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Partenze last – minute e primi rientri: la situazione sulle strade

Il fine settimana di Ferragosto è segnato dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese, ma anche dalle partenze last minute e dai primi rientri: in vista dell’aumento dei flussi veicolari, Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).

“In vista delle ultime partenze e dei primi rientri – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – cresce il nostro impegno per garantire la massima scorrevolezza e sicurezza della circolazione lungo la rete stradale e autostradale Anas. In base alle stime del nostro Osservatorio della Mobilità Stradale da oggi sino a domenica 16 agosto prevediamo oltre 24 milioni di spostamenti di autoveicoli. Attraverso un presidio costante del territorio, abbiamo potenziato i servizi di pronto intervento e il monitoraggio h24 dei flussi di traffico in sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’ordine – sottolinea l’Amministratore Delegato di Anas – per ridurre al minimo i disagi legati all’aumento del traffico. Vogliamo ribadire la raccomandazione per tutti di avere sempre comportamenti corretti alla guida: mai al volante con il cellulare, come recita lo slogan del nostro spot “Quando sei alla guida tutto può aspettare”. Anche in occasione del ponte di Ferragosto – sottolinea l’AD dell’Anas – guidare con attenzione e prudenza è fondamentale per garantire la sicurezza di tutti. L’euforia delle vacanze e la voglia di arrivare rapidamente a destinazione possono portare a comportamenti rischiosi: secondo la nostra ultima ricerca sugli stili di guida, soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida e solo il 75% è convinto sia pericoloso usarlo durante la guida. In queste ore si concentrano numerosi spostamenti, anche a livello locale, con un forte volume di traffico, soprattutto sulle strade statali nei pressi dei centri abitati. Invito quindi – conclude Gemme – a rispettare i limiti di velocità e a pianificare con calma i propri spostamenti per vivere un Ferragosto sereno e sicuro”.

Per far fronte all’incremento del traffico, Anas ha all’attivo circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio, insieme agli operatori delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, impegnati per assicurare un presidio costante della rete e garantire il più elevato livello possibile di assistenza agli utenti e di gestione del traffico.

Lungo la rete Anas per il terzo fine settimana di agosto è atteso traffico in costante aumento. Viabilità Italia prevedebollino rosso oggi pomeriggio, venerdì 14 agosto, domani mattina, sabato 15 agosto, e per l’intera giornata di domenica 16: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare; domenica per i primi rientri verso le grandi città.

Ricordiamo che il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas (https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo) e su quello di Viabilità Italia (https://www.poliziadistato.it/articolo/28345).

Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi, venerdì 14 agosto dalle 16 alle 22, sabato 15 agosto e domenica 16 agosto dalle 7 alle 22.

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata  che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto.

Aperti per ferie a Torino. Ecco i negozi e locali che non chiudono a Ferragosto e dintorni

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Le settimane a cavallo di Ferragosto rappresentano da sempre un periodo particolarmente delicato per chi resta in città: molte attività sospendono temporaneamente il servizio per le ferie estive e trovare negozi, servizi alimentari e locali aperti può diventare più complesso.

Quest’anno saranno 107 gli esercizi commerciali e i locali che garantiranno l’apertura nelle due settimane centrali di agosto, cinque in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di attività che hanno aderito volontariamente ai turni predisposti dalla Città di Torino, che ne ha pubblicato gli elenchi ufficiali suddivisi per circoscrizione: un punto di riferimento per residenti e turisti che trascorreranno il periodo di Ferragosto in città.

Dei 107 esercizi aperti, 62 sono attività di vendita alimentare – tra panetterie, macellerie, latterie, gastronomie, discount e supermercati – mentre 45 sono bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie ed enoteche.

Per quanto riguarda il settore alimentare e la grande distribuzione, resteranno aperti numerosi punti vendita In’s Mercato distribuiti in diverse zone della città, oltre ad altri esercizi di vicinato che garantiranno il servizio, generalmente con apertura mattutina festiva. Tra questi figurano il Drugstore (Cuor di Crai) di via Salbertrand, il Pastificio Defilippis di via Lagrange e le panetterie Perino Vesco, presenti sia in centro sia in corso Dante.

