POLITICA

Pipe crack, Montaruli: “Stoppare progetto a Torino”

 

“Stoppare immediatamente il progetto per la distribuzione di pipette che sedicenti residenti di San Salvarlo avrebbero chiesto all’Asl” a dichiararlo è la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli. “Non è così che risolviamo il problema droga ed anzi proprio la distribuzione di questo strumento può solo attirare e creare ulteriori tossicodipendenti – prosegue Montaruli -. Un’idea che non ci trova d’accordo a cui l’Asl non deve dare seguito esattamente così come abbiamo già chiesto per in altre occasioni. In caso contrario siamo pronti ad andare fino in fondo perché questa follia venga smantellata. Per noi è inaccettabile e da torinesi non vogliamo che sul nostro territorio ci siano iniziative che di fatto incentivano l’uso, non aiutano i tossicodipendenti, non incidono sulla prevenzione e avrebbero ripercussioni gravi sul territorio portando solo disagi. L’ideologia delle pipette non ci appartiene e faremo di tutto perché non trovi terreno nella nostra città”.

La nostra bassissima crescita nel confronto mondiale e delle economie avanzate

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Ieri improvvisamente, dopo i numeri pesanti forniti da Banca d’Italia, il Presidente di Confindustria ha detto che il Paese deve aumentare la crescita della sua economia di 2 punti l’anno, la tesi che sostengo nel mio libro PERCRESCEREDIPIU’ presentato oltre un anno fa alla Camera insieme al dott. Gianni Letta. Contemporaneamente anche il segretario  regionale della CISL ha detto più volte che bisogna crescere di più. Chi ha avuto la pazienza di leggere ciò che scrivo dal febbraio 2008 quando per primo dissi che il Piemonte stava crescendo meno della media nazionale Sa che da vent’anni mi batto per il rilancio della crescita economica piemontese. Non mi sono battuto solo con le parole ma concretamente ho guidato la battaglia per trasferire la Autorità dei trasporti  e i suoi 200 dipendenti a Torino. Così come molti si ricordano la battaglia per la TAV e per la grande Manifestazione  SITAV di piazza Castello. Quanto sia voluta la TAV dai torinesi lo si vede confrontando quella grande Piazza Castello con la piazza del Primo Maggio. A chi non guarda troppo le statistiche e fa male perché le statistiche sono la analisi del sangue della nostra economia ricordo che nel 2003 il PIL procapite in Piemonte era 120 sulla media europea di 100. Oggi il PIL procapite del Piemonte è sceso sotto il 100. Quei 20 punti calo li paga tutti la fascia più debole della popolazione piemontese. Per chi percepisce mille  euro al mese se gli tagli 200 euro lo costringi a andare alla Caritas o in Parrocchia ogni mese a cercare aiuto. Certo il 55% della economia regionale è rappresentato dalla economia di Torino e provincia. La novità è che al congresso della UIL il Sindaco Lo Russo ha ammesso per la prima volta il declino solo che poi pensa a una lista Alleanza per Torino come quella del 1993 che col suo primo Piano decennale fece proprio le scelte che hanno portato al declino. Dare per scontato il calo dell’industria e puntare tutto su turismo cultura e loisir come fece Castellani fu un grave errore strategico perché l’industria ha un valore aggiunto nettamente superiore al turismo. Per ritornare a crescere di più occorre fare ciò che non si è fatto fin qui , piano di interventi per la logistica perche’ la logistica rende più competitivo e attrattivo il territorio. Accelerare la TAV perché l’aumento dei traffici che arriverà al porto di Genova con la Nuova Diga andrà attraverso il Terzo Valico verso la Svizzera e l’Europa centrale. Introdurre più IA nel settore industriale per aumentarne la competitività. Il patto bipartisan per la crescita proposto dalla Cisl difficilmente si farà come si è compreso dal confronto tra Marrone Riboldi e la Pentenero occorre che la maggioranza regionale guidata da un Cirio in formissima migliori il suo programma. Noi UDC , gli unici ad aver seguito dall’inizio alla fine la 2 giorni della CISL , siamo disponibili a presentare proposte concrete di rilancio per Torino e per il Piemonte.

