LIFESTYLE

Torino sotto le stelle: il ritorno del cinema all’aperto, un rito che non passa mai di moda

Film, incontri e romanticismo

C’è qualcosa di speciale e romantico nel guardare un film all’aperto. Forse è il cielo che lentamente si oscura sopra lo schermo, forse il frinire delle cicale che accompagna i titoli di testa o semplicemente il piacere di condividere una storia con altre persone sedute in un cortile, in un parco o in una piazza. Chi non ci e’ andato almeno una volta magari portandosi un cuscino perche’ le sedie spesso erano scomode? I film erano quelli che nella stagione invernale erano proiettati in prima visione, ma anche film d’epoca e cult indimenticabili. Ci si comprava un gelato e ci si rinfrescava. E’ bello che tutto cio’ continui, che susciti interesse e apprezzamento anche nell’era del digitale e del “faccio tutto da casa”.

A Torino il cinema estivo non è soltanto un passatempo: è una tradizione che negli anni ha saputo reinventarsi senza perdere il proprio fascino. Anche nell’estate 2026 il grande schermo esce dalle sale e torna a occupare spazi pubblici e luoghi inaspettati. La rassegna “Un’Estate al Cinema”, promossa dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema, propone decine di appuntamenti gratuiti tra Torino, Moncalieri ed Exilles, con proiezioni, incontri e momenti di approfondimento che coinvolgono quartieri centrali e periferici. Una formula che continua ad attirare pubblico di tutte le età e che conferma il valore culturale e sociale del cinema all’aperto. Ma il cinema sotto le stelle, a Torino, ha una storia molto più lunga.

Chi ha qualche anno in più ricorda le grandi arene estive che per decenni hanno rappresentato un appuntamento fisso delle serate torinesi. Sono stati attrezzati nel tempo diversi cinema all’ aperto in luoghi importanti come il Parco del Valentino, la Pista 500 o il Cortile di Palazzo Reale, luoghi capaci di trasformare una semplice visione cinematografica in un’esperienza collettiva. Ancora oggi, nelle discussioni tra appassionati, tornano i ricordi delle serate trascorse all’Imbarchino, nei parchi o nei cortili cittadini, segno di un legame affettivo che va oltre il semplice spettacolo cinematografico. L’importanza del cinema estivo non risiede soltanto nella programmazione.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla visione individuale, le arene all’aperto restituiscono al cinema la sua dimensione originaria: quella di esperienza condivisa. Le persone si incontrano, si fermano a parlare prima della proiezione, scoprono quartieri che magari frequentano poco e riscoprono il piacere di vivere gli spazi urbani nelle sere d’estate. Non è un caso che molte delle iniziative attuali puntino proprio alla valorizzazione delle periferie e dei luoghi di aggregazione.

Dalle rassegne nei giardini ai film proiettati nei cortili delle case del quartiere, il cinema diventa uno strumento per creare comunità e favorire la partecipazione culturale. Forse è proprio questo il segreto della sua longevità: mentre cambiano i modi di guardare i film, il cinema all’aperto continua a offrire qualcosa che nessuna piattaforma può replicare: l’emozione di una storia vissuta insieme, sotto un cielo estivo che, per qualche ora, diventa il soffitto della più grande sala cinematografica della città.

Maria La Barbera

Schiavi senza catene / 3

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SOCIOGRAFIA LETTERE DAL PRESENTE

Proseguiamo nella nostra analisi delle moderne schiavitù, dalle quali quasi nessun settore è escluso, spesso semplicemente per un condizionamento mentale che non vuole farci sentire inferiori a chi ci vive o lavora accanto.

Prendiamo i brand del lusso: non discuto il rapporto costo/qualità che mi è stato spiegato da chi in Paesi esteri quei prodotti produce, ma il fatto che chi non può permettersi determinate borse, capi d’abbigliamento o scarpe griffati li compri contraffatti; può darsi che la qualità non sia così inferiore quanto lo sia il prezzo, ma va ricordato che chi acquista per uso personale merce contraffatta è soggetto ad una sanzione amministrativa da 100 a 7000 euro. Se, però, chi acquista lo fa per regalarlo ad altri, si configura il reato di ricettazione (art. 648 c.p.) punibile, considerata la tenuità, con la reclusione sino a 6 anni ed una multa fino a 1032 Euro. Sicuri che il gioco valga la candela? Perché appiattirci, imitando gli altri, anziché emergere con accessori o abiti unici, artigianali, personalizzati?

