POLITICA

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Un errore storico – Minetti, la grazia – Lettere

Un errore storico

In questi giorni rievocativi del referendum del 2 giugno 1946 abbiamo sentito dire che la Repubblica instaurò la democrazia in Italia. Una vecchia banalità di Ferruccio Parri, a cui rispose Benedetto Croce nell’Assemblea Costituente, dimostrando che prima del fascismo, e non solo nell’età giolittiana, l’Italia fu una democrazia liberale come la volle Cavour.

Una democrazia a suffragio ristretto che crebbe negli anni fino al suffragio universale maschile voluto da Giolitti. Ci furono conati reazionari a fine Ottocento, ma essi non prevalsero. Il suffragio universale in altri Paesi fu una scelta graduata nel tempo. Sarebbe stata sicuramente una democrazia la monarchia di Umberto II, animata dal motto “Autogoverno di popolo e giustizia sociale”.

La democrazia c’è in tutte le monarchie europee: dall’Inghilterra al Belgio, dalla Spagna all’Olanda, ai Paesi scandinavi, mentre molte repubbliche si rivelano poco democratiche. Pensiamo alla storia greca e ungherese recente, per non parlare dei tanti regimi repubblicani oppressivi della libertà.

Nel sesquipedale messaggio del principe Emanuele Filiberto, passato nell’assoluta indifferenza, questo tema dirimente non è stato neppure toccato ed era invece indispensabile affrontarlo per difendere il pensiero e l’azione del re Umberto, che non volle un trono macchiato di sangue.

Che la Repubblica abbia ereditato palazzi, cerimoniali e corazzieri appare insignificante per un’analisi storica che si impone, andando al cuore dei problemi.

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Minetti, la grazia

Premetto che la persona di Nicole Minetti mi ha sempre infastidito, specie se nominata d’autorità consigliere regionale lombarda nel listino. La politica non si improvvisa e non è lecito confondere vita privata e vita pubblica. Fu un grave errore di Berlusconi la vicenda delle “cene eleganti”, che provocò un danno politico a Forza Italia di incalcolabili dimensioni.

Ma non posso che essere lieto nel constatare che la manovra squallida del “Fatto Quotidiano”, di Bianca Berlinguer e di Report per travolgere il presidente Mattarella nella concessione della grazia alla Minetti, spargendo fango e falsità, è fallita miseramente, ponendo in evidenza la trasparenza del ministro Nordio.

Così ritengo che il riconoscimento della piena estraneità di Berlusconi e Dell’Utri nelle stragi di mafia, di cui sono stati accusati dal 1994, sia un episodio che rivela un tardivo ravvedimento, ma anche la faziosità di certi magistrati indegni della toga che portano. Dell’Utri, come la Minetti, non mi è mai piaciuto, ma la verità non può restare negata per decenni con la complicità di giornalisti, nella migliore delle ipotesi incapaci, che dovranno finalmente pagare.

I Travaglio e il bell’imbusto di Rai 3 Ranucci, in una democrazia, dovrebbero avere i giorni contati. Sarà l’ilarità tragica a travolgerli.

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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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Una società violenta che sta per affogare

Ho partecipato a un incontro sul tema dell’insicurezza provocata dalla microcriminalità e dalla maranza a Torino. Credo che la situazione non sia più raddrizzabile. Troppi complici tra i politici, una massa troppo ampia di immigrati che delinquono, insufficienza di prevenzione ecc. C’è chi, nella disperazione, ha rimpianto il regime totalitario cinese. Il governo, in quattro anni, non ha fatto nulla di utile e concreto. Dove andremo a finire?   Julia Torelli

Sottoscrivo quasi tutto quanto lei dice, estendendo la colpa a tutti i governi succedutisi nei decenni e non solo all’ultimo. Sperare di salvarsi portandosi il peperoncino in tasca è davvero umiliante. Per non parlare della delinquenza politica che ci appesta e vanifica la democrazia.