Mino GIACHINO

Data center. Ruffino-Pastorella: ok legge Piemonte ma non frenare l’innovazione

È necessario coinvolgere le amministrazioni locali

 

‘I cittadini piemontesi hanno ragione a interrogarsi e preoccuparsi sulla realizzazione di nuovi impianti di elaborazione dati sulle loro comunità. È giusto quindi intervenire mettendo dei paletti ma senza allarmismi e senza pregiudizi: i datacenter sono fondamentali per la digitalizzazione e lo sviluppo del Paese e della stessa Regione Piemonte. Perciò bene regolamentare il settore ma è necessario coinvolgere le amministrazioni locali”. Lo dice l’On. Daniela Ruffino, deputata e segretaria di Azione Piemonte.

 

‘Dopo la Lombardia, anche il Piemonte si doterà di una norma ad hoc sullo sviluppo di datacenter. È positivo mettere dei paletti ma non è possibile che ogni regione si muova in autonomia. C’è una legge bipartisan a mia prima firma approvata alla Camera che, se approvata al Senato, fornirebbe quella cornice normativa che i cittadini auspicano. Che si aspetta ad approvarla? Che ci siano 20 leggi regionali diverse?’ aggiunge l’on Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione.

Torrente Orco, Sergio Bartoli: «Gli agricoltori non possono rincorrere l’acqua»

“Servono soluzioni subito”

Il Consigliere regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (question time) alla Giunta regionale per sapere quali verifiche urgenti la Regione Piemonte abbia effettuato o intenda effettuare in merito alle criticità segnalate dai Consorzi irrigui del Torrente Orco, con particolare riferimento alle cause delle oscillazioni delle portate, agli effetti sull’approvvigionamento irriguo e sul Deflusso Ecologico, e quali iniziative immediate intenda assumere, per esempio attraverso la convocazione di un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, per garantire una gestione coordinata, stabile e prevedibile della risorsa idrica a tutela del comparto agricolo canavesano durante la stagione irrigua in corso.

 

«L’acqua è una necessità inderogabile per la sopravvivenza delle aziende agricole e per la tutela di un comparto che rappresenta una parte fondamentale dell’economia del Canavese – afferma Bartoli –. Quando gli agricoltori non possono contare su portate stabili e prevedibili, diventa impossibile programmare correttamente le irrigazioni, con conseguenze che rischiano di ripercuotersi direttamente sulla produttività delle colture e sulla sostenibilità economica delle imprese».

 

Le segnalazioni raccolte dal Consigliere Bartoli e provenienti dai Consorzi irrigui evidenziano infatti una situazione già emersa nel corso del 2025 e che si starebbe riproponendo anche nella stagione irrigua 2026: forti oscillazioni delle portate durante la giornata rendono estremamente difficoltosa la gestione dei canali e la distribuzione dell’acqua alle aziende agricole, proprio nel periodo di maggiore necessità per le colture, oltre a mettere a rischio i pochi pesci che ancora popolano il torrente.

 

«Il Canavese non può subire passivamente situazioni che mettono a rischio il lavoro degli agricoltori e la valorizzazione delle produzioni locali. La priorità deve essere garantire continuità nell’approvvigionamento idrico. Le aziende agricole stanno affrontando costi crescenti, cambiamenti climatici causano periodi sempre più frequenti di stress idrico. In questo contesto è indispensabile che le istituzioni garantiscano condizioni certe e affidabili e che si prenda ogni misura affinché eventuali operazioni derivanti da impianti che insistono sull’alveo del torrente Orco non interferiscano con i cicli naturali della fauna e dell’agricoltura. Difendere l’acqua destinata all’irrigazione significa difendere il lavoro degli agricoltori, la competitività delle nostre produzioni e il futuro stesso del territorio canavesano; difendere la fauna e l’ambiente significa difendere uno dei grandi patrimoni del Piemonte», conclude Bartoli.

