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Giovani, imprese, futuro: il Piemonte investe 42 milioni nella formazione tecnica

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Daniela Cameroni, assessore regionale alla Formazione: «Quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona: continueremo a portare avanti questa visione»

La Regione Piemonte consolida la propria strategia in materia di istruzione e occupazione con l’approvazione del nuovo atto di indirizzo relativo alla programmazione triennale 2026-2029 dell’offerta di Formazione Tecnica Superiore, che include sia i percorsi degli ITS Academy sia quelli di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Il piano prevede uno stanziamento complessivo pari a 42,3 milioni di euro di fondi regionali, ai quali si affiancheranno ulteriori risorse di provenienza nazionale e, potenzialmente, anche finanziamenti legati al PNRR, con l’obiettivo di rafforzare le competenze, supportare il tessuto produttivo e favorire l’inserimento qualificato dei giovani nel mondo del lavoro.

«Con questo piano rafforziamo una scelta chiara: investire sulla formazione tecnica superiore come leva concreta di sviluppo e occupazione – spiega Daniela Cameroni, assessore alla Formazione della Regione Piemonte – Gli ITS Academy e i percorsi IFTS rappresentano una risposta efficace ai bisogni reali delle imprese e, allo stesso tempo, un’opportunità vera per i nostri giovani di costruire il proprio futuro senza dover lasciare il territorio. I risultati parlano da soli: oltre il 90% degli studenti trova lavoro entro un anno. Questo significa che quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona. La Regione Piemonte continuerà a portare avanti questa visione con determinazione, trasformando le politiche formative in risultati concreti e misurabili per cittadini e imprese».

I percorsi di Istruzione Tecnologica Superiore, promossi attraverso sette Fondazioni attive sul territorio, costituiscono oggi un canale formativo altamente qualificato e sempre più rilevante. Si tratta di corsi biennali della durata complessiva di 1800 ore, focalizzati su ambiti tecnologici strategici che spaziano dall’energia alla meccatronica, dall’agroalimentare all’ICT, includendo anche turismo e tessile. Una caratteristica distintiva di questi percorsi è la forte integrazione con il mondo del lavoro: almeno il 35% delle attività si svolge infatti in azienda, anche in contesti internazionali. Al termine del percorso viene rilasciato un diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, riconosciuto sia a livello nazionale sia europeo (livello EQF 5), che consente un rapido ingresso nel mercato del lavoro o la prosecuzione degli studi in ambito universitario.

Gli ITS Academy continuano a dimostrarsi uno strumento particolarmente efficace nel rispondere alla crescente domanda di competenze tecniche avanzate da parte delle imprese, offrendo percorsi gratuiti, orientati alla professionalizzazione e capaci di tradurre la formazione in opportunità occupazionali concrete.

Parallelamente, i percorsi IFTS rappresentano un’opzione formativa più breve ma altrettanto mirata: si tratta di corsi annuali post-diploma della durata di 800 ore, sviluppati attraverso la collaborazione tra istituti scolastici, enti di formazione, università e imprese. Questi percorsi integrano formazione teorica e pratica, preparando figure tecniche specializzate pronte a operare all’interno dei processi produttivi e organizzativi delle aziende.

Sia i percorsi ITS sia quelli IFTS possono essere attivati anche attraverso contratti di apprendistato, offrendo agli studenti la possibilità di combinare studio e lavoro, conseguire un titolo e percepire al contempo una retribuzione, in un modello che rafforza il legame tra sistema formativo e mondo produttivo.

I dati confermano la solidità di questo modello: in Piemonte gli ITS registrano da tempo risultati molto positivi, con oltre il 90% dei diplomati che trova occupazione entro un anno in ambiti coerenti con il percorso di studi intrapreso, a dimostrazione della capacità del sistema di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese.

L’alta formazione tecnica si configura dunque come uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo economico, promuovere l’innovazione, colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

In particolare, gli ITS Academy svolgono un ruolo chiave nella diffusione della cultura scientifica e tecnologica, nell’orientamento dei giovani verso le professioni tecniche, nell’aggiornamento del personale docente e nel trasferimento di innovazione, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese. Un sistema che accompagna i giovani nel passaggio dalla formazione al lavoro e che, allo stesso tempo, sostiene l’aggiornamento continuo delle competenze lungo tutto l’arco della vita.

