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Montagna piemontese, corsa ai fondi per le borgate: domande per 3,5 milioni

Cresce l’interesse dei Comuni piemontesi per gli interventi di miglioramento delle infrastrutture nelle borgate montane. Sono infatti dieci le amministrazioni locali che hanno presentato domanda per il bando regionale dedicato al potenziamento dei servizi nei piccoli centri di montagna.

Alla scadenza dei termini, fissata al 3 marzo 2026, le richieste complessive hanno raggiunto quasi 3,5 milioni di euro, una cifra che supera di circa il 50% la dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando nell’ambito del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.

La maggior parte dei progetti proviene dal Cuneese, con sette candidature, mentre tre arrivano dalla Città metropolitana di Torino.

«La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l’esigenza di investire nelle borgate montane – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri».

Il numero di proposte presentate evidenzia la volontà dei territori di intervenire in modo concreto sui servizi essenziali e sulla qualità della vita nelle aree montane. I progetti riguardano diversi ambiti: dall’adeguamento delle reti energetiche e telefoniche al potenziamento dell’illuminazione pubblica, fino alla riqualificazione delle pavimentazioni nei nuclei storici delle borgate.

Il bando rientra nelle misure del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 e prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per opere destinate alla realizzazione, all’ammodernamento o all’ampliamento delle infrastrutture di base nei centri montani.

Tra gli interventi ammissibili figurano il rinnovo delle reti elettriche e del gas, l’installazione o il miglioramento dell’illuminazione pubblica, lo sviluppo delle infrastrutture telefoniche e di comunicazione e la riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.

Le proposte progettuali presentate hanno un valore compreso tra circa 100 mila e quasi 500 mila euro e includono, tra le opere previste, anche l’interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che permettono di migliorare i servizi salvaguardando al tempo stesso il carattere storico e architettonico dei borghi.

L’ampia partecipazione al bando e l’entità degli investimenti richiesti rappresentano un indicatore significativo per la pianificazione delle future politiche regionali dedicate alla montagna.

«La montagna piemontese dimostra di avere progettualità e visione – conclude l’assessore –. La forte richiesta registrata sarà certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate».

Traffico internazionale di droga, otto condanne nel processo di Torino

Un vasto traffico internazionale di cocaina viaggiava dal Brasile verso i porti italiani e del Nord Europa nascosto su navi container. L’indagine, denominata operazione “Samba” e avviata dai carabinieri nel 2024, aveva portato a diversi arresti: cinque in Italia, tra persone ritenute vicine alla ’ndrangheta attiva in Piemonte, e altri diciotto in Brasile.

Al centro dell’inchiesta alcuni ex latitanti arrestati nel 2019 che dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, hanno fornito agli investigatori informazioni determinanti per ricostruire la rete di narcotraffico e i canali utilizzati per l’importazione della droga dal Sud America verso l’Europa.

Per quell’indagine è arrivata ora la prima decisione del tribunale di Torino. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, i giudici hanno inflitto otto condanne con pene comprese tra gli otto e i diciotto anni di carcere. Uno degli imputati è stato assolto.

Le indagini avevano inoltre individuato a San Giusto Canavese il punto di riferimento dell’organizzazione, da cui venivano coordinati i traffici legati alle spedizioni di cocaina provenienti dai porti dello stato brasiliano del Paranà. Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito l’arrivo di oltre 1.600 chilogrammi di droga lungo la rotta tra Brasile e Italia, con un giro di denaro stimato in più di 6,5 milioni di dollari.

Torino più verde, Giardino Martini: undici nuovi tigli per il mercato di piazza Benefica

Nel giardino Luigi Martini di piazza Benefica, sede dello storico mercato di Cit Turin, sono stati messi a dimora undici nuovi tigli, nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione dell’area mercatale che  cambieranno volto a uno dei mercati più amati dai torinesi.

