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Torino sempre più calda: a Barriera di Milano sfiorati i 39 gradi, nei parchi giochi pavimentazioni a 75 °C

Torino è tra le città italiane dove le ondate di calore colpiscono con maggiore intensità i quartieri periferici. È quanto emerge dal bilancio della campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, promossa da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana e a RSE, che ha monitorato sei grandi città italiane tra giugno e luglio 2026.

Per il capoluogo piemontese i dati mettono in luce la situazione di Barriera di Milano, dove durante i rilievi è stata registrata la temperatura dell’aria più elevata dell’intera indagine: 39 gradi, rilevati l’8 luglio nelle ore più calde della giornata.

Ancora più impressionanti sono le temperature raggiunte dalle superfici urbane esposte al sole. Nel Giardino Giuseppe Saragat, la pavimentazione antitrauma in gomma sotto gli scivoli ha toccato 75,6 gradi, il valore più alto registrato durante la campagna. Anche l’asfalto supera facilmente i 50 gradi quando non è protetto dall’ombra, trasformando strade, piazze e aree gioco in vere e proprie isole di calore.

L’indagine evidenzia inoltre come il problema interessi soprattutto i quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico. Nelle sei periferie analizzate a livello nazionale, quasi due infrastrutture su tre – tra fermate del trasporto pubblico, aree gioco, panchine e spazi pubblici – risultano completamente esposte al sole nelle ore centrali della giornata, aumentando il disagio per anziani, bambini e persone vulnerabili.

Lo studio analizza anche l’evoluzione delle temperature negli ultimi undici anni. A Torino cresce il numero dei quartieri che nei mesi estivi raggiungono le fasce termiche più elevate: rispetto al 2015 sono cinque in più quelli che arrivano a temperature superficiali comprese tra 46 e 50 gradi nel mese di giugno. A luglio si osserva uno spostamento verso la fascia tra 41 e 45 gradi, mentre ad agosto diminuiscono le aree che superano i 46 gradi, ma aumenta il numero dei quartieri caratterizzati da temperature comunque molto elevate.

Secondo Legambiente, il fenomeno delle isole di calore urbane è destinato ad accentuarsi se non verranno adottati interventi di adattamento climatico. Tra le misure indicate figurano l’aumento delle alberature, la realizzazione di nuovi spazi verdi, la riduzione delle superfici asfaltate e la creazione di rifugi climatici accessibili alla popolazione durante le ondate di calore.

«Il caldo torrido e le ondate di calore – afferma Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente – non colpiscono tutti allo stesso modo. Nei quartieri con meno servizi e meno aree verdi l’esposizione alle alte temperature è maggiore e aumenta il rischio per la salute. Per questo è necessario intervenire partendo proprio dalle periferie».

Per l’associazione ambientalista, l’adeguamento delle città ai cambiamenti climatici non può più essere rinviato. La richiesta al Governo è quella di finanziare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e accelerare gli investimenti nelle infrastrutture verdi, considerate uno degli strumenti più efficaci per mitigare gli effetti delle estati sempre più calde.

Piemonte, il Pil cresce dello 0,86%. Costruzioni e turismo sostengono l’economia, ma rallenta il lavoro

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L’economia piemontese continua a crescere, ma lo fa con ritmi moderati e con segnali contrastanti. Secondo il PILNOW, l’indicatore elaborato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, tra aprile e giugno 2026 il prodotto interno lordo regionale è aumentato dello 0,86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del terzo trimestre consecutivo in crescita, nonostante le ripercussioni economiche legate alla crisi in Medio Oriente e all’aumento dei costi energetici e dei trasporti.

L’incremento è leggermente inferiore alla media italiana e a quella dell’Unione Europea, entrambe stimate intorno all’1%, ma conferma una dinamica positiva. A sostenere l’attività economica sono soprattutto il comparto delle costruzioni, ancora favorito dagli investimenti collegati al PNRR, e il turismo, mentre l’industria manifatturiera continua a mostrare segnali di debolezza.

