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I pro Pal tornano in piazza a Torino

Nel pomeriggio di oggi, sabato 14 marzo, è in corso nel centro di Torino una manifestazione a sostegno della Palestina. Il corteo è partito intorno alle 14:30 da piazza XVIII Dicembre, vicino alla stazione di Porta Susa, e si dirige verso piazza Vittorio Veneto attraversando alcune vie centrali. Numerosi gli agenti in tenuta antisommossa lungo il percorso.

La mobilitazione, organizzata da collettivi e associazioni solidali con la popolazione palestinese, vuole richiamare l’attenzione sul conflitto a Gaza e contestare i recenti provvedimenti giudiziari nei confronti di alcuni attivisti. La manifestazione sta causando temporanee modifiche alla viabilità nelle zone attraversate dal corteo, sotto il controllo delle forze dell’ordine.

Foto Francesco Valente

Gasolio oltre i 2 euro, l’allarme degli autotrasportatori del Piemonte: “Costretti a spegnere i motori”

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“Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita”.

È l’allarme lanciato dalle imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte, che segnalano come i rincari del gasolio registrati dall’inizio del conflitto in Iran stiano incidendo sempre più pesantemente sulla sostenibilità economica delle aziende del settore.

“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta – spiega Giovanni Rosso, Presidente autotrasportatori di Confartigianato imprese Piemonte – quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante”.

“L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi – conclude Rosso – rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto.”

Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi che si attestano intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, anche un incremento contenuto del prezzo del gasolio può trasformarsi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per ogni veicolo.

Lo studio ricostruisce anche l’andamento dei prezzi negli ultimi anni: nel 2021 il diesel alla pompa costava circa 1,35 euro al litro; l’anno successivo, con la crisi legata alla guerra in Ucraina, il prezzo è salito a 1,65 euro al litro, con un aumento del 22,3%. Oggi, invece, il costo ha superato la soglia dei 2 euro al litro.

Le stime di Confartigianato indicano che, mentre con un prezzo di 1,65 euro al litro i costi operativi incidevano per circa il 50% sull’operatività del mezzo, con il gasolio oltre i 2 euro l’incidenza supera ormai l’85%.

Tuttavia, secondo l’associazione di categoria, l’andamento dei prezzi osservato negli ultimi giorni non può essere attribuito esclusivamente alla situazione internazionale.

“Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. Quando però ci si scontra con una mentalità degna della sinistra più arcaica rimane poco da fare”.

“È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico – conclude Felici – ma è ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il governo sembra voler approfittare. Il risvolto grottesco e stupefacente sta nelle scuse addotte per non tagliare le accise. Avessero ammesso che la circostanza fa comodo per fare cassa lo avremmo capito, ma dire che “il carburante lo consumano i ricchi” lascia pochi dubbi sull’approccio ispirato al socialismo reale da parte dell’esecutivo, con buona pace dei valori liberali cui sostiene di volersi ispirare.”

Violenza di genere: quasi 7 milioni di nuove risorse per il Piemonte. Rafforzati Centri antiviolenza, case rifugio e CUAV

Marina Chiarelli, assessore alle Pari opportunità: “Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio, Cuav e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia”.

Nuove risorse per rafforzare la rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in Piemonte: 6,8 milioni di euro, destinati al sostegno dei Centri antiviolenza, delle case rifugio e dei Centri per autori di violenza (CUAV) e alle azioni di prevenzione della violenza di genere.

Le risorse, assegnate dal governo con il riparto del Dpcm del 29 dicembre 2025, saranno destinate in particolare a: 2,18 milioni di euro per il sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, 1,78 milioni di euro per le azioni previste dal Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne, 500 mila euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza, 1,46 milioni di euro per nuove Case rifugio, 438 mila euro per la formazione degli operatori, 36.500 mila euro risorse dedicate alla prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e 416.465 mila euro fondo contro le discriminazioni e la violenza di genere.

L’assessore Chiarelli

In Piemonte operano attualmente 22 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio, che nel 2024 hanno preso in carico quasi 4.000 donne, confermando il ruolo centrale della rete territoriale nel supporto e nell’accompagnamento delle vittime verso percorsi di autonomia.

Alle risorse destinate alla rete di protezione si aggiungono anche 219 mila euro assegnati alla Regione Piemonte per rafforzare i percorsi di orientamento e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, con l’obiettivo di favorire l’autonomia economica e il reinserimento nel mondo del lavoro attraverso progettualità sviluppate in collaborazione con i Centri antiviolenza e le reti territoriali.

