PRIMA PAGINA

Antonello da Messina. Torino – Cefalù, andata e ritorno: confronto tra due vertici della ritrattistica rinascimentale

Al siciliano “Museo Mandralisca” di Cefalù,Cefalù, fino al 4 novembre / Torino, dal 12 novembre al 22 febbraio 2027

Cefalù (Palermo)

Il più celebre di sempre è, fuor di dubbio, quello dell’eterna “Monna Lisa”(1503-1506). Il suo “sorriso”. Quell’accenno di incerto sorriso, misterioso e sfuggente della “Gioconda”, realizzato, con la tecnica a olio dello “sfumato” che ammorbidisce i contorni e “fonde le ombre intorno agli occhi e alla bocca”, dall’infinito Leonardo. Ma altrettanto certo è che la “Storia dell’Arte” e della “Ritrattistica” nella fattispecie è un oceano infinito e variegato di “sorrisi”, più o meno celebri e indagati. Volti, sguardi e “sorrisi”, specchi di anime, graffianti, ironici, bizzarri e sognanti, crudeli e compassionevoli, ribelli o dolci da toccare fino al fondo le corde del cuore. Due su tutti. A firma, entrambi, del grande Antonello da Messina (1435-1479), il principale pittore siciliano del Quattrocento, per i contemporanei addirittura “Non humani pictoris”, “pittore sovrumano”, firma usata solo dal figlio Jacobello, pare, in un dipinto del 1480, per omaggiare la grandezza artistica di cotanto padre. Due, dunque, si diceva, i “Ritratti” eccellenti di Antonello, degni di posare al fianco della leonardesca “Gioconda”: il “Ritratto d’uomo” o “Ritratto Trivulzio” (1476; nome derivato dalla storica milanese “Collezione Trivulzio”, cui l’opera è appartenuta) custodito nel “Palazzo Madama” di Torino e il “Ritratto d’Uomo” o “Ritratto d’ignoto marinaio” (1465; marinaio locale o potente ambasciatore siciliano o possibile “autoritratto” dell’artista stesso) proprietà del “Museo Mandralisca” di Cefalù. E proprio nel “Museo” cefaludese sono da alcuni giorni messi in dialogo e a confronto, fino a mercoledì 4 novembre, i due “Ritratti” antonelliani; ritratti che segnarono la nascita della “ritrattistica moderna” e la “scoperta psicologica dell’Io”, esposti all’interno di un “Mostra” (di eccezionale rilievo scientifico e culturale) dal titolo “L’enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino”, nata dalla collaborazione tra la “Fondazione Culturale Mandralisca ETS” (in omaggio al 160° anniversario della nascita della stessa e del cinquantennale dall’uscita de “Il sorriso dell’ignoto marinaio” dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo, che contribuì ad accrescere la fama del capolavoro del Maestro messinese) e il sabaudo “Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica” di Torino.

Sottolineano a ragione gli organizzatori: “La mostra non nasce da una logica comparativa tradizionale, ma da una precisa ipotesi critica: rendere visibile la ‘trasformazione del ritratto come luogo di costruzione dell’identità moderna’, in cui il volto diventa spazio della coscienza, della relazione e del pensiero. Il dialogo tra le due opere, tra i due sorrisi — quello ironico e mobile di Cefalù, quello trattenuto e concentrato del ‘Trivulzio’ – consente di leggere la trasformazione del soggetto quattrocentesco: dall’individuo come carattere sociale all’individuo come presenza interiore”. Tecnicamente, ancora una volta e in entrambi i casi, i due “Ritratti” testimoniano, anche dal punto di vista storico, la grande “lezione” di Antonello, quella sua esemplare capacità nell’unire “due culture diverse”, la luce, i colori e i piccoli dettagli dei pittori fiamminghi (in particolare quelli provenienti da Bruges e Bruxelles, da Petrus Christus a Hans Memling e a Jean Fouquet in particolare) con lo spazio, la geometria e le forme solide tipiche, per linguaggio stilistico, dell’arte italiana. Il tutto, attraverso l’uso particolare di quella “tecnica a olio” (Antonello fu uno dei primi artisti italiani ad usarla) che permetteva di stendere il colore in successive velature trasparenti, ottenendo effetti di precisione, morbidezza e luminosità impossibili ad ottenersi con l’uso della tempera. Pittore “apripista”, dunque in tal senso a quella “pittura tonale” i cui principi seppe, generosamente, trasmettere soprattutto nel suo soggiorno veneziano, ai “maestri lagunari” del grande “Rinascimento veneto”. E non solo. Mentre nel torinese “Trivulzio”, dove si custodisce uno degli esiti più compiuti della stagione lagunare, il dialogo si rovescia: “il volto mediterraneo incontra la forma universale”“Il percorso espositivo ripercorre idealmente il cammino dell’artista: dal crocevia meridionale alla dimensione europea, dal dato individuale alla sintesi assoluta”.