Ed eccoci ai social: se non compari in almeno due social non sei nessuno. Si assiste così al fenomeno di chi è iscritto ma apre il profilo ogni mese-mese e mezzo (scelta legittima ma viene meno la funzione social) o, peggio, di chi segue la maggioranza dei commenti senza neppure comprenderne il senso, postando a sua volta commenti che non c’entrano nulla col post originale.

Non dimentichiamo che una grossa fetta della nostra popolazione adulta è analfabeta funzionale: cosa significa? Conosce le lettere, sa leggere parole e frasi brevi, ma non riesce a comprendere il senso di un frase lunga, di un paragrafo. Non legge libri, non sa documentarsi; non comprende il senso di ciò che firma perché, pur leggendolo, non ne intende il significato. Quando a scuola il maestro leggeva un brano e poi ci faceva fare il riassunto, imparavamo proprio questo; ora che il riassunto non si fa più, si vedono i risultati.

Sulla salute poi, ci sarebbe da divertirsi se la situazione non fosse tragica. Avete idea di quanto spendano gli italiani annualmente in integratori alimentari? 5 miliardi di euro, pari a 41 euro circa pro capite, compresi infanti e centenari, collocandoci al primo posto in Europa con una quota di mercato del 26% (considerando che in Europa gli stati sono 44, siamo messi molto male). Ma la cosa sconvolgente è che, esclusa una percentuale pur alta di integratori prescritti dal medico di base o da oculisti, endocrinologi e altri, la quasi totalità se li auto prescrive per correggere parametri ematochimici che magari non controlla da anni. Perché l’amica lo prende e sta meglio, il collega ha trovato giovamento, il cognato del fabbro della suocera gliel’ha caldamente consigliato, ecc.

Tutti sappiamo che nessuno legge i bugiardini, il foglietto che si trova nelle confezione di medicinali, né tantomeno la scritta sulla confezione. Vi è comunque scritto che l’integratore non sostituisce una dieta equilibrata ed una vita sana. Scommettiamo che se conduceste una vita sana, con un’alimentazione corretta effettuando, a seconda dell’età, esami del sangue e delle urine periodicamente non avreste bisogno di integratori o, più probabile, che siano proprio gli integratori a creare problemi? Vale la pena citare che la curcuma, ormai considerata la panacea per ogni male (ci manca solo la aggiungano al disincrostante per wc), in dosi eccessive può provocare un’epatite; nei casi più lievi solo nausea, diarrea e reflusso. Se proprio andate dal medico per segnalare questi sintomi, abbiate almeno la correttezza di citare tutto ciò che assumete, altrimenti cosa siete andati a fare?

Ancora questa e poi non vi torturo più: quanti hanno notato che, in TV, all’ora di cena passano le pubblicità meno adatte nel momento in cui si è intenti a mangiare? Pannolini per incontinenti, prodotti emollienti per le feci, assorbenti con descrizione video di come funziona il flusso mestruale, pomate antiemorroidarie, ecc.

Moltissimi si sono lamentati dell’inopportunità di coniugare quell’orario con quella tipologia di prodotti: ricordiamoci che l’imperatore Vespasiano (a proposito) disse “pecunia non olet” cioè il denaro non puzza. Un’analisi dell’audience ha calcolato che in quel momento stanno davanti alla TV molte più persone che in altri orari e, soprattutto, un po’ tutte le persone interessate ad almeno uno di quegli spot (anziani incontinenti, donne in età fertile) e che, dunque, è quello il momento migliore per mandare in onda quegli spot.

Anche qui avete una soluzione alternativa: spegnere la TV (tanto i programmi iniziano sempre più tardi) e dedicarvi alla famiglia parlando, come forse non fate spesso.

Sergio Motta

Il Filo che ci Unisce: Dalle Piazze alle Serate Country

Il nostro cammino è iniziato con un sogno ambizioso: trasformare la danza in un linguaggio universale. Dal successo del flash mob di Torino a settembre 2025, fino all’incredibile energia travolgente che ha invaso Monza nel maggio 2026, The Country Side ha sempre avuto un solo obiettivo: esplorare l’evoluzione del movimento country dance in Italia, dando voce a chi vive questa passione.

