Celebrazioni per l’80° della Liberazione con Cirko Vertigo 

Continuano le celebrazioni sul territorio per l’80° della Liberazione con tre iniziative nate a seguito del bando che la Città metropolitana ha destinato ai Comuni e alle associazioni del territorio per valorizzare la storia locale.

Sabato 31 gennaio, la Società Operaia di mutuo soccorso di Pont Canavese, capofila del progetto “Resistenza e libertà”, con il suo presidente Claudio Barinotto presenterà al pubblico la mappa interattiva dei punti di interesse storico della Resistenza nel capoluogo e nelle frazioni di Pont Canavese e nei Comuni limitrofi, già navigabile al link https://resistenzaeliberta.it/.
L’evento si terrà alle 16 nella sede della Società operaia, in via Destefanis 9.

Domenica 1° febbraio, a Sciolze, in occasione del settantaseiesimo anniversario della fondazione del locale Gruppo Alpini, l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Vittorio Moncalvo, inaugurerà il Muro della Memoria, un’installazione di arredo urbano composta da pannelli illustrativi e fotografie e finalizzata a creare un luogo pubblico dedicato alla memoria dei fatti storici legati alla Resistenza e degli aspetti della vita quotidiana in tempo di guerra. Per la Città metropolitana di Torino sarà presente la consigliera delegata Sonia Cambursano. Il ritrovo è fissato per le 10 nel salone del Milite Ignoto, in via Roma 2.

La fondazione Cirko Vertigo ha appena pubblicato il libro “Destrezza e libertà. Circo e Resistenza tra memoria e presente”, curato dallo storico Raffaele De Ritis, con la prefazione di Daniele Jalla. Si tratta di una serie di testimonianze in cui si mette in evidenza come il circo sia sempre stato capace di proteggere le minoranze e lanciare messaggi di libertà attraverso i suoi spettacoli.

“Si tratta di tre iniziative nate in risposta al nostro bando per celebrare l’80° anniversario – commenta il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo -. Siamo molto soddisfatti della risposta che ha dato il territorio, segno di una grande attenzione alla tutela della memoria e all’importanza della sua trasmissione, in particolare ai nostri giovani”.

All’Auditorium Rai i Kindertotenlieder di Mahler

 

Con la voce di Fleur Barron e l’Orchestra Rai, diretta da Nicolò Umberto Foron

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone giovedì 29 gennaio, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino e, sempre a Torino, venerdì 30 gennaio alle 20 e sabato 31 gennaio a Cremona, alle 20,30, in occasione dell’inaugurazione della stagione musicale del teatro Amilcare Ponchielli, il primo dei cinque Kindertotenlieder di Gustav Mahler. Sconcerto, omessa rassegnazione e nostalgia, risentimento, senso di vuoto, annullamento nel tempo: “I canti per i fanciulli morti” rappresentano una disamina del dolore e della sua evoluzione basati sui componimenti del poeta tardo romantico Friedric Rückrt, musicali da Mahler tra il 1901 e il 1904. A interpretarli è stato chiamato Nicolò Umberto Foron, al debutto nella stagione sinfonica Rai, dopo aver diretto lo scorso anno il concerto finale del progetto “Professione orchestra”. Accanto a lui il mezzosoprano Fleur Barron, già interprete nel novembre 2025 dei “Fünflieder”, di Alma, la moglie di Mahler. Barron è artista versatile, interprete d’opera, musica sinfonica e da camera, sapendo spaziare dal barocco al contemporaneo. Il concetto si apre con la meditazione sinfonica per or hestar “Les offrandes oubliées” di Olivier Messiaen, scritta nel 1930 a Fuligny, quando il compositore aveva 22 anni. La pagina fu eseguita per la prima volta a Parigi il 19 febbraio 1931, diretta Walther Straram, al theatre des Champs-Elysèes. Questo breve trittico rappresenta la orima prova autentica per Messiaen, e contiene già i tratti distintivi della sua arte, segnata da originalità timbrica e da un carattere tutto peculiare. In chiusura, le “Danze sinfoniche” op. 45 di Sergej Rachmaninov, ultimo lavoro del compositore russo, risalente al 1940, su commissione della Philadelphia Orchestra, può essere considerato l’ultimo vessillo di quella civiltà tardo romantica, a cui Rachmaninov fu sempre legato, e in quegli anno del tutto superata.

