LIFESTYLE- Pagina 2

Il Festival delle sagre conquista la città del Palio

Il Settembre Astigiano si prepara a vivere, sabato 12 e domenica 13 settembre, il Festival delle Sagre Astigiane, manifestazione che trasforma la città di Asti in una grande vetrina della cucina piemontese e delle tradizioni del mondo rurale.

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Chiude la Fiera del Peperone tra spettacoli, riti popolari ed eccellenze del territorio

Il gran finale della 77ª Fiera del Peperone del Carmagnola, dove dal 4 al 6 settembre 2026 la manifestazione, promossa dal Comune di Carmagnola, è organizzata da SGP Grandi Eventi, vive il suo secondo e ultimo weekend nel centro storico della città. Un weekend che permette di trasformare, ancora una volta, Carmagnola in una grande festa partecipata a partire dalle serate del Foro Festival: dal djset esplosivo di Wender, venerdì 4 settembre, passando per il viaggio emozionale dell’ensemble Le Muse con “Omaggio a Morricone – musiche da Oscar”. Sabato 5, fino alla chiusura di domenica 6 settembre, affidata al chitarrista di fama mondiale Stef Burns, con la sua Pink Floyd Night, un tributo alla storia del rock internazionale destinato a far vibrare il Foro Boario. Ricchissima la programmazione di venerdì 4 settembre, tra gusto, cultura e spettacolo: al BTM PalaPeperone si terranno “Poetando tra i fornelli”, con Maria Antonella Calopresti, e “Le confessioni laiche” di Paolo Massobrio, mentre al salotto della Fiera Fabio Clerici e Lino Fontana saranno i protagonisti di “Ricette in scena”, seguiti dal talk “Comunicare il cibo – una questione di testa e cuore”, con Paola Uberti. A chiudere la serata, in piazza Sant’Agostino, alle 22.30, sarà Sax Mania, con “Sax Roots & Routes. 100 anni di jazz in un soffio”.

Sabato 5 settembre la Fiera animerà diffusamente il centro storico tra la vetrina delle associazioni, comics street, gli appuntamenti gastronomici del PalaPeperone e “Carmagnola Musei. Sette tesori da scoprire”. Alle ore 20 il salotto della Fiera ospiterà la Notte dei Musei, seguita dalla presentazione del progetto “Carmagnola in tutti i sensi”,  e del nuovo portale Visit Carmagnola, mentre alle 22 sarà la volta del live del Magazin du Café. Accanto alla grande musica e all’animazione, la domenica conclusiva custodisce il rito più importante della kermesse: la maxi peperonata tricolore della Pro Loco. 400 kg di peperoni e 100 kg di salsiccia prendono forma dentro un’immensa pentola per dare vita a mille porzioni distribuita gratuitamente al pubblico, suggellato quale senso di festa e condivisione che da 77 anni rende unica questa Fiera. A completare la narrazione di un territorio vivo e in evoluzione, sarà anche un importante momento di riflessione istituzionale, un incontro dal titolo “Agroalimentare, Sport e Territorio. Nuovi progetti per il Piemonte”, in programma domenica 6 settembre alle ore 15 presso la sala del Consiglio del Comune di Carmagnola, riunendo rappresentanti del mondo sportivo, della filiera agroalimentare e delle istituzioni regionali.

Mara Martellotta

I dolci di Torino: una storia antica di gusto

SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO
Torino è una città che sa come incantare non solo per la sua eleganza e la sua architettura, ma anche per la sua gastronomia, che è un vero e proprio tesoro di tradizione. Tra i tanti piatti che rappresentano il cuore della città, i dolci torinesi sono senza dubbio tra i più apprezzati e celebrati. Ogni dolce racconta una storia che affonda le radici in secoli di tradizioni culinarie, tra ingredienti pregiati e tecniche che sono state tramandate di generazione in generazione. I dolci tipici di Torino sono una combinazione perfetta di ricette antiche, influenze nobili e sapori ricercati, che ancora oggi conquistano i palati di chi ha la fortuna di assaporarli.
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Torta di Nocciole: La Regina della Tradizione Torinese
croccante alle noccioleTra i dolci torinesi più celebri, la torta di nocciole rappresenta un autentico simbolo della città. La nocciola, in particolare la varietà Tonda Gentile del Piemonte, è l’ingrediente protagonista di questa prelibatezza, che affonda le sue radici nelle tradizioni contadine della regione. La torta di nocciole è un dolce che non ha bisogno di fronzoli: semplice ma ricco di sapore, la sua preparazione ruota attorno alla genuinità delle nocciole tostate e tritate, che danno vita a una torta dalla consistenza morbida e umida. Si racconta che il suo successo sia stato favorito dalla qualità delle nocciole locali, che trovano nel territorio torinese l’habitat perfetto per sviluppare il loro caratteristico sapore.
Questo dolce, che si prepara senza troppi ingredienti complessi, ha saputo mantenere intatto il suo fascino nel corso degli anni. La sua diffusione avvenne in modo piuttosto graduale, ma si dice che la torta di nocciole fosse una delle preferite nelle case delle famiglie torinesi già nel XVIII secolo. Non è raro trovare la torta servita come dessert nelle trattorie e nelle pasticcerie storiche di Torino, ed è considerata il perfetto esempio di dolce rustico e allo stesso tempo raffinato.
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Baci di Dama: Un Dolce Che Racconta Una Storia d’Amore
Un altro dolce che non può mancare nella tradizione torinese è senza dubbio il Bacio di Dama, che rappresenta uno dei dolci più eleganti e simbolici della città. La sua storia è avvolta nella leggenda, ma si narra che il dolce sia stato creato a Tortona, in Piemonte, nel XIX secolo. Il suo nome deriva dalla sua forma: due piccoli biscotti di pasta di mandorle o nocciole, uniti da un sottile strato di cioccolato, che ricordano due labbra che si sfiorano in un bacio. Questa analogia con l’amore non è casuale, visto che il Bacio di Dama è da sempre considerato un dolce “romantico” per eccellenza. La sua diffusione a Torino fu rapida, tanto che oggi è un marchio distintivo della pasticceria torinese. La ricetta originale prevede un impasto semplice, fatto di mandorle, zucchero e burro, ma la creazione dei biscotti è un’arte che richiede precisione e abilità, in modo che la forma e la consistenza siano perfette. Ancora oggi, il Bacio di Dama viene realizzato nelle pasticcerie storiche torinesi, dove il suo sapore delicato e la sua eleganza lo rendono uno dei dolci più apprezzati da turisti e locali.
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Il Bonèt: Un Dolce dal Gusto Profondo

Un altro dolce che è profondamente radicato nella cultura piemontese è il Bonèt, un dessert al cucchiaio che, con il suo gusto ricco e avvolgente, rappresenta uno dei classici della cucina dolce torinese. Si tratta di un flan a base di uova, latte, zucchero, amaretti e cioccolato, che viene cotto a bagnomaria per ottenere la sua caratteristica consistenza cremosa. La sua origine risale al periodo medievale, ma la ricetta che conosciamo oggi ha preso forma nel XIX secolo.

Il Bonèt è spesso considerato un dolce della tradizione contadina, preparato in occasioni speciali ma anche durante i pranzi festivi. Si racconta che, in passato, venisse preparato in grandi quantità nelle case dei contadini torinesi, dove la dolcezza del cioccolato e la croccantezza degli amaretti rappresentavano un piacere semplice ma soddisfacente. Ancora oggi, il Bonèt è un piatto immancabile nei ristoranti tradizionali di Torino, dove viene servito come conclusione di un pranzo ricco e saporito.
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La Panna Cotta: Un Dolce Elegante e Semplice
Sebbene non sia esclusivamente torinese, la panna cotta è senza dubbio uno dei dolci più amati in Piemonte. La sua preparazione semplice e i suoi ingredienti genuini – panna, zucchero, gelatina e vaniglia – la rendono un dessert fresco e versatile, perfetto per ogni stagione. Si dice che la panna cotta abbia origini antiche, nate in Piemonte, anche se la sua diffusione in tutta Italia è avvenuta più tardi. La panna cotta è stata presentata in vari modi, ma la versione classica prevede una salsa ai frutti di bosco o al caramello che la rende ancora più golosa.
Questo dolce ha un’origine affascinante. Alcune leggende raccontano che fosse stato inventato da una cuoca della zona del Monferrato, che per sbaglio mescolò panna e gelatina, creando senza volerlo una ricetta che avrebbe fatto la storia. Semplice ma elegante, la panna cotta è diventata un simbolo della cucina piemontese e, oggi, è un dolce che trova spazio in molti menù dei ristoranti torinesi, sempre accompagnato da una presentazione che rispecchia la sua delicatezza.
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Le Sfoglie della Duchessa: Un Dolce Nobile
Infine, le Sfoglie della Duchessa sono uno dei dolci più esclusivi di Torino, legati alla tradizione aristocratica della città. Questo dolce, che deve il suo nome alla Duchessa di Savoia, è fatto di sottili strati di pasta sfoglia farciti con crema pasticcera e ricoperti di zucchero a velo. La loro delicatezza e il loro aspetto elegante li hanno resi una prelibatezza che veniva preparata nelle corti nobili torinesi, e oggi sono ancora un emblema di raffinatezza.
Le Sfoglie della Duchessa sono un dolce che racconta la storia della Torino nobile, quando i banchetti aristocratici erano l’occasione per sfoggiare dolci e prelibatezze che deliziavano i palati più esigenti. Ancora oggi, queste sfoglie sono preparate nelle pasticcerie storiche della città, dove vengono servite come simbolo di una tradizione gastronomica che non perde mai il suo fascino.
Torino, con la sua ricca tradizione dolciaria, continua a essere una città in cui il passato e il presente si incontrano in un equilibrio perfetto, capace di affascinare chiunque desideri scoprire i suoi sapori autentici e le sue storie golose.
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NOEMI GARIANO

Fresca e leggera: insalata di pollo allo yogurt

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Una ricetta light perfetta. Pollo grigliato arricchito da ingredienti freschi e leggeri, un piatto sfizioso che si prepara in anticipo in breve tempo e con poche calorie, adatto sia a pranzo che a cena.

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Ingredienti

1 petto di pollo/tacchino a fette

2 cucchiai di yogurt greco

1 cucchiaio di maionese

1 cuore di sedano

100gr. di Emmenthal

30gr. di gherigli di noce

1 limone

Erba cipollina, sale, pepe, olio evo

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Grigliare le fette di pollo senza condimento, lasciar raffreddare. Lavare e tagliare l’erba cipollina e il sedano. Ridurre a cubetti il formaggio. In una ciotola mescolare lo yogurt con la maionese, il sale, il pepe, l’erba cipollina, l’olio e poco succo di limone. Tagliare a tocchetti il petto di pollo, metterlo in una insalatiera, aggiungere le noci, il sedano, il formaggio e condire con la salsa allo yogurt. Mescolare bene ed eventualmente aggiustare di sale. Guarnire con fette di limone e servire accompagnato da una fresca insalatina verde.

Paperita Patty

Miss Italia Piemonte Valle d’Aosta 2026, due torinesi pronte per la finalissima

Si è tenuta domenica 30 agosto scorso, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Romano dello Zoom di Cumiana, la finalissima regionale di Miss Italia Piemonte Valle d’Aosta, che ha decretato le prime due finaliste di Miss Italia 2026. A vincere il titolo di Miss Piemonte 2026 è stata la bellissima Francesca Rita Longobardi, vent’anni, di Torino; solare ed elegante la sua figura, che è stata paragonata alla Miss Italia 2004, piemontesissima, Cristina Chiabotto. Modella per passione, sogna di entrare nel mondo del cinema. Il titolo di Miss Valle d’Aosta è andato invece a Emily Zoe Pugliese, 19 anni, dì Ciriè, bellissima e dai grandi occhi blu, che studia medicina e sogna di entrare nel mondo dello spettacolo. Entrambe accedono di diritto alla finale nazionale in Academy, a Roma, presso il Castello di Santa Severa, a Santa Marinella, prevista il 21 settembre prossimo. Con le finaliste saranno presenti undici prefinaliste che, in questi giorni, stanno affrontando la giuria di Roma per poter accedere alle finali nazionali. Sono Miss Social, Miss Chef in Famiglia, Miss Eleganza, Miss Cinema, Miss Miluna, Miss Givova, Miss Mont Blanc, Miss Torino Fashion Week, Miss Torino, Miss Framesi e Miss Sorriso. La serata è stata presentata da Andrea Beltramo e Alycia Ferrero, ed è stata caratterizzata da momenti di moda, musica e spettacolo con la direzione di Tony Brera, che ha accompagnato diverse fasi della manifestazione fino al momento più atteso: la proclamazione delle nuove reginette regionali.

“Portare le finaliste di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta in una location come quella di Zoom rappresenta un motivo di grande orgoglio – dichiara Mirella Rocca, esclusivista regionale di Miss Italia per Piemonte e Valle d’Aosta – abbiamo voluto regalare alle nostre ragazze e al pubblico una serata speciale, capace di valorizzare non solo la bellezza, ma anche il talento, le capacità e il legame con il nostro territorio. Per le concorrenti questa finalissima rappresenta il coronamento di un percorso fatto di impegno, emozioni e crescita personale”.

La scelta di Zoom Torino ha inoltre sottolineato la volontà di valorizzare il Piemonte attraverso una delle realtà più originali e conosciute, creando un incontro tra spettacolo e natura all’interno di uno scenario particolarmente scenografico. Con la serata di Cumiana si conclude così il percorso regionale di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta, iniziato nei mesi scorsi con numerose selezioni e finali territoriali che hanno coinvolto ragazze provenienti da tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta. Si tratta di una stagione ricca di appuntamenti, pubblico ed emozioni che ha portato ancora una volta Miss Italia ad animare piazze, città e territori, trasformando ogni selezione in un’occasione di spettacolo e di valorizzazione delle eccellenze locali.

Mara Martellotta

Davvero squisite le frittelle di zucchine

Velocissime da preparare le frittelle sono amate da grandi e piccini, servite calde appena fatte poi, sono nella loro semplicita’, irresistibili. Le frittelle di zucchine sono una proposta adatta a tutte le occasioni, un  gustoso secondo vegetariano, uno sfizioso antipasto o un croccante contorno.

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Ingredienti

 

3 zucchine con il fiore

2 uova intere

4 foglie di basilico

50gr. di parmigiano grattugiato

40gr. di farina

Sale, pepe, olio di oliva q.b.

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Tagliare a rondelle sottilissime le zucchine e i fiori precedentemente lavati. In una ciotola sbattere le uova, unire la farina setacciata, il parmigiano, le foglie di basilico tritate, il sale ed il pepe. Aggiungere le zucchine e i fiori, mescolare bene. In una padella portare a temperatura l’olio e versare a cucchiaiate l’impasto di zucchine formando delle frittelle. Lasciar cuocere girandole piu’ volte sino a doratura completa. Scolare su carta assorbente e servire belle calde.

Paperita Patty

“Summer Never Ends!”: All’Ippodromo di Vinovo arriva “La Festa della Birra”

Dal 3 al 6 settembre quattro giorni di musica live, street food, birra e divertimento a ingresso gratuito.

Dopo il successo del Pasta Music Fest, dal 3 al 6 settembre l’area verde dell’Ippodromo di Vinovo torna a essere il cuore pulsante dell’intrattenimento di fine estate con “La Festa della Birra”. L’evento è organizzato da Bis Eventi, in collaborazione con Soulfood Music Factory e To Radio, al motto di “Summer Never Ends!”. Un appuntamento pensato per prolungare le good vibes estive, accogliendo in compagnia il mese di settembre e il ritorno del pubblico torinese dalle vacanze.

ORARI E INGRESSO

L’ingresso sarà gratuito per tutti, per rendere l’evento assolutamente adatto a famiglie e gruppi di amici. L’apertura dei cancelli e dell’area ristoro è prevista ogni sera alle ore 19:00, mentre alle 21:00 si accenderanno i riflettori sul palco principale, che ospiterà ogni sera un concerto live. L’atmosfera conviviale sarà l’ingrediente fondamentale per quattro serate di puro divertimento e relax.

