In una lettera ai “torinesi di buona volontà insoddisfatti delle ultime amministrazioni” Mino Giachino ex Sottosegretario ai trasporti, l’uomo che da anni si batte contro il Declino di Torino e che organizzò la grande piazza SITAV del 10.11.2018 , sostiene che i blackout non sono che l’ultima prova del fallimento delle amministrazioni di sinistra che governano Torino dal 1993 e pertanto “se non si cambia amministrazione le prossime elezioni che speranze ci sono per fare uscire dal Declino la prima Capitale d’Italia?” Anche chi pensava di vivere nelle zone “bene” molto care alla sinistra al cachemire e al PD con i blackout ripetuti ha dovuto ragionare se la attuale amministrazione sia poi così efficiente e efficace. Afferma Giachino: “E’ evidente che la rete dell’IREN deve essere rifatta tanto è vero che c’era il piano di investimenti da oltre mezzo miliardo di qui al 2030. Il punto è che la rete è saltata prima del previsto ed è grave che la Amministrazione non lo avesse capito. I blackout infatti si ripetono da anni. “Se il Presidente dell’IREN avesse approfondito con i suoi collaboratori la situazione per rispondere alla mia pubblica richiesta avrebbe capito che bisognava anticipare i lavori. Chi non capì la gravità della situazione fu il Sindaco anche perché per lui era più importante ricevere quota dei dividendi invece di chiedere a IREN di affrettarsi a investire nella rete. Come sempre chi paga le conseguenze sono i cittadini e le aziende. Hanno aspettato a tappare le buche per farlo in campagna elettorale, non ha detto nulla a John Elkann quando Stellantis con Tavares operava contro le aziende torinesi. Ha dimenticato le periferie continuando a investire nel Centro della Città. Torino e’la capitale della cassa integrazione, 3/4 dei giovani hanno rapporti di lavoro precari. Malgrado la propaganda, il degrado in periferia, da Barriera a Aurora, da Madonna di campagna in la aumenta. La Linea 2 della Metro arriverà solo nel 2033. La linea 1 non viene completata perché la gara di appalto sottovalutò alcune situazioni”. Di qui l’appello di Giachino ai torinesi di buona volontà “a impegnarsi e a mobilitarsi in prima persona per cambiare Amministrazione comunale. Il primo incontro si terrà giovedì 9 luglio alle 18 in via Piffetti 16. Dacci una mano a rilanciare economia e lavoro a Torino”. Così si conclude la lettera del combattivo ex Sottosegretario.
La terribile vicende dell’uomo di 64 anni rimasto ucciso sul lavoro nello stabilimento BRT di Settimo ricorda purtroppo da vicino la morte di Raffaele Settembre, che è rimasto vittima di operazioni di logistica all’interno della Centrale del Latte di Torino nemmeno un mese fa. Non è una tragica facilità: è un’organizzazione del lavoro che rende gli incidenti un rischio accettabile. Un’aberrazione che va superata.
Non capiamo come sia possibile, inoltre, che il corriere, peraltro di età avanzata, fosse al lavoro nelle ore centrali della giornata, nonostante le ordinanze anti caldo emanato dalla Giunta. Un altro terribile sintomo di come la sicurezza e la tutela dei laboratori, in assenza di controlli efficaci, resti spesso solo sulla carta.
Sulla sicurezza del lavoro c’è bisogno di una rivoluzione copernicana: occorre assumere ispettori e ispettrici del lavoro e rendere efficaci i controlli, prevedere sanzioni certe – ed è amaro dirlo nel giorno in cui uno degli imputati della strage di Brandizzo è nominato ai vertici di FS, mentre il processo per quella strage va a rilento per carenza di organico e strutture del Tribunale di Ivrea, su cui il Governo non ha fatto nulla – rendere più stringente la formazione e, soprattutto, interrompere catene di appalti e subappalti in cui risparmio e velocità costano la vita a troppe, troppe persone.
Alla famiglia e ai colleghi della vittima va tutta la nostra vicinanza e le nostre condoglianze.
