PRIMA PAGINA

Imprese torinesi, fiducia stabile nonostante le tensioni globali

/

LE TENSIONI INTERNAZIONALI NON SCALFISCONO LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

A marzo 2026 il clima di fiducia delle imprese resta sostanzialmente stabile. Per settembre si prevede un lieve miglioramento dell’attività economica, dei ricavi e dell’occupazione.

Torino, 21 maggio 2026 – Il sistema del terziario torinese affronta la seconda parte del 2026 con prudenza, ma senza perdere fiducia. Le imprese mostrano una buona capacità di tenuta: l’occupazione rimane stabile, i ricavi lasciano intravedere segnali di recupero e le aspettative per i prossimi mesi sono moderatamente positive. Restano però evidenti alcuni fattori strutturali che limitano la competitività del comparto, in particolare l’eccesso di burocrazia e il fenomeno del dumping contrattuale.

È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Congiunturale di Ascom Confcommercio Torino e provincia, realizzato in collaborazione con Format Research e con il sostegno della Camera di commercio di Torino, attraverso un’indagine condotta su 800 imprese attive nei settori commercio, turismo e servizi.

Oggi il terziario torinese conta 109 mila imprese attive, pari al 75,3% del totale delle attività extra-agricole del territorio, e impiega circa 395 mila addetti, equivalenti al 58% dell’occupazione locale. Numeri che confermano il peso strategico del comparto per l’economia del territorio.

Attività economica stabile, ma le aspettative migliorano

L’indice di fiducia sull’economia italiana si attesta a quota 29 nel marzo 2026, sostanzialmente in linea con i semestri precedenti, mentre per settembre è prevista una crescita a 31. Anche le imprese torinesi si muovono sullo stesso trend nazionale, mantenendo un atteggiamento improntato alla cautela, ma non al pessimismo.

«Guerre, instabilità geopolitica, mercati in fibrillazione: il contesto internazionale non potrebbe essere più difficile – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa -. Eppure, i dati ci dicono che le imprese torinesi non si sono fatte intimorire. La fiducia è stabile, le prospettive migliorano, seppur lievemente. Questo è il segno di un sistema imprenditoriale forte e coraggioso, che si concentra sulla realtà del proprio lavoro quotidiano. Una resilienza che merita rispetto e politiche commerciali all’altezza».

Nel marzo 2026 il 65% delle aziende intervistate valuta l’andamento della propria attività “uguale” o “migliore” rispetto ai sei mesi precedenti. Le prospettive per settembre indicano inoltre un miglioramento dell’indice, che dovrebbe salire a 42 rispetto al 39 registrato a marzo. A trainare la crescita sono soprattutto il comparto della ricezione turistica (indice 56), la ristorazione (52) e i servizi alle imprese (45).

I ricavi si mantengono complessivamente stabili, con un indice pari a 40 nel mese di marzo, ma le previsioni per settembre indicano un incremento fino a quota 44, segnale incoraggiante in un contesto economico ancora caratterizzato da forte incertezza.

Occupazione stabile e maggiore equilibrio finanziario

Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di solidità: l’82% delle imprese prevede infatti livelli occupazionali “uguali” o “superiori” rispetto al semestre precedente. L’indice si attesta a 46, con una previsione di crescita a 48 entro settembre 2026.

Migliora anche la percezione della liquidità aziendale. La quota di imprese che giudica positiva la propria situazione finanziaria passa dall’11% di settembre 2025 al 15% di marzo 2026. L’indice raggiunge quota 43, superiore alla media nazionale ferma a 40, evidenziando una capacità di tenuta finanziaria del tessuto imprenditoriale torinese più forte rispetto ad altre aree del Paese.

Credito: più accessibile, ma permane prudenza

Sul fronte del credito, aumenta la percentuale di imprese che ottiene integralmente il finanziamento richiesto: si arriva al 60%, in crescita rispetto al semestre precedente. La domanda di credito resta stabile e interessa il 17% delle imprese.

Le richieste sono motivate principalmente da esigenze di liquidità e gestione della cassa (58%), mentre cresce leggermente la quota di aziende che ricorre al credito per investimenti, passata dal 29% di settembre 2025 al 30%. Resta invece prudente il giudizio sul costo dei finanziamenti, il cui indice si attesta a 38, in linea con il dato nazionale. Migliorano invece le valutazioni relative alle garanzie richieste dagli istituti di credito.

Dumping contrattuale, un fenomeno che pesa sulla concorrenza

L’indagine evidenzia inoltre come il dumping contrattuale rappresenti un tema ancora poco conosciuto da una parte significativa delle imprese: il 40% dichiara infatti di non avere familiarità con il fenomeno. Tra chi lo conosce, però, prevale la convinzione che si tratti di una criticità urgente da affrontare. Il 51,2% delle imprese segnala infatti di aver percepito irregolarità contrattuali nel mercato.

«Il dumping contrattuale impatta sia sulle imprese sia sui lavoratori, che hanno trattamenti economici molto differenti – spiega il direttore di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Carlo Alberto Carpignano -. Le aziende sentono come un problema molto forte la concorrenza sleale dei contratti pirati. Dall’indagine emerge chiaramente come i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative come Confcommercio, regolino non solo la retribuzione, ma anche un pacchetto di welfare contrattuale, come sanità integrativa e previdenza complementare, bonus e formazione gratuita, che soprattutto i giovani oggi chiedono nei loro colloqui di lavoro».

