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Regione Piemonte e Prefettura di Torino fanno squadra contro gli illeciti ambientali

Nasce il primo Osservatorio regionale in Italia dedicato al monitoraggio e al contrasto dei reati ambientali. Presentati anche i nuovi mezzi acquistati grazie al Patto per la Sicurezza Urbana finanziato dalla Regione con 2,3 milioni di euro.

Un nuovo strumento per rafforzare la tutela del territorio e rendere più efficace la lotta agli illeciti ambientali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna.

L’accordo dà vita all’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, una struttura permanente che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale coordinato dalla Prefettura di Torino. Si tratta della prima esperienza di questo tipo a livello regionale in Italia.

Negli ultimi anni i reati legati all’ambiente hanno mostrato una crescita significativa, in particolare nei settori della gestione dei rifiuti, delle bonifiche, dell’edilizia e dei siti contaminati. Da qui la scelta di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine ed enti tecnici per migliorare la capacità di prevenzione, controllo e intervento.

«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale – ha affermato il prefetto Cafagna – Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’Asl con quelle di chi, a partire dalle Forze dell’Ordine, opera quotidianamente sul fronte della sicurezza e del contrasto ai reati. Un modello che consentirà di affrontare in modo più efficace problematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la tutela del patrimonio boschivo e le infiltrazioni della criminalità organizzata».

Tra i compiti dell’Osservatorio figurano la raccolta e l’analisi dei dati sugli illeciti ambientali, l’individuazione delle aree maggiormente esposte ai rischi, la pianificazione di attività coordinate di controllo, la promozione di percorsi formativi comuni e il coinvolgimento delle associazioni impegnate sui temi della legalità e della difesa dell’ambiente. È inoltre prevista la pubblicazione di rapporti periodici sull’attività svolta.

La firma del protocollo è stata anche l’occasione per presentare i nuovi veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana siglato da Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino.

Grazie a un primo finanziamento di un milione di euro sono stati acquistati nove autovetture e tre motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente il Patto è sostenuto dalla Regione con uno stanziamento di 2,3 milioni di euro.

È già allo studio una seconda fase dell’iniziativa che prevede il rafforzamento della videosorveglianza cittadina attraverso nuove telecamere e tecnologie di controllo, l’acquisto di ulteriori mezzi operativi, incentivi a favore delle attività commerciali e maggiori risorse per incrementare i controlli, compresi quelli sui mezzi del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino – hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio – ha concluso il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree che esprimono una maggiore domanda di sicurezza. Agli interventi delle Forze di Polizia si affiancheranno ulteriori investimenti nella videosorveglianza a beneficio dei cittadini e delle attività economiche».

Ex Westinghouse, una nuova prospettiva per Torino: proposta congiunta di Politecnico ed Esselunga 

 

La Città di Torino ha ricevuto da parte del Politecnico di Torino e di Esselunga S.p.A. una istanza congiunta relativa all’area ex Westinghouse, ricompresa nell’Accordo di Programma “Spina 2”. La proposta si colloca nel solco dell’originaria operazione urbanistica e la arricchisce, attualizzandola. Essa aggiunge, infatti, una nuova prospettiva di sviluppo per uno degli ambiti centrali più strategici della città e ne rafforza la vocazione universitaria, scientifica e innovativa, integrando funzioni di didattica, ricerca e servizi urbani.

Tra gli elementi qualificanti della proposta ricevuta figurano il coinvolgimento diretto del Politecnico di Torino nello sviluppo dell’area, la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e la ricerca, un centro congressi di nuova generazione. L’istanza prevede la completa salvaguardia del parco Artiglieri di Montagna, integralmente preservato e valorizzato come spazio pubblico al servizio del quartiere e della città.