La delegazione del Novarese era composta dalle consigliere comunali del capoluogo Maria Luisa Astolfi e Patrizia Bonelli e dalla consigliera di amministrazione di Assa Spa Laura Maroni, oltre ai sindaci di Nibbiola Pierfrancesco Agnesina, di Garbagna Novarese Fabiano Trevisan, di Tornaco Giovanni Caldarelli, mentre per Carpignano Sesia c’era il consigliere comunale Maurizio Domenico Galdini e per Borgomanero i colleghi Luca Porcu e Lorena Poletti. La provincia di Alessandria era rappresentata dai sindaci di Tortona Federico Chiodi, di Paderna Filippo Cordani, di Spigno Monferrato Walter Astengo, di Fubine Monferrato Lino Pettazzi, di Pareto Walter Borreani, di Stazzano Pierpaolo Bagnasco, di Rivarone Elisabetta Tinello, di Altavilla Monferrato Massimo Arrobbio, mentre per Borghetto di Borbera era presente con il consigliere comunale Enrico Bussalino e per Casale Monferrato il sindaco Emanuele Capra, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Battista Filiberti e gli assessori Cecilia Strozzi e Gigliola Fracchia. Infine, per il Vercellese erano presenti i primi cittadini di Caresana Claudio Tambornino e di Formigliana Davide Brunetti.
DA PALAZZO LASCARIS
Riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Agricoltura, con la presidenza di Sergio Bartoli, per proseguire l’esame del disegno di legge 136, presentato nella scorsa seduta dall’assessore Matteo Marnati, sulla “Disciplina per l’individuazione di aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”.
Al centro del dibattito la questione dell’agri-voltaico, ovvero l’integrazione tra posizionamento di pannelli fotovoltaici e attività agricola.
Nominati i relatori: Silvia Raiteri (FdI) e Sergio Bartoli (Lista Cirio) per la maggioranza, Alice Ravinale (Avs), Fabio Isnardi (Pd), e Alberto Unia (M5s) per la minoranza. Finora sono stati presentati 54 emendamenti, ma altri sono stati annunciati.
Il consigliere Isnardi ha ritirato la sua proposta di legge n. 55 “Prime disposizioni applicative del D.M. 21 giugno 2024 in merito all’installazione di impianti a fonti rinnovabili sulle aree agricole di elevato interesse agronomico”. Lo stesso consigliere e la consigliera Giulia Marro (Avs) sono intervenuti nella discussione generale chiedendo di introdurre limiti e controlli più severi, focalizzando l’attenzione sul posizionamento dei sistemi di accumulo energetico (BES) e sulla corretta selezione delle colture da integrare sotto i pannelli fotovoltaici. La discussione ha toccato anche il tema dell’installazione di impianti su strutture commerciali, come tetti e parcheggi, e la tutela del panorama dei paesaggi Unesco.
L’assessore Marnati, dopo aver fornito alcune risposte tecniche, ha assicurato l’esame accurato degli emendamenti che verranno presentati in seguito.
Le madri costituenti di 80 anni fa
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La Città metropolitana intitola oggi la Sala più alta del grattacielo alle Madri costituenti. E’ una gran bella notizia quella che giunge da Carla Gatti dirigente della Comunicazione della Città metropolitana di Torino, sempre così attenta agli eventi più importanti fin da quando la Città metropolitana era la Provincia di Torino ,così carica di storia e di amministratori esemplari fin a partire dal Risorgimento. Il 25 giugno, data che nel 1946 segnò l’inizio dei lavori della Costituente , la Città metropolitana intitola la sua sala del quindicesimo piano di corso Inghilterra 7 alle Madri Costituenti, le ventuno elette su 556 componenti che contribuirono a scrivere il testo della Costituzione repubblicana. Se consideriamo che il 2 giugno 1946 si votò con il suffragio elettorale maschile e femminile e le donne elettrici furono parecchi milioni ,le elette furono invece un numero decisamente limitato. In Piemonte nei due collegi in cui era divisa la regione, non ci furono elette e ciò costituì motivo di polemiche del tutto motivate anche se per molto tempo riassorbite dalla disciplina di partito. Anche nei due partiti di massa che ebbero maggiori consensi, le donne non ebbero i suffragi