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Torino: Torna il Sicilia Express, destinazione Siracusa e Palermo

Sono disponibili da oggi, sabato 28 marzo, i biglietti del Sicilia Express. Il treno, realizzato grazie alla collaborazione tra FS Treni Turistici Italiani (Gruppo FS) e l’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, collegherà Torino alla Sicilia giovedì 2 aprile, con ritorno previsto per martedì 7 aprile.

Chi sceglierà di viaggiare con il Sicilia Express potrà optare per il servizio cuccette o per posti a sedere in comodi scompartimenti, a partire da 29,90 euro per la tratta da Torino a Palermo o Siracusa e a partire da 24,90 euro da Salerno fino alle due città siciliane.

Il Sicilia Express di Pasqua partirà martedì 2 aprile da Torino Porta Nuova alle ore 11:50 ed effettuerà fermate di sola salita a Milano Lambrate (14:16), Parma (15:36), Modena (16:01), Bologna Centrale (16:29), Firenze Santa Maria Novella (17:39), Roma Tiburtina (22:29) e Salerno (02:02). Dopo l’attraversamento dello Stretto, il convoglio fermerà a Messina (08:40) e si dividerà in due sezioni: quella diretta a Siracusa proseguirà verso Taormina (10:11), Giarre-Riposto (10:34), Acireale (10:47), Catania Centrale (11:07), Lentini (11:40) e Augusta (12:04), con arrivo a Siracusa alle 12:30; la sezione diretta a Palermo toccherà invece Milazzo (09:07), Capo d’Orlando (09:48), Santo Stefano di Camastra (10:23), Cefalù (10:51), Termini Imerese (11:15) e Bagheria (11:19), con arrivo nel capoluogo siciliano alle 12:05.

Martedì 7 aprile la partenza da Palermo sarà alle ore 12:45, il treno poi effettuerà fermate intermedie a Bagheria (12:57), Termini Imerese (13:29), Cefalù (13:58), S. Stefano di Camastra (14:36), Capo d’Orlando (15:25), Capo d’Orlando (15:25) con arrivo a Messina alle ore 17:05. La sezione proveniente da Siracusa partirà alle 13:55 con fermate ad Augusta (14:14), Lentini (14:34), Catania Centrale (14:59), Acireale (15:17), Giarre Riposto (15:31), Alcantara (15:40), Taormina (15:50) e Messina (17:10). Una volta superato lo Stretto, il Sicilia Express effettuerà fermate di sola discesa a Salerno (00:31), Roma Tiburtina (3:36), Firenze SMN (7:41), Bologna Centrale (09:34), Modena (10:03), Parma (10:48), Milano Lambrate (12:30) per arrivare a Torino Porta Nuova alle 14:40.

I titoli di viaggio potranno essere acquistati sul sito www.fstrenituristici.it e su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi l’app Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio convenzionate.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti, si invita a consultare il sito ufficiale di FS Treni Turistici Italiani.

Estate 2026, Aeroporto di Torino vola più lontano: 53 destinazioni in 24 Paesi

Dal 29 marzo 2026 prende il via la stagione estiva dell’Aeroporto di Torino, che si presenta come la più ampia mai realizzata. L’offerta cresce in modo significativo, sia per numero di destinazioni sia per posti disponibili, offrendo ai passeggeri una rete internazionale ancora più estesa.

Per l’estate 2026 sono infatti disponibili 700 mila posti aggiuntivi rispetto all’anno precedente, con collegamenti verso 53 destinazioni (+6% rispetto al 2025) distribuite in 24 Paesi. Tra le novità figurano Finlandia, Ungheria e Bulgaria, che contribuiscono a rafforzare il profilo internazionale dello scalo e ad ampliare le opportunità sia turistiche sia di business.

Tra i principali debutti spicca quello di Finnair, che dal 3 maggio introdurrà il collegamento diretto con Helsinki. Questa nuova rotta rappresenta un’importante porta d’accesso verso il Nord Europa e, grazie all’hub finlandese, permetterà di raggiungere più facilmente anche Asia e Nord America.

