LIFESTYLE- Pagina 2

“La tua bici però non l’ho toccata…”

Anche tra i monti e le valli più a nord del Piemonte il vento della contestazione scosse il partito comunista sul finire degli anni sessanta

 

Non si trattava solo dell’eco del movimento studentesco  e della percezione, quasi palpabile, del montante malessere operaio che sarebbe poi esploso nell’autunno caldo. A scuotere le fronde del partito che Luigi Longo aveva ereditato da Togliatti era un certo venticello di dissenso che già si era manifestato con alcune battaglie per la democrazia interna al partito e una diversa idea  sul “modello di sviluppo“, mosso da un gruppo di compagni più a sinistra,  vicini a Pietro Ingrao, in contrapposizione alla componente più “moderata” del partito, capeggiata da Giorgio Amendola. Da poco era uscita una rivista mensile, diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda: “Il Manifesto”. Il contrasto con la linea del partito diventò piuttosto forte, al punto che il PCI ne chiese la sospensione delle pubblicazioni. Ma ormai il treno de Il Manifesto era in piena corsa e non poteva più essere fermato. Così, durante una drammatica riunione  del Comitato Centrale, in una fredda giornata di fine di novembre del 1969 , il gruppo dirigente comunista deliberò la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l’accusa di “frazionismo“. Nei confronti di Lucio Magri venne adottato solo un provvedimento amministrativo mentre a Massimo Caprara (che dal 1944 e per vent’anni era stato il segretario personale di Togliatti), Valentino Parlato e Luciana Castellina non venne  rinnovata la tessera. Ciò che si muoveva dentro e attorno al giornale, che diventò successivamente un “quotidiano comunista”, si trasformò in breve in formazione politica autonoma alla sinistra del PCI. Anche in Val d’Ossola la battaglia politica generò scontri molto duri, dividendo e mettendo gli uni contro gli altri compagni e amici da lunga data. Per i due fratelli Bentinelli di Villadossola si trattò di un vero dramma famigliare. Da una parte Libero, il maggiore tra i due, militante severo e indisponibile a critiche e compromessi, e dall’altra Nandino, un pò più giovane, testardo come un mulo e “scaldatissimo” nel sostenere le ragioni del dissenso. Tanto tuonò che piovve e così anche il più giovane dei Bentinelli si trovò espulso da quella che era la sua seconda famiglia. I due fratelli arrivarono al punto d’ignorarsi e se proprio capitava che si trovassero uno di fronte all’altro, facevano finta di non conoscersi. Per alcuni mesi andarono avanti così, ignorandosi e tenendosi il broncio.Libero continuava a frequentare le riunioni della sezione del Pci, alla Lucciola.Nandino, a parte qualche serata con due o tre compagni di Domodossola e Varzo che condividevano le stesse idee, usciva raramente da casa. Con il tempo però la nostalgia per quelle discussioni che infiammavano le serate tra le quattro mura della sede per poi trasferirsi alla Casa del Popolo o al bar “Monte Rosa” si fece sentire. A Libero rodeva l’anima pensare ai suoi ormai ex-compagni che si riunivano anche due volte alla settimana, mentre lui era lì, solo con il suo orgoglio che non gli consentiva di recedere dalle posizioni che aveva preso anche se non era poi del tutto convinto di aver fatto la scelta giusta. Il dubbio s’insinuava e l’umore ne risentiva. Ogni giorno che passava Nandino s’adombrava sempre più, assumendo l’atteggiamento scontroso di chi aveva, come s’usava dire, “le balle girate” e questo lo rendeva quasi irriconoscibile anche agli occhi di chi gli era più vicino .Libero, interpellato da sua cognata sulla possibilità del rientro del fratello nelle file del partito, rispose che la cosa era fattibile ma che occorreva da parte di Nandino una “bella autocritica”, per dare ragione dell’errore fatto e del conseguente ravvedimento.Il fratello però non ne voleva sapere di cospargersi il capo di cenere. “Piuttosto che ammettere l’errore vado da Don Gaspare ad offrirmi come sacrestano”,diceva rosso in volto, alzando il tono della voce. E l’esempio, per un mangiacristiani come lui, doveva bastare a tacitare ogni supplica di ravvedimento. Ma ben presto la nostalgia si trasformò in invidia e quel tarlo si mise a lavorare nella sua testa finché decise che era giunto il momento di agire.Una sera di metà luglio, armato di cacciavite, s’avvicinò allo stabile della Lucciola senza farsi notare. Nel caseggiato che ospitava il magazzino delle attrezzature della Festa de L’Unità e al piano superiore la sezione del Pci, era in corso la riunione settimanale. Nello spiazzo erano posteggiate sette o otto auto, un paio di Vespe e la bicicletta di Libero. Nandino, avvelenato da un misto d’invidia e rancore per il fatto che “quelli” si riunivano mentre a lui toccava rimaner fuori, decise di bucar loro  tutte le gomme. L’aria della sera era ancora calda e le finestre della sezione aperte. Renato, affacciatosi per fumare una sigaretta, udì degli strani fischi provenire dal basso. Si sporse un po’ di più e, intravvedendo un’ombra aggirarsi tra le auto, avvertì gli altri. “C’è qualcosa che non va di sotto. Ho sentito dei rumori strani e mi è parso di vedere qualcuno”, disse allarmato. Scesero rapidamente le scale e lo spettacolo che si presentò agli occhi dei militanti del Pci lasciò tutti senza parole: le auto avevano le gomme a terra, bucate dal cacciavite. E così anche le Vespe. Nandino, colto alla sprovvista, si era nascosto nella siepe ma venne scovato quasi subito. Condotto sotto il porticato, finì con il trovarsi proprio davanti al fratello e non trovando niente di meglio da dire per giustificarsi gli sussurrò con voce affranta “A te la bici però non l’ho neanche toccata”. Una bugia che mostrò subito d’avere le gambe corte poiché la vecchia Atala di Libero aveva subito la stessa sorte, con entrambe le gomme sgonfie, tristemente afflosciate. Solo l’autorevolezza del fratello maggiore impedì a Nandino di buscarsi un sacco di legnate. E la spiegazione che accompagnò il risarcimento dei danni, placò gli animi. In fondo l’invidia di Nandino, figlia dell’orgoglio e della sua testa dura, era frutto di un disperato bisogno di stare con gli altri, con i suoi compagni di sempre e non trovando il modo giusto per tornare sui suoi passi senza rimetterci la faccia,aveva pensato di “punirli” con quella bravata. La storia finì con il ritorno del “figliol prodigo” per il quale non venne sacrificato il vitello più grasso ma assegnato il compito gravoso di fare i turni di vigilanza notturna all’imminente Festa de L’Unità. Così avrebbe avuto modo di pensare a ciò che aveva fatto e, già che c’era, far buona guardia affinchè nessuno – a mani nude o con qualche cacciavite-  potesse aveve la tentazione di giocare qualche brutto scherzo.

