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Memissima assegna gli Oscar dei meme in Italia

Venerdì 16 gennaio e sabato 17 gennaio a Torino torna il Festival della cultura memetica 

Fra le pagine e creators ospiti:
Filosofia Coatta, Vabe RagaA, Roncolate antichità, Memefattori,
Maidirememe, Sapore di Male, iconografieXXI e molte altre.
Venerdì 16 gennaio – Circolo dei lettori e delle lettrici, via Giambattista Bogino, 9
e Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, P.za Carlo Alberto, 8
Sabato 17 gennaio – Scuola Holden, Piazza Borgo Dora, 49

Torna MEMISSIMA e preannuncia novità e grandi sorprese per
la sua quinta edizione. Il festival della cultura memetica è ideato e diretto da Max
Magaldi che ospita venerdì 16 e sabato 17 gennaio a Torino le più importanti agenzie
di comunicazione e pagine meme da tutta Italia.

L’attesa più grande è riservata ai Meme Awards – gli Oscar dei Meme – che dopo il
successo delle edizioni precedenti, ci terranno anche quest’anno col fiato sospeso
scatenando il toto-meme sul web fino all’evento di premiazione finale in programma alle
21.00 di sabato 17 gennaio alla Scuola Holden di Torino.

Negli anni precedenti, l’oscar per il personaggio più memato dell’anno è stato assegnato a:
2024, Gennaro Sangiuliano; 2023, Gerry Scotti; 2022 Luigi Di Maio.

MEMISSIMA è il festival della cultura memetica prodotto da The Goodness Factory, con
il sostegno di Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Assessorato alle
Politiche Educative e Giovanili e con il sostegno di UNA, Aziende della
comunicazione unite e Reale Mutua Assicurazioni. Un progetto realizzato con il
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Scuola Holden, Fondazione Circolo dei
lettori e il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli
Studi di Torino.

“In un mondo in cui la realtà ha superato i meme, Memissima prova ad usare i meme per
interpretare la realtà” – commenta Max Magaldi sintetizzando lo spirito della
manifestazione, che indaga il meme come linguaggio culturale capace di leggere il
presente e i suoi immaginari.

Memer e mondo della comunicazione da tutta Italia si danno quindi appuntamento a
Torino in occasione di MEMISSIMA fra case studies e nuovi linguaggi da indagare.
Protagoniste del festival saranno le più importanti pagine italiane a partire da Filosofia
Coatta, Vabe RagaA, Roncolate antichità, Maidirememe, Sapore di Male, memefattori,
iconografieXXI e tante altre.

A completare l’offerta del festival ‘Meme per gli acquisti’, l’incubatore sul
memevertising che ospita le agenzie di comunicazione italiane ed è pensato per
studiare il rapporto tra meme e pubblicità nell’incontro fra memer e admin di pagine
meme con agenzie di comunicazione e aziende e le lezioni di scrittura memetica che
per il terzo anno tornano a Scuola Holden il sabato pomeriggio.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL, FRA TANTI OSPITI E TALK
Ad aprire la kermesse di MEMISSIMA, venerdì 16 gennaio, sarà il Circolo dei lettori e
delle lettrici, che ospiterà una sessione di talk del format “Meme per gli acquisti”. Il primo
incontro è in programma alle 10:30 con gli admin di Socialbag, che presenteranno il
“Wellmart Perugia – la storia del supermercato più scorretto e virale d’Italia” con la
moderazione di Glenda Allasia, CEO Alla Advertising. Alle 11:45, sempre al Circolo,
seguirà il talk “Razza Artificiale” dove Marco Rubiola e Max Magaldi dialogheranno
con, Elvis Tusha, Giuseppe Mastromatteo e Rick Dick su come l’IA stia cambiando la
razza umana.

Il programma prosegue nel pomeriggio, alle 15:00, con gli speed date, un format di
networking pensato per mettere in contatto admin e creator di pagine meme con agenzie.
alcune associate a UNA, Aziende della comunicazione unite e freelance del settore,
come Dunter, All Advertising, Instant Love, Thinking hat, Synestesia, An art Apart,
Creativa, Betrees.