Festa Cisl Piemonte tra crisi e ottimismo

Ho seguito, come si faceva una volta, per oltre 4 ore senza mai muovermi dalla sedia tutti i 23 interventi alla Festa regionale della CISL che si tiene due giorni dopo la analisi di Banca d’Italia che ha certificato come la nostra regione sia all’ultimo posto tra le Regioni del nord. L’area della festa CISL a 300 m da quelli che erano gli uffici dell’Avvocato in corso Marconi.
Mi ha stupito un po l’ottimismo  di Cristina Maccari della segreteria regionale che parla di situazioni di grave crisi ma anche di grandi opportunità. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte . Così da 26 anni il Piemonte non va bene  E’ il refrain in voga da tempo  usato dal Sistema Torino per non assumersi le responsabilità e così dopo 25 anni siamo tra le Città col lavoro più povero etc.etc.
Nel 1970 quand’ero delegato Enel l’atteggiamento era più critico , ma allora il Piemonte era la seconda economia italiana,  c’erano  pochissimi NEET e meno lavoro povero , e ricordo la vertenza del sindacato contro la Regione guidata da Calleri. Ottimismo un po ‘ esagerato nell’ultima tavola rotonda , nessuna critica ai ritardi nella costruzione della TAV e nella logistica . Ritardi che costano al mondo del lavoro. Molto interessante l’intervento di Leonardis gran capo  del nuovo gruppo che ha acquisito la Stampa. Così come Interessante l’intervista sulla importanza della IA a cui di Carmine Festa del Corriere. Spumeggiante il dibattito sul lavoro giovanile guidato dal Direttore di Torino Cronaca.
Oggi si parla del futuro della Sanità e del Piemonte. Vediamo cosa ne esce?

Mino GIACHINO
UDC Torino

Magliano (Lista Cirio): «Regione Piemonte sostiene la libertà di educazione»

Aumenta la soglia ISEE per il Voucher di iscrizione e frequenza per le scuole paritarie. 

«Aumenta da 26mila a 30mila euro la soglia ISEE per poter richiedere il Voucher per l’iscrizione e la frequenza alle scuole paritarie: una scelta della Giunta Regionale, da me proposta convintamente, votata oggi dal Consiglio regionale, che tutela la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi. Le scuole paritarie sono infatti parte integrante del sistema scolastico pubblico, con pari dignità rispetto alla scuola statale: è quanto dice la Legge Berlinguer (Legge 10/2000), sancendo un principio a cui oggi il Consiglio ha dato ulteriore applicazione, venendo incontro alle esigenze di tante famiglie non certamente ricche o benestanti, ma anche di quel ceto medio da sempre escluso da altre forme di sostegno. Sostenere la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi è un tratto distintivo di questa Regione e oggi lo ribadiamo con un atto significativo: lavoreremo insieme all’Assessore Cameroni per dare attuazione all’Ordine del Giorno, approvato nei mesi scorsi dall’Aula, per il reperimento delle risorse necessarie all’esaurimento della futura graduatoria, anche in questa forma più ampia. Ringrazio l’Assessore Cameroni per la sensibilità dimostrata nei confronti della mia istanza a tutela della libertà di educazione e, come sempre, tutta la Giunta e i colleghi consiglieri per la disponibilità. Un ringraziamento particolare va al “Comitato Scuola Libera”, composto da tutte le realtà associative del mondo delle scuole paritarie», così in una nota Silvio Magliano, Capogruppo in Consiglio regionale della Lista Civica Cirio Presidente PML.

Per un’Italia che torni a crescere: studiamo di più Cavour e De Gasperi 

Ho appena lanciato la petizione su change.org alla MELONI e a VALDITARA “Per un’Italia che torni a crescere: studiamo di più Cavour e De Gasperi” e vorrei sapere se puoi darmi una mano aggiungendo la tua firma.grazie. Da anni il Paese cresce dello zero virgola.

I Governi Cavour e De Gasperi oltre alla grande Vision adottarono provvedimenti che rilanciarono economia e lavoro. In molte università estere si studiano i provvedimenti che portarono al Boom economico. La Scuola italiana insegna molto poco le scelte di Cavour e di De Gasperi. Di qui nasce la mia Petizione alla MELONI e a Valditara .

Il mio obiettivo è raggiungere migliaia di firme a ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:

Mino Giachino

Tpl, Avetta (Pd): “Ritardi governo pagati dalle aziende”

Il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) ha presentato un Question time: “Il ritardo ha messo in difficoltà le nostre aziende: ora va garantito il rispetto dei tempi di erogazione delle risorse.”

 

«Il ritardo, del tutto ingiustificato, nel trasferimento dal ministero dei 248 milioni del Fondo Nazionale Trasporti ha messo in grave difficoltà le imprese piemontesi, costrette a fare ricorso massiccio al credito bancario o ad anticipazioni straordinarie per garantire la continuità delle corse, il pagamento dei fornitori e gli stipendi del personale. Ora che la Corte dei Conti ha registrato e sbloccato il decreto di riparto, auspichiamo che davvero il problema vada a risolversi nel giro di pochi giorni, come affermato dalla Giunta regionale, in risposta al mio Question time. Ma, soprattutto, speriamo che non si verifichino più ritardi di questo tipo, a cominciare dall’erogazione ad ottobre della restante quota di anticipazione e, quindi, del saldo finale. Le aziende di trasporto piemontesi danno lavoro ad oltre 7000 persone e la loro gestione non può essere messa a rischio da incomprensibili ritardi ministeriali, costringendo la Regione Piemonte a ricorrere ad anticipazioni di cassa. È indispensabile, per il futuro, garantire il rispetto della tempistica delle erogazioni di risorse dal MIT alla Regione, da questa all’Agenzia della Mobilità e, quindi, alle aziende. Noi controlleremo affinché i pagamenti avvengano nel giro di “pochi giorni”, così come promesso».