Marco Travaglini

Filetti di pesce ai pinoli

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Note di gusto insolite per questa semplice e leggera ricetta di pesce che, con pochi ingredienti e pochi minuti, vi permetterà di portare in tavola un secondo fresco e gustoso adatto alle calde giornate estive. 
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Ingredienti 

Filetti di pesce (varietà a piacere) 
Poca farina bianca 
1 limone 
20gr. di pinoli 
10 olive verdi denocciolate 
1 cucchiaio di olio 
1 noce di burro 
Poco vino bianco secco 
Sale e pepe q.b. 

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In una larga padella tostare i pinoli con un cucchiaio di olio, tenere da parte. Tagliare le olive a rondelle. 
Infarinare i filetti nella farina bianca e lasciar rosolare in padella con una noce di burro, sfumare con il vino bianco, cospargere con la buccia grattugiata del limone, lasciar cuocere un paio di minuti e aggiustare di sale e pepe.  Aggiungere al pesce le olive ed i pinoli, lasciar insaporire brevemente e servire con una fresca insalata verde. 


Paperita Patty 

I Parchi alpini raccontano

Con musica, storie e immagini una storia iniziata 20 anni fa.

Venerdì 18 settembre al Museo Regionale di Scienze Naturali si svolgerà l’evento conclusivo di un’estate dedicata al racconto della biodiversità: “Ieri, oggi e domani: sei parchi per la biodiversità”, per celebrare i vent’anni del progetto di monitoraggio della Biodiversità Alpina, nato dalla collaborazione tra aree protette, ricercatori e operatori e diventato nel tempo un’importante esperienza di ricerca a lungo termine sugli ecosistemi alpini.

Sarà un’occasione per ripercorrere le tappe del progetto, raccontare i risultati scientifici raggiunti e riflettere sul valore della continuità delle osservazioni: anno dopo anno, la collaborazione tra chi studia e protegge questi territori ha permesso di costruire una conoscenza sempre più approfondita dei cambiamenti in corso negli ambienti alpini.

A guidare il racconto sarà lo zoologo Giuseppe Bogliani, che dialogherà con i Parchi protagonisti del progetto, mentre la musica del Quintetto di fiati Orobie e del Coro Città di Rivarolo accompagneranno questo viaggio insieme alle illustrazioni di Fabio Vettori.
Al termine della serata, verrà servito un aperitivo con i prodotti a Marchio di Qualità del Parco.

