PRIMA PAGINA

Scoperto rarissimo caso di scorbuto: bambina salvata al Regina Margherita

Ad una bambina di 7 anni è stata fatta una diagnosi con quadro clinico compatibile con scorbuto pediatrico, una patologia da grave e prolungata carenza di Vitamina C. Lo scorbuto è una condizione che determina un’alterazione della sintesi del collagene, proteina fondamentale per l’elasticità ed il sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni.Ne conseguono fragilità dei tessuti connettivi, sanguinamenti e dolore osteo-articolare. Può inoltre manifestarsi con astenia, irritabilità e difficoltà alla deambulazione.

Un importante riconoscimento internazionale per la sanità piemontese arriva dalla pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine Evidence di questo caso clinico gestito presso l’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.

Lo scorbuto era considerato una malattia del passato. Oggi, invece, mostra una preoccupante ri-emergenza nei Paesi occidentali. Questo fenomeno riflette nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica.

La recrudescenza è principalmente legata alla diffusione di severa selettività alimentare. Si tratta di regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura.

Il fenomeno è sempre più osservato anche in associazione ai disturbi del neurosviluppo, inclusi i disturbi dello spettro autistico. In questi casi, la limitazione alimentare può essere marcata e persistente, con rischio concreto di carenze nutrizionali importanti.

Lo scorbuto, quindi, non è una patologia “storica”. È ora tornata una condizione attuale, che richiede elevata attenzione clinica. Il suo riconoscimento può risultare complesso proprio per la scarsa familiarità con la diagnosi.

È fondamentale un approccio clinico attento e strutturato. L’anamnesi deve essere mirata. È altrettanto importante dedicare tempo al paziente e alla famiglia, indagando con precisione anche le abitudini alimentari.

La pubblicazione su una rivista di tale rilievo rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico svolto presso la nostra struttura – dichiara la professoressa Franca Fagioli (Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Torino). – Sottolinea il valore di una pediatria che coniuga rigore clinico, attenzione alla persona e cultura dell’ascolto.”

Questo risultato testimonia l’elevato livello professionale e scientifico della nostra Azienda e conferma la grande preparazione dei nostri specialisti nella diagnosi e nella gestione di patologie complesse e ri-emergenti” dichiara Adriano leli (Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna di Torino).

Abbiamo ritenuto fondamentale condividere questo caso per il suo valore didattico – aggiunge il dottorEmanuele Savasta, neospecialista della scuola di specializzazione di Pediatria di Torino e primo autore del lavoro. – In presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale un’anamnesi accurata. Le abitudini alimentari devono essere sempre indagate. Nella severa selettività alimentare, lo scorbuto deve entrare nella diagnosi differenziale. Una diagnosi precoce consente di evitare esami inutili e di avviare rapidamente una terapia efficace.”

Il caso richiama l’attenzione su patologie considerate “dimenticate” ma ancora clinicamente rilevanti. La pediatria contemporanea richiede un equilibrio tra rigore scientifico e umanizzazione della cura, con un ascolto attento del paziente e della famiglia.

Diventa inoltre centrale la formazione. È necessario preparare futuri pediatri pronti ad affrontare queste nuove sfide cliniche emergenti, con competenza, attenzione e sensibilità.

Finto carabiniere deruba anziano, pensionata rapinata di 50mila euro in gioielli. La polizia arresta due persone