Alle 18:00 Memissima si sposta al Museo Nazionale del Risorgimento per il talk “Fatta
l’Italia, memiamo gli italiani”. Una curatrice/archivista – Monika Szemberg -, un semiologo
– Gabriele Marino- e tre memer/creator di spicco – Filosofia Coatta (Giulio Armeni),
VaberagaA (Monica Magnani) e roncolate_antichità (Giorgio Milesi) dialogano
sull’intreccio satira/meme/politica stando con un piede nella staffa delle caricature del
fondo Dalsani del Museo del Risorgimento e l’altro immerso nell’universo memetico
contemporaneo, tra template, brainrot e intelligenza artificiale.
A chiudere la giornata, la sera del 16 gennaio dalle 21 presso una location segreta che
sarà annunciata sui social di Memissima “La guerra dei Meme”, una performance
musicale partecipativa di Giacomo Laser.
Il 17 gennaio il programma prosegue con le lezioni di scrittura memetica alla Scuola Holden:
alle 16:00 Paolo Danzì (Sapore di Male) ci parlerà de “L’algoritmo della nostalgia” esplorando
quanto il fascino del passato possa essere importante per narrare il presente.
Alle 17:30, partendo dal suo mini-documentario COSPLAYERS, Mattia Salvia
(IconografieXXI) ci spiegherà come l’assurdo è ormai diventato parte integrante della realtà
che ci circonda e quindi elemento per raccontare il presente.
Grande chiusura sabato 17 gennaio alle 21.00 con l’evento più atteso dai memer di tutta
Italia: i Meme Awards, gli “Oscar dei meme”.
Fino all’8 gennaio tutti i memers hanno avuto la possibilità di partecipare all’evento inviando i
propri meme a @memissimafestival, il profilo Instagram dell’evento: oltre 300 le pagine
hanno candidato i loro meme per l’edizione di quest’anno!
I meme candidati verranno giudicati da una giuria che individuerà i 4 meme finalisti per
le diverse categorie tra cui Personaggio più memato dell’anno, Politica e Attualità, Nerd,
Amio Noi, Scuola Università e Lavoro, Sport, IGP, Trash/Dank/Nonsense, Musica Arte
e Spettacolo e la categoria speciale SHIT HAPPENS ideata in collaborazione con
Piazzasanmarco.

I vincitori verranno scelti dalla combinazione tra il voto della giuria e quello dei follower della
pagina dell’evento Memissima/Meme Awards: per votare basterà seguire la pagina Instagram
ed esprimere la propria preferenza.

La crema al cioccolato è più golosa con banana e avocado

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Un dolce al cucchiaio o una deliziosa e sana crema spalmabile per la merenda dei vostri bambini.

Pochissimi ingredienti golosi, pochissimi minuti di preparazione. Provatela, è perfetta per tutti.

Ingredienti

1 banana matura
1 avocado maturo
50gr. di cioccolato fondente
2 cucchiaini di miele (facoltativi)

Pelare l’avocado e la banana, frullarli nel mixer o schiacciarli bene con una forchetta. Sciogliere il cioccolato con poco latte e unirlo alla frutta. Unire a piacere il miele.
Conservare in frigo e servire fresca.

