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Blitz anti-degrado a Torino: 5 arresti e 72 denunce. Parco Sempione e Aurora al centro dei controlli

Proseguono a Torino i controlli straordinari del territorio avviati lunedì 30 marzo, con un’azione mirata a contrastare situazioni di degrado urbano e fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’intervento, disposto nell’ambito delle misure di vigilanza rafforzata previste dal decreto sicurezza, vede impegnate in modo coordinato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, con il supporto di unità specializzate dell’Arma. Le operazioni si concentrano in diverse aree della città, in particolare nei quartieri Barriera di Milano – soprattutto nella zona del parco Sempione e lungo corso Giulio Cesare – Aurora, con attenzione ai giardini Alimonda e Madre Teresa di Calcutta, e San Donato, oltre alle aree del Lingotto, piazza Bengasi e della stazione Porta Nuova.

Dall’avvio dei controlli sono state identificate 574 persone: 5 gli arresti, 72 le denunce. Due persone sono state accompagnate al Centro di permanenza per i rimpatri e sei in Questura. Sono inoltre stati emessi 10 provvedimenti di allontanamento e un divieto di accesso all’area del parco Sempione, mentre i controlli hanno riguardato anche 12 esercizi commerciali.

L’attività prosegue con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e presidio del territorio.

“Chi guarda chi. Who’s watching who”. Torna il Lovers Film Festival

Dal 16 al 21 aprile prossimo si terrà la 41esima edizione

Il Lovers Film Festival, lo storico film festival italiano che indaga i temi LGBTQI+ (lesbiche, gay, trans, bisessuali, queer e intersessuali) diretto da Vladimir Luxuria, fondato da Giovanni Minerva e Ottavio Mai, torna a Torino dal 16 al 21 aprile prossimo al cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema.

“Il Lovers Film Festival, il più longevo festival in Italia dedicato ai temi LGBTQI+, si appresta a inaugurare la sua 41esima edizione, e rappresenta un appuntamento centrale nel panorama culturale nazionale e internazionale. Il festival trova nel cinema un linguaggio ideale per sviluppare il proprio racconto – sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema – portando a Torino opere e autori provenienti da tutto il mondo: storie che attraversano relazioni e identità di genere offrendo al pubblico sguardi sempre nuovi e plurali sul presente. Attraverso queste narrazioni, il festival promuove inclusione, rispetto delle differenze e una riflessioni condivisa contro ogni forma di discriminazione. Il Museo Nazionale del Cinema sostiene con convinzione questa manifestazione che, negli anni, ha saputo rafforzare la propria identità mantenendo viva l’attenzione verso nuovi linguaggi e nuove generazioni di autori. Lovers è oggi non solo una vetrina cinematografica, ma un luogo di incontro e dialogo che contribuisce ad arricchire il dibattito culturale e sociale”.

Per il settimo anno, Lovers è diretto da Vladimir Luxuria, attivista, scrittrice, personaggio televisivo, attrice, cantante e drammaturga, celebre anche per la sua attività politica. La direttrice artistica sarà affiancata da Angelo Acerbi, vicedirettore artistico e responsabile della selezione, dai selezionatori Elisa Cuter e Alessandro Uccelli, oltre che dal collaboratore Nicolò Gossi.

“Noi guardiamo i film che a loro volta ci guardano dentro. Ogni regista e creatore, nelle sue creazioni, intende osservare, scavare e muovere le nostre coscienze attraverso il racconto, le emozioni e il cinema – ha commentato la direttrice artistica Vladimir Luxuria – si tratta di un anno particolarmente fruttuoso nella produzione di film che amerete, pregni di una passione forte, probabilmente una reazione creativa all’oscurantismo sui diritti in molte parti del mondo dove, da tempo, ci sono repressioni sulla comunità LGBTQI+, e ‘new entry’ di Paesi occidentali dove si sono fatti, più che passi, dei veri balzi indietro. Lovers è socializzazione, cultura e intrattenimento. Oltre ai lunghi e cortometraggi e documentari, sono previsti talk, musica e spettacoli. Lovers è intersezionale. Sullo schermo e sul palco si parla di ‘omobilesbofobia’, misoginia, razzismo e discriminazioni di ogni tipo. Lovers è transgender, attraversa i generi sessuali e artistici, l’arte è fluida e non ha barriere. Nei film c’è musica, poesia, fotografia, letteratura di storie e dialoghi. Entriamo in sala, spegniamo luci e cellulari e lasciamoci trasportare dalla magia di film da guardare e che ci guardano”.