Un ulteriore capitolo riguarda il sostegno ai Centri per uomini autori di violenza (CUAV), strumenti fondamentali nella strategia di prevenzione. Per il 2026 la Regione Piemonte destinerà 518.563 euro ai 17 centri attivi sul territorio, iscritti all’Albo regionale istituito con la legge regionale n.10 del 2024.

Nel 2024 i CUAV piemontesi hanno preso in carico 708 uomini, con una distribuzione differenziata tra i centri: alcuni più recenti hanno seguito meno di 20 persone, mentre altri hanno superato i 100 percorsi di accompagnamento.

Per questo la Regione ha introdotto nuovi criteri di riparto delle risorse, che tengono conto sia della presenza territoriale dei centri sia dell’effettivo numero di utenti seguiti: 60 per cento delle risorse suddiviso in parti uguali tra i 17 centri (circa 18.300 euro ciascuno) per garantire continuità operativa; 40 per cento delle risorse ripartito in base al numero di uomini presi in carico con percorsi di accompagnamento nel corso del 2025. La Regione valuterà inoltre, nei prossimi mesi, la possibilità di incrementare ulteriormente le risorse per il 2026, qualora si rendano disponibili economie derivanti da annualità precedenti.

«Il contrasto alla violenza di genere è una priorità assoluta che richiede un impegno costante delle istituzioni e una rete territoriale solida e strutturata – dichiara l’assessore regionale alle Pari opportunità, Marina Chiarelli – Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia.

Allo stesso tempo – prosegue Chiarelli – riteniamo fondamentale intervenire anche sul versante della prevenzione e della responsabilizzazione degli uomini autori di violenza. I Centri per uomini autori di violenza rappresentano uno strumento importante perché lavorano sulle cause profonde del fenomeno, aiutando gli uomini a riconoscere comportamenti violenti e a intraprendere percorsi di cambiamento. Come Regione Piemonte continueremo a investire su questa rete di servizi, valorizzando il lavoro degli operatori e rafforzando la collaborazione con il territorio, con l’obiettivo di garantire sempre più strumenti di protezione, prevenzione e autonomia per le donne vittime di violenza sole e/o con figli».

CS

Torino, imprese più solide. Ma servono nuovi investimenti

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Negli ultimi dieci anni accelera la transizione dell’industria torinese: imprese più solide, ma ora servono investimenti nei settori a maggiore crescita

Un’analisi inedita sui bilanci delle imprese a partire dal 2014 evidenzia una profonda trasformazione del sistema manifatturiero torinese. Il quadro che emerge mostra un tessuto produttivo più solido e diversificato, anche se permangono alcune criticità: la produttività e il valore aggiunto crescono meno rispetto al fatturato. Tra gli aspetti positivi si segnalano invece la maggiore diversificazione dell’export, una redditività in aumento e progressi nell’efficienza energetica.


Il sistema economico torinese sta affrontando la fase di ripresa rafforzando la propria redditività e orientando gli investimenti verso comparti con maggiori prospettive di sviluppo. Tra questi spicca l’aerospazio, settore che dimostra come il territorio riesca a essere competitivo quando mette insieme competenze storiche, innovazione tecnologica e capacità industriale. Nei prossimi anni un ruolo rilevante sarà giocato anche dalla meccanica strumentale, dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e dalla crescente domanda di robotica, oltre che da comparti come agroalimentare, chimica e gomma-plastica.

La città sta quindi attingendo alle proprie radici industriali per avviare un percorso di diversificazione produttiva già in atto, come mostrano i dati. Il nucleo dell’apparato produttivo si è rafforzato e l’export appare oggi più articolato. Anche la redditività è in crescita, soprattutto negli ultimi anni. Migliorano inoltre le performance sul fronte energetico: dal 2022 i consumi elettrici diminuiscono mediamente del 4% l’anno, segnale di un efficientamento strutturale che si accompagna a una quota di energia rinnovabile pari al 41,1%.

Queste sono alcune delle principali indicazioni contenute nel Rapporto industria e servizi organizzati 2026, realizzato da Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino e Centro di Ricerca e documentazione Luigi Einaudi. Lo studio analizza i bilanci depositati delle imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro, che nel periodo 2014-2023 sono passate da 1.384 a 1.892 unità, registrando una crescita del 37%.

