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Fermati otto ultras bianconeri. Grave alle Molinette tifoso juventino ferito

Tensione alta a Torino nelle ore precedenti al derby della Mole tra Juventus FC e Torino FC. Nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino si sono verificati scontri tra gruppi ultras delle due tifoserie, con l’intervento immediato delle forze dell’ordine per riportare la calma.

La polizia ha fermato otto sostenitori bianconeri: alcuni sono stati bloccati sul posto, mentre altri sono stati identificati successivamente grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza e dai droni utilizzati durante il servizio di controllo. Le accuse contestate riguardano aggressione e resistenza agli agenti, oltre al possesso e utilizzo di materiale pirotecnico. Contestualmente sono stati emessi diversi provvedimenti Daspo.

Nel corso dei disordini alcuni agenti hanno riportato lievi ferite. Un tifoso juventino, colpito durante gli scontri, è stato trasportato all’ospedale Molinette in condizioni serie. La Procura di Torino ha avviato accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali ulteriori responsabilità.

Voucher scuola per più famiglie. La Regione aggiorna criteri e soglie ISEE

La Giunta regionale approva la proposta di modifica dell’Atto di indirizzo sugli assegni di studio, ora il passaggio in Consiglio regionale. Cameroni: “Nuovi criteri, soglie ISEE aggiornate e contributi più equi per raggiungere un numero sempre maggiore di studenti e famiglie”

Rendere il diritto allo studio sempre più vicino alle famiglie e capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici degli ultimi anni. È questo l’obiettivo della proposta di modifica dell’Atto di indirizzo sugli assegni di studio approvata oggi dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Il provvedimento introduce una revisione del sistema dei Voucher scuola A e B, con criteri aggiornatinuove soglie ISEE e una rimodulazione degli importi per garantire una distribuzione più equa delle risorse e ampliare la platea dei beneficiari, alla luce dell’aumento delle richieste registrato negli ultimi anni e della crescente difficoltà economica di molte famiglie piemontesi.

Nel dettaglio, il Voucher A – destinato a iscrizione e frequenza nelle scuole paritarie – potrà essere richiesto dai nuclei familiari con ISEE fino a 30 mila euro, in linea con quanto previsto a livello nazionale. Gli importi varieranno in base alla fascia reddituale e all’ordine scolastico, arrivando fino a 2.150 euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Prevista inoltre una maggiorazione del 50% per gli studenti con disabilità. L’importo, inoltre può essere cumulabile con altri benefici erogati allo stesso titolo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Aggiornato anche il Voucher B, dedicato a libri di testo, trasporti, materiale didattico e attività integrative, rivolto agli studenti delle scuole statali, paritarie e dei percorsi di formazione professionale. In questo caso il limite ISEE viene allineato ai parametri nazionali previsti per la borsa di studio statale “IoStudio”, con importi che potranno arrivare fino a 500 euro. Anche per questa misura è prevista una maggiorazione del 50% per gli studenti con disabilità e una commutabilità con eventuali benefici erogati dal Ministero.

«Siamo consapevoli che dietro ogni domanda di voucher scuola ci sia una famiglia che chiede un aiuto concreto per garantire ai propri figli opportunità. Come Regione Piemonte abbiamo scelto di intervenire per rendere questo strumento ancora più equo, moderno e vicino ai bisogni reali delle persone» dichiara l’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

«L’aumento delle richieste ci dice una cosa molto chiara: le famiglie hanno bisogno di sostegno vero. Per questo aggiorniamo criteri e soglie, ampliamo le possibilità di accesso e rafforziamo un sistema che rappresenta una leva fondamentale di libertà educativa e di diritto allo studio. Investire sui ragazzi significa investire sul futuro del nostro Piemonte» conclude Cameroni.

La proposta approvata dalla Giunta sarà ora trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, a seguito del passaggio in Commissione.

 

Voucher A – Iscrizione e frequenza

Destinatari: famiglie con figli iscritti a scuole paritarie primarie e secondarie del Piemonte.

Nuova soglia ISEE: fino a 30.000 euro.