La 41esima edizione del Lovers Film Festival si aprirà giovedì 16 aprile alle 19.30 nell’aula del Tempio della Mole Antonelliana, simbolo della Città di Torino e sede del Museo Nazionale del Cinema, in via Montebello 20, con il consueto saluto della madrina d’eccezione Donatella Finocchiaro. Alla serata interverranno il sopranista Federico Fiorio, che intonerà alcune arie di Farinelli, accompagnato dal pianista Luigi Trevisano. Il film d’apertura sarà alle 21.15, nella sala 1 del cinema Massimo, e si tratta del lungometraggio “Mas Palomas” di Aitor Arregi e Josè Mari Coinaga, preceduto dal cortometraggio “Mike and the Magazine” di Marcello Paolillo, entrambi presenti in sala.

Sono in programma 50 film provenienti da 21 nazioni. Tra i film fuori concorso al festival, oltre alla pellicola di apertura “Blue film” di Elliot Tuttle, girato negli Stati Uniti nel 2025, in programma venerdì 17 alle 21.30 in sala 1. “Strange journey. The story of Rocky Horror” di Linus O’ Brien, girato nel Regno Unito nel 2025 verrà proiettato domenica 19 aprile, alle 16, in sala 3.

Il film di chiusura del festival sarà “Plain clothes”, girato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna da Carmen Emmi, che sarà proiettato martedì 21 aprile in sala 1.

Tre sono le sezioni competitive principali: All the lovers, premio “Ottavio Mai” concorso internazionale lungometraggi – Real lovers, concorso internazionale documentari – Futures Lovers concorso internazionale cortometraggi.

Le tre giurie saranno presiedute dall’attore Lorenzo Balducci, dal critico Vincenzo Patanè e dall’artista Josefine Yole Signorelli, in arte “Fumetti brutti”.

Mara Martellotta

Torino rafforza l’accoglienza: l’italiano come chiave di integrazione

La Città di Torino rinnova e rafforza il proprio impegno sul fronte dell’inclusione, approvando il nuovo accordo con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) per il triennio 2026-2028. L’obiettivo è consolidare una collaborazione strategica volta a garantire percorsi strutturati di apprendimento della lingua italiana, elemento fondamentale per favorire autonomia e integrazione sociale, formativa e lavorativa delle persone accolte nel Sistema Accoglienza e Integrazione (SAI).

Il provvedimento, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, insieme all’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, si inserisce in una politica di accoglienza che Torino porta avanti in modo continuativo da oltre vent’anni. Oggi il sistema cittadino conta 777 posti distribuiti tra accoglienza ordinaria, interventi per persone con fragilità e progetti dedicati ai minori stranieri non accompagnati.

Al centro dell’intesa vi è il potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana per richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e minori stranieri, con l’obiettivo di raggiungere almeno il livello A2 e favorire l’accesso al diploma di scuola secondaria di primo grado.

L’accordo prevede un sistema integrato di interventi costruito in sinergia tra diversi servizi della Città, tra cui il Servizio Stranieri, l’Ufficio Minori Stranieri, la Scuola Formazione Educazione Permanente e il Centro Interculturale. Tra le azioni principali: inserimento nei percorsi CPIA, riconoscimento delle competenze pregresse, raccordo tra i diversi percorsi educativi e valorizzazione dei crediti formativi.

Grande attenzione è rivolta anche al contrasto della dispersione scolastica, grazie all’introduzione di un tutor didattico dedicato al SAI, con il compito di monitorare i percorsi, facilitare l’accesso alla formazione e prevenire eventuali criticità.

