LIFESTYLE- Pagina 2

De Marchi tra i 50 di Radio Cortina

Il giornalista Gianluigi De Marchi, collaboratore de Il Torinese, è stato inserito nell’elenco dei 50 personaggi che hanno fatto la storia di Cortina attraverso Radio Cortina, l’emittente locale che
ha mandato in  onda tantissime interviste a grandi figure come Milena Milani, Marta Marzotto, Alberto e Charlène di Monaco, Piero Barilla, la principessa Pignatelli, Paolo Scaroni.
I ritratti dei prescelti sono stati raffigurati dal grande artista Missaglia.
Ecco il video:

Sformatini di peperoni ricetta light

Contorno insolito o antipasto sfizioso, si preparano in poco tempo in tutta facilita’. Sono deliziosi, delicati, privi di grassi, cremosi e scenografici.

Ingredienti

2 peperoni gialli di Carmagnola
2 uova intere
200gr. di ricotta
Sale, pepe, prezzemolo
4 noci
Olio evo, una noce di burro

Lavare i peperoni, punzecchiarli con i rebbi di una forchetta e grigliarli su una piastra di ghisa calda. Lasciar raffreddare e pelare.
Nel mixer frullare le falde di peperone, la ricotta, le uova, il sale ed il pepe.
Imburrare 6 stampini in acciaio, versare la crema e cuocere a bagnomaria a fuoco bassissimo per circa 30 minuti.
Preparare la salsina mescolando il prezzemolo tritato con una noce tritata, sale e olio evo.
Togliere gli sformatini dagli stampi con l’aiuto della lama di un coltello, impiattare guarnendo con l’emulsione di olio ed un gheriglio di noce. Servire tiepido.

Paperita Patty

Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 9 agosto dalle ore 21

La notte delle Perseidi diventa un’occasione per scoprire la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, in provincia di Torino, da una prospettiva insolita. Domenica 9 agosto “ Aspettando San Lorenzo” propone una serata dedicata all’osservazione guidata delle stelle cadenti, in collaborazione con Infini.TO- Planetario di Torino, e una visita straordinaria in notturna del complesso monumentale.
La tradizione lega le stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. , interpretandole come le lacrime del santo. Il fenomeno, in  realtà, è dovuto allo sciame delle Perseidi, composto da minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio lasciati dalla cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al sole. Ogni estate l’incontro di questi detriti con l’atmosfera terrestre dà origine a uno degli spettacoli astronomici più  attesi dell’anno.
Accompagnati da un astrofisico di Infini.TO, Planetario di Torino, i partecipanti saranno guidati nell’osservazione del cielo estivo e delle sue meraviglie.
La serata offrirà inoltre l’opportunità di visitare in notturna la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, scoprendo la storia dell’Ordine degli Antoniani e ammirando i capolavori custoditi nel complesso monumentale in un’atmosfera suggestiva e inconsueta.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso Buttigliera Alta ( Torino)

Domenica 9 agosto ore 21

Costo 10 euro + biglietto di ingresso ( intero 5 euro, ridotto 4)

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni dal mercoledì alla domenica

0116200603

ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Per ritenere valida la prenotazione attendere conferma.

Mara Martellotta

Zucchine allo zenzero fresco

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In questo periodo i nostri orti producono una quantità incredibile di zucchine. Molto versatili in cucina, si possono consumare in tantissimi modi sia cotte che crude, hanno pochissime calorie, sono una fonte di vitamine e sono ricche di potassio. Eccovi la ricetta, un contorno aromatico e stuzzicante.

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Ingredienti

Piccole zucchine fresche

1 cipolla

1 spicchio di aglio

1 rizoma di zenzero fresco

1 limone

½ bicchiere di vino vianco secco

Basilico, salvia, rosmarino

Sale, olio di oliva q.b.

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Lavare le zucchine, tagliarle a tocchetti e saltarle in padella con poco olio sino a rosolatura. Asciugare su carta assorbente, salare. In una padella soffriggere in abbondante olio la cipolla e l’aglio affettati, aggiungere le erbe aromatiche e sfumare con il vino bianco. Versare il soffritto sulle zucchine, aggiustare di sale, aggiungere lo zenzero pelato ed affettato sottilmente e la scorza del limone. Lasciare insaporire per almeno un giorno. Conservare in frigo e servire fresco.

