La seduta del Consiglio regionale si è aperta con le comunicazioni del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, circa il recente riassetto di Giunta, segnato dalle dimissioni dell’assessore Elena Chiorino e da una conseguente catena di avvicendamenti istituzionali.
Nicco ha ricordato che, con decreto del 30 marzo 2026, il presidente della Regione Alberto Cirio ha preso atto delle dimissioni di Elena Chiorino, assumendone ad interim le deleghe. La consigliera, eletta nella lista regionale insieme a Maurizio Marrone, appartenente al medesimo gruppo di Fratelli d’Italia, era stata sospesa dalla carica al momento della nomina ad assessore, come previsto dalla normativa vigente. Per entrambi, il Consiglio regionale aveva provveduto alla nomina di consiglieri supplenti, individuati in Daniela Cameroni e Claudio Sacchetto, prima e secondo dei non eletti della lista regionale appartenenti al gruppo di Fratelli d’Italia.
L’uscita di Chiorino dalla Giunta ha determinato il rientro automatico in Consiglio a partire dal 31 marzo, con la conseguente cessazione della supplenza di Sacchetto, “secondo dei non eletti” della lista regionale appartenente al gruppo di Fratelli d’Italia. Cessazione da consigliera, poi, per Cameroni, la cui nomina ad assessore, formalizzata l’11 aprile, ha posto fine al suo ruolo di consigliera supplente del collega Maurizio Marrone.
IL CONFRONTO POLITICO IN AULA
Le comunicazioni hanno però acceso un confronto politico. Dai banchi dell’opposizione è stata obiettata l’assenza in Aula del presidente Cirio. “Ha fatto una conferenza stampa ma non è mai venuto in Consiglio a riferire di questo rimpasto che deriva da un grave scandalo”, ha detto Vittoria Nallo (Sue).
Alice Ravinale (Avs) ha aggiunto: “Mi sono stufata di sentire Cirio parlare del nonno partigiano e poi dare pesantissime deleghe a Marrone, che è l’anima più nera della Giunta”.
Dubbi anche sul nuovo assetto delle deleghe sono arrivati dal Movimento 5 Stelle. “Perché a Cameroni è stato dato un assessorato depotenziato? Non la ritenete in grado di sostituire Chiorino? Un chiarimento in Consiglio è necessario”, ha dichiarato Sarah Disabato.
Dal Partito Democratico è arrivata una critica generale. “Nemmeno alla bocciofila credo si possa accettare una cosa di questo tipo”, ha affermato Domenico Rossi, sottolineando come il rimpasto derivi da “eventi molto gravi mai discussi in Aula”.
Sulla stessa linea Nadia Conticelli: “Non è mai capitato che con un cambio di Giunta nessuno si presenti in Consiglio. Non si possono umiliare così i piemontesi e la loro principale istituzione”.
Critiche tecniche sono giunte da Emanuela Verzella, che ha evidenziato come lo “spacchettamento delle deleghe” rompa l’unità tra lavoro, formazione e istruzione, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni.
Gianna Pentenero ha denunciato “la gravità dell’intero percorso” e il silenzio della maggioranza: “Non vedo imbarazzo. E resta il tema di come le donne sono state considerate in questa Giunta”.
Il presidente della Giunta per le elezioni Alberto Avetta ha infine ricordato che, ai sensi dell’art. 36 dello Statuto, la Giunta riferisce al Consiglio sulle operazioni elettorali. A seguito della nomina ad assessore di Cameroni, già consigliera supplente di Marrone, la stessa è cessata dalla carica senza necessità di sostituzione. Si rende quindi necessario individuare un nuovo supplente: in base alla graduatoria, la Giunta ha proposto all’unanimità di affidare la supplenza a Claudio Sacchetto, secondo dei non eletti della lista regionale “Per il Piemonte” appartenente allo stesso gruppo del consigliere sospeso.
Ufficio Stampa CRP