Ma lo spirito non cambia con lo spostarsi della geografia. Se in piazza abbiamo visto la potenza dell’unione, dell’inclusione e di un coordinamento corale che ha dato vita a risultati straordinari, oggi portiamo quella stessa magia in una dimensione di continuità, ogni 15 giorni, in Piazza d’Armi a Torino.

Le serate “Giovedì Serata Country” rappresentano il proseguimento naturale di quel percorso nato tra le piazze. Sotto l’attenta direzione artistica di Piero Ventre, questi appuntamenti sono coordinati da The Country Side in stretta collaborazione con numerose scuole di ballo e DJ, creando un punto di riferimento unico per tutta la nostra comunità.

Le serate in Piazza d’Armi non sono semplici appuntamenti a calendario: sono il luogo in cui continuiamo a ballare all’unisono, confermando che, quando il territorio fa rete, il risultato va ben oltre lo spettacolo: diventa emozione pura e condivisione costante.

Vi aspettiamo in pista, per continuare a scrivere insieme questa storia, un passo alla volta.

The Country Side

A Usseglio con la corriera della toma

Da trent’anni, quando arriva il caldo torrido, per quei torinesi e quei turisti provenienti da molte regioni italiane che cercano un po’ di refrigerio e di autenticità nelle vallate alpine la Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio è un appuntamento da non mancare. Si sale ad Usseglio per apprezzare le tradizioni casearie e un ambiente naturale incontaminato. Da un po’ di anni, grazie all’impegno della Città metropolitana di Torino, che patrocina la manifestazione e ha istituito la Corriera della Toma, salire a Usseglio nei due fine settimana della mostra non è più un problema per chi non può o non vuole utilizzare l’auto. Anche quest’anno, sabato 11, domenica 12, sabato 18 e domenica 19 luglio si può usufruire del servizio di bus navetta gratuito in partenza dalla stazione di Torino Porta Susa alle 8, con ritorno da Usseglio alle 17. L’obiettivo della Corriera della Toma è di favorire gli spostamenti di gruppolimitando il traffico dei mezzi privati e consentendo la partecipazione agli eventi anche a coloro che non usano l’automobile. Per informazioni e prenotazioni occorre chiamare il numero telefonico 0123-738174, attivo solo il sabato e la domenica.

La Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’alpeggio è un evento che tutela e omaggia le tradizioni, abbracciando al contempo la modernità, promuovendo il turismo sostenibile e la biodiversità e rilanciando l’economia locale. La mostra propone stand commercialistreetfoodlaboratoridegustazioni guidateattività per conoscere gli animaliculturadivertimento e gusto. L’edizione 2026 inizia venerdì 10 luglio con il taglio della Toma alle 18,30 e a seguire, alle 19, propone un’esperienza gastronomica conviviale e informale, pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta delle diverse ricette in cui si può declinare la Toma: in purezza, in crema, in fonduta, in abbinamento con carni, verdure, erbe, nocciole e ingredienti del territorio; il tutto in un racconto costruito attraverso assaggi caldi e freddi, finger food, primi piatti e preparazioni pensate per valorizzare la versatilità del formaggio. La partecipazione alla degustazione è gratuita, con accredito obbligatorio al link https://tobexperience.it/evento/evento-gastronomico/ fino ad esaurimento dei posti disponibili. È inoltre possibile lasciare una libera offerta a sostegno della Croce Rossa, con un contributo facoltativo per sostenere il prezioso lavoro svolto ogni giorno a favore della comunità e del territorio.

Sabato 11 luglio la mostra apre alle 9,30 e alle 10,30 sono in programma il laboratorio del miele a cura di Montarnia e le visite al Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti” nell’antico complesso parrocchiale, sede capofila del Museo Diffuso Valle di Viù. Dalle 11 in avanti c’è l’attività di arrampicata per i bimbi e a seguire i laboratori per i più piccoli, il pranzo con la Pro Loco, il truccabimbi, le bolle di sapone itineranti e le visite al Museo Tazzetti. Alle 16 si presenta il libro “Nel nome del Re Sole” di Alessandro Mella, mentre in serata c’è il teatro-cabaret con Alfred. Domenica 12 luglio tornano l’intrattenimento per i bambini e le visite al Museo Tazzetti e si tiene un cooking show a cura di To Be Company. Alle 11 si presenta il progetto “Vedere con le orecchie” a cura dell’Avis e alle 12 si gusta la risottata preparata dalla Pro Loco. Nel pomeriggio ci sono il truccabimbi, le visite al Museo Tazzetti, alle 16 la presentazione del libro “Il ritorno del gipeto in Piemonte” di Maurizio Chiereghin, alle 16,30 il Mago Trinchetto e alle 17 la premiazione dello stand più bello. Sabato 18 luglio la mostra riapre alle 9,30, alle 11 è in programma il laboratorio “Spiritelli del Bosco” e alle 12 c’è il percorso del gusto a cura della Pro Loco. Nel pomeriggio tornano le bolle di sapone itineranti, le visite al Museo Tazzetti, alle 16,30 il laboratorio di uncinetto a cura de “L’Anello Forte” e alle 17.30 la presentazione del libro “Aria forte” di Marco Rolando. Alle 21 il CAI proietta un film e alle 22,30 si balla con la Discomania. Domenica 19 luglio è possibile scoprire il paese a cavallo con “La Collina degli Stivali”, ma ci sono anche una gara di mungitura, il laboratorio “Impariamo a conoscere gli animali”, le visite al Museo Tazzetti, il progetto “Vedere con le orecchie” e il volo dei rapaci a cura di Mondo Rapaci. Alle 12 la risottata e alle 15 i balli francoprovenzali, il laboratorio di uncinetto a cura de “L’Anello Forte” e le visite al Museo Tazzetti; alle 15,30 lo spettacolo dei cavalli a cura de “La Collina degli Stivali” e alle 17.30 la premiazione dell’animale più bello.

Il bar torinese di cui tutti stanno parlando: in piena città, ma circondato dal verde

Borgo Po Cafè

Mi sono seduta al tavolino, sulla terrazza. Ho fatto la mia ordinazione. Mi sono guardata intorno s non sono riuscita a scorgere nemmeno un lembo d’asfalto.
Ho dovuto ricordarmi di essere in piena a Torino. Quest’ultima affermazione non è iperbolica: il Borgo Po Cafè si trova a 300 metri in linea d’aria dal Museo dell’Automobile, a un chilometro dal parco del Valentino e a due dalla Mole Antonelliana.
L’apertura è recente, ma questo luogo sta già entrando nel cuore di molti torinesi e sta avendo un vero e proprio boom in queste ultime settimane di bella stagione.
Le ragioni sono comprensibili: se si escludono i chioschi nei parchi, non sono molti, in Italia, i bar cittadini completamente circondati dal verde. E meno ancora possiedono una terrazza panoramica.
Merita un commento anche l’atmosfera che qui si respira: rilassata, vacanziera, davvero poco cittadina. Più da club house di circolo che non da bar espresso.
Non è un caso: molti degli ospiti sono sportivi dell’adiacente GPadel che, dopo la partita, si siedono, ordinano, chiacchierano. Passano, in media, molto tempo seduti. L’abitudine del «caffè al volo» in risposta a un aggressivo «Dica!» qui non esiste. Gestori e clienti sono sorridenti e accoglienti.
Non solo padelisti: chi frequenta questo locale apprezza, di solito, la certezza di trovare aperto sette giorni su sette, la buona offerta di cibi e bevande, la possibilità di gustare una cucina semplice e piuttosto varia, i molti eventi organizzati all’ora dell’aperitivo o la sera.
La mia esperienza: sono arrivata al termine della mia giornata lavorativa, ho preso posto su quella specie di prora nautica galleggiante in un mare verde che è la terrazza del locale, ho ordinato un tagliere e uno smoothie con frutta di stagione.
Per un’ora, mi sono goduta il panorama (alberi centenari, il Po sullo sfondo) e il fresco (tra le fronde e la vicinanza del fiume diversi gradi in meno rispetto al resto della città).
Davvero, e in senso stretto, una happy hour.

INFO
Bar a Torino con terrazza sul Po, il Borgo Po Cafè (www.borgopocafè.it) è aperto, in corso Moncalieri 346 a Torino, per colazioni, pranzi, aperitivi, cene, sport. Aperto tutti i giorni con orario continuato da lunedì a venerdì dalle 10.30 a mezzanotte (sabato e domenica dalle 9.00 alle 22.30).

