POLITICA- Pagina 707

Arriva il Polo Sovranista

botta marco alemannoCinquecento iscritti in Piemonte nei primi 10 giorni di vita, oltre 100 delegati all’Assemblea congressuale regionale, una trentina di delegati in partenza per Roma per il congresso Nazionale del 18-19 febbraio. Questi i numeri del nuovo movimento politico per ora denominato Polo Sovranista ,tenuto a battesimo domenica da due protagonisti della politica Nazionale quali Gianni Alemanno e Francesco Storace, già Ministri e Presidenti di Regioni o Sindaci della Capitale. Alla manifestazione hanno partecipato i segretari regionali di tutti i partiti del Centro Destra. Da Zanetta (Direzione Italia) a Barosini (UDC), da Vigna (Lega Nord) a Carmagnola (CDU) per finire con Vignale (FI) e ha visto la presenza dei referenti piemontesi, Alessandro Bego, l’ex capogruppo di An in regione, Ennio Galasso,  e l’ex consigliere regionale Marco Botta.

Massimo Iaretti

Comune, Osvaldo Napoli: “Conti sballati, amministrazioni Pd e M5S incompetenti”

napoli osvaldoLa storia infinita dei conti comunali sballati sta superando ogni limite: dopo la segnalazione della Corte dei Conti, c’è davvero da domandarsi: eravamo  prima e siamo governati ora, da incompetenti? Se è vero che le rate dei mutui Gtt e InfraTo sono state solo parzialmente saldate nel 2014, quando governava Fassino, risulterebbe che neanche la Giunta pentastellata abbia versato la quota prevista. Un modo di fare i conti quanto meno comune municipioraffazzonato sia da parte dell’amministrazione Pd, sia da parte di quella M5S. Il Comune è come una grande azienda. Se in una impresa la gestione dei conti fosse così improvvisata e imprecisa – e mi riferisco sia alla gestione Fassino, sia a quella iniziale di Appendino – i responsabili sarebbero licenziati. Il problema è che a pagare sono sempre i cittadini che si trovano già alle prese con una crisi economica preoccupante e con la relativa disoccupazione. Pd e M5S hanno dimostrato e stanno dimostrando il fallimento politico delle loro amministrazioni. La sindaca Appendino riferisca in Consiglio comunale e spieghi ai torinesi come intende reperire i 30 milioni necessari, senza penalizzare i servizi e senza metter le mani nelle tasche dei cittadini.

Osvaldo Napoli

Orfani di femminicidio: più banca dati e fondo dedicato

CERUTTI«Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci degli orfani delle vittime di femminicidio. Anche loro sono vittime perché perdono, in modo differente, entrambi i genitori e le istituzioni devono stare loro vicino. I modi per farlo ci sono» – così Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, ha annunciato che porrà il tema sul tavolo della Cabina di regia nazionale contro la violenza sulle donne.

La soluzione che prospetta l’assessora regionale Monica Cerutti è quella di intervenire sul Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere: «Ci sono due strade da percorrere: ampliare la banca dati che è prevista tra gli obiettivi del piano implementandola con le informazioni relative a quelli che vengono definiti “orfani regione giuntaspeciali”; prevedere l’istituzione di un fondo esclusivamente dedicato ai figli e alle figlie delle vittime di femminicidio. Mi impegno a presentare queste due proposte alla prossima seduta della Cabina di regia nazionale contro la violenza sulle donne».

«I dati a nostra disposizione dicono che negli ultimi dieci anni i femminicidi avrebbero prodotto ben 1.600 orfani. L’implementazione della banca dati ci permetterebbe di avere un monitoraggio puntuale della situazione in modo da agire a livello legislativo, anche con l’istituzione del Fondo loro dedicato. Come Regione Piemonte sensibilizzeremo le realtà locali nel sostegno ai figli e alle figlie delle vittime di femminicidio, sapendo che molti interventi sono già in campo» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Telefonia, Ruffino (FI): “Il Piemonte non può perdere altre aziende”

tim“Il tasso di crescita delle imprese piemontesi, in calo per il quinto anno consecutivo, è in controtendenza rispetto alla situazione nazionale in leggera ripresa. Ma evidentemente non c’è limite al peggio se, ogni giorno, si verificano casi di realtà imprenditoriali importanti che rischiano di lasciare a casa i lavoratori a causa della crisi e dell’inconsistenza delle politiche del lavoro da parte delle istituzioni. Un settore in difficoltà è quello della telefonia e i dipendenti di Tim, Vodafone, Comdata e altre aziende manifestano proprio in queste ore mettendo in evidenza come temano la riduzione di ferie e permessi, il demansionamento di livello e diverse riduzioni di costi del personale. Gli enti – Comune di Torino e Regione in primo luogo – non possono restare inerti di fronte a un continuo declino dell’economia e del lavoro sul nostro territorio.”

