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Un altro tassello verso il recupero del complesso storico della Cavallerizza Reale 

 

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato lo schema di Convenzione attuativa per la realizzazione degli interventi del complesso storico della Cavallerizza Reale e il Progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di urbanizzazione.

Si tratta di un ulteriore tassello verso la riqualificazione e la trasformazione della Cavallerizza in un polo culturale multifunzionale, un mix di attività pubbliche e private, segnando ufficialmente l’avvio del grande cantiere di recupero. A seguito dell’approvazione in Consiglio Comunale, tutti i soggetti coinvolti, escluso Fondazione Compagnia di San Paolo il cui progetto era già stato approvato, hanno presentato i titoli edilizi necessari per dare il via ai lavori sulle porzioni di fabbricati di loro proprietà.

In particolare, nella ex Accademia Militare è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera, mentre negli Corpi di Fabbrica di via Verdi e in una piccola porzione dei locali della ex Cappella, si prevede l’insediamento del cosiddetto Polo delle Arti, costituito dall’Accademia delle Belle Arti, dal Conservatorio Giuseppe Verdi e dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi. Gli immobili di proprietà dell’Università di Torino saranno destinati ad ospitare nuovi spazi per l’Ateneo. Negli immobili della Cavallerizza Alfieriana è prevista la realizzazione di uno spazio polivalente dedicato alla ricerca e alla sperimentazione nel campo delle arti performative, attraverso interventi di restauro conservativo della Cavallerizza Alfieriana, del recupero della Rotonda, delle maniche al piano terra della corte delle Guardie e della manica della crociera verso via Verdi. Nella Manica del Mosca, di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, invece, si insedierà la nuova sede della Fondazione stessa, mentre nelle Pagliere sono previste attività terziarie.

Tra gli elementi distintivi del recupero della Cavallerizza spicca l’inclusione di un innovativo impianto geotermico che garantirà la climatizzazione sostenibile di tutte le unità immobiliari del complesso. Le progettazioni ipotizzate sul complesso ampliano l’offerta di funzioni pubbliche rispetto a quelle previste dal Programma di Recupero Urbano (PUR) approvato nel 2021, proponendo una riqualificazione orientata alla promozione culturale della Città, restituendo spazi alla fruizione della cittadinanza e dando luogo alla creazione del “polo culturale” auspicato nel percorso di redazione e approvazione del PUR.

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Costruzioni, nel Nord-Ovest prevale la fiducia: metà delle imprese prevede ricavi in aumento

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Il settore delle costruzioni nelle regioni del Nord-Ovest guarda ai prossimi mesi con un cauto ottimismo. È quanto emerge dall’Osservatorio SAIE realizzato in collaborazione con Nomisma e presentato oggi a Genova in occasione dell’ultima tappa dei SAIE Lab | On Tour, dedicata al tema delle infrastrutture e del loro ruolo nello sviluppo dei territori.

L’incontro, intitolato “Infrastrutture e territorio: Progetto, sostenibilità, digitalizzazione e manutenzione delle infrastrutture”, ha chiuso il ciclo di appuntamenti itineranti organizzati da SAIE in vista della manifestazione nazionale che si svolgerà a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026.

Al centro del confronto il tema delle opere infrastrutturali, particolarmente rilevante in Liguria, una regione dove la conformazione geografica rende strategici gli investimenti in mobilità, sicurezza e collegamenti. Negli ultimi anni il territorio ha beneficiato di importanti risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che hanno sostenuto migliaia di interventi, molti dei quali ancora in fase di realizzazione.

Parallelamente al dibattito è stata diffusa l’indagine dedicata alle imprese della filiera delle costruzioni di Liguria, Lombardia e Piemonte. Il quadro che emerge evidenzia un clima di moderata fiducia: quasi un’azienda su due ritiene infatti di poter chiudere il 2026 con un incremento del fatturato rispetto all’anno precedente.

Anche sul fronte degli ordinativi prevale una valutazione positiva. Circa la metà delle imprese considera adeguato il proprio portafoglio lavori rispetto agli obiettivi economici e finanziari, mentre una quota significativa preferisce attendere l’evoluzione del mercato prima di formulare previsioni definitive.

Tra le priorità segnalate dalle aziende emerge con forza il tema del lavoro. Sebbene molte imprese intendano rafforzare gli organici nei prossimi mesi, la principale difficoltà continua a essere la reperibilità di figure professionali specializzate. La carenza di personale qualificato rappresenta oggi il problema più sentito dagli operatori del comparto, davanti all’aumento dei costi delle materie prime e alla crescente pressione concorrenziale.