Il valore del Pil regionale raggiunge i 172,6 miliardi di euro a prezzi correnti, con un Pil pro capite di circa 40.200 euro, superiore alla media nazionale ma ancora distante da quello delle principali aree economiche europee. Resta inoltre irrisolta la distanza rispetto ai livelli di ricchezza registrati prima della crisi del 2008.

Sul fronte del lavoro emergono le principali criticità. Gli occupati diminuiscono dell’1,3% su base annua, in controtendenza rispetto al lieve aumento registrato a livello nazionale. La flessione interessa soprattutto il settore manifatturiero, dove si continua a fare ricorso alla cassa integrazione, mentre l’edilizia resta l’unico comparto in espansione. Anche il terziario rallenta e, dopo la forte crescita dello scorso anno, commercio e turismo mostrano i primi segnali di raffreddamento.

Le esportazioni si mantengono su livelli elevati, con un valore annualizzato di circa 62 miliardi di euro, vicino al record raggiunto nel 2023. Tuttavia, l’effetto dell’inflazione riduce il valore reale delle vendite all’estero, evidenziando una perdita di competitività rispetto agli anni precedenti.

Proprio l’inflazione torna a rappresentare un elemento di preoccupazione. Nel secondo trimestre sale al 3%, superando il livello considerato ottimale dalla Banca centrale europea. A incidere maggiormente sono gli aumenti dei costi dell’abitazione, dei trasporti e dei servizi turistici, mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari risulta più contenuta.

Le famiglie continuano a sostenere i consumi anche grazie al credito al consumo, in aumento rispetto allo scorso anno. Più debole, invece, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese, un segnale che riflette la prudenza degli investimenti, in particolare nel comparto industriale.

Tra gli elementi positivi figurano l’aumento dei consumi di energia elettrica e la ripresa della logistica pesante, indicatori che suggeriscono una buona tenuta dell’attività economica regionale.

«Il Piemonte accelera per il terzo trimestre consecutivo e si accoda alla media europea – commenta Valdimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – ma questa crescita viene da motori in fase di esaurimento: costruzioni, turismo e credito al consumo, mentre il manifatturiero, cuore storico della nostra economia, resta in difficoltà strutturale e le esportazioni continuano a perdere terreno in termini reali. L’occupazione si ferma, la Cassa Integrazione pesa ancora sulla manifattura, e l’inflazione torna a salire proprio mentre il conflitto in Medio Oriente aggiunge un’incertezza energetica che potrebbe farsi sentire con più forza nei prossimi trimestri. I segnali di resilienza ci dicono che l’economia reale è viva. Ora servirebbero nuovi stimoli: un rinnovato impegno negli investimenti aziendali innovativi, nuovi mercati, per trasformare questa tenuta in una crescita vera.»

Strisce blu e ZTL, non si paga dal 10 al 23 agosto

Il pagamento della sosta sulle strisce blu e della ZTL sarà sospeso dal 10 al 23 agosto 2026.

Dal provvedimento, disposto dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, sono escluse le ZTL “Trasporto Pubblico”, “Pedonale”, “Area Romana” e “Valentino”. Allo stesso modo, continuerà a essere dovuto il pagamento della sosta nei parcheggi automatizzati (a barriera) e in quelli in struttura gestiti da GTT.

Gli abbonamenti acquistati per il mese di settembre saranno utilizzabili a partire dal 24 agosto, mentre quelli di luglio lo saranno fino al 9 agosto.

Tumore all’ovaio: alle Molinette arriva il test genetico HRD ‘in house’

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La diagnosi molecolare entra nell’ospedale pubblico

Una svolta concreta nella lotta contro il carcinoma ovarico, che si traduce in tempi d’attesa più brevi e terapie su misura per le donne. Da oggi il test HRD, Homologous Recombination Deficiency, l’esame di profilazione molecolare indispensabile per identificare i farmaci più efficaci contro questo tumore, viene eseguito direttamente all’interno dei laboratori della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Finora le pazienti seguite all’ospedale Sant’Anna affrontavano questo screening biologico tramite laboratori privati esterni. La Città della Salute è la prima struttura pubblica piemontese a gestire tutto in house, grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e al supporto di Fondazione Ricerca Molinette.

