POLITICA

“Caso Rear”: archiviazione per Laus, Grippo e Carretta

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Il gip del Tribunale di Torino, Cristina Barillari, ha disposto l’archiviazione  nei confronti
degli indagati nel caso Rear: il senatore Pd Mauro Laus, la presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e l’assessore comunale Domenico Carretta. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Alessandro Aghemo. I reati ipotizzati erano la malversazione e l’infedeltà patrimoniale. I politici erano accusati di aver distolto fondi dalla cooperativa Rear per finalità politiche.

TAV Avigliana – Orbassano, Ravinale (AVS): “Scena muta della Regione”

La Giunta regionale martedì in Consiglio avrebbe dovuto rispondere a due mie interrogazioni, una depositata ad aprile e una addirittura a febbraio, sul progetto della tratta nazionale TAV Avigliana – Orbassano: ma hanno preferito nascondersi dietro ad un laconico “si ritiene il quesito contenuto in tale interrogazione già trattato e, di conseguenza, superato”.

Avevo chiesto se la Regione ritenga validi i presupposti progettuali posti alla base del progetto definitivo dell’opera proposto da RFI a fronte dei discostamenti tra il modello di esercizio alla base del progetto, risalente al 2008, e l’attuale assetto del Servizio Ferroviario Metropolitano, e a fronte della programmazione degli interventi relativi al TAV Torino-Lione, di cui è chiaro lo slittamento dopo la riunione di Chambery che ha confermato i ritardi francesi e a fronte problemi tecnici della talpa Viviana. E ancora, avevo chiesto se la Regione ritiene compatibile l’investimento pubblico previsto per la realizzazione della linea, pari a circa 3 miliardi di Euro, con la ipotesi di privatizzazione dell’Interporto SITO di Orbassano riemersa anche nella discussione di bilancio in questi giorni.

L’unica risposta che la Regione finora mi ha dato è relativa al fatto che non intendono avviare – a differenza di quanto chiesto dai Comuni – una conferenza dei servizi regionali, posto che è stato attivato il ben più blando “comitato di supporto”.

Proprio in seno a tale comitato, che si è riunito nei giorni scorsi, stanno tuttavia emergendo tutte le lacune sulla localizzazione dell’opera e sulla sua cantierizzazione, che rendono allo stato impossibile pensare di addivenire a una definizione dell’iter progettuale entro l’anno come profetizzato dal Commissario Mauceri.

Occorre agire con determinazione per ridefinire una volta per tutta le priorità infrastrutturali per il territorio piemontese e metropolitano. Continueremo a insistere perchè la Regione, invece che fare da passacarte, faccia finalmente la sua parte a difesa del bene comune e dei territori e abbia il coraggio di chiedere che importanti finanziamenti pubblici non restino bloccati su quest’opera: quei soldi, come abbiamo già detto più volte, vadano al completamento della Metro 1 di Torino e anche la Regione si attivi perchè quel cantiere davvero strategico sia finanziato e completato al più presto, come abbiamo chiesto anche con un emendamento al Piano Qualità dell’Aria in discussione nella seduta di martedì.

Alice Ravinale

Consigliera regionale AVS

Idroelettrico, Calderoni (Pd): «La Cassazione apre una strada anche per il Piemonte»

«La sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha dato ragione alla Regione Lombardia nel contenzioso con i concessionari idroelettrici rappresenta un precedente di straordinaria importanza anche per il Piemonte. La decisione ha infatti consentito di sbloccare oltre 200 milioni di euro destinati ai territori interessati dagli impianti e conferma la piena legittimità dei nuovi canoni e degli obblighi a carico dei concessionari. È una pronuncia destinata ad avere effetti ben oltre i confini lombardi». Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, che torna sul tema delle concessioni idroelettriche dopo il recente intervento dedicato alle centrali lungo la Stura.
«In una fase in cui Province e Comuni vivono una cronica carenza di risorse, non possiamo permetterci di lasciare inutilizzate opportunità che possono rafforzare i bilanci degli enti locali senza gravare sui cittadini. L’acqua è un bene pubblico e il valore economico che genera deve tradursi in maggiori benefici per le comunità che ospitano gli impianti».
Per questo Calderoni rivolge un appello al presidente della Regione Alberto Cirio: «La Regione convochi con urgenza un tavolo con tutte le Province piemontesi per effettuare una ricognizione completa delle derivazioni idroelettriche presenti sul territorio, verificare le scadenze delle concessioni e definire una strategia regionale condivisa. Il Piemonte deve presentarsi preparato alla stagione dei rinnovi e delle nuove assegnazioni, valorizzando tutti gli strumenti che la normativa e la recente giurisprudenza mettono a disposizione».
«La sentenza della Cassazione dimostra che le Regioni possono tutelare con efficacia l’interesse pubblico nei confronti dei grandi concessionari. Anche il Piemonte deve cogliere questa occasione per aggiornare la propria strategia sulle concessioni idroelettriche, rafforzare i canoni e garantire che una quota sempre maggiore del valore prodotto dall’energia idroelettrica resti nei territori montani e nelle Province che sopportano l’impatto delle infrastrutture.
È però fondamentale che queste maggiori entrate siano condivise con le vallate che ospitano gli impianti, perché è lì che si produce la ricchezza generata dall’acqua e lì devono tornare i benefici. Questa potrebbe essere anche l’occasione per dare concreta attuazione al percorso di rilancio delle Comunità montane, più volte richiamato dall’assessore regionale Bussalino, superando i limiti dell’attuale sistema delle Unioni montane e restituendo ai territori uno strumento capace di programmare, gestire e redistribuire risorse in modo più efficace.
Sarebbe un segnale concreto per sostenere i bilanci degli enti locali, finanziare servizi, manutenzioni e investimenti nelle aree interne e rafforzare il ruolo delle istituzioni che rappresentano la montagna piemontese».