Le forme più diffuse di dumping riguardano le retribuzioni e i livelli salariali (50%), la gestione di orari e straordinari (37,3%) e gli inquadramenti contrattuali (33,4%). L’impatto sulla concorrenza viene considerato significativo dal 31,7% delle imprese, con percentuali ancora più elevate nel comparto turistico, dove si raggiunge il 52,5%.

Diviso invece il giudizio sull’efficacia dei controlli: il 50,2% delle imprese li considera almeno in parte efficaci, mentre il 49,8% li ritiene insufficienti o del tutto inefficaci.

Per contrastare il fenomeno, le imprese indicano come misura prioritaria l’introduzione di incentivi per chi applica correttamente i contratti collettivi, soluzione indicata dal 56,9% degli intervistati. Seguono il rafforzamento dei controlli ispettivi e delle sanzioni, entrambe indicate dal 25,5% delle imprese.

Il Decreto sul “Salario giusto” è conosciuto dal 70,3% delle aziende, anche se soltanto il 14,9% dichiara di possedere informazioni approfondite sul provvedimento. Gli effetti attesi vengono ancora percepiti come limitati: il 38,3% delle imprese non prevede infatti cambiamenti significativi nel breve periodo.

Addio a Carlin Petrini, filosofo del cibo buono e giusto

E’ morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso a 76 anni nella tarda serata di ieri, giovedì 21 maggio, nella sua Bra, nel Cuneese. “Filosofo”  ambientale e agroalimentare globale, è stato un autentico rivoluzionario culturale. Con la creazione si Slow Food, partita dalla trattoria del Boccon Divino di Bra ha trasformato il consumo moderno attraverso la cultura di un cibo “buono, pulito e giusto per tutte e tutti”. Si deve a lui la realizzazione del Salone del Gusto e di Terra Madre.

Piattaforma per il lavoro: dalla Città un piano per facilitare gli investimenti

//
 

Uno strumento di coordinamento con il territorio, capace di intercettare tutte le esigenze che interessano sia le imprese intenzionate a investire, sia i lavoratori arrivati a Torino per iniziare un nuovo percorso professionale e di vita.
È questo uno dei propositi emersi dal quinto incontro della Piattaforma per il Lavoro, un ciclo di tavoli voluti dalla Città di Torino che hanno visto confrontarsi sindacati, associazioni datoriali, enti del terzo settore, fondazioni, atenei, centri per la formazione, chiamati a individuare quali possano essere sfide e soluzioni connesse al mondo produttivo.

L’evento ha visto l’apertura dei lavori da parte del sindaco Stefano Lo Russo e della vicesindaca Michela Favaro. Hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio Massimiliano Cipolletta, il segretario regionale CISL Giuseppe Filippone, il segretario regionale UIL Gianni Cortese, Elena Ferro segretaria della Camera del lavoro di Torino (CGIL), Marco Piccolo Unione Industriali, Filippo Provenzano segretario CNA, Dimitri Buzio presidente Legacoop Piemonte  oltre a rappresentati di API, ASCOM, Università di Torino, Politecnico, ITC ILO, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo,  ordini professionali e altri stakeholder del territorio.

Tra febbraio e maggio 2026 la Città ha avviato una serie di momenti di confronto e progettazione collaborativa con gli attori del territorio.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato costruire una cornice stabile di collaborazione e innovazione per il lavoro, capace di connettere strategie pubbliche, progettualità territoriali e competenze diffuse.

Tra i temi sollevati ci sono stati quelli connessi al lavoro giusto, dignitoso e inclusivo, al capitale umano e all’attrattività dei talenti, allo sviluppo industriale e all’innovazione ma anche, appunto, alla necessità di un accesso territoriale sia per gli investitori che per le lavoratrici e i lavoratori. Uno snodo facilitatore, o una “porta d’ingresso”, pensato per dare risposte mirate a problematiche pratiche. Una infrastruttura di accesso per le persone alla vita urbana (ricerca della casa e orientamento nel mercato degli affitti, servizi sanitari, trasporti e mobilità, servizi comunali, opportunità formative, servizi per famiglie e bambini, attività culturali e reti sociali, etc.) e per le imprese la possibilità di orientarsi tra opportunità, incentivi, spazi disponibili, relazioni con università e centri di ricerca, reti territoriali, servizi e procedure (spazi disponibili per attività imprenditoriali o eventi, strumenti di sostegno, attivazione di collaborazioni con università e sistema della ricerca, reti territoriali di appoggio, servizi per lavoratori temporanei o personale internazionale, etc.).

“Quando parliamo di lavoro vogliamo partire da analisi puntuali. Tavoli come questo riuniscono coloro che possono aiutarci ad avere ampie chiavi di lettura e prospettive per il futuro dell’economia di questo territorio – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, intervenuto all’apertura dei lavori -. Ciascuno di noi ha un punto di vista che è figlio della propria esperienza e del proprio ruolo e il compito della Città credo sia quello di raccogliere tutti gli elementi utili ad individuare le migliori strategie possibili da mettere in campo. Torino si trova al centro di una stagione di grande trasformazione che con l’azione del nuovo piano regolatore porterà cambiamenti positivi sostanziali. Stiamo costruendo la linea direttrice del prossimo futuro e vogliamo davvero farlo insieme”.

Nel corso della mattinata di confronto, guidato dalla vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro, è emersa anche la necessità di dotare il tessuto cittadino di tavoli di monitoraggio inter-istituzionali che periodicamente analizzino tematiche di forte interesse per il territorio.

“Ringrazio le oltre 50 istituzioni che hanno preso parte in modo costruttivo al percorso della Piattaforma per il lavoro. Dobbiamo avere la possibilità di fare periodicamente il punto della situazione, assistiti da dati e focus su produzione e occupazione– ha spiegato la vicesindaca Michela Favaro -. In questo specifico momento storico è essenziale vigilare sulla corsa ai rincari di fonti energetiche e materie prime ma dobbiamo anche dare voce alle diverse esigenze dei diversi comparti sul nostro territorio, che meritano piattaforme specifiche ad essi dedicate. Anche lo stesso servizio unico per imprese e lavoratori, questa porta d’ingresso alla produzione cittadina, va in questa direzione, cioè quella di far diventare la Città un punto di riferimento di chi investe e di chi lavora, un partner affidabile su cui contare per crescere insieme”.

TorinoClick

Il 23 e 24 maggio a Torino la ventesima edizione della Festa dei Vicini e dei nuovi cittadini

 

Sabato 23 e domenica 24 maggio Torino celebra la ventesima edizione della Festa dei Vicini con un programma di appuntamenti diffuso in tutta la città e, novità di quest’anno, una giornata speciale dedicata ai nuovi cittadini.

Promossa dalla Città di Torino insieme all’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, la Festa dei Vicini si inserisce nella Giornata Europea dei Vicini, nata a Parigi nel 1999 e oggi diffusa in numerose città europee con l’obiettivo di promuovere relazioni di prossimità, inclusione sociale e senso di comunità. Torino aderisce all’iniziativa dal 2006 e coinvolge ogni anno associazioni, cooperative sociali, complessi ATC, Case del Quartiere, scuole, gruppi informali, comitati di quartiere e centri di aggregazione, che organizzano momenti conviviali e attività aperte al vicinato per rafforzare i legami sociali nei territori.

Questa edizione vedrà 97 feste nei quartieri torinesi, tra cortili, piazze, giardini, case del quartiere, scuole e spazi di comunità, con circa 8mila partecipanti attesi. Per celebrare il ventennale della partecipazione torinese la Città ha inoltre realizzato, insieme al gruppo di Servizio Civile del progetto “Torino di PIÙ”, il dossier “20 anni di Festa dei Vicini a Torino”, che ripercorre la storia della manifestazione dagli esordi parigini fino all’esperienza torinese attraverso locandine storiche, immagini e dati di partecipazione delle diverse edizioni.

Tra gli appuntamenti di quest’anno sarà protagonista la Festa dei Nuovi Cittadini, dedicata alle persone che hanno recentemente ottenuto o stanno per ottenere la cittadinanza italiana, che si terrà sabato 23 maggio in via Po. L’appuntamento è alle ore 11.30 sul palco del tram teatro messo a disposizione dall’Associazione Torinese Tram Storici che sarà posizionato davanti alla Chiesa di San Francesco da Paola. Qui dieci persone prossime al conferimento della cittadinanza, rappresentative delle principali comunità di origine straniera presenti sul territorio torinese, saranno protagoniste di una speciale cerimonia pubblica di giuramento alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo. La Festa dei Nuovi Cittadini proseguirà nel pomeriggio al Centro Interculturale di corso Taranto 160, che celebrerà i propri 30 anni di attività con iniziative sociali e una cena conviviale aperta alla cittadinanza.

“Lo spirito con cui questa festa è nata – spiega il sindaco Lo Russo – è di contrastare la solitudine che troppo spesso caratterizza le grandi città, favorendo lo scambio, l’inclusione, il senso di comunità. Ecco perché siamo particolarmente contenti che quest’anno si inserisca nel calendario dei festeggiamenti la simbolica cerimonia con cui diamo il benvenuto ai “nuovi” cittadini torinesi, persone che sono nate in altri paesi ma hanno scelto di fare di Torino la propria casa e di costruire qui la propria vita”.

La Festa in via Po sarà accompagnata dall’esibizione della Banda della Polizia Locale e coinvolgerà associazioni interculturali, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, i commercianti di via Po e numerosi partner. L’intera via sarà chiusa al traffico e animata da attività culturali, sportive e laboratori dedicati al tema dell’Europa e della partecipazione come le esibizioni del CUS Torino, le performance di danza di “Aspettando BallaTorino”, i concerti dell’Ensemble di Musica da Camera dell’Arsenale della Pace, i laboratori artistici dell’Accademia Albertina e quelli scientifici del CentroScienza. Per tutta la giornata saranno inoltre aperti il cortile del Rettorato dell’Università di Torino, il Bibliobus delle Biblioteche civiche torinesi e un tram storico che effettuerà visite guidate. L’Associazione Commercianti di via Po, insieme ad Ascom e Confesercenti, parteciperà con iniziative diffuse e visite guidate gratuite dedicate alle eccellenze storiche e commerciali della via.

La Festa dei Vicini quest’anno assume anche un significato simbolico particolare grazie al collegamento con il percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Il riferimento all’Europa e al valore della cultura come strumento di partecipazione e coesione sociale sarà infatti il filo conduttore di molte delle iniziative previste durante il fine settimana. Tra le iniziative, ci sarà la distribuzione gratuita di tovagliette dedicate ai momenti conviviali delle feste con un QR code attraverso il quale i partecipanti potranno contribuire simbolicamente alla “ricetta” della candidatura europea, indicando il proprio ingrediente segreto per la città del futuro.

Sul sito istituzionale della Città di Torino sono disponibili tutte le informazioni e il programma completo della Festa dei Vicini e della Festa dei Nuovi Cittadini.

TorinoClick

Fiamme sulla A21: scontro tra due tir, morto un camionista

/

Questo pomeriggio sulla A21, nei pressi di Villafranca,  uno scontro tra due tir ha causato l’incendio di uno dei camion.

