“Garantire il diritto allo sport e liste d’attesa ragionevoli”
Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva in Regione, oggi in Commissione ha votato contro la proposta di legge regionale sull’orientamento sportivo presentata da FdI.
Secondo Nallo “È un testo che manca di basi scientifiche e chiude gli occhi davanti ai problemi reali che le famiglie affrontano per far fare sport ai propri figli. Spinge verso la competizione e la specializzazione precoce, mentre in età pre-adolescenziale lo sport deve basarsi sul gioco e sulla possibilità di provare attività diverse. Lo sport è essenziale per la crescita, ma la Regione non deve voler fabbricare campioni a scapito della salute fisica e mentale dei ragazzi”.
E aggiunge: “Dovremmo prendere esempio dal modello norvegese, dove i grandi successi sportivi nascono proprio da un approccio ludico e multidisciplinare fin da piccoli. La proposta inoltre ignora il dramma dei tempi di attesa per le visite medico sportive con tempi che in alcune Asl arrivano fino a quattro mesi. Questa disorganizzazione costringe di fatto moltissimi cittadini a doversi pagare la visita nel privato”
“Invece di introdurre l’ennesimo voucher per pochi con lo scopo di creare piccoli Balilla la maggioranza si occupi di garantire a tutti il diritto di fare sport in modo sano, sicuro e con infrastrutture moderne e accessibili, garantendo tempi ragionevoli per le visite medico sportive”.
11 marzo 2026 – I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.
Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale.
“Con un taglio simile – dichiara Calderoni – sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondovì su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.
Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale – prosegue Isnardi – la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.
“Chi vive e amministra nei territori montani – concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi – ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.
Verdi Piemonte: prime scatole di medicinali per Cuba
“I medici cubani c’erano quando ne abbiamo avuto bisogno, durante l’emergenza Covid. Non dimentichiamo i loro sacrifici: ora dobbiamo essere noi ad aiutarli”. Così hanno commentato ieri gli esponenti dei Verdi del Piemonte Roberto Tricarico, Erica Bevilacqua e Mauro Trombin consegnando le prime tre scatole di medicinali raccolte tra iscritti e simpatizzanti.

“Dobbiamo rompere l’isolamento che sta strangolando Cuba e far a tornare a respirare l’isola che Trump vorrebbe assoggettare al suo Governo. Per questo una nostra delegazione si unirà al convoglio che partirà da Torino il 17 marzo con destinazione l’Havana” – così concludono gli ambientalisti.
Politica
La presidente della Commissione vuole un’Ue “più assertiva” intanto il petrolio schizza a 100 dollari e il G7 pensa alle riserve strategiche
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Ursula seppellisce il vecchio ordine mondiale: “Non esiste più”
“Le molecole di Carbonio a Torino sono meno tossiche” aveva detto l’assessore all’Ambiente Marnati in un’intervista del Corriere della Sera. E noi avevamo subito formulato un’interrogazione per sapere su quali dati e quali studi scientifici potesse portare a supporto di quella che, per noi, è sembrata subito una tesi campata in aria. Oggi la risposta alla nostra interrogazione è arrivata: come volevasi dimostrare, non c’è nessuna minore tossicità del carbonio a Torino. Lo studio di UniTo pubblicato su Environmental Research che misura due centraline di rilevamento, uno a Torino e l’altra a Cavallermaggiore, di cui si è parlato in questi giorni e posto dall’assessore alla base della sua risposta in aula, registra infatti soltanto la presenza di diverse tipologie di carbonio nel PM10 – in particolare black carbon derivante da combustibili fossili e biomassa, più tossico, e carbonio organico, meno tossico – con impatti diversi a seconda delle stagioni e delle condizioni atmosferiche.
Quello che ci preoccupa, al di là dello strafalcione, è l’impostazione: prima le molecole “meno tossiche”, poi la colpa alla sabbia del Sahara per l’innalzamento dei PM10, sempre con l’obiettivo di mettere in discussione i parametri a cui si fa riferimento per valutare la insalubrità dell’aria. L’unica conseguenza logica sarebbe correggere i valori di concentrazione del PM sulla base della tossicità, ma siccome questa cambia in continuazione a causa del variare delle condizioni meteorologiche, del rapporto tra particolato primario e secondario e della combinazione unica di fonti di emissione presenti in ogni area geografica l’operazione è virtualmente impossibile da gestire. Ed è per questo che l’OMS, nonostante questo tipo di evidenze, continua a raccomandare valori limite quantitativi, peraltro sempre più bassi. Senza parlare del fatto che tutti questi studi riguardano il solo PM10, mentre è almeno dal 2015 che l’OMS ha rilevato che i principali rischi derivano dal PM 2,5, non oggetto di questi studi.
Nel frattempo la pioggia della giornata di oggi, che concederà una tregua dall’inquinamento e dal semaforo rosso, è l’unica vera “misura compensativa” vista finora in grado di limitare le emissioni: quelle previste dal Piano della Qualità dell’aria restano sulla carta e ancora non c’è uno straccio di finanziamento in grado di sostenerne la sperimentazione. E ricordo che se la Regione non trova né applica le fantomatiche misure compensative, dal 1° ottobre 2026 scatterà, dopo due anni di rinvii in extremis, il blocco permanente ai diesel euro5.”
ALICE RAVINALE AVS
Referendum, incontro di FdI a Rivoli
Riceviamo e pubblichiamo
Si è svolto ieri presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia, promosso dal Circolo cittadino di Fratelli d’Italia per approfondire le ragioni del “Sì”
L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di informazione
rivolto ai cittadini, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti dei quesiti referendari e le possibili ricadute sul sistema giudiziario italiano.