FOOD & BEVERAGE E PRENOTAZIONI

Otto tipi di birre – tra le più popolari e apprezzate dagli appassionati – saranno le indiscusse protagoniste, insieme a un ricco menù di offerte gastronomiche per tutti i palati. Tra le proposte: hamburger, pulled pork, succulenti panini con le polpette, pinse, fino a un tocco di tradizione romana con la pasta alla carbonara e la cacio e pepe, a cura di Savurè – Pastificio con cucina. Sarà attivo un comodo servizio al tavolo per rendere lo spazio ancora più accogliente, con possibilità di prenotare il proprio tavolo in anticipo chiamando il numero dedicato: 347/6637059.

IL PROGRAMMA MUSICALE

La proposta artistica si fonda su tre obiettivi – interattività, coinvolgimento ed energia – confezionando un cartellone live ad altissimo impatto, affiancato da coinvolgenti DJ set prima e dopo i live per accompagnare drink e cene fino a tarda sera. Sul palco si alterneranno quattro band trascinanti:

  • Giovedì 3 – EXPLOSION BAND: L’apertura della rassegna è affidata all’energia travolgente della prima e più quotata energy disco show band italiana. Uno spettacolo dinamico e senza pause, arricchito da scenografie, cambi d’abito e una scaletta esplosiva che spazia dai grandi successi dance internazionali alle hit più ballate di sempre.
  • Venerdì 4 – ORONERO BAND in “L’Emilia del Rock”: Un tributo straordinario a Vasco e Ligabue, le anime rock dell’Emilia Romagna. Due carismatici frontmen si alternano sullo stesso palco supportati da un’unica e potente band, dando vita a più di due ore di spettacolo con una scaletta ad altissima tensione: brani iconici, riff leggendari e ritornelli da cantare a squarciagola.
  • Sabato 5 – LADIES’ GROOVE: Il sabato sera si tinge di carisma ed eleganza con una formazione tutta al femminile per far scatenare la pista sotto le stelle. Uno show ricco di groove, capace di unire tecnica, fascino e una scaletta di successi pop, funk e dance degli ultimi quarant’anni, con coreografie curate e frequenti cambi d’abito.
  • Domenica 6 – FUNK IT: Gran finale all’insegna del ritmo sincopato e del groove più nero. Un viaggio sonoro irresistibile che attraversa la storia della musica da ballo, dalle radici del funk e della disco music anni ’70/’80 fino alle sonorità club e nu-disco più moderne. Per un appuntamento dal sound elegante e irresistibilmente ballabile.

LE PAROLE DEGLI ORGANIZZATORI

“Dopo l’esperienza positiva di Restate al Parco Porporati con 54 serate nel verde cittadino di Grugliasco e la prima edizione del Pasta Music Fest che ha visto anche il pubblico di Vinovo rispondere con entusiasmo, torniamo con un week-end di festa per chiudere in bellezza il periodo delle vacanze estive. Quando si è ancora rilassati dopo le ferie è necessario un rientro soft alla quotidianità e per questo abbiamo puntato su un classico: la festa della birra rimane sempre un evergreen, capace di far divertire un pubblico di tutte le età. Abbiamo scelto ancora l’Ippodromo di Vinovo perché crediamo in un progetto a lungo termine di valorizzazione di quell’area che vanta la bellezza del parco, la facilità logistica nel raggiungerlo in auto e l’ampia area parcheggi.”

INFO E CONTATTI

Per ulteriori dettagli sull’evento e prenotazione tavoli: 347/6637059.

Rientro dalle vacanze, la tre giorni di Ikea

Dal 4 al 6 settembre in store attività gratuite per tutta la famiglia, giochi e sorprese

Torino, 01 settembre 2026 – Con il rientro dalle vacanze e la ripresa della quotidianità, settembre diventa il momento ideale per rimettere in ordine in casa e fare spazio a nuove abitudini, passioni e progetti. Del resto, le nostre case raccontano chi siamo: secondo l’IKEA Store & Organise Report 2026[1], l’82% delle persone conserva oggetti per ragioni puramente sentimentali, anche quando non vengono più utilizzati o restano nascosti dalla vista. Organizzare gli spazi, quindi, non significa rinunciare a ciò che conta, ma trovare il giusto equilibrio tra funzionalità e ricordi. Per aiutare i torinesi a fare spazio a ciò che amano e rendere la casa più adatta alla vita di tutti i giorni, IKEA li invita a partecipare a tre giorni di eventi, giochi e attività dedicate all’organizzazione della casa.