Io ormai, in molti casi, mi muovo in taxi. In bus il borseggio è diventato abituale. Stiamo perdendo la nostra libertà. Proporre la Cina come antidoto è proprio di malati mentali che sognano regimi totalitari. Con i generali in pensione non si andrà da nessuna parte. Non lasciamoci abbagliare da qualche gallone: è un’ulteriore presa in giro.

Manca coordinamento tra le Forze dell’ordine e soprattutto volontà politica. Chi vuole includere a ogni costo tutti è un traditore dell’Italia. L’immigrazione senza controlli ci ha messi ko. Le parole non servono più, servono i fatti. L’Italia va salvata dal tracollo.

“Lo rivendico il mio diritto di uscire di casa, mettendo la collanina lasciatami da mia zia”, mi scrive un’altra lettrice. Ed aggiunge: “Chiedo troppo?”.

No, non chiede troppo, chiede il minimo. C’è gente che, senza sapere, rimpiange il fascismo. Siamo davvero caduti in basso.

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Erri De Luca

Non ho mai potuto soffrire Erri De Luca, sostenitore della sommossa violenta No Tav in Valle di Susa. Adesso è diventato sionista e rifiuta la parola genocidio attribuita a Israele per Gaza. Per questo motivo è stato allontanato dal festival letterario di Sorrento. Cosa ne pensa? Rita Cirielli

Ho polemizzato con De Luca in passato perché la sua faziosità è davvero molto faticosa da accettare. Adesso ha cambiato idea. Mi fa piacere, ma di De Luca non mi fido.

Condanno l’intolleranza dimostrata nel cacciarlo dal piccolo festival di Sorrento, al quale in passato partecipai. Penso che Sorrento debba accontentarsi dei suoi ottimi limoni, lasciando perdere i temi letterari, che richiedono equilibrio e cultura non settaria.

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Monopattino selvaggio
I monopattini continuano a girare senza targa. Neppure questo piccolo rimedio si riesce ad imporre per un controllo indispensabile. I monopattini sfrecciano ad alta velocità e servono agli scippi . Sono un mezzo usato per delinquere. Cosa vogliamo fare?   Tiziano de Giulio
Bisogna chiederlo al prefetto, al questore. al sindaco. Così  non si può andare avanti.
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L’ex allievo
Egregio Professore, sono  stato un suo studente  nel 1973/4. Volevo ringraziarLa a distanza di tanti anni. Se ricorda, erano anni particolari, in un ambiente particolare, in cui la frase più ricorrente, durante le assemblee studentesche, era “chi non è comunista, è fascista”… Ricordo come Lei non abbia mai avuto timore, di fronte a chiunque, nell’esprimere le sue idee di libertà e cultura. Grazie a Lei ho cominciato a leggere più intensamente, primo fra tutti quel Giovannino Guareschi che proprio Lei mi fece conoscere… Alla fine ho realizzato il mio sogno di bambino, e sono diventato aviatore in Alitalia. Ho pensato fosse buona cosa ringraziarLa per tutto ciò che di buono fece per noi, compresa quella lezione in cui ci fece sentire dei caproni ignoranti e stupidi, buoni solo a muoverci in gregge… Con riconoscenza, R. T.
Che piacere risentirla dopo tanti anni! Quell’anno lo vissi male, ma il conforto di un numero ristretto di studenti mi ha aiutato. La scuola era una caserma comandata da caporali  catto-comunisti del sindacato della CGIL. Io ritenni, pur professore non ancora  di ruolo, di dovermi  ribellare  al conformismo e la sua lettera è una testimonianza che mi onora molto. Grazie. Non voglio comprometterla  e ho tolto particolari identificativi. Venga a trovarmi. Per lei la mia porta sarà sempre aperta e le donerò un mio libro.

Giachino: “Lo Russo Non ha rilanciato Torino”

Aumentati il disagio e la precarietà giovani, periferie abbandonate

Sala piena nello storico ristorante Defilippi di Gassino uno dei templi del Boom Economico ottenuto dai Governi De Gasperi e centristi. Negli ultimi venticinque anni l’Italia è cresciuta mediamente dello 0,4 l’anno, l’Europa dello 1,4 gli USA del 2.1. Il debito pubblico è cresciuto a 3.200 miliardi con il costo degli interessi a 90 miliardi  con un forte aumento delle diseguaglianze. 100.000 ragazzi andati all’estero solo negli ultimi 5 anni. Torino è più povera dopo noi, la Caritas lo dice anche LA CISL. I giovani al lavoro tra 16 e 29 anni vedono Torino solo 54a. Per UDC occorre difendere a tutti i costi l’industria, spingere di più sulla Intelligenza artificiale legata all’auto spinta all’aerospaziale e alla digitalizzazione. Per Torino le priorità sono le Alpi, la TAV, la tangenziale , la logistica e cercare una azione sinergica con Lione, Genova e Milano. Grave errore l’aver cercato il dialogo con Askatasuna con i lavori della TAV pressoché fermi dal lato italiano. Troppo accondiscendente con la fuga della Fiat dall’Italia. Grave che gli assessori pagati con i soldi nostri parlino già di liste elettorali senza presentare un BILANCIO DEL LAVORO SVOLTO.
In conclusione SICUREZZA, LAVORO GIOVANI e PERIFERIE sono gli obiettivi  dei fans dello Scudo crociato per rilanciare la Città dell’auto e della Unità nazionale con l’appello ai torinesi e in modo particolare a quelli in difficoltà a battersi andando a votare in massa per cambiare la Amministrazione comunale

Mino GIACHINO UDC Torino

Quella strana voglia di censura

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

I recenti interventi pubblici di due esponenti storici della sinistra italiana, seppur molto diversi fra di loro, hanno innescato un dibattito politico e una riflessione culturale che non possono essere frettolosamente archiviati. Parlo, come ovvio, del cantautore Francesco De Gregori e dello scrittore, intellettuale e poeta Erri De Luca. Due personalità molto diverse, come ovvio e scontato, ma anche due figure che da sempre hanno ispirato con le loro gesta il cammino e il percorso della sinistra italiana, e non solo della sinistra italiana. De Gregori, storico ed apprezzatissimo cantautore, è sempre stato un interprete universalmente apprezzato per i testi che accompagnavano le sue note musicali. Musiche uniche ed irripetibili. De Luca, invece, è stato un autorevole dirigente di Lotta continua ed un esponente storico di quella sinistra estremista e radicale che ha accarezzato anche i settori più rivoluzionari di quell’universo culturale che proprio nel nostro paese ha sempre giocato, e gioca tuttora, un ruolo politico e culturale non indifferente. Ora, per motivi diversi e con argomentazioni del tutto diverse fra di loro, sono entrambi incappati in una spiacevole situazione. Perchè, dopo aver sostenuto tesi ed argomentazioni che non rientravano nei canoni del cosiddetto “politicamente corretto” – tesi che ormai è diventata un totem ideologico dell’attuale sinistra italiana – hanno subito una serie di contestazioni, anatemi, insulti ed attacchi personali che sino a qualche tempo fa non erano nè pensabili e nè lontanamente immaginabili. Attacchi che provengono quasi esclusivamente dal pianeta variegato e composito della sinistra italiana. Una sorta di “damnatio memoriae” simile a quella che investì anni fa lo storico giornalista di Repubblica, Giampaolo Pansa, dopo aver scritto un libro sgradito alla sinistra sulla Resistenza e, soprattutto, sul dopo Resistenza nel nostro paese. Insomma, è scattata prima l’abiura e poi, puntuale come una stagione meteorologica, la censura. Al punto che ad Erri De Luca è stato addirittura cancellato il discorso inaugurale per l’edizione di Salerno Letteratura dopo aver pronunciato quelle parole su Gaza, su Israele e sulla situazione in Medio Oriente. Ma, per restare al punto centrale di questa singolare ed anacronistica discussione, non possiamo non evidenziare un aspetto che, purtroppo, rappresenta un autentico filo rosso che lega la sinistra ideologica ed intollerante del passato con la sinistra radicale massimalista del presente. E il filo rosso è persino troppo semplice da spiegare. E cioè, ogniqualvolta qualche esponente di spicco di questo filone culturale ed ideologico – anche se molto diversi tra di loro – osano mettere in discussione l’impianto ideologico su cui si regge l’intera impalcatura della narrazione ufficiale, non solo viene pubblicamente e platealmente contestato ma, ancor più, viene individuato e bollato come un “traditore” della causa. Insomma, un personaggio da emarginare e da espellere definitivamente ed irreversibilmente dalla comunità di riferimento. Per queste ragioni, semplici ma purtroppo oggettive, dobbiamo prendere amaramente atto che il pluralismo – principio cardine della tradizione e della cultura del cattolicesimo politico, liberaldemocratica, socialdemocratica, socialista, azionista e repubblicana – continua ad essere un tabù in molti e corposi settori della sinistra italiana. Spiace che le recenti riflessioni liberamente e democraticamente espresse da Francesco De Gregori ed Erri De Luca abbiano confermato, forse inconsapevolmente, cosa significa praticare concretamente un atteggiamento profondamente illiberale ed antidemocratico. Non vorrei, per usare un paradosso ma sino ad un certo punto, che d’ora in poi l’ex di Lotta continua De Luca non venga più invitato ai convegni e agli incontri letterari – come è già concretamente capitato a Salerno in questi giorni – e che del grande De Gregori non si ascoltino più gli indimenticabili “generale” e “la donna cannone” ai festival dell’Unità…

Foto Facebook

Il Gruppo dei Moderati della Città di Torino sostiene il progetto del nuovo ospedale alla Pellerina

Venerdì 5 giugno scorso, presso la Sala Carpanini di Palazzo Civico, il Gruppo Consiliare dei Moderati della Città di Torino ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “Sì al nuovo ospedale alla Pellerina – Medici eccellenti in strutture efficienti”.

All’iniziativa, introdotta dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, Silvio Magliano (Capogruppo dei Moderati alla Regione Piemonte), Carlotta Salerno (Assessora all’Istruzione, Edilizia Scolastica, Politiche Giovanili, Periferie e Rigenerazione Urbana della Città di Torino) e Elena Apollonio (Vicecapogruppo di DemoS in Comune), sono intervenuti il leader dei Moderati l’onorevole Giacomo Portas, il Direttore Generale ASL Città di Torino Carlo Picco, il Presidente dell’OMCeO della Provincia di Torino Guido Giustetto, il Capogruppo dei Moderati al Comune di Torino, Simone Fissolo, e la Vicecapogruppo del gruppo Consiliare dei Moderati in Comune Ivana Garione.

La presentazione, a sostegno del progetto di costruzione del nuovo complesso della Pellerina, ha messo in evidenza quanto Torno abbia necessità di una nuova infrastruttura sanitaria capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro, a fronte dell’inadeguatezza delle due strutture ospedaliere dell’area Nord-Ovest della città, “Maria Vittoria” e “Amedeo di Savoia”. Entrambi gli ospedali, riconosciuti in quanto eccellenze cliniche a livello nazionale, punti di riferimento regionali per accessi al Pronto Soccorso (Maria Vittoria) e per la cura delle patologie infettive (Amedeo di Savoia), sono stati giudicati dal Consiglio Comunale della Città di Torino, che il 16 gennaio 2023 ha approvato la Mozione n.1 intitolata “Nuovo Ospedale Maria Vittoria”, inadatti in termini di limiti strutturali e carenza di spazi, per mettere in atto un’efficiente accoglienza di pazienti, familiari e lo sviluppo di nuove attività finalizzate al continuo  miglioramento della qualità delle cure. Certificata questa problematica, il lavoro congiunto tra la Regione Piemonte e la Città di Torino ha portato all’individuazione dell’area della Pellerina per la realizzazione del nuovo ospedale, per un investimento strategico da 185 milioni di euro, atto a rafforzare la sanità pubblica e a offrire ai cittadini e ai professionisti una struttura moderna e adeguata agli standard europei. Oggi esiste, quindi, l’opportunità concreta di dotare il quadrante Nord-Ovest della città di un edificio innovativo, sostenibile, dotato di 503 posti letto, un blocco piastra, sei torri, otto sale operatorie, quattro sale ibride, tredici sale diagnostiche, il pronto soccorso, il blocco operativo e interventistico, la spoke dea di I livello e l’hub materno infantile, progettato per rispondere ai bisogni di salute anche delle prossime generazioni.
Il progetto da realizzarsi nell’area della Pellerina, oltre a costituire l’unico ambito urbano di dimensione e continuità tali da consentire la realizzazione di un presidio ospedaliero di livello avanzato, servizi accessori, viabilità dedicata e logistica sanitaria, rappresenterebbe un’importante occasione di rigenerazione urbana, ambientale e strutturale.

Mara Martellotta

AVS: “Ripensare le RSA”

Si terrà sabato 6 giugno 2026 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso il Centro d’Incontro di via Medici 28 a Torino (fermata metro Bernini) l’incontro organizzato dal gruppo consiliare regionale di AVS “Ripensare le RSA”.
Lunghe liste d’attesa (oltre 11.600 persone che attendono il sostegno pubblico alle spese rappresentata dalla c.d. “quota sanitaria”, come è emerso da un nostro recente accesso agli atti), gravose condizioni di lavoro il personale dipendente, con tutto il tema delle risorse necessarie per il rinnovo dei CCLN che è stato oggetto del c.d. Patto per il Welfare della Giunta Cirio, poi rimasto lettera morta: le RSA sono spesso al centro del dibattito pubblico, così come il fatto che spesso l’ingresso in una struttura diventa l’unica risposta possibile perché alle famiglie mancano dei servizi domiciliari e adeguati sostegni  di prossimità e sollievo che potrebbero evitare alle persone anziane di doversi spostare da casa.
Quello di cui però si discute troppo modo è il modello di servizio erogato, su cui la Regione può fare molto, anche con la definizione di criteri di accreditamento e funzionamento più equi e vicini alle necessità delle persone. Una capacità regolatoria che consentirebbe di migliorare il servizio ricevuto dai e dalle pazienti e dalle loro famiglie e di tutelare degli standard lavorativi migliori, in un settore in cui la presenza di grandi player soprattutto stranieri rischia di livellare verso il basso i servizi.
“E’ sul modello di RSA che ci proponiamo di intervenire con proposte concrete in Consiglio Regionale, superando il criterio del minutaggio e i requisiti della Dgr 45/2012” dichiara Alice Ravinale, capogruppo AVS in Regione “Per farlo crediamo che il miglior modo di procedere sia prenderci il tempo di interloquire e di mettere a confronto chi conosce la realtà delle RSA dai vari punti di vista – pazienti, caregiver, operatori, medici, sindacati, enti gestori. Il nostro obiettivo è  immaginare insieme modelli di assistenza socialmente accettabili, a dimensione umana, per rispondere ai bisogni di cura delle persone più fragili, garantendo sempre dignità alle persone assistite e ai loro cari, con organici adeguati e migliorando le condizioni di lavoro e di vita degli operatori”.
All’incontro hanno parteciperanno tra gli altri Piero Secreto, geriatra; Eleonora Artesio, Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure; le associazioni  Alzheimer Piemonte e AVO; Fondazione Promozione sociale; CGIL – Funzione Pubblica; Cub Sanità; Anaste Piemonte; Legacoop.

Pannoloni per non autosufficienti, Canalis: “Consegne a macchia di leopardo”

Disservizi senza fine, che in molti Consorzi si sommano alla sospensione degli assegni di cura.

 «Ci risiamo. Dopo i tre mesi di interruzione nella primavera 2024, dopo la crisi generalizzata di inizio 2026, in alcune Asl piemontesi si è di nuovo interrotta la fornitura dei pannoloni e degli altri dispositivi di assorbenza per le persone non autosufficienti. Le segnalazioni arrivano soprattutto dall’ASL TO3 e dalle ASL di Alessandria e di Asti e non riguardano gli acquisti, ma la consegna a domicilio da parte dell’aggiudicatario dell’appalto regionale.

L’acquisto centralizzato dei dispositivi da parte della Regione e la consegna da parte delle Asl dovrebbe garantire risparmi e prezzi migliori e facilitare l’organizzazione delle famiglie e dei gestori delle Rsa, ma questo sistema in Piemonte non funziona ormai da anni. La gara per i pannoloni è stata bandita da SCR e assegnata ad un unico aggiudicatario per l’intera Regione, che ha un contratto diretto con l’Asl di Asti, azienda capofila per la fornitura dei pannoloni, la pianificazione delle consegne e il riassortimento del magazzino.

Molte famiglie da settimane di nuovo non ricevono i pannoloni e devono provvedere in autonomia, con un grave carico economico e organizzativo.

Anche nelle RSA le cose non vanno meglio, visto che molte strutture stanno chiedendo alle famiglie soldi extra per comprare i pannoloni.

Come è possibile che l’assessorato regionale alla sanità non riesca a risolvere una volta per tutte i problemi legati al contratto di distribuzione?

Il sempre vigoroso assessore Riboldi affronti di petto la situazione, che a questo punto non è imputabile ai suoi predecessori.

Soprattutto, non è ammissibile che la giunta Cirio si disinteressi così tanto della non autosufficienza. Non solo non garantisce la consegna puntuale dei pannoloni, ma continua a lasciare più di 23.000 persone non autosufficienti in lista d’attesa per i progetti residenziali e domiciliari a cui hanno diritto a seguito della certificazione ASL di non autosufficienza, non concede più di 14.000/15.000 convenzioni sui posti letto nelle RSA piemontesi, non riforma le vecchie DGR sugli standards di cura e non anticipa il Fondo Nazionale Non Autosufficienza 2025-2027 per le prestazioni domiciliari in lungo assistenza (assegni di cura e servizi domiciliari), a differenza di quanto fatto praticamente da quasi tutte le altre Regioni.

La linea della Giunta Cirio sulla non autosufficienza, a dispetto del palliativo dei bonus una tantum, è obiettivamente fallimentare».

Monica CANALIS – consigliera regionale PD – Commissione Sanità

Spaccio, Ravello (FdI): “Pd scopre sicurezza: è lo stesso delle pipette da crack?”

“Davvero difficile non stupirsi della giravolta del Partito Democratico. Oggi scende in strada contro lo spaccio e distribuisce questionari ai cittadini per chiedere quali soluzioni adottare, ieri voleva distribuire gratis le pipette per il crack. Una scena che sarebbe quasi comica se non riguardasse un problema drammatico come il degrado e lo spaccio di droga che affliggono Torino”.

Lo dichiara Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.

“Proprio loro, gli stessi ambienti politici che in questi anni hanno sostenuto o strizzato l’occhio a modelli fondati sulla riduzione del danno, sulla normalizzazione del consumo di droga e sulle cosiddette stanze del buco, ora si accorgono dell’esistenza dello spaccio e chiedono ai cittadini cosa si aspettano dalla politica. La ‘banda del buco’ ha superato sé stessa. Siamo alla follia”.

“La risposta i torinesi la conoscono già: più controlli, più Forze dell’Ordine, più prevenzione, più presidio della Polizia Locale e tolleranza zero verso chi avvelena quartieri e famiglie. Non servono questionari sociologici per capire ciò che i residenti denunciano da anni”.

“Il contrasto allo spaccio – conclude Ravello – non si improvvisa alla vigilia delle campagne elettorali e non si affronta inseguendo ambiguità ideologiche. Chi oggi organizza banchetti sulla sicurezza dovrebbe prima spiegare perché per anni ha minimizzato il problema e perché continua a guardare con indulgenza a politiche che rendono la droga sempre più accettabile. Torino ha bisogno di risposte, che la sua amministrazione non dà, non di passerelle”.

PLD organizza incontro sulla Tav

PARTITO LIBERALDEMOCRATICO A RIVOLI

Dopo oltre vent’anni di dibattiti, polemiche e campagne ideologiche, la realizzazione della tratta ferroviaria Torino-Lione è oggi entrata in una fase di avanzamenti concreti.
I lavori per il collegamento tra il nodo ferroviario torinese, l’interporto logistico di Orbassano e la direttrice della Val di Susa rappresentano una delle più importanti infrastrutture strategiche europee per il trasporto sostenibile, la competitività economica e l’integrazione continentale.

Per questo motivo, il Partito Liberaldemocratico della provincia di Torino promuove per sabato 13 giugno, dalle 9.30 alle 13 presso la Sala Consiliare del Comune di Rivoli, un incontro di formazione e approfondimento dedicato agli iscritti, ai simpatizzanti e agli esponenti dell’area centrista, liberale e riformista del territorio. L’incontro avrà il titolo:

“TRATTA FERROVIARIA TORINO-LIONE – SI AVANZA: UN’OPERA STRATEGICA, UN FUTURO CHE CORRE”.

Analizzeremo dati, documenti e sviluppi concreti dell’opera, affrontando con serietà e competenza una discussione troppo spesso dominata da
slogan, semplificazioni e narrazioni distorte. Secondo il Partito Liberaldemocratico, sostenere quest’opera significa scegliere sviluppo, sostenibilità, connessioni internazionali e competitività per il Piemonte e per tutto il Nord-Ovest italiano. Relatori saranno l’architetto Paolo Foietta (già Commissario Straordinario del Governo per l’Asse Ferroviario Torino-Lione e attualmente Presidente della Delegazione Italiana presso la Commissione intergovernativa italo-francese per la linea ferroviaria TorinoLione) e l’architetto Massimo Giuntoli  (già Presidente Ordine Architetti PPC di Torino).

Modererà l’incontro Fabrizio Goria (giornalista de La Stampa)

Sport, Ricca (Lega): “Basket Torino, la Regione faccia il possibile”

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Torino, 4 Giu – “Negli ultimi giorni si stanno rincorrendo notizie preoccupanti sulla sorte della società Basket Torino, con rumors che vanno da una presunta cordata di imprenditori a una compravendita di titoli sportivi che stanno mettendo in allarme tifosi e addetti ai lavori. La realtà sportiva torinese è un’eccellenza consolidata per tutto il Piemonte e per questo ritengo sia necessario che la Regione metta in campo tutte le azioni possibili per fare in modo che, o tramite un sostegno diretto, o acquisendo un ruolo di mediazione, possa consentire la permanenza del club nelle serie che gli compete. Ho presentato un Ordine del Giorno urgente in Consiglio regionale proprio a questo scopo. Sono certo che, grazie all’aiuto della Regione, si potra trovare una soluzione rapida ed efficace per il Basket Torino.” Così in una nota Fabrizio Ricca, capogruppo Lega in Piemonte.