La proposta prevede inoltre una ridefinizione dell’assetto delle funzioni e delle proprietà: il parziale subentro del Politecnico nel diritto di superficie dell’area con l’acquisizione dei diritti edificatori per le strutture universitarie, la ricerca e il centro congressi e una rimodulazione della componente commerciale di Esselunga che, in coerenza con il nuovo assetto funzionale dell’intervento e con l’ingresso delle funzioni universitarie, vedrebbe la realizzazione di una media struttura di vendita in luogo della grande struttura originariamente prevista e già autorizzata, nell’ambito di una più equilibrata distribuzione delle destinazioni insediate nell’area.

La proposta appare coerente con la strumentazione urbanistica e con l’assetto patrimoniale vigenti. Secondo l’istanza, la destinazione universitaria rientra tra quelle già ammesse dalle regole prescrittive dell’ambito e non comporta variante al Piano Regolatore; l’operazione si colloca nell’assetto proprietario esistente e aggiorna le obbligazioni già definite dall’Accordo di Programma, a partire da quella relativa al centro congressi.

Alla luce dei contenuti presentati, la Città di Torino ha richiesto al presidente della Regione Piemonte la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma, organismo competente a esaminare le proposte di modifica e a valutare gli sviluppi dell’intervento.

L’avvio del confronto istituzionale consentirà di approfondire i contenuti dell’istanza e di verificare le condizioni per accompagnare la trasformazione dell’area ex Westinghouse in un nuovo progetto coerente anche con gli obiettivi di sviluppo, innovazione, qualità urbana e sostenibilità ambientale perseguiti dalla città.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dichiara: “L’area ex Westinghouse è una delle più importanti opportunità di trasformazione urbana per il futuro di Torino. La nuova proposta formulata da Politecnico ed Esselunga interpreta una delle vocazioni strategiche della città — la conoscenza, la ricerca, la formazione universitaria, l’innovazione — e ne irrobustisce il ruolo di grande città universitaria e internazionale, rafforzandone la vocazione congressuale e garantendo la piena tutela e valorizzazione del parco Artiglieri di Montagna. La sua integrale conservazione, così come la riduzione significativa delle superfici commerciali originariamente previste, rappresentano elementi molto qualificanti della nuova proposta. Il confronto tra le istituzioni coinvolte rappresenta un passaggio importante per accompagnare una nuova fase di sviluppo dell’area. Stiamo lavorando con determinazione per stimolare progetti capaci di generare crescita, attrarre talenti e investimenti, creare opportunità per i giovani e migliorare la qualità urbana, ambientale e sociale: l’area ex Westinghouse può diventare uno dei luoghi simbolo di questa nuova visione urbana che vogliamo portare avanti in un dialogo costruttivo e proficuo con tutte le realtà interessate”.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, aggiunge: “Il comprensorio urbano dell’area ex Westinghouse risulta strategico per lo sviluppo del Campus delle Ingegnerie del Politecnico di Torino, sia per la sua contiguità sia per le possibili integrazioni edilizie, pienamente coerenti con l’implementazione del Masterplan di Ateneo, espressione del programma di questo mandato rettorale. Le interlocuzioni avviate con Esselunga, in un clima pienamente collaborativo e fattivo, hanno consentito di condividere un concept progettuale che attribuisce all’area una chiara vocazione ai servizi per la comunità del Politecnico, favorendo al contempo il radicamento di una cultura dell’innovazione non solo tecnologica, ma anche orientata al benessere e alla promozione di sani stili di vita. Con questo passaggio concertato con Esselunga, il Politecnico rafforzerà la propria apertura verso la città, configurandosi sempre più come un campus aperto, integrato, accogliente e innovativo”.

Alberto Gaudio, direttore Affari Legali e Societari e Relazioni Istituzionali di Esselunga, commenta: “Esselunga ha accolto con grande favore l’interesse manifestato dal Politecnico ad acquisire una parte dell’area per la realizzazione di strutture a servizio dell’Ateneo e dei suoi studenti, in linea con le finalità istituzionali dell’Università. Per Esselunga, la riqualificazione di un’area centrale della città in collaborazione con il Politecnico rappresenta una significativa opportunità per contribuire alla creazione di valore per il territorio e la comunità”.

