LIFESTYLE- Pagina 2

Avete provato le crespelle ai formaggi?

Simbolo della cucina d’Oltralpe, le crespelle hanno origini antichissime, nate come alimento corroborante a base di latte e uova per sfamare i pellegrini francesi giunti a Roma. Oggi, squisite cialde dorate e sottili dal cuore morbido e filante; una ricetta golosa, sempre gradita a tutti. Un primo piatto che fa subito festa.
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Ingredienti
 
100gr. di farina 00
2 uova intere
250ml. di latte intero
25gr. di burro
200gr. di formaggi a piacere
50gr. di grana grattugiato
Un pizzico di sale
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Preparare l’impasto per le crespelle lavorando le uova con la farina e il sale, mescolare bene poi, aggiungere il latte e il burro fuso facendo attenzione che non si formino grumi. Lasciar riposare la pastella per mezz’ora. Preparare le crespelle utilizzando un pentolino. Con l’aiuto di un piccolo mestolo, distribuire la pastella su tutta la supeficie, lasciar cuocere sino a quando i bordi si increspano poi, girare la crespella con una spatola e continuare la cottura per mezzo minuto. Proseguire sino ad esaurimento della pastella. Distribuire su ogni crespella ottenuta i formaggi ridotti a dadini, arrotolare le crespelle e disporle in una pirofila da forno unta di burro. Spolverizzare con abbondante grana e infornare a 180 gradi per 20 minuti poi, per altri 5/10 minuti sotto il grill per la doratura. Servire subito.
 

Paperita Patty

 

