POLITICA

Lapide vandalizzata, FI: “Episodio che inquina la festa della Liberazione”

25 APRILE, ROSSO E FONTANA (FI):

«Il danneggiamento della lapide ai caduti partigiani avvenuto in largo Montebello a Torino e l’aver incendiato la corona deposta vicino ad essa costituisce l’ultimo vile atto di una festa di tutti, a parole, inquinata da ignoranza, teppismo e intolleranza», ad affermarlo in una nota il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.

«Condanniamo con fermezza questo gesto, così come gli atti d’intolleranza che hanno subito i nostri Giovani, costretti ad abbandonare il corteo a Milano, gli esponenti di Radicali e +Europa aggrediti da frange estremiste durante i festeggiamenti e due esponenti dell’Anpi raggiunti a Roma da alcuni colpi ad aria compressa provenienti da un estremista. Questi episodi raccontano un’Italia che non ha ancora pacificato il confronto politico. Certamente il fatto che la Festa della Liberazione dovrebbe essere di tutti e invece viene monopolizzata da una parte, in una deriva antistorica e revisionista del vissuto italiano, non aiuta e porterà le nuove generazioni a non conservare una memoria condivisa ma di parte, che divide invece di unire, in revanscismi di fascismo e neofascismi travestiti da antifascismo» concludono i due azzurri.

In fiamme targa via Montebello, SE: “Atto contro la memoria della Resistenza”

“MA TORINO RESISTE A QUESTE PULSIONI NOSTALGICHE INDEGNE”

<<A poche ore dalla Festa della Liberazione, la targa partigiana di Largo Montebello è stata data alle fiamme. Non è vandalismo: è un atto politico, un gesto fascista che colpisce deliberatamente la memoria della Resistenza.
Non è la prima volta. È un episodio che si ripete con una violenza sempre più esplicita e che è il chiaro segno di come certe pulsioni nostalgiche si sentano sempre più legittimate.

Colpire i simboli della Resistenza significa attaccare i valori su cui si fonda la nostra democrazia.
Ma verso questi atti non ci sarà assuefazione né silenzio. Ogni gesto come questo rafforza l’impegno a presidiare i luoghi della memoria, a renderli sempre più visibili, attraversati, vivi. Perché la memoria non si cancella: si difende, insieme. Contro ogni rigurgito fascista, Torino resiste e continuerà a resistere>> dichiarano la capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena, il consigliere comunale Emanuele Busconi e i consiglieri di Circoscrizione 7 Ilaria Genovese e Beppe Piras.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SONMARIO: 25 aprile di pace – Profanato il cimitero di Santena – Lettere