Biglietti: in vendita online sul sito OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Info: 011 8104653 – biglietteria.osn@rai.it

Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro, Torino

Mara Martellotta

La Polizia locale torna a scuola a Sauze d’Oulx

 

“Quinto seminario dei Comuni Olimpici” su sicurezza e reati ambientali

Gli agenti della Polizia locale, anche quest’anno, tornano a scuola a Sauze d’Oulx. Lo fanno per il quinto anno consecutivo, formandosi questa volta sul tema della sicurezza dei reati ambientali e delle nuove norme in materia di Polizia locale. Venerdì 30 gennaio il comune di Sauze d’Oulx ospiterà gli agenti per il “quinto seminario dei Comuni Olimpici”. Dopo il successo delle passate edizioni, torna l’appuntamento dedicato alla Polizia locale, che arriveranno da tutto il Piemonte e da fuori Regione per questa giornata di formazione a loro dedicata. Anche quest’anno la giornata di studio per operatori di Polizia locale è organizzata dalla Maggioli Editore, in collaborazione con l’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e il comune di Sauze d’Oulx. Come sempre si terrà una mostra espositiva con prodotti e tecnologi sviluppati per la Polizia locale. Sede del corso il teatro D’Ou, in via della Torre 6, a Sauze d’Oulx. Il programma prevede la registrazione, a partire dalle 8.30, dei partecipanti, la visita alle 9 agli stand espositivi, l’inizio dei lavori alle 9.30 con i saluti istituzionali a cura di Mauro Meneguzzi, Sindaco di Sauze d’Oulx e Presidente di Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, e introduzione al corso da parte di Massimo Blanc, comandante della Polizia locale dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea. Come nelle precedenti edizioni, il convegno sarà moderato da Alberto Bassani, comandante della Polizia locale di Alessandria. La prima parte della giornata formativa vedrà l’intervento di Gaetano Alborino, funzionario E.Q. della Polizia metropolitana di Napoli, che tratterà il tema “Reati ambientali: le novità introdotte dal decreto CD. Terra dei Fuochi”. La seconda parte vedrà la relazione dell’avvocato cassazionista del Foro di Firenze Fabio Piccioni, sul tema “Il nuovo delitto di lesioni a ufficiale o agente di pubblica sicurezza di PS e PG “. Il convegno si chiuderà alle ore 13 con la consegna degli attestati di partecipazione.

“Siamo davvero orgogliosi che nostro Comune possa ospitare nuovamente un convegno di questo livello – affermano il Sindaco Mauro Meneguzzi e l’Assessore con delega alla Polizia locale Davide Allemand – dopo il grande successo delle precedenti edizioni. Ringraziamo la Maggioli Editore per avere scelto Sauze d’Oulx come sede del corso. Un ringraziamento particolare va al comandante Massimo Blanc, che si è tanto adoperato anche quest’anno, supportato dai suoi agenti, per l’organizzazione di questo importante momento di formazione.

Mara Martellotta

Carne e riso stranieri sotto accusa: la protesta Coldiretti arriva a Torino, seimila agricoltori al Lingotto

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Sono stati 6mila gli agricoltori presenti questa mattina al Lingotto di Torino, per la mobilitazione Coldiretti Piemonte, Liguria e Val d’Aosta. Straordinaria partecipazione del Presidente Ettore Prandini e del Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, oltre ai vertici della Coldiretti regionale.

Dalla carne congelata con ormoni al riso coltivato con pesticidi vietati, serve potenziare i controlli su tutti i prodotti alimentari extra Ue e garantire piena trasparenza al consumatore attraverso l’etichettatura obbligatoria dell’origine a livello europeo e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione, che consente di far risultare italiano ciò che italiano non è.

Queste le richieste di Coldiretti rilanciate oggi a Torino, per tutelare la salute dei consumatori e il reddito degli agricoltori, oggi esposti a una concorrenza sleale incredibilmente favorita dall’Unione europea guidata dalla presidente Von der Leyen.

Per l’occasione è stata allestita una tavola che ha messo a confronto alcune eccellenze made in Italy ed in Piemonte, dal riso alla carne di Razza Piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa senza adeguati controlli e spesso trattati con sostanze vietate nell’Ue.

Sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero (fonte Istat), di cui 32 milioni di chili congelati. Nel 2025 l’import complessivo è aumentato del 3%, ma per la congelata si è arrivati al +30%. Preoccupa l’uso nei Paesi extra Ue, soprattutto in Sud America, di antibiotici e promotori della crescita, oltre alle lacune del Brasile nei controlli sugli ormoni vietati in Europa.

Situazione analoga per il riso: nel 2024 ne sono arrivati 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano e paraguayano sono state rilevate sostanze vietate nell’Ue. Nonostante ciò, il 60% del riso che entra in Italia beneficia del dazio zero e dal 2009, grazie al regime Eba “Everything but arms”, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, aggravando il dumping con pesticidi vietati e sospetto sfruttamento di lavoro minorile.

“Il valore delle importazioni da Paesi Extra Ue ha raggiunto in Piemonte i 2,8 miliardi nel 2024. Nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari dai Paesi Extra Ue – sottolineano Monticone e Rosso -. Ancor più, alla luce di questi dati, chiediamo parità di condizioni nelle importazioni agroalimentari applicando il principio di reciprocità: gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità devono valere per tutti i prodotti, indipendentemente dal Paese di origine. Per farlo serve aumentare i controlli e assegnare all’Italia e a Roma la sede dell’Authority doganale europea come richiesto con la candidatura avanzata dal Governo italiano su sollecitazione di Coldiretti”.

Foto Coldiretti Asti

Eccellenza orafa del Piemonte, 11 aziende alla fiera della gioielleria negli Emirati Arabi

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Parteciperanno grazie ad Artex al Jewels of Emirates Show all’Expo Centre Sharjah dal 28 gennaio al 1° febbraio

Torino, 26 gennaio 2026 – Saranno 11 le aziende che dal Piemonte esporranno nel padiglione Italia, unico Paese ad essere rappresentato con un proprio spazio espositivo, alla settima edizione di Jewels of Emirates Show, la fiera dedicata al settore della gioielleria, oreficeria e orologeria che si terrà dal 28 gennaio al 1° febbraio all’Expo Centre Sharjah, nell’Emirato Arabo di Sharjah. Il padiglione italiano sarà curato, come sempre, da Artex. 

Le aziende piemontesi che saranno presenti alla fiera fanno parte tutte della provincia di Alessandria, 2 del comune di San Salvatore e gli altri del Comune di Valenza:

Capra Srl (San Salvatore)
Carlo Barberis (Valenza)
Ferraris Gioielli Srl (San Salvatore)
Garavelli Srl (Valenza)
Italgold Srl (Valenza)
Luca Carati Srl (Valenza)
Maskada Gioielli Srl (Valenza)
OFIR Srl (Valenza)
Orital Srl (Valenza)
Oro Trend Srl (Valenza)
Vanessa Gioielli Srl (Valenza)

Jewels of Emirates Show si è affermata come una fiera di grande successo: all’edizione 2025 hanno preso parte più di 150 espositori, in grande prevalenza dagli Emirati Arabi e dal Medio Oriente, suddivisi in un’area espositiva di 10.000 metri quadrati, e più di 9.000 visitatori tra cui compratori privati, buyer, vip, diplomatici, giornalisti, social media influencer.

“Grazie all’organizzazione di Artex e alla collaborazione ventennale con Expo Centre e Camera di Commercio di Sharjah – afferma Sara Biagiotti della direzione di Artex -, l’Italia sarà rappresentata a questa importante fiera del settore, che negli anni è cresciuta, non solo in termini di numero di aziende e di area espositiva, ma anche di qualità affermandosi come una delle più richieste del mercato”.

“Proprio grazie alla fiducia di Expo Centre Sharjah – aggiunge Biagiotti – sono stati concessi ulteriori spazi al padiglione italiano che come Luxury Zone si è ampliato del 25%”.

Alla nuova edizione parteciperanno 33 aziende italiane che rappresentano il meglio della gioielleria e dell’oreficeria Made in Italy.

 “Il mercato arabo – conclude Biagiotti – è uno dei più rilevanti per l’esportazione di preziosi: nel 2025 il valore delle esportazioni italiane di gioielli negli Emirati Arabi è stato pari ad 1,3 miliardi di euro con una crescita del 55 % sul primo semestre dell’anno precedente nonostante il costo dell’oro sia ormai ai massimi storici. La presenza alla Jewels of Emirates Show è un’occasione unica di espansione per le aziende”.

