POLITICA

Aree interne, Ruffino (Az): “Governo tocchi con mano le difficoltà dei territori”

“Quando parliamo di aree interne mi chiedo se, da parte della maggioranza, ci sia la volontà di visitarle e di toccare con mano le minori opportunità che vivono i cittadini in quelle zone. Ci sono difficoltà nella sanità, con gli ospedali distanti, che hanno chiuso, o con la riduzione dei posti letto, fino alla scuola, con le classi soppresse se manca un bambino e nei servizi per i giovani, dai punti culturali alla biblioteca che non consentono un radicamento ai nostri ragazzi. Tutti questi sono problemi reali, come quelli di tantissimi comuni che non riescono più a garantire servizi come scuolabus per questione di risorse”.
Lo ha dichiarato Daniela Ruffino, deputata di Azione, intervenuta in aula alla Camera sulle mozioni dedicate alle aree interne.
“Per questo motivo – ha proseguito Ruffino – abbiamo presentato una mozione frutto di un lungo lavoro congiunto con gli amministratori locali che vivono le aree interne: un impegno per potere dare risposte a chi abita in quei territori. Eppure il governo tende a stravolgerla e ci risulta difficile accettare questa decisione mentre la mozione di maggioranza parla di equilibri di bilancio e vincoli di finanza pubblica, per esempio, sul tema delle infrastrutture digitali che sono invece fondamentali per chi lavora e per le famiglie. È una visione diametralmente opposta alla nostra”.
Secondo Ruffino “non sono stati fatti passi in avanti per i territori montani, in particolare per la riduzione dei comuni che hanno subìto un provvedimento pasticciato. Quando in passato si è parlato di montagna e veniva detto ‘siano i privati ad aprire i nidi o micronidi’ si chiedeva sostanzialmente al privato di fare ciò che spetta allo Stato. Tutto questo non è accettabile: bisogna prendersi le responsabilità e avere profondo rispetto per chi vive oggi in quelle aree, altrimenti parlare di giovani e futuro è aria fritta”.

Le minoranze: “Lega fa saltare commissione su piano territoriale e trasporto taxi e ncc”

PD AVS e M5S: “Le tensioni della maggioranza non possono ricadere sui piemontesi”.
“Questa mattina all’ordine del giorno della commissione Trasporti c’erano le prime determinazioni di due importanti provvedimenti, l’aggiornamento del piano territoriale regionale, che definisce gli indirizzi di pianificazione del territorio e, soprattutto, le modifiche alla legge regionale sul trasporto pubblico non di linea, taxi e noleggio con conducente.
In particolare quest’ ultimo è un provvedimento, molto atteso dalle associazioni di categoria, che fa chiarezza su alcune delimitazioni territoriali e sulle disposizioni di legge.
Ma non è stato possibile aprire i lavori della commissione in quanto nessun componente del gruppo della Lega si è presentato a palazzo Lascaris. Non è la prima volta che la maggioranza diserta i lavori delle commissioni impedendo di fatto il regolare svolgimento dell’ attività legislativa.
Riteniamo grave che i dissidi interni alla maggioranza di centrodestra  ricadano sugli iter amministrativi e legislativi di provvedimenti attesi dal territorio”.
Nadia Conticelli, consigliera PD e vicepresidente II commissione.
Alberto Avetta consigliere regionale PD
Fabio Isnardi, consigliere regionale PD
Alice Ravinale, presidente gruppo regionale AVS
Alberto Unia, consigliere regionale M5S
Pasquale Coluccio, consigliere regionale M5S

“La Regione si attivi per il nuovo contratto Sanità privata”

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul mancato rinnovo del contratto della sanità privata, in riferimento ai lavoratori che operano in strutture sanitarie convenzionate con la Regione Piemonte. 

Il documento è stato presentato in Aula dalla prima firmataria Alice Ravinale (Avs) e sottoscritto dalle consigliere: Giulia Marro e Valentina Cera (Avs), Vittoria Nallo (Sue), Nadia Conticelli (Pd).
Nel dispositivo finale il documento impegna la Giunta regionale: “ad assumere un ruolo attivo nella vertenza relativa al rinnovo dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro”, “avuto riguardo al settore e alla categoria produttiva di riferimento, nonché all’attività principale o prevalentemente esercitata, alla dimensione e alla natura giuridica del datore di lavoro”.

Nel corso della seduta è stata approvata a maggioranza anche una mozione, presentata dal consigliere Alberto Unia (M5s) sull’installazione di erogatori di acqua microfiltrata ad uso gratuito presso il palazzo del Consiglio regionale del Piemonte.