Per approfondire:
ITS Academy: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/corsi-post-diploma-alta-formazione-gli-its-academy

IFTS: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/percorsi-istruzione-formazione-tecnica-superiore-gli-ifts

Fisco locale, a Torino via sanzioni e interessi e più tempo per pagare per chi estingue i debiti

 

Andare incontro ai cittadini che intendono regolarizzare la propria posizione debitoria e, contemporaneamente, recuperare risorse da reinvestire nella cura del territorio. È con questo obiettivo che la Giunta Comunale di Torino ha approvato la proposta di deliberazione presentata dall’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli per l’istituzione del nuovo ‘Regolamento per la definizione agevolata delle entrate’ .

Il provvedimento – che sarà ora sottoposto al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva – consente di estinguere i debiti pagando esclusivamente la quota originaria, eliminando sanzioni, interessi di mora e maggiorazioni. Si tratta di una misura prevista dalla legge 199/2025 che la Città di Torino è tra le prime realtà metropolitane a rendere operativa, offrendo ai contribuenti la possibilità di mettersi in regola per i debiti affidati a SO.RI.S. S.p.A. entro il 31 dicembre 2020.

“L’obiettivo è di aiutare i cittadini in difficoltà facilitando la chiusura di pendenze accumulate negli anni, eliminando sanzioni e interessi e offrendo rateizzazioni semplificate – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli -. Per la Città si tratta di un’operazione di buon senso che consente di recuperare crediti di difficile esigibilità migliorando la sua capacità di riscossione in modo da liberare maggiori risorse da destinare alle politiche di sostegno e di sviluppo del territorio e della comunità”.

La misura riguarda una vasta platea di entrate: dai principali tributi locali (IMU, TARI, TASI, COSAP) alle sanzioni del Codice della Strada, fino alle entrate patrimoniali come i canoni di locazione e le rette dei servizi educativi e delle mense scolastiche.

Per favorire l’adesione, sono state semplificate le condizioni di accesso alla rateazione: sarà possibile pagare fino a 36 rate mensili senza presentare il modello ISEE (per le persone fisiche) né dimostrare particolari requisiti di liquidità  (per le società). Potranno aderire anche i contribuenti con contenziosi tributari in corso, previa rinuncia, o con procedure esecutive attive, che potranno essere sospese a fronte del pagamento della rata unica o delle prime tre rate del piano di rientro

Dopo l’approvazione del Consiglio Comunale, la Città invierà una comunicazione informativa ai soggetti potenzialmente interessati. I contribuenti potranno inoltre verificare la propria posizione accedendo all’Estratto conto disponibile sul sito del concessionario. Le domande potranno essere presentate fino al 30 settembre 2026.

I soggetti che vogliono aderire alla procedura ma hanno ulteriori debiti successivi al 2020 dovranno mettersi in regola anche con questi importi, con il pagamento in un’unica soluzione oppure con una rateizzazione di 36 mesi ed il pagamento contestuale della prima rata.

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Sanità Piemonte, scontro sui conti: Riboldi difende la manovra, opposizioni all’attacco

Un intervento definito “necessario e urgente” per ristabilire l’equilibrio dei conti e consolidare il sistema sanitario regionale, senza rinunciare al confronto politico. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, durante l’informativa in Consiglio, ha fatto il punto sui bilanci delle aziende sanitarie piemontesi e ha illustrato il provvedimento che aggiorna a 209 milioni di euro il fabbisogno sanitario, sulla base delle indicazioni ministeriali del 28 aprile.

Nel suo intervento, Riboldi ha sottolineato che “gli equilibri complessivi del sistema restano solidi e sotto controllo. Il Piemonte, infatti, resta in gestione ordinaria, ampiamente sotto le soglie critiche. Un contesto oggettivamente difficile, ma che può rappresentare un’opportunità di investimento e rilancio”.

Tra i dati evidenziati, l’aumento di oltre 250 mila prestazioni grazie all’ampliamento degli orari e alle aperture nei fine settimana, una soluzione già adottata in altre regioni. Sul personale, la Regione registra un’incidenza superiore del 3% rispetto alla media nazionale, con 4.200 assunzioni in più rispetto al passato e un investimento complessivo di 534 milioni di euro, anche per gli adeguamenti contrattuali.