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino italiano per furto aggravato in abitazione ai danni di una persona anziana. L’operazione, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Torino, si inserisce nel quadro di una più ampia e mirata attività di contrasto ai reati predatori commessi in danno delle cosiddette “fasce deboli”.
L’indagato veniva individuato presso la stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Insospettiti dal comportamento dell’uomo, che si aggirava con fare sospetto tra gli spazi interni della stazione e nell’area antistante, gli agenti della Squadra Mobile avviavano un lungo e complesso pedinamento.
L’uomo, salito a bordo di un taxi, veniva seguito dagli investigatori fino a un condominio sito in corso Unione Sovietica, ove faceva ingresso nello stabile per poi uscire frettolosamente dopo circa venti minuti.
In tale circostanza, l’indagato veniva bloccato dagli operatori di polizia e perquisito. Nell’occorso, veniva trovato in possesso di numerosi monili in oro e orologi del valore stimato di circa 50.000 euro, risultanti sottratti poco prima a un’anziana vittima.
La refurtiva, comprendente anche la fede nuziale che la donna indossava fino a pochi istanti prima del furto, veniva integralmente recuperata e restituita alla parte offesa.
Inoltre, l’uomo veniva trovato in possesso di alcune immagini digitali, verosimilmente realizzate anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, nelle quali appariva con indosso uniformi riconducibili alle diverse Forze dell’Ordine. Le stesse, tra l’altro di eccellente fattura, erano state utilizzate dall’indagato e dai suoi complici per rendere ancora più credibile la messinscena fraudolenta, conquistare la fiducia delle vittime e garantirsi l’ingresso nell’abitazione già precedentemente individuata.
Le indagini hanno consentito di ricostruire una tecnica criminale ben collaudata: i complici dell’indagato, operando a distanza, contattavano telefonicamente la vittima fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine e prospettando gravi situazioni di emergenza, generalmente legate a familiari (incidenti stradali, arresti o coinvolgimenti in reati).
Nel caso specifico, la vittima veniva contattata da un sedicente appartenente alla Guardia di Finanza che, con tono autorevole e talvolta intimidatorio, riferiva di presunti accertamenti in corso relativi al marito della donna e al coinvolgimento dei suoi documenti in attività criminali.
Contestualmente, il marito della vittima veniva indotto ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di recarsi presso una caserma dei Carabinieri per esibire documenti personali e dell’autovettura, mentre la donna, rimasta sola e costantemente tenuta al telefono, veniva convinta a raccogliere tutti i gioielli presenti in casa per consentirne una presunta verifica da parte delle Forze dell’Ordine.
Pochi minuti dopo, l’arrestato si presentava presso l’abitazione qualificandosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Approfittando dello stato di forte agitazione e vulnerabilità della vittima, riusciva a impossessarsi dei preziosi e a darsi alla fuga, immediatamente interrotta dall’intervento degli investigatori.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta a indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni particolarmente odiosi, che colpiscono in modo mirato persone anziane e fragili, facendo leva su paura e senso di urgenza.
In occasione di questo arresto, la Polizia di Stato rinnova l’appello a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, affinché prestino la massima attenzione.
Si ricorda che:
  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli. Nessun appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza si presenterà mai a casa per riscuotere somme di denaro, cauzioni o risarcimenti danni, né tantomeno qualificandosi per mezzo di immagini digitali che lo rappresentano con l’uniforme di servizio;
  • Attenzione alle telefonate sospette. Se ricevete una chiamata da qualcuno che si qualifica come poliziotto o maresciallo e vi chiede beni materiali per aiutare un parente oppure vi chiede di visionare dei preziosi mantenete la calma e interrompete la comunicazione;
  • Verificate sempre. Non aprite la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva appartenenza del soggetto alle Forze dell’Ordine;
  • Parlatene in famiglia. Invitiamo figli e nipoti a informare genitori e nonni su queste tecniche di truffa. La prevenzione e l’informazione sono le armi più efficaci per proteggere i nostri cari.

 

UN ALTRO ARRESTO DELLA POLIZIA DI STATO
Nei giorni scorsi a Torino, la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato un cittadino italiano di quarantuno anni per furto aggravato in concorso in abitazione ai danni di una persona anziana.
L’operazione, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Torino, si inserisce nel quadro di una più ampia e mirata attività di contrasto ai reati predatori commessi ai danni delle cosiddette “fasce deboli”.
L’attività info-investigativa ha permesso di individuare l’uomo nei pressi della Stazione di Torino Porta Nuova che con fare sospetto, si spostava continuamente all’interno dell’area fino a quando è salito a bordo di un taxi per raggiungere il quartiere Crocetta.
Una volta giunto in via Vespucci, l’uomo è rimasto in attesa per circa 10 minuti nei pressi di uno stabile; dopo aver citofonato alla vittima, è riuscito ad accedere all’appartamento, per poi uscirne di corsa poco dopo, dirigendosi verso Corso De Gasperi.
Proprio in questa circostanza gli operatori di polizia lo hanno bloccato e dalla perquisizione sono stati rinvenuti 4 anelli d’oro e la somma di denaro contante di 1.100€.
Da successivi accertamenti è emerso che l’anziano era stato contattato telefonicamente da un finto “Capitano dei Carabinieri”, che gli avrebbe riferito dell’arrivo di un suo collega presso la sua abitazione per l’accertamento di vari oggetti preziosi a seguito di una rapina avvenuta in una delle vie centrali di Torino, dove era stato rinvenuto un suo documento.
Nel corso della chiamata, il presunto carabiniere intimava l’anziano a riporre tutti gli oggetti preziosi su di un letto; nel frattempo l’uomo, il quarantunenne, entrava in casa per asportare tutto il materiale richiesto e tentare invano la fuga.
Colto in flagranza di reato, il quarantunenne è stato arrestato e la merce sequestrata riconsegnata al proprietario.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

Stellantis, la strategia di Filosa tra rilancio industriale e sfide globali

/

Le recenti dichiarazioni del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, delineano la direzione che il gruppo automobilistico intende seguire nei prossimi anni.

