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Spazio7, Torino dimostra che la cucina è un’esperienza culturale

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO

Ci sono luoghi che raccontano una città ancora prima di sedersi a tavola. Non perché siano i più famosi o i più appariscenti, ma perché riescono a trasmettere un’idea precisa del territorio in cui si trovano. È ciò che accade entrando da Spazio7, il ristorante ospitato all’interno della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, uno spazio che unisce arte contemporanea e gastronomia in un modo naturale, quasi spontaneo.

Torino è una città che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere la propria identità. Accanto ai caffè storici, alle trattorie e ai sapori della tradizione piemontese, sono nate realtà capaci di guardare al futuro con discrezione, senza inseguire le mode ma cercando una propria personalità. Spazio7 è uno di quei luoghi che raccontano questa evoluzione: un ambiente essenziale, elegante e contemporaneo, dove la cucina diventa parte di un’esperienza più ampia.

Quando il cibo dialoga con l’arte

Visitare una fondazione d’arte significa fermarsi a osservare, prendersi del tempo e lasciarsi incuriosire. È lo stesso approccio che si ritrova anche a tavola. Qui il pasto non rappresenta semplicemente una pausa, ma diventa il naturale proseguimento di un percorso culturale, dimostrando come discipline diverse possano convivere e valorizzarsi a vicenda.

In un periodo in cui molti locali cercano di stupire con effetti scenografici o proposte sempre più estreme, esistono realtà che scelgono una strada differente. L’attenzione si concentra sulla qualità delle materie prime, sull’equilibrio dei sapori e sulla capacità di valorizzare gli ingredienti senza trasformarli in qualcosa di irriconoscibile. È una filosofia che, in fondo, ricorda anche il carattere della stessa Torino: una città elegante, misurata e poco incline all’ostentazione, ma capace di sorprendere chi decide di conoscerla davvero.

L’ambiente contribuisce a creare questa atmosfera. Le linee pulite, gli spazi luminosi e il dialogo continuo con l’arte contemporanea trasmettono una sensazione di tranquillità che invita a rallentare. In un’epoca in cui si è spesso abituati a consumare tutto in fretta, anche il tempo dedicato a un pranzo o a una cena può trasformarsi in un’occasione per concedersi una pausa autentica.

Un simbolo della Torino che guarda avanti

Negli ultimi decenni Torino ha costruito una nuova immagine di sé, diventando sempre più una città della cultura, del design e dell’innovazione. Molti spazi sono stati ripensati, valorizzati e trasformati in luoghi capaci di ospitare eventi, mostre e iniziative che attirano visitatori da tutta Italia. Anche la ristorazione ha seguito questo percorso, contribuendo a rendere la città una meta interessante non solo per chi ama la buona cucina, ma anche per chi cerca esperienze che vadano oltre il semplice piatto.

Spazio7 rappresenta bene questa visione. È uno di quei posti che dimostrano come il cibo possa raccontare un territorio esattamente come fanno un museo, un edificio storico o un’opera d’arte. Non serve scegliere tra cultura e gastronomia: le due dimensioni possono incontrarsi e dare vita a un’esperienza capace di lasciare un ricordo.

Forse è proprio questa una delle caratteristiche che rendono Torino una città così affascinante. Non cerca continuamente di stupire con grandi effetti, ma preferisce conquistare attraverso dettagli, qualità e autenticità. E sono proprio luoghi come Spazio7 a ricordare che spesso le esperienze più interessanti nascono quando mondi diversi si incontrano, trasformando anche un semplice pranzo in un’occasione per osservare la città da una prospettiva nuova.

NOEMI GARIANO

L’uomo è ciò che mangia

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Sociografia Lettere dal presente

La frase “L’uomo è ciò che mangia” viene solitamente associata al filosofo tedesco Ludwig Feuerbach (Der Mensch ist was er isst) vissuto nel XIX secolo. Non fu lui, però, ad averla coniata ma il giudice francese Jean Anthelme Brillat-Savarin che, per diletto, si occupava di cucina.

Questa frase ha sicuramente un suo fondamento, stante che anche la moderna medicina, nonostante la prassi di cercare di curare ogni problema con una pastiglia (spesso più di una) riuscendo il più delle volte a mitigare solo i sintomi, riconosce al cibo la capacità di prevenire e curare moltissime affezioni.

