E’ stato chiuso dalla polizia amministrativa temporaneamente e in via cautelare il minimarket di Madonna di Campagna dove si sono verifica due casi di violenza sessuale, uno contro una tredicenne. sabato 28 agosto. Sulle serrande e’ apparsa una scritta spray “Pedofilo infame, in mano al popolo”. La chiusura è’ stata decisa quando l’uomo, 42 anni, che lavora nel negozio, è stato fermato su ordine della procura. Si svolgeranno accertamenti di natura tecnica e amministrativa sulla gestione del locale, la vendita degli alcolici e il rispetto degli orari.
Dal 22 al 25 ottobre oltre 130 appuntamenti. Tra gli ospiti sei Premi Nobel per l’Economia. Da quest’anno la manifestazione si sposta in autunno
Sarà “Salvare lo stato sociale” il tema della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, in programma a Torino dal 22 al 25 ottobre 2026. La manifestazione, curata da Editori Laterza, Collegio Carlo Alberto e Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri, cambia collocazione nel calendario e da quest’anno si svolgerà in autunno, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione di studenti, università e imprese.
Al centro dei quattro giorni ci sarà il futuro del welfare state europeo, chiamato ad affrontare trasformazioni che ne mettono alla prova sostenibilità ed efficacia: invecchiamento della popolazione, crisi demografica, globalizzazione, immigrazione, cambiamento climatico e aumento delle spese militari legato alle tensioni internazionali. Il Festival proverà a interrogarsi sulle possibili riforme necessarie per continuare a garantire protezione sociale, riduzione delle disuguaglianze e sostegno alle fasce più fragili.
Il programma prevede oltre 130 appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, tra lecture, dialoghi, confronti, incontri con gli autori, approfondimenti storici e iniziative dedicate al rapporto tra economia e cinema. A Torino arriveranno economisti, sociologi, demografi, scrittori e studiosi provenienti da diversi Paesi.
Particolarmente significativa la presenza di sei Premi Nobel per l’Economia: Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth e Michael Spence.
Per Tito Boeri, lo stato sociale rappresenta uno degli elementi distintivi dell’identità europea e una conquista che oggi deve essere non soltanto difesa, ma anche riformata per rispondere ai nuovi rischi economici e sociali. Una riflessione che assume un significato particolare anche per Torino e il Piemonte, territori alle prese con l’invecchiamento della popolazione e importanti trasformazioni demografiche.
Novità dell’edizione 2026 sarà inoltre il gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie di Lione, uno dei principali festival francesi dedicati alla divulgazione economica, nato nel 2008.
Tra i protagonisti: i Premi Nobel Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson, Alvin Roth
e Michael Spence. Oltre a Alan Auerbach, François Bourguignon, Pierre Cahuc, Marco Cappato,
Gianrico Carofiglio, Bea Cantillon, don Luigi Ciotti, Piero Cipollone, John Cochrane, Carlo Cottarelli,
Maurizio Ferrera, Maurizio Ferraris, Raffaele Fitto, Elsa Fornero, Sara Gama, Matthew Gentzkow, Vera
Gheno, Paolo Giordano, Gian Maria Gros-Pietro, Jonathan Gruber, Gordon Hanson, Hilary Hoynes,
Margarita León, Matteo Maggiori, Franca Maino, Branko Milanović, Magne Mogstad, Maurice
Obstfeld, Pier Carlo Padoan, Nando Pagnoncelli, Luca Pancalli, Fabio Panetta, Giōrgos Papandreou,
Antonio Patuelli, Giuseppe Remuzzi, Cecilia Sala, Chiara Saraceno, Matteo Saudino, Fiona Scott
Morton, Guido Tabellini, Philippe Van Parijs, Silvia Vannutelli, Gianluca Violante, Ignazio Visco, Luigi
Zingales.