Mara Martellotta

Dolce miele a Montezemolo

Il 4 e 5 luglio 2026 Montezemolo (Cn) ospita la Fiera del Miele, storico appuntamento dedicato all’apicoltura e alle eccellenze dell’Alta Langa. Dopo il successo del ritorno nel 2025, la manifestazione compie un importante salto di qualità ottenendo il riconoscimento di Fiera Regionale, a conferma del suo valore nel panorama piemontese.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/fiera-del-miele-di-montezemolo

Tortino allo zafferano. Anche con gli avanzi di riso

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E’ una torta salata che potrete proporre come primo piatto, una preparazione semplice, cremosa, dal gusto delicato che deliziera’ il palato di tutti i commensali.

Ideale anche per utilizzare del riso avanzato da condire a piacere.

Ingredienti

300gr. di riso Carnaroli
1 uovo intero
1 bustina di zafferano
100gr. di pancetta affumicata a cubetti o prosciutto cotto
200gr. di ricotta morbida
50gr. di parmigiano grattugiato
Sale, pepe, burro, latte qb.

Cuocere al dente il riso in acqua salata, scolare e lasciar raffreddare. Dorare in padella la pancetta a cubetti, asciugare su carta assorbente. In una terrina mescolare il riso con l’uovo intero, lo zafferano, la ricotta, la pancetta, metà parmigiano, il sale ed il pepe. Aggiungere poco latte per rendere la preparazione più morbida.
Ungere una teglia da forno con burro fuso, cospargere con pangrattato, versare il riso, coprire con il parmigiano rimasto e fiocchetti di burro. Infornare a 200 gradi per 10 minuti e per altri 5 minuti con funzione grill. Servire caldo.

Paperita Patty

Tornano i treni storici sulla Ferrovia delle Meraviglie

Riparte l’atteso appuntamento con i treni storici sulla Ferrovia delle Meraviglie, con partenze da Torino e arrivo a Imperia percorrendo la storica linea internazionale Cuneo–Ventimiglia, considerata uno dei tracciati ferroviari più affascinanti e scenografici d’Europa.

Il servizio è in programma tutte le domeniche dal 5 luglio al 16 agosto. Le corse previste per domenica 26 luglio e domenica 9 agosto saranno anticipate rispettivamente a sabato 25 luglio e sabato 8 agosto.

Il treno quest’anno partirà dalla stazione di Torino Porta Nuova alle ore 8.00 per raggiungere Imperia alle 12.35, attraversando alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’arco alpino e della Riviera ligure. Nel viaggio di ritorno, la partenza da Imperia è invece prevista alle 14.55 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20.15.

L’itinerario percorre la celebre linea ferroviaria che collega Piemonte, Liguria e Francia attraversando località iconiche come Cuneo, Limone Piemonte, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia e Sanremo. Un tracciato unico nel suo genere che si snoda tra viadotti spettacolari, gallerie elicoidali, profonde gole e panorami che accompagnano il viaggiatore dalle montagne alpine fino al Mar Mediterraneo.

In questo tratto transfrontaliero si attraversa anche la splendida Valle Roya, un autentico gioiello naturale incastonato tra Alpi e Mediterraneo, dove i paesaggi si aprono in scorci di rara bellezza tra i borghi di Breil-sur-Roya e Tende, che raccontano tutta la suggestione e l’identità di questo territorio di confine.

La Ferrovia delle Meraviglie rappresenta un perfetto esempio di turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio ferroviario e i territori attraversati attraverso un’esperienza immersiva e autentica.

Ad arricchire il viaggio sarà inoltre una speciale esperienza enogastronomica a bordo. Durante il percorso, il personale accompagnerà i passeggeri alla scoperta dei sapori delle regioni attraversate attraverso degustazioni di prodotti tipici e bevande selezionate, raccontando tradizioni, curiosità e caratteristiche dei territori visibili dal finestrino.

In occasione della prima corsa, in programma domenica 5 luglio, è prevista la partecipazione di sindaci e amministratori sia italiani che francesi che a Ventimiglia incontreranno la stampa per celebrare il ritorno del treno storico sulla Ferrovia delle Meraviglie.