Paperita Patty

Foto dei lettori: Vedute del/dal Rocciamelone

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Ecco le foto di un ciclo di Dipinti Murali realizzati da Silvia Marchionne   e da Gianluca Cresciani due anni fa, in via Rocciamelone (tratto fra via Rivara e via San Rocchetto) in Borgo Vecchio Campidoglio a Torino. L’opera si chiama “Vedute del/dal Rocciamelone” da un’idea di Gianluca Cresciani, a cura di CASADART&CRESCIANI, realizzato dagli artisti Gianluca Cresciani e Silvia Marchionne con una parte finale di esecuzione laboratoriale. I Dipinti NON fanno parte del circuito del MAU ma di “Well-Come-TO-MyCity” un Progetto partecipato di Rigenerazione Urbana basato sulla Toponomastica e sul Decorum “Site specific”  che ha avuto il patrocinio ed il contributo della Circoscrizione 4.

Aspettando San Lorenzo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Sabato 8 agosto 2026

 

Un percorso tra storia e astronomia con il Planetario di Torino, dal giardino storico recentemente restaurato all’osservazione delle Perseidi

Un percorso serale tra le sale della Palazzina di Caccia di Stupinigi e il giardino storico recentemente restaurato accompagnerà il pubblico alla scoperta del cielo nei giorni che precedono San Lorenzo. Sabato 8 agosto Aspettando San Lorenzo, iniziativa organizzata dai Servizi Educativi della FOM – Fondazione Ordine Mauriziano in collaborazione con Infini.to – Planetario di Torino, intreccia storia, astronomia e osservazione delle Perseidi.

Il percorso mette di dialogo il patrimonio storico della Palazzina con il cielo estivo. Dalla terrazza sarà possibile leggere il disegno del giardino storico recentemente restaurato, tornando a cogliere il rapporto tra la residenza, il paesaggio e il progetto ideato da Filippo Juvarra. L’esperienza prosegue tra una “lezione di cielo”, curata dagli esperti di Infini.to – Planetario di Torino e dedicata al riconoscimento delle principali costellazioni e dei fenomeni astronomici del periodo estivo e una visita guidata che conduce alla scoperta di storie, curiosità e personaggi legati al tema dell’astronomia. Tra questi emerge la figura della principessa di Carignano Giuseppina di Lorena Armagnac (1753-1797), moglie di Vittorio Amedeo di Carignano e nonna di Carlo Alberto, donna di grande cultura e dai molteplici interessi scientifici, tra cui proprio l’astronomia. La Palazzina conserva ancora oggi il suo ritratto nell’Appartamento di Levante, testimonianza di una personalità che seppe coltivare la passione per lo studio del cielo in un’epoca in cui le discipline scientifiche erano raramente praticate dalle donne.

La serata culminerà all’aperto dove, con il buio, il pubblico potrà osservare il cielo estivo e attendere il passaggio delle Perseidi attraverso i telescopi messi a disposizione dallo staff di Infini.to. Ad accompagnare l’esperienza una degustazione di vini e specialità del territorio a cura dell’Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Storici.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Sabato 8 agosto, ore 21.30

Aspettando San Lorenzo

Costo: 30 euro

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: stupinigi@info.ordinemauriziano.it

(dal martedì al venerdì, ore 10-17.30, entro il giovedì precedente la visita)

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

 

Sotto il Rocciamelone, il primo rifugio inclusivo

Il sostegno di Città metropolitana di Torino al progetto
Al Rifugio la Riposa si arriva percorrendo strade e sentieri fino ai 2185 metri di quota, sopra Mompantero, in Val di Susa ai piedi del Rocciamelone.
Un paesaggio mozzafiato, un angolo di pace e silenzio ben conosciuto agli escursionisti, che al rifugio trovano accoglienza in estate e incontrano qui persone con disabilità che usufruiscono di qualche giorno di vacanze al fresco.
Un vero progetto di inclusione sociale e lavorativa in un contesto alpino, voluto da Andrea Vezzoli, direttore esecutivo della Fondazione Un Passo Insieme di Val della Torre con la sua giovane equipe.
Da 2025 la Fondazione – attiva da molto tempo sul territorio e specializzata in progetti di inclusione per persone con disabilità cognitive, psichiatriche, neuromotorie e relazionali – ha ricevuto in gestione il rifugio La Riposa fino al 2027 dal Comune di Mompantero.
La Città metropolitana di Torino quest’anno ha scelto di contribuire ad una di queste settimane di inclusione in quota e il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo nei giorni scorsi ha fatto vista agli operatori e agli ospiti della Fondazione.
“Siamo contenti di aver dato una mano a questa esperienza sfidante e ben riuscita, una vero occasione di crescita collettiva ideata dagli amici della Fondazione di Val della Torre che hanno colto a pieno il senso di inclusione e di armonia offerto da sempre dal territorio montano” commenta Suppo.
Il Rifugio Alpino La Riposa grazie alla gestione della Fondazione Un Passo Insieme di fatto è diventato il primo rifugio inclusivo sulle Alpi, grazie alla presenza di una equipe di professionisti sanitari e sociosanitari.
 “Abbiamo creato questo progetto per permettere a tutte le persone che vivono uno stato di fragilità di entrare in contatto con la montagna, regno da sempre di inclusione e benessere” conclude Andrea Vezzoli.
Risultato centrato!