L’attivazione del servizio nasce da un percorso durato un anno. Fondazione Compagnia di San Paolo ha sostenuto il programma strategico di modernizzazione infrastrutturale e tecnologica della S.C. di Anatomia Patologica con un contributo complessivo di 2 milioni di Euro, di cui l’acquisto di questa strumentazione rappresenta il primo passo.

Fondazione Ricerca Molinette ha seguito la progettazione, la rendicontazione e gli acquisti, e formalizzerà con atto pubblico la donazione della tecnologia all’ospedale.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promosso da Regione Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo. La Rete riunisce fondazioni ed enti non profit che operano a sostegno della sanità pubblica con l’obiettivo di trasformare i bisogni espressi dai territori e condivisi con la programmazione regionale in progetti concreti di ricerca, innovazione e miglioramento delle cure. Attraverso la condivisione di competenze, capacità progettuali e raccolta di risorse, la Rete rafforza la risposta del sistema sanitario regionale e favorisce la diffusione di modelli replicabili a beneficio dell’intero territorio piemontese. L’esame è operativo presso il Laboratorio di Patologia Molecolare dell’Anatomia Patologica universitaria delle Molinette, all’interno della NGS facility del Dipartimento di Medicina di Laboratorio.

Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo “Il contributo per la modernizzazione dell’Anatomia Patologica delle Molinette nasce dalla volontà di offrire diagnosi più rapide, precise e personalizzate, mettendo la tecnologia al servizio dei percorsi di cura con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la capacità di ricerca, anche in riferimento al potenziamento delle collaborazioni ad alto impatto clinico tra Atenei. È la direzione indicata dal nostro Piano Strategico: sostenere cambiamenti strutturali della sanità pubblica attraverso programmazione, innovazione e collaborazione tra soggetti diversi. La Rete delle fondazioni ospedaliere piemontesi, promossa insieme alla Regione Piemonte, rappresenta il contesto in cui questa visione prende forma, trasformando le priorità della sanità in interventi concreti e capaci di generare benefici duraturi.

Paola Cassoni, vicerettrice per l’area medica dell’Università di Torino e direttrice del Dipartimento di medicina di laboratorio: “Accogliamo con grande senso di responsabilità e soddisfazione il generoso contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, grazie al quale il Presidio Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino è ora il primo ospedale pubblico del Piemonte a erogare il test HRD per le pazienti affette da carcinoma ovarico. La possibilità di eseguire il test direttamente nei nostri laboratori rappresenta un significativo avanzamento nella qualità del percorso diagnostico-assistenziale, poiché consente di ottimizzare l’intero processo e di favorire una più stretta integrazione tra le diverse professionalità coinvolte. La condivisione interdisciplinare dei risultati permetterà di formulare decisioni terapeutiche sempre più appropriate e personalizzate per ciascuna paziente. La strumentazione acquisita consente, inoltre, di ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate anche ad altre tipologie di tumori, oltre al carcinoma ovarico, contribuendo al miglioramento e all’efficientamento dei percorsi di diagnosi e cura di numerosi pazienti oncologici della Regione.

Massimo Segre, presidente della Fondazione Ricerca Molinette: “Da oggi le donne con tumore ovarico hanno la risposta molecolare dentro l’ospedale pubblico, senza più rivolgersi a laboratori esterni. La Fondazione Ricerca Molinette ha reso possibile questo passaggio, che è la nostra missione: portare la ricerca fino alla paziente. È la prova che la Rete, quando le fondazioni piemontesi lavorano insieme, produce risultati concreti per la salute pubblica. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie alla competenza scientifica e alla passione per il proprio lavoro della prof.ssa Paola Cassoni, il cui impegno costante è stato determinante per portare a termine il progetto“.