I lavori di riqualificazione dell’area sono partiti lo scorso settembre, e avranno una durata di circa un anno. Il progetto include il rifacimento delle pavimentazioni, la realizzazione di nuove reti di adduzione idrica per i banchi alimentari, la revisione dell’impianto reflui con allaccio alla rete fognaria, l’installazione di un moderno impianto elettrico interrato e il rinnovo delle griglie delle aiuole alberate, riprogettate per risolvere il problema del ristagno d’acqua che in passato aveva compromesso la salute di alcuni alberi. Nel progetto originale è stato incluso anche il ripristino del verde, con le nuove piante che vanno ad aggiungersi alle 56 piante già esistenti, aumentando l’ombreggiatura della piazza.

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Foto Museo Torino

La città che cambia: nuovo complesso sportivo nell’area della Piscina Sempione

 

La Giunta comunale ha approvato oggi, su proposta degli assessori al Verde Francesco Tresso e allo Sport Domenico Carretta, il riconoscimento di pubblico interesse per la proposta di project financing relativa alla progettazione, realizzazione e gestione di un nuovo complesso sportivo nell’area della Piscina Sempione, in via Gottardo.

Il progetto, presentato dalla società Supera, del gruppo spagnolo Sidecu, prevede un partenariato pubblico-privato finalizzato alla realizzazione di un impianto sportivo polivalente che comprende spazi dedicati al fitness e al wellness, piscine coperte e scoperte, campi polivalenti e un parcheggio interrato, all’interno di un’area di proprietà comunale di circa 23mila metri quadrati.

La proposta progettuale contempla inoltre la stipula di una convenzione con la Città di Torino per garantire condizioni agevolate di accesso alle attività sportive e la promozione di corsi e iniziative rivolti in particolare alle famiglie e alle persone anziane. L’obiettivo è favorire una più ampia partecipazione alla pratica sportiva alla cittadinanza e, allo stesso tempo, arricchire la rete di impianti sportivi della città, contribuendo alla riqualificazione di un’area che attualmente versa in condizioni di forte degrado.

L’avviso pubblico finalizzato a raccogliere eventuali altre proposte, rispetto a quella presentata, è scaduto in data 19 gennaio 2026 e non ha registrato manifestazioni di interesse. Trascorsi i 60 giorni previsti dalla normativa, l’iter proseguirà ora con la fase negoziale della procedura, durante cui verranno definiti i contenuti finali del progetto. L’intervento dovrà garantire la piena sostenibilità economico-finanziaria e risultare coerente con gli interessi pubblici della Città.

“Questo progetto rappresenta un’opportunità significativa per il recupero e la valorizzazione di un’area oggi in stato di forte degrado – commenta l’assessore Tresso -. L’intervento consentirà di restituire alla comunità uno spazio riqualificato, capace di integrare funzioni sportive e sociali, con un’attenzione al contesto urbano e ambientale”.

“Un progetto di rigenerazione urbana profonda con un obiettivo chiaro: restituire decoro e piena fruibilità a uno spazio pubblico di oltre 23mila metri quadrati, trasformandolo in un polo sportivo polivalente all’avanguardia, un complesso moderno con piscine, aree fitness e wellness, e campi sportivi, il tutto perfettamente integrato nel parco – aggiunge l’assessore Carretta -. Il futuro convenzionamento del Centro con la Città garantirà l’accesso facilitato alle attività sportive per le fasce più fragili, con corsi e programmi specificamente pensati per le famiglie del territorio. È un iter ambizioso, che punta a restituire ai cittadini un luogo di aggregazione, salute e sicurezza”.

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Ospedali piemontesi in ascesa: 45 posizioni guadagnate nella classifica mondiale

Gli ospedali piemontesi migliorano il proprio posizionamento nella classifica “World’s Best Hospitals 2026”, la graduatoria internazionale elaborata ogni anno dalla rivista Newsweek in collaborazione con la società di analisi dati Statista. La classifica si basa sulle valutazioni di medici, professionisti sanitari ed esperti del settore.

