A un anno dalla sua apertura in corso Stati Uniti a Torino, “Open – Fondazione Time2” fa i conti con il suo primo bilancio e i progetti futuri
Cifre notevoli e incoraggianti per i suoi primi 365 giorni di attività: quasi 3mila persone accolte, 20 laboratori realizzati, 494 ore di formazione e una buona ventina di eventi promossi. Sono i numeri presentati nei giorni scorsi da “Open”, lo spazio aperto di “diversità” (incentrato sulla ricerca e lo sviluppo di “pratiche educative e di cittadinanza” per le persone “con disabilità e non” su basi di uguaglianza e pari opportunità), che “Fondazione Time2” ha creato un anno fa a Torino, dopo l’apertura nel 2022 di “Casa Mistral” a Oulx, in Valsusa.
Lo spazio di “Open”, grazie ai laboratori proposti, agli eventi organizzati e alla disponibilità di spazi liberi e fruibili come l’aula studio, le zone di svago interne ed esterne e la caffetteria, si è distinto in questo anno “come punto di riferimento per le persone giovani del quartiere, del territorio cittadino e metropolitano” ed ha contribuito alla crescita delle attività della “Fondazione” dando concretezza alla sua mission e ampliando il numero delle persone coinvolte di quasi il 50% rispetto all’anno precedente.
Dicono Manuela e Antonella Lavazza, fondatrici, presidente e vicepresidente di “Fondazione Time2”: “ ‘Open’ si propone come luogo di trasformazione culturale. Per poter proseguire in questo percorso è fondamentale però creare una rete d’intervento che veda l’azione di enti pubblici, Enti del Terzo Settore, aziende e della società tutta. Solo così ‘Open’ potrà diventare, per davvero, spazio aperto di diversità, luogo di protagonismo giovanile atto a costruire possibilità di piena cittadinanza per giovani ‘con e senza disabilità’. Quella cittadinanza che, per noi, vuole essere possibilità di attraversare liberamente gli spazi pubblici, accedere al lavoro, scegliere dove e con chi vivere. Perché senza cittadinanza, non esiste una vera età adulta”.
Concetti e una filosofia di vita piena, in cui le sorelle Lavazza, eredi della nota famiglia di imprenditori del Caffè, credono fermamente e che hanno posto quali vere pietre miliari alla base delle attività di “Open”, hub di protagonismo giovanile che, nel corso di questo anno ha proposto attività sempre diverse, dagli eventi ai laboratori, fino ai corsi di formazione. Negli spazi di corso Stati Uniti, a Torino, sono stati organizzati e sono ancora attivi “laboratori di fotografia”, “illustrazione”, “doppiaggio”, “teatro” e “podcasting”. Ma anche di “cinema” e, proprio alla settima arte, è stato dedicato nel corso del 2024 un “CineClub”.
La vivibilità degli spazi accessibili, come la “sala studio” e la “caffetteria”, hanno favorito inoltre l’incontro e la partecipazione. Mentre la proposta di percorsi educativi, con circa 500 ore di formazione, ha creato empowerment e dato il via a percorsi di emancipazione personale. L’organizzazione di eventi come presentazioni, workshop, talk e concerti ha creato veri momenti di integrazione e confronto.
Molte di queste attività hanno visto anche il dialogo tra la “Fondazione Time2” e i soggetti più prossimi come scuole secondarie superiori, Università, residenze universitarie e altri centri di protagonismo e offerta giovanile.

Tante, dunque, le attività messe in piedi e avviate. Ora è tempo di mettere piede sull’acceleratore. Per guardare al “futuro”.
Sottolinea, in proposito, Samuele Pigoni, segretario generale di “Time2”: “Ci piacerebbe nel prossimo futuro poter mettere quello che sappiamo fare al servizio della costruzione di progetti personalizzati per giovani con disabilità, lavorando al fianco dei servizi sociali e delle reti formali e informali. Allo stesso tempo ci piacerebbe sviluppare sempre di più il lavoro di formazione che abbiamo iniziato con le aziende e le organizzazioni. Sulla base di questi sviluppi Open sarà sempre di più lo spazio attraversato da chiunque abbia a cuore questi temi e le istanze per una città aperta e accessibile”.
Ed è in questa ottica di crescita e di ampliamento del dialogo, con la piena volontà di “fare rete” e accrescere le possibilità che il campo può offrire, che nascerà nel 2025 il “primo Festival” organizzato da “Fondazione Time2”. Con la partecipazione di grandi ospiti del panorama nazionale, “Prima Persona Plurale” sarà il primo Festival italiano dedicato alla “Vita Indipendente” e si terrà a Torino negli spazi di “Open” (corso Stati Uniti 62/b) dal 5 al 7 maggio 2025. E’ una promessa. Annotarsi titolo e data.
Per info: “Open – Fondazione Time2”, corso Stati Uniti, 62/b; tel. 011/786545 o www.fondazionetime2.it
Gianni Milani
Nelle foto: Interno aula, “Laboratorio di Illustrazione” e “Laboratorio Teatrale”