Ufficio Stampa CRP

La TAV connetterà Torino e la Val di Susa a tutta l’Europa

I ritardi penalizzano soprattutto la Valle e Torino
Le infrastrutture come ci hanno insegnato i Romani portarono lo sviluppo economico e sociale in tutta Europa. Il Piemonte senza l’import e l’export sarebbe più povero. Come ci aveva detto il Prof. Castronovo prima del primo Traforo del Frejus il nostro PIL era 1/4 rispetto agli inglesi e 1/3 rispetto ai francesi La TAV fa parte del Corridoio Mediterraneo che attraversa Paesi che valgono quasi 1/5 del PIL europeo. Ma il Corridoio Mediterraneo come si vede dalla mia slide nella Pianura Padana incrocerà altri Corridoi ferroviari che a loro volta collegheranno Paesi che valgono insieme più del 50% del PIL europeo. Grazie al collegamento con i porti del Nord Tirreno e del Nord Adriatico e grazie ai tunnel verso la Francia, la Svizzera, l’Austria e verso l’est europeo, la Pianura Padana dove operano importanti Interporti, potrà diventare la più grande Area logistica del Sud Europa il che renderà il nostro territorio molto competitivo e attrattivo di investimenti esteri. La RETE come sanno gli esperti di trasporti favorirà il raddoppio dei flussi turistici ,che da tempo preferiscono il treno come il più comodo e sicuro mezzo di trasporto.
Ecco perché i ritardi danneggiano le economie locali dalla Valle di Susa in la e Torino.
Ecco perché durante il governo gialloverde e dopo la Mozione Cinquestelle del Comune di Torino, con la collaborazione delle madamin , organizzai la grande manifestazione SITAV di piazza Castello del 10 novembre 2018. Una manifestazione che stupì tutto il mondo politico e che portò Salvini a cambiare posizione. Salvammo l’opera. Ciononostante le resistenze sono continuate anche perché nel secondo governo Conte i PD erano con i cinque stelle.
Nei giorni scorsi due interviste di area PD hanno fatto capire a tutti che oltre ai NOTAV e alle lentezze di chi deve realizzare l’opera anche se tende a autocelebrarsi molto, i dissensi dentro il PD tra i favorevoli e i Notav hanno rallentato sensibilmente l’opera già durante il governo giallorosso e soprattutto dopo la morte di Virano.
La ricerca dell’accordo con Askatasuna e AVS fa sì che in pubblico Lo Russo non parli più della TAV.
Ecco perché la TAV e’ il simbolo della lotta per uno sviluppo sostenibile della economia e del lavoro contro le diseguaglianze di questi anni. Ecco perché là TAV, come ha deciso a grande maggioranza il Parlamento, e’ un’opera nell’interesse nazionale. Nel corso del dibattito sul primo traforo del Frejus al Re che gli sottolineava alcune contestazioni , Cavour rispose:” Maestà dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Non sarà mai sottolineata a sufficienza la grandezza del più piccolo degli Stati europei che nel 1857 approvo’ l’opera del secolo.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Veneto e Piemonte, patto di consultazione

Si è tenuto a San Bonifacio di Verona un incontro importante per il futuro delle dinamiche civiche e territoriali tra Veneto e Piemonte. Alessandro Signorato, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Politica “A Difesa del Territorio!”, e Massimo Iaretti, per il Movimento Progetto Piemonte (M.P.P.), hanno siglato ufficialmente un Patto di Consultazione.

 

L’accordo segna l’inizio di una collaborazione strategica volta a creare un asse tra le due regioni, fondato sulla condivisione di buone pratiche amministrative, tutela delle identità locali e sviluppo di politiche vicine alle reali esigenze dei cittadini. Spiega Massimo Iaretti, presidente di Movimento Progetto Piemonte e consigliere comunale a Strambinello: “Con questo patto di consultazione MPP e Associazione A Difesa Del Territorio iniziano un cammino che, nel rispetto della reciproca identità, va nella direzione di uno scambio di informazioni su tematiche di interesse comune, sull’organizzazione di iniziative nei rispettivi territori ma con una medesima valenza, nella realizzazione di documenti su argomenti che per entrambi risultano prioritari. Questo patto non nasce per caso ma è frutto di una condivisione di obiettivi che presto vedranno concrete realizzazioni, non dimenticando le nostre rispettive identità. Per noi come per A Difesa del Territorio sono prioritari la coerenza, l’etica (parola magari meno consueta ma spre attualissima) e soprattutto la vicinanza con la gente, con l’auspicio che la nostra intesa si allarghi ad altre realtà che ne condividano i fini e l’etica”

Alessandro Signorato ha commentato con soddisfazione la firma del patto, delineando le priorità dell’azione comune: “L’unione di intenti con il Movimento Progetto Piemonte rappresenta un passo naturale per chi, come noi, mette il territorio al centro dell’agenda politica. Il nostro obiettivo è dare risposte concrete a partire dalla tutela dell’ambiente, dicendo un fermo no alle cementificazioni esagerate che feriscono i nostri paesaggi. Vogliamo rimettere al centro i giovani e le loro problematiche: la politica deve tornare a essere un presidio contro piaghe sociali come il bullismo, garantendo una maggior presenza delle istituzioni sul territorio.” Signorato ha poi concluso: “Il patto si fonda su pilastri per noi imprescindibili: il percorso verso l’Autonomia e la salvaguardia delle tradizioni e delle culture locali, che sono l’anima profonda della nostra gente e che vanno difese con orgoglio.”