Fascia ISEE

Primaria

Secondaria I grado

Secondaria II grado

0 – 10.000 €

fino a 1.400 €

fino a 1.650 €

fino a 2.150 €

10.000 – 20.000 €

fino a 1.050 €

fino a 1.200 €

fino a 1.600 €

20.000 – 30.000 €

fino a 950 €

fino a 1.000 €

fino a 1.200 €

+50% per studenti con disabilità certificata.

Cumulabile con il contributo statale, fatta salva la finalità della spesa.

 

Voucher B – Libri, trasporti, attività formative

Destinatari: studenti di scuole statali, paritarie e percorsi di formazione professionale.
Copre spese per:

  • libri di testo
  • materiale didattico
  • trasporti
  • attività integrative/POF
  • dotazioni tecnologiche

Fascia ISEE

Primaria

Secondaria I grado

Secondaria II grado

0 – 4.000 €

fino a 150 €

fino a 300 €

fino a 500 €

4.000 – 9.000 €

fino a 100 €

fino a 200 €

fino a 300 €

9.000 – 15.748,78 €

fino a 50 €

fino a 100 €

fino a 200 €


+50%
 per studenti con disabilità certificata.

Cumulabile con la borsa ministeriale “IoStudio” entro il tetto massimo previsto.

Affitti brevi a Torino: un fenomeno che richiede governo, non solo regole

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Di Paolo Biancone

I dati diffusi da ANSA sui ricavi Airbnb a Torino — cresciuti del 240% tra il 2017 e il 2024 — descrivono una trasformazione strutturale del mercato abitativo e ricettivo urbano, non un’anomalia congiunturale. Secondo la ricerca Airmap presentata al Politecnico, nel 2024 gli affitti brevi hanno generato 68,3 milioni di euro, con quasi 10.000 annunci attivi. L’85% riguarda intere abitazioni: il che indica che il fenomeno ha già superato la soglia dell’ospitalità occasionale ed è diventato una componente stabile dell’offerta. Il meccanismo che ne spiega l’attrattività economica è la tariffazione dinamica. In una città che ospita eventi ad alta concentrazione di domanda — ATP Finals, Salone del Libro, partite europee, fiere — il prezzo per notte non è un dato fisso, ma una variabile che reagisce al calendario, al tasso di occupazione atteso, alla scarsità temporanea di offerta. Il Salone del Libro 2026 ha registrato 254.000 visitatori; le ATP Finals, nelle edizioni torinesi, hanno superato i 200.000 biglietti venduti con un impatto economico stimato in centinaia di milioni. In questo contesto, poche notti in alta domanda possono pareggiare — o superare — il rendimento di mesi di locazione ordinaria. Non è un’irrazionalità del mercato: è la sua logica. Questo non significa che il fenomeno sia privo di conseguenze sul tessuto urbano. Quando una quota crescente di abitazioni viene sottratta al mercato residenziale, la disponibilità di alloggi per lavoratori, studenti e famiglie si riduce. La pressione non è uniforme: interessa in modo selettivo alcune zone — Centro, Quadrilatero, San Salvario, Vanchiglia, i quartieri universitari — dove la sovrapposizione tra domanda turistica e domanda abitativa è più intensa. Allo stesso modo, gli effetti sul commercio di prossimità non sono lineari: gli affitti brevi possono sostenere bar, ristoranti e botteghe alimentari, ma tendono a produrre un commercio più intermittente, orientato all’evento, meno radicato nei consumi quotidiani dei residenti. La questione, dunque, non è se regolamentare, ma come farlo in modo che le regole siano efficaci e differenziate. Un primo nodo riguarda la conoscenza del fenomeno. Il Regolamento europeo 2024/1028, applicabile dal 20 maggio 2026, introduce un quadro comune per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi: registrazione degli host, codici identificativi, trasmissione delle informazioni dalle piattaforme alle autorità competenti. È una base necessaria. Senza dati territoriali aggiornati — annunci per sezione censuaria, quota di intere abitazioni, andamento dei canoni, tasso di residenzialità — qualsiasi intervento rischia di essere impreciso o controproducente. Un secondo nodo è la differenziazione. Il mercato degli affitti brevi non è omogeneo: comprende chi affitta saltuariamente una seconda casa, chi mette a reddito un appartamento ereditato, chi gestisce professionalmente più unità attraverso property manager strutturati. Una disciplina uniforme applica lo stesso trattamento a situazioni con impatti molto diversi sul mercato abitativo, e produce inevitabilmente effetti distorsivi. Resta aperta, infine, la questione degli incentivi. Se l’obiettivo è che una parte del patrimonio abitativo resti o torni sul mercato delle locazioni ordinarie, non è sufficiente rendere più oneroso l’affitto breve: occorre rendere più conveniente e più sicura l’alternativa. Garanzie sui canoni, fondi per la morosità incolpevole, fiscalità differenziata per affitti a studenti, giovani lavoratori e personale sanitario o universitario sono strumenti già disponibili, sottoutilizzati. Torino ha ancora margine per affrontare questo tema prima che le dinamiche diventino difficilmente reversibili. La crescita degli affitti brevi è un indicatore di attrattività. Il modo in cui verrà governata dirà qualcosa di più duraturo sulla capacità della città di tenere insieme sviluppo economico e coesione urbana.