Il tempo libero dei torinesi: tra parchi cittadini e fughe nel verde

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO
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Chi vive a Torino sa che per respirare non serve per forza scappare lontano. La città, oltre a musei, palazzi e caffè storici, offre un patrimonio verde che non ha nulla da invidiare ad altre capitali europee. I torinesi lo sanno bene: quando hanno bisogno di staccare, di rilassarsi o di ritrovare un po’ di silenzio, si rifugiano nei parchi.
Il Parco del Valentino è una vera istituzione. Più di 400.000 metri quadrati di verde affacciati sul Po, con viali alberati, prati per sdraiarsi, angoli ombreggiati per leggere e piste perfette per correre o andare in bicicletta. È uno di quei luoghi dove si mescolano tutte le generazioni: dai bambini che rincorrono le bolle di sapone agli anziani che si ritrovano sulle panchine, dai ragazzi che ballano swing la domenica alle coppie che fanno il primo picnic della stagione.
Poi c’è la Pellerina, la distesa verde più vasta di Torino. Un polmone urbano dove si viene a correre, a portare a spasso il cane, a leggere un libro sotto un albero. Nei fine settimana si organizzano eventi, mercatini, attività per i bambini. Ci sono anche piccoli stagni, ponticelli in legno e spazi dedicati allo sport. È un parco vissuto, autentico, dove si respira la città in versione lenta.
Ma il verde torinese è fatto anche di spazi più raccolti, come il Parco Rignon con la sua villa storica, o il Parco della Tesoriera, che in primavera si riempie di colori e profumi. In centro, i Giardini Reali offrono una pausa elegante tra un museo e una passeggiata sotto i portici, mentre il Parco Dora, con la sua impronta post-industriale, attira giovani, skater e fotografi urbani. Insomma, ogni quartiere ha il suo angolo di natura: e ogni torinese ha il suo posto del cuore dove rallentare.
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Cibo e passeggiate: i piaceri della libertà
Per i torinesi, il tempo libero è anche un’occasione per vivere la città senza fretta. Il sabato mattina, ad esempio, è facile vederli passeggiare tra le bancarelle del mercato di Porta Palazzo o tra i banchi del Balon, alla ricerca di un vinile, un libro usato o un oggetto curioso. Poi si entra in una libreria indipendente, si prende un caffè in un dehors o si fa una pausa in una delle tante pasticcerie che resistono al tempo, con le loro vetrine piene di bignole e cioccolatini.
Nel pomeriggio si passeggia in via Lagrange o via Garibaldi, si sbircia tra i negozi, si entra in una galleria d’arte. E quando viene fame? Niente panico: Torino è una città che ama mangiare bene. Dai piatti della tradizione – come gli agnolotti, il vitello tonnato, la bagna cauda o i plin burro e salvia – alle reinterpretazioni moderne in ristoranti e bistrot che valorizzano i prodotti locali. E poi i formaggi, le nocciole, i vini: ogni pasto diventa un piccolo rituale.
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Weekend nelle Langhe: tra vigne, colline e grandi vini
Quando arriva il fine settimana, la voglia di cambiare panorama si fa sentire. E così i torinesi prendono la macchina e si dirigono verso le Langhe. In poco più di un’ora ci si ritrova immersi in paesaggi che sembrano disegnati: colline coperte di vigneti, borghi antichi, cascine, strade tortuose che regalano scorci sempre diversi.
Langhe, vigneti
A Barolo, piccolo gioiello collinare, si respira l’odore del vino ovunque. È impossibile resistere alla tentazione di fermarsi in una delle tante cantine per una degustazione o di prenotare un tavolo con vista. Ristoranti come Locanda Fontanazza o La Vite Turchese sanno coniugare cucina autentica e panorama mozzafiato. Qui si assaporano piatti come i tajarin al tartufo nero, la carne battuta al coltello o la fonduta di Raschera con verdure di stagione. Tra una passeggiata e l’altra, tra un bicchiere di Barolo e una visita al WiMu – il Museo del Vino – i torinesi riscoprono un tempo diverso, fatto di piccoli piaceri e grandi silenzi.
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Asti e Monferrato: sapori, colline e tradizione
Non solo Langhe. Anche il Monferrato e la zona di Asti sono mete amatissime. Meno affollate ma altrettanto affascinanti, queste colline dolci e ondulate sono punteggiate di borghi, castelli e filari di viti. Qui il tempo scorre ancora più lento, e il legame con la terra è fortissimo.
Asti, con il suo centro storico elegante, è perfetta per una passeggiata tra chiese romaniche, mercatini e botteghe artigiane. Il sabato mattina c’è il mercato in Piazza Alfieri, e in autunno il profumo di tartufi invade le vie del centro. Molti torinesi vengono qui anche solo per pranzare in ristoranti tipici come Tacabanda o Campanaro, dove si trovano piatti come la finanziera, il bunet, il brasato al Barbera.
Nel Monferrato, invece, si cercano esperienze più intime: una camminata tra i noccioleti, una visita in una cantina biologica, una notte in agriturismo con cena a lume di candela. Paesi come Cocconato, Montemagno o Grazzano Badoglio custodiscono una bellezza discreta, lontana dal turismo di massa.
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Alba, il gioiello delle Langhe
E poi c’è Alba, una città che i torinesi sentono un po’ loro. Capoluogo delle Langhe, è il punto di partenza perfetto per esplorare il territorio. Ma è anche una meta in sé: elegante, vivace, autentica. Le sue strade medievali, le torri, le piazze raccolte, i profumi che escono dalle botteghe artigiane: tutto invita alla calma, alla curiosità, al piacere.
Alba è famosa in tutto il mondo per il tartufo bianco, celebrato ogni anno con una fiera internazionale che richiama migliaia di visitatori. Ma la sua offerta non si ferma lì: vini eccellenti, dolci alla nocciola, pastifici storici, osterie con una cucina che sa rinnovarsi senza tradire la tradizione. Piazza Duomo, il ristorante tristellato dello chef Crippa, è un’esperienza unica. Ma anche trattorie come La Piola o Enoclub raccontano con autenticità il territorio.
Qui il tempo libero si fa arte di vivere: si passeggia senza fretta, si mangia con gratitudine, si brinda alla bellezza delle cose semplici. E al ritorno verso Torino, con il bagagliaio pieno di bottiglie e la testa ancora tra le colline, si porta a casa un pezzetto di quella quiete.
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Noemi Gariano

