POLITICA
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Slitta di una settimana l’esame della riforma elettorale in aula alla Camera
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Durante la successiva seduta della Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, Marnati ha presentato la proposta di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria (approvato nel 2024) che prevede una variazione di spesa di 43,3 milioni di euro. L’assessore ha spiegato che “sono previste misure alternative al blocco dei diesel Euro 5 per garantire l’equilibrio emissivo. I provvedimenti troveranno applicazione nel campo di: trasporti, agricoltura, energia e riscaldamento”.

I consiglieri Alice Ravinale (Avs), Alberto Avetta (Pd), Nadia Conticelli (Pd), Gianna Pentenero (Pd), Vittoria Nallo (Sue) hanno rivolto domande all’assessore sulle singole misure. La scadenza delle consultazioni online e il passaggio dal Consiglio della Autonomie Locali (Cal) sono state fissate al prossimo 14 luglio.
A seguire, è stata sentita una rappresentanza dell’Unione Montana Valle Elvo (BI) in merito alla richiesta di permesso di ricerca di acque minerali del progetto Fille, che interessa un’area di oltre 640 ettari tra i comuni di Netro e Mongrando ed è finalizzato a individuare nuove risorse idriche che potrebbero essere destinate all’imbottigliamento.

La presidente dell’Unione, Monica Mosca e i sindaci dei comuni di Netro e Mongrando, Laura Gorni e Michele Teagno, hanno espresso “la preoccupazione delle amministrazioni locali e delle comunità rispetto alla tutela delle risorse idriche, patrimonio ambientale strategico per il territorio e risorsa pubblica essenziale. Sarebbe importante realizzare un censimento delle risorse utilizzate da privati e acquedotti pubblici che ci consenta di avere un bilancio idrico e risposte chiare sulla compatibilità o meno del progetto Fille agli interessi della Valle. Un modello che potrebbe essere replicato in altre zone del Piemonte”.
I commissari hanno manifestato un interesse bipartisan per il tema, che riguarda non solo la scarsità dell’acqua ma anche l’impatto ambientale di eventuali piani industriali, e hanno dato disponibilità a confrontarsi in Commissione per trovare una soluzione condivisa anche con l’assessore Matteo Marnati su come investire la Regione di competenze in materia.
Ufficio Stampa
“Il caldo estremo è un’emergenza”
2 luglio 2026 – “La salute di tutti i lavoratori che operano all’aperto, in particolare i rider, deve essere garantita con ogni strumento possibile, soprattutto in presenza di un’ondata di caldo eccezionale come quella che sta colpendo il Piemonte. Ho presentato un’interrogazione con la quale voglio fare chiarezza sulla reale attuazione dell’Ordinanza regionale 1/2026/XII che dal 30 maggio al 31 agosto vieta il lavoro all’aperto nella fascia 12,30–16,00 nei giorni con rischio alto di stress termico, come certificato dal progetto Worklimate 3.0 del CNR” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“I rider e gli operatori del food delivery – afferma Pompeo – svolgono attività classificata come fisicamente intensa e sono tra i più esposti ai rischi di colpi di calore. Le segnalazioni di mancato rispetto del divieto sono preoccupanti e richiedono un monitoraggio rigoroso e immediato. Voglio sapere dall’Assessore regionale competente quali siano lo stato di attuazione dell’ordinanza, l’eventuale attivazione di una cabina di regia e le misure adottate per garantirne l’effettiva applicazione. Inoltre, voglio capire quali attività di controllo vengano svolte da Prefetture, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Dipartimenti di Prevenzione e Servizi S.Pre.S.A.L. delle ASL, con dati su sopralluoghi, segnalazioni e violazioni accertate, e se siano stati allestiti spazi coperti e attrezzati nelle aree strategiche delle città per consentire ai rider soste sicure durante le ore più calde, ma anche luoghi di ascolto e orientamento”.
“Voglio, infine, capire se siano state avviate campagne informative rivolte ai rider sui rischi dell’esposizione prolungata al caldo estremo, iniziative verso le piattaforme e i datori di lavoro per rafforzare la consapevolezza del loro dovere etico e della responsabilità nella tutela dei lavoratori e se siano state introdotte ulteriori misure regionali per garantire la piena applicazione dell’ordinanza, anche alla luce delle criticità segnalate dai sindacati. La Regione – sottolinea Pompeo – ha il dovere di assicurare che un provvedimento pensato per salvaguardare la salute dei lavoratori non resti lettera morta. I rider non possono essere lasciati soli: servono controlli, prevenzione, spazi sicuri e un confronto costante con sindacati, associazioni e amministrazioni locali”.
La Consigliera ricorda inoltre che già nel 2025 aveva presentato l’Ordine del giorno collegato all’Assestamento di Bilancio, dedicato alle criticità del settore del food delivery, tra cui sfruttamento, caporalato digitale e violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro, purtroppo respinto dalla maggioranza di centrodestra.
“E’ di pochi giorni fa la tragedia della morte di un giovane rider che, mentre stava rientrando da un’ultima consegna, è caduto con il ciclomotore alla rotonda di Trofarello su una strada resa scivolosa da un nubifragio scatenatosi dopo una giornata rovente. Proteggere chi lavora per strada è una responsabilità collettiva. Mi aspetto che la Regione dia risposte rapide e concrete” conclude Laura Pompeo.