25 aprile di pace
Sono stato a Chivasso nel bellissimo Palazzo dedicato ad Einaudi, su invito dell’amico Beppe Busso, a parlare delle Forze Armate nella Resistenza. Ho raccontato  del sacrificio della Divisione Acqui a Cefalonia , degli internati militari in Germania, del corpo italiano di liberazione del Regno del Sud ,di partigiani come Mauri, Cordero di Montezemolo (nella foto), Luraghi   provenienti dall’Esercito. Ho parlato del Comitato Militare del CLN piemontese comandato dal Gen . Perotti  e composto, tra gli altri, da Balbis, Geuna, Fusi. Il pubblico presente ha colto il mio distacco storico lontano da ogni settarismo  ed alcuni dei presenti  si sono fermati a parlarmi con una  cordialità che ho molto apprezzato. Ho parlato non solo di militari , ma anche di Brigate Garibaldine e “GL“, soffermandomi su Pompeo Colajanni , Barbato , che ebbe ai suoi ordini i due fratelli Carando e Luraghi.
Quando leggo che c’è ancora chi non sa storicizzare e vede il 25 aprile come un elemento divisivo, mi torna alla mente l’importante saggio sulla guerra civile opera di Claudio Pavone. Oggi occorre procedere ad un superamento di quel clima che divise le famiglie italiane anche al loro interno, per recuperare il valore della Resistenza come guerra  patriottica di Liberazione. Il 25 aprile 1945 segnò anche la fine della seconda guerra mondiale dopo cinque anni di sofferenze, di lutti e di distruzioni. I miei famigliari che vissero quegli anni, portarono con sé fino nella tomba i ricordi di quei cinque anni di privazioni, pericoli, violenze inaudite. Non parlo dei miei famigliari impegnati in guerra e  nella Resistenza perché mi sembra “inelegante” per uno studioso di storia  e non parlo di cosa significo ‘ trovarsi  in poche ore con la casa rasa al suolo dai bombardamenti, come capitò  nel 1943 a mio padre che non dimentico’ mai quella notte, la più terribile della vita  di un uomo  che servi’  con onore l’Italia in pace e in guerra.
Il clima di tensione prodotto in modo incauto e perfino blasfemo da Trump ci porta oggi  a considerare ancora di più   il valore della pace come bene supremo. Il 25 aprile sono stato a Borghetto Santo Spirito in Liguria  su invito del sindaco Canepa a ricordare la ricorrenza della festa nazionale decretata dal Luogotenente generale del Regno Umberto di Savoia nel 1946, pochi giorni prima di diventare re, come  ha ricordato il Duca d’Aosta. Sul manifesto della manifestazione  è riportata una frase del Papa Leone XIV : “Che sia una pace disarmata, umile e perseverante”. Non è solo una grande idea cristiana, avrebbe detto Calamandrei, ma un modo di vivere la storia in modo nuovo perché mai come oggi la pace è il bene più prezioso, come scrisse Bobbio, perché la guerra nucleare sarebbe la fine dell’ umanità. La “pace disarmata“ è il modo più intelligente per vivere il 25 aprile 2026.
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Profanato il cimitero di Santena
Parecchie di tombe del cimitero di Santena sono state fatte oggetto di ruberie. La banda del rame non ha più limiti e si accanisce anche con i morti. È un segno dei tempi barbari che viviamo. Nessuno pretende che oggi  sopravviva il culto foscoliano dei “Sepolcri” che appare un carme lontano anni- luce dalla volgarità senza storia di un presente  privo di radici e di  moralità. Il Foscolo pensava che dai tempi più remoti il culto dei defunti fosse un qualcosa di condiviso in ogni età della storia umana.
Già Napoleone – criticato dal Foscolo per l’editto di Saint – Cloud –  con l’egualitarismo delle fosse comuni aveva dato un colpo mortale – e’ il caso di dirlo – alla concezione classica e laica del poeta che non vedeva nella “morte eternatrice “ragioni trascendenti di tipo cristiano, ma il  giusto riconoscimento dei meriti acquisiti nel corso della vita. Anche la valutazione dei meriti  oggi appare totalmente appannata da un egualitarismo esasperato che finisce di negare la stessa giustizia. L’assalto  ai cimiteri in cui si devastano le tombe per ricavare un bottino,  appare tuttavia un segno che ha sorpassato ogni limite. Chi si accanisce contro i defunti va messo in condizione di non nuocere. E’ comprensibile che in una società in cui la vita delle persone diventa poco importante ,si possa anche considerare un fatto  secondario offendere i morti. E’ comprensibile ,ma non è accettabile. Gli assassini e  i ladri ci sono sempre  stati, ma chi non rispetta i morti è il peggio del peggio. E’ il segno  allarmante del tramonto della civiltà “ laica o non laica che sia”, avrebbe detto Benedetto  Croce.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

