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Torino Capitale della Cultura 2033, proposte per il dossier

I CITTADINI POSSONO ANCORA ADERIRE ENTRO IL 15 APRILE

Fare in modo che il dossier di candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 nasca anche con il contributo della cittadinanza e dei quartieri della città. È questa la scommessa di “L’Europa è di Casa”, progetto che prevede due open call, una per selezionare 8 artiste e artisti internazionali, disposti a lavorare non davanti a un pubblico, ma insieme ad esso,e a dare forma artistica alla creatività e alla visione collettiva e una seconda rivolta invece ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel progetto.

L’iniziativa è ideata da Torino 2033 nell’ambito della Candidatura a Capitale Europea della Cultura ed è realizzata e promossa dalla Rete delle Case del Quartiere in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, BJCEM –Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Gli 8 artisti selezionati dovranno guidare altrettanti gruppi di cittadini, un campione rappresentativo degli abitanti di Torino, eterogeneo per provenienza, formazione ed età, nella costruzione di 8 proposte artistico-culturali, destinate a entrare nel dossier ufficiale di candidatura. Una delle idee al centro della Candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è, infatti, che i cittadini non siano destinatari passivi, ma coautori, portatori di una visione che gli artisti sono chiamati a trasformare in linguaggio estetico e forma progettuale.

I presidi territoriali coinvolti sono le 8 Case del Quartiere distribuite in altrettante aree della città (Bagni Pubblici via Agliè, Barrito, San Salvario, Officine Caos, Casa nel Parco, Cascina Roccafranca, Cecchi Point, Più SpazioQuattro). Ciascun artista selezionato lavorerà in tandem con gli operatori delle Case, che garantiranno il radicamento nel territorio e la continuità del processo.

“Abbiamo scelto di costruire la candidatura di Torino attraverso un percorso strutturato di ascolto e coinvolgimento dell’ecosistema culturale e civico della città, riconoscendo ai cittadini un ruolo attivo di portatori di esperienze, bisogni, desideri e visioni. Il nostro obiettivo è dare forma a un processo condiviso, capace di rafforzare legami, partecipazione e immaginazione civica. In questo quadro, la dimensione europea rappresenta uno spazio concreto di dialogo tra differenze, di confronto tra pratiche e di costruzione comune. La scelta di coinvolgere artiste e artisti emergenti internazionali va nella direzione di mettere linguaggi contemporanei e comunità in una relazione viva e generativa, rimarcando il ruolo dei quartieri come luoghi di creatività, co-progettazione e visione”, ha dichiarato Agostino Riitano, direttore della Candidatura di Torino Capitale Europea della Cultura Torino 2033.

Le candidature degli artisti, complete di curriculum vitae, portfolio con almeno tre-cinque progetti partecipativi documentati e lettera motivazionale, devono essere inviate entro il 6 aprile 2026 all’indirizzo e-mail: v.lombardi@retecasedelquartiere.org.

Gli artisti saranno designati entro il 20 aprile e lavoreranno con la cittadinanza da maggio a settembre 2026.

I cittadini interessati a partecipare potranno aderire entro il 15 aprile tramite il sito www.retecasedelquartiere.org, oppure rivolgendosi alle loro Case di Quartiere.

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A Pasqua vince la cultura. Boom di visitatori nei musei torinesi

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Un grande successo di pubblico ha caratterizzato il lungo fine settimana pasquale ai Musei Reali di Torino, nel quale domenica 5 aprile (Pasqua), in occasione dell’iniziativa #domenicalmuseo, l’ingresso è stato gratuito registrando oltre 9.000 presenze.

 

Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile 2026, ai Musei Reali di Torino sono stati emessi 25.772 biglietti.

