ignorato l’alt imposto da una pattuglia, dando il via alla fuga.

Secondo le prime ricostruzioni, a bordo dell’auto si trovavano quattro persone. Un uomo è stato recuperato e trasportato in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazione ed è ricoverato sotto sorveglianza delle forze dell’ordine. Un altro occupante sarebbe invece riuscito ad allontanarsi subito dopo l’incidente, facendo perdere le proprie tracce. Rimane al momento incerta la sorte degli altri due passeggeri.

Le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati nelle ricerche all’interno del fiume per accertare l’eventuale presenza degli altri occupanti della vettura.

Incroci più accessibili: segnalatori acustici e chiamata per quattro semafori trafficati

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Quattro importanti incroci cittadini saranno dotati di nuovi dispositivi acustici e sistemi di chiamata per facilitare l’attraversamento delle persone con disabilità visiva. La Giunta comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato l’intervento nell’ambito del progetto ToMove.

“In questi anni abbiamo costruito un confronto costante con associazioni e persone con disabilità visiva per capire quali fossero gli elementi della città capaci di incidere maggiormente sull’autonomia degli spostamenti – spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –. Questo percorso, sviluppato anche attraverso ToMove, il laboratorio con cui Torino sperimenta nuove soluzioni per una mobilità più intelligente, connessa e accessibile, ci ha permesso di individuare alcuni nodi strategici del trasporto pubblico su cui intervenire. I lavori che partiranno nei prossimi mesi rappresentano un primo passo per rendere questi luoghi più fruibili e sicuri per tutte e tutti”.

Gli interventi riguarderanno gli impianti semaforici all’incrocio tra corso Francia e corso Marche, all’accesso della fermata Marche della metro 1; in piazza Massaua, altro punto di interscambio con la stessa linea; in corso Vittorio Emanuele II all’altezza di piazza Carlo Felice, proprio davanti alla stazione di Porta Nuova; e in corso Massimo D’Azeglio all’incrocio con corso Dante, non lontano dalla fermata Dante della metro. Si tratta di punti particolarmente frequentati, dove ogni giorno migliaia di persone si spostano passando dalla metropolitana agli autobus e ai tram.

L’investimento è di quasi 95 mila euro, interamente finanziato attraverso il Fondo complementare al PNRR nell’ambito del programma “Mobility as a Service for Italy”. I lavori saranno realizzati da Iren Smart Solutions e dovranno concludersi entro l’autunno di quest’anno.

Il segnale acustico e il pulsante a chiamata sono solo il primo intervento per migliorare l’accessibilità di queste intersezioni, ma rappresentano già, da soli, un aiuto concreto per muoversi in autonomia. I percorsi tattili di orientamento, che completeranno l’eliminazione delle barriere sensoriali, saranno realizzati successivamente con altri finanziamenti.

Piemonte, in arrivo nove bandi per lo sport: sostegni alle attività giovanili

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La Regione Piemonte si prepara a pubblicare nove nuovi bandi destinati al mondo dello sport. I provvedimenti, che dovrebbero essere disponibili entro la prima metà di ottobre, sono stati presentati al Grattacielo Piemonte nel corso di un incontro tra l’assessore regionale allo Sport Paolo Bongioanni e i rappresentanti del Coni Piemonte, delle 50 Federazioni sportive e dei 15 Enti di Promozione Sportiva attivi sul territorio.

L’obiettivo è ampliare gli strumenti di sostegno alle associazioni e agli organismi sportivi piemontesi, finanziando attività e spese sostenute nel corso del 2026. Le misure riguardano sia l’attività di base sia quella agonistica, con interventi dedicati allo sport paralimpico, alla promozione dell’attività motoria, ai grandi eventi, ai giovani talenti e agli sport invernali.

«È un programma che abbiamo scritto assieme al Coni e al Cip – che ringrazio attraverso i loro presidenti regionali piemontesi Stefano Mossino e Silvia Bruno -, alle Federazioni e agli Eps. Abbiamo messo a punto il più ampio ventaglio di interventi mai varato a favore dello sport piemontese, perché va a sostenere a 360° come mai prima le attività, gli eventi e le esigenze organizzative delle tante realtà attive in Piemonte nello sport dilettantistico: da quello agonistico a quello dei disabili, dal vivaio dei giovani campioni alle pratiche diffuse di avviamento allo sport per tutti. Attraverso questi nove bandi la Regione sosterrà concretamente le Federazioni, gli Eps e le tantissime società affiliate in tutto il Piemonte, dalle spese quotidiane per sedi e utenze all’organizzazione di tornei ed eventi, dalla missione di selezionare e coltivare il vivaio dei nostri futuri campioni fino all’organizzazione di grandi eventi in grado di generare turismo e ricadute per tutto il territorio», ha dichiarato l’assessore Bongioanni.

Tra le principali novità figurano l’introduzione di un sostegno specifico alle associazioni sportive affiliate al Comitato Italiano Paralimpico e nuovi interventi dedicati alla promozione dello sport di base. Tornano inoltre due linee di finanziamento rivolte agli sport invernali: una a favore degli sci club per contribuire ai costi delle piste di allenamento e l’altra destinata a progetti che favoriscano l’avvicinamento degli studenti piemontesi allo sci attraverso iniziative a costi agevolati.