Alla tappa siciliana, seguirà quella torinese: dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027, il “Ritratto d’uomo” del “Mandralisca” sarà ospite di “Palazzo Madama”, dove dialogherà con il “Ritratto Trivulzio”, nella concezione di “un gesto – come ha sottolineato a Cefalù Vincenzo Garbo, presidente della ‘Fondazione Mandralisca’ – che non riduce, ma amplifica il suo significato”. Concetto ribadito anche dal direttore di “Palazzo Madama”, Giovanni Carlo Federico Villa“Tra queste due opere non c’è opposizione, ma continuità trasformativa. Palazzo Madama accoglie questo dialogo come parte della propria missione istituzionale: non solo conservare le opere, ma attivare relazioni di senso, generare nuove letture, aprire prospettive critiche. Il ‘Ritratto Trivulzio’, inserito in questo contesto, non viene isolato, ma restituito alla sua dimensione storica e culturale più ampia”.

Per ulteriori info: “Museo Mandralisca”, via Mandralisca 13, Cefalù (Palermo); tel. 0921/421547 o info@museomandralisca.it

Gianni Milani

Nelle foto: Giovanni Carlo Federico Villa e Vincenzo Garbo all’inaugurazione della mostra a Cefalù; Antonello da Messina “Ritratto d’uomo -Trivulzio”, olio su tavola, 1476 e “Ritratto d’ignoto marinaio”, olio su tavola, 1465;

“Nuovo” Borgo Medievale, a fine luglio la conclusione dei lavori di restauro

Sopralluogo del Sindaco al cantiere

 

Il sindaco Stefano Lo Russo ha visitato  il cantiere del Borgo Medievale, dove si avviano a conclusione gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione.

I lavori, affidati a SCR Piemonte S.p.A., si inseriscono nel più ampio progetto “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro” e sono stati finanziati con fondi del PNC – Piano Nazionale per gli investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, andando a sommarsi ad interventi di manutenzione straordinaria precedentemente già finanziati con fondi del Ministero della Cultura e della Città per altri 2,8 milioni. Obiettivo è rendere gli spazi del Borgo più funzionali e accessibili, con particolare attenzione al superamento delle barriere architettoniche, alla riqualificazione energetica e all’efficienza impiantistica del complesso, conservando e valorizzando gli elementi architettonici delle strutture originarie.

Gli interventi, iniziati nel marzo 2024, hanno superato il 90% dello stato di avanzamento e si concluderanno alla fine del mese dopo gli ultimi interventi di completamento e finitura. Il collaudo è previsto entro fine anno. A queste opere seguiranno altri due lotti di lavori con l’obiettivo di restituire completamente rinnovato l’intero complesso. Per la gestione e la rifunzionalizzazione dell’intero complesso del Borgo Medievale la Città ha ricevuto una proposta di partenariato speciale pubblico-privato (ai sensi dell’art. 134 del Dlgs 36/2023) presentata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso la società XKÉ? ZEROTREDICI che è stata ritenuta di interesse pubblico dall’amministrazione e che sta proseguendo l’iter tecnico amministrativo previsto.