L’Osservatorio ha inoltre analizzato il livello di conoscenza del Piano europeo dedicato all’edilizia abitativa sostenibile. I risultati mostrano come il programma sia ancora poco noto a una parte consistente delle aziende del Nord-Ovest. Tuttavia, tra le imprese che hanno valutato la propria capacità di risposta alle nuove esigenze del mercato, la maggioranza ritiene di possedere competenze e strumenti adeguati per affrontare la crescente domanda di edifici più efficienti, innovativi e sostenibili.

Le aziende interpellate esprimono inoltre fiducia nella capacità competitiva del sistema produttivo italiano. Molti operatori ritengono che i produttori nazionali siano pienamente in grado di confrontarsi con i concorrenti europei nei settori legati all’edilizia del futuro, mentre una quota significativa considera l’Italia tra i Paesi leader del comparto.

Durante l’incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, che hanno sottolineato l’importanza delle infrastrutture come elemento fondamentale per la crescita economica e la competitività dei territori. Particolare attenzione è stata riservata alle grandi opere in corso in Liguria, considerate determinanti per migliorare collegamenti, sicurezza e capacità logistica dell’intero Nord-Ovest.

“Genova sta vivendo una stagione di trasformazione urbana senza precedenti, come dimostrano i 46 cantieri strategici per i 4 assi di Forza attualmente attivi in città. Una sfida monumentale che ci vede impegnati in prima linea per rispettare i tempi serrati del PNRR, la cui imminente scadenza rappresenta un traguardo ma anche un trampolino di lancio per il futuro del nostro territorio”, ha dichiarato Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova.

“Si tratta di interventi che migliorano la mobilità delle persone e delle merci, aumentano la sicurezza e rafforzano la competitività dei territori. Sono opere indispensabili per sostenere la crescita economica del Paese e rappresentano un esempio concreto di come investire in infrastrutture significhi investire nel futuro dell’Italia”, ha affermato Emanuele Ferraloro, presidente di Federcostruzioni.

“Quella di Genova è la tappa conclusiva di questo percorso itinerante e straordinario che SAIE ha voluto costruire per portare il confronto direttamente nei territori. Non potevamo non arrivare qui, in una regione che conosce molto bene l’importanza delle infrastrutture”, ha sottolineato Emilio Bianchi, direttore generale di SAIE.

Conclusa l’esperienza dei SAIE Lab, l’attenzione si sposta ora su SAIE – La Fiera delle Costruzioni, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026, dove saranno approfonditi i temi emersi durante il tour e le principali sfide che attendono il settore nei prossimi anni.

Tradizione e devozione, Torino celebra la Consolata

 Sabato 20 giugno, Festa solenne della Consolata: il quadro della Madonna Consolata sarà collocato vicino all’ingresso maggiore del Santuario, segno che la Consolata accoglie quanti vengono a fare festa per Lei e con Lei. In giornata Sante Messe alle ore 6.30, 8, 9.30, 11 (presieduta dal Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino, e a cui fa seguito, alle ore 12, la Supplica), 12.30, 16, 18 e subito dopo il termine della processione; alle 17.15 Santo Rosario. Alle ore 20.30, presieduta dall’Arcivescovo, Cardinale di Torino Roberto Repole, la solenne processione con la statua della Consolata per le vie del centro storico su un nuovo percorso: da via Consolata per via Giulio, corso Valdocco, via del Carmine, via Bligny, piazza Arbarello, corso Siccardi, via Santa Maria, via Monte di Pietà, via San Francesco d’Assisi, piazza Palazzo di Città, via Milano, via Corte d’Appello, piazza Savoia, via della Consolata e arrivo in piazza della Consolata per la benedizione finale. Diretta tv delle Sante Messe sul sito internet www.laconsolata.org (cliccando su WEB TV – Diretta streaming) e tutte le info sulla locandina che si allega e sul sito internet www.laconsolata.org

Queste le variazioni di percorso previste da GTT per la serata del 20:

A seguito dello svolgimento della Processione per la Festa della Consolata – sul  percorso: via della Consolata, via Giulio, coro Valdocco, via del Carmine, via Bligny, piazza Arbarello, corso Siccardi, via Santa Maria, via San Francesco d’Assisi, piazza Palazzo di Città, via Milano, via Corte d’Appello, piazza Savoia, via della Consolata, piazza della Consolata (Santuario) – nella serata di sabato 20 giugno varieranno il percorso le linee 4 – 5 – 8 – 11 – 19 – 27 – 51 – 52 – 67 – 92 – STAR 2.