In copertina una  foto  della precedente edizione

cs

Extinction Rebellion contro le Olimpiadi “ecocide”

Venerdì sera la Red Rebel Brigade di Extinction Rebellion ha sfilato, con il caratteristico passo lento, dalla terrazza del Monte dei Cappuccini, sede del braciere olimpico del 2006,  fino a piazza Vittorio, dove ha esposto uno striscione “Governi ecovandali, Olimpiadi ecocide”.

“Una passeggiata silenziosa per denunciare l’ecocidio provocato dalle Olimpiadi invernali Milano – Cortina con la costruzione di impianti distruttivi, come la pista da bob per cui sono stati abbattuti 800 larici secolari, e una spesa che dai 1,5 miliardi previsti è lievitata a quasi 6 miliardi. Impianti e infrastrutture destinati a rimanere inutilizzati, come già successo sulle Alpi piemontesi, dopo le Olimpiadi del 2006”, affermano gli attivisti.

Federico Montesano: “Frammenti sospesi” alla galleria Malinpensa by La Telaccia 

Informazione promozionale

La galleria Malinpensa by La Telaccia ospita, fino al 7 febbraio prossimo, la mostra dal titolo “Frammenti sospesi” dell’artista Federico Montesano.

 

Nei suoi paesaggi metafisici si respira il linguaggio dell’infinito che oscilla tra reale e onirico. La sua pittura rivela una tecnica raffinata e una profonda interiorità, e si apre come una narrazione dell’anima in cui la libertà e il sentimento generano un percorso altamente espressivo. Ogni tela è un canto silenzioso, un frammento di luce che tramuta la realtà in sogno, la materia in emozione e la forma in poesia. Si tratta di un iter sensibile e vibrante, dove la riflessione sull’esistenza si trasforma in gesto pittorico, e la natura, fonte primaria di ispirazione, si rinnova come spazio dell’anima; in essa l’artista trova la voce della terra e del cielo. La pittura di Federico Montesano si fa visione lirica, sospesa tra una dimensione figurale intrisa di lirismo, le pulsazioni della vita e i silenzi dell’essere. L’esposizione, intitolata “Frammenti sospesi”, nasce da uno stato d’animo puro e si compone come una sinfonia di colori, materia e segni. L’acrilico su tela, steso con armoniosa precisione, vibra di ritmi interni, di respiri cromatici che si accendono e si dissolvono, creando un universo visivo di intensa profondità. Le luci si muovono come pensieri, i chiaroscuri abbracciano la forma e la terra incontra il cielo in una meditazione continua sul tempo e sull’essere. Nelle sue opere, Federico Montesano dipinge l’emozione, la luce che pulsa e la vita che arde nei silenzi. Ogni pennellata si fa simbolo e ogni contrasto rivela un’emozione che supera la materia. Colori gialli che si accendono al sole, verdi che respirano di speranza, rossi che ardono di passione, arancioni che custodiscono la memoria dialogano con il blu del cielo, creando armonie di straordinaria intensità poetica. La natura, maestosa e spirituale, diventa spazio dell’anima che fa riflettere sull’essenzialità e l’importanza del colore, in cui la vibrazione della materia si unisce al pensiero concettuale dell’immagine in maniera unica e personale. Anche nell’installazione di plexiglass e nei libri d’artista si avverte la medesima intensità poetica. Si tratta di una ricerca di equilibrio tra pensiero e sentimento, tra forma e respiro. Nel suo universo visivo si distende un silenzio cosmico in cui la luce, plasmata con intelligenza e sensibilità, accende un dinamismo interiore di rara suggestione. È qui che l’arte di Federico Montesano trova il suo compimento in un dialogo continuo tra terra e cielo, tra ciò che appare e ciò che vibra nel profondo, vale a dire un canto visivo che parla al cuore e che trasforma ogni frammento sospeso in emozione viva. Montesano affronta la pittura come un processo di conoscenza e rivelazione; ogni segno e ogni velatura sono testimonianze di un pensiero che si fa immagine. Si riconosce una ricerca costante di equilibrio tra intuizione e costruzione, visione e struttura, che culminano in una resa estetica di grande coerenza. Il suo iter, tra natura e concetto, si traduce in un silenzio universale, dove la luce diventa parola e la materia diventa respiro.

Federico Montesano, nativo di Monza nel 1990, si è diplomato e specializzato in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e ha frequentato il corso di Scenografia dell’Accedemia del Teatro alla Scala. Opera nel campo delle arti visive, e le sue specialità sono varie, dalla pittura al disegno, all’installazione e alla scenografia. Ha già esposto alla galleria Malinpensa by La Telaccia nel 2023 con la mostra “Stanze introspettive”, nel 2024 ha inaugurato la personale “Transito metafisico”, con la quale ha partecipato anche alla XIX edizione Bergamo Arte Fiera e ha esposto le sue opere nella collettiva “Il mare in vetrina”, sempre presso la galleria Malinpensa di Torino.

Galleria Malinpensa by La Telaccia  – corso Inghilterra 51, Torino

Mara Martellotta

Le arance della salute a Volpiano

Sabato Volpiano ha dimostrato quanto un piccolo gesto possa diventare qualcosa di grande 
Grazie all’iniziativa Le Arance della Salute #AIRC, tante persone hanno scelto di sostenere la #ricercacontroilcancro e di promuovere uno stile di vita sano.  Un grazie speciale ai volontari AIRC di Volpiano, che con passione e impegno hanno reso possibile questa giornata, e a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito. Arance, miele e marmellata: bontà che fanno bene due volte, al cuore e alla ricerca.

Politica e religione ieri, oggi e domani

 

 

Venerdì 16 gennaio scorso, presso Palazzo Ceriana Mayneri di corso Stati Uniti 11, a Torino, l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e la Federazione delle Chiese Evangeliche hanno organizzato una conferenza sul rapporto fra politica e religione, dal titolo “Quando il Sacro diventa strumento. Dalla teologia della prosperità all’uso politico di simboli religiosi nella comunicazione politica delle destre contemporanee”.

All’incontro, moderato dal giornalista del settimanale Riforma, Gian Mario Gillio, e introdotto da Stefano Tallia, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, sono intervenuti professionisti dell’Informazione molto apprezzati come Daniele Garrone (presidente Centro Culturale Protestante di Torino), il politologo Paolo Naso, Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire (in diretta da Gerusalemme), Gianni Armand Pilon, vice direttore de La Stampa e la nota giornalista televisiva Tiziana Ferrario.

Il rapporto fra politica e religione, appurata l’evidente quantità di canali informativi di cui ora godiamo, sembra attuale e, per certi versi, sorprendente, anche se antichissimo. A voltarci indietro, la religione è stato il primo motore politico di storia e preistoria. Senza entrare in particolari socio-antropologici risalenti a tempi arcaici, il fenomeno religioso è certamente stato il primo vagito di comunità organizzate a dettare le regole di quello che si sarebbe evoluto nel concetto di “polis”. Infine, il “sacro” si è innervato fra quelle società guerriere bisognose di capi forti, coraggiosi e carismatici; al comando religioso si è quindi affiancata la monarchia, una dimensione politica che, in alcuni casi, è andata a formare una sorta di ‘sacra alleanza’ fra i due poteri. Chiaramente la conferenza si è principalmente concentrata sulla contemporaneità. Restando sulla cultura occidentale, laica e cristiana, la domanda è: cosa c’entra Dio con l’attuale potere politico?

Apparentemente niente, perché Cristo, nei Vangeli, separa chiaramente i due Regni con il suo famoso: “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (Matteo (22.21). Siccome l’Europa nasce come continente cristiano, poi allargato all’intero occidente, il concetto è ben noto da 2000 anni. La spalla però esiste, in quanto le nostre monarchie, in qualche modo, reclamano la regalità del loro potere come ispirazione e volontà divina. Possiamo affermare che le nostre dittature novecentesche  hanno avuto un forte richiamo alla religione con un’indiretta ispirazione al “Deus vult”(Dio lo vuole) dei crociati in terra di Palestina.