Dopo una fase caratterizzata da risultati altalenanti e da un contesto internazionale sempre più competitivo, il manager italiano ha illustrato un piano che punta a rafforzare la posizione dell’azienda attraverso investimenti, rinnovamento della gamma e maggiore efficienza industriale.

Un piano di crescita di lungo periodo

La nuova leadership intende sostenere un importante programma di investimenti destinato allo sviluppo di tecnologie, piattaforme produttive e nuovi veicoli. L’obiettivo è consolidare la presenza di Stellantis nei principali mercati mondiali e affrontare con maggiore efficacia la transizione verso la mobilità elettrica e connessa.

Secondo Filosa, il gruppo dispone delle risorse industriali e tecnologiche necessarie per affrontare le trasformazioni del settore, ma sarà fondamentale impiegare il capitale in modo selettivo, privilegiando i progetti con il maggiore potenziale di crescita.

Il ruolo dei marchi del gruppo

Uno dei punti centrali della strategia riguarda la valorizzazione dei numerosi brand che fanno parte di Stellantis. Alcuni marchi saranno chiamati a svolgere un ruolo di primo piano sui mercati internazionali, mentre altri manterranno una vocazione più territoriale, legata alle specificità delle aree in cui sono storicamente più forti.

La scelta riflette la necessità di concentrare gli investimenti sui brand capaci di generare maggiori volumi e margini, evitando duplicazioni e migliorando l’efficienza complessiva dell’offerta.

Le prospettive per l’Italia

Particolare attenzione è stata riservata agli stabilimenti italiani, tema che negli ultimi anni ha alimentato numerose preoccupazioni tra lavoratori e istituzioni. Filosa ha ribadito che il gruppo non prevede la chiusura degli impianti presenti nel Paese e ha indicato la volontà di assegnare nuove produzioni ad alcuni siti strategici.

L’intenzione è quella di mantenere una presenza industriale significativa in Italia, accompagnando la trasformazione tecnologica con nuovi modelli e aggiornamenti produttivi. Si tratta di un passaggio importante in una fase in cui la produzione automobilistica nazionale ha registrato una marcata contrazione rispetto ai livelli del passato.

Collaborazioni con i costruttori cinesi

Nelle sue dichiarazioni, Filosa ha evidenziato anche il valore delle partnership con aziende automobilistiche cinesi. Piuttosto che considerarle esclusivamente concorrenti, il manager vede in queste collaborazioni un’opportunità per accelerare l’accesso a nuove tecnologie e ampliare l’offerta in segmenti strategici.

Le alleanze industriali possono consentire una condivisione dei costi di sviluppo e una maggiore rapidità nell’introduzione di nuovi prodotti, aspetti particolarmente rilevanti in un settore che richiede investimenti sempre più elevati.

Una fase ancora delicata

Nonostante alcuni segnali positivi sul fronte economico, Stellantis continua a operare in un contesto complesso. La domanda automobilistica rimane incerta in diversi mercati, mentre la competizione internazionale si intensifica, soprattutto nel comparto delle vetture elettriche.

Il gruppo deve inoltre gestire contemporaneamente diverse sfide: l’elettrificazione della gamma, l’evoluzione delle normative ambientali, le tensioni commerciali tra le principali aree economiche e la necessità di preservare la redditività degli investimenti.

La sfida della nuova gestione

Le parole di Filosa segnano l’inizio di una nuova fase per Stellantis. La strategia presentata punta a coniugare crescita, innovazione e solidità industriale, cercando al tempo stesso di rassicurare dipendenti, investitori e governi sul futuro del gruppo.

Resta ora da verificare la capacità dell’azienda di tradurre gli obiettivi annunciati in risultati concreti. In un settore automobilistico in piena trasformazione, la rapidità di esecuzione e la capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato saranno fattori decisivi per il successo del piano industriale.

