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Export del vino: il Piemonte unica regione in crescita

Cirio e Bongioanni: «Risultato straordinario, superata la Toscana, davanti resta solo il Veneto. Proseguire nella strategia di promozione e attivare l’Osservatorio vitivinicolo sui mercati»

«Il Piemonte è l’unica regione d’Italia che cresce nell’export di vino, con un +0,5% nel primo trimestre 2026 a fronte delle esportazioni dell’intera Italia che pagano un -8,2% rispetto all’analogo periodo del 2025. A livello nazionale superiamo la Toscana e davanti a noi resta solo il Veneto. È un segnale straordinario, la prova che – pur nella complessità della situazione globale – il sistema vino del Piemonte non è stato a guardare ma ha saputo reagire con prontezza, puntando a nuovi mercati e offrendo una produzione capace di intercettarli. Per consolidare e rafforzare ancora questo risultato puntiamo l’attenzione sulle nuove strategie di promozione che la Regione ha varato per accompagnare i nostri produttori e sull’attivazione dell’Osservatorio vitivinicolo».

Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni commentano i dati della ricerca di WineNews condotta su dati Istat. Il Piemonte, con 255,2 milioni di euro di export nel periodo gennaio-marzo 2026, è seconda regione in Italia dopo il Veneto con 621,4 milioni di euro, regione che però paga un crollo del -9,7% rispetto al primo trimestre 2025, e prima della Toscana con 251,6 milioni di valore assoluto e un calo del -8,3%.

«Fra le tre regioni sul podio – proseguono Cirio e Bongioanni il Piemonte è l’unica con il segno più. Ciò significa che l’offerta fortemente differenziata delle sue produzioni vinicole ha saputo rispondere con rapidità ai dazi, al crollo o alla chiusura di mercati tradizionali e sintonizzarsi rapidamente con nuovi quadranti, come abbiamo visto anche nelle ultime occasioni di incontro con buyer internazionali come quelli dell’Asia e Pacifico a Vinexpo di Hong Kong. Un plauso va sicuramente ai nostri imprenditori. E proprio per questo, ora più che mai si rivela strategica l’idea dell’Osservatorio vitivinicolo della Regione Piemonte che stiamo mettendo in piedi, e che insieme alle Università e con il contributo dell’intelligenza artificiale potrà fornire loro le indicazioni scientifiche sui mercati verso cui orientare le specifiche produzioni, e a quali condizioni economiche».

La polizia blocca il “free party” ai Giardini reali

Nell’ambito delle consuete attività di prevenzione e controllo, operatori della Polizia di Stato sono venuti a conoscenza di una festa techno (“Disconi Reali”) da svolgersi nella tarda serata di venerdì, ai Giardini Reali di Torino, e che si sarebbe protratta in avanti per l’intera nottata.
L’iniziativa, riconducibile all’area eterogenea del  dissenso sociale, quello dei “free party”, contraddistinto da logiche di autogestione e  che utilizza la musica elettronica come spazio di espressione antagonista e di dissenso nei confronti dei modelli sociali tradizionali, è stato impedito sul nascere in virtù di servizi predisposti dalla Questura di Torino, con contingenti della Forza Pubblica di pronto impiego e  Funzionari della Polizia di Stato a coordinamento dell’attività di prevenzione, proseguita per tutta la notte fra venerdì e sabato.
Analogamente, nella notte fra sabato e domenica, specifici servizi dedicati ad eventuali iniziative estemporanee musicali non autorizzate sono stati coordinati dalla Polizia di Stato all’interno del Parco della Colletta, ove nelle ultime settimane si è registrata la presenza di soggetti di origine sudamericana e di area antagonista che organizzano feste con musiche ad alto volume, richiamando sul luogo centinaia di persone.
Con la collaborazione di personale dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, già a partire dalle ore pomeridiane, l’intera area del Parco, che presenta 3 accessi principali e due strade sterrate di collegamento, è stata vigilata con numerosi passaggi appiedati e con le Volanti, al fine di assicurare il presidio di tutti i punti sensibili ed impedendo il transito a furgoni per il trasporto dell’attrezzatura necessaria per lo svolgimento dell’evento, che di fatto non ha avuto  luogo.
I controlli continueranno con cadenza regolare.