“La strategia dell’amministrazione – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – mira a inserire il Borgo Medievale in un ecosistema culturale integrato nel Parco del Valentino, in sinergia con la nuova Biblioteca Civica, il Teatro Nuovo e gli spazi del Politecnico dedicati alla ricerca. Su questa area abbiamo investito una quantità rilevante di risorse europee, oltre 160milioni di euro, consapevoli che potranno rafforzare la sua importante vocazione locale, di servizio alla comunità, ma generare anche nuova attenzione da parte di un turismo culturale e sostenibile in costante crescita. Generazioni di torinesi hanno passeggiato almeno una volta qui, tra le botteghe del Borgo Medievale, e il nostro obiettivo è far sì che torni un luogo del cuore, conservando la sua storia e la sua bellezza e arricchendosi di nuove funzioni”.

Nello specifico, le opere hanno riguardato il completamento del restauro di Casa d’Ozegna, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli spazi dell’ex ristorante San Giorgio, la rifunzionalizzazione degli spazi di Casa di Mondovì, con destinazione d’uso a caffetteria e locali cucina, di Casa di Pinerolo e Casa di Chieri, il restauro dei locali di Casa di Malgrà e Casa di Borgofranco e la ripavimentazione della via Maestra che avrà una pavimentazione in calcestre, in continuità con la riqualificazione del suolo del Parco del Valentino e più fedele al piano di camminamento in ghiaia previsto in occasione della edificazione del Borgo nel 1884.

Il progetto ha previsto inoltre la razionalizzazione delle reti impiantistiche, nuovi impianti elettrici con una nuova illuminazione della via Maestra e il collegamento degli edifici del Borgo all’energia rinnovabile geotermica.

Il restauro del Borgo Medievale si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area del Valentino, con la riqualificazione del Parco del Valentino, la riqualificazione del Teatro Nuovo e la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale, con l’obiettivo di restituire alla città spazi rinnovati, accessibili e più efficienti, nel rispetto del valore storico e architettonico di uno dei complessi più riconoscibili del patrimonio cittadino.

TorinoClick

Tavolo emergenza idrica, il Piemonte ha sete: il piano della Regione

Si è riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l’emergenza idrica al quale hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all’Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Città Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.
«Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura – ha riassunto il presidente Cirio – Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo. Per quanto riguarda l’aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell’acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono località nelle quali già oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari».
Per quanto riguarda l’acqua potabile, inoltre, l’assessore Marnati ha raccomandato «un utilizzo consapevole da parte dei cittadini” ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all’uso delle autobotti per aumentare la quantità di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.
L’assessore Bongioanni ha ricordato che “in Regione è operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarità per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive”. “E a fine luglio – ha anticipato – incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell’acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare”.

La situazione idrica in Piemonte al 13 luglio
La relazione presentata da Arpa rileva che ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.
Le temperature per contro sono state marcatamente superiori alla media del periodo: con un’anomalia termica regionale di +3,5 °C, questo del 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno più caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. A questo si aggiunge l’ondata di calore registrata a fine maggio che ha contribuito ad aumentare in modo deciso l’evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsità di precipitazioni sulle portate dei corsi d’acqua e sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica.
Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant’Antonio ha registrato una portata media di 62 m³/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.

Per le prossime due settimane l’alta pressione che interesserà gran parte dell’europa, porterà in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo più associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.

Incendi in Piemonte, la situazione migliora grazie alle piogge e al lavoro di 500 operatori


OGGI, LUNEDÌ LA RIUNIONE DEL TAVOLO REGIONALE PER L’EMERGENZA IDRICA

Grazie alle piogge delle ultime ore e al costante lavoro dei soccorritori, migliora la situazione degli incendi che coinvolgono da giorni il territorio piemontese.

In Valsesia a Cravagliana permangono focolai isolati in cresta, a Boccioleto l’incendio è in bonifica con la presenza di squadre di terra dei Vigili del Fuoco e dei volontari del Corpo Antincendi boschivi, a Varallo l’incendio è sotto controllo, a Cervato e Fobello rimangono due piccoli focolai in quota.

Nel Verbano Cusio Ossola, a Premosello Chiovenda operano ancora tre Canadair e un elicottero e sono in corso operazioni di bonifica squadra di terra, a Bannio Anzino e in Val Vigezzo sono presenti piccoli focolai ma l’incendio è sotto controllo.

A Valprato Soana (TO) il fronte Ovest è spento e rimane attivo ma sotto controllo quello Est.