In particolare,16.606 hanno consentito la visita alle Collezioni permanenti e alle mostre dossier dedicate a grandi maestri del Rinascimento: Beato Angelico negli occhi di Bartholomeus Spranger. Giudizi Universali a confronto, ospitata fino al 3 maggio dallo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, e allo Spazio Leonardo, che espone, fino al 28 giugno, il disegno del genio vinciano Tre vedute di testa virile con barba.

814 sono stati i visitatori per la sola rassegna Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, allestita fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese.

Foto Guermani

Ottima è stata anche l’affluenza libera nei Giardini Reali – 8.352 – rilevata grazie a un applicativo digitale.

 

Per tutto il mese di aprile e per il ponte primaverile del 1° maggio, i Musei Reali di Torino accoglieranno residenti e turisti proponendo loro un ricco calendario di aperture straordinarie e una variegata offerta di visite speciali, per esplorare insieme percorsi museali meno noti e non sempre aperti al pubblico. I biglietti di ingresso al museo e quelli dedicati a percorsi segreti e visite speciali sono acquistabili in biglietteria e sul sito ufficiale dei Musei Reali di Torino nella sezione https://museireali.beniculturali.it/acquista/.

 

Il lungo ponte primaverile propone, inoltre, una serie di aperture speciali: sabato 25 aprile, Festa della Liberazione, i Musei Reali sono aperti dalle 9 alle 19 con ingresso gratuito (biglietti disponibili esclusivamente in museo, non disponibile online). Apertura straordinaria anche mercoledì 29 aprile, con orario 9–19 e venerdì 1° maggio, Festa dei Lavoratori, con tariffe ordinarie.

Infine, domenica 3 maggio, torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, che prevede l’ingresso gratuito dalle 9 alle 19 (con ritiro del biglietto direttamente in museo, non disponibile online).

cultura

Ecco  i dati dei visitatori nei 4 giorni del weekend di Pasqua (venerdì 3 – sabato 4 – domenica 5 – lunedì 6 aprile 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

GAM: 2.319 ingressi
MAO: 3.923 ingressi
Palazzo Madama: 5.048 ingressi

 

Totale Fondazione Torino Musei: nelle quattro giornate sono stati staccati 11.290 biglietti.

In tutto sono invece 11.500 le persone che hanno visitato il Museo nazionale del cinema di Torino nel weekend di Pasqua, da sabato 4 a lunedì 6 aprile 2026.

Ottimo risultato per il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile nel fine settimana di Pasqua: da venerdì 3 aprile a lunedì 6 aprile 2026 i visitatori sono stati 8.323. A questo numero si aggiungono i visitatori del Centro Storico Fiat che, negli stessi giorni, sono stati 810 per un totale di 9.133 sulle due sedi. Il giorno di maggior affluenza al MAUTO è stato domenica 5 aprile con un totale di 2.521 ingressi.

Molinette, operazione al colon con ipnosi clinica su paziente sveglio

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Chirurgia oncologica “awake”

Nei giorni scorsi, presso la Chirurgia Generale 1 universitaria dell’ospedale Molinette di Torino, diretta dal professor Mario Morino, è stato eseguito con successo un intervento di emicolectomia destra — ovvero l’asportazione della porzione destra del colon — su un paziente rimasto cosciente per tutta la durata dell’operazione. La procedura ha combinato anestesia loco-regionale e ipnosi clinica, segnando un risultato di grande rilievo clinico.

Il caso assume un’importanza particolare perché ha consentito di intervenire su un paziente precedentemente considerato inoperabile in anestesia generale. Secondo quanto riportato, si tratterebbe del primo caso documentato a livello internazionale di resezione colica maggiore realizzata attraverso questa specifica integrazione di tecniche.

Il paziente, un uomo pugliese di 76 anni, era affetto da una neoplasia sanguinante del colon destro e presentava condizioni cliniche estremamente complesse. Reduce da un lungo ricovero per una massiva embolia polmonare, complicata da grave insufficienza respiratoria, era stato escluso da altri centri chirurgici proprio per l’elevato rischio legato all’anestesia generale.