Sicurezza, 28 arresti in un mese di controlli in Barriera e a Mirafiori

La Polizia di Stato, in attuazione di un piano articolato di controllo del territorio predisposto dalla Questura di Torino e finalizzato al contrasto della criminalità diffusa e al traffico di sostanze stupefacenti, nell’ultimo mese ha espresso sul territorio 2531 equipaggi delle Volanti e dei Commissariati, che sono stati affiancati, nello svolgimento del servizio, da 94 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte.
Le operazioni, coordinate dai Commissariati di zona hanno permesso di ottenere complessivamente i seguenti risultati:
  • 767 persone identificate e controllate
  • 28 arresti;
  • 23 denunce in stato libertà;
  • 12 cittadini stranieri accompagnati in Questura;
  • 94 i veicoli controllati;
  • 16 gli esercizi pubblici controllati;
  • 10,795 kg di sostanza stupefacente sequestrata;
  • 53 allontanamenti;
  • 18 DACUR.
Nella zona nord della città, i servizi si sono concentrati principalmente nei quartieri Aurora e Barriera Milano, mentre nella zona sud del capoluogo piemontese, l’attività del Commissariato di P.S. Mirafiori, si è concentrata nell’area di piazza Bengasi, Corso Unione Sovietica, Giardini Battistini e di Parco Colonnetti, luoghi costantemente monitorate e frequentemente oggetto di segnalazioni tramite l’applicazione YouPol.
Complessivamente nell’area nord e sud di Torino, sono state impiegate giornalmente circa 90 equipaggi tra Questura, Commissariati, RPC e UOPI.
Sono stati inoltre controllati diversi esercizi elevando sanzioni pari a 53.500€ e disponendo la sospensione dell’attività per 4 esercizi commerciali.
Particolare attenzione è stata infine dedicata ai controlli sulla circolazione stradale, che hanno consentito di controllare 74 veicoli e 37 monopattini: 3 di questi ultimi sottoposti a sequestro con contestuali sanzioni amministrative per 5.300€.

Maxi blitz antidroga dei Carabinieri nel Torinese: sette arresti

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Sette persone sono state arrestate dai Carabinieri in due operazioni antidroga condotte tra il Pinerolese e Bardonecchia. L’intervento più significativo ha permesso di smantellare una vasta coltivazione di cannabis a Cumiana, mentre al traforo del Fréjus sono stati sequestrati oltre tre chilogrammi di cocaina trasportati su un’auto proveniente dalla Spagna.

L’indagine nel Pinerolese è partita dopo che due militari, pur non essendo in servizio, hanno notato elementi sospetti durante un passaggio in una zona periferica. Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di quattro serre con circa 1.600 piante di cannabis, 15 chilogrammi di marijuana già pronta per lo spaccio e attrezzature utilizzate per la produzione. Nel corso delle perquisizioni è stata inoltre recuperata una carabina risultata rubata nel Canavese circa dieci anni fa.

Crisi idrica e incendi, il Piemonte dichiara lo stato di emergenza regionale

È la prima applicazione della legge approvata a giugno. Cirio, Gabusi e Marnati: «Più autonomia significa risposte più rapide ai territori. Uno strumento che consente alla Regione di agire con maggiore tempestività ed efficacia»

La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per far fronte alla crisi idrica e agli incendi boschivi che nelle ultime settimane stanno mettendo sotto pressione diverse aree del territorio.

È la prima volta che viene applicata la nuova legge regionale approvata lo scorso 11 giugno, con la quale il Piemonte ha recepito le norme del Codice della Protezione civile che attribuiscono alle Regioni la possibilità di proclamare autonomamente lo stato di emergenza quando la gravità degli eventi richiede interventi straordinari e non può essere affrontata con gli strumenti ordinari.

«Questa è la dimostrazione concreta di quanto fosse importante dotare il Piemonte di uno strumento che consenta di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza – hanno detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Fino a poco tempo fa una situazione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno».