Oltre 500 in questi giorni gli operatori al lavoro: alle squadre dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine si aggiunge l’attività di oltre 200 tra AIB, volontari di Protezione civile e Croce rossa con 60 mezzi.

«Continuiamo a seguire con il massimo impegno, con uomini e mezzi, l’evolversi dei diversi fronti di incendio in Piemonte – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Ambiente Matteo Marnati – La situazione climatica e meteorologica che coinvolge l’intera Pianura Padana dura ormai da settimane, con temperature ben oltre la media stagionale e pochissime piogge, e implica la prosecuzione della massima allerta per il rischio incendi. Dopodomani, lunedì, abbiamo convocato il tavolo per l’emergenza idrica, che sarà l’occasione per verificare la situazione causata dalla siccità, che è tra le cause degli incendi, e valutare eventuali misure da adottare, anche in accordo con il governo e con le altre Regioni coinvolte».

Saranno presenti il presidente Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna, Marco Gallo, e all’Ambiente, Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo. Sono stati convocati i rappresentanti delle associazioni agricole, dei parchi e le aree protette, i consorzi idrici, l’ente risi, l’Anbi, la Città Metropolitana di Torino, le Prefetture e le Province del Piemonte, gli enti locali, gli enti di governo dell’Ambito territoriale e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.

Ennesima rissa nel giardino Madre Teresa

La denuncia di Patrizia Alessi (FdI)

INTERVENTO DEI CARABINIERI CON DUE ARRESTI

Ieri verso il tardo pomeriggio al Giardino Madre Teresa di Calcutta ennesima rissa con bastoni e bottiglie di vetro tirate come missili, sotto gli occhi dei residenti oramai rassegnati a queste violenze cruenti e spietate perpetrate con crudeltà e ferocia.
Sono intervenuti prontamente i carabinieri e dopo un inseguimento nel giardino hanno arrestato due persone di origini straniere.
Resta da vedere quali misure saranno adottate nei loro confronti, se saranno trattenuti in questura o se riceveranno solo un ammonimento. Questo episodio solleva preoccupazioni sulla sicurezza nel nostro Quartiere e sull’importanza di una seria progettazione a 360° da parte della Città.
In questo Giardino ogni giorno capita qualcosa di inaccettabile oramai da troppi anni.
Si invita la comunità a rimanere attenta e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto alle autorità competenti, sennò poi ci dicono che tutto è migliorato in quanto non ci sono denunce
È tempo di rendere la vita difficile a chi commette questi reati e garantire maggiore sicurezza per tutti, bisogna controllare la loro identità, la regolarità della loro posizione, dove abitano e la validità dei contratti di affitto, oltre ad applicare il Daspo Urbano. Senza tutto questo si vanifica il grande lavoro delle FdO.

Patrizia Alessi

Capogruppo FdI Circoscrizione 7

È morto Paolo Fresco, guidò la Fiat negli anni della svolta internazionale

//

Con la scomparsa di Paolo Fresco, avvenuta all’età di 93 anni, il mondo dell’industria perde uno dei manager italiani che hanno maggiormente contribuito a portare il sistema manifatturiero nazionale sulla scena globale. Tra il 1998 e il 2003 fu presidente della Fiat, chiamato a ricoprire l’incarico in una fase particolarmente delicata della storia del gruppo torinese.
Milanese di nascita e genovese d’adozione, Fresco costruì gran parte della propria carriera negli Stati Uniti. Dopo una lunga esperienza ai vertici della General Electric, dove ricoprì ruoli di primo piano, tornò in Italia su richiesta di Gianni Agnelli per assumere la guida della casa automobilistica del Lingotto, allora impegnata ad affrontare le profonde trasformazioni del mercato mondiale dell’auto.
Il suo mandato coincise con un periodo di importanti cambiamenti strategici. Tra le decisioni più rilevanti vi fu l’accordo siglato nel 2000 con General Motors, un’alleanza che nelle intenzioni avrebbe dovuto rafforzare la competitività internazionale della Fiat. L’operazione ebbe uno sviluppo diverso da quello immaginato inizialmente, ma le condizioni negoziate permisero negli anni successivi al gruppo torinese di ottenere un rilevante indennizzo economico quando la partnership venne sciolta.
Fresco rimase alla presidenza fino al 2003, accompagnando l’azienda in una fase complessa sotto il profilo industriale e finanziario. Il suo nome resta legato al tentativo di imprimere alla Fiat una visione sempre più internazionale, facendo leva sull’esperienza maturata nelle grandi multinazionali americane.
Alla notizia della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo economico e imprenditoriale. Tra questi anche quello del presidente di Stellantis, John Elkann, che ha ricordato Fresco come «un grande italiano», sottolineando il contributo dato nel proiettare la Fiat verso una dimensione globale.