L’iniziativa si inserisce in un quadro di forte cooperazione franco-italiana, sostenuta con interesse anche dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza, che esprime soddisfazione per la promozione di un progetto dal grande valore culturale, turistico e transfrontaliero.

I biglietti sono disponibili sul sito www.fondazionefs.it e su tutti i canali di vendita Trenitalia.

Maggiori informazioni sulle pagine social della Fondazione FS.

La bottiglia senza “buscion”

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La primavera stava per lasciare, senza grandi rimpianti, il passo all’estate. Grandi nuvole nere s’addensavano sulla vetta delle montagne. L’aria si fece elettrica, segno che il temporale stava per scatenarsi. Audenzio Remolazzi , intento a falciare il fieno nel prato, guardò il cielo che si faceva sempre più scuro e s’affretto a raccogliere quant’aveva tagliato per evitare che la pioggia imminente facesse marcire il maggengo.

Tra sé e sé disse : “Ah, quando il monte mette il cappello, conviene lasciare la falce e metter mano al rastrello”. E diede voce anche a Bartolo che stava riposandosi appoggiato con la schiena  al tronco di un melo. “Oh.. Sacrebleu”, fece quest’ultimo, stirandosi. “Ho dormito come un sasso Colpa della frittata con le cipolle che è come una droga; mi piace ma mi crea un peso sullo stomaco che chiama l’obbligo di un riposino”. Guardò il cielo e borbottò: “Secondo me, Audenzio, è un temporale varesotto, poca acqua e gran casotto”. Tanto rumore per nulla, dunque? Nel dubbio, per non saper leggere e scrivere, s’impegnarono entrambi a rastrellare il fieno per poi raccoglierlo nel covone che andava coperto con una cerata. Ma più che dal cielo e dal temporale, il rumore più forte veniva dalla strada che saliva verso la Contrada delle Ciliegie. Stava passando una moto Guzzi, guidata dal proprietario, tal Arturo Brilli. Pareva un aeroplano intento a rullare sulla pista prima del decollo.” Guardalo là, l’Arturo. Sta passando con la sua moto taroccata che fa un gran fracasso e poca strada. Guarda che scia di fumo che lascia! Per me gli manca  qualche rotella in testa. Va sempre in giro colorato come l’Arlecchino di carnevale, cantando a squarciagola le canzoni d’osteria. Ah, no c’è più religione. Son diventati tutti matti”.

 

Audenzio Remolazzi, in pensione dopo quasi quarant’anni passati in fabbrica, era fatto all’antica. Scuoteva la testona per mostrare tutto il disappunto per le abitudini di quel “ragazzaccio” che non aveva nessuna voglia di lavorare e, giunto ormai alla soglia dei quarant’anni, non riusciva a smettere di essere quel che era: un pelabròcch, un buono a nulla. Da una settimana i suoi vecchi genitori erano partiti per il mare della Liguria con il viaggio organizzato da Don Goffredo per i pensionati della parrocchia e lui che faceva? Se la spassava, avanti e indietro, a zonzo. “E’ proprio vero il proverbio: via il gatto, ballano i topi. Eh,sì. E quel topo lì, in assenza dei suoi che lo frenano un po’, si scatena a ballare giorno e notte”. Remolazzi, appena mi ha visto uscire dal bosco con in mio bastone da passeggio, ha subito attaccato bottone anche con me. “Ma l’ha visto l’Arturo, quella canaglia? Pensi che ieri sera dava del tu al prevosto come se fossero vecchi amici. Io glielo avevo detto a don Goffredo, di non dargli troppa confidenza. Eh sì, che glielo avevo detto; la troppa confidenza fa perdere la riverenza. Ma lui, uomo di chiesa sempre in giro a cercar di salvare anime, niente. Mi ha risposto di aver pazienza, di aver fiducia che il “ragazzo, crescendo, capirà come comportarsi”…Ha capito? Deve ancora crescere, quel furfante del Brilli.