Paperita Patty

“Lasciano tracce impercettibili le traiettorie delle mongolfiere”…

Il bar del vecchio imbarcadero di Intra ,di fronte a Piazza Ranzoni, piaceva molto a Roland Duprè. Sedersi ai tavolini in quel salotto riparato dall’alto tetto in capriate di ferro sostenute da colonnine in ghisa di stile neo-classico, equivaleva a tuffarsi nelle atmosfere “liberty” di fine ottocento.Voi del lago siete stati bravi a mantenere intatte le linee dei vostri imbarcaderi. Guardati attorno, amico mio: è una delizia degli occhi vedere queste strutture, le vetrate, l’uso artistico del ferro. Il vostro ingegner Caramora, quando lo progettò, aveva avuto una felice intuizione per questo luogo che doveva diventare, come poi in effetti è stato per più di un secolo, uno dei crocevia più importanti della navigazione sul Verbano”. Del resto, bastava guardare gli imbarcaderi di Meina, Stresa, Baveno, Ghiffa, Cannero o Cannobio per rendersi conto che quello di Intra non era il solo “gioiello”. Roland, quel giorno, beveva lentamente il suo drink, allungando le gambe sotto il tavolino.Era visibilmente soddisfatto. Mi aveva poco prima confidato che la mia idea – costruire una mongolfiera per “galleggiare” nel cielo che sovrasta il lago Maggiore – lo intrigava. “E’ una sfida che mi attrae, amico mio. Una sfida alla quale non voglio sottrarmi. Ho un amico a Ginevra, direttore commerciale di un grande istituto di credito svizzero, che da molti decenni coltiva la passione per questo tipo di volo. Non ho dubbi che ci darà una mano. Anzi, sono certo che sarà felicissimo di prestarci una delle sue mongolfiere“. Mi spiegò che il professor Guy De Marne di palloni aerostatici  ne possedeva almeno una dozzina.

Bastò una telefonata a cui fecero seguito altri contatti per fax e telegrafo ( Roland odiava la posta elettronica, i computer e internet ) e l’accordo si trovò. Il professore ginevrino era ben felice di prestare l’attrezzatura e noi lo eravamo ancor più di lui. Ci vollero meno di due settimane perché le quattro grandi casse, viaggiando per ferrovia, fossero recapitate a Baveno. Nel frattempo, per poter lavorare indisturbati, ci eravamo dati da fare nella ricerca di una struttura abbastanza grande per consentirci di montare i vari pezzi della mongolfiera. L’avevamo trovata. Anzi, l’aveva trovata Roland che aveva un’infinità di conoscenze. Non essendoci delle soluzioni idonee nella zona, aveva individuato un capannone a Laveno, proprio di fianco alla  vecchia fabbrica di ceramiche Richard Ginori. Certo, dover fare avanti e indietro con il battello tra le due sponde del lago non era il massimo ma non esitammo ad affittare quello che sarebbe diventato il nostro “hangar”. I viaggi tra le due sponde iniziarono, con una frequenza regolare. Quando mi presentavo davanti allo sportello della biglietteria dell’imbarcadero, il bigliettaio Ticchetti mi salutava con una domanda : “Il solito,

 

ragioniere?”.Alludendo al biglietto di andata e ritorno tra Baveno e Intra e tra quest’ultimo scalo e Laveno, usava la stessa espressione con cui Orlando Trezzi, il banconiere della Casa del Popolo si rivolgeva ai suoi clienti abituali. Le operazioni di montaggio ci occuparono più di un mese un po’ per l’inesperienza e perché l’attività si svolgeva a tempo perso,almeno per Roland che era la vera “mente” dell’operazione. Io, a dire il vero, essendo in pensione, di tempo ne avevo tanto ma non potevo certo inventarmi ingegnere aeronautico così, su due piedi. Occorre sapere che una mongolfiera è costituita da un ampio pallone, realizzato in tessuto monostrato di nylon, e ha un foro in basso, che in gergo viene chiamato “gola”. Al pallone è assicurato un cesto (o “gondola”) nel quale trovano posto il pilota ed i passeggeri. Installato sul cesto e posizionato sotto alla gola,  il bruciatore ha il compito di riscaldare l’aria, spingendola su nel pallone. L’aria riscaldata si raccoglie così nell’involucro rendendolo più leggero dell’aria circostante, determinando quella spinta ascensionale che fa volare la mongolfiera. Questi marchingegni sono in grado di raggiungere quote altissime, al punto che alcuni palloni ad aria calda per uso scientifico hanno raggiunto  e superato i 20mila metri di quota, ben al di sopra delle traiettorie degli aeroplani. Il tessuto sintetico che viene usato, dotato di leggerezza e grande resistenza meccanica, mette al riparo da spiacevoli guai.  Durante la costruzione, il tessuto viene tagliato in lunghi spicchi che vengono poi cuciti assieme fino a formare il pallone vero e proprio. Le cuciture sono quindi ricoperte da nastri ad alto carico, cui vengono fissate le funi che reggono il cesto. Il bruciatore, una specie di lanciafiamme, impiega il propano, un gas conservato, allo stato liquido, in apposite bombole. La spinta ascensionale fornita da una mongolfiera dipende principalmente dalla differenza tra la temperatura esterna e quella dell’aria contenuta nel pallone. Ad esempio, in una giornata afosa, la mongolfiera avrà meno spinta ascensionale rispetto a una giornata fresca o fredda  ed è per questa ragione che  i decolli delle mongolfiere avvengono solitamente durante le ore fredde , prima dell’alba o al sorgere del sole.

