POLITICA- Pagina 227

Claudio Desirò, Italia Liberale e Popolare interviene sul carcere di Torino

Ascoltare le parole dell’Avvocato Roberto Capra, Presidente della Camera Penale Vittorio Chiusano, durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, a proposito del Carcere di Torino, definito ‘indegno per un Paese civile‘, risulta un pugno nello stomaco per chi crede nello Stato di Diritto, nella Carta Costituzionale e nel Sistema Carcerario, come istituto di recupero dell’individuo alla società.
“Il Sistema Carcerario Italiano ha vissuto un 2022 da incubo, durante il quale si sono registrati 82 suicidi, di cui 4 nel penitenziario torinese. Numeri che dovrebbero fare indignare e riflettere sulle condizioni in cui versano le strutture, tra fatiscenza, sovraffollamento e carenza di personale e di attività di recupero”, così Claudio DesiròSegretario di Italia Liberale e Popolare, commenta la relazione sulle condizioni carcerarie.
La struttura torinese arriva da anni di difficoltà assoluta, durante i quali è stata individuata come quella più critica a livello nazionale. Dopo la chiusura del Sestante sembrava che fosse stata intrapresa la via per un miglioramento generale, ma evidentemente così non è stato. I quattro suicidi occorsi nel 2022, le continue denunce relative alle pessime condizioni igienico sanitarie e la cronica carenza di personale, testimoniano una condizione di vita, per i carcerati, e lavorativa, per il personale, al limite del sopportabile”, aggiunge Desirò.
Se da un lato bisogna assicurare al Paese la certezza della pena per chi commette reato, dall’altro bisogna assicurare una pena giusta e che permetta un recupero sociale a chi ha sbagliato: oggi, il sistema carcerario italiano, a partire dal carcere Lorusso-Cutugno di Torino, non è in grado di recitare il ruolo che la Costituzione gli assegna.
“Una situazione che richiede interventi rapidi, come l’assunzione delle 15 mila unità ad oggi mancanti alle forze di Polizia Penitenziaria a livello nazionale e l’implementazione del personale addetto al recupero sociale, ed altri strutturali, tra il maggior utilizzo di forme di esecuzione pena alternativa alla detenzione e la riduzione dell’abuso della carcerazione preventiva”, conclude Desirò.
Il carcere, oggi luogo di vita e lavorativo disumano, fucina di nuova criminalità, deve tornare ad essere un presidio dello Stato da cui l’individuo che ha sbagliato ne possa uscire migliore e reinserito nella società.

Merlo: Universiadi e post olimpico, così si rilanciano le montagne olimpiche 

“Le Universiadi 2025 da un lato e la soluzione definitiva per i siti e gli impianti di Torino 2006
dall’altro, possono rilanciare ancor di più l’antica vocazione turistica e sportiva dell’intero
comparto della Via Lattea. E questo a prescindere da come finirà la partita della scelta delle varie
località, e dei rispettivi siti, in vista delle Olimpiadi di Milano/Cortina 2026.

Sotto questo versante, il comportamento concreto del Sindaco di Torino Stefano Lorusso e del
Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio tenuto sino ad oggi è stato quantomai
importante e decisivo. Un atteggiamento sempre prudente ma coerente accompagnato dalla
volontà di risolvere il post olimpico e offrendo, al contempo, la piena disponibilità per un eventuale
utilizzo degli impianti piemontesi. Il tutto, come ovvio, con l’obiettivo di favorire un risparmio delle
risorse pubbliche senza ulteriori dispersioni.

Ecco perchè, adesso, l’incrocio tra l’evento internazionale delle Universiadi e la soluzione del post
olimpico possono e debbono rappresentare un passaggio decisivo e qualificante per il futuro
stesso del comprensorio della Via Lattea. Con l’obiettivo prevalente di contribuire a modellare un
nuovo modello di sviluppo per le montagne olimpiche anche attraverso l’utilizzo di discipline
sportive funzionali per tutto l’anno e a bassi costi”.

