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DAL 15 AL 24 MAGGIO area eventi esterna al primo piano un’esperienza immersiva |
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Le Gru accende i motori iperspaziali e ospita in prima esclusiva nazionale LEGO Star Wars, dal 15 al 24 maggio nell’area eventi esterna coperta al primo piano. Un appuntamento per vivere in prima persona la saga di Guerre Stellari in versione “a mattoncini” e per celebrare l’uscita cinematografica del film Star Wars: The Mandalorian & Grogu. Per tutti gli appassionati e per i curiosi sarà l’occasione per un’esperienza immersiva articolata in due principali aree tematiche concepite per unire intrattenimento, creatività e inclusione. All’interno dell’Area gioco i visitatori, grandi e piccoli, avranno a disposizione una piscina di migliaia di mattoncini, tavoli dedicati alla costruzione e due postazioni con console PS5 per l’utilizzo di videogiochi a tema. Qui sarà possibile collaborare alla costruzione collettiva di una maxi-statua di Darth Vader alta 2,5 metri. Nell’Area espositiva, invece, si potranno ammirare tre sculture, naturalmente in Lego, di alcune delle più iconiche della saga, R2-D2, uno Stormtrooper e lo stesso Darth Vader, affiancate da vetrine contenenti diorami ufficiali che riproducono astronavi e scene significative della narrazione cinematografica. Il percorso è completato da video coinvolgenti espositori con oggetti originali e grafiche ufficiali che permettono di ripercorrere i momenti salienti dell’universo creato da George Lucas. L’appuntamento, a ingresso e partecipazione libera, è accessibile dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 19, mentre il sabato e la domenica l’orario si estende anche alla mattina, dalle ore 11 alle 13 oltre alla fascia pomeridiana dalle ore 15 alle 19. |
Un weekend dedicato al cicloturismo, alle escursioni nell’ambiente naturale e alla riscoperta delle tradizioni per conoscere Giaveno e la Val Sangone: è la proposta della seconda edizione dell’evento Valsangone Bike Adventure, in programma sabato 16 e domenica 17 maggio a Giaveno con il patrocinio della Città metropolitana di Torino.
Sabato 16 maggio sarà possibile partecipare al giro serale “Sensa fià” al calar del sole, mentre le proposte di domenica 17 sono il giro intermedio “I senté stermà”, il più impegnativo tour “Daje mac” e il giro per famiglie “Sensa présa”. Le proposte per i camminatori sono il Sentiero dei Semplici e l’itinerario Casa Verde per gli escursionisti. Alle pedalate e camminate con guide e accompagnatori qualificati, gustando le prelibatezze locali, si affiancheranno workshop dedicati al mondo delle due ruote, un’area espositiva in cui si potrà trovare l’ispirazione per i prossimi viaggi in sella o per cercare una nuova bicicletta, una pista Junior per i piccoli biker, un tuffo nel ciclismo storico con expo e mostre dedicate. Piazza Molines si trasformerà in una grande vetrina per le aziende del mondo della bicicletta e del turismo outdoor, per i negozi specializzati e le associazioni che operano nel settore del ciclismo, del cicloturismo e del turismo outdoor presenti sul territorio o comunque legate alla Valsangone.
sito Internet www.valsangonebikeadventure.it
Nel cuore di Torino, tra bellezza, arte e memoria collettiva, la profumeria Sinatra Galerie de Beauté ha ospitato questo pomeriggio l’inaugurazione della mostra fotografica Timeless Hair Art Exhibition, un viaggio attraverso le immagini più iconiche della storia dell’acconciatura e del beauty internazionale. L’esposizione resterà visitabile fino a lunedì 18 maggio.
L’evento, iniziato alle 16.30, ha richiamato appassionati del settore, professionisti e curiosi, trasformando gli spazi della boutique in un luogo di confronto culturale sul ruolo dell’hairstyling nella società contemporanea. Ventiquattro scatti selezionati raccontano infatti come capelli, tagli e acconciature abbiano contribuito nel tempo a definire identità, mode e persino miti dello star system.
A curare l’esposizione è stato lo staff di EsteticaHair, storica rivista di riferimento per il mondo dell’acconciatura fondata nel 1946, oggi presente anche a livello internazionale con numerose edizioni nel mondo.
Cuore dell’incontro è stata anche la presentazione di Hairitage – Le venti eredità, il saggio storico-biografico firmato dal giornalista ed editore Roberto Pissimiglia, che ripercorre la storia dell’acconciatura attraverso i grandi protagonisti che ne hanno cambiato il linguaggio e l’immaginario collettivo. Un’opera monumentale, costruita tra testimonianze dirette, aneddoti e ricostruzioni storiche, che attraversa oltre un secolo di costume, moda e società.
