“Con il PNRR sono stati assunti circa 11.800 lavoratori a tempo determinato negli uffici giudiziari italiani, di cui oltre 500 in Piemonte e Valle d’Aosta. Molti operano in tribunali già sotto organico, con carenze che superano il 30-40%. Nel novembre scorso avevo sollevato il problema, sollecitando la Giunta regionale a intervenire presso il Governo per stabilizzare queste persone. Abbiamo appreso dalle organizzazioni sindacali che, finalmente, 9.368 lavoratori saranno stabilizzati dal 1° luglio 2026” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Questa notizia è un risultato importante che riconosce il valore del lavoro svolto e l’impegno sindacale. Ma non basta. Restano esclusi centinaia di operatori, anche nel nostro territorio, che meritano pari dignità e prospettive. La proroga dei contratti per chi non rientra nella stabilizzazione di luglio deve essere una priorità, per evitare che competenze preziose vadano disperse e che gli uffici giudiziari tornino a soffrire di arretrati e inefficienze” prosegue la Consigliera regionale Pd.
“La Regione, pur non avendo competenza diretta sulle assunzioni, può e deve esercitare pressione politica e intervenire in Conferenza Stato-Regioni. Il Piemonte deve chiedere con chiarezza al Governo un piano nazionale di stabilizzazione equo, trasparente e inclusivo. Non si tratta solo di tutelare i lavoratori, ma di difendere il diritto dei cittadini a una giustizia moderna, accessibile ed efficiente” conclude la Consigliera Pd.


E’ sempre stato chiaro che i ritardi nella costruzione della TAV non dipendevano solo dagli attacchi al cantiere dei NOTAV. Errori e contraddizioni in chi aveva la responsabilità hnno fatto perdere tempo cosicché l’arrivo dei Cinquestelle al Governo e al Comune di Torino avevano messo a rischio l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte , tenuto conto che da venticinque anni ,nonostante tanti discorsi e interviste, la crescita economica di Torino e quindi della Regione era costantemente sotto la media nazionale con conseguenze sociali pesantissime. Torino era contemporaneamente la capitale dell cassa integrazione e della precarietà , le periferie costantemente fuori dalle iniziative della Città.
Chi scrive correggerebbe anche Cavour perché il separatismo tra Stato e Chiesa deve essere netto e chiaro: libero Stato e libera Chiesa, togliendo quell’in che poteva limitare l’autonomia della Chiesa cattolica.In questo spirito è da considerarsi una grave interferenza nella vita democratica italiana la posizione favorevole al No al prossimo referendum sulla Magistratura da parte del presidente della CEI , cardinale Zuppi a cui l’interferire negli affari di Stato appare l’atto più naturale e quasi un dovere civico. In questa occasione non entro nella scelta referendaria, ma non posso non rifiutare l’ingresso nella Chiesa nella polemica referendaria. Già il cardinale Ruini interferì pesantemente in un altro referendum.