Anche l’offerta della ristorazione sarà ampia per il giorno di Ferragosto e per le giornate immediatamente precedenti e successive. In centro saranno aperti, tra gli altri, il ristorante Arcadia in Galleria Subalpina, il Ristorante Solferino, il Bar Francia di via Garibaldi, il Caffè Ariston, il Pastificio Defilippis, Dal Bugiardino, Porto di Savona, Sfashion Café e M*Bun.

Nelle circoscrizioni 2 e 3 saranno operativi i McDonald’s di piazza Santa Rita, via Pio VII e via Monginevro, mentre nelle circoscrizioni 4, 6 e 7 resteranno aperti, tra gli altri, i McDonald’s di via Livorno e corso Giulio Cesare, Angolo di Vino, l’Antica Trattoria “Con Calma”, il Ristorante F.lli La Cozza e Bacalhau Osteria. In circoscrizione 8 saranno invece aperti il bar di via Nizza 360, la Pasticceria Dell’Agnese e il Ristorante Birilli.

Gli elenchi completi delle attività aderenti e i relativi turni di apertura sono disponibili sul sito della Città di Torino.

SAGAT e SEA, la sinergia che riaccende i timori di Torino

A Torino basta evocare una possibile integrazione con Milano per riaprire una ferita mai del tutto rimarginata. Alcune “prove tecniche” di sinergia tra le due città non hanno dato esiti positivi in passato. E così le indiscrezioni su una possibile operazione tra SAGAT, la società che gestisce l’aeroporto di Caselle, e SEA, che controlla Malpensa e Linate, hanno acceso un dibattito che va ben oltre la finanza e la gestione aeroportuale.

L’ipotesi, ancora da definire, anche se tutti i giornali già ne parlano, nasce dalla comune presenza di 2i Aeroporti, che controlla SAGAT e possiede una partecipazione importante in SEA. Sul piano industriale le sinergie possono apparire logiche: mettere in comune competenze, servizi e strategie per rafforzare il sistema aeroportuale. Ma a Torino la domanda è inevitabile: rafforzare Caselle oppure renderlo progressivamente subordinato alle strategie milanesi? I torinesi temono un nuovo scippo ai danni delle eccellenze locali.

È questo il timore che emerge nel dibattito cittadino. Non tanto la paura di una chiusura dello scalo, quanto quella di un suo lento depotenziamento: meno investimenti, meno collegamenti strategici, meno capacità di decidere il proprio futuro. Un rischio che appare ancora più delicato proprio mentre Torino Airport sta attraversando una fase di sviluppo e guarda a nuovi investimenti e a una maggiore integrazione con il sistema ferroviario.

La questione, dunque, non è essere contro Milano né contro le sinergie. Un sistema coordinato fra gli aeroporti del Nord può diventare una forza, a condizione che ogni scalo mantenga una propria funzione e una propria capacità di crescita. Il problema nasce quando “integrazione” diventa sinonimo di centralizzazione e quando, alla fine, le decisioni strategiche vengono prese altrove.

Ed è qui che torna una vecchia battuta torinese, diventata quasi una categoria dello spirito: “A Torino si inventano tante cose, poi se ne vanno a Milano”. Una frase ironica, ma capace di raccontare una percezione diffusa: quella di una città che crea competenze, idee e iniziative e che troppo spesso vede il baricentro spostarsi verso la capitale economica lombarda. Oppure anche verso Roma.

Per questo l’eventuale operazione SAGAT-SEA merita attenzione. Torino non deve temere la collaborazione con Milano, ma deve pretendere di conoscere quale sarà il proprio ruolo. Dinque una sinergia può essere un moltiplicatore di forza. Ma un accorpamento privo di garanzie rischia di trasformarsi nell’ennesima storia in cui Torino inventa e Milano decide.