Accesso al credito più difficile per le imprese piemontesi

/

Per le imprese piemontesi continua a restringersi l’accesso al credito. La stretta sui finanziamenti non accenna ad allentarsi e colpisce in particolare le micro e piccole realtà produttive, che devono fare i conti con prestiti in diminuzione, costi del denaro elevati e prospettive economiche ancora fragili.

È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sui dati della Banca d’Italia relativi alle erogazioni alle attività produttive piemontesi tra l’ultimo trimestre del 2025 e il primo del 2026.

Nel dettaglio, in Piemonte i prestiti destinati alle micro e piccole imprese hanno registrato nel 2025 una flessione del 3,6%, un dato leggermente migliore rispetto alla media nazionale del -4%, ma comunque indicativo di una situazione di forte difficoltà. Nello stesso periodo, il totale delle imprese piemontesi ha segnato un calo dello 0,2%, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento dell’1,5%.

Tra le regioni con una contrazione ancora più marcata figurano Lombardia (-4,2%), Veneto (-4,9%) e Toscana (-5,8%). Parallelamente, continua a crescere il peso dei tassi di interesse: a dicembre 2025 il costo del credito per le imprese italiane risultava superiore di 189 punti base rispetto a giugno 2022. In Piemonte il divario arriva a 201 punti base, uno dei più elevati del Paese.

Una dinamica che, secondo Confartigianato Piemonte, penalizza da anni il tessuto produttivo locale, soprattutto le realtà artigiane e di dimensioni minori, spesso alle prese con condizioni di accesso ai finanziamenti sempre più complesse.

“La ripresa del credito in Piemonte, così come nel resto del Paese, continua a mostrarsi debole e poco uniforme, con le micro e piccole imprese che subiscono ancora il peso degli alti costi dei finanziamenti e della mancanza di una reale spinta alla crescita – dichiara Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – A fronte di Istituti di Credito sempre più versati all’attività finanziaria (i bilanci sempre più corposi danno loro ragione: c’è da riflettere sul fatto che questi crescano col progressivo atrofizzarsi dell’economia reale) le imprese artigiane sono sempre meno interessate ad investire. In fondo perché dovrebbero, visto il palese retrocedere dello Stato dal ruolo di garante, soprattutto in materia fiscale, come abbiamo visto col tira e molla sul bonus innovazione. Per non parlare del fatto che l’economia è così stagnante e la predazione fiscale così insensata da portare famiglie ed imprese a chiedere prestiti per pagare le tasse e far fronte al quotidiano più che per fare sviluppo”.

A pesare ulteriormente è il livello dei tassi applicati alle aziende piemontesi. Il TAE medio regionale si attesta infatti al 5,13%, superiore alla media italiana del 4,95%. La Calabria è la regione più penalizzata con il 6,81%, mentre l’Emilia-Romagna si conferma quella con il credito più conveniente, pari al 4,43%.

Guardando ai singoli comparti, il settore delle costruzioni è quello che sostiene il costo del denaro più elevato: in Piemonte il TAE raggiunge il 6,69%, contro una media nazionale del 6,04%. Più contenuti, ma comunque elevati, i tassi per le imprese dei servizi, ferme al 5,04%, mentre il manifatturiero esteso registra condizioni leggermente migliori con un tasso del 4,97%, pur restando sopra la media nazionale del comparto.

“Inutile parlare di innovazione e crescita – conclude Felici – quando il sistema creditizio è ingessato dai parametri di Basilea creati ad arte per allontanare il credito dall’economia reale. Lo Stato, posto che sia ancora in condizione di esplicare il suo ruolo di garanzia ed equilibrio, dovrebbe entrare in modo serio e attivo sul credito, non solo a supporto delle banche. La situazione rimane quindi delicata sia per gli imprenditori che hanno bisogno di credito per investire e crescere, sia per le famiglie che ricorrono ai finanziamenti per affrontare mutui e spese quotidiane”.

La procura indaga sull’appalto per i lavori della Città della Salute di Torino

La Procura di Torino ha avviato accertamenti sull’assegnazione dei lavori per il nuovo Parco della Salute, l’opera destinata a diventare il più importante cantiere cittadino dei prossimi anni. Il progetto, che prevede un investimento superiore al miliardo di euro, porterà alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero chiamato a sostituire le strutture delle Molinette e del CTO. Nell’ambito dell’inchiesta, i magistrati hanno disposto una serie di perquisizioni affidate alla Guardia di Finanza, che ha acquisito documentazione e supporti informatici per ricostruire le fasi della procedura di gara e verificare eventuali irregolarità.