L’intesa punta inoltre a rafforzare la formazione continua di docenti, operatori e volontari e a consolidare la rete territoriale dei servizi, per garantire un’offerta formativa sempre più qualificata, omogenea e continuativa.

Definito congiuntamente con i CPIA 1, 2 e 3, l’accordo resta aperto all’adesione di tutti i Centri cittadini e rappresenta un ulteriore passo verso un sistema integrato capace di accompagnare concretamente i beneficiari del SAI in un percorso di inclusione e piena cittadinanza.

(fonte TorinoClick)

Treni, i pendolari: “Torniamo agli orari pre Covid”

“Il trasporto ferroviario ha necessità di avere del materiale rotabile moderno e adeguato alle esigenze, manutenuto correttamente e gli utenti del servizio devono poter essere supportati da una comunicazione più efficace”.

Questo in estrema sintesi è il messaggio che, nella seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, è stato illustrato nell’audizione del primo firmatario della petizione popolare per migliorare le ferrovie regionali.
Claudio Menegon era accompagnato da Fulvio Bellora, anch’egli del Co.Mi.S, comitato di associazioni di pendolari del territorio piemontese.
Tra le varie criticità e proposte segnalate, gli auditi hanno chiesto il ripristino dell’orario come nel periodo pre Covid, ante 2020.
Il potenziamento dei sistemi di comunicazione e di informazione dell’utenza soprattutto nei casi di cancellazioni e forti ritardi è stato richiesto perché necessario per non alimentare confusione tra i viaggiatori. Spesso i problemi sono banali ma molto pesanti: è già successo di avere tutti e due i bagni di una carrozza che non funzionino e dovendo, quindi, poi dare il tempo ai viaggiatori di usare i servizi in stazione e di risalire sul treno. Oppure il rispetto delle fasce di garanzia negli scioperi durante i quali spesso i disagi si riverberano ancora per lungo tempo dopo la conclusione dello stesso.
Gli auditi hanno anche segnalato l’esigenza di un piano pluriennale del trasporto ferroviario sul territorio regionale e l’effettiva realizzazione degli interventi di miglioramento e di messa a norma nelle stazioni.
È stata segnalata l’utilità delle riunioni, che si svolgono periodicamente ogni sei mesi, delle associazioni di pendolari con Trenitalia, Rfi e l’Agenzia della mobilità piemontese.
Nel corso della seduta sono intervenuti per chiedere chiarimenti, oltre allo stesso presidente Fava, anche i consiglieri: Alberto AvettaNadia ConticelliMonica Canalis e Fabio Isnardi (Pd), Alice Ravinale (Avs), Annalisa Beccaria (Fi) e Paola Antonetto (Fdi).

Ufficio Stampa CRP

Cultura contro crisi e disastri: al Poli il Master che forma le nuove figure chiave del futuro

Il Politecnico di Torino inaugura il Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities”, il primo in Europa pensato per formare professionisti dotati di competenze digitali e strategiche, capaci di valorizzare il patrimonio culturale come risorsa viva per le comunità. L’obiettivo è rafforzarne la resilienza di fronte agli eventi climatici e contribuire alla sua salvaguardia.

In un contesto in cui il patrimonio culturale assume un ruolo sempre più centrale per il benessere sociale, economico e identitario, il Master si propone di rispondere a questa sfida formando figure in grado di integrare tecnologie avanzate, gestione del rischio e strategie di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Il percorso, a carattere internazionale e digitale, nasce dalla collaborazione con l’Università di Nîmes e il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Creta, con il coinvolgimento di UNESCO e Protezione Civile. Sono inoltre previsti tirocini presso università, enti pubblici e organizzazioni internazionali.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile 2026.

Il patrimonio culturale, riconosciuto a livello globale anche attraverso la Convenzione UNESCO, rappresenta oggi una leva strategica non solo per la tutela della memoria, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di affrontare le sfide contemporanee.