Da Genova gli alpini ci dicono che c’è anche un’altra Italia

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’adunata degli Alpini a Genova si è chiusa senza polemiche e la sindaca Salis si è ricreduta e ha espresso parole di elogio per l’incontro degli Alpini con la città. Rispetto ai maranza e ai  proPal, per non dire dei centri sociali, la sfilata ordinata di 90mila  Alpini rappresenta un’altra Italia  che si ispira a valori ideali che oggi molti giovani, e non solo loro, ritengono sorpassati.
Anzi, per alcuni, quella sfilata può addirittura suonare una provocazione. La mancanza di esponenti del Pd di un certo livello a Genova  è indicativo di un pregiudizio sfavorevole nei confronti di raduni che potrebbero essere considerati bellicistici e nostalgici. Il Pd in passato ebbe ben altro atteggiamento . Il corpo degli Alpini è popolo in divisa, null’altro che popolo. Il ruolo che gli alpini hanno avuto durante le grandi calamità nazionali dovrebbero riabilitarli anche agli occhi dei più scettici, ma spesso non è così. Certo ascoltare le fanfare alpine che eseguono  le canzoni patriottiche della nostra storia, da Monte Grappa alle ragazze di Trieste, può dare fastidio in questa Italia che ha smarrito il senso della sua storia. Ma può anche suscitare sentimenti di commozione in chi ritiene che la Patria non è un’invenzione borghese per fregare il proletariato, ma è la sintesi che deve ricomporre tutti i dissensi e dare unità alle differenze. La Patria come elemento unificante della comunità nazionale. Anche il termine “nazionale“ appare a molti un aggettivo equivoco da bandire. Ma per fortuna dell’italia non ci sono solo gli scettici verdi e rossi  , ma c’è anche gente come gli Alpini e tra poco i Bersaglieri che si radunano, a proprie spese, per testimoniare la presenza viva, palpitante, forte di un’Italia capace di guardare al futuro sperando in un destino che appare nebuloso , contraddittorio, addirittura angosciante.   Il fatto che certi giornali nelle loro cronache abbiano ignorato la sfilata di Genova ci fa comprendere come anche l’informazione sia condizionata da preconcetti che sono l’esatto opposto del dovere di informare il lettore.

Neanche Lo Russo e’ riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino

/

L’OPINIONE 

L’ultima domanda dell’intervistatore al dibattito che si è tenuto ieri nelle splendide sale di Palazzo Carignano in occasione del 150* anniversario del più importante settimanale diocesano La Voce il Tempo, ha chiarito che neanche Lo Russo è riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino mentre le difficoltà della metà della Città che è in difficoltà come disse l’Arcivescovo NOSIGLIA sono ancora aumentate.
Avremo la seconda Biblioteca d’Europa, via Roma sara’ pedonalizzata, nel 2027 partiranno finalmente i lavori della Linea 2 della Metro ma i primi risultati si vedranno nel 2033-4. Nel frattempo chi non ce la fa a arrivare a fine mese e fa fatica a mangiare due volte al giorno dovrà contare sui pasti delle Caritas parrocchiali o sulle 12 Mense dei poveri. In questi anni la distanza tra il Centro e la periferia è ancora aumentata. Il degrado in Barriera e Aurora è sicuramente cresciuto.
Cosi dopo 33 anni di Giunte di sinistra che si definiscono progressiste a Torino le diseguaglianze sono aumentate. Quanto manca a Torino la cultura democratica cristiana che aveva una sensibilità e una attenzione agli ultimi che derivava dai Santi sociali. Non avendo difeso  l’industria sottovalutata da Castellani e seguaci oggi il 75% dei giovani ha un lavoro precario perché da chi collabora alla lavorazione dei film ai grandi eventi trova occupazioni a tempo parziale da 1 mese a tre mesi massimo. Torino nello studio Zangola sul lavoro figura agli ultimi posti tra le Città italiane.
In qualsiasi azienda privata di fronte a questi risultati si cambierebbe guidatore. Nella attesa  degli incontri sulla nuova strategia di Stellantis con FILOSA e’ evidente che la carta più grande non può essere il sogno delle Olimpiadi del 2040 ma l’arrivo della TAV di cui però nessuno parla piu’ . Dimenticata nel dibattito di ieri, dimenticata dai giornali su spinta del PD fortemente diviso al suo interno. In un dibattito subito chiuso di repubblica e’ emerso come sia stato il PD a frenare l’opera dalla parte italiana negli ultimi anni. L’opera si farà solo perché noi SITAV avemmo il coraggio di organizzare la grande Piazza Castello del 10.11.2018. Anche se qualcuno , dimenticando di gestire fondi pubblici e di essere pagato edita  pubblicazioni molto parziali.

La TAV che fa parte di un corridoio che collega un quinto del PIL europeo porterà traffici commerciali e turistici 365 giorni l’anno e ci renderà più attrattivi di investimenti esteri . A quel punto forse anche i capitalisti torinesi ,che oggi investono sulla piazza di Londra o N. York, torneranno ad investire su Torino.

Mino GIACHINO
UDC Torino