La Giornata Mondiale del Cane

Oggi, 26 agosto, celebriamo il cane: un amico speciale che sa amare senza chiedere nulla in cambio.
Ci aspetta, ci consola, ci fa sorridere e riesce a trasformare anche una giornata difficile in un momento più bello. Non gli importa chi siamo o cosa possediamo: per lui siamo semplicemente la sua persona.
Ma oggi il pensiero va anche ai tanti cani abbandonati, soli o rinchiusi nei rifugi, che aspettano una famiglia e una seconda possibilità.
Celebrare questa giornata significa anche ricordare che un cane non è un regalo, un passatempo o un impegno temporaneo: è una vita da amare per sempre.
A tutti i cani del mondo, quelli già amati e quelli ancora in attesa: buona Giornata Mondiale del Cane.

Enzo Grassano

Festival delle Sagre: Asti tra i sapori e le atmosfere della tradizione 

 

Il Settembre Astigiano si prepara a vivere, sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, il Festival delle Sagre Astigiane, manifestazione che trasforma per un fine settimana la città in una grande vetrina della cucina piemontese e delle tradizioni del mondo rurale.

Il cuore dell’evento sarà piazza Campo del Palio, dove verrà ricreato il tradizionale villaggio delle Sagre. Protagoniste saranno le Pro Loco del territorio, chiamate a portare in città ricette che raccontano la storia gastronomica dell’Astigiano e del Monferrato.

Agnolotti, tajarin, risotti, carni, specialità legate ai prodotti della campagna e dolci della tradizione comporranno un menu decisamente piemontese. Ad accompagnarlo ci saranno naturalmente i vini delle colline astigiane e monferrine, altro elemento fondamentale di un territorio che ha fatto dell’enogastronomia uno dei suoi principali richiami turistici.

Il villaggio aprirà sabato sera, mentre la giornata di domenica sarà dedicata sia alla cucina sia all’appuntamento forse più suggestivo dell’intera manifestazione: la grande sfilata del mattino attraverso le vie della città.

Il corteo è da sempre molto più di una semplice parata. Le comunità dei paesi ricostruiscono scene della vita quotidiana di un tempo, riportando per qualche ora sulle strade di Asti contadini, artigiani, vendemmiatori e antichi mestieri. Carri, costumi, attrezzi e ambientazioni raccontano il lavoro nei campi, le feste popolari, la vendemmia e le consuetudini familiari che scandivano le stagioni nelle campagne piemontesi.

 Il Festival rappresenta uno dei momenti centrali del Settembre Astigiano, periodo nel quale Asti concentra alcuni dei suoi appuntamenti più conosciuti.

COCCO…WINE 2026! Nella Riviera del Monferrato

Sabato 5 settembre (ore 16-24), e domenica 6 settembre (ore -11-19)
il grande banco d’assaggio nel centro storico
 
Venerdì 4 settembre l’anteprima con il
Riviera Monferrato Day ed “Il Salotto di Cocco…Wine”
 
Oltre 25 cantine protagoniste, i prodotti tipici,
le Isole del Vino dedicate alla Calabria e ai vini della Georgia e dei Balcani, “Cammina il Borgo” fra paesaggio e cultura
E domenica una novità speciale: a Cocco…Wine con il Treno Storico Centoporte da Torino, Moncalieri e Asti
In corso le prenotazioni on line
 
E’ giunto alla XXV edizione Cocco…Wine, uno degli appuntamenti enogastronomici più frequentati e caratteristici del Piemonte, in programma da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 a Cocconato d’Asti.
L’Associazione Go Wine promuove e organizza l’evento d’intesa con il Comune di Cocconato e con il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato.
Una formula di successo che si rinnova anno dopo anno e che mette insieme più elementi: il vino e la viticoltura del territorio, la gastronomia locale, il fascino del centro storico e del paesaggio, l’incontro con cantine provenienti da altre aree del Piemonte e, attraverso le tradizionali “Isole del Vino”, il confronto con altre regioni e Paesi.
Per un intero fine settimana Cocconato si trasformerà in una virtuale strada del vino e dei sapori. Il percorso, da piazza Cavour lungo via Roma sino al Cortile del Collegio, attraverserà il centro storico interamente pedonale alternando le postazioni delle cantine agli spazi dedicati ai prodotti tipici e agli artigiani del gusto.
Un’occasione per vivere Cocconato come vero borgo del gusto, scoprendo insieme vini, gastronomia, scorci e paesaggi di quella parte del Monferrato storicamente conosciuta come “Riviera del Monferrato”.
 
