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Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza: cambiano posto le quattro statue monumentali di Palazzo Madama

Sono in corso i lavori di trasferimento delle quattro monumentali statue allegoriche del Buon Governo – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – nella Galleria Carlo Emanuele I di Palazzo Madama, dove troveranno la loro nuova collocazione definitiva. La Galleria, ancora interessata dai lavori di musealizzazione e allestimento, sarà aperta al pubblico al termine dell’intervento complessivo. La movimentazione rappresenta una nuova tappa del grande progetto di restauro e valorizzazione di Palazzo Madama, uno degli interventi più significativi realizzati sull’edificio nella sua storia recente, oltre che uno dei progetti qualificanti del Piano Strategico della Fondazione Torino Musei. Il progetto è promosso dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno determinante della Fondazione CRT, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, che ha accompagnato e finanziato il grande intervento di restauro e consolidamento della facciata juvarriana. Un programma che supera la dimensione del restauro monumentale e interviene sui percorsi museali, sulla fruizione e sull’apertura di nuovi spazi, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità agli oltre duemila anni di storia racchiusi nel Palazzo e rafforzarne il ruolo di Museo della Città. La collocazione delle statue nella Galleria Carlo Emanuele I costituisce uno degli interventi qualificanti di questo percorso. Il Piano Strategico ha infatti individuato nella valorizzazione degli spazi e nella rigenerazione dei percorsi di visita uno degli assi fondamentali per il rilancio di Palazzo Madama, con l’obiettivo di costruire una lettura unitaria dell’edificio e delle sue straordinarie stratificazioni storiche. In questa prospettiva, la Galleria è destinata a diventare uno spazio strategico del futuro percorso museale, capace di mettere in relazione le origini romane della città, l’evoluzione del Palazzo e la nascita della Torino capitale. Con il completamento dei lavori di musealizzazione e di allestimento, la Galleria sarà quindi restituita al pubblico come nuovo spazio del museo, integrando le sculture originali nel racconto storico e architettonico del Palazzo. “Lo spostamento delle quattro statue rappresenta una tappa particolarmente significativa nel più ampio percorso di trasformazione e valorizzazione in corso a Palazzo Madama. Con il Piano Strategico la Fondazione ha deciso di investire su questo straordinario patrimonio simbolo della Città, non soltanto per conservarlo, ma per restituirgli pienamente la capacità di raccontare la storia di Torino e di aprirsi a nuove modalità di visita e di conoscenza. Il restauro della Galleria Carlo Emanuele I e la musealizzazione delle grandi statue acroteriali è parte di questa visione: mette in valore opere monumentali, recupera nuovi spazi del Palazzo e rafforza il legame tra architettura, collezioni e storia della città. Un complessivo progetto di questa portata, realizzato per lotti dalle facciate, alla Galleria Carlo I e alla meravigliosa terrazza panoramica, è reso possibile solo grazie all’impegno continuativo della Città di Torino e al fondamentale sostegno della Fondazione CRT, che desidero sentitamente ringraziare per l’accompagnamento della Fondazione Torino Musei in uno degli interventi più importanti realizzati nella storia recente di Palazzo Madama. È un percorso che restituisce progressivamente alla città un Palazzo più accessibile, leggibile e capace di affermarsi sempre più come Museo della Città e come uno dei luoghi simbolici dell’identità culturale di Torino», dichiara Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei.