Dal Piemonte a Parigi, Sara Curtis campionessa europea dei 50 dorso

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Sara Curtis (CS Esercito – CS Roero) è campionessa europea dei 50 dorso. La 19enne di Savigliano, che compirà vent’anni la prossima settimana, trionfa con un altro record del mondo in 2e6″56, che ritocca il 26″63 siglato in semifinale, quando ha cancellato il 26″86 registrato dall’australiana Kaylee McKeown a Budapest durante la isl nell’ ottobre del 2023.

“Sono veramente contenta. E’ stata dura gestire le emozioni di ieri e ho fatto fatica ad addormentarmi – racconta una commossa Curtis a fine gara – Ho cercato di tenere tutto da parte e oggi di giocarmela accelerando alla fine. Ci sono riuscita di nuovo ed è venuta un’altra follia. Se potessi porterei i miei genitori con me sul podio: senza di loro tutto questo non sarebbe possibile, non vedo l’ora di abbracciarli. Quando ho deciso di andare in Virginia per allenarmi pensavo solo a questo, è un obiettivo immenso”. Poi altre emozioni con la medaglia al collo: “Sono felicissima, perché cantare l’inno è stato bellissimo, commovente. L’atmosfera qui è stupenda e il fatto di sentire intorno a me il calore anche dei miei genitori è importantissimo. Questa medaglia per me significa il mondo. Sono contenta di scrivere la mia storia e quella dell’Italia. Non vedo l’ora di vedere cosa riserverà per me il futuro”.

Sara Curtis diventa, dopo Alessia Filippi, Federica Pellegrini, Margherita Panziera, Simona Quadarella e Benedetta Pilato, la sesta donna italiana a conquistare un titolo individuale europeo in vasca lunga e per l’Italnuoto si tratta della quarta medaglia nella specialità (1-2-1), l’ultima fu l’argento di Silvia Scalia a Roma 2022.

Tra le azzurre piemontesi ci sono sei centesimi dividono una propositiva Anita Gastaldi dalla finale dei 100 farfalla. La 23enne di Bra – tesserata per Carabinieri e VO2 Nuoto Torino, allenata da Fabrizio Clary, argento continentale in vasca corta nella doppia distanza – nuota in 57″92, scende per la prima volta in carriera sotto i 58″ (precedente 58″10), ed è nona, preceduta dalla greca Georgia Damasioti ottava in 57″87 ed ultima delle ammesse. La più veloce, come avvenuto in batteria, è la belga Roos Vanotterdijk – campionessa continentale e argento iridato in carica – in 55″89.

Foto Deep Blue Media

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Quattro agenti aggrediti nel carcere di Torino da un detenuto finiscono all’ospedale

La denuncia del Sappe

E’ allarme tensione delle carceri piemontesi dopo l’ennesima grave aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Torino. Questa mattina, intorno alle 9.30, nel Padiglione D dell’istituto, quattro appartenenti al Corpo sono stati aggrediti violentemente da un detenuto italiano sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario. Gli agenti, rimasti feriti nella colluttazione, hanno dovuto essere trasportati in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria per le cure del caso.

Secondo una prima ricostruzione, il detenuto avrebbe dovuto essere accompagnato per la fruizione dell’ora d’aria. Al momento dell’uscita dalla cella, senza apparenti motivazioni, avrebbe improvvisamente colpito gli agenti con calci e pugni. Solo grazie all’intervento del personale presente è stato possibile riportare la situazione sotto controllo.

“Quanto accaduto a Torino è l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile e rischioso il lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Non possiamo continuare a considerare le aggressioni come una componente inevitabile del servizio. Ogni agente che entra in un reparto deve poter sapere di avere alle spalle un’organizzazione capace di proteggerlo e strumenti adeguati per affrontare le situazioni di maggiore criticità”.

“Il problema – prosegue Capece – non è soltanto il singolo episodio, ma una condizione complessiva di crescente insicurezza. Il personale opera quotidianamente sotto pressione, spesso con carenze di organico e in contesti caratterizzati da elevata conflittualità. Servono interventi strutturali e immediati: più personale, migliore organizzazione dei servizi, formazione specifica e strumenti operativi adeguati a prevenire e gestire le aggressioni”.

Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE, che rilancia l’allarme sulla situazione degli istituti penitenziari piemontesi: “Non è più possibile aspettare che siano gli agenti a pagare sulla propria pelle le conseguenze delle inefficienze del sistema. Quattro poliziotti aggrediti nello stesso episodio, costretti a ricorrere alle cure ospedaliere, rappresentano un fatto di estrema gravità. A Torino, come in altri istituti del Piemonte, il personale sta lavorando in condizioni sempre più difficili”.

“Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia – aggiunge Santilli – di intervenire immediatamente. Occorre rafforzare gli organici, garantire una presenza adeguata di personale nei reparti più problematici e mettere gli agenti nelle condizioni di lavorare in sicurezza. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a fronteggiare una situazione che rischia di diventare fuori controllo”.

Il SAPPE esprime infine vicinanza ai quattro poliziotti feriti e auspica un rapido accertamento delle loro condizioni, ribadendo che la tutela dell’incolumità del personale deve tornare a essere una priorità assoluta dell’Amministrazione penitenziaria.

La Regione investe sulla cultura. In un anno 10 milioni per sostenere più di 300 realtà sul territorio

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Marina Chiarelli, assessore alla Cultura: «Un sostegno concreto rivolto a tutte le realtà culturali che ne hanno fatto richiesta.  Dietro questi numeri ci sono persone e operatori del settore che ogni giorno fanno vivere la cultura nei grandi centri e nelle periferie».

 

Oltre 10 milioni di euro nel 2026 per sostenere 334 realtà culturali distribuite in tutte le province piemontesi: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, per consentire e garantire continuità alla programmazione, ampliando la platea dei beneficiari, a sostegno dell’intero sistema culturale diffuso sul territorio regionale, ovverosia i settori del cinema, dello spettacolo dal vivo, delle attività espositive, della divulgazione culturale, della musica popolare amatoriale, delle rievocazioni storiche e dei carnevali e della promozione educativa.  È un risultato importante perché significa dare continuità e prospettiva a un patrimonio straordinario di associazioni, fondazioni, enti e operatori che ogni giorno fanno vivere la cultura, anche nei centri più piccoli, generando partecipazione, identità e occasioni di crescita per le comunità. Questo risultato è il frutto di un lavoro di ascolto, di dialogo e di confronto col mondo culturale ed anche di diffusione il più possibile capillare dei criteri e delle modalità di accesso ai contributi regionali.

In questo quadro si inserisce anche la collaborazione con CRT e con le altre importanti Fondazioni di origine bancaria piemontesi con cui Regione Piemonte ha siglato appositi protocolli, che hanno nel proprio statuto il sostegno di attività considerate utili per la comunità. Tra queste, la cultura ha un ruolo fondamentale e, nel concreto, significa finanziare musei, teatri, festival, biblioteche, restauri, associazioni culturali, progetti educativi e iniziative che valorizzano il patrimonio e rendono più viva la vita esperienziale dei territori.

«Questo è un sostegno concreto rivolto a tutte le realtà culturali che ne hanno fatto richiesta. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – Dietro questi numeri ci sono persone e operatori del settore che ogni giorno fanno vivere la cultura nei grandi centri e nelle periferie. Sostenere la cultura significa creare un ecosistema molto più ampio di un singolo evento, vuol dire patrimonio, conoscenza, creatività e partecipazione. Dentro ci stanno i musei, i teatri, la musica, il cinema, i libri, le biblioteche, gli archivi, le mostre, i festival, le tradizioni popolari, la tutela dei beni storici e artistici, ma anche i progetti educativi e le attività che aiutano una comunità a conoscere e valorizzare la propria identità. E che la creatività in Piemonte sia un fiore all’occhiello non lo diciamo noi lo dicono i numeri di chi la cultura la fa di mestiere e di chi la respira non solo nei luoghi a ciò deputati, ma nelle vie nei borghi e nelle piazze che raccontano la storia e l’evoluzione delle nostre comunità».