Con l’obiettivo di prevenire e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropici, inclusi quelli climatici, il Politecnico di Torino promuove il Master nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe RESILIAGE, attraverso la propria Scuola di Master e Formazione Permanente. Si tratta di un’iniziativa unica in Europa, che punta a formare professionisti capaci di combinare tecnologie digitali, analisi dei dati e strategie di disaster risk reduction per supportare istituzioni e comunità locali. L’approccio si basa su processi partecipativi e sull’utilizzo di strumenti digitali per valorizzare il patrimonio culturale come fattore di mitigazione, resilienza e ripresa in contesti sempre più esposti a eventi estremi.

Il programma introduce una visione innovativa del patrimonio, superando l’idea tradizionale di semplice bene da proteggere e ponendo al centro anche la dimensione immateriale fatta di tradizioni, pratiche e saperi locali, considerati elementi fondamentali per la capacità di adattamento delle comunità.

“Il patrimonio culturale, nel suo complesso materiale e immateriale, inteso come insieme di pratiche, saperi e identità che rendono le comunità più coese e capaci di reagire alle crisi, è un eccezionale volano per lo sviluppo dei territori, nonché un importante elemento che favorisce la resilienza di una comunità, contribuendo a migliorare la capacità di risposta e recupero di fronte a eventi avversi – spiega Rosa Tamborrino, Direttrice del Master e Coordinatrice del progetto europeo RESILIAGE -. Il cambiamento climatico è una minaccia per la conservazione di questo patrimonio e l’Europa deve abituarsi al fatto che gli eventi estremi non sono più un’eccezione: servono nuove competenze, strategie e capacità di coordinamento nelle comunità locali per rafforzare nel tempo la capacità delle comunità di prevenire, affrontare e superare situazioni di crisi. Il Master nasce proprio per formare professionisti capaci di analizzare il rischio e utilizzare strumenti operativi e tecnologici per supportare le comunità nella prevenzione, nella gestione delle emergenze e nel recupero post-evento attraverso la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”.

Dal digital mapping al crisis management: il percorso formativo

Il Master adotta un approccio interdisciplinare che unisce teoria e pratica, affrontando temi come l’analisi dei dati territoriali, la creazione di atlanti digitali del patrimonio e la valutazione delle vulnerabilità. Il programma include moduli dedicati a scenari reali di disastri, fondamenti teorici dell’inclusive heritage, disaster risk reduction, metodi digitali e data-driven, oltre a strumenti per sviluppare progetti basati su metodologie bottom-up e partecipative. Ampio spazio è dato al coinvolgimento delle comunità attraverso memorie collettive, pratiche culturali e conoscenze locali.

Il percorso si conclude con un project work sviluppato insieme a docenti e partner, con possibilità di tirocinio. Il Master si basa su una rete internazionale che coinvolge università, istituzioni e aziende, tra cui UNESCO, Université de Nîmes, il Natural History Museum dell’Università di Creta, Protezione Civile e Ithaca, PMI italiana specializzata nell’analisi dei dati da Osservazione della Terra.

Sbocchi professionali: nuove figure tra patrimonio e gestione del rischio

Il Master è rivolto a studenti e professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui valorizzazione del patrimonio, scienze sociali, architettura, pianificazione territoriale e digital humanities, oltre a operatori già attivi nel settore pubblico e privato.

L’obiettivo è formare figure capaci di operare all’intersezione tra gestione del patrimonio culturale e analisi dei rischi. Tra i profili emergenti si distingue quello dell’Heritage Risk Manager, specializzato nello sviluppo di strategie per prevenire danni e supportare la protezione e la valorizzazione del patrimonio, sia in emergenza sia in ottica preventiva e continuativa. Le competenze acquisite aprono inoltre opportunità presso enti pubblici, istituzioni e organizzazioni impegnate nella valorizzazione culturale.

Da Torino a Trondheim: modelli di comunità resilienti

Tra i casi studio analizzati figura Torino, esempio di città che ha saputo affrontare la de-industrializzazione valorizzando il proprio patrimonio e trasformandolo in una risorsa per lo sviluppo turistico e la consapevolezza civica.

