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La sfida della robotica parte da Torino

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IL PIEMONTE PUNTA A RAFFORZARE LA LEADERSHIP
L’Unione Industriali Torino propone un piano per ricerca, innovazione e formazione

Torino, 29 giugno 2026 – Investire su ricerca, innovazione e competenze per consolidare la leadership del Piemonte nella robotica e accompagnare la trasformazione del sistema manifatturiero. È questo l’obiettivo del piano d’azione presentato dall’Unione Industriali Torino insieme al report “Robotica: posizionamento strategico dell’Italia e di Torino”, illustrato durante l’incontro “Intelligenza industriale: Torino protagonista della robotica”.

Lo studio fotografa un comparto in forte crescita. A livello mondiale il mercato della robotica è destinato a raddoppiare entro il 2030, raggiungendo un valore di circa 200 miliardi di dollari. In questo scenario l’Italia ricopre un ruolo di primo piano: è il secondo produttore europeo di robot, con il 25% della produzione continentale, seconda anche per numero di installazioni e sesta nel mondo per esportazioni, che nel 2024 hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari.

Il Piemonte rappresenta il cuore nazionale del settore. Sul territorio regionale si concentra il 28,6% delle imprese italiane della robotica, quasi la metà del fatturato complessivo (48,7%) e oltre il 64% degli addetti.

L’Unione Industriali Torino punta ora a trasformare il patrimonio di competenze sviluppato nel settore automotive in un vantaggio competitivo stabile anche nella robotica avanzata. Per riuscirci propone la costruzione di una rete che coinvolga università, centri di ricerca, imprese, startup, investitori e istituzioni, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo, l’adozione e la diffusione delle nuove tecnologie robotiche, favorendo anche la partecipazione delle piccole e medie imprese.

“Torino è la terza città d’Europa, dopo Francoforte e Monaco, per investimenti nella robotica. Significa che qui esiste un sistema produttivo capace di essere protagonista di un trend destinato a crescere ancora nei prossimi anni. Torino ha tutte le caratteristiche per guidare questa trasformazione: una grande tradizione manifatturiera, aziende capaci di produrre macchinari e servizi ad alto valore aggiunto, un forte ecosistema della ricerca, il Politecnico, l’Università. Dobbiamo avere la capacità di guardare al ‘what’s next’, a ciò che verrà dopo. Come Unione Industriali Torino il nostro obiettivo è mettere insieme questi punti di forza. Non esiste una sola vocazione della città: dobbiamo far dialogare le diverse eccellenze e costruire una visione comune. La robotica è una delle partite decisive che possiamo giocare”, ha dichiarato Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Il piano si sviluppa lungo due direttrici principali: il rafforzamento della ricerca e sviluppo e la formazione del capitale umano.

Sul fronte delle competenze, l’obiettivo è che entro il 2028 il 60% delle aziende associate attive nella robotica avanzata abbia avviato programmi di aggiornamento professionale per il personale tecnico, sfruttando gli strumenti e i fondi disponibili.

Per incentivare gli investimenti in ricerca e innovazione, il documento propone invece una serie di misure fiscali aggiuntive rispetto agli strumenti già esistenti, come il credito d’imposta, l’iperammortamento e la Legge Sabatini. Tra le proposte figura il rilancio di una nuova ACE (Aiuto alla Crescita Economica), che preveda la detassazione di una quota degli utili reinvestiti in progetti coerenti con i paradigmi Industria 4.0 e 5.0.

Il report suggerisce inoltre di introdurre un meccanismo che consenta alle startup e alle PMI innovative di trasformare il credito d’imposta per ricerca e sviluppo in liquidità immediata, attraverso un sistema di cash refund, accompagnato da rigorosi controlli successivi e dalla possibilità di certificare preventivamente i progetti presso enti qualificati, come università e centri di competenza.

