Per una volta in questa rubrica parliamo di un insolito e commovente “rapporto di coppia”: quello tra una sola maestra per una sola allieva. Nessun banco che si sposta , nessuno a cui prestare la matita, nessuno da sgridare perché “troppo chiacchierone”. Non c’è bisogno di fare l’appello ed il registro di classe potrebbe anche non esserci. Quello tra la maestra e l’allieva è un rapporto 1 a 1
Isabella Corvelli e Sofia Viola: 33 anni la prima, 8 la seconda. Due generazioni lontane, due mondi differenti eppure, da quasi un anno, entrambe dipendenti l’una dall’altra. Già, perché Sofia è l’unica alunna della maestra Isabella. Sembra una storia romanzata in stile libro “Cuore”, invece nella sua particolarità ed unicità, è la vera storia di quello che è accaduto per tutto l’anno scolastico nella scuola elementare di Alpette. Ribattezzata dalla stampa inglese “la scuola più piccola al mondo”, l’elementare di Alpette, paesino con circa 270 abitanti a poco più di 50 km da Torino, sta vivendo giorni di popolarità comparendo non solo sulle testate giornalistiche italiane, ma addirittura su quelle internazionali.
Una sola maestra per una sola allieva: nessun banco che si sposta , nessuno a cui prestare la matita, nessuno da sgridare perché “troppo chiacchierone”. Non c’è bisogno di fare l’appello ed il registro di classe potrebbe anche non esserci; tuttavia le sei ore di lezione si svolgono come in tutte le altre scuole, come se in classe ci fossero venti scolari. Quello tra la maestra e l’allieva è un rapporto 1 a 1, una proporzione insolita da avere in classe, soprattutto in tempi come questi dove i tagli al settore scuola ed il sovraffollamento delle aule fanno da padroni.
Nonostante la situazione non sia stata sempre questa (l’anno scorso c’erano altri 4 bambini più grandi che, avendo finito la quinta, sono passati alle medie) quella di Sofia rimane una storia molto discussa e che ha suscitato non poche polemiche. C’è infatti chi sostiene essere poco educativo “l’isolamento” che questa bimba di 8 anni è stata costretta a subire, e che, nonostante la sua maestra la porti due volte a settimana nella scuola di Cuorgnè, (scuola dove sono presenti anche alcuni dei suoi piccoli compaesani),questo non basti per farla socializzare con gli altri bambini.
Su questo tema è intervenuto ovviamente anche il sindaco di Alpette Silvio Varetto, che ha dichiarato(se sarà possibile) di voler continuare a tenere l’elementare aperta nonostante la presenza di un solo alunno, in modo da incentivare nuove famiglie ad andare a vivere in questi paesi di montagna.
Se la scelta del primo cittadino sia giusta oppure no possono dircelo solo la piccola Sofia e la sua famiglia. La cosa certa è che dopo anni di notizie agghiaccianti su insegnanti che maltrattano e abusano i bambini e su scuole che cadono a pezzi, l’elementare di Alpette, con la sua forza e la sua voglia di non mollare nonostante tutto, rappresenta la scuola italiana nel suo profilo migliore. Sofia è una bambina allegra, intelligente e con tanta voglia di imparare; Isabella è una donna che ha fatto dell’insegnamento e dell’amore per i bambini la sua vita. Perchè far sì che una brava maestra rimanga senza lavoro e che un’alunna rimanga senza la possibilità di imparare da chi vuole lei? Perchè dividere un binomio che funziona così bene insieme?
Di solito le favole che si raccontano ai bambini narrano di super- eroi che lottano per il bene e per le cose che amano. Isabella e Sofia amano quella scuola e hanno deciso di rimanere diventando l’una l’eroina dell’altra. Chissà, potrebbe essere bello che qualche favola, un giorno, possa cominciare con:” C’era una volta una maestra e la sua allieva..”
Simona Pili Stella
L’appuntamento nazionale è a Roma in Piazza della Bocca della Verità, per lo sciopero generale dei dipendenti della pubblica amministrazione. Lo slogan rivolto al Governo è racchiuso nell’hashtag #renzinontitemo.

Il prossimo primo agosto entrerà ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica – meglio nota come “Convenzione di Istanbul” – adottata dal Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011.
L’amore non invecchia e non muore. A 96 anni ha tentato, disperato, di uccidersi sulla tomba della moglie, morta alcuni anni fa.
Ha lasciato nella buca delle lettere del suo potenziale rivale in amore una serie di biglietti sui quali erano scritte parole minacciose e la richiesta di 5mila euro.
Il progetto è stato finanziato nel 2012 nell’ambito del Programma Operativo della Regione Piemonte
Una Reggia sempre più famosa, tanto da entrare (con l’Egizio) nella Top 100 delle realtà culturali più prestigiose al mondo, non può concedersi soste.