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.

Susta (Azione): “Spezziamo bipolarismo a Torino e in Piemonte”

Azione Piemonte esce dall’Assemblea regionale rafforzata nel suo essere partito verso le elezioni amministrative, regionali ed europee. Col programma che andiamo a definire puntiamo a superare il bipolarismo inconcludente e a volte consociativo che sta marginalizzando Torino e il Piemonte. Il nostro obiettivo resta l’accordo tra le forze riformiste popolari, liberali e socialdemocratiche che oggi governano l’Europa. Non dipende solo da noi “la scelta di campo”. Bisogna, invece, cambiare il campo di gioco per cambiare l’Italia e il Piemonte.

Gianluca Susta, segretario regionale di Azione

Askatasuna, Rifondazione: “repressione e accanimento”

“Ormai, nel campo della repressione, l’importante è esagerare!

Il blitz in grande stile contro il Centro Sociale Askatasuna, culminato nel sequestro… dell’impianto audio usato per un concerto non autorizzato per il quale sono state già comminate 25 multe!”
Fausto Cristofari, segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino: “Qual è il senso di una simile operazione? Qual è la pericolosità sociale di un impianto audio? Non vengono in mente parole che non siano “Repressione” e “Accanimento”, contro i quali occorre che si esprima chiunque abbia a cuore l’agibilità democratica nella nostra città, puntando a costruire la più vasta mobilitazione unitaria contro questa repressione che ci colpisce tutte e tutti!”

Ecomafie. Ruffino (Azione): Rendere operativa Commissione d’inchiesta

“Garantire una più efficace azione dello Stato nella prevenzione e nel contrasto dei reati e degli illeciti ambientali deve essere una priorità assoluta, per questo è necessario rendere operativa quanto prima la Commissione ecomafie, che ha l’importante compito di indagare sul ciclo dei rifiuti in Italia e sui reati che da questo possono scaturire”. Lo ha detto Daniela Ruffino, capogruppo di Azione-Italia Viva in commissione Ambiente alla Camera, intervenendo in Aula in discussione generale sulla proposta di legge per l’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. “E’ necessario – ha aggiunto – che nell’espletamento dei suoi compiti la Commissione possa avvalersi della collaborazione di consulenti esperti, di qualificata e riconosciuta competenza. In questa maniera la Commissione non sarà solo un guardiano dell’osservanza delle norme, non sarà solo un autorevole investigatore, ma anche e soprattutto un organo di indirizzo e di guida in un percorso che ci deve portare al conseguimento degli obiettivi sul tema, obiettivi – ha concluso Ruffino – indicati anche dall’Unione Europea”.

Merlo: Olimpiadi 2026, no alla candidatura, adesso la paghiamo cara

Soprattutto le montagne olimpiche

“Sulla vicenda legata alle Olimpiadi di Milano/Cortina 2026, non possiamo non continuare ad
evidenziare le precise responsabilità politiche di chi ha pronunciato un secco no nel momento
della scelta della località che doveva ospitare l’evento internazionale. E questo al di là e al di fuori
delle recenti e polemiche dichiarazioni del Presidente della Regione Lombardia Fontana. La
responsabilità politica dell’allora guida grillina del Comune di Torino ha prodotto una serie di
ricadute negative che, purtroppo, pagherà l’intero territorio torinese. Montagne olimpiche
comprese, soprattutto.
Ecco perchè, anche il travagliato e complesso post olimpico di Torino 2006, adesso va risolto
esclusivamente a livello torinese e piemontese. Ma quello che non possiamo e non dobbiamo
dimenticare è che scelte politiche sbagliate a volte finiscono per danneggiare in modo grave e
profondo i territori che si amministrano e si governano. E la scelta di non aver avanzato la
candidatura di Torino e delle montagne olimpiche per il 2026 adesso la stiamo pagando. E anche
in modo pesante”.