che sarebbero stati una logica conseguenza all’ affermazione di un diritto così importante per dare completezza alla partecipazione democratica e alla reale parità tra uomini e donne. Ma ci furono elette piemontesi fuori dal Piemonte come le comuniste Rita Montagnana, Teresa Noce, Angiola Minella. Tra le più importanti costituenti ci furono Nilde Jotti e Angelina Merlin. Alla manifestazione di intitolazione hanno parlato solo donne importanti che sono ai vertici della Città metropolitana. Un segnale forte che dimostra come le cose siano cambiate e che le battaglie delle Madri costituenti hanno creato tante figlie e nipoti capaci di incidere politicamente, come affermato nella Costituzione che non fu solo opera dei grandi leaders di 80 anni fa che ebbero la preveggenza di scrivere un testo capace di guardare al futuro del Paese più che a polemizzare con il suo passato, come rivelano l’articolo 7 e tanti altri articoli. Questo è il pregio maggiore della Costituzione , come disse Piero Calamandrei che contribuì a scrivere molti testi , pur non essendo totalmente soddisfatto del lavoro compiuto, lui sommo giurista. Per ragioni di par condicio, direbbe uno degli eletti di 80 anni fa ,Oscar Luigi Scalfaro , va anche ricordato il presidente dell’assemblea costituente Giuseppe Saragat che tenne un magistrale discorso sul quale gli studenti della Maturità hanno avuto l’opportunità di scrivere, senza che il pensiero del presidente di allora attirasse in modo significativo l’attenzione dei giovani d’oggi purtroppo assai poco ferrati nella storia in generale e nella storia civile in particolare. D’ora in poi l’intitolazione della Città metropolitana costringerà a riflettere sull’impegno di quelle 21 donne che sono alle origini della democrazia repubblicana e che hanno dovuto lottare per lasciare un segno significativo nella storia italiana. L’elettorato attivo e passivo del 1946 stentarono a coincidere e forse neppure oggi sono pienamente realizzati.<< Finalmente la notizia tanto attesa è arrivata: Dina Alberizia e Nico Centrone sono finalmente liberi dopo un mese di detenzione ingiusta.
La solidarietà non è reato, gli aiuti umanitari non sono un crimine: lo abbiamo ripetuto nei numerosi presidi a cui in questo mese abbiamo partecipato e ribadito anche nell’ordine del giorno che abbiamo presentato in Comune e Regione per chiedere la loro liberazione.
Oggi siamo felici, ma questo non ci farà abbassare la guardia: continueremo a denunciare le violazioni del diritto internazionale, gli atti illegittimi di Israele così come il genocidio palestinese. E lo faremo anche grazie alle azioni di persone come Dina e Nico>> lo dichiarano il vicecapogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi, la capogruppo in Consiglio Regionale Alice Ravinale e la capogruppo in Consiglio Comunale Sara Diena
“Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”
IL LIBRO DI GIORGIO MERLO
Giovedì 25 giugno, ore 17, sala Koch, Palazzo Madama, presentazione libro di Giorgio Merlo: “Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini”.
Partecipano: Fausto Bertinotti, Dario Franceschini, Daniela Fumarola, Agostino Giovagnoli.
Modera: Luciano Ghelfi.
Messaggi forti del Cardinale per San Giovanni
Da anni le “prediche” di S. GIovanni, sono diventate sempre più sferzanti , prima con l’Arcivescovo NOSIGLIA che denunciava la esistenza di due Torino, quella che sta bene che non si accorge della metà che sta male, ora col Cardinal REPOLE che l’anno scorso denunciava la fuga dei capitali torinesi dalla Città per essere investiti all’estero alle fortissime denunce di oggi di uno dei più giovani Cardinali. Un Cardinale che chiama per nome i suoi interlocutori. Ciao Mino mi ha detto mentre entrava benedicendo con l’acqua santa. Ha aperto la S. Messa di oggi spiegando come la distribuzione del pane serva a creare la Comunità, che cerca di stare vicini alle persone più in difficoltà e fragili. Non bastano le leggi c’è bisogno anche della Carità per creare una Comunità vera, in cui i più fragili non si sentano emarginati.
