UDC a confronto sul futuro di Torino
Giovedì prossimo 9 luglio alle 18 in via Piffetti 16 , l’UDC torinese apre il confronto inizia sul programma per TORINO 2032 con i rappresentanti della società civile torinese. SICUREZZA, RETE ELETTRICA, LAVORO, SANITA’, MOBILITA’, MIRAFIORI, PERIFERIE, industria , Intelligenza Artificiale , Turismo, Cultura i temi più importanti su cui il Commissario cittadino UDC, l’ex Sottosegretario ai trasporti, uomo di tante battaglie per Torino, Mino GIACHINO basa il programma di rilancio della prima Capitale politica e poi industriale del Paese a consiglieri di circoscrizione, imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, giovani, pensionati. Dopo 33 anni di gestione a sinistra molto lodata a parole ma critica nei fatti della sinistra la tesi è che bisogna assolutamente cambiare . Torino continua a perdere pezzi e la sinistra non ha il peso e la autorevolezza per difendere l’interesse della Città che è al primo posto per cassa integrazione e ai primi posti per disoccupazione giovanile. Quella parte del mondo cattolico che in questi anni ha appoggiato le Amministrazioni di sinistra continueranno ad appoggiare una Amministrazione che non si è accorta del declino e dell’aumento della povertà? Concluderà i lavori il Vice segretario nazionale UDC, Paolo Greco Lucchina.
Folk Club, Arci: “Serve una proposta di legge”
Dopo la chiusura del Folk Club, Arci Piemonte scende in campo e chiede un incontro urgente al Presidente della Regione. «Il sistema attuale di finanziamento è fallimentare e non tutela i luoghi della cultura: servono strumenti strutturali, a partire dai live club fino a tutti gli spazi culturali e teatrali indipendenti, con attenzione alle aree marginali e interne» afferma Andrea Polacchi, presidente di Arci Piemonte. Definisce la serrata del Folk Club «una ferita per Torino e un allarme per tutto il Piemonte».
La solidarietà
«Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle Acli, a Paolo Lucà, ai volontari, alle socie e ai soci e a tutta la comunità che ha fatto di quello spazio di via Perrone uno dei luoghi più importanti della musica dal vivo in Europa. Non chiude solo un circolo: chiude un presidio culturale, con oltre 1.700 concerti e migliaia di artisti passati su quel palco – afferma Polacchi – La vicenda del Folk Club non è un caso isolato: è il sintomo di un problema strutturale».
La proposta
Arci Piemonte accusa la Regione di non avere una politica regionale specifica per la musica dal vivo e per gli spazi culturali. La musica continua a essere sostenuta dentro bandi competitivi e generalisti, con criteri che faticano a riconoscere il valore e la continuità di questi luoghi.
Quando – come emerso in questi giorni – più di un terzo dei soggetti aventi diritto resta fuori dal contributo, il problema non è il singolo esito: è il modello.«Non è più sufficiente ragionare per bandi su singoli progetti. Un progetto finisce; uno spazio resta: produce lavoro, tiene insieme una comunità e genera un capitale sociale imprescindibile. Bisogna sostenere i luoghi dove la cultura nasce e si produce ogni giorno – i live club, i circoli, i teatri e le sale indipendenti – non soltanto gli eventi che li attraversano».
Per questo, Arci Piemonte chiede un incontro al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il primo passo, concreto – già sperimentato con successo dall’Emilia-Romagna – è una legge sui live club che riconosca e sostenga i luoghi della musica dal vivo.
«Ma quel passo non basta e non può bastare: è altrettanto importante, e per noi decisivo, legiferare sull’intera scena degli spazi culturali e teatrali indipendenti – spiega Polacchi – Servono due impegni distinti e complementari – il riconoscimento dei live club e una legge di più ampio respiro sugli spazi della cultura – con un’attenzione particolare alle aree marginali e interne, dove questi luoghi, oltre che centri culturali, sono anche infrastrutture di welfare di comunità».
Che il bisogno sia reale lo dicono i numeri. L’altissima partecipazione a bandi come “Space[s]”, con un numero di proposte molto superiore alle risorse disponibili, dimostra che in Piemonte esiste una scena viva, numerosa e di qualità, che esprime una domanda che non può essere elusa. La chiusura del Folk Club diventa l’occasione per cambiare passo: dalla logica del bando competitivo a una politica strutturale per gli spazi della cultura.
Case popolari, Conticelli (PD): “Basta annunci”
Semplifica Piemonte, il plauso di Fdi
BORDESE: “PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DELLA NOSTRA REGIONE E RAFFORZARE LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI”
“Con l’approvazione della Legge “Semplifica Piemonte” abbiamo introdotto una leva per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche, sostenere la competitività dei territori e rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni. E voglio ringraziare l’assessore Vignale per il lavoro svolto nell’elaborazione di questa proposta legislativa che serve a migliorare l’attività quotidiana di cittadini, enti e imprese”. Così Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e relatore in aula del provvedimento.
