Il referendum ha ribaltato completamente la narrazione a cui il centrodestra credeva di aver legato l’immaginario collettivo. Quei NO hanno detto a Meloni che la realtà ha fatto irruzione nella vita quotidiana degli italiani, e i suoi occhiali rosa hanno perso ogni potere e incantesimo.
Dal 23 marzo le carte al tavolo della politica non sono più nelle mani di Meloni ma sono passate in quelle del presidente Mattarella. Gli obiettivi che il governo si era proposto, penso alla legge elettorale, sono finiti all’aria come un castello di carte. Meloni non può decidere di andare al voto, e neppure può più imporre una legge elettorale ritagliata sulle sue ambizioni. Mattarella vigila dal Colle e rimane, dopo il 23 marzo, l’unico vero riferimento a cui guardano gli italiani. Mattarella non scioglierà certo il Parlamento perché lo chiede un partito o uno schieramento. Conosce il suo lavoro e le regole della Carta che lo guidano. Tutti faremmo bene a tesaurizzare i suoi interventi sulla situazione del Paese e nel pianeta. Nessuno può decidere al suo posto se e quando andare alle elezioni.
OSVALDO NAPOLI
Azione




LETTERE 


Ho commentato a caldo le conseguenze immediate del referendum sulla giustizia, ma non avrei mai pensato il festeggiamento un po’ settario e quasi disinvoltamente sessantottino, dei magistrati di Napoli che per mezz’ora hanno messo da parte il loro ruolo istituzionale che hanno invece voluto difendere votando NO. Quel festino euforico, umanamente comprensibile, ha suscitato la critica coraggiosa del senatore Enzo Ghigo, presidente della Regione Piemonte per un decennio. Ghigo ha scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica, presentandosi come cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza dello Stato. Giustamente ha fatto riferimento a quel riconoscimento che ebbe dal Presidente Ciampi, ribadendo la sua fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione. Con il suo stile sempre calmo ed equilibrato Ghigo ha a che chiesto l’intervento del Presidente a tutela di due minoranze: quei magistrati e quei cittadini che hanno votato SI’ che oggi vengono considerati dei reietti. In riferimento all’episodio napoletano, quasi un oraziano “Nunc est bibendum”, il senatore ricorda che la forma è anche sostanza, un richiamo importante. Il sommo giurista Mario Allara amava ricordarlo spesso ai suoi studenti.