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Il pallone di una mongolfiera ha bisogno di circa tre metri cubi di volume per ogni chilogrammo da sollevare. Per questa ragione le  dimensioni delle mongolfiere moderne  variano molto, a seconda del disegno e del modello: le mongolfiere monoposto (dette anche Hoppers), hanno un volume del pallone di poco inferiore ai mille metri cubi. All’estremo opposto abbiamo i palloni giganti da ottomila metri cubi, in grado di sollevare una dozzina di persone. La nostra, come la maggior parte delle mongolfiere, era di circa 2500 metri cubi , sufficienti per trasportare tre o quattro persone. Era stata prodotta nella fabbrica di mongolfiere più grande al mondo: la Cameron Balloons di Bristol, in Inghilterra. Per pilotarla si era offerto Roland, avendo partecipato a diverse imprese e sempre pronto a intraprendere nuove avventure.Tra l’altro, non è che il pilota potesse far molto: il volo della mongolfiera è totalmente passivo. Chi la guida non può fare altro che variare la quota di volo. Tuttavia, con un attento studio dei venti in quota e delle loro direzioni, si può ottenere una certa navigabilità e l’ingegner Duprè era pronto a giurare che, variando la quota fino a giungere all’interno di una corrente,poteva scegliere la  direzione desiderata. Si era documentato per bene. Mentre lavorava canticchiava sottovoce una canzone di Gianmaria Testa che pareva scritta apposta per celebrare l’impresa a cui c’accingevamo: ..”lasciano tracce impercettibili le traiettorie delle mongolfiere e l’uomo che sorveglia il cielo non scioglie la matassa del volo e non distingue più l’inizio di quando sono partite”.  2° puntata (continua)

Marco Travaglini

Filetti di pesce ai pinoli

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Note di gusto insolite per questa semplice e leggera ricetta di pesce che, con pochi ingredienti e pochi minuti, vi permetterà di portare in tavola un secondo fresco e gustoso adatto alle calde giornate estive. 
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Ingredienti 

Filetti di pesce (varietà a piacere) 
Poca farina bianca 
1 limone 
20gr. di pinoli 
10 olive verdi denocciolate 
1 cucchiaio di olio 
1 noce di burro 
Poco vino bianco secco 
Sale e pepe q.b. 

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In una larga padella tostare i pinoli con un cucchiaio di olio, tenere da parte. Tagliare le olive a rondelle. 
Infarinare i filetti nella farina bianca e lasciar rosolare in padella con una noce di burro, sfumare con il vino bianco, cospargere con la buccia grattugiata del limone, lasciar cuocere un paio di minuti e aggiustare di sale e pepe.  Aggiungere al pesce le olive ed i pinoli, lasciar insaporire brevemente e servire con una fresca insalata verde. 