📍 Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Accademia Albertina 15, Torino
📅 Venerdì 18 settembre
🕕 Dalle ore 18.00 alle 20.00
🎟️ Evento gratuito
📝 Iscrizione obbligatoria qui:
https://www.eventbrite.it/e/ieri-oggi-domani-sei-parchi-per-la-biodiversita-tickets-1999772455246

“Di fiore in foglia” apre le porte all’autunno

Sabato 12 e domenica 13 settembre ritorna l’atteso appuntamento organizzato dal Vivaio di Monteu da Po “Gardenesque”, che inaugura l’autunno con due giornate a porte aperte

Dopo un’estate bollente, il Vivaio Gardenesque, situato a Monteu da Po, in via Vincenzo Cappello 74, è pronto ad aprire le proprie porte all’autunno con il programma “Di fiore in foglia” sabato 12 e domenica 13 settembre. Si tratta di una vera e propria festa del giardino d’autunno a ingresso gratuito, un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che vogliono trascorrere un weekend nella natura, oltre a scoprire ed acquistare piante erbacee perenni e varietà insolite adatte a ogni tipo di giardino e spazio verde. Dal 2018, Gardenesque sperimenta e produce con passione e rispetto per l’ambiente. Con “Di fiore in foglia”, Simone Nigra e Andrea De Paoli, titolari di Gardenesque, propongono una full immersion nella bellezza di tutte le proprie innumerevoli varietà botaniche, e offrono l’occasione di vivere un’esperienza a 360⁰ con un programma ricco di iniziative green che vanno dalle passeggiate botaniche ai laboratori per un pubblico di ogni età, fino alle “chiacchierate botaniche”, momenti di confronto e di scambio per accrescere la cultura del verde in un onesto appassionato e familiare. In questa avventura di due giorni, la varietà e la biodiversità coltivata con passione a Gardenesque, si arricchisce di vivai e artigiani ospiti che metteranno in mostra le proprie eccellenze: l’azienda agricola “Maurizio Feletig” con rose antiche, arbusti da bacca e fogliame a colorazione autunnale; “Mina Iris” con le iris barbate; “Casa Baz” con le sue collezioni di piante insolite e tropicali; “Esli erboristeria tisaneria” con golosi prodotti naturali; “Sassi” con accessori sartoriali per il giardinaggio, e “Chico Ceramica” con ceramiche artistiche e artigianali. I laboratori sono organizzati in collaborazione con i vivaisti e gli artigiani ospiti, e spazieranno dalla ceramica per grandi e bambini, per sperimentare la lavorazione a crudo con l’ingobbio sabato 12 e domenica 13, alle ore 11 e alle ore 16, con un costo di partecipazione di 8 euro, fino al laboratorio dedicato alle erbe spontanee e benefiche in cucina attraverso una passeggiata botanica, semplice e istruttiva, per imparare a conoscere e impiegare le erbe migliori in compagnia della naturista Viviana Sorrentino. Saranno presenti ancora due laboratori pratici di Selvatici Intrecci per creare talismani e artefatti magici con tutto ciò che la natura offre insieme a Vivi di Sana Pianta, domenica 13 dalle 15 alle 18, con un costo di partecipazione di 30 euro. Le “chiacchierate botaniche”, a partecipazione gratuita, avranno come fil rouge il tema del giardino sostenibile, un palinsesto di incontri per suggerire buone pratiche per dare vita a un giardino inteso come ecosistema, in armonia con l’ambiente e resiliente al cambiamento climatico. Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 11, Orietta Giorcelli, vivaista, immergerà i partecipanti nel profumo degli iris, offrendo consigli per la coltivazione di queste forti piante dal profumo avvolgente. Sabato 12 settembre, alle 15.30, il giardiniere Filippo Alossa svelerà il motivo per cui si fanno giardini, illustrando le motivazioni che ci spingono all’interazione con le piante. Domenica 13 settembre, alle ore 11, l’architetta Marta Mariani parlerà di ecologia e illustrerà come il cippato e le tecniche di pacciamatura naturale siano uno strumento per avere un giardino più bello e sostenibile. Ultimi due appuntamenti di domenica 13 settembre, alle 15.30 con il vivaista Maurizio Feletig, che esplorerà l’utilizzo di frutti e bacche come fonti di bellezza e fulcro della biodiversità in un giardino in cui l’uomo convive con altri mammiferi, insetti e uccelli. Alle 16.30 Giorgio Borromiti, di Casa ElMaGio parlerà di alimentazione naturale, grani antichi e pasta madre.

“Dopo un’estate così difficile per i nostri giardini e terrazzi, la soluzione non è rinunciare a questi spazi che ci connettono alla natura, ma accettare la sfida e ricercare nuove conoscenze e pratiche per rendere il nostro modo di fare i giardini sempre più efficace e soetenibile – spiegano Simone Nigra e Andrea De Paoli – con ‘Di fiore in foglia” vogliamo offrire il nostro contributo affinché appassionati e curiosi possano approfondire questo tema e agire di conseguenza”.

