Il più grande evento commerciale negli Stati Uniti per l’industria alimentare e delle bevande.
Dal 28 al 30 giugno prossimi, una delegazione di 17 aziende piemontesi, tra grandi imprese, aziende presenti attraverso i propri partner commerciali negli Stati Uniti e imprese aderenti al Progetto Integrato di Filiera ( FIP) agroalimentare porta oltreoceano qualità, innovazione e tradizione del territorio, confermando una presenza ormai consolidata per la manifestazione, a cui la regione partecipa da undici edizioni.
La partecipazione delle imprese aderenti al PIF Agroalimentare è organizzata da CeiPiemonte nell’ambito delle attività promosse dalla Regione Piemonte e finanziate da PR FERS 2021/2027.
La delegazione piemontese è guidata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, a sottolineare il valore strategico della manifestazione e l’attenzione della Regione verso il mercato statunitense, primo sbocco extraeuropeo per l’agroalimentare piemontese. Si tratta di un impegno che conferma il sostegno della Regione Piemonte alle imprese impegnate nei percorsi di crescita sui mercati internazionali e nella valorizzazione delle eccellenze del territorio.
Il Summer Fancy Food Show rappresenta un’importante opportunità strategica per raccontare il Piemonte come terra di eccellenze agroalimentari e territorio attrattivo per investimenti. Un mix che continua a conquistare il mercato statunitense, sempre più interessato alla qualità dei prodotti del territorio e alle opportunità di business legate al comparto food & beverage.
“La missione a New York si inserisce nel rapporto commerciale stretto che il Piemonte continua ad avere con gli Stati Uniti. All’interno della partecipazione italiana saremo presenti – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – a Fancy Food, insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, per rimarcare ancora una volta che la nostra fiducia nel popolo americano è immutata cosiccome l’amore che gli americani hanno verso i nostri prodotti. Con questo spirito saranno presenti quasi 20 aziende, in rappresentanza di molte nostre eccellenze enogastronomiche, forti anche degli ottimi dati di export che certificano come il Piemonte sia una Regione che continua a crescere nell’export, più della media nazionale”.
“Gli Stati Uniti amano l’Italia e la sua cucina, che da quest’anno si fregia del titolo di Patrimonio dell’Umanità UNESCO – ha sottolineato l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni – e quella piemontese con il ricco variegato ventaglio del suo agroalimentare d’eccellenza. A Fancy Food la potranno scoprire abbinata ai nostri grandi vini Doc e Docg, fra cui l’Asti Vino dell’Anno 2026. Per la prima volta presentiamo oltreoceano la Fiera del Marrone di Cuneo, che abbiamo appena promosso a internazionale. Più ancora che la narrazione o le immagini video, è l’esperienza sensoriale diretta della degustazione a fare della persona che la vive il primo e più importante dei testimonial, grazie al passaparola. Attraverso il brand “Piemonte is-Piemonte excellence” comunichiamo il rapporto diretto tra il prodotto e il territorio di cui è espressione, connettendo in questo modo enogastronomia e turismo”.
Con le edizioni Winter – a cui il Piemonte ha partecipato lo scorso gennaio a San Diego, e Summer di New York, i Fancy Food Show rappresentano tra gli appuntamenti più rilevanti al mondo per il settore agroalimentare. In particolare il Summer Fancy Food Show è il principale evento B2B statunitense dedicato al mondo per il settore agroalimentare. Ogni anno riunisce migliaia di novità fra food & beverage e richiama esclusivamente operatori qualificati del settore tra buyer, produttori, distributori e intermediari, offrendo loro tre giorni di networking, incontri commerciali e scoperta di nuovi prodotti.
Il Piemonte, in questo contesto strategico per l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, si propone al mercato statunitense con una proposta che coniuga qualità, tradizione, e innovazione.
Allo Javits Center di New York saranno, infatti, presenti imprese per presentare una selezione che racconta la varietà, la qualità, l’eccellenza del territorio, dai prodotti da forno dolci e salati alle bevande analcoliche e ai succhi di frutta, passando per caramelle e fari e di alta qualità per la preparazione di pizza, paste e dolci.
