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Nuovo stop produttivo a Mirafiori, le linee ferme altri due giorni

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Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.

Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.

Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.

Tutela del territorio, Fondazione Crt sostiene i progetti dei piccoli comuni

Online fino al 30 settembre il bando “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio”, dedicato agli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico
 
Dal 14 settembre al 30 ottobre aperto anche il nuovo bando “Legàmi in Comune”, per promuovere la rigenerazione comunitaria attraverso l’attivazione di presidi di protagonismo giovanile in spazi comunali
 
Torino, 1 settembre 2026 – Un autunno di opportunità per i piccoli Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta. La Fondazione CRT lancia due bandi dedicati ai territori con meno di 5.000 abitanti, sostenendo progetti per la tutela del territorio, la resilienza ambientale e la rigenerazione delle comunità locali: “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio” e “Legàmi in Comune“.
Quest’anno l’impegno della Fondazione CRT per i piccoli Comuni, linfa dei nostri territori, si rafforza ulteriormente – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT -. Da un lato interveniamo per salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico, una sfida resa sempre più urgente visti gli effetti del cambiamento climatico; dall’altro investiamo nella vitalità delle comunità, sostenendo iniziative capaci di restituire nuova vita a spazi spesso inutilizzati rendendoli luoghi di incontro, partecipazione e crescita, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni”.
È online “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio“, il bando che sostiene progetti di prevenzione del dissesto idrogeologico, gestione sostenibile delle risorse idriche e adattamento ai cambiamenti climatici. L’iniziativa per quest’edizione si rinnova: si rivolge ai Comuni con meno di 5.000 abitanti – ampliando la platea dei beneficiari rispetto alle precedenti edizioni – e valorizza la collaborazione tra enti, il coinvolgimento del sistema della Protezione Civile, con cui Fondazione CRT collabora da sempre, e l’adozione di soluzioni tecniche avanzate per la prevenzione del dissesto idrogeologico, anche grazie al contributo di partner scientifici e tecnici qualificati. Grande attenzione sarà inoltre riservata ai progetti di sensibilizzazione sui temi ambientali e a quelli capaci di creare opportunità di inserimento lavorativo per giovani e persone in situazione di fragilità.
Il bando prevede due linee di intervento: una che assegna contributi fino a 30.000 euro per singoli Comuni o Unioni di Comuni, con un cofinanziamento minimo del 25%; una per contributi fino a 40.000 euro per ciascun Comune partecipante, per un massimo di 120.000 euro complessivi per progetto aggregato, con un cofinanziamento minimo del 20%. Le candidature potranno essere presentate fino al 30 settembre.
Dal 14 settembre al 30 ottobre sarà invece aperto “Legàmi in Comune“, il nuovo bando dedicato alla rigenerazione comunitaria, che sostiene la trasformazione di spazi comunali inutilizzati o sottoutilizzati in luoghi di partecipazione, cittadinanza attiva e protagonismo giovanile (favorendo il coinvolgimento dei giovani under 35). L’iniziativa promuove la collaborazione tra amministrazioni locali, Terzo Settore, scuole e associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il capitale sociale e offrire nuove opportunità di aggregazione e sviluppo alle comunità locali. Il contributo massimo previsto è di 60.000 euro per progetto, con un cofinanziamento minimo del 20%.