Nel corso della serata sono intervenuti il coordinatore cittadino del Circolo Fratelli d’Italia di Rivoli Nicola Carlone, che ha introdotto i temi del referendum e illustrato il significato politico e istituzionale della riforma proposta, e l’avvocato Ennio Galasso, giurista e componente del comitato Sì-Riforma che ha offerto un approfondimento tecnico e giuridico sui quesiti referendari, analizzandone gli aspetti più rilevanti e rispondendo alle domande del pubblico presente.
Il Circolo di Fratelli d’Italia Rivoli desidera ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando interesse e attenzione verso un tema centrale per il funzionamento dello Stato di diritto, così come tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’incontro.
Il referendum rappresenta uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e momenti di informazione pubblica come quello di ieri, consentono di approfondire i contenuti delle proposte e il formarsi di un’opinione consapevole.
Il Circolo continuerà nelle prossime settimane a promuovere occasioni di informazione e confronto sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e favorire una partecipazione ampia e informata al voto.
Nucleare: oltre la paura, un incontro a Torino
Sabato 14/03/2026, a Torino, presso l’Hotel Torino Centro in corso Inghilterra 33, si terrà l’incontro “Nucleare: oltre la paura – Evidenze, emozioni e tecnologie per il futuro dell’Italia”, promosso dal Partito Liberaldemocratico Torino.
«Il convegno nasce dall’esigenza di riportare il dibattito pubblico su un terreno più informato», ha dichiarato Simone Tealdi, organizzatore dell’evento, «il tema del nucleare viene troppo spesso affrontato tramite slogan, timori o contrapposizioni ideologiche. Da psicologo che si occupa di ecoansia so che la paura climatica e la paura del nucleare possono convivere e alimentarsi a vicenda. Noi vogliamo invece creare uno spazio di confronto tra competenze scientifiche, tecniche e psicologiche per aiutare i cittadini a distinguere dati ed emozioni».
Il segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, ha dichiarato: «Il PLD di Torino aveva già promosso, a novembre 2025, un importante evento sull’ecoansia, e continua a focalizzare la sua attenzione sui risvolti sociali delle politiche energetiche. Noi siamo a Torino, la città dell’integrazione e dell’attenzione al sociale, ma anche del fare, dell’operosità. È questo lo spirito con cui vogliamo affrontare le politiche per il futuro: rafforzare l’autonomia energetica, riprogettare l’industria secondo criteri sostenibili. Nell’attuale contesto di crisi, lo sviluppo dei territori dipenderà sempre di più da scelte strategiche che mettano al centro questi fattori»
L’incontro sarà moderato da Francesco Bussola (dottore di ricerca in fisica e divulgatore). Oltre a Tealdi interverranno Giuseppe Gravela (responsabile nazionale Energia e Ambiente PLD), Marco De Pietra (Comitato Nucleare e Ragione), Stefano Monti (presidente AIN), Massimo Sepielli (già dirigente Enea).
Francesco Aglieri Rinella
Segretario Provinciale di Torino
del Partito Liberaldemocratico
Simone Tealdi
Segreteria Provinciale PLD Torino
(Politiche giovanili e salute mentale.
Sostenibilità energetica e ambientale)
“Il telemarketing aggressivo non è più soltanto un fastidio, ma una minaccia concreta per migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone fragili, che, ogni giorno, vengono raggiunti da chiamate ingannevoli, numerazioni falsificate e tecniche sempre più sofisticate come lo spoofing e il vishing con intelligenza artificiale. Ho presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, che auspico venga discusso e votato in tempi rapidi, per impegnare la Giunta a rafforzare gli strumenti di tutela e assistenza ai cittadini piemontesi” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Nonostante l’entrata in vigore del filtro anti‑spoofing dell’AGCOM – che tra il 19 e il 21 novembre 2025 ha bloccato in media 7,46 milioni di chiamate al giorno – le telefonate commerciali non richieste non sono diminuite, ma, adesso, provengono da numerazioni estere. Questo dimostra che la barriera tecnica è utile, ma non basta. Serve una protezione vicina alle persone” sottolinea Laura Pompeo.
“Nell’atto di indirizzo ho evidenziato, inoltre, che i materiali informativi del progetto regionale Digitalmentis 2025, pur importanti, risultano insufficienti per affrontare un fenomeno in rapida evoluzione e credo che la Regione debba aggiornare i materiali, organizzare incontri divulgativi e costruire una rete di supporto reale, non solo digitale. Chiedo all’Assessore competente un impegno a potenziare l’assistenza diretta e l’alfabetizzazione digitale, con particolare attenzione agli over 75 e ai soggetti vulnerabili, a realizzare un volantino specifico sul telemarketing aggressivo, con informazioni chiare su RPO, diritti e modalità di segnalazione, a organizzare incontri pubblici in collaborazione con Corecom e associazioni dei consumatori, a istituire la figura del “Facilitatore Digitale Itinerante”, capace di raggiungere a domicilio chi non può partecipare ai workshop, a creare un fondo regionale per fornire gratuitamente dispositivi e software di filtraggio chiamate alle persone più fragili e, infine, a aggiornare costantemente la piattaforma ConciliaWeb, per renderla adeguata alle nuove forme di telemarketing aggressivo” spiega la Consigliera Pd.
“La tutela dei cittadini – conclude Pompeo – è un dovere costituzionale e un atto di responsabilità politica. La Regione Piemonte ha ricevuto oltre 715 mila euro dal Ministero per iniziative a vantaggio dei consumatori: ora deve investirli con coraggio, continuità e visione. Proteggere e garantire la sicurezza, la dignità e la serenità delle persone non è un dettaglio amministrativo, è una scelta di civiltà”.