Paperita Patty 

l World Pizza Day 2026:  il 17 gennaio un evento speciale 

Il 17 gennaio rappresenta una data da segnare sul calendario, in quanto si celebra la Giornata Mondiale della pizza, un evento che anche a Torino ha il suo seguito con due proposte del Cibrario Forno Contemporaneo e della pizzeria Flegrea.

Cibrario Forno Contemporaneo di Jacopo Pistone presenta, per l’occasione, la sua personalissima versione della pizza ai formaggi, una novità che racconta la grande passione che tutto il team sta mettendo nella realizzazione di una pizza al taglio di livello sempre più ampio, in quello che è  diventato rapidamente un punto di riferimento per gli amanti della panificazione di alta qualità nella storica via Cibrario. L’ispirazione arriva dalla scuola  romana, che ha fatto della pizza in teglia un’arte, dalla quale è partito Cibrario, aggiungendo il proprio stile e personalità creando un blend di farine, dall’integrale al tipo 1, e utilizzando un’alta idratazione per rendere il prodotto finale più croccante e piacevole al morso.

Il tocco finale sta nel topping che, in questo caso, propone una selezione di formaggi abbinati con maestria. La pizza ai formaggi, nella versione e di Cibrario, è una celebrazione di sapori jtaliani e un tributo agli appassionati. Gorgonzola in due consistenze, crema di Caprino, Raschera e Grana Padano gli ingredienti che una versione 2.0 di un grande classico garantiscono un’ esperienza di gusto nuova, grazie alla qualità dei prodotto e alla croccantezza della pasta lievitata, in una riscoperta della “pizza da passeggio” tutta italiana. Il World Pizza Day viene festeggiato anche dalla pizzeria Flegrea, attività storica della Città di Torino. Si tratta di un’occasione per provare i suoi 5 diversi tipi di impasti, le materie prime di assoluta qualità provenienti dai migliori artigiani, e le birre artigianali con una importante attenzione al gluten free. La pizzeria Flegrea si distingue come un punto di riferimento non solo per gli amanti della pizza tradizionale napoletana, ma anche per la sua alternativa gluten free, in un locale in cui la pizza torna a essere ciò che è: un piatto inclusivo e accessibile a tutti. Dal 1976, l’apertura della pizzeria Flegrea in corso Massimo D’Azeglio ha segnato l’arrivo a Torino la prima pizzeria a forno a legna, portando con sé la tradizione e la genuinità della pizza napoletana. Oggi a 50 anni dalla sua nascita, Flegrea rappresenta un’eccellenza culinaria, mantenendo al centro della sua proposta materie prime di alta qualità, molte delle quali certificata DOP, IGP e Presidi Slow Food. Negli anni, Flegrea ha costantemente migliorato la sua offerta, rispondendo alle attese di una clientela sempre più attenta e diversificata. La pizzeria è un esempio d’eccellenza nel servizio per i celiaci, grazie alla presenza di un forno dedicato esclusivamente alla preparazione di pizzeria senza glutine, oltre a una proposta di birre gluten free di propria produzione. Flegrea aderisce al progetto “Fuori Casa” dell’Associazione Italiana Celiachia, che le permette di servire pizzeria certificate 100% gluten free.

Mara Martellotta

Il 98esimo Carnevale di Saluzzo “scalda i motori”