Accanto agli interventi pubblici, l’Unione Industriali sottolinea anche la necessità di rafforzare gli strumenti di finanziamento privato, dal venture capital al leasing operativo, per evitare che le startup più promettenti scelgano ecosistemi esteri più attrattivi sotto il profilo finanziario.

Il Piemonte può infatti contare su una filiera industriale già altamente specializzata, composta da produttori di robot industriali tra i pochi in Europa in grado di competere sui mercati internazionali, affiancati da system integrator, aziende della componentistica e numerose realtà che operano nella robotica collaborativa, nei veicoli mobili autonomi (AMR), nell’aerospazio, nella difesa e nell’automazione avanzata.

“Nelle aziende stiamo già vedendo nascere molti progetti che integrano intelligenza artificiale e industria. È un’onda di trasformazione straordinaria. Torino non deve dimostrare di saper produrre: lo ha già fatto nella sua storia. Deve dimostrare di saper guidare la prossima rivoluzione industriale”, ha concluso Marco Gay.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, dei centri di ricerca, delle fondazioni e delle principali realtà impegnate nello sviluppo dell’innovazione e della robotica.

Mirafiori si ferma per quattro settimane, cresce la preoccupazione per l’automotive torinese

Non c’è pace per Mirafiori, tra promesse di rilancio e periodi di crisi. Lo storico stabilimento ex Fiat e oggi Stellantis interromperà la produzione per quattro settimane tra la fine di luglio e la seconda metà di agosto.  Una pausa estiva più lunga del previsto che riaccende i timori sullo stato di salute del settore automobilistico torinese. I motivi dello stop?

Secondo l’azienda, lo stop è legato sia alla pausa estiva sia a difficoltà nella disponibilità di alcuni componenti. Per i sindacati, però, c’è da allarmarsi: il prolungarsi dei fermi produttivi è il segnale di una situazione che resta fragile e che continua a pesare sullo stabilimento.

Le preoccupazioni riguardano anche l’occupazione. Nei prossimi mesi scadranno diversi contratti di lavoratori interinali e il rallentamento della produzione potrebbe rendere più complicata la loro conferma.

La situazione di Mirafiori riflette le difficoltà che stanno attraversando l’intero comparto dell’auto a Torino. Tra il rallentamento del mercato, la transizione verso l’elettrico e l’incertezza sui futuri investimenti, anche le aziende dell’indotto guardano con apprensione ai prossimi mesi.

Sindacati e istituzioni chiedono un piano industriale capace di garantire nuovi modelli e maggiori prospettive produttive, nella convinzione che il futuro di Mirafiori resti centrale non solo per Stellantis, ma per l’economia e l’occupazione dell’intero territorio torinese. Il sindaco Lo Russo chiede l’impegno del Governo.

Il piano regionale per la sicurezza del territorio: “Investire sulla prevenzione”

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DISSESTO IDROGEOLOGICO

 

La Regione Piemonte ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione delle risorse 2026 destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, per un valore complessivo di oltre 27 milioni di euro.

Il Piano, predisposto dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo, comprende 15 interventi distribuiti sul territorio piemontese e rappresenta una strategia articolata che coniuga opere di difesa idraulica, consolidamento dei versanti, interventi prioritari e un innovativo programma di rilocalizzazione degli edifici esposti al rischio idrogeologico.

Nel dettaglio, la proposta della Regione comprende:

– Savigliano (CN) – Difesa del territorio comunale dal torrente Mellea (IV lotto – secondo stralcio). Importo richiesto: 930.000 euro.
– Torino – Adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino per incrementare la sicurezza idraulica. Importo richiesto: 3.800.000 euro.
– Trasquera (VB) – Rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso (intervento “win-win”). Importo richiesto: 44.000 euro.
– Clavesana (CN) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 1.200.000 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Rilocalizzazione di edifici in area a rischio alluvionale (intervento “win-win”). Importo richiesto: 860.000 euro.
– Arquata Scrivia (AL) – Rilocalizzazione di un immobile in area esposta al rischio idraulico (intervento “win-win”). Importo richiesto: 94.808,50 euro.
– Volpeglino (AL) – Messa in sicurezza dell’abitato interessato da dissesto idrogeologico. Importo richiesto: 499.713,42 euro.
– Camburzano (BI) – Consolidamento dei versanti sovrastanti gli abitati di via Maffiotti. Importo richiesto: 620.000 euro.
– Piedicavallo (BI) – Sistemazione idraulica del torrente Chiobbia. Importo richiesto: 3.460.000 euro.
– Verrua Savoia (TO) – Adeguamento della quota e della sagoma dell’argine sinistro del fiume Po. Importo richiesto: 3.061.698,18 euro.
– Mongrando (BI) – Messa in sicurezza del fronte franoso in località Cerchia. Importo richiesto: 3.815.000 euro.
– Gravellona Toce (VB) – Sistemazione idraulica del bacino del torrente Stronetta. Importo richiesto: 3.779.242,40 euro.
– Sant’Ambrogio di Torino (TO) – Demolizione del ponte della SP 198 sul torrente Dora Riparia. Importo richiesto: 137.577,87 euro.
– Varallo (VC) – Messa in sicurezza del versante roccioso in località Proia, inserito tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 545.000 euro.
– Carrega Ligure (AL) – Realizzazione dell’opera di difesa della SP 147, inserita tra gli interventi prioritari. Importo richiesto: 4.985.000 euro.

Tra gli elementi più innovativi della proposta regionale figurano i quattro interventi integrati di rilocalizzazione, che consentono di trasferire gli edifici maggiormente esposti al rischio idraulico e idrogeologico. Una soluzione che permette di eliminare definitivamente situazioni di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione delle opere di difesa e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.

«Con questa proposta – ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi – confermiamo una scelta chiara: investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei piemontesi. Abbiamo costruito una programmazione che nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali, individuando gli interventi più urgenti e strategici».

Secondo l’assessore Gabusi, «accanto alle tradizionali opere di difesa idraulica e di consolidamento dei versanti abbiamo scelto di valorizzare anche strumenti innovativi come gli interventi di rilocalizzazione “win-win”, che in alcune situazioni consentono di eliminare definitivamente il rischio anziché limitarne gli effetti. È un cambio di paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico, che guarda alla sicurezza delle persone, alla sostenibilità ambientale e a un utilizzo sempre più efficace delle risorse pubbliche».
Gabusi ha concluso sostenendo che «attendiamo il completamento dell’iter ministeriale, consapevoli di aver presentato una proposta solida, equilibrata e costruita con un unico obiettivo: rendere il Piemonte sempre più resiliente di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai territori».

Le Gru XXL, da domani più grande con un investimento di più di 80 milioni di euro

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Torino, Piano Estate 2026: sostegno agli anziani contro il caldo e tante iniziative per bambini e ragazzi

Il Comune di Torino ha attivato il Piano Estate 2026, un programma che punta a garantire supporto ai cittadini più vulnerabili durante i mesi più caldi e, allo stesso tempo, a offrire numerose opportunità educative e ricreative dedicate ai più giovani.

Emergenza caldo: servizi dedicati alle persone fragili

Per affrontare le ondate di calore estive, l’amministrazione comunale ha attivato un piano di intervento realizzato insieme ad ASL, Protezione Civile e Polizia Municipale, con particolare attenzione agli anziani e alle persone più esposte ai rischi delle alte temperature.

Tra le misure previste figurano 16 centri climatizzati, distribuiti nelle diverse Circoscrizioni della città, dove sarà possibile trovare ambienti freschi grazie alla presenza di impianti di climatizzazione e ventilatori.

Rimane inoltre operativo il servizio Aiuto Anziani, disponibile 24 ore su 24 al numero 011 011 33333, attraverso il quale è possibile ricevere informazioni, consulenza e assistenza.

Possono accedere ai servizi di supporto i residenti nel Comune di Torino che siano autosufficienti e che non abbiano già attivo un progetto di assistenza domiciliare.

