Younes, il bambino di sei anni e mezzo rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto il 3 agosto durante una vacanza con la famiglia a Sharm El Sheikh, è rientrato in Italia nella serata di ieri. Il piccolo è stato trasferito all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Le sue condizioni sono al momento stabilizzate.
Il rimpatrio è stato possibile grazie a una complessa operazione di coordinamento che ha coinvolto il Regina Margherita, i medici che hanno assistito il bambino in Egitto, Reale Foundation, Flying Angels Foundation, l’Asl TO4, l’Ambasciata d’Italia e il Consolato italiano in Egitto, oltre alle autorità sanitarie e ai professionisti impegnati nell’organizzazione del trasferimento.
Il viaggio è stato effettuato con un’aeroambulanza dedicata, autorizzata dopo che gli ultimi accertamenti clinici avevano confermato la possibilità di affrontare il trasferimento. A bordo, oltre al medico responsabile del trasporto, erano presenti due specialisti dell’équipe coordinata dalla dottoressa Simona Quaglia del Regina Margherita, per garantire la continuità dell’assistenza durante il volo.
Con l’arrivo a Torino si apre ora la fase delle cure presso il principale ospedale pediatrico del Piemonte. L’équipe multidisciplinare, che aveva già seguito da remoto l’evoluzione clinica del bambino, aveva predisposto il percorso assistenziale prima ancora dell’atterraggio, consentendo una presa in carico immediata.
L’episodio conferma il ruolo del Regina Margherita come centro di riferimento per la pediatria ad alta specializzazione, capace di organizzare interventi complessi anche per pazienti provenienti dall’estero. Negli ultimi anni l’ospedale torinese ha accolto numerosi bambini arrivati da aree di crisi e di guerra, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, attivando rapidamente reti di assistenza sanitaria e sostegno alle famiglie.
Determinante, sul fronte organizzativo, è stato il lavoro di Flying Angels Foundation, organizzazione non profit specializzata nei voli salvavita pediatrici, che ha gestito le procedure logistiche e burocratiche necessarie affinché il trasferimento si svolgesse nelle condizioni di massima sicurezza.
«Il rientro di Younes in Italia è il risultato di uno straordinario lavoro squadra tra istituzioni, sanità, terzo settore e imprese: la dimostrazione, ancora una volta, che la collaborazione tra pubblico e privato è non solo possibile, ma capace di generare impatti positivi su larga scala. Il nostro pensiero adesso è per Younes e per la sua famiglia, con l’augurio che possa proseguire il percorso di cura con serenità», ha dichiarato Virginia Antonini, General Manager di Reale Foundation.
«Rendere possibile il trasferimento in aeroambulanza di un bambino in emergenza sanitaria, in qualunque parte del mondo si trovi, richiede tempestività e competenze per espletare efficacemente e rapidamente procedure molto complesse, sia dal punto di vista logistico che burocratico», ha spiegato Mauro Iguera, presidente di Flying Angels Foundation. «Siamo orgogliosi di aver potuto mettere la nostra esperienza a disposizione del piccolo Younes e diventare parte integrante della grande rete di solidarietà che si è stretta intorno a lui».
Per la professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, il trasferimento rappresenta il punto di partenza di un percorso assistenziale costruito con grande attenzione: «Siamo felici che Younes sia finalmente arrivato a Torino e che un trasferimento così delicato si sia concluso in sicurezza. La nostra équipe era pronta ad accoglierlo e a garantirgli fin dal suo arrivo tutte le competenze specialistiche necessarie. Da questo momento Younes è affidato alle nostre cure e faremo tutto ciò che è possibile per lui e per la sua famiglia».
Sulla stessa linea il direttore generale dell’ospedale, Adriano Leli, che ha sottolineato come «l’arrivo di Younes dimostra concretamente cosa significa essere un ospedale pediatrico di riferimento», evidenziando il lavoro svolto da tutti i professionisti coinvolti per consentire un rientro in sicurezza.
Anche le istituzioni regionali hanno espresso vicinanza al bambino e ai suoi familiari. «La collaborazione tra la sanità pubblica e le organizzazioni del terzo settore ha consentito di aiutare il piccolo Younes e la sua famiglia a rientrare in Italia dopo il grave incidente avvenuto a Sharm El Sheikh. Ora potrà proseguire il suo percorso di cura e l’augurio è che possa riprendersi presto e bene», hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Federico Riboldi e Gian Luca Vignale.
Il direttore generale dell’Asl TO4, Luigi Vercellino, ha ricordato il sostegno garantito alla famiglia fin dalle prime ore successive all’incidente: «Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra sistema pubblico, filantropia d’impresa e terzo settore: quando si uniscono le forze, anche oltre i confini dei singoli ruoli istituzionali, si costruiscono risposte tempestive ed efficaci al servizio dei cittadini».
Anche Azienda Zero Piemonte, attraverso la Centrale Operativa 118 di Torino, ha contribuito alle fasi finali del rimpatrio, assicurando la continuità assistenziale dall’arrivo all’aeroporto di Caselle fino al trasferimento del bambino al Regina Margherita.