Il programma si arricchisce inoltre delle esperienze del progetto RESILIAGE, che ha coinvolto comunità resilienti in diversi contesti europei, tra cui Trondheim in Norvegia, la municipalità di Karşıyaka in Turchia, alcune aree del Portogallo colpite da incendi, realtà in Belgio e nell’isola di Creta. Attraverso workshop e incontri con partner locali, i partecipanti potranno confrontarsi con pratiche e metodologie sviluppate in contesti differenti.

Le iscrizioni al Master “Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities” sono aperte fino alle ore 14.00 del 30 aprile 2026. Tutte le informazioni su requisiti, modalità di accesso e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

Il centro pedonale si allarga: dopo via Roma tocca a via Viotti

Reale Immobili dona alla Città i progetti per la riqualificazione

Con la conclusione della pedonalizzazione di via Roma prevista per il prossimo mese di agosto, l’Amministrazione Comunale prosegue con un nuovo intervento di valorizzazione dello spazio pubblico nel centro storico. La Giunta Comunale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni di concerto con l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, l’accettazione di una proposta progettuale di fattibilità, messa a disposizione da Reale Immobili S.p.A. con la previsione di una futura implementazione sostenuta anche da Reale Foundation, che riguarda la riqualificazione di via Viotti, via Monte di Pietà e lo studio di nuovi arredi per piazza Castello.

La società ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione della Città gli studi tecnici e le analisi preliminari, per un valore di 72mila euro, con l’impegno da parte del Comune di utilizzarli per le finalità pubbliche di rigenerazione urbana. Una sinergia che consente agli uffici tecnici di mettere in campo la riqualificazione di questo tassello e di approfondire l’estensione dei percorsi pedonali già in fase di ultimazione nell’area limitrofa.

“L’idea – dichiara l’Assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – è quella di armonizzare il cuore della città, connettendo la nuova via Roma con una via Viotti completamente rinnovata e prevedendo il superamento dei blocchi in cemento di piazza Castello a favore di elementi di arredo che sappiano coniugare le necessità di protezione della piazza e il decoro del contesto monumentale in un luogo così amato e frequentato dai cittadini e dai turisti”.

“L’acquisizione di questi studi si inserisce nel percorso di potenziamento della pedonalizzazione nel centro cittadino, che vedrà un momento importante tra qualche mese con il completamento dei lavori di via Roma”, aggiunge l’Assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. “Proseguiamo con le riqualificazioni dello spazio pubblico con l’obiettivo di migliorarne la vivibilità e la sicurezza”.

Il materiale tecnico acquisito dalla Città analizza principalmente due ambiti d’intervento tra loro complementari. Il primo riguarda il tratto da via Viotti e via Monte di Pietà, per il quale è stata sviluppata una proposta di pedonalizzazione e riqualificazione ambientale volta a migliorare l’accessibilità e la qualità complessiva dello spazio pubblico. Il secondo ambito interessa invece piazza Castello, con una proposta per nuovi elementi di arredo, come fioriere e panchine, studiati appositamente per sostituire le attuali barriere fisse di sicurezza integrandosi in maniera più armonica con l’architettura circostante.

Il provvedimento di oggi conferma l’interesse dell’Amministrazione nel valutare forme di collaborazione con i soggetti privati del territorio. Tale sinergia consente anche come in questo caso di acquisire analisi progettuali, offrendo basi concrete per pianificare i prossimi interventi di rigenerazione urbana nel centro storico.

Dopo l’approvazione della variazione di bilancio che ieri in Consiglio comunale ha destinato 1,2 milioni alla riqualificazione, l’approvazione odierna rappresenta un passaggio amministrativo necessario per l’acquisizione formale degli elaborati. L’effettiva messa a terra degli interventi sarà oggetto di successivi passaggi tecnici e amministrativi.