“Il rapporto ci conferma un fatto per noi noto: Torino non ha bisogno di dimostrare di saper produrre. Il punto oggi è trasformare questa capacità in un vantaggio competitivo strutturale sapendo che manifattura e servizi sono oggi un binomio ineludibile. Torino e il Paese hanno bisogno di un’industria forte, con al centro innovazione e tecnologia, per tornare a crescere e creare valore aggiunto. Abbiamo una struttura eterogenea ed efficiente e una buona redditività: puntando su una stretta integrazione di IA nella manifattura e nei processi produttivi e lasciando emergere nuove specializzazioni ad alto valore aggiunto, Torino può confermarsi protagonista dell’industria nazionale ed europea. Serve fiducia, nonostante la complessità di questa fase. E serve voglia di crescere: noi ce l’abbiamo” dichiara Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

“Per ogni 100 euro di valore aggiunto dell’industria torinese, 47 euro sono acquisti di servizi organizzati: manifattura e servizi avanzati non devono più essere considerati come settori separati, ma come un unico nucleo produttivo esteso, che sul nostro territorio ha registrato nell’ultimo decennio ottime performance, come un +56% di fatturato – evidenzia Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino – questo nostro approccio di analisi, fortemente innovativo e inedito a livello italiano, evidenzia dati interessanti sul tessuto economico torinese: una redditività in accelerazione recente, un export sostenuto non più solo dall’automotive ma anche da aerospazio e macchinari, il progressivo efficientamento energetico. Ora è strategico trasformare la redditività ottenuta in investimenti innovativi che permettano la crescita anche di settori più in difficoltà, come l’ICT, o a minore valore aggiunto, come i servizi alla persona”.

Dall’analisi dei dati emerge come nell’ultimo decennio il cosiddetto “nucleo produttivo esteso” non si sia rafforzato soltanto dal punto di vista numerico. Gli addetti sono aumentati del 24%, passando da 258.759 a 320.857. Il fatturato complessivo è cresciuto del 56%, da 76 a 118,4 miliardi di euro. Il valore aggiunto ha registrato un incremento del 50%, salendo da 20,2 a 30,3 miliardi. In crescita anche le immobilizzazioni, passate da 48 a 75 miliardi (+57%), e il margine operativo lordo, salito del 47%, da 9,3 a 13,6 miliardi.

Nonostante questi dati positivi, emerge uno squilibrio tra fatturato e valore aggiunto. Quest’ultimo, infatti, è cresciuto meno del giro d’affari: nel decennio il valore aggiunto per addetto è aumentato del 21,1% (da 77.882 a 94.352 euro), mentre il fatturato per addetto è cresciuto del 26% (da 293.823 a 369.114 euro). In un sistema fortemente innovativo ci si sarebbe aspettato il contrario. Se si considerano i dati depurati dall’inflazione, la crescita reale del valore aggiunto del nucleo produttivo si attesta intorno all’1,5% annuo, solo leggermente superiore alla media del Nord Italia (+1,3%). In altre parole, il sistema industriale torinese appare solido e dinamico, ma non ancora abbastanza potente da trainare l’intero sistema economico.

Un’altra questione centrale riguarda la produttività. Nel complesso, negli ultimi dieci anni si registra un aumento medio del 21%, ma con forti differenze tra i diversi settori. La manifattura raggiunge 102.969 euro per addetto, con una crescita del 53%, confermandosi il comparto più performante. Le costruzioni segnano addirittura un +121%, risultato però legato in gran parte agli incentivi edilizi degli ultimi anni. In controtendenza, invece, il comparto ICT e i servizi alle imprese, che registrano un calo del 13%.

Proprio quest’ultimo dato rappresenta uno degli elementi più critici. Il settore che avrebbe potuto trainare lo sviluppo del terziario avanzato perde produttività e peso occupazionale, scendendo dal 14% al 12% degli addetti del nucleo produttivo. Tra le cause principali vengono indicati la dimensione ridotta delle imprese locali, la forte attrazione esercitata dal polo milanese e una scala aziendale media ancora troppo limitata.

Parallelamente cresce il peso dei servizi alla persona, che passano dal 15% al 26% degli occupati del nucleo. Tuttavia, si tratta di attività caratterizzate da un valore aggiunto relativamente basso, con una produttività media di 50.662 euro per addetto. Questo dato conferma come una parte significativa della terziarizzazione in atto sia legata a settori a basso valore aggiunto, con effetti limitati sulla produttività complessiva del sistema.

La questione decisiva riguarda quindi la destinazione della redditività recuperata negli ultimi anni e la quota che verrà effettivamente trasformata in nuovi investimenti. Un segnale positivo è rappresentato dalla possibilità per molte imprese di finanziare parte degli investimenti attraverso risorse proprie. Questo potrebbe consentire di indirizzare rapidamente capitali verso i settori con maggiori prospettive di crescita.