  • Linea 4. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Solo in direzione strada del Drosso: da corso Giulio Cesare deviata in corso Regina Margherita, viale I° Maggio (Giardini Reali), piazza Castello , via Pietro Micca, via San Tommaso, percorso normale.
  • Linea 5. Dalle 19.45 alle 22.
    Direzione piazza Arbarello: da corso Galileo Ferraris deviata in via Cernaia, corso Galileo Ferraris dove effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 304 – “Cernaia”.
    Direzione piazza Dalla Chiesa (Orbassano): dal capolinea provvisorio di corso Galileo Ferraris segue il percorso normale.
  • Linea 8. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Solo in direzione corso Bolzano: da corso Regina Margherita angolo corso Giulio Cesare prosegue per corso Regina Margherita,  corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, percorso normale.
  • Linea 11. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Solo in direzione corso Stati Uniti: da corso Giulio Cesare deviata in corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, via Bertola, percorso normale.
  • Linea 19. Dalle 20.45 a fine servizio.
    Solo in direzione corso Bolzano: da corso Giulio Cesare deviata in corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, corso Bolzano (capolinea).
  • Linea 27. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Direzione via XX Settembre: da corso Regina Margherita deviata in corso XI Febbraio dove effettua capolinea all’angolo con via Bazzi presso la fermata n.1921 – “Bazzi Cap.”.
    Direzione via Anglesio: dal capolinea provvisorio di corso XI Febbraio prosegue per lungo Dora Savona, corso Giulio Cesare, corso Regina Margherita, percorso normale.
  • Linea 51. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Solo in direzione corso Bolzano: da corso Giulio Cesare deviata in corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, corso Bolzano (capolinea).
  • Linea 52.
    Dalle 18 alle 23.30, solo in direzione via Scialoja: da corso Galileo Ferraris deviata in via Cernaia, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, piazza Statuto, corso Beccaria, corso Principe Eugenio, corso Regina Margherita, percorso normale.
    Dalle 19.45 alle ore 22, solo in direzione piazzale Adua: da corso Regina Margherita deviata in corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, corso Galileo Ferraris, percorso normale.
  • Linea 67. Dalle 19.45 alle 22
    Direzione piazza Arbarello: limitata in piazza Solferino dove effettua inversione di marcia e capolinea provvisorio presso la fermata provvisoria posta sul lato est della piazza (in comune con linee 14 e 63).
    Direzione via Ada Negri (Moncalieri): dal capolinea provvisorio di piazza Solferino effettua inversione di marcia e segue il percorso normale.
  • Linea 92. Dalle 20.45 alle 22.45.
    Solo in direzione piazzale Caio Mario: da corso Giulio Cesare deviata in corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, corso Beccaria, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, via Bertola, percorso normale.
  • Linea STAR 2. Dalle ore 18 alle ore 23.30.
    Direzione corso Massimo d’Azeglio: da piazza XVIII Dicembre deviata in via Cernaia, via Santa Teresa, percorso normale.
    Direzione corso Bolzano: da via Pietro Micca angolo via XX Settembre prosegue per via Pietro Micca, via Cernaia, percorso normale.

Ex Westinghouse, una nuova prospettiva per Torino: proposta congiunta di Politecnico ed Esselunga 

 

La Città di Torino ha ricevuto da parte del Politecnico di Torino e di Esselunga S.p.A. una istanza congiunta relativa all’area ex Westinghouse, ricompresa nell’Accordo di Programma “Spina 2”. La proposta si colloca nel solco dell’originaria operazione urbanistica e la arricchisce, attualizzandola. Essa aggiunge, infatti, una nuova prospettiva di sviluppo per uno degli ambiti centrali più strategici della città e ne rafforza la vocazione universitaria, scientifica e innovativa, integrando funzioni di didattica, ricerca e servizi urbani.

Tra gli elementi qualificanti della proposta ricevuta figurano il coinvolgimento diretto del Politecnico di Torino nello sviluppo dell’area, la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e la ricerca, un centro congressi di nuova generazione. L’istanza prevede la completa salvaguardia del parco Artiglieri di Montagna, integralmente preservato e valorizzato come spazio pubblico al servizio del quartiere e della città.

