A giugno dello scorso anno ci eravamo opposte con forza a una serie di norme della destra, infilate all’ultimo nella legge di riordino, che avevano un pesante impatto ambientale.
A settembre dell’anno scorso il Ministero dell’Ambiente aveva bocciato due articoli, il 35 e il 40, della Legge di riordino regionale sull’immissione di specie ittiche alloctone nei fiumi e torrenti piemontesi e sul prelievo delle acque di falda.
Oggi è arrivata anche la bocciatura della Corte Costituzionale sull’altro articolo, il 34, la norma cioè con cui la Giunta ha cercato di derogare al c.d. deflusso ecologico, consentendo di prelevare quantità maggiore di acqua dai fiumi per attività produttive e agricole. Impugnata dallo stesso Governo Meloni, la norma è chiaramente contraria a tutti i principi di tutela ambientale e di mitigazione dei rischi collegati alla crisi climatica previsti dalle normative nazionali e comporta “la riduzione della tutela del paesaggio e la violazione del principio di co-pianificazione paesaggistica”. Un risultato ampiamente prevedibile già 8 mesi fa, tempo durante il quale la Regione è riuscita a far sfruttare più del dovuto, seppur temporaneamente, i corsi d’acqua piemontesi.
Ci avevano provato, sono stati costretti prima a fare retromarcia e poi a fermarsi.
Il comportamento della destra nei confronti dei nostri fiumi è predatorio: la portata dei corsi d’acqua è ridotta al lumicino e negli ultimi anni la media storica ci dice che, secondo i dati ARPA Piemonte, oltre il 45% dei corpi idrici regionali non raggiunge lo stato ecologico “buono”.
La batosta però non è bastata, perché adesso la Giunta ci riprova. Con una nuova proposta di legge che leggiamo oggi sullo Spiffero prova a inventarsi una “lacuna regolatoria” e individuare i “casi particolari di cui all’art. 8 della Direttiva Deflussi con riferimento, tra il resto, alle esigenze di tutela dei canali storici, delle colture di pregio, delle aree connotate da deficit idrico ricorrente, e ad ogni altra circostanza che determini la necessità di salvaguardia continuativa nel tempo di usi particolari”. L’obiettivo è chiaro: costruire una scappatoia, capace di insinuarsi nel quadro normativo europeo e nazionale.
Nella Regione più inquinata d’Europa che non riesce a mettere in campo un piano per la qualità dell’aria efficace, Marnati appare invece attentissimo a trovare cavilli per derogare alle norme europee e continuare ad abusare dei corsi d’acqua piemontesi.
Alice Ravinale
Consigliera regionale AVS
“Come aiuto per le persone con diabete dopo la diagnosi». Il Consiglio regionale approva la Legge all’unanimità
Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la Proposta di Legge a prima firma Silvio Magliano, Capogruppo Lista Civica Cirio Presidente PML in Consiglio regionale, per l’istituzione della figura del paziente volontario esperto in diabete per l’accompagnamento e la valorizzazione del ruolo delle associazioni di volontariato dei pazienti con diabete con l’obiettivo di rafforzare l’educazione terapeutica come strumento centrale nella gestione della malattia.
Il vero elemento innovativo della proposta è l’introduzione della figura del “paziente volontario esperto in diabete”: si tratta di un paziente appositamente formato che, in collaborazione con le strutture sanitarie, potrà affiancare l’attività educativa rivolta alle persone con diabete, contribuendo alla diffusione di conoscenze pratiche per una corretta gestione della malattia. Per le famiglie con pazienti in età infantile, il paziente esperto volontario potrà essere un adulto, a sua volta genitore di un paziente.
«La scoperta di avere, o che il proprio figlio ha, una malattia cronica come il diabete – spiega Silvio Magliano – può essere un momento profondamente doloroso e destabilizzante. È come l’ingresso in un mondo nuovo e sconosciuto. Introducendo la figura del paziente volontario esperto compiamo un importante passo verso un modello di assistenza diabetologica sempre più centrato sulla persona. Il paziente volontario esperto conosce già quel mondo e vi si orienta. Anche così è possibile attenuare lo smarrimento del paziente e della sua famiglia con un approccio umano che, importante in qualsiasi percorso terapeutico, è ancora più decisivo in un ambito complesso e molto esteso nel tempo come quello diabetologico».
Il provvedimento riconosce formalmente il contributo strategico delle associazioni di pazienti nella collaborazione con la rete regionale dei Servizi specialistici di Malattie metaboliche e Diabetologia, sia sul piano dell’informazione e divulgazione, sia su quello dell’educazione dei pazienti alla gestione della patologia.
La rapina alla Pastorale migranti è alla Camminare insieme meritano una riflessione più approfondita. Il Cardinale riconvochi l’Agora’ sociale
Riflessioni storiche sulla Resistenza e sul fascismo
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Nel tumulto delle polemiche e anche delle violenze che hanno caratterizzato il 25 aprile di quest’anno credo occorra tentare di storicizzare qualcosa che ci aiuti a capire.“Su screening, liste d’attesa e prevenzione”
“Il melanoma è il tumore con il più rapido incremento in Piemonte e in Italia. E’ fondamentale che la Giunta regionale intervenga con misure urgenti per potenziare la diagnosi precoce e consentire visite dermatologiche in tempi rapidi, riducendo drasticamente le liste d’attesa. Su questo problema ho presentato un atto di indirizzo che deve essere discusso e approvato in tempi stretti: questa situazione preoccupante richiede risposte immediate e strutturali” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Secondo lo studio epidemiologico Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy, pubblicato nell’aprile 2026 e realizzato anche con il contributo del Registro Tumori del Piemonte, il melanoma cutaneo registra un incremento senza precedenti: +29% negli uomini e +44% nelle donne rispetto al periodo 2013-2017. Si tratta dati allarmanti che colpiscono soprattutto le persone nate fino alla metà degli anni ’70. Per questa fascia d’età servono strategie di screening dedicati, non generiche campagne di sensibilizzazione che non affrontano il problema nel modo corretto” prosegue la Consigliera regionale Pd.