Stellantis, dossier Torino: a Roma una settimana chiave per il futuro dell’auto

Questa settimana Roma ospita due appuntamenti importanti per il futuro di Stellantis nel nostro Paese. Da un lato il confronto tra i vertici europei del gruppo e le organizzazioni sindacali, dall’altro l’audizione parlamentare del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, chiamato a chiarire strategie e investimenti per gli stabilimenti italiani.

L’attenzione è concentrata soprattutto sui siti produttivi di Mirafiori, Melfi, Cassino, Pomigliano, Atessa e Termoli, che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con una produzione ridotta e un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. I sindacati chiedono indicazioni concrete sui nuovi modelli da assegnare agli impianti italiani, sui livelli occupazionali e sui tempi previsti per il rilancio delle attività.

Per Stellantis l’Italia continua a rappresentare un mercato e una base industriale di rilievo, ma la sfida è trasformare gli annunci in risultati misurabili. La transizione verso l’elettrico, la concorrenza internazionale e la debolezza del mercato europeo dell’auto rendono infatti particolarmente delicata la fase che il settore sta attraversando.

Tra i dossier più sensibili resta quello di Torino e di Mirafiori, simbolo storico dell’automobile italiana, dove istituzioni e parti sociali chiedono maggiori garanzie sul futuro produttivo e occupazionale.

Gli incontri romani arrivano quindi in un momento decisivo. L’obiettivo è capire se il piano industriale del gruppo sarà in grado di riportare crescita, investimenti e stabilità negli stabilimenti italiani, offrendo prospettive più solide ai lavoratori e all’intera filiera dell’automotive nazionale.

Più cantieri con meno disagi, nasce a Torino la regia digitale

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Uno strumento unico, digitale e georeferenziato, per programmare e gestire in modo efficace e coordinato tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. È la nuova piattaforma digitale per la gestione del territorio della Città di Torino, che è stata presentata  a Palazzo Civico dal sindaco Stefano Lo Russo insieme all’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta e alladirettrice generale dell’ente Alessandra Cimadom. Obiettivo: ridurre al minimo i disagi dei cantieri per la cittadinanza.

L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.

“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi,  assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.

“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.

La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.

“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.

Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:

CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.

CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.

CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.

La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).

È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.

La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.

TorinoClick

Carceri: “ennesima aggressione a Torino, ancora sangue, ancora violenza”

IL SAPPE: “BASTA, I POLIZIOTTI PENITENZIARI NON POSSONO ESSERE LASCIATI SOLI”

TORINO, — Ancora sangue, ancora violenza, ancora agenti della Polizia Penitenziaria feriti mentre svolgono il proprio dovere al servizio dello Stato. È l’ennesimo episodio che testimonia il livello ormai insostenibile di tensione e pericolosità nel sistema penitenziario piemontese.

A denunciarlo sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vincente Santilli, segretario regionale del SAPPE per il Piemonte, che lanciano un accorato ma fermissimo grido d’allarme alle istituzioni.

“Sabato, presso il Tribunale di Torino, si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Un detenuto di nazionalità gambiana, appresa la notizia del rinvio dell’udienza al lunedì successivo, ha dato in escandescenze, iniziando a inveire contro il personale di scorta, sputando, tentando di divincolarsi violentemente e opponendo una feroce resistenza”, spiegano i sindacalisti.

“Nel corso delle operazioni di contenimento – proseguono Capece e Santilli – un Sovrintendente è stato morso alla parte superiore della coscia, riportando una evidente lacerazione cutanea e una prognosi di dieci giorni. Un altro poliziotto ha subito una lacerazione all’avambraccio, mentre gli altri componenti della scorta hanno riportato lesioni e contusioni giudicate guaribili fino a cinque giorni. Si tratta di donne e uomini dello Stato che escono di casa per lavorare e rischiano quotidianamente di non farvi ritorno indenni”.

Il SAPPE esprime “il più sincero apprezzamento e la più profonda gratitudine al personale coinvolto, che ha dimostrato straordinaria professionalità, sangue freddo, equilibrio e senso del dovere, riuscendo a contenere il detenuto nel pieno rispetto delle procedure operative e ad evitare conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi”.

“Ma non possiamo limitarci ai ringraziamenti di circostanza”, incalzano Capece e Santilli. “Siamo indignati e stanchi di assistere all’ormai quotidiano bollettino di guerra che arriva dalle carceri e dai servizi di traduzione. La Polizia Penitenziaria continua a pagare un prezzo altissimo in termini fisici, psicologici e professionali nell’indifferenza generale. I nostri poliziotti non possono e non devono essere lasciati soli”.