Mara Martellotta

Area 12 Shopping Center: arriva “Feel the Street”

L’arrivo di settembre coincide ad Area 12 Shopping Center con una nuova animazione
esclusiva: arriva “Feel the Street”, un evento gratuito dedicato alla creatività urbana e alle arti
di strada, pensato per tutta la famiglia, con particolare attenzione ai ragazzi.
Per due fine settimana – sabato 12 e domenica 13 e sabato 26 e domenica 27 settembre,
dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 15 alle 19 – il centro si trasformerà in uno spazio dinamico e
coinvolgente dove musica, movimento ed arte si incontreranno per dare vita ad
un’esperienza unica. Le espressioni più rappresentative della cultura urbana contemporanea
– dalla break dance alla street art, dai suoni hip hop agli urban sports – si uniranno su un vero
e proprio palco a cielo aperto, dove poter liberare energia, talento e creatività.
L’area dedicata di oltre cento metri quadri verrà allestita sotto l’ala coperta all’ingresso del
centro, per poter garantire l’attività anche in caso di maltempo, e verrà transennata per
assicurare massima sicurezza ai partecipanti.
Le discipline approfondite saranno nel dettaglio: Street Art, Parkour, Break Dance e Skate.
Il 12 e 13 settembre particolare attenzione al parkour, mentre il 26 e 27 settembre allo skate.
Tutti i giorni, dalle 15 alle 19, sarà attivo anche un interessante laboratorio di writing.
Tanti saranno anche i temi trattati con i ragazzi, in compagnia degli istruttori, come le relazioni
interpersonali e le abitudini sane. Il fine di questa Educational Urban Experience è infatti quello
di promuove attraverso le discipline dello street style l’intrattenimento sportivo-agonistico e, al
contempo, fornire un insegnamento sociale e creativo, volto all’inclusione di tutti.
L’impegno principale è di contrastare i dilaganti fenomeni di microdelinquenza, bullismo
e dipendenze nelle fasce giovanili metropolitane, dove si stanno diffondendo alienazione,
solitudine e assenza di stimoli o punti di riferimento reali.
Gaetano Maugeri, Direttore di Area 12, aggiunge: “Questo è un evento dedicato ai ragazzi
dai 6 ai 18 anni, un target giovane che spesso sta diventando sempre più difficile da
raggiungere. Il format vuole far percepire agli adulti di domani che la strada può significare
anche aggregazione territoriale, socializzazione e condivisione, diventando punto di partenza
per attività sane e positive, come gli sport sopracitati. Per questo abbiamo voluto fortemente
che fossero anche coinvolte numerose associazioni del territorio nelle attività di animazione.”
Saranno presenti l’Associazione Vides Main – Onlus, gestore di Punto Luce Torino, centro
di aggregazione giovanile del quartiere Le Vallette; Latin Dance Fitness ASD, che unisce i
ritmi della danza latino-americana alla ginnastica aerobica e allo urban style, in lezioni di
gruppo divertenti e dinamiche; Vittoria Pattinatori, che organizza corsi di pattinaggio a rotelle
e skiroll per tutte le età, oltre ad essere un’eccellenza italiana a livello agonistico; ASD Inti
Danza, che organizza corsi per bambini, ragazzi e adulti in danza urbana, contemporanea e
caraibica.

Orari e dettagli di tutte le attività saranno consultabili sul sito ufficiale del centro
www.area12.to.it

Area12 Shopping Center
Strada Altessano 141 – Torino

Anche un piemontese tra i re del panettone

La giuria, presieduta dal Maestro Gino Fabbri, ha premiato i migliori lievitati artigianali per le 5 categorie in gara.

Vincitore categoria Panettone al Cioccolato:  Magda Fasciglione della Pasticceria Asselle di Bra (CN)

A salire sul gradino più alto del podio per il Miglior Panettone Tradizionale è stato Alessandro Botti di La Palma 1914 di Palazzago (BG).

Al debutto la nuova categoria Panettone Creativo Salato.
Appuntamento a ottobre al Temporary Store.

Milano, 4 settembre 2026 – Si è tenuta giovedì 3 settembre la Finale dell’edizione 2026 di Panettone Day, il concorso che premia i migliori lievitati artigianali d’Italia, nato dalla collaborazione tra Braims – marchio di CSM Ingredients – e Novacart, che quest’anno celebra il centenario dalla fondazione. Panettone Day, il contest più longevo e tra i più autorevoli per quanto riguarda il Panettone Artigianale, continua a rappresentare un punto di riferimento per il mondo della pasticceria artigianale italiana e un osservatorio privilegiato sulle evoluzioni del grande lievitato, valorizzando il talento dei professionisti e dando voce alle nuove tendenze del settore. L’evento ha visto anche la partecipazione di altre realtà di spicco del settore, quali Waldkorn®, ArteFrutta, Creami e La Preferita, brand premium di riferimento di Comprital.

A guidare la giuria nelle valutazioni, svolte in totale anonimato presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, è stato ancora una volta il Maestro Gino Fabbri, Presidente di Giuria. Accanto a lui, la Pastry Star Marco Pedron assieme al Pastry Chef Paolo Pompetti e ad Arianna Verucci, vincitrice della scorsa edizione del contest. Per giudicare i lievitati in gara, sono stati presi in considerazione tutti gli aspetti tecnici che contraddistinguono un panettone artigianale, quali alveolatura, cottura, profumo e gusto, oltre ad aspetti unici che caratterizzano la specifica categoria. Tutti i finalisti avevano già superato una prima fase di selezione, tenutasi a luglio, che li ha portati ad arrivare a questa finale.

