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Malattie rare senza diagnosi: nuovi strumenti all’ASL Città di Torino

Arrivare a una diagnosi rappresenta ancora oggi una delle principali sfide per molte persone affette da una malattia rara. Sono infatti fino a 9.000 le patologie rare attualmente riconosciute e, nonostante i progressi della medicina e della ricerca, per una parte dei pazienti il percorso può essere particolarmente lungo e complesso, fino a non condurre all’identificazione della malattia.

Proprio sulle malattie rare non diagnosticate si concentra uno studio internazionale che ha analizzato le difficoltà incontrate dai pazienti in differenti sistemi sanitari del mondo, con l’obiettivo di individuare i bisogni ancora senza risposta e le possibili azioni per migliorare l’accesso alla diagnosi e alle cure.

Alla ricerca ha partecipato anche l’ASL Città di Torino nell’ambito del Developing Nations Working Group dell’Undiagnosed Diseases Network International (DNWG-UDNI), rete internazionale impegnata nello studio delle malattie non diagnosticate. Attraverso un’indagine che ha coinvolto professionisti appartenenti a 20 Paesi, i ricercatori hanno analizzato aspetti organizzativi, sanitari e di policy, mettendoli a confronto con indicatori quali reddito nazionale, PIL pro capite, spesa sanitaria e aspettativa di vita.

Il quadro emerso evidenzia come il problema sia diffuso: 19 dei 20 Paesi coinvolti hanno segnalato importanti ostacoli nella presa in carico delle persone con malattie rare o non diagnosticate. Tra le principali criticità figurano soprattutto l’accesso alle cure specialistiche e la disponibilità di strutture dedicate.

Un risultato particolarmente significativo riguarda il rapporto tra queste difficoltà e le condizioni economiche dei singoli Paesi. Se, come prevedibile, quelli a basso reddito hanno riportato complessivamente un maggior numero di bisogni insoddisfatti, lo studio non ha individuato una relazione lineare tra la disponibilità di risorse economiche e la capacità di rispondere alle necessità dei pazienti. Le difficoltà legate alle malattie rare non diagnosticate, quindi, non interessano esclusivamente i sistemi sanitari con minori risorse, ma possono manifestarsi con caratteristiche differenti anche nei Paesi economicamente più avanzati.

PIL e spesa sanitaria pubblica sembrano invece incidere sulla possibilità di sviluppare attività di ricerca specificamente dedicate alle malattie rare non diagnosticate, sottolineando ancora una volta quanto investire nella ricerca rappresenti un elemento fondamentale per aumentare le possibilità di arrivare a una diagnosi.

I risultati evidenziano inoltre come non esista una soluzione unica applicabile a tutti i sistemi sanitari. Le risposte devono essere costruite sulla base delle caratteristiche e delle necessità dei singoli Paesi, intervenendo sugli elementi ancora mancanti: dalla creazione di registri nazionali delle malattie rare allo sviluppo di politiche dedicate e di normative sui farmaci orfani, fino al rafforzamento delle reti specialistiche e della ricerca.

Lo studio contribuisce così a spostare l’attenzione dalla singola malattia al percorso della persona ancora senza diagnosi. Individuare più rapidamente la causa di una patologia significa infatti poter orientare meglio la presa in carico, evitare esami e passaggi non necessari e, quando disponibili, indirizzare i pazienti verso trattamenti e percorsi assistenziali appropriati.

La partecipazione dell’ASL Città di Torino a un ambito di ricerca di dimensione internazionale testimonia il valore delle reti scientifiche nella risposta a problematiche che, proprio per la rarità e la complessità delle patologie coinvolte, difficilmente possono essere affrontate all’interno di un singolo centro o di un singolo Paese. Mettere in comune dati, competenze ed esperienze diventa quindi parte integrante della ricerca stessa e uno strumento per ridurre progressivamente il numero di persone che rimangono senza una diagnosi.

Aggressione al pronto soccorso del Martini: ferita una dottoressa, arrestato

Un’altra aggressione ai danni del personale sanitario. Questa volta è successo all’ospedale Martini di Torino, dove una dottoressa in servizio al triage del Pronto soccorso è stata colpita da un paziente, poi arrestato dalla polizia. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica, a seguito della segnalazione di una persona molesta all’interno dell’ospedale.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, 35enne di origini marocchine, era arrivato in ambulanza all’ospedale intorno alle 20 ed era stato trovato a terra, privo di piena coscienza, probabilmente dopo aver assunto alcol. Terminati gli accertamenti, era stato accompagnato in sala d’attesa e sistemato su una carrozzina, in attesa delle dimissioni.