Al centro delle verifiche vi sarebbe un contatto avvenuto poco prima dell’aggiudicazione dell’appalto tra la stazione appaltante e il consorzio poi risultato vincitore. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, alla società sarebbe stata comunicata un’informazione ritenuta particolarmente rilevante: il ritiro degli altri potenziali concorrenti dalla gara. Una circostanza che, se confermata, avrebbe consentito al consorzio di definire la propria offerta economica con un ribasso contenuto, ma comunque sufficiente per ottenere l’assegnazione dei lavori. Gli inquirenti intendono chiarire se, nella fase finale della procedura, il consorzio aggiudicatario abbia beneficiato di un trattamento di favore rispetto agli altri operatori coinvolti.

2 giugno, Torino festeggia 80 anni di Repubblica con un programma speciale

Martedì 2 giugno la Città di Torino celebrerà l’80° anniversario da quel 2 giugno 1946, quando le urne del referendum decretarono con il voto – che, per la prima volta, comprendeva anche quello delle donne – il passaggio del Paese ad un sistema politico repubblicano.

I festeggiamenti per questo anniversario “tondo” della Festa della Repubblica prenderanno il via come di consueto con la cerimonia dell’alzabandiera di piazza Castello alle ore 10 cui, insieme alle più alte autorità civili e militari, prenderà parte per la Città il sindaco Stefano Lo Russo.

Alle ore 17, sempre in piazza Castello, si terrà invece la cerimonia dell’ammainabandiera. Per la Città di Torino sarà presente l’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza Marco Porcedda.

Appuntamento speciale della giornata sarà l’evento “I Volti della Repubblica – 80 anni dal Referendum”, che si terrà al Teatro Regio. La serata accompagnerà il pubblico verso la diretta televisiva della celebrazione nazionale promossa dal Presidente della Repubblica in Piazza del Quirinale e trasmessa su Rai 1. Un’occasione per ripercorrere ottant’anni di storia repubblicana attraverso la musica, le immagini e il racconto del percorso che ha contribuito a costruire l’identità del nostro Paese e della nostra città.

L’evento è un’iniziativa della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino e Teatro Regio Torino.

Il programma prenderà il via alle ore 19 e 30 con i saluti istituzionali del sindaco Stefano Lo Russo e delle autorità cittadine. A seguire, la CFM Big Band, diretta dal maestro Claudio Chiara, proporrà un viaggio musicale nella tradizione swing americana degli anni Quaranta, eseguendo un’antologia brani da Benny Goodman a Glenn Miller.

La serata proseguirà con la proiezione del video “Torino: la Storia della Città, da Augusta Taurinorum a oggi”, un filmato di 18 minuti realizzato da Punto Rec Studios che ripercorre l’evoluzione storica e culturale del territorio, con il contributo di Iren e il sostegno di Camera di commercio di Torino e di Urban Lab Torino.

Spazio anche al talento del Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, diretto e accompagnato al pianoforte dal Maestro Claudio Fenoglio, protagonista di un percorso musicale che affida alla voce delle nuove generazioni l’espressione dei valori di crescita e convivenza civile. Le sonorità luminose e coinvolgenti di A Little Jazz Mass di Bob Chilcott trasformeranno la tradizione corale in un linguaggio aperto, dinamico e inclusivo; Adrift! (Alla deriva) di Joseph L. Rivers evocherà, con intensità poetica, il tema del viaggio e della ricerca di un approdo comune. Completa il programma la celebre scena del Sandmann (l’Omino della sabbia) e dei bambini-biscotto da Hänsel e Gretel di Engelbert Humperdinck, pagina capace di restituire tutta la dimensione consolatrice e immaginifica della fiaba.

