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Carceri, la tradizionale veglia dell’Associazione radicale Aglietta per denunciare le criticità

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Dalle 22.30

Nel periodo più critico dell’anno per gli istituti penitenziari italiani, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta organizza la tradizionale veglia estiva, che quest’anno sarà in forma di Maratona oratoria notturna, davanti alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. L’appuntamento è per lunedì 27 luglio alle 22.30 davanti all’ingresso dell’istituto di via Adelaide Aglietta 35.

L’iniziativa intende riportare al centro dell’attenzione pubblica una situazione che continua a rappresentare una grave emergenza per lo Stato di diritto: il sovraffollamento degli istituti penitenziari, la crescente presenza di persone con disturbi psichiatrici e dipendenze prive di adeguata presa in carico, le condizioni strutturali degli istituti e le difficoltà quotidiane di chi in carcere vive e lavora. Temi che l’Associazione radicale Adelaide Aglietta denuncia da anni attraverso visite in carcere, iniziative pubbliche e interlocuzioni con le istituzioni.
Alla maratona interverranno rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura, della politica, della polizia penitenziaria, del volontariato e dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale.

Tra gli ospiti già confermati figurano Igor Boni, presidente di Europa Radicale; Diletta Berardinelli, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino; Luca Pidello, presidente della Commissione Diritti delle persone private della libertà personale del Consiglio comunale di Torino; Roberto Capra, presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta; Gerardo Romano, dirigente dell’OSAPP; fra’ Beppe Giunti, volontario nelle carceri di Alessandria e Torino; Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d’Aosta, vittima di ingiusta detenzione e membro del direttivo di Nessuno tocchi Caino; Vittoria Nallo, presidente del gruppo consiliare “Stati Uniti d’Europa per il Piemonte”; Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte; Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Asti; Nathalie Pisano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Novara; Chiara Squarcione, presidente dell’Associazione radicale Certi Diritti, insieme ad altri rappresentanti del mondo istituzionale, dell’avvocatura, del volontariato e della società civile.

«L’estate rende ancora più insopportabili condizioni già incompatibili con il dettato costituzionale. Vogliamo riportare davanti ai cancelli del carcere il confronto pubblico tra chi quelle condizioni le vive, le osserva e ha il dovere di affrontarle. La pena può limitare la libertà personale, ma non può sospendere i diritti fondamentali della persona», dichiarano Oreste Gallo, Enea Lombardozzi e Samuele Moccia, coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

L’iniziativa è aperta alla cittadinanza: chiunque potrà partecipare, ascoltare gli interventi e prendere la parola.

Siccità, nuovi fondi dalla Regione: a giorni bando per micro-invasi aziendali

Un’ottima notizia per la gestione delle risorse idriche in agricoltura e la prevenzione dell’emergenza acqua in Piemonte. Dal consuntivo del bando regionale del Csr 2023-24 per gli Investimenti Irrigui, che ha già consentito di finanziare e realizzare 243 progetti su tutto il territorio regionale, sono stati recuperati 571.686,00 euro risultanti da mancati utilizzi e risparmi. Essi saranno rimessi a disposizione quale dotazione di un nuovo bando regionale che sarà lanciato entro l’estate.

Grande soddisfazione dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che ha fatto approvare il provvedimento dalla Giunta regionale: «Proprio nelle settimane in cui la Regione Piemonte sta affrontando ad ogni livello e con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti la possibile emergenza e il più generale tema della gestione della risorsa idrica, è una gran bella notizia poter rimettere in gioco oltre mezzo milione di euro per un nuovo bando che sostiene progetti mirati al risparmio e all’uso efficiente e sostenibile delle risorse irrigue. Non stiamo parlando di megainvasi, che fanno riferimento ad altri livelli e quadri normativi, ma di progetti diffusi che concernono il miglioramento, rinnovo e ripristino di impianti irrigui aziendali e di investimenti che promuovono lo stoccaggio e il riuso di tali risorse, quali i fondamentali microinvasi aziendali per la raccolta di acque piovane o la manutenzione straordinaria delle peschiere per l’uso irriguo, anche nell’ottica di fornire l’irrigazione di soccorso in periodi di scarsa disponibilità».