Incendi boschivi, estate 2026 tra le peggiori in Piemonte

Temperature elevate, siccità prolungata e un forte aumento dei roghi: dal 1° giugno 129 incendi hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali. Ventidue persone denunciate e oltre 91 mila euro di sanzioni amministrative contestate.

L’estate 2026 rischia di essere ricordata in Piemonte come una delle stagioni più critiche degli ultimi anni sul fronte degli incendi boschivi. Le condizioni meteoclimatiche eccezionalmente avverse, caratterizzate da temperature elevate e da una prolungata assenza di precipitazioni, hanno favorito, fin dall’inizio di giugno, un progressivo aumento dei roghi su tutto il territorio regionale.

Un fenomeno che assume particolare rilievo anche alla luce dei cambiamenti climatici. Fino a tempi relativamente recenti, infatti, gli incendi estivi nelle aree alpine erano eventi rari o quasi inesistenti. Negli ultimi quindici anni, però, l’aumento delle temperature e la maggiore frequenza dei periodi siccitosi stanno modificando anche questo scenario, rendendo sempre più frequenti gli incendi durante i mesi più caldi.

Di fronte alla situazione di rischio, i Carabinieri Forestali hanno intensificato in maniera significativa le attività di prevenzione, vigilanza e controllo. Nell’arco di circa due mesi sono state avviate oltre 600 operazioni su tutto il territorio piemontese, finalizzate sia alla prevenzione e alla dissuasione sia all’accertamento delle responsabilità.

129 incendi in poco più di due mesi

Dal 1° giugno a oggi, sono 129 gli incendi sui quali i Carabinieri Forestali sono intervenuti per svolgere le attività investigative necessarie a individuare le cause dei roghi e, quando possibile, identificarne i responsabili.

Il dato evidenzia con particolare chiarezza la gravità della situazione: nello stesso periodo del 2025 gli incendi oggetto di indagine erano stati appena 35.

Accanto agli incendi riconducibili all’attività umana, quest’estate si registra anche un numero particolarmente elevato di roghi provocati da fenomeni naturali. Sono infatti 18 gli incendi da fulmine rilevati dal 1° giugno, contro i soli 2 registrati nell’intera estate del 2025.

Si tratta di un fenomeno tipico dei periodi più caldi e siccitosi: l’arrivo di fronti temporaleschi può infatti determinare la caduta di fulmini al suolo, soprattutto nelle zone montane, provocando l’innesco di incendi in aree già fortemente vulnerabili a causa della scarsità di umidità.

Tra gli incendi più rilevanti attribuiti a questa origine figurano quelli di Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, del 1° luglio; di Valprato Soana, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, del 22 luglio; del Monte Barone, nel Biellese, del 3 agosto; e di Mornese, nell’Alessandrino, del 5 agosto.

Ventidue persone denunciate

L’attività di controllo ha portato, dal 1° giugno, alla denuncia di 20 persone per il reato di incendio boschivo. A queste si aggiungono 32 violazioni amministrative contestate per accensioni vietate, per un importo complessivo di 91.450 euro.

Si tratta di condotte che possono avere conseguenze estremamente gravi. L’incendio boschivo costituisce infatti un reato particolarmente severo: per l’ipotesi dolosa è prevista la reclusione da 6 a 10 anni, mentre per quella colposa la pena va da 2 a 5 anni.

Anche le accensioni effettuate in condizioni di pericolo possono comportare pesanti conseguenze. Durante il periodo di grave pericolosità, accendere fuochi in prossimità delle aree boscate, anche quando non si arrivi a provocare un vero e proprio incendio, può comportare una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro.

I vincoli dopo il passaggio del fuoco

Al termine della stagione, i Carabinieri Forestali procederanno alla perimetrazione delle aree interessate dagli incendi, consentendo ai Comuni di aggiornare il catasto degli incendi boschivi.