Torna il Salone dell’Auto di Torino tra innovazione e design

Torna il Salone dell’Auto Torino, rendendo dall’11 al 13 settembre il centro di Torino il palcoscenico dell’automotive, tra novità di prodotto, innovazione, design e appuntamenti dedicati al pubblico e alla filiera. Il programma della terza edizione e i modelli protagonisti sono stati presentati il 2 settembre scorso alle OGR Torino, insieme ai protagonisti che hanno contribuito alla manifestazione automobilistica a ingresso libero che, dall’11 al 13 settembre, porterà nel cuore di Torino le novità delle Case automobilistiche, tra test drive, anteprime, eventi e appuntamenti dedicati agli appassionati e agli operatori del settore. Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione il Presidente del Salone dell’Auto Torino, Andrea Levy, l’Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione Economica e Finanziaria, Andrea Tronzano, l’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, il Presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta e il Vicepresidente della Fondazione CRT, Paola Casagrande. Ha moderato l’incontro il direttore di Autoappassionati, Federico Ferrero.
Saranno 47 le Case protagoniste al Salone dell’Auto Torino 2026, tra cui Alfa Romeo, Lamborghini, BMW, Citroën, FIAT, Honda, Italy Design, Jeep, Lancia, Lotus, Macerata, Mazda, Mercedes Benz, Peugeot, Pininfarina, Porsche, Renault, Suzuki, Tesla, X-Peng e Ezeekr. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno richiamato oltre 500 mila visitatori, Salone dell’Auto Torino conferma il proprio format Open Air, trasformando il centro cittadino in un grande palcoscenico dedicato all’automobile, capace di mettere in dialogo industria, pubblico e territorio. Il percorso espositivo si svilupperà tra piazza Castello e piazzetta Reale, Corte d’Onore e Giardini dei Musei Reali di Torino, dove saranno allestiti gli spazi dei brand automobilistici, e nei Giardini bassi della città di Torino, con le aree dedicate ai test drive e alle iniziative per i visitatori durante tutto il weekend. I Giardini dei Musei Reali ospiteranno un percorso dedicato all’eccellenza automobilistica, tra super car, auto di pregio e gioielli firmati dai grandi designer. Il percorso attraverserà le pagine più significative nella storia del design e dell’automobile, con un grande tributo ai 120 anni di Lancia, un omaggio a un simbolo del car design, Marcello Gandini, un tributo a Ferrari con le vetture più significative e un omaggio alla competizione “London to Brighton Veteran Car Run”, organizzato da RACI, Historic Club Schio e Club Saint Ambreus. Nella Corte d’Onore dei Musei Reali, Pininfarina allestirà un’esposizione dedicata ai 100 anni dalla nascita di Sergio Pininfarina, che celebrerà il patrimonio stilistico e progettuale di una delle realtà più rappresentative del design automobilistico italiano. Il tributo per i 120 anni di Lancia ripercorrerà la storia del marchi attraverso alcuni modelli che ne hanno segnato l’evoluzione: dalla Lancia Lambda alla Stratos. Il racconto proseguirà con Lancia Delta, World Rally, Champions del gruppo Delt One, e con le regine del motorsport protagoniste di un’epoca indimenticabile del rally. La Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica, celebrerà il tributo Lancia con alcune vetture iconiche, caratterizzate dalle livree Martini che ne hanno reso celebre il marchio, segnando la storia del motorsport. Sarà compreso un anniversario nell’anniversario, ovvero i 50 anni della Lancia Gamma, presentata al Salone di Ginevra nel 1976. La Gamma Coupét, disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina, sarà celebrata attraverso le nove vetture della collezione 777 di Andrea Levy, che riunisce tutte le nove combinazioni cromatiche previste originariamente per il modello.
“Marcello Gandini – A Legacy of Innovation” rappresenta il tributo a Gandini che avrà luogo all’interno dei Giardini dei Musei Reali, e celebrerà il genio creativo di uno dei più importanti car designer della storia attraverso una selezione di vetture. La celebrazione sarà realizzata grazie alla partecipazione di collezionisti di alcune delle auto sportive da lui ideate, tra cui la Lamborghini Miura P400 SV, la Ferrari Dino GTA4, la Lamborghini Espada, la Lamborghini Diablo, l’Alfa Romeo Montreal, la Maserati Ghibli II e la Lancia Stratos.
Un altro tributo sarà dedicato alla Ferrari attraverso una selezione e curata da Ferrari Club Italia all’interno dei Giardini dei Musei Reali, che ripercorre alcune delle pagine più significative  ella storia del Cavallino Rampante, dalle competizioni sportive alle grandi GT. Alla London to Brighton sarà dedicata una selezione di vetture e motociclette che hanno preso parte alla storica manifestazione britannica. In esposizione anche la De Dion-Bouton “Vis à Vis” del 191, appartenuta al Conte Cacherano di Bricherasio, e ancora dotata dell’originale targa torinese 6372; la Renault Type C Volturette Couse del 1900, unico esemplare da corsa sopravvissuto del suo tipo, la Lacoste & Battmann del 1902 e la Ricordi 8HP Break del 1899, appartenente alla collezione del MAUTO.
Il Salone dell’Auto Torino conferma anche per il 2026 l’area Test Drive, che permetterà ai visitatori di provare gratuitamente su strada le vetture messe a disposizione dalle Case automobilistiche. I percorsi, con partenza dei Giardini Reali bassi, in corso San Maurizio, saranno sviluppati lungo la viabilità ordinaria del centro cittadino, consentendo di conoscere da vicino tecnologie, comfort e prestazioni dei nuovi modelli, accompagnati dagli istruttori del brand.
La mappa PDF del Salone dell’Auto è scaricabile sul sito www.saloneautotorino.com
Mara Martellotta