I fondi rimessi a disposizione sono così ripartiti: Fondi europei Feasr euro 232.676,20 (40,70%); risorse dallo Stato: euro 237.306,86 (41,51%); risorse da bilancio Regione Piemonte: euro 101.702,94 (17,79%).

«L’efficienza a regime di un sistema idrico regionale – conclude Bongioanni – passa anche per il sostegno agli investimenti di quel fondamentale tassello rappresentato dagli impianti aziendali. I nostri imprenditori agricoli sono i primi a pagare sulla loro produzione la crisi idriche: sostenerli nei loro investimenti significa sostenere l’intera filiera».

Meloni e Piantedosi in Val di Susa dopo gli assalti No Tav

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La premier Giorgia Meloni accompagnata dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è in sopralluogo nella Val di Susa. A seguito dei disordini No Tav di sabato ai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocitàMeloni e Piantedosi sono giunti questa mattina all’aeroporto di Caselle e si sono recati in valle in elicottero.
Li hanno accolti il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto Donato Cafagna.

Meloni in Val di Susa dopo l’assalto dei No Tav: “Lo Stato c’è e non indietreggia”

Scontri No Tav, l’arcivescovo: “Questo è terrorismo”

Le parole sono dure e chiare: “ è violenza terroristica, incompatibile con il Vangelo e la democrazia». Le pronuncia il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, come ferma condanna dei gravi disordini al cantiere di Chiomonte, dove gli scontri hanno provocato il ferimento di circa 150 agenti di polizia e  danni alle strutture almeno per un milione di euro.

Nella dichiarazione diramata ai giornali dall’Arcidiocesi di Torino, Repole parla di  “pura violenza terroristica”, e prende nettamente le distanze dai fatti.

Foto Mihai Bursuc

Siccità, il Piemonte torna a fare i conti con l’emergenza idrica

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Corsi d’acqua in sofferenza e agricoltura sempre più a rischio

L’estate 2026 si sta rivelando particolarmente difficile per il Piemonte, dove la scarsità di precipitazionie le temperature eccezionalmente elevate hanno aggravato una situazione idrica già delicata. Dopo una primavera caratterizzata da piogge inferiorialla norma, il mese di luglio è stato segnato da ripetute ondate di calore che hanno accelerato l’evaporazione dell’acqua e ridotto ulteriormente le riserve disponibili. Il risultato è un quadroche richiama da vicino la grave crisi del 2022, con fiumi, laghi e invasi in progressivo calo e crescenti preoccupazioni per il settore agricolo.

A Torino e in gran parte della pianura piemontese iltermometro ha raggiunto più volte valori compresi tra 36 e 38 gradi, mentre durante la notte letemperature sono rimaste elevate, senza offrire un reale raffrescamento. Il caldo persistente ha aumentato il fabbisogno idrico delle colture proprio nel momento in cui le disponibilità d’acquasono diminuite sensibilmente, mettendo sottopressione l’intero sistema di approvvigionamento.

Le precipitazioni registrate nei primi mesi dell’anno non sono state sufficienti a compensare il deficitaccumulato e, nel corso di luglio, la disponibilità idrica nei principali bacini piemontesi è risultata nettamente inferiore rispetto alle medie climatiche. La riduzione delle risorse interessa praticamente tutto il territorio regionale e coinvolge sia i corsi d’acqua sia le falde utilizzate per l’irrigazione.

La situazione più delicata riguarda il fiume Po, che nasce ai piedi del Monviso e rappresenta la principale risorsa idrica del Nord Italia. Le portate sono scese ben al di sotto dei valori normalmente osservati in questo periodo dell’anno, tanto che in diversi tratti del corso fluviale il volume d’acqua risulta drasticamente ridotto. Una condizione che non incide soltanto sul Piemonte, ma si ripercuote lungo tutto il bacino del Po fino all’Adriatico, con effetti negativi sugli ecosistemi, sull’irrigazione e sulla qualità delle acque.

