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Referendum: Torino boccia la riforma, ma il Piemonte è spaccato

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Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia si è concluso a livello nazionale con la prevalenza del “No”, che ha superato il 53% dei voti, segnando quindi una bocciatura complessiva del progetto di riforma. All’interno di questo quadro generale, il voto in Torino e in Piemonte offre una lettura particolarmente interessante, caratterizzata da differenze marcate tra il capoluogo e altre aree della regione.

Nel caso di Torino, il risultato è stato decisamente netto: la maggioranza degli elettori ha respinto la riforma con una percentuale vicina ai due terzi dei voti, lasciando al “Sì” uno spazio molto più ridotto. Si tratta di un dato significativo, che conferma l’orientamento critico dell’elettorato urbano nei confronti del quesito referendario. Anche la partecipazione è stata elevata, segno di un forte coinvolgimento dei cittadini su un tema percepito come rilevante.

Spostando lo sguardo all’intero Piemonte, il risultato finale vede comunque prevalere il “No”, in linea con l’andamento nazionale, ma con uno scarto più contenuto rispetto a quello registrato nel capoluogo. Tuttavia, limitarsi al dato complessivo rischia di nascondere una realtà più articolata. All’interno della regione, infatti, non tutte le aree si sono espresse nello stesso modo: accanto a territori che hanno seguito la linea di Torino, ve ne sono altri in cui il “Sì” ha ottenuto la maggioranza dei consensi.

Questa distribuzione del voto mette in evidenza una frattura territoriale piuttosto chiara. Le zone più urbanizzate e densamente popolate, con Torino in primo piano, hanno espresso una contrarietà più marcata alla riforma, mentre diverse aree provinciali hanno mostrato un orientamento opposto, sostenendo il cambiamento proposto dal referendum. In questo senso si può dire che, pur risultando complessivamente contrario, il Piemonte presenta al suo interno una componente significativa favorevole al “Sì”.

Il peso demografico di Torino ha avuto un ruolo determinante nell’indirizzare l’esito regionale: il largo vantaggio del “No” registrato in città ha contribuito in modo decisivo a fissare il risultato finale del Piemonte. Senza il contributo del capoluogo, l’equilibrio tra le due opzioni sarebbe stato molto più incerto.

Risultati per provincia (indicativi, a spoglio completato)

  • Provincia di Torino
    No nettamente prevalente (oltre il 60% nel capoluogo, più alto rispetto alla media regionale)
  • Provincia di Cuneo
    Prevalenza del No
  • Provincia di Novara
    Prevalenza del No
  • Provincia di Alessandria
    Prevalenza del Sì
  • Provincia di Asti
    Leggera prevalenza del Sì (dato più equilibrato)
  • Provincia di Biella
    Prevalenza del Sì
  • Provincia di Vercelli
    Prevalenza del Sì
  • Provincia del Verbano-Cusio-Ossola
    Prevalenza del Sì

Dato complessivo regionale

  • No: circa 53,5%
  • Sì: circa 46,5%

Referendum Giustizia, a Torino stravince il NO con quasi il 65%

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Referendum Città di Torino – Seggi 918 su 919. Dati ufficiosi non definitivi alle ore 18:34:17

voto n° voti %
SI 141.305 35,23
NO 259.794 64,77
votanti n° voti %
Votanti 403.188 63,88
Tot. Voti Validi 401.099 99,48


Dati ufficiosi non definitivi
 alle ore 17:01:11 di oggi 23 marzo
Seggi 865 su 919

voto n° voti %
SI 132.283 35,23
NO 243.232 64,77

Referendum Torino città: Dati ufficiosi non definitivi alle ore 16:38:09

Seggi 768 su 919

voto n° voti %
SI 116.391 35,31
NO 213.235 64,69

Referendum costituzionale, 63,88% l’affluenza finale a Torino

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze finali degli elettori di Torino alla chiusura dei seggi, che è stata pari al 63,88% (votanti 403.449 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza finale era stata del 41,4%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza finale era stata del 48,5%.