Ad un certo punto, però, si è sdraiato a terra vicino alle porte del triage. Una dottoressa è intervenuta per aiutarlo a rialzarsi, ma il paziente ha prima tentato di colpire alcuni operatori e poi ha aggredito la professionista con un pugno al costato. La donna ha riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni.

L’uomo è stato arrestato per lesioni personali a personale sanitario ed è stato portato nelle camere di sicurezza del commissariato San Paolo, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Il caso è ancora al vaglio degli inquirenti: l’indagato è considerato non colpevole fino a una sentenza definitiva.

VI.G

Sta per tornare MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

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Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Torino e Juventus, a una settimana dal campionato

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Manca una settimana al via della Serie A. Torino e Juventus arrivano al debutto con due percorsi diversi, ma con un mercato ancora aperto.
Il Torino di Ignazio Abate ha cambiato volto. Tra i nuovi ci sono Simeone, Anjorin, Kulenovic, Oristanio, Mascardi, Comuzzo, Cömert e Fitz-Jim, oltre ai giovani Cacciamani, Ciammaglichella, Dellavalle e Dembélé. Il precampionato ha dato segnali positivi e in Coppa Italia è arrivato il successo per 1-0 sulla Carrarese. Ora il primo esame vero: Torino-Milan, domenica 23 agosto alle 20.45.
La Juventus di Luciano Spalletti ha lavorato su una rosa profondamente rinnovata. Kolo Muani e Lucumí sono i principali rinforzi, mentre il portiere è il tema delle ultime ore: Vicario è arrivato a Torino per le visite mediche. La squadra ha chiuso la preparazione battendo 2-0 la Next Gen. Il debutto sarà Frosinone-Juventus, domenica 23 agosto alle 18.30.
Due debutti subito impegnativi: il Toro cerca identità e continuità, la Juventus vuole invece dimostrare immediatamente di essere tornata competitiva.

Enzo Grassano

Via Roma, tenta la fuga dopo i furti nei negozi: arrestato da agenti fuori servizio

Ha lasciato un negozio facendo scattare le barriere antitaccheggio e ha tentato di allontanarsi con una borsa piena di capi e altri articoli rubati: arrestato. È successo in pieno centro, in via Roma, nelle settimane scorse, alla presenza di due agenti della Polizia di Stato in servizio presso l’UPGSP, una carabiniera della Stazione di Santena e un operatore della Sottosezione Polizia Stradale di Bra.
I quattro, liberi dal servizio e sul posto, hanno assistito alla scena e sono intervenuti subito per aiutare il personale del negozio a fermarlo. Intercettato pochi passi dopo l’uscita, l’uomo, 49enne di origine senegalese, ha cercato più volte di fuggire opponendo resistenza agli agenti, ma è stato bloccato. Nella borsa sono stati trovati due paia di scarpe, un tagliacapelli e un completo d’abbigliamento, refurtiva per alcune centinaia di euro, restituita immediatamente agli esercenti. L’intervento si è chiuso con l’arrivo di una pattuglia delle volanti dell’UPGSP.

Dalle verifiche è emerso che l’uomo risultava già destinatario di un divieto di ritorno nel Comune di Torino e per questo è stato segnalato per inottemperanza. Al termine degli accertamenti è stato accompagnato alle camere di sicurezza e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Torino; il procedimento è nelle fasi iniziali.

VI.G

Carcere Torino, Blengino (Radicali):“Più che un carcere è un ospedale. Sistema da lager”

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“Visitando oggi il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, persone con gravi disabilità, un uomo senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento. Ma la destra preferisce il populismo penale e, intasando le carceri, alimenta fabbriche di recidiva. A Torino sono oltre 1.550 i detenuti, che vivono in celle disumane. Drammatica è anche la carenza di personale. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo sistema carcerario è da lager. La politica faccia tornare in vigore la Costituzione anche dietro le sbarre, dove da tempo è sospesa” – lo afferma Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

Scuola, in Piemonte si torna in classe il 14 settembre: il nodo docenti

Tra meno di un mese la prima campanella. In Piemonte la scuola riaprirà lunedì 14 settembre 2026. Per primaria e secondaria le lezioni termineranno il 10 giugno 2027, mentre per l’infanzia l’attività potrà proseguire fino al 30 giugno. Il calendario prevede 206 giorni di lezione nelle scuole aperte anche il sabato e 173 nella settimana corta.