La Giunta comunale ha adottato la Proposta Tecnica del Progetto Definitivo del Piano Regolatore Generale, presentata dal sindaco Stefano Lo Russo e dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni. Si tratta del passaggio amministrativo formale che chiude l’istruttoria sulle 875 osservazioni pervenute al Progetto Preliminare e consegna il Piano alla fase decisionale che vedrà coinvolti la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e, per i profili di competenza, la Soprintendenza.
La seconda Conferenza di copianificazione e valutazione, che verrà convocata nei prossimi giorni, avrà sessanta giorni, a partire dalla trasmissione della convocazione, per esprimersi. La riduzione dei termini, introdotta dalla nuova legge regionale 5/2026, rappresenta un’opportunità importante per accelerare il percorso del nuovo Piano, mantenendo pienamente il confronto istituzionale e tutte le verifiche previste dalla normativa. A conclusione della Conferenza e acquisito il parere motivato relativo alla Valutazione Ambientale Strategica, la Proposta Tecnica verrà revisionata dalla Città per dare vita al Progetto Definitivo, che sarà quindi sottoposto dalla Giunta al Consiglio comunale per l’approvazione. Se l’iter procederà secondo i tempi previsti, l’obiettivo dell’amministrazione è portare il nuovo Piano Regolatore Generale all’approvazione definitiva del Consiglio comunale entro la fine dell’anno.
“Il nuovo Piano Regolatore è uno degli strumenti più importanti con cui disegniamo il futuro di Torino – dichiara il sindaco Stefano Lo Russo –. Dopo oltre trent’anni la città ha bisogno di uno strumento urbanistico capace di accompagnare una nuova stagione di sviluppo, con procedure più chiare e fluide, in grado di favorire la rigenerazione urbana, attrarre investimenti e rendere Torino sempre più dinamica e competitiva. Un Piano che mette insieme crescita e sostenibilità ambientale, qualità dello spazio pubblico e qualità della vita, e che riconosce nel trasporto pubblico una delle leve fondamentali per costruire la Torino dei prossimi anni. Con il passaggio di oggi entriamo in una fase molto importante del percorso. La riduzione dei tempi della seconda Conferenza di copianificazione prevista dalla nuova legge regionale rappresenta un’opportunità significativa e il nostro auspicio è che, attraverso una collaborazione positiva e costruttiva tra tutti gli enti chiamati a esprimersi nei prossimi sessanta giorni, si possa procedere con efficacia verso l’approvazione definitiva di uno strumento di cui Torino ha grande bisogno”.
La Proposta Tecnica adottata dalla Giunta contiene le controdeduzioni a tutte le 875 osservazioni pervenute. Le integrazioni riguardano prevalentemente correzioni cartografiche, modifiche alle Norme di Attuazione e precisazioni volte a rendere più chiari alcuni contenuti già presenti nel Piano. Le scelte strutturali rimangono quelle contenute nel Progetto Preliminare adottato dal Consiglio comunale lo scorso marzo. Sulle osservazioni e sulle relative controdeduzioni si pronuncerà infine il Consiglio comunale in sede di approvazione del Progetto Definitivo.
“Abbiamo rispettato il percorso e i tempi che ci eravamo dati, affrontando puntualmente tutte le osservazioni e affinando ulteriormente gli strumenti normativi e cartografici del Piano – dichiara l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni –. Adesso si apre il confronto conclusivo con gli altri enti nell’ambito della Conferenza di copianificazione e valutazione. Ringrazio gli uffici del Dipartimento Urbanistica ed Edilizia Privata e del Servizio Nuovo Piano Regolatore, assistiti da InfraTo, che lavorando tutta l’estate hanno chiuso questa fase in tempi davvero record. Sono certo che tutti gli enti presenti nella Conferenza coopereranno fattivamente per giungere altrettanto rapidamente a una conclusione positiva”.
