POLITICA

Cantiere Club Med: “Troppi 135 milioni”

LETTERA AL GIORNALE

Caro Direttore,

A San Sicario in valle Susa sta partendo un mega-cantiere per costruire un albergo da 1000 posti letto. Il progetto è cofinanziato dalla regione Piemonte. Ha un costo stimato di 135 milioni di euro. Se fosse solo un’opera privata contesteremo solo l’ impatto ambientale dell’opera invitando il comune a valutare attentamente tutti gli aspetti.
Ma essendoci un cofinanziamento regionale crediamo sia un brutto segnale. Si è deciso di finanziare una mega-opera anziché pensare al recupero a fini turistici delle numerose borgate abbandonate presenti in zona.
Con una spesa di quella portata si sarebbe potuto restaurare numerose case abbandonate, creando un buon numero di agriturismi o bed and breakfast.
La decisione invece di creare un nuovo super albergo ex novo segna il declino definitivo di ogni speranza di recuperare queste strutture e probabilmente darà il colpo di grazia anche a queste attività già presenti sul territorio.
Questa decisione sembra andare nella direzione di creare over-turismo, a prezzi bassi e senza dare nulla (o poco) alle nostre valli.
Questa decisione è ormai presa (anche se non è mai troppo tardi per un ripensamento…) ma ci auguriamo che in futuro venga valutato attentamente quali progetti finanziare, nell’ ottica di una rinascita delle località abbandonate ma non ancora in rovina… occorre creare un nuovo sistema per far rinascere le borgate.
Gli agriturismi (soprattutto se abbinati a un bed and breakfast) portano un turismo di qualità, diffuso e che rispetta la cultura delle nostre montagne!
Le valli occitane non sono (e non vogliono diventare) Las Vegas!
La nota positiva di questo mega progetto è che si stima creerà 600 posti di lavoro in valle Susa. Ci auguriamo siano stime realistiche e che soprattutto non siano posti di lavoro stagionali, che attirano giovanissimi per la singola stagione distruggendo le comunità locali…
Il lavoro deve essere stabile per consentire il ripopolamento (e per esperienza nutriamo legittimi dubbi che queste mega strutture generino un turismo destagionalizzato).
Invitiamo la regione a rivalutare il finanziamento a favore di strutture più diffuse!
Ribadiamo che a decidere debbano essere le comunità locali. Le nostre valli.
L’ Assemblada occitana valades

Europa, raccolta firme di Azione Torino per la petizione sul superamento del diritto di veto

 

Torino, 3 luglio 2026 – Prosegue anche a Torino la raccolta firme promossa da Carlo Calenda per sostenere una riforma dell’Unione europea che consenta di superare il diritto di veto nelle decisioni strategiche, rafforzare la difesa comune europea e rilanciare la competitività del continente.

Nel corso del banchetto organizzato da Azione Torino, numerosi cittadini si sono fermati per confrontarsi sui temi europei e hanno scelto di sottoscrivere la petizione, partecipando attivamente al dibattito sul futuro dell’Europa.

«Il confronto diretto con le persone è sempre il modo migliore per fare politica – dichiara Sergio Bartoli, Coordinatore di Azione Torino –. Oggi abbiamo riscontrato interesse, partecipazione e la volontà di contribuire a un progetto europeo più forte e più efficace. Un’Europa capace di decidere rapidamente sulle questioni strategiche significa un’Europa più autorevole, più sicura e più competitiva, in grado di affrontare con maggiore efficacia le sfide internazionali.»

Bartoli ha inoltre ringraziato gli iscritti e i volontari di Azione Torino che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa e tutti i cittadini che, con la loro presenza e la loro firma, hanno voluto sostenere la proposta.

La raccolta firme proseguirà nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini in un percorso di partecipazione e di rafforzamento del progetto europeo.