L’area ex Westinghouse si conferma così al centro del percorso di rigenerazione urbana e sviluppo strategico della città, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Torino come città universitaria, attrattiva e aperta alle sfide contemporanee.

Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica della Città di Torino, sottolinea: “Il nuovo Piano Regolatore Generale riconosce l’area ex Westinghouse come parte del Centro Innovazione, la Figura di Ricomposizione Urbana che tiene insieme Porta Susa, le OGR e il Politecnico. È Spina 2, una delle trasformazioni che hanno dato a Torino un secondo centro. La proposta di Politecnico ed Esselunga trova nel Piano i criteri con cui va misurata — la qualità degli spazi pubblici, la salvaguardia del parco, il rapporto tra funzioni universitarie e città, il riuso di suolo già urbanizzato senza nuovo consumo. Il Collegio di vigilanza è la sede in cui questo confronto si apre”.

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Caldo intenso a Torino: a giugno temperature da piena estate

L’estate non è ancora entrata nel vivo, ma Torino e il Piemonte stanno già affrontando una fase di caldo particolarmente intensa. Dopo alcuni episodi di maltempo registrati all’inizio del mese, l’espansione dell’alta pressione ha riportato condizioni stabili e un sensibile aumento delle temperature.

Nel capoluogo piemontese i valori massimi si stanno avvicinando ai 35 gradi, mentre anche durante la notte il termometro fatica a scendere, aumentando il disagio soprattutto per anziani, bambini e persone con problemi di salute. L’afa, accentuata dall’urbanizzazione e dalla scarsa ventilazione, rende infatti più pesante la percezione del caldo nelle aree cittadine.

Le previsioni indicano che questa fase potrebbe proseguire ancora per diversi giorni, confermando una tendenza che vede il 2026 caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali. Per questo motivo le istituzioni invitano la popolazione a seguire alcune semplici precauzioni: bere molta acqua, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde e prestare particolare attenzione alle categorie più fragili.

Per fronteggiare l’emergenza afa, il Comune di Torino ha inoltre attivato una rete di spazi climatizzati e servizi di supporto destinati alle persone maggiormente esposte ai rischi delle alte temperature.

Dopo una primavera segnata da repentini cambiamenti meteorologici, il caldo di queste settimane rappresenta un ulteriore segnale di una crescente variabilità climatica, con fenomeni estremi che tendono a manifestarsi con maggiore frequenza anche sul territorio piemontese.

Dossier EuroPride 2027. A Torino attesi fino a 300mila partecipanti

 

Torino si prepara ad accogliere EuroPride 2027, la più grande manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+, in programma dal 18 al 26 giugno: un appuntamento di rilevanza internazionale che punta ad attrarre fino a 300mila presenze e generare ricadute economiche e culturali significative per la città e il territorio.

A presentare il dossier previsionale sulle ricadute è stato il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Battaglia, che ha sottolineato la necessità di una partecipazione ampia: un invito rivolto non solo alle istituzioni pubbliche, già coinvolte nel sostegno alla manifestazione, ma anche alle aziende – grandi e piccole, locali e multinazionali – e ai privati, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Alla presentazione del documento è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha dichiarato :“La Città di Torino ha sostenuto sin dal primo momento la candidatura ad ospitare l’Europride, consapevole dell’importanza che questo evento riveste non solo dal punto di vista delle ricadute turistiche ed economiche ma prima di tutto dal punto di vista valoriale, nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.
Il tema dei diritti è sotto attacco a livello internazionale ed essere sindaco di una città che ospiterà l’Europride è un orgoglio ma anche una grande responsabilità. Come città siamo da sempre in prima fila e siamo consapevoli che sia necessario continuare a lottare per la conquista di nuovi diritti, a partire dal matrimonio egualitario”.