“La diagnosi precoce, in tutte le malattie, è determinante per una cura tempestiva che può consentire la sopravvivenza e il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale indica chiaramente la necessità di un controllo dermoscopico annuale. Purtroppo, oggi, ottenere una visita dermatologica entro i tempi clinici raccomandati è quasi impossibile e molte persone, non potendo, per motivi economici, effettuare una visita privata, rinunciano a curarsi. Il rapporto regionale Tempi di attesa per visite specialistiche – III trimestre 2025 mostra, infatti, percentuali drammatiche di prestazioni erogate oltre i 30 giorni (Classe D): oltre il 50% in molte ASL del Piemonte, con punte estreme come 89,87% all’IRCCS di Candiolo e 75,12% al Centro Ortopedico di Quadrante” precisa Laura Pompeo.
“Questi numeri descrivono un vero e proprio imbuto che impedisce la diagnosi precoce e mette a rischio la salute dei cittadini. È indispensabile che il Responsabile Unico Regionale dell’Assistenza sanitaria indichi subito quali misure intenda adottare per sbloccare la situazione. Ricordo che il nuovo Piano socio-sanitario parla di prevenzione come pilastro del sistema – conclude Pompeo – ma senza screening accessibili e senza tempi d’attesa adeguati, questi principi restano sulla carta. La Regione deve intervenire ora, perché sul melanoma la tempestività salva la vita”.
“Il nuovo decreto Sicurezza, fortemente voluto dalla Lega, rafforza le norme giuste e di buon senso già previste nel provvedimento precedente. Maggiore attenzione ai fenomeni di criminalità giovanile coinvolgendo anche le famiglie, contrasto alle baby gang e agli spacciatori con pene più aspre per i pusher, pene più severe per chi ruba nelle nostre case e contro i borseggiatori, argine all’infiltrazione di frange violente all’interno delle manifestazioni. Ma anche rafforzamento della polizia locale, delle risorse per la videosorveglianza nei comuni e tutela legale e processuale per le nostre Forze dell’Ordine.
Mettiamo inoltre un freno all’all’immigrazione irregolare, con rimpatri ancora più veloci e certi. Chi non ha diritto a restare nel nostro Paese non può continuare a circolare nelle nostre strade. I cittadini hanno diritto a vivere in tranquillità senza paura di dover subire molestie, di imbattersi in situazioni di spaccio tra pusher o di subire atteggiamenti violenti e aggressivi. Un decreto estremamente concreto, che punta a ridurre i fenomeni di microcriminalità, e a garantire più sicurezza e maggior legalità”.
Così in una nota l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati
25 APRILE, ROSSO E FONTANA (FI):
«Il danneggiamento della lapide ai caduti partigiani avvenuto in largo Montebello a Torino e l’aver incendiato la corona deposta vicino ad essa costituisce l’ultimo vile atto di una festa di tutti, a parole, inquinata da ignoranza, teppismo e intolleranza», ad affermarlo in una nota il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.
«Condanniamo con fermezza questo gesto, così come gli atti d’intolleranza che hanno subito i nostri Giovani, costretti ad abbandonare il corteo a Milano, gli esponenti di Radicali e +Europa aggrediti da frange estremiste durante i festeggiamenti e due esponenti dell’Anpi raggiunti a Roma da alcuni colpi ad aria compressa provenienti da un estremista. Questi episodi raccontano un’Italia che non ha ancora pacificato il confronto politico. Certamente il fatto che la Festa della Liberazione dovrebbe essere di tutti e invece viene monopolizzata da una parte, in una deriva antistorica e revisionista del vissuto italiano, non aiuta e porterà le nuove generazioni a non conservare una memoria condivisa ma di parte, che divide invece di unire, in revanscismi di fascismo e neofascismi travestiti da antifascismo» concludono i due azzurri.
“MA TORINO RESISTE A QUESTE PULSIONI NOSTALGICHE INDEGNE”
<<A poche ore dalla Festa della Liberazione, la targa partigiana di Largo Montebello è stata data alle fiamme. Non è vandalismo: è un atto politico, un gesto fascista che colpisce deliberatamente la memoria della Resistenza.
Non è la prima volta. È un episodio che si ripete con una violenza sempre più esplicita e che è il chiaro segno di come certe pulsioni nostalgiche si sentano sempre più legittimate.
Colpire i simboli della Resistenza significa attaccare i valori su cui si fonda la nostra democrazia.
Ma verso questi atti non ci sarà assuefazione né silenzio. Ogni gesto come questo rafforza l’impegno a presidiare i luoghi della memoria, a renderli sempre più visibili, attraversati, vivi. Perché la memoria non si cancella: si difende, insieme. Contro ogni rigurgito fascista, Torino resiste e continuerà a resistere>> dichiarano la capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena, il consigliere comunale Emanuele Busconi e i consiglieri di Circoscrizione 7 Ilaria Genovese e Beppe Piras.