Anziano solo, arriva la polizia

/
La Polizia di Stato è intervenuta nei giorni scorsi, a Torino,  presso l’abitazione di un anziano che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 perché sopraffatto dalla solitudine dopo la recente scomparsa della moglie.
L’intervento è nato a seguito di una chiamata giunta alla Centrale Operativa da parte dell’uomo che, durante la conversazione, è apparso in evidente difficoltà e poco comprensibile.
Una pattuglia del Comm.to Centro è stata quindi inviata presso la sua abitazione.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’anziano ad attenderli con la porta di casa aperta. L’uomo ha raccontato di aver perso, pochi mesi prima, la moglie, alla quale è stato profondamente legato e che ha rappresentato il suo ultimo punto di riferimento dopo la precedente scomparsa del figlio. Rimasto improvvisamente solo, ha spiegato di aver sentito il bisogno di parlare con qualcuno e di trascorrere qualche momento in compagnia.
Gli operatori si sono trattenuti con lui per oltre un’ora, hanno ascoltato il suo racconto e gli hanno offerto vicinanza e conforto. Successivamente, anche una seconda Volante dell’UPG ha raggiunto l’abitazione e l’anziano, visibilmente rasserenato dalla presenza dei poliziotti, ha chiesto di poter immortalare quel momento con una fotografia.
Al termine dell’intervento, gli agenti hanno salutato l’uomo e hanno ripreso il regolare servizio, consapevoli di aver dato una risposta non solo a una richiesta di aiuto, ma anche a un bisogno di umanità e vicinanza.

Mirafiori, nuova fermata per la Fiat 500: produzione sospesa lunedì 13 luglio

La produzione della Fiat 500 nello stabilimento Stellantis di Mirafiori subirà una nuova interruzione. Nella giornata di lunedì 13 luglio le linee delle Carrozzerie resteranno ferme a causa della mancata disponibilità dei motori destinati all’assemblaggio delle vetture, come comunicato dall’azienda alle rappresentanze sindacali.

Lo stop arriva dopo altre sospensioni registrate nelle ultime settimane e contribuisce ad alimentare le preoccupazioni sul momento attraversato dal sito produttivo torinese. Per i sindacati non si tratta più di episodi isolati, ma di una situazione che rischia di diventare ricorrente e che rende sempre più incerto il percorso di rilancio dello stabilimento.

La Fim-Cisl Torino e Canavese sottolinea come i continui fermi produttivi mettano in evidenza le difficoltà legate all’avvio della nuova 500 ibrida. Secondo il sindacato, dopo l’impegno profuso dai lavoratori per raggiungere gli obiettivi produttivi, le interruzioni incidono sull’organizzazione del lavoro e sulla fiducia nei confronti del progetto industriale.

Anche Fiom e Uilm esprimono forte preoccupazione. Le organizzazioni sindacali chiedono che Stellantis chiarisca le prospettive di Mirafiori e individui soluzioni in grado di garantire una maggiore continuità produttiva, ritenendo insufficiente spiegare le fermate esclusivamente con problemi di approvvigionamento.

La sospensione del 13 luglio si inserisce in una fase delicata per lo storico stabilimento torinese, già interessato da un calendario produttivo ridotto e dall’estensione della pausa estiva.