Il Carnevale storico della Città di Saluzzo, dopo l’importante lavoro svolto negli anni passati con la costruzione di un circuito che ha saputo prima Rivoli, poi Barge e, alla fine, Nichelino, oggi si propone di iniziare una nuova avventura. A tre anni dal “centenario”, Saluzzo ha proposto a carristi e maschere un percorso da costruire insieme, un gran premio, una sfida tra grandi carri che, anno dopo anno, condurrà da un lato alla festa del 2028 e, dall’altro, un progetto di memoria e archivio tra immagini, suoni e canzoni per narrare maschere comuni, storie che affondano le loro radici nella tradizione. Il Carnevale è pronto a tornare protagonista del Marchesato e non solo. Date, programma e ospiti della 98esima edizione, IX Carnevale degli Oratori della Dicocesi di Saluzzo, IIX Carnevale delle Due Province, sono stati svelati nel tardo pomeriggio di lunedì 12 gennaio scorso, nel corso della conferenza stampa indetta dalla Fondazione Amleto Bertoni nella Sala degli Specchi de “Il quartiere”, a Saluzzo. Ne hanno preso parte rappresentanti della Fondazione Bertoni, della Pro Loco di Rivoli, del Comune di Barge e di quello di Nichelino. Il lrimo grande appuntamento sarà domenjca 1 febbraio, alle 10, presso il Palazzo Comunale di Saluzzo, in via Macallè. Vi si svolgerà la presentazione ufficiale con annessa consegna delle chiavi alla nuova castellana, accompagnata dall’immancabile Ciaferlìn e dai Ciaferlinòt. Sempre nella stessa giornata si scenderà in strada per presentare le maschere e brindare con loro. Confermatissima e rinnovata la liaison con la 72esima edizione del Carnevale di Rivoli.

Sabato 24 gennaio, a Nichelino, alle 15.30, vi sarà l’investitura di Monsù Panatè e Madama Farina; domenica 25 gennaio, alle 15.30, a Rivoli, seguirà l’investitura del Conte Verde e della Contessa di Rivoli; domenica 1 febbraio, a Saluzzo, alle ore 10, si terrà l’investitura della Castellana, e per tutto il giorno, piazza Montebello 1, la mostra degli abiti delle Castellane di Saluzzo; a Nichelino, alle 15, la grande sfilata dei carri; venerdì 6 febbraio, a Brage, alle ore 20, si terrà l’investitura di Gian e Gina di Barge, e sabato 7 febbraio, alle ore 20, la sfilata notturna dei carri; domenica 8 febbraio, a Saluzzo, alle 11.15, nel Duomo si terrà la Santa Messa di Carnevale, celebrata da Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo. Alle 14 seguirà nel centro cittadino di Saluzzo la sfilata di maschere e carri. Sempre a Saluzzo, giovedì 12 febbraio, alle ore 10, nel centro cittadino, si terrà la festa degli asili della città e, presso il centro “Il quartiere”, la festa dei giochi di maschere per i bambini. Alle 18.30, presso Villa Luppo Cooperativa Sociale Armonia, si terrà un laboratorio in maschera. Sabato 14 febbraio, sempre a Saluzzo, alle 10, nel centro cittadino si terrà la colazione di Ciaferlìn, e alle 20, presso Pala CRS Foro Boario, in via Don Soleri, si terrà la polentata e serata danzante in collaborazione con La Famija Salusseisa. Domenica 15 febbraio, alle ore 14, nel centro di Saluzzo, avrà luogo il IX Carnevale della Diocesi di Saluzzo. Alle ore 14, a Rivoli, la grande sfilata dei carri. Sempre a Saluzzo, festeggiamenti di Carnevale il 16 e 17 febbraio. Lunedi 16, alle 15, presso Pala CRS Foro Boario, vi sarà il ballo dei bambini e la premiazione del concorso “Coriandoli di frutta”, in collaborazione con Scuola APM e Corriere di Saluzzo. Alle ore 20 seguirà il Veglione, al Pala CRS, dedicato ai giovani. Martedì 17 febbraio, a Saluzzo, si terrà il luna park tutto il giorno per i più piccoli.

Info e contatti: piazza Montebello 1, Saluzzo – 0175 43527 – info@fondazionebertoni.it – fondazionebertoni@cert1net.it

Mara Martellotta

Nidi di patate con provola

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Sfiziosi cestini di patate preparati con del semplice pure’ e farciti con provola. Pochi ingredienti per una coreografica preparazione da servire come contorno o antipasto, un’idea originale che si prepara velocemente, da realizzare anche in anticipo. Bella ed elegante, ideale per i vostri ospiti.

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Ingredienti

500gr. di patate

1 uovo

30 gr. di burro

30 gr. di parmigiano

Provola q.b.