Sul posto i Vigili del Fuoco del Comando di Asti e la squadra 101 del Comando di Torino con il supporto dell’elicottero Drago.

Il conducente rimasto bloccato nell’abitacolo è deceduto. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza della zona sono ancora in corso.

Strappa la collana a un’anziana in centro: denunciato il ladro in monopattino

Furto con strappo di una collana a un’anziana: individuato e denunciato il responsabile. È successo nei giorni scorsi in corso Galileo Ferraris, dove due signore stavano camminando sul marciapiede. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza risulta che un uomo, seguendole a bordo di un monopattino, ha strappato la collana dal collo a una di loro e si è allontanato a tutta velocità, lasciando la vittima sotto shock.

Le indagini del commissariato di P.S. San Secondo, basate sull’analisi dei filmati e sulla ricostruzione della dinamica, hanno permesso di risalire al presunto autore del furto: un uomo di 59 anni. Giunti nella sua abitazione, gli agenti hanno eseguito una perquisizione e hanno trovato gli indumenti corrispondenti a quelli indossati durante il colpo. L’uomo è stato denunciato; le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e verificare l’eventuale presenza di refurtiva.

Al momento il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: fino a una sentenza definitiva, la persona accusata è considerata innocente.

VI.G

The Phair, alle OGR la fotografia è internazionale

Torino, 21 maggio 2026 – Da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 torna a Torino, negli spazi delle OGR Torino in Sala Fucine, la VII edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori, artisti e professionisti del settore.

 

La nuova edizione rafforza ulteriormente il dialogo tra fotografia, arti visive e sperimentazione contemporanea attraverso un percorso espositivo unitario, una crescente apertura internazionale e un programma culturale che mette in relazione gallerie, musei, archivi, fondazioni, nuove piattaforme creative e protagonisti del sistema dell’arte globale grazie a un diversificato Talk Program.

 

A guidare l’edizione 2026 è il visual ufficiale della fiera: uno scatto di Nanda Lanfranco che ritrae Giuseppe Penone negli spazi del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La fotografia, proveniente dal Fondo Nanda Lanfranco istituito nel 2025 dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli e concessa dal Museo, condensa il rapporto tra corpo, spazio e trasformazione, diventando metafora dell’identità stessa di THE PHAIR: una piattaforma che attraversa linguaggi, discipline e visioni differenti, restituendo la fotografia come territorio aperto, ibrido e in continua evoluzione.

 

A sottolineare il legame profondo di THE PHAIR | Photo Art Fair con la città, anche quest’anno l’immagine guida nasce dalla collaborazione con una delle sue principali istituzioni culturali, rafforzando il dialogo tra artista, luogo e visione.

 

Giunta alla sua VII edizione, THE PHAIR | Photo Art Fair si distingue per una visione curatoriale chiara e riconoscibile, capace di costruire un percorso espositivo unitario in cui le diverse proposte dialogano tra loro. L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi: una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un unico racconto. In un tempo in cui l’immagine è insieme testimonianza e costruzione, fotografia e immagine contemporanea si confermano linguaggi privilegiati per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura, una soglia attraverso cui osservare la complessità del reale.

 

Con questa VII edizione THE PHAIR continua il proprio percorso di crescita internazionale, consolidando Torino come luogo di confronto privilegiato per la fotografia contemporanea e per le nuove pratiche visive. La qualità delle gallerie partecipanti, il dialogo con le istituzioni culturali internazionali e l’attenzione verso ricerca e sperimentazione testimoniano la volontà di costruire una piattaforma sempre più aperta, dinamica e capace di leggere la complessità del presente attraverso le immagini, dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini, fondatori di THE PHAIR.

THE PHAIR 2026 conferma infine il proprio sostegno alla fotografia contemporanea attraverso un rilevante programma di premi, residenze e acquisizioni istituzionali realizzato in collaborazione con partner, aziende e fondazioni impegnate nella valorizzazione della ricerca artistica contemporanea.

 

COMITATO CURATORIALE

Il Comitato Curatoriale si amplia e accoglie esperienze eterogenee che intrecciano mercato, critica e collezionismo internazionale: Umberto Benappi – gallerista; Emilio Bordoli – collezionista; Lorenzo Bruni – curatore e critico; Ernesto Esposito – designer e collezionista; Brandei Estes – esperta di fotografia e già Head of Photography di Sotheby’s; Benjamin & Steffi Jaeger – consulenti, curatori e galleristi; Massimo Prelz Oltramonti – collezionista; Valerio Tazzetti – fotografo e gallerista; Carla Testore – giornalista e curatrice, specialista in comunicazione e sistema dell’arte.

 

GALLERIE PARTECIPANTI

La VII edizione di THE PHAIR riunisce 42 gallerie italiane e internazionali, confermando una crescente apertura europea grazie alla presenza di realtà provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia.

 

Tra le gallerie partecipanti figurano Albumen Gallery di Londra, Jaeger Art di Berlino, WILLAS contemporary di Stoccolma, insieme a importanti realtà nazionali come Franco NoeroMC2 GalleryPhoto & ContemporaryTucci Russo Studio per l’Arte ContemporaneaMarcorossi Artecontemporanea e Tallulah Studio Art.

 

L’edizione 2026 riunisceA.More Gallery (Milano), Albumen Gallery (Londra), Galleria Valeria Bella (Milano), Galleria Umberto Benappi (Torino), Biasutti & Biasutti (Torino), C+N Gallery CANEPANERI (Milano), Colombo’s Gallery (Milano), Alberto Damian Gallery (Treviso), Deodato Arte (Milano), Exposed. Torino Photo Festival (Torino), Fabbrica Eos (Milano), Febo e Dafne (Torino), Galleria Forni (Bologna), Gagliardi e Domke (Torino), Hopefulmonster Editore (Torino), Jaeger Art (Berlino), The Lanterns Art (Milano), Galleria Leòn (Bologna), Galerie Ira Leonis (Arles), Lusvardi Art (Milano), Magreen Gallery (Genova), Marcorossi Artecontemporanea (Milano, Pietrasanta, Roma, Torino, Verona), MC2 Gallery (Milano, Tivat), Franco Noero (Torino), Alessia Paladini Gallery (Milano), Giorgio Persano (Torino), Photo & Contemporary (Torino), Podbielski Contemporary (Milano), Raw Messina (Roma), Red Lab Gallery (Milano), Roccavintage (Torino), Federico Rui Arte Contemporanea (Milano), Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea (Torre Pellice), Seletti (Cicognara), Paola Sosio Contemporary Art (Milano), Fondazione Specchio dei Tempi (Torino), Gian Enzo Sperone (Sent), Tallulah Studio Art (Milano), Unique Contemporary (Torino), VisionQuest 4rosso (Genova), Willas Contemporary (Stoccolma), Zamagni Arte (Rimini).

 

La pluralità delle ricerche presenti in fiera emerge anche attraverso gli artisti presentati dalle gallerie ospiti: dalle indagini sulla natura e sulla trasformazione di Helene Schmitz alle narrazioni intime e urbane di Keila Guilarte, fino alla riflessione sul cambiamento climatico e la vulnerabilità umana sviluppata da Nick Brandt nel progetto The Day May Break.

 

Questa tensione tra paesaggio, memoria, identità e trasformazione attraversa molte delle ricerche presenti in fiera. Da un lato, lo scatto Clematis Tangutica dell’artista svedese Helene Schmitz, presentato da WILLAS contemporary, indaga la dimensione simbolica e strutturale della natura attraverso dettagli botanici sospesi tra osservazione scientifica e visione poetica. Dall’altro, l’opera Sigos mes pasos della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Tallulah Studio Art, restituisce uno sguardo intimo sulla memoria e sullo spazio urbano, dove l’usura della scarpetta diventa traccia di disciplina, identità e percorso personale.

 

In questo dialogo tra pratiche differenti si inserisce anche la ricerca di Nick Brandt: le opere presentate da WILLAS contemporary, appartenenti ai quattro capitoli della serie The Day May Break, affrontano il tema dell’impatto della distruzione ambientale e del cambiamento climatico sulle comunità più vulnerabili e sul mondo naturale. Realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania, questi lavori sono attualmente visibili anche alle Gallerie d’Italia – Torino nell’ambito di EXPOSED. Torino Foto Festival.

 

La fiera accoglie inoltre riferimenti e protagonisti iconici della cultura visiva contemporanea: Giovanni Gastel (Photo & Contemporary), tra eleganza e ironia; Andy Warhol e Bob Dylan (Colombo’s Gallery), in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo; fino alla ricerca concettuale di Giulio Paolini (Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea), che interroga il significato stesso dell’esporre e della rappresentazione.

 

Tra le novità di questa edizione, The Phair amplia il dialogo con le gallerie attraverso due nuovi progetti, pensati per valorizzare nuove prospettive e modalità espositive all’interno della fiera.

 

Un primo nucleo di gallerie, selezionato con il supporto di Carola Allemandi, fotografa e autrice, riunisce realtà alla loro prima partecipazione a The Phair: una selezione che apre la fiera a nuove voci e a pratiche non esclusivamente legate alla fotografia, promuovendo al tempo stesso un passaggio di competenze e know-how all’interno del team curatoriale della manifestazione.

Un secondo focus, sviluppato con la collaborazione di Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia, è dedicato invece a gallerie che presentano progetti monografici, costruiti attorno al lavoro di un singolo artista e pensati per offrire percorsi espositivi più approfonditi e riconoscibili.

 

TALK PROGRAM

Oltre trenta ospiti internazionali tra direttori di museo, curatori, artisti, collezionisti ed editori provenienti dalle principali istituzioni culturali europee e internazionali.

 

Accanto alla fiera, THE PHAIR presenta un Talk Program internazionale che dal 22 al 24 maggio alle OGR Torino riunisce alcune delle voci più autorevoli del panorama fotografico contemporaneo tra cui figurano Duncan Forbes (Victoria and Albert Museum), Nathalie Herschdorfer (Photo Elysée), Urs Stahel (Fondazione MAST), Rachel Thomas (Hayward Gallery), Victoria Law, Katy Wickremesinghe, Claes e Christina Lindquist del Falsterbo Photo Art Museum, insieme a numerosi protagonisti del panorama curatoriale e museale nazionale.

 

Gli incontri affronteranno temi centrali per il presente e il futuro della fotografia contemporanea: il ruolo dei musei e degli archivi, le nuove piattaforme globali dedicate alla creatività, le trasformazioni del collezionismo, le pratiche artistiche femminili, il rapporto tra fotografia e società contemporanea, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla costruzione dell’immaginario visivo.