La proposta prevede inoltre una ridefinizione dell’assetto delle funzioni e delle proprietà: il parziale subentro del Politecnico nel diritto di superficie dell’area con l’acquisizione dei diritti edificatori per le strutture universitarie, la ricerca e il centro congressi e una rimodulazione della componente commerciale di Esselunga che, in coerenza con il nuovo assetto funzionale dell’intervento e con l’ingresso delle funzioni universitarie, vedrebbe la realizzazione di una media struttura di vendita in luogo della grande struttura originariamente prevista e già autorizzata, nell’ambito di una più equilibrata distribuzione delle destinazioni insediate nell’area.

La proposta appare coerente con la strumentazione urbanistica e con l’assetto patrimoniale vigenti. Secondo l’istanza, la destinazione universitaria rientra tra quelle già ammesse dalle regole prescrittive dell’ambito e non comporta variante al Piano Regolatore; l’operazione si colloca nell’assetto proprietario esistente e aggiorna le obbligazioni già definite dall’Accordo di Programma, a partire da quella relativa al centro congressi.

Alla luce dei contenuti presentati, la Città di Torino ha richiesto al presidente della Regione Piemonte la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma, organismo competente a esaminare le proposte di modifica e a valutare gli sviluppi dell’intervento.

L’avvio del confronto istituzionale consentirà di approfondire i contenuti dell’istanza e di verificare le condizioni per accompagnare la trasformazione dell’area ex Westinghouse in un nuovo progetto coerente anche con gli obiettivi di sviluppo, innovazione, qualità urbana e sostenibilità ambientale perseguiti dalla città.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dichiara: “L’area ex Westinghouse è una delle più importanti opportunità di trasformazione urbana per il futuro di Torino. La nuova proposta formulata da Politecnico ed Esselunga interpreta una delle vocazioni strategiche della città — la conoscenza, la ricerca, la formazione universitaria, l’innovazione — e ne irrobustisce il ruolo di grande città universitaria e internazionale, rafforzandone la vocazione congressuale e garantendo la piena tutela e valorizzazione del parco Artiglieri di Montagna. La sua integrale conservazione, così come la riduzione significativa delle superfici commerciali originariamente previste, rappresentano elementi molto qualificanti della nuova proposta. Il confronto tra le istituzioni coinvolte rappresenta un passaggio importante per accompagnare una nuova fase di sviluppo dell’area. Stiamo lavorando con determinazione per stimolare progetti capaci di generare crescita, attrarre talenti e investimenti, creare opportunità per i giovani e migliorare la qualità urbana, ambientale e sociale: l’area ex Westinghouse può diventare uno dei luoghi simbolo di questa nuova visione urbana che vogliamo portare avanti in un dialogo costruttivo e proficuo con tutte le realtà interessate”.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, aggiunge: “Il comprensorio urbano dell’area ex Westinghouse risulta strategico per lo sviluppo del Campus delle Ingegnerie del Politecnico di Torino, sia per la sua contiguità sia per le possibili integrazioni edilizie, pienamente coerenti con l’implementazione del Masterplan di Ateneo, espressione del programma di questo mandato rettorale. Le interlocuzioni avviate con Esselunga, in un clima pienamente collaborativo e fattivo, hanno consentito di condividere un concept progettuale che attribuisce all’area una chiara vocazione ai servizi per la comunità del Politecnico, favorendo al contempo il radicamento di una cultura dell’innovazione non solo tecnologica, ma anche orientata al benessere e alla promozione di sani stili di vita. Con questo passaggio concertato con Esselunga, il Politecnico rafforzerà la propria apertura verso la città, configurandosi sempre più come un campus aperto, integrato, accogliente e innovativo”.

Alberto Gaudio, direttore Affari Legali e Societari e Relazioni Istituzionali di Esselunga, commenta: “Esselunga ha accolto con grande favore l’interesse manifestato dal Politecnico ad acquisire una parte dell’area per la realizzazione di strutture a servizio dell’Ateneo e dei suoi studenti, in linea con le finalità istituzionali dell’Università. Per Esselunga, la riqualificazione di un’area centrale della città in collaborazione con il Politecnico rappresenta una significativa opportunità per contribuire alla creazione di valore per il territorio e la comunità”.

L’area ex Westinghouse si conferma così al centro del percorso di rigenerazione urbana e sviluppo strategico della città, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Torino come città universitaria, attrattiva e aperta alle sfide contemporanee.

Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica della Città di Torino, sottolinea: “Il nuovo Piano Regolatore Generale riconosce l’area ex Westinghouse come parte del Centro Innovazione, la Figura di Ricomposizione Urbana che tiene insieme Porta Susa, le OGR e il Politecnico. È Spina 2, una delle trasformazioni che hanno dato a Torino un secondo centro. La proposta di Politecnico ed Esselunga trova nel Piano i criteri con cui va misurata — la qualità degli spazi pubblici, la salvaguardia del parco, il rapporto tra funzioni universitarie e città, il riuso di suolo già urbanizzato senza nuovo consumo. Il Collegio di vigilanza è la sede in cui questo confronto si apre”.

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Che caldo fa? Torino: a giugno temperature da piena estate

L’estate non è ancora entrata nel vivo, ma Torino e il Piemonte stanno già affrontando una fase di caldo particolarmente intensa. Dopo alcuni episodi di maltempo registrati all’inizio del mese, l’espansione dell’alta pressione ha riportato condizioni stabili e un sensibile aumento delle temperature.

Nel capoluogo piemontese i valori massimi si stanno avvicinando ai 35 gradi, mentre anche durante la notte il termometro fatica a scendere, aumentando il disagio soprattutto per anziani, bambini e persone con problemi di salute. L’afa, accentuata dall’urbanizzazione e dalla scarsa ventilazione, rende infatti più pesante la percezione del caldo nelle aree cittadine.

Le previsioni indicano che questa fase potrebbe proseguire ancora per diversi giorni, confermando una tendenza che vede il 2026 caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali. Per questo motivo le istituzioni invitano la popolazione a seguire alcune semplici precauzioni: bere molta acqua, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e prestare particolare attenzione alle categorie più fragili.

Per fronteggiare l’emergenza afa, il Comune di Torino ha inoltre attivato una rete di spazi climatizzati e servizi di supporto destinati alle persone maggiormente esposte ai rischi delle alte temperature.

Dopo una primavera segnata da repentini cambiamenti meteorologici, il caldo di queste settimane rappresenta un ulteriore segnale di una crescente variabilità climatica, con fenomeni estremi che tendono a manifestarsi con maggiore frequenza anche sul territorio piemontese.

Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro. L’impegno dei giovani imprenditori torinesi

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EMPOWERMENT FEMMINILE

Al Campus Onu l’assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino dedicata alle buone pratiche in tema di Diversity, Equity & Inclusion e al ruolo dell’imprenditoria femminile nelle discipline Stem. Sandrone: “Dobbiamo promuovere una cultura fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro torinese richiede un’azione condivisa, continua e ben strutturata. È questo il messaggio emerso durante l’assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, intitolata Tides. New Leadership Standards, ospitata negli spazi del Campus Onu del capoluogo piemontese.

“Scegliendo la parola tides, che vuol dire maree in inglese, abbiamo voluto riassumere l’insieme di esperienze, modelli, buone pratiche e persone che stanno già forgiando una generazione di giovani leader in tutto il mondo che supererà le attuali diseguaglianze tra uomini e donne: per loro questo cambiamento non è una probabilità ma una certezza. A noi giovani di Confindustria spetta la responsabilità di realizzare quell’orizzonte nel tempo più breve. Dobbiamo avere il coraggio di esprimere una leadership che non replica i modelli del passato, ma che include, innova, investe: nelle persone, nel merito, nella qualità e nella volontà. Nella determinazione e nella passione”, ha dichiarato Federico Sandrone, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, nel corso della sua relazione.

Alla sessione pomeridiana hanno preso parte Marie-Christine Oghly, presidente di Fcem (Les Femmes Chefs d’Entreprise Mondiales), Elena Lavezzi, ceo di ZNext, Cristina Tumiatti, Business Development Chief di Sea Marconi e referente del Tavolo Diversity, Equity & Inclusion dell’Unione Industriali Torino, Martina Di Gioia, Managing Director e responsabile degli investimenti privati diretti di Samhita, e Paola Babos, direttrice aggiunta dell’International Training Center dell’Ilo.

Durante l’evento è stata inoltre illustrata una ricerca realizzata dal Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione (EIC), in collaborazione con il Centro Studi di Genere del Politecnico di Torino. Lo studio, basato sui dati della survey internazionale Guesss (Global University Entrepreneurial Spirit Students’ Survey), ha esaminato le aspirazioni imprenditoriali degli studenti universitari torinesi.

Dall’analisi emerge che soltanto il 29,3% delle donne coinvolte frequenta corsi Stem, a fronte del 60,4% degli uomini. Una differenza che si riflette anche nelle prospettive professionali: il 26,4% delle studentesse manifesta l’intenzione di fondare un’impresa, contro il 40,4% degli studenti. Il gap risulta ancora più marcato nelle discipline Stem, dove solo il 23,2% delle donne immagina di diventare founder, rispetto al 39,4% degli uomini.