Le quattro statue erano state rimosse dalla balaustra del corpo centrale della facciata juvarriana nel luglio 2022, durante una delle operazioni più complesse e spettacolari del grande cantiere di restauro. Alte oltre quattro metri e del peso di più di tre tonnellate ciascuna, furono sezionate, protette all’interno di apposite strutture e calate a terra mediante un complesso sistema di movimentazione da un’altezza di circa 27 metri. L’operazione fu condotta dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e da Arte Restauro Conservazione di Cristina Maria Arlotto, sotto la direzione dell’architetto Gianfranco Gritella. Alla ditta Martina Service srl, che aveva già seguito nel 2022 la discesa delle statue dalla balaustra a terra, è stato affidato anche il loro trasferimento all’interno della Galleria Carlo Emanuele I. Ph Alessio Bergadano Realizzate dallo scultore carrarese Giovanni Baratta nel 1726, le opere sono scolpite in marmo di Brossasco e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili dell’apparato monumentale della facciata juvarriana. La loro rimozione si rese necessaria a seguito delle condizioni conservative determinate dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici e delle criticità emerse nel corso delle approfondite indagini diagnostiche che hanno preceduto l’intervento. Una volta a terra, le opere sono state sottoposte a un articolato intervento di restauro, consolidamento e messa in sicurezza, realizzato anche all’interno del padiglione trasparente appositamente allestito in piazza Castello, che ha consentito al pubblico di seguire da vicino le diverse fasi del lavoro. Anche questa fase di intervento è stata resa possibile grazie al sostegno mirato della Fondazione CRT e ha riguardato le superfici marmoree, il consolidamento delle parti maggiormente fragili e il recupero della leggibilità complessiva delle sculture, nel rispetto della materia originale. Il restauro delle statue si è inserito nel più ampio cantiere della facciata juvarriana, avviato nel 2022 e sviluppato attraverso fasi successive. Il primo intervento ha riguardato l’avancorpo centrale, con un complesso lavoro di consolidamento strutturale, restauro dei rivestimenti marmorei e recupero degli undici grandi serramenti barocchi; il progetto è quindi proseguito sui due settori laterali della facciata, completando progressivamente il recupero dell’intero fronte monumentale. La sequenza degli interventi ha consentito di affrontare in maniera organica conservazione, sicurezza strutturale e valorizzazione architettonica, restituendo piena leggibilità a uno degli elementi più iconici di Piazza Castello e dell’immagine stessa di Torino. Il recupero della facciata costituisce una delle componenti di un programma di trasformazione molto più ampio. Il Piano Strategico della Fondazione Torino Musei ha posto il rilancio complessivo di Palazzo Madama tra le proprie priorità, definendo un progetto unitario nel quale restauro monumentale, consolidamento strutturale, apertura di nuovi spazi, riallestimento e ridefinizione dei percorsi di visita concorrono a una visione complessiva di valorizzazione. Il programma si articola in diversi lotti funzionali che hanno interessato e interessano progressivamente le facciate, le strutture sommitali e la meravigliosa terrazza che sarà aperta al pubblico, gli spazi interni e i percorsi di visita, con l’obiettivo di restituire al pubblico un Palazzo più completo, attraversabile e comprensibile, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente e continuo. In questa prospettiva, Palazzo Madama rafforza il proprio ruolo di grande luogo identitario della città: non soltanto spazio di conservazione della memoria, ma museo capace di raccontare le origini, le trasformazioni e l’evoluzione di Torino, offrendo a cittadini e visitatori una chiave di lettura unica della sua storia e del suo rapporto con il presente. L’obiettivo è restituire al pubblico un Palazzo pienamente fruibile, da scoprire e conoscere, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente. Nel mese di ottobre il progetto proseguirà con il posizionamento sulla terrazza delle copie delle quattro statue, che consentiranno di restituire alla facciata la propria configurazione monumentale, garantendo al tempo stesso la migliore conservazione degli originali all’interno della Galleria.

Ph Alessio Bergadano

 

Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto insieme per le politiche economiche

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Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto e imprese mettono a sistema una strategia condivisa sulle politiche industriali. I primi obiettivi sono il censimento e la mappatura del Distretto e credito per le imprese

 Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una nuova fase di collaborazione attraverso una ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e, soprattutto, di rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.

La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Regione Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto). Un confronto che ha consentito di entrare nel merito delle questioni sulle quali i territori stanno già lavorando e che, proprio per la loro rilevanza strategica, possono essere affrontate con una prospettiva comune. Nella giornata odierna tenutasi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha lanciato la grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord con l’intento di essere propositivi nelle relazioni con il Governo italiano e nei confronti della Commissione Europea.

La posta in gioco è significativa. Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale. Un peso economico che, nelle intenzioni dei promotori della Cabina di Regia, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea.

Dalle aree industriali al credito: una piattaforma ampia

Il lavoro avviato dalle cinque Regioni non si limita a un singolo dossier. Al contrario, l’agenda condivisa abbraccia alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo.

Tra i temi individuati ci sono innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti innovative regionali (RIR), il rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti. L’obiettivo è capire come rendere più efficace l’utilizzo di questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti, rafforzando quelli esistenti e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi.

Altro capitolo centrale è quello dell’accesso al credito. Sul tavolo ci sono la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e, più in generale, gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati.