Nel confronto tra il 2025 e il 2026 le strutture ospedaliere del Piemonte registrano complessivamente un significativo avanzamento, guadagnando in totale 45 posizioni. Restano stabili le Molinette di Torino, che mantengono il 13° posto in Italia. In crescita l’ospedale Mauriziano, che passa dal 19° al 16° posto, mentre l’ospedale di Alessandria guadagna cinque posizioni, arrivando all’86° posto.

Progressi anche per l’azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, che recupera nove posizioni salendo all’88° posto, e per l’ospedale Gradenigo, che avanza di dieci posizioni raggiungendo il 101° posto. Ancora più marcato il miglioramento del San Luigi Gonzaga di Orbassano, che sale di 14 posizioni e si colloca al 105° posto. Cresce anche il Cottolengo, che guadagna quattro posizioni e si inserisce tra i migliori 120 ospedali italiani, al 114° posto.

Registrano invece un lieve arretramento il San Giovanni Bosco di Torino, insieme al Cardinal Massaia di Asti e al Sant’Andrea di Vercelli.

«Queste classifiche — commentano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi — mostrano come il sistema sanitario piemontese continui a contare su professionalità riconosciute e su ospedali che garantiscono ogni giorno cure di qualità. Allo stesso tempo evidenziano quanto sia necessario proseguire negli investimenti sulle strutture. Il piano da quasi cinque miliardi di euro che abbiamo avviato va proprio in questa direzione: nuovi ospedali, tecnologie più avanzate e servizi sempre più vicini ai cittadini. Il nostro obiettivo è consegnare ai piemontesi una sanità più moderna e un Piemonte migliore di quello che abbiamo trovato».

Il quadro complessivo è influenzato anche dall’età di molti edifici ospedalieri, alcuni dei quali hanno oltre un secolo di vita, un elemento che inevitabilmente incide nelle valutazioni degli esperti. Per ridurre questo divario, la Regione ha avviato negli ultimi anni un ampio piano di edilizia sanitaria: quasi 5 miliardi di euro di investimenti, 11 nuovi ospedali, oltre 30 ospedali di comunità e 91 case di comunità. Tra i progetti più rilevanti figura il Parco della Salute di Torino, destinato a ridisegnare nei prossimi anni la geografia ospedaliera piemontese e a contribuire alla costruzione di una rete sanitaria più moderna ed efficiente entro la fine del decennio.

Molinette e Cto, tre nuovi reparti di terapia intensiva e sub-intensiva  

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A sei mesi dal suo insediamento, avvenuto il 1° settembre dello scorso anno, il Direttore generale Livio Tranchida raggiunge uno dei primi obiettivi del suo mandato con l’apertura di tre nuovi reparti: due terapie intensive negli ospedali Molinette e Cto e una terapia semi-intensiva presso l’ospedale di corso Bramante. Tutte le strutture sono state realizzate grazie ai fondi Arcuri. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Andrea Tronzano, Livio Tranchida e Paola Cassoni.

La prima terapia intensiva è stata realizzata al primo piano del Padiglione Marrone – Neuroscienze dell’ospedale Molinette. Il reparto dispone di 14 posti letto ed è destinato alla Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione 2, attualmente diretta ad interim dalla dottoressa Chiara Melchiorri. L’attività principale sarà dedicata all’assistenza post-chirurgica complessa, in particolare per la chirurgia oncologica programmata e in emergenza-urgenza, compresi i trapianti di fegato e di rene. Il reparto è composto da quattro camere da tre posti letto e due camere singole.

