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Magnacarta: la storia di quel negozietto grazioso di Corso Vittorio

Magnacarta nasce nel 1982 per opera di Stefania Bucci e Flavia Trigona, le quali si dedicano alla vendita di prodotti di carta di alta gamma: in particolare, trattano la carta marmorizzata fatta a mano dalla nota azienda “Il Papiro” di Firenze ed importano diversi prodotti di nicchia dall’Inghilterra.

Non molti anni dopo arriva in negozio Daniela Perletto, è molto giovane e ama lavorare la carta, ma soprattutto è determinata nel portare avanti questo lavoro. Stefania e Flavia la accolgono come una figlia e le insegnano il mestiere, per poi lasciarle il negozio quando arriva per loro il momento di andare in pensione. Daniela ha l’arte nel sangue, ama il teatro e ha lavorato con Massimo Scaglione il quale, a quei tempi, le aveva proposto di partire per una tournée in Sardegna, invito che Daniela decise di non accettare per non lasciare quel tanto amato fidanzato che divenne poi il suo futuro marito.

A quel punto la vena artistica di Daniela trova espressione nella carta, attività nella quale si dedica con una fervida passione per tutta la sua vita.
Inizia ad imparare a lavorare questo materiale, grazie ad un corso di cartonaggio tenuto in un laboratorio nei pressi di Via Cavour, e da allora la sua creatività ha continuato a sbizzarrirsi, sino ad arrivare a creare a mano gioielli di carta e borse di rafia realizzate all’uncinetto.
Nel suo laboratorio, a pochi passi dal negozio, Daniela lavora fino a tarda sera e ogni momento di pausa è utile per produrre quelle creazioni che espone nella sua piccola vetrina in Corso Vittorio.

Ed è proprio quella graziosa vetrina ad incuriosire i passanti e a condurli dentro il suo piccolo negozio di soli 4 mq, curato come se fosse una bomboniera.
Tutto ciò che crea sono pezzi unici e mai in serie, unicamente prodotti a mano e con materiali di alta qualità: è anche possibile richiedere un’agenda personalizzata con un’ampia scelta di fantasie e ordinare scatole create su misura per confezionare i regali. Inoltre, da Daniela si possono trovare i biglietti in carta a mano di Amalfi e gli eleganti pop-up di Origamo.


Daniela è una persona da conoscere: eclettica, coniuga alla perfezione la sua precisione per i dettagli nel lavoro manuale con l’estroversione artistica che riesce ad esprimere quando si esibisce con il coro di cui fa parte, i Vocal eXcess, primo coro rock nato in Italia. Ed è proprio per questo eclettismo che traspare nelle sue creazioni, sempre molto fantasiose e per nulla banali, che esse rappresentano quel pezzo unico che chiunque voglia caratterizzarsi desidererebbe avere.

Irene Cane

Sagra dell’agnolotto a Bosconero

DAL 29 LUGLIO AL 1 AGOSTO 2022

 V edizione 

 Musica, sport ed enogastronomia

(tra i piatti preparati dal Comitato la Rusà gli speciali agnolotti: disponibili solo alla sera!)

Settima edizione ancora più carica di eventi e spettacoli per la “Sagra dell’agnolotto” di Bosconero, organizzata dal Comitato “La Rusà”.

Venerdì 29 luglio inaugurazione alle ore 19 con un aperitivo-party con cocktail bar e Mojito. Alle 20, apertura degli stand gastronomici con la serata dedicata alla piadina. Dalle 21 musica a 360 gradi con i Wave.

A mezzanotte corsa podistica e camminata a passo di fitwalking non competitiva di 6 Km. Per iscriversi alla corsa “Mezzanotte alla Rusà – La Millelumini” è necessario contattare entro il 27 luglio comitatolarusa@gmail.com e info@walkingitalia.it e il numero 3473671227. Quota di iscrizione 10 euro comprensiva di pacco gara che comprende maglietta della manifestazione (garantita fino ad esaurimento pacchi) e buono pasto per la spaghettata finale (escluse bevande). Premi simpatia per i partecipanti.

Una parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro di Candiolo.

Sabato  30 luglio alle 19 aperitivo con cocktail bar e Mojito seguiti dall’apertura degli stand gastronomici (ore 19,30) con antipasti, agnolotti della Rusà e grigliate di carne. Gradita la prenotazione. Serata musicale con la band “Mascalzoni latini”, seguiti da un dj set.

Domenica 31 luglio alle ore 10 Santa Messa con la partecipazione dei Priori: presenzierà la Filarmonica Bosconerese.

Alle ore 14,30 Si entra nel vivo della manifestazione con il 5°MEMORIAL “PAOLO MANGERUGA” MOTOGIRO – BOSCONERO BIKERS (aperto a tutti i tipi di moto / scooter) organizzato dall’Associazione Culturale La Rusà; Il memorial è dedicato a Paolo, un ragazzo del paese deceduto il primo giorno dell’anno di alcuni anni fa in un incidente automobilistico tra Bosconero e San Benigno. Era un appassionato di moto: per lui, i suoi amici di sempre, hanno deciso di organizzare questo motogiro che si ripete ogni anno.

Alle 14,30 ritrovo presso il Capannone delle Feste di Borgata Roggia. Alle 15 partenza per il motogiro, nel canavese (100 Km andata e ritorno con tappa a Castelnuovo Nigra per un aperitivo). Alle 18 si rientra a Bosconero e durante  la cena ci saranno le premiazioni tra  tutti  i  partecipanti del motogiro  che saranno presenti. Costo della manifestazione: 7 euro per motogiro e aperitivo, 20 se si aggiunge la cena dell’amicizia. Parteciperà anche l’Asd “sono fatto di Vespa”.  Prenotazioni entro il  24/07/2022 chiamando i numeri: 331 71  98 636 – 347 367 12 27 – 347 44 93 426.

Alle ore 19,30 apertura degli stand gastronomici con antipasti, agnolotti della Rusà e grigliate di carne. Gradita la prenotazione.

Alle ore 22 tributo a Vasco Rossi con i Blasco Anthology.

Lunedì 1 agosto alle 19,30 apertura stand gastronomici. Alle 21,30 serata dedicata al liscio con l’orchestra spettacolo “Loris Gallo e le Coco Girls”. La manifestazione termina con la consueta elezione di Miss e Mister Agnolotto.

Tutte le serate sono ad ingresso gratuito. Per informazioni chiamare il numero 347 3671227

Ufficio Stampa DR Comunicazione Media Press

Tel. 333/430.97.09 – eventistampa@gmail.com

 

La Val Susa si riscopre terra di vini storici

Nel Seicento a Giaglione – piccolo comune posto sopra Susa, lungo la strada che conduce al Moncenisio e in Francia – i vigneti occupavano più di 100 ettari. Ma dopo la seconda guerra mondiale erano praticamente scomparsi. Le fabbriche del fondovalle, la ferrovia, l’emigrazione verso Torino avevano ridotto drasticamente il numero degli abitanti e, con loro, la superficie coltivata, non solo a vigne. Il bosco si era ripreso uno spazio che l’uomo aveva conquistato da più di 2mila anni.

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La Val Susa si riscopre terra di vini storici con la Cantina Martina e l’Agriturismo Cré Seren

Qi Gong. L’antica pratica cinese che migliora energia vitale e benessere

Controllo della respirazione, meditazione, posizioni statiche e automassaggio, arti marziali e concentrazione mentale, questo è il Qi Gong, una antica pratica cinese, che ne comprende diverse,grazie a cui fluisce l’energia vitale, si alleggerisce lo spirito che ci guida verso il benessere

L’etimologia del termine ci parla di tecnica del respiro o lavoro con l’energia, una pratica, un allenamento ricostituente dunque che attiva il flusso energetico interiore e migliora lo stato esternoattraverso la rete dei meridiani.