Il silenzio di Mirafiori: Torino non può essere l’ultima ruota del carro 

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L’OPINIONE

C’era una volta una città che dettava il ritmo al Paese. Una Torino fiera, geometrica, dove il rumore dei cancelli di Mirafiori scandiva i turni, le vite e l’identità stessa di un’intera comunità. Oggi, a scorrere le cronache industriali, quel rumore si è trasformato in silenzio che fa male, intriso di una nostalgia pesante per quello che eravamo e che rischiamo di non essere più.
​L’ultimo schiaffo arriva dai radar di Stellantis: nel nuovo piano “Fastlane”, Torino e la sua storica carrozzeria sono scomparse dalle mappe dei grandi manager, portandosi addosso il fardello del grave declino di un intero indotto legato all’automotive, tra aziende che chiudono e lavoratori licenziati.
​La sensazione, amara, è quella di una preoccupante perdita di identità.  Per dirla con le parole di Edi Lazzi – segretario generale Fiom Cgil Torino – “sembra  che i grandi attori globali si muovano quasi per “tranquillizzare Donald Trump a discapito dell’Europa”, lasciando che, soprattutto Torino, reciti la parte del fanalino di coda” : un paradosso inaccettabile per la culla dell’auto italiana. ​Non ci possiamo e non ci dobbiamo rassegnare al declino: questa città ha la competenza, la storia e la dignità per pretendere una centralità che le spetta di diritto. Siamo un territorio che ha ancora tanto da dare. ​Difendere Mirafiori significa difendere la nostra anima. Non lasciamo che il futuro di Torino venga scritto altrove e, soprattutto, da chi la ” sabaudità” non la vive quotidianamente.
Chiara Vannini

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Stellantis cerca accordi internazionali

Stellantis guarda con crescente attenzione alla strada delle partnership internazionali per rafforzare la propria posizione in un mercato automobilistico sempre più competitivo, soprattutto nei settori dell’elettrico e delle vetture di fascia alta. Nelle ultime ore il mondo dell’auto ha acceso i riflettori sui possibili sviluppi dei rapporti tra il gruppo e Jaguar Land Rover, mentre proseguono anche i dialoghi con costruttori cinesi come Dongfeng e Leapmotor.

Le indiscrezioni circolate sulla stampa economica internazionale parlano di un accordo preliminare tra Stellantis e Jaguar Land Rover finalizzato a esplorare forme di cooperazione industriale e tecnologica negli Stati Uniti. Tra le ipotesi sul tavolo figurano la condivisione di piattaforme produttive, componenti e progetti destinati al mercato nordamericano.

Per Jaguar Land Rover, società controllata dall’indiana Tata Motors, una collaborazione di questo tipo rappresenterebbe un’opportunità importante per rafforzare la propria presenza negli Usa, dove il marchio non dispone di strutture produttive dirette e deve confrontarsi con l’incertezza legata ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali. Stellantis, dal canto suo, potrebbe sfruttare l’intesa per consolidare il proprio ruolo nel comparto premium e ottimizzare l’utilizzo di alcuni stabilimenti americani oggi impiegati solo parzialmente.

Nel frattempo il gruppo presieduto da John Elkann continua ad ampliare i rapporti con l’industria automobilistica cinese. Dopo l’investimento in Leapmotor, Stellantis ha avviato nuove collaborazioni con Dongfeng nel settore delle auto elettriche, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sia sul mercato europeo sia su quello asiatico. Parte della produzione potrebbe essere assegnata a impianti europei già esistenti, in particolare in Francia e Spagna, nel tentativo di contenere i costi e fronteggiare la concorrenza asiatica.

In questo scenario si inseriscono anche le mosse di Jaguar Land Rover in Cina, dove il gruppo opera già attraverso una joint venture con Chery. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le indiscrezioni su una possibile revisione delle strategie industriali e sull’utilizzo condiviso di nuove piattaforme dedicate ai modelli elettrici.

L’intero settore automobilistico sembra ormai orientato verso una fase caratterizzata da alleanze strategiche sempre più strette. I grandi costruttori cercano infatti di dividere investimenti e costi legati a software, batterie, ricerca tecnologica ed elettrificazione, in un momento in cui il tradizionale modello industriale europeo appare sotto pressione a causa della competizione cinese e della necessità di sostenere investimenti enormi.

Dal punto di vista finanziario, Stellantis rimane uno dei principali gruppi automobilistici mondiali, forte di ricavi superiori ai 150 miliardi di euro e di una produzione che supera i cinque milioni di veicoli all’anno. Nonostante ciò, il gruppo attraversa una fase complessa: il rallentamento del mercato statunitense, la debolezza della domanda europea, i costi elevati della transizione energetica e la crescita dei marchi cinesi stanno incidendo sulla redditività e sulle quote di mercato.

La società può ancora contare su una notevole solidità finanziaria e su marchi storici capaci di generare utili importanti, da Jeep a Peugeot, da Fiat a Ram, fino ad Alfa Romeo. Tuttavia le sfide dei prossimi anni riguarderanno soprattutto la capacità di razionalizzare le piattaforme globali, contenere i costi industriali e rilanciare i brand più esclusivi, come Maserati e Lancia. In quest’ottica, le future collaborazioni internazionali potrebbero diventare decisive non solo per crescere, ma anche per mantenere equilibrio economico e competitività nel lungo periodo.

Elezioni nei Comuni piemontesi: alle 19 di domenica affluenza superiore al 30%

AMMINISTRATIVE

Prima rilevazione dell’affluenza: domenica ore 12

In Piemonte, alle ore 12, l’affluenza alle urne ha raggiunto il 15%, un dato leggermente superiore alla media nazionale, ferma al 14,74%. La provincia con la partecipazione più alta è stata quella di Vercelli, dove ha votato quasi il 20% degli aventi diritto. Più contenuta invece l’affluenza nella città metropolitana di Torino, attestata al 13,39%.

Affluenza aggiornata alle ore 19

Alle 19 l’affluenza nei Comuni piemontesi chiamati al voto si è fermata al 32,91%. Anche in questa rilevazione la provincia di Vercelli registra il dato più elevato, con il 40,41% dei votanti. Più basso invece il dato della città metropolitana di Torino, dove l’affluenza raggiunge il 30,36%.

I Comuni al voto in provincia di Torino

Nel territorio della città metropolitana di Torino si vota in 23 Comuni: Moncalieri, Venaria Reale, Alpignano, Castellamonte, Givoletto, San Giusto Canavese, Baldissero Canavese, Castelnuovo Nigra, Chiesanuova, Isolabella, Montalenghe, Monteu da Po, Novalesa, Osasio, Parella, Rivalba, Samone, Sestriere, Torre Canavese, Valperga, Venaus, Virle Piemonte e Vistrorio.