Il presidente e gli assessori hanno aggiunto che «l’autonomia non è un principio astratto. Significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini. La nuova normativa nazionale ha riconosciuto alle Regioni maggiori strumenti di intervento e il Piemonte ha scelto di recepire immediatamente questa opportunità attraverso una legge che oggi dimostra tutta la sua utilità».

Con la dichiarazione dello stato di emergenza la Regione potrà adottare più rapidamente le ordinanze necessarie, attivare le misure straordinarie di Protezione civile e avviare le procedure per utilizzare le risorse disponibili a sostegno degli interventi e dei territori interessati dall’emergenza.

Dopo 157 anni di vita la Biblioteca Civica Centrale oggi chiude in attesa della nuova sede

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Da lunedì  3 agosto il via al trasloco definitivo dei volumi dalla Biblioteca Civica Centrale alla nuova sede che aprirà entro la fine dell’anno a Torino Esposizioni.

Sabato 1⁰ agosto ha chiuso, infatti, definitivamente i battenti la Biblioteca Civica Centrale, che aveva rappresentato un secolo e mezzo di storia di Torino.

LA STORIA
Venne inaugurata  il 22 febbraio 1869 e voluta da Giuseppe Pomba, editore dal 1815 al 1850 e consigliere comunale dal 1848 alla morte, avvenuta nel 1876. L’edificio della Biblioteca Civica sarebbe stato distrutto dalle bombe degli aerei anglo-americani tra il 7 e l’ 8 agosto del ’43. I libri superstiti, prima ricoverati in casse nelle cantine dell’edificio, furono poi messi a disposizione nelle sezione ottocentesca di Palazzo Carignano, nel Salone del Parlamento italiano.

L’assessora comunale alla Cultura Rosanna Purchia in Commissione, mesi fa, aveva dichiarato che “i lavori procedevano nei tempi previsti, considerato l’arrivo per l’occasione del presidente della Repubblica Mattarella. Sarà una grande biblioteca che si candida a diventare il centro culturale più importante d’Italia” (CittAgorà).

IL FUTURO

La nuova Biblioteca Civica avrà due accessi, uno su corso Massimo d’Azeglio e l’altro dal Parco del Valentino. Si svilupperà su una superficie di circa 24 mila metri quadrati, destinata a ospitare ampie sale per la lettura, lo studio e la consultazione, con mille posti a sedere e altri cinquecento spazi informali pensati per la permanenza e il lavoro individuale o di gruppo.

Il patrimonio consultabile a scaffale aperto comprenderà circa 150 mila volumi e documenti. Il progetto prevede inoltre aree dedicate ai bambini e agli studenti, sezioni riservate alla cultura digitale, laboratori, spazi per attività culturali e luoghi di aggregazione. A completare l’offerta saranno una sala conferenze e una caffetteria con bookshop, rafforzando il ruolo della biblioteca come punto di riferimento culturale e civico per la città.

La scelta di insediare la nuova struttura all’interno di Torino Esposizioni, storico complesso progettato negli anni Trenta da Pier Luigi Nervi ed Ettore Sottsass senior, risponde alla volontà di restituire nuova vita a uno degli edifici simbolo della Torino del Novecento, trasformandolo in un moderno polo culturale aperto e facilmente accessibile. L’intervento nasce anche dalla necessità di sostituire l’attuale sede di via della Cittadella, ormai non più adeguata alle esigenze di una grande biblioteca pubblica metropolitana.

Mara Martellotta

Agosto a Torino, come cambiano i servizi Gtt

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Ecco le variazioni dei servizi di trasporto di GTT nel mese di Agosto

Metropolitana

Ad agosto la metropolitana sarà in servizio con i consueti orari. Per proseguire i necessari interventi di manutenzione straordinaria e aggiornamento tecnologico, riducendo al minimo l’impatto sui passeggeri, si renderanno necessarie delle chiusure programmate nelle domeniche 2 e 9 agosto per cui sono previste.