La normativa prevede specifici vincoli sui terreni percorsi dal fuoco. In particolare, è vietato modificare la destinazione d’uso dei suoli per 15 anni.

Corso Giulio Cesare e piscine Sempione, 8 arresti e più di 100 pregiudicati controllati

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Ieri pomeriggio sino a tarda sera, numerosi equipaggi della Polizia di Stato hanno cinturato le aree del Parco e delle Piscine Sempione, dell’ex deposito ferroviario e vie limitrofe, Corso Giulio Cesare e Largo Giulio Cesare, nel quartiere Barriera Milano di Torino.
Chiuse tutte le direttrici si è proceduto al controllo capillare e all’identificazione dei presenti nella zona, molti dei quali di origine extracomunitaria.
Circa 250 le persone identificate, dei quali 113 pregiudicati e 112 stranieri; 8 le persone arrestate (5 per droga, 3 in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere), 19 le persone denunciate per invasione di terreni ed edifici, violazioni inerenti gli stupefacenti, la legge sull’immigrazione e inottemperanza alle misure di prevenzione, circa 30 i veicoli controllati.
Sono stati sequestrati: 296 gr di cocaina e 660 gr hashish, in gran parte rinvenuti all’interno delle piscine Sempione; 13 gr di eroina.
30 i provvedimenti di allontanamento dalla zona a “vigilanza rafforzata” di Parco Sempione emessi, 13 i provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (DACUR) adottati dal Questore di Torino, Massimo GAMBINO; 10 gli stranieri accompagnati in ufficio, 3 dei quali, al termine degli accertamenti, sono stati allontanati dal territorio nazionale e due trattenuti presso il CPR.
Le FF.OO. hanno bonificato tutta l’area e garantito la vivibilità dei luoghi, anche grazie al prezioso supporto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del Reparto Mobile di Torino e di personale della Polizia Ferroviaria, che ha potenziato i servizi di vigilanza presso la stazione Ferroviaria di Torino Rebaudengo – Fossata, dove sono state identificate 52 persone.
Personale della Divisione PAS della Questura ha controllato alcuni bar, macellerie e minimarket in Corso Giulio Cesare, via Cervino, via Cravero e via Martorelli, elevando sanzioni amministrative per circa 16.000€; una persona è stata denunciata per furto di energia elettrica.
Nelle vie circostanti il parco Sempione sono stati realizzati posti di controllo con equipaggi della Polizia Stradale e della Polizia Locale, che hanno controllato decine di veicoli in transito. Sono state sanzionate 8 persone alla guida di monopattini.
Quotidianamente l’area di Barriera Milano è interessata da servizi finalizzati al contrasto di fenomeni di microcriminalità, a cui sono particolarmente esposti i luoghi a maggiore concentrazione di persone, ed è integrata dalle attività di controllo ordinario e straordinario del territorio affidato alle Forze di Polizia, che operano unitamente al presidio affidato ai militari, nella cornice dell’operazione Strade Sicure.
Proprio durante l’ordinario controllo del territorio, le Volanti dell’UPGSP sono intervenute in via Toscanini, nei pressi del Parco Sempione, per un cittadino nigeriano di 35 anni in forte stato di agitazione; l’uomo aveva avuto poco prima una lite con alcuni connazionali, e lamentava il furto del suo zaino. In questa circostanza si avvicinava un suo connazionale, indicato dal trentaseienne come il responsabile del furto. L’episodio ha generato una forte tensione tra i due, spingendo i poliziotti a intervenire per separarli e riportare la calma. Nel corso delle verifiche, sono state riscontrate diverse irregolarità a carico di entrambi: il trentaseienne è risultato destinatario di un’Ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Tribunale di Torino, che disponeva la custodia cautelare in carcere, al posto del precedente divieto di dimora; il ventisettenne, invece, è risultato inottemperante a un Ordine di allontanamento dal territorio nazionale.
Altri due arresti in flagranza sono stati effettuati da personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano e riguardano due pusher trovati in possesso di diverse dosi di stupefacente e quasi 8.000 € di denaro contante, probabile provento dell’attività illecita.
Il blitz attuato sarà replicato nei prossimi giorni con analoghe modalità in altre aree a rischio ad integrazione dell’attività di presidio permanente che è in atto da lungo periodo in tutta la città. L’operazione è stata condotta con l’ausilio dei droni della Polizia di Stato per il monitoraggio dall’alto dell’area e con l’impiego delle unità cinofile antidroga, delle pattuglie della Squadra a Cavallo e dei motociclisti delle “Nibbio” della Questura di Torino, per garantire un capillare controllo della zona.