Barriera, Giachino: “Bene lo sgombero in via Ghedini”

Ottima l’azione del Presidente delle Case Popolari Pedrini che dopo un primo intervento e altri sopralluoghi oggi ha completato lo sgombero in via Ghedini dopo tante nostre segnalazioni. Sono questi interventi concreti che cambiano le cose più di azioni di testimonianza. In Barriera però cambieranno le cose quando il Comune sposterà Attività economiche e posti di lavoro concreti. Il Comune invece di spostare in Barriera il Centro per la Intelligenza Artificiale ha dato il via allo spostamento di 50 ingegneri di Infrato da via Bologna a c. Inghilterra.  Ecco perché sarà decisivo il voto alle prossime elezioni comunali.  La metà della Città che non sta bene se andrà in massa a votare cambierà le cose per il bene di Torino.

Mino Giachino segretario cittadino UDC Torino

Pompeo (Pd): “Condizioni di lavoro preoccupanti negli stabilimenti Fiorentini”

 “Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per capire che cosa intenda fare l’Assessore regionale competente per tutelare i lavoratori impiegati negli stabilimenti Fiorentini S.p.A. di Torino e Trofarello, alla luce delle numerose segnalazioni sulle condizioni di lavoro ritenute “insostenibili” e delle retribuzioni giudicate non adeguate” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo

“Secondo quanto emerso dalle testimonianze dei dipendenti – molti dei quali assunti tramite la cooperativa in appalto Elpe Global Logistic Services S.p.A. – viene applicato il CCNL Multiservizi, non coerente con le mansioni effettivamente svolte in ambito produttivo. Le organizzazioni sindacali chiedono da tempo il passaggio al CCNL Industria Alimentare, che garantirebbe tutele e salari adeguati. Risultano erogate retribuzioni orarie inferiori agli 8 euro lordi, con salari che non assicurano condizioni di vita dignitose” prosegue Laura Pompeo.

“Sono pervenute, inoltre, denunce sulle temperature elevate all’interno dei reparti, che avrebbero portato allo sciopero del 29 maggio 2024 e a successive iniziative pubbliche e di boicottaggio da parte dei lavoratori e del sindacato Si Cobas. La tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori deve essere sempre garantita. L’azienda, nel proprio Rapporto di Sostenibilità, afferma di operare in conformità agli standard ESRS e al D.Lgs. 81/2008, ma è necessario verificare che queste dichiarazioni corrispondano alla realtà e che il Documento di Valutazione dei Rischi sia realmente aggiornato rispetto alle condizioni climatiche e organizzative attuali” precisa la Consigliera Pd.

“Voglio sapere dall’Assessore quali azioni urgenti intenda intraprendere, attivando il servizio SPreSAL dell’ASL competente, al fine di svolgere un’opportuna attività ispettiva, se, nell’ambito di tali ispezioni, si intenda dare mandato di acquisire e consultare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale, per accertare che lo stesso sia realmente e costantemente aggiornato rispetto alle effettive condizioni climatiche e di sicurezza odierne nei reparti e, infine, se la Giunta regionale intenda attivarsi per l’apertura di un Tavolo di Crisi e Concertazione regionale per avviare una mediazione tra la società committente, la cooperativa in appalto e le organizzazioni sindacali, finalizzata alla definizione di un piano graduale di riqualificazione del personale e al superamento del dumping contrattuale, favorendo il passaggio dal CCNL Multiservizi al più idoneo CCNL Industria Alimentare. È necessario garantire condizioni di lavoro dignitose, salari adeguati e un contratto coerente con le mansioni svolte” conclude Laura Pompeo.

Pre-intese sull’Autonomia differenziata per il Piemonte

Con l’approvazione prima del Senato e poi della Camera dello schema delle pre-intese sull’Autonomia differenziata per il Piemonte, si compie un nuovo passo nel percorso che condurrà alla redazione delle intese definitive con lo Stato.