“Non stiamo tagliando, ma scegliendo dove investire – ha proseguito Riboldi – stiamo lavorando sulla riduzione della spesa improduttiva per liberare risorse da destinare all’attività clinica. Parallelamente, prosegue il piano di rafforzamento strutturale, con sette candidature a IRCCS e nuovi interventi sull’edilizia sanitaria. Ci teniamo a precisare che non c’è alcuna ‘deriva’ verso la sanità privata, al contrario, riportiamo nel pubblico strutture e servizi e investiamo su personale e ospedali”.

“Il provvedimento include anche un’operazione straordinaria di riordino contabile tra Regione e aziende sanitarie, relativa a partite pregresse fino al 2011, con un recupero stimato di circa 90 milioni di euro – ha concluso Riboldi – un passaggio tecnico che non comporta tagli, ma garantisce maggiore trasparenza e solidità ai bilanci del sistema sanitario regionale. Stiamo portando avanti un’azione che coniuga equilibrio finanziario e sviluppo, per una sanità più moderna, efficiente e sostenibile nel lungo periodo”.

Dura la reazione delle opposizioni, che chiedono il ritorno del provvedimento in Commissione, denunciando l’assenza di un quadro chiaro sui conti delle aziende sanitarie.

Secondo i consiglieri del Partito Democratico — Gianna Pentenero, Alberto Avetta, Monica Canalis, Nadia Conticelli, Fabio Isnardi, Simona Paonessa, Laura Pompeo, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni, Daniele Valle ed Emanuela Verzella — “non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. Oggi l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle Asr per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda, dove il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto”.

Critiche anche da Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro (Avs), secondo cui “l’informativa non chiarisce nulla, è da troppo tempo che l’assessore fa propaganda. Dopo due mesi di silenzio in Commissione e il richiamo in aula con urgenza per oggi, avevamo chiesto come opposizioni tre cose semplici: il quadro delle risorse in arrivo da Roma e la loro destinazione, i conti delle ASL da cui si origina il buco da coprire e le coperture per le somme necessarie. Ad oggi ancora nessuna risposta. Oggi la Giunta Cirio ha calato la maschera e decide di ripianare il disavanzo togliendo soldi a materie importanti”.

Vittoria Nallo (Sue) ha aggiunto che “discutere i bilanci della sanità con emendamenti dell’ultimo minuto, senza spiegazioni tecniche, in palese assenza dei pareri istituzionali e in mancanza dell’informativa prevista è un metodo irrispettoso e inaccettabile. La Giunta pensa solo a tamponare l’emergenza di oggi per far quadrare i numeri, ma manca totalmente di una visione per i prossimi anni. Continuare a intervenire senza programmazione significa scaricare i problemi sui cittadini e sulle aziende sanitarie”.

Infine, Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S) osservano: “Quando le cose vanno male è colpa di chi governava prima. Quando vanno bene, anche se i soldi sono quelli portati dal Governo Conte col PNRR, allora i meriti sono tutti della Giunta. Bisognerebbe cominciare ad assumersi le proprie responsabilità perché i problemi sono evidenti: nessun mattone posato per i nuovi ospedali, liste d’attesa infinite, case e ospedali di comunità in ritardo, servizi ridotti, immobilismo sul tema dell’autosufficienza e della salute mentale”.

Sicurezza dei corsi d’acqua, al via la manutenzione

La Giunta regionale del Piemonte ha dato il via libera al quarto programma dedicato alla manutenzione idraulica dei corsi d’acqua, proseguendo un percorso già avviato che mira a rafforzare la sicurezza del territorio e a prevenire il rischio idrogeologico in modo strutturato e continuativo.

Il piano appena approvato comprende 94 interventi distribuiti sull’intero territorio regionale e prevede una movimentazione complessiva di circa 897mila metri cubi di materiale. Di questi, 685mila saranno asportati, mentre oltre 200mila verranno utilizzati per il ripristino e il consolidamento delle sponde di numerosi corsi d’acqua piemontesi, tra cui Orco, Chiusella, Erro, Borbera, Bormida, Tanaro, Elvo, Sesia, Belbo e Chisola. Si tratta di un’azione diffusa e capillare, pensata per migliorare la funzionalità degli alvei e ridurre il rischio di esondazioni.