TorinoClick

Uno sguardo all’aria, anteprima del rapporto 2025: segnali positivi e criticità

 

La qualità dell’aria continua a migliorare, ma il percorso non è ancora chiuso. La Città metropolitana di Torino e ARPA Piemonte hanno pubblicato l’anteprima della relazione “Uno sguardo all’aria 2025”, che offre un primo quadro aggiornato, anche se in modo meno dettagliato rispetto al rapporto completo che uscirà nel prossimo autunno, su qual è stato il trend della qualità dell’aria nell’anno appena trascorso nel territorio metropolitano.

I dati relativi al 2025 mostrano segnali complessivamente positivi: 10 inquinanti su 12 rispettano i valori limite e obiettivo. L’andamento meteorologico nel corso dell’anno ha contribuito a questo risultato. Le temperature mediamente più elevate e precipitazioni meno abbondanti, ma distribuite su più giorni, hanno favorito la dispersione degli inquinanti e reso il 2025 non particolarmente critico, con caratteristiche nel complesso paragonabili a quelle del 2023.

Restano però alcuni elementi di attenzione, a partire dalle polveri sottili. Il PM10 presenta ancora superamenti del limite giornaliero in in 6 stazioni su 20 con un lieve miglioramento rispetto al 2024, anno caratterizzato da condizioni meteorologiche più favorevoli all’accumulo degli inquinanti e condizioni più simili al 2023; mentre il valore medio annuale risulta rispettato ovunque.

Il PM2,5 rientra invece nei limiti su tutto il territorio. Per il biossido di azoto arriva un segnale significativo: per la prima volta dall’avvio dei monitoraggi, tutte le 19 stazioni della rete rispettano i valori previsti.

Continua invece a essere critica la situazione dell’ozono: nel 2025 il valore obiettivo per la protezione della salute umana risulta superato in 9 stazioni su 12 del territorio dato che conferma una difficoltà già nota.

La tendenza di lungo periodo resta orientata alla riduzione delle concentrazioni degli inquinanti, ma negli ultimi anni questo miglioramento ha rallentato. È un dato che pesa soprattutto guardando ai prossimi obiettivi, perché i nuovi limiti europei saranno più stringenti e richiederanno misure ancora più efficaci.

“I dati confermano un miglioramento complessivo, ma anche criticità persistenti e un rallentamento dei progressi”, osserva il consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana di Torino Alessandro Sicchiero. “Sarà necessario rafforzare le misure, in particolare nei settori più impattanti, per raggiungere i nuovi obiettivi europei”.

“L’analisi dei dati sulla qualità dell’aria 2025, su Torino e provincia, conferma che il lavoro svolto in questi anni sta producendo risultati concreti e infatti per la prima volta anche su Torino è rispettato il limite annuale per il biossido di azoto. Si tratta di un traguardo significativo, che testimonia l’efficacia delle politiche messe in campo e l’impegno condiviso da istituzioni, mondo produttivo e cittadini – sottolinea il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero  – Allo stesso tempo, i dati evidenziano la persistenza di alcune criticità, in particolare per l’ozono, e un rallentamento del trend di miglioramento degli inquinanti più problematici. Questo quadro, unito ai nuovi e più stringenti obiettivi europei sulla qualità dell’aria, rende necessario rafforzare ulteriormente le strategie di intervento e accelerare gli sforzi in tutti i settori maggiormente responsabili delle emissioni”.

Il documento di anteprima è disponibile a questo link: https://www.cittametropolitana.torino.it/ambiente/aria-agenti-fisici-e-rischio-industriale/qualita-dellaria/dati-sulla-qualita-dellaria/relazioni-annuali

Regione, Cirio: “Nuovo assessore sarà di FdI. Ma niente rimpasto”