Roberto Tentoni








La Fondazione Agnelli dà la pagella, come ogni anno, agli Istituti superiori torinesi facendone una graduatoria. Che l’emanazione di una famiglia che ha contribuito a mandare a ramengo la Fiat, appare quasi incredibile possa valutare il merito delle scuole che dovrebbero fondarsi in primis sulle qualità dei docenti e dei dirigenti. La scuola inclusiva che promuove tutti e non deve bocciare nessuno sembra essere il modello vincente oggi. Ma i meriti di una scuola sono fondati sulla qualità degli insegnanti e di chi la dirige e non sulle demagogie ricorrenti. Ma spesso non è così perché il bravo docente non è quello che promuove tutti e non è quello che si riduce a fare il burocrate o addirittura il propagandista politico. Che il liceo classico “d’Azeglio” non goda più di buona fama non deve stupire, perché anche in passato il suo presunto primato era di natura politica. Alcuni presidi hanno messo in crisi da tempo quella scuola. Altre scuole giudicate con la lente agnellesca non appaiono valutate con un criterio giusto: il fatto inoltre che gli Istituti di provincia siano migliori non può essere una regola. Può valere per una recente eccellenza come il “Botta” di Ivrea e non per altri. Andare a scuola in un piccolo centro non basta a spiegare nulla. A fare la differenza non è sufficiente la vita di provincia. Il dato più negativo di tante scuole paiono le etichettature politiche che fanno di esse delle enclavi di intolleranza ideologica e di antisemitismo in cui il fanatismo ideologico soffoca la cultura come in certi licei classici. Una valutazione meriterebbero anche i presidi manager. Un tempo presidi come Vigliani, Fornaca, Perelli, Giudice, Taricco, Ramella, erano eccellenze conosciute e stimate. Oggi sono spesso grigi burocrati molto politicizzati. L’ultimo di quei presidi noti e qualificati è Gianni Oliva, scrittore, storico e giornalista. Molti suoi colleghi sono oggi vere nullità. Il fatto di aderire ai parametri stabiliti da casa Agnelli, normalmente, non basta. Un obiettivo spesso trascurato è quello della formazione culturale e civile dei giovani.
prestigiosi come dimostra la sua sfolgorante carriera, ma è anche e soprattutto un uomo e un cittadino che sa porre se’ stesso al servizio dell’Italia, come ha dimostrato il suo impegno nel combattere la pandemia, che altri voleva affrontare con i banchi a rotelle a scuola. Ed oggi come commissario straordinario per le inondazioni in Emilia Romagna dimostra rara efficienza. Figliuolo è stato nominato recentemente Cavaliere di Gran Croce dal Capo dello Stato. Ma c’è da sperare che il generale Figliuolo venga davvero considerato anche in futuro una grande riserva per la Repubblica al di là delle stellette che porta con onore. In persone come lui potrà sempre fare affidamento un paese la cui classe dirigente è sempre meno affidabile. Lui ha dimostrato e dimostra con i fatti cosa significhi essere un soldato anche in tempo di pace. Domani gli consegnerò il Premio “Pannunzio” 2024 dedicato al settantesimo del ritorno di Trieste all’Italia. Mai un premio “Pannunzio” appare più meritato. Lui andrebbe indicato come modello ed esempio ai giovani d’Italia.
Credo che come tanti sia anche lei stupefatto per la riconferma di 4 anni alla presidenza del museo fino a stupire la stessa presidente, che si aspettava per il bicentenario del museo una proroga di un anno. Anche Emanuele Filiberto ha voluto essere al museo. Cosa ne pensa? C.R.