Eclissi solare il 12 agosto: ecco come e dove vederla a Torino

A Torino il Sole si oscurerà per oltre il 90%

Succederà a anche Torino. Il cielo sopra la città regalerà uno spettacolo raro il prossimo 12 agosto: un’eclissi solare parziale che, al tramonto, oscurerà il disco solare per circa il 93%, uno dei valori più alti registrati in Italia per questo fenomeno.

Gli orari da segnare in agenda

Secondo le previsioni degli osservatori astronomici, a Torino l’eclissi avrà inizio intorno alle 19:27-19:28, per raggiungere il momento di massima copertura alle 20:21, quando la Luna arriverà a coprire il 93,34% del Sole. 

Il fenomeno si concluderà poco dopo le 20:35, quasi in concomitanza con il tramonto, previsto per le 20:41. Un’ora e più di spettacolo, dunque, che colloca il capoluogo piemontese tra le città italiane più favorite, insieme a Genova, Milano, Bologna e Venezia, dove la copertura supererà comunque il 90%.

Un evento che non si vedeva da quasi trent’anni

Non capita spesso di assistere a un’eclissi di questa intensità alle nostre latitudini.

Bisogna tornare indietro fino all’11 agosto 1999, giorno della celebre “grande eclissi” che incantò l’Europa, per trovare un precedente di rilievo. Questa volta il fenomeno sarà parziale su tutto il territorio italiano, la fascia di totalità, dove il Sole scomparirà completamente dietro la Luna, toccherà infatti Groenlandia, Islanda e Spagna, fino alle Isole Baleari, ma il Nord Italia, e Torino in particolare, potrà godere di una delle porzioni di cielo oscurato più ampie del Paese.

Dove guardare: meglio un orizzonte libero

Chi vuole ammirare lo spettacolo dovrà fare attenzione a un dettaglio non banale: il Sole, in quella fascia oraria, sarà già molto basso sull’orizzonte. Per questo motivo il centro città non è necessariamente il punto di osservazione migliore: servirà un panorama sgombro verso ovest o ovest-nord-ovest.

Tra le location più indicate per Torino ci sono le terrazze panoramiche e i belvedere della collina, da Superga al Monte dei Cappuccini, oltre a punti di osservazione come l’Infini.to, il planetario cittadino.

Le regole per osservarlo in sicurezza

Un avvertimento che vale la pena ripetere: non bisogna mai guardare il Sole a occhio nudo, nemmeno durante un’eclissi parziale come questa. Il rischio per la retina è concreto anche con una copertura solare così estesa. 

Gli esperti raccomandano l’uso di appositi occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2, facilmente reperibili, escludendo qualsiasi altro materiale improvvisato come pellicole scure o vetri affumicati, che non offrono una protezione adeguata.

Il 12 agosto, tra l’altro, coinciderà con la Luna Nuova, condizione ideale per chi vorrà proseguire l’osservazione del cielo nella notte, in vista del picco delle Perseidi legato alla tradizionale Notte di San Lorenzo, attesa nei giorni immediatamente successivi.

CRISTINA TAVERNITI

Molinette, nuove sale operatorie per il Centro Trapianto di Fegato 

Si sono conclusi i lavori di ammodernamento tecnologico delle sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal professor Renato Romagnoli). Il progetto del valore di 230.000 euro è stato sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo a fronte della richiesta e dell’interessamento dell’AITF- Associazione Italiana Trapiantati di Fegato. 