Queste le finalità principali della Legge Regionale n. 134 (Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa):
– migliorare la qualità, la chiarezza e la leggibilità della normativa regionale;
– ridurre oneri e tempi dei procedimenti amministrativi;
– sostenere l’interoperabilità dei sistemi informativi, delle piattaforme e la digitalizzazione dei servizi pubblici;
– favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’apprendimento, alla collaborazione e al miglioramento continuo;
– valorizzare le competenze e le professionalità presenti nelle amministrazioni.
“Ritengo poi che siano particolarmente importanti l’articolo 7 che riguarda il principio di non aggravamento e l’articolo 9 che ricorda l’applicazione del soccorso istruttorio nei processi di competenza regionale – prosegue Bordese. – Importante novità sono anche l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione (articolo 12) e del Team Regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali (art. 13), oltre all’introduzione del principio dello stop ai documenti duplicati: finalmente ai cittadini non saranno più richieste copie dello stesso certificato già in possesso della pubblica amministrazione“.
Collegato al disegno di legge, il Consiglio Regionale ha anche approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bordese per valutare l’estensione della piattaforma MOON (Modulistica Open Online), attivata a novembre 2025 per la segnalazione di danni in caso di calamità naturali da parte di privati cittadini, anche alle attività produttive e alle aziende agricole.
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza nella seduta odierna il disegno di legge n. 134 denominato “Semplifica Piemonte”. Un provvedimento che rafforza in modo strutturale la capacità della Regione di operare in un contesto normativo e amministrativo sempre più complesso.
Il testo punta a rendere la normativa regionale più semplice, chiara e facilmente applicabile, riducendo la complessità burocratica grazie ad alcuni obiettivi: la semplificazione dei procedimenti amministrativi, con relativa riduzione di tempi e adempimenti per cittadini e imprese, il rafforzamento della digitalizzazione dei servizi pubblici e una maggiore interoperabilità tra i sistemi informativi delle amministrazioni.
Il ddl promuove inoltre un modello amministrativo basato sulla collaborazione, sull’innovazione e sul miglioramento continuo, valorizzando le competenze della PA come fattore strategico per garantire servizi più efficienti e una maggiore capacità di risposta ai bisogni degli utenti.
Tra le principali novità introdotte dal testo figura l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione, quale sede stabile di confronto con enti locali, parti economiche e sociali e organizzazioni del Terzo settore, con funzione consultiva e propositiva. Accanto a questo, viene istituito il Team regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali, con il compito di accompagnare gli enti territoriali nell’attuazione delle politiche di semplificazione e innovazione.
Il testo prevede inoltre due nuovi strumenti di programmazione: un Piano strategico pluriennale per definire priorità e obiettivi di semplificazione e innovazione nel medio-lungo periodo e un Piano attuativo annuale, che tradurrà queste linee guida in interventi concreti, con tempi e risultati misurabili.
Nel corso dell’esame dell’articolato sono stati approvati tre emendamenti presentati da Simona Paonessa (Pd), che hanno contribuito a integrare il testo del provvedimento.
Dichiarazioni di voto
“Un Piemonte che semplifica è un Piemonte che cresce”. Con questo messaggio Carlo Riva Vercellotti (FdI), Silvio Magliano (Lista Cirio) e Paolo Ruzzola (FI), hanno sottolineato come “l’obiettivo del provvedimento sia rendere la pubblica amministrazione più efficiente, con particolare attenzione alle esigenze dei piccoli comuni. La semplificazione – hanno evidenziato – non si limita alla riduzione degli adempimenti burocratici, ma punta a migliorare la qualità dell’azione amministrativa, favorendo decisioni più chiare, tempestive e comprensibili e rafforzando il rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini”.
Gianna Pentenero (Pd) ha sottolineato: “Apprezzo lo sforzo della Giunta perché con questo Ddl cerca di andare incontro alle esigenze di cittadini, imprese e enti locali che si interfacciano con la Regione. A mio avviso però, il provvedimento manca di una visione realmente trasversale e presenta elementi di incoerenza nell’azione dell’esecutivo. Riguardo all’articolo dedicato all’intelligenza artificiale, esprimo una valutazione positiva, evidenziando tuttavia la necessità di definire procedure chiare per prevenire possibili criticità. Per queste ragioni annuncio che il mio partito non parteciperà al voto”.
