Tornano a circolare i treni storici

A distanza di tanti anni, le automotrici ALn 668 appositamente restaurate in livrea storica, tornano a circolare sui binari della Valsesia. Sabato prossimo 24 gennaio, infatti, una coppia di ALn668 inaugurerà la stagione dei treni storici sulla linea Novara–Varallo, dal 2015 inserita nel progetto Binari senza Tempo della Fondazione FS e nell’elenco delle ferrovie turistiche previste dalla Legge 128/2017.

La partenza del treno è programmata alle ore 9.00 dalla stazione di Novara, con fermate a Briona (9.20), Fara (9.26), Sizzano (9.32), Ghemme (9.37), Romagnano Sesia (9.45), Prato Sesia (9.52), Grignasco (10.03), Borgosesia (10.14), Quarona (10.27) e arrivo a Varallo Sesia alle ore 10.40.

Giunti a destinazione i viaggiatori potranno partecipare a una visita guidata gratuita del centro storico di Varallo Sesia, in programma dalle ore 11.00 alle ore 13.00. Il percorso si snoderà tra le antiche contrade medievali della cittadina, offrendo un affascinante viaggio nella storia locale, dal Medioevo all’età moderna, con soste dedicate alle botteghe dei prodotti enogastronomici e artigianali tipici del territorio.

Il treno storico di ritorno è previsto con partenza da Varallo Sesia alle ore 15.30, con fermate a Quarona (15.42), Borgosesia (15.52), Grignasco (16.04), Prato Sesia (16.15), Romagnano Sesia (16.21), Ghemme (16.29), Sizzano (16.34), Fara (16.40), Briona (16.46) e arrivo a Novara alle ore 17.10.

I biglietti per viaggiare a bordo treno possono essere acquistati dal 20 gennaio su tutti i canali di vendita di Trenitalia, biglietterie e app al costo di 10 euro (andata e ritorno). Maggiori informazioni sono disponibili consultando sito e canali social della Fondazione FS.

Tonno di coniglio, tradizione monferrina

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Una ricetta della cultura contadina, tipica del Monferrato.

Una ricetta antica dal sapore delicato ed aromatico riproposta oggi anche nei ristoranti piu’ raffinati. Si chiama cosi’ perche’ la carne del coniglio, dopo la cottura, sara’ conservata sotto’olio a macerare con aglio ed aromi e diventera’ tenera e saporita proprio come… il tonno.

 

Ingredienti

 

1 kg. di coniglio intero

1 carota

1 cipolla

1 costa di sedano

6 spicchi di aglio

2 chiodi di garofano

2 bacche di ginepro

1 mazzetto di salvia

4 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

1ciuffo di prezzemolo

Olio evo

Sale, pepe q.b.

 

Lavare bene il coniglio in acqua e aceto. Tagliare a pezzi la carota, il sedano e la cipolla, metterli in una pentola con due litri di acqua, unire tutti gli aromi (tranne la salvia e  l’aglio), il pepe, il sale, portare a bollore, aggiungere il coniglio e cuocere per circa 90 minuti. A cottura ultimata, lasciar raffreddare e spolpare la carne a pezzi non troppo piccoli. Pelare gli spicchi di aglio, lavare e asciugare la salvia. Prendere un contenitore, preferibilmente in vetro, versare dell’olio sul fondo, fare uno strato di coniglio con foglie di salvia e aglio, aggiungere altro olio e proseguire con gli strati sino ad esaurimento degli ingredienti, coprire il tutto con altro olio. Lasciare riposare in frigo per almeno 48 ore. Servire a temperatura ambiente decorando a piacere.

Paperita Patty        

Obrador al Toro!

 

Rafael Obrador è un calciatore spagnolo classe 2004 che è appena stato ufficialmente ingaggiato dal Torino
È un terzino sinistro nato a Campos, in Spagna (24 febbraio 2004). È
cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, ha giocato anche nel Deportivo La Coruña e nel Benfica prima dell’arrivo al Torino.
L’operazione con il Torino è un prestito con diritto di riscatto per 9 milioni di euro