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.

Exilles, Valle (Pd): “Intesa per la gestione pluriennale”

Il vice Presidente del Consiglio regionale Daniele Valle: “Regione Piemonte e ministero della Cultura garantiscano il futuro del Forte e diano certezze ai lavoratori. “

 

 «La fruizione estiva del Forte di Exilles (dal 2019 di proprietà della Regione Piemonte) richiede una programmazione pluriennale che coinvolga personale stabilizzato per la gestione e l’organizzazione di eventi e attività a carattere turistico-culturale. La scorsa estate si è aperto solo il 3 agosto e chiuso l’11 settembre, con tardiva e scarsa promozione degli eventi. Questa situazione di incertezza crea preoccupazione sul futuro del Forte e dei lavoratori. Per questo ho richiamato l’attenzione dell’assessora alla Cultura Vittoria Poggio su questa situazione, chiedendo di sapere, con un’apposita Interrogazione, a che punto sia la preparazione della gara per la gestione e valorizzazione del Forte di Exilles e la programmazione delle aperture rispetto all’annualità 2023 e come si intenda procedere all’organizzazione del personale addetto per la stagione estiva degli eventi. L’assessora Poggio ci ha risposto che agli inizi di febbraio è prevista una riunione alla presenza del Segretariato regionale del Ministero della Cultura per affrontare i vari temi. Attendiamo fiduciosi l’esito di tale incontro, e riteniamo molto importante il fatto che la Regione Piemonte sia consapevole della necessità di una strategia di sviluppo e valorizzazione del Forte di Exilles a medio e lungo termine. E lo strumento più appropriato per rendere più attrattivo il Forte, garantendo stabilità e certezze ai lavoratori, è quello di una convenzione per la gestione pluriennale. Auspichiamo che quanto prima si possa arrivare a questo risultato. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione anche con future Interrogazioni in Consiglio regionale».

Cattolici, crescono gli appelli. Ma serve più unità

L’iniziativa promossa da Pier Luigi Castagnetti tempo fa all’Istituto Sturzo a Roma ha avuto indubbiamente il merito di innescare un forte dibattito attorno al ruolo, alla funzione e alla stessa ‘mission’ dei cattolici popolari e sociali nella cittadella politica italiana.

Un confronto politico e
culturale e un’onda mediatica che sono andati ben oltre la costruzione di una micro corrente
all’interno del Pd a sostegno di qualche candidato alla segreteria nazionale del partito. Al
contrario, il mondo e l’area Popolare, almeno questa è l’opinione della stragrande maggioranza di
chi si riconosce in quest’area culturale, sente oggi il bisogno e la necessità di ritornare ad essere
protagonisti, pur senza alcuna presunzione od arroganza. Si è chiusa, cioè, al netto di chi
continua a ripararsi in qualche partito in cambio di una manciata di seggi parlamentari, la fase di
una presenza politica puramente ornamentale e di contorno. Per dirla con un riferimento politico e
storico autorevole e di qualità, l’esperienza dei ‘cattolici indipendenti di sinistra’ è giunta al
capolinea, almeno per il momento. Si apre, cioè, un nuovo cammino e una nuova stagione per
una cultura politica che storicamente ha caratterizzato il cammino della democrazia italiana dal
secondo dopoguerra in poi.

