POLITICA
Le crepe strutturali restano. La “variabile Zaia” rinviata a Treviso
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Le crepe strutturali restano. La “variabile Zaia” rinviata a Treviso
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Coordina Paolo Ferrero, che ha dichiarato:
“Presentiamo anche a Torino la Proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una tassa sulle grandi ricchezze, che ha già raccolto oltre 50.000 firme in tutta Italia. In un paese in cui la maggioranza della popolazione vede scendere costantemente il proprio tenore di vita occorre obbligare i ricchi a contribuire al bilancio dello stato e al rilancio del welfare. I soldi ci sono, oltre a tagliare le spese militari bisogna andarli a prendere dalle tasche di chi ne ha troppi!”
Organizza il Partito della Rifondazione Comunista – Fed. di Torino
Achille Mario Dogliotti un grandissimo della chirurgia, a livello mondiale, l’altro giorno è stato ricordato su FB dalla nipote. Il Comune di Torino dimostrando di aver perso una delle caratteristiche principali dei piemontesi, la sensibilità , invece di ricordare chi ha dato lustro alla Torino che primeggiava nel mondo, non solo nell’ industria ma nella medicina come nella cultura pensava di nominare ambasciatori di Torino nel mondo i Subsonica. La Città che ha il merito di aver trainato la rinascita dell’Italia distrutta dalla guerra e povera al Boom economico, la Torino che ha dato i natali a premi Nobel, a grandi imprenditori, ai Santi sociali, si deve fare rappresentare dai Subsonica? Dogliotti ha salvato vite umane, ha dato vita a una Scuola di chirurgia che il mondo ci ha invidiato e che crebbe meritato il Nobel come dice Quaglieni. Nel mondo chi incontra un salesiano pensa a Don Bosco e guarda a Torino , nel mondo chi guarda a un’auro FIAT o a un camion Iveco pensa a Torino.
Meno male che tra un anno i torinesi dopo trent’anni della stessa minestra potranno cambiare.
Mino GIACHINO
UDC Torino
Di Carlo Manacorda
L’attrazione fatale del debito pubblico, andiamo verso i 3.200 miliardi, e vengono cattivi pensieri sulle riduzioni delle accise sui carburanti: non si restituiscono forse somme già pagate dai cittadini?
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Il Consigliere regionale Mario Salvatore Castello (Lista Civica Cirio Presidente PML), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, ha partecipato alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, portando il saluto istituzionale del Presidente Cirio e del Consiglio regionale in occasione della serata di premiazione della manifestazione.
Nel suo intervento, Castello ha sottolineato «il valore culturale e civile di un appuntamento che da quasi trent’anni rappresenta un punto di riferimento internazionale per il racconto delle grandi sfide ambientali contemporanee, confermando il sostegno della Regione Piemonte a una manifestazione capace di coniugare cinema, divulgazione scientifica e partecipazione civica».
«CinemAmbiente – ha evidenziato Castello – dimostra come la cultura possa essere uno strumento concreto per costruire consapevolezza, responsabilità e futuro. Attraverso il linguaggio universale del cinema, il Festival invita a riflettere sulle trasformazioni che interessano il nostro Pianeta, dai cambiamenti climatici alla tutela della biodiversità, fino alla necessità di ripensare modelli economici e sociali più sostenibili».
Il Consigliere ha inoltre rimarcato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni e della collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e realtà del territorio, elementi che caratterizzano l’edizione 2026 del Festival e ne rafforzano la capacità di generare conoscenza e sensibilità sui temi ambientali.
L’edizione 2026 di CinemAmbiente ha posto al centro temi di grande attualità, dallo scioglimento dei ghiacciai ai conflitti legati alle risorse naturali, dalle conseguenze del cambiamento climatico alle nuove prospettive offerte dall’agricoltura rigenerativa, proponendo un ricco programma di proiezioni, incontri e approfondimenti con ospiti nazionali e internazionali.
«Il Piemonte – ha concluso Castello – continua a distinguersi come territorio capace di investire nella cultura e nel cinema, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella formazione di una cittadinanza sempre più consapevole e attenta alle sfide del futuro»
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Massimo G i l e t t i non è a mio parere un grande conduttore e spesso non ha dimostrato equilibrio, ma ha ricercato l’eccesso, nell’illusione del successo che forse non è mai arrivato come avrebbe sperato.
Ha il merito di non essere aprioristicamente di parte, come quelli della 7 dove è stato anche lui conduttore, cercando di emulare Gruber e Formigli.
Il polpettone pseudostorico sulla morte di Mussolini su Rete 3 di ieri sera è stato una grande delusione solo per chi può ritenere, sbagliando, che G i l e t t i possa affrontare temi storiografici così complessi per i quali serve una preparazione adeguata. Il liceo d’Azeglio dove è stato studente, non basta davvero: è una sorta di enclave di sinistra dove i docenti non schierati vengono messi da parte.
Salvo qualche intervento equilibrato di Gianni Oliva che non ha potuto dare il meglio di sé, messo insieme agli accoliti di Luciano Garibaldi che ha solo sempre scritto banalità forse più adatte ai lettori di settimanali popolari, la trasmissione è un collage di cose già viste e riviste che non meritano attenzione.
La trasmissione non dice nulla di nuovo neppure sulla morte di Mussolini, definita fucilazione intesa come atto di “giustizia partigiana” da parte di due o tre comunisti non identificati; il tema dell’uccisione di Mussolini andava visto diversamente e non affrontato alla ricerca della persona dell’uccisore che poco importa, fosse anche Luigi Longo in persona.
È la strage e la profanazione dei corpi del duce, della Petacci e dei gerarchi che proprio non quadra. Piazzale Loreto è una pagina infame, non basta la solita frasettina ipocrita del rag. Parri sulla macelleria sudamericana che sappiamo a memoria.
Se poi G i l e t t i tace e fa concludere in modo truce da Santoro, il discorso è davvero inverecondo: Piazzale Loreto fu la Norimberga italiana e Togliatti fece un’amnistia per salvare i criminali fascisti.
Non parliamo degli accenni alla vita privata del Principe di Piemonte che è immondizia repubblichina riciclata.
Con queste premesse la Rai 3 ancora una volta si è squalificata e G i l e t t i con lei.
PS: va dato atto a G i l e t t i di aver detto, papale, papale, che l’oro di Dongo (a parte le ruberie individuali) servi’ a costruire Botteghe Oscure e la moderna tipografia dell’Unita’ a Milano. Servi’ anche ad altro secondo quanto disse Pannella.
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Anche il Pd costretto ad ammettere il successo italiano in Europa