Noce moscata, sale q.b.

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Lessare le patate, pelarle e preparare il pure’ con il burro, il parmigiano, l’uovo, il sale e la noce moscata. Mettere l’impasto in una sac a poche e su una teglia rivestita di carta forno, formare delle ciambelle che riempirete con dei dadini di provola. Cuocere in forno a 200 gradi per circa 15 minuti fino a doratura. Servire caldo.

Paperita Patty

Ecco come l’economia migliora le nostre decisioni 

 L’incontro al Polo del ‘900 con Luciano Canova  

Giovedì 15 gennaio prossimo, alle ore 17:45, presso il Polo del ‘900, a Torino, un incontro con il Professor Luciano Canova, che guiderà il pubblico durante l’incontro “L’architettura della scelta. Come l’economia migliora le nostre decisioni”. Ogni giorno ne prendiamo a decine: cosa mangiare, quanto risparmiare, come usare l’energia, quali servizi attivare. Ma siamo davvero liberi di scegliere? Perché a volte facciamo scelte che poi rimpiangiamo? L’economia di oggi non studia solo numeri e mercati, ma persone vere, con poco tempo, mille distrazioni e tante abitudini. “L’architettura della scelta” è il modo in cui opzioni, regole, moduli, app e menù sono costruiti: dettagli apparentemente piccoli che però influenzano molto il nostro comportamento. Basta cambiare l’ordine delle scelte in una lista, semplificare un modulo o impostare un’opzione predefinita per aiutare le persone a mangiare meglio, risparmiare di più o ridurre gli sprechi — senza obblighi e senza divieti. Il primo appuntamento del 2026 della rassegna di divulgazione scientifica Giovedì Scienza racconta, con esempi concreti, come le “spinte gentili” possano migliorare le decisioni quotidiane e le politiche pubbliche, rispettando la libertà di ciascuno. Perché spesso non serve scegliere di più, ma scegliere in un contesto migliore.

Luciano Canova, docente di economia ed economia comportamentale alla Scuola Enrico Mattei dell’ENI e Università di Pavia. Molto attivo come divulgatore in differenti canali: libri pop, podcast, video pillole (TikTok e Instagram) e laboratori di educazione finanziaria per bambini con i mattoncini Lego. La conferenza si svolge in presenza e sarà disponibile online sul canale YouTube di Giovedì Scienza a partire dalle ore 17:45 di venerdì 16 gennaio.

Per info: gs@centroscienza.it

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti

Polo del ‘900 – Piazzetta Franco Antonicelli, Torino

Mara Martellotta

Il Salone del Vermouth al museo del Risorgimento

Nel 2026 Torino celebra un momento eccezionale, i 240 anni dalla nascita ufficiale del Vermouth, avvenuta nel 1786. Il  Salone del Vermouth ritorna con la sua terza edizione per onorare e raccontare questa eccellenza che è divenuta un simbolo del territorio.
L’unico evento italiano interamente dedicato a questo storico vino aromatizzato sarà sabato 21 e domenica 22 febbraio prossimo presso il Museo del Risorgimento.
Il Salone del Vermouth nasce  a Torino con l’intento di celebrare  la ricchezza e la varietà di una bevanda che ha radici profonde nella tradizione piemontese e torinese, ma che oggi vive una nuova rinascita, grazie all’interesse crescente di consumatori e professionisti del settore.
L’evento vuole essere un punto di riferimento per amanti e appassionati di questo storico prodotto, ma anche un’opportunità per scoprire e valorizzare le tradizioni, l’innovazione e l’artigianalità che fanno parte del mondo del Vermouth.
Il Salone è pensato come uno spazio di incontro, confronto e crescita, in cui produttori, bartender, chef, esperti e appassionati possono connettersi, scambiare idee e fare rete.
Obiettivo principale è  quello di promuovere una cultura del Vermouth, che risulta tanto storica quanto moderna, offrendo un’esperienza immersiva che va oltre la semplice degustazione.

Mara Martellotta