La questione riguarda soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, che costituisce una parte essenziale delle filiere produttive del Nord. Da qui anche l’attenzione alle certificazioni delle PMI e delle filiere industriali, considerate uno degli strumenti attraverso cui rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva delle imprese.

La sfida dopo il PNRR: innovazione, ricerca e talenti

Un altro terreno sul quale le cinque Regioni intendono coordinarsi è quello dell’innovazione.

Il tema è particolarmente rilevante per un territorio nel quale convivono grandi gruppi industriali, PMI, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate. La questione, dunque, non è soltanto quella di sostenere la nascita di nuove tecnologie, ma di riuscire a trasferirle concretamente nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese. Un nuovo modello a sistema per essere competitivi anche nell’attrarre e trattenere i talenti. In questo quadro, la collaborazione tra le Regioni può assumere un valore politico preciso: evitare la frammentazione degli interventi e provare a costruire una massa critica sufficiente per competere con i grandi ecosistemi industriali europei.

Aiuti di Stato e dimensione d’impresa: il nodo delle regole europee

La partita non si gioca però soltanto sul terreno delle risorse. Una parte decisiva riguarda infatti le regole.

Tra i temi individuati c’è la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.

La possibilità di intervenire sulle imprese, sostenerne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende quindi anche dal quadro regolatorio europeo. Per le cinque Regioni, il confronto con Bruxelles diventa inevitabilmente parte integrante della strategia.

Lo stesso vale per gli IPCEI di natura nazionale, strumenti attraverso i quali sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. Anche in questo caso il coordinamento tra territori può servire a costruire proposte più forti e coerenti rispetto alle singole iniziative regionali.

Il piccolo Younes in volo dall’Egitto al Regina Margherita di Torino

Rientra in Italia a Torino Younes, il bambino in coma dopo un incidente in piscina a Sharm el Sheik. Il volo partito dall’Egitto è diretto a Torino per ricoverare il bimbo di 6 anni e mezzo al Regina Margherita. Così ha annunciato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani dal Cairo. Il rientro su un aereo medico è stato possibile grazie a una gara di solidarietà che ha consentito la copertura dei costi.

Fa troppo caldo, prorogate fino al 6 settembre le misure di tutela per i lavoratori

Alla luce delle previsioni meteo, che confermano nei prossimi giorni la persistenza di alte temperature, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, d’intesa con il vicepresidente con delega al Lavoro, Maurizio Marrone e con l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, ha firmato l’ordinanza che proroga fino a sabato 6 settembre 2026 le misure di prevenzione e tutela per i lavoratori maggiormente esposti ai rischi che derivano dalle alte temperature.

La decisione si basa sul parere tecnico del Settore regionale “Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare” e sui dati di ARPA Piemonte, che confermano per i primi giorni di settembre temperature massime ancora elevate e sequenze prolungate di giornate calde.

Il provvedimento proroga l’ordinanza che è in vigore dal 29 maggio scorso e riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.

L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce infatti le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. La limitazione si applica esclusivamente qualora non siano garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…) e nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature.

 

Più giovani nel sistema produttivo piemontese. La Regione punta sulla formazione tecnica

Una filiera della formazione tecnica superiore sempre più forte, capace di offrire ai giovani competenze specialistiche e di rispondere alla crescente domanda di professionalità del sistema produttivo piemontese. La Regione Piemonte rafforza la programmazione 2026-2029 con quasi 6 milioni di euro di risorse aggiuntive, portando l’investimento complessivo da 42,31 a 48,25 milioni di euro.

È quanto prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, che integra le risorse già stanziate per la programmazione dell’offerta formativa regionale del Sistema di Formazione Tecnica Superiore. Complessivamente, 40,57 milioni di euro saranno destinati alle attività degli ITS Academy, mentre 7,68 milioni finanzieranno i percorsi IFTS.

L’integrazione, pari a 5,94 milioni di euro, deriva dalle nuove risorse assegnate al Piemonte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso il Fondo per l’istruzione tecnologica superiore e consentirà di rafforzare ulteriormente il sistema regionale: 3,45 milioni di euro saranno destinati al potenziamento dellofferta formativa degli ITS Academy, mentre 2,49 milioni di euro di risorse premiali sosterranno la gestione, il funzionamento e la sostenibilità delle Fondazioni ITS Academy piemontesi.