Ryanair consolida ulteriormente la propria presenza a Torino con nuove rotte verso Sofia e Tirana e un potenziamento delle frequenze su diverse destinazioni già attive, tra cui Madrid, Malaga e Marrakech, oltre a numerosi collegamenti nazionali come Catania, Palermo, Lamezia Terme e Reggio Calabria.

Anche Wizz Air amplia la propria offerta, introducendo nuovi voli per Londra Luton e Palermo, oltre a proseguire le rotte già attive verso Budapest e Chisinau. Cresce inoltre la disponibilità di posti su tratte molto richieste come Catania, Bucarest e Tirana.

Novità anche per Aeroitalia, che servirà le destinazioni di Foggia e Salerno e lancerà il nuovo collegamento per Comiso.

Nel complesso, la stagione estiva 2026 segna una fase di forte espansione per l’aeroporto, con un miglioramento generale dell’offerta in termini di frequenze, orari e varietà di mete. Lo scalo si conferma così un’infrastruttura strategica per il territorio, capace di sostenere sia i flussi turistici in arrivo sia quelli in partenza.

L’offerta comprende numerose destinazioni balneari nel Mediterraneo, facilmente raggiungibili con voli diretti verso località italiane come Olbia, Cagliari, Alghero, Catania, Palermo, Bari e Napoli, oltre a mete europee come Malta, Corfù, Ibiza, Malaga e Valencia. Ampia anche la scelta per chi preferisce le città europee, con collegamenti verso Barcellona, Porto, Stoccolma, Copenaghen e Vilnius.

Per i viaggi a lungo raggio, Torino offre collegamenti frequenti con i principali hub europei – tra cui Roma, Amsterdam, Francoforte, Monaco, Madrid e Parigi Charles de Gaulle – oltre a Istanbul e alla nuova Helsinki, garantendo connessioni efficienti verso destinazioni in tutto il mondo.

L’amministratore delegato Andrea Andorno ha sottolineato come questa stagione rappresenti un traguardo importante per lo scalo, evidenziando il superamento dei 5 milioni di passeggeri nel 2025 e il valore strategico dell’espansione del network. L’ingresso di Finnair, insieme al rafforzamento delle operazioni di Ryanair e Wizz Air, conferma infatti l’attrattività dell’aeroporto e la solidità del suo percorso di crescita, orientato a migliorare connettività, competitività e opportunità per il territorio.

L’anno decisivo: la sfida che può cambiare il destino di Stellantis

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Le parole di John Elkann, che ha definito il 2026 un “anno cruciale” per Stellantis, riflettono con chiarezza il momento complesso che il gruppo sta attraversando. Non si tratta solo di una fase di transizione, ma di un vero passaggio decisivo tra un modello industriale in difficoltà e un futuro ancora da costruire.

Negli ultimi anni, il gruppo ha registrato una contrazione significativa dei volumi produttivi, in particolare in Europa e soprattutto in Italia. I livelli di produzione sono scesi a valori che non si vedevano da decenni, segnale di una crisi strutturale più che congiunturale. Alla base di questo calo ci sono diversi fattori: una domanda incerta, il rallentamento nella diffusione delle auto elettriche e una capacità produttiva che oggi appare superiore rispetto alle reali esigenze del mercato.

Anche sul piano globale si osserva una riduzione delle consegne, con un progressivo ridimensionamento dei volumi complessivi. Questo scenario ha costretto il gruppo a rivedere ritmi e strategie, cercando un equilibrio tra sostenibilità economica e transizione tecnologica.

Un caso emblematico è quello dello stabilimento di Mirafiori, da sempre simbolo dell’industria automobilistica italiana. Da un lato, il sito torinese continua a rappresentare un punto di riferimento strategico, anche grazie all’introduzione di nuovi modelli ibridi che hanno dato qualche segnale di ripresa. Dall’altro, però, persistono criticità evidenti: frequente ricorso agli ammortizzatori sociali, riduzione del personale attraverso uscite incentivate e incertezza sull’assegnazione di ulteriori produzioni.