Il provvedimento, nato in Piemonte e unico nel panorama italiano, conferma un modello già testato con successo negli anni passati. L’approccio si basa sul coinvolgimento di operatori privati e sulla valorizzazione del materiale estratto, permettendo così di realizzare gli interventi senza costi diretti per la finanza pubblica. I risultati dei primi tre programmi ne attestano l’efficacia: è stata infatti registrata una movimentazione complessiva di oltre 1,3 milioni di metri cubi di materiale, con circa 1 milione asportato dagli alvei e oltre 300mila riutilizzati per opere di difesa e messa in sicurezza. Questa attività ha inoltre generato circa 930mila euro di introiti per la Regione, risorse poi reinvestite in interventi di manutenzione, difesa del suolo e opere a favore del territorio, con un’attenzione particolare ai Comuni montani.

«Con l’approvazione di questo quarto programma – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e Difesa del suolo Marco Gabusi – consolidiamo un modello che ha dimostrato di funzionare. Interveniamo in modo concreto sulla sicurezza dei nostri corsi d’acqua e lo facciamo senza gravare sulle risorse pubbliche, generando allo stesso tempo nuove risorse da reinvestire sul territorio. È un cambio di passo importante: non si interviene più solo in emergenza, ma con una programmazione continua e strutturata».

L’attuazione del programma avverrà tramite procedure di manifestazione di interesse rivolte a operatori privati, che potranno occuparsi sia della progettazione sia della realizzazione degli interventi. Il termine fissato per la presentazione è il 19 giugno 2026. Le risorse che verranno generate saranno nuovamente destinate alla messa in sicurezza, alla manutenzione e alla tutela del territorio, contribuendo a rafforzare ulteriormente il sistema di difesa del suolo.

Con questa iniziativa, la Regione Piemonte ribadisce una strategia fondata su prevenzione, efficienza e sostenibilità, con l’obiettivo di garantire una gestione sempre più efficace del reticolo idrografico e una maggiore sicurezza per cittadini e territori.

Ragazza di vent’anni trovata in strada ferita al torace forse scavalcando un cancello

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AGGIORNAMENTO: secondo le indagini della Polizia la ferita non sarebbe stata causata da un’arma da taglio durante un’aggressione, contrariamente a quanto emerso in mattinata. La ragazza  si sarebbe invece ferita da sola, scavalcando un cancello dopo  una festa  tenutasi in un appartamento della zona.

 

Ore 7,30:

una chiamata d’emergenza ha avvisato i soccorsi di Azienda Zero. I soccorritori sono giunti in via Borsi a Lucento all’altezza del civico 87. A terra una ragazza  vent’anni, colpita al torace da una coltellata. È ricoverata al Maria Vittoria in codice giallo. I carabinieri stanno cercando di verificare la dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi un litigio durante una festa.

Fondi in arrivo per 5 nuovi Distretti del Commercio. La Regione: «Più servizi e presidio delle periferie»

La Giunta Regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo Paolo Bongioanni, ha approvato uno stanziamento di 100mila euro grazie al quale potranno essere costituiti e sostenuti nelle spese d’avviamento 5 nuovi Distretti del Commercio, due dei quali potranno nascere a Torino. La somma – messa a disposizione a bilancio dall’assessore al Bilancio e Attività Produttive Andrea Tronzano – sarà assegnata tramite un bando che verrà pubblicato nelle prossime settimane e consentirà di intervenire con un sostegno di 20mila euro per ogni nuovo distretto.

Spiega l’assesssore Bongioanni: «Ho fatto questa delibera per soddisfare una forte richiesta del territorio che chiede di avere sul territorio altri Distretti del commercio, strumenti che in tutto il Piemonte si stanno rivelando uno strumento strategico per contrastare la desertificazione commerciale, per sostenere l’organizzazione e il miglioramento dei servizi al servizio delle comunità e rilanciare gli esercizi di vicinato. Proprio per questo, con questa delibera, ho modificato la normativa precedente togliendo il vincolo che prevedeva che Torino potesse avere al massimo due distretti, portando a tre il numero istituibile. Una scelta che consente una copertura ancora più capillare dell’area urbana e più rispondente alle specifiche esigenze di ogni quartiere».