Una scelta che si inserisce in una programmazione più ampia con la quale la Regione punta a consolidare una vera e propria filiera della formazione tecnica superiore, attraverso percorsi fortemente orientati all’acquisizione di competenze specialistiche e costruiti per mantenere uno stretto raccordo con l’evoluzione del mercato del lavoro e con i fabbisogni professionali delle imprese.

ITS Academy e IFTS rappresentano infatti due componenti strategiche di questa filiera: percorsi differenti per durata, caratteristiche e livello di specializzazione, ma accomunati dalla capacità di avvicinare formazione e mondo produttivo e di offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro professionale.

«Vogliamo costruire in Piemonte una filiera della formazione tecnica sempre più forte e riconoscibile, capace di accompagnare i nostri ragazzi dalla formazione alle competenze e dalle competenze al lavoro. ITS Academy e IFTS sono due strumenti diversi, ma fanno parte della stessa visione: offrire percorsi di qualità, vicini alle esigenze delle imprese e capaci di creare opportunità concrete per i giovani» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Formazione professionale e Diritto allo Studio universitario Daniela Cameroni.

«Portare l’investimento complessivo a oltre 48 milioni di euro conferma quanto crediamo in questa direzione: il Piemonte è una terra che produce e innova, per questo motivo ha bisogno di competenze tecniche sempre più qualificate. Il nostro compito è fare in modo che formazione e lavoro continuino ad avvicinarsi, dando ai ragazzi la possibilità di scegliere percorsi validi e alle nostre imprese le professionalità necessarie per continuare a crescere» conclude Cameroni.