Immediatamente dopo la chiusura dei seggi sono iniziate le operazioni di scrutinio. I risultati dello spoglio in tempo reale sono consultabili all’indirizzo: https://elezioni.comune.torino.it/2026/referendumcostituzionale/

Sono 17450 le nuove tessere elettorali rilasciate nei due giorni di apertura dall’ufficio elettorale di corso Valdocco e dalle sedi anagrafiche aperte in via straordinaria nella giornata di domenica. Circa 1.500 i dipendenti comunali che sono stati coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. (TorinoClick)

Affluenza a Torino Città di domenica: 49,94%.

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 23, che è stata pari al 49,94% (votanti 315.386 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza alle 23 era stata del 32,2%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza alle 23 era stata del 36,97%.

I seggi sono aperti lunedì 23 dalle 7 alle 15. La rilevazione finale delle affluenze verrà comunicata dopo le ore 15.

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Affluenza a Torino Città domenica ore 19:  40,15%.

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L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 12 per il quesito referendario:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?» (Scheda di colore verde)

Votanti: 67.883 su 631.560 pari al 10,75% ore 12

Nella precedente tornata elettorale di referendum, che si è svolta l’8 e il 9 giugno 2025, l’affluenza, alle 12, era stata del 9,61%.

La prossima rilevazione delle affluenze è in programma alle ore 19.

TorinoClick

Torino e’ una citta’ vecchia. Solitudine e squilibrio demografico

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I quartieri piu’ anziani: Borgo Po, Mirafiori e Pozzo Strada.

Torino è oggi una delle città più anziane d’Italia. I dati dell’ISTAT parlano chiaro: l’età media supera i 48 anni e oltre il 26 per cento dei residenti ha più di 65 anni. Un primato che non resta confinato alle statistiche, ma si riflette nella vita quotidiana, nei ritmi della città, nel modo in cui gli spazi vengono vissuti e attraversati.Molti anziani vivono soli con la speranza di restare autonomi; abitano in case grandi, pensate per famiglie che nel tempo si sono ridotte o scomparse. Oltre alla povertà economica, a pesare è la solitudine: una condizione diffusa e silenziosa che raramente diventa emergenza, ma che segna profondamente la qualità della vita. A Torino la solitudine è diventata una delle forme più diffuse di fragilità urbana.

Molti anziani conducono una vita ordinata e autonoma, ma con relazioni sempre più ridotte. Il quartiere, un tempo rete di conoscenze e vicinanza, si è progressivamente assottigliato. Le giornate scorrono tra casa, piccoli acquisti e qualche visita medica. Non è un isolamento drammatico, ma una solitudine lenta e quotidiana. Questo invecchiamento non è casuale, e’ il risultato di una storia lunga: Torino è stata città industriale, città del lavoro stabile, della permanenza.

Chi oggi è anziano ha spesso vissuto tutta la propria vita nello stesso quartiere, nello stesso palazzo: le radici sono profonde. I giovani, invece, arrivano per studiare o per le prime esperienze lavorative, ma difficilmente restano a lungo. La città forma competenze, ma fatica a trattenere le nuove generazioni. Il risultato è uno squilibrio demografico che tende a crescere nel tempo. Accanto a questa Torino anziana esiste però una città giovane e temporanea, migliaia di studenti arrivano ogni anno nelle università cittadine e si concentrano soprattutto in quartieri come San Salvario, Vanchiglia o Aurora. La loro presenza porta movimento, nuovi locali, affitti brevi, ma raramente si trasforma in radicamento stabile.