E’ quanto afferma Daniela Ruffino (FI), vicepresidente del Consiglio regionale del piemonte, che sullaruffino6 vicenda delle aziende del settore telefonico ha predisposto un question time da discutere nell’aula di Palazzo Lascaris.
“Cosa intende fare la Regione per non perdere altri posti di lavoro?,” chiede Ruffino alla Giunta regionale. E aggiunge: “I lavoratori Tim in particolare evidenziano con preoccupazione come  la soppressione della contrattazione di secondo livello possa costituire un  precedente negativo per  tutte le aziende italiane.Ma soprattutto  desta timori il piano di accentramento aziendale che prevederebbe trasferimenti di personale a Roma anche dalla sede torinese”.

“Sarebbe un depauperamento della sede torinese – osserva Ruffino – oltretutto immotivato, visto che è stato avviato, come spiegano i lavoratori stessi, il progetto Smart Working, che con reg lascarispermette loro di lavorare da casa alcuni giorni. Che si tratti di una “manovra” per mascherare esuberi e dimissioni di quei dipendenti che non potranno adeguarsi alla nuova realtà prospettata?”
“Si tenga conto, inoltre,  – sottolinea la vicepresidente del Consiglio piemontese – che i lavoratori Tim stanno già pagando una riduzione di stipendio per il contratto di solidarietà”.

“La situazione della telefonia e quella complessiva dell’economia piemontese – conclude Ruffino – impongono alle istituzioni di Torino e del Piemonte di attivarsi con urgenza per tornare a fare del nostro territorio un  polo di attrazione di attività e funzioni. Se Tim o Vodafone seguono la propria strategia aziendale, gli enti siano in grado di  costruire una strategia valida per Tim, Vodafone e per tutte le altre imprese. Perchè ciò avvenga serve un progetto condiviso tra Regione, Città di Torino e Città metropolitana. Altrimenti saremo  condannati alla desertificazione territoriale”.

Ricercatori precari, Grimaldi (SEL): il Governo riconosca i diritti di questi lavoratori

GRIMALDIIl Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha presentato in conferenza stampa un ordine del giorno, sottoscritto insieme ai consiglieri Andrea Appiano (primo firmatario) e Domenico Rossi, per aprire un’interlocuzione con l’Università sul piano per il reclutamento – che attualmente dovrebbe prevedere solo 80 ricercatori a tempo determinato di tipo A – e mandare un segnale al Governo per cambiare la condizione dei precari dell’università.Dopo la Legge 240/2010, che precarizzò e complicò drasticamente il percorso di avanzamento di carriera per ricercatori e docenti universitari, introducendo diverse tipologie di contratti di lavoro precario per i dottori di ricerca (l’assegno di ricerca, i contratti di ricerca a tempo determinato di tipo A e B), vi è stata un’ulteriore proliferazione di forme contrattuali a termine, più svantaggiose per i ricercatori ma meno onerose per gli atenei (la borsa di studio e la borsa di addestramento alla ricerca, la docenza a contratto, il contratto di prestazione occasionale, il contratto di prestazione d’opera, il contratto di collaborazione esterna).

campus universita 1La scarsità di nuove assunzioni, contestualmente al pensionamento di numerosi docenti a fine carriera, peggiorerà ulteriormente il rapporto studenti/docenti (tra i più sbilanciati d’Italia) con inevitabili ricadute negative sulla qualità della didattica e della ricerca. Eppure l’Università di Torinouniversità vive grazie alla collaborazione di molte centinaia di ricercatori e ricercatori precari, assegnisti di ricerca, borsisti e docenti a contratto i cui compensi sono spesso decisamente bassi.