IL BANCO D’ASSAGGIO: LE CANTINE DI COCCONATO E GLI OSPITI
Il cuore della manifestazione sarà il grande banco d’assaggio, aperto sabato 5 settembre dalle ore 16 alle 24 e domenica 6 settembre dalle ore 11 alle 19.
Saranno innanzitutto protagoniste le cantine di Cocconato, ciascuna con un proprio spazio per presentare vigne, vini e storia aziendale: Bava, Benefizio di Cocconito, Cantina Nicola, Giulio Cocchi Spumanti, Maciot, Marovè, Paoletti e Poggio Ridente.
La Barbera d’Asti rappresenterà naturalmente uno dei riferimenti principali della degustazione: un vino profondamente legato alla storia viticola del territorio. Accanto ad essa sarà possibile conoscere altre espressioni da vitigni autoctoni e interessanti selezioni di vini bianchi, favoriti dalle particolari condizioni pedoclimatiche delle colline di Cocconato.
Alle aziende del territorio si affiancherà un ampio gruppo di cantine ospiti provenienti da diverse zone del Piemonte: nel complesso, saranno dunque oltre 25 le cantine protagoniste lungo il percorso della manifestazione.
I PRODOTTI TIPICI E I SAPORI DEL TERRITORIO
Cocco…Wine conferma il forte legame fra vino e gastronomia.
Lungo il percorso troveranno spazio specialità e prodotti tipici, con la presenza di realtà del territorio e artigiani del gusto: dalla Robiola di Cocconato ai salumi, dai formaggi alla nocciola, fino ai dolci e ad altre proposte gastronomiche.
Saranno presenti, tra gli altri, Cascina Rosengana – Gelà Monfrà, Cocconato Bellebuono – Combriccola Marchetti, Prunotto Salumi, Agricola Rocca, Salumeria Ferrero, Stella Alpina e Sandra Battista.
Un percorso che conferma la storica vocazione di Cocconato alla gastronomia di qualità e alla ristorazione.
 
LE ISOLE DEL VINO: DALLA CALABRIA ALLA GEORGIA E AI BALCANI
Tornano anche nel 2026 le “Isole del Vino”, una delle caratteristiche che negli anni hanno contribuito a definire l’identità di Cocco…Wine.
Nate nel segno dell’apertura e del confronto, arricchiscono il banco d’assaggio con temi enologici dedicati ad altre aree produttive, offrendo agli enoappassionati l’opportunità di ampliare il percorso di degustazione oltre i confini piemontesi.
Due i temi scelti per questa XXV edizione: la prima Isola sarà dedicata ai vini della Calabria, attraverso una speciale Enoteca pensata per raccontare la viticoltura regionale nel suo complesso: le numerose varietà, le differenti aree di produzione e territori che vantano un’antica tradizione legata alla vite.
La seconda isola allargherà ulteriormente lo sguardo verso Est, con un percorso fra Georgia, Moldavia e l’area dei Balcani e dell’Europa Sud-Orientale. In degustazione vini provenienti da differenti Paesi, fra cui Moldavia, Albania, Slovenia, Bulgaria e Grecia, per una proposta che mette al centro territori, vitigni e culture del vino da conoscere e confrontare.
 