Settimana del Lavoro 2026: a Torino cinque giorni per riflettere sulle disuguaglianze

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Le disuguaglianze attraversano la nostra società in ogni aspetto della vita quotidiana, dal lavoro alla scuola, dalla casa all’accesso alla tecnologia, influenzando profondamente le condizioni di vita e le opportunità delle persone. Per analizzarle e individuare possibili soluzioni torna a Torino, dal 16 al 20 marzo, la ‘Settimana del Lavoro’.

Giunta alla sua quinta edizione, la rassegna promossa da Ismel, Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, con il sostegno di Fondazione CRT vedrà docenti, ricercatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e parti sociali confronteransi sui sei principali ambiti di disparità, tecnologica, scolastica, di origine linguistica ed etnica, territoriale, di genere e nei rapporti di lavoro, con l’obiettivo di capire come trasformare le criticità in opportunità di equità.

La rassegna prende le mosse dalle nove ricerche selezionate dalla call for paper “Percorsi di equità”, lanciata da ISMEL nel 2025, che ha coinvolto studiose e studiosi under 45 provenienti da tutta Italia e che hanno analizzato in profondità le cause e le conseguenze delle disuguaglianze nel presente, così come le buone pratiche in grado di promuovere maggiore equità.

L’apertura della Settimana del Lavoro è prevista lunedì 16 marzo alle 18.30 all’Auditorium del Polo del ’900 con il panel “Disuguali per sempre?”, in cui l’esperto di innovazione e lavoro Marco Bentivogli e il politologo Marco Revelli dialogheranno con la sociologa Marianna Filandri sulle trasformazioni necessarie per garantire diritti civili, sociali ed economici a tutti, senza lasciare indietro nessuno. Come nelle precedenti edizioni, gli spunti più significativi confluiranno nel Manifesto per l’equità, documento conclusivo della rassegna che raccoglie proposte concrete e riflessioni per la progettazione sociale futura.

Un’attenzione particolare è riservata ai giovani e agli studenti, chiamati a riflettere sulle disuguaglianze e sul ruolo che le loro scelte potranno avere nel futuro della società. Tra gli appuntamenti, martedì 17 marzo si conclude all’IIS Avogadro il percorso “Dove iniziano le disuguaglianze?”, mentre mercoledì 18 marzo a Palazzo Nuovo si terrà “Il lavoro ferito. Una riflessione tra passato e presente”, con i professori Fabrizio Loreto e Giacomo Gabbuti e le ricercatrici Allegra Caputo e Anna Pasquetti, per analizzare il lavoro precario e freelance e le sue conseguenze sulle disuguaglianze socio-economiche. Venerdì 20 marzo al Polo del ’900 l’incontro “Scuola, università e lavoro: tra le disuguaglianze di oggi e la società di domani” vedrà confrontarsi le docenti Sonia Bertolini, Camilla Borgna, Valentina Goglio e Paola Ricchiardi e la ricercatrice Giulia Maria Bouquié, mentre nello stesso giorno si svolgerà il torneo interscolastico di dibattito tra i licei torinesi Vincenzo Gioberti e Giordano Bruno sul tema “Le quote rosa sono utili per promuovere la parità di genere?”.

La Settimana del Lavoro 2026 approfondirà anche le disuguaglianze sociali, territoriali e tecnologiche, con incontri come “La lingua come ponte” dedicato all’inclusione lavorativa dei cittadini stranieri, “Colmare le distanze” sul divario tra grandi città e aree interne, “Abito dunque sono” sulle criticità abitative nei centri urbani e “EquIA”, in cui esperti e docenti discuteranno l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’equità sociale. Non mancherà la riflessione sulle disuguaglianze di genere con il panel “Luoghi, barriere, possibilità” che analizzerà gap e barriere ancora presenti nei diversi contesti sociali. Durante la Settimana sarà presentato il volume “Disuguaglianze. Costruire equità” (Alzani, 2026) con la partecipazione degli autori delle ricerche e, in collaborazione con il festival Job Film Days, sarà proiettato il film “The Store” di Ami-Ro Sköld, dedicato alle condizioni di lavoro nella grande distribuzione.