L’assegnazione di EuroPride a Torino risale al 2024, quando l’Assemblea generale dell’EPOA ha scelto il capoluogo piemontese grazie al lavoro di accreditamento internazionale portato avanti dal Coordinamento Torino Pride.

Per la prima volta in Italia, un Pride si dota di un dossier previsionale sulle ricadute. Commissionato dal Comitato e asseverato dall’Università degli Studi di Milano, le stime presentate nel documento indicano un afflusso compreso tra 40mila e 60mila turisti internazionali, con un totale di partecipanti che potrebbe raggiungere tra le 150mila e le 300mila presenze nell’arco della settimana, e una spesa diretta generata compresa tra i 15 e i 25 milioni di euro, con un impatto complessivo che potrebbe arrivare fino a 50 milioni, a beneficio dell’intero sistema economico locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e ai servizi culturali.

EuroPride 2027 si articolerà in un fitto calendario di eventi culturali, artistici, sociali e politici. Tra gli appuntamenti principali, una conferenza internazionale sui diritti umani, ospitata al Teatro Carignano e al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e un programma che coinvolgerà numerose istituzioni culturali cittadine e che avrà tra i suoi punti di accoglienza Palazzo Madama.

Tra le iniziative previste anche Cromatica, il festival nazionale dei cori LGBTQIA+, che porterà in città circa 700 coristi provenienti da tutta Italia, con esibizioni diffuse negli spazi urbani e un galà finale aperto gratuitamente al pubblico. In collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei è inoltre in progettazione una nuova opera di Luci d’Artista, pensata come eredità culturale permanente dell’evento.

Particolare attenzione è dedicata anche al turismo LGBTQIA+, con azioni di promozione internazionale già in corso e la partecipazione alle principali fiere di settore di Londra, Madrid e Berlino. La sicurezza e l’accoglienza si confermano elementi centrali, in linea con le dinamiche di un target che privilegia destinazioni percepite come inclusive e affidabili.

Infine, la candidatura torinese si inserisce in una rete nazionale ampia, sostenuta dai principali Pride italiani e dalla rete RE.A.DY, che promuoverà una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale in avvicinamento all’evento, rafforzando il calendario e la visibilità di EuroPride 2027.

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Torino caldissima, doppio primato: per isole di calore e per temperature superficiali massime, fino a 44,2 gradi

Mentre l’Italia si prepara ad affrontare una seconda e intensa ondata di calore in meno di un mese, una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32 gradi centigradi, soglia oltre cui l’organismo entra in forte stress da calore, mettendo a rischio la salute delle persone, e passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.

Nell’estate del 2025, le regioni con la quota più alta di giornata oltre questa soglia sono tate Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia Romagna e Lombardia. È quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L’estate che scotta”, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersini e Alessandro Cimbelli di ISTAT. L’associazione ambientalista denuncia come questa situazione è sia dovuta alla crisi climatica, alimentata dalle aziende di combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale.

“Per far fronte ai disagi del caldo estremo in città, e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione – dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia – nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi metereologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, gravano sul riscaldamento globale e scaricando sul,e persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie, orientate solo al profitto”.

Il rapporto di Greenpeace Italia analizza i capoluoghi di regione usando anche i dati riguardanti le temperature di superficie urbane e le isole di calore, zone della città che risultano più calde rispetto alle aree circostanti, a causa della presenza di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono il calore. Il reparto analizza anche i dati sullo stress termico a livello nazionale e regionale. Nei capoluoghi di regione, la media delle temperature massime registrate Nell’estate 2025, ha mostrato valori allarmanti: 10 città su 20 hanno superato i 40⁰, con picchi oltre i 44⁰ a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore non misura la temperatura dell’aria, e neanche quella percepita, bensì la temperatura fisica della superficie urbana, quella di elementi come asfalto, muri, aree verdi, e contribuisce a descrivere la vivibilità delle città e l’esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove d’estate, la temperatura massima superficiale supera i 40⁰. Tra questi ci sono 283 mila bambini sotto i 5 anni, e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie vulnerabili al caldo estremo. A rendere i centri urbani invisibili sono anche le isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione vivono in zone caratterizzate da isole di calore intense e molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. A rischio anche le persone senza dimora o chi vive in abitazioni poco isolate, o senza accesso al rinfrescamento, o ancora chi lavora molte ore all’aperto. La presenza di asfalto, cemento ed edifici, ma anche poco verde e bassa ventilazione, contribuiscono a rendere le città più calde rispetto alle aree rurali circostanti.

Con l’eccezione di Bari, tutti capoluoghi di regione registrano temperature superficiali urbane maggiori rispetto a quelle extraurbane. Il caso più eclatante è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra le temperature superficiali massime ha superato i 15⁰. A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense, e il 99% della popolazione vive in zone dove d’estate la temperatura superficiale massima supera in media i 40⁰. Ancora più critica la situazione di Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e 98% dei residenti vive in aree interessate da pericolose isole di calore

M.M.

Crans Montana, oggi Elsa viene dimessa e potrà tornare a casa

Nella giornata di oggi Elsa verrà dimessa dall’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e tornerà a casa. Il rientro a domicilio; un concetto semplice ma dal significato speciale per Elsa dopo il percorso complesso ed impegnativo iniziato in una notte di Capodanno a Crans Montana che doveva essere solo di allegria e spensieratezza. Il primo periodo presso il Kinderspital di Zurigo per le cure intensive, proseguite nella terapia intensiva del Centro Grandi Ustionati della Città della Salute di Torino per la gestione delle ustioni e degli esiti delle complicanze che hanno permesso di superare le fasi più critiche e a rischio.

A questo ha fatto seguito, il 24 aprile scorso, il trasferimento presso il reparto ad alta Intensità di cure della Chirurgia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Questi due mesi di ricovero hanno permesso ad Elsa di recuperare gradualmente la sua autonomia fisica e di affrontare le conseguenze psicologiche di quanto vissuto.

Le competenze presenti all’interno del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), grazie ad un approccio multidisciplinare, hanno infatti preso in carico i differenti aspetti del suo quadro clinico: Chirurgico, Neuropsichiatrico, Psicotraumatologico, Nutrizionale, Fisiatrico e riabilitativo, Ematologico, Anestesiologico.

Questi due mesi hanno coinvolto anche decine di collaboratori che quotidianamente hanno integrato il loro ruolo nella cura della paziente, ma una menzione speciale va portata al personale infermieristico, che in primis ha determinato la qualità dell’assistenza.

“sarà un giorno Speciale per Elsa e tutta la sua famiglia. Tornare a casa è un traguardo importantissimo dopo tutti questi mesi di ospedalizzazione. Ringrazio tutti i professionisti dei nostri ospedali, che quotidianamente l’hanno assistita con competenze cliniche ed empatia non comuni” dichiara Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte).

“Il rientro a casa di Elsa è un grande e meritato traguardo per tutti gli operatori coinvolti ad ogni livello ed, ovviamente, soprattutto per lei e la sua famiglia che continueranno ad essere supportati nel tempo per le esigenze di controllo e di rivalutazione affinché la  qualità di vita di Elsa sia ogni giorno migliore” dichiara Adriano Leli (Direttore generale OIRM – Sant’Anna).

Mercato del lavoro, in Piemonte oltre 108 mila assunzioni a rischio per mancanza di candidati

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La difficoltà nel trovare personale continua a rappresentare una delle principali criticità per le imprese piemontesi. Secondo le elaborazioni di Confartigianato Imprese Piemonte, nel 2025 quasi un’assunzione su tre non è andata a buon fine a causa dell’assenza di candidati disponibili o adeguati ai profili richiesti.

Su un totale di 335.010 ingressi programmati dalle aziende piemontesi, ben 108.472 posizioni sono risultate difficili da coprire per la mancanza di aspiranti lavoratori. La quota di reperimento problematico raggiunge così il 32,4%, un valore superiore alla media nazionale, attestata al 30,2%, che colloca il Piemonte tra le regioni italiane maggiormente interessate dal fenomeno.