Torna il Salone dell’Auto di Torino tra innovazione e design

Torna il Salone dell’Auto Torino, rendendo dall’11 al 13 settembre il centro di Torino il palcoscenico dell’automotive, tra novità di prodotto, innovazione, design e appuntamenti dedicati al pubblico e alla filiera. Il programma della terza edizione e i modelli protagonisti sono stati presentati il 2 settembre scorso alle OGR Torino, insieme ai protagonisti che hanno contribuito alla manifestazione automobilistica a ingresso libero che, dall’11 al 13 settembre, porterà nel cuore di Torino le novità delle Case automobilistiche, tra test drive, anteprime, eventi e appuntamenti dedicati agli appassionati e agli operatori del settore. Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione il Presidente del Salone dell’Auto Torino, Andrea Levy, l’Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione Economica e Finanziaria, Andrea Tronzano, l’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, il Presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta e il Vicepresidente della Fondazione CRT, Paola Casagrande. Ha moderato l’incontro il direttore di Autoappassionati, Federico Ferrero.
Saranno 47 le Case protagoniste al Salone dell’Auto Torino 2026, tra cui Alfa Romeo, Lamborghini, BMW, Citroën, FIAT, Honda, Italy Design, Jeep, Lancia, Lotus, Macerata, Mazda, Mercedes Benz, Peugeot, Pininfarina, Porsche, Renault, Suzuki, Tesla, X-Peng e Ezeekr. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno richiamato oltre 500 mila visitatori, Salone dell’Auto Torino conferma il proprio format Open Air, trasformando il centro cittadino in un grande palcoscenico dedicato all’automobile, capace di mettere in dialogo industria, pubblico e territorio. Il percorso espositivo si svilupperà tra piazza Castello e piazzetta Reale, Corte d’Onore e Giardini dei Musei Reali di Torino, dove saranno allestiti gli spazi dei brand automobilistici, e nei Giardini bassi della città di Torino, con le aree dedicate ai test drive e alle iniziative per i visitatori durante tutto il weekend. I Giardini dei Musei Reali ospiteranno un percorso dedicato all’eccellenza automobilistica, tra super car, auto di pregio e gioielli firmati dai grandi designer. Il percorso attraverserà le pagine più significative nella storia del design e dell’automobile, con un grande tributo ai 120 anni di Lancia, un omaggio a un simbolo del car design, Marcello Gandini, un tributo a Ferrari con le vetture più significative e un omaggio alla competizione “London to Brighton Veteran Car Run”, organizzato da RACI, Historic Club Schio e Club Saint Ambreus. Nella Corte d’Onore dei Musei Reali, Pininfarina allestirà un’esposizione dedicata ai 100 anni dalla nascita di Sergio Pininfarina, che celebrerà il patrimonio stilistico e progettuale di una delle realtà più rappresentative del design automobilistico italiano. Il tributo per i 120 anni di Lancia ripercorrerà la storia del marchi attraverso alcuni modelli che ne hanno segnato l’evoluzione: dalla Lancia Lambda alla Stratos. Il racconto proseguirà con Lancia Delta, World Rally, Champions del gruppo Delt One, e con le regine del motorsport protagoniste di un’epoca indimenticabile del rally. La Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica, celebrerà il tributo Lancia con alcune vetture iconiche, caratterizzate dalle livree Martini che ne hanno reso celebre il marchio, segnando la storia del motorsport. Sarà compreso un anniversario nell’anniversario, ovvero i 50 anni della Lancia Gamma, presentata al Salone di Ginevra nel 1976. La Gamma Coupét, disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina, sarà celebrata attraverso le nove vetture della collezione 777 di Andrea Levy, che riunisce tutte le nove combinazioni cromatiche previste originariamente per il modello.
“Marcello Gandini – A Legacy of Innovation” rappresenta il tributo a Gandini che avrà luogo all’interno dei Giardini dei Musei Reali, e celebrerà il genio creativo di uno dei più importanti car designer della storia attraverso una selezione di vetture. La celebrazione sarà realizzata grazie alla partecipazione di collezionisti di alcune delle auto sportive da lui ideate, tra cui la Lamborghini Miura P400 SV, la Ferrari Dino GTA4, la Lamborghini Espada, la Lamborghini Diablo, l’Alfa Romeo Montreal, la Maserati Ghibli II e la Lancia Stratos.
Un altro tributo sarà dedicato alla Ferrari attraverso una selezione e curata da Ferrari Club Italia all’interno dei Giardini dei Musei Reali, che ripercorre alcune delle pagine più significative  ella storia del Cavallino Rampante, dalle competizioni sportive alle grandi GT. Alla London to Brighton sarà dedicata una selezione di vetture e motociclette che hanno preso parte alla storica manifestazione britannica. In esposizione anche la De Dion-Bouton “Vis à Vis” del 191, appartenuta al Conte Cacherano di Bricherasio, e ancora dotata dell’originale targa torinese 6372; la Renault Type C Volturette Couse del 1900, unico esemplare da corsa sopravvissuto del suo tipo, la Lacoste & Battmann del 1902 e la Ricordi 8HP Break del 1899, appartenente alla collezione del MAUTO.
Il Salone dell’Auto Torino conferma anche per il 2026 l’area Test Drive, che permetterà ai visitatori di provare gratuitamente su strada le vetture messe a disposizione dalle Case automobilistiche. I percorsi, con partenza dei Giardini Reali bassi, in corso San Maurizio, saranno sviluppati lungo la viabilità ordinaria del centro cittadino, consentendo di conoscere da vicino tecnologie, comfort e prestazioni dei nuovi modelli, accompagnati dagli istruttori del brand.
La mappa PDF del Salone dell’Auto è scaricabile sul sito www.saloneautotorino.com
Mara Martellotta

E’ grave presunto spacciatore investito da auto durante i controlli: i pusher contro la polizia

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Un giovane, presunto pusher e’ in gravi condizioni al Cto dopo essere stato investito, forse mentre fuggiva, da un’auto nel corso di un controllo antidroga della polizia in corso Principe Oddone, a Torino tra corso Umbria e via Ravenna. L’incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 22.30, e ha provocato una rivolta di spacciatori nordafricani contro gli agenti della polizia, intervenuta con diverse volanti.

Violenza a tredicenne, chiuso il minimarket. La procura: “L’indagato resti in carcere”

E’ stato chiuso dalla polizia amministrativa temporaneamente e in via cautelare  il minimarket di Madonna di Campagna dove si sono verifica due casi di violenza sessuale, uno contro una tredicenne. sabato 28 agosto. Sulle serrande e’ apparsa una scritta spray “Pedofilo infame, in mano al popolo”.  La chiusura è’ stata decisa quando l’uomo, 42 anni, che lavora nel negozio, è stato fermato su ordine della procura. Si svolgeranno accertamenti  di natura tecnica e amministrativa sulla gestione del locale, la vendita degli alcolici e il rispetto degli orari. Intanto la procura della Repubblica ha fatto ricorso contro la decisione del GIP di scarcerare l’indagato.