“La complessità delle disuguaglianze richiede di mettere in relazione diversi ambiti per comprendere il presente e individuare soluzioni efficaci”, sottolinea il direttore di ISMEL Diego Robotti, mentre Alessandro Rubini, direttore del Polo del ’900, evidenzia come la manifestazione rappresenti un’occasione fondamentale per riflettere sulla qualità della democrazia e immaginare una società più equa. Tutti gli incontri della Settimana del Lavoro 2026 sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria e il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione.

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Rinasce la zona ex Michelin tra corso Romania e strada Cebrosa

Prosegue il percorso di recupero di una delle aree industriali dismesse più estese di Torino, già sede dello stabilimento Michelin nel quadrante nord-est della città. La Giunta ha approvato  la delibera presentata dall’Assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, relativa al progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di urbanizzazione e lo schema di convenzione relativo al permesso di costruire convenzionato per l’intervento edilizio sulle aree denominate “Cebrosa”.

Il nuovo centro commerciale principale, situato tra corso Romania e strada Cebrosa, è ormai pienamente operativo. Con il provvedimento odierno si dà seguito alle successive fasi di sviluppo dell’area, attraverso l’approvazione dell’intervento edilizio che prevede la realizzazione di tre strutture commerciali per una superficie complessiva di 15.576 metri quadrati, atto propedeutico al rilascio del titolo abilitativo.

Il progetto contempla inoltre la realizzazione di aree per servizi pubblici per complessivi 16.644 metri quadrati, di cui 13.315 metri quadrati destinati a parcheggio a raso, 2.307 metri quadrati a parcheggio in copertura e circa 1.000 metri quadrati a verde.

Le opere di urbanizzazione sono articolate in due lotti, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Il primo lotto comprende: la realizzazione di nuova viabilità e segnaletica lungo l’asse di strada Cebrosa, con riqualificazione dei parcheggi pubblici esistenti; una nuova rete fognaria e l’adeguamento dell’acquedotto; l’illuminazione pubblica; la sistemazione a verde; un nuovo impianto semaforico all’incrocio Cascinette–Cebrosa; la riqualificazione della bealera dell’Abbadia di Stura lato Michelin e dell’alveo della bealera degli Stessi; la realizzazione di una pista ciclabile e di una banchina verde verso corso Romania; nonché l’installazione di una barriera acustica lungo strada Cebrosa e la posa di un manto fonoassorbente, finalizzate alla mitigazione delle criticità acustiche.

Il secondo lotto prevede la realizzazione di un parcheggio a uso pubblico sulla copertura piana del secondo fabbricato.

Per l’impatto residuo derivante dal consumo di suolo, per il quale non sono state individuate specifiche opere compensative, sarà corrisposto alla Città un contributo pari a circa 230.500 euro.

Tre  fabbricati demoliti fanno spazio a nuove aree commerciali e residenziali nei quartieri

 

Un edificio residenziale e due fabbricati a destinazione commerciale. Progetti frutto delle tre delibere presentate dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni e approvate in Giunta questa settimana con l’obiettivo comune di offrire nuovi spazi e servizi a disposizione dei cittadini e rigenerare il tessuto urbano circostante.

Tutti e i tre progetti prevedono la demolizione di fabbricati esistenti degradati che elimineranno condizioni di potenziale degrado dell’area, favorendo la fruibilità dello spazio pubblico e maggiore sicurezza.

I primi due interventi riguardano la realizzazione di fabbricati commerciali, uno in via Sospello 21, nel cuore di Madonna di Campagna, all’angolo con via Cardinal Massaia, e l’altro in via Vandalino 53, all’angolo con via Cirenaica, a poche centinaia di metri dalla ex Venchi Unica nella Circoscrizione 3.

Il progetto di via Sospello prevede la demolizione dei vecchi capannoni dove prima sorgeva un’ex azienda di autotrasporto merci, per lasciare spazio a una struttura di circa 2mila metri quadrati, con 1.150 dedicati alla vendita. Sotto il fabbricato commerciale sarà realizzato un parcheggio interrato da 3mila metri quadrati: 1.100 dei quali a uso pubblico, mentre il resto resterà a uso privato. Al di sopra del parcheggio nascerà anche un’area verde di circa 400 metri quadri realizzata dai proponenti e affidata loro in gestione. Completeranno l’intervento un altro parcheggio in superficie di circa 800 metri quadri e spazi destinati a viabilità carrabile e pedonale di 500 metri quadri. Tutte le opere sono a carico della proprietà che investirà circa 835mila euro tra oneri e contributi, a cui si aggiungono le opere di urbanizzazione: dalla sistemazione della viabilità all’allestimento del verde, per un valore stimato di 600mila euro, anche questi interamente a carico della società. In particolare sono previsti il rifacimento dello strato di usura della viabilità esistente e dei marciapiedi, nuove banchine spartitraffico con un’area di sosta per le biciclette, attraversamenti pedonali, il rifacimento degli stalli di sosta, la realizzazione di un nuovo ingresso carraio e il completamento della segnaletica stradale.