Commentano il vicepresidente della Giunta regionale Maurizio Marrone e l’assessore Tronzano«Un distretto commerciale forte è anche un presidio di vitalità e controllo del territorio, e quindi di sicurezza sociale in contesti periferici e difficili. Con particolare riferimento alle periferie urbane di Torino, i negozianti che tengono esercizi di prossimità a fronteggiare spaccate e degrado sono eroi che devono trovare al loro fianco le istituzioni. Per questo motivo, poter accompagnare la nascita di due nuovi distretti in Torino è un intervento di straordinaria importanza per rilanciare il commercio di prossimità, con tutto il volano di effetti positivi che esso porta con sé per il tessuto urbano e i suoi abitanti».

Il bando è rivolto alle Amministrazioni comunali. La spesa progettuale ammissibile per l’istituzione di un nuovo Distretto ammonta a 25mila euro: le agevolazioni concesse della Regione Piemonte coprono fino all’80% della spesa, ossia 20mila euro per ogni progetto. Condizione necessaria per l’attivazione del Distretto è un protocollo d’intesa stipulato tra l’Amministrazione comunale (o le Amministrazioni comunali nel caso di Distretto diffuso) e almeno una fra le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per il settore del commercio a livello provinciale. In aggiunta a questi partner stabili possono aderire al Distretto altri soggetti interessati. È prevista l’istituzione di un solo Distretto Urbano per ogni Comune, con l’eccezione del Comune capoluogo di Regione che potrà procedere all’istituzione di ulteriori due Distretti oltre a quello già esistente, per un massimo di tre Distretti del Commercio.

Torino ha attualmente un Distretto Urbano del CommercioL’area del Distretto di Torino include il centro storico della città e altre zone limitrofe che comprendono piazza Vittorio Veneto e i Murazzi, Porta Palazzo e l’ambito di Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi e via Nizza, piazza Statuto. Si tratta di un’area che ospita circa 7.800 esercenti, più di 200 attività ricettive1.690 esercizi pubblici di somministrazione, oltre ad alcune centinaia di attività di servizi alla persona. Da tempo le associazioni di categoria sottolineano come un solo distretto sia ormai inadeguato per rispondere alle dimensioni territoriali del capoluogo, per capacità di copertura del territorio e rispondenza alle caratteristiche specifiche e al tessuto economico composito dei diversi quartieri.

Con i nuovi 5 Distretti del Commercio il numero di quelli attivati in Piemonte salirà a 103, di cui 78 già operativi e 20 in corso di avviamento.

Cosa potrà essere finanziato attraverso questo intervento?

– Spese per la definizione e sottoscrizione del protocollo d’intesa obbligatorio necessario all’individuazione, funzionamento e costituzione del Distretto del Commercio, comprensive di attività di accompagnamento al partenariato, consulenze specialistiche, attività di informazione, ecc.

– Spese per la predisposizione del programma strategico di interventi per il Distretto del Commercio, comprensive di analisi sul tessuto economico del territorio interessato, approfondimenti specialistici, ecc.

– Spese di formazione, di comunicazione e di marketing territoriale per il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprese del commercio nell’esperienza del Distretto del Commercio e per la promozione dell’iniziativa

– Eventuali spese di incarico di un manager di Distretto.

La Grecia protagonista al Salone Off tra letteratura, cinema, musica e tradizioni

Torino si prepara ad accogliere un ricco calendario di iniziative dedicate alla cultura greca nell’ambito del Salone OFF, il programma diffuso del Salone Internazionale del Libro di Torino, che quest’anno vede la Grecia Paese ospite. Accanto agli appuntamenti ospitati negli spazi del Lingotto, sono in programma infatti mostre, proiezioni cinematografiche, concerti, incontri con gli autori e un momento di festa dedicato alle danze tradizionali greche in diversi luoghi della città. La rassegna, dal titolo “Cultura ellenica in atto, dai secoli al presente”, è organizzata e realizzata dal Consolato generale onorario di Grecia a Torino e dall’associazione culturale italo-ellenica Microkosmos, in collaborazione con associazioni e realtà culturali del territorio, con il patrocinio della Città di Torino e dell’Ambasciata di Grecia a Roma.