Il SAPPE torna quindi a chiedere con forza interventi immediati e concreti da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia.

“È indispensabile accelerare l’adozione di strumenti idonei a garantire la sicurezza del personale. Auspichiamo che anche in Piemonte, quanto prima, il personale del Corpo venga dotato dello spray al peperoncino, già sperimentato positivamente in altri contesti operativi, affinché possa disporre di adeguati strumenti di difesa e contenimento di fronte alle continue aggressioni cui è esposto. Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare in sicurezza”.

“Occorrono inoltre maggiori investimenti, organici adeguati, tutele effettive e una diversa considerazione istituzionale per il Corpo di Polizia Penitenziaria”, concludono i dirigenti del SAPPE. “Ogni aggressione contro un appartenente alla Polizia Penitenziaria è un’aggressione allo Stato. Continuare a sottovalutare questa emergenza significa assumersi la responsabilità morale e politica di ciò che potrebbe accadere domani. Prima che sia troppo tardi, le istituzioni battano un colpo”.

Mille partecipanti alla Stracandiolo

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RACCOLTI 15 MILA EURO PER L’ISTITUTO DI CANDIOLO – IRCCS

 La “gara per la ricerca” è organizzata dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro in collaborazione con Torino City Marathon. 

Sono stati circa mille i runner che hanno partecipato questa mattina alla 25ª edizione della Stracandiolo, la “corri per la ricerca” che unisce sport e solidarietà e che è ormai diventata un appuntamento classico del podismo piemontese. Partenza e arrivo si sono svolti, come di consueto, all’interno dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Quest’anno la Stracandiolo assume un significato ancora più speciale, inserendosi nelle celebrazioni per il 40° anniversario della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro: un importante traguardo fatto di impegno, solidarietà e risultati condivisi, raggiunti grazie al sostegno di migliaia di persone.

L’intero ricavato delle iscrizioni è stato devoluto alla Fondazione, organizzatrice dell’evento in collaborazione con Torino City Marathon e Torino Road Runners ASD. Quest’anno sono stati raccolti 15.000 euro, destinati a sostenere le attività di cura e ricerca dell’Istituto.

La gara competitiva di 8,2 km, riservata agli atleti tesserati FIDAL, Runcard o EPS, è stata vinta in campo maschile da Said Hachchach (Torino Road Runners) con il tempo di 27’47”, mentre in campo femminile il successo è andato a Francesca Mentasti (Pro Sesto Atletica Cernusco) in 28’15”. Accanto alla competizione si è svolto anche un percorso ludico-motorio: una camminata aperta a persone di tutte le età, con la possibilità di partecipare in squadra con pettorali personalizzati.

Commentando il successo dell’edizione 2026 della Stracandiolo, il Direttore Generale della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala, ha dichiarato: “Dal 1999 la Stracandiolo – Corri per la Ricerca accompagna la crescita dell’Istituto di Candiolo – IRCCS e sostiene le attività della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. Questa edizione è ancora più speciale perché coincide con i 40 anni della Fondazione: quarant’anni di cura, ricerca e visione che hanno portato Candiolo a diventare ciò che è oggi, grazie alla generosità di chi ha scelto di stare al nostro fianco. Ogni risultato raggiunto porta la firma dei nostri sostenitori. Vogliamo crescere sempre di più per continuare a mantenere la promessa fatta a chi ha bisogno di cure e a chi, da quarant’anni, rende possibile tutto questo”.

 

Clima sempre più estremo, agricoltura sotto pressione anche in Piemonte

Confagricoltura  chiede interventi strutturali

Dalle temperature eccezionalmente elevate registrate a maggio alle violente grandinate che hanno colpito il Piemonte nei primi giorni di giugno, il comparto agricolo regionale si trova ad affrontare una stagione segnata da eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, è necessario accelerare sugli investimenti infrastrutturali e riconoscere concretamente il contributo che l’agricoltura può offrire nella lotta ai cambiamenti climatici.