Nel libro trovano spazio più di seicento protagonisti del mondo dell’hairstyling internazionale, con continui intrecci tra coiffure, arte, cinema, letteratura e alta moda. Dalle intuizioni imprenditoriali di Matilda Harper, pioniera del franchising al femminile tra Otto e Novecento, fino alla rivoluzione estetica di Marcel Grateau e delle sue ondulazioni permanenti; dall’eleganza rivoluzionaria di Antoine, artefice del caschetto simbolo dell’emancipazione femminile, fino allo star system creato da Alexandre de Paris, parrucchiere delle grandi dive internazionali e delle maison dell’alta moda.
Pissimiglia intreccia poi la sua esperienza personale ai racconti dei grandi maestri del Novecento: Vidal Sassoon, considerato l’architetto dei capelli moderni, Sam McKnight, celebre per il look di Lady Diana, fino ad Aldo Coppola, definito nel libro “l’Andy Warhol dell’acconciatura”. Non mancano storie sorprendenti e profondamente umane, come quella del parrucchiere britannico Tony Rizzo, che trasformò un dramma personale in un grande progetto benefico internazionale a sostegno della ricerca contro la leucemia infantile.
Più che un semplice volume dedicato al beauty, Hairitage si presenta così come un racconto culturale sull’evoluzione dell’immagine e sull’impatto che i capelli hanno avuto nella costruzione dei miti contemporanei. Un tema che ha attraversato anche il talk del pomeriggio, durante il quale si è parlato di estetica, identità e comunicazione visiva, ma anche del rapporto tra bellezza e potere mediatico.
Accanto all’autore sono intervenuti due ospiti d’eccezione. Paola Gribaudo, curatrice di libri d’arte, Presidente dell’Archivio Gribaudo e già
Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presente in qualità di curatrice della postfazione del volume, ha approfondito il dialogo tra arte, editoria e fotografia, sottolineando come l’acconciatura sia spesso diventata nel tempo una vera forma espressiva già a partire dagli antichi egizi
Molto atteso anche l’intervento di Diego Dalla Palma, autore della prefazione del libro, che ha condiviso riflessioni e aneddoti sul mondo della bellezza, sul rapporto tra immagine e personalità e sull’evoluzione dell’estetica nel costume contemporaneo.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che un taglio di capelli non rappresenti soltanto una scelta estetica, ma un vero linguaggio sociale e culturale. Un concetto che Pissimiglia sintetizza anche nel suo libro: dietro ogni trasformazione dell’immagine si nasconde spesso una ricerca personale, un cambiamento, il desiderio di mostrarsi al mondo in una nuova luce.
Dopo la presentazione, gli ospiti hanno potuto visitare l’esposizione allestita negli spazi inferiori della location, soffermandosi davanti agli scatti che hanno segnato la storia dell’hairstyle internazionale e che ancora oggi continuano a influenzare tendenze e immaginario collettivo.
GIULIANA PRESTIPINO
I Santi di ghiaccio
Secondo la tradizione i giorni che vanno dall’11 al 15 maggio sono chiamati i “Santi di ghiaccio”.
Un’antica credenza, fondata in base a secoli e secoli di osservazioni metereologiche da parte dei
contadini, afferma infatti che il clima si stabilizza solo dopo la “fredda Sofia” del 15 maggio.
Da quel momento in poi non ci dovrebbe più essere gelo. I “Santi di ghiaccio”, tradizione di origine
medievale, sono molto conosciuti nell’Europa centrale, in particolar modo in Svizzera, Germania e
Austria. Tuttavia la credenza è molto diffusa anche in Francia, dove vengono chiamati “Saints de
glace” e diversi agricoltori ritardano la semina attendendo che siano passate queste giornate. In
Italia il periodo attorno al 15 maggio è conosciuto come “inverno dei cavalieri”.
All’inizio del mese di maggio in Europa le temperature sulla terraferma sono generalmente
piuttosto elevate; il continente si riscalda molto rapidamente, mentre il mare più lentamente e
questo porta differenze di temperatura tra la terraferma e l’oceano.
Si creano così zone di bassa pressione. Le correnti d’aria calda della terraferma si muovono verso
nord, mentre quelle d’aria fredda provenienti dalle regioni polari si spostano verso l’Europa
centrale. Se il cielo di notte è limpido, in alcuni casi può verificarsi il gelo notturno.
I “Santi di ghiaccio” sono:
– 11 maggio: San Mamerto di Vienne; visse nel V secolo ed era considerato molto colto.