Anche l’edizione 2026 ha voluto portato con se, come ormai consuetudine del concorso, una novità: il debutto di una nuova categoria in gara, dedicata al Panettone Creativo Salato, introdotta per interpretare una delle tendenze più interessanti del mercato e ampliare le occasioni di consumo del grande lievitato, dall’aperitivo alle proposte gourmet. Confermate le categorie Tradizionale, Creativo Dolce, Cioccolato e Cereali Antichi Waldkorn®.

“Anche quest’anno Panettone Day ci ha permesso di assaggiare interpretazioni di altissimo livello, espressione di tecnica, passione e grande attenzione alla qualità. Mi congratulo con tutti i partecipanti e, in particolare, con i vincitori, che con il loro talento contribuiscono a valorizzare e far evolvere il grande lievitato italiano. La nuova categoria Creativo Salato rappresenta inoltre la possibilità di dare spazio ed interpretare le esigenze di un consumatore moderno, più giovane e aperto a nuove occasioni di consumo del lievitato, dimostrando ancora una volta quanto il panettone sia un prodotto capace di rinnovarsi, senza perdere il legame con la propria tradizione”, commenta il Maestro Gino Fabbri. “Panettone Day rappresenta un’importante occasione di crescita per tutti i Finalisti. Essere selezionati significa dare valore al proprio lavoro, aumentare la propria visibilità, farsi conoscere da nuovi clienti e avere l’opportunità di confrontarsi con professionisti di alto livello.”

“Panettone Day rappresenta un momento importante per il Gruppo CSM Ingredients, perché ci permette di celebrare il valore del panettone artigianale e, allo stesso tempo, di osservare da vicino l’evoluzione di questo prodotto. In questi anni abbiamo investito con continuità in ricerca, innovazione e sviluppo, con l’obiettivo di offrire ai nostri partner soluzioni sempre più performanti e capaci di rispondere alle nuove esigenze del mercato. Anche questa edizione conferma quanto talento e innovazione possano contribuire insieme a valorizzare la qualità del grande lievitato italiano”, dichiara Francesco Vernia, Sales Director Traditional Trade Italia di CSM Ingredients Italia.

I vincitori di Panettone Day 2026

Vincitori categoria Panettone Tradizionale
– Alessandro Botti di La Palma 1914 di Palazzago (BG), 1° classificato
– Michela Giovanelli della Pasticceria Alessia di Bonate Sotto (BG), 2° classificato
– Edoardo Foglieni di Daele Banqueting di Quattro Castella (RE), 3° classificato
– Tiziana Caruso del Bar Pasticceria Caruso di Scauri (LT), 4° classificato
– Andrea Songia della Pasticceria Fumagalli Albese con Cassano di Albese con Cassano (MB), 5° classificato

Vincitore categoria Panettone Creativo Dolce
– Francesco Bertolini di Casa del Dolce Bertolini & Figli di Cologna Veneta (VR).

Vincitore categoria Panettone al Cioccolato
– Magda Fasciglione della Pasticceria Asselle di Bra (CN)

Vincitore categoria Panettone ai Cereali Antichi Waldkorn®
– Francesco Paolella della Pasticceria Bar Big di Telese Terme (BN)

Vincitore categoria Panettone Creativo Salato
– Antonio Giannotti di Perrotta di Montella (AV)

Il Temporary Store a Milano dal 7 ottobre al 1° novembre

Nel mese di ottobre il Temporary Store Panettone Day tornerà nel cuore di Milano, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi dai tanti appassionati del grande lievitato artigianale. Nello Store di Corso Garibaldi 50 (angolo Via Palermo 21) sarà possibile acquistare i panettoni realizzati dai finalisti dell’edizione 2026, scoprendo le migliori interpretazioni della pasticceria artigianale italiana. Lo Store sarà aperto tutti i giorni, dal 7 ottobre al 1° novembre, con orario continuato dalle 10 alle 20, e ospiterà anche una serie di eventi dedicati al panettone, per scoprirlo sotto una luce sempre nuova. Gli appuntamenti avranno l’obiettivo di valorizzare il lievitato Made in Italy per eccellenza attraverso abbinamenti golosi, proposte inedite e momenti a tema. L’accesso agli eventi è libero e gratuito. Tutti gli appuntamenti saranno comunicati sui profili ufficiali Facebook e Instagram di Panettone Day e ripresi dagli sponsor del contest.