Derby, finisce 2-2 dopo una giornata difficile

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La Serie A si chiude con una serata piena di colpi di scena e verdetti inattesi. A far rumore soprattutto il crollo del Milan, sconfitto a San Siro dal Cagliari e clamorosamente fuori dalla prossima Champions League dopo una stagione passata quasi sempre nelle prime posizioni della classifica.
Delude anche la Juventus, fermata sul 2-2 nel derby contro il Torino al termine di una gara intensa e ricca di emozioni,cominciata 1 ora dopo per il ferimento grave di un tifoso bianconero al termine di scontri al di fuori dello stadio. Un pareggio che non basta ai bianconeri, esclusi dall’Europa che conta.
A festeggiare sono invece Roma e Como, le vere sorprese di questo finale di campionato. I giallorossi hanno conquistato la qualificazione vincendo sul campo del Verona, mentre il Como ha completato la sua straordinaria stagione battendo la Cremonese in trasferta e centrando uno storico accesso alla Champions League.
Con Inter e Napoli già sicure del posto, il quadro delle italiane nella prossima Champions è quindi completo,Juve e Milan in Europa League, Atalanta in Conference League,retrocedono Cremonese,Verona e Pisa.Tra conferme e incredibili ribaltoni, la Serie A saluta una delle ultime giornate più sorprendenti degli ultimi anni.

Enzo Grassano

Il derby slitta: tensione tra tifosi vicino al Filadelfia prima della partita

Per la protesta degli ultras bianconeri a causa del ferimento di un loro componente nei tafferugli tra tifosi il derby è’ stato ritardato.

Oggi a Torino verso  le 17, la zona compresa tra corso Sebastopoli e corso Agnelli è stata teatro di forti tensioni. Il Reparto mobile della polizia è dovuto intervenire per contenere un gruppo di sostenitori juventini che, secondo quanto ricostruito, avrebbe cercato di avvicinarsi ai tifosi del Torino riuniti davanti allo stadio Filadelfia, luogo simbolo della tifoseria granata.

Nei momenti più critici si sono verificati lanci di sassi, bottiglie e petardi. Per evitare il contatto tra le due fazioni e riportare la situazione sotto controllo, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso ai lacrimogeni, disperdendo così i gruppi più violenti.

The Phair, 42 gallerie a Torino: chiusa la rassegna internazionale di fotografia

Annunciate le date 2027 e assegnati i premi, residenze e acquisizioni istituzionali

Appuntamento dal 20 al 23 maggio 2027

Torino, 24 maggio 2026Si è conclusa la VII edizione di THE PHAIR | Photo Art Fair, la fiera internazionale dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea che per tre giorni ha animato le OGR Torino in Sala Fucine, registrando una significativa partecipazione di pubblico proveniente dall’Italia e dall’estero. Da venerdì 22 a domenica 24 maggio, THE PHAIR ha riunito 42 gallerie italiane e internazionali provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Montenegro e Svezia, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento per collezionisti, curatori, artisti e professionisti del settore.

L’edizione 2026 ha confermato la crescita internazionale della manifestazione e la sua capacità di costruire un dialogo sempre più ampio tra fotografia, arti visive, ricerca curatoriale e nuove piattaforme culturali, attraverso un percorso espositivo unitario e un articolato programma di incontri dedicati al futuro dell’immagine contemporanea.

Con questa VII edizione THE PHAIR continua il proprio percorso di crescita internazionale, consolidando Torino come luogo di confronto privilegiato per la fotografia contemporanea e per le nuove pratiche visive. La qualità delle gallerie partecipanti, il dialogo con le istituzioni culturali internazionali e l’attenzione verso ricerca e sperimentazione testimoniano la volontà di costruire una piattaforma sempre più aperta, dinamica e capace di leggere la complessità del presente attraverso le immagini. Appuntamento al prossimo anno, dal 20 al 23 maggio”, dichiarano Roberto Casiraghi e Paola Rampini, fondatori di THE PHAIR.

THE PHAIR 2026 si conferma inoltre un momento di profonda valorizzazione dell’immagine contemporanea grazie all’assegnazione di premi, residenze artistiche e acquisizioni istituzionali volti a sostenere la ricerca artistica, le nuove produzioni e le gallerie partecipanti.

Sono stati annunciati i vincitori dei premi di The Phair 2026, che ha saputo coinvolgere imprese, fondazioni e istituzioni culturali accomunate dalla volontà di sostenere linguaggi contemporanei e pratiche artistiche in grado di interpretare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro, quali Banca Patrimoni Sella & C., BIAUTO GROUP, MCA – Mario Cucinella Architects, Residenza Alberto Stabile e Fondazione Arte CRT.