Ragazza salvata con un cuore nuovo alle Molinette

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Regina, una giovane studentessa messicana, colpita da un infarto causato da un’anomalia congenita delle coronarie mentre si trovava in Liguria, è stata sostenuta prima con ECMO e poi con una pompa microassiale di ultima generazione fino al trapianto urgente presso l’ospedale Molinette di Torino. Ora è pronta a rientrare a Monterrey.

Dietro ogni trapianto c’è una storia particolare ma questa ha qualcosa di estremamente peculiare.

Doveva essere una giornata d’estate di svago alle Cinque Terre. Per una studentessa messicana di 19 anni, iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il Programma Erasmus, si è invece trasformata nell’inizio di una corsa contro il tempo che, attraverso tre ospedali e una complessa rete di professionisti, l’ha condotta fino a un trapianto di cuore salvavita a Torino.

A fine luglio, il malore è arrivato all’improvviso, nelle acque delle Cinque Terre in Liguria. La ragazza è riuscita a tornare a riva con le poche forze rimaste, ma il suo cuore aveva già cominciato a cedere. All’ospedale di La Spezia le condizioni sono precipitate fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata collegata all’ECMO: un sistema di assistenza extracorporea che, per un tempo prezioso e fragile, può svolge fuori dal corpo ciò che cuore e polmoni non riescono più a fare. Trasferita a Genova, all’ospedale San Martino, la diagnosi ha dato un nome alla tempesta: uno shock cardiogeno dopo un infarto destruente provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie. Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile. Non c’era più tempo da perdere: l’unica possibilità era un trapianto urgente. Il trasferimento a Torino ha aperto un nuovo capitolo. Nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (responsabile dottoressa Anna Trompeo), la giovane è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per darle il tempo che il suo cuore non poteva più garantire, l’équipe ha impiantato una pompa microassiale di ultima generazione. Una tecnologia silenziosa, ma decisiva: il ponte tra una vita che rischiava di spegnersi e un cuore che doveva ancora arrivare.

Sono state circa due settimane di attesa. Per la ragazza, immobilizzata in Terapia Intensiva; per i genitori, arrivati dal Messico con gli occhi fissi su un futuro difficile da immaginare; per i medici, giorni scanditi da parametri, controlli e telefonate. Poi, finalmente, la chiamata: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.

Da quel momento il tempo ha ricominciato a correre. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la paziente veniva preparata per l’intervento. Due sale operatorie, due ospedali, molte mani e una sola, irripetibile possibilità.

E’ stata un’emozione fortissima – ricorda il professor Massimo Boffini – comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio della giovane paziente e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta.”

Il trapianto, eseguito dal professor Mauro Rinaldi (Direttore della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino) con i professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e l’anestesista Alberto Orsello, durato circa 8 ore, si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane. I supporti meccanici, fino a quel momento indispensabili, hanno potuto essere rimossi. “Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore – racconta il professor Rinaldi – ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori.”

Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena tre settimane, la giovane è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. I cardiochirurghi torinesi hanno già attivato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il Centro specialistico di Houston, dove proseguirà il follow-up e ad un mese dall’intervento si prepara ora a tornare in Messico. Presto tornerà alla sua famiglia, ai libri di Medicina, alla vita che aveva dovuto interrompere, portando con sé un prezioso ricordo dell’Italia: un cuore nuovo.

Un vero miracolo della vita. L’Italia per il Messico. Il dono più grande della vita: un cuore nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. Ho assistito in prima persona in sala operatoria all’intervento di trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie Molinette.” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

Truffa del finto carabiniere, tre arresti in 24 ore nel Torinese

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Ben 3arresti in 24 ore nel Torinese legati alla truffa del finto carabiniere. Mercoledì a Giaveno due italiani di 19 e 20 anni, entrambi incensurati e residenti a Torino. Tentavano di rubare i gioielli a un pensionato di 81 anni che ha contattato il 112. I carabinieri di Chivasso, invece, hanno arrestato una donna di 22 anni, originaria di Benevento, che  giovedì ha tentato di truffare una coppia anziana di Verolengo.