L’emergenza riguarda l’intero territorio regionale, con punte particolarmente elevate in alcune province. Alessandria registra la percentuale più alta di difficoltà nel reperimento del personale, pari al 37,1%, seguita dal Verbano-Cusio-Ossola con il 35,4%, da Cuneo con il 35%, da Biella con il 34,3% e da Novara con il 34,1%. Seguono Vercelli con il 33,1% e Asti con il 32%, mentre Torino, pur presentando un’incidenza inferiore rispetto ad altre province (29,9%), è quella che registra il numero più elevato di posizioni senza candidati, oltre 50 mila, a fronte di più di 167 mila assunzioni programmate.

Le difficoltà si concentrano soprattutto nei comparti tradizionalmente legati all’artigianato e alla manifattura. Le costruzioni risultano tra i settori più colpiti, con una quota di reperimento difficile pari al 39%, seguite dal comparto legno-arredo e dalle aziende operanti nei servizi energetici e nelle multiutility. Anche i servizi alla persona continuano a evidenziare carenze significative di manodopera.

L’artigianato rappresenta una componente fondamentale dell’economia piemontese. Le imprese del settore occupano oltre 210 mila lavoratori, equivalenti al 14,6% dell’occupazione regionale, e contribuiscono in maniera rilevante alla ricchezza del territorio, generando quasi il 10% del valore aggiunto complessivo del Piemonte.

Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, il problema non può essere spiegato soltanto dall’andamento demografico e dalla diminuzione della popolazione in età lavorativa, ma affonda le proprie radici anche in un cambiamento culturale.

«Occorre che le famiglie tornino ad educare i figli al lavoro come fondante della propria crescita e base della fiducia in sé stessi: saper fare è la chiave del benessere».

Felici sottolinea inoltre come le imprese continuino a cercare figure professionali che spesso non riescono a trovare sul mercato. «Il lavoro c’è, la difficoltà è trovare le figure. Mancano soprattutto lavoratori negli ambienti tradizionali: edilizia, costruzioni, muratori, idraulici, serramentisti e mancano competenze legate alla digitalizzazione. Nelle scuole non si insegna più la cultura del lavoro da molti anni. Abbiamo bisogno di tecnici, di professionalità e di riqualificare i ragazzi implementando anche il rapporto tra imprenditori e istituti professionali».

Per Confartigianato diventa quindi sempre più urgente rafforzare il collegamento tra il sistema educativo e il mondo produttivo, valorizzando la formazione tecnica e professionale e favorendo l’incontro tra le esigenze delle imprese e le aspettative delle nuove generazioni.

Ricerca, sviluppo, innovazione: in arrivo i fondi regionali

APPROVATE DALLA GIUNTA REGIONALE DUE “SCHEDE DI MISURA”

A DISPOSIZIONE RISORSE COMPLESSIVE DI CIRCA 84 MILIONI DI EURO

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati, ha approvato due provvedimenti destinati a sostenere ricerca, sviluppo, innovazione e le fasi di industrializzazione dei relativi risultati, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step, per complessivi 84 milioni di euro, a cui si aggiungono fino a 3,9 milioni per l’assistenza tecnica.

Si tratta di due “schede di misura”, ovvero i documenti tecnici che descrivono obiettivi, ambiti, criteri di ammissibilità, dotazione finanziaria e modalità attuative di una misura del programma Fesr 2021‑2027. Sono in sostanza il “manuale operativo” del bando.

Step è la “Piattaforma di Tecnologie Strategiche per l’Europa”,con cui l’Unione Europea mette a disposizione risorse per finanziare ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie critiche (digitali, pulite, biotecnologie e difesa), con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica europea e attrarre investimenti.