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I figli di Silvio
Non mi piace che i figli di Berlusconi interferiscano nelle scelte politiche di Forza Italia. Un conto era il leader fondatore, un conto è la famiglia.
Cosa ne pensa?  Rina Trotta
Lo chieda ai dirigenti e iscritti di Forza Italia. Io non sono iscritto. Certo sarebbe logico un partito non etero diretto dall’esterno, ma quasi nessun partito italiano è  oggi davvero democratico. Anche i falsi congressi della prima repubblica non erano un esempio di democrazia. Il PMP di Lauro non era il partito monarchico popolare, ma il partito mio personale. Nella stessa Dc molti iscritti venivano reclutati attraverso la guida telefonica, per non parlare del clientelismo becero del PSDI.
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Le buche nelle strade
Il sindaco di Torino Lo Russo  esprime la sua preoccupazione sui tempi  necessari per riempire le fosse  che rendono pericoloso camminare per strada. La guerra in Iran metterebbe in pericolo il bitume necessario ai lavori. Ma cosa hanno fatto in Conune in tutti questi anni per rendere le strade percorribili? Quasi nulla o molto poco.   Tavo Buratti
Il sindaco si è sempre impegnato su questo terreno con serietà. Ci sono alcuni assessori inefficienti e forse incapaci che andrebbero rimossi. Ci sono i  cinque stelle che fanno dell’ostilità al sindaco la loro bandiera. L’opposizione nel suo complesso non è all’altezza. La settimana scorsa sono inciampato attraversando via Madama Cristina. Niente di rotto, ma tanto spavento e perdita di tempo con l’arrivo dell’ambulanza. Le buche ci sono a anche  a Roma e a Milano. Sono state trascurate. L’impegno del sindaco Lo Russo fa sperare che il problema finalmente si risolva.
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Labate
Il giornalista con i baffetti alla Hitler Labate che si esibisce su rete 4  con pochissimi ascolti e molta faziosità di estrema sinistra  andrebbe sostituito; si faccia assumere alla 7 che è la sua casa.   Vincenzo Saverio  Raiteri
Il pluralismo va garantito in tutte le reti e i tempi squallidi di rete 4  con Emilio Fede, il comico servitore di fiducia, non possono essere rimpianti. Ma Labate come la Gruber, Floris ed altri sono casi di scarsa deontologia perché un conduttore vero dovrebbe essere o fingere di essere un moderatore. Cosa difficile in un paese di estremisti che urlano, ma non sanno parlare, come osserva Galli della Loggia in un editoriale sul  “Corriere”.
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Mussolini e il 25 aprile
Ho partecipato ad una manifestazione per il 25 aprile  in cui hanno parlato molti politici di diversa matrice. E’ stata una delusione ascoltare persone con il solito foglietto, incapaci di dire due parole decenti. Almeno Mussolini sapeva parlare, mi verrebbe da dire. La democrazia è in crisi anche per l’infimo livello dei nominati ed eletti  che ci governano.  Luigi Gasco Albenga
Anch’io ho ascoltato per il 25 aprile delle rancide banalità. Già il fatto che a parlare fossero persone di diverso orientamento, è un elemento che dimostra come  la democrazia ha trionfato rispetto alla parola unica. E’ vero che il Duce sapeva parlare, ma la cosa grave è che ha tolto la libertà di parlare agli Italiani.

La sinistra vince solo con un Centro forte e competitivo

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

È inutile girarci attorno. Lo dice la storia e, soprattutto, la concreta esperienza politica del nostro
paese. La sinistra nel nostro paese vince ad una sola condizione. E cioè, che nella coalizione che
si presenta agli elettori ci sia una vera alleanza di centro sinistra e non solo un cartello delle
sinistre. Per capirci, non una alleanza “frontista” come quella del lontano 1948 con Togliatti o
quella del 1994, meglio conosciuta come la “gioiosa macchina da guerra” guidata da Occhetto.
Una regola, questa, cha vale soprattutto nella seconda repubblica perchè, come tutti sanno e per
ben 50 anni, la politica riformista, democratica e di governo nella prima repubblica era declinata
principalmente se non quasi esclusivamente da un solo partito, la Democrazia Cristiana. Ma dal
1994 in poi, appunto, l’alleanza di centro sinistra era, e resta, competitiva solo se accanto ad una
sinistra riformista e di governo è presente un centro altrettanto autorevole, riformista e di governo.

E la concreta esperienza contemporanea lo conferma in modo persin plateale. E cioè, con un
“campo largo” fortemente sbilanciato a sinistra, è indispensabile se non addirittura decisivo avere
un Centro che sia visibile e che, soprattutto, riesca ad essere un protagonista nella costruzione
del progetto politico complessivo della coalizione di centro sinistra. Insomma, l’esatto contario
della cosiddetta “tenda” evocata dall’ex comunista Bettini. E questo per una ragione persin
troppo semplice da spiegare. Ovvero con la “tenda” il centro sarebbe destinato inesorabilmente a
giocare un ruolo satellitare, marginale e del tutto irrilevante sul versante politico e programmatico.
Se il modello a cui guardare, invece e al contrario, è quello del Ppi di Marini e di Gerardo Bianco o
della Margherita di Rutelli e dello stesso Marini, si arriva facilmente alla conclusione che la
coalizione di centro sinistra è credibile, competitiva e solida solo se c’è una sinistra riformista e di
governo che si allea con un centro altrettanto riformista e di governo.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, quasi si impone la necessità di ricostruire una simil
Margherita. Certo, e pur senza replicare passivamente il passato, deve rispondere ad alcune
caratteristiche di fondo. Dev’essere, innanzitutto, un partito democratico al suo interno e, di
conseguenza, con nessuna deriva personale o, peggio ancora, proprietaria da parte di
chicchessia. Non può che essere un soggetto politico culturalmente plurale. Capace, cioè, di
riunire sotto lo stesso tetto le migliori culture riformiste e costituzionali del nostro paese. Da quella
cattolico popolare e sociale a quella laica e liberale, da quella verde ambientalista a quella social
democratica. E, infine, deve avere la capacità, e il coraggio, di saper declinare un progetto politico
e di non limitarsi, come ovvio e persin scontato, a gestire l’ordinaria amministrazione o, peggio
ancora, di ridursi a fare la ruota di scorta degli azionisti di maggioranza della coalizione.
Ecco perchè, forse, oggi ha senso riparlare di Margherita. Ma, com’è altrettanto chiaro, deve
saper rispondere a quelle precise caratteristiche. E quindi, nè una banale “tenda” e nè,
tantomeno, un luogo destinato solo ad accontentarsi di qualche briciola a conferma della pluralità
dell’alleanza. Deve, come sono stati appunto il Ppi e la Margherita del passato, saper giocare un
ruolo politico, culturale e programmatico protagonistico e in prima linea. Senza sudditanze
politiche e culturali e, soprattutto, senza alcun complesso di inferiorità.

Giachino: “Metro 2 nel 2033 (se va bene) e costerà di più”

Le colpe della sinistra

Caro Direttore,
Perché è stata inventata La Metropolitana ? .Per togliere traffico dalla strada, renderlo più veloce, diminuire inquinamento e incidenti stradali. Le grandi Città più evolute hanno iniziato a costruirle nel 1800 così come il Regno di Sardegna nel 1857prima di tutti gli altri Stati alpini approvò il progetto dell’opera del secolo, il traforo del Frejus. Oggi la Professoressa Fagioli spiega i danni sui bambini dell’inquinamento e parla dell’aumento degli asmatici. MIlano ha 5 linee di Metro. Madrid da sola ha più km di metro di tutte le Città italiane messe insieme. Torino e’ la Città più sfigata di tutte perche’ qui hanno abitato i due leader del PCI Togliatti e Gramsci e hanno creato un forte consenso a sinistra. Negli anni 50 quando il Sindaco Peyron propose di partire con la Metro, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose che gli operai preferivano andare in auto. Nel 1975 il PCI vinse le elezioni comunali con lo slogan NO ALLE GRANDI OPERE, tra cui la Metropolitana e la autostrada per il Frejus. Sempre nel 1975 ,durante la discussione della legge Bucalossi , il PCI fece approvare un emendamento col quale si bloccava per legge la costruzione delle autostrade. Ecco i genitori dei No TAV..Nel 76 , Sindaco Novelli, il Consiglio Comunale di Torino  rinunciò ai soldi del Governo per costruire la Linea 1.
La linea 1 attuale è stata costruita solo perché la impose il Comitato olimpico internazionale quando ci assegnò’ le Olimpiadi invernali. Ovviamente si parti dalla zona più rossa del torinese, Collegno, Grugliasco… siccome la cultura di trasporti a sinistra è scarsa non capirono che inaugurata la Line 1 occorreva subito partire con il progetto della 2 perché la rete , come insegnano i docenti di trasporti bravi, aumenta di molto la capacità di traffico . Invece il progetto della Linea 2 arriva solo oggi, vent’anni dopo la inaugurazione del primo tratto della Metro. Siccome la sfiga ci vede bene,  i ritardi clamorosi nella progettazione ci hanno portato in un ciclo economico che ha generato inflazione e aumento dei costi così i soldi , tutti del Governo, per costruire il primo tronco della 2 non bastano . . Siccome  la incompetenza genera effetti negativi lunghi e le bugie hanno le gambe corte mentre in Consiglio comunale lunedì scorso la Giunta comunale parlava ancora del 2032 , ieri l’onesto e competente Commissario Ing. CHiaia ha detto che il primo tratto della Linea 2 funzionerà solo  nel 2033. Ora mi auguro che i Cittadini di Barriera e Aurora finalmente capiscano che sono considerati dalla sinistra cittadini di serie B , se va tutto bene, e avranno un pezzo di Metropolitana nel 2033 quai trent’anni dopo i cittadini di corso Francia, Collegno e Grugliasco. Nel frattempo migliaia di torinesi hanno respirato un’aria inquinata e qualcuno è volato in Cielo in anticipo. Forse è meglio votare i competenti e i Si alla Metro e i SITAV.
Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Zangrillo: “Cultura leva dí crescita per i territori”