Per la prima volta intervento su frattura di bacino con tecnica endoscopica al Cto

/
Un intervento innovativo, rivoluzionario e allo stesso tempo sperimentale. Per la prima volta è stato effettuato un intervento per il trattamento delle fratture di bacino mediante tecnica miniinvasiva endoscopica endopelvica su un paziente di 56 anni, che dopo un incidente sul lavoro aveva subito una frattura instabile del bacino, presso l’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’ospedale torinese è il primo centro in Italia e tra i primi in Europa ad adottare questa metodica, presso l’Ortopedia e Traumatologia universitaria (diretta dal professor Alessandro Massè). Le fratture di bacino sono traumi complessi con esiti potenzialmente gravissimi, talvolta mortali, il cui trattamento tradizionale prevede interventi molto invasivi. La nuova tecnica utilizzata consiste nell’approcciare alcune tra le fratture del bacino mediante una telecamera di 5mm e degli strumenti dedicati utilizzati attraverso tre piccole incisioni della parete addominale, garantendo quindi una minore invasività chirurgica, con conseguente riduzione delle complicanze ed un rapido recupero rispetto alla chirurgia tradizionale (il paziente può deambulare già dal giorno successivo). Fondamentali per la gestione dell’endoscopia sono la collaborazione intra-aziendale con la Clinica Urologica universitaria dell’ospedale Molinette di Torino (diretta dal professor Paolo Gontero), che ha permesso di eseguire questi interventi con elevati standard di sicurezza grazie alla consolidata esperienza in chirurgia laparoscopica e robotica, e la formazione specifica del personale infermieristico di sala. Gli interventi sono stati supportati dal servizio di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale CTO (diretta dal dottor Maurizio Berardino), che vanta una eccezionale esperienza nella gestione dei pazienti traumatizzati e delle metodiche chirurgiche complesse. I primi casi trattati con questa metodica hanno rispettato le attese con un recupero più breve e in assenza di complicanze. L’intervento è stato effettuato dal dottor Michele Nardi, che ha curato l’introduzione della metodica, dal dottor Matteo Giachino, dal dottor Luca Rollero, dal professor Alessandro Aprato e dall’urologo dottor Marco Allasia.

“L’introduzione della chirurgia endoscopica in questa tipologia di intervento è il risultato di un percorso di formazione internazionale, di una consolidata attività di ricerca e della costante attenzione all’innovazione che contraddistinguono i professionisti dei nostri ospedali” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il CTO di Torino, Centro Traumatologico ad alta Specialità, è sede di diversi centri di riferimento regionali per patologie complesse o rare, dove vengono prevalentemente concentrate (politraumi, microchirurgia, chirurgia vertebrale, oncologia ortopedica…). In questo ambito la regione Piemonte è l’unica ad avere definito, nel contesto della rete regionale della patologie traumatiche, un centro di riferimento per la patologia complessa di anca e bacino (CRAB). La concentrazione della patologia traumatica complessa permette ai chirurghi la possibilità di partecipare con gruppi internazionali allo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche come quella descritta, con l’obiettivo di offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci, sicuri e moderni.

Imprese piemontesi, migliora il clima di fiducia. Ma incognite su energia, export e scenario internazionale

L’indagine di Confindustria Piemonte, realizzata su circa 1.200 aziende associate, evidenzia aspettative favorevoli per occupazione, produzione e ordini, ma persistono le preoccupazioni legate ai costi, alla redditività e alle tensioni geopolitiche.

Le imprese piemontesi guardano con maggiore fiducia ai prossimi mesi. È quanto emerge dall’ultima indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, condotta nel mese di giugno su un campione di circa 1.200 aziende associate, dalla quale emerge un quadro moderatamente positivo per il terzo trimestre del 2026.

Le aspettative risultano favorevoli soprattutto sul fronte dell’occupazione, che registra un saldo positivo del 6,2% tra imprese che prevedono un aumento degli organici e quelle che, invece, stimano una riduzione. Segno positivo anche per la produzione (+2,3%) e per gli ordini complessivi (+1,6%). Più difficile, invece, la situazione per export e redditività, entrambi ancora in territorio negativo, rispettivamente con saldi pari a -3,8% e -8,6%.

Sul fronte degli investimenti il quadro rimane sostanzialmente stabile. Quasi tre imprese su quattro dichiarano di avere programmi di investimento, mentre cresce leggermente la quota di aziende intenzionate ad acquistare nuovi macchinari e impianti.