Come evidenziato dall’équipe anestesiologica delle Molinette, la ventilazione meccanica necessaria in questi casi avrebbe potuto provocare complicanze respiratorie imprevedibili.

Un protocollo innovativo tra chirurgia awake e ipnosedazione

Per superare queste criticità, il professor Morino insieme alla dottoressa Valentina Palazzo ha messo a punto un protocollo “awake” personalizzato. L’intervento è stato condotto mediante una combinazione di blocchi anestetici della parete addominale, sedazione cosciente e ipnosi clinica.

L’ipnosi ha avuto un ruolo determinante nel garantire la tollerabilità dell’intervento, riducendo in modo significativo lo stress psicologico e il ricorso ai farmaci sedativi. Ciò ha permesso di mantenere stabile il quadro neurovegetativo e di preservare la respirazione autonoma per tutta la durata della procedura.

Fondamentale è stata anche l’esperienza chirurgica del professor Morino, che ha adattato la tecnica operatoria a un contesto insolito, in cui rapidità e delicatezza risultano essenziali per il comfort del paziente sveglio.

Durante l’intervento, durato circa un’ora, il paziente ha dialogato con la dottoressa Palazzo, che attraverso tecniche ipnotiche lo ha guidato mentalmente lontano dalla sala operatoria, riportandolo simbolicamente nei suoi paesaggi familiari in Puglia.

Recupero rapido e senza terapia intensiva

Il decorso post-operatorio è stato definito “eccezionale”. Non è stato necessario il ricovero in terapia intensiva, che sarebbe stato invece previsto in caso di anestesia generale. Il paziente è stato trasferito direttamente in reparto e ha mostrato un recupero sorprendentemente rapido: già nelle prime 24 ore ha ripreso a camminare e ad alimentarsi, mentre la funzionalità intestinale si è ristabilita completamente entro il secondo giorno. Il dolore è rimasto sempre ben controllato.

Grazie a queste condizioni favorevoli, l’uomo ha potuto rientrare in Puglia in sicurezza pochi giorni dopo l’intervento.

“Questa esperienza rappresenta una nuova frontiera per i pazienti fragili”, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino. “Dimostra come l’integrazione tra eccellenza chirurgica, medicina personalizzata e tecniche come l’ipnosi clinica possa ampliare le possibilità della chirurgia oncologica, offrendo soluzioni anche a pazienti con rischi altrimenti proibitivi”.

Cultura contro crisi e disastri. Al Poli il Master che forma le nuove figure chiave del futuro

Il Politecnico di Torino inaugura il Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities”, il primo in Europa pensato per formare professionisti dotati di competenze digitali e strategiche, capaci di valorizzare il patrimonio culturale come risorsa viva per le comunità. L’obiettivo è rafforzarne la resilienza di fronte agli eventi climatici e contribuire alla sua salvaguardia.

In un contesto in cui il patrimonio culturale assume un ruolo sempre più centrale per il benessere sociale, economico e identitario, il Master si propone di rispondere a questa sfida formando figure in grado di integrare tecnologie avanzate, gestione del rischio e strategie di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Il percorso, a carattere internazionale e digitale, nasce dalla collaborazione con l’Università di Nîmes e il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Creta, con il coinvolgimento di UNESCO e Protezione Civile. Sono inoltre previsti tirocini presso università, enti pubblici e organizzazioni internazionali.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2026.

Il patrimonio culturale, riconosciuto a livello globale anche attraverso la Convenzione UNESCO, rappresenta oggi una leva strategica non solo per la tutela della memoria, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di affrontare le sfide contemporanee.