I dati diffusi da ARPA Piemonte il 4 giugno evidenziano un quadro particolarmente anomalo. Maggio 2026 si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni. Nell’ultima parte del mese le temperature hanno superato le medie stagionali fino a 8-10 gradi, mentre lo zero termico è rimasto per diversi giorni oltre la quota dei 4.000 metri. In 57 stazioni meteorologiche della rete regionale sono stati registrati nuovi record di temperatura massima.

L’ondata di calore ha inoltre accelerato lo scioglimento della neve accumulata durante l’inverno, riducendo rapidamente le riserve idriche. A questo si è aggiunto un forte deficit di precipitazioni: nel mese di maggio è piovuto il 44% in meno rispetto ai valori storici di riferimento e la portata del Po, rilevata a Isola Sant’Antonio, è risultata inferiore del 46%.

Dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità, il 2 giugno la situazione meteorologica è cambiata radicalmente. Temporali particolarmente violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno attraversato diverse aree del Piemonte, dal Torinese orientale al Chivassese, dal Vercellese al Monferrato, fino alle province di Asti e Alessandria. In alcune zone sono caduti chicchi di grandine fino a sei centimetri di diametro, mentre il vento ha raggiunto velocità prossime ai 100 chilometri orari.

Tra i territori più colpiti figura il Monregalese, dove i noccioleti di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana hanno riportato danni molto pesanti. Le prime valutazioni indicano una perdita potenziale superiore al 50% della produzione. I tecnici di Confagricoltura stanno inoltre effettuando sopralluoghi per quantificare gli effetti delle precipitazioni violente su seminativi e colture orticole.

“Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. “Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L’acqua c’era quest’inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata. Al tempo stesso – aggiunge Allasia – vogliamo ricordare che l’agricoltura non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell’impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati e infrastrutture idriche finalmente all’altezza dei tempi”.

Metropolitana di Torino, lavori estivi ma il servizio è garantito

 INTERVENTI DI MANUTENZIONE PIANIFICATI NEI GIORNI DI MINORE AFFLUENZA 

  • Lavori concentrati nelle sole mattinate di sei domeniche e l’intera giornata del 9 agosto
  • Attivo un servizio di bus sostitutivi (linea M1S)

 

La metropolitana di Torino garantirà il regolare servizio per tutta l’estate, compreso il mese di agosto. Per proseguire i necessari interventi di manutenzione straordinaria e aggiornamento tecnologico, riducendo al minimo l’impatto sui passeggeri, GTT in accordo con la Città, ha infatti definito un calendario di chiusure programmate esclusivamente nei giorni e nelle fasce orarie in cui la richiesta di trasporto è tradizionalmente più bassa.

Gli interventi – che riguarderanno il rinnovo dei server centrali, l’aggiornamento degli apparati della rete di comunicazione e la manutenzione della via di corsa – si svolgeranno secondo una programmazione già stabilita, che concentra i lavori nelle sole mattinate di alcune domeniche estive, con un’unica giornata di chiusura totale domenica 9 agosto. Nelle tratte e negli orari di volta in volta interessati dai lavori la continuità del viaggio sarà garantita dai bus sostitutivi della linea M1S.

GTT invita l’utenza a pianificare i propri spostamenti tenendo conto delle modifiche e a consultare gli avvisi in tempo reale sui canali ufficiali.

Di seguito il dettaglio del calendario dei lavori e delle relative tratte gestite con bus sostitutivi. 

Calendario delle modifiche al servizio (domeniche)

I treni della metropolitana seguiranno una programmazione ridotta nelle fasce orarie indicate; il resto della linea funzionerà regolarmente.

  • 14 giugno (ore 7.00 – 12.00) e 28 giugno (ore 7.00 – 12.00): servizio metro attivo solo tra Porta Nuova e Bengasi. Nella tratta Fermi – Porta Nuova il servizio sarà garantito da bus sostitutivo
  • 12 luglio (ore 7.00 – 12.00) e 19 luglio (ore 7.00 – 12.00): servizio metro attivo solo tra Fermi e Bernini. Nella tratta Bernini – Bengasi il servizio sarà garantito da bus sostitutivo
  • 2 agosto (ore 7.00 – 12.00): Servizio metro attivo solo tra Bernini e Bengasi. Nella tratta Fermi – Bernini il servizio sarà garantito da bus sostitutivo
  • 9 agosto (intera giornata): Il servizio passeggeri della metropolitana sarà completamente sospeso sull’intera tratta Fermi – Bengasi. Il servizio sarà interamente garantito da bus sostitutivi

In caso di conclusione anticipata dei lavori nelle singole giornate, il servizio della metropolitana verrà ripristinato immediatamente e comunicato in tempo reale sui canali ufficiali GTT.