“CAMMINA IL BORGO”: VINO, PAESAGGIO E CULTURA
È confermata anche per questa edizione l’iniziativa “Cammina il Borgo di Cocconato”, nata per invitare il pubblico a non vivere Cocco…Wine soltanto attraverso il calice, ma anche attraverso la scoperta del paese.
Una passeggiata nel centro storico consentirà di conoscere scorci, edifici, paesaggi e testimonianze della storia locale, valorizzando l’identità di Cocconato e il rapporto fra il borgo e le colline che lo circondano.
Un modo per unire la degustazione all’esperienza del territorio e per sottolineare ancora di più la dimensione turistica della manifestazione.
 
DOMENICA 6 SETTEMBRE, UNA NOVITÀ SPECIALE: IL TRENO STORICO CENTOPORTE
Una delle novità più significative dell’edizione 2026 riguarda la giornata di domenica 6 settembre.
Sarà infatti possibile raggiungere Cocco…Wine a bordo di un affascinante Treno Storico Centoporte, con partenza da Torino Porta Nuova e fermate a Moncalieri e Asti, per vivere la manifestazione attraverso un’esperienza che unirà viaggio, paesaggio, vino e scoperta del Monferrato.
La proposta è pensata per chi desidera lasciare l’auto a casa e trasformare la giornata a Cocco…Wine in un vero itinerario: il viaggio sul convoglio storico, l’arrivo nel borgo, il percorso di degustazione e l’incontro con cantine e produttori.
La quota prevista è di € 48 a persona e di € 25 per i minori e comprende il viaggio sul Treno Storico Centoporte, la partecipazione a Cocco…Wine e una speciale Card Riviera del Monferrato, con sconti e promozioni riservate ai partecipanti per tornare successivamente sul territorio presso cantine, agriturismi, ristoranti, produttori tipici e artigiani del gusto.
Per i primi 100 partecipanti che prenoteranno il pacchetto è inoltre previsto un buono da € 5, utilizzabile per l’acquisto di vino presso le cantine presenti alla manifestazione.
 
VENERDÌ 4 SETTEMBRE: IL RIVIERA MONFERRATO DAY ED IL SALOTTO DI COCCO…WINE
La manifestazione sarà anticipata venerdì 4 settembre da una giornata riservata alla stampa ed agli operatori per presentare il nuovo progetto “Riviera del Monferrato”, nato a inizio 2026 dall’incontro fra i territori di Albugnano e Cocconato. Con il coordinamento della Enoteca Regionale di Albugnano sarà così promossa una giornata di incontri e degustazioni, fra i nebbiolo di Albugnano (mattino) e la Barbera d’Asti di Cocconato (tardo pomeriggio).
Alle ore 20.00 a Cocconato, presso il Ristorante Cannon d’Oro e secondo tradizione, si terrà invece “Il Salotto di Cocco…Wine”, appuntamento dedicato alla tavola, ai sapori e ai vini di Cocconato.
Un momento conviviale aperto anche al pubblico che precede il fine settimana di degustazioni nel centro storico.
IL PROGRAMMA IN SINTESI
  • Venerdì 4 settembre – Anteprima Anteprima con il Riviera Monferrato Day     
    Dalle 11:00giornata di degustazioni e visite tra Albugnano e Cocconato nella Riviera del Monferrato. Iniziativa riservata a Stampa e Ho.Re.Ca.(stampa.eventi@gowinet.it)     
    Ore 20.00: “Il Salotto di Cocco…Wine” presso il Ristorante Cannon d’Oro.
  • Sabato 5 settembre – dalle ore 16 alle 24   Apertura del banco d’assaggio nel centro storico con le cantine di Cocconato e del Monferrato, le cantine ospiti, le Isole del Vino e gli stand gastronomici.           
Nel programma anche degustazioni di approfondimento e l’iniziativa “Cammina il Borgo”.
  • Domenica 6 settembre – dalle ore 11 alle 19          Cocco…Wine per tutta la giornata con banco d’assaggio, cantine, prodotti tipici, Isole del Vino, degustazioni di approfondimento e “Cammina il Borgo”.           
Nella stessa giornata sarà attivo il progetto speciale del Treno Storico Centoporte.Ore 16.00: Degustazione guidata Barbera d’Asti e Nocciola
 