Gruppo CSM Ingredients
CSM Ingredients – parte di Nexture – è un player globale dell’industria alimentare che sviluppa ingredienti e soluzioni a valore aggiunto con l’obiettivo di favorire l’evoluzione dell’ecosistema alimentare.
Con 8 stabilimenti di produzione, 3 centri di innovazione, 1 hub globale di open innovation e un team di oltre 1.300 professionisti esperti, l’azienda si rivolge a realtà artigianali e industriali, nonché del settore ristorazione e retail in più di 120 Paesi.
Combinando in modo armonico competenze tecniche decennali con un approccio innovativo alla ricerca e sviluppo, il gruppo CSM Ingredients si impegna a individuare le tendenze emergenti per sviluppare ingredienti all’avanguardia e soluzioni su misura. Per questo, l’azienda rappresenta un partner di fiducia sia per i segmenti alimentari tradizionali sia per quelli emergenti.
Il suo ampio portafoglio di marchi comprende alcuni dei nomi più riconosciuti e affidabili del mercato, tra cui:, Braims, Agivega, Masterline e Waldkorn®.
Insieme a Sipral, Casa della Mandorla, Creami, Facci, Effedue, HIFOOD, Frulact, Italcanditi, Comprital, Prodotti Rubicone e Marcagel, il gruppo CSM Ingredients fa parte di Nexture, piattaforma integrata per l’innovazione e la produzione di ingredienti alimentari di alta qualità e di soluzioni a valore aggiunto.
Per maggiori informazioni: www.csmingredients.com

Novacart
Gruppo Multinazionale dal DNA italiano, fondato nel 1926, Novacart è uno dei leader mondiali nella realizzazione di forme in carta per la cottura e la presentazione degli alimenti. Il Gruppo opera a livello globale con una rete di distribuzione, siti produttivi e sedi commerciali che arrivano a coprire oltre 80 paesi. Grazie ad una produzione giornaliera di milioni di pezzi e la sua grande attenzione al cliente, rappresenta il partner ideale sia per l’Industria del food che per l’artigiano.

Casàlia, il nuovo evento lifestyle inaugura a Torino nel mese di ottobre

Ambientazioni curate, installazioni, workshop e momenti esperienziali al centro di “Casàlia”, il nuovo appuntamento che racconta il modo di abitare contemporaneo e che trasforma lo spazio espositivo in un percorso esplorativo delle tendenze a riguardo. Il nuovo evento lifestyle si terrà presso l’Oval Lingotto dall’8 all’11 ottobre prossimo, organizzato da GL events Italia. L’evento si configura come un luogo e un momento di incontro fra design, benessere, creatività e cultura della casa, finalizzato al dialogo tra aziende, professionisti e pubblico in un format pensato per ispirare, orientare e coinvolgere.

“Casàlia nasce a Torino, ma porta all’Oval una rappresentanza di eccellenze dell’abitare provenienti da diversi territori italiani – ha dichiarato Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia – l’obiettivo è creare uno spazio in cui ispirazione ed esperienza si traducano in scelte reali, generando valore sia per il pubblico sia per le aziende”.

I visitatori di Casàlia potranno muoversi all’interno di un ambiente contemporaneo, fatto di materiali da toccare, arredi da testare, soluzioni da confrontare e idee da portare nella propria quotidianità diventando, così, protagonisti di un’esperienza che permette di passare dall’ispirazione alla progettazione concreta dei propri spazi.
L’offerta espositiva interpreta alcune delle principali tendenze che stanno trasformando il mondo dell’abitare: da un lato il ritorno ai materiali autentici e al valore della manifattura italiana, rappresentato da realtà come la torinese Bo&Torielli Marmi, la salernitana Rizzo Marmi, la cuneese Tolin Parquet e il designer piemontese Pietro Cacciolatto, protagonisti di una cultura manifatturiera che valorizza personalizzazione, qualità e unicità; dall’altro, il crescente interesse per il benessere domestico e per gli spazi outdoor, con proposte come le poltrone massaggianti prodotte dall’azienda milanese Komoder, da Catania i bracieri in pietra lavica e acciaio corten di Foku e, da Cuneo, le soluzioni per pergole, living e cucine all’aperto sviluppate da Nosdey, azienda specializzata in design e progettazione per ambienti esterni, con sede a Borgo San Dalmazzo (CN).
Un ruolo centrale sarà affidato al programma culturale ed esperienziale. Il Cultural District ospiterà incontri e approfondimenti dedicati ai nuovi linguaggi dell’abitare, tra cui il talk dell’architetta e psicologa Marcella Taricco sul rapporto tra colore, emozioni e benessere negli ambienti domestici. Accanto agli appuntamenti di approfondimento, nel Creative Lab il pubblico potrà partecipare a workshop creativi come quelli dedicati alla resina, alla tappezzeria, all’uncinetto e alla pittura, confrontarsi con professionisti del settore nello spazio SOS Interior e prendere parte ad attività dedicate alle famiglie e ai più piccoli. Degustazioni, momenti di intrattenimento e occasioni di confronto completeranno un programma pensato per rendere la visita coinvolgente e accessibile per tutti.
Casàlia si candida così a diventare un nuovo appuntamento di riferimento nel panorama italiano dedicato alla casa e al lifestyle, rivolgendosi a chi considera l’abitare una questione di arredamento, ma soprattutto un’espressione di identità, benessere e qualità della vita.