Un tenero salame di tonno e patate

Questo piatto e’ fresco, leggero e pratico, si può infatti preparare il giorno prima. Gustoso,delizioso, e morbido si accompagna perfettamente ad una bella insalata mista.

 

Buon appetito!

Ingredienti

500gr. di patate
200 gr.di tonno sott’olio
100gr. di parmigiano grattugiato
1 uovo ed 1 tuorlo
Sale, pepe q.b.

Cuocere le patate a vapore. Nel mixer impastare velocemente il tonno ben scolato, le patate, le uova, il parmigiano, il sale ed il pepe. L’impasto deve risultare sodo, eventualmente aggiungere del pangrattato, formare un filoncino compatto, lasciar riposare in frigo per circa un’ora poi, avvolgerlo in carta forno, chiuderlo bene ed avvolgere il tutto in carta stagnola chiusa a caramella. Cuocere con coperchio in acqua per circa 45 minuti. Lasciar raffreddare, tagliare a fette cosparso, a piacere, con una salsina a base di olio, prezzemolo tritato, capperi e limone. Accompagnare con una bella insalata.

Paperita Patty

All’Osteria del Crocevia

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All’osteria del Crocevia ci si trovava in compagnia. Soprattutto il sabato sera. Nel locale l’aria era densa come la nebbia di Milano. Solo che non era la fitta bruma che saliva dai Navigli ma il fumo dei sigari toscani e delle “nazionali” senza filtro. Un’aria malsana e spessa, da tagliare con il coltello. Sui tavoli infuriavano discussioni “ a molteplice tema” ( come diceva l’ex agente del dazio, Alfonso Merlone). Sport –  con ciclismo e calcio a far da padroni -, politica, vicende del paese s’intrecciavano in una baraonda dove sfiderei tutti voi a trovare il bandolo della matassa , tant’era intricata. E le partite a carte? Combattutissime, “tirate” allo spasimo tra segni e parole, “liscio e busso” e compiaciute manate sulle spalle tra i soci. Il “campionario umano”, come avrebbe detto il dottor Segù, era di prim’ordine.