The PHAIR | Photo Art Fair ha consolidato nel tempo un’identità fondata su qualità e ricerca rafforzando al contempo la propria apertura internazionale, anche grazie alla sinergia con EXPOSED Torino Photo Festival contribuendo a rendere Torino un polo sempre più centrale nel panorama dell’immagine contemporanea.

Con una visione sempre più internazionale e interdisciplinare, THE PHAIR conferma così il proprio ruolo di piattaforma culturale dedicata alla fotografia e all’immagine visiva contemporanea, capace di mettere in dialogo ricerca artistica, istituzioni, collezionismo e nuove forme di produzione culturale.

Elezioni in 23 Comuni del Torinese domenica 24 e lunedì 25 maggio

Oggi e domani si vota per l’elezione diretta dei Sindaci e il rinnovo dei Consigli dei seguenti 23 Comuni della Provincia di Torino:

1) Moncalieri
2) Venaria Reale
3) Alpignano
4) Castellamonte
5) Givoletto
6) San Giusto Canavese
7) Baldissero Canavese
8) Castelnuovo Nigra
9) Chiesanuova
10) Isolabella
11) Montalenghe
12) Monteu da Po
13) Novalesa
14) Osasio
15) Parella
16) Rivalba
17) Samone
18) Sestriere
19) Torre Canavese
20) Valperga
21) Venaus
22) Virle Piemonte
23) Vistrorio
Le elezioni avranno luogo domenica 24 maggio, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 25 maggio 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

L’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 7 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 8 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

Il Torino Pride torna il 6 giugno: da venti anni in piazza per i diritti e l’autodeterminazione

Il Torino Pride, la parata per i diritti e l’autodeterminazione di tutte le persone LGBTQIA+, torna nelle strade della città il 6 giugno, vent’anni dopo quel primo Pride cittadino — allora Pride nazionale — che si svolse a Torino nel 2006.

L’appuntamento sarà al Parco del Valentino, con concentramento alle 14:30 e partenza alle 15:30. Il claim che accompagna la marcia per i diritti e il riconoscimento di tutte le identità LGBTQIA+ di quest’anno si svolge è Venti di lotte: un doppio richiamo al ventennale del Pride e ai venti che sospingono le battaglie della comunità LGBTQIA+. «Vent’anni in cui abbiamo capito che la conquista degli spazi e il sostegno reciproco tra persone e comunità non possono limitarsi a un appuntamento annuale — si spiega nel manifesto politico — Devono essere pratica quotidiana, gesto di cura collettiva e scelta politica necessaria».

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta  nei locali di Magazzino sul Po, ai Murazzi. Uno dei luoghi simbolo della rete di Arci Torino, il Magazzino è spazio di cultura e partecipazione sociale, ma anche di musica e di vita notturna. Una scelta coerente con un Pride che compie vent’anni di lotte portate avanti insieme: nelle strade come nei locali, nelle piazze come negli spazi sociali. Un richiamo alle molteplici nature del Pride, che è momento di lotta e rivendicazione ma anche festa ed euforia.

“Venti di lotte”, e il plurale è voluto — racconta Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride — Questi vent’anni dimostrano che l’unica risposta possibile a questo momento storico è la lotta intersezionale: da quel primo giorno di più di vent’anni fa, il Coordinamento ha lavorato non solo per la nostra community ma per tutte le soggettività più marginalizzate, costruendo alleanze e reti che ci hanno fatto crescere. Il corteo è la parte visibile di un lavoro quotidiano di advocacy che si estende a livello locale, nazionale e internazionale. Anno dopo anno abbiamo trasformato la marcia perché assomigliasse sempre di più alle persone che la abitano, rendendola più accogliente e più plurale. Emma Goldman diceva “Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione”: in questo clima, la gioia nelle strade è un atto politico, e noi vogliamo camminare tutti insieme”.

“La scelta del percorso del Pride è sempre un momento importante — prosegue Margherita Anna Jannon, co-coordinatrice e segretaria del Torino Pride — Il nostro ruolo è anche quello della contaminazione: portare il Pride in vie e quartieri nuovi. Per questo nel 2026 cambiamo percorso, partendo per la prima volta da corso Massimo D’Azeglio per seguire strade mai percorse prima, fino a raggiungere gli spazi centrali più familiari. Attraversare luoghi nuovi significa anche creare disagio, ne siamo consapevoli, ma non è nulla rispetto ai disagi, alle discriminazioni e alle oppressioni che le nostre comunità subiscono ogni giorno. Noi scegliamo di invadere la città coi nostri corpi e le nostre identità, di rivoluzionarla, urlando che siamo qui e siamo ora, da vent’anni! Ma non c’è solo la parata: anche quest’anno abbiamo scelto di costruire tanti eventi insieme ad altre realtà alleate. Ricordiamo l’Evergreen Fest, che mette in programma incontri e spettacoli sulle tematiche LGBTQIA+, e il Torino Comics, che nell’edizione 2026 a Collegno ospiterà la mostra dei manifesti dei nostri vent’anni di lotte. Tante realtà insieme possono fare tante cose”.

Il Torino Pride 2026 si svolge in un momento in cui i dati italiani sono sconfortanti: il recente rapporto di ILGA Europe pone l’Italia al 35esimo posto su 49 Paesi per uguaglianza e diritti delle persone LGBTQIA+. Un arretramento che dà la misura concreta di politiche escludenti e di leggi che non tutelano, ma anche di silenzi istituzionali, nazionali ma anche locali, che diventano complicità silenziosa. Per questo il Coordinamento Torino Pride invita tutte le istituzioni — a partire da quelle locali — a non essere complici di questo scenario e a impegnarsi concretamente per invertirlo.

Il Torino Pride 2026 ha ricevuto il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana e, come ogni anno, entrambe le istituzioni sono invitate ad accogliere il documento politico del Pride e a farne strumento di approfondimento delle istanze delle comunità LGBTQIA+ che hanno contribuito a scriverlo.

“Il Torino Pride è un appuntamento fondamentale per la nostra città — commenta l’assessore ai diritti della Città di Torino Jacopo Rosatelli — un momento di visibilità, rivendicazione e partecipazione collettiva che negli anni è cresciuto insieme a Torino, rendendola più aperta, consapevole e inclusiva. Un merito che va riconosciuto innanzitutto al Coordinamento Torino Pride, a ogni attivista e associazione. Quest’anno, a vent’anni dalla nascita della rete RE.A.DY e a dieci anni dall’approvazione della legge Cirinnà, sentiamo ancora più forte la necessità di proseguire nel percorso dei diritti, rivendicando con chiarezza l’urgenza del matrimonio egualitario e di una piena uguaglianza giuridica e sociale. Torino guarda inoltre al futuro sostenendo con forza il percorso verso EuroPride 2027, un appuntamento di rilievo internazionale che rappresenterà un’importante occasione di crescita, apertura e partecipazione per tutta la comunità. In un contesto in cui diverse città italiane non patrocinano ancora i Pride, è necessario ribadire con determinazione il valore civile e democratico di queste manifestazioni. Difenderle, sostenerle e parteciparvi significa affermare con determinazione che i diritti e la dignità delle persone LGBTQIA+ sono parte integrante del patto democratico delle nostre comunità”.

LA PARATA

La parata del Torino Pride 2026 si svolgerà sabato 6 giugno, con concentramento dalle ore 14:30 per la prima volta al Parco del Valentino, e partenza prevista per le ore 15:30.

Il percorso si snoderà in corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po. L’arrivo sarà in Piazza Vittorio, dove ci sarà i discorsi dal palco e le fasi finali della manifestazione.

L’accessibilità dell’intera parata è, come sempre, una priorità per il Coordinamento Torino Pride. Anche quest’anno, grazie alla collaborazione consolidata con il collettivo Mai Ultimi e Disability Pride, sono previste lungo il percorso delle aree di scarico sensoriale — spazi più silenziosi e protetti — e sarà presente il servizio mobile della Croce Rossa Italiana. Lo staff volontario accompagnerà il corteo per tutta la durata, disponibile a rispondere a qualsiasi esigenza. All’arrivo in piazza, davanti al palco, sarà allestita un’area di decompressione con posti a sedere; tutti gli interventi dal palco saranno tradotti in LIS.

Per chi ha difficoltà motorie, il bus City Sightseeing di Torino sarà disponibile in testa al corteo con posti a sedere, e al termine della parata un servizio navetta — in collaborazione con GTT — permetterà di raggiungere la zona.

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