Giovedì prossimo 9 luglio alle 18 in via Piffetti 16 , l’UDC torinese apre il confronto inizia sul programma per TORINO 2032 con i rappresentanti della società civile torinese. SICUREZZA, RETE ELETTRICA, LAVORO, SANITA’, MOBILITA’, MIRAFIORI, PERIFERIE, industria , Intelligenza Artificiale , Turismo, Cultura i temi più importanti su cui il Commissario cittadino UDC, l’ex Sottosegretario ai trasporti, uomo di tante battaglie per Torino, Mino GIACHINO basa il programma di rilancio della prima Capitale politica e poi industriale del Paese a consiglieri di circoscrizione, imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, giovani, pensionati. Dopo 33 anni di gestione a sinistra molto lodata a parole ma critica nei fatti della sinistra la tesi è che bisogna assolutamente cambiare . Torino continua a perdere pezzi e la sinistra non ha il peso e la autorevolezza per difendere l’interesse della Città che è al primo posto per cassa integrazione e ai primi posti per disoccupazione giovanile. Quella parte del mondo cattolico che in questi anni ha appoggiato le Amministrazioni di sinistra continueranno ad appoggiare una Amministrazione che non si è accorta del declino e dell’aumento della povertà? Concluderà i lavori il Vice segretario nazionale UDC, Paolo Greco Lucchina.
Dopo la chiusura del Folk Club, Arci Piemonte scende in campo e chiede un incontro urgente al Presidente della Regione. «Il sistema attuale di finanziamento è fallimentare e non tutela i luoghi della cultura: servono strumenti strutturali, a partire dai live club fino a tutti gli spazi culturali e teatrali indipendenti, con attenzione alle aree marginali e interne» afferma Andrea Polacchi, presidente di Arci Piemonte. Definisce la serrata del Folk Club «una ferita per Torino e un allarme per tutto il Piemonte».
La solidarietà
«Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle Acli, a Paolo Lucà, ai volontari, alle socie e ai soci e a tutta la comunità che ha fatto di quello spazio di via Perrone uno dei luoghi più importanti della musica dal vivo in Europa. Non chiude solo un circolo: chiude un presidio culturale, con oltre 1.700 concerti e migliaia di artisti passati su quel palco – afferma Polacchi – La vicenda del Folk Club non è un caso isolato: è il sintomo di un problema strutturale».
La proposta
Arci Piemonte accusa la Regione di non avere una politica regionale specifica per la musica dal vivo e per gli spazi culturali. La musica continua a essere sostenuta dentro bandi competitivi e generalisti, con criteri che faticano a riconoscere il valore e la continuità di questi luoghi.
Quando – come emerso in questi giorni – più di un terzo dei soggetti aventi diritto resta fuori dal contributo, il problema non è il singolo esito: è il modello.«Non è più sufficiente ragionare per bandi su singoli progetti. Un progetto finisce; uno spazio resta: produce lavoro, tiene insieme una comunità e genera un capitale sociale imprescindibile. Bisogna sostenere i luoghi dove la cultura nasce e si produce ogni giorno – i live club, i circoli, i teatri e le sale indipendenti – non soltanto gli eventi che li attraversano».
Per questo, Arci Piemonte chiede un incontro al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il primo passo, concreto – già sperimentato con successo dall’Emilia-Romagna – è una legge sui live club che riconosca e sostenga i luoghi della musica dal vivo.
«Ma quel passo non basta e non può bastare: è altrettanto importante, e per noi decisivo, legiferare sull’intera scena degli spazi culturali e teatrali indipendenti – spiega Polacchi – Servono due impegni distinti e complementari – il riconoscimento dei live club e una legge di più ampio respiro sugli spazi della cultura – con un’attenzione particolare alle aree marginali e interne, dove questi luoghi, oltre che centri culturali, sono anche infrastrutture di welfare di comunità».
Che il bisogno sia reale lo dicono i numeri. L’altissima partecipazione a bandi come “Space[s]”, con un numero di proposte molto superiore alle risorse disponibili, dimostra che in Piemonte esiste una scena viva, numerosa e di qualità, che esprime una domanda che non può essere elusa. La chiusura del Folk Club diventa l’occasione per cambiare passo: dalla logica del bando competitivo a una politica strutturale per gli spazi della cultura.
BORDESE: “PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DELLA NOSTRA REGIONE E RAFFORZARE LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI”
“Con l’approvazione della Legge “Semplifica Piemonte” abbiamo introdotto una leva per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche, sostenere la competitività dei territori e rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni. E voglio ringraziare l’assessore Vignale per il lavoro svolto nell’elaborazione di questa proposta legislativa che serve a migliorare l’attività quotidiana di cittadini, enti e imprese”. Così Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e relatore in aula del provvedimento.
Queste le finalità principali della Legge Regionale n. 134 (Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa):
– migliorare la qualità, la chiarezza e la leggibilità della normativa regionale;
– ridurre oneri e tempi dei procedimenti amministrativi;
– sostenere l’interoperabilità dei sistemi informativi, delle piattaforme e la digitalizzazione dei servizi pubblici;
– favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’apprendimento, alla collaborazione e al miglioramento continuo;
– valorizzare le competenze e le professionalità presenti nelle amministrazioni.
“Ritengo poi che siano particolarmente importanti l’articolo 7 che riguarda il principio di non aggravamento e l’articolo 9 che ricorda l’applicazione del soccorso istruttorio nei processi di competenza regionale – prosegue Bordese. – Importante novità sono anche l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione (articolo 12) e del Team Regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali (art. 13), oltre all’introduzione del principio dello stop ai documenti duplicati: finalmente ai cittadini non saranno più richieste copie dello stesso certificato già in possesso della pubblica amministrazione“.
Collegato al disegno di legge, il Consiglio Regionale ha anche approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bordese per valutare l’estensione della piattaforma MOON (Modulistica Open Online), attivata a novembre 2025 per la segnalazione di danni in caso di calamità naturali da parte di privati cittadini, anche alle attività produttive e alle aziende agricole.