Il più vecchio era il “Babbo”, un toscanaccio tutto nervi che aveva superato gli ottant’anni da un pezzo. Quando lo tiravano fuori dai gangheri urlava “Ti sbuccio!”, minacciando l’interlocutore  con un  coltellino che non serviva nemmeno a far schiudere il gheriglio di una noce dal tanto che era piccino. Tutta scena, ovviamente, perché  non sarebbe  mai stato capace di far male ad una mosca. Nemmeno quella volta che Dante Marelli, gli offri una Golia. L’ometto era golosissimo della liquirizia e quelle caramelline lo facevano impazzire. La scartò al volo e se la infilò in bocca …sputandola, disgustato, un attimo dopo. Nella carta della Golia il perfido Dante aveva avvolto una piccola pallina di cacca di capra. A prima vista sembrava proprio una caramella e la golosità aveva tradito l’anziano che diede fondo, in breve, al suo repertorio di parolacce e bestemmie, giocandosi le residue “chance” di poter accedere – se non proprio al paradiso – quantomeno al purgatorio. Una sera entrò tutto trafelato anche Quintino, con il volto e le mani “sgarbellate“, cioè graffiate.  Aveva lasciato da meno di un’ora l’osteria, salutando tutti, ubriaco da far paura, ed insieme a Berto Grada erano partiti alla volta di Oltrefiume. I due, traditi dal vino e dall’asfalto bagnato, erano finiti con la Vespa giù dritti per la scarpata della ferrovia, infilandosi tra i rovi sul greto del torrente. Berto, più per lo spavento che per la botta, era svenuto. E Quintino, dopo averlo cercato al buio, gridando il suo nome, spaventatosi per il silenzio dell’amico, era tornato all’osteria – barcollando – per chiedere aiuto. Erano una coppia di “originali“. Berto lavorava come muratore e a tempo perso dava una mano ad Alfonso che di mestiere faceva il becchino al cimitero di Baveno, in cima al viale dei Partigiani. Lavorava come una ruspa e capitava spesso che bisognava intimargli “l’alt” mentre scavava una fossa perché, se stava per lui, non era mai abbastanza profonda, con il rischio di rimanere lui stesso sepolto vivo se gli franava addosso l’enorme cumulo di terra. All’osteria lo prendevano in giro perché era tanto buono ma anche un pò tontolone. Mario il Milanese l’aveva preso di mira con i suoi scherzi. Quando Berto comandava un piatto di trippa in umido o di minestra di fagioli, lo faceva distrarre per allungargliela con un mestolo d’acqua tiepida. Il Berto continuava a mangiare finché nel piatto restava solo un brodo insipido e leggero come l’acqua. Per fortuna c’era Maria, cuoca dal cuore d’oro, a difenderlo quando s’esagerava. Brandendo il grosso mestolo che serviva per girare la polenta, minacciava i burloni gridando: “Basta adesso. Il gioco è bello se dura poco. Lasciate stare il Berto, altrimenti vi faccio assaggiare questo bastone sulla gobba e vi assicuro che sono di mano pesante”. Maria metteva d’accordo tutti. Aveva un certo stile, deciso e convincente. Ma, essendo d’animo buono, perdonava tutti. A volte capitava che si venisse accolti per una rapida visita alla cucina esterna dell’osteria. Era quello il suo vero “regno“, ricavato dall’antica stalla. Accedervi era un privilegio. Il pavimento era stato ribassato rispetto al resto della costruzione. Il grande camino veniva utilizzato per l’essiccazione delle castagne ed i ganci appesi al soffitto servivano per asciugare i salami, che dopo la macellazione venivano appesi per una decina di giorni  a “sudare”, sgocciolando il grasso. Nella cucina Maria aveva conservato diversi attrezzi che venivano utilizzati in passato: la cassetta per la conservazione della farina per la polenta o per quella di castagne; le terracotte, i tund, cioè i piatti e il paiolo di rame per la polenta; il querc, il coperchio che veniva  utilizzato per servire le portate , come nel caso delle frittate; il putagé, un fornello a braci dove si poteva fondere il lardo. Attorno al camino, vicino alla soglia in pietra c’erano le molle, il barnasc (la paletta per le braci), il frustino in legno di bosso utilizzato per mescolare la polenta. La semplicità e l’accoglienza di quell’ambiente ci ricordava i tempi della nostra gioventù, la sobrietà dell’alimentazione a base di  polenta, consumata tutti i giorni, e di  minestra, preparata la sera, il cui avanzo costituiva la colazione del mattino dopo. I ricordi erano come una bacchetta magica che faceva tornare d’incanto la serenità ed anche Mario il milanese, a quel punto, prendeva sottobraccio Berto, scusandosi in una maniera che il Grada accettava subito – scusate il gioco di parole –  di buon grado : offrendo pane, formaggio e vino buono.

Marco Travaglini

Madonna di Urkupiña: Feste e Parata Folkloristica Boliviana

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La Comunità Boliviana di Torino e il Comitato Organizzatore ha promosso a Torino le Feste commemorative e la Prima Parata Folkloristica Boliviana in Onore della Madonna di Urkupiña (nominata Madonna dell’Integrazione).

Questa manifestazione unisce la dimensione culturale e la dimensione religiosa della   comunità. Oltre alle esibizioni folkloristiche, gli eventi saranno momenti di condivisione della fede e dell’identità religiosa che legano la comunità boliviana e le realtà cattoliche locali.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI PRINCIPALI:

1 Agosto – Festa Commemorativa

Luogo: Polisportivo Rivermosso, Via Cavagnolo 12 Int. 19, Torino

Attività: Atto commemorativo dell’indipendenza boliviana; donazione da parte della Comunità Bolivian alla MAET dell’Università di Torino; danze e musica tradizionali boliviane e musica live con ospiti italiani

Ore: 16.00 – 22.00

20, 21 e 22  Agosto – Santa Messa e Rosario

Luogo: Chiesa Immacolata Concezione del Santisimo Sacramento

Sede: Cappellania Latinoamericana, Via Nizza 47, Torino

Attività: Messe devozionali e recita del Rosario

Ore: 18.30 ogni giorno

23 Agosto – Messa e Prima Parata alla Madonna di Urkupiña  a Torino

Luogo: Chiesa Immacolata Concezione del Santisimo Sacramento

Sede: Cappellania Latinoamericana, Via Nizza 47, Torino e Vie adiacenti

(Zona San Salvario)

Attività: Messa di celebrazione in onore della Madonna di Urkupiña; processione e

 Prima Parata Folkloristica con gruppi di danzanti boliviani

Ore: 11.00