 

Roba da matti”. A dire il vero era difficile dar torto a Remolazzi ma che si poteva fare? Se non erano riusciti i suoi genitori a “raddrizzarlo” fin da piccolo, figurarsi ora che aveva passato i quaranta e aveva la testa più matta che mai. Tra l’altro, aveva il vizio di bere. Era uno di quelli che – per far in fretta a tracannare – stanno sempre con la bottiglia “senza buscion”, senza tappo. Pensate che una volta si era preso una sbornia tale che scambiò la barca a remi di suo padre per un motoscafo e gridò a tutti che gli avevano rubato il motore. Si recò persino al commissariato dei Carabinieri per sporger denuncia, picchiando pugni sul tavolo e urlando come una bestia, tanto che al povero maresciallo Valenti e al suo fido aiutante, il  brigadiere Alfio Romanelli, non restò altra soluzione che sbatterlo in gattabuia per qualche ora, finché gli si diradassero i fumi dell’alcool. Visto che nei circoli, nei bar e nelle osterie del paese e dei dintorni si guardavano bene dal dargli da bere perché esagerava e dava in escandescenze, il Brilli, tenendo fede – ironia della sorte – al suo stesso cognome, pigliava il treno o il battello e andava a “tracannare” in altri lidi, cambiando destinazione di volta in volta.

A chi cercava di moderarlo, come è capitato talvolta anche a me, rispondeva che “Quando c’è la sete, la gamba tira il piede”. Un modo per dire che, pur di soddisfare il proprio bisogno, non contava la distanza. Il maresciallo Valenti era stato testimone di un altro episodio. Un sabato sera, di turno con una pattuglia per i consueti controlli sul rettilineo che porta dal paese a quello confinante, più o meno all’altezza della seicentesca chiesa della Madonna del Carmine, incrociò il motocarro di Giovanni Guelfi con a fianco Arturo. La cosa strana era che quel motocarro era privo del vetro anteriore e in quelle condizioni non avrebbe potuto circolare. Il mezzo del Guelfi, a causa del gelo di quell’inverno che tutti ricordavano tar i più rigidi degli ultimi anni, aveva subito dei danni e il più serio tra questi era l’aver sottovalutato la crepa che, in meno di un amen, aveva provocato la rottura in mille pezzi del vetro.  Pur essendo ormai sul finire della primavera, non aveva ancora provveduto a sostituito. Andava in giro così, faccia al vento, evitando di circolare nei giorni di pioggia. Quella sera, appena videro l’Alfetta dell’Arma sul ciglio della strada, imprecarono alla sfortuna. Guelfi voleva fare una inversione a “u“ e tornare indietro.

Fu Arturo adavere, tuttavia, una brillante idea: far finta che il vetro fosse al suo posto, integro. E come? Con il più semplice degli accorgimenti: facendo finta di pulirlo con un fazzoletto. Così passarono, con noncuranza, davanti agli attoniti carabinieri. Mentre Giovanni guidava, fischiettando il ritmo di una polka, Arturo s’impegnò a “pulire” l’inesistente vetro con un grande fazzoletto bianco. Il maresciallo Valenti, a bocca aperta, se li vide passare davanti al naso con il fazzoletto svolazzante e i capelli scompigliati dal vento. Il dubbio che l’avessero fatto apposta, con quel candido fazzoletto che – agitato in aria – sembrava v
oler far “marameo” ai tutori dell’ordine, non abbandonò mai il maresciallo. Ma volete mettere l’alzata d’ingegno, il tocco d’artista, la prova di disperato e incosciente “coraggio”? Così la raccontò, scuotendo la testa, Audenzio Remolazzi. Nel frattempo, con l’aiuto di Bartolo, avevano raccolto e messo al sicuro il fieno. Appena in tempo per evitare il peggio, considerato che non si trattò di un “temporale varesotto” ma di un acquazzone in piena regola
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Marco Travaglini

Aci Cuneo fa 100!

Nel fine settimana un suggestivo “Tour” automobilistico attraverso la “Granda” per celebrare i 100 anni dell’“Aci Cuneo”