“Ci ricordiamo bene la famigerata riforma Gelmini” – dichiara Grimaldi – “perché in quegli anni molti di noi erano lì, fra i precari che organizzarono la protesta, la ricerca in piazza, lo sciopero della didattica non retribuita, e fra gli studenti che con loro salirono sui tetti dell’Università. Come ben sappiamo, nessun Governo successivamente si è sognato di rivedere quella ‘riforma’ e invertire la rotta del disinvestimento nella ricerca e della precarizzazione degli atenei. Perciò non si tratta solo di rivolgersi all’Ateneo perché utilizzi le risorse disponibili per assumere quanti più ricercatori possibile: non è più campus universita 2rimandabile un investimento straordinario del Governo nella ricerca, che aumenti i fondi ordinari di enti e atenei e finanzi un piano consistente di immissioni in ruolo. E poi c’è il tema gravissimo della mancanza di qualsiasi ammortizzatore sociale per dottorandi, borsisti e assegnisti, che non accedono alla DIS-COLL. Peggio ancora: nel decreto “Milleproroghe” 2017 (DL 244/2016) non viene rinnovata neanche ai titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto. Nel corso del 2017, migliaia di ricercatori precari vedranno chiudersi ogni possibilità di proroga del contratto di assegno di ricerca e si ritroveranno senza alcun sostegno di disoccupazione dopo aver lavorato per anni e aver regolarmente versato i contributi all’INPS. Ben sappiamo che, mentre la Carta Europea dei Ricercatori – sottoscritta anche dall’Italia – riconosce dottorandi e assegnisti come professionisti ad alto livello di formazione, il Ministro Poletti non li considera nemmeno lavoratori. Non è un bell’incentivo a forme di sfruttamento all’interno delle università?”

 

Violenza di genere: approvato il Fondo per il patrocinio delle donne vittime

donne violenza 2È stato approvato dalla Giunta regionale del Piemonte il regolamento regionale per l’Istituzione di un fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti previsto dalla legge regionale 4 del 2016. Potranno accedere al Fondo per il patrocinio tutte le donne vittime di violenza e maltrattamenti, senza limite di età, che: abbiano scelto un avvocato o una avvocata patrocinante iscritta agli elenchi che fanno riferimento alla legge regionale contro la violenza sulle donne; che siano domiciliate in Piemonte; che abbiano subito un reato con connotazioni di violenza o maltrattamenti contro le donne avvenuto sul territorio piemontese; che abbiano un reddito personale non superiore a otto volte quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di Patrocinio a spese dello Stato. Si potrà accedere al Fondo anche per cause civili (separazioni, affidamento dei figli, etc) in presenza di violenza del coniuge. Il Fondo coprirà le spese processuali, anche precedenti al processo, relative a cause di violenza o maltrattamento. Può anche coprire le spese affrontate da donne che rientrano nel gratuito patrocinio a spese dello Stato e che dallo stesso CERUTTIPatrocinio siano escluse. La dotazione del Fondo prevede, oltre al finanziamento iniziale di 750.000 euro e al finanziamento di 250.000 euro effettuato nel 2015, anche 150.000 euro di finanziamento l’anno ai sensi della nuova legge regionale contro la violenza numero 4 del 2016. «Dal 2010 fino al 2016 le domande ricevute sono state in totale 445. Dal 2014 fino a oggi è stato possibile registrare un aumento delle richieste: siamo passati da 58 a 117 del 2016. Segno che il lavoro di informazione e sensibilizzazione che abbiamo voluto avviare è la strada giusta da percorrere. Dobbiamo però continuare a incventivare l’utilizzo di questo strumento e aiutare le vittime di violenza a conoscerlo per accedervi. È mia intenzione lanciare una specifica campagna di comunicazione su questo tema che verrà inserita all’interno di un progetto più complesso dedicato alla legge regionale contro la violenza» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Sinistra sociale nel Pd, si parte sabato da Roma

Nel frastuono del dibattito sulla scissione o meno del Pd, sabato prossimo a merlo giorgioRoma decolla una proposta. Che non e’ una semplice provocazione o l’ennesimo posizionamento tattico a cui siamo ormai abituati quando parliamo delle correnti, o delle bande, che costellano l’arcipelago del Pd. Una proposta e un progetto che Gianni Cuperlo ha gia’ illustrato nei giorni in una doppia intervista all’Unita’ e alla Stampa. Certo, parlare di “sinistra sociale” nel Pd attuale appare, lo riconosco, un po’ inusuale. Ma di fronte alla crescenti disuguaglianze sociali, alla crescente poverta’ delle famiglie italiane, all’aumento esponenziale e progressivo della disoccupazione giovanile e non solo, alla sempre piu’ insopportabile precarizzazione dei rapporti di lavoro e all’attenuarsi della stessa cultura dei diritti, forse e’ opportuno che faccia capolino nel Pd, cioe’ in un partito di centro sinistra, proprio una “sinistra sociale”. Del resto, noi sappiamo che proprio la storia, l’esperienza, il progetto politico e la testimonianza della sinistra sociale ha accompagnato la storia della democrazia italiana. Un PD SIMBOLOpatrimonio, questo, che ha caratterizzato il filone del cattolicesimo sociale come quello del socialismo e della sinistra democratica. E proprio queste 3 grandi tradizioni del passato, che difficilmente si possono archiviare o cancellare sull’altare di un dubbio ed anacronistico nuovismo, forse si rende necessario riprenderle anche e soprattutto nella stagione contemporanea. Certo, senza alcuna regressione nostalgica ma con la consapevolezza che la politica riformista, progressista e di sinistra non possono prescindere radicalmente dalle proprie radici culturali ed ideali. Infine, una rinnovata sinistra sociale e culturale puo’ essere utile, e forse indispensabile, anche per garantire e conservare la natura e il profilo originari dello stesso Partito democratico. Ovvero, una sinistra sociale con vocazione e proiezione politica – che non sia solo denuncia, protesta e testimonianza perche’ altrimenti sarebbe semplicemente marginale e poco incisiva – che sappia qualificare l’intero progetto politico del Pd. E con Gianni Cuperlo e molti altri esponenti nazionali e locali che si riconoscono in questo patrimonio culturale si lancia una sfida che puo’ essere vincente. Almeno per tracciare una “buona politica” e per rafforzare la qualita’ del messaggio del centro sinistra e del riformismo democratico nel nostro paese.