Ma il piatto forte è nella omelia, dedicata ai giovani che vanno sempre più integrati nella catena di comando della società odierna e che vanno compresi di più. Sconfessato ogni gesto di violenza, il Cardinale ha chiesto di essere più attenti ai giovani dei Movimenti per la pace. Lo sconcerto è stato forte perché tutti abbiamo negli occhi come le manifestazioni pro Pal terminassero tutte con l’assalto a stazioni ferroviarie o a La Stampa e così le manifestazioni organizzate da Askatasuna, molto partecipate, ma sfociate tutte con scontri violenti con la polizia. Senza dimenticare che le lotte dei NOTAV cui i ragazzi di Askatasuna, dai quali personalmente abbiamo ricevuto minacce pesanti, ha offerto grande collaborazione oltre a non rispettare le deliberazioni del Parlamento, hanno rallentato economia e lavoro.
Assente il Sindaco forse per evitare contestazioni da parte dei torinesi colpiti dai tantissimi blackout di questi giorni, la Vice sindaca non ha dato risposte che passeranno alla Storia. Quest’anno i veri fuochi di artificio la politica torinese li ha trovati nei messaggi del suo Cardinale. Noi come UDC li ascolteremo con attenzione e li discuteremo con passione e senza soggezione per il bene comune e per il rilancio di una Città che in questi anni ha messo la sordina purtroppo a messaggi che meritavamo molto ma molta più attenzione.
Mino GIACHINO
UDC Torino
Di Gianluigi De Marchi *
Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato.
Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino.
Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente…
Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso che era meglio attivarsi con un mediatore, esponendogli le proprie esigenze.
“Vorrei un bell’appartamento in zona Crocetta, vicino ad un’area verde, comodo per i mezzi pubblici, se possibile con vista sulle Alpi, per investire; quindi preferirei che l’alloggio fosse già locato, per evitare la fatica di cercarmi un affittuario”.
Al mediatore non è parso vero: proprio da poche settimane aveva ricevuto l’incarico di vendere un appartamento prestigioso proprio alla Crocetta, ultimo piano con terrazza ampia, vista stupenda sulla Sacra di San Michele, lo Chaberton ed il Monte Rosa.
Lo ha immediatamente portato in visita: immobile molto elegante, ristrutturato da pochissimi mesi, rifiniture di lusso.
“E quanto costa?” ha chiesto il mio amico.
“Due milioni di euro” ha detto il mediatore.
Non certo poco, ma alla portata del mio amico, che ha chiesto: “E l’affitto a quanto ammonta?” Le spese condominiali sono alte?”
E così ha scoperto che l’affitto annuo era di 18.000 euro, con spese condominiali di 21.000 euro…
Naturalmente ha lasciato cadere ogni altra domanda, e per il momento ha rinunciato ad “arrotondare” le sue proprietà immobiliari.
Sembra strano, ma questa storia è, con altre cifre ma con le stesse proporzioni, realmente avvenuta sul mercato borsistico di New York pochi giorni fa: centinaia di migliaia di investitori hanno fatto la fila per sottoscrivere l’ultima nata in casa di Elon Musk, la società Space X, che ha per obiettivo quello di portare viaggiatori sulla Luna, su Marte ed anche oltre, come ha detto trionfante il finanziere americano.
Leggete bene le cifre: chi ha sottoscritto le azioni ha pagato la società duemilamiliardi di dollari (2.000.000.000.000 per capirci) per acquisire un’azienda che produce 18 miliardi di fatturato ed affronta costi per 21 miliardi di dollari!
Le stesse cifre (con qualche zero in più…) raccontate nella storia del mio amico; con una differenza.
Basta fare una semplice moltiplicazione per capire l’assurdità della situazione: chi investe lo fa per trarne un reddito o per accrescere il valore del capitale. Nel primo caso l’utile dovrebbe essere pari ad almeno 100 miliardi di dollari (un modesto 5% annuo…), nel secondo il prezzo dell’azione dovrebbe crescere dai 135 dollari in sede di offerta pubblica ad almeno 270 in un triennio.
Una “moltiplicazione dei pani e dei pesci” che solo il dio Elon è capace di promettere senza vergognarsi!
- Giornalista e scrittore
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