Con l’obiettivo di prevenire e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropici, inclusi quelli climatici, il Politecnico di Torino promuove il Master nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe RESILIAGE, attraverso la propria Scuola di Master e Formazione Permanente. Si tratta di un’iniziativa unica in Europa, che punta a formare professionisti capaci di combinare tecnologie digitali, analisi dei dati e strategie di disaster risk reduction per supportare istituzioni e comunità locali. L’approccio si basa su processi partecipativi e sull’utilizzo di strumenti digitali per valorizzare il patrimonio culturale come fattore di mitigazione, resilienza e ripresa in contesti sempre più esposti a eventi estremi.

Il programma introduce una visione innovativa del patrimonio, superando l’idea tradizionale di semplice bene da proteggere e ponendo al centro anche la dimensione immateriale fatta di tradizioni, pratiche e saperi locali, considerati elementi fondamentali per la capacità di adattamento delle comunità.

“Il patrimonio culturale, nel suo complesso materiale e immateriale, inteso come insieme di pratiche, saperi e identità che rendono le comunità più coese e capaci di reagire alle crisi, è un eccezionale volano per lo sviluppo dei territori, nonché un importante elemento che favorisce la resilienza di una comunità, contribuendo a migliorare la capacità di risposta e recupero di fronte a eventi avversi – spiega Rosa Tamborrino, Direttrice del Master e Coordinatrice del progetto europeo RESILIAGE -. Il cambiamento climatico è una minaccia per la conservazione di questo patrimonio e l’Europa deve abituarsi al fatto che gli eventi estremi non sono più un’eccezione: servono nuove competenze, strategie e capacità di coordinamento nelle comunità locali per rafforzare nel tempo la capacità delle comunità di prevenire, affrontare e superare situazioni di crisi. Il Master nasce proprio per formare professionisti capaci di analizzare il rischio e utilizzare strumenti operativi e tecnologici per supportare le comunità nella prevenzione, nella gestione delle emergenze e nel recupero post-evento attraverso la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”.

Dal digital mapping al crisis management: il percorso formativo

Il Master adotta un approccio interdisciplinare che unisce teoria e pratica, affrontando temi come l’analisi dei dati territoriali, la creazione di atlanti digitali del patrimonio e la valutazione delle vulnerabilità. Il programma include moduli dedicati a scenari reali di disastri, fondamenti teorici dell’inclusive heritage, disaster risk reduction, metodi digitali e data-driven, oltre a strumenti per sviluppare progetti basati su metodologie bottom-up e partecipative. Ampio spazio è dato al coinvolgimento delle comunità attraverso memorie collettive, pratiche culturali e conoscenze locali.

Il percorso si conclude con un project work sviluppato insieme a docenti e partner, con possibilità di tirocinio. Il Master si basa su una rete internazionale che coinvolge università, istituzioni e aziende, tra cui UNESCO, Université de Nîmes, il Natural History Museum dell’Università di Creta, Protezione Civile e Ithaca, PMI italiana specializzata nell’analisi dei dati da Osservazione della Terra.

Sbocchi professionali: nuove figure tra patrimonio e gestione del rischio

Il Master è rivolto a studenti e professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui valorizzazione del patrimonio, scienze sociali, architettura, pianificazione territoriale e digital humanities, oltre a operatori già attivi nel settore pubblico e privato.

L’obiettivo è formare figure capaci di operare all’intersezione tra gestione del patrimonio culturale e analisi dei rischi. Tra i profili emergenti si distingue quello dell’Heritage Risk Manager, specializzato nello sviluppo di strategie per prevenire danni e supportare la protezione e la valorizzazione del patrimonio, sia in emergenza sia in ottica preventiva e continuativa. Le competenze acquisite aprono inoltre opportunità presso enti pubblici, istituzioni e organizzazioni impegnate nella valorizzazione culturale.

Da Torino a Trondheim: modelli di comunità resilienti

Tra i casi studio analizzati figura Torino, esempio di città che ha saputo affrontare la de-industrializzazione valorizzando il proprio patrimonio e trasformandolo in una risorsa per lo sviluppo turistico e la consapevolezza civica.