Anche il secondo intervento prevede la demolizione delle preesistenti strutture a destinazione produttiva, da tempo abbandonate, in via Vandalino e la realizzazione di un fabbricato a destinazione commerciale di circa un migliaio di metri quadrati. Il progetto prevede anche la realizzazione, con un investimento di oltre 153mila euro interamente a cura del privato proponente, di parcheggi ad uso pubblico per 573 metri quadri e aree verdi per un totale di 206 metri quadri.

L’ultima delibera approvata in Giunta riguarda la zona residenziale di corso Rosselli dove, all’angolo con via Isonzo, nella Circoscrizione 3, a ridosso del giardino pubblico, si prevede la demolizione dei fabbricati esistenti con destinazione mista produttiva, terziaria e residenziale per una superficie complessiva di 1.312 metri quadri e la realizzazione di un edificio residenziale di 1.437 metri quadri ad elevata prestazione energetica e con nuove aree verdi. Il nuovo edificio sarà realizzato tra corso Rosselli e via Isonzo in continuità degli edifici esistenti. La realizzazione dell’intervento va a completare un angolo importante tra la trasformazione dell’area ex Giardino e l’ampio giardino pubblico di recente realizzazione e, in particolare, prevede la conservazione del glicine su via Isonzo, l’abbattimento delle barriere architettoniche ancora esistenti su corso Rosselli, la realizzazione di nuovi marciapiedi e la piantumazione di alberi e arbusti sia in corso Rosselli sia nel giardino Piredda in prossimità dell’area cani, per favorirne l’ombreggiamento.

“Riteniamo che i tre progetti di riqualificazione nelle aree attualmente occupate da fabbricati dismessi – afferma l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – siano riconducibili alle finalità di riqualificazione e razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, eliminando elementi di degrado edilizio che si riflettono negativamente sul contesto circostante, soprattutto in termini di sicurezza, trattandosi di fabbricati inutilizzati”.

La Biennale della Legalità: Alpignano, Caselette, Almese e una puntata a Torino

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Si torna a celebrare la “Biennale”, in concomitanza con la “Marcia Nazionale” promossa da “Libera”

Dal 18 al 22 marzo

Alpignano (Torino)

Sono tanti i nomi “celebri” – celebri in quanto carichi di memoria, di storie famigliari custodi di valori morali apertamente dichiarati fino al sacrificio della vita, in nome della Giustizia, della Legalità e della Lotta, coraggiosa ed esemplare, contro la criminalità, l’arroganza e i soprusi di tutte le mafie – che troviamo nel lungo elenco degli ospiti partecipanti alla seconda edizione della “Biennale della Legalità”, organizzata dall’“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, con sede a Caselette e in programma da mercoledì 18 a domenica 22 marzo prossimi. Cinque date scelte non a caso, in modo di “andare in scena” negli stessi giorni in cui Torino ospiterà, sabato 21 marzo, la “Marcia Nazionale” per la XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (Giornata istituita nel ’96 in Campidoglio a Roma e celebrata ogni anno il primo giorno di primavera) promossa da “Libera” di don Ciotti, con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Il Festival, come nella prima edizione, è gratuito e diffuso, animando i Comuni di Alpignano (Scala della Legalità, Opificio Cruto, Audido, Scuola Tallone e la Casa della Legalità Lea Garofalo, un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2025), Caselette (Sala 150 e Scala della Legalità) ed Almese (Teatro Magnetto). Previsti anche appuntamenti nelle scuole (Liceo Berti di Torino e scuole di Almese).