È una vitalità che anima i quartieri, ma che spesso resta di passaggio. Da un punto di vista territoriale, dunque, Torino non invecchia in modo uniforme: alcuni quartieri presentano una popolazione molto anziana, con un ricambio quasi assente. È il caso delle zone residenziali storiche come la collina torinese, Borgo Po, Mirafiori e alcune aree di San Paolo e Pozzo Strada, dove vivono soprattutto famiglie di lunga data e pensionati. In questi quartieri la città appare più ferma, i cambiamenti più lenti, le relazioni spesso consolidate ma ristrette. Ne emerge una Torino divisa anche per età, dove l’invecchiamento segue linee geografiche precise e contribuisce a creare città diverse dentro la stessa città. In questo equilibrio fragile svolge un ruolo importante anche il lavoro di cura.

In molte case torinesi l’assistenza agli anziani è affidata a donne straniere, soprattutto dell’Est Europa e dell’America Latina. Le badanti, infatti, sono diventate una presenza quotidiana insostituibile nei condomini e nei quartieri, svolgono, infatti, un ruolo fondamentale nel mantenere l’autonomia delle persone anziane, ma restano spesso invisibili nel racconto pubblico della città. Questa situazione pone una sfida importante.

Da un lato aumentano i bisogni di assistenza, di servizi di prossimità e di politiche per la non autosufficienza. Dall’altro, il rischio è quello di una città sempre più statica, poco attrattiva per chi è giovane. Eppure gli anziani non sono soltanto un problema da gestire, rappresentano, al contrario, una risorsa: tempo, esperienza, memoria, presenza nei quartieri. La vera questione è se Torino saprà trasformare il proprio invecchiamento in un progetto di città più solidale e inclusiva, oppure se continuerà semplicemente a invecchiare, lentamente, in silenzio.

Di Maria La Barbera

Conclusa la “Settimana con la famiglia 2026”, dedicata quest’anno al progetto “CASA”

 

Si è conclusa domenica 22 marzo scorso la “Settimana con la famiglia 2026”, organizzata dal forum Famiglie Piemonte con numerose riflessioni su affidi e adozioni. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al progetto “CASA”(Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza), volto a promuovere la cultura dell’accoglienza dei minori e la solidarietà familiare attraverso l’affido e l’adozione con lo slogan “Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre”.

Cristina Riccardi, vicepresidente Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), ha illustrato i dati che registrano in Italia 20 mila e 592 minori in comunità (1465 in Piemonte con crescita del 13% a livello nazionale e del 23% a livello regionale), e 15 mila e 75 in affido familiare (2621 in Piemonte) con una crescita dell’1,8% del dato nazionale e un calo di quasi l’8% a livello regionale). In questo contesto, l’obiettivo del progetto CASA è triplice: aumentare il numero di famiglie affidatarie, accompagnare le famiglie accoglienti in un percorso di formazione, sostenere i minori, figli affidati o adottati.

Una particolare sottolineatura è arrivata da Matteo Fadda, della comunità Papa Giovanni XXIII, per il progetto “Avrò cura di te”, che sostiene le famiglie affidatarie di bambini con patologie gravi, nei quali sono coinvolti anche gli studenti torinesi di materie socio-sanitarie. Significativa è stata la testimonianza di Muluye Feraboli, che ha raccontato dalle pagine del suo libro, intitolato “Scegli me”, la sua storia di bambina etiope abbandonata a quattro anni dopo gravi episodi di violenza in un mercato di Addis Abeba, e adottata a sei anni da una famiglia italiana dalla quale è stata accolta.

“Dopo il male puro che ho vissuto, ho scelto il bene perché mi fa stare meglio, e ho deciso di riutilizzare i torti subiti per essere di aiuto agli altri”.

Feraboli parteciperà alla prossima edizione del Salone OFF, nell’ambito del Salone del Libro di Torino.

Francesco Belletti, direttore del Cisf, Centro Italiano Studi Famiglia, ha presentato il rapporto 2025 dal titolo “Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità”, evidenziando come “il benessere psicologico delle persone possa essere salvaguardato e protetto nella dialettica tra famiglie e società”.

Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, ha presentato il suo libro “Rivoluzione famiglia”, invitando a “guardare alle famiglie come un soggetto sociale al quale prestare attenzione attraverso interventi strutturali e stabili, anziché i bonus elargiti di volta in volta, e con una riforma fiscale che consideri il ‘fattore famiglia’.

“Abbiamo vissuto una settimana molto intensa e partecipata – afferma il presidente del Forum delle associazioni familiari, Roberto Gontero – approfondendo il tema dell’accoglienza e sottolineando il ruolo prezioso delle famiglie nella società”.

Mara Martellotta

Ferito da un colpo di arma da fuoco a Moncalieri

Ieri sera verso le 20 a Moncalieri,  un uomo è rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco in corso Roma. L’uomo, di 40 anni, è stato ferito al braccio mentre si trovava in compagnia del fratello. È stato trasportato al CTO. Ora i carabinieri cercano di risalire all’autore dello sparo.

A 40 anni dallo scandalo del metanolo: meno etichette, più voce. Il Piemonte oltre la retorica del vino

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L’OPINIONE

Dal metanolo alla qualità: quarant’anni dopo, il vino italiano è un’altra cosa. I numeri parlano chiaro — meno quantità, più valore, denominazioni passate dal 10% al 60%, export moltiplicato — ma la vera domanda oggi non è più cosa siamo diventati è:  “come lo raccontiamo”?

Il Piemonte del vino è arrivato dove voleva arrivare. Anzi, oltre. Le Langhe e il Monferrato non devono più dimostrare nulla: sono diventati un riferimento globale per i vini rossi: Barolo, Barbaresco, Barbera

Allora il punto è un altro. Se il livello si è alzato così tanto, perché il modo di comunicarlo è rimasto così uguale?  Stesse parole, stessi codici, stessa estetica rassicurante. Territorio, tradizione, eccellenza. Tutto vero, per carità. Ma anche tutto terribilmente omologato, quasi invisibile.

La domanda scomoda che dobbiamo porci è questa: “c’è davvero ancora bisogno di raccontare l’identità del vino piemontese come se fosse una scoperta? Non è forse arrivato il momento di cambiare linguaggio?”

Perché oggi il consumatore non è più quello degli anni ’90. È più curioso, meno reverente, più distante da certi rituali. E forse proprio per questo più disposto ad ascoltare — ma solo se qualcuno smette di parlargli dall’alto.

Perché la qualità, ormai, è acquisita. Adesso tocca alla voce.


Chiara Vannini

 

 

 

1. La vicenda del vino al metanolo (1986)
Nel marzo 1986 scoppiò in Piemonte, soprattutto tra le province di Cuneo e Asti, uno dei più gravi scandali alimentari italiani. Alcuni produttori senza scrupoli alterarono vini economici aggiungendo metanolo, una sostanza tossica, per aumentarne artificialmente la gradazione alcolica e il prezzo di vendita. Le conseguenze furono drammatiche: 23 persone persero la vita, oltre 150 rimasero intossicate e molte subirono danni permanenti, tra cui la perdita della vista.

Le indagini portarono alla luce un sistema di frodi diffuso e coinvolsero numerose aziende, con processi e condanne per i responsabili. L’impatto sul settore fu immediato: i consumi crollarono, le esportazioni subirono forti limitazioni e l’immagine del vino italiano venne seriamente compromessa a livello internazionale.

Tuttavia, da questa crisi nacque una svolta importante: furono introdotti controlli più rigorosi, si rafforzò il sistema delle denominazioni di origine e si avviò un progressivo passaggio verso una produzione orientata alla qualità e alla valorizzazione del territorio.

2. L’export del vino piemontese oggi (dati recenti)
Attualmente il Piemonte si conferma tra le principali regioni italiane per esportazione di vino. Nel 2025 il valore delle vendite all’estero ha superato 1,15 miliardi di euro, pari a circa il 15% dell’export nazionale, collocando la regione tra le prime tre in Italia.