La manifestazione culminerà con la visione in diretta su Rai 1 della celebrazione nazionale promossa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella direttamente da piazza del Quirinale. Lo spettacolo racconterà gli ottant’anni di storia del Paese attraverso un ricco cast di ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Paola Cortellesi, Roberto Bolle, Fabrizio Gifuni, Gianni Morandi, Claudio Baglioni e Annalisa.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Vivaticket
Per garantire l’accessibilità le persone con disabilità sono pregate di effettuare la prenotazione contattando l’info Point · box office di Fondazione per la Cultura Torino (piazza Palazzo di Città 5/A; dal martedì al sabato, ore 10.30–18.00; biglietteria@fpct.it; 011- 4249144)

TorinoClick

Cultura, intesa tra Regione Piemonte e Fondazione CRT per i fondi ai progetti

BANDI TRIENNALI 

Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Marina Chiarelli: «Grazie all’impegno congiunto diamo una risposta positiva alla qualità e alla grande partecipazione espressa dal nostro territorio». La presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi: «L’incremento delle risorse messo in campo rappresenta un segnale concreto di attenzione e responsabilità verso il sistema culturale e sociale del nostro territorio».

Grazie all’impegno congiunto tra la Regione Piemonte e Fondazione CRT, tutti i progetti idonei nelle graduatorie dei bandi triennali della cultura saranno finanziati sia nel 2026 che nel 2027.

Dei 3,6 milioni di euro necessari allo scorrimento delle graduatorie per le due annualità, la metà sarà infatti messa a disposizione dalla Fondazione CRT nell’ambito del Protocollo di collaborazione attivo con la Regione Piemonte, portando così a 356 le realtà culturali finanziate su tutto il territorio, 70 in più rispetto al triennio precedente.

Come già evidenziato anche durante l’ultima riunione del Tavolo della cultura il 15 maggio, per i bandi del triennio 2025–2027, pur essendo la dotazione finanziaria superiore a quella del triennio 2022–2024, 8,3 milioni rispetto agli 8 all’avvio del triennio precedente, non è stato possibile finanziare subito l’intera graduatoria, sia perché sono aumentati i soggetti che hanno presentato domanda risultando finanziabili, sia perché è cresciuto il valore del singolo contributo erogato.

A fronte di questa situazione, la Regione, in accordo con il Consiglio regionale, si era impegnata a individuare risorse ulteriori, per garantire la piena copertura di tutti i soggetti ammissibili sul biennio 2026/2027.

«Ringraziamo la Fondazione CRT per il supporto sinergico e prezioso, frutto di una collaborazione consolidata nel tempo. Oggi manteniamo un impegno assunto di fronte al Consiglio regionale e alle realtà culturali del nostro Piemonte portando a oltre 10 milioni di euro lo stanziamento previsto per i bandi triennali della cultura, 2 milioni in più rispetto al triennio precedente – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli – La nostra ferma volontà è quella di dare continuità ai tantissimi soggetti ammissibili, valorizzando le eccellenze locali e sostenendo le realtà che rendono vivo il comparto culturale. In questo contesto, la collaborazione istituzionale con le fondazioni di origine bancaria si conferma uno strumento efficace per promuovere uno sviluppo culturale diffuso e di altissimo livello su tutto il territorio piemontese».

«L’incremento delle risorse messo in campo rappresenta un segnale concreto di attenzione e responsabilità verso il sistema culturale e sociale del nostro territorio. In particolare, l’aumento dei fondi destinati agli enti culturali consentirà di offrire nuove opportunità a progettualità di qualità che meritano di essere valorizzate e garantire un’offerta culturale vivace, diffusa e variegata – dichiara la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -. Questo impegno si inserisce pienamente nel ruolo di sussidiarietà che la Fondazione CRT svolge accanto agli enti territoriali: una collaborazione che non si limita a integrare risorse, ma che contribuisce ad attivare energie, competenze e reti, moltiplicando le opportunità per comunità, enti e cittadini.»

Per quanto riguarda il cronoprogramma amministrativo relativo all’assegnazione dei contributi per i bandi dell’anno in corso, l’obiettivo condiviso con il Tavolo della cultura è di arrivare alla conclusione del percorso entro il mese di luglio per i soggetti già finanziati ed entro ottobre per quelli che potranno beneficiare dello scorrimento delle graduatorie.

Operazione nazionale della Polizia di Stato: 1335 arresti di cui 111 nel Torinese e oltre 450 kg di droga sequestrati

Si è conclusa ieri un’operazione a livello nazionale ad alto impatto investigativo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e del porto abusivo di armi. L’attività ha rafforzato il controllo nelle zone più sensibili, per prevenire episodi di violenza, anche tra minori. L’operazione di alto impatto nazionale è stata condotta dagli investigatori delle Squadre Mobili, coordinati dal Servizio Centrale Operativo.

 

L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento anche degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e di altri uffici delle Questure, ha portato all’arresto di 1335 soggetti, di cui 31 minorenni e 2358 denunce a piede libero, tra cui 142 minori.

