POLITICA

Cirio su Mario Roggero: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”

/

Il presidente del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, a margine di un convegno ad Asti è’ intervenuto sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo: “non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”, ha detto Cirio che ha fatto riferimento poi all’odg del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la grazia a Mattarella: “La magistratura ha stabilito la colpevolezza: non si può sparare per strada. Ma la grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore e non agli innocenti”

Non ho capito ma mi adeguo

/

SOCIOGRAFIA    LETTERE DAL PRESENTE

La recente votazione alla Camera circa le preferenze nella legge elettorale ha riaperto, se mai fosse stato chiuso, l’annoso problema dell’ignoranza degli italiani.

Tralasciando i balletti e le richieste della minoranza, che si commentano da sé, sono i commenti sui social la vera pietra dello scandalo.

Persone, che fino a cinque minuti prima ignoravano che si sarebbe votato quel giorno su quell’argomento, che tuonavano contro il Governo (ricordiamo che si vota in Parlamento, non a Palazzo Chigi) sostenendo che il Governo doveva andare a casa. A parte che dovrebbero essere abituati ad avere Governi tecnici, cioè non eletti, che quindi era difficile mandare a casa non essendo legati al voto degli italiani, è palese che qui si ignori totalmente la distinzione tra potete legislativo (Parlamento) ed esecutivo (Governo).

Quelle stesse persone ieri, quando la legge elettorale è stata approvata alla Camera, non hanno proferito verbo, anzi testo, sicuramente tutti molto presi da cose urgenti e non delegabili.

Non posso pensare che tutti siano rinsaviti sulla via di Damasco, e che abbiano capito qualcosa, basterebbe poco, di diritto amministrativo, di diritto costituzionale e, in generale, di come funzionino le cose nella Pubblica Amministrazione.

Io sostengo che stiamo ancora troppo bene, che non ci interessa tutelare i nostri interessi al punto che andiamo dietro a chi fa la voce più grossa, come i topi correvano dietro al pifferaio di Hamelin, perché non obbliga a pensare, a riflettere, a farsi un’idea propria.

Ed il silenzio che segue appena le cose cambiano (vedi approvazione di ieri) non dipende dalla consapevolezza di essersi sbagliati (occorrerebbe avere umiltà e autoironia, che sono doti delle persone intelligenti) ma dal fatto che non sanno più come orientarsi, a chi dare ragione, non riuscendo a capacitarsi di quanto accaduto, proprio perché non comprendendo il fenomeno non ne puoi comprendere gli effetti.

A loro favore vi sono sicuramente un mainstream zoppo, che corre la maratona quando è uno schieramento ad esultare, ma arranca asmatico (se non va addirittura in coma) quando cambia il vento.

D’altra parte, cosa ci si può aspettare da un Paese dove i votanti alle ultime elezioni politiche sono stati il 63,8% degli aventi diritto, registrando il risultato più basso nella storia della Repubblica? Salta subito all’occhio che, stante i risultati ottenuti, gli assenteisti sono stati proprio quelli che ballano sui carri ed esultano alla Camera per poi lamentarsi di aver perso.

Giovenale formulò la famosa locuzione “panem et circenses” per criticare la politica romana di far divertire i cittadini perché, in tal modo, non pensassero ai problemi concreti.

Noi potremmo creare la locuzione “Balla e ridi” a dimostrazione di come qualcuno possa, ancora nel 21° secolo, distrarre i propri elettori perché non si accorgano dell’incapacità di chi hanno votato.

Hoc illis dictum est, quibus honorem et gloriam fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

Sergio MOTTA

Flash mob di Futuro Nazionale per Roggero

Visto l’ordine di carcerazione emesso questo pomeriggio, stante la gravità e l’urgenza della situazione di Mario Roggero, alcuni militanti torinesi di Futuro Nazionale si sono ritrovati per un rapido flash-mob davanti al palazzo di giustizia di Torino per chiedere il differimento dei termini sulla richiesta di carcerazione, nella speranza di ottenere al più presto la grazia.