INAUGURAZIONE POLO CULTURALE TROFARELLO

«L’inaugurazione del Polo culturale di Trofarello rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare una leva di crescita, aggregazione e sviluppo per una comunità», ha dichiarato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, intervenendo a Trofarello al taglio del nastro degli spazi riqualificati del Centro Culturale Marzanati e della Biblioteca Civica Lelio Basso.

Ha proseguito il ministro: «Siamo di fronte a un intervento che restituisce ai cittadini un luogo moderno, accessibile e funzionale, pensato per rafforzare la partecipazione, favorire l’incontro tra generazioni diverse e sostenere concretamente il lavoro delle associazioni e delle realtà che animano il territorio. La realizzazione di ambienti multifunzionali, flessibili e innovativi, con aree dedicate anche al coworking e al costudying, amplia le opportunità a disposizione della comunità e consolida il ruolo di questo spazio come punto di riferimento per la vita sociale e culturale di Trofarello.

Quando gli Enti locali sanno progettare bene e utilizzare con efficacia le risorse disponibili, come in questo caso, il PNRR diventa davvero uno strumento capace di generare risultati concreti e duraturi.

Per questo abbiamo reso e continuiamo a rendere la Pubblica amministrazione sempre più capace di semplificare: più agile, meno burocratica e sempre più vicina alle istanze di cittadini, famiglie e imprese: una PA che non rallenta, ma accompagna; che non complica, ma rende possibili gli interventi; che sa trasformare le risorse in opere utili e risposte reali per i territori. È così che rendiamo l’Italia sempre più moderna, dinamica e capace di costruire futuro», ha concluso il ministro.

Pompeo (Pd): “Crisi ambientale, per il centrodestra non esiste?”

 “I ragazzi di Extinction Rebellion che  hanno manifestato, pacificamente, davanti a Palazzo Lascaris, hanno voluto, ancora una volta, ricordare e ribadire che il tempo ormai sta scadendo perché migliaia di studi ci dicono che la crisi ambientale è sempre più allarmante.  Purtroppo la Giunta regionale di centrodestra si sta dimostrando sorda alle legittime richieste di chi sta difendendo il pianeta. Non è la prima volta che ignora chi chiede un impegno maggiore sulla crisi ambientale. I dati allarmanti sull’inquinamento dell’aria, come quelli che arrivano da Vinovo, ci impongono una seria riflessione” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

 “Ritengo – prosegue l’esponente dem – che questa maggioranza non perda occasione per manifestare il proprio disinteresse per i problemi ambientali. Il nostro Pianeta sta morendo e non esiste un piano B, non esiste un’altra strada, ma, invece di fare la propria parte, la Giunta di destra procede, ignorando ogni appello, come se l’emergenza non esistesse!”