 

Sono stati sequestrati complessivamente circa 450 kg di sostanze stupefacenti, suddivisi in 48 kg di cocaina, 379 kg di cannabinoidi e 7 kg di eroina.

 

A testimonianza dell’efficacia dell’attività di prevenzione, sono state sequestrate 111 armi da fuoco, anche a canna lunga tra cui un fucile d’assalto, diverse armi da guerra e un giubbotto antiproiettili nonché numeroso munizionamento.

 

Particolare attenzione è stata riservata al contrasto del porto di armi bianche, soprattutto in ambito giovanile, rinvenendo 250 armi bianche, tra cui taglierini, tirapugni, taser, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole e accette.

 

Nel corso dell’operazione, sono state identificate 297.071 persone, di cui 15.665 minorenni. I controlli si sono concentrati all’interno di quartieri cittadini e nelle vicinanze di locali notturni, dove si registra un maggior consumo di droga.

Per quanto riguarda l’attività sul territorio torinese, coordinata dalla Squadra Mobile di Torino e che ha visto il coinvolgimento di altri Uffici della Questura (UPGeSP, Commissariati di P.S. competenti per territorio e Divisione PAS), del Reparto Prevenzione Crimine e del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, sono state arrestate 111 persone e denunciate 281 in stato di libertà. Complessivamente sono stati sequestrati 13,5 kg di sostanza stupefacente, tra questi: sette chili e mezzo di hashish, oltre due chili di marijuana, un chilo e duecento grammi di cocaina e seicento grammi di eroina. Sono state anche sequestrate 11 armi da taglio e un’arma da guerra.

Ponte del 2 giugno, traffico in aumento anche in Piemonte: primi rallentamenti verso Liguria e laghi

Prime code e traffico in crescita sulle principali direttrici del Piemonte per il lungo ponte del 2 giugno. Già dalla serata di ieri si registra un aumento dei flussi in uscita da Torino verso la Liguria, la Valle d’Aosta e le località lacustri del Nord Italia. Particolarmente monitorate la Torino-Savona, la A4 Torino-Milano e i collegamenti verso il confine francese, con rallentamenti attesi soprattutto nelle fasce orarie di punta del weekend.

L’ultimo fine settimana di maggio coincide infatti con il primo grande banco di prova della mobilità estiva. Secondo Anas, fino a martedì 2 giugno sono previsti circa 45 milioni di spostamenti lungo la rete stradale e autostradale italiana, tra viaggi brevi e lunghe percorrenze, con una forte concentrazione verso le località balneari.

Per gestire l’aumento del traffico, Anas ha predisposto un piano straordinario di monitoraggio e assistenza. “Il ponte del 2 giugno rappresenta il primo grande appuntamento di mobilità dell’estate – ha dichiarato l’AD di Anas Claudio Andrea Gemme – nei prossimi giorni ci aspettiamo un incremento significativo dei flussi di traffico lungo tutta la nostra rete stradale e autostradale”.

Nel corso del weekend i maggiori disagi sono previsti lungo le arterie dirette verso il mare, in particolare tra Liguria e Toscana, ma anche sulle principali dorsali tirreniche e adriatiche. I rientri verso le grandi città inizieranno già dal 1° giugno, per intensificarsi nella giornata di martedì 2 giugno.

Anas ha annunciato il rafforzamento della presenza su strada con circa 2.500 operatori impegnati nei servizi di sorveglianza e pronto intervento, oltre alle sale operative attive h24 per il monitoraggio in tempo reale della circolazione.

Previsto inoltre lo stop ai mezzi pesanti: sabato 30 maggio dalle 9 alle 14, domenica 31 maggio dalle 9 alle 22 e martedì 2 giugno dalle 7 alle 22.

Muore sul colpo operaio investito sulla Torino – Piacenza

/

Un’auto guidata da un ragazzo ieri pomeriggio ha sterzato per evitare le auto in coda e ha investito un operaio. L’incidente al casello di Alessandria Ovest sull’autostrada Torino-Piacenza ha causato la morte di un ausiliario della viabilità che faceva  defluire il traffico. Il dipendente della società che gestisce la tratta e’ morto sul colpo. L’investitore è negativo all’alcoltest e non ha riportato ferite ma sarà sottoposto ad altre verifiche anche per capire se stava usando il cellulare al momento dell’impatto.