Il procedimento segue gli articoli 15 e 15-bis della legge regionale 56/1977, con i termini ridotti disposti dall’articolo 6 della legge regionale 5/2026 (cosiddetta “Cresci Piemonte”) per effetto dell’attivazione della Cabina di Regia su richiesta della Città. La Proposta Tecnica del Progetto Definitivo interviene su norme, cartografia e schede là dove le osservazioni e il confronto con gli enti, nell’ambito della Cabina di Regia, hanno segnalato possibili migliorie, tra cui quelle relative alle altezze massime, alle tutele del tessuto storico e alla quota minima di diritti perequati derivanti da aree cedute. La documentazione viene inoltre completata e aggiornata, in particolare per quanto riguarda il Rapporto Ambientale e la verifica del dimensionamento del Piano.
Ora tocca alla Conferenza di copianificazione e valutazione, che si esprime sulla conformità alla normativa vigente, sulla coerenza con la pianificazione sovraordinata e sulla sostenibilità ambientale e territoriale. Il Progetto Definitivo dovrà quindi essere approvato dal Consiglio comunale, completando il percorso per dotare Torino di uno strumento urbanistico profondamente rinnovato rispetto al Piano oggi vigente, redatto da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti, che fu adottato nel 1991 e approvato nel 1995.
Nel frattempo, l’attività urbanistica prosegue nell’ambito del cosiddetto regime di salvaguardia, nel rispetto delle misure introdotte con deliberazione del Consiglio comunale n. 123 del 16 marzo 2026.
Un canale permanente per consentire agli enti locali di ottenere risorse quando maltempo ed eventi calamitosi provocano danni agli edifici scolastici. È la nuova misura sperimentale approvata dalla Regione Piemonte, che mette a disposizione 300 mila euro per il biennio 2026-2027.
Il provvedimento è rivolto a Comuni, Province e Città Metropolitana chiamati ad affrontare lavori straordinari necessari per mettere in sicurezza le strutture, ripristinarne la funzionalità e permettere la ripresa delle attività scolastiche nel minor tempo possibile.
L’elemento che caratterizza il nuovo strumento è la modalità di accesso ai finanziamenti. Non sarà infatti necessario attendere l’apertura di un tradizionale bando con termini prestabiliti. La Regione predisporrà un portale telematico dedicato, attivo senza una specifica finestra temporale, attraverso il quale gli enti potranno presentare la domanda quando si verificheranno le condizioni previste.
La disponibilità iniziale è di 300 mila euro per il 2026 e il 2027, con la possibilità di aumentare successivamente la dotazione qualora vengano individuate ulteriori risorse. L’obiettivo è disporre di uno strumento già utilizzabile nel momento in cui si presenta l’emergenza, riducendo i tempi necessari per avviare gli interventi.
«Quando un evento calamitoso colpisce una scuola, la priorità deve essere una sola: metterla in sicurezza e restituirla il prima possibile ai ragazzi e al personale scolastico – dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni –. Negli ultimi anni abbiamo visto quanto questi eventi possano essere improvvisi e quanto possano mettere in difficoltà soprattutto gli enti locali. Per questo abbiamo voluto costruire uno strumento che sia già pronto nel momento del bisogno, senza dover attendere l’apertura di un bando».
La misura partirà in forma sperimentale e sarà quindi sottoposta a monitoraggio, anche per valutarne un eventuale potenziamento.
«La scuola è un servizio essenziale e la sua continuità deve essere tutelata anche davanti agli imprevisti. La Regione vuole essere al fianco dei territori proprio quando hanno maggiore necessità di una risposta concreta e tempestiva. Partiamo con 300 mila euro e monitoreremo attentamente questa prima fase sperimentale, con l’obiettivo di consolidare e rafforzare la misura» conclude Cameroni.
Il 42enne era stato arrestato dopo la denuncia della ragazzina. Il giudice dispone l’obbligo di firma. Nordio avvia accertamenti ispettivi, mentre da maggioranza e opposizione arrivano richieste di chiarimento
Sta assumendo una dimensione nazionale il caso della tredicenne che sarebbe stata vittima di violenza sessuale in un minimarket di Torino, nel quartiere Madonna di Campagna. L’uomo accusato dell’episodio, un 42enne straniero che lavorava nel negozio, è stato rimesso in libertà dopo aver trascorso due notti in carcere. Nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di firma.
La vicenda risale allo scorso fine settimana. La ragazza sarebbe entrata nel locale per fare alcuni acquisti e qui sarebbe stata avvicinata dall’uomo. Una volta fuori ha raccontato quanto sarebbe accaduto alla madre, che ha dato immediatamente l’allarme. Le successive verifiche degli investigatori, comprese quelle sulle registrazioni della videosorveglianza, hanno portato all’arresto del 42enne.
Dopo l’udienza di convalida, tuttavia, il giudice non ha ritenuto necessario proseguire con la custodia cautelare in carcere, disponendo una misura meno restrittiva. Nella valutazione sarebbero entrati diversi elementi relativi alla posizione dell’indagato, compresa l’assenza di precedenti e il comportamento manifestato dopo l’accaduto.
È proprio la decisione di consentire all’uomo di lasciare il carcere ad avere trasformato rapidamente un grave episodio di cronaca in un caso politico e istituzionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto accertamenti ispettivi al Tribunale di Torino per acquisire gli elementi necessari a ricostruire il percorso che ha portato alla decisione.
Le reazioni politiche sono state numerose e, fatto non frequente, le perplessità hanno attraversato sia la maggioranza sia l’opposizione. Dal centrodestra sono arrivate le prese di posizione più dure, con la richiesta di misure maggiormente restrittive e iniziative pubbliche di protesta. Nella foto la manifestazione di Fratelli d’Italia.
È mancato a 83 anni Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e figura di primo piano del cattolicesimo italiano contemporaneo. Si è spento all’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Nato nel 1943 a Castel Boglione, nell’Astigiano, Bianchi aveva costruito in Piemonte gran parte del proprio percorso umano e religioso. Dopo gli studi universitari a Torino, nel 1965 scelse Bose, frazione di Magnano nel Biellese, per dare vita all’esperienza comunitaria che negli anni sarebbe diventata un punto di riferimento per la spiritualità e soprattutto per il dialogo tra le diverse confessioni cristiane.
Autore di numerosi libri e interventi dedicati alla Bibbia, alla fede e ai cambiamenti della società, Bianchi ha avuto una presenza significativa anche nel dibattito culturale italiano, rivolgendosi spesso a un pubblico più ampio di quello strettamente religioso.
È stato priore di Bose fino al 2017. Gli ultimi anni all’interno della comunità furono caratterizzati da forti tensioni, fino al successivo allontanamento disposto dalla Santa Sede. Lasciata Bose, aveva avviato una nuova esperienza ad Albiano d’Ivrea, nel Torinese, con la Fraternità della Madia.
Dal 1° settembre Arnaud Belloni assume la guida di Fiat, Abarth e Lancia, insieme alla responsabilità del marketing di Stellantis in Europa.
Il manager francese prende il posto di Olivier François, protagonista degli ultimi quindici anni del marchio torinese, destinato a proseguire la collaborazione con il gruppo come Strategic Advisor dopo un periodo di affiancamento.
Per Fiat si apre una nuova fase, che interessa direttamente anche Torino e il Piemonte: la questione principale sarà verificare se la ripartenza della 500 Hybrid rappresenterà soltanto una risposta alla fase di difficoltà oppure il primo passo verso nuovi investimenti e altre produzioni capaci di garantire prospettive più solide a Mirafiori e all’indotto piemontese. C’è un clima di apprensione ma anche di cauto ottimismo. La novità è lo stop produttivo alle Carrozzerie di Mirafiori. Infatti Stellantis ha comunicato ai delegati sindacali che le linee resteranno ferme mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 settembre per mancanza di componenti dei motori della Fiat 500 ibrida.