Ed è proprio lungo questo solco che si inserisce un tema curioso che campeggia in questi ultimi
tempi nel dibattito politico del nostro paese. E cioè, si moltiplicano gli ‘appelli’ dei vertici di alcuni
partiti ai cattolici, o meglio ai Popolari, per qualificare e per arricchire il progetto politico
complessivo dei rispettivi partiti. Un aspetto sicuramente importante ed incoraggiante non solo
per il riconoscimento della qualità, dell’autorevolezza e della modernità di questo filone ideale ma
anche, e soprattutto, per il ruolo politico che può ancora giocare nella concreta dialettica politica
italiana. Certo, ad oggi non è ancora praticabile, e soprattutto realistica, l’idea di dar vita ad un
partito politico organizzato ed autonomo che sia in grado di replicare, seppur in chiave aggiornata
e rivista, le esperienze di un passato recente e meno recente. Ma è altrettanto indubbio che, e non
solo per gli ‘appelli’ rivolti ai cattolici e ai Popolari, cresce la domanda per una rinnovata presenza
politica ed istituzionale. Il tutto, però, deve avvenire ad una condizione ben precisa. Ovvero, non è
più credibile, almeno questa è l’opinione maggioritaria e ricorrente, garantire una presenza di solo
potere all’interno dei partiti esistenti o limitarsi, ancor peggio, a giocare un ruolo del tutto laterale
e periferico ai fini della costruzione del progetto politico dei partiti di riferimento. E quindi ‘no’ ai
partiti schiettamente e rigorosamente “personali” e ‘no’ ai partiti che hanno una ‘mission’ politica,
del tutto legittima, ma radicalmente estranea ed esterna alle domande, alla cultura, all’esperienza
e alla storia dei cattolici popolari e sociali.

Ecco perchè, se da un lato è importante che si moltiplichino gli ‘appelli’, anche se un po’ vaghi, ai
cattolici e ai Popolari affinchè siano più presenti in alcuni partiti, dall’altro è consigliabile che
questa cultura e questa storia – cioè gli uomini e le donne che continuano a riconoscersi in questo
patrimonio di idee e di valori – siano il più uniti possibile. E questo non in chiave nostalgica ma per
riaffermare in modo più forte e più convincente le ‘ragioni’ politiche, culturali e programmatici dei
cattolici popolari e dei cattolici sociali nel nostro paese.

Giorgio Merlo

Il Popolo della Famiglia appoggia la decisione della Diocesi di Ivrea

Cristina Zaccanti (PdF) «La scuola paritaria è una risorsa educativa che deve essere valorizzata per quello che è, non impunemente attaccata»

Persino l’Unione Atei Agnostici e Razionalisti non può non ammettere che il ragionamento della Curia di Ivrea non fa una grinza. Se la scuola è cattolica, se è proprietà della Diocesi, se la cooperativa laica ne utilizza i locali per vent’anni senza spendere un euro, perché l’Istituto Santissima Annunziata, prestigiosa scuola del Canavese, non dovrebbe garantire la formazione cattolica che le famiglie hanno scelto all’atto dell’iscrizione?

Il primo cittadino, la Curia, persino l’avvocatessa atea hanno smorzato un attacco ideologico, uno dei tanti che, frutto dell’arroganza laicista del politicamente corretto, può solo spegnersi in un nulla di fatto. Non si trascuri il fatto che senza le paritarie la scuola pubblica statale si troverebbe in ulteriori serie difficoltà.

Bonaccini a Torino. “Per un Pd più popolare”

Venerdì 27 gennaio 2023, dalle ore 15 alle 17, a Torino, in Piazza Borgo Dora 61, si terrà il convegno nazionale a sostegno della candidatura a Segretario nazionale di Stefano Bonaccini dal titolo “Un PD + POPOLARE“.

Nel convegno verranno proposte idee e buone pratiche per la comunità e la fraternità, sui temi della sanità, del welfare, terzo settore, economia ed ambiente, per aiutare il PD a recuperare una dimensione di popolo.

Ci si confronterà inoltre su come valorizzare nel PD la cultura politica del Popolarismo, la sua visione antropologica e il suo metodo, ancora di straordinaria attualità.

Interverranno Stefano Lepri, Patrizia Toia, Fabio Pizzul, Monica Canalis

Seguirà Stefano Bonaccini.

Le conclusioni saranno affidate a Simona Malpezzi e Graziano Delrio.