Anche tra coloro che stanno già lavorando alla creazione di una nuova attività imprenditoriale permane una significativa disparità: le imprenditrici nascenti rappresentano il 5,9% del campione femminile, mentre tra gli uomini la quota sale al 14%.

Lo studio evidenzia però un dato particolarmente interessante: le studentesse Stem dichiarano livelli di fiducia superiori rispetto ai colleghi maschi in attività quali l’individuazione di opportunità di business, lo sviluppo di nuovi prodotti, la gestione dell’innovazione, la costruzione di reti professionali e la guida di team di lavoro. A frenare le donne non sembrano quindi essere competenze o motivazioni personali, bensì la percezione di un ambiente meno favorevole, meno accessibile e meno inclusivo.

Una problematica che va oltre i confini torinesi e assume una dimensione internazionale. Le barriere culturali e sistemiche continuano infatti a rappresentare un ostacolo diffuso a livello globale. I Giovani Imprenditori hanno scelto di riportare il tema al centro del dibattito anche perché proprio a Torino sono stati sviluppati strumenti e iniziative concrete per affrontarlo. All’interno del sistema Confindustria sono oggi attivi oltre venti progetti dedicati a questi temi, promossi dalle associazioni territoriali e di categoria lungo tutta la penisola e realizzati anche in collaborazione con l’Unione Industriali Torino, in particolare attraverso il Tavolo Diversity, Equity & Inclusion.

“Non credo sia un elemento di debolezza parlare di questo tema, trattarlo è fondamentale per riguarda l’intera società. Pensiamo vada raccontato a tutti i livelli, partendo dalla scuola fino ad arrivare nelle imprese. Il nostro vuole essere un racconto del possibile, portando esempi positivi come quelli che hanno partecipato a Tides, ma anche lavorando a stretto contatto con le istituzioni e con le altre associazioni datoriali, e più in generale con il mondo dell’associazioni e del Terzo Settore – spiega ancora Sandrone – per realizzare concretamente, promuovere una cultura della leadership fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Regione Piemonte e Prefettura di Torino fanno squadra contro gli illeciti ambientali

Nasce il primo Osservatorio regionale in Italia dedicato al monitoraggio e al contrasto dei reati ambientali. Presentati anche i nuovi mezzi acquistati grazie al Patto per la Sicurezza Urbana finanziato dalla Regione con 2,3 milioni di euro.

Un nuovo strumento per rafforzare la tutela del territorio e rendere più efficace la lotta agli illeciti ambientali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna.

L’accordo dà vita all’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, una struttura permanente che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale coordinato dalla Prefettura di Torino. Si tratta della prima esperienza di questo tipo a livello regionale in Italia.

Negli ultimi anni i reati legati all’ambiente hanno mostrato una crescita significativa, in particolare nei settori della gestione dei rifiuti, delle bonifiche, dell’edilizia e dei siti contaminati. Da qui la scelta di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine ed enti tecnici per migliorare la capacità di prevenzione, controllo e intervento.

«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale – ha affermato il prefetto Cafagna – Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’Asl con quelle di chi, a partire dalle Forze dell’Ordine, opera quotidianamente sul fronte della sicurezza e del contrasto ai reati. Un modello che consentirà di affrontare in modo più efficace problematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la tutela del patrimonio boschivo e le infiltrazioni della criminalità organizzata».

Tra i compiti dell’Osservatorio figurano la raccolta e l’analisi dei dati sugli illeciti ambientali, l’individuazione delle aree maggiormente esposte ai rischi, la pianificazione di attività coordinate di controllo, la promozione di percorsi formativi comuni e il coinvolgimento delle associazioni impegnate sui temi della legalità e della difesa dell’ambiente. È inoltre prevista la pubblicazione di rapporti periodici sull’attività svolta.

La firma del protocollo è stata anche l’occasione per presentare i nuovi veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana siglato da Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino.

Grazie a un primo finanziamento di un milione di euro sono stati acquistati nove autovetture e tre motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente il Patto è sostenuto dalla Regione con uno stanziamento di 2,3 milioni di euro.