Prima giornata di lavori – Domenica 14 giugno (ore 7.00 – 12.00)

Dettaglio del percorso e delle fermate della linea bus M1S per la tratta Fermi – Porta Nuova 

PERCORSI

 

  • Direzione Porta Nuova FS (Torino): dal capolinea di Collegno (fermata n. 3709 – “Fermi Cap.”) prosegue per via De Amicis, via Richard Oriente, via Vittorio Sassi, corso Fratelli Cervi, via De Amicis, via Magenta, corso Francia, corso Francia (Torino), piazza Massaua, corso Francia, piazza Rivoli, corso Francia, piazza Bernini, corso Francia, piazza Statuto, corso San Martino, piazza XVIII Dicembre, corso Bolzano, ponte Europa, corso Inghilterra, corso Vittorio Emanuele II, largo Vittorio Emanuele II, corso Vittorio Emanuele II (Porta Nuova FS).
  • Direzione Fermi (Collegno): da corso Vittorio Emanuele II (Porta Nuova FS) prosegue per corso Vinzaglio, corso Matteotti, corso Bolzano, piazza XVIII Dicembre, corso San Martino, piazza Statuto, corso Francia, piazza Bernini, corso Francia, piazza Rivoli, corso Francia, piazza Massaua, corso Francia (Collegno), via De Amicis dove, dopo la fermata n. 844 – “Fermi”, effettua capolinea presso la banchina della carreggiata centrale (di fronte al capolinea della linea CP1) alla fermata n. 3709 – “Fermi Cap”.

FERMATE LINEA BUS SOSTITUTIVA M1S

 

Direzione PORTA NUOVA

Direzione VIA DE AMICIS (Fermi)

 

3709 – FERMI CAP.

2699 – FERMI SUD

851 – PARADISO

965 – MARCHE

2654 – MASSAUA OVEST

12 – POZZO STRADA

959 – MONTE GRAPPA

13 – RIVOLI

955 – RACCONIGI

17 – BERNINI OVEST

1072 – PRINCIPI D’ACAJA

1298 – XVIII DICEMBRE

1300 – PORTA SUSA

561 – VINZAGLIO

35 – RE UMBERTO

39 – PORTA NUOVA

40 – PORTA NUOVA

36 – RE UMBERTO

32 – VITTORIO EMANUELE II

3576 – PORTA SUSA SUD

1411 – XVIII DICEMBRE

1082 – PRINCIPI D’ACAJA

18 – BERNINI EST

954 – RACCONIGI

956 – RIVOLI

958 – MONTE GRAPPA

960 – POZZO STRADA

Da oggi partono da Torino i treni regionali per le località balneari

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Dal 14 giugno al 13 settembre 2026 tornano i “Regionali del Mare”, i collegamenti ferroviari diretti del fine settimana che uniscono il Piemonte alla Riviera romagnola, offrendo una soluzione pratica, sostenibile ed economica rispetto all’utilizzo dell’auto privata.

Anche nella stagione estiva 2026 sarà possibile raggiungere senza effettuare cambi alcune delle più frequentate località balneari dell’Emilia-Romagna, tra cui Rimini, Riccione, Miramare, Misano Adriatico e Cattolica. I collegamenti saranno operativi ogni sabato e domenica, facilitando gli spostamenti verso la costa adriatica.

L’offerta prevede complessivamente quattro treni al giorno: due corse in direzione Riviera romagnola e due per il rientro verso il Piemonte.

Le partenze da Torino Porta Nuova sono programmate alle 6.20 e alle 7.00. Dopo le fermate previste nelle principali stazioni lungo il tragitto, i convogli raggiungeranno Pesaro rispettivamente alle 12.02 e alle 12.29.

Per il viaggio di ritorno, i treni lasceranno Pesaro alle 14.11 e alle 16.05, con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20.44 e alle 21.15.

Sia all’andata sia al ritorno sono previste fermate nelle stazioni di Torino Lingotto, Asti, Alessandria, Voghera, Piacenza, Bologna Centrale, Rimini, Rimini Miramare, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica.