Casàlia 2026 – 8-11 ottobre – Oval Lingotto Fiere, Torino https://casaliatorino.it/

Mara Martellotta

Il Festival delle sagre conquista la città del Palio

Il Settembre Astigiano si prepara a vivere, sabato 12 e domenica 13 settembre, il Festival delle Sagre Astigiane, manifestazione che trasforma la città di Asti in una grande vetrina della cucina piemontese e delle tradizioni del mondo rurale.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/festival-delle-sagre-asti-tra-i-sapori-e-le-atmosfere-della-tradizione-contadina

Chiude la Fiera del Peperone tra spettacoli, riti popolari ed eccellenze del territorio

Il gran finale della 77ª Fiera del Peperone del Carmagnola, dove dal 4 al 6 settembre 2026 la manifestazione, promossa dal Comune di Carmagnola, è organizzata da SGP Grandi Eventi, vive il suo secondo e ultimo weekend nel centro storico della città. Un weekend che permette di trasformare, ancora una volta, Carmagnola in una grande festa partecipata a partire dalle serate del Foro Festival: dal djset esplosivo di Wender, venerdì 4 settembre, passando per il viaggio emozionale dell’ensemble Le Muse con “Omaggio a Morricone – musiche da Oscar”. Sabato 5, fino alla chiusura di domenica 6 settembre, affidata al chitarrista di fama mondiale Stef Burns, con la sua Pink Floyd Night, un tributo alla storia del rock internazionale destinato a far vibrare il Foro Boario. Ricchissima la programmazione di venerdì 4 settembre, tra gusto, cultura e spettacolo: al BTM PalaPeperone si terranno “Poetando tra i fornelli”, con Maria Antonella Calopresti, e “Le confessioni laiche” di Paolo Massobrio, mentre al salotto della Fiera Fabio Clerici e Lino Fontana saranno i protagonisti di “Ricette in scena”, seguiti dal talk “Comunicare il cibo – una questione di testa e cuore”, con Paola Uberti. A chiudere la serata, in piazza Sant’Agostino, alle 22.30, sarà Sax Mania, con “Sax Roots & Routes. 100 anni di jazz in un soffio”.

Sabato 5 settembre la Fiera animerà diffusamente il centro storico tra la vetrina delle associazioni, comics street, gli appuntamenti gastronomici del PalaPeperone e “Carmagnola Musei. Sette tesori da scoprire”. Alle ore 20 il salotto della Fiera ospiterà la Notte dei Musei, seguita dalla presentazione del progetto “Carmagnola in tutti i sensi”,  e del nuovo portale Visit Carmagnola, mentre alle 22 sarà la volta del live del Magazin du Café. Accanto alla grande musica e all’animazione, la domenica conclusiva custodisce il rito più importante della kermesse: la maxi peperonata tricolore della Pro Loco. 400 kg di peperoni e 100 kg di salsiccia prendono forma dentro un’immensa pentola per dare vita a mille porzioni distribuita gratuitamente al pubblico, suggellato quale senso di festa e condivisione che da 77 anni rende unica questa Fiera. A completare la narrazione di un territorio vivo e in evoluzione, sarà anche un importante momento di riflessione istituzionale, un incontro dal titolo “Agroalimentare, Sport e Territorio. Nuovi progetti per il Piemonte”, in programma domenica 6 settembre alle ore 15 presso la sala del Consiglio del Comune di Carmagnola, riunendo rappresentanti del mondo sportivo, della filiera agroalimentare e delle istituzioni regionali.

Mara Martellotta

I dolci di Torino: una storia antica di gusto

SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO
Torino è una città che sa come incantare non solo per la sua eleganza e la sua architettura, ma anche per la sua gastronomia, che è un vero e proprio tesoro di tradizione. Tra i tanti piatti che rappresentano il cuore della città, i dolci torinesi sono senza dubbio tra i più apprezzati e celebrati. Ogni dolce racconta una storia che affonda le radici in secoli di tradizioni culinarie, tra ingredienti pregiati e tecniche che sono state tramandate di generazione in generazione. I dolci tipici di Torino sono una combinazione perfetta di ricette antiche, influenze nobili e sapori ricercati, che ancora oggi conquistano i palati di chi ha la fortuna di assaporarli.
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Torta di Nocciole: La Regina della Tradizione Torinese
croccante alle noccioleTra i dolci torinesi più celebri, la torta di nocciole rappresenta un autentico simbolo della città. La nocciola, in particolare la varietà Tonda Gentile del Piemonte, è l’ingrediente protagonista di questa prelibatezza, che affonda le sue radici nelle tradizioni contadine della regione. La torta di nocciole è un dolce che non ha bisogno di fronzoli: semplice ma ricco di sapore, la sua preparazione ruota attorno alla genuinità delle nocciole tostate e tritate, che danno vita a una torta dalla consistenza morbida e umida. Si racconta che il suo successo sia stato favorito dalla qualità delle nocciole locali, che trovano nel territorio torinese l’habitat perfetto per sviluppare il loro caratteristico sapore.
Questo dolce, che si prepara senza troppi ingredienti complessi, ha saputo mantenere intatto il suo fascino nel corso degli anni. La sua diffusione avvenne in modo piuttosto graduale, ma si dice che la torta di nocciole fosse una delle preferite nelle case delle famiglie torinesi già nel XVIII secolo. Non è raro trovare la torta servita come dessert nelle trattorie e nelle pasticcerie storiche di Torino, ed è considerata il perfetto esempio di dolce rustico e allo stesso tempo raffinato.
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Baci di Dama: Un Dolce Che Racconta Una Storia d’Amore
Un altro dolce che non può mancare nella tradizione torinese è senza dubbio il Bacio di Dama, che rappresenta uno dei dolci più eleganti e simbolici della città. La sua storia è avvolta nella leggenda, ma si narra che il dolce sia stato creato a Tortona, in Piemonte, nel XIX secolo. Il suo nome deriva dalla sua forma: due piccoli biscotti di pasta di mandorle o nocciole, uniti da un sottile strato di cioccolato, che ricordano due labbra che si sfiorano in un bacio. Questa analogia con l’amore non è casuale, visto che il Bacio di Dama è da sempre considerato un dolce “romantico” per eccellenza. La sua diffusione a Torino fu rapida, tanto che oggi è un marchio distintivo della pasticceria torinese. La ricetta originale prevede un impasto semplice, fatto di mandorle, zucchero e burro, ma la creazione dei biscotti è un’arte che richiede precisione e abilità, in modo che la forma e la consistenza siano perfette. Ancora oggi, il Bacio di Dama viene realizzato nelle pasticcerie storiche torinesi, dove il suo sapore delicato e la sua eleganza lo rendono uno dei dolci più apprezzati da turisti e locali.
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Il Bonèt: Un Dolce dal Gusto Profondo