Il dato evidenzia però una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (circa -2%), legata a un contesto internazionale più complesso: incidono fattori come il rallentamento dei consumi, le tensioni commerciali e alcune difficoltà nei mercati chiave, come quello statunitense.

Nonostante queste criticità, il settore resta competitivo: una quota significativa della produzione regionale (intorno al 60%) è destinata ai mercati esteri. Accanto ai tradizionali sbocchi europei e nordamericani, si stanno rafforzando nuove aree di crescita, tra cui Medio Oriente e Asia.

Il Piemonte continua quindi a puntare su vini di fascia alta, certificazioni di qualità e forte identità territoriale, mantenendo un ruolo di primo piano nello scenario vitivinicolo internazionale.

Tornano i treni del mare, Torino e Liguria più vicine

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Saranno 18 i treni aggiuntivi (2 il venerdì, 5 il sabato e 11 la domenica) che, oltre alla normale programmazione, viaggeranno tra Torino e la Riviera ligure di Ponente. Un’offerta ormai attesa e molto utilizzata, con convogli che registrano numeri importanti e confermano quanto il collegamento ferroviario verso la Riviera sia sempre più centrale per i piemontesi.

C’è un momento, ogni anno, in cui il Piemonte torna a guardare verso sud con un desiderio antico: quello del mare. Non è soltanto una partenza, né un semplice spostamento. È un rito che si rinnova, fatto di binari che scendono tra colline e gallerie, inseguendo l’odore della salsedine fino alla Riviera ligure.

Da giovedì 2 aprile, con l’arrivo delle festività pasquali e poi nei fine settimana, tornano i “treni del mare”: convogli che non sono solo mezzi di trasporto, ma fili tesi tra due mondi, tra la pianura e l’orizzonte aperto. Un ponte di ferro e memoria che unisce il Piemonte alla Liguria, riportando in vita una tradizione che sa di valigie leggere, di partenze all’alba e di finestrini spalancati sul vento.

Negli anni, questo servizio è cresciuto insieme al desiderio dei viaggiatori. Sempre più persone scelgono il treno per raggiungere la Riviera di Ponente, trasformando il viaggio stesso in parte dell’esperienza: un’alternativa all’auto, certo, ma soprattutto un modo diverso di arrivare, più lento, più umano, più vicino al paesaggio.

«I treni del mare si confermano anche quest’anno un servizio strategico per il Piemonte», sottolinea l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. E i numeri lo raccontano chiaramente: 18 convogli aggiuntivi si affiancheranno alla programmazione ordinaria — due il venerdì, cinque il sabato e undici la domenica — disegnando una rete più fitta, quasi a voler accorciare la distanza tra Torino e il blu del Mediterraneo.

Sono treni pieni di attese e ritorni, di famiglie, di giovani in cerca di sole, di viaggiatori abituali che conoscono a memoria ogni curva della linea. Treni che attraversano il tempo prima ancora che lo spazio, riportando alla luce una consuetudine che appartiene alla storia condivisa di queste due regioni.

Dietro questo servizio c’è una visione più ampia: investire nella mobilità ferroviaria, renderla competitiva, alleggerire il traffico delle strade che, nei giorni di punta, si trasformano in lunghi serpentoni verso la costa. Ma c’è anche qualcosa di più sottile, meno misurabile: la qualità del viaggio, il piacere di partire senza fretta, il ritorno a un modo di muoversi che lascia spazio allo sguardo.

Torino, Referendum 22 e 23 marzo: informazioni utili, dati e numeri 

 

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum popolare confermativo della Legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. I seggi saranno aperti domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio inizieranno alle ore 15 di lunedì 23 marzo.

La Città di Torino invita gli elettori a controllare la propria tessera elettorale e ricorda che, in caso di tessera smarrita o con gli spazi tutti timbrati, occorre richiedere un duplicato o una nuova tessera.

