POLITICA

Pompeo (PD): “La Regione garantisca protezione reale ai lavoratori all’aperto”

“Il caldo estremo è un’emergenza”

2 luglio 2026 – “La salute di tutti i lavoratori che operano all’aperto, in particolare i rider, deve essere garantita con ogni strumento possibile, soprattutto in presenza di un’ondata di caldo eccezionale come quella che sta colpendo il Piemonte. Ho presentato un’interrogazione con la quale voglio fare chiarezza sulla reale attuazione dell’Ordinanza regionale 1/2026/XII che dal 30 maggio al 31 agosto vieta il lavoro all’aperto nella fascia 12,30–16,00 nei giorni con rischio alto di stress termico, come certificato dal progetto Worklimate 3.0 del CNR” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“I rider e gli operatori del food delivery – afferma Pompeo – svolgono attività classificata come fisicamente intensa e sono tra i più esposti ai rischi di colpi di calore. Le segnalazioni di mancato rispetto del divieto sono preoccupanti e richiedono un monitoraggio rigoroso e immediato. Voglio sapere dall’Assessore regionale competente quali siano lo stato di attuazione dell’ordinanza, l’eventuale attivazione di una cabina di regia e le misure adottate per garantirne l’effettiva applicazione. Inoltre, voglio capire quali attività di controllo vengano svolte da Prefetture, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Dipartimenti di Prevenzione e Servizi S.Pre.S.A.L. delle ASL, con dati su sopralluoghi, segnalazioni e violazioni accertate, e se siano stati allestiti spazi coperti e attrezzati nelle aree strategiche delle città per consentire ai rider soste sicure durante le ore più calde, ma anche luoghi di ascolto e orientamento”.

“Voglio, infine, capire se siano state avviate campagne informative rivolte ai rider sui rischi dell’esposizione prolungata al caldo estremo, iniziative verso le piattaforme e i datori di lavoro per rafforzare la consapevolezza del loro dovere etico e della responsabilità nella tutela dei lavoratori e se siano state introdotte ulteriori misure regionali per garantire la piena applicazione dell’ordinanza, anche alla luce delle criticità segnalate dai sindacati. La Regione – sottolinea Pompeo – ha il dovere di assicurare che un provvedimento pensato per salvaguardare la salute dei lavoratori non resti lettera morta. I rider non possono essere lasciati soli: servono controlli, prevenzione, spazi sicuri e un confronto costante con sindacati, associazioni e amministrazioni locali”.

La Consigliera ricorda inoltre che già nel 2025 aveva presentato l’Ordine del giorno collegato all’Assestamento di Bilancio, dedicato alle criticità del settore del food delivery, tra cui sfruttamento, caporalato digitale e violazioni delle norme sulla sicurezza del lavoro, purtroppo respinto dalla maggioranza di centrodestra.

“E’ di pochi giorni fa la tragedia della morte di un giovane rider che, mentre stava rientrando da un’ultima consegna, è caduto con il ciclomotore alla rotonda di Trofarello su una strada resa scivolosa da un nubifragio scatenatosi dopo una giornata rovente. Proteggere chi lavora per strada è una responsabilità collettiva. Mi aspetto che la Regione dia risposte rapide e concrete” conclude Laura Pompeo.

TAV, Ruffino (Azione): “Appendino fa deragliare il campo largo”

Non è soltanto l’Ucraina o il riarmo dell’Europa o il ritorno al nucleare. A seminare confusione nel Campo largo c’è anche l’Alta velocità e Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, è pronta a rinnovare il suo rifiuto dell’opera recandosi nelle prossime ore in uno dei cantieri Tav. Il Pd sarà di nuovo nel ruolo dell’asino in mezzo ai suoni, lacerato tra favorevoli e contrari senza esprimere una linea chiara per tenere insieme un’alleanza nata nella confusione.
Così in una nota l’on. Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte.