“Un passaggio significativo che conferma la solidità del percorso intrapreso dal Piemonte verso l’Autonomia differenziata – hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino – Ora si apre una fase decisiva, quella della predisposizione delle intese definitive, nella quale sarà possibile tradurre il lavoro svolto finora in strumenti concreti per rafforzare l’efficienza dell’azione amministrativa e valorizzare le competenze regionali. Il nostro obiettivo è dotare il Piemonte di maggiori capacità operative per offrire servizi più efficaci a cittadini, imprese ed enti locali, nel pieno rispetto dei principi di solidarietà e leale collaborazione tra Stato e Regioni. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Calderoli affinché questo percorso proceda con rapidità e concretezza, nell’interesse del Piemonte e dell’intero Paese”.

Le pre-intese riguardano quattro materie strategiche: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario. Il prossimo passaggio sarà la predisposizione dello schema di intesa definitivo, che individuerà nel dettaglio le competenze oggetto del trasferimento e le relative modalità di attuazione.

CS

Politica: confronto sul Centro a Torino

“Il Centro da che parte sta”? È il titolo di un convegno che si terrà a Torino, sabato 1 agosto alle ore 11 presso l’Hotel Diplomatic di via Cernaia 42.

Intervengono Mino Giachino, Giorgio Merlo, Vittoria Nallo. Modera: Marco Bardesono. Un tema, quello del Centro, che continua a fare discutere.

A livello nazionale come a livello locale. Anche perchè, al di là di ogni altra considerazione, la politica di centro o la cultura centrista o il progetto politico centrista non sono argomenti esterni o estranei alla storia democratica del nostro paese. Nella prima repubblica si diceva, comunemente, “che si vince al Centro ma, soprattutto, si governa dal Centro”.

Nel contesto politico attuale, seppur molto diverso da quella stagione politica, è difficile governare con un approccio populista, o estremista, o massimalista o radicale.

Ecco perchè, oggi, cosa significa declinare concretamente la politica di centro e una cultura politica di centro continua ad essere un momento importante anche per ridare qualità alla nostra democrazia ed efficacia alla stessa azione di governo. Di questi argomenti si discuterà sabato 1 agosto all’Hotel Diplomatic a Torino.

Aree impianti rinnovabili, Sergio Bartoli: «Una norma che armonizza ambiente e sviluppo»   

Il consigliere della Lista Civica Cirio, presidente della Commissione Ambiente e relatore della Legge: «la Regione sostenga i piccoli Comuni e lavori sul recupero delle aree degradate». Approvati un emendamento e due Ordini del Giorno collegati

 

Approvato oggi dal Consiglio regionale un pacchetto di un emendamento e due Ordini del Giorno, presentati da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza amministrativa, sostenere gli enti locali e favorire la riqualificazione del territorio, collegati al Disegno di legge regionale n. 136 sulle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Bartoli è anche relatore del provvedimento in Aula.

«L’intervento legislativo – ha detto Bartoli durante la sua relazione in Consiglio regionale – rappresenta un tassello fondamentale del percorso di transizione energetica che interessa l’intero Paese e che vede il Piemonte chiamato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030».

«Questa nuova norma si fonda sul principio dello sviluppo sostenibile – ha proseguito Bartoli -, nella consapevolezza che la transizione energetica non possa essere perseguita esclusivamente attraverso un incremento quantitativo della produzione di energia da fonti rinnovabili, ma debba realizzarsi attraverso un corretto bilanciamento tra esigenze ambientali, sviluppo economico, salvaguardia del suolo agricolo e tutela delle comunità locali».

L’emendamento approvato dall’Aula dispone che la Giunta regionale pubblichi annualmente i dati aggregati sull’attuazione della legge, per garantire maggiore trasparenza e consentire una più efficace programmazione degli investimenti pubblici e privati. Il primo Ordine del Giorno impegna la Giunta regionale a sostenere concretamente i Comuni di minori dimensioni, in particolare fino a 3mila abitanti, promuovendo forme stabili di collaborazione tra Regione, Province, Città metropolitana, Unioni di Comuni ed Enti locali per affrontare le nuove attività tecniche richieste dalla normativa, dal monitoraggio degli impianti alla gestione delle informazioni territoriali. Il secondo Ordine del Giorno impegna, invece, la Giunta a valutare, nell’ambito del futuro Piano stralcio sulle fonti energetiche rinnovabili, strumenti che incentivino il recupero di cave dismesse, discariche, siti contaminati e altre aree compromesse che non presentino tutte le caratteristiche tecniche necessarie per la realizzazione degli impianti.

«La transizione energetica è una sfida che dobbiamo affrontare con equilibrio e pragmatismo – commenta Bartoli -. È importante che avvenga con regole chiare, trasparenza amministrativa e strumenti adeguati per gli Enti locali. Non possiamo chiedere ai piccoli Comuni di gestire procedure sempre più complesse senza metterli nelle condizioni di farlo. La transizione energetica rappresenta anche un’occasione di rigenerazione ambientale: il percorso legislativo rappresenta un’occasione per costruire un modello piemontese di sviluppo delle fonti rinnovabili capace di coniugare gli obiettivi della transizione ecologica con le esigenze delle comunità locali, della pubblica amministrazione e del sistema produttivo».