COME DEGUSTARE
Il costo della degustazione per le giornate di sabato 5 e domenica 6 settembre è di € 18,00.
È prevista una tariffa ridotta a € 15,00 acquistando online il biglietto entro il 4 settembre e una quota di € 13,00 per i Soci Go Wine e le Associazioni di Settore.
Al punto accredito ogni partecipante riceverà il calice in vetro, la taschina, il braccialetto e un carnet con 8 buoni degustazione, di cui 2 riservati alle Isole del Vino.
Ogni buono consentirà un assaggio. Chi desidererà proseguire il percorso potrà acquistare durante la manifestazione un ulteriore carnet al costo promozionale di € 10,00.
Prenotazioni e acquisto biglietti online sul nostro sito internet (pagamento tramite carte di credito) al link: https://www.gowinet.it/evento/cocco-wine-2026-5-e-6-settembre-2026/
Per info: Go Wine – Alba tel. 0173 364631 stampa.eventi@gowinet.it – www.gowinet.it
 
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN
 

Il tortino di patate alla taggiasca, vellutato al palato

Uno sfizioso ed originale contorno o un raffinato antipasto, questo è il morbido tortino a base di patate ed olive taggiasche. Una semplice preparazione dall’armonioso gusto delicato presentata su una vellutata crema di pomodoro.

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Ingredienti

2 patate medie
2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate sott’olio
2 pomodori
1 cucchiaio di panna liquida
Sale, olio q.b.

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Lessare le patate con la buccia, parlarle e schiacciarle grossolanamente con una forchetta. Sminuzzare le olive ed amalgamarle alle patate, condire con olio evo e sale. Pelare i pomodori, ridurli in dadolata e passarli in padella con un filo di olio, salare, frullare ed unire il cucchiaio di panna. Comporre il tortino in un anello tagliapasta rotondo premendo leggermente. Scottare in padella la fetta di pancetta (facoltativo). Impiattare presentando il tortino adagiato sul letto di crema al pomodoro guarito dalla fetta di pancetta. Servire preferibilmente tiepido.

Paperita Patty

A proposito di gelato

UN LETTORE CI SCRIVE

Caro direttore,

nell’articolo della bravissima Noemi, “Il gusto autentico di Torino: viaggio nelle gelaterie più amate dai torinesi”, sarebbe molto importante, per completezza, citare la storica gelateria di Nichelino, IL GELATONE 2, che dal 1985 fornisce, anche a moltissimi torinesi, uno dei gelati più buoni di Torino e provincia, oltre ad essere quasi certamente tra i più genuini, per prodotti impiegati e sistema produttivo utilizzato, rimasti invariati nel tempo, mentre è noto che ormai quasi tutte le altre gelaterie utilizzino sistemi produttivi molto più rapidi e ingredienti decisamente meno genuini, anche tra quelle citate nell’articolo stesso.

Cordiali saluti
Un fedele cliente

Torna la Sagra del Fritto Misto alla piemontese di Montaldo

Al via venerdì 28 agosto la XX edizione

Venerdì 28 agosto prossimo, a Montaldo, frazione di Cerrina Monferrato (AL), prenderà il via la XX edizione della Sagra del Fritto Misto alla piemontese, che si concluderà nella giornata di lunedì 31 agosto. Per tutte le quattro giornate di sagra, lo stand gastronomico sarà aperto a partire dalle ore 18.30 e vedrà come protagonista il Fritto Misto, cotto al momento in padella e servito nella versione tradizionale monferrina che prevede la prevalenza di pezzi salati, a cui si affiancano semolino, amaretto e carote.
Il fritto verrà servito in accompagnamento con il bagnetto verde di produzione artigianale locale. Nello stand sarà possibile trovare, oltre al re dei fritti, antipasti tipici piemontesi, tra cui peperoni in bagna cauda, roast beef, carne cruda, antipasto della nonna, pesche ripiene e bonèt, interamente preparati dallo staff. Per scongiurare il rischio di pioggia, la cena e i balli sul palchetto, dove si esibiranno le orchestre, si svolgeranno al coperto, e l’ingresso ai balli sarà gratuito. Nella sola serata inaugurale, venerdì 28 agosto, la pizza sarà tra le pietanze a disposizione del pubblico.