A completare la presenza piemontese lo stand regionale all’interno del Padiglione Italiano ospiterà un programma di degustazioni per offrire a buyer e visitatori un’esperienza diretta dei sapori del territorio.
Le proposte gastronomiche, realizzate in collaborazione con l’Associazions Regionale Cuochi Piemontesi rappresentati dallo chef Luca Ferrero e preparate con i prodotti delle imprese esportatrici nella collettiva regionale e delle grandi aziende piemontesi presenti in fiera, spaziano da specialità salate come il risotto Carnaroli al Gorgonzola DOP arricchito da perle e chips al tartufo, agli gnocchi di castagne con Robiolina di Roccaverano DOP e amaretti di Mombaruzzo, fino al crostone croccante di polenta con peperonata e giardiniera. Non mancano assaggi sfiziosi di grissini proteici accompagnati da Gorgonzola piccante e tartufo, la Nocciola Piemonte IGP insieme a specialità della tradizione dolciaria piemontese come Baci di Dama, cioccolato, zabaione e crema chantilly, affiancate da interpretazioni più contemporanee come la brioche ai mirtilli con crema al mascarpone. Ad accompagnare il percorso una selezione di vini Doc e Docg del Piemonte, Arneis, Nebbiolo, Asti Spumante e Moscato d’Asti per valorizzare ogni degustazione ed offrire una sintesi autentica della ricchezza enogastronomica regionale.
La missione piemontese a New York sarà arricchita da un evento di promozione territoriale ospitato presso il Consolato Generale di Italia, dedicato alla valorizzazione della Castagna Cuneo IGP e della 27esima Fiera Nazionale del Marrone, iniziativa che vedrà la partecipazione di una delegazione del territorio Cuneese, contribuendo a rafforzare la promozione internazionale delle eccellenze agroalimentari e turistiche piemontesi.
Mara Martellotta





un fiasco di vino. Solo Giovanni stava zitto. Parlò solo quando venne sollecitato (“E tu, Giovanni, cosa porti?”), rispondendo con noncuranza: “Io porto mio fratello”. Ariberto, nato e cresciuto nelle case torinesi della barriera di Milano, era un tontolone, un pezzo di pane, un gariboja. In piemontese per indicare uno sciocco si usa dire “a l’é furb coma Gariboja”. Non si tratta certamente un epiteto lusinghiero poiché non si segnala la destrezza di chi se la cava con l’imbroglio ma bensì la dabbenaggine dell’individuo. Gianluigi, professore di storia e grandissimo scassatore di scatole, ci ha raccontato che il nome Gariboja risale ad un francese originario della Borgogna, tale Jean Gribouille, personaggio popolare in Francia e molto simile al nostro Bertoldino, altro bell’esempio di credulone. Oltralpe fu protagonista del romanzo La Sœur de Gribouille scritto nel 1862 da Sophie Rostopcina, contessa di Ségur. Importato da noi in Piemonte il buon Gariboja è diventato l’emblema di una ingenuità spinta ai confini della stoltezza, tant’è che vi sono moltissime espressioni che lo riguardano. Si diceva che nascondesse i soldi in tasca degli altri per timore di essere derubato (così se qualcuno li rubava non erano più soldi suoi), che la paura di bagnarsi sotto la pioggia lo induceva a nascondersi nell’acqua o che tentasse di spaccare le noci con le uova. Anche sul commercio aveva le sue idee come, ad esempio, quella di acquistare le uova a dodici soldi la dozzina per rivenderle a un soldo l’una, immaginando di ottenere un guadagno sulla quantità. Per questo l’essere furbo come Gariboja non era propriamente un complimento. Fatto sta che una sera, uscendo dall’osteria dopo aver ecceduto un tantino con le libagioni, ci avviammo sul sentiero che attraversava i campi fino a raggiungere l’alta recinzione che circondava la centrale.