Sempre alle Molinette, al secondo piano del padiglione, è stato inaugurato il nuovo reparto di terapia sub-intensiva con 24 posti letto, destinato all’attività di ricovero delle strutture di Neurologia riunite, compresa la Stroke Unit. Le strutture sono dirette dai professori Adriano Chiò e Leonardo Lopiano, dal dottor Paolo Cerrato e dalla dottoressa Sabrina Leombruni, sotto il coordinamento del direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute mentale, professor Diego Garbossa. Il reparto è composto da 11 camere doppie e 3 camere singole. Il costo complessivo dei due reparti delle Molinette supera i 7 milioni di euro, comprensivi di lavori, apparecchiature e IVA, finanziati con fondi Arcuri.

Il terzo intervento riguarda invece l’intero terzo piano dell’ospedale Cto di Torino, dove è stata realizzata una nuova terapia intensiva con 12 posti letto, diretta dal dottor Maurizio Berardino. Il reparto comprende due camere da quattro posti letto, due camere singole e una camera da due posti letto. A queste si aggiungono otto posti letto di sub-intensiva Covid collocati in Pronto soccorso per la gestione dei pazienti in emergenza-urgenza. L’investimento complessivo è stato di circa 3 milioni e 900 mila euro, comprensivi di lavori, apparecchiature e IVA, anche in questo caso finanziati con fondi Arcuri.

«L’inaugurazione di questi nuovi reparti rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della sanità piemontese e nella capacità di risposta delle nostre strutture ospedaliere, soprattutto in ambiti delicati come la terapia intensiva e sub-intensiva. Grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni, il Piemonte ha già completato oltre 450 posti letto tra terapia intensiva e semi-intensiva ed entro giugno saranno ultimati gli ultimi 150. Si tratta di interventi importanti, avviati dopo l’emergenza Covid, che migliorano la qualità dell’assistenza e le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari, a beneficio dei pazienti. Ringraziamo il Direttore generale Livio Tranchida e tutti i professionisti della Città della Salute per il lavoro svolto, che ha permesso di portare a termine numerosi cantieri e restituire alla comunità reparti moderni e pienamente operativi. Continueremo a investire con determinazione per rendere la sanità piemontese sempre più forte, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini», sottolineano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, presente all’inaugurazione.

«Al mio arrivo ho trovato numerosi cantieri aperti: quasi trenta sono stati conclusi e altri sono stati avviati. La nostra credibilità passa anche dalla capacità di rispettare i tempi di realizzazione degli interventi. Le inaugurazioni di oggi rappresentano il primo passo di questo percorso. Nel prossimo mese di aprile è inoltre prevista l’apertura del cantiere per il nuovo Pronto soccorso dell’ospedale Molinette, con l’avvio della cosiddetta Fase 0, che prevede lo spostamento dell’angiografo», ha dichiarato Livio Tranchida, Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Semaforo antismog: da oggi torna il livello 0 (bianco)

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Secondo i dati previsionali forniti da Arpa Piemonte, da martedì 10 marzo, e fino a mercoledì 11 marzo 2026 (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico torneranno al livello 0 (bianco), con le sole misure strutturali di limitazione del traffico previste del semaforo antismog.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute .

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Rientrati in Italia da Gerusalemme i preti torinesi

Da La Voce e il Tempo

Il volo è atterrato alle prime ore del mattino, dopo nove giorni dall’inizio della guerra. Il Medioeriente resta in fiamme, tragedia di popoli. L’INCONTRO CON PIZZABALLA.

LUNEDI 9 MARZO – E’ atterrato in Italia alle prime ore del mattino il volo che ha prelevato a Gerusalemme il gruppo di sedici preti piemontesi, in gran parte torinesi, bloccati da nove giorni nella città santa, a causa della guerra, insieme a un diacono e a due addetti dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi di Torino.

Il Medioriente è in fiamme, tragedia di popoli. Gerusalemme non è fino ad ora stata toccata dal conflitto che oppone l’Iran e Israele da sabato 28 febbraio. Al di là del clima di apprensione per la crisi internazionale, nella città santa la vita è normale e senza pericoli. Due giorni prima dell’inizio delle ostilità il gruppo piemontese aveva incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

Gli scoppi uditi domenica sera nell’estrema periferia della città dipendono dall’intercettazione di un missile in volo dall’Iran verso Tel Aviv, documentato dal video che abbiamo ricevuto e pubblicato.