Esistono diverse versioni del Qi Gong, più di 70 antiche collegate alla medicina cinese, al Taoismo, al Buddismo, alla filosofia dello Yin e Yang che conduce all’equilibrio e alla perfezione attraverso la simmetria di forze contrapposte insite in noi e nel rapporto con la natura, ma anche molte altre forme moderne introdotte nei primi anni ’50 che si sono diffuse rapidamente già dagli anni ’70.

Il Qi Gong come energia interiore, attraverso la rete dei meridiani, ha il compito di proteggerci da malattie e disfunzioni e mantenere il benessere interiore ed esterno del nostro corpo seguendo il principio della prevenzione per non dover ricorrere alla cura. I meridiani all’interno della nostra struttura corporea sono come una rete stradale, canali di comunicazione che nello stato di prosperità ed equilibrio permettono all’energia di circolare positivamentefacendoci stare bene, ma in caso di patologie o situazioni di stress questa corrente rallenta, si blocca e va depurata, sanificata dalle scorie e rafforzata.

Il Qi Gong come ogni disciplina o pratica necessita di costanza e impegno, di esercizio regolare che una volta diventati esperti può essere fatto anche da soli; oltre a favorire uno stato di salute generale questa tecnica può migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, supportare il funzionamento del sistema cardiovascolare e respiratorio, tonificare i muscoli, ridurre lo stress, tutto ciòcompatibilmente con le proprie capacità e in maniera sinergicacon le terapie e il controllo medico; per gli anziani è un modo utile e dolce di tenere il corpo in attività, mentre gli adolescenti e gli sportivi possono trarne benefici nella tonicità muscolare e nelle resistenza fisica. Una pratica adatta a tutti insomma, un lavoro che sviluppa e riabilita il nostro essere, migliora la percezione del nostro corpo stimolandone le potenzialità.

Il Qi Gong può essere praticato in qualsiasi momento tuttavia in molti lo consigliano la mattina presto e all’aperto; la presenza del maestro, soprattutto per i neofiti, è importante e a tale proposito,considerata anche la diffusione e il successo che ha avuto negli ultimi anni, è opportuno verificare, per non imbattersi in situazioni arrangiate e non in regola, che gli istruttori abbiano le certificazioni e una formazione adeguata.

Controindicazioni? In linea di massima non ve ne sono; ovviamente chi è in situazioni straordinarie come la gravidanza o soffre di disturbi specifici deve porre attenzione e soprattutto seguire le indicazioni del proprio medico.

Maria La Barbera

I giovani e la sessualità

Da sempre i giovani sono stati associati al vigore fisico, all’energia, agli istinti sessuali.