Giorgio Merlo

Carcere: “il Ministero non vanifichi per inedia le tante cose buone fatte”

Grimaldi (SEL), Artesio (Torino in Comune), Boni e Manzi (Radicali) 

carcere2 

Dopo la visita al carcere di Ivrea, il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi si è oggi recato in visita alla Casa circondariale Lorusso Cotugno a Torino, insieme a Igor Boni e Silvja Manzi dei Radicali Italiani e alla Capogruppo di Torino in Comune Eleonora Artesio. Il carcere ospita attualmente fra i 1280 e i 1350, coerentemente con un aumento della popolazione carceraria nelle grandi città dove crescono povertà e disagio. La direzione ha sottolineato l’importanza di una distribuzione dei detenuti sul territorio regionale, che consenta di evitare situazioni di inciviltà e malessere, posto il principio della territorialità che va il più possibile salvaguardato. Al contempo, a differenza di altri istituti penitenziari, paiono diminuire i suicidi e gli episodi di autolesionismo, grazie a un forte investimento sulla prevenzione e la prima accoglienza, tramite la fornitura di un kit di intimo all’ingresso, ai colloqui di primo ingresso con gli educatori, alla scuola accoglienza ricca di attività ricreative, all’apertura dell’85% del circuito, ai corsi di formazione professionale, all’attivazione di circa 230-240 posti di lavoro con enti pubblici e cooperative, nonché alla convenzione sull’Articolazione per la tutela della salute mentale, attiva solo al carcere di Torino.

 CARCERE SBARRE
“Purtroppo gli enormi sforzi per aumentare i momenti di socialità, le attività diurne, il lavoro fuori e dentro al carcere si scontrano con la carenza di educatori (solo 14 per circa 1350 detenuti) e la fatiscenza di alcuni padiglioni” – dichiara Grimaldi. – “Come ha denunciato lo stesso Direttore e come abbiamo visto con i nostri occhi, la sezione A in particolare, che ospita inoltre il presidio sanitario e il reparto psichiatrico (Sestante), è un vero disastro. Le condizioni umilianti dei bagni a vista, unite all’odore di muffa e alle infiltrazioni, rendono indecorosa la vita di quegli uomini. Docce sporche, ascensori fermi ormai da anni e cascate di acqua dai cavedi aggravano ulteriormente il quadro. Ho parlato con alcuni detenuti mentre fumavano, mi hanno chiesto di fare qualcosa. Ciò che posso fare è rivolgere un appello alle autorità competenti affinché non vanifichino solo per inedia il buono che cresce in quel carcere. Il Ministero deve provvedere ai finanziamenti per sostituire gli ascensori guasti, rifare il cappotto esterno dove vi sono le infiltrazioni e consentire la presenza di un numero equo di educatori. E infine mi rivolgo alle aziende private, finora quasi del tutto assenti da questi luoghi, perché attivare rapporti di lavoro con i detenuti e le detenute può essere un’opportunità anche per loro”.“Il Comune” – dichiara Artesio – “intrattiene molte collaborazioni con i programmi dell’istituto penitenziario, dalla promozione di attività occupazionali alla qualificazione del ‘tempo’ con investimenti culturali alla nomina del Garante dei diritti. Abbiamo non solo la sensibilità, ma tutto l’interesse a che la dimensione carceraria sia, come dice la Costituzione, una fase di presa di coscienza e di riorientamento delle persone detenute”.