Enzo Grassano

Il chilometro quadrato della Carità

GIACHINO e ARDUINO: Molto  importante la proposta del Cardinale Repole affinché il Chilometro Quadrato della Carità diventi Patrimonio Unesco. Pieno appoggio dell’UDC torinese.
Molto Importante la proposta del Cardinale Roberto Repole di candidare il Chilometro quadrato della Carità di Torino a un posto nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. In un secolo nel quale sono aumentate notevolmente le diseguaglianze, e a Torino in particolare, il ruolo delle Istituzioni della Carità nate nell’800 grazie alla grande sensibilità di alcuni sacerdoti piemontesi da Don Bosco al Cottolengo , dal Cafasso al Murialdo è’ stato ed è decisivo. Una sensibilità confluita sicuramente nella Enciclica Rerum Novarum e nell’anima del partito polare di Sturzo e poi nella DC di De Gasperi.  A Torino la metà della Città che sta male secondo, la definizione che diede Mons. Nosiglia,  starebbe molto peggio senza il grande impegno delle Istituzioni di Carità che hanno trovato sede nell’area di Corso Regina , dove è impossibile passare senza fare un segno della Croce in segno di ringraziamento. Una iniziativa quella del Cardinale  che interpella partiti che hanno attenuato la sensibilità umana e sociale e che ci auguriamo parli anche al cuore di quei gruppi che pensano che azioni violente di “fermiamo tutto” o di assalto ai cantieri e alle stazioni, porti qualche risultato positivo per Torino e per il Paese e soprattutto per i senza lavoro.
Marina ARDUINO, responsabile provinciale Pari Opportunità UDC
Mino GIACHINO, commissario cittadino UDC

Il Campionato Nazionale Canicross CSEN

 

Lunedì 19 gennaio alle ore 11.30, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, sono stati presentati i Campionati Italiani di Canicross CSEN 2026, in programma il 21 e 22 febbraio nel Parco Naturale di Stupinigi. L’evento, promosso da Canicross Italia CSEN ASD, avrà l’obiettivo di valorizzare il territorio e i principi etici chiave della disciplina sportiva, con particolare attenzione al benessere animale, la sostenibilità ambientale, e l’inclusione.

La conferenza, introdotta dal Sindaco del Comune di Nichelino Giampietro Tolardo, ha visto la partecipazione delle massime autorità sportive e istituzionali, tra le quali il Presidente Nazionale CSEN Francesco Proietti, ed il Presidente CSEN Cinofilia Massimo Perla, la Coordinatrice Regionale Sport e Salute Valentina Manzi, il Presidente Regionale CSEN Gianluca Carcangiu e l’Assessore alle Politiche sugli Animali – Comune di Nichelino Fiodor Verzola, il presidente Ente Parco Luigi Chiappero e il Referente Nazionale Canicross CSEN Franco Quercia, relatore principale. «Il Canicross è un’attività sportivo-ricreativa, ma per noi è soprattutto un impegno formativo – ha spiegato -. Promuoviamo i benefici dell’attività fisica condivisa solo se questa rispetta rigorosi standard etici». L’Assessore alle Politiche sugli Animali Fiodor Verzola ha rimarcato il valore dell’evento nel «Promuovere un contesto armonico tra cane, conduttore e ambiente, tutelando la biodiversità».

Il Canicross è una disciplina fondata su rigorosi standard etici e una forte attenzione alla salute di uomo e cane, con un protocollo veterinario, unico nel panorama delle discipline cinofile, che prevede controlli per tutta la durata della competizione. Il Campionato Italiano di Canicross CSEN si distingue anche per il forte impegno su tematiche delicate come sostenibilità, inclusione e accessibilità, grazie a progetti dedicati ai giovani, alle scuole e alle categorie Adapted. Portando avanti un impegno intrinseco del movimento verso una disciplina basata su solidi valori.

Ugo Dighero, “Lu santo jullare Francesco” al teatro Concordia

Teatro Concordia

Mercoledì 21 gennaio, ore 21

 

Lu Santo Jullare Francesco

Ugo Dighero

 

 

L’attore mattatore Ugo Dighero in Lu santo jullare Francesco celebra un doppio anniversario: gli 800 anni dalla morte di San Francesco e i 100 anni dalla nascita del Premio Nobel Dario Fo con una fabulazione sulla vita del santo di Assisi e del giullare per eccellenza del teatro italiano.