Ad aprire il fine settimana di appuntamenti sarà “FRAKTA: fai spazio al blu che ti premia“, l’iniziativa dedicata all’iconica borsa blu di IKEA che quest’anno compie 30 anni. Dal 4 al 6 settembre, tutti i visitatori di IKEA Torino sono invitati a portare in negozio un oggetto blu[2] e metterlo alla prova con il “FRAKTOMETRO”. Se il colore corrisponde alle tonalità di blu della borsa simbolo di IKEA, in cambio riceveranno una FRAKTA con due buoni dedicati: uno per un piatto da 8 polpette, da scegliere tra carne, falafel, pesce o vegetali, valido fino al 6 settembre presso il Ristorante svedese, e un buono sconto di €20 a fronte di €100 di spesa, valido in negozio fino al 30 settembre.

Non solo, sempre dal 4 al 6 settembre, il negozio di Torino sarà animato da un ricco programma di attività e di offerte pensate per tutta la famiglia, tra laboratori creativi, giochi e sfide ispirate al tema dell’organizzazione della casa, per scoprire come rendere gli spazi domestici più funzionali senza rinunciare a creatività e divertimento.

Per maggiori informazioni sulle attività nei singoli store: https://www.ikea.com/it/it/campaigns/fai-spazio-a-cio-che-ami-in-negozio-pub8b1feb90/

CALENDARIO APPUNTAMENTI

“Conta, indovina, vinci!”: dal 4 al 6 settembre, una piramide realizzata con i contenitori trasparenti SAMLA sarà protagonista di un’attività dedicata al mondo dell’organizzazione della casa. All’interno della struttura, saranno raccolti prodotti, oggetti e accessori. La sfida? Indovinare il numero esatto di prodotti contenuti nella piramide.

“Alla ricerca dell’ordine perduto”sabato 5 e domenica 6, una divertente caccia al tesoro per mettere alla prova i più piccoli.

Spazi pensati per vivere meglio“: venerdì 4 settembre, un workshop per stimolare nuove idee e soluzioni per trasformare ogni spazio in modo funzionale e organizzato.

“Una scatola GLIS tutta mia”sabato 5 e domenica 6 settembre, un laboratorio creativo dedicato ai più piccoli, che riceveranno in omaggio una scatolina GLIS, da personalizzare con colori e disegni.


[1] Il rapporto IKEA Store & Organise Report 2026 ha coinvolto 31.488 persone in 31 mercati

[2] Sono esclusi accessori e indumenti indossati, ad eccezione dei capi indossati nella parte superiore del corpo, come magliette, top e camicie

Psicologia del meteo

Caldo, temporali e l’ ansia da previsioni.

C’è stato un tempo in cui, per sapere che giornata sarebbe stata, bastava guardare fuori dalla finestra. Oggi spesso facciamo il contrario: prima ancora di alzarci dal letto controlliamo l’app del meteo, poi la ricontrolliamo a metà mattina, magari guardiamo il radar delle precipitazioni e, se compare una macchia rossa, cominciamo a cambiare programmi. Il temporale arriverà davvero? Quanto durerà? E il caldo? Saranno 34 o 38 gradi? Il tempo atmosferico non è soltanto qualcosa che accade fuori, in una certa misura, entra nella nostra mente e modifica l’umore, i comportamenti, la percezione del rischio e il modo in cui programmiamo la giornata.