Il progetto è frutto della collaborazione tra Regione Piemonte e Regione Emilia-Romagna e si inserisce nelle iniziative congiunte dedicate alla promozione della mobilità sostenibile e del turismo ferroviario tra le due regioni. Nel corso delle passate edizioni il servizio ha raccolto un consenso sempre maggiore tra i passeggeri, confermando l’interesse per collegamenti diretti tra il Piemonte e le località della costa adriatica.

«I “Regionali del Mare” rappresentano un servizio sempre più apprezzato dai cittadini piemontesi e da chi sceglie il treno per raggiungere la Riviera romagnola in modo comodo, sostenibile e senza stress – dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi – Questo collegamento conferma quanto sia importante investire in una mobilità integrata e attenta alle esigenze del turismo e dei territori. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e, in particolare, l’assessora ai Trasporti Irene Priolo per la collaborazione e il lavoro condiviso che rendono possibile anche per il 2026 questo servizio molto atteso».

“Monumenti” naturali da tutelare: il patrimonio geologico del Piemonte è accessibile on-line

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Dalle “terre ballerine” di Montaldo Dora alle Rocche del Tanaro, dai fossili del Pliocene in Valle Botto nell’Astigiano alla caldera del supervulcano della Valsesia: il patrimonio geologico del Piemonte è accessibile on-line attraverso il nuovo Portale dei geositi. Realizzato da Regione, Arpa Piemonte e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, lo strumento digitale mette a disposizione le mappe interattive e le schede informative del Catasto regionale dei 53 geositi regionali finora censiti. Si tratta di un work in progress: l’elenco è il risultato di una prima ricognizione a seguito delle manifestazioni di interesse degli attori locali e sarà arricchito di nuove aggiunte.

Cosa sono i geositi

Si tratta di siti di interesse geologico di particolare importanza per la ricostruzione della storia geologica dell’area in cui si trovano, tanto da poter determinare un interesse alla loro conservazione. Sono singolarità geologiche come siti ricchi di fossili, minerali, elementi morfologici del paesaggio. Per rarità, valore scientifico, bellezza paesaggistica, fruibilità culturale e didattica, possono essere considerati dei veri e propri “monumenti” geologici da tutelare, salvaguardare e valorizzare. I geositi rappresentano la geodiversità di un territorio, intesa come la naturale varietà di rocce, minerali, fossili, processi geologici, geomorfologici e pedologici, e di tutti quei processi che creano le condizioni necessarie allo sviluppo della vita sulla Terra.

Attraverso il Geoportale è possibile consultare l’elenco dei geositi e di accedere alle schede descrittive, che illustrano caratteristiche, criteri di riconoscimento e informazioni scientifiche utili alla comprensione del contesto geologico. Il Catasto regionale raccoglie i siti selezionati sulla base di criteri, quali rappresentatività della geodiversità, interesse scientifico, accessibilità e potenzialità didattica e turistica, diventando così un supporto per la pianificazione territoriale e per la diffusione della conoscenza scientifica.

La realizzazione del catasto è frutto della collaborazione tra RegioneArpa PiemonteUniversità degli Studi di Torino e Museo Regionale di Scienze naturali, che hanno condiviso competenze e strumenti per costruire un sistema informativo dedicato alla tutela del patrimonio naturale. Dal punto di vista tecnologico, il Geoportale integra servizi Webgis, database e strumenti narrativi come le storymap, che offrono una fruizione moderna e accessibile, sia agli utenti esperti sia al pubblico generale. Il portale è liberamente consultabile online e i dati sono disponibili con licenza Creative Commons 4.0, per favorire il riutilizzo delle informazioni per finalità scientifiche, educative e istituzionali.

«Il Piemonte – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e difesa del suolo, Marco Gabusi – continua a investire nell’innovazione e nella valorizzazione del proprio patrimonio naturale attraverso strumenti capaci di unire conoscenza, tutela e promozione del territorio. Questo Geoportale rappresenta un passo importante perché consente di raccontare in modo semplice e accessibile luoghi unici che custodiscono milioni di anni di storia e che possono diventare sempre più occasioni di crescita culturale, educativa e turistica. Rendere fruibili questi contenuti significa anche rafforzare la consapevolezza del valore ambientale delle nostre comunità e delle eccellenze diffuse su tutto il territorio regionale».