Belloni arriva all’incarico con una lunga esperienza nell’automotive e una conoscenza già consolidata dell’universo oggi riunito sotto Stellantis. Il cambio al vertice avviene mentre Fiat è impegnata a rafforzare la propria offerta e a trovare un equilibrio tra motorizzazioni elettriche e ibride, nuovi modelli e necessità di recuperare volumi sul mercato europeo.
Da Torino l’attenzione è rivolta soprattutto a Mirafiori, dove il 2026 ha portato un’inversione di tendenza rispetto alla pesante contrazione degli anni precedenti. A trainare la ripresa è soprattutto la 500 Hybrid, insieme alla versione elettrica. Tra gennaio e giugno sono uscite dalle linee torinesi poco più di 36 mila vetture, contro circa 15.300 nello stesso periodo del 2025. Un recupero importante che ha permesso di aumentare l’attività produttiva e di procedere anche con nuovi inserimenti di personale.
Non tutti i problemi, però, possono considerarsi risolti. Il traguardo delle 100 mila vetture inizialmente indicato per il 2026 appare difficile da raggiungere e rimane aperta la questione della capacità produttiva ancora disponibile nello stabilimento, anche in seguito alla riduzione dell’attività legata a Maserati. Da qui la richiesta, avanzata da tempo dai sindacati, di destinare a Torino un ulteriore modello.
Qualche segnale favorevole arriva intanto dal mercato automobilistico nazionale. Nei primi sette mesi del 2026 le immatricolazioni in Italia hanno superato quota 1,06 milioni, con una crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente. A luglio Stellantis, comprendendo anche Leapmotor, si è attestata intorno al 26% del mercato italiano.
Il futuro di Mirafiori interessa comunque un’area molto più vasta dello stabilimento. Torino e il Piemonte conservano una filiera automotive di primo piano, formata da aziende della componentistica, dell’ingegneria, della progettazione e dei servizi. La tenuta dei volumi produttivi può quindi avere effetti diretti su una parte rilevante del sistema industriale regionale.
Laboratori, passeggiate, installazioni, performance, attività per famiglie, incontri pubblici e momenti di ricerca condivisa costruiscono un programma diffuso che trasforma il paesaggio fluviale in uno spazio aperto di sperimentazione. Tra gli ospiti figurano l’artista portoghese Maja Escher, il collettivo berlinese Perperúna Ensemble, ricercatrici e ricercatori provenienti da università e centri di ricerca europei.
Il Festival nasce nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe ClimaGen – Climate, Imagination, Engagement, che si propone di trasformare quartieri urbani vulnerabili in luoghi rigenerati, resilienti e a basse emissioni. In questa prospettiva il Sangone diventa molto più di un corso d’acqua: è un’infrastruttura ecologica, culturale e sociale, un luogo dove sperimentare nuove alleanze tra istituzioni, comunità, ricerca e pratiche artistiche.
“Prendersi cura di una città significa anche imparare a guardare i suoi fiumi in modo diverso. Il Sangone è un patrimonio naturale spesso poco conosciuto, ma capace di raccontare la storia di Mirafiori e di indicare nuove prospettive per il suo futuro. Questo Festival invita a vivere il paesaggio come un bene comune e dimostra come la cultura possa contribuire concretamente alla cura del territorio, mettendo in relazione persone, luoghi e conoscenze. I fiumi sono risorse preziosissime per i contesti urbani, ma anche ecosistemi fragili, che richiedono attenzione, tutela e strategie capaci di preservarne l’equilibrio nel tempo, come ci insegna l’estate che stiamo vivendo”, dichiara l’assessore al Verde e ai Fiumi, Francesco Tresso.
Il Festival prende forma a Mirafiori sud, quartiere simbolo della storia industriale italiana che negli ultimi anni è diventato un importante laboratorio di rigenerazione urbana, ambientale e culturale della città. Il Sangone, Orti Generali, il Mausoleo della Bela Rosin, il Rifugio Antiaereo e il sistema di parchi e aree verdi compongono un paesaggio ricco di relazioni e di storie che il Festival sceglie di mettere al centro, contribuendo a costruire una nuova narrazione del quartiere, in continuità con esperienze recenti come l’opera IDOLO di Mike Nelson.