Mara Martellotta

Degusta La Morra 2026

Il 6 Settembre non perdetevi la degustazione più amata da tutti gli appassionati del vino!
On Sunday 6 September, don’t miss the wine tasting that’s a favourite with all wine lovers!
Un evento unico e imperdibile, durante il quale i produttori di La Morra vi faranno assaggiare una selezione die loro pregiati vini, raccontandovi le caratteristiche, la storia e soprattutto la passione
che si cela dietro a ogni etichetta.
A unique and unmissable event, during which the winemakers of La Morra will invite you to taste a selection of their fine wines, telling you about their characteristics, history and, above all, the passion
that lies behind each label.
I vignaioli vi accoglieranno in una delle storiche vie del borgo, via San Martino, dietro le loro barrique, diventate ormai i tradizionali
banchi d’assaggio di questo evento.
The winemakers will welcome you in one of the village’s historic streets, Via San Martino, behind their barriques, which have now become the traditional
tasting counters for this event.
Saranno presenti anche banchetti di prodotti locali e musica dal vivo!
There will also be food stalls selling local delicacies as well as live music!
Vi aspettiamo il 6 Settembre dalle 15:30 alle 19:30 in via San Martino a La Morra.
We look forward to seeing you on 6 September from 3.30 pm to 7.30 pm
in Via San Martino, La Morra.
INFO & PRENOTAZIONI:
INFO & RESERVATIONS:
Potete prenotare il vostro biglietto tramite l’Ufficio Turistico di La Morra
o la Cantina Comunale di La Morra.
You can book your ticket through the La Morra Tourist Office
or the Cantina Comunale di La Morra.
mail: info@visitlamorra.it
info.cantinalamorra.com
T: +39 333 2060148 – +39 0173 209664
La lista dei produttori presenti alla degustazione è in continuo aggiornamento.
Potete consultarla sul nostro sito nella sezione “News”
attraverso il link sottostante:
The list of producers taking part in the tasting is constantly being updated.
You can view it on our website in the ‘News’ section
via the link below:
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Il gusto autentico di Torino: viaggio nelle gelaterie più amate dai torinesi