Tra gli appuntamenti principali, venerdì 22 maggio Duncan Forbes, responsabile della fotografia del Victoria and Albert Museum, dialogherà con François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino, sul ruolo dei grandi musei e dei centri specializzati nella fotografia contemporanea. Nella stessa giornata Victoria Law e la collezionista Donata Pizzi affronteranno il tema della fotografia nelle pratiche artistiche femminili dagli anni Sessanta a oggi, mentre Katy Wickremesinghe, fondatrice della piattaforma internazionale The Wick, discuterà dei nuovi modelli di promozione della creatività tra arte, impresa e lifestyle.

 

Sabato 23 maggio Rachel Thomas della Hayward Gallery di Londra e Pietro Rigolo della Pinacoteca Agnelli si confronteranno sul ruolo della fotografia nelle programmazioni museali contemporanee. Seguirà l’incontro tra Nathalie Herschdorfer, direttrice di Photo Elysée, e Urs Stahel, direttore della Fondazione MAST, dedicato alle sfide dell’esporre fotografia nelle istituzioni pubbliche e ai nuovi linguaggi tra arte, industria e cultura. Grande attenzione anche al tema degli archivi fotografici e della legacy artistica con un talk che riunirà, tra gli altri, Fiammetta HorvatBeatrice Merz e rappresentanti della Louis Stettner Estate.

 

La giornata di domenica sarà invece dedicata alle pubblicazioni fotografiche e ai libri d’artista, con presentazioni di progetti editoriali internazionali e un focus finale sulla fotografia come patrimonio culturale e memoria collettiva con Claudio de Polo-Saibanti di Fratelli Alinari.

 

PREMI, RESIDENZE E ACQUISIZIONI ISTITUZIONALI

Premi acquisizione, residenze artistiche e nuove produzioni per sostenere ricerca, gallerie e artisti contemporanei.

 

THE PHAIR 2026 rinnova il proprio impegno a sostegno della fotografia e dell’immagine contemporanea attraverso un programma di premi, residenze artistiche e acquisizioni istituzionali pensato per valorizzare la ricerca artistica, sostenere le gallerie partecipanti e promuovere nuove produzioni.

 

Tra le novità di questa edizione entra per la prima volta Banca Patrimoni Sella & C. con un premio acquisizione dedicato a opere capaci di affrontare i temi della sostenibilità sociale, dell’equità e dell’empowerment, mentre BIAUTO GROUP istituirà un premio rivolto a lavori che riflettano sui temi dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e dei linguaggi contemporanei.

 

Per il secondo anno consecutivo MCA – Mario Cucinella Architects conferma la propria residenza artistica dedicata alla produzione di nuove opere in dialogo con architettura, ricerca e processi collettivi. Nasce inoltre il Premio Residenza Alberto Stabile, in collaborazione con Raw Messina, dedicato alla fotografia site-specific e al rapporto tra immagine e paesaggio sull’isola di Favignana.

 

Si conferma infine il sostegno della Fondazione Arte CRT, che acquisirà un’opera tra quelle presentate in fiera destinandola alla collezione della fondazione e successivamente alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, e Castello di Rivoli.

 

Con una visione sempre più internazionale e interdisciplinare, THE PHAIR 2026 conferma così il proprio ruolo di piattaforma culturale dedicata alla fotografia contemporanea, capace di mettere in dialogo ricerca artistica, istituzioni, collezionismo e nuove forme di produzione culturale.

 

PATROCINIO, SUPPORTO E PARTNERSHIP

The Phair si svolge con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, e grazie al supporto di Camera di commercio Torino, Fondazione Arte CRT e Unione Industriali Torino.

 

Un ringraziamento speciale ai nostri Official PartnerBanca Patrimoni Sella & C., BIAUTO GROUP, MCA – Mario Cucinella Architects e Residenza Alberto Stabile, e ai Technical Partner Fast Events e ONE. Per una mobilità urbana consapevole e sostenibile durante i giorni della fiera, The Phair invita a muoversi in città con DOTT, nostro Mobility Partner.

 

La settima edizione si arricchisce di una rete di In Kind Partner sintonizzati sulla ricerca visiva e sulla cultura contemporanea di The Phair. Berry Glow la cui attenzione alla valorizzazione della luce naturale di ogni individuo si collega direttamente alla fotografia e all’immagine contemporanea; Elena Mirò eccellenza territoriale e fashion brand che promuove una visione inclusiva e autentica della femminilità, la cui prospettiva trova un legame immediato con il mezzo della fotografia, attraverso il quale identità e rappresentazione vengono continuamente esplorate e ridefinite; Fe.Ma Collective Viastampatori Parfums, firme artigianali che lavorano su materia e memoria – olfattiva e sartoriale – per dar loro una forma permanente; Turismo Torino, strategica collaborazione nella promozione del territorio e nell’amplificazione della fiera. Infine il nostro Charity Partner Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, dal 1976 attiva nel supporto sociale ed emergenziale, sia a livello nazionale che internazionale.

 

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

Apertura al pubblico 22–24 maggio 2026 | ore 12.00 – 20.00 (ultimo ingresso 19.30)

Sede OGR Torino – Sala Fucine (Corso Castelfidardo, 22 – Torino)

 

Biglietti

INTERO – 15 euro

RIDOTTO CONVENZIONI – 10 euro (Abbonamento Musei Piemonte – Lombardia – Valle d’Aosta, Torino + Piemonte Card, Pass Exposed, Biglietto CAMERA emesso dal 21 al 24 maggio)

RIDOTTO – 8 euro (studenti universitari under 26, ragazzi 14-18 anni, accompagnatore disabile)

OMAGGIO bambini fino a 14 anni, disabili

 

www.thephair.com

Il Torino Pride torna il 6 giugno: da venti anni in piazza per i diritti e l’autodeterminazione

Il Torino Pride, la parata per i diritti e l’autodeterminazione di tutte le persone LGBTQIA+, torna nelle strade della città il 6 giugno, vent’anni dopo quel primo Pride cittadino — allora Pride nazionale — che si svolse a Torino nel 2006.