 

Lu santo Jullare Francesco di Dario Fo è una fabulazione sulla vita del santo di Assisi che riprende nel virtuosistico e teatralissimo linguaggio del grammelot gli stili e le forme del narrare del mitico Mistero Buffo dell’autore Premio Nobel. Lavorando su leggende popolari, testi canonici del Trecento e documenti emersi negli ultimi anni, Fo costruisce una narrazione potente, giocosa e certamente non agiografica del “Giullare di Dio“, come Francesco amava definirsi all’epoca, proprio negli anni in cui i “joculatores” erano perseguitati e banditi, per editto dell’imperatore, in quanto osceni e volgari buffoni. Ma il racconto di Fo è anche spiritualità e mito, favola e satira, e disegna un Francesco uomo che si spoglia di ogni ricchezza per avvicinarsi ai diseredati, rifiutando ogni privilegio o ipocrisia, per predicare a uomini, lupi o uccelli un messaggio di fraternità e pace, per comporre e mettere in musica il suo “Cantico delle Creature”.

Ma portare in scena oggi questa meravigliosa giullarata non può non tener conto che dal 2013 il compianto cardinal Bergoglio, divenuto Papa, ha scelto, emblematicamente, politicamente, e per la prima volta nella storia, il nome di Francesco: il santo della pace e del sorriso, della custodia del creato, della chiesa povera per i poveri. Temi di grande attualità e delicatezza in un momento in cui la Chiesa contemporanea è attraversata da scandali finanziari, corruzione, abusi e scelleratezze. Seguendo la lezione di Fo, lo spettacolo si muove così su due percorsi paralleli, ripercorrendo la realtà storica del viaggio di Francesco nel mondo cristiano e contemporaneamente raccontando la rivoluzione riformatrice, ricca anche di ostacoli e tradimenti, che il compianto Papa Francesco ha avviato nella Chiesa del nostro tempo, spesso non molto francescana.

A dare voce a questo viaggio funambolico, spirituale e civile è Ugo Dighero, attore mattatore, già interprete per anni di Mistero Buffo, su “benedizione“ e spinta dello stesso Fo, artista di grande talento e sensibilità, perfetto istrione e giullare dell’oggi.

 

È un anno speciale il 2026 per ricordare Dario Fo. Ne ricorrono l’anniversario della nascita ed i dieci anni dalla scomparsa. Impossibile non celebrarne lo straordinario percorso teatrale, innovatore e di impegno politico e sociale. Per questo il progetto avviato con il regista Giorgio Gallione assume un valore ancora più prezioso, significativo, necessario. Ecco il pensiero del regista genovese:

Mettere in scena il Jullare di Fo a cent’anni dalla nascita del “nostro“ geniale, teatralissimo premio Nobel è una preziosa occasione (pure a 10 anni dalla scomparsa di Dario) per omaggiare, rivisitare, esplorare un testo non solo di pregnante attualità ma pure profondamente identitario della specificità espressiva, etica, poetica e politica di un grande drammaturgo. Emblematica in questo senso la motivazione legata all’assegnazione del Nobel a Fo, così intimamente legata alla vicenda francescana: “perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità degli oppressi“. Una scrittura popolare e satirica perciò, poggiata su solide fonti storiche ma sempre decisamente agganciata al presente che è tipica del grande affabulatore e satiro e giullare che Dario è stato. Di colui che ha fatto suo il “castigat ridendo mores” affisso un tempo sui portoni dei teatri, vicino al busto di Arlecchino. Uno spettacolo ancora più necessario e imprescindibile oggi, dove un Papa di nome Francesco, primo nella storia, cerca di riportare la Chiesa a quella purezza francescana così lontana, in questo momento storico, dalla sensibilità e dal dettato del santo di Assisi che arrivò a definire il denaro e le trame per impossessarsene “lo sterco del diavolo”. E in tema ancora di ricorrenze entriamo nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226/ 2026) che avrà diverse celebrazioni nel segno della straordinaria attualità del suo esempio.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 21

Lu Santo Jullare Francesco

Di Dario Fo e Franca Rame

Con Ugo Dighero

Adattamento e regia: Giorgio Gallione con Ugo Dighero

Scene e costumi: Lorenza Gioberti

Disegno luci: Aldo Mantovani

Aiuto regia: Marion Constantin

Coproduzione: Teatro Nazionale di Genova, CMC/ Nidodiragno

Con la collaborazione del Teatro della Juta

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 13 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

A Torino dal 13 al 17 febbraio torna CioccolaTò

Si terrà per il secondo anno consecutivo in piazza Vittorio Veneto CioccolaTò da venerdì 13 febbraio a martedì 17 febbraio prossimi, con un ricco programma di eventi a latere