Il ritorno sui banchi si presenta però con alcune questioni ancora da risolvere. Una delle principali riguarda la copertura delle cattedre: secondo i dati disponibili per il Piemonte risultano 1.198 posti comuni vacanti nel primo ciclo e 1.446 posti complessivi sul sostegno. Il rischio è quindi che anche quest’anno alcune classi debbano attendere supplenti o cambi di insegnante, con inevitabili problemi di continuità didattica, particolarmente delicati per gli alunni con disabilità.

Per le famiglie c’è poi il capitolo dei costi. Il prezzo dei libri rimane una delle voci più pesanti all’inizio dell’anno scolastico, insieme a materiale didattico, trasporti e altre spese. In Piemonte la Regione interviene attraverso il Voucher scuola 2026-2027, che comprende anche un contributo per libri e materiale didattico e rappresenta un sostegno soprattutto per i nuclei con redditi più bassi.

Staycation, quando la vacanza è restare nella propria citta’. Torino è ideale da riscoprire 

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E se quest’anno la vacanza fosse proprio non partire? Niente valigie da preparare, code in autostrada, aeroporti affollati, prenotazioni da incastrare e prezzi che, soprattutto ad agosto, possono far passare la voglia di viaggiare. Una tendenza che sta facendo i suoi passi avanti è la staycation, dall’inglese stay e vacation, una vacanza vissuta a casa propria o comunque a pochi chilometri da casa e per breve tempo.

Negli ultimi tempi se ne parla molto, e’ una nuuova forma di vivere le ferie estive che sta crescendo o perlomeno viene concepita molto piu’ di prima, di quando vacanza voleva dire essenzialmente partire, allontanarsi da casa. Non è soltanto una scelta dettata dal portafoglio, per qualcuno, ovviamente, e’ un modo per risparmiare, per altri, invece, vuol dire evitare lo stress degli spostamenti o recuperare una dimensione più lenta dell’estate. E c’è anche chi sceglie consapevolmente di fare il turista nella propria città, che spesso si conosce poco a causa dell’attivita’ frenetica che si presenta tutto l’anno. I numeri raccontano che, comunque, gli italiani che partiranno quest’anno saranno molti. Secondo l’indagine Federalberghi pubblicata il 24 luglio 2026, saranno 36,2 milioni gli italiani in viaggio durante l’estate e l’87,6%  sceglierà una destinazione italiana; questa percentuale, ancora sostanziosa, dice pero’ anche un’altra cosa: non tutti partiranno. E proprio qui entra in gioco la staycation. Ovviamente non partire per una vacanza non equivale necessariamente non fare nemmeno un fine settimana fuori. È una distinzione importante, soprattutto quando si parla di dati. E a Torino? Non esiste ancora una statistica ufficiale aggiornata che dica quanti torinesi partiranno nell’estate 2026 e quanti resteranno in città. Ma ad occhio la citta’ in agosto, gia’ da qualche tempo, non e’ piu’ desolata come in passato, c’e’ movimento. Torino offre un osservatorio interessante sul fenomeno perche’ è una città che negli ultimi anni ha imparato a essere sempre più destinazione turistica, ma che, allo stesso tempo, può diventare una meta da riscoprire per chi ci vive e mentre i visitatori arrivano da lontano per vedere i suoi musei, passeggiare sotto i portici, salire sulla collina, scoprire le piazze e assaggiare la cucina piemontese, molti torinesi, gli stessi luoghi non li hanno mai visitato o forse superficialmente .  La staycation anche nel caso della nostra citta’ pone una domanda: quando è stata l’ultima volta che abbiamo visitato Torino come se fosse la prima? Una mattina si può cominciare con una colazione fuori casa in uno dei meravigliosi bar che ci invidiano ovunque, proseguire con un museo mai visitato e concludere con una passeggiata al tramonto, magari sul Po. Un altro giorno si può prendere un tram o un treno e andare alla scoperta di un quartiere, di una residenza sabauda o di un paese della collina. Non serve organizzare tutto in anticipo, una delle regole non scritte della staycation è proprio quella di lasciare spazio all’improvvisazione, di non creare pressioni a se stessi soprattutto sui tempi, mi va? Lo faccio altrimenti sara’ per un altro giorno. Oppure si puo’ organizzare una giornata in Val di Susa, al lago, in un borgo, percorrere un sentiero facile, visitare una cantina o fare un pranzo in un agriturismo avendo la sensazione di essere partiti ma senza aver affrontato un lungo viaggio. Il vantaggio di questa modalita’ vacanziero e’ il tempo. Una vacanza tradizionale implica con ore di viaggio, di attesa, appuntamenti e percorsi continui. La staycation comincia appena si chiude la porta di casa, non ci sono condizioni, e’ semplice, rilassante, costa poco e il tempo risparmiato può essere utilizzato per fare qualcosa che durante l’anno rimandiamo continuamente.

