“Il cibo nutre il corpo, la musica placa la mente,
ma è sotto il cielo stellato di una serata estiva al parco che si nutre l’anima.”
Nasce a Vinovo, alle porte di Torino, un nuovo festival estivo, che racchiude tutto quello che
serve per trascorrere una piacevole serata in compagnia: buon cibo, musica dal vivo e un’area
divertimento dedicata ai più piccoli.
L’area verde antistante l’Ippodromo di Vinovo aprirà le porte il 2 luglio e sarà attiva per tutto il
mese di luglio, dal giovedì alla domenica inclusa, dalle ore 18 fino a mezzanotte.
L’ingresso sarà gratuito per tutti, per rendere l’evento assolutamente inclusivo e poter
facilitare la partecipazione soprattutto delle famiglie, per ritagliarsi un momento di relax al
fresco in questa calda estate.
Il parco sarà diviso in aree: food&drink, palco live e intrattenimento bambini.
Protagonista dell’area cena la pasta – come si intuisce facilmente dal titolo del festival –
proposta in tantissime varianti, rigorosamente fresca e fatta in casa, grazie alla collaborazione
con “Savurè – pastificio con cucina”, brand leader nel settore pasta a Torino. Dagli agnolotti ai
maccheroni, dai paccheri ai pancotti, cucinati secondo le ricette classiche o quelle più estive.
Presente anche una ricca offerta di secondi con polpette, burger, bruschettone e patatine fritte.
Accompagnati da un’ampia carta drink, pensata per soddisfare tutti i gusti.
L’area dedicata ai bambini li vedrà impegnati per tutta la sera tra numerose attività sportive:
basket, curling, pallavolo e calciotennis.
“La musica e l’intrattenimento saranno gli ingredienti fondamentali del festival” – racconta
Cristian Ciociola, CEO di Bis Eventi, organizzatore dell’evento – “Il Pasta Music Fest nasce
con l’obiettivo di trasformare l’area verde dell’Ippodromo di Vinovo in un grande hub
musicale e ricreativo dell’estate torinese. La musica dal vivo viene intesa come un potente
collante sociale e generazionale, capace di offrire un intrattenimento di alto livello in uno spazio
all’aperto d’eccezione.”
La proposta artistica, curata da Soulfood Music Factory, ha lavorato su tre obiettivi:
interattività, coinvolgimento ed energia. La selezione musicale ha infatti privilegiato show
dal forte impatto visivo e sonoro, guidati da formazioni con una grandissima esperienza sul
palco, capaci di annullare la distanza tra musicisti e spettatori, per dare vita a una vera festa
collettiva. Un viaggio nei generi pop-rock e revival, con una line-up dinamica che celebra
le diverse anime della musica d’intrattenimento, da ballare e da cantare, spaziando dai tributi
d’eccellenza fino alle migliori band italiane di stampo vintage e dance-revival.
Tanti i nomi già annunciati, con concerti che avranno inizio alle ore 21.30.
Giovedì 2 opening night con Party a 90, il format cult interamente dedicato alla nostalgia
millennial. Un percorso travolgente che unisce le hit eurodance, il pop iconico e i successi
commerciali degli anni Novanta, supportato da un’animazione mirata a ricreare l’atmosfera
delle grandi discoteche di quel decennio.
Venerdì 3 Discoinferno: la live band revival più celebre d’Italia porta sul palco uno spettacolo
orchestrale e coreografico unico con al centro i ritmi inconfondibili della Disco Music e della
Dance anni ’70 e ’80; con una scaletta travolgente, tanti glitter e un groove irresistibile.
Domenica 5 Ciposugar, lo storico tributo a Zucchero con calde ed emozionanti atmosfere
rock-blues. Una band eccezionale capace di restituire la stessa intensità emotiva e l’energia
travolgente dei live di Fornaciari, spaziando dalle ballate più intense ai ritmi travolgenti.
Giovedì 9 Rebeat, un’esplosione vintage ad alto tasso di adrenalina. Il gruppo mette in scena
uno spettacolo interamente dedicato ai ritmi del Rock’n’Roll e del Twist, reinterpretando con
freschezza e modernità i grandi classici italiani e internazionali che hanno fatto ballare intere
generazioni negli anni ’50 e ’60.
Sabato 11 Oronero Band in “L’Emilia del Rock”, un tributo straordinario a Vasco e Ligabue,
le anime rock dell’Emilia Romagna. Due carismatici frontmen si alternano sullo stesso palco
supportati da un’unica e potente band, dando vita a più di due ore di spettacolo esplosivo. Una
scaletta ad altissima tensione, che unisce e contrappone i più grandi successi di Vasco Rossi
e Luciano Ligabue, creando un’esperienza di canto collettivo e pura energia rock.
Giovedì 16 Luglio Explosion Band, con il loro celebre ed inimitabile “Energy Disco Show”.
Molto più di un semplice concerto: una vera macchina dell’intrattenimento, con una scaletta
senza pause che inanella successi internazionali e italiani, impreziosita da coreografie
millimetriche, scenografie dinamiche e continui cambi d’abito.
Giovedì 23 Luglio Funk It, una notte all’insegna del ritmo sincopato e del groove più nero.
Una formazione travolgente dedicata alle sonorità del funk, del soul e del rhythm and blues
moderno, capace di mescolare classici intramontabili a sonorità urban contemporanee, per un
appuntamento dal sound elegante e irresistibilmente ballabile.