Divenne vescovo di Vienne nel 452. Secondo la tradizione compiva spesso miracoli ed è
famoso per l’istituzione delle Rogazioni, processioni di preghiera in vista dell’Ascensione,
allo scopo di porre fine ad una serie di calamità naturali. Si spense a Vienne nel 475 ed è
sepolto nell’antica chiesa di San Pietro di Vienne, oggi Museo Archeologico;
– 12 maggio: San Pancrazio; visse nel III secolo e morì a Roma decapitato come giovane
martire della Chiesa primitiva all’età di 15 anni il 12 maggio 304 d.C. Il suo nome significa
“colui che sconfigge tutto”. Spesso raffigurato in abiti eleganti e con la spada, è patrono
dell’Ordine Teutonico. Riposa nella basilica a lui dedicata sul Gianicolo e secondo la
tradizione se un disoccupato gli porta un mazzetto di prezzemolo fresco, riuscirà in seguito a
trovare un lavoro;
– 13 maggio: San Servazio di Tongres; era un vescovo vissuto nel IV secolo nel territorio
dell’attuale Belgio del quale fu il primo evangelizzatore dopo il Concilio di Nicea del 325.
Si spense alla veneranda età di 84 anni nel 384 d.C. E’ sepolto a Maastricht nella basilica a
lui dedicata. Viene invocato in particolare contro i reumatismi e le febbri e per proteggere il
bestiame dall’afta epizootica;
– 14 maggio: San Bonifacio di Tarso; nato a Roma, si recò a Tarso, nell’odierna Turchia, al
fine di riportare alla sua padrona Aglaida le reliquie dei martiri cristiani. Giunto sul posto si
rese conto che contro i cristiani era iniziata una massiccia persecuzione, si dichiarò quindi
egli stesso cristiano e come tale fu sottoposto a martirio il 14 maggio del 307 d.C. La sua
salma venne in seguito portata a Roma e sepolta in un oratorio sulla Via Latina. Aglaida si
convertì a sua volta, ritirandosi a vita monastica. Ricevette il divino dono di esorcizzare gli
spiriti maligni. In memoria di Bonifacio fece costruire sull’Aventino una chiesa, divenuta poi
la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio;
– 15 maggio: Santa Sofia di Roma; matrona di origine italica, forse milanese, sposò il senatore
Filandro, dal quale ebbe tre figlie. Dopo la morte del marito, da lei convertito al
cristianesimo, soccorse con i suoi beni i poveri e svolse opera di proselitismo a Roma dove
viveva con le figlie di 12, 10 e 9 anni. Per la sua fede venne fustigata e fu costretta ad
assistere alla decapitazione delle sue figlie, Morì tre giorni dopo di esse, nel 122 d.C.,
mentre pregava e piangeva sulla loro tomba, nella quale fu sepolta anche lei. È considerata
la protettrice dell’intelletto. La “fredda Sophie”, che riposa nella Catacomba di San
Pancrazio sulla Via Aurelia, viene spesso invocata per proteggere i raccolti dalle gelate
tardive.
In Italia ci sono diversi proverbi su queste giornate, tra questi: “maggio per quanto bello, salva un
granello di ghiaccio: un po’ per San Pancrazio, un po’ per San Servazio e il resto per San
Bonifacio” oppure “San Pancrazio, San Servazio e San Bonifazio, il gelo di maggio”.
In Veneto hanno dato origine all’espressione “majo majon” che significa “maggio maglione”. Il
fenomeno ha ispirato la poesia in dialetto triestino: “I tre santi de iazo” scritta da Argimiro Savini.
Essa descrive le conseguenze sulla popolazione del capoluogo giuliano dell’improvviso
abbassamento della temperatura che si verifica con puntualità sconcertante alle date del 12, 13 e 14
maggio. L’11, il 12 e il 13 nel dialetto delle Dolomiti sono “I Omeni de la Diac”.
ANDREA CARNINO
Domenica 17 maggio, nell’ambito di Golosaria 2026, presso il Parco Storico Bricherasio di Fubine, inaugura un’iniziativa dal titolo “Il giardino diffuso – alla scoperta dei giardini storici e di interesse Botanico del Monferrato”. Un vento che nasce ispirato agli interventi di ricerca storico-archivistica, di valorizzazione del patrimonio, di innovazione digitale e abbattimento delle barriere architettoniche voluti un anno fa dal Sindaco Lino Pettazzi.