L’appuntamento sarà al Parco del Valentino, con concentramento alle 14:30 e partenza alle 15:30. Il claim che accompagna la marcia per i diritti e il riconoscimento di tutte le identità LGBTQIA+ di quest’anno si svolge è Venti di lotte: un doppio richiamo al ventennale del Pride e ai venti che sospingono le battaglie della comunità LGBTQIA+. «Vent’anni in cui abbiamo capito che la conquista degli spazi e il sostegno reciproco tra persone e comunità non possono limitarsi a un appuntamento annuale — si spiega nel manifesto politico — Devono essere pratica quotidiana, gesto di cura collettiva e scelta politica necessaria».

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta  nei locali di Magazzino sul Po, ai Murazzi. Uno dei luoghi simbolo della rete di Arci Torino, il Magazzino è spazio di cultura e partecipazione sociale, ma anche di musica e di vita notturna. Una scelta coerente con un Pride che compie vent’anni di lotte portate avanti insieme: nelle strade come nei locali, nelle piazze come negli spazi sociali. Un richiamo alle molteplici nature del Pride, che è momento di lotta e rivendicazione ma anche festa ed euforia.

“Venti di lotte”, e il plurale è voluto — racconta Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride — Questi vent’anni dimostrano che l’unica risposta possibile a questo momento storico è la lotta intersezionale: da quel primo giorno di più di vent’anni fa, il Coordinamento ha lavorato non solo per la nostra community ma per tutte le soggettività più marginalizzate, costruendo alleanze e reti che ci hanno fatto crescere. Il corteo è la parte visibile di un lavoro quotidiano di advocacy che si estende a livello locale, nazionale e internazionale. Anno dopo anno abbiamo trasformato la marcia perché assomigliasse sempre di più alle persone che la abitano, rendendola più accogliente e più plurale. Emma Goldman diceva “Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione”: in questo clima, la gioia nelle strade è un atto politico, e noi vogliamo camminare tutti insieme”.

“La scelta del percorso del Pride è sempre un momento importante — prosegue Margherita Anna Jannon, co-coordinatrice e segretaria del Torino Pride — Il nostro ruolo è anche quello della contaminazione: portare il Pride in vie e quartieri nuovi. Per questo nel 2026 cambiamo percorso, partendo per la prima volta da corso Massimo D’Azeglio per seguire strade mai percorse prima, fino a raggiungere gli spazi centrali più familiari. Attraversare luoghi nuovi significa anche creare disagio, ne siamo consapevoli, ma non è nulla rispetto ai disagi, alle discriminazioni e alle oppressioni che le nostre comunità subiscono ogni giorno. Noi scegliamo di invadere la città coi nostri corpi e le nostre identità, di rivoluzionarla, urlando che siamo qui e siamo ora, da vent’anni! Ma non c’è solo la parata: anche quest’anno abbiamo scelto di costruire tanti eventi insieme ad altre realtà alleate. Ricordiamo l’Evergreen Fest, che mette in programma incontri e spettacoli sulle tematiche LGBTQIA+, e il Torino Comics, che nell’edizione 2026 a Collegno ospiterà la mostra dei manifesti dei nostri vent’anni di lotte. Tante realtà insieme possono fare tante cose”.

Il Torino Pride 2026 si svolge in un momento in cui i dati italiani sono sconfortanti: il recente rapporto di ILGA Europe pone l’Italia al 35esimo posto su 49 Paesi per uguaglianza e diritti delle persone LGBTQIA+. Un arretramento che dà la misura concreta di politiche escludenti e di leggi che non tutelano, ma anche di silenzi istituzionali, nazionali ma anche locali, che diventano complicità silenziosa. Per questo il Coordinamento Torino Pride invita tutte le istituzioni — a partire da quelle locali — a non essere complici di questo scenario e a impegnarsi concretamente per invertirlo.

Il Torino Pride 2026 ha ricevuto il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana e, come ogni anno, entrambe le istituzioni sono invitate ad accogliere il documento politico del Pride e a farne strumento di approfondimento delle istanze delle comunità LGBTQIA+ che hanno contribuito a scriverlo.

“Il Torino Pride è un appuntamento fondamentale per la nostra città — commenta l’assessore ai diritti della Città di Torino Jacopo Rosatelli — un momento di visibilità, rivendicazione e partecipazione collettiva che negli anni è cresciuto insieme a Torino, rendendola più aperta, consapevole e inclusiva. Un merito che va riconosciuto innanzitutto al Coordinamento Torino Pride, a ogni attivista e associazione. Quest’anno, a vent’anni dalla nascita della rete RE.A.DY e a dieci anni dall’approvazione della legge Cirinnà, sentiamo ancora più forte la necessità di proseguire nel percorso dei diritti, rivendicando con chiarezza l’urgenza del matrimonio egualitario e di una piena uguaglianza giuridica e sociale. Torino guarda inoltre al futuro sostenendo con forza il percorso verso EuroPride 2027, un appuntamento di rilievo internazionale che rappresenterà un’importante occasione di crescita, apertura e partecipazione per tutta la comunità. In un contesto in cui diverse città italiane non patrocinano ancora i Pride, è necessario ribadire con determinazione il valore civile e democratico di queste manifestazioni. Difenderle, sostenerle e parteciparvi significa affermare con determinazione che i diritti e la dignità delle persone LGBTQIA+ sono parte integrante del patto democratico delle nostre comunità”.