Il nuovo sistema TEGRIS, con tutte le sue funzioni altamente innovative, consentirà di realizzare nuovi percorsi di ricerca, di migliorare le strategie chirurgiche e di implementare la didattica. Il sistema permette infatti la ripresa e la trasmissione delle immagini chirurgiche ‘live’ in tempo reale in multipli video dislocati in sala operatoria, a favore di tutto il personale coinvolto e degli osservatori durante i delicati interventi di trapianto. Consente inoltre la registrazione e lo streaming dei dati, oltreché l’integrazione con i sistemi informatici aziendali di laboratorio e di radiologia e con le colonne endoscopiche e di chirurgia mini-invasiva, realizzando uno strumento all-in-one unico nel suo genere.

Il Centro Trapianto di Fegato di Torino, centro di eccellenza a livello nazionale ed internazionale, potrà così continuare a mantenere una filiera di alta formazione nel campo del trapianto di fegato e della chirurgia epato-bilio-pancreatica di elevata complessità. In vista dell’imminente raggiungimento del traguardo dei 4500 trapianti epatici dalla sua fondazione nel 1990 (per opera del professor Mauro Salizzoni), il Centro di Torino, infatti, detiene il record italiano di sempre per il numero di trapianti di fegato eseguiti in un solo anno solare, con le 194 operazioni eseguite nel 2025. Anche i risultati di sopravvivenza certificati dal Centro Nazionale Trapianti vedono il Centro di Torino al vertice, con tassi di sopravvivenza ad 1 e 5 anni dal trapianto superiori rispettivamente al 95% ed all’87%.

“Un ulteriore step da quando mi sono insediato. Assistenza clinica, ricerca, innovazione, sicurezza e insegnamento: questi i punti cardine che contraddistinguono quest’opera di ammodernamento tecnologico delle sale operatorie del Centro Trapianto di Fegato. In una struttura come le Molinette, risalenti al 1935, dobbiamo mettere nelle migliori condizioni possibili di operare i nostri professionisti, che rappresentano nel campo del trapianto di fegato un’eccellenza nazionale ed internazionale. Per questo vogliamo ringraziare Fondazione Compagnia di San Paolo e AITF per il loro contributo” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale Città della Salute e della Scienza di Torino).

«Con questo intervento la Fondazione Compagnia di San Paolo contribuisce a rafforzare un Centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, dove assistenza, ricerca e formazione si integrano e si alimentano reciprocamente, generando valore per l’intero sistema sanitario. Sostenere progetti come questo significa favorire l’evoluzione della medicina, valorizzare il lavoro dei professionisti e garantire ai pazienti cure sempre più efficaci e sicure. La Fondazione conferma così il proprio impegno nel promuovere una sanità sempre più attenta ai bisogni delle persone.» dichiara Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Investire in tecnologie avanzate nel settore trapiantologico significa migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, promuovere la ricerca e potenziare la formazione. La Fondazione Compagnia di San Paolo è da sempre sensibile alle tematiche che riguardano i trapianti ed il suo prezioso intervento consolida gli obiettivi comuni agli operatori del settore ed alle istituzioni nel rendere il sistema sanitario sempre più efficiente e all’avanguardia, per offrire una concreta possibilità di cura ai pazienti in attesa di trapianto” dichiara Renato Romagnoli (Direttore Centro Trapianto di Fegato CDSS). 

Un ringraziamento sentito allo staff della Fondazione Compagnia di San Paolo ed al suo Presidente Marco Gilli, per aver reso possibile, grazie ad un contributo di circa 230.000 €, la realizzazione di un nuovo strumento in grado di rendere sempre più efficienti gli interventi operatori legati anche al trapianto di fegato. Molinette rappresenta un’eccellenza italiana nel settore trapianti ed è opportuno che possa fruire dei sistemi più avanzati di ultima generazione” conclude Marco Borgogno (Presidente AITF).