RILASCIO DELLA TESSERA ELETTORALE
La tessera elettorale può essere richiesta fino a giovedì 19 marzo presso l’Ufficio elettorale di corso Valdocco 20 – aperto con orario continuato dalle ore 8.15 alle 15 – e presso le anagrafi decentrate, durante i consueti orari di apertura.
Nelle giornate di venerdì 20, sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 marzo l’ufficio elettorale e alcune sedi anagrafiche saranno aperti in via straordinaria per il rilascio delle tessere e dei duplicati con le seguenti modalità:

Ufficio Elettorale
Corso Valdocco 20, piano rialzato

  • Venerdì 20 e sabato 21 marzo dalle ore 8.15 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Anagrafi decentrate
Circoscrizione 2 (via Guido Reni 96/15) – Circoscrizione 3 (corso Racconigi 94) – Circoscrizione 5 (via Stradella 192) – Circoscrizione 8 (via Campana 30)

  • Domenica 22 marzo dalle ore 8.30 alle 17.30

Esclusivamente presso l’anagrafe Centrale di via Giulio 22 sarà possibile ottenere il duplicato della carta d’identità nel caso in cui l’elettore sia privo di documenti di riconoscimento:

  • Venerdì 20 marzo dalle ore 14.30 alle 18
  • Sabato 21 marzo dalle ore 8.30 alle 18
  • Domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15

Smarrimento o deterioramento della tessera elettorale
In caso di smarrimento l’elettore può richiedere un duplicato della tessera elettorale mediante autocertificazione, senza necessità di presentare denuncia alle autorità competenti. Se la tessera risulta deteriorata deve essere riconsegnata.
Per il rilascio del duplicato è necessario esibire un documento di riconoscimento, mentre per l’emissione di una nuova tessera occorre esibire, oltre al documento d’identità, la tessera precedente con tutti i diciotto spazi per la certificazione del voto timbrati.
Gli elettori con tessera elettorale completa per esaurimento degli spazi disponibili, e impossibilitati a recarsi presso gli uffici comunali, potranno stampare autonomamente un attestato sostitutivo della tessera elettorale, valido esclusivamente per la votazione di domenica 22 e lunedì 23 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla propria area personale sul sito della Città di Torino https://www.comune.torino.it/ e compilando il modulo on line. Il servizio sarà disponibile da mercoledì 18 marzo e fino alle ore 15 di lunedì 23 marzo. L’attestato sostitutivo è rilasciato in carta libera e non può essere richiesto per altri componenti del nucleo familiare.

TRASPORTO GRATUITO PER ELETTORI CON DIFFICOLTÀ DI DEAMBULAZIONE
Nelle due giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo la Città di Torino organizza un servizio di trasporto assistito e gratuito per accompagnare ai seggi gli elettori impossibilitati o con grave riduzione della capacità di deambulazione autonoma.
Il servizio può essere prenotato telefonando al numero 011.01128008: fino a domenica 22 marzo dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle 17, lunedì 23 marzo dalle ore 9 alle 12.

COME TROVARE LA PROPRIA SEZIONE ELETTORALE
Accedendo alla sezione ToSeggio sul sito della Città di Torino https://elezioni.comune.torino.it/toseggio.shtml e inserendo via e numero civico di residenza è possibile conoscere il numero e l’ubicazione della propria sezione elettorale. Fanno eccezione gli elettori che hanno effettuato un cambio di indirizzo apartire dal 5 febbraio 2026, che voteranno nella sezione corrispondente al precedente indirizzo di residenza.

COME SI VOTA
Per votare è necessario presentare un documento di riconoscimento personale (qualsiasi documento di identificazione munito di fotografia rilasciato dalla Pubblica Amministrazione) e la tessera elettorale personale.L’identificazione dell’elettore è possibile anche con documenti scaduti, purché regolari e idonei ad assicurare il riconoscimento dell’elettorale. In mancanza di idoneo documento, l’identificazione può avvenire anche tramite attestazione di uno dei componenti del seggio che conosca personalmente l’elettore.