Medicina a parte, però, noi siamo lo specchio di ciò che ingurgitiamo, di come mangiamo, di quanto cibo introduciamo, ecc.

Quando sono in viaggio o anche solo a cena fuori casa, mi diletto ad osservare le abitudini alimentari di chi è nel locale, non per farmi i fatti loro ma per stilare una statistica, perché anche le abitudini alimentari, come quelle vacanziere, lavorative, linguistiche subiscono il mutare dei tempi.

Ricordo che quando eravamo ragazzini, noi che ora siamo over 60, avevamo abitudini molto differenti da quelle attuali; innanzitutto, non si mangiava al ristorante così spesso anche perché la maggior parte delle mamme era casalinga ed il cucinare era un piacere, magari alla domenica con mamma e nonna e, quindi, recarsi fuori casa sarebbe stato quasi un oltraggio.

Ora, vuoi per lavoro, vuoi perché nessuno ha più voglia di ricevere tutti i compagni di scuola dei figli in casa per uno spuntino, vuoi perché magari trovarsi tutti in centro città è più comodo che raggiungere, di volta in volta, Tizio a 30 km, Caio dalla parte opposta della città, ecc., i ristoranti sono diventati l’altera domus.

La cosa sconvolgente, però, è cosa le persone mangino e, soprattutto, la ripetitività con cui venerano quell’unico o quei pochi cibi.

Tralasciando gli stranieri che mangiano volentieri il cibo italiano, salvo poi accompagnare le chele di granchio fritte (italiano?) con il cappuccino oppure la zuppa di pesce con la cola, gli italiani hanno appiattito i loro gusti a favore di quei 2-3 cibi cult del momento; pizza (le pizzerie sono in aumento verticale), poke, sushi e via dicendo. Poke e sushi, in particolare, andrebbero evitati da chi sia iperteso (in generale tutto il cibo accompagnato da salsa di soia), da chi si stia sottoponendo a chemioterapia (il pesce crudo è pericoloso, specie per chi sia immunodepresso) e dalle donne in gravidanza. Ma si sa che il bello dei divieti è infrangerli.

Perché, mi domando, i genitori che portano i bambini al ristorante non gli permettono di conoscere nuovi cibi (scaloppine, frittata, rane, lumache, branzino, verza, ecc) ma ordinano per loro (o accettano che i piccoli lo facciano) sempre hamburger e patatine fritte o pizza o cotoletta alla milanese, con una ripetitività maniacale? Non si accorgono che, pur continuando a crescere in altezza, i loro pac-man umani cominciano a cresce anche in larghezza, a dismisura? Ecco perché siamo uno dei Paesi con la maggior percentuale di obesi tra i giovani. E’ palese che questo problema abbia anche un risvolto economico non indifferente per la sanità, a causa di affezioni autoinflitte.

Si parla tanto di educazione affettiva nelle scuole; non discuto se sia utile o meno, sono però sicuro che sarebbe molto utile quella alimentare, per insegnare già dalla scuola primaria che lo stomaco non è un termovalorizzatore dove bruci tutto ciò che ingurgiti, ma è il serbatorio del nostro carburante. Se introduciamo benzina di qualità, priva di condensa, morchie, ecc. il nostro motore non ci darà problemi; se, al contrario, gli buttiamo dentro tutto ciò che capita non meravigliamoci se, presto o tardi, si accenderà la spia di avaria al motore e, anziché partire per le ferie, lasceremo l’auto al meccanico.

Ma la nostra auto ha anche una testa, ed è da lì che occorre iniziare la diagnosi.