Sicurezza sul lavoro, controlli sugli alimenti e vaccinazioni: i numeri della prevenzione in Piemonte

Sono oltre 2.200 i professionisti che ogni giorno operano sul territorio della Regione Piemonte per garantire elevati livelli di tutela della salute pubblica. Si tratta dei dipendenti dei Dipartimenti di Prevenzione, che con un approccio multidisciplinare e con il supporto di ARPA Piemonte e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, collaborano con i distretti sanitari e con gli altri dipartimenti delle Aziende sanitarie locali e ospedaliere.
Il loro lavoro è finalizzato al controllo dei determinanti di rischio di origine umana, animale e ambientale e alla promozione della salute, con l’obiettivo di prevenire l’insorgenza di nuove patologie e ridurre l’impatto delle malattie cronico-degenerative.

I dati del 2025

Nel 2025 le attività di controllo e prevenzione hanno prodotto risultati rilevanti. Tra i dati più significativi, gli SPreSAL (Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) piemontesi hanno effettuato 8.848 controlli nelle aziende del territorio di competenza, tra cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, settori considerati tra i più esposti ai rischi.
Le verifiche hanno portato all’emissione di sanzioni o prescrizioni per 1.906 aziende e alla sospensione di 43 attività imprenditoriali per gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro. Gli stessi servizi hanno inoltre condotto quasi mille inchieste in seguito a infortuni sul lavoro.

I Servizi veterinari e i SIAN (Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) hanno effettuato oltre 10.000 controlli su imprese alimentari, negozi al dettaglio, ristoranti, mense e bar per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza degli alimenti. Le attività ispettive hanno rilevato circa 7.000 irregolarità minori e portato alla contestazione di oltre 1.000 sanzioni amministrative.
Nel corso dell’anno sono stati inoltre prelevati circa 6.500 campioni alimentari nelle imprese piemontesi e inviati ai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le verifiche di sicurezza. Parallelamente, i veterinari delle ASL hanno effettuato controlli negli impianti di macellazione su oltre 40 milioni di animali, garantendo la salubrità delle carni bovine, suine, equine e avicole immesse sul mercato.

Sempre nel 2025 sono stati rilasciati 25.810 certificati per l’export di alimenti piemontesi, favorendo l’accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e sostenendo la valorizzazione dei prodotti del territorio.

Le attività dei Servizi veterinari hanno incluso anche quasi 5.500 controlli per verificare il rispetto del benessere animale, l’identificazione dei capi e il corretto utilizzo dei farmaci veterinari. A queste si aggiungono 35.895 interventi negli allevamenti per la prevenzione delle malattie infettive negli animali da reddito e circa 900 controlli igienico-sanitari lungo la filiera del latte piemontese.

Per garantire la qualità dell’acqua potabile, dalla rete acquedottistica regionale sono stati prelevati oltre 15.000 campioni di acqua destinata al consumo umano, successivamente analizzati nei laboratori di ARPA Piemonte.

Un ruolo importante è svolto anche dalle attività di promozione della salute promosse dalle ASL nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione. Tra queste il programma “Scuole che promuovono la salute”, che ha coinvolto circa 198.000 studenti di ogni ordine e grado; il programma “Comunità attive”, che conta 10.743 iscritti; e lo sviluppo della rete dei luoghi di lavoro che promuovono salute (WHP), finalizzata a migliorare il benessere e lo stato di salute dei lavoratori.
I SIAN hanno inoltre svolto quasi 11.600 attività nutrizionali in scuole e strutture sanitarie residenziali, tra consulenze, attività di vigilanza e valutazioni sui menù.