Il programma si arricchisce inoltre delle esperienze del progetto RESILIAGE, che ha coinvolto comunità resilienti in diversi contesti europei, tra cui Trondheim in Norvegia, la municipalità di Karşıyaka in Turchia, alcune aree del Portogallo colpite da incendi, realtà in Belgio e nell’isola di Creta. Attraverso workshop e incontri con partner locali, i partecipanti potranno confrontarsi con pratiche e metodologie sviluppate in contesti differenti.

Le iscrizioni al Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities” sono aperte fino alle ore 14.00 del 30 aprile 2026. Tutte le informazioni su requisiti, modalità di accesso e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

Idee, impresa e futuro: il viaggio dell’imprenditoria femminile passa da Torino

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La mostra “Made in Italy impresa al femminile”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con la Federazione dei Cavalieri del Lavoro e la Fondazione Marisa Bellisario, prosegue il suo itinerario facendo tappa a Torino, presso il Grattacielo Piemonte, dopo essere stata ospitata a Roma e Milano.

Dal 7 al 24 aprile, grazie alla collaborazione con la Regione Piemonte, sarà possibile visitare il percorso espositivo dedicato a oltre 100 imprenditrici italiane che si sono distinte nei rispettivi ambiti, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico, sociale e civile del Paese.

L’inaugurazione si è svolta oggi alla presenza dell’assessore al Patrimonio della Regione Piemonte Gian Luca Vignale, del direttore dell’Assessorato al Lavoro, Formazione Professionale e Diritto allo Studio della Regione Piemonte Giovanni Bocchieri, della rappresentante della Casa del Made in Italy di Torino Milena Orso Giacone, della referente piemontese della Fondazione Bellisario Valeria Ferrero, della rappresentante della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Franca Audisio Rangoni, della presidente del Comitato Impresa Donna del MIMIT Valentina Picca Bianchi e di numerose imprenditrici protagoniste della mostra, tra cui Brigitte Sardo, anche presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Torino.

Allestita in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, la mostra propone un percorso articolato che affianca le esperienze di grandi imprenditrici del passato a quelle di protagoniste contemporanee e startupper. Attraverso fotografie, video e oggetti simbolici, vengono raccontate storie che attraversano tutti i principali settori produttivi italiani: dalla moda all’elettronica, dalla cinematografia alla ristorazione, dalle cantine più prestigiose all’informatica, dalla farmaceutica all’aerospazio, dall’artigianato alla cosmesi, dall’industria armatoriale all’acciaio, dalla musica all’editoria, fino al turismo e all’enogastronomia. Ne emerge un racconto corale fatto di coraggio e determinazione, che testimonia il contributo fondamentale delle donne alla crescita del Paese. Alcune delle imprenditrici presenti sono state insignite del titolo di Cavaliere del Lavoro e hanno ricevuto anche il “Premio Marisa Bellisario”.

Tra le imprenditrici selezionate figurano anche quattro rappresentanti del Piemonte: Elena Miroglio (Miroglio Fashion, Alba), Brigitte Sardo (Sargomma, Torino), Teresa Novarese Cerutti (Gruppo Cerutti, Casale Monferrato) ed Elisa Farinetti (Broken Arms Games, Acqui Terme).

“Aprire la casa dei piemontesi ad una mostra di tale valenza – ha affermato Gian Luca Vignale, assessore al Patrimonio della Regione Piemonte – costituisce per noi un doppio valore, in quanto oltre che luogo di lavoro il nostro Grattacielo vuole essere anche uno spazio di frequentazione per i cittadini. Inoltre, viene rappresentata una parte importante del tessuto imprenditoriale del Piemonte come le sue imprese femminili di eccellenza, attive nei comparti più diversi”.