“I nostri militanti si sono recati al Tribunale di Torino per rivolgere un appello al Magistrato di Sorveglianza affinché sia sottoposta alla sua valutazione l’istanza di sospensione dell’ordine di carcerazione di Mario Roggero e la esamini con la massima tempestività, nel pieno rispetto della legge ma anche di quel senso di umanità che la Costituzione pone a fondamento dell’esecuzione della pena. Mario ROGGERO è prima di tutto un uomo che lo Stato non è riuscito a proteggere.” Dichiara l’on. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.

“Per anni ha subito rapine e violenze senza ricevere quella sicurezza che ogni cittadino ha il diritto di pretendere. Oggi rischia di diventare, agli occhi di molti italiani, vittima anche di una risposta dello Stato che appare distante dalla percezione di giustizia e dalla concreta realtà dei fatti. Deve prevalere la sensibilità giuridica e umana affinché la richiesta di sospensione dell’ordine di carcerazione non venga lasciata senza un’immediata valutazione.” continua l’on. Emanuele Pozzolo.

“Dietro questo fascicolo non c’è soltanto un numero di procedimento: c’è un uomo di 72 anni, una famiglia e una vicenda che ha profondamente segnato la coscienza del Paese. Lo Stato non può abbandonarlo una seconda volta.” Conclude il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale del partito.

Futuro Nazionale

Foto Francesco Valente

Destra e sinistra, mala tempora currunt

Nuova icona per la destra italica. Roggero,  gioielliere di Grinzane è stato condannato per ben tre volte per omicidio. No, per la destra italica è un sant’ uomo. Addirittura il ministro Nordio lo voleva subito graziato. Si è beccato il cazziatone del Presidente della Repubblica. Ma oramai è chiaro: Nordio conta poco o nulla ed è probabile che l’imbeccata arrivi direttamente dalla Meloni che non dorme sonni tranquilli tra franchi tiratori e Vannacci. Eccolo li’ l’emergente della politica italiana.
Il generale Vannacci. Obbiettivo del generalissimo: gli immigrati tutti a casa.
Vaneggia e si illude. Ma tanto che importa.
L ‘importante per i politici è “muovere l’aria”.
Precisamente giustificare i lauti stipendi che prendono scusando gli inevitabili fallimenti con la cattiveria dell’avversario politico. Che succederà? Niente come al solito. Chi ringrazia sono i 300 poliziotti in servizio in Albania 24 ore su 24 in vacanza.
Altro che centri per l’accoglienza. Tra le altre cose il mare in Albania è bellissimo. Almeno qualcuno qualcosa porta a casa.  Non ci si illuda: anche nelle opposizioni ci sono poche idee ed abbastanza confuse.
Torino caso emblematico. L’Appendino si gioca il rettore Saracco per rompere le scatole al Sindaco Lo Russo. Odio atavico dell’ex Sindachessa. Anche qui c’è qualcuno che gioca dietro. Come il mio amico Juri Bossuto dai trascorsi Trotzkisti alla truppa Pentastellata.
O come Paolo Giordana. Si proprio Lui,  ex capo di Gabinetto della Sindachessa cacciato dalla stessa, francamente non mi ricordo il perché. Insomma, mi pare un’altra armata Brancaleone, manco da Norcia ricordando il simpatico e fantastico Vittorio Gassman. Dai… dai diciamocelo nemmeno simpatici sono. Dunque avranno una altra idea per Torino? Manco per idea, non hanno assolutamente un’altra idea.  Dunque? Semplicemente rancori del passato che non mi pare siano un buon viatico per il futuro.
Confessiamo, tanta confusione. Sia su scala nazionale, sia a Torino. E tralasciamo le questioni internazionali, per carità di patria.  Mala tempora currunt.