“Il Carcere di Torino” – aggiungono Manzi e Boni – “per la sua dimensione e il suo funzionamento potrebbe essere una struttura modello: a una gestione competente e intelligente, che ha abbassato le tensioni e diminuito le problematicità, si accompagna una fattiva interazione con la popolazione detenuta (di nuovo, purtroppo, a un livello ai limiti di guardia). La struttura obsoleta dell’Istituto, però, non consente un pieno ottimismo. Eredità di quell’infausta stagione di lavori pubblici inefficienti e pagati a caro prezzo, anche questo Carcere è ormai strutturalmente fatiscente, basti pensare alle barriere architettoniche presenti che lo rendono, di fatto, fuori legge. E vivere in una struttura degradata, per i detenuti come per chi ci lavora, non può che essere umanamente degradante. Si tratta di investimenti non più rinviabili”.

 

Ruffino e Lupi, degrado case Atc via Biglieri: “non si faccia pagare agli abitanti”

biglieri2La vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino (FI) e il consigliere di Forza Italia della Circoscrizione 8, Alessandro Lupi,  hanno effettuato un sopralluogo presso le case Atc di via Biglieri, dove hanno incontrato gli inquilini.“Il problema delle cantine occupate dai senzatetto era noto da mesi e Atc era stata avvisata. Poi c’è scappato il morto, il senzatetto deceduto alcune settimane fa:  drammatico episodio – affermano i due esponenti di Forza Italia – che ha fatto smuovere l’ente. Ma in che modo? Chiedendo a chi abita nelle case di pagare il conto della pulizia delle ruffino danielacantine”.

 

“Non è accettabile che una situazione di degrado all’interno di edifici Atc venga caricata sulle spalle di inquilini che hanno redditi già bassi di per sé”, aggiungono Ruffino e Lupi.“Ci sono poi alloggi che non hanno balcone, come fanno a svuotare la cantina? Ma la vicenda del povero senzatetto ha se non altro posto l’attenzione sui tanti problemi di questi e altri complessi abitativi. Esistono alloggi vuoti da anni, serve la disinfestazione contro gli insetti, ci sono i sottotetti invasi dal guano dei piccioni, furgoni di non residenti parcheggiati in cortile”, proseguono  Ruffino e Lupi.

 

“E poi le lampadine da cambiare, o la vicenda delle caldaiette  tolte e  sostituite dalle centralizzate, con il biglieri1cambio valvole per ogni termosifone: costo 100 euro a valvola, per un  impianto non dimensionato”. “Si tratta, insomma, di problematiche non irrisolvibili ma, – concludono i rappresentanti azzurri – se non vi si pone rimedio, come in ogni altro tipo di condominio, rischiano di aggravarsi. Ecco perché chiediamo ai responsabili Atc e al Comune di dare al più presto risposte ai residenti nelle case di via Biglieri, perché non sono cittadini di serie B. Non siano quindi i residenti a dover pagare, in tutti i sensi”. 

ZANONI: “POSTE, TEMPI PROSPETTATI PER MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO NON COMPATIBILI CON ESIGENZE DEI TERRITORI”

poste italiane“Dal sottosegretario alle Comunicazioni Giacomelli abbiamo appreso in commissione che è in corso un incremento temporaneo del personale di Poste per lo smaltimento delle giacenze esistenti, a testimonianza del fatto che i problemi che nei mesi scorsi abbiamo denunciato ci sono, tanto che dal Governo è arrivata l’esigenza di chiarire che occorre innanzitutto ripristinare una situazione di normalità”. Lo ha dichiarato la senatrice del Pd Magda Zanoni intervenendo in aula a proposito dei mancati servizi da parte di Poste in alcune aree del Paese, soprattutto quelle periferiche e spopolate. 
“Ma questo – ha proseguito Zanoni – non basta. L’attività di monitoraggio attualmente in corso e le conseguenti modifiche al servizio non hanno tempi compatibili con una risposta concreta che serve ora, subito, ai territori. Non possiamo infatti attendere il 2018 per poter impostare un migliore e più efficiente servizio postale. Comprendiamo – ha detto ancora  la senatrice dem – che diverse competenze di controllo siano in capo all’Authority, ma vi è una responsabilità politica alla quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci. Continueremo dunque a portare avanti diverse iniziative per avere, in tempi più brevi da quelli oggi prospettati, un miglioramento del servizio offerto dalle Poste. Il sottosegretario Giacomelli ha garantito la sua disponibilità per poter ascoltare le esigenze delle diverse zone sui territori locali e questo è bene, ma nel frattempo – ha concluso Zanoni – occorre mantenersi vigili su quanto verrà portato avanti per la questione Poste”. Sui disservizi da parte di Poste nei mesi scorsi Zanoni aveva presentato un’interrogazione al Governo.

(foto: il Torinese)