Non partire, dunque, non significa necessariamente rinunciare alle vacanze. Può voler dire scegliere una vacanza diversa, più lenta e più vicina. Una vacanza fatta di piccoli piaceri: dormire fino a tardi, leggere, andare al cinema, mangiare fuori, passeggiare senza una meta, scoprire un luogo sconosciuto a pochi chilometri da casa.

Imparare a essere turisti nel luogo in cui abitiamo e’ anche questa una pausa, perché a volte non abbiamo bisogno di andare lontano per sentirci altrove. Abbiamo semplicemente bisogno di guardare ciò che conosciamo con un sguardo curioso, approfondito, calmo. Torino, da questo punto di vista, ha ancora moltissime storie da raccontare anche a chi pensa di conoscerla già.

 

Maria La Barbera

Piemonte, Voucher scuola per oltre 76 mila famiglie: finanziate tutte le domande idonee

La Regione Piemonte finanzierà per la prima volta tutte le domande risultate idonee per il Voucher B, il contributo destinato all’acquisto di libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche per l’istruzione. Complessivamente sono 76.534 le richieste che riceveranno il sostegno, 28.520 in più rispetto all’anno scolastico 2025/2026, quando i beneficiari erano stati circa 48 mila.

Per i Voucher Scuola la Regione ha stanziato complessivamente 20.490.540 euro: 15.507.325 euro sono destinati al Voucher B, mentre 4.983.215 euro finanzieranno il Voucher A, riservato alle spese di iscrizione e frequenza scolastica.

Sul fronte del Voucher B, a fronte delle oltre 76 mila domande ammesse, 14.612 richieste sono state escluse per mancanza dei requisiti previsti. Le graduatorie saranno approvate entro il 25 agosto, al termine dell’istruttoria tecnica.

Aumentano anche le richieste per il Voucher A: sono 5.136, contro le 4.579 dell’anno scolastico precedente, con un incremento di 557 domande. Per questa misura sono disponibili, in una prima fase, poco meno di 5 milioni di euro.

«Avevamo preso un impegno con le famiglie piemontesi e oggi possiamo dire di averlo mantenuto: per la prima volta finanziamo tutte le domande idonee per il Voucher B. Più di 76mila famiglie potranno contare concretamente sul sostegno della Regione per affrontare le spese scolastiche dei propri figli, con oltre 28 mila beneficiari in più rispetto allo scorso anno. Ma il risultato più importante è un altro: superiamo definitivamente quel meccanismo che negli anni passati lasciava migliaia di famiglie con una domanda ammessa, ma senza le risorse per finanziarla. Avevamo scelto una direzione precisa: utilizzare le risorse disponibili per allargare il più possibile la platea e fare arrivare il sostegno a più famiglie. Oggi quel principio diventa realtà e siamo orgogliosi di aver mantenuto la parola data», dichiara l’assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte Daniela Cameroni.

«Sul Voucher A – conclude Cameroni – nessun passo indietro sulla libertà di scelta educativa, che per noi resta centrale come testimoniano i 7,7 milioni di euro appena stanziati per le scuole dell’infanzia paritarie. Il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa sono due principi sui quali intendiamo continuare a investire con convinzione».

Le graduatorie saranno consultabili dal 25 agosto sul sito della Regione Piemonte, nella pagina dedicata al Voucher Scuola 2026/2027. Da quel momento le famiglie potranno conoscere l’esito della domanda e l’importo del contributo.

Da quest’anno scolastico cambia inoltre la modalità di erogazione. La gestione dei voucher, a seguito di gara pubblica, sarà affidata a Cirfood S.C. in collaborazione con Valyouness. I beneficiari riceveranno via mail le credenziali per accedere alla piattaforma Valyouness Flex, sulla quale saranno indicati l’attivazione e il valore del contributo.

Il voucher potrà essere utilizzato tramite smartphone: il Voucher A presso la scuola frequentata dal figlio, mentre il Voucher B potrà essere speso negli esercizi convenzionati per libri, materiale didattico e strumenti tecnologici. L’elenco dei punti aderenti sarà disponibile sulla piattaforma insieme alla pubblicazione delle graduatorie.