È già allo studio una seconda fase dell’iniziativa che prevede il rafforzamento della videosorveglianza cittadina attraverso nuove telecamere e tecnologie di controllo, l’acquisto di ulteriori mezzi operativi, incentivi a favore delle attività commerciali e maggiori risorse per incrementare i controlli, compresi quelli sui mezzi del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino – hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio – ha concluso il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree che esprimono una maggiore domanda di sicurezza. Agli interventi delle Forze di Polizia si affiancheranno ulteriori investimenti nella videosorveglianza a beneficio dei cittadini e delle attività economiche».

Dossier EuroPride 2027. A Torino attesi fino a 300mila partecipanti

 

Torino si prepara ad accogliere EuroPride 2027, la più grande manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+, in programma dal 18 al 26 giugno: un appuntamento di rilevanza internazionale che punta ad attrarre fino a 300mila presenze e generare ricadute economiche e culturali significative per la città e il territorio.

A presentare il dossier previsionale sulle ricadute è stato il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Battaglia, che ha sottolineato la necessità di una partecipazione ampia: un invito rivolto non solo alle istituzioni pubbliche, già coinvolte nel sostegno alla manifestazione, ma anche alle aziende – grandi e piccole, locali e multinazionali – e ai privati, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Alla presentazione del documento è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha dichiarato :“La Città di Torino ha sostenuto sin dal primo momento la candidatura ad ospitare l’Europride, consapevole dell’importanza che questo evento riveste non solo dal punto di vista delle ricadute turistiche ed economiche ma prima di tutto dal punto di vista valoriale, nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.
Il tema dei diritti è sotto attacco a livello internazionale ed essere sindaco di una città che ospiterà l’Europride è un orgoglio ma anche una grande responsabilità. Come città siamo da sempre in prima fila e siamo consapevoli che sia necessario continuare a lottare per la conquista di nuovi diritti, a partire dal matrimonio egualitario”.

L’assegnazione di EuroPride a Torino risale al 2024, quando l’Assemblea generale dell’EPOA ha scelto il capoluogo piemontese grazie al lavoro di accreditamento internazionale portato avanti dal Coordinamento Torino Pride.

Per la prima volta in Italia, un Pride si dota di un dossier previsionale sulle ricadute. Commissionato dal Comitato e asseverato dall’Università degli Studi di Milano, le stime presentate nel documento indicano un afflusso compreso tra 40mila e 60mila turisti internazionali, con un totale di partecipanti che potrebbe raggiungere tra le 150mila e le 300mila presenze nell’arco della settimana, e una spesa diretta generata compresa tra i 15 e i 25 milioni di euro, con un impatto complessivo che potrebbe arrivare fino a 50 milioni, a beneficio dell’intero sistema economico locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e ai servizi culturali.

EuroPride 2027 si articolerà in un fitto calendario di eventi culturali, artistici, sociali e politici. Tra gli appuntamenti principali, una conferenza internazionale sui diritti umani, ospitata al Teatro Carignano e al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e un programma che coinvolgerà numerose istituzioni culturali cittadine e che avrà tra i suoi punti di accoglienza Palazzo Madama.

Tra le iniziative previste anche Cromatica, il festival nazionale dei cori LGBTQIA+, che porterà in città circa 700 coristi provenienti da tutta Italia, con esibizioni diffuse negli spazi urbani e un galà finale aperto gratuitamente al pubblico. In collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei è inoltre in progettazione una nuova opera di Luci d’Artista, pensata come eredità culturale permanente dell’evento.

Particolare attenzione è dedicata anche al turismo LGBTQIA+, con azioni di promozione internazionale già in corso e la partecipazione alle principali fiere di settore di Londra, Madrid e Berlino. La sicurezza e l’accoglienza si confermano elementi centrali, in linea con le dinamiche di un target che privilegia destinazioni percepite come inclusive e affidabili.

Infine, la candidatura torinese si inserisce in una rete nazionale ampia, sostenuta dai principali Pride italiani e dalla rete RE.A.DY, che promuoverà una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale in avvicinamento all’evento, rafforzando il calendario e la visibilità di EuroPride 2027.

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Torino caldissima, doppio primato: per isole di calore e per temperature superficiali massime, fino a 44,2 gradi

Mentre l’Italia si prepara ad affrontare una seconda e intensa ondata di calore in meno di un mese, una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32 gradi centigradi, soglia oltre cui l’organismo entra in forte stress da calore, mettendo a rischio la salute delle persone, e passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.

Nell’estate del 2025, le regioni con la quota più alta di giornata oltre questa soglia sono tate Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia Romagna e Lombardia. È quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L’estate che scotta”, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersini e Alessandro Cimbelli di ISTAT. L’associazione ambientalista denuncia come questa situazione è sia dovuta alla crisi climatica, alimentata dalle aziende di combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale.

“Per far fronte ai disagi del caldo estremo in città, e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione – dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia – nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi metereologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, gravano sul riscaldamento globale e scaricando sul,e persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie, orientate solo al profitto”.

Il rapporto di Greenpeace Italia analizza i capoluoghi di regione usando anche i dati riguardanti le temperature di superficie urbane e le isole di calore, zone della città che risultano più calde rispetto alle aree circostanti, a causa della presenza di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono il calore. Il reparto analizza anche i dati sullo stress termico a livello nazionale e regionale. Nei capoluoghi di regione, la media delle temperature massime registrate Nell’estate 2025, ha mostrato valori allarmanti: 10 città su 20 hanno superato i 40⁰, con picchi oltre i 44⁰ a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore non misura la temperatura dell’aria, e neanche quella percepita, bensì la temperatura fisica della superficie urbana, quella di elementi come asfalto, muri, aree verdi, e contribuisce a descrivere la vivibilità delle città e l’esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove d’estate, la temperatura massima superficiale supera i 40⁰. Tra questi ci sono 283 mila bambini sotto i 5 anni, e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie vulnerabili al caldo estremo. A rendere i centri urbani invisibili sono anche le isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione vivono in zone caratterizzate da isole di calore intense e molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. A rischio anche le persone senza dimora o chi vive in abitazioni poco isolate, o senza accesso al rinfrescamento, o ancora chi lavora molte ore all’aperto. La presenza di asfalto, cemento ed edifici, ma anche poco verde e bassa ventilazione, contribuiscono a rendere le città più calde rispetto alle aree rurali circostanti.

Con l’eccezione di Bari, tutti capoluoghi di regione registrano temperature superficiali urbane maggiori rispetto a quelle extraurbane. Il caso più eclatante è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra le temperature superficiali massime ha superato i 15⁰. A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense, e il 99% della popolazione vive in zone dove d’estate la temperatura superficiale massima supera in media i 40⁰. Ancora più critica la situazione di Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e 98% dei residenti vive in aree interessate da pericolose isole di calore

M.M.

Crans Montana, oggi Elsa viene dimessa e potrà tornare a casa

Nella giornata di oggi Elsa verrà dimessa dall’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e tornerà a casa. Il rientro a domicilio; un concetto semplice ma dal significato speciale per Elsa dopo il percorso complesso ed impegnativo iniziato in una notte di Capodanno a Crans Montana che doveva essere solo di allegria e spensieratezza. Il primo periodo presso il Kinderspital di Zurigo per le cure intensive, proseguite nella terapia intensiva del Centro Grandi Ustionati della Città della Salute di Torino per la gestione delle ustioni e degli esiti delle complicanze che hanno permesso di superare le fasi più critiche e a rischio.

A questo ha fatto seguito, il 24 aprile scorso, il trasferimento presso il reparto ad alta Intensità di cure della Chirurgia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Questi due mesi di ricovero hanno permesso ad Elsa di recuperare gradualmente la sua autonomia fisica e di affrontare le conseguenze psicologiche di quanto vissuto.

Le competenze presenti all’interno del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), grazie ad un approccio multidisciplinare, hanno infatti preso in carico i differenti aspetti del suo quadro clinico: Chirurgico, Neuropsichiatrico, Psicotraumatologico, Nutrizionale, Fisiatrico e riabilitativo, Ematologico, Anestesiologico.

Questi due mesi hanno coinvolto anche decine di collaboratori che quotidianamente hanno integrato il loro ruolo nella cura della paziente, ma una menzione speciale va portata al personale infermieristico, che in primis ha determinato la qualità dell’assistenza.

“sarà un giorno Speciale per Elsa e tutta la sua famiglia. Tornare a casa è un traguardo importantissimo dopo tutti questi mesi di ospedalizzazione. Ringrazio tutti i professionisti dei nostri ospedali, che quotidianamente l’hanno assistita con competenze cliniche ed empatia non comuni” dichiara Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte).

“Il rientro a casa di Elsa è un grande e meritato traguardo per tutti gli operatori coinvolti ad ogni livello ed, ovviamente, soprattutto per lei e la sua famiglia che continueranno ad essere supportati nel tempo per le esigenze di controllo e di rivalutazione affinché la  qualità di vita di Elsa sia ogni giorno migliore” dichiara Adriano Leli (Direttore generale OIRM – Sant’Anna).