Questo vale tanto per gli uomini quanto per le donne. Concetti quali la verginità, l’amica di mamma che svolge il ruolo di nave scuola, gli amici più esperti o più anziani che riferiscono, spesso condendo i racconti con molta fantasia, le loro esperienze per testimoniare come si faccia.
E tutti aspettano la loro prima volta, segno che si entra nell’età adulta, complice una cultura che non sempre permette di parlare liberamente di sesso, che troppo spesso ancora oggi non consente un dialogo sereno e aperto tra genitori e figli.
La pornografia, un tempo riservata all’età maggiore se non si conosceva un edicolante compiacente, ora è dominio di tutti, anche dei più piccoli, perché non vi è alcun controllo reale sugli accessi alle decine di migliaia di siti web che, gratuitamente, propongono video per ogni gusto.
Il reale problema della pornografia, al di là di qualsiasi considerazione religiosa, morale o etica, è di carattere pedagogico.
I giovani, come chiunque si avvicini ad un qualcosa di nuovo, inesplorato, tende a considerare positivamente ciò che apprende, ciò che gli viene proposto, non possedendo ancora strumenti culturali che gli consentano una valutazione oggettiva.
Risulta quindi normale che i preliminari non esistano, che i rapporti vengano praticati senza protezione alcuna, che una bellissima quarantenne porti a casa un clochard e con quest’uomo faccia diventare il kamasutra un libro di preghiere.
Come il cinema insegna (e le recenti riprese torinesi lo hanno dimostrato) la finzione, grazie a montaggi, audio ad hoc e professionisti del sesso rende naturale ciò che in realtà sarebbe impraticabile o, comunque, pericoloso.
Sono purtroppo ancora molte le ragazzine che si concedono con facilità in cambio di pochi euro, complice un tasso etilico elevato, o per ottenere un oggetto griffato. I siti di incontri sono pieni di annunci di ragazze che, dichiarando 20-25 anni, in foto ne dimostrano, si e no, 17-18 se non addirittura meno e garantiscono prestazioni di alto livello al naturale (senza protezioni).
Dalla comparsa dell’HIV, l’inizio degli anni ’80, l’attenzione si era alzata portando ad una riduzione dei casi di malattie a trasmissione sessuale (MTS), ad un aumento nell’uso dei preservativi e, in generale, ad una maggior attenzione nei confronti dei possibili mezzi di trasmissione.
Come spesso accade, dopo almeno 30 anni di relativa tranquillità, si assiste ora ad una recrudescenza delle MTS e non soltanto per quanto riguarda HIV, epatite B e C ed altre malattie che ormai erano considerate solo un ricordo (sifilide, gonorrea, ecc).
Noi umani, i giovani ancor più, pensiamo spesso di essere immuni da ogni malattia, che ogni patologia possa riguardare gli altri, ma mai se stessi e, di conseguenza, non adottiamo le precauzioni più elementari; l’istinto atavico della riproduzione, purtroppo, rende ad alcuni maschi difficile accettare l’uso del preservativo, con la motivazione della perdita di sensibilità o dello spreco del seme.
Il risultato è che si incontrano sempre più spesso diciottenni positivi all’HIV per aver voluto provare qualche minuto di adrenalina, a moltissime donne viene diagnosticato l’HPV (papilloma virus) del quale alcuni genotipi sono spesso responsabili dei tumori maligni.
Il preservativo viene spesso associato solo alla prevenzione delle gravidanze, pensando che il sesso orale o anale non consenta la trasmissione di batteri, virus ed altre agenti patogeni. Le MTS vengono solitamente divise in tre categorie: quelle la cui trasmissione è quasi esclusivamente sessuale (Sifilide, Chlamydia, Gonorrea, Tricomoniasi, Papillomavirus, Herpes genitale e Chlamydia), quelle trasmissibili non esclusivamente per via sessuale (Epatite B, HIV, Citomegalovirus) e quelle la cui trasmissione per via sessuale è poco frequente (Candida, Epatite C).
Anni addietro l’attore Michael Douglas, che contrasse un carcinoma al cavo orale, attribuì all’HPV della moglie la causa (trasmessa attraverso rapporti orali).
Troppo spesso alcune donne, in primis alcune prostitute, accettano rapporti non protetti perché “si vede che sei pulito” o a condizione che l’uomo eiaculi all’esterno; o hanno un microscopio a scansione negli occhi o non conoscono il significato di portatore sano e di sieropositività. Alcuni studi, a mio giudizio statisticamente inaffidabili, hanno rivelato che negli anni 2020 e 2021 i casi di MTS sono calati rispetto agli anni precedenti; forse non hanno considerato che moltissime persone non si sono recate nei laboratori durante la pandemia, se non in caso di assoluta necessità ignorando così di aver contratto una patologia.
Alcune ragazze accettano di avere rapporti completi durante le mestruazioni, agevolando la penetrazione nel corpo del partner di eventuali agenti patogeni.
I virus, in particolare, possono entrare attraverso minuscole abrasioni nei tessuti (irritazione dei genitali, detergente intimo aggressivo o con pH errato, spazzolino da denti troppo duro, uso degli stuzzicadenti o cure odontoiatriche, emorroidi) manifestandosi anche dopo settimane.