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO 
A Torino il gelato non è un semplice sfizio estivo. È un rito, una tradizione che si rinnova stagione dopo stagione, anche d’inverno, quando i più affezionati non rinunciano a una coppetta avvolti nella sciarpa, magari scegliendo gusti più intensi, più “caldi” al palato. Non è solo questione di gusto: qui si parla di cultura, di artigianato, di memoria collettiva. La città, con la sua eleganza discreta e la sua passione per i sapori autentici, custodisce alcune delle gelaterie più celebri d’Italia, vere e proprie istituzioni locali, amate da generazioni. Ma accanto a queste, anche insegne più recenti hanno saputo trovare il loro spazio, con formule nuove che parlano un linguaggio contemporaneo senza rinunciare alla qualità.
La qualità è casa: le gelaterie nate sotto la Mole
È impossibile parlare di gelato a Torino senza citare Fiorio, in via Po, un nome che evoca immediatamente immagini di nobiltà sabauda e salotti letterari. Aperto nel 1780, era uno dei luoghi preferiti di Cavour, e ancora oggi conserva quell’aria un po’ austera, ma incredibilmente affascinante, che lo rende unico. Qui il gelato è classico, senza compromessi, e i gusti storici, gianduia, zabaione, crema Fiorio , continuano a fare scuola. Non si cerca l’effetto sorpresa, ma la perfezione nella semplicità: una nocciola morbida, profonda, in cui si sente tutta la Langhe; una crema pasticcera vellutata, dal sapore netto e sincero.
Ma accanto a Fiorio, c’è un’altra gelateria che ha segnato una rivoluzione, e che, pur essendo ormai presente in molte città del mondo, conserva un legame forte con Torino: Grom. Nata nel 2003 dall’idea di due giovani torinesi, Grom ha riportato al centro la ricerca dell’ingrediente naturale, della frutta vera, del latte fresco. Una scommessa che ha saputo coniugare visione imprenditoriale e amore per il gelato come una volta. Tra i gusti più rappresentativi ci sono il sorbetto al limone femminello, il pistacchio di Bronte, e il cioccolato extranoir, ma non manca mai il gusto “crema come una volta”, semplice solo in apparenza. Chi ama la frutta può scegliere fragola, albicocca o fico in base alla stagione, tutti ottenuti da coltivazioni selezionate.
Un altro nome sempre più centrale nella mappa torinese del gelato è Mara dei Boschi, laboratorio nato nel quartiere San Salvario e divenuto rapidamente una meta cult per chi cerca qualcosa di diverso. Qui il gelato è artigianale nel senso più puro del termine: ogni gusto nasce da una riflessione, da una sperimentazione. C’è un uso costante di ingredienti locali, come il latte crudo o la nocciola Piemonte IGP, ma anche un’apertura verso accostamenti più arditi. Tra i gusti che sorprendono ci sono il gelato al sesamo nero, la crema allo yuzu (un agrume giapponese profumato e agrumato), il cioccolato con fava tonka, oppure il latte affumicato con caramello salato. Chi entra per la prima volta da Mara dei Boschi capisce subito che qui il gelato è considerato quasi una forma d’arte. Anche i sorbetti sono speciali, come quello al mango Alphonso, alla mora selvatica o alla barbabietola con lampone.
E poi, naturalmente, c’è Pepino, storico marchio torinese famoso per aver inventato nel 1939 il “Pinguino”, il primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato. Una vera icona cittadina, ancora oggi disponibile in diverse versioni – gianduia, menta, nocciola – con uno stile retrò che affascina.
Non solo torinesi: quando la qualità parla a tutti
In mezzo a questa offerta ampia e radicata, c’è chi è arrivato da fuori ma ha saputo conquistare la città, senza fare troppo rumore, ma con una qualità che non ha lasciato indifferenti. È il caso de La Romana, catena originaria di Rimini, che a Torino ha trovato un pubblico sorprendentemente affezionato. Con un approccio che punta molto sulla cremosità, sulla golosità delle creme, sulla panna montata al momento e sulla possibilità di colare cioccolato fuso nel fondo del cono, La Romana ha saputo intercettare un gusto torinese che, seppur raffinato, non disdegna l’intensità e la ricchezza dei sapori.
Tra i gusti più apprezzati c’è il “150”, una crema ricca con pandispagna al cioccolato sbriciolato dentro, che richiama immediatamente l’idea di un dolce della nonna. C’è poi il “Biscotto della nonna”, con vere briciole di biscotto croccante che contrastano la morbidezza della base cremosa. Da non perdere nemmeno la “Crema al limone”, fresca ma intensa, perfetta nelle giornate calde ma piacevole anche come contrasto nei mix di gusti più ricchi. E per chi ama i sapori decisi, ci sono il “cioccolato fondente Venezuela” o la crema “Zabaione con Marsala Superiore”. Il tutto condito da un servizio sempre accurato, che accompagna l’esperienza come fosse una piccola cerimonia.
Il successo di queste gelaterie, tutte molto diverse tra loro, dimostra che a Torino il palato non si accontenta. I torinesi, sotto sotto, sono dei veri intenditori. Non si lasciano abbindolare da decorazioni vistose o mode passeggere. Cercano la sostanza. E quando la trovano, sono fedeli. Per questo, tra le vie del centro e i quartieri più residenziali, le gelaterie migliori sono sempre frequentate, anche nei mesi freddi. Perché il gelato, a Torino, è un piacere che non ha stagione. E non è mai solo un dolce: è un piccolo pezzo di identità cittadina.
NOEMI GARIANO