La situazione occupazionale resta quindi uno dei nodi più delicati. Negli ultimi anni una parte consistente dei lavoratori è stata coinvolta in periodi di cassa integrazione, mentre il calo delle attività ha inciso anche sui livelli salariali, con effetti concreti sul reddito delle famiglie. I sindacati continuano a chiedere garanzie più solide sul futuro degli stabilimenti italiani, sottolineando la necessità di un piano industriale chiaro e duraturo.

Parallelamente, anche il lato commerciale presenta difficoltà. Il mercato europeo dell’auto è in una fase di trasformazione profonda, ma la transizione verso l’elettrico procede più lentamente del previsto. I prezzi elevati e le incertezze legate alle infrastrutture frenano la domanda, mentre cresce la concorrenza internazionale, in particolare da parte dei produttori asiatici. Questo contesto rende più complesso per Stellantis mantenere quote di mercato e livelli produttivi adeguati.

In questo quadro, il 2026 rappresenta davvero uno snodo fondamentale. Il gruppo punta sul lancio di nuovi modelli, soprattutto ibridi, e su una riorganizzazione delle attività industriali per rilanciare la produzione e migliorare i risultati economici. Tuttavia, molto dipenderà dalla capacità di trasformare gli annunci in interventi concreti, soprattutto nei siti europei.

Le dichiarazioni di Elkann, quindi, non sono solo un messaggio di fiducia, ma anche il riconoscimento di una sfida aperta. Per realtà come Torino e per l’intero comparto automotive italiano, il futuro di Stellantis avrà un impatto diretto non solo sull’industria, ma anche sull’occupazione e sulla tenuta di un sistema produttivo che resta centrale per l’economia del Paese.

Siti web vendevano ricambi auto e non spedivano la merce

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La Polizia di Stato ha eseguito tre sequestri preventivi d’urgenza nei confronti di altrettanti domini web che proponevano la vendita di autoricambi e motori, senza mai procedere alla consegna della merce acquistata. Si tratta dei siti: www.firautoricambi.com, www.volvamotori.com e www.enpowermotori.com.

L’attività è stata condotta dagli operatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino, a seguito delle denunce presentate da cittadini truffati durante l’acquisto online di motori e ricambi per autovetture. Gli accertamenti hanno evidenziato la serialità delle condotte illecite poste in essere dai gestori dei siti, portando così all’adozione del sequestro preventivo con oscuramento, che ha impedito l’accesso ai domini attraverso i normali strumenti di connessione sul territorio nazionale.

I siti web fraudolenti sono in costante aumento e risultano spesso molto simili a quelli ufficiali dei brand più noti e diffusi. I truffatori, modificando anche solo pochi caratteri nei nomi di dominio e utilizzando layout grafici credibili, riescono infatti a trarre in inganno numerosi consumatori.

In questi casi, il primo segnale d’allarme per l’utente è spesso rappresentato dal prezzo: offerte eccessivamente vantaggiose devono indurre a effettuare verifiche approfondite sull’affidabilità del venditore.

Quando la compravendita avviene al di fuori di piattaforme di intermediazione, su siti commerciali dedicati, è inoltre consigliabile controllare la presenza di recensioni indipendenti pubblicate su portali esterni, anche tramite motori di ricerca. Molti siti truffa, infatti, espongono elenchi di feedback apparentemente positivi, ma in realtà costruiti ad arte per ingannare gli utenti.

È altresì utile verificare la data di creazione del sito e accertare se le immagini utilizzate siano originali o copiate da altri portali.

Si raccomanda pertanto la massima cautela. Per informazioni, segnalazioni e aggiornamenti sui principali fenomeni criminali online, la Polizia Postale invita a consultare il portale ufficiale www.commissariatodips.it.

Polizia Locale su due ruote, pattuglie in bicicletta in alcune aree verdi di Torino

 

Agenti della Polizia Locale pattugliano parchi, aree verdi e piste ciclabili su due ruote. È partito in via sperimentale, da alcuni giorni, il servizio organizzato dall’Aliquota Pronto Impiego Nord, che prevede tra i servizi di pattuglia sul territorio della Quinta Circoscrizione anche due agenti in bicicletta. In questa prima fase sperimentale, il servizio si snoderà tra i giardini pubblici, le piste ciclabili della circoscrizione e anche nel Parco della Pellerina. Gli agenti impegnati nel servizio hanno così la possibilità di sorvegliare i parchi e le piste ciclabili con un mezzo sostenibile che permette loro di spostarsi agevolmente e con discreta velocità nelle aree verdi.

Tra gli obiettivi dei civich a due ruote ci sarà quello di sviluppare un servizio di prossimità per i cittadini che frequentano i parchi. Gli agenti raccoglieranno eventuali segnalazioni di necessità di manutenzioni, vigileranno sulle soste irregolari sulle piste ciclabili, su atti di vandalismo e situazioni di degrado, sempre in contatto con la centrale operativa e con tutte le altre pattuglie presenti sul territorio.

Con l’arrivo della bella stagione il servizio potrà essere potenziato con più turni e agenti impegnati.

 

 

Askatasuna, due condanne per l’assalto all’Unione industriale

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Cinque mesi e dieci giorni di reclusione: è questa la condanna inflitta in appello a Sara Munari e Stefano Millesimo, tra i volti più noti dell’area antagonista torinese. I due, molto giovani e considerati tra i leader di Askatasuna, sono stati ritenuti responsabili per i fatti avvenuti durante una manifestazione contro l’Unione Industriali di Torino.

La decisione della corte d’appello ribalta l’esito del primo grado del maxi processo Askatasuna, in cui erano stati assolti. A distanza di pochi giorni, i giudici hanno invece riconosciuto una diversa ricostruzione degli eventi, individuando negli scontri con le forze dell’ordine un’azione non spontanea ma deliberata.

Secondo quanto emerge dagli atti ufficiali, la manifestazione non sarebbe degenerata casualmente, ma si sarebbe configurata come un’azione coordinata e ripetuta. Nelle carte si legge infatti che, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, i due avrebbero partecipato ad aggressioni reiterate ai danni dei carabinieri impegnati nel servizio di ordine pubblico, utilizzando aste, bastoni e colpendo anche con calci e pugni.

Torino, verso la quarta linea del Gerbido: inceneritore operativo dal 2031

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In Commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Sergio Bartoli, si è svolta un’audizione dedicata al progetto di ampliamento dell’impianto di incenerimento del Gerbido, a Torino.

All’incontro, richiesto dalla consigliera Alice Ravinale, hanno preso parte Paolo Foietta, Federica Canuto e Palma Urso per l’Autorità Rifiuti Piemonte, insieme alle professoresse del Politecnico di Torino Maria Chiara Zanetti e Deborah Panepinto. Presente anche l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.

Nel corso dell’audizione è stato illustrato come l’Autorità, con il supporto del Politecnico, abbia definito i criteri tecnici e di sostenibilità ambientale da fornire alla società di gestione per la progettazione della quarta linea dell’impianto, attualmente gestito da TRM.

La nuova linea, la cui entrata in funzione è prevista per il 2031, consentirà di estendere il servizio a tutte le province piemontesi, trattando i rifiuti urbani residui della raccolta differenziata. L’impianto dovrebbe raggiungere una capacità compresa tra 240.000 e 280.000 tonnellate annue. La struttura sarà separata dalle tre linee esistenti per garantire la continuità del servizio durante i lavori.

Un aspetto centrale riguarda il recupero energetico: il calore prodotto verrà riutilizzato per ampliare la rete di teleriscaldamento, mentre il modello tariffario previsto punta a contenere i costi.

Durante la seduta si è discusso anche dello studio di fattibilità per l’utilizzo dello scalo ferroviario di Orbassano, così da gestire i rifiuti provenienti da distanze superiori ai 60 chilometri, e delle compensazioni ambientali destinate ai Comuni coinvolti: Beinasco, Grugliasco, Rivoli, Rivalta di Torino, Orbassano e Torino.

In chiusura, il presidente Foietta ha sottolineato una criticità: negli ultimi anni la produzione pro capite di rifiuti indifferenziati è aumentata, raggiungendo i 162 chilogrammi a persona rispetto all’obiettivo di 116. “C’è il rischio che l’impianto progettato non sia sufficiente – ha avvertito – per questo è indispensabile migliorare la raccolta differenziata”.

Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Alberto Unia, Alice Ravinale e Nadia Conticelli, che hanno posto quesiti in particolare sulle emissioni e sui sistemi di filtraggio dell’impianto.

Torino e il suo patrimonio verde: tra ricchezza e sfide di gestione

Torino è una delle città italiane con la maggiore estensione di aree verdi: sul territorio comunale se ne contano circa 47 chilometri quadrati, dei quali quasi venti rientrano direttamente nella gestione pubblica. Le alberate stradali percorrono oltre 300 chilometri e il censimento comunale indica la presenza di circa 147 mila alberi, patrimonio che contribuisce in modo decisivo alla qualità ambientale e paesaggistica della città. I parchi sono numerosi e diffusi nei diversi quartieri: tra i più noti spiccano il Parco della Pellerina, con i suoi oltre ottanta ettari che lo rendono il polmone verde più ampio della città, il Parco del Valentino lungo il Po, il Colletta, il Ruffini e il Colonnetti, senza dimenticare la cornice collinare che arricchisce ulteriormente la dotazione naturale.Platano Tesoriera Alberi Monumentali

Questo patrimonio, però, comporta anche sfide significative. Una parte non trascurabile delle alberate è costituita da esemplari maturi o molto anziani, che richiedono cure costanti e monitoraggi regolari per ridurre i rischi legati alla stabilità. I tecnici del settore verde della Città effettuano sopralluoghi visivi e, quando serve, indagini più approfondite con strumenti come resistografi e tomografi, al fine di individuare eventuali criticità. In alcuni casi si procede con potature di contenimento, consolidamenti o abbattimenti mirati, sempre seguiti da nuove piantumazioni. Le interferenze con la rete stradale, i sottoservizi o l’illuminazione pubblica rappresentano un ulteriore fronte di gestione, così come la necessità di affrontare gli effetti di eventi meteorologici estremi, che negli ultimi anni si sono fatti più frequenti e intensi. In queste situazioni il Comune non di rado dispone la chiusura preventiva di giardini e parchi o interdizioni temporanee di alcune aree per garantire la sicurezza dei cittadini.

La regolamentazione delle attività di cura e manutenzione fa capo al Regolamento comunale del verde, che stabilisce principi e procedure di intervento sia per il patrimonio pubblico sia per il verde privato. Nel confronto con le altre grandi città italiane, Torino si colloca su valori medi di dotazione di verde pubblico pro capite, attorno ai venti-ventiquattro metri quadrati per abitante. Non raggiunge dunque i livelli di quei comuni che inglobano vaste aree naturali entro i propri confini, ma mantiene comunque un’offerta significativa e ben distribuita, che rappresenta un punto di forza in termini di vivibilità.

Torino possiede una rete di parchi e giardini capace di qualificare il paesaggio urbano e di offrire spazi di svago e socialità diffusi in tutta la città. La vera sfida per il futuro è rendere questo patrimonio più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, rinnovando gradualmente le alberate più vetuste, migliorando la connessione ecologica tra le diverse aree e ampliando la quota di verde fruibile a distanza ravvicinata dalle abitazioni, così da rafforzare la funzione ambientale e sociale del verde urbano.