Sabato 4 e domenica 5 luglio

Cuneo

Una fantastica “due giorni” per un compleanno che tocca un secolo di vita e di grande storia. Il ritrovo è per le 8,30 di sabato 4 e domenica 5 luglio prossimi, davanti alla sede dell’“Automobile Club Cuneo”, al civico 5 della piazza Europa nel “Capoluogo della Granda”, da dove partirà il “Tour automobilistico del Centenario tra le sette Città Sorelle”, organizzato per l’appunto dall’“Aci Cuneo” in occasione del 100° anniversario della sua fondazione, il 2 dicembre 1926. All’evento, inserito nel calendario ufficiale di “Aci Storico” e tra i momenti più attesi per gli appassionati di “motorismo storico” e della “cultura automobilistica” italiana, sono attese circa 50 auto storiche che, nel corso della due giorni, attraverseranno i maggiori centri e le piazze di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano per un totale di 340 chilometri. All’evento, che non avrà carattere agonistico e sarà privo di “prove di abilità” o “tratti cronometrati”, potranno partecipare le vetture immatricolate fino al 31 dicembre 1996, in regola con le norme del “codice della strada” e regolarmente assicurate. Non saranno accettate vetture con “targa prova”. Ogni equipaggio potrà essere composto da un numero di persone compatibile con quanto riportato nella carta di circolazione, di cui almeno una con patente di guida in corso di validità. Per partecipare, almeno un componente di ogni equipaggio dovrà essere in possesso della “tessera Aci”, sottoscrivibile anche in fase di accreditamento.

Il programma del “tour”

Patrocinata dalla  Regione Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dalle Città di Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano – con il supporto dell’“Automobile Club d’Italia” e di “Sara Assicurazioni”, Compagnia ufficiale dell’“Aci” – la manifestazione avrà inizio, come detto, sabato 4 luglio (ore 8,30) con l’accoglienza “equipaggi” in piazza Europa 5 a Cuneo, dove sarà allestita una “mostra fotografica” sul secolo di storia del sodalizio. Alle 10,30, partenza delle auto con sfilata verso piazza Galimberti ed inizio “tour” verso Fossano (con sosta in piazza Castello) e Bra (con sosta in piazza XX Settembre). Dopo il pranzo (presso l’Agriturismo “La Felicina” di Cherasco) alle 14,30 è prevista la ripartenza delle auto verso Alba (con sosta in piazza Risorgimento) e Mondovì (sosta in piazza della Repubblica). Alle 18rientro verso Cuneo con riposizionamento delle vetture in piazza Europa. A seguire, aperitivo e cena presso lo “Spazio Varco”, in via Carlo Pascal 5L.

Domenica 5 luglio (ore 9) si riparte verso Saluzzo (con sosta in corso Italia) e Savigliano (sosta in piazza Santa Rosa). Alle 12,30 nuovo arrivo delle autovetture a Cuneo, sempre davanti alla sede “Aci”, dove verrà servito il pranzo con contestuale consegna delle “targhe ricordo” e degli attestati di “Cavaliere della Sicurezza Stradale” a tutti partecipanti.

Il percorso della prima giornata si svilupperà per un totale di 210 chilometri, quello della seconda per un totale di 130 chilometri, su strade aperte al traffico con velocità medie inferiori ai 40 km/h.

“Con il ‘Tour automobilistico del centenario tra le sette Città Sorelle’ – sottolinea Franco Revelli, presidente di ‘Aci Cuneo’ – celebriamo un traguardo straordinario: i 100 anni dell’‘Automobile Club Cuneo’. Un secolo durante il quale l’‘Aci Cuneo’ ha accompagnato l’evoluzione della mobilità, promuovendo la sicurezza stradale, sostenendo gli automobilisti e contribuendo alla crescita del territorio provinciale. Abbiamo voluto festeggiare questo importante anniversario con una manifestazione che unisse la passione per il ‘motorismo storico’ alla valorizzazione delle nostre comunità. Le sette ‘Città Sorelle’ rappresentano infatti il cuore della provincia di Cuneo ed il percorso del ‘Tour’ vuole essere un simbolico abbraccio ad un territorio che, in questi cento anni, è cresciuto insieme al proprio ‘Automobile Club’. Il raduno richiamerà, dunque, l’attenzione sui temi che da sempre sono al centro dell’impegno dell’‘Aci’: passione, sport, tecnica, innovazione, sicurezza, sostenibilità e rispetto, valori che, oggi più che mai, devono accompagnare ogni automobilista”.

Per maggiori info: tel. 0171/440031 o www.cuneo.aci.it (dove è disponibile il programma completo della manifestazione).

  1. m.

Nelle foto: Raduno auto in piazza Europa a Cuneo; Logo “Centenario Aci Cuneo”; Franco Revelli