A Torino torna il Festival Internazionale dell’Economia. Qual è il futuro dello stato sociale?

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Dal 22 al 25 ottobre oltre 130 appuntamenti. Tra gli ospiti sei Premi Nobel per l’Economia. Da quest’anno la manifestazione si sposta in autunno

Sarà “Salvare lo stato sociale” il tema della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, in programma a Torino dal 22 al 25 ottobre 2026. La manifestazione, curata da Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto e Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri, cambia collocazione nel calendario e da quest’anno si svolgerà in autunno, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione di studenti, università e imprese.

Al centro dei quattro giorni ci sarà il futuro del welfare state europeo, chiamato ad affrontare trasformazioni che ne mettono alla prova sostenibilità ed efficacia: invecchiamento della popolazione, crisi demografica, globalizzazione, immigrazione, cambiamento climatico e aumento delle spese militari legato alle tensioni internazionali. Il Festival proverà a interrogarsi sulle possibili riforme necessarie per continuare a garantire protezione sociale, riduzione delle disuguaglianze e sostegno alle fasce più fragili.

Il programma prevede oltre 130 appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, tra lecture, dialoghi, confronti, incontri con gli autori, approfondimenti storici e iniziative dedicate al rapporto tra economia e cinema. A Torino arriveranno economisti, sociologi, demografi, scrittori e studiosi provenienti da diversi Paesi.

Particolarmente significativa la presenza di sei Premi Nobel per l’Economia: Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence.

Per Tito Boeri, lo stato sociale rappresenta uno degli elementi distintivi dell’identità europea e una conquista che oggi deve essere non soltanto difesa, ma anche riformata per rispondere ai nuovi rischi economici e sociali. Una riflessione che assume un significato particolare anche per Torino e il Piemonte, territori alle prese con l’invecchiamento della popolazione e importanti trasformazioni demografiche.

Novità dell’edizione 2026 sarà inoltre il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie di Lione, uno dei principali festival francesi dedicati alla divulgazione economica, nato nel 2008.

 

Tra i protagonisti: i Premi Nobel Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth
e Michael Spence. Oltre a Alan Auerbach, François Bourguignon, Pierre Cahuc, Marco Cappato,
Gianrico Carofiglio, Bea Cantillon, don Luigi Ciotti, Piero Cipollone, John Cochrane, Carlo Cottarelli,
Maurizio Ferrera, Maurizio Ferraris, Raffaele Fitto, Elsa Fornero, Sara Gama, Matthew Gentzkow, Vera
Gheno, Paolo Giordano, Gian Maria Gros-Pietro, Jonathan Gruber, Gordon Hanson, Hilary Hoynes,
Margarita León, Matteo Maggiori, Franca Maino, Branko Milanović, Magne Mogstad, Maurice
Obstfeld, Pier Carlo Padoan, Nando Pagnoncelli, Luca Pancalli, Fabio Panetta, Giōrgos Papandreou,
Antonio Patuelli, Giuseppe Remuzzi, Cecilia Sala, Chiara Saraceno, Matteo Saudino, Fiona Scott
Morton, Guido Tabellini, Philippe Van Parijs, Silvia Vannutelli, Gianluca Violante, Ignazio Visco, Luigi
Zingales.

 

Il Comune adotta la proposta tecnica del nuovo Piano Regolatore che cambierà Torino

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La Giunta comunale ha adottato la Proposta Tecnica del Progetto Definitivo del Piano Regolatore Generale, presentata dal sindaco Stefano Lo Russo e dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni. Si tratta del passaggio amministrativo formale che chiude l’istruttoria sulle 875 osservazioni pervenute al Progetto Preliminare e consegna il Piano alla fase decisionale che vedrà coinvolti la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e, per i profili di competenza, la Soprintendenza.

La seconda Conferenza di copianificazione e valutazione, che verrà convocata nei prossimi giorni, avrà sessanta giorni, a partire dalla trasmissione della convocazione, per esprimersi. La riduzione dei termini, introdotta dalla nuova legge regionale 5/2026, rappresenta un’opportunità importante per accelerare il percorso del nuovo Piano, mantenendo pienamente il confronto istituzionale e tutte le verifiche previste dalla normativa. A conclusione della Conferenza e acquisito il parere motivato relativo alla Valutazione Ambientale Strategica, la Proposta Tecnica verrà revisionata dalla Città per dare vita al Progetto Definitivo, che sarà quindi sottoposto dalla Giunta al Consiglio comunale per l’approvazione. Se l’iter procederà secondo i tempi previsti, l’obiettivo dell’amministrazione è portare il nuovo Piano Regolatore Generale all’approvazione definitiva del Consiglio comunale entro la fine dell’anno.