Le aziende piemontesi in vetrina a “Vicenzaoro September”

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Sono ottantanove le aziende piemontesi che da domenica 6 fino a martedì 8 settembre prossimi parteciperanno alla vetrina internazionale del prezioso “Vicenzaoro September”. Trainate dal distretto di Valenza (74 presenze), le imprese del nostro territorio faranno parte di un quadro espositivo che conta 1300 espositori, di cui il 45% proveniente da Paesi esteri, tra i quali spiccano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre tra quelli extraeuropei risultano presenti Turchia, Hong Kong, Thailandia, India e Stati Uniti d’America, insieme alle novità rappresentate da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan.
Cresce anche la delegazione di buyer ospitati, che risultano essere 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. La delegazione estera da 73 Paesi, grazie alla partnership con Ministero degli Affari esteri, Cooperazione internazionale e ICE Agenzia, vede in fiera 700 buyer che conoscono profondamente le aziende espositrici di Vicenzaoro e i mercati esteri di riferimento. Le rappresentanze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna; 210, infine, i buyer italiani.

“Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali – ha sottolineato Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG – da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo”.

Alle ore 11 di domenica 6 settembre, la manifestazione verrà aperta con la cerimonia inaugurale condotta da Marino Smiderle, direttore de Il Giornale di Vicenza, alla quale sono stati invitati Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group; Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza; Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi Confindustria in rappresentanza di tutte le associazioni nazionali del settore orafo; Fabrizio Lobasso, vice direttore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni e direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Matteo Zoppas, presidente ICE Agenzia, senatrice Mara Bizzotto, sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Marco Zecchinato, assessore alla Cooperazione interregionale, Governo del territorio e Infrastrutture della Regione Veneto.

Info e dettagli sul sito vicenzaoro.com

Mara Martellotta

27 settembre, confermata la manifestazione NO alla Violenza e SI alla TAV

Igor Boni, Silvia Manzi, Mino Giachino SITAV SILAVORO, Stefano Giordano, Samuele Moccia, Cristina Peddis, Oreste Gallo alla riunione tenutasi nel pomeriggio nella sede della Associazione Adelaide Aglietta a Torino, che ha confermato la Manifestazione NO alla Violenza e SI alla TAV. Si  terrà domenica 27 settembre alle ore 11 in piazza Palazzo di Città, visto che, osservano i promotori,  piazza Castello sarà occupata da Terra Madre.

Mirafiori si ferma ancora il 7 e 8 settembre, l’automotive piemontese cerca la vera ripartenza

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Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.

Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.

Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.

Notti torinesi, mobilità su misura: riparte il servizio a chiamata Star Plus

 

Da venerdì 4 settembre torna a Torino il servizio di trasporto a chiamata Star Plus, che per il secondo anno consecutivo integra la rete del trasporto pubblico notturno del capoluogo piemontese. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Città di Torino, GTT e We Technologies, mette in strada tre navette elettriche pensate per rispondere in modo flessibile alla domanda di mobilità nelle ore in cui le linee tradizionali diradano le loro corse.

Il funzionamento del servizio si allontana dal classico schema di percorsi e orari fissi. Attraverso l’app Wetaxi, gli utenti possono prenotare la propria corsa indicando semplicemente la fermata GTT di partenza e quella di destinazione, acquistando direttamente il biglietto dallo smartphone. A quel punto entra in gioco l’algoritmo, che nel giro di pochi istanti analizza le richieste in arrivo e individua i passeggeri diretti verso la stessa zona della città, costruendo così percorsi dinamici e realmente calibrati sulla domanda reale.

Il meccanismo alla base di Star Plus premia la condivisione del viaggio: quanti più utenti si trovano a percorrere insieme lo stesso tragitto, tanto più si riduce la tariffa individuale. Un sistema che punta a rendere economicamente conveniente la scelta di condividere la corsa con altri passeggeri, in un’ottica di razionalizzazione degli spostamenti notturni e di maggiore efficienza del servizio.

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative ToMove dedicate alla mobilità urbana e va ad affiancarsi alla rete di trasporto notturno già esistente, senza sostituirla. Le tre navette saranno operative ogni venerdì e sabato notte, dalle 23:00 alle 5:00 del mattino, con un servizio esteso anche in occasione di eventi speciali in città. Questa offerta si affianca a quella dei bus Night Buster, che manterranno la configurazione estiva fino al 12 settembre, per poi passare all’assetto invernale.