Grazie al lavoro dei SISP (Servizi di Igiene e Sanità Pubblica) e alle campagne vaccinali diffuse su tutto il territorio regionale, nel 2025 in Piemonte sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino a bambini e adolescenti fino ai 18 anni e 1.350.872 agli adulti. I SISP hanno inoltre effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari presso strutture di uso collettivo e 1.700 campionamenti ambientali su superfici e oggetti di uso comune.

Nel corso dell’anno i Servizi di Medicina Legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno realizzato quasi 172.000 visite per accertamenti relativi a invalidità, disabilità e collocamento lavorativo protetto.

Un ulteriore ambito di attività riguarda i programmi di screening oncologico regionali “Prevenzione Serena”, gestiti dalle UVOS (Unità Valutazione Organizzazione Screening) insieme ai Dipartimenti clinici. I programmi offrono controlli periodici gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori della mammella (donne tra 45 e 74 anni), del collo dell’utero (donne tra 25 e 64 anni) e del colon-retto (donne e uomini tra 50 e 69 anni), rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Nel 2025 sono stati eseguiti 255.269 esami mammografici, 118.731 test per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (Pap test o test HPV) e 219.526 test per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

La presentazione dei dati

I risultati sono stati presentati venerdì 6 marzo nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha sottolineato come:

«I Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie piemontesi svolgono un lavoro fondamentale che troppo spesso viene dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volontà di proseguire con impegno nelle attività di tutela della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, nella prevenzione delle malattie e nella promozione della salute. Come assessore e come cittadino piemontese desidero ringraziare tutti i professionisti per lo straordinario lavoro svolto, come dimostrano i dati presentati oggi».

Metro linea 2, si incomincia in via Pacini con i rilievi ambientali

Iniziano oggi lunedì 9 marzo da via Pacini 46/A le attività preliminari al monitoraggio ambientale legato alla realizzazione della futura Linea 2 della metropolitana di Torino. Tecnici incaricati effettueranno una serie di rilievi necessari per raccogliere dati sullo stato ambientale attuale, senza modifiche alla viabilità.

Questa prima fase riguarda in particolare l’installazione dei piezometri, strumenti utilizzati per controllare il livello e la qualità delle acque sotterranee. Per eseguire le operazioni saranno attivati undici mini cantieri temporanei, ciascuno con una durata stimata di circa una settimana.

Oltre a via Pacini, gli interventi interesseranno i seguenti punti: corso Vittorio Emanuele II all’angolo con via Nizza; via Saluzzo ai civici 1 e 3B; via Teofilo Rossi di Montelera tra i civici 3E e 3H; l’aiuola nord-ovest di piazza Carlo Alberto di fronte al civico 13; via Carlo Pedrotti 8; corso Novara 80/A; via Saorgio 1; via Fossata 92; l’angolo tra via Bologna e via Sempione nel quadrante est del Giardino della Croce Rossa; e l’area RFI di Rebaudengo.

Per i cittadini l’impatto sarà limitato. Le aree di lavoro saranno delimitate con recinzioni informative e organizzate in modo da garantire, dove possibile, la continuità dei percorsi pedonali e l’accesso agli ingressi privati e alle attività commerciali. Gli interventi non prevedono scavi di grande entità né modifiche permanenti alla viabilità.

Al termine di questa fase inizierà il monitoraggio ambientale ante operam, cioè l’insieme delle rilevazioni che permetteranno di definire con precisione lo stato dell’ambiente prima dell’avvio dei lavori. Il monitoraggio riguarderà diverse componenti ambientali, tra cui qualità dell’aria, rumore, vibrazioni, acque superficiali e sotterranee e vegetazione nelle aree interessate dal progetto.

Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale nel percorso di realizzazione della Linea 2 della metropolitana, infrastruttura strategica per il potenziamento del trasporto pubblico e per lo sviluppo sostenibile della città.

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