“Questa mostra mette in luce il contributo delle donne alla costruzione del Made in Italy” ha dichiarato Valentina Picca Bianchi, presidente del Comitato Impresa Donna presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Oggi in Italia le imprese femminili sono circa un milione e trecentomila e rappresentano una componente strutturale del nostro sistema produttivo. Portare l’esposizione fuori dal Ministero e avviare un tour nelle città italiane significa far circolare queste storie nei territori, contaminare contesti diversi e stimolare nuove generazioni verso l’imprenditoria femminile e giovanile. La narrazione dell’impresa ha un valore generativo: le storie di imprenditrici diventano esempi che ispirano altre storie e nuove imprese. Perché le storie d’impresa, quando vengono raccontate, non restano solo memoria: diventano futuro”, ha aggiunto.

La mostra è realizzata con il supporto tecnico di Invitalia, soggetto gestore del programma Imprenditoria Femminile previsto dal PNRR e finanziato con risorse Next Generation EU (NGEU).

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00.
Sede: Grattacielo Piemonte, piazza Piemonte 1, Torino.

Pasqua tragica sulle strade piemontesi: morti un bimbo di 8 anni e un ragazzo di 22

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Un ragazzo di 22 anni è morto nella notte tra sabato e domenica a Chieri, in provincia di Torino, a seguito di un incidente stradale.

Secondo le prime informazioni, il giovane avrebbe perso il controllo dell’auto mentre percorreva una strada nei pressi di una rotonda. Il veicolo si è ribaltato e l’impatto è stato fatale.

I soccorritori, arrivati sul posto poco dopo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sono in corso accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.

Nel pomeriggio di Pasqua invece, un bambino di 8 anni è morto in un incidente stradale sull’autostrada A21 in cui sono rimasti coinvolti lui e suo padre tra i caselli di Felizzano e Asti Est, in direzione Torino. Sembra che la moto viaggiasse sulla corsia di sorpasso quando si è scontrata con una vettura schiantandosi contro il guardrail.

Un altro incidente mortale sulle strade piemontesi è avvenuto ieri, quando una persona è morta a Gravellona Toce, nel pomeriggio. Una vettura con due persone a bordo si è ribaltata per cause da accertare sula strada provinciale. Sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

Dolce (cara) Pasqua quanto ci costi

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PASQUA

I conti delle feste: uova e colombe, prezzi e costi a confronto

Cara, carissima Pasqua. La Festa più attesa è arrivata. L’inverno è ormai alle spalle, insieme alla Quaresima. Il tempo del digiuno e dei freddi è finito. Finalmente c’è la primavera, la vita che si risveglia. Una festa così va, assolutamente, onorata. Gli italiani, manco a dirlo, hanno già fatto spese e scorte. Non è festa, non è Pasqua senza la più classica delle colombe né senza il più iconico uovo di cioccolata. Ma i prezzi?

Leggi l’articolo su L’identità:

Dolce e (cara) Pasqua, quanto ci costi

Il futuro del trasporto pubblico: Torino accelera con nuove reti e guida autonoma

Torino spinge sull’innovazione della mobilità, avanzando su due fronti strategici: la riorganizzazione del trasporto pubblico extraurbano e lo sviluppo della guida autonoma. Entrambi i percorsi entrano ora in una fase operativa, con l’obiettivo di tradurre le sperimentazioni in servizi concreti per cittadini e territori.

Da un lato, si è chiuso il confronto con i Comuni sul PAINT, il Piano dell’accessibilità e intermodalità della Città metropolitana. Il progetto punta a una rete più semplice e integrata, con collegamenti verso Torino più efficienti, maggiore copertura oraria e tariffe più eque. Entro la primavera è attesa la proposta definitiva, che sarà alla base dei futuri bandi per il trasporto pubblico locale.

Dall’altro, la città consolida il proprio ruolo di laboratorio avanzato per la mobilità autonoma. Con la sperimentazione AuToMove e il Living Lab ToMove, Torino testa navette senza conducente e soluzioni basate su intelligenza artificiale e infrastrutture smart. L’obiettivo è superare la fase pilota e avviare un’adozione su scala urbana.