“La bella rassegna di eventi per il Salone Off organizzata dal consolato greco sarà una preziosa occasione per immergersi nella cultura greca in tutte le sue declinazioni – dichiara la vicepresidente del Consiglio comunale Ludovica Cioria –. Arte, spettacolo, artigianato, letteratura, un viaggio splendido che renderà degno omaggio alla Grecia, paese ospite di questa edizione del nostro Salone del Libro. Siamo orgogliosi che Torino abbia contribuito all’organizzazione di questo cartellone di eventi e invitiamo la cittadinanza a goderseli quanto più possibile. Buon divertimento a tutte e tutti!”

“Con il programma “Cultura ellenica in atto, dai secoli al presente” intendiamo rafforzare il dialogo interculturale, l’integrazione e le relazioni storico-culturali tra Italia e Grecia – dichiara il Console generale onorario di Grecia a Torino Fivos Valachis –. Le iniziative vedono coinvolti il Consolato, le associazioni culturali italo-elleniche Microkosmos, ATTO e Piemonte-Grecia Santorre di Santarosa, la Chiesa Ortodossa, l’Università e la Biblioteca Nazionale di Torino, il Museo del Cinema, la Fondazione Contrada Torino con BallaTorino e la boutique Poncif Torino, con l’obiettivo di consolidare le reti culturali, evidenziare la dinamicità della comunità greca locale, offrire spunti per nuovi incontri e nuovi approcci, mettendo in luce la continuità di un percorso culturale condiviso tra i nostri due popoli da oltre duemila anni. Siamo onorati di far parte di questo progetto”.

“Siamo orgogliosi di accogliere la Grecia come Paese Ospite d’Onore al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 – dichiara il segretario generale del Salone internazionale del libro di Torino Marco Pautasso –. Questa partecipazione non rappresenta solo un omaggio alle radici comuni della nostra civiltà, ma è una finestra aperta sulla straordinaria vivacità della letteratura greca contemporanea. Il programma che condividiamo è un viaggio che attraversa i confini: dai grandi dibattiti al Lingotto fino agli appuntamenti diffusi del Salone Off, che porteranno il battito della cultura ellenica nel cuore dei quartieri di Torino. L’invito è quello di lasciarsi coinvolgere e ispirare da questa ‘trasferta’ mediterranea, per riscoprire quanto, ancora oggi, il pensiero greco sia essenziale per leggere il mondo”.

Venerdì 8 maggio, il primo appuntamento sarà alle ore 18 negli spazi della società Poncif in piazza Vittorio Veneto 5, con l’inaugurazione della mostra “Lo sguardo sul gioiello contemporaneo greco. Le creazioni di Vassiliki Merianou tra arte e design”.

Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 16, al Cinema Massimo si susseguiranno le proiezioni dei film “Holy Amy” di Araceli Lemos, “Digger” di Georgis Grigorakis e “Moon, 66 Questions” di Jacqueline Lentzou, nell’ambito della rassegna cinematografica dedicata al nuovo cinema greco, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema (repliche anche nei giorni successivi).

Alle ore 21, la Chiesa di Santa Pelagia ospiterà il concerto del coro bizantino Irini Passi, che porterà il pubblico alla scoperta delle sonorità della tradizione musicale religiosa orientale. Iniziativa in collaborazione con la Chiesa greco-ortodossa di Torino.

Lunedì 11 maggio alle ore 17, la Biblioteca civica Centrale ospiterà le presentazioni della fiaba storica “Il combattente Filelleno”, del film “Sfacteria” e dei libri “Ritorno a Sfacteria” e “L’Italia che non c’era” di Giovanni Bonavia, dedicati alla figura di Santorre di Santarosa.

Martedì 12 maggio alle ore 11, nella sala Firpo della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, sarà presentato il volume “Il prisma della Storia. Tre visioni, una memoria. La Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù. 1941-1943”, a cura di Elisabetta Giudrinetti.

Mercoledì 13 maggio alle ore 15, nella sala delle mostre della Biblioteca Nazionale Universitaria, saranno esposti alcuni dei documenti più importanti della collezione manoscritta greca della Biblioteca, con un incontro di approfondimento a cura della professoressa Maria Rosa Piccione. Iniziativa realizzata con il sostegno dell’Università di Torino.