Torna a Torino CioccolaTò, manifestazione che si terrà in piazza Vittorio Veneto per il secondo anno consecutivo. Oltre alla piazza al completo CioccolaTò coinvolgerà,  con un ricco ed eterogeneo programma di eventi, diversi poli culturali cittadini.
Dopo l’edizione 2025 che, con oltre 100 mila presenze in piazza, ha segnato un cambio di passo netto e riconoscibile, CioccolaTò prosegue il percorso avviato lo scorso anno e torna a Torino con un progetto ancora più ampio e ambizioso.
Da venerdì 13 febbraio a martedì 17 febbraio prossimi, un giorno in più  rispetto al 2025, la manifestazione avrà come fil rouge “Il cioccolato ci ha preso gusto”, un’affermazione semplice, quasi ironica, che racconta molto bene ciò che la manifestazione è diventata, un evento che ha trovato la sua forma e ora la coltiva, mettendo al centro il cioccolato, chi lo produce e le storie che lo attraversano.
Quest’anno CioccolaTò,  che nella passata edizione aveva visto la presenza di 70 stand e circa 50 produttori, prolunga la sua durata di un giorno, abbracciando sia la ricorrenza di San Valentino sia l’intero Carnevale, compreso il Martedì grasso. Confermata la location, piazza Vittorio Veneto,  e la scelta di puntare all’eccellenza ospitando esclusivamente chi produce cioccolato o specialità ad esso collegate. Spazio, quindi, a cioccolatieri, pasticceri, gelatai, panettieri, liquorifici purché produttori e testimoni di qualità e artigianalità.
Tra questi attesi i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, ma anche produttori piemontesi, nazionali e internazionali.
Oltre all’esposizione in piazza, è stato confermato il sempre più ricco programma culturale e artistico ospitato in diverse sedi storiche e museali cittadine.
CioccolaTò 2026 si propone, infatti, come un racconto corale capace di intrecciare gusto, cultura e pensiero in un’unica esperienza, il cui fil rouge per la lettura del mondo contemporaneo è,  appunto, il cioccolato,  simbolo del desiderio e del consumo, ma  anche materia viva in continua trasformazione, frutto di ricerca, innovazione e saperi antichi. Attraverso degustazioni, incontri e laboratori, si affronterà il rapporto tra cibo e società, tra emozione e conoscenza.
L’amore e le sue metamorfosi saranno tra i temi centrali, affrontati come sentimento, limguaggio, forma di libertà. CioccolaTò 2026 esplorerà anche il cinema, la letteratura, la musica e le altre forme di creatività in grado di raccontare il mondo attraverso il cioccolato. Laboratori di arte  e gioco per grandi e piccoli trasformeranno il cacao in materia espressiva, da interpretare e condividere.

La manifestazione sarà uno spazio aperto e partecipato , dove la città di Torino e l’arte cioccolatiera dialogheranno  per restituire al pubblico l’essenza più autentica di questo “cibo degli dei”.
Saranno sessanta gli espositori presenti in settanta stand, coinvolgendo anche diverse realtà museali e palazzi storici della città per eventi, workshop, incontri e dibattiti guidati da autorevoli nomi del panorama culturale e dolciario italiano. Tra i protagonisti il maestro del trasformismo internazionale Arturo Brachetti, la scrittrice del best seller “Chocolat”, Joanne Harris, e la regina del romance Felicia Kingsley, l’autrice più letta in Italia nel 2025.

Si può consultare il programma e prenotare il proprio posto per gli eventi di CioccolaTò 2026 su cioccola.to.it

Mara Martellotta

 

 

Cade dal balcone a Santa Rita: 51enne in gravi condizioni al Cto

Cade dal balcone di un palazzo: 51enne grave al Cto. È successo nel quartiere di Santa Rita nella tarda notte di ieri in via Baltimora, vicino all’incrocio con Corso Orbassano.

Sul luogo sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato immediatamente al Cto di Torino. Presente anche la polizia di Stato per i rilievi, la ricostruzione della dinamica e l’accertamento delle cause.

VI.G

Nas dei Carabinieri di Torino, multe per 500mila euro e chiuse 70 attività nel 2025

Il bilancio delle attività del Nas dei Carabinieri di Torino rileva nel 2025 un’attività svolta di circa 500 mila euro di multe e un sequestro di alimenti nocivi per la salute, tra carne, pesce, latticini e conservazioni di vario tipo non idonee, che ammonta a circa 21 quintali. Un situazione che ha portato alla chiusura di 70 attività non a norma e denunce penali, per reati che comprendono la frode in commercio e la somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, rivolte a 29 persone.

Mara Martellotta