Gli orari della metro

 Inizio
servizio
 Ultima partenza
da Fermi
 Ultima partenza
da Bengasi
Bus sostitutivo
(linea M1S)
Dal lunedì al giovedì 5.30 21.30 21.30 22.00 – 00.30*
Venerdì e sabato 5.30 1.00 1.00
Domenica e festivi  7.00 21.30 21.30 5.30 – 7.00
22.00 – 00.30*
* Ultime partenze dei bus della linea M1S dai capolinea Fermi e Bengasi alle ore 00.00.

Il servizio metro nelle domeniche interessate dai lavori 

  • Domenica 2 agosto, dalle ore 7.00 alle ore 12.00, la metro svolgerà il servizio passeggeri da Bernini a Bengasi, conservizio sostitutivo bus (M1S) sulla tratta Fermi – Bernini.
  • Domenica 9 agosto, per l’intera giornata, il servizio della metropolitana sarà svolto con gli autobus sostitutivi della linea M1S sull’intero percorso Fermi – Bengasi.


Tram e bus

Da sabato 1° a domenica 23 agosto saranno in servizio tutte le linee tranviarie e la maggior parte delle linee bus della rete GTT di superficie. Tuttavia, nello stesso periodo, per la chiusura di molte attività lavorative in occasione delle ferie estive con la conseguente riduzione della domanda di trasporto, saranno adottate le seguenti variazioni del servizio.

  • Linea STAR 1: in servizio con orario festivo (dalle 14.00 alle 23.00)
  • Linea STAR 2: in servizio con orario festivo (dalle 14.00 alle 21.00)
  • Linea 6: non gestita
  • Linea 10: in servizio su percorso festivo fino a piazzale Caio Mario
  • Linea 12: in servizio su percorso festivo
  • Linea 13+: non gestita
  • Linea 20: in servizio su percorso festivo
  • Linea 26: in servizio sulla tratta Parcheggio Stura – Villaretto
  • Linea 27: effettua percorso festivo da via Anglesio a via Bertola
  • Linea 33: effettua percorso festivo da Collegno a piazzale Adua
  • Linea 36N Rivoli-Alpignano: non gestita
  • Linea 39: in servizio con orario festivo, quindi senza il servizio serale
  • Linea 40: non gestita (percorso coperto in parte dalla linea 62 da piazza Massaua a via Guido Reni angolo corso Sebastopoli)
  • Linea 45/: non gestita
  • Linea 52: non gestita (percorso coperto interamente dalle linee 33 e 67)
  • Linea 53: non gestita
  • Linea 54: in servizio su percorso festivo
  • Linea 58: non gestita (percorso coperto in parte dalle linee 12 e 58/)
  • Linea 66: non gestita
  • Linea 67: effettua percorso festivo da Moncalieri a via Scialoja
  • Linea 68+: non gestita
  • Linea 72/: non gestita
  • Linea 77: non gestita
  • Linea 78: non gestita
  • Linea 83: non gestita
  • Linea 84: non gestita
  • Linea 132: non gestita
  • Linea 1N: non gestita
  • Linea 2C: non gestita
  • Linea B1: non gestita
  • Linea RV2: non gestita
  • Linea LS1: non gestita
  • Linea SE2: non gestita

La linea 5 transita dal Cimitero Parco nelle ore di apertura anche dal lunedì al venerdì fino all’11 settembre.

La linea 5/ non sarà gestita fino all’11 settembre.

La linea 17/ non sarà gestita fino al 12 settembre.

La linea 1S non sarà gestita dal 10 al 15 agosto.

A partire dal 31 luglio Star Plus sospenderà temporaneamente l’attività. La ripresa è prevista da venerdì 4 settembre.
Star Plus sarà nuovamente operativo nelle notti di venerdì e sabato, dalle 23.00 alle 5.00, oltre che in occasione di eventi e ricorrenze particolari.


Servizi speciali per gli stabilimenti

Le linee 22 – 24 – 25 (speciali per stabilimenti FPT – CNH – IVECO Industrial S.p.A.) non saranno gestite dal 1° al 23 agosto.