DATI E CURIOSITÀ
I cittadini torinesi aventi diritto al voto sono 631.560 (332.781 femmine e 298.779 maschi). Gli elettori che voteranno per corrispondenza, perché residenti o temporaneamente residenti all’estero, sono 59.393.
Sono 23.820 i torinesi che voteranno per la prima volta. Il dato comprende nuovi maggiorenni, nuovi residenti, nuovi cittadini italiani e persone che hanno ripristinato la residenza dopo periodi di irreperibilità.
neomaggiorenni sono in totale 5.922 (2.899 femmine e 3.022 maschi). Tra loro, 18 (8 femmine e 10 maschi) compiranno 18 anni domenica 22 marzo.

I torinesi con più di 100 anni sono 497 (405 femmine e 92 maschi). L’elettrice più longeva, la signora Anna, ha 111 anni.
Le sezioni elettorali sul territorio cittadino sono 919, tra cui 50 sezioni speciali con raccolta del voto presso luoghi di cura o di detenzione e 61 sezioni volanti.
Sono 969 i presidenti di seggio nominati (919 sezioni ordinarie + 50 seggi speciali) e 2.913 gli scrutatori. I compensi esentasse, previsti dalla Legge, sono:

  • Presidenti: 149,50 euro
  • Scrutatori e segretari: 119,60 euro
  • Scrutatori di seggio speciale: 60,95 euro
  • Presidenti di seggio speciale: 90,85 euro

A seguito della notifica dei decreti di nomina, le rinunce all’incarico registrate alla data odierna sono pari a circa il 20% per gli scrutatori, un dato fisiologico e in linea con le attese. Per sostituirli, la Città attingerà alla banca dati di cittadini iscritti alle liste elettorali disponibili a svolgere l’incarico. È possibile presentare online la propria istanza di disponibilità, fino a venerdì 20 marzo, accedendo tramite SPID, CIE, CNS alla pagina https://www.comune.torino.it/servizi/scrutatori-seggio-banca-dati-disponibilita-ultimi-giorni. Ad oggi le disponibilità ricevute sono già 4219 per gli scrutatori, con un’adesione significativa da parte dei più giovani, e 562 per il ruolo di presidenti di seggio.

I NUMERI DELLA MACCHINA ORGANIZZATIVA
Sono circa 1.500 i dipendenti della Città di Torino, provenienti da varie direzioni, coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. Oltre ai servizi civici e ai sistemi informativi, sono impiegati nelle diverse fasi agenti di Polizia Municipale, dipendenti dei servizi economato, patrimonio, servizi tecnici, servizi educativi, autorimesse, servizi sociali, protezione civile e segreteria generale.
Circa 80 agenti della Polizia Locale saranno impiegati durante le operazioni di voto per il presidio dei seggi.
Per tutta la durata delle operazioni di voto e di scrutinio sarà attivo un call-center elettorale a supporto dei presidenti di seggio, mentre il personale tecnico comunale garantirà il funzionamento delle attrezzature informatiche e telefoniche.
Saranno inoltre impegnati circa 200 addetti comunali nella distribuzione del materiale elettorale ai presidenti di seggio e nel suo ritiro al termine degli scrutini, oltre che nella raccolta dei dati di affluenza e di scrutinio. Durante il voto il personale dei servizi sociali sarà inoltre operativo per garantire un servizio di trasporto ed assistenza alle persone con gravi limitazioni di deambulazione per l’esercizio del diritto di voto.

PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI
https://www.comune.torino.it/schede-informative/referendum-costituzionale-2026-informazioni-utili
Ufficio Elettorale T 011.01125245 – 011.01125526

TorinoClick

Torino in piazza contro le mafie nel ricordo delle vittime innocenti

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Questa mattina a Torino si è svolto il corteo per la  “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, attraverso le vie del centro. Il corteo, aperto da Don Luigi Ciotti, ha visto anche la presenza della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, del leader Cgil Landini e di Avs Fratoianni. Ha detto don Ciotti: “Saremo sempre un po’ sovversivi, lo ammetto, per questo i potenti non si fidano di me. Il nostro è un sovversivismo pacifico, questa è la nostra rivoluzione gentile. Abbiamo e continueremo ad avere fame di verità. Non deleghiamo a nessuno la nostra voglia di giustizia sociale, la giustizia vera è come l’amore, non si possiede”. Numerose associazioni hanno aderito all’iniziativa insieme a migliaia di cittadini giunti da diverse regioni.

Da piazza Solferino fino a piazza Vittorio hanno partecipato studenti, familiari delle vittime, istituzioni. Presente la procuratrice capo di Torino Musti.

Momento significativo la lettura dei 1117 nomi delle vittime delle mafie.  Ogni nome è stato pronunciato e seguito dagli applausi dei partecipanti.

Droga, rapine, minacce: arresti e denunce in Barriera. In campo 50 pattuglie di polizia

Prosegue  l’attività della Polizia di Stato a Torino nel quartiere Barriera Milano, con la presenza di centinaia di operatori di polizia impiegati in numerosi servizi di controllo del territorio.

Durante i controlli disposti dal Questore di Torino, Massimo Gambino, nel quartiere Barriera Milano negli ultimi 10 giorni sono state impiegate oltre 50 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, nonché personale del Reparto Mobile di Torino, dei Cinofili della Polizia di Stato, della Polizia Locale, Guardia di Finanza e A.U.S.L.. Particolare attenzione è stata rivolta all’asse di Corso Giulio Cesare, Corso Palermo, Corso Novara, di via Monte Rosa, via Sesia e vie limitrofe, nonchè all’area dell’ex Piscine Sempione: le operazioni sono state finalizzate al contrasto delle situazioni di degrado urbano e dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti oltre che alla verifica della posizione giuridico-amministrativa di cittadini stranieri e al controllo di esercizi pubblici.

I 15 servizi di controllo straordinario del territorio, coordinati dal personale del Commissariato di P.S. “Barriera Milano”, hanno portato a 800 persone identificate, 224  veicoli controllati, 22 esercizi commerciali sottoposti a verifiche e al sequestro di sostanze stupefacenti.

Sono 4 le persone arrestate e 7 le denunciate, a vario titolo.

Due cittadini stranieri sono stati arrestati per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti; un terzo, per rapina aggravata in danno di un minimarket.

Di rilievo, l’arresto di un ventinovenne italiano, autore di una tentata rapina aggravata all’interno di un supermercato. Per guadagnarsi la fuga l’uomo minacciava un cliente del negozio puntandogli contro una siringa sporca di sangue.

In particolare, dopo essersi introdotto nel punto vendita, il 29enne aveva sottratto una cassa automatica, tentando poi di allontanarsi rapidamente, ma un cliente, accortosi dell’accaduto, lo aveva seguito, riuscendo a fargli cadere dalle mani la refurtiva. Poco dopo, tuttavia, quest’ultimo estraeva dalla tasca una siringa e la puntava contro l’inseguitore, minacciandolo di essere affetto da AIDS per garantirsi la fuga.

I poliziotti avviavano le ricerche dell’uomo, individuato e fermato nelle vicinanze del supermercato. Nella tasca della sua giacca, veniva rinvenuta una siringa priva di copertura contenente residui di sangue, presumibilmente riconducibili al ventinovenne, immediatamente sequestrata e posta in sicurezza dagli agenti.

Dai controlli effettuati l’uomo è risultato gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e proprio quel giorno aveva terminato un periodo di messa alla prova relativo ad un procedimento per furto in abitazione.