Anche gli altri corsi d’acqua piemontesi mostrano evidenti segnali di sofferenza. Tanaro, Scrivia e numerosi affluenti del Po presentano livelli inferiorialla norma, mentre la riduzione delle portate limita la disponibilità di acqua destinata sia all’agricoltura sia agli usi civili. Parallelamente, i principali laghi della regione stanno registrando un progressivo abbassamento dei livelli. Il Lago Maggiore, in particolare, ha perso circa un metro d’acqua nell’arco di poche settimane, una diminuzione che potrebbe avere ripercussioni sulla navigazione, sull’ambiente naturale e sulla gestione delle risorse idriche destinate all’irrigazione.

Tra i comparti più colpiti figura l’agricoltura. Le coltivazioni di mais, riso, foraggi, ortaggi e frutta stanno risentendo della combinazione tra temperature elevate e disponibilità d’acqua sempre più limitata. Molte aziende agricole sono costrette a irrigare con maggiore frequenza, sostenendo costi più elevati e disponendo però di quantitativi d’acqua inferiori rispetto alle necessità. Le organizzazioni di categoria segnalano cali produttivi significativi in diverse aree della regione, mentre negli allevamenti il caldo intenso sta incidendo anche sul benessere degli animali e sulla produzione di latte.

Per affrontare l’emergenza, la Regione Piemonte continua a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione insieme agli enti che gestiscono il bacino del Po e ai consorzi irrigui. In diversi comuni sono già state introdotte limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile per gli impieghi non essenziali, mentre proseguono gli interventi finalizzati a garantire le risorse necessarie alleattività agricole e agli approvvigionamenti civili.

L’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante. Senza precipitazioni abbondanti e diffuse, il deficit idrico rischia infatti di accentuarsi ulteriormente.

No Tav, la conta dei danni: un milione di euro per cominciare

Gli scontri presso i cantieri della Torino Lione hanno provocato circa 150 feriti tra le forze di polizia. Intanto proseguono le indagini: finora sono state identificate 436 persone tra gli incappucciati che hanno preso parte ai disordini, alcune delle quali provenienti da Francia, Germania e Belgio. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori, sotto il profilo amministrativo e penale.

Nel frattempo è iniziata anche la conta dei danni provocati ai cantieri. Secondo Telt, la società binazionale che realizza l’opera, una prima stima riferita al solo cantiere di Chiomonte quantifica i danni in circa un milione di euro. Restano ancora da definire i tempi necessari per la rimozione dei detriti e per il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi all’interno della galleria.

Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati numerosi materiali, tra cui dispositivi pirotecnici ed esplosivi, bombe molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.

Il questore di Torino, Massimo Gambino promette massima fermezza.

Traffico intenso sulle strade per le vacanze

Weekend trafficato anche sulle arterie piemontesi 

Si avvia alla conclusione l’ultimo fine settimana di luglio contraddistinto dalle partenze verso le località di villeggiatura e contrassegnato da Viabilità Italia con ilbollino rosso per il pomeriggio di venerdì 24 luglio, la mattina di sabato 25 luglio e il pomeriggio di oggi, domenica 26 luglio.

Sulla rete Anas (Gruppo FS Italiane) sono state confermate le previsioni traffico in aumento già a partire da venerdì con traffico intenso durante tutto il fine settimana.

Gli incrementi rispetto al fine settimana di metà luglio hanno interessato in particolare le isole maggiori, con aumenti compresi tra lo 0,29% in Sardegna e lo 0,57% in Sicilia, e lezone di montagna, dove l’incremento medio si è attestato sull’1,3%, con un picco dell’1,6% sulla rete statale del Veneto.

Rispetto all’ultimo fine settimana di luglio 2025 i dati complessivi nazionali mostrano un lieve aumento, pari allo 0,2%, con valori che nelle regioni del Nord della Penisola raggiungono il +5%.