LA PARATA

La parata del Torino Pride 2026 si svolgerà sabato 6 giugno, con concentramento dalle ore 14:30 per la prima volta al Parco del Valentino, e partenza prevista per le ore 15:30.

Il percorso si snoderà in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po. L’arrivo sarà in Piazza Vittorio, dove ci sarà i discorsi dal palco e le fasi finali della manifestazione.

L’accessibilità dell’intera parata è, come sempre, una priorità per il Coordinamento Torino Pride. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione consolidata con il collettivo Mai Ultimi e Disability Pride, sono previste lungo il percorso delle aree di scarico sensoriale — spazi più silenziosi e protetti — e sarà presente il servizio mobile della Croce Rossa Italiana. Lo staff volontario accompagnerà il corteo per tutta la durata, disponibile a rispondere a qualsiasi esigenza. All’arrivo in piazza, davanti al palco, sarà allestita un’area di decompressione con posti a sedere; tutti gli interventi dal palco saranno tradotti in LIS.

Per chi ha difficoltà motorie, il bus City Sightseeing di Torino sarà disponibile in testa al corteo con posti a sedere, e al termine della parata un servizio navetta — in collaborazione con GTT — permetterà di raggiungere la zona.

TorinoClick

I quattro piemontesi della Flotilla

Tra i partecipanti alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza ci sono anche quattro persone provenienti dal Piemonte. Il gruppo fa parte di una mobilitazione internazionale nata con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese e denunciare il blocco della Striscia.

Tra loro c’è Adriano Veneziani, torinese di trent’anni, già impegnato in precedenti iniziative della Flotilla. Insieme a Gabriele Gardini e Daniele Gallina si trovava a bordo di una delle imbarcazioni fermate dalle autorità israeliane durante il viaggio nel Mediterraneo.

La quarta attivista è Leonarda Alberizia, pensionata originaria dell’Astigiano, che partecipava invece al convoglio terrestre organizzato per raggiungere Gaza attraversando il Nord Africa. Il gruppo è stato bloccato in Libia, nella zona di Sirte, da forze legate al generale Haftar.

Adriano Veneziani è stato fermato nel blitz israeliano a largo di Cipro in acque internazionali e portato al porto di Ashdod. Sono al sicuro gli altri 3 torinesi

Gli spazi della memoria, Cimitero Monumentale: ripristino delle arcate e ampliamento del roseto

Un investimento complessivo di oltre 850 mila euro per interventi di conservazione, manutenzione e ampliamento degli spazi dedicati alla memoria. È quanto previsto dalle quattro delibere approvate oggi dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessora Chiara Foglietta, per il Cimitero Monumentale di Torino.

L’intervento più rilevante, per un valore di 650 mila euro, riguarda la messa in sicurezza e il restauro delle “arcate” del Monumentale, che saranno oggetto di un profondo intervento di recupero. I lavori, finanziati da AFC Torino S.p.A., consentiranno di rimediare ai gravi danni causati da una serie di furti di rame che avevano compromesso il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il progetto, che ha già ricevuto il via libera della Soprintendenza, prevede la sostituzione degli elementi trafugati con nuove coperture in piombo e il contestuale risanamento delle murature ammalorate dalle infiltrazioni, garantendo così la conservazione di uno degli spazi monumentali più preziosi della città.

Sempre al Monumentale, un secondo investimento di 208 mila euro permetterà di ampliare il Roseto di corso Novara, il luogo dedicato alla dispersione delle ceneri. La scelta risponde a un cambiamento culturale ormai consolidato tra i torinesi, che dal 2008 richiedono questa pratica con frequenza sempre maggiore. L’intervento prevede la realizzazione di 13 nuove aree, progettate per garantire la continuità estetica e il carattere raccolto del giardino esistente. Grazie a questo ammodernamento, che include anche l’aggiornamento dei sistemi video per la proiezione dei nomi, il Roseto potrà accogliere le richieste dei cittadini per i prossimi vent’anni. Tutti gli interventi saranno finanziati con fondi propri di AFC Torino S.p.A.

“Con questi interventi prosegue il lavoro di cura e valorizzazione del Cimitero Monumentale, un luogo che rappresenta insieme memoria collettiva, patrimonio storico e servizio pubblico per la città – commenta l’assessora Foglietta-.  Da un lato interveniamo per recuperare e mettere in sicurezza spazi di grande valore artistico e architettonico come le arcate, gravemente danneggiate dai furti degli ultimi anni; dall’altro investiamo per adeguare i servizi cimiteriali ai cambiamenti nelle esigenze e nelle scelte delle cittadine e dei cittadini, come dimostra l’ampliamento del Roseto dedicato alla dispersione delle ceneri”.

Le altre due delibere riguardano invece l’assegnazione gratuita di aree del Cimitero Monumentale a congregazioni religiose, secondo una prassi avviata dalla Città negli anni Cinquanta. In particolare, vengono individuati nuovi spazi per l’inumazione delle appartenenti all’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata per le Missioni Estere e all’Istituto delle Suore di Carità di Santa Maria dette del “Buon Consiglio”.

Le aree, rispettivamente da 170 e 74 metri quadrati, saranno destinate a sepolture comuni riservate alle religiose delle congregazioni, con manutenzione e sistemazione a carico degli enti assegnatari. Le assegnazioni avranno durata di quindici anni e si inseriscono nella continuità di una tradizione cittadina che riconosce la specificità delle comunità religiose presenti sul territorio.

TorinoClick