“Il nuovo Piano Regolatore è uno degli strumenti più importanti con cui disegniamo il futuro di Torino – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo –. Dopo oltre trent’anni la città ha bisogno di uno strumento urbanistico capace di accompagnare una nuova stagione di sviluppo, con procedure più chiare e fluide, in grado di favorire la rigenerazione urbana, attrarre investimenti e rendere Torino sempre più dinamica e competitiva. Un Piano che mette insieme crescita e sostenibilità ambientale, qualità dello spazio pubblico e qualità della vita, e che riconosce nel trasporto pubblico una delle leve fondamentali per costruire la Torino dei prossimi anni. Con il passaggio di oggi entriamo in una fase molto importante del percorso. La riduzione dei tempi della seconda Conferenza di copianificazione prevista dalla nuova legge regionale rappresenta un’opportunità significativa e il nostro auspicio è che, attraverso una collaborazione positiva e costruttiva tra tutti gli enti chiamati a esprimersi nei prossimi sessanta giorni, si possa procedere con efficacia verso l’approvazione definitiva di uno strumento di cui Torino ha grande bisogno”.

La Proposta Tecnica adottata dalla Giunta contiene le controdeduzioni a tutte le 875 osservazioni pervenute. Le integrazioni riguardano prevalentemente correzioni cartografiche, modifiche alle Norme di Attuazione e precisazioni volte a rendere più chiari alcuni contenuti già presenti nel Piano. Le scelte strutturali rimangono quelle contenute nel Progetto Preliminare adottato dal Consiglio comunale lo scorso marzo. Sulle osservazioni e sulle relative controdeduzioni si pronuncerà infine il Consiglio comunale in sede di approvazione del Progetto Definitivo.

“Abbiamo rispettato il percorso e i tempi che ci eravamo dati, affrontando puntualmente tutte le osservazioni e affinando ulteriormente gli strumenti normativi e cartografici del Piano – dichiara l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni –. Adesso si apre il confronto conclusivo con gli altri enti nell’ambito della Conferenza di copianificazione e valutazione. Ringrazio gli uffici del Dipartimento Urbanistica ed Edilizia Privata e del Servizio Nuovo Piano Regolatore, assistiti da InfraTo, che lavorando tutta l’estate hanno chiuso questa fase in tempi davvero record. Sono certo che tutti gli enti presenti nella Conferenza coopereranno fattivamente per giungere altrettanto rapidamente a una conclusione positiva”.

Il procedimento segue gli articoli 15 e 15-bis della legge regionale 56/1977, con i termini ridotti disposti dall’articolo 6 della legge regionale 5/2026 (cosiddetta “Cresci Piemonte”) per effetto dell’attivazione della Cabina di Regia su richiesta della Città. La Proposta Tecnica del Progetto Definitivo interviene su norme, cartografia e schede là dove le osservazioni e il confronto con gli enti, nell’ambito della Cabina di Regia, hanno segnalato possibili migliorie, tra cui quelle relative alle altezze massime, alle tutele del tessuto storico e alla quota minima di diritti perequati derivanti da aree cedute. La documentazione viene inoltre completata e aggiornata, in particolare per quanto riguarda il Rapporto Ambientale e la verifica del dimensionamento del Piano.

Ora tocca alla Conferenza di copianificazione e valutazione, che si esprime sulla conformità alla normativa vigente, sulla coerenza con la pianificazione sovraordinata e sulla sostenibilità ambientale e territoriale. Il Progetto Definitivo dovrà quindi essere approvato dal Consiglio comunale, completando il percorso per dotare Torino di uno strumento urbanistico profondamente rinnovato rispetto al Piano oggi vigente, redatto da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti, che fu adottato nel 1991 e approvato nel 1995.
Nel frattempo, l’attività urbanistica prosegue nell’ambito del cosiddetto regime di salvaguardia, nel rispetto delle misure introdotte con deliberazione del Consiglio comunale n. 123 del 16 marzo 2026.