In alcuni casi la patologia può restare silente (Epatite) evolvendo in carcinoma epatico anche dopo anni.
Il Comune di Torino ha evidenziato due fattori a mio parere preoccupanti: più del 27% (1 su 4) delle persone intervistate dal progetto pilota “Sanarcobaleno” non ha mai eseguito un test HIV e la maggior parte non conosceva lo stato sierologico del proprio partner; inoltre, la maggior parte delle nuove infezioni è trasmessa da chi non conosce il proprio stato sierologico.
In ultima analisi: vale la pena rischiare la vita o, quanto meno, di compromettere seriamente la salute propria e dei propri cari per un momento di piacere spensierato?
La prostituzione stessa, vuoi una italiana tendenza a non legittimare le cose scomode, vuoi un’immigrazione incontrollata ha notevolmente aumentato l’offerta con conseguente adeguamento della domanda. Su un sito di annunci-incontri, nella sola Torino sono comparsi in un solo giorno quasi 900 annunci diversi tra prostitute femmine e trans; una statistica ha rivelato che ognuno di essi riceve circa 10 clienti al giorno per cui significa che ogni giorno circa il 5% dei torinesi maschi (e penso che altre grandi città non siano molto diverse) si rivolga a professionisti del sesso (di tutti i generi).
Questo dato mostra un problema non solo di ordine sociale ma anche, e soprattutto, psicologico: perché così tante persone devono ricorrere al sesso al pagamento, avendo spesso una relazione stabile? Cosa spinge a rischiare la salute e, talvolta, una pesante sanzione se sorpresi in auto in atteggiamento inequivocabile?
All’interno di questo quadro, quantomeno preoccupante, in cui giovani ed adulti cercano l’affermazione della propria individualità attraverso l’espressione di un bisogno primario per la sopravvivenza della specie, la sessualità dei giovani adolescenti è spesso descritta come spregiudicata, senza limiti e sempre più precoce. Frequentemente viene disapprovata dagli adulti che si mostrano sorpresi o disorientati dalla mancanza di regole con cui crescono queste nuove generazioni, senza riflettere sul fatto che sono proprio gli adulti ad improntare i giovani. Tra l’altro, quando si parla di “comportamenti a rischio” non si può sottovalutare il fatto che questi sono tali per l’adulto mentre l’adolescente, com’è noto, non ha ancora ben strutturato la percezione del rischio. Per l’adolescente è normale e naturale esprimere la propria vitalità, la piena energia, in un quadro di riferimento che è quello trasmesso dall’adulto e le cui caratteristiche sembrano andare nella direzione del sesso come potere e come merce di scambio in una fissità di ruoli e stereotipi di genere. O almeno questo traspare dai modi degli adolescenti, dai testi delle canzoni che amano ascoltare e dal materiale (confezionato dagli adulti) che anche i più piccoli possono facilmente visionare in rete.
L’elevata esposizione ai rischi derivante dall’espressione spregiudicata della sessualità e la scarsa tendenza ad approfondire le proprie conoscenze, può condurre a problemi anche gravi di salute fisica e/o psicologica oltre che aprire la strada alle dipendenze da sostanze varie e dalle tecnologie.
Ebbene, cosa può fare l’adulto, il responsabile dell’educazione delle future generazioni, a fronte di questo stato delle cose?
Alcuni pensano di avere il dovere di controllare e contenere, altri fingono di non vedere o comunque non danno peso ritenendo di non essere direttamente coinvolti (i propri figli costituiscono sempre “casi a parte”), altri ancora provano a porsi domande e a riflettere sui cambiamenti culturali e i modelli di riferimento, avendo a cuore la salute psicofisica delle giovani generazioni.
Di fatto le criticità legate all’espressione della sessualità sono trasversali e coinvolgono tutte le fasce di età, considerato anche il prolungarsi dell’adolescenza. La società attuale è un crogiuolo di contraddizioni in cui si fatica a trovare una propria direzione: i forti valori di riferimento stanno lasciando il posto ad un’etica neutra e non univoca, le norme di riferimento sono sostituite da comportamenti normali che delegittimizzano la trasgressione e l’affermazione personale è al centro di tutto a discapito dei rapporti sociali.
Non è facile orientarsi in questo contesto, anzi, il rischio di esperire un divario eccessivo tra gli innumerevoli modelli spacciati come riferimenti e le proprie risorse percepite, è sempre dietro l’angolo e può portare sia ad un eccesso di spregiudicatezza che ad inibizioni, chiusure e ritiri precoci dopo le prime esperienze “non all’altezza”.
Dove la famiglia e gli amici non sono sufficienti a venire in aiuto, si può ricorrere ad un esperto (medico, psicologo, sessuologo) che, lungi dall’avere la bacchetta magica, può comunque, a seconda delle proprie competenze, fornire informazioni pratiche e indicazioni, oltre che accogliere e accompagnare le giovani personalità nei loro percorsi di formazione individuale.