Alle ore 18, al Circolo dei Lettori, si terrà invece una tavola rotonda dedicata alla letteratura greca contemporanea e al ruolo della scrittura nella definizione dell’identità culturale della Grecia di oggi, con la partecipazione degli scrittori Flora Tzelepi, Antonis Ampartzidis e Christos Bezirtzoglou, in un dialogo con Sofia Mastrokoukou, docente dell’Università Mercatorum.

Giovedì 14 maggio alle ore 11, nella sala Firpo della Biblioteca Nazionale Universitaria, si terrà la presentazione del volume “Dialoghi extravagantes con gli studenti di diritto greco antico”, dedicato all’attualità del pensiero giuridico dell’antica Grecia.

Venerdì 15 maggio la Mole Antonelliana si accenderà in onore della Grecia, paese ospite della trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro.

Sabato 16 maggio alle ore 17, alla biblioteca civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94, l’autore Petros Markaris presenta “La ricchezza che uccide”, ultimo romanzo della serie che vede protagonista l’investigatore Kostas Charitos.

Domenica 17 maggio alle ore 18.30, in piazza Santa Giulia, un’esibizione di danze e balli tradizionali greci porterà nel cuore della città i ritmi e i colori della cultura ellenica. Iniziativa a cura di Fondazione Contrada Torino Onlus.

Lunedì 18 maggio alle ore 18, al cinema Romano, il programma si conclude con la proiezione del film “Mediterraneo”, con la partecipazione dell’attrice greca Vana Barba.

Il programma dettagliato degli appuntamenti è disponibile sul sito del Salone Internazionale del Libro.

E’ operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto con riduzione del 5%

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PAGAMENTI AUTOMATICI E RIDUZIONE DEL 5%

È operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto, una modalità semplice e automatica che consente l’addebito diretto sul conto corrente, evitando dimenticanze e riducendo il rischio di sanzioni.

La nuova opzione, accessibile online attraverso il servizio “Domicilia il bollo” sul portale Tassa Auto Piemonte con accesso tramite SPID, CIE o CNS, prevede una riduzione del 5% sull’importo della tassa automobilistica. È inoltre applicata una commissione bancaria di 1 euro per ogni pagamento.

“Con la domiciliazione bancaria del bollo auto facciamo un passo concreto nella direzione di una Pubblica Amministrazione più semplice, più moderna e più vicina ai cittadini. Ridurre del 5% il costo del bollo per chi sceglie il pagamento automatico – dichiara l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano – significa premiare comportamenti virtuosi e favorire un rapporto più efficiente tra contribuente e istituzione. È una misura che unisce semplificazione, innovazione digitale e una gestione più ordinata delle entrate regionali, rafforzando la capacità del Piemonte di offrire servizi competitivi e allineati alle migliori esperienze nazionali”.

Possono aderire alla misura le persone fisiche proprietarie fino a un massimo di dieci veicoli. Il mandato di addebito deve essere attivo almeno 60 giorni prima della scadenza del bollo. Restano esclusi dalla procedura, tra gli altri, i veicoli a noleggio o in leasing, quelli con più di 30 anni e i ciclomotori. La domiciliazione garantisce anche una maggiore tracciabilità, con comunicazioni puntuali sia prima dell’addebito, sia a pagamento effettuato.

Per attivare la domiciliazione è necessario disporre di un’identità digitale, dei dati del veicolo e di un conto corrente (IBAN) su cui effettuare l’addebito.

La richiesta si effettua esclusivamente online tramite il portale regionale dedicato https://tassa-auto.sistemapiemonte.it/

Detenuto si toglie la vita nel carcere di Torino

Un detenuto italiano, classe 1972, si è tolto la vita nel carcere di Torino, presso il padiglione A. A renderlo noto è Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Secondo quanto riferito, non sono ancora note le ragioni dell’insano gesto. Nonostante il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, non è stato possibile evitare la tragedia.

Sull’accaduto interviene anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece: “Questo dramma riporta alla luce importanti interrogativi riguardo al sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti. La Polizia Penitenziaria si trova a lavorare in condizioni di emergenza seria, dove spesso le carceri sono utilizzate come ospedali psichiatrici improvvisati. In mancanza di personale esperto, molte problematiche individuali vengono sottovalutate e la gestione di tali situazioni ricade sulla Polizia Penitenziaria, che deve essere pronta a svolgere ruoli diversi”.