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Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, a proposito delle dimissioni dell’assessora al Lavoro e Istruzione Elena Chiorino (della quale ha assunto le deleghe ad interim)  ha detto che il prossimo assessore, nominato tra qualche settimana, sarà sempre di Fratelli d’Italia. “Io però non penso a un rimpasto, – ha commentato il governatore- perché gli assessori stanno lavorando bene. Ciò non toglie che magari qualche aggiustamento di deleghe, privilegiando la competenza come sempre, possa essere conseguenza della scelta che faremo: evidentemente non è un titolo onorifico fare l’assessore, fare l’assessore vuol dire lavorare”. l 31 marzo, nel corso di una conferenza stampa convocata con il vicepresidente Maurizio Marrone, numerosi assessori regionali e i capigruppo di maggioranza, il presidente Cirio ha voluto ribadire che «siamo una Regione che non si gira dall’altra parte. Noi mettiamo il rispetto della legalità e della trasparenza come primo dei nostri doveri e accanto a questo vogliamo anche risolvere problemi. Parliamo – ha precisato – di una vicenda in cui la Regione non c’entra per quanto concerne il suo ruolo di governo, né con atti o delibere, né con funzioni. Parliamo di una vicenda che attiene alla vita privata di un’esponente del nostro governo, del nostro Consiglio, ma tutti sappiamo che quando hai una carica pubblica la vita privata è la vita pubblica, non c’è uno spartiacque».

Agriturismi nel Torinese e crisi internazionale, per Pasqua un calo del 20% degli stranieri extra UE

 

Per le vacanze pasquali, negli agriturismi del Torinese si preannuncia un forte calo dei turisti stranieri extra UE e dei turisti nazionali provenienti dalle località più lontane. Una flessione che vale circa il 20% sul totale ed è dovuta alla crisi del turismo mondiale determinata dalla situazione internazionale ma anche all’impennata dei costi dei voli. Una situazione che genera incertezza tra gli operatori che confidano in una compensazione dei cali con una crescita dei turisti che si muoveranno in un raggio di spostamento in auto.

Inoltre, si segnala un calo delle prenotazioni “per tempo” a favore di scelte sempre più last minute, sia per i soggiorni veri e propri che per i pranzi di Pasqua e Pasquetta.

Il settore agrituristico torinese vede una prevalenza di offerta per i comuni montani. In tutto (dati 2024 dell’Osservatorio turistico regionale) sono 147 le aziende agrituristiche del Torinese con una offerta di 1.797 posti letto e oltre 7.300 posti a tavola per oltre 800 occupati nel settore.

Nel 2024 negli agriturismi del Torinese hanno soggiornato oltre 15mila turisti per un totale di 39mila notti coperte.

«Le date di Pasqua e Pasquetta di quest’anno arrivano a chiudere una stagione invernale eccezionale» osserva, Jacopo Barone, presidente di Terranostra Torino, l’associazione di Campagna Amica-Coldiretti che raggruppa gli agriturismi italiani. «Abbiamo avuto un innevamento straordinario e costante che ha rilanciato il turismo della neve in tutte le nostre vallate».

Le previsioni meteo dovrebbero garantire neve primaverile stabile condizione ideale per le ultime ciaspolate e per il pieno della stagione dello scialpinismo.

I territori di collina e di pianura sono, invece, a disposizione per soggiorni in campagna da dedicare ai percorsi di cicloturismo o anche semplicemente al benessere e al riposo.

«Un soggiorno in agriturismo è la migliore risposta per chi è stanco della ressa delle città d’arte, ormai tutte in pieno overtourism. È l’ideale per chi ricerca forma fisica, contatto con la natura, benessere e cibi genuini. Ma il vero punto di forza dei nostri agriturismi è il rapporto diretto tra il cliente e la famiglia contadina che gestisce l’azienda agrituristica. In un agriturismo non ci sono il direttore d’albergo, l’addetto alla reception e il cameriere. Da noi ci sono solo agricoltori che raccolgono, mungono, cucinano e servono ai tavoli».

Disordini in carcere, tre agenti intossicati

Tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo questa mattina nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Qui nel padiglione B alcuni detenuti hanno dato vita a disordini. Secondo quanto reso noto dal sindacato Osapp, nella nona sezione sono stati incendiati materassi e suppellettili e altri oggetti sono stati lanciati contro gli agenti.