Consigliere AVS al CPR: “Capienza ridotta, uguale sofferenza. Deve chiudere al più presto”

Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel CPR di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni. Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura.
La struttura non è adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l’aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell’immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.
Il tema più critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel CPR continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi più eclatanti: un uomo arrivato in CPR con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l’asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui.
Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneità e torneremo a insistere con la Regione affinché queste visite, così come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell’interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.
Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa città?
Anche l’utilizzo di psico-farmaci resta una costante, così come la pressoché totale assenza di attività, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa.
Quello dei CPR è un sistema perverso e crudele,  propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno. Continueremo a denunciare questa vergogna finché il centro non chiuderà.
Alice Ravinale
Valentina Cera
Giulia Marro

Piano qualità dell’aria, consultazioni fino al 14 luglio

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La seduta congiunta delle Commissioni Agricoltura e Ambiente, presieduta da Claudio Sacchetto, ha proseguito l’esame del Disegno di legge 136 sulle aree idonee all’installazione di pannelli fotovoltaici. I temi trattati dai consiglieri con l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati sono stati sulle distanze degli impianti di energie rinnovabili dai siti Unesco, dalle superstrade, dai corsi d’acqua e dalle aree agricole già compromesse. Sono stati esaminati gli emendamenti (che complessivamente sono 78) fino all’articolo 4 del Ddl. L’esame del provvedimento proseguirà nella prossima seduta. Sono intervenuti i consiglieri Alice Ravinale (Avs) e Alberto Unia (M5s).

Durante la successiva seduta della Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, Marnati ha presentato la proposta di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria (approvato nel 2024) che prevede una variazione di spesa di 43,3 milioni di euro. L’assessore ha spiegato che “sono previste misure alternative al blocco dei diesel Euro 5 per garantire l’equilibrio emissivo. I provvedimenti troveranno applicazione nel campo di: trasporti, agricoltura, energia e riscaldamento”.

Sergio Bartoli, presidente V Commissione Ambiente

I consiglieri Alice Ravinale (Avs), Alberto Avetta (Pd), Nadia Conticelli (Pd), Gianna Pentenero (Pd), Vittoria Nallo (Sue) hanno rivolto domande all’assessore sulle singole misure. La scadenza delle consultazioni online e il passaggio dal Consiglio della Autonomie Locali (Cal) sono state fissate al prossimo 14 luglio.

A seguire, è stata sentita una rappresentanza dell’Unione Montana Valle Elvo (BI) in merito alla richiesta di permesso di ricerca di acque minerali del progetto Fille, che interessa un’area di oltre 640 ettari tra i comuni di Netro e Mongrando ed è finalizzato a individuare nuove risorse idriche che potrebbero essere destinate all’imbottigliamento.

La rappresentanza dell’Unione Montana Valle Elvo (BI) con la consigliera Elena Rocchi

La presidente dell’Unione, Monica Mosca e i sindaci dei comuni di Netro e Mongrando, Laura Gorni e Michele Teagno, hanno espresso “la preoccupazione delle amministrazioni locali e delle comunità rispetto alla tutela delle risorse idriche, patrimonio ambientale strategico per il territorio e risorsa pubblica essenziale. Sarebbe importante realizzare un censimento delle risorse utilizzate da privati e acquedotti pubblici che ci consenta di avere un bilancio idrico e risposte chiare sulla compatibilità o meno del progetto Fille agli interessi della Valle. Un modello che potrebbe essere replicato in altre zone del Piemonte”.
I commissari hanno manifestato un interesse bipartisan per il tema, che riguarda non solo la scarsità dell’acqua ma anche l’impatto ambientale di eventuali piani industriali, e hanno dato disponibilità a confrontarsi in Commissione per trovare una soluzione condivisa anche con l’assessore Matteo Marnati su come investire la Regione di competenze in materia.

Ufficio Stampa

Lavoro, Grimaldi e Ravinale (AVS): Grave incidente a Mathi, sia fatta luce

“Apprendiamo del grave incidente che ha coinvolto due lavoratori e una lavoratrice, rimasti ustionati dall’acido nel comune di Mathi, alla cartiera Ahlstrom. A loro un abbraccio e un augurio di pronta guarigione. Attendiamo di conoscere le dinamiche dell’incidente e facciamo ancora una volta appello al Governo affinché imprima una svolta vera nelle politiche di sicurezza sul lavoro. L’obiettivo deve essere infortuni zero. Servono prevenzione, vigilanza, assistenza, sanzioni e il coinvolgimento di tutti gli attori e organismi interessati. L’accesso agli incentivi va vincolato al rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La normativa sugli appalti va modificata contrastando ogni pratica di abbattimento dei costi della sicurezza” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.
Prosegue Alice Ravinale, capogruppo AVS in Consiglio Regionale del Piemonte: “Il terribile incidente di Mathi arriva a pochi giorni dalla morte del corriere nella sede BRT di Settimo Torinese. Soltanto nei primi quattro mesi del 2026, 23 lavoratori e lavoratrici non hanno fatto rientro a casa dopo essere andati al lavoro: uno a settimana, una tragedia indicibile. La Regione non può stare a guardare, occorre migliorare le condizioni di lavoro a partire dagli appalti pubblici. E aumentare i controlli, anche mediante nuove assunzioni presso gli Spresal e una puntuale applicazione della Strategia 2024 – 2026 per la tutela della sicurezza sul lavoro. Nel 2025 non si raggiunse nemmeno la soglia LEA del 5% di controlli. Un dato drammatico, a fronte dei continui incidenti. Per questo ho chiesto urgentemente un’audizione in Commissione degli assessori competenti e dei direttori Spresal, quella degli incidenti del lavoro è un’emergenza su cui la Giunta non può voltarsi dall’altra parte”.

