Al piano nