POLITICA- Pagina 29

Aree protette Appennino Piemontese, i sindaci vogliono scegliere il presidente

In Quinta commissione,  del Consiglio regionale presieduta da Sergio Bartoli, si è svolta l’audizione sollecitata da Pasquale Coluccio (M5s) per chiarire lo stallo nella nomina del presidente dell’ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, commissariato da gennaio 2025. Da allora la guida è affidata a Danilo Repetto, nominato commissario straordinario con mandato temporaneo in attesa dei nuovi organi di gestione.
Il presidente della Commissione Ambiente Sergio Bartoli

All’audizione sono intervenuti Giuseppe Antonio Canepa, sindaco di Voltaggio, Alberto Caminati di Casaleggio Boiro e Domenico Merlo, primo cittadino di Bosio e vicepresidente dell’Unione montana Dal Tobbio al Colma. Tutti e tre hanno ribadito la necessità di un confronto aperto con le comunità locali e hanno espresso il diritto di poter scegliere.

Il bando per la presidenza è scaduto e la Regione renderà pubblici i nomi e i curricula di tutti i tredici candidati; al momento gli enti locali del territorio ne hanno potuto esaminare solo cinque, facendo cadere la scelta all’unanimità su Gianni Repetto, già alla guida del Parco Capanne di Marcarolo.

“Chiediamo una decisione rapida e condivisa – hanno detto gli auditi – serve una guida stabile e legittimata per evitare che il Parco resti ostaggio di logiche burocratiche e di scelte calate dall’alto, anche se poi la decisione finale, dopo l’espressione del nostro parere, spetta alla Giunta regionale”. Il prossimo 16 ottobre è prevista una nuova assemblea durante la quale la Giunta ha annunciato la presentazione di tutti i candidati.

Il Parco dell’Appennino Piemontese tutela un territorio di oltre 20.000 ettari, compreso tra l’Alessandrino e il confine ligure. Ne fanno parte aree di grande valore naturalistico come il Parco delle Capanne di Marcarolo, la Riserva del Neirone e il Parco dell’Alta Val Borbera. Boschi, corsi d’acqua, pascoli e antichi borghi convivono in un ecosistema ricco di biodiversità, dove sspecie alpine e mediterranee si incontrano in un raro equilibrio ambientale.

Per delucidazioni sono intervenuti Domenico Ravetti (Pd), Coluccio e Roberto Ravello (Fdi).

Ufficio Stampa CRP

Giulia Guazzora, missione sindaca: welfare, cultura e partecipazione per San Mauro

Giulia Guazzora è sindaca di San Mauro Torinese dal 2021 eletta con una coalizione di centrosinistra. Nel  suo mandato pone molta attenzione a temi come il welfare, la cultura, la scuola, la partecipazione civica, accompagnando la città nella gestione delle sfide legate ai progetti del PNRR e alla crescita sostenibile del territorio. Il suo stile amministrativo è caratterizzato da un approccio pratico e dialogante e con lei la città è cambiata, si è come risvegliata.

Dopo un primo momento di titubanza nei confronti di una Sindaca donna (la prima a San Mauro Torinese) la cittadinanza la segue in maniera molto partecipativa nei suoi progetti evolutivi e di sviluppo del territorio. Mamma di due ragazzi, gentile ma decisa e determinata, ci racconta la sua esperienza come Prima Cittadina.

Cosa l’ha portata ad entrare in politica?

Fin da piccola con mio padre ci informavamo sui fatti del giorno della politica locale, ma anche nazionale, e li commentavamo insieme. Al tempo del liceo, il Gioberti di Torino, partecipavo ai movimenti studenteschi, mi interessavo soprattutto ai temi dell’inclusione e dell’uguaglianza. Ero davvero attratta dalle questioni che riguardavano il bene comune e piuttosto che andare ad un concerto, come gli altri ragazzi, mi mettevo ad ascoltare i dibattiti, mi appassionavano molto.

All’università ho studiato Scienze Politiche, contro il parere di molti, e sono diventata anche giornalista, mi sono occupata per diverse testate locali di cronaca politica.

La mia esperienza in questo ambito però ha preso forma quando sono ho lavorato in Consiglio Regionale del Piemonte occupandomi dell’ufficio stampa e di altre attività; questa importante avventura mi ha fatto conoscere meglio la dinamica dell’amministrazione politica regionale e ho capito davvero che quello era il mio percorso.

Nel frattempo si è dedicata anche alla famiglia?

Si, ho avuto due bambini, per un periodo ho allentato con la politica e mi sono dedicata alla famiglia e all’insegnamento, Diritto ed Economia alle scuole superiori, un lavoro molto più conciliabile con l’esperienza della maternità, ma non mi sono mai fermata. In seguito c’è stata l’opportunità di fare l’assessore alla cultura nella mia città e subito dopo ho sostenuto le primarie con il candidato del PD per diventare candidato sindaco della coalizione di centrosinistra e le ho superate, poi ho vinto le elezioni con la lista civica e sono stata eletta, la prima donna a San Mauro Torinese, una bella soddisfazione.

Ha avuto difficoltà in questo senso?

All’inizio non posso negare di aver avuto qualche criticità, ma sono andata avanti puntando sulla serietà e cercando di creare autorevolezza attorno alla mia figura sia personale che politica. I preconcetti sono sempre dietro l’angolo, tuttavia posso dire che avendo gestito tutta una serie di problematiche impegnative, la percezione su di me è cambiata e la questione culturale di genere è stata scardinata.

Quante risorse coordina al momento?

Cento in tutto, con diversi ruoli e capacità che sono dipendenti comunali, poi c’è il rapporto con la giunta che sono i miei più stretti collaboratori, il Consiglio comunale, le associazioni locali, le realtà industriali e commerciali del territorio; inoltre, ci sono da gestire i rapporti con gli altri enti (Smat, Seta, ecc.), le relazioni con Torino e gli altri comuni, con il consorzio Cisa di cui sono presidente dell’Assemblea dei Sindaci; un lavoro complesso, ma vengo dalla pallavolo e quindi sono abituata al lavoro di squadra, allo scambio e a capire le particolarità individuali.

Un progetto per gli anziani e uno per i giovani che sta portando avanti?

Una bella iniziativa è quella che vede i ragazzi delle scuole impegnati nelle RSA per fare passare del tempo in compagnia agli anziani che le abitano; gli alunni vanno a pranzo nelle residenze e i pensionati ricambiano recandosi nelle mense scolastiche. Il centro anziani funziona molto bene, ci sono diverse attività come la ginnastica dolce; attualmente stiamo lavorando alla Casa di Comunità dove ci saranno medici generici, specialisti con attrezzature nuove, un pronto soccorso a codice bianco e assistenti sociali. Un progetto da 2.7 milioni di euro, gestito in collaborazione con l’Asl. Per i giovani, invece, esiste un centro a loro dedicato che fa soprattutto aggregazione musicale, ma anche dove si può creare attraverso il writing sui muri, il cinema teatro Gobetti che organizza, inoltre, corsi per i ragazzi che sono molto frequentati. Il Castelletto, appena restaurato, invece vuole essere un punto di riferimento ambientale da dove partiranno gite e camminate verso i percorsi collinari. Siamo molto fieri di avere una ludoteca e una biblioteca, dove le sale sono divise tra i bambini più piccoli e quelli più grandi, le abbiamo appena rifatte interamente. Ovviamente abbiamo anche progetti gratuiti che riguardano lo sport come il rugby e il nuoto per tutti gli alunni delle scuole, sappiamo bene quanto lo sport sia importante per fare unione positiva.

Ci sono altre idee in attuazione nei i prossimi mesi?

In primavera aprirà un museo dedicato al territorio e poi abbiamo appena vinto un bando che ci permetterà di riqualificare una piazza di San Mauro. Stiamo cercando di togliere l’asfalto sostituendolo in modo più green, è importante essere sensibili ai temi ambientali. Ad oggi, dopo 4 anni di mandato, sono atterrati – oltre alla nota impresa aerospaziale Argotec, che ha preso sede in Pescarito – 23 milioni di euro in città.

Un suo motto?

Ora e sempre resilienza!

MARIA LA BARBERA

Free Flow, Conticelli (Pd): “In tangenziale ancora troppa incertezza”

 Il nodo autostradale e tangenziale gestito dalla nuova ITP (Ivrea Torino Piacenza), guidata dal gruppo Sis di Dogliani, è strategico per il Piemonte e soprattutto per il capoluogo. In particolare, fra i temi affrontati questa mattina in Commissione, di spiccata rilevanza sono il completamento del nodo idraulico di Ivrea, con i dieci chilometri di opere (e il casello di Borgofranco, importante accesso per il nuovo ospedale, ma non previsto nel piano ministeriale) e la tangenziale torinese.

Al netto delle opere di messa in sicurezza idraulica e sismica, della manutenzione sui cavalcavia, su cui il nuovo gestore, al quale spettano gli investimenti, sta già lavorando con le progettazioni, c’è tutto il tema del boulevard extraurbano della tangenziale torinese, raccordo strategico con tutta la rete delle autostrade e delle provinciali, ma anche per l’accesso alla città e all’area metropolitana.

Sul tavolo il primo tema è il riordino dei caselli, che oggi creano disparità e non facilitano la viabilità. Basti pensare a Bruere e corso Susa per Rivoli o Falchera e Corso Giulio per Torino: da una parte si paga dall’altra no, creando ingorghi nelle ore di punta. Analoga situazione all’innesto con la Torino-Milano. I tecnici ITP oggi ci dicono che il sistema alternativo allo studio è il free flow, come sulla Asti Cuneo, ma senza alcuna certezza rispetto al meccanismo di gestione che, attualmente, sulla Asti Cuneo crea disagi. Per chi non ha Telepass o sistemi analoghi è, infatti, necessario iscriversi e pagare sul portale, un sistema complesso se pensiamo che la tangenziale di Torino è attraversata quotidianamente da oltre quattrocentomila veicoli.

Organizzare la gestione del nodo tangenziale per almeno i prossimi due decenni non è semplicemente una questione tecnica, ma riguarda la visione della viabilità di accesso alla città e delle interconnessioni intermodali. Servono, dunque, indirizzi e scelte precisi da parte della politica. La decisione, a oggi, sta in capo al Ministero, ma coinvolge fortemente le competenze del livello regionale, che può non può limitarsi a restare semplice spettatore.

Nadia CONTICELLI – Vicepresidente II Commissione del Consiglio regionale e Consigliera regionale del Partito Democratico

“Bloccare i trasporti? Lo impedisca una norma costituzionale”

Caro Direttore,
Le proteste sono il sale della democrazia ma fino a che punto possono spingersi? Nell’epoca di comunicazioni globali i trasporti sono come il sistema circolatorio per
l’uomo. Bloccare i trasporti è molto più che una protesta Sindacale o politica. Al Governo ebbi la responsabilità del Tavolo dei Trasportatori, il tavolo più difficile in assoluto come sanno bene Prodi e Enrico Letta che non riuscirono ad evitare il blocco dei tir del dicembre 2007. Un blocco che fece perdere al nostro Paese ben 4 miliardi di produzione. Senza dimenticare lo sciopero dei camionisti che portò al golpe cileno di Pinochet. Nei miei anni di governo durante la crisi economica più pesante l’Italia fu l’unico Paese in Europa a non avere il blocco dei tir. Me lo riconobbe al Senato anche la opposizione. Le proteste per la Palestina l’altro sera hanno portato al blocco del Frejus l’unico traforo aperto perché quello del Bianco è chiuso per manutenzione. Contemporaneamente venivano bloccati alcuni porti e aeroporti. Nella economia moderna il funzionamento del sistema dei trasporti è vitale. Bloccando i trasporti si bloccano le medicine, generi alimentari e quant’altro.  Chi ne paga le conseguenze? I più deboli , il lavoro , le entrate fiscali dalle quali dipendono le risorse per la Sanità e la Scuola.
Le Manifestazioni  debbono essere libere ma non possono danneggiare la Comunità e soprattutto la parte più debole. La protesta sarebbe tanto più convincente senza atti di violenza e di blocco . La libertà di manifestazione concede al popolo come il voto libero la più alta possibilità di espressione delle proprie posizioni. Chiedo ai giuristi se il divieto a bloccare i trasporti e gli snodi infrastrutturali delle reti di trasporto non possa essere inserito nella Costituzione.

Mino GIACHINO già sottosegretario ai trasporti

Non andare in piazza e’ uno stile di vita

IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni

Pier Franco Quaglieni

Anche tre milioni di persone che marciano sono un’esigua minoranza di Italiani. C‘è chi dice che sono l’alternativa alla scarsa partecipazione al voto. Può darsi,  ma il vecchio Nenni diceva con qualche fondamento: piazze piene, urne vuote. Nelle Marche e in Calabria è accaduto così. Siete proprio sicuri che gli Italiani siano in maggioranza antiIsraeliani (malgrado il leader di Tel Aviv abbia fatto di tutto per inimicarsi il consenso e le simpatie?) e soprattutto antisemiti?
Il vecchio retaggio della sinistra  italiana e’ quello di essere contro Israele e filo- araba. Dal dopo guerra in poi.Sempre. Ma forse molti  non sanno che Israele è stata fatta oggetto di guerre  di aggressione che ha vinto e che vive minacciata dal terrorismo, da sempre. Molta gente non va in piazza perché non rientra nel suo stile di vita. Ma voi pensate  davvero che gli altri milioni di Italiani  non contino nulla? C’è un pesante conformismo che ristagna. Addirittura c’è chi vorrebbe persino limitare le pubblicità a pagamento sui giornali. Diceva Calamandrei che la libertà diventa importante quando incomincia a mancare. E’ una sensazione  che molti sentono .Il silenzio di Liliana Segre e gli insulti contro di lei sono un segno su cui riflettere.
Non si va in piazza perche’ non è nello stile di vita di molti, ma l’arma del voto, può essere più potente del vandalismo a cui alcuni si lasciano andare. Già nel Biennio rosso volevano “bloccare tutto” e hanno ottenuto il fascismo.  E’ una lezione storica che gli Italiani conoscono e non hanno dimenticato.

Gaza, Ruffino (Az): “intollerabile sfida alle istituzioni”

Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte commenta:
“È una sfida alle istituzioni quella lanciata dal movimento Torino per Gaza. Gli organizzatori hanno confermato la manifestazione, nonostante il divieto messo dal questore per ragioni di ordine pubblico. Bene hanno fatto i partiti di sinistra e i sindacati Cgil e Usb a chiamarsi fuori da una manifestazione che ha già in sé i germi della violenza. Si tratta dello stesso gruppo che ha imbrattato le auto dei dipendenti alla Leonardo o ha cercato di bloccare l’aeroporto di Caselle.
A queste persone non importa nulla della sorte dei civili palestinesi. A loro importa spargere paura e intimidire i torinesi, sfidando i divieti del questore. Vanno isolati e mi auguro che questa manifestazione illegale sia neutralizzata. Torino non merita di essere devastata e imbrattata da gruppi che hanno nella violenza gratuita la loro unica ragion d’essere”.

Alluvione aprile, Canalis (Pd): “Troppi Comuni esclusi dai ristori”

Nei giorni scorsi è stata erogata la prima tranche di ristori per le somme urgenze sostenute dai comuni, ma ci sono molte lacune che generano timore

 

7.10.2025 – L’evento alluvionale del 15-17 aprile 2025 ha generato enormi danni in quasi tutte le province piemontesi, distruggendo strade, ponti e sponde di fiumi e causando frane e allagamenti. Purtroppo, alcuni interventi sono stati ri-catalogati e la cifra destinata dal Governo al Piemonte è passata da 68 milioni a 35,5 milioni di euro, generando il timore che non tutti gli interventi sostenuti dai comuni a titolo di somma urgenza saranno effettivamente rimborsati dalla Regione.

Nel primo riparto del 23 settembre, la Regione ha escluso del tutto alcuni comuni e ha coperto solo una piccola percentuale dei danni subiti da altri comuni, generando disorientamento e preoccupazione nelle amministrazioni comunali, che ad ora non hanno ricevuto chiarimenti dalla Regione.

Anche la risposta al mio Question Time odierno, che allego, non ha contribuito a chiarire i tempi del secondo riparto.

Ci auguriamo che la Regione gestisca con trasparenza e criteri oggettivi i ristori dell’alluvione di aprile 2025, perché ad oggi questa trasparenza manca, in relazione ai tempi e anche agli importi.

 

Monica CANALIS – consigliera regionale PD

 

La richiesta: “Maggiori risorse per i Voucher scuola”

Reperire maggiori risorse finanziare per far scorrere il più possibile la graduatoria delle domande del Voucher A e B che ad oggi risultano ammissibili ma non finanziabili. E’ la richiesta che impegna la Giunta regionale, attraverso l’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Assemblea legislativa,  primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega). Sempre sul tema Voucher è stato votato a maggioranza un secondo ordine del giorno, primo firmatario Silvio Magliano(Lista Cirio), che impegna l’esecutivo a reperire le risorse finanziarie necessarie al fine di esaurire interamente la graduatoria relativamente al bando voucher scuola di Tipo A per l’anno scolastico 2025/2026, garantendo in tal modo alle famiglie il pieno esercizio del diritto alla libertà di educazione. Respinti dall’aula invece sempre sullo stesso tema gli atti di indirizzo n. 368 “Riallocazione delle risorse del Voucher Scuola 2025/2026 per massimizzare la platea dei beneficiari, con priorità alle spese universali (libri/materiali/trasporti – ‘Voucher B’) rispetto alle rette scolastiche (‘Voucher A’) prima firmataria Giulia Marro(Avs) e il n.386 presentato da Sarah Disabato(M5S) “Garantire l’erogazione del Voucher Scuola a tutte le famiglie aventi diritto, ma non beneficiarie”. L’assessore Gian Luca Vignale durante il suo intervento nel dare il parere sugli atti di indirizzo, ha sottolineato quanto la Giunta Cirio abbia aumentato le risorse sui Voucher rispetto all’esecutivo di centrosinistra.

Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri: Gianna PenteneroNadia Conticelli ed Emanuela Verzella (Pd), Alice Ravinale (Avs) e Davide Zappalà (Fdi).

Ufficio Stampa CRP

Magliano (Lista Cirio): “Finalmente la Regione Piemonte si doterà del Disability Manager”

Nella sua risposta all’interpellanza presentata dal Presidente del Gruppo Lista Civica Cirio Presidente PML, l’Assessore Vignale conferma l’impegno del Piemonte: “Entro poche settimane procederemo all’identificazione dei criteri per la nomina e a un bando per l’individuazione del Disability Manager, poi istituiremo il Registro regionale previsto dalla Legge regionale n.26/2023”.

Torino, ottobre 2025 – Entro poche settimane la Legge regionale 26/2003 troverà concretizzazione in uno dei suoi ambiti fondamentali: la Regione Piemonte provvederà ad adottare il disciplinare redatto dal Gruppo di lavoro, istituito a seguito dell’approvazione della Legge, e all’avvio dell’iter per l’identificazione del DM regionale. In seguito, con l’apporto del nuovo Disability Manager, definirà i requisiti per l’iscrizione e istituirà il Registro regionale dei Disability Manager. Lo ha affermato l’Assessore al Patrimonio e al Personale, Gianluca Vignale, nella risposta in aula al Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, Silvio Magliano, promotore della Legge.

 

Il Disability Manager ha il compito sostenere l’autonomia delle persone con disabilità e per promuovere e garantire l’applicazione della legge n. 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), attraverso il monitoraggio costante di tutto il percorso legato all’inserimento lavorativo dal momento della valutazione del fabbisogno dell’Ente Regione, alla valutazione dell’eventuale necessità formativa mirata alla figura richiesta, all’inserimento lavorativo e al relativo monitoraggio.

 

Finalmente la Regione Piemonte avrà un Disability Manager, come previsto dalla Legge approvata dal Consiglio regionale nel 2023 – commenta il Capogruppo Silvio Magliano –. Il Disability Manager non solo favorirà l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità all’interno dell’Ente, ma attuerà tutte le iniziative necessarie affinché le loro attitudini, capacità e qualità possano essere valorizzate appieno. Nell’espletamento di questa funzione, il Disability Manager renderà anche la struttura regionale e l’interazione con i cittadini maggiormente fruibili per tutti. La Legge regionale n. 26/2023 prevede anche l’istituzione di un Registro regionale dei Disability manager e, di conseguenza, l’identificazione dei titoli e dell’esperienza necessari per esservi iscritti: il Registro diviene così un fondamentale strumento per tutti gli Enti pubblici ed eventualmente anche le aziende che decidano di dotarsi di una figura fondamentale per l’accessibilità delle proprie strutture e per l’inclusione lavorativa”.

 

Conclude Magliano: “Il Disability Manager è una figura prevista obbligatoriamente per legge negli Enti con più di 200 dipendenti, come si può pretendere che l’intero territorio si adegui se la Regione stessa omette di farlo? Ringrazio l’Assessore Vignale per l’impegno in questo senso; continuerò a occuparmi del tema, monitorando i progressi che via via saranno realizzati nell’applicazione di quanto disposto dalla Legge”.