«Con l’approvazione delle “schede di misura” mettiamo a disposizione delle imprese piemontesi risorse importanti, per circa 84 milioni di euro, a favore dell’attività di ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione e per le fasi di industrializzazione — dichiara l’assessore Matteo Marnati -. Rinnoviamo il sostegno alle imprese, agevolando il passaggio dalla ricerca al mercato, e lanciamo un intervento strategico dedicato allo sviluppo di tecnologie critiche in linea con la piattaforma europea Step: l’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica delle nostre filiere, ridurre le dipendenze e accompagnare il tessuto imprenditoriale verso una transizione industriale più competitiva e ad alto tasso di innovazione».

La prima misura, denominata “Swich – edizione 2026”, sostituisce una precedente scheda e rappresenta la terza finestra di agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La seconda misura è invece dedicata allo sviluppo di tecnologie critiche (digitali, pulite e biotecnologiche) che apportino elementi innovativi emergenti con elevato potenziale economico e contribuiscano a ridurre le dipendenze strategiche dell’Unione.

Entrambe le misure, ciascuna dotata di circa 40 milioni di euro, mirano a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese piemontesi, favorendo il trasferimento dei risultati alle fasi di avvio industriale e commerciale e sostenendo le attività intermedie di valutazione di fattibilità tecnica, economica e di mercato. L’intento è mantenere continuità con i modelli di supporto attivati nel ciclo di programmazione 2014‑2020 e promuovere la validazione e l’incorporazione dei risultati scientifici e tecnologici nei processi produttivi, con particolare attenzione alla generazione di vantaggi competitivi e opportunità di business a livello di singola impresa o di filiera.

Potranno concorrere proposte in forma singola o partenariale, a diverso stadio di maturità purché in prossimità della fase di avvio industriale o commerciale, e caratterizzate da piani di investimento di taglio medio‑basso o medio‑alto; nei progetti collaborativi la quota minima di partecipazione delle Pmi non può essere inferiore al 20% del costo complessivo ammissibile, mentre la partecipazione degli organismi di ricerca è ammessa esclusivamente in partenariato con le imprese e fino a un limite massimo del 30% a seconda della linea di intervento.

I beneficiari sono prevalentemente imprenditoriali: Mpmi (micro, piccole e medie imprese) incluse le start‑up innovative, grandi imprese solo in partenariato con Mpmi, e organismi di ricerca in partenariato. Tutti i soggetti devono avere sede operativa e produttiva in Piemonte o impegnarsi ad attivarla prima della prima erogazione del contributo, con possibilità limitata di partecipazione per soggetti non regionali solo se la loro presenza è essenziale per competenze non reperibili localmente.

Le misure privilegiano progetti che sviluppino know‑how su tecnologie e soluzioni innovative e che conducano alla generazione, implementazione e immissione sul mercato di nuovi prodotti, processi e servizi, contribuendo così a rafforzare la competitività, la resilienza e la riorganizzazione delle filiere industriali regionali.

La Regione punta sulla digitalizzazione delle imprese

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato su proposta dell’assessore al Bilancio, Sviluppo delle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano, la nuova misura “Voucher digitalizzazione PMI 2026”, con una dotazione finanziaria di 18 milioni di euro nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021-2027.

L’intervento sostiene i progetti di digitalizzazione delle micro e piccole imprese piemontesi e dei professionisti, favorendo l’adozione di tecnologie innovative, l’acquisto di beni e servizi digitali, attività di consulenza specializzata e percorsi di formazione.

La misura si inserisce nella strategia regionale per rafforzare la competitività del sistema produttivo piemontese e accompagnare le imprese nei processi di innovazione e trasformazione digitale.