Sottolinea Pasquale Lo Tufo, presidente dell’“Associazione Calabresi per la Legalità”: “Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione della ‘Biennale’, un progetto che nasce dalla profonda convinzione che la memoria non debba essere solo una ricorrenza, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva …  Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni e i cittadini in un percorso condiviso dove la legalità diventi il fondamento della nostra comunità”. E aggiunge: “La ‘Biennale della Legalità 2026’ rappresenta un momento cruciale di incontro tra la storia delle vittime di mafia e il pubblico. Grazie alla collaborazione con i comuni di Alpignano, Caselette e Almese, abbiamo costruito un programma che parla di diritti, verità e impegno sociale, portando le storie di coraggio direttamente nelle scuole e nelle piazze”. Nutrito, si diceva, il numero degli ospiti illustri. Tra loro Franco La Torre, figlio di Pio, storico segretario del “PCI” siciliano e, da parlamentare, ideatore della legge “Rognoni-La Torre” (che introdusse il reato di “associazione mafiosa” e la “confisca dei beni” ai boss), ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982Luisa Impastato, nipote di Peppino, il fondatore di “Radio Aut”, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. E ancora, Marisa Garofalo, sorella di Lea, una donna che seppe ribellarsi alla cultura patriarcale e oppressiva della ‘ndrangheta e fu vittima di “femminicidio” nel 2009. Per finire, ma solo per citarne alcuni, con Angelo Rizzotto, nipote di Placido, sindacalista, politico e partigiano, simbolo del riscatto dei contadini siciliani nel dopoguerra, rapito, massacrato di botte e gettato in un crepaccio il 10 marzo 1948. Di particolare interesse sarà anche, giovedì 19 marzo (ore 18), nella “Sala 150” della “Biblioteca” di Caselette, l’incontro con il reporter Antonio Vassallo, primo fotografo ad arrivare a Capaci, dopo la strage (23 maggio 1992), in cui “Cosa nostra” uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Il via, dunque, mercoledì 18 marzo (ore 18), con l’inaugurazione alla Casa della Legalità “Lea Garofalo” di Alpignano (via Venaria, 18) della mostra “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”. In chiusura del Festival, domenica 22 marzo (ore 17), sempre ad Alpignano, nella sede dell’Associazione “Audido” ( via Pianezza, 36), presentazione del libro “Sulle orme dei veri eroi” del docente e attivista calabrese, trapiantato a Brescia, Mario Bruno Belsito“operaio dell’antimafia” come lui stesso ama definirsi.

Momenti clou, anche le commemorazioni alle “Scale della Legalità” (riportanti ai lati 21 formelle di terracotta in memoria delle “vittime di mafia”) di Caselette (venerdì 20 marzo, ore 9) e di Alpignano (venerdì 20 marzo, ore 11), con la partecipazione del senatore Giuseppe Lumia, tra gli autori del “Codice Antimafia”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, Caselette (Torino), via Alpignano, 88; tel. 339/1929796 o info@calabresialpignano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marisa Garofalo con Pasquale Lo Tufo; Luisa Impastato; Antonio Vassallo; “Scala della Legalità” a Caselette

Consegnata la maxi talpa degli scavi Tav

E’ stata consegnata la prima delle due grandi frese destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio, elemento fondamentale della futura linea ferroviaria Torino-Lione. La cerimonia ieri nello stabilimento della Herrenknecht in Germania, dove è stata costruita per il consorzio UXT, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

Lo comunica TELT, la società responsabile della realizzazione dell’opera. La macchina sarà ora trasferita al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Qui inizierà lo scavo della seconda discenderia, poi proseguirà con la realizzazione della galleria sud del tunnel di base. I lavori sono già partiti dal lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa.

Nei prossimi anni in totale entreranno in funzione sette frese, che realizzeranno circa il 75% degli scavi del tunnel di base sia sul territorio italiano sia su quello francese. Il tunnel rappresenta uno dei progetti chiave della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Torino accoglie il Festival della Felicità 2026

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Dal 13 al 17 marzo, presieduto da Walter Rolfo

Approda a Torino per la sua terza edizione, dal 13 al 17 marzo, il Festival della Felicità, che non sarà soltanto un grande show, ma un percorso che attraversa la città e raggiunge  ruoli simbolici e delicati, per portare momenti di condivisione e di leggerezza in modo il più possibile diffuso.

“Torino è pronta a diventare il cuore pulsante di un movimento collettivo: il Festival della Felicità 2026, che non è solo un evento, ma un grande abbraccio partecipato per ribadire che la felicità è un diritto universale, senza barriere di genere, età o provenienza – spiega Walter Rolfo, presidente della Fondazione della Felicità – Quest’anno il viaggio si fa ancora più profondo e abbiamo chiamato a raccolta protagonisti del mondo dello sport, della scienza e del mondo dello spettacolo per offrire, gratuitamente, le loro testimonianze più autentiche e inedite. Sono certo che ogni storia condivisa lascerà un segno profondo, trasformandosi nella scintilla necessaria per realizzare i sogni di felicità di ciascuno di noi”.