Patrizio Tosetto

Proposta al Ministro Urso: un Tavolo sul settore Auto

/

Caro Ministro,
La Crisi del settore auto è indotto sta penalizzando la crescita economica del nostro Paese e del Piemonte da anni. Non c’è settore economico che abbia analoghe ricadute sulla economia. Non a caso chi lo segue con competenza lo definisce la fabbrica delle fabbriche perché l’auto è i suoi tanti componenti hanno generato la filiera industriale più importante d’Europa. Altri settori crescono , dell’aerospazio alla difesa, all’edilizia con l’operazione del superbonus, niente la nostra economia cresce dello zero virgola e il Debito Pubblico aumenta. Personalmente avevo messo in moto l’operazione incentivi sfociata nella mozione Molinari e che portò il Governo Draghi a rifinanziarli. La vendita della Fiat ai francesi senza che il Governo giallorosso mettesse il golden power ci ha indebolito ancor di più. La azione Tavares ostile al nostro Paese penalizzo soprattutto i fornitori italiani. Come Governo avete  ottenuto l’arrivo della 500 ibrida a Mirafiori ma non basta. L’alto costo della energia regalo del No al referendum sul nucleare è infine la grave delibera europea del green deal ha fatto il resto. La lentezza sia  nel cambio di rotta europeo così come nella strategia di Stellantis, nonostante le speranze su Filosa, aggiunta ad un atteggiamento inspiegabilmente conservativo delle Banche mettono in crisi un settore che non possiamo assolutamente perdere. Nel 2025 sono state prodotte nel mondo più di 100 milioni di auto. Dobbiamo assolutamente restare nel settore con tutte le innovazioni possibili a a partire dall’uso della Intelligenza Artificiale. In altri tempi i grandi Sindaci si sarebbero incatenati alla palazzina di Mirafiori per evitare la dismissione. Ti segnalo l’intervista di alcuni importanti imprenditori nel settore indotto perché spero Tu possa organizzare al più presto un tavolo con Filosa, Altavilla che rimane sempre italiano, sindacati, enti locali e aziende dell’indotto, un patrimonio industriale fondamentale che Torino e l’Italia non possono assolutamente perdere.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Stellantis. Grimaldi (Avs): Mirafiori ferma per rifiuto di investire

Mirafiori continua a fermarsi a singhiozzo per una ragione: perché l’azienda rifiuta di portare in quello stabilimento altri modelli, investimenti e una nuova linea produttiva, come si rifiuta di fare entrare un nuovo produttore. I suv Grizzly appena lanciati sui mercati globali con uno spot tutto italiano sono prodotti in Marocco, come la Topolino. Ma se Grizzly è sorella della Pandina, perché non la produce Pomigliano? Perché la 600 arriva dalla Polonia e la Grande Panda dalla Serbia? Noi sappiamo perché, ma non si dica che il problema è il costo dell’energia in uno stabilimento in cui non si è voluto installare nemmeno un pannello solare o usare l’idroelettrico del Piemonte.
Lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

“Caro Direttore, per i NoTav io sono un nemico…”