Il caldo di quest’anno ha accentuato ancora di più questa forma di controllo creando più tensione di quanto non ne avrebbe creato la temperatura bollente da sola. Tra gli effetti dell’esposizione alle alte temperature c’è l’irritabilità, la stanchezza, la debolezza, il mal di testa e difficoltà legate allo stress termico. La letteratura scientifica sta studiando sempre di più il rapporto tra temperature estreme e salute mentale. Si sono individuati, tra i possibili meccanismi, aumento del nervosismo, disturbi del sonno, affaticamento, isolamento sociale e quella che viene definita “health anxiety”, l’ansia legata alla propria salute. Non è quindi soltanto una sensazione: quando il corpo fatica a raffreddarsi, anche la mente può risentirne. Uno studio tedesco, basato su quasi mezzo milione di chiamate a servizi di supporto psicologico, ha rilevato che, rispetto alle giornate con temperature moderate, le chiamate aumentavano del 3,4% nei giorni con temperatura media superiore ai 25 °C e del 5,1% quando scendeva sotto lo zero. Il fenomeno merita attenzione anche perché il caldo non sarà più un evento eccezionale come un tempo. Secondo il rapporto “Il clima in Italia nel 2025” di ISPRA e SNPA, il 2025 ha registrato in Italia una temperatura media di 1,03 °C superiore alla media 1991-2020. L’estate è stata la quarta più calda dal 1961, con un’anomalia di +1,46 °C.

Ma c’è un altro elemento, più sottile: l’attesa del fenomeno. Un conto è trovarsi sotto un temporale improvviso. Un altro è sapere da tre giorni che “sta arrivando una bomba d’acqua”. La previsione modifica la nostra percezione prima ancora che cambi il cielo. Una ricerca pubblicata su Risk Analysis, condotta su 550 persone, ha mostrato che il modo in cui vengono comunicate probabilità e gravità di un evento modifica la percezione del rischio, la preoccupazione e la propensione ad adottare comportamenti protettivi. È il potere psicologico delle parole e dei colori: giallo, arancione, rosso. Sono strumenti indispensabili per comunicare un pericolo, ma inevitabilmente producono anche una risposta emotiva. Un “codice rosso” non viene percepito come una semplice informazione meteorologica: diventa immediatamente un segnale di minaccia.

Questo non significa che le allerte siano sempre un problema, al contrario, i sistemi di allerta precoce sono fondamentali e, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, possono salvare vite e ridurre le perdite provocate dagli eventi estremi. Il punto è un altro: come il nostro cervello riceve quell’informazione e come la interpreta; e qui entrano in gioco anche i media.

Quando arriva un’ondata di calore, i titoli si moltiplicano: “caldo record”, “giorni infernali”, “bollino rosso”, “temperature da record”. Quando arriva un temporale: “nubifragio”, “bomba d’acqua”, “grandine devastante”. Le immagini delle strade allagate, degli alberi abbattuti e delle auto danneggiate sono molto più potenti di una carta meteorologica.

Non è una colpa dell’informazione giornalistica, ovviamente, spesso sono proprio i media a trasformare una previsione tecnica in un’informazione comprensibile e utile. Ma la comunicazione può avere anche un effetto collaterale: può aumentare la percezione del pericolo. Uno studio di qualche tempo fa, che ha analizzato la copertura mediatica di un tornado, ha rilevato che, dopo l’esposizione alle notizie sull’evento, aumentavano la percezione del rischio e le intenzioni di adottare comportamenti protettivi. È una dinamica umana, il cervello presta maggiore attenzione a ciò che può minacciarci e una sequenza di immagini drammatiche può far sembrare vicino, probabile e personale un evento che magari riguarda una parte limitata del territorio. Così nasce una curiosa contraddizione della nostra epoca: siamo contemporaneamente più informati sul tempo e più preoccupati dal tempo. Abbiamo previsioni molto più precise, radar in tempo reale, notifiche sul telefono e sistemi di allerta sofisticati, eppure controlliamo continuamente il cielo digitale. Non guardiamo più soltanto le nuvole: guardiamo la loro probabilità di agire in una certa direzione. Probabilmente dovremmo imparare a distinguere meglio tra informazione e allarme, rischio e certezza, previsione e realtà. Un’allerta non significa necessariamente che il peggio accadrà sotto casa nostra, ma che esiste una probabilità di condizioni potenzialmente pericolose e che, in determinate circostanze, è prudente comportarsi di conseguenza. I

Inoltre il rapporto con il tempo atmosferico è profondamente personale: c’è chi ama il caldo e chi aspetta l’autunno come una liberazione, chi davanti a un temporale prova serenità e chi cancella immediatamente ogni programma. Il meteo, insomma, è diventato una specie di termometro emotivo collettivo. Ma forse la vera sfida non è smettere di preoccuparci del tempo, ma imparare a non farci governare dalla previsione del tempo.

 Maria La Barbera