I relatori hanno richiamato anche il famoso “Gott mit uns” (Dio con noi) inciso sulle fibbie dei cinturoni delle armate hitleriane per testimoniare quanto sia importante, per le masse, sapere che un un forte rapporto con l’Aldilà sia anche uno strumento per giustificare tutte quelle “violente prodezze” che si compiono in Terra in nome di Dio. I relatori hanno dibattuto a proposito di esperienze personali e documentali come, per esempio, l’importanza vitale di Dio per quanto concerne le scelte politiche della società israeliana a seguito del 7 ottobre 2023’. La repubblica fondata da David Ben Gurion è ancora ufficialmente laica, ma la destra, attualmente al potere, ha trasformato ogni azione politica e militare sulla Striscia di Gaza come un fine caro  a Dio, protettore del Popolo Eletto. Conseguentemente, ogni accusa da parte di mezzo pianeta è sprezzantemente rigettata come antisemita dal presidente Benjamin Netanyahu. Gli esempi si estendono ad ulteriori drammi contemporanei che giustificano l’orrore, con le medesime dinamiche, anche nel cuore dell’Europa, come la crisi ucraina oggi dimostra. Non va dimenticata, inoltre, la fratricida mattanza iugoslava che ha separato ortodossi (serbi), cattolici (croati) e musulmani (bosniaci). Chiaramente si è anche parlato di ‘casa nostra’, come i crocifissi in passato ostentati dall’attuale ministro dei lavori Pubblici Matteo Salvini sottolineano quanto un atteggiamento di sudditanza a Santa Madre Chiesa sia elettoralmente premiante in politica. Globalmente questi comportamenti non si limitano a una nazione in particolare, anche se il caso più macroscopico è quello del presidente Donald Trump, che vanta ormai di essere un predestinato del Signore. L’essere stato fortunatamente risparmiato dalla pallottola di un attentatore gli avrebbe conferito il messianico incarico di riportare il Paese alla sua quasi mitica Golden Age. L’attuale presidenza ha inoltre creato un faith office (ufficio per la Fede) per orientare le politiche religiose della sua amministrazione.

Il convegno ha perfettamente inquadrato quanto la combinazione di politica, religione e media (giornali/televisioni/social network) raccontino queste dinamiche, mettendo così potentemente in crisi la lucidità di interi elettorati. Certo non è casuale che siano i partiti più conservatori a farne uso. La storia non mente perché il Sacro ha sempre innervato il messaggio in qualche modo messianico delle Destre di ogni luogo e tempo. Chiamare Dio, dove Dio non c’entra, significa depauperare i popoli di finezza intellettuale, razionalizzazione ed è molto pericoloso per l’esistere stesso della democrazia.

 

Ferruccio Capra Quarelli

Il Carnevale in piazza Vittorio

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Chi scrive ha conosciuto un solo e vero Carnevale, quello in piazza Vittorio  dove tutta la città si ritrovava in festa. L’assessore  Dondona decise molti anni fa  di eliminare il Carnevale in piazza Vittorio per riqualificare la piazza. Oggi ho qualche dubbio sulla reale riqualificazione di quell’area non più di parcheggio perché sotto la piazza venne costruito un parcheggio utilissimo, malgrado i limiti di accesso troppo angusti e pericolosi, forse per accontentare i pochi radical- chic come Vattimo ,feroci contestatori anche dei parcheggi sotterranei. Si andava in piazza Vittorio a divertirsi, a vincere un pesce rosso e poi a gustare la cioccolata con panna di Ghigo, l’unica istituzione che regge al tempo dal 1870. C’era anche in via principe Amedeo, poi in piazza Carlo Alberto e alla fine nello spiazzo che diventerà il parcheggio Valdo Fusi, la fiera dei vini dove si mangiava e si stava allegri con buona musica tradizionale: la cucina non era sempre all’altezza , ma ai torinesi piaceva. Si mangiava spesso lo zampone con i crauti. Il carnevale venne spostato in periferia, alla Pellerina in modo particolare. E da allora sono stato una sola volta e mi è bastata. Lo spirito di piazza Vittorio è stato ucciso . Vedo che il Carnevale di quest’anno, che celebra anche il centenario di Gianduia maschera del Carnevale torinese, si è un po’ riposizionato in centro. E’ fatto positivo che può far rinascere la festa che dopo i fasti degli Anni 80 e 90, e’ andata  putroppo in crisi anche a Venezia. In Piemonte è bene vivo il famoso Carnevale di Ivrea che si fonda sulla storia e a cui l’editore Pedrini ha dedicato un volume. Resiste poi il Carnevale di Viareggio che non ha mai avuto rivali. Vorrei  fare una proposta per il 2027: tornare a fare qualcosa in piazza Vittorio per ricordare il Carnevale storico della Città. Un solo evento rievocativo che piacerebbe a molti e che ci renderebbe giovani per mezza giornata o anche solo due ore.
(foto Museo Torino)