Edilizia, l’allarme di Confartigianato imprese Piemonte: “Servono interventi urgenti”

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L’aumento dei costi dei materiali da costruzione mette in difficoltà le imprese piemontesi, con un balzo in avanti fino al 30%. A rischio i lavori pubblici e privati

L’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, fino al 30%, comincia a incidere profondamente sui bilanci delle imprese piemontesi del settore. Con il conflitto nel Golfo Persico, come già accaduto per la guerra in Ucraina, il costo delle materie prime, dei semi lavorati e dei prodotti finiti rischia di gravare sulle realtà del Piemonte che si occupano di edilizia, costruzioni e di lavori pubblici.

L’allarme lo lancia Confartigianato Imprese Piemonte, ricordando come gli imprenditori stiano affrontando una tempesta perfetta per il costo delle materie prime, dei semi lavorati e dei prodotti, per la scarsa reperibilità di questi, per l’aumento di costi di trasporto e per la necessità di aggiornare continuamente listini e preventivi per non perdere ordini e lavori.

“C’è una forte preoccupazione perché l’instabilità dei prezzi, dalle materie prime all’energia, fino al gasolio, possa ripercuotersi sia sui lavori pubblici sia sugli interventi privati – afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – i durissimi contraccolpi di questa situazione potrebbero essere difficili da affrontare, soprattutto per le piccole e medie imprese”.

“Sarebbe opportuno, da parte delle istituzioni prevedere una revisione dei prezzari che tengano conto dell’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione, anche per prevenire possibili distorsioni derivanti da speculazioni. A questo proposito – conclude Giorgio Felici – invitiamo la politica ad adoperarsi per rendere operativo l’osservatorio per il monitoraggio dei prezzario delle opere pubbliche, istituito dalla Legge di Stabilità 2026, che avrà il compito, tra gli altri, di raccogliere, analizzare e confrontare i dati relativi ai costi dei prodotti, dell’attrezzatura e delle lavorazioni, oltre a vigilare sulle dinamiche di mercato che i cidono sulla determinazione dei prezzi nei diversi ambiti territoriali”.

Le analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato stimano come in Piemonte le imprese artigiane del settore costruzioni siano 48 mila 426, il 42,7% del totale delle imprese artigiane, tutte interessate da uno shock riguardante i maggiori costi delle materie prime. L’aumento generalizzato dei prezzi, come da comunicazioni che stanno arrivando dai fornitori alle imprese, varia tra il 10% e il 15%, con punte del 30%.

“Oltre agli aumenti immediati – commenta Enzo Tanino, presidente di Confartigianato Piemonte Edilizia – si stanno diffondendo anche pratiche commerciali che riflettono il clima d’incertezza del mercato. Alcuni fornitori, infatti, richiedono alle imprese di confermare i preventivi entro 24 ore, avvisando che, in caso contrario, le condizioni economiche potrebbero subire delle modifiche”.

“Queste dinamiche – continua Tanino – si inseriscono in un contesto già complesso per il settore delle costruzioni. All’inizio dell’anno si erano registrati aumenti intorno al 10%, mentre il recente aumento dei costi dei carburanti sta incidendo direttamente sulle spese di trasporto, sull’impiego dei mezzi di cantiere e, più in generale, sull’operatività quotidiana delle imprese”.

“Il tema riguarda in modo diretto anche il settore degli appalti pubblici: questi aumenti che abbiamo rilevato rischiano di incidere sull’equilibrio economico di cantieri già avviati – conclude Tanino – e rischiano di creare difficoltà sia per le imprese sia per le pubbliche amministrazioni, impegnate nelle opere e nel rispetto delle ultime scadenze nei progetti PNRR.”.

Per Confartigianato Imprese Piemonte, se tale dinamica dovesse proseguire, il rischio concreto sarebbe quello del rallentamento o fermo dei cantieri pubblici, e la difficoltà di realizzazione degli interventi programmati sul territorio. I assenza di meccanismi di adeguamento efficaci, il rischio è quello di compromettere l’equilibrio dei contratti e rallentare l’esecuzione degli interventi.

Gian Giacomo Della Porta

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

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Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.