Pompeo (PD): “La Regione garantisca protezione reale ai lavoratori all’aperto”

“Il caldo estremo è un’emergenza”

2 luglio 2026 – “La salute di tutti i lavoratori che operano all’aperto, in particolare i rider, deve essere garantita con ogni strumento possibile, soprattutto in presenza di un’ondata di caldo eccezionale come quella che sta colpendo il Piemonte. Ho presentato un’interrogazione con la quale voglio fare chiarezza sulla reale attuazione dell’Ordinanza regionale 1/2026/XII che dal 30 maggio al 31 agosto vieta il lavoro all’aperto nella fascia 12,30–16,00 nei giorni con rischio alto di stress termico, come certificato dal progetto Worklimate 3.0 del CNR” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“I rider e gli operatori del food delivery – afferma Pompeo – svolgono attività classificata come fisicamente intensa e sono tra i più esposti ai rischi di colpi di calore. Le segnalazioni di mancato rispetto del divieto sono preoccupanti e richiedono un monitoraggio rigoroso e immediato. Voglio sapere dall’Assessore regionale competente quali siano lo stato di attuazione dell’ordinanza, l’eventuale attivazione di una cabina di regia e le misure adottate per garantirne l’effettiva applicazione. Inoltre, voglio capire quali attività di controllo vengano svolte da Prefetture, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Dipartimenti di Prevenzione e Servizi S.Pre.S.A.L. delle ASL, con dati su sopralluoghi, segnalazioni e violazioni accertate, e se siano stati allestiti spazi coperti e attrezzati nelle aree strategiche delle città per consentire ai rider soste sicure durante le ore più calde, ma anche luoghi di ascolto e orientamento”.

“Voglio, infine, capire se siano state avviate campagne informative rivolte ai rider sui rischi dell’esposizione prolungata al caldo estremo, iniziative verso le piattaforme e i datori di lavoro per rafforzare la consapevolezza del loro dovere etico e della responsabilità nella tutela dei lavoratori e se siano state introdotte ulteriori misure regionali per garantire la piena applicazione dell’ordinanza, anche alla luce delle criticità segnalate dai sindacati. La Regione – sottolinea Pompeo – ha il dovere di assicurare che un provvedimento pensato per salvaguardare la salute dei lavoratori non resti lettera morta. I rider non possono essere lasciati soli: servono controlli, prevenzione, spazi sicuri e un confronto costante con sindacati, associazioni e amministrazioni locali”.

La Consigliera ricorda inoltre che già nel 2025 aveva presentato l’Ordine del giorno collegato all’Assestamento di Bilancio, dedicato alle criticità del settore del food delivery, tra cui sfruttamento, caporalato digitale e violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro, purtroppo respinto dalla maggioranza di centrodestra.

“E’ di pochi giorni fa la tragedia della morte di un giovane rider che, mentre stava rientrando da un’ultima consegna, è caduto con il ciclomotore alla rotonda di Trofarello su una strada resa scivolosa da un nubifragio scatenatosi dopo una giornata rovente. Proteggere chi lavora per strada è una responsabilità collettiva. Mi aspetto che la Regione dia risposte rapide e concrete” conclude Laura Pompeo.

TAV, Ruffino (Azione): “Appendino fa deragliare il campo largo”

Non è soltanto l’Ucraina o il riarmo dell’Europa o il ritorno al nucleare. A seminare confusione nel Campo largo c’è anche l’Alta velocità e Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, è pronta a rinnovare il suo rifiuto dell’opera recandosi nelle prossime ore in uno dei cantieri Tav. Il Pd sarà di nuovo nel ruolo dell’asino in mezzo ai suoni, lacerato tra favorevoli e contrari senza esprimere una linea chiara per tenere insieme un’alleanza nata nella confusione.
Così in una nota l’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte.