“Senza una vera politica industriale pubblica, Stellantis continuerà a svuotare Mirafior”i
«La richiesta del presidente Alberto Cirio di istituire una Zona Economica Speciale (Zes) per l’automotive piemontese è l’ennesimo sasso lanciato nello stagno per nascondere il vuoto cosmico di una reale politica industriale pubblica», dichiarano Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese e Paolo Ferrero, segretario provinciale torinese di Rifondazione Comunista del Piemonte.
«Siamo di fronte a una ricetta vecchia e fallimentare, basata su regali fiscali e deregolamentazioni, che non sposterà di un millimetro le scelte strategiche e predatorie dei grandi gruppi multinazionali come Stellantis.
Il crollo verticale della produzione a Mirafiori non è un evento locale e congiunturale che si cura con i bonus, ma il sintomo di una crisi strutturale profonda che attraversa l’Italia e l’intera Europa.
Il nostro continente sta subendo un drammatico processo di deindustrializzazione e sta perdendo rapidamente la leadership tecnologica globale. Il baricentro degli investimenti e delle nuove tecnologie si è ormai spostato radicalmente da Occidente a Oriente.
Di fronte a questo scenario, i grandi costruttori europei e statunitensi pagano un ritardo colpevole rispetto ai concorrenti asiatici, in particolare nella capacità di produrre auto compatte a basso costo e ad alta efficienza, che sono le uniche accessibili alle classi lavoratrici dell’Europa meridionale.Mentre la Germania e i mercati storici frenano, destabilizzando la nostra filiera della componentistica piemontese che esporta oltre il 70% della sua produzione, il centrodestra locale e nazionale continua a usare l’ambiente o il Green Deal come comodo capro espiatorio.
La verità è un’altra: la transizione energetica viene subita e usata come alibi, quando il vero dramma risiede nella totale assenza di programmazione e investimenti pubblici strategici in batterie, semiconduttori, infrastrutture e competenze avanzate. La stessa fusione tra FCA e PSA, che ha dato vita a Stellantis, non ha fatto altro che marginalizzare l’Italia, riducendone i volumi occupazionali, i modelli e il peso decisionale.
Pensare di rispondere a questo declino epocale con la flat tax delle Zes significa non aver capito nulla delle dinamiche del capitalismo globale. Senza una forte regia statale, senza vincoli occupazionali ferrei e senza un piano pubblico che imponga la produzione di vetture di massa, accessibili e sostenibili, le multinazionali intascheranno le agevolazioni promesse da Cirio per poi continuare a delocalizzare la produzione verso l’Est Europa o il Nord Africa.
Rifondazione Comunista – concludono Deambrogio e Ferrero – ribadisce che la salvezza di Mirafiori e dell’indotto piemontese non passa dalla flessibilità o dai favori ai padroni, ma dal ritorno dello Stato come attore industriale diretto e dalla difesa intransigente del lavoro e dei salari contro la finanza speculativa».
Rifondazione Comunista Torino