Un altro dolce che è profondamente radicato nella cultura piemontese è il Bonèt, un dessert al cucchiaio che, con il suo gusto ricco e avvolgente, rappresenta uno dei classici della cucina dolce torinese. Si tratta di un flan a base di uova, latte, zucchero, amaretti e cioccolato, che viene cotto a bagnomaria per ottenere la sua caratteristica consistenza cremosa. La sua origine risale al periodo medievale, ma la ricetta che conosciamo oggi ha preso forma nel XIX secolo.

Il Bonèt è spesso considerato un dolce della tradizione contadina, preparato in occasioni speciali ma anche durante i pranzi festivi. Si racconta che, in passato, venisse preparato in grandi quantità nelle case dei contadini torinesi, dove la dolcezza del cioccolato e la croccantezza degli amaretti rappresentavano un piacere semplice ma soddisfacente. Ancora oggi, il Bonèt è un piatto immancabile nei ristoranti tradizionali di Torino, dove viene servito come conclusione di un pranzo ricco e saporito.
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La Panna Cotta: Un Dolce Elegante e Semplice
Sebbene non sia esclusivamente torinese, la panna cotta è senza dubbio uno dei dolci più amati in Piemonte. La sua preparazione semplice e i suoi ingredienti genuini – panna, zucchero, gelatina e vaniglia – la rendono un dessert fresco e versatile, perfetto per ogni stagione. Si dice che la panna cotta abbia origini antiche, nate in Piemonte, anche se la sua diffusione in tutta Italia è avvenuta più tardi. La panna cotta è stata presentata in vari modi, ma la versione classica prevede una salsa ai frutti di bosco o al caramello che la rende ancora più golosa.
Questo dolce ha un’origine affascinante. Alcune leggende raccontano che fosse stato inventato da una cuoca della zona del Monferrato, che per sbaglio mescolò panna e gelatina, creando senza volerlo una ricetta che avrebbe fatto la storia. Semplice ma elegante, la panna cotta è diventata un simbolo della cucina piemontese e, oggi, è un dolce che trova spazio in molti menù dei ristoranti torinesi, sempre accompagnato da una presentazione che rispecchia la sua delicatezza.
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Le Sfoglie della Duchessa: Un Dolce Nobile
Infine, le Sfoglie della Duchessa sono uno dei dolci più esclusivi di Torino, legati alla tradizione aristocratica della città. Questo dolce, che deve il suo nome alla Duchessa di Savoia, è fatto di sottili strati di pasta sfoglia farciti con crema pasticcera e ricoperti di zucchero a velo. La loro delicatezza e il loro aspetto elegante li hanno resi una prelibatezza che veniva preparata nelle corti nobili torinesi, e oggi sono ancora un emblema di raffinatezza.
Le Sfoglie della Duchessa sono un dolce che racconta la storia della Torino nobile, quando i banchetti aristocratici erano l’occasione per sfoggiare dolci e prelibatezze che deliziavano i palati più esigenti. Ancora oggi, queste sfoglie sono preparate nelle pasticcerie storiche della città, dove vengono servite come simbolo di una tradizione gastronomica che non perde mai il suo fascino.
Torino, con la sua ricca tradizione dolciaria, continua a essere una città in cui il passato e il presente si incontrano in un equilibrio perfetto, capace di affascinare chiunque desideri scoprire i suoi sapori autentici e le sue storie golose.
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NOEMI GARIANO