L’appuntamento serale del grande show di martedì 17 marzo, all’Inalpi Arena, è già sold out, a conferma dell’interesse del pubblico torinese. Per chi non abbia fatto in tempo a prenotare, si rendono disponibili ingressi per il mattino, momento in cui parteciperanno alcune scuole di Torino e cintura.

Il Festival sceglie di iniziare il proprio percorso dove la felicità può fare la differenza: venerdì 13 marzo, dalle ore 15 alle 17, farà tappa all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino presso l’Aula Magna con “Sorrisi magici”, un’iniziativa speciale per i bambini ricoverati nei reparti di Oncologia e Neuropsichiatria. Il programma prevede una performance di magia interattiva con narrazione poetica, progettata nel rispetto delle esigenze emotive e cognitive dei piccoli partecipanti. Lo spettacolo è realizzato da Mattia Bidoli, in arte Flip, operatore umanitario, fotografo e prestigiatore, che da 15 anni porta la sua arte in ospedali, campi profughi e zone di conflitto, insieme a un team di artisti, tra cui Luciano Ariaudo, in arte clown Spatagnau, con esperienza in contesti sanitari ad alta sensibilità. Completamente gratuito, lo show coinvolgerà un centinaio di persone, tra bambini, famiglie e personale sanitario, trasformando per un pomeriggio lo spazio sanitario in un luogo di meraviglia e relazione.

Lunedì 16 marzo, dalle ore 13 alle 15, il Festival raggiungerà la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, dove con il supporto di Mattia Bidoli verrà proposto uno spettacolo di magia dedicato ai detenuti.

Domenica 15 marzo, alle ore 15, il Festival farà tappa in un quartiere cittadino, quello di Vanchiglia, con uno spettacolo di magia gratuito aperto alle famiglie e ai cittadini del territorio. Protagonista dell’iniziativa sarà ancora una volta Mattia Bidoli, in arte Flip.

La scelta di Vanchiglia non è casuale, poiché il quartiere rappresenta uno dei luoghi più animati della vita notturna torinese, ma convive anche con situazioni di fragilità e disagio sociale, che emergono in particolar modo negli spazi pubblici. Proprio per questo il Festival ha scelto di portare in Vanchiglia uno spettacolo aperto e gratuito, con l’obiettivo di restituire alle piazze e alle aree del quartiere ai bambini, alle famiglie, alla comunità, e trasformare uno spazio urbani segnato da contrasti in un momento di incontro e partecipazione. Si tratta di un’iniziativa che vuole dimostrare come la felicità possa diventare uno strumento di aggregazione  e bellezza condivisa, capace di riempire gli spazi pubblici con nuove energie.

Il momento culminante del Festival sarà martedì 17 marzo all’Inalpi Arena, con l’evento “Vite-Storie di Felicità”, realizzato con il supporto di Generali Italia. La mattinata, dalle ore 10, sarà dedicata alle scuole con un grande evento formativo che porterà sul palco diverse voci ed esperienze. Insieme al fondatore del Festival, Walter Rolfo, autore e coach impegnato da anni nella formazione dell’educazione emotiva, interverranno Arturo Brachetti, showteller e maestro internazionale di trasformismo, capace di unire stupore e riflessione, e Mattia Villardita, noto come Spider-Man dei bambini per il suo impegno nei reparti pediatrici italiani. Con loro vi sarà Consuelo Agnesi, architetto esperto in accessibilità, divulgatrice e formatrice, l’atleta paralimpico Emanuele Lambertini, Ping Pong Pang e Flip (Mattia Bidoli). Un intreccio di storie vere pensato per dialogare con le nuove generazioni, attraverso testimonianze concrete di vita.

Il Festival aprirà le porte al grande pubblico con lo show formativo “Vite-Storie di Felicità”, che vedrà alternarsi sul palco protagonisti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della divulgazione. Accanto a Rolfo e a Brachetti, saranno presenti La Pina, storica voce di Radio DJ, il giornalista e storyteller Pablo Trincia, noto per i suoi reportage e podcast di approfondimento, e Sebastiano Gravina “Videociecato”, content creator impegnato sui temi della crescita personale. Completeranno la crew Ping Pong Pang, Patrizio Ratto e Alessandro Mosca Balma.

La manifestazione è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino e Università di Torino, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte e grazie al supporto di Generali Italia.

Info per la partecipazione alla mattinata di martedì 17 marzo all’Inalpi Arena: https://www.eventbrite.com/e/1984390805317?aff=oddtdtcreator

Mara Martellotta