Riceviamo e pubblichiamo
“LA DELIBERA SULLA MODIFICA DELL’ART. 45 DEL REGOLAMENTO DEL VERDE
NON È QUELLA DI INIZIATIVA POPOLARE PROPOSTA DA 2500 CITTADINI, È IL SUO ROVESCIO”
“PD, Sinistra Ecologista e Torino Domani si schierano con i tecnici comunali contro i cittadini,
sacrificando democrazia, ecologia e buon senso”
I consiglieri di maggioranza del Comune di Torino sembrano guardare ai cittadini con lo stesso fastidio con
cui i cortigiani di Versailles consideravano il popolo suddito. Nella seduta consiliare del 06/07/2026 PD,
Sinistra Ecologista e Torino Domani hanno “diversamente bocciato” la delibera di iniziativa popolare per
salvaguardare gli alberi sani modificando l’art. 45 del Regolamento del Verde. L’hanno cioè approvata dopo
averla riscritta da cima a fondo, compresa la premessa. Non si sono accontentati di riportare il testo
dell’articolo, mediante i loro emendamenti, a una versione affine e anche peggiore di quella di partenza, ma
si sono pure permessi di intervenire sulle considerazioni preliminari che motivavano la proposta.
A questo revisionismo di stampo orwelliano hanno cooperato diversi soggetti. Gli emendamenti portano la
firma della consigliera Anna Maria Borasi (PD), che sino all’ultimo ha sostenuto assurdamente che la
maggioranza consiliare condivide la sensibilità dei firmatari, mentre allo stesso tempo rivendicava la scelta
politica di non vietare nettamente la rottamazione delle alberate torinesi, anche se comprendenti esemplari
non a rischio crollo. Sotto l’etichetta di manutenzione straordinaria si potranno ancora tirar giù viali, interi o
a tratte, come avvenuto in corso Chieti e corso Umbria.
È chiaro però che Borasi ha scritto gli emendamenti salienti sotto dettatura dell’assessore Tresso e dei
funzionari del Verde Pubblico, che vogliono difendere a ogni costo la loro libertà d’azionamento delle
motoseghe. Verde, Parchi e Tutela Animali sono (per sfortuna del verde, dei parchi, degli animali e nostra)
assegnati per delega alle competenze di Tresso e per nomina alla dirigente Bertolotto, autrice di un parere
tecnico negativo che persino il consigliere Cerrato ha dovuto ammettere essere “extraprocedurale”, ossia
non conforme alla procedura prevista dal TUEL: anziché attestare la regolarità tecnica della delibera proposta
dai cittadini, la dipingeva (e respingeva) come un attentato alla “discrezionalità” degli uffici. Quel
pronunciamento negativo anomalo, per usare un eufemismo, è stato sottoposto ai consiglieri delle 8
Circoscrizioni (che a loro volta dovevano esprimersi sulla delibera), e ha influenzato anche i membri della
Commissione Ambiente.
A demolire la delibera si è impegnata anche la presidente del Consiglio Grippo che, lungi dal mantenersi
neutrale come sarebbe stato suo dovere, durante l’iter si è più volte “sbagliata”, sostenendo che anche il
parere di regolarità contabile fosse negativo (falso) e che quello della Consulta non fosse chiaro (era
favorevole).
I drammatici effetti del cambiamento climatico, sempre più percepibili in queste ultime settimane – e si
tratta anche di aumento dei ricoveri in ospedale e dei decessi – non hanno smosso di un millimetro i
cortigiani di Lo Russo e Tresso. Costoro blaterano di partecipazione, ma appena si trovano allo stesso tavolo
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con persone che non sono ingessate da vincoli istituzionali, ma semplici cittadini, manifestano un’arrogante
ostilità, quasi un’allergia.
L’esercizio della democrazia diretta sotto forma di petizioni e proposte di delibere e di referendum richiede
ai cittadini dispendio di energie e risorse, tra elaborazione, burocrazia, raccolta di firme, confronti nelle
Circoscrizioni e in Comune… I consiglieri a parole ringraziano i proponenti, ma è chiaro che in realtà le
interpretano come un’insolente prova di forza. I cittadini si aspettano forse che i loro sedicenti rappresentanti
si limitino ad approvare, senza emendarle, le loro vili proposte, miranti a conservare con gli alberi la loro
frescura, il loro ossigeno, i loro abitanti alati e canori, a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, a costo
zero? Niente affatto! Non sia mai che i cittadini pensino di poter legiferare direttamente, anche con la
modesta modifica di un articolo di uno dei tanti Regolamenti comunali! Per questo, tra tutti gli interventi, il
più ridicolo è stato quello della consigliera Ciampolini di Torino Domani, che per l’ennesima volta ha
annunciato imminenti modifiche alle regole sulla partecipazione, e si è detta addirittura orgogliosa della
“mediazione” raggiunta (che non solo non c’è stata con i cittadini, ma a quanto pare non si è avuta neanche
all’interno della maggioranza, come hanno affermato i Moderati, astenutisi dalla votazione).
Come Comitato informeremo più compiutamente chi ci segue sui social su chi ha votato cosa, appena i dati
saranno pubblicati sul sito del Comune.
Al momento i cittadini conservano un senso di solitudine, nella loro piena consapevolezza della necessità di
salvaguardare il patrimonio arboreo. Quella di lunedì 6 luglio era l’ottava seduta di Consiglio cui hanno
assistito in silenzio nella galleria sopra la Sala Rossa. E solo alla fine, dopo che erano stati approvati tutti gli
emendamenti che stravolgevano la delibera, hanno osato manifestare il loro dissenso. Immediatamente sono
stati richiamati all’ordine dalla presidente del Consiglio Grippo, che ha chiesto che il pubblico fosse
accompagnato fuori dagli agenti di servizio.
E fuori, i semplici cittadini dei Comitati, dovrebbero, secondo la maggioranza consiliare, restare anche dal
futuro “gruppo di lavoro” per la revisione del Regolamento del Verde, al quale saranno ammessi, insieme
ai tecnici comunali, soltanto soggetti accademici e istituzionali. Si mira a stravolgere ulteriormente il
Regolamento, stabilendo, come suggerito in una Commissione dal prof. Marco Devecchi, livelli di servizi
ecosistemici al di sotto dei quali sia possibile decretare lo stato di “fine ciclo” di un viale e procedere a
sostituire platani, aceri e tigli con peri cinesi e parrotie persiche. Questa miniaturizzazione delle alberate,
rinnovabili secondo scadenze fisse, è funzionale a ridurre i costi di gestione e ad aumentare gli introiti delle
imprese coinvolte nelle sostituzioni, mentre si riduce la città a un rendering invivibile. Si presterà, la Consulta
per l’Ambiente e per il Verde, a sedere a un tavolo dal quale saranno esclusi i Comitati di cui anch’essa in
passato ha chiesto la partecipazione?
Fuori, peraltro, d’estate e d’inverno, al caldo e al freddo, ci sono sempre più persone, che stanno sempre
peggio. Ma anche gli strumenti di partecipazione più formali, come le petizioni, le delibere, i referendum,
non danno loro voce, che si tratti di alberi, acqua o di un tetto sopra la testa. Lo ripetiamo: le sedi degli organi
politici di tutti i livelli, in cui i nostri rappresentanti discutono di cacche di cani e di blackout, di metropolitane
che si arenano e di finanziamenti al TAV, di tangenziali est e di ospedali nei parchi, di decreti sulla caccia e di
riarmo, assomigliano sempre di più alla reggia di Versailles.
Torino, 8 luglio 2026
Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com
Comitato Salviamo il Meisino salviamoilmeisino@gm








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