“La transizione ecologica riguarda anche il modo in cui immaginiamo il rapporto tra persone e ambiente. Per questo iniziative come “Il fiume che ci attraversa” sono preziose: mettono insieme arte, ricerca scientifica e partecipazione civica, creando nuove occasioni per comprendere gli ecosistemi urbani e costruire comunità più consapevoli. È lo stesso approccio che ispira ClimaGen, dove l’immaginazione diventa uno strumento concreto per affrontare il cambiamento climatico”, sottolinea Chiara Foglietta, assessora alla Transizione Ecologica, all’Innovazione e alle Politiche per l’Ambiente.
L’inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 25 settembre, con gli interventi delle curatrici e dei rappresentanti delle istituzioni seguiti da momenti performativi. Il Festival comincia prima, con le attività “Verso il Festival”, dal 20 settembre: il laboratorio “Alghe Acquatiche” con l’utilizzo di materiali di recupero, condotto dall’artista Stefano Fiorina, e un’escursione nel Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, dove nasce il Sangone.
Dal 22 al 25 settembre il programma si apre alla formazione, con due workshop dedicati a studentesse e studenti: uno sviluppato con il Politecnico di Torino e i corsi di laurea in Pianificazione Urbanistica e Territoriale e Architettura del Paesaggio, l’altro condotto dall’artista portoghese Maja Escher – tra le protagoniste di “Manifesta 15” e finalista dell’EDP Art Award – insieme agli studenti dell’Accademia Albertina. Escher lavorerà a •Pietra•Radice•Serpente•, un’installazione partecipativa che immagina il fiume come organismo vivente, capace di connettere corpi, memorie e comunità.
“Nel dare forma al festival, siamo partite da una prospettiva che guarda al fiume come spazio di relazione in cui dimensioni ecologiche, culturali, affettive e politiche si intrecciano. Da qui nasce una proposta che mette in dialogo pratiche artistiche, linguaggi ed esperienze differenti, riconoscendo la pluralità della partecipazione come condizione essenziale per la cura dei paesaggi d’acqua, rispecchiando la capacità del fiume di connettere persone, territori e narrazioni.” affermano le curatrici del Festival del Paesaggio Fluviale, Licia Soldavini, Caterina Selva e Lorenza Manfredi.
Il programma riunisce alcune delle voci più interessanti della ricerca artistica contemporanea: Ifor Duncan, dell’Università di Utrecht e del progetto “ERC EcoViolence”, insieme a Federico Broggini, Alberto Doretto, Marco Giardino, Elena Longhin, e a performer, illustratori, geografi e collettivi da tutta Europa, tra cui Perperúna Ensemble di Berlino.
Tra gli appuntamenti, “Swamp Jam” di Melma Crew, con sound design live di Isaias e Radio Banda Larga, traduce in performance dal vivo le relazioni invisibili dell’ecosistema del Sangone, tra microscopia e sound design. La conversazione “Alleanze più che umane” esplora il femminismo acquatico e le nuove ecologie politiche, che interpretano i corsi d’acqua come infrastrutture affettive e insieme archivi di conflitti e disuguaglianze. I “Dialoghi Inaspettati” rompono il formato del convegno per far incontrare cittadini, amministratori, artisti e ricercatori. E poi passeggiate geologiche, laboratori per famiglie e la proiezione del documentario “I ricordi del fiume” dei fratelli De Serio.
Il Festival del Paesaggio Fluviale “Il fiume che ci attraversa” è promosso dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori, in collaborazione con Orti Generali e Città di Torino, nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 ClimaGen – Climate, Imagination, Engagement. È ideato e curato da Licia Soldavini, Caterina Selva e Lorenza Manfredi. Tutte le attività sono gratuite.
TorinoClick