UDC a confronto sul futuro di Torino

Giovedì prossimo 9 luglio alle 18 in via Piffetti 16 , l’UDC torinese apre il confronto inizia sul programma per TORINO 2032 con i rappresentanti della società civile torinese. SICUREZZA, RETE ELETTRICA, LAVORO, SANITA’, MOBILITA’, MIRAFIORI, PERIFERIE, industria , Intelligenza Artificiale , Turismo, Cultura i temi più importanti su cui il Commissario cittadino UDC, l’ex Sottosegretario ai trasporti, uomo di tante battaglie per Torino, Mino GIACHINO basa il programma di rilancio della prima Capitale politica e poi industriale del Paese a consiglieri di circoscrizione, imprenditori, artigiani, commercianti, professionisti, giovani, pensionati. Dopo 33 anni di gestione a sinistra molto lodata a parole ma critica nei fatti della sinistra la tesi è che bisogna assolutamente cambiare . Torino continua a perdere pezzi e la sinistra non ha il peso e la autorevolezza per difendere l’interesse della Città che è al primo posto per cassa integrazione e ai primi posti per disoccupazione giovanile. Quella parte del mondo cattolico che in questi anni ha appoggiato le Amministrazioni di sinistra continueranno ad appoggiare una Amministrazione che non si è accorta del declino e dell’aumento della povertà? Concluderà i lavori il Vice segretario nazionale UDC, Paolo Greco Lucchina.

Folk Club, Arci: “Serve una proposta di legge”

 

Dopo la chiusura del Folk Club, Arci Piemonte scende in campo e chiede un incontro urgente al Presidente della Regione. «Il sistema attuale di finanziamento è fallimentare e non tutela i luoghi della cultura: servono strumenti strutturali, a partire dai live club fino a tutti gli spazi culturali e teatrali indipendenti, con attenzione alle aree marginali e interne» afferma Andrea Polacchi, presidente di Arci Piemonte. Definisce la serrata del Folk Club «una ferita per Torino e un allarme per tutto il Piemonte».

La solidarietà

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle Acli, a Paolo Lucà, ai volontari, alle socie e ai soci e a tutta la comunità che ha fatto di quello spazio di via Perrone uno dei luoghi più importanti della musica dal vivo in Europa. Non chiude solo un circolo: chiude un presidio culturale, con oltre 1.700 concerti e migliaia di artisti passati su quel palco – afferma Polacchi – La vicenda del Folk Club non è un caso isolato: è il sintomo di un problema strutturale».

La proposta

Arci Piemonte accusa la Regione di non avere una politica regionale specifica per la musica dal vivo e per gli spazi culturali. La musica continua a essere sostenuta dentro bandi competitivi e generalisti, con criteri che faticano a riconoscere il valore e la continuità di questi luoghi.
Quando – come emerso in questi giorni – più di un terzo dei soggetti aventi diritto resta fuori dal contributo, il problema non è il singolo esito: è il modello.«Non è più sufficiente ragionare per bandi su singoli progetti. Un progetto finisce; uno spazio resta: produce lavoro, tiene insieme una comunità e genera un capitale sociale imprescindibile. Bisogna sostenere i luoghi dove la cultura nasce e si produce ogni giorno – i live club, i circoli, i teatri e le sale indipendenti – non soltanto gli eventi che li attraversano».

Per questo, Arci Piemonte chiede un incontro al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il primo passo, concreto – già sperimentato con successo dall’Emilia-Romagna – è una legge sui live club che riconosca e sostenga i luoghi della musica dal vivo.
«Ma quel passo non basta e non può bastare: è altrettanto importante, e per noi decisivo, legiferare sull’intera scena degli spazi culturali e teatrali indipendenti – spiega Polacchi – Servono due impegni distinti e complementari – il riconoscimento dei live club e una legge di più ampio respiro sugli spazi della cultura – con un’attenzione particolare alle aree marginali e interne, dove questi luoghi, oltre che centri culturali, sono anche infrastrutture di welfare di comunità».

Che il bisogno sia reale lo dicono i numeri. L’altissima partecipazione a bandi come “Space[s]”, con un numero di proposte molto superiore alle risorse disponibili, dimostra che in Piemonte esiste una scena viva, numerosa e di qualità, che esprime una domanda che non può essere elusa. La chiusura del Folk Club diventa l’occasione per cambiare passo: dalla logica del bando competitivo a una politica strutturale per gli spazi della cultura.

Case popolari, Conticelli (PD): “Basta annunci”

 “LA REGIONE PIEMONTE QUANTIFICHI QUANTI FONDI SERVONO PER I TREMILA ALLOGGI SFITTI SOLO NELLA PROVINCIA DI TORINO”
“Di quanto sono lievitati oggi i cento milioni malcontati necessari per intervenire con manutenzione ordinaria e straordinaria sulle case popolari del Piemonte ad oggi non assegnabili? I vertici di Atc Torino Piemonte centrale, auditi questa mattina in commissione regionale non hanno fornito alcun dato rispetto alle necessità e neppure rispetto ai fondi in arrivo in Piemonte dal Piano Casa nazionale e/o dall’annunciato Piano casa della Giunta Cirio. Eppure sono 3000 gli alloggi vuoti solo sull’ area metropolitana, di cui 1606 su Torino. Il presidente di Atc Piemonte nord ha quantificato a spanne stamattina interventi per 60 milioni solo sul patrimonio abitativo di Vercelli, Novara, Biella e Verbania, quindi la cifra di cento milioni rischia di essere ormai obsoleta.
Il fondo nazionale sarà ripartito sulla base delle esigenze quantificate, cosa arriverà al Piemonte senza stime e quantificazioni?
“È evidente che, al di là degli annunci e dei comunicati, c’è una totale assenza  di  interlocuzione politica sul tema case popolari.
Di quale entità è il rapporto annuo  fra il patrimonio Atc sfitto e quello messo in disponibilità dei comuni per le assegnazioni?
Il Fondo sociale per le morosità ha coperto tutte le necessità degli  aventi diritto?
Domande rimaste senza risposta. Attendiamo che l’assessore venga ad interloquire con la commissione consiliare in merito alle politiche abitative.
“Sull’autorecupero, a fronte di 250 alloggi dichiarati idonei e di oltre 1000 domande pervenute, il presidente Atc conferma  che sono una trentina i contratti siglati. Non lo rimarchiamo per sminuire la misura, ma per rimetterla nella sua giusta proporzione: l’auto recupero può essere un ausilio, una risposta di completamento , ma per rispondere alla necessità di patrimonio abitativo disponibile servono misure strutturali e investimenti programmati.
Intanto sui Piani di parternariato pubblico privato abbiamo appreso che non c’è via Pergolesi, in Barriera di Milano, e non abbiamo  avuto certezze su corso Lecce e su corso Grosseto.
Lo dichiara Nadia Conticelli
consigliera regionale PD e vicepresidente II commissione pianificazione territoriale; urbanistica; edilizia residenziale; trasporti e viabilità.

Semplifica Piemonte, il plauso di Fdi

 BORDESE: “PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DELLA NOSTRA REGIONE E RAFFORZARE LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI”

Con l’approvazione della Legge “Semplifica Piemonte” abbiamo introdotto una leva per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche, sostenere la competitività dei territori e rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni. E voglio ringraziare l’assessore Vignale per il lavoro svolto nell’elaborazione di questa proposta legislativa che serve a migliorare l’attività quotidiana di cittadini, enti e imprese”. Così Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e relatore in aula del provvedimento.

Queste le finalità principali della Legge Regionale n. 134 (Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa):

– migliorare la qualità, la chiarezza e la leggibilità della normativa regionale;

– ridurre oneri e tempi dei procedimenti amministrativi;

– sostenere l’interoperabilità dei sistemi informativi, delle piattaforme e la digitalizzazione dei servizi pubblici;

– favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’apprendimento, alla collaborazione e al miglioramento continuo;

– valorizzare le competenze e le professionalità presenti nelle amministrazioni.

Ritengo poi che siano particolarmente importanti l’articolo 7 che riguarda il principio di non aggravamento e l’articolo 9 che ricorda l’applicazione del soccorso istruttorio nei processi di competenza regionale – prosegue Bordese. – Importante novità sono anche l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione (articolo 12) e del Team Regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali (art. 13), oltre all’introduzione del principio dello stop ai documenti duplicati: finalmente ai cittadini non saranno più richieste copie dello stesso certificato già in possesso della pubblica amministrazione“.

Collegato al disegno di legge, il Consiglio Regionale ha anche approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bordese per valutare l’estensione della piattaforma MOON (Modulistica Open Online), attivata a novembre 2025 per la segnalazione di danni in caso di calamità naturali da parte di privati cittadini, anche alle attività produttive e alle aziende agricole.

Il Consiglio regionale ha approvato il “Semplifica Piemonte”

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza nella seduta odierna il disegno di legge n. 134 denominato Semplifica Piemonte. Un provvedimento che rafforza in modo strutturale la capacità della Regione di operare in un contesto normativo e amministrativo sempre più complesso.

Il testo punta a rendere la normativa regionale più semplice, chiara e facilmente applicabile, riducendo la complessità burocratica grazie ad alcuni obiettivi: la semplificazione dei procedimenti amministrativi, con relativa riduzione di tempi e adempimenti per cittadini e imprese, il rafforzamento della digitalizzazione dei servizi pubblici e una maggiore interoperabilità tra i sistemi informativi delle amministrazioni.

Il ddl promuove inoltre un modello amministrativo basato sulla collaborazione, sull’innovazione e sul miglioramento continuo, valorizzando le competenze della PA come fattore strategico per garantire servizi più efficienti e una maggiore capacità di risposta ai bisogni degli utenti.

Tra le principali novità introdotte dal testo figura l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione, quale sede stabile di confronto con enti locali, parti economiche e sociali e organizzazioni del Terzo settore, con funzione consultiva e propositiva. Accanto a questo, viene istituito il Team regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali, con il compito di accompagnare gli enti territoriali nell’attuazione delle politiche di semplificazione e innovazione.

Il testo prevede inoltre due nuovi strumenti di programmazione: un Piano strategico pluriennale per definire priorità e obiettivi di semplificazione e innovazione nel medio-lungo periodo e un Piano attuativo annuale, che tradurrà queste linee guida in interventi concreti, con tempi e risultati misurabili.

Nel corso dell’esame dell’articolato sono stati approvati tre emendamenti presentati da Simona Paonessa (Pd), che hanno contribuito a integrare il testo del provvedimento.

Dichiarazioni di voto

“Un Piemonte che semplifica è un Piemonte che cresce”. Con questo messaggio Carlo Riva Vercellotti (FdI), Silvio Magliano (Lista Cirio) e Paolo Ruzzola (FI), hanno sottolineato come “l’obiettivo del provvedimento sia rendere la pubblica amministrazione più efficiente, con particolare attenzione alle esigenze dei piccoli comuni. La semplificazione – hanno evidenziato – non si limita alla riduzione degli adempimenti burocratici, ma punta a migliorare la qualità dell’azione amministrativa, favorendo decisioni più chiare, tempestive e comprensibili e rafforzando il rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini”.

Gianna Pentenero (Pd) ha sottolineato: “Apprezzo lo sforzo della Giunta perché con questo Ddl cerca di andare incontro alle esigenze di cittadini, imprese e enti locali che si interfacciano con la Regione. A mio avviso però, il provvedimento manca di una visione realmente trasversale e presenta elementi di incoerenza nell’azione dell’esecutivo. Riguardo all’articolo dedicato all’intelligenza artificiale, esprimo una valutazione positiva, evidenziando tuttavia la necessità di definire procedure chiare per prevenire possibili criticità. Per queste ragioni annuncio che il mio partito non parteciperà al voto”.