Siccità in Piemonte, arriva l’acqua dalla Svizzera

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Aumentano i rilasci d’acqua dalla Svizzera verso il Piemonte, mentre la Regione ha esteso all’intero territorio piemontese lo stato di emergenza di rilievo regionale per gli incendi boschivi e prepara le ordinanze che consentiranno di ristorare le spese sostenute dai territori per fronteggiare l’emergenza idrica e gli incendi boschivi. Intanto cresce il numero dei Comuni piemontesi costretti a ricorrere alle autobotti: erano circa 70, sono diventati 109, con oltre 4 mila viaggi effettuati.

«Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo» dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati, all’Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Protezione civile Marco Gabusi.

«Questa misura è acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta – aggiungono –. Abbiamo attivato tutte le leve possibili per affrontare questa emergenza e i primi risultati stanno arrivando. Con le prossime ordinanze saranno individuati gli elenchi degli interventi relativi al servizio delle autobotti che si è reso necessario per il deficit idrico e degli interventi effettuati in somma urgenza dai Comuni interessati, con i relativi importi economici. Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco. Insieme al Governo stiamo lavorando per individuare gli strumenti necessari a sostenere le nostre imprese».

Il presidente ha ringraziato chi è impegnato in questi giorni in un lavoro incessante: «A nome mio e dei piemontesi vogliamo dire grazie ai Vigili del Fuoco, al Corpo AIB, alla Protezione civile e a tutti i volontari che da settimane lavorano senza sosta contro gli incendi che stanno colpendo il Piemonte. Stanno facendo un lavoro straordinario, spesso in condizioni molto difficili, per proteggere le persone, i nostri paesi e il nostro territorio. A loro va la gratitudine di tutto il Piemonte».

Questo il quadro emerso oggi durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, coordinata dal direttore generale della Regione Piemonte Angelo Robotto con la partecipazione in videocollegamento delle Direzioni regionali Giunta, Agricoltura, Opere pubbliche e Protezione civile, Ambiente, Commercio, Arpa Piemonte, delle Prefetture, delle Province, degli enti di gestione delle Aree protette piemontesi, di Anbi Piemonte, degli enti di governo e gestione del servizio idrico integrato, delle associazioni agricole e degli altri soggetti impegnati sul fronte dell’emergenza.

Il comandante regionale dei Vigili del Fuoco Alessandro Paola ha riepilogato gli interventi effettuati in queste settimane sui vari fronti, dall’area metropolitana di Torino al Biellese e Vercellese, al Vco e all’Alessandrino: eventi intensi che hanno richiesto una risposta coordinata con il sistema regionale di Protezione civile e con il Dipartimento nazionale, che ha messo a disposizione la flotta aerea, compreso l’elicottero Erickson.

Sul fronte delle risorse idriche arriva un primo risultato dell’interlocuzione avviata dal presidente Cirio e dall’assessore Marnati: dopo la riunione dell’organismo bilaterale, è stato infatti incrementato il rilascio di acqua dalla Svizzera. Secondo i dati illustrati dal direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero, la portata del Tresa a Ponte Tresa è passata da circa 3 a circa 8 metri cubi al secondo. Parallelamente si sta lavorando anche sul bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel, per provare ad aumentare ulteriormente la disponibilità di risorsa in una situazione che resta fortemente critica.

Il secondo fronte riguarda i ristori. Dopo l’estensione a tutto il Piemonte dello stato di emergenza regionale anche per gli incendi boschivi, saranno adottate ordinanze del presidente Cirio che individueranno gli interventi per i quali è stata richiesta la copertura al Fondo regionale di Protezione civile. La copertura potrà riguardare sia gli interventi di assistenza alla popolazione, a partire dal servizio delle autobotti, sia gli interventi disposti in somma urgenza dai Comuni in relazione all’emergenza incendi.

I dati aggiornati indicano che 163 Comuni hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali si aggiungono 94 Comuni ai quali è stata richiesta l’emissione dell’ordinanza. I Comuni serviti dalle autobotti sono saliti da circa 70 a 109 e sono stati effettuati complessivamente oltre 4 mila viaggi.

Negli ultimi tre mesi – maggio, giugno e luglio – le precipitazioni hanno fatto registrare un’anomalia negativa del 55%. Nella prima decade di agosto sono caduti mediamente sul Piemonte 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27.

Gli indicatori evidenziano una condizione di siccità severa praticamente sull’intero territorio regionale, mentre nella prima decade di agosto le portate dei corsi d’acqua hanno registrato un deficit che, nel dato di sintesi illustrato da Arpa, arriva al -83% rispetto ai valori storici. Arpa prevede una probabilità maggiore di temporali e rovesci soprattutto sull’arco alpino a partire da questa settimana.