“Questi giovani ci ricordano che occorre un impegno concreto da parte delle Istituzioni a tutela dell’ambiente. Mi farò portavoce delle loro istanze. Quello della crisi ambientale non é un tema come un altro. É il tema centrale per chi ancora spera in un futuro degno per le generazioni future” conclude Laura Pompeo.

Fine vita, parte la raccolta firme in Piemonte

PER LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE “LIBERI SUBITO” SUL “SUICIDIO ASSISTITO”

Obiettivo: 8.000 firme entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale del Piemonte quanto già fatto in Toscana e Sardegna, anche alla luce del caso di Alan, già noto come “Alberto” il primo caso di morte volontaria assistita in Piemonte.

 

Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): “Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, Regione Piemonte ha il dovere di intervenire”

 

Dopo il mancato esame della proposta di legge depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi anche in Piemonte, dopo il Lazio, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 8.000 firme di cittadini e cittadine residenti in Piemonte entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente e tempestivamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;

  • uniformità sul territorio regionale;

  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

 

“Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Alan (già noto come ‘Alberto’ nella comunicazione legata al primo ricorso al suicidio medicalmente assistito in Piemonte) che proprio in Piemonte ha dovuto subire 8 mesi di condizioni di sofferenza insopportabili prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della ASL e del Servizio Sanitario Nazionale. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, il Consiglio regionale del Piemonte ha il dovere di intervenire”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni,

 

“Ripartiamo dalla stessa piazza e con lo stesso strumento di partecipazione utilizzato nella scorsa legislatura: l’iniziativa popolare e le firme dei cittadini per una legge giusta, indifferibile, in linea con il dettato costituzionale così come  quella che depositammo nel 2023.

Il Consiglio regionale del Piemonte avrà l’opportunità di prestare ascolto alle istanze dei cittadini piemontesi, recuperando quanto non ha voluto discutere nella scorsa legislatura.

Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali,  alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni piemontesi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare” Davide Di Mauro e Lidia Sessa (Coordinatori della Cellula Coscioni Torino)oggi durante la conferenza stampa di presentazione all’avvio della raccolta firme.

 

Nel 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte si era rifiutato di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni: i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Tale posizione è stata successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile. Alla luce di tale pronuncia, viene avviata una nuova iniziativa popolare volta a sollecitare il Consiglio regionale del Piemonte ad adottare misure analoghe a quelle già introdotte in Toscana e Sardegna, anch’esse promosse su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni.

 

Infrastrutture, AI e sanità: i temi del “summit” di Liguria e Piemonte in Europa

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Si intensifica, anche a livello europeo, il rapporto tra Liguria e Piemonte. A Bruxelles si è svolta una giornata di incontri istituzionali per i presidenti delle due Regioni, Alberto Cirio e Marco Bucci. In mattinata hanno incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; nel pomeriggio, presso la Commissione europea, si sono confrontati con la commissaria per la Ricerca e l’Innovazione Ekaterina Zaharieva, il commissario per la Salute Olivér Várhelyi e il direttore generale della DG Connect Roberto Viola. La giornata si è conclusa con un incontro al wine bar Io sono Piemonte, alla presenza di circa 200 stakeholder, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni e rappresentanti di altre Regioni europee. Per il Piemonte era presente anche una delegazione del Consiglio regionale composta dai consiglieri Fabio Carosso, Federica Barbero, Gianna Pentenero e Domenico Rossi.