Sergio Motta

Cristiana Francesia

Festa patronale di Volpiano dal 29 giugno al 3 luglio


In piazza Italia con Rock Cover Parade, concerti, eventi e stand gastronomici


Volpiano dal 29 giugno al 3 luglio in piazza Italia è in programma la Festa patronale dei santi Pietro e Paolo, con concertieventistand gastronomici e il mercatino artigianale.

Mercoledì 29 e giovedì 30 giugno alle 21 si svolge la Rock Cover Parade, il concorso per gruppi musicali giunto all’ottava edizione. Venerdì 1 luglio alle 21 concerto di Voyager – Fabbrica del Suono con «Tributo a Gigi D’Agostino». Sabato 2 luglio alle 18 la Sfilata Cosplay, alle 21 la tribute band «I Cavalieri di Zara», con le sigle dei più famosi cartoni animati, alle 22.30 la consegna della Costituzione italiana ai neo diciottenni. Domenica 3 luglio in mattinata, alle 10, la processione da piazza Amedeo di Savoia e alle 11.15 la messa nella chiesa parrocchiale; in serata, alle 21 il ballo liscio con Ornella’s Group e alle 23.30 l’elezione di Miss Mister Coscritti 2004.

La rievocazione di San Giovanni Battista

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso Domenica 26 giugno

 

 

“Una tranquilla domenica di inizio Novecento”: la giornata di rievocazione per la Festa di San Giovanni Battista prende le mosse dai ricordi di inizio Novecento per un viaggio indietro nel tempo tra personaggi in abiti storici intenti a passeggiare, chiacchierare, dipingere, a dedicarsi a “dejeuner sur l’herbe” e momenti di svago, nello spirito che animava le escursioni spontanee all’alba del secolo scorso. La rievocazione si svolgerà nell’arco di tutta la giornata, alle ore 11 e 15.30 inoltre sono in programma visite guidate tematiche focalizzate in particolare sui grandi restauri di D’Andrade e Bertea. L’evento è a cura de Le Vie del Tempo.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Biglietto di ingresso: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

Costo della visita guidata: 5 euro + biglietto di ingresso

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 9367450 ranverso@ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Scusi, ma lei chi è? Cosa ci fa in casa mia?