Sono stati confermati anche i contributi per le Gran Fondo e le Marathon ciclistiche, oltre ai bandi dedicati agli sport tradizionali piemontesi, come la pallapugno e la palla tamburello.

Nel dettaglio, i bandi riguarderanno nove ambiti: Sport per Tutti, Sport e disabilità, Eccellenza Sportiva, Eventi Sportivi, Gran Fondo e Marathon di ciclismo, Eccellenza Sportiva – Sci Club, Progetti Strategici – Sport Invernali, Sport Tradizionali Piemontesi e Promozione dello sport.

Per il presidente del Coni Piemonte, Stefano Mossino, il piano risponde ad alcune delle esigenze più sentite dal sistema sportivo regionale: «È un piano ampio e completo che mette a terra le linee più apprezzate dal Coni e dalle Federazioni: sostenere lo sport giovanile, dei disabili e il mondo neve, e contemporaneamente supportare i comitati regionali nell’impegno oneroso di coltivare i nostri talenti sportivi d’eccellenza che rappresentano straordinari testimonial del Piemonte».

I contributi saranno destinati alle attività svolte e alle spese sostenute nel corso dell’anno solare 2026. La pubblicazione dei bandi è prevista entro la prima decade di ottobre.

Anagrafi, sportelli aperti anche ad agosto per agevolare il rinnovo delle carte d’identità

Per far fronte all’aumento delle richieste di sostituzione della vecchia carta d’identità cartacea con la Carta d’identità elettronica (CIE), gli uffici anagrafici della Città di Torino resteranno aperti anche per tutto il mese di agosto, mantenendo i consueti orari di apertura al pubblico.

A rimanere operative saranno l’anagrafe centrale di via della Consolata e le 11 sedi anagrafiche decentrate distribuite sul territorio (qui gli orari). L’apertura nel periodo estivo sarà resa possibile grazie all’impiego di personale aggiuntivo della task force, che consentirà di garantire adeguati livelli di produttività anche durante il periodo di ferie estive del personale di ruolo. Nel periodo estivo, a partire dall’8 agosto saranno invece sospese le aperture straordinarie il sabato.

Una scelta pensata in particolare per rispondere alle esigenze di chi deve recarsi all’estero, nei paesi dell’Unione Europea e in quelli nei quali non è necessario il passaporto, e ha quindi la necessità di disporre di un documento di identità valido; nonostante l’intervento del Governo con il Decreto Legge 108 del 26 giugno abbia, di fatto, prorogato sino al 31 gennaio 2027 la validità dei documenti cartacei non scaduti per una serie di rapporti e funzioni fondamentali. La Città di Torino ha scelto comunque di proseguire con il piano straordinario già avviato, mantenendo l’obiettivo di favorire il più possibile la progressiva sostituzione dei documenti cartacei con la CIE e offrendo ai cittadini un servizio accessibile anche durante il mese di agosto.

L’impegno organizzativo messo in campo dai Servizi demografici ha permesso negli ultimi mesi di accelerare significativamente il percorso di sostituzione dei documenti. Dal 1° gennaio 2026, infatti, sono state emesse complessivamente 87.321 CIE (dato aggiornato all’11 luglio), con un incremento del 35 per cento rispetto al numero di carte d’identità elettroniche emesse nel primo semestre del 2025.

TorinoClick

Torino sempre più calda: a Barriera di Milano sfiorati i 39 gradi, nei parchi giochi pavimentazioni a 75°C

Torino è tra le città italiane dove le ondate di calore colpiscono con maggiore intensità i quartieri periferici. È quanto emerge dal bilancio della campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, promossa da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana e a RSE, che ha monitorato sei grandi città italiane tra giugno e luglio 2026.

Per il capoluogo piemontese i dati mettono in luce la situazione di Barriera di Milano, dove durante i rilievi è stata registrata la temperatura dell’aria più elevata dell’intera indagine: 39 gradi, rilevati l’8 luglio nelle ore più calde della giornata.

Ancora più impressionanti sono le temperature raggiunte dalle superfici urbane esposte al sole. Nel Giardino Giuseppe Saragat, la pavimentazione antitrauma in gomma sotto gli scivoli ha toccato 75,6 gradi, il valore più alto registrato durante la campagna. Anche l’asfalto supera facilmente i 50 gradi quando non è protetto dall’ombra, trasformando strade, piazze e aree gioco in vere e proprie isole di calore.

L’indagine evidenzia inoltre come il problema interessi soprattutto i quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico. Nelle sei periferie analizzate a livello nazionale, quasi due infrastrutture su tre – tra fermate del trasporto pubblico, aree gioco, panchine e spazi pubblici – risultano completamente esposte al sole nelle ore centrali della giornata, aumentando il disagio per anziani, bambini e persone vulnerabili.

Lo studio analizza anche l’evoluzione delle temperature negli ultimi undici anni. A Torino cresce il numero dei quartieri che nei mesi estivi raggiungono le fasce termiche più elevate: rispetto al 2015 sono cinque in più quelli che arrivano a temperature superficiali comprese tra 46 e 50 gradi nel mese di giugno. A luglio si osserva uno spostamento verso la fascia tra 41 e 45 gradi, mentre ad agosto diminuiscono le aree che superano i 46 gradi, ma aumenta il numero dei quartieri caratterizzati da temperature comunque molto elevate.

Secondo Legambiente, il fenomeno delle isole di calore urbane è destinato ad accentuarsi se non verranno adottati interventi di adattamento climatico. Tra le misure indicate figurano l’aumento delle alberature, la realizzazione di nuovi spazi verdi, la riduzione delle superfici asfaltate e la creazione di rifugi climatici accessibili alla popolazione durante le ondate di calore.

«Il caldo torrido e le ondate di calore – afferma Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente – non colpiscono tutti allo stesso modo. Nei quartieri con meno servizi e meno aree verdi l’esposizione alle alte temperature è maggiore e aumenta il rischio per la salute. Per questo è necessario intervenire partendo proprio dalle periferie».

Per l’associazione ambientalista, l’adeguamento delle città ai cambiamenti climatici non può più essere rinviato. La richiesta al Governo è quella di finanziare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e accelerare gli investimenti nelle infrastrutture verdi, considerate uno degli strumenti più efficaci per mitigare gli effetti delle estati sempre più calde.

Piemonte, il Pil cresce dello 0,86%. Costruzioni e turismo sostengono l’economia, ma rallenta il lavoro

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L’economia piemontese continua a crescere, ma lo fa con ritmi moderati e con segnali contrastanti. Secondo il PILNOW, l’indicatore elaborato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, tra aprile e giugno 2026 il prodotto interno lordo regionale è aumentato dello 0,86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del terzo trimestre consecutivo in crescita, nonostante le ripercussioni economiche legate alla crisi in Medio Oriente e all’aumento dei costi energetici e dei trasporti.

L’incremento è leggermente inferiore alla media italiana e a quella dell’Unione Europea, entrambe stimate intorno all’1%, ma conferma una dinamica positiva. A sostenere l’attività economica sono soprattutto il comparto delle costruzioni, ancora favorito dagli investimenti collegati al PNRR, e il turismo, mentre l’industria manifatturiera continua a mostrare segnali di debolezza.

Il valore del Pil regionale raggiunge i 172,6 miliardi di euro a prezzi correnti, con un Pil pro capite di circa 40.200 euro, superiore alla media nazionale ma ancora distante da quello delle principali aree economiche europee. Resta inoltre irrisolta la distanza rispetto ai livelli di ricchezza registrati prima della crisi del 2008.

Sul fronte del lavoro emergono le principali criticità. Gli occupati diminuiscono dell’1,3% su base annua, in controtendenza rispetto al lieve aumento registrato a livello nazionale. La flessione interessa soprattutto il settore manifatturiero, dove si continua a fare ricorso alla cassa integrazione, mentre l’edilizia resta l’unico comparto in espansione. Anche il terziario rallenta e, dopo la forte crescita dello scorso anno, commercio e turismo mostrano i primi segnali di raffreddamento.

Le esportazioni si mantengono su livelli elevati, con un valore annualizzato di circa 62 miliardi di euro, vicino al record raggiunto nel 2023. Tuttavia, l’effetto dell’inflazione riduce il valore reale delle vendite all’estero, evidenziando una perdita di competitività rispetto agli anni precedenti.

Proprio l’inflazione torna a rappresentare un elemento di preoccupazione. Nel secondo trimestre sale al 3%, superando il livello considerato ottimale dalla Banca centrale europea. A incidere maggiormente sono gli aumenti dei costi dell’abitazione, dei trasporti e dei servizi turistici, mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari risulta più contenuta.

Le famiglie continuano a sostenere i consumi anche grazie al credito al consumo, in aumento rispetto allo scorso anno. Più debole, invece, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese, un segnale che riflette la prudenza degli investimenti, in particolare nel comparto industriale.

Tra gli elementi positivi figurano l’aumento dei consumi di energia elettrica e la ripresa della logistica pesante, indicatori che suggeriscono una buona tenuta dell’attività economica regionale.

«Il Piemonte accelera per il terzo trimestre consecutivo e si accoda alla media europea – commenta Valdimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – ma questa crescita viene da motori in fase di esaurimento: costruzioni, turismo e credito al consumo, mentre il manifatturiero, cuore storico della nostra economia, resta in difficoltà strutturale e le esportazioni continuano a perdere terreno in termini reali. L’occupazione si ferma, la Cassa Integrazione pesa ancora sulla manifattura, e l’inflazione torna a salire proprio mentre il conflitto in Medio Oriente aggiunge un’incertezza energetica che potrebbe farsi sentire con più forza nei prossimi trimestri. I segnali di resilienza ci dicono che l’economia reale è viva. Ora servirebbero nuovi stimoli: un rinnovato impegno negli investimenti aziendali innovativi, nuovi mercati, per trasformare questa tenuta in una crescita vera.»