 

Alberto AVETTA

Consigliere regionale PD, Portavoce PD in Commissione Trasporti

L’Ottimismo di questi anni non ha aiutato. Il Piemonte per risalire deve fare di più

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Giachino: “A partire dalle grandi opere come la TAV e la Metro e deve incentivare i capitali privati presenti in Regione a investire di più sul nostro territorio

Caro Direttore,

Ieri al Campus Einaudi alla importante presentazione dell’annuale Report di Banca d’Italia sulla economia piemontese mancavano tanti che in questi anni di bassa crescita della economia torinese e piemontese , hanno sparso con interviste e commenti valanghe di ottimismo sulle tante potenzialità del nostro territorio. Anche nel 2025 come è capitato tante volte dal 2001 in poi la economia piemontese è cresciuta poco sotto la media nazionale, questo il primo dato fornito dalla mitica Cristina Fabrizi di Banca d’Italia . La nostra economia ha tenuto e tiene solo per il buon andamento dell’industria , pur indebolita dalla crisi del settore auto. Il turismo è cresciuto ma nella nostra regione non potrà mai raggiungere la quota di regioni più volte . Ricordo che anche Roma non vive solo di turismo. Tutte le cose nuove  fatte non sono riuscite a pareggiare ciò che stiamo perdendo nel settore auto. Chi ha sostenuto la delibera europea che ha penalizzato l’auto europea , tra cui il Sindaco e la Signora Schlein, spero si faccia un esame di coscienza. Il governo giallorosso oltre ad ver tenuto ferma la TAV  e  che non mise il golden power quando John ha venduto la azienda ai francesi , non può essere ricordato positivamente dai piemontesi. La economia piemontese paga caro anche  il ritardo nei lavori della TAV dalla parte italiana.

I continui slittamenti dell’inizio dei lavori li pagano soprattutto i lavoratori e il commercio della Bassa Valle e del Piemonte che già non godono di grande salute. Se la TAV è l’opera strategica più importante per lo sviluppo del Piemonte gli anni di ritardo sono gravi molto gravi. Sommeiller, Grandis e Grattoni non andavano a tenere conferenze ma finirono i lavori del vecchio Traforo prima del tempo.  A Genova tra due anni sarà in funzione la nuova Diga che porterà più traffici ma questi troveranno pronta solo la linea verso il Nord Europa (Terzo Valico) .Così noi perderemo in parte le nostre potenzialità logistiche a favore dell’area milanese. In questa situazione essere scesi in piazza nel 2018 per salvare la TAV, l’opera più importante per il nostro futuro,  si rivela sempre di più un gran cosa. Ringrazio Ganelli che lo ha capito e detto. La bassa crescita purtroppo ha conseguenze sul PIL procapite che è sceso di una ventina  di punti in questi anni ovviamente a carico delle fasce più deboli. La crescita forte della cassa integrazione ha decurtato gli stipendi dei lavoratori del 30-40% mettendo in forte crisi i bilanci famigliari . Non  caso come ci ha ripetutamente detto l’ex Direttore della Caritas sono aumentate le richieste di aiuto d parte delle famiglie italiane.in questo primo quarto di secolo il benessere di molte famiglie è peggiorato senza che gli ottimisti se ne preoccupassero più di tanto . La Bassa crescita ha aumentato notevolmente le diseguaglianze e la distanza tra le zone ricche della Città e quelle della periferia e’ ancora cresciuta. Ecco perché bisogna cambiare la guida della Città se si vuole sperare nella inversione di tendenza dal Declino attuale alla ripresa e al Rilancio. In una Città che esce dal Declino sarà più credibile la richiesta a chi detiene i 900-1000 miliardi di capitali privati di investirli su Torino e sul suo futuro. Infrastrutture e logistica per rendere più competitivo il territorio, la Intelkigenza artificiale per rende più competitiva il nostro settore produttivo.

Mino Giachino

UDC Torino