Infine, l’assessore Gianluca Vignale ha ringraziato l’Aula per il lavoro svolto in modo condiviso e trasversale, al di là delle appartenenze politiche. Ha rimarcato come la semplificazione richieda innanzitutto un cambiamento di mentalità da parte di tutti gli attori coinvolti, evidenziando inoltre che il Piemonte è la prima e unica Regione italiana a essersi dotata di una legge organica sulla semplificazione.

Ordini del giorno

 L’Aula inoltre ha approvato due atti di indirizzo collegati al Ddl 134: il primo n. 672 presentato da Marina Bordese (FdI), che impegna la Giunta a potenziare la digitalizzazione delle procedure di Protezione civile tramite la piattaforma MOON, per velocizzare la gestione delle pratiche legate alle calamità naturali.L’atto prevede inoltre l’estensione della piattaforma alle richieste di contributo per le attività economiche colpite e una maggiore integrazione con i sistemi regionali esistenti, come NEMBO, per semplificare le procedure e ridurre i tempi di istruttoria. Il secondo ordine del giorno n. 708 presentato da Federica Barbero (FdI), prevede che la Giunta si confronti con Governo e Ministeri competenti per sostenere una revisione delle procedure autorizzative nel settore estrattivo. L’obiettivo è promuovere norme più coordinate con la durata degli interventi autorizzati, garantendo al contempo la tutela del paesaggio e dell’ambiente.

 

Ufficio Stampa CRP

Pompeo (PD): “Sicurezza stradale, in Piemonte numeri drammatici”

“La Giunta intervenga subito: fondi insufficienti e legge da correggere”

30 giugno 2026 – “La sicurezza stradale in Piemonte è un’emergenza e i dati lo dimostrano con una chiarezza che non consente ulteriori rinvii. Secondo i dati ISTAT, infatti, nel 2024, nella nostra regione, si sono verificati 10.487 incidenti stradali, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente e 171 decessi. Quasi la metà delle vittime (48%) ha perso la vita sulle strade extraurbane, in particolare nelle province di Torino e Cuneo. L’indice di lesività è cresciuto da 138,8 a 140,1 feriti ogni 100 incidenti, mentre la mortalità notturna raggiunge i valori più elevati, con il 46,4% degli incidenti concentrati tra venerdì e sabato” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla situazione e capire quali provvedimenti intenda prendere la Giunta per arginare una situazione tanto grave.

“Nei primi cinque mesi del 2026 in Piemonte sono già 19 le vittime, contro le 9 dello stesso periodo del 2025: un incremento del 111%. È un dato che parla da solo e che certifica una condizione di totale insicurezza della rete viaria regionale. Inoltre, le risorse previste dalla legge regionale sulla sicurezza delle infrastrutture stradali sono chiaramente insufficienti. Per il 2026 la Giunta Cirio ha stanziato appena 88.000 euro per le attività ispettive delle Province sulle strade extraurbane di tipo C, una cifra irrisoria, del tutto insufficiente a garantire controlli efficaci, soprattutto alla luce dei ritardi nel raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 e della vision “zero vittime” al 2050. Anche la Relazione annuale della Corte dei Conti ha evidenziato una «netta discrasia tra le regole contabili vigenti e le tecniche finanziarie impiegate dalla Regione per garantire la copertura degli oneri della legge 6/2025». La Giunta deve intervenire legislativamente per correggere la norma e garantire una copertura reale e non solo nominale delle risorse. Non è accettabile che una legge sulla sicurezza stradale nasca già con un vulnus finanziario” prosegue la Consigliera regionale Pd.

“Voglio sapere se nell’imminente Assestamento al Bilancio verranno stanziati fondi straordinari urgenti per accelerare le ispezioni, se intenda potenziare le campagne di sensibilizzazione contro l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza e promuovere programmi educativi nelle scuole e in collaborazione con le autoscuole, rivolti in particolare ai minori e ai neopatentati: il 5,9% degli intervistati dichiara di avere guidato almeno una volta sotto effetto di alcol negli ultimi 30 giorni. È un dato che impone un intervento educativo strutturale, non spot occasionali” precisa Laura Pompeo.

La sicurezza stradale non può essere trattata come un capitolo marginale del bilancio regionale. Ogni numero che leggiamo rappresenta una vita spezzata, una famiglia distrutta. La Giunta deve assumersi la responsabilità politica di intervenire subito, con risorse adeguate e con una strategia chiara” conclude la Consigliera Pompeo.

Blackout, Scanderebech: “Torino non può vivere nell’incertezza”

La Capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Federica Scanderebech, ha chiesto oggi comunicazioni urgenti al Sindaco in merito al blackout che il 27 giugno scorso avrebbe interessato il potabilizzatore di corso Unità d’Italia, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua potabile.
“Secondo quanto riportato dagli organi di stampa – dichiara SCANDEREBECH (FI) – l’interruzione della fornitura elettrica avrebbe compromesso il funzionamento dell’impianto, rendendo necessario l’intervento di SMAT e Iren con l’installazione di generatori. Un episodio che dimostra come i continui blackout non rappresentino più soltanto un disagio, ma possano mettere a rischio servizi pubblici essenziali.”
Nel corso della seduta del Consiglio comunale, alla richiesta di comunicazioni ha risposto l’assessore Foglietta.
“Ho chiesto al Sindaco di fare piena chiarezza perché i torinesi hanno diritto di sapere cosa stia accadendo alla rete elettrica cittadina, perché questi blackout continuino a verificarsi e quali siano le prospettive per le prossime settimane. Non si può chiedere ai cittadini di vivere nell’incertezza, senza sapere se avranno la corrente, se funzioneranno ascensori e semafori o se attività economiche e persone fragili saranno adeguatamente tutelate.”
SCANDEREBECH (FI) sottolinea che, nonostante l’ordinanza emanata dal Sindaco, “la situazione non sembra essere cambiata in modo significativo. Quartieri ancora al buio, negozi costretti a buttare merce deteriorata, persone bloccate negli ascensori e perfino il rischio di compromettere la continuità dell’approvvigionamento dell’acqua dimostrano che il problema è tutt’altro che superato.”
La Capogruppo SCANDEREBECH (FI) richiama inoltre la responsabilità del socio pubblico: “Il Sindaco rappresenta il principale azionista della società che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica a Torino. È quindi legittimo chiedere quale ruolo abbia esercitato per prevenire una situazione che si ripete per il secondo anno consecutivo. Se gli utili della società sono aumentati dell’8%, i cittadini hanno diritto di sapere se a quella crescita abbiano corrisposto investimenti adeguati nella manutenzione e nell’ammodernamento della rete. È ormai evidente che il problema non è la disponibilità di energia, ma la rete di distribuzione e la sua manutenzione. Occorre conoscere quali interventi siano stati effettuati, quali siano in corso e quale piano straordinario sia stato predisposto per garantire un servizio all’altezza di una grande città come Torino.”
SCANDEREBECH (FI) conclude: “I torinesi meritano trasparenza. È necessario conoscere le reali criticità della rete, gli interventi già avviati, i tempi di completamento e, soprattutto, come si intenda evitare che i blackout diventino un appuntamento fisso dell’estate. Quando un problema si ripresenta per il secondo anno consecutivo non è più un’emergenza imprevedibile, ma un problema strutturale che richiede programmazione, manutenzione, investimenti e responsabilità. Se chi gestisce un servizio pubblico essenziale non è in grado di garantirne l’affidabilità, dovrà assumersene tutte le conseguenze.