«Il confronto con i massimi vertici dell’Europa è per noi strategico e prezioso. Il Nord Ovest italiano oggi è il motore del Paese ed è una delle zone più dinamiche dell’Europa: per questo la collaborazione tra le nostre Regioni, in Europa e nel mondo, rappresenta la strategia corretta per rafforzare il nostro ruolo e il nostro coinvolgimento nei processi e nelle sfide del mondo globale – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Piemonte e Liguria consolidano negli atti un’alleanza naturale che nasce dalla vicinanza e dalla conformazione geografica dei territori che oggi vivono una sinergia e una connessione strategica grazie alle infrastrutture che si stanno realizzando e che pongono questa parte dell’Italia al centro dell’Europa grazie all’incrocio, proprio nel nostro territorio, tra i corridoi per il trasporto delle merci sugli assi nord – sud ed est-ovest e allo sviluppo della connessione tra i porti liguri e le aree retroportuali e logistiche del nostro Piemonte».
A proposito degli incontri il presidente Cirio aggiunge: «Durante l’incontro con la presidente Metsola abbiamo affrontato i tanti temi che coinvolgono le Regioni nel rapporto con l’Europa, a partire dalla transizione economica e energetica, la competitività dei nostri territori, lo sviluppo delle nostre comunità e delle nostre imprese. Negli incontri con i commissari abbiamo posto l’attenzione sull’innovazione tecnologica e sulla capacità che il Piemonte, e anche la Liguria, hanno nel settore dell’intelligenza artificiale. A Torino e in Piemonte abbiamo ottenuto la sede della Fondazione nazionale per l’intelligenza artificiale e stiamo già facendo un passo in più con la candidatura per diventare la prima città europea per la sperimentazione della guida autonoma che è già realtà negli Stati Uniti e che sta partendo in via sperimentale a Londra. Siamo in campo anche per applicare l’intelligenza artificiale alla telemedicina per rafforzare la sanità territoriale e permettere anche a chi vive nelle aree montane e interne di essere visitato a distanza e, solo in caso di necessità, raggiungere l’ospedale».

«L’incontro con gli stakeholder di questa sera è stato un momento fondamentale di ascolto e confronto, che conferma quanto sia importante fare sistema tra territori, istituzioni e mondo produttivo per affrontare insieme le sfide europee. In questo percorso, il rapporto sempre più stretto tra Liguria e Piemonte rappresenta un valore strategico: un’alleanza concreta tra regioni complementari che, anche a Bruxelles, si presentano unite per rafforzare il proprio ruolo e contribuire in modo più incisivo alle politiche europee. Politiche che sono state al centro del dialogo con i commissari europei – dichiara il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – Con la commissaria Zaharieva abbiamo discusso di come valorizzare le eccellenze che rendono la Liguria un territorio leader nella ricerca e nell’innovazione, capace di generare crescita economica, indotto e sviluppo industriale sul territorio. Abbiamo convenuto che la creazione di ecosistemi di innovazione possono generare occasioni per attrarre giovani e aumentare i posti di lavoro. Anche la Commissione Europea condivide l’importanza di rendere il territorio sempre a più alta qualità di vita, proprio come stiamo facendo in Liguria. Abbiamo portato all’attenzione della commissaria i risultati raggiunti dai nostri centri di ricerca, tra cui il CNR, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Genova, anche attraverso l’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, cofinanziato dal PNRR e in collaborazione con l’ecosistema piemontese NODES. Con il Commissario per la Salute Várhelyi abbiamo invece posto l’accento su alcune importanti politiche da portare avanti nella nostra Regione per quanto riguarda l’health care sui temi di sanità. In particolare, abbiamo messo in grande risalto l’importanza della prevenzione. Ho chiesto maggiore coinvolgimento delle autorità regionali nella politica europea sanitaria, anche attraverso un equo finanziamento, maggiore coordinamento e nuovi strumenti di supporto. Ci siamo soffermari sulla particolarità ligure: una regione tra le piu anziane d’Europa che rappresenta un caso emblematico per il prossimo futuro. Massima condivisione anche sull’approccio One Health: l’obiettivo è quello di combinare migliori stili di vita, con prevenzione e accesso equo e sostenibile ai farmaci. Infine, con il direttore generale Viola, abbiamo approfondito l’interesse della Regione per diverse iniziative coerenti con le priorità europee in materia di digitalizzazione e ricerca, con particolare attenzione all’economia del mare: dalle AI GigaFactories allo sviluppo di tecnologie nel settore subacqueo, in accordo con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), fino al Patto del Mediterraneo – in particolare al pilastro dedicato a economie più forti, sostenibili e integrate – e al polo tecnologico e informatico Digital for Development (D4D) Hub».