Rallentamenti con code sono stati registrati in particolare inLombardia lungo la statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga” in provincia di Lecco e in Sicilia sul Raccordo Autostradale 15 “Tangenziale Ovest di Catania” in prossimità del Casello di San Gregorio.

Traffico in aumento nella mattina di oggi anche sulla statale 18 “Tirrena Inferiore” in Calabria e, sempre in Calabria, sulla statale 106 “Jonica”.

La giornata di oggi è stata caratterizzata dagli incendi che hanno determinato l’adozione di limitazioni temporanee alla circolazione in Sicilia sull’Autostrada A19 “Palermo-Catania” a Termini Imerese (PA), in Puglia sulla statale 693 “dei Laghi di Lesina e Varano” a Cagnano Varano (FG), inMolise sulla statale 16 “Adriatica” a Campomarino (CB) e nel Lazio lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma tra Laurentina e Pontina.

Sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo” i volumi maggiori di traffico sono stati registrati a Pontecagnano Faiano con oltre 240.190 transiti, a Salerno con 203.950 veicoli transitati e a Battipaglia con 165.810.

In Sicilia, sulla A19DIR “Diramazione per via Giafar”, sono transitati 181.410 veicoli, 108.565 sulla A19 “Palermo-Catania” presso Altavilla Milicia e 33.447 ad Alimena.

Nel Lazio, sul “Grande Raccordo Anulare” sono transitati 324.180 veicoli tra Laurentina ed Eur, 298.160 tra Pisana e Aurelia e 273.460 tra Cassia Tomba di Nerone e Cassia Veientana Sant’Andrea. 138.240 i veicoli transitati sullastatale 148 “Pontina” a Roma e 128.360 sulla statale 7 “Via Appia” a Ciampino.

In Calabria, sulla strada statale 106 “Jonica” sono stati registrati 72.610 transiti a Castellaneta, 69.800 all’altezza di Reggio di Calabria e 36.000 a Portigliola. Sulla SS107 “Silana Crotonese”, a Rende, sono 55.960 i veicoli transitati, mentre sulla strada statale 18 “Tirrena Inferiore” sono stati rilevati 83.190 transiti a Capaccio Paestum.

In Lombardia, lungo la statale 36 “del lago di Como e dello Spluga” i sensori hanno fatto rilevare 227.650 transiti all’altezza di Monza e oltre 146.000 sulla statale 336 “dell’Aeroporto della Malpensa” a Gallarate.

Tra le sezioni con i dati di particolare rilievo emergono: inUmbria la statale 16 “Adriatica” con 318.725 transiti all’altezza di Bari e il Raccordo Autostradale 6 “Perugia-Bettolle” con 80.119 transiti a Corciano, in Campania la SS162NC “Asse Mediano” con 180.500 transiti a Giugliano, in Puglia la statale 101 “Salentina di Gallipoli” con 131.595 transiti a Lequile.

Per quanto riguarda i dati complessivi regionali, in Veneto i sensori di traffico hanno registrato il transito di quasi 650.500 veicoli, oltre 693.500 in Piemonte, oltre 2 milioni in Emilia-Romagna, 775.000 in Abruzzo, quasi 78.000 in Valle d’Aosta, 219.500 in Liguria, 780.000 nelle Marche e 300.000 in Basilicata.

Il divieto di transito dei veicoli pesanti resterà in vigore fino alle ore 22:00 di oggi, domenica 26 luglio.

 

 

Il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas (https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo) e su quello di Viabilità Italia (https://www.poliziadistato.it/articolo/28345).    

 

Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito stradeanas.it (link https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo).

Scontri No Tav, il sindacato Fsp Polizia: “Stufi di tutta la politica”

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 “Ieri ennesima sconfitta dello Stato incapace di metterci in condizione di difendere gli altri e noi stessi”  

 L’opinione 

“Al di là di tutte le solite frasi di circostanza, ieri a Chiomonte è stata l’ennesima sconfitta dello Stato. E’ inutile girarci intorno, dopo 20 anni in cui si è registrata un’escalation inquietante di violenza, dopo migliaia di feriti, di danni, di azioni che hanno messo ripetutamente in pericolo l’incolumità pubblica, stiamo ancora qui a contare feriti e, solo per miracolo, nessun morto. La politica tutta e, a cascata, l’intero apparato della Sicurezza, sono stati incapaci di mettere le forze dell’ordine in condizione di difendere e difendersi, lasciando donne e uomini in divisa ostaggio dei violenti ed esposti a rischi enormi. I poliziotti sono ormai stufi di essere semplice argomento di scaramucce fra politicanti che in queste circostanze parlano utilizzando la ‘prima persona’ mentre sul campo, a prendere bombe, non ci sono loro ma servitori in divisa utilizzati come pedine, numeri, fantocci. In tanti denunciano in queste ore un ‘attacco allo Stato’, ma allora cosa si aspetta a prendere le contromisure adeguate? Ci chiediamo cosa si attenda per rendere l’intera area del cantiere zona militare in modo da impedire l’avvicinamento di chiunque. Ci aspettiamo che l’autorità giudiziaria proceda per terrorismo, visti i presupposti inequivocabili. Torniamo, con forza, a rilanciare la nostra proposta per l’introduzione del terrorismo di piazza perché le forze dell’ordine, costrette a subire violenze di ogni genere, oggi operano con armi spuntate. Pretendiamo che vengano finalmente fornite dotazioni adatte a fronteggiare questo tipo di attacchi. Da Bologna a Chiomonte a ogni altra occasione, il tema della sicurezza è strumentalizzato solo come slogan per le campagne elettorali, ma del personale in divisa che finisce in ospedale in verità non frega nulla a nessuno”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo quanto avvenuto ieri a Chiomonte.

Scontri No Tav, la Regione: “E’ delinquenza, la Torino Lione non si ferma”

Dopo gli ennesimi scontri sull’Alta Velocità, la RegionePiemonte non fa marcia indietro sulla Torino-Lione e condanna duramente gli episodi di violenza aidanni delle forze dell’ordine e del cantiere Tav.

Il presidente della Regione Piemonte AlbertoCirio e l’assessore Enrico Bussalino sugli scontri  in Valsusa

“Per l’ennesima volta, assistiamo a un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell’ordine. Dietro il paravento della manifestazione pacifica, la Valle di Susa è stata ancora una volta trasformata nel teatro dell’azione di centinaia di violenti, arrivatianche dall’estero, con un obiettivo preciso: seminare violenza, distruggere e sfidare apertamentelo Stato e le regole della convivenza civile.

Assaltare e ferire gli uomini e le donne in divisa, incendiare i loro mezzi, lanciare pietre e bombe carta, devastare le aree di cantiere e paralizzare la viabilità di un’intera valle nel pieno della stagione turistica non è esercitare il diritto di manifestare. È delinquenza, è un attacco alle istituzioni e un danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all’immagine del Piemonte.

Alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine va la mia profonda gratitudine, insieme alla piena solidarietà della Regione Piemonte, per il coraggio e la professionalità con cui, ancora una volta, hanno difeso la sicurezza e la legalità”, dichiara ilpresidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

“L’assalto al cantiere e gli attacchi contro le Forze dell’ordine rappresentano un’escalation di violenza che deve essere condannata con la massima fermezza. Piena solidarietà e il mio sincero ringraziamento agli uomini e alle donne delle Forze dell’ordine che, con professionalità, coraggio e grande senso dello Stato, hanno difeso un’infrastruttura strategica garantendo la sicurezza del territorio e dei cittadini. Allo stesso tempo, rivolgo la mia vicinanza ai lavoratori del cantiere, che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza e responsabilità e che non possono essere esposti a episodi di violenza e intimidazione mentre sono impegnati nella realizzazione di un’opera pubblica. La Torino-Lione è un’infrastruttura fondamentale per il futuro del Piemonte, per la competitività del nostro sistema economico e per i collegamenti europei. Non saranno le azioni violente di una minoranza di estremisti a fermare un progetto che il Governo, la Regione Piemonte e le istituzioni stanno portando avanti con determinazione. Continueremo a sostenere senza esitazioni la realizzazione della Torino-Lione, affiancando i territori con le opere compensative e restando sempre dalla parte della legalità, delle istituzioni, dei lavoratori e di tutti quei cittadini che credono nello sviluppo e nel rispetto delle regole”, dichiara l’assessore alla Sicurezza e alle Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino.

Molinette, primo intervento al mondo: donna cieca torna a vedere grazie ad autotrapianto dell’occhio

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La sanità italiana firma un risultato destinato a entrare nella storia della medicina. Presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, l’équipedella Clinica Oculistica universitaria dell’ospedaleMolinette, diretta dal professor Michele Reibaldi, ha eseguito con successo il primo autotrapianto completo al mondo del segmento anteriore dell’occhio e della parte centrale della retina(macula) da un occhio all’altro della stessa paziente.

L’intervento ha consentito a Elena, 67 anni, di recuperare la vista dopo oltre cinque anni di cecità totale. La donna aveva perso la capacità visiva in seguito a un gravissimo incidente stradale. Il trauma aveva provocato una lesione irreversibile del nervoottico dell’occhio sinistro, rendendolo incapace di trasmettere gli impulsi visivi al cervello purconservando strutture oculari sane. L’occhio destro, invece, già compromesso da una maculopatia, aveva riportato danni irreparabili alla retina ealla cornea. La completa distruzione della zona contenente le cellule staminali rendeva impossibile anche un tradizionale trapianto di cornea, lasciando la paziente senza alcuna possibilità terapeutica.

Quello che fino a oggi era considerato un limiteinvalicabile dalla comunità scientifica internazionale è stato superato grazie all’intuizione del professor Reibaldi e della sua équipe. I chirurghi hanno utilizzatoi tessuti sani, ma non più funzionali, dell’occhiosinistro, trasferendo nell’occhio destro un interoblocco anatomico comprendente cornea, sclera, congiuntiva e, per la prima volta nella storia, anche lamacula, la parte centrale della retina responsabile della visione distinta. Un intervento altamente innovativo che ha permesso di ricostruire un occhio funzionante partendo da due occhi gravemente compromessi.

Accanto all’eccezionale valore scientifico, la vicenda racconta anche una storia di grande umanità. Elenaè stata ricoverata insieme alla sua inseparabile Joe, ilcane guida che da anni rappresenta il suo principalepunto di riferimento. Consapevole dell’importanza di questo legame, la Direzione dell’ospedale Molinette ha autorizzato la permanenza dell’animale accanto alla paziente per tutta la durata del ricovero.

“Questo intervento rappresenta una nuova frontieranella chirurgia oculistica” dichiara il professorMichele Reibaldi (Direttore della Clinica Oculisticauniversitaria delle Molinette). “Fino ad oggi, iltrapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo dal professor Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio quialle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantatasia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibilesolo grazie ad una collaborazione straordinariatra oculisti, anestesisti, infermieri e Direzionesanitaria. Ma il premio più grande per tutti noi èstato l’incredibile momento in cui Elena, riaprendo gli occhi, ha potuto finalmente riconoscere i volti di suo figlio e della sua fidata compagna di vita Joe”.

Il decorso post-operatorio procede positivamente. I controlli clinici confermano il corretto attecchimento dei tessuti trapiantati e il graduale recupero funzionaledell’occhio. L’obiettivo è restituire a Elena unasempre maggiore autonomia nella vita quotidiana, con Joe che continuerà ad accompagnarla, ma non più come unico riferimento nel buio.

“Un intervento ai limiti dell’impossibile senza precedenti. Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, mache soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare dellasignora Elena, che ora potrà tornare a vedere ilmondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).