Sergio Motta

Ciurma! “Letture animate sul prato” al Castello di Miradolo

Comune di Pinerolo, Comune di San Secondo di Pinerolo, Fondazione Cosso

CIURMA! Ultimo appuntamento domenica 2 agosto con le “Letture animate sul prato” al Castello di Miradolo Domenica 2 agosto il Castello di Miradolo ospita l’ultimo appuntamento della rassegna per famiglie Ciurma! con le Letture Animate sul prato a cura di Monica Della Smirra e con la collaborazione di Biblioraga Pinerolo. Si conclude domenica 2 agosto l’edizione 2026 di CIURMA, il progetto dedicato a bambini, bambine e famiglie che durante l’estate ha portato spettacoli, laboratori e momenti di incontro tra teatro, giochi circensi e letture animate nei luoghi del territorio pinerolese. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Pinerolo, il Comune di San Secondo di Pinerolo e la Fondazione Cosso – Castello di Miradolo, ha animato parchi e spazi pubblici offrendo occasioni di partecipazione, cultura e divertimento per tutte le età. L’ultimo appuntamento è in programma domenica 2 agosto alle ore 10.30 al Castello di Miradolo, con le letture animate sul prato a cura di Monica Smirra e Libri al Parco, in collaborazione con Biblioraga. Un momento dedicato ai più piccoli e alle famiglie, in un contesto immerso nel verde, con un’attività consigliata a partire dai 2 anni. L’ingresso è gratuito su prenotazione.

INFO Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO) Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it www.fondazionecosso.com

Sauze d’Oulx, a Sportinia con Chiamamifaro. E tornano i Gofri

SAUZE D’OULX – Dopo il grande successo del concerto di eroCaddeo, che domenica 26 luglio ha richiamato tantissimi giovani nella splendida cornice naturale di Sportinia, il cartellone estivo del Comune di Sauze d’Oulx prosegue con un nuovo imperdibile appuntamento musicale in alta quota.

Domenica 2 agosto, alle ore 12, la terrazza di Capanna Kind e il pianoro di Sportinia ospiteranno infatti Chiamamifaro, tra le artiste più interessanti e promettenti del nuovo panorama pop italiano. Dopo la partecipazione al talent Amici, la giovane cantautrice porterà a Sauze d’Oulx uno spettacolo intenso e coinvolgente, capace di raccontare emozioni e quotidianità attraverso una musica autentica e una voce ormai riconoscibile dal grande pubblico.

L’esibizione rappresenta il secondo dei tre concerti estivi organizzati in quota dall’Amministrazione Comunale, che si concluderanno il prossimo 15 agosto con il tradizionale Grande Concerto di Ferragosto dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, quest’anno dedicato alle più celebri colonne sonore cinematografiche con lo spettacolo “Un Ferragosto da Oscar” eseguito dalla ESO – Ensemble Symphony Orchestra.

Il Sindaco Mauro Meneguzzi, presente domenica scorsa a Sportinia per portare il saluto dell’Amministrazione comunale ai numerosi spettatori del concerto di eroCaddeo, sottolinea il valore dell’iniziativa: “È stato davvero bello vedere così tanti giovani e tante famiglie salire a Sportinia per vivere un momento di musica immersi nella natura. L’entusiasmo registrato nel primo appuntamento conferma la bontà della scelta di proporre eventi di qualità anche in quota. Invito tutti a tornare domenica per il concerto di Chiamamifaro e a partecipare poi al tradizionale Concerto di Ferragosto, che rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della nostra estate”.

Sulla stessa linea l’Assessore al Turismo Davide Allemand, che evidenzia la filosofia del progetto: “Abbiamo fortemente voluto portare più concerti a Sportinia perché crediamo che la montagna vada vissuta e valorizzata anche attraverso eventi di qualità. Questi appuntamenti permettono di scoprire uno degli angoli più belli di Sauze d’Oulx utilizzando comodamente gli impianti di risalita, aperti per tutta la stagione estiva, offrendo ai turisti un’esperienza che unisce musica, paesaggio e natura incontaminata”.

Per raggiungere il pianoro di Sportinia in occasione del concerto si consiglia l’utilizzo della seggiovia Prariond-Sportinia. Come già avvenuto per il primo appuntamento, la strada sarà chiusa ai mezzi motorizzati dal parcheggio di Pian della Rocca per consentire un accesso ordinato e in sicurezza all’area dell’evento.

Ma quello del primo fine settimana di agosto sarà un programma ricco di appuntamenti per tutte le età.

Venerdì 31 luglio spazio alle Miniolimpiadi, manifestazione ludico-sportiva dedicata ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 13 anni, organizzata dallo Sci Club Sauze d’Oulx.

Sabato 1° agosto il Parco Giochi Comunale ospiterà il Sagra Party organizzato dalla Scuola Sci Sauze Project, mentre in serata il CAI Sauze d’Oulx proporrà un nuovo incontro divulgativo con Simone Eydallin, dedicato al tema della resilienza.

Domenica 2 agosto, oltre al concerto di Chiamamifaro, il borgo di Jouvenceaux sarà animato dalla tradizionale festa con gofri, musica e l’apertura della Cappella di Sant’Antonio Abate, mentre in serata il ciclo di incontri del CAI proseguirà con l’intervento di Micaela Guerrini, che presenterà lo Shinrin-Yoku, l’immersione nel bosco come pratica per ridurre ansia e stress.

Proseguono inoltre per tutta l’estate due iniziative molto apprezzate dal pubblico: la mostra fotografica “Piccole Meraviglie della Valsusa”, allestita presso l’Ufficio del Turismo, e la Fiera del Libro organizzata da Susa Libri al Parco Giochi Comunale, con un ricco calendario di presentazioni letterarie.

Eclissi solare il 12 agosto: ecco come e dove vederla

A Torino il Sole si oscurerà per oltre il 90%

Succederà a Torino. Il cielo sopra la città regalerà uno spettacolo raro il prossimo 12 agosto: un’eclissi solare parziale che, al tramonto, oscurerà il disco solare per circa il 93%, uno dei valori più alti registrati in Italia per questo fenomeno.

Gli orari da segnare in agenda

Secondo le previsioni degli osservatori astronomici, a Torino l’eclissi avrà inizio intorno alle 19:27-19:28, per raggiungere il momento di massima copertura alle 20:21, quando la Luna arriverà a coprire il 93,34% del Sole. 

Il fenomeno si concluderà poco dopo le 20:35, quasi in concomitanza con il tramonto, previsto per le 20:41. Un’ora e più di spettacolo, dunque, che colloca il capoluogo piemontese tra le città italiane più favorite, insieme a Genova, Milano, Bologna e Venezia, dove la copertura supererà comunque il 90%.

Un evento che non si vedeva da quasi trent’anni

Non capita spesso di assistere a un’eclissi di questa intensità alle nostre latitudini.

Bisogna tornare indietro fino all’11 agosto 1999, giorno della celebre “grande eclissi” che incantò l’Europa, per trovare un precedente di rilievo. Questa volta il fenomeno sarà parziale su tutto il territorio italiano, la fascia di totalità, dove il Sole scomparirà completamente dietro la Luna, toccherà infatti Groenlandia, Islanda e Spagna, fino alle Isole Baleari, ma il Nord Italia, e Torino in particolare, potrà godere di una delle porzioni di cielo oscurato più ampie del Paese.

Dove guardare: meglio un orizzonte libero

Chi vuole ammirare lo spettacolo dovrà fare attenzione a un dettaglio non banale: il Sole, in quella fascia oraria, sarà già molto basso sull’orizzonte. Per questo motivo il centro città non è necessariamente il punto di osservazione migliore: servirà un panorama sgombro verso ovest o ovest-nord-ovest.

Tra le location più indicate per Torino ci sono le terrazze panoramiche e i belvedere della collina, da Superga al Monte dei Cappuccini, oltre a punti di osservazione come l’Infini.to, il planetario cittadino.

Le regole per osservarlo in sicurezza

Un avvertimento che vale la pena ripetere: non bisogna mai guardare il Sole a occhio nudo, nemmeno durante un’eclissi parziale come questa. Il rischio per la retina è concreto anche con una copertura solare così estesa. 

Gli esperti raccomandano l’uso di appositi occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2, facilmente reperibili, escludendo qualsiasi altro materiale improvvisato come pellicole scure o vetri affumicati, che non offrono una protezione adeguata.

Il 12 agosto, tra l’altro, coinciderà con la Luna Nuova, condizione ideale per chi vorrà proseguire l’osservazione del cielo nella notte, in vista del picco delle Perseidi legato alla tradizionale Notte di San Lorenzo, attesa nei giorni immediatamente successivi.

CRISTINA TAVERNITI