La capacità produttiva continua a essere utilizzata su livelli elevati, con un tasso medio del 77%, mentre il ricorso alla cassa integrazione mostra segnali di stabilizzazione. Nel comparto manifatturiero la percentuale di imprese che vi fanno ricorso rimane superiore alla media, pur registrando un lieve miglioramento rispetto alla precedente rilevazione.

L’indagine conferma inoltre il diverso andamento tra aziende di dimensioni differenti. Le realtà più strutturate mostrano aspettative decisamente più favorevoli sull’andamento della produzione, mentre le piccole imprese mantengono un atteggiamento più prudente, riflesso delle maggiori difficoltà che continuano a caratterizzare il contesto economico.

Tra le principali fonti di preoccupazione restano i costi di energia, materie prime, logistica e trasporti. Nonostante il recente ridimensionamento delle quotazioni del petrolio, le imprese ritengono che gli aumenti accumulati nei mesi precedenti continueranno a incidere sui costi di produzione e sulla competitività.

“La prudenza dei nostri imprenditori nelle risposte di questa indagine mi pare logica conseguenza di settimane che a livello geopolitico hanno visto susseguirsi in rapida successione scenari di ogni tipo. La tempesta però è tutt’altro che passata. Il calo del prezzo del petrolio se da una parte aiuta famiglie e imprese, di certo non compensa gli aumenti che solo ora stanno arrivando lungo le filiere produttive e che si sono generati da inizio anno. Ciononostante, la volontà di investire delle aziende piemontesi non si è mai fermata, l’auspicio deve quindi essere che ora ripartano anche gli ordini a lungo termine così come i pagamenti e il credito. Sono tutti fattori che se non gestiti per tempo, rischiano di penalizzare sia la capacità di esportare nei mercati più promettenti, sia gli investimenti”, commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

L’analisi dei diversi comparti evidenzia un quadro articolato. Il manifatturiero, che rappresenta la parte più consistente del campione esaminato, continua a mostrare segnali di debolezza, con aspettative in lieve diminuzione per produzione e nuovi ordinativi. L’occupazione, invece, mantiene un andamento positivo, mentre restano negative le prospettive relative alla redditività e alle esportazioni.

Le maggiori difficoltà interessano il settore metalmeccanico, dove pesano soprattutto le criticità dell’automotive e della metallurgia. Anche il tessile-abbigliamento e l’edilizia evidenziano aspettative meno favorevoli, mentre risultano più dinamici comparti come impiantistica, gomma-plastica, alimentare e cartario-grafico.

Più incoraggiante il quadro dei servizi, dove il clima di fiducia appare in miglioramento. Trasporto merci e passeggeri, commercio e turismo mostrano un recupero delle aspettative rispetto ai mesi precedenti, mentre continuano a mantenersi positive le previsioni per i servizi alle imprese e per il comparto dell’ICT.

L’indagine dedica infine un approfondimento agli effetti della crisi in Medio Oriente sull’economia piemontese. Pur senza delineare uno scenario di emergenza, il conflitto viene percepito come un elemento di instabilità destinato a influenzare l’attività economica. Le principali preoccupazioni riguardano l’impatto dei costi energetici, indicati come il fattore più critico soprattutto dalle aziende dei comparti alimentare, metallurgico e automobilistico.

Per fronteggiare questa situazione, molte imprese stanno diversificando i fornitori e rivedendo le proprie strategie commerciali, cercando di rendere più resilienti le catene di approvvigionamento. Nonostante le incertezze internazionali, prevale comunque un moderato ottimismo: oltre la metà delle aziende ritiene possibile un miglioramento del quadro economico nei prossimi mesi, anche se rimane significativa la quota di imprenditori che continua a guardare al futuro con cautela.

Dal punto di vista territoriale non emergono differenze particolarmente marcate. Torino e Cuneo, che rappresentano circa la metà del campione esaminato, mostrano valutazioni sostanzialmente allineate alla media regionale, mentre l’Alessandrino e l’Astigiano esprimono maggiori timori sulla durata delle tensioni internazionali. L’ottimismo appare invece più accentuato nelle province di Asti e Biella, mentre nel Novarese prevale un atteggiamento più prudente.