Infine, l’assessore Gianluca Vignale ha ringraziato l’Aula per il lavoro svolto in modo condiviso e trasversale, al di là delle appartenenze politiche. Ha rimarcato come la semplificazione richieda innanzitutto un cambiamento di mentalità da parte di tutti gli attori coinvolti, evidenziando inoltre che il Piemonte è la prima e unica Regione italiana a essersi dotata di una legge organica sulla semplificazione.
Ordini del giorno
L’Aula inoltre ha approvato due atti di indirizzo collegati al Ddl 134: il primo n. 672 presentato da Marina Bordese (FdI), che impegna la Giunta a potenziare la digitalizzazione delle procedure di Protezione civile tramite la piattaforma MOON, per velocizzare la gestione delle pratiche legate alle calamità naturali.L’atto prevede inoltre l’estensione della piattaforma alle richieste di contributo per le attività economiche colpite e una maggiore integrazione con i sistemi regionali esistenti, come NEMBO, per semplificare le procedure e ridurre i tempi di istruttoria. Il secondo ordine del giorno n. 708 presentato da Federica Barbero (FdI), prevede che la Giunta si confronti con Governo e Ministeri competenti per sostenere una revisione delle procedure autorizzative nel settore estrattivo. L’obiettivo è promuovere norme più coordinate con la durata degli interventi autorizzati, garantendo al contempo la tutela del paesaggio e dell’ambiente.
Ufficio Stampa CRP
“La Giunta intervenga subito: fondi insufficienti e legge da correggere”
30 giugno 2026 – “La sicurezza stradale in Piemonte è un’emergenza e i dati lo dimostrano con una chiarezza che non consente ulteriori rinvii. Secondo i dati ISTAT, infatti, nel 2024, nella nostra regione, si sono verificati 10.487 incidenti stradali, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente e 171 decessi. Quasi la metà delle vittime (48%) ha perso la vita sulle strade extraurbane, in particolare nelle province di Torino e Cuneo. L’indice di lesività è cresciuto da 138,8 a 140,1 feriti ogni 100 incidenti, mentre la mortalità notturna raggiunge i valori più elevati, con il 46,4% degli incidenti concentrati tra venerdì e sabato” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla situazione e capire quali provvedimenti intenda prendere la Giunta per arginare una situazione tanto grave.
“Nei primi cinque mesi del 2026 in Piemonte sono già 19 le vittime, contro le 9 dello stesso periodo del 2025: un incremento del 111%. È un dato che parla da solo e che certifica una condizione di totale insicurezza della rete viaria regionale. Inoltre, le risorse previste dalla legge regionale sulla sicurezza delle infrastrutture stradali sono chiaramente insufficienti. Per il 2026 la Giunta Cirio ha stanziato appena 88.000 euro per le attività ispettive delle Province sulle strade extraurbane di tipo C, una cifra irrisoria, del tutto insufficiente a garantire controlli efficaci, soprattutto alla luce dei ritardi nel raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 e della vision “zero vittime” al 2050. Anche la Relazione annuale della Corte dei Conti ha evidenziato una «netta discrasia tra le regole contabili vigenti e le tecniche finanziarie impiegate dalla Regione per garantire la copertura degli oneri della legge 6/2025». La Giunta deve intervenire legislativamente per correggere la norma e garantire una copertura reale e non solo nominale delle risorse. Non è accettabile che una legge sulla sicurezza stradale nasca già con un vulnus finanziario” prosegue la Consigliera regionale Pd.
“Voglio sapere se nell’imminente Assestamento al Bilancio verranno stanziati fondi straordinari urgenti per accelerare le ispezioni, se intenda potenziare le campagne di sensibilizzazione contro l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza e promuovere programmi educativi nelle scuole e in collaborazione con le autoscuole, rivolti in particolare ai minori e ai neopatentati: il 5,9% degli intervistati dichiara di avere guidato almeno una volta sotto effetto di alcol negli ultimi 30 giorni. È un dato che impone un intervento educativo strutturale, non spot occasionali” precisa Laura Pompeo.
“La sicurezza stradale non può essere trattata come un capitolo marginale del bilancio regionale. Ogni numero che leggiamo rappresenta una vita spezzata, una famiglia distrutta. La Giunta deve assumersi la responsabilità politica di intervenire subito, con risorse adeguate e con una strategia chiara” conclude la Consigliera Pompeo.
Autorità dei trasporti: deve rimanere a Torino
Di Lorenza Morello
Elon Musk è diventato l’uomo più ricco del mondo con mille miliardi di patrimonio, cifra che non si riesce neppure ad immaginare in modo realistico. Ma non è accaduto per caso: c’è un meccanismo di ingegneria fiscale applicata al Codice Civile (del tutto legale) che lo rende possibile. Ecco come funziona e le domande che ci dobbiamo porre, anche alla luce dell’articolo 41 della nostra Costituzione
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