Estate per bambini e ragazzi: giochi, attività e socializzazione

Il Piano Estate dedica ampio spazio anche ai più giovani con un ricco calendario di attività organizzate nell’ambito di Nidi d’Estate, Bimbi Estate ed Estate Ragazzi, iniziative pensate per favorire il divertimento, la crescita educativa e la socializzazione durante la pausa scolastica.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Torino e numerosi partner, tra cui la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione Ufficio Pio, la Fondazione per la Scuola, il Consorzio Xkè? ZeroTredici e Abbonamento Musei Piemonte.

 

Finestre difettose al grattacielo: tre milioni risarciti alla Regione

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La Regione ha incassato 3 milioni di euro come risarcimento per l’anomalia a quasi un migliaio (sono 822 vetrate per la precisione) di vetrate del Palazzo.

La vicenda risale al 2016, quando – mentre era in corso il cantiere del Palazzo di via Nizza – furono riscontrati dall’allora Direzione lavori difetti e anomalie (tecnicamente delaminazioni) a un migliaio delle 2800 finestre del Palazzo. I controlli eseguiti sulle finestre, e anche gli studi sulla presunta usura, affidati dalla Regione al Cnr e ad altri esperti di parte, e poi la Commissione di collaudo, confermarono che il difetto non minava in alcun modo la sicurezza e la tenuta degli infissi, ma che si trattava di difetti estetici, che rendevano comunque gli infissi non adeguati allo standard della fornitura. Dopo aver incaricato un perito, la Regione ha tentato l’escussione della polizza fideiussoria a disposizione. L’assicurazione però impugno il provvedimento davanti al tribunale civile di Bologna.

«All’inizio di giugno – spiega il legale della Regione, l’avvocato Maria Laura Piovano – è arrivata la sentenza del tribunale di Bologna che ha riconosciuto le ragioni dell’ente, intimando il pagamento della somma di 2 milioni e 912mila euro, comprensivo delle spese legali. Dopo un breve periodo di trattativa la scorsa settimana l’assicurazione ha erogato la somma dovuta».

«Esprimo soddisfazione per il buon esito di questa controversia che abbiamo portato avanti perché sebbene i difetti delle finestre siano solo di natura estetica, era giusto tutelare il denaro pubblico e pretendere i danni – dichiara l’assessore al Patrimonio Gianluca Vignale – Oggi il Palazzo è il cuore pulsante della macchina amministrativa regionale, frequentato da migliaia di dipendenti e da centinaia di visitatori quotidiani. Lavoriamo per renderlo sempre di più un hub di servizi per il quartiere e la città a conferma di quello che diciamo spesso e cioè che il grattacielo è la casa di tutti i piemontesi».

 

Dal 6 luglio torna attivo l’autovelox in corso Unità d’Italia

 

Dopo il necessario periodo di pre-esercizio e la posa della segnaletica prevista dalla normativa, dalla mezzanotte di lunedì 6 luglio entrerà ufficialmente in funzione il nuovo autovelox fisso di corso Unità d’Italia.

Il nuovo impianto per il controllo elettronico della velocità, regolarmente approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è collocato sulla passerella ciclopedonale sopraelevata nei pressi della Scuola di Amministrazione Aziendale. L’apparato rileverà automaticamente da remoto, con fotogrammi, le infrazioni per il superamento del limite di velocità di 70 chilometri orari.

La fornitura e la realizzazione del nuovo impianto sono state affidate a 5T, società in house della Città di Torino, per un totale di 198mila euro.

L’autovelox, la cui presenza sarà segnalata dall’apposita segnaletica prescritta dal Ministero, rileverà e terrà traccia dei veicoli che oltrepassano il limite di velocità consentito e invieranno al centro di controllo di 5T i dati e le immagini dei transiti per le operazioni di accertamento e verbalizzazione da parte della Polizia Locale. Non sarà tenuta traccia di dati sensibili e immagini relative a veicoli che non risultino in presunta violazione.

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A Doha Città di Torino, Politecnico e Compagnia di San Paolo rafforzano il dialogo con il Qatar

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Prosegue a Doha la missione istituzionale congiunta della Città di Torino, del Politecnico di Torino e della Compagnia di San Paolo, che ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare le relazioni con le principali istituzioni del Qatar nei settori della cultura, dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo urbano, organizzata con il supporto dell’Ambasciatore d’Italia in Qatar, Paolo Toschi, che ha accompagnato e favorito lo sviluppo del programma di incontri istituzionali.

La delegazione, composta dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dal Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati e dal Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha incontrato la Sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente di Qatar Museums e figura di riferimento della politica culturale del Paese, con la quale è stato proseguito un approfondito confronto sulle opportunità di collaborazione tra Doha e Torino nel campo dell’arte, della cultura, della creatività e dell’innovazione culturale.

Nel corso dell’incontro sono state esplorate le possibilità di sviluppare progettualità comuni tra le istituzioni culturali del Qatar e quelle torinesi, valorizzando le eccellenze della città nel campo museale, universitario, artistico e della produzione culturale contemporanea. Particolare attenzione è stata dedicata alla grande iniziativa che Qatar Museums inaugurerà alla fine del mese di ottobre con un’importante esposizione dedicata a Giuseppe Penone, uno dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e tra i principali esponenti dell’Arte Povera. In tale occasione, la Città di Torino, il Politecnico di Torino e la Compagnia di San Paolo sono stati invitati a presentare l’esperienza torinese quale modello internazionale di integrazione tra cultura, innovazione, ricerca, tecnologia e sviluppo sociale. La missione ha inoltre consentito di consolidare la collaborazione accademica tra il Politecnico di Torino e la Hamad Bin Khalifa University.

Durante l’incontro tra il Rettore Stefano Corgnati e il Presidente dell’Università, Ahmad M. Hasnah, sono stati definiti i prossimi passi per l’attivazione di un double degree e del nuovo Bachelor’s Degree in Aerospace Engineering, consolidando ulteriormente i rapporti scientifici e formativi tra i due Atenei.

La missione è proseguita con l’incontro istituzionale con il Ministro della Municipalità del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, nel corso del quale sono stati approfonditi i possibili ambiti di collaborazione nei servizi pubblici locali, nella sicurezza alimentare, nella sostenibilità urbana e nella gestione del ciclo dei rifiuti, valorizzando le competenze scientifiche, tecnologiche e industriali sviluppate dal sistema torinese e individuando possibili opportunità di cooperazione tra le rispettive istituzioni.

“Torino sta costruendo un modello di sviluppo nel quale cultura, innovazione, università e ricerca rappresentano elementi inscindibili. Il confronto con una realtà dinamica e internazionale come Doha conferma il valore di questa strategia e apre nuove prospettive di collaborazione tra le nostre istituzioni culturali, accademiche e scientifiche. La cultura rappresenta oggi uno straordinario motore di crescita economica, innovazione e coesione sociale e Torino vuole essere protagonista di questa sfida internazionale” dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo.

“Il Politecnico di Torino è oggi un hub internazionale capace di mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica, design, cultura e creatività. È proprio questa capacità di contaminazione tra discipline diverse a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse emersi nel confronto con i nostri interlocutori qatarini. Le prospettive aperte da questa missione confermano il valore di un ecosistema nel quale università, istituzioni, fondazioni e mondo culturale collaborano per trasformare la ricerca e la conoscenza in opportunità concrete di innovazione, sviluppo e crescita internazionale”, afferma il Rettore Stefano Corgnati.

“La collaborazione tra istituzioni rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema Torino. Cultura, ricerca, formazione e innovazione costituiscono un patrimonio comune che può generare opportunità di respiro internazionale. Il dialogo consolidato a Doha conferma l’interesse verso un modello che mette in rete competenze, investimenti e progettualità per produrre sviluppo culturale, economico e sociale” sottolinea il Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli.

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Fiumi e laghi in difficoltà, temperature record: il Piemonte monitora l’emergenza acqua

Emergenza idrica, riapre l’Osservatorio regionale

La Regione Piemonte torna ad attivare gli strumenti di monitoraggio per fronteggiare la crescente criticità legata alla scarsità d’acqua. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, dopo la pubblicazione dell’ultimo bollettino idro-meteorologico di Arpa Piemonte, che evidenzia un quadro preoccupante sotto il profilo delle precipitazioni e della disponibilità delle risorse idriche.

Tra le misure decise dalla Regione figurano la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e l’istituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Secondo Arpa Piemonte, nell’ultimo mese le precipitazioni sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il deficit ha interessato l’intero territorio regionale, con le situazioni più marcate nelle aree settentrionali e orientali, dove gli scarti hanno raggiunto il 50%.

Anche il bilancio delle precipitazioni dall’inizio dell’anno idrologico rimane negativo, con una riduzione del 23% rispetto ai valori normali. Le condizioni di siccità vengono attualmente classificate tra lievi e moderate, soprattutto a causa delle scarse piogge registrate nei mesi di marzo e aprile.

Sul fronte delle temperature, maggio si è chiuso con valori medi superiori di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Nonostante una prima parte del mese relativamente fresca, il maggio 2026 è risultato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte.

Le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi mostrano anch’esse una situazione critica. A maggio la disponibilità complessiva è risultata inferiore del 31% rispetto ai valori medi, principalmente per il rapido scioglimento del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

I corsi d’acqua presentano portate significativamente ridotte rispetto alle medie storiche. Tra i casi più evidenti figurano il Sesia a Palestro, con una portata inferiore del 67%, e i fiumi Tanaro, Varaita e Toce, che registrano deficit vicini al 50%. Anche il Po, all’uscita del bacino piemontese, evidenzia una riduzione della portata media mensile pari al 46%.

Preoccupano inoltre i livelli della falda superficiale, che in molte zone del Piemonte risultano inferiori ai valori medi stagionali e, in alcuni casi, superano il 75° percentile delle soggiacenze, un indicatore che potrebbe anticipare future situazioni di criticità.

I dati relativi a giugno confermano la tendenza negativa. Le precipitazioni registrate fino alla scorsa settimana sono risultate inferiori del 50% rispetto alla norma, con conseguenze dirette sulle portate dei corsi d’acqua. Le aree maggiormente in sofferenza sono quelle situate a sud del Po.

L’ultimo bollettino settimanale di Arpa Piemonte evidenzia inoltre temperature mediamente superiori di circa 2 gradi rispetto ai valori normali e precipitazioni molto scarse, con appena 5 millimetri di pioggia mediamente caduti sul bacino del Po.

Per i prossimi giorni le previsioni non lasciano intravedere miglioramenti significativi. Sono attese anomalie termiche comprese tra 4 e 5 gradi nella settimana in corso e fino a 5-6 gradi nella successiva, mentre le precipitazioni continueranno a mantenersi al di sotto della media climatica.

In questo contesto, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica con l’obiettivo di seguire costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai bacini artificiali e ai principali corsi d’acqua. Tra le novità figura anche la nascita di un tavolo tecnico dedicato esclusivamente al Lago Maggiore, uno dei sistemi idrici più strategici del Nord Italia.

Temporali e grandine nel Torinese e nella zona nord della città

Una giornata ancora calda e afosa a Torino con temperature sui 38 gradi. Ancora più caldo ad Alessandria, dove  il picco è stato di 40.2 gradi. Nel pomeriggio il fronte temporalesco si è sviluppato dalle Valli di Lanzo fin sulla la pianura si sono verificate grandinate  a La Cassa, Givoletto, Venaria e in alcune zone di Torin come Madonna di Campagna.  A Caselle Torinese il nubifragio ha causato il calo della temperatura: da 35 a 22 gradi.