L’iniziativa, promossa dal Comune insieme alla Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni, ha visto scendere in campo la ricercatrice Paola Gullino del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino al fine di coordinare ricerche e consultazioni di archivi e cataloghi storici finalizzati alla ricostruzione del parco e del giardino pensile per com’erano ai tempi dei Bricherasio da Cacherano (XIX E XX sec). Gli architetti agronomi Fulvio Pollano e Rachele Griffa hanno messo a dimora circa 25 mila nuovi esemplari tra arbusti, alberi, rose, bulbose ed erbacee presenti ai tempi della contessa Sofia di Bricherasio, tra il 1867 e il 1950. L’installazione di un ascensore, il ripristino della serra per scopi didattici e il contributo multimediale su “Arte, Storia e Natura”, curato da Antonio Testa e Manuela Raselli, fanno parte dei nuovi interventi strutturali ai quali si aggiunge la potenza dell’intelligenza artificiale per dare “vita” ai dipinti del Delleani (maestro di Sofia di Bricherasio).
Saranno due le visite guidate: la prima alle ore 10 e la seconda alle ore 11.30 di domenica 17 maggio, entrambe dall’Infopoint Campi Cerrina. Partecipazione gratuita.
Info: turismo@comunedifubine.it
Mara Martellotta
Le enoteche del Piemonte: Nizza Monferrato
L’enoteca è ospitata all’interno del settecentesco Palazzo Baronale Crova di Nizza Monferrato…
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/enoteche-regionali/enoteca-regionale-di-nizza-monferrato
PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani
Un antico podere, un’imprenditrice ante litteram e un uomo vulcanico



Le città più colorate
Allegre, eccentriche e piene di personalità
Colori, contrasti, allegria e creatività, diverse sono le città in Europa e nel mondo che si contraddistinguono per le tinte forti ed esuberanti, per il carattere energico e accattivante. Tra le più variopinte spiccano Citta del Capo, in Sud Africa, con il suo quartiere multiculturale Kaap Boo dove casette basse di tutti i colori caratterizzano il panorama urbano spesso utilizzato anche come set fotografico e cinematografico. Breslavia, in Polonia, un’altra città multicolor, soprattutto la piazza centrale del mercato, Rynec, deliziata da decine di palazzi di varie tinte da dove partono graziosissime stradine piene di locali e di vita. Longyearby, piccolissima cittadina Norvegese e centro abitato più a nord del mondo, è molto apprezzata per i colori delle sue pittoresche villette a schiera che hanno come sfondo un magnifico scenario glaciale. E’ il posto ideale dove osservare l’aurora boreale e il più natalizio del mondo considerato che qui si trova la casa di Babbo Natale con la sua gettonatissima buca delle lettere. Buenos Aires, famosissima capitale Argentina, con il suo quartiere la Boca, considerato un museo open air, la via degli artisti con i suoi conventillos, piccolissime case in legno, decorata allegramente, unicamente creativa e dalla storia singolare. Sembra infatti che in passato gli abitanti di questo quartiere, non avendo abbastanza denaro per acquistare un colore unico per le pareti esterne delle case, abbiano chiesto aiuto in giro ottenendo tinte diverse che hanno dato vita a questo originale posto dal gusto un po’ retrò. Poi ancora St. John’s, in Canada, dove le graziose palazzine policrome vengono paragonate alle caramelle gommose Jellybean, Stoccolma con un centro storico antico e coloratissimo, Jodhpur, in India, con i suoi quartieri blu, il colore che un tempo contraddistingueva la casta dei Brahmini, e ancora Santorini, Reykjavík, Galway, Lisbona e Porto. In Italia ne abbiamo moltissime, romantiche, poetiche e festose. Burano è considerata la più variopinta, con i sui deliziosi nidi che si affacciano sui canali, gialli, verdi, viola, azzurri e fucsia. Il paesaggio è spensierato, magnetico e quasi candito , la più famosa e visitata è Casa deo Bepi suà. Le Cinque Terre, in Liguria, ci regalano sfumature radiose e brillanti con Vernazza, Monterosso, Manarola, Corniglia e Riomaggiore, la più cromatica. Procida, incantevole isola del Golfo di Napoli, protagonista e fonte di ispirazione di artisti e scrittori, luogo di magia dove il tempo sembra felicemente immobile. E poi ancora Vipiteno, in Trentino alto Adige, sito fiabesco eletto tra i borghi più belli d’Italia, le intramontabili e uniche Napoli, Positano e Portofino, la adorabile e garbata Comacchio.
Maria La Barbera
a Castagnole Monferrato (AT)
Az. Agr. Gatto Pierfrancesco, Castagnole Monferrato
Bersano, Nizza MonferratoCaldera Fabrizia, Asti
Montalbera, Castagnole Monferrato
Tenuta Montemagno, Montemagno