/

Lettera aperta di Mino Giachino ai Direttori dei Giornali e al Prefetto

Caro Direttore, Signor Prefetto
E’ proprio vero che al peggio non c’è limite. Sono SITAV da sempre, da esperto di trasporti e di logistica ne conosco tutte le grandi ricadute per il nostro territorio, che Torino, il Paese e tanti governanti non hanno ancora capito, così la TAV va avanti molto lentamente e il Paese, a partire dalla Valle di Susa, ne sta pagando le conseguenze, le ricadute occupazionali e di maggiore crescita economica arriveranno tardi e i costi intanto sono  già aumentati di alcuni miliardi.
E’ inutile dire che manca lavoro e che il Paese cresce poco e non mettercela tutta a realizzare un’opera che porterà lavoro e, trasferendo traporti passeggeri e merci dalla strada alla rotaia, diminuirà inquinamento e incidenti stradali.
Ecco perché dopo ver organizzato, con la collaborazione delle madamin, la grande manifestazione di piazza Castello del 10.11.2018 che convinse il Senato a bocciare la mozione Notav dei cinque stelle, ho chiesto a tutti i governi e alla TELT di accelerare i lavori e di aprire il dialogo con i NoTav, un dialogo che portavo avanti con grande soddisfazione con Carlo Ravetto, una personalità della Valle, noto No Tav, come sa bene la Sua Signora. Purtroppo un male incurabile ci ha portato via Carlo troppo in fretta.
 Recentemente in un confronto col Signor Cavargna l’ho invitato a pranzo per proseguire il confronto.
Cavargna, come puoi leggere su ValsusaOggi mi rispose: “Non mi siedo a pranzo con Giachino, sto in piedi”. L’altro giorno dopo aver ricevuto la ennesima minaccia da un Notav che si camuffa sotto un nome di comodo su FB mi chiedevo: Perché i Notav sono sempre scortesi? Ieri tra le tante risposte L.C. mi dice: “a tavola mi siedo con un avversario, non con un nemico!!!!”
Sono andato sul suo profilo dove ho trovato una stupenda interpretazione di Milva di una canzone di Amodei sui morti di Reggio Emilia e tanti riferimenti ai Fratelli Cervi. Lui ha ancora in testa quel clima, di qui la sua concezione dei nemici. Purtroppo dimentica le esecuzioni del famoso triangolo della morte così ben raccontati da Giampaolo Pansa.
Nel 2026 essere considerati dei nemici solo perché si è a favore di un’opera che il Parlamento nazionale ha votato come opera di interesse nazionale, mi sembra grave.  Gli amici Notav, io insisto a chiamarli così, e alcuni magistrati dimenticano purtroppo che il Parlamento è l’unico organismo che rappresenta la volontà del popolo italiano e avendo definito la TAV di interesse nazionale, chi ne impedisce la realizzazione, chi la assalta,  compie un delitto contro l’interesse generale che vuole lo sviluppo della economia e del lavoro.
Io sicuramente non mi lascio intimidire e continuerò la mia battaglia in tutte le sedi,  a partire dal Comune di Torino, per dare un futuro al Paese,  a Torino e alla Valle di Susa.
.
Mino Giachino
già Sottosegretario di Stato ai trasporti

No al lasciapassare ideologico

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Avevamo già espresso un pensiero negativo, senza drammatizzare perché si trattava di una cosa ridicola, quando il Salone dei Libri “Liberi” (sic!) di Roma voleva imporre un patentino antifascista agli editori e agli autori. In realtà lo stesso Salone ha poi deciso di fare marcia indietro, senza peraltro spiegare con chiarezza il perché. A volte il caldo riesce anche a fare il miracolo di far capire le assurdità e non sempre eccita i cervelli negativamente, come raccontava Guareschi parlando del solleone della bassa parmense.

Adesso spunta a Rivoli un nuovo fatto: l’amministrazione, per concedere spazi pubblici, richiede l’adesione ai valori dell’antifascismo. Questa richiesta giunge al ridicolo quando viene imposta anche ai privati che devono potare un albero o fare un trasloco. In un modulo di richieste basta spuntare la formula prestampata relativa all’antifascismo, una sorta di aberrante autodichiarazione di sana e robusta costituzione politica.

Una dichiarazione “estorta” ai cittadini che neppure Starace pensò di introdurre nel burocratismo asfissiante del Ventennio. Ennio Flaiano mi disse una volta che gli Starace non muoiono mai e forse non aveva torto, dimenticando che il gerarca seppe almeno morire con dignità.

Hanno invece ragione il presidente Cirio e l’assessore Ricca a voler intervenire perché le amministrazioni non possano più imporre richieste di natura politica ai cittadini che chiedano un servizio di cui hanno diritto. L’antifascismo è una cosa seria e non può essere ridicolizzato, minando uno dei principi costituzionali: l’imparzialità della Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 97. È incredibile come certi funzionari non abbiano mai letto il testo per eccellenza nato proprio dall’antifascismo.