Quando non ci si riconosce di fronte allo specchio e non si sa più chi sono i propri famigliari
Siamo talmente abituati a passare di fronte ad uno specchio e riconoscerci, che non ci facciamo più
caso, ma cosa succederebbe se un giorno ci svegliassimo e non fossimo in grado di identificare la
nostra figura, ponendoci di fronte alla superficie riflettente in cui ci guardiamo fin da bambini?
Esiste una condizione patologica, nota come sindrome di Capgras che contempla tale situazione.
La sindrome prende il nome dal medico che la identificò in un paziente ormai quasi 100 anni fa; la
malattia è nota anche come “sindrome dell’impostore”.
Poiché la sindrome di Capgras è rara è, di conseguenza, difficile da studiare. La maggior parte di
ciò che sappiamo proviene dai resoconti dei medici sui singoli pazienti e sappiamo anche da alcune
recenti ricerche che è più facilmente riscontrabile tra le persone affette da patologie
neurodegenerative come la demenza: fino al 16% delle persone affette da demenza a corpi di Lewy,
un particolare tipo di inclusioni cellulari, o da Alzheimer presentano anche la sindrome di Capgras.
Si verifica facilmente anche in persone che presentano differenti patologie cerebrali, come la
schizofrenia, il Parkinson o l’epilessia; può manifestarsi anche in esiti di ictus o nel caso di una
lesione cerebrale traumatica, o in persone sofferenti di schizofrenia.
Una ricerca stima che le persone con schizofrenia e demenza costituiscano l’81% di tutti i casi. Uno
studio sulla sindrome di Capgras ha utilizzato un database sanitario di 250.000 persone nel Regno
Unito, trovando solo 84 casi in quell’ampio gruppo. Un filo conduttore era che molte persone con la
sindrome di Capgras avevano anche altri tipi di deliri. Le persone affette da questa patologia
tendono inoltre a essere di mezza età, ad avere avuto in passato altri problemi di salute mentale. Le
donne sono più colpite degli uomini, con frequenza quasi doppia.
Il riconoscimento del volto di un’altra persona è un processo complicato, che coinvolge un notevole
flusso di stimoli neurologici e cognitivi deputati a valutare, elaborare e determinare chi sia la
persona di fronte alla quale ci troviamo. Avviene in aree cerebrali situate nell’area temporale e
occipitale e in parte del sistema limbico ed è opinione comune che possa esservi una mancanza di
connessione tra il riconoscimento facciale e le emozioni provocate dal vedersi comparire di fronte
un volto familiare.
Quando si vede un volto noto, nel cervello entrano in azione due sistemi. Il sistema nervoso
periferico trasmette le informazioni somatiche ed emotive relative a quel volto al sistema nervoso
centrale, il quale è deputato ad analizzare le caratteristiche di quel volto con un processo che in
tempi infinitamente piccoli giunge a riconoscerlo, o a identificarlo come non conosciuto. I medici
non sanno ancora esattamente quali siano le cause della sindrome di Capgras, ma numerosi indizi
portano a credere che l’interruzione della connessione fra il sistema nervoso centrale ed il
periferico, sia una delle cause principali della malattia.
Molti pazienti con la sindrome di Capgras presentano una o più alterazioni nel tessuto encefalico;
non è necessario che le alterazioni riguardino esattamente le parti del cervello responsabili del
riconoscimento, possono semplicemente trovarsi in aree ad esse collegate.
Si ritiene che le emozioni siano controllate dall’amigdala, un ammasso cellulare a forma di
mandorla situata in profondità all’interno dei lobi temporali del cervello; vi sono due amigdale, una
situata in ciascun emisfero cerebrale. Si tratta di una struttura del sistema limbico coinvolta in
molte delle nostre emozioni e motivazioni, in particolare quelle legate alla sopravvivenza. E
coinvolta nell’elaborazione di emozioni come paura, rabbia e piacere. L’amigdala a anche
responsabile della determinazione di quali ricordi sono archiviati e dove sono archiviati i ricordi nel
cervello. Si pensa che questa determinazione sia basata sull’enorme risposta emotiva che un evento
evoca, in particolare l’incontro e il riconoscimento di un volto amico. In pratica si tratta di una
sentinella delle nostre emozioni.
Se il tessuto cerebrale di sua pertinenza viene ad essere alterato da malattie degenerative o