Per chi non conosce ancora il servizio, il consiglio è di scaricare l’app Wetaxi nei prossimi giorni, così da familiarizzare con le sue funzionalità e arrivare pronti all’appuntamento di venerdì 4 settembre, quando Star Plus tornerà ufficialmente a muovere le notti torinesi.

TorinoClick

Piemonte, nuova strategia contro gli incendi: interventi diretti nei boschi a rischio

La Regione Piemonte amplia gli strumenti per la tutela del patrimonio forestale e per il contrasto ai grandi incendi. La Giunta ha aggiornato le Linee Guida per la predisposizione dei Piani di Prevenzione AIB Territoriale (PPT), introducendo nuove modalità di intervento e aprendo alla possibilità di valorizzare le attività di prevenzione anche attraverso la produzione di crediti ambientali.

L’aggiornamento si inserisce nel quadro del Piano regionale antincendio boschivi 2026-2030 e punta soprattutto a rafforzare la gestione diretta delle aree forestali considerate maggiormente esposte al rischio. La strategia è quella di intervenire prima dell’emergenza, attraverso opere e attività in grado di ridurre la probabilità che un incendio assuma dimensioni e intensità tali da renderne particolarmente complesso lo spegnimento.

Con le nuove disposizioni la Regione potrà operare attraverso intese con Comuni, altri enti locali e proprietari dei terreni, ma anche ricorrere a interventi sostitutivi nei casi di boschi abbandonati o privi di una gestione effettiva. Per realizzare le opere di prevenzione potranno essere utilizzate le squadre regionali degli operai forestali oppure potranno essere coinvolte imprese specializzate, consorzi e cooperative del settore.

Una delle principali novità riguarda il collegamento tra prevenzione degli incendi e crediti ambientali. Gli interventi selvicolturali effettuati nelle zone a maggiore rischio possono infatti contribuire a evitare le emissioni di anidride carbonica che si produrrebbero in caso di incendio. Questo beneficio ambientale potrà essere quantificato e, nel rispetto della normativa nazionale, trasformato in crediti riconosciuti.

La Regione dovrà ora mettere a punto le modalità con cui calcolare e certificare i crediti prodotti dagli interventi previsti dai Piani territoriali. Il meccanismo potrebbe inoltre creare un circuito di autofinanziamento: le risorse ottenute dalla valorizzazione dei crediti potranno essere destinate a nuovi interventi di prevenzione, contribuendo nel tempo a sostenere economicamente la gestione e la protezione delle foreste piemontesi.

La prevenzione attraverso la gestione forestale costituisce una strategia di contrasto ai grandi incendi boschivi indispensabile a fronte del cambiamento climatico che ridurrà l’efficacia di un approccio reattivo ed emergenziale. Con l’aggiornamento delle Linee Guida la Regione estende le modalità con cui intervenire direttamente sul territorio per garantire interventi di prevenzione – dichiara l’assessore alle Foreste della Regione Piemonte Marco Gallole Linee Guida prevedono anche di introdurre un sistema di valorizzazione dei crediti ambientali che riconosca la riduzione dell’emissione di C0 2 connessa agli incendi boschivi grazie alla prevenzione. La gestione del patrimonio forestale si conferma una delle priorità della Regione Piemonte per garantire la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei cittadini e il futuro delle comunità locali”.

Aggiornare il Piano di prevenzione e gli strumenti che ne consentono l’attuazione è fondamentale per avere indicazioni chiare, moderne ed efficaci, capaci di tradurre la prevenzione in interventi concreti sul territorio. Ma accanto agli strumenti ci sono le persone: uomini e donne che ogni giorno rendono operative queste strategie, a partire dal Corpo AIB Piemonte, componente fondamentale del nostro sistema regionale. – dichiara l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco GabusiQuesta è anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che, in un’estate particolarmente impegnativa, hanno garantito un enorme sforzo a tutela dei nostri territori e delle nostre comunità: Vigili del Fuoco, volontari AIB, Protezione civile, Soccorso alpino ed enti locali. La prevenzione è efficace quando programmazione, competenze e capacità operative lavorano insieme, facendo sistema”.