POLITICA

Il Centro conta se detta l’agenda politica

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Le elezioni politiche si avvicinano e all’orizzonte si staglia la costruzione di nuovi soggetti politici
in grado di condizionare nuovi ed eventuali equilibri. E, tra questi, immancabilmente riemerge la
necessità di rafforzare i luoghi politici centristi. Ovvero, nuovi partiti e movimenti centristi. O
all’interno delle attuali coalizioni maggioritarie o per conto proprio.

Ora, se vogliamo dirci la verità senza la solita ipocrisia e falsità, non possiamo non fare una
semplice osservazione. E cioè, il Centro – democratico, riformista e di governo – esiste se riesce
anche e soprattutto a dettare l’agenda politica. Lo diceva molti anni fa Carlo Donat-Cattin
parlando del dibattito all’interno della Democrazia Cristiana – tutt’altro mondo, come ovvio e
persino scontato – quando, riferendosi alla sua corrente, la sinistra sociale di Forze Nuove, diceva
semplicemente che nel suo partito, la Dc e quindi nell’intera politica italiana, contavi se riuscivi a
condizionare l’evoluzione della politica generale. E Donat-Cattin, tra l’altro, ci riusciva benissimo
anche solo con una corrente che si attestava attorno all’8% dei consensi all’interno del
corpaccione democristiano.

Ed è proprio all’interno di questa cornice che si inserisce, oggi, il ruolo e la funzione di un
potenziale e credibile Centro. Ora, è noto a tutti, ma proprio a tutti, che nell’attuale coalizione di
sinistra e progressista le forze centriste e riformiste sono del tutto marginali, ininfluenti, irrilevanti
ed inconsistenti. Per ragioni oggettive ed obiettive e non per mere argomentazioni polemiche. E
questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare. E cioè, il cosiddetto “campo largo” è
oggi saldamente guidato, egemonizzato, diretto e governato da quattro sinistre: quella radicale e
massimalista del Pd della Schlein, quella populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, quella
estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e quella classista e pan sindacale della
Cgil di Landini. Oltre, come la vicenda referendaria ha ampiamente confermato, all’ANM, a molti
movimenti della società civile, ai vari conduttori di alcuni talk televisivi e agli opinionisti che
vergano i commenti sula stampa amica e compiacente. Per il resto, per dirla con una felice
espressione di Goffredo Bettini, c’è posto solo sotto una “tenda”. Detta con parole più semplici, al
Centro è riservato solo un gentile “diritto di tribuna”.

Sul versante del centro destra, è sotto gli occhi di tutti che esiste un partito dichiaratamente
centrista, riformista e liberale, cioè Forza Italia. Ma è altrettanto evidente che la leadership politica,
carismatica e di governo di Giorgia Meloni è talmente forte ed incisiva che oscura qualsiasi altro
contributo. Certo, l’alleanza è di centro destra. Ma è evidente che anche da queste parti il Centro
– seppur non in misura così clamorosa come nella coalizione di sinistra e progressista – stenta a
condizionare e ad incidere credibilmente nella costruzione del progetto politico complessivo.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, l’unico spazio che ad oggi può garantire un
protagonismo politico, culturale e programmatico del Centro resta quello di costruire un luogo
politico e progettuale autonomo e distinto dai due schieramenti maggioritari. Un luogo che dovrà
essere autenticamente plurale, seccamente riformista e capace di dispiegare una vera cultura di
governo alternativa al massimalismo radicale, estremista e populista della sinistra e, al contempo,
distino e distante dalla destra sovranista e populista. Il tutto, per rifarsi ancora alla battuta iniziale
di Donat-Cattin, per cercare di riuscire a dettare l’agenda politica senza confusione, opportunismi
e trasformismi vari.

Magna Carta al Circolo della Stampa sulla Riforma della Giustizia

Tornano le iniziative di Magna Carta, l’ Associazione dal carattere culturale e apartitico che si ispira ai valori liberali e del cristianesimo, federata alla prestigiosa Fondazione Magna Carta, con sede nella Capitale, presieduta dal Prof. Gaetano Quagliariello.

Il sodalizio torinese ha recentemente rinnovato il Consiglio direttivo che continua ad essere presieduto dal commercialista Stefano Rigon e dal Prof. Stefano Cerrato, Vicepresidente.

Le attività riprendono con un incontro sulla Riforma della Giustizia in programma Lunedì 16 Marzo, alle ore 18,00, presso il Circolo della Stampa di Corso Stati Uniti, 27, a Torino, è in programma il primo degli incontri di Magna Carta, incentrato sul tema della Riforma della Giustizia e che prevede un confronto paritetico tra due esponenti della Magistratura: il Dott. Antonio Rinaudo, già Pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Torino, e il Dott. Francesco Saluzzo, già Procuratore generale della Corte d’appello di Torino, oltre a due esponenti della politica, entrambi Avvocati: l’Onorevole Enrico Costa e la Senatrice Anna Rossomando.

Il dibattito sarà moderato dal Prof. Paolo Ferrua, emerito di Diritto processuale penale all’Università di Torino.

“L’obiettivo – dichiara Stefano Rigon – è quello di realizzare un dibattito super partes, equilibrato e di alto livello tecnico, anche per fornire un orientamento alle persone che ancora non hanno avuto la possibilità di approfondire il quesito referendario e, a giudicare dalle adesioni che stiamo ricevendo, sembrano ancora essere numerose”.

Magna Carta ha già in cantiere una nuova iniziativa: un convegno sull’Energia che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro Gilberto Pichetto Fratin che, considerati i recenti eventi bellici in Medio oriente, appare di grande attualità.

Mara Martellotta

Turismo, Ruffino (Az): “Chiarire perplessità su esame guide turistiche”

“L’eccessivo tasso di bocciatura alla prima prova scritta del primo esame nazionale per l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica, ha destato molte perplessità e deluso migliaia di partecipanti: su 29.228 domande presentate, 12.191 candidati si sono presentati e soltanto 230 persone sono risultate idonee, pari allo 0,7% del totale degli iscritti e all’1,8% dei partecipanti effettivi. Il programma ufficiale delle prove è stato giudicato da molti operatori e professionisti eccessivamente nozionistico, dispersivo e poco aderente alle reali competenze richieste a una guida turistica, privilegiando una conoscenza enciclopedica e mnemonica dell’intero patrimonio nazionale, comprensiva anche di siti marginali o scarsamente fruibili dal punto di vista turistico.
Per questo motivo ho presentato un’interrogazione alla ministra del Turismo, chiedendo se intenda disporre verifiche e valutazioni critiche sull’impianto complessivo dell’esame nazionale per guide turistiche e sui criteri valutativi adottati. Non solo, alla ministra Santanché chiediamo anche se intenda pubblicare integralmente, e in via ufficiale, dati aggregati relativi alla procedura e informazioni sui criteri di correzione e attribuzione dei punteggi, ai fini di trasparenza e imparzialità. Inoltre, se in vista del prossimo bando, siano allo studio meccanismi correttivi delle prove e dei relativi parametri per garantire meglio proporzionalità, trasparenza e coerenza tra accertamento delle competenze professionali necessarie e struttura della procedura abilitante. Infine, riteniamo opportuno sapere se la ministra voglia istituire un tavolo tecnico con dei candidati per valutare tempestivamente eventuali correttivi metodologici e organizzativi, chiedendo anche chiarimenti sulle donne in stato di gravidanza o di allattamento, rimaste escluse dalla procedura abilitante nonostante il rispetto di tutti i requisiti e delle modalità”.
Lo dichiara la deputata di Azione Daniela Ruffino, annunciando un’interrogazione alla ministra del Turismo Santanchè.

Migliorando, incontro sul referendum

L’incontro pubblico organizzato dall’associazione Migliorando al Teatro Juvarra di Torino ha registrato il tutto esaurito, con circa 200 persone presenti in sala.
Al centro della serata il confronto sul referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, con l’obiettivo di illustrare ai cittadini le ragioni del sì e del no. Protagonisti del dibattito l’onorevole Mauro Laus, esponente del Partito Democratico, e l’avvocato Luca Cassiani, anch’egli iscritto al PD.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto particolare, poiché ha visto dialogare due posizioni diverse all’interno dello stesso partito. A introdurre e moderare la serata è stata Laura Pompeo, presidente dell’associazione Migliorando e consigliera regionale, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di informazione e dibattito pubblico su temi istituzionali rilevanti.
Il teatro gremito ha confermato l’interesse dei cittadini torinesi per il tema della riforma della giustizia e per il confronto diretto tra esponenti politici e professionisti del settore.

Enzo Grassano

Vittoria Nallo (Iv): “No al ‘voucher-Balilla’ della Regione”

“Garantire il diritto allo sport e liste d’attesa ragionevoli”

Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva in Regione, oggi in Commissione ha votato contro la proposta di legge regionale sull’orientamento sportivo presentata da FdI.

Secondo Nallo “È un testo che manca di basi scientifiche e chiude gli occhi davanti ai problemi reali che le famiglie affrontano per far fare sport ai propri figli. Spinge verso la competizione e la specializzazione precoce, mentre in età pre-adolescenziale lo sport deve basarsi sul gioco e sulla possibilità di provare attività diverse. Lo sport è essenziale per la crescita, ma la Regione non deve voler fabbricare campioni a scapito della salute fisica e mentale dei ragazzi”.
E aggiunge: “Dovremmo prendere esempio dal modello norvegese, dove i grandi successi sportivi nascono proprio da un approccio ludico e multidisciplinare fin da piccoli. La proposta inoltre ignora il dramma dei tempi di attesa per le visite medico sportive con tempi che in alcune Asl arrivano fino a quattro mesi. Questa disorganizzazione costringe di fatto moltissimi cittadini a doversi pagare la visita nel privato”
“Invece di introdurre l’ennesimo voucher per pochi con lo scopo di creare piccoli Balilla la maggioranza si occupi di garantire a tutti il diritto di fare sport in modo sano, sicuro e con infrastrutture moderne e accessibili, garantendo tempi ragionevoli per le visite medico sportive”.

Montagna, Calderoni e Isnardi (Pd): “taglio del 63 per cento ai fondi”

11 marzo 2026 – I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.

Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale.

“Con un taglio simile – dichiara Calderoni – sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondovì su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.

Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale – prosegue Isnardi – la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.

“Chi vive e amministra nei territori montani – concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi – ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.

Verdi Piemonte: prime scatole di medicinali per Cuba

“I medici cubani c’erano quando ne abbiamo avuto bisogno, durante l’emergenza Covid. Non dimentichiamo i loro sacrifici: ora dobbiamo essere noi ad aiutarli”. Così hanno commentato ieri gli esponenti dei Verdi del Piemonte Roberto Tricarico, Erica Bevilacqua e Mauro Trombin consegnando le prime tre scatole di medicinali raccolte tra iscritti e simpatizzanti.

“Dobbiamo rompere l’isolamento che sta strangolando Cuba e far a tornare a respirare l’isola che Trump vorrebbe assoggettare al suo Governo. Per questo una nostra delegazione si unirà al convoglio che partirà da Torino il 17 marzo con destinazione l’Havana” – così concludono gli ambientalisti.