In questo contesto si inserisce l’evento “Mobilità autonoma: il futuro si disegna a Torino”, occasione di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca sulle condizioni necessarie per integrare queste tecnologie nel trasporto pubblico.

Il filo conduttore è unico: costruire un sistema di mobilità più efficiente, sostenibile e accessibile, capace di adattarsi nel tempo e rispondere alle nuove esigenze di cittadini, imprese e territorio.

Pasqua all’insegna del bel tempo: sole e temperature primaverili a Torino e in Piemonte

Il bel tempo atteso a Pasqua e Pasquetta a Torino e in tutto il Piemonte favorirà le visite alle città, la partecipazione alle iniziative culturali e le classiche scampagnate all’aria aperta e al sole.

Dopo il forte maltempo che ha interessato il Centro-Sud negli ultimi giorni e la lunga fase ventosa che ha coinvolto anche la nostra regione, con episodi di föhn intenso persino in pianura, la situazione meteorologica è destinata a migliorare sensibilmente.

Già da ieri sul Piemonte è  iniziato un periodo decisamente più stabile e soleggiato, grazie al rafforzamento dell’alta pressione legata all’anticiclone delle Azzorre, che interesserà il Nordovest per tutto il periodo pasquale. L’ escursione termica tra giorno e notte è elevata ma, le condizioni saranno  primaverili a tutte le quote: lo zero termico salirà oltre i 3.000 metri sulle Alpi e le temperature massime pomeridiane supereranno i 20°C in pianura, con picchi locali tra i 24 e i 25°C proprio tra Pasqua e lunedì dell’Angelo. I venti saranno deboli e variabili in pianura, con qualche rinforzo nelle ore centrali della giornata sulle zone montane.

ZTL Valentino: l’area a traffico limitato si amplia per valorizzare il parco

Nuovi spazi dedicati al passeggio, allo sport e allo studio nel verde: la Città estende il perimetro della ZTL Valentino per valorizzarne gli spazi come luogo di incontro e benessere. La Giunta Comunale ha approvato , su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta di concerto con l’assessore al Verde Francesco Tresso, la delibera che amplia l’area a traffico limitato e introduce nuovi varchi elettronici.

La ZTL si allarga a viale Medaglie d’Oro e al tratto nord di viale Ceppi. In queste aree la circolazione sarà vietata tutti i giorni, 24 ore su 24, fatta eccezione per i mezzi autorizzati.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di riqualificazione del Parco del Valentino “Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro”, che prevede l’ampliamento delle aree verdi, la riduzione delle superfici asfaltate, la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di pavimentazioni drenanti.

Per controllare gli accessi saranno attivati varchi elettronici presidiati da telecamere alla Rotatoria Tesla, all’imbocco dei viali Medaglie d’Oro e Boiardo, entrambi sul perimetro di Piazza Levi Montalcini, e in Viale Turr.
L’avvio dei sistemi di controllo sarà subordinato all’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e comprenderà un periodo di pre-esercizio. Le modalità per il rilascio dei permessi saranno definite da successivi atti dirigenziali, mentre la gestione delle sanzioni sarà affidata al Corpo di Polizia Locale.

Per accompagnare i lavori di riqualificazione del Parco e di Torino Esposizioni è stata prevista una soluzione temporanea per la sosta. Lungo viale Medaglie d’Oro sono stati realizzati circa novanta stalli a pagamento, utili a compensare la riduzione momentanea dei posti auto nell’area. Questa sistemazione rimarrà attiva fino al termine dei lavori e all’apertura del nuovo parcheggio interrato nel Padiglione V, che offrirà quasi cinquecento posti. Quando la struttura sarà operativa, gli stalli temporanei in superficie saranno rimossi e il viale tornerà completamente pedonale, in linea con il progetto complessivo di riqualificazione del parco.

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Foto Michele D’Ottavio