Oltre ai concerti, il Festival sarà sempre accompagnato da un sottofondo musicale con la
playlist creata ad hoc dal media partner To Radio, con animazioni, quiz interattivi e djset a
cura dei protagonisti della radio.
Iniziativa speciale e assoluta novità per i festival estivi del torinese sarà l’“AperiExperience”,
la formula su prenotazione che unirà aperitivo e tre diverse attività esperienziali legate
al mondo dell’ippica – in collaborazione con Hippogroup Torinese spa.
Apericena in Carrozza & Scuderie. Un salto nell’eleganza con la possibilità di gustare il
proprio aperitivo a bordo di una vera carrozza, per poi lasciarsi affascinare dalla visita guidata
alle scuderie dell’ippodromo.
Apericena ManiInPasta, con il laboratorio perfetto per tutta la famiglia. Un’esperienza
genitore-figlio per imparare a fare la pasta fresca, coronata da un gustoso aperitivo da vivere
insieme.
Apericena con Pony, dedicata ai più piccoli. Un’occasione speciale e da ricordare nel tempo
in cui i bambini possono entrare in confidenza con l’animale cavallo, imparando a conoscerlo,
prima del vero battesimo della sella.
Infine l’evento ha il benefit di avere un’ampia e gratuita area parcheggi vicina all’ingresso della
location.
Via Stupinigi 167/b – Vinovo



Si vedevano bene i profili delle montagne e bastava andare un po’ in alto, sulla scalinata della chiesa, che si potevano distinguere le alpi svizzere. E l’altra sponda? Un gioco di luci a rincorrersi sul lungolago tra Suna e Pallanza fino alla punta della Castagnola, dove la riva ridiventava scura e si poteva solo intuire che c’era Intra, nascosta dietro la curva dell’Eden. Verso Laveno e Santa Caterina del Sasso altre luci, altre strade, altre case e altra gente. Lì, sulla sponda lombarda, avrebbero potuto quasi intravedermi se qualcuno, puntando un cannocchiale con delle buone lenti d’ingrandimento, si fosse preso la briga di curiosare verso l’imbarcadero di Baveno. Avrebbe visto una figura, un’ombra seduta lì, sulla panchina dal verde un po’ corroso dal tempo, intenta ad ascoltare il rumore della risacca. A dire il vero, per me, più che un rumore è un suono, quasi un sottofondo musicale. Il ritmare dell’onda che s’infrange, che si ritira per far posto all’altra, apprestandosi a compiere lo stesso gesto secondo il moto dell’acqua e la direzione del vento. E’ come una musica che calmava i nervi, distende l’animo. “ Ecco, vardala lì. A l’è l’acqua stràca. L’acqua che sciùscia i remi dì barch, che la carezza suta al ventar ogni barca e sura la cràpa ogni sàss”, mi diceva il mio amico Angelo Branca, vecchio lupo di lago, commentando le onde che, ormai deboli e provate, s’arrestavano sui muri del vecchio molo. L’ Angiolino, nato e cresciuto sull’isola Pescatori, aveva ormai affidato la sua vecchiaia alla terraferma. Ma non mancava mai, nelle notti di luna buona, di farmi compagnia all’imbarcadero. Insieme guardavamo l’acqua scura, ascoltandone il mormorio. Sembrava quasi lo sgranarsi di un rosario sottovoce. Ogni tanto, quasi a rompere quel ritmo dondolante, arrivava un onda solitaria, più decisa. “ E’ l’onda vagabonda. Ascoltala bene, amico mio. Ogni tanto arriva. Così, di colpo, senza preavviso. E’ diversa dalle altre: a l’é l’acqua che scàpa e che la turna indrèe . A l’è cùma una lèngua che ta diss che l’aria la cambia”. E, infatti, l’aria cambiava e s’alzava un vento tiepido che muoveva le onde con più decisione. Era l’effetto dei venti di föhn che, scendendo dalle Alpi, asciugavano e riscaldavano l’aria, facendo assaggiare i primi scampoli di primavera. “Ma, attenzione”, ricordava Angiolino. “Non facciamoci fregare. Quest’aria prima è dolce e dopo à ta càgna i vestìi, perché dal Mottarone s’incanala giù anche un venticello che risente ancora dell’ultima neve e che ti legna facendo finta d’accarezzarti. Vedi come fa increspare l’acqua del lago, verso l’isola?”. Parole piene di saggezza. Infatti, passate le prime leggere folat, l’aria diventava più brusca e veniva spontaneo tirarsi su il bavero della giacca per poi infilarsi le mani nelle tasche. Così, salutato il lago e lasciate alle spalle le imbarcazioni dondolanti tra le onde, ci incamminavamo verso la piazza del Municipio. L’Angiolino canticchiava una canzone che aveva imparato alla radio. Gli piaceva perché, diceva “ è fatta giusta per notti come queste, quando il vento porta in giro l’odore del lago”. E attaccava, data l’ora, sottovoce: “Vent cunt’el pàss balòss, quell che vorì mia tiram via da dòss. Slàrga al fiaa e bùfa in giir i stell, lassa al tò disegn in su la mia pell…”. Era tempo d’andare a casa. E la luna si stagliava più lucente che mai nel cielo nitido e trapuntato di stelle.