Capece evidenzia come gli agenti siano chiamati quotidianamente a operare anche come soccorritori, operatori sanitari e mediatori, in un contesto di gravi carenze strutturali: “Non è responsabilità del Corpo sopperire alle persistenti criticità della sanità penitenziaria, né si può pensare che i Baschi Azzurri compensino le lacune del sistema. È fondamentale attuare interventi rapidi e concreti per rafforzare il personale medico e psicologico specializzato e dotare gli istituti di strumenti adeguati alla prevenzione”.

Il segretario generale sottolinea inoltre l’impatto di eventi simili sull’intero contesto carcerario: “Il suicidio di un detenuto è fonte di forte stress sia per gli altri detenuti sia per il personale, che opera ogni giorno con professionalità e umanità in condizioni difficili. Occorre rafforzare i programmi di prevenzione e i servizi di intervento, a tutela di tutta la comunità penitenziaria”.

“È evidente – conclude Capece – la necessità di intervenire tempestivamente sulle criticità del sistema. Il Governo è consapevole della situazione e si auspica a breve un confronto per definire strategie condivise. Il suicidio resta purtroppo una delle principali cause di morte in carcere e, nonostante le normative avanzate, continuano a verificarsi episodi drammatici”.

Dal papiro al digitale: ME-Scripta, il centro di ricerca del Museo Egizio sostenuto da Fondazione CRT

Un nuovo passo avanti per la ricerca sull’Antico Egitto: prende vita ME-Scripta, il centro di ricerca promosso dal Museo Egizio e sostenuto in modo determinante dalla Fondazione CRT. L’iniziativa, resa possibile da un investimento di circa 3 milioni di euro, punta a sviluppare un programma pluriennale dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione delle testimonianze scritte egizie, dai papiri agli ostraca fino alle legature copte.

Con questo progetto, il Museo Egizio rafforza la propria dimensione scientifica, affiancando alle attività espositive un centro di ricerca strutturato e interdisciplinare. ME-Scripta nasce infatti come realtà interna autonoma, guidata da Susanne Töpfer e composta da un team specializzato, con l’obiettivo di valorizzare una delle più importanti collezioni papirologiche al mondo: circa mille manoscritti e oltre 30 mila frammenti che coprono più di tre millenni di storia, in diverse lingue e sistemi di scrittura.

L’iniziativa si inserisce in una visione di lungo periodo che combina competenze umanistiche e tecnologie avanzate. Filologia, analisi multispettrali, restauro e strumenti digitali convergono per produrre nuova conoscenza e renderla accessibile sia alla comunità scientifica sia al grande pubblico.

Il programma scientifico si articola in tre principali linee di ricerca. La prima riguarda i papiri e il loro studio filologico, con interventi di ricostruzione, analisi e pubblicazione di testi inediti, tra cui documenti amministrativi e religiosi di epoca tolemaica e faraonica. La seconda è dedicata agli ostraca, frammenti di ceramica e pietra utilizzati per la scrittura quotidiana, fondamentali per comprendere la vita sociale ed economica dell’antico Egitto. La terza linea, RE-BIND, si concentra sulle legature copte, studiate attraverso tecniche diagnostiche avanzate per ricostruirne struttura e contesto originario.

Uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto è la creazione, entro il 2034, di una piattaforma digitale integrata che raccolga e renda consultabili papiri, ostraca e altri supporti scritti. Questo archivio online, basato su standard internazionali, offrirà immagini ad alta definizione, trascrizioni e collegamenti a database globali, diventando un punto di riferimento per lo studio della scrittura egizia.

Le ricadute del progetto interesseranno anche il territorio: ME-Scripta prevede il coinvolgimento di numerosi professionisti tra ricercatori, restauratori e specialisti digitali, oltre a percorsi formativi, workshop e programmi internazionali rivolti a studenti e studiosi.

Accanto alla ricerca, grande attenzione sarà dedicata alla divulgazione. Il centro promuoverà attività educative, contenuti didattici bilingui e iniziative aperte al pubblico, contribuendo a rendere accessibile un patrimonio straordinario e a rafforzare il ruolo del Museo Egizio come polo culturale e scientifico di riferimento a livello internazionale.