Con questo provvedimento mettiamo a disposizione del tessuto produttivo piemontese ulteriori 18 milioni di euro per sostenere investimenti concreti in innovazione e digitalizzazione. Il Piemonte continua a investire sulla competitività delle imprese, creando le condizioni perché anche le realtà più piccole possano accedere alle tecnologie necessarie per crescere, innovare e affrontare con maggiore forza le sfide dei mercati – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano Le prime due edizioni del bando hanno registrato complessivamente 3.336 domande, un risultato che conferma la forte attenzione delle imprese piemontesi verso gli strumenti di innovazione e trasformazione digitale. Con questa nuova misura – aggiungono Cirio e Tronzano – rafforziamo un percorso già avviato e mettiamo a disposizione risorse importanti per accompagnare la crescita delle aziende, migliorare la produttività e favorire l’adozione di tecnologie sempre più avanzate. La digitalizzazione rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività e sviluppo del nostro sistema economico”.

Il bando sarà rivolto alle PMI iscritte al Registro Imprese delle Camere di commercio e ai professionisti. Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, con intensità variabile tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili, in funzione della dimensione aziendale e delle caratteristiche dei progetti presentati.

La collaborazione con Unioncamere Piemonte rappresenta un valore aggiunto per questa iniziativa. Grazie all’esperienza maturata nella gestione dei bandi per le imprese e al cofinanziamento di 1,2 milioni di euro garantito dal sistema camerale – concludono Cirio e Tronzano – possiamo mettere a disposizione uno strumento ancora più efficace e vicino alle esigenze delle aziende piemontesi. L’apertura del bando è prevista a ottobre e consentirà a migliaia di imprese di programmare investimenti strategici in innovazione e digitalizzazione”

Filosa in Parlamento: i 5 miliardi di Stellantis e la sfida del rilancio di Mirafiori

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ROMA – L’intervento del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, davanti alle Commissioni parlamentari competenti era atteso soprattutto a Torino, dove il dibattito sul futuro di Mirafiori resta uno dei temi industriali più delicati del Paese.

Al centro dell’audizione c’è stato il piano di investimenti che il gruppo intende sviluppare in Italia nei prossimi anni. Stellantis ha confermato un impegno economico significativo, con risorse destinate allo sviluppo di nuove tecnologie, software, ricerca e innovazione. Un segnale che punta a rafforzare la presenza industriale italiana in una fase di profonda trasformazione del settore automobilistico.

Per Torino, tuttavia, la questione principale non riguarda soltanto l’entità degli investimenti annunciati, ma la loro ricaduta concreta sullo storico stabilimento di Mirafiori.

Filosa ha ribadito il ruolo centrale del sito torinese nella strategia del gruppo, confermando la produzione della Fiat 500 elettrica e l’avvio della versione ibrida del modello, sulla quale si concentrano molte aspettative per aumentare i volumi produttivi e riportare maggiore continuità alle attività dello stabilimento.

Si tratta di una notizia importante per i lavoratori e per l’indotto, ma che non esaurisce le preoccupazioni del territorio. Da tempo sindacati e istituzioni chiedono infatti l’assegnazione di ulteriori modelli produttivi che possano garantire una prospettiva industriale più solida nel lungo periodo.

Dalle indicazioni emerse in Parlamento, Torino continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nelle attività di progettazione, sviluppo tecnologico e ingegneria legate alla mobilità del futuro. Il patrimonio di competenze accumulato in decenni di storia automobilistica rappresenta ancora oggi uno dei principali punti di forza del territorio.

La sfida, però, sarà trasformare questa centralità tecnologica in nuove opportunità produttive. Negli ultimi anni il settore automotive piemontese ha affrontato una fase complessa, segnata dalla transizione verso l’elettrico, dal rallentamento del mercato europeo e dalla crescente competizione internazionale.

Per questo motivo il dibattito non riguarda soltanto Mirafiori, ma l’intera filiera regionale, composta da centinaia di aziende specializzate che dipendono in larga misura dall’andamento della produzione automobilistica.

L’audizione di Filosa è stata accolta come un passaggio importante perché ha confermato la volontà di Stellantis di mantenere un forte radicamento industriale in Italia. Allo stesso tempo, però, molte delle domande sollevate negli ultimi mesi restano aperte.