Le linee 90 – 91 – 92 – 93/ – 94 – 95 – 95/ – 96 – 97 – 98 – 99 (speciali per stabilimenti Stellantis Mirafiori) non saranno gestite dal 1° al 23 agosto.

Ricordiamo che anche ad agosto ogni venerdì, sabato e nei prefestivi sarà regolarmente in servizio la versione estiva della rete notturna “Night Buster” potenziata con 17 linee che collegano 29 Comuni della cintura al centro Città.

Alpi sempre più calde, Legambiente lancia l’allarme: ghiacciai a rischio

Temperature in quota fino a 4 gradi oltre la media, zero termico spesso oltre i 4.800 metri e ghiacciai che arretrano sempre più rapidamente. È il quadro tracciato da Legambiente in occasione dell’anteprima della Carovana dei Ghiacciai 2026, la campagna che dal 17 agosto al 3 settembre attraverserà cinque aree glaciali di Francia, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.

Sull’Adamello, durante un flash mob organizzato insieme a CAI, CIPRA Italia, Fondazione Glaciologica Italiana e oltre 90 realtà firmatarie del Manifesto europeo per la governance dei ghiacciai, è stata presentata anche la piattaforma “Governare le Alpi che cambiano”, che chiede una gestione europea delle aree glaciali e il riconoscimento dei ghiacciai come bene comune.

Secondo Legambiente, la crisi climatica sta accelerando la fusione dei ghiacciai alpini. Tra i casi più critici figurano Monte Bianco, Marmolada e Adamello. Quest’ultimo ha visto arretrare la propria fronte di 265 metri tra il 2023 e il 2025 e di circa 760 metri dal 1997.

«Dal crollo di una parte del ghiacciaio dell’Ortles avvenuto in questi giorni alla cascata di acqua dalla vetta del Cervino (4478 m s.l.m) all’Adamello (3.539 m s.l.m) in forte ritirata, anche in alta quota la crisi climatica lascia sempre di più il segno con effetti che si ripercuotono a valle – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – In particolare le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute. Per questo anche dall’Adamello torniamo a chiedere al Governo di stanziare al più presto le risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Allo stesso tempo serve una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere, e un costante monitoraggio dell’alta quota sempre più fragile a causa della crisi climatica».

Sulla stessa linea Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia: «Riconoscere i ghiacciai come beni comuni – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia – significa considerarli patrimoni collettivi essenziali per l’equilibrio ecologico, la sicurezza delle comunità, la regolazione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, del paesaggio e dei diritti delle generazioni future. Significa anche riconoscere che le aree glaciali e proglaciali non possono essere governate esclusivamente secondo logiche proprietarie o di mercato, ma richiedono forme di responsabilità condivisa e di gestione orientate all’interesse generale. Per questo oggi con l’anteprima di Carovana dei ghiacciai 2026 oltre a chiedere una governance europea per i ghiacciai, chiediamo anche che i ghiacciai vengano riconosciuti come beni comuni da tutelare e difendere».

Tra i partner della campagna figura anche FRoSTA Italia, che sostiene l’iniziativa per il settimo anno consecutivo e ha contribuito alla ricerca scientifica con la donazione di un pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa.

«Sostenere Legambiente e la Carovana dei Ghiacciai per il settimo anno consecutivo conferma un percorso di collaborazione fondato su azioni concrete – dichiara Gianluca Mastrocola, Amministratore Delegato di FRoSTA Italia – In questi anni al fianco di Legambiente abbiamo sostenuto la ricerca scientifica, con la donazione del pluviometro al Laboratorio di Climatologia Alpina del Monte Rosa, e promosso iniziative di sensibilizzazione come la Festa dell’Albero. Un impegno che riflette la visione di FRoSTA, orientata a ridurre l’impatto ambientale lungo l’intera filiera attraverso investimenti nelle energie rinnovabili e nella riduzione delle emissioni di CO₂».