neoplastiche, il paziente può riconoscere il volto di qualcuno, ma non associa alcuna emozione alla
vista di un volto familiare, cioè lo riconosce coscientemente come volto, ma non riesce a collegarlo
a ad una persona da cui sia legato emotivamente.
Ed ecco che allora la sindrome di Capgras è anche definita “sindrome dell’impostore”, perché le
persone affette da questo disturbo sono fermamente convinti che alcuni impostori abbiano
sostituito i loro cari e nessun ragionamento può far cambiare loro idea.
Tale delirio riguarda non solo le persone, ma anche gli animali domestici, o addirittura alcuni
oggetti possono non essere più riconosciuti.
In casi particolarmente accentuati, nel paziente il delirio del mancato riconoscimento, può associarsi
alla idea che un luogo in cui vive abitualmente sia stato riprodotto fedelmente, ma non sia quello
“originale”, e che addirittura esistano due versioni identiche dello stesso luogo e che lui si trovi
costretto a vivere in quello clonato. Questa patologia, che prende il nome di paramnesia duplicativa,
è collegata a lesioni cerebrali localizzate nel lobo frontale
Alcuni esperti suggeriscono una terapia per aiutare il paziente e i suoi cari a gestire la malattia. Con
le terapie di riabilitazione, le persone care devono cercare di mettersi al posto del paziente per
capire al meglio quali siano le emozioni che sta provando. Questo approccio alla malattia offre al
paziente un senso di sicurezza, in particolare se teme che l’impostore sia lì per fargli del male.
Anche la consulenza familiare si rivela molto utile. Cercare di persuadere una persona affetta da
sindrome di Capgras che si sta sbagliando non risolve la situazione, ma può causare maggiore
sofferenza per tutti. Le persone care dovrebbero sempre cercare di mostrare compassione.
E’ fondamentale tenere sempre presente che è una condizione patologica a causare la falsa
credenza. Si deve provare a distrarre il malato, facendogli svolgere una delle sue attività preferite.
Una voce rilassante e un tocco delicato dimostreranno il vostro sostegno e li aiuteranno ad
affrontare la realtà.
La diagnosi si basa essenzialmente sul riconoscimento dell’ideazione delirante da parte del paziente.
È necessario effettuare un esame neurologico corretto ed escludere l’eventuale consumo di sostanze
tossiche come la ketamina e ricercare, mediante una approfondita anamnesi possibili antecedenti
psichiatrici, oltre alla ricerca di pregressi traumi cranici. La valutazione del paziente comprenderà
uno studio di imaging cerebrale tramite tomografia assiale computerizzata (TAC) e risonanza
magnetica (RM). A queste indagini potrà essere associata l’esecuzione di un elettroencefalogramma
(EEG) per escludere possibili focolai di coinvolgimento del cervello.
È importante coinvolgere i familiari o chi si prende cura del paziente per sapere quando sono
iniziate le allucinazioni e per ottenere quanti più dettagli possibile.
Oggi, oltre alla funzionalità e alle patologie ben conosciute in ambito Accademico, alcune correnti
di pensiero ipotizzano anche la teoria che l’amigdala sia responsabile della nostra capacità di
trascendere quanto vi è di conosciuto, mantenendo la percezione dell’ordinaria realtà attraverso
l’inibizione della maggior parte dei segnali sensoriali che bombardano il cervello e il corpo
filtrandoli, permettendoci così di vivere l’ordinaria realtà che percepiamo come “normale”.
L’iperattivazione dell’amigdala rimuove i filtri sensoriali, come dimostrato da alcuni pazienti che a
seguito di interventi neurochirurgici sull’amigdala hanno riferito di aver sperimentato la sensazione
di aver avuto accesso ad una dimensione “altra” potendo comunicare con gli “spiriti” o di aver
ricevuto particolari indicazioni, provenienti direttamente dall’Aldilà.
Indicazione questa assai intrigante e, forse, conosciuta da antichi popoli che hanno lasciato
rappresentazioni delle loro divinità dipinte all’interno di una “mandorla mistica”, un involucro che
ricorda la forma dell’amigdala, la cui stimolazione, come detto, potrebbe, forse, aprire le porte ad
una dimensione ancora sconosciuta ai nostri sensi, ma ben conosciuta da tutti quelli che credono ad
una dimensione spirituale a cui, in occasioni particolari ci sarebbe data la possibilità di accedere.
Rodolfo Alessandro Neri