POLITICA

Referendum, AVS -SE: Fratoianni e Scuderi per la chiusura della campagna

Anche nell’ultimo weekend prima del voto, siamo nelle piazze, nei mercati, nelle stazioni della metropolitana per opporci alla propaganda di governo fatta di fake news che hanno come unico obiettivo giustificare la volontà di mettere le mani sulla giustizia.
Continueremo a difendere la Costituzione fino al 20 marzo, quando a Torino arriveranno, per chiudere la campagna referendaria il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e la eurodeputata dei Greens Benedetta Scuderi, che incontreranno in piazza Santa Giulia cittadini e cittadine, tra cui i 1.500 fuori sede (1.800 in tutto il Piemonte) che, per avere la possibilità di votare, sono diventati rappresentanti di lista di Alleanza Verdi Sinistra.
Insieme a loro, per l’iniziativa di chiusura della campagna, ci saranno Rita Sanlorenzo, avvocata generale presso la Corte di Cassazione, il vicecapogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi, la capogruppo di Avs in Regione Alice Ravinale, l’assessore al welfare della Città di Torino Jacopo Rosatelli, i consiglieri comunali di Torino Sara Diena ed Emanuele Busconi e la coportavoce provinciale di Europa Verde Erica Bevilacqua.<<Quello per il voto ai fuori sede è stato un lungo lavoro che ha impegnato in queste settimane decine di nostri militanti per la gestione delle pratiche. I fuori sede, infatti, per decisione del Governo non possono recarsi alle urne nel luogo in cui lavorano o studiano; rappresentare al seggio il partito è l’unico modo per poter accedere a questo diritto. Con loro, anche anziani che si trovano a Torino per curarsi o parenti caregiver: persone escluse che il governo ha deciso di invisibilizzare, nonostante per il referendum di giugno fosse stato permesso il voto nei luoghi di domicilio. Era tutto già predisposto, insomma, ma si è deciso di rendere più complicato l’accesso al voto per 5 milioni di persone. La destra ha sempre temuto il loro voto, ma quella paura sarà la nostra forza>> dichiara Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS alla Camera.

<<Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi è stato costante. Con incontri sul territorio e volantinaggi quotidiani, che ci hanno portato a distribuire già oltre 75.000 volantini, abbiamo cercato di rendere chiaro a quante più persone possibili qual è l’obiettivo malcelato del Governo Meloni e come questa riforma sia solo inutile e dannosa. Ora siamo al rush finale e impiegheremo ogni sforzo per raggiungere l’obiettivo. Siamo contenti che a Torino e in Piemonte ci sia stata la più alta adesione al voto per i fuori sede: su 10.000 richieste in tutta Italia, 1800 sono state qui in Piemonte>> commenta la capogruppo in consiglio regionale del Piemonte Alice Ravinale.

<< Torino ha dimostrato di essere tra le città che più di tutte si sono attivate per far prevalere le ragioni del NO. Come Sinistra Ecologista sono stati tanti gli eventi che abbiamo organizzato, cercando di rivolgerci in particolare ai più giovani come abbiamo fatto con gli aperitivi per il no che stiamo facendo da Vanchiglia a San Salvario. Un grazie particolare va a tutte le attiviste e a tutti gli attivisti che giorno dopo giorno hanno distribuito volantini, organizzato appuntamenti e dimostrare che, insieme, si possono cambiare le cose>> dichiarano la capogruppo di Sinistra Ecologista  in consiglio comunale Sara Diena e il consigliere comunale Emanuele Busconi.

AVS – Sinistra Ecologista Torino

Stellantis, Grimaldi (AVS): Investitori cinesi? Vogliamo garanzie su occupazione, indotto e rilancio di Mirafiori

“Indiscrezioni parlano di accordi di Stellantis con aziende cinesi per l’automotive italiano ed europeo. Vorremmo saperne di più. E chiediamo che si vincoli qualunque ipotetico investitore o acquirente a impegni occupazionali e all’utilizzo dell’indotto locale. Chiediamo garanzie sul ricambio del parco auto più vetusto d’Europa, un impegno chiaro sulla riconversione all’elettrico e sul riutilizzo e il rilancio di Mirafiori, attualmente un deserto industriale di 2 milioni di metri quadri” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, che sul tema ha depositato un’interrogazione.

Giachino: Come sta Torino dopo 4 anni e mezzo di Giunta Lo Russo?

A un anno dal voto i partiti prendono posizione ma nessuno fa l’analisi su come sta Torino dopo 4 anni e mezzo di Lo Russo o dopo 33 anni di Giunte di sinistra. 
Caro Direttore,
A un anno dalle elezioni comunali i partiti prendono posizione sul campo per partecipare al voto. Stranamente però nessuno che presenti i conti della Città. Come sta Torino dopo oltre 4 anni della Amministrazione Lo Russo? Sta meglio o peggio di quattro anni fa ? Come sta Torino dopo 33 anni di Giunte di sinistra ? Sono le cose che qualsiasi amministratore di azienda presenta ai suoi azionisti alla Assemblea. Noi cittadini siamo gli azionisti della Torino Spa.
Torino come dicono i sindacati e’ capitale della cassa integrazione, a Torino il 76% dei giovani e’ precario come ha detto il Cardinal Repole. A Torino come ha detto il Direttore della Caritas la povertà è in aumento.  Il motore economico della Città oggi è più debole di 33 anni fa. Lo stesso Castellani che pure non ha mai voluto leggere bene i numeri, dice che Torino è ancora in una fase di transizione, cioè non ha ancora imboccato la nuova strada economica e sociale. Nel frattempo però le altre Città italiane sono andate più avanti, non solo Milano ma anche Bologna, che in vent’anni ci ha superato di venti punti. Il principale motore economico della nostra Città è andato in crisi e il Comune non ha fatto nulla per difenderlo. Prima la Appendino e il Governo giallorosso non hanno messo il golden power allorché la Fiat è stata venduta a Peugeot e poi quando l’Europa ha votato la delibera che puntava tutto sull’auto elettrica , Lo Russo ha sostenuto quella decisione votata anche dalla Schlein.
Martedì i moderati che da vent’anni sostengono le amministrazioni di sinistra si sono accorti che turismo, eventi e aerospazio non pareggiano ciò che abbiamo perso nel settore auro. In qualsiasi azienda privata gli azionisti a fronte di questi errori avrebbero già mandato a casa chi ha amministrato Torino negli ultimi trent’anni. Invece i moderati, ma non troppo, di Portas e il gruppetto di Demos oltre all’altro gruppetto dei renziani vogliono continuare ad  appoggiare Lo Russo nonostante il Sindaco per ingraziarsi la Schlein abbia detto che la sinistra deve fare la sinistra, dopo aver cercato di dialogare senza successo con Askatasuna e dopo aver rinsaldato i rapporti con la sinistra sinistra di AVS, contraria alla TAV e silente rispetto agli assalti alle stazioni ferroviarie e alla sede de La Stampa.
Ecco che diventa sempre più forte l’esigenza di cambiare aria in Comune. La democrazia si basa sulla alternanza al governo. Dopo 33 anni la alternanza alla guida della Città non può che fare bene e toglie le incrostazioni pesanti. E’ la democrazia bellezza. Facciamo circolare aria fresca in Comune.
Torino deve puntare ad essere la Capitale della mobilità del futuro facendo lavorare insieme i ricercatori del Centro ricerche FIAT con gli esperti della IA ora che il Governo ha assegnato a Torino il Centro per la IA. Difendiamo l’industria che come abbiamo visto dalla ricerca presentata ieri dagli Industriali ha tenuto bene e si è diversificata. Acceleriamo la costruzione della TAV e della linea 2 della Metro, affrontiamo di petto la questione della Tangenziale. Rilanciamo le Fiere, i Congressi e l’Aeroporto, sviluppiamo la logistica perchè i Paesi che hanno la logistica più forte crescono di più. Puntiamo su un Manager internazionale che porti a Torino i suoi grandi colleghi stranieri e convinca i torinesi con grandi patrimoni a scommettere sulla Città, investendo qui i miliardi di euro che in questi anni hanno investito nella finanza.  Investiamo sulle periferie, portando lavoro vero e sicurezza,   non feste di quartiere che durano lo spazio di un pomeriggio.
Mino GIACHINO Commissario torinese UDC

Il Centro conta se detta l’agenda politica

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Le elezioni politiche si avvicinano e all’orizzonte si staglia la costruzione di nuovi soggetti politici
in grado di condizionare nuovi ed eventuali equilibri. E, tra questi, immancabilmente riemerge la
necessità di rafforzare i luoghi politici centristi. Ovvero, nuovi partiti e movimenti centristi. O
all’interno delle attuali coalizioni maggioritarie o per conto proprio.

Ora, se vogliamo dirci la verità senza la solita ipocrisia e falsità, non possiamo non fare una
semplice osservazione. E cioè, il Centro – democratico, riformista e di governo – esiste se riesce
anche e soprattutto a dettare l’agenda politica. Lo diceva molti anni fa Carlo Donat-Cattin
parlando del dibattito all’interno della Democrazia Cristiana – tutt’altro mondo, come ovvio e
persino scontato – quando, riferendosi alla sua corrente, la sinistra sociale di Forze Nuove, diceva
semplicemente che nel suo partito, la Dc e quindi nell’intera politica italiana, contavi se riuscivi a
condizionare l’evoluzione della politica generale. E Donat-Cattin, tra l’altro, ci riusciva benissimo
anche solo con una corrente che si attestava attorno all’8% dei consensi all’interno del
corpaccione democristiano.

Ed è proprio all’interno di questa cornice che si inserisce, oggi, il ruolo e la funzione di un
potenziale e credibile Centro. Ora, è noto a tutti, ma proprio a tutti, che nell’attuale coalizione di
sinistra e progressista le forze centriste e riformiste sono del tutto marginali, ininfluenti, irrilevanti
ed inconsistenti. Per ragioni oggettive ed obiettive e non per mere argomentazioni polemiche. E
questo per una ragione persin troppo semplice da spiegare. E cioè, il cosiddetto “campo largo” è
oggi saldamente guidato, egemonizzato, diretto e governato da quattro sinistre: quella radicale e
massimalista del Pd della Schlein, quella populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, quella
estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e quella classista e pan sindacale della
Cgil di Landini. Oltre, come la vicenda referendaria ha ampiamente confermato, all’ANM, a molti
movimenti della società civile, ai vari conduttori di alcuni talk televisivi e agli opinionisti che
vergano i commenti sula stampa amica e compiacente. Per il resto, per dirla con una felice
espressione di Goffredo Bettini, c’è posto solo sotto una “tenda”. Detta con parole più semplici, al
Centro è riservato solo un gentile “diritto di tribuna”.

Sul versante del centro destra, è sotto gli occhi di tutti che esiste un partito dichiaratamente
centrista, riformista e liberale, cioè Forza Italia. Ma è altrettanto evidente che la leadership politica,
carismatica e di governo di Giorgia Meloni è talmente forte ed incisiva che oscura qualsiasi altro
contributo. Certo, l’alleanza è di centro destra. Ma è evidente che anche da queste parti il Centro
– seppur non in misura così clamorosa come nella coalizione di sinistra e progressista – stenta a
condizionare e ad incidere credibilmente nella costruzione del progetto politico complessivo.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, l’unico spazio che ad oggi può garantire un
protagonismo politico, culturale e programmatico del Centro resta quello di costruire un luogo
politico e progettuale autonomo e distinto dai due schieramenti maggioritari. Un luogo che dovrà
essere autenticamente plurale, seccamente riformista e capace di dispiegare una vera cultura di
governo alternativa al massimalismo radicale, estremista e populista della sinistra e, al contempo,
distino e distante dalla destra sovranista e populista. Il tutto, per rifarsi ancora alla battuta iniziale
di Donat-Cattin, per cercare di riuscire a dettare l’agenda politica senza confusione, opportunismi
e trasformismi vari.

Magna Carta al Circolo della Stampa sulla Riforma della Giustizia

Tornano le iniziative di Magna Carta, l’ Associazione dal carattere culturale e apartitico che si ispira ai valori liberali e del cristianesimo, federata alla prestigiosa Fondazione Magna Carta, con sede nella Capitale, presieduta dal Prof. Gaetano Quagliariello.

Il sodalizio torinese ha recentemente rinnovato il Consiglio direttivo che continua ad essere presieduto dal commercialista Stefano Rigon e dal Prof. Stefano Cerrato, Vicepresidente.

Le attività riprendono con un incontro sulla Riforma della Giustizia in programma Lunedì 16 Marzo, alle ore 18,00, presso il Circolo della Stampa di Corso Stati Uniti, 27, a Torino, è in programma il primo degli incontri di Magna Carta, incentrato sul tema della Riforma della Giustizia e che prevede un confronto paritetico tra due esponenti della Magistratura: il Dott. Antonio Rinaudo, già Pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Torino, e il Dott. Francesco Saluzzo, già Procuratore generale della Corte d’appello di Torino, oltre a due esponenti della politica, entrambi Avvocati: l’Onorevole Enrico Costa e la Senatrice Anna Rossomando.

Il dibattito sarà moderato dal Prof. Paolo Ferrua, emerito di Diritto processuale penale all’Università di Torino.

“L’obiettivo – dichiara Stefano Rigon – è quello di realizzare un dibattito super partes, equilibrato e di alto livello tecnico, anche per fornire un orientamento alle persone che ancora non hanno avuto la possibilità di approfondire il quesito referendario e, a giudicare dalle adesioni che stiamo ricevendo, sembrano ancora essere numerose”.

Magna Carta ha già in cantiere una nuova iniziativa: un convegno sull’Energia che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro Gilberto Pichetto Fratin che, considerati i recenti eventi bellici in Medio oriente, appare di grande attualità.

Mara Martellotta

Turismo, Ruffino (Az): “Chiarire perplessità su esame guide turistiche”

“L’eccessivo tasso di bocciatura alla prima prova scritta del primo esame nazionale per l’abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica, ha destato molte perplessità e deluso migliaia di partecipanti: su 29.228 domande presentate, 12.191 candidati si sono presentati e soltanto 230 persone sono risultate idonee, pari allo 0,7% del totale degli iscritti e all’1,8% dei partecipanti effettivi. Il programma ufficiale delle prove è stato giudicato da molti operatori e professionisti eccessivamente nozionistico, dispersivo e poco aderente alle reali competenze richieste a una guida turistica, privilegiando una conoscenza enciclopedica e mnemonica dell’intero patrimonio nazionale, comprensiva anche di siti marginali o scarsamente fruibili dal punto di vista turistico.
Per questo motivo ho presentato un’interrogazione alla ministra del Turismo, chiedendo se intenda disporre verifiche e valutazioni critiche sull’impianto complessivo dell’esame nazionale per guide turistiche e sui criteri valutativi adottati. Non solo, alla ministra Santanché chiediamo anche se intenda pubblicare integralmente, e in via ufficiale, dati aggregati relativi alla procedura e informazioni sui criteri di correzione e attribuzione dei punteggi, ai fini di trasparenza e imparzialità. Inoltre, se in vista del prossimo bando, siano allo studio meccanismi correttivi delle prove e dei relativi parametri per garantire meglio proporzionalità, trasparenza e coerenza tra accertamento delle competenze professionali necessarie e struttura della procedura abilitante. Infine, riteniamo opportuno sapere se la ministra voglia istituire un tavolo tecnico con dei candidati per valutare tempestivamente eventuali correttivi metodologici e organizzativi, chiedendo anche chiarimenti sulle donne in stato di gravidanza o di allattamento, rimaste escluse dalla procedura abilitante nonostante il rispetto di tutti i requisiti e delle modalità”.
Lo dichiara la deputata di Azione Daniela Ruffino, annunciando un’interrogazione alla ministra del Turismo Santanchè.

Migliorando, incontro sul referendum

L’incontro pubblico organizzato dall’associazione Migliorando al Teatro Juvarra di Torino ha registrato il tutto esaurito, con circa 200 persone presenti in sala.
Al centro della serata il confronto sul referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, con l’obiettivo di illustrare ai cittadini le ragioni del sì e del no. Protagonisti del dibattito l’onorevole Mauro Laus, esponente del Partito Democratico, e l’avvocato Luca Cassiani, anch’egli iscritto al PD.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto particolare, poiché ha visto dialogare due posizioni diverse all’interno dello stesso partito. A introdurre e moderare la serata è stata Laura Pompeo, presidente dell’associazione Migliorando e consigliera regionale, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di informazione e dibattito pubblico su temi istituzionali rilevanti.
Il teatro gremito ha confermato l’interesse dei cittadini torinesi per il tema della riforma della giustizia e per il confronto diretto tra esponenti politici e professionisti del settore.

Enzo Grassano

Vittoria Nallo (Iv): “No al ‘voucher-Balilla’ della Regione”

“Garantire il diritto allo sport e liste d’attesa ragionevoli”

Vittoria Nallo, capogruppo di Italia Viva in Regione, oggi in Commissione ha votato contro la proposta di legge regionale sull’orientamento sportivo presentata da FdI.

Secondo Nallo “È un testo che manca di basi scientifiche e chiude gli occhi davanti ai problemi reali che le famiglie affrontano per far fare sport ai propri figli. Spinge verso la competizione e la specializzazione precoce, mentre in età pre-adolescenziale lo sport deve basarsi sul gioco e sulla possibilità di provare attività diverse. Lo sport è essenziale per la crescita, ma la Regione non deve voler fabbricare campioni a scapito della salute fisica e mentale dei ragazzi”.
E aggiunge: “Dovremmo prendere esempio dal modello norvegese, dove i grandi successi sportivi nascono proprio da un approccio ludico e multidisciplinare fin da piccoli. La proposta inoltre ignora il dramma dei tempi di attesa per le visite medico sportive con tempi che in alcune Asl arrivano fino a quattro mesi. Questa disorganizzazione costringe di fatto moltissimi cittadini a doversi pagare la visita nel privato”
“Invece di introdurre l’ennesimo voucher per pochi con lo scopo di creare piccoli Balilla la maggioranza si occupi di garantire a tutti il diritto di fare sport in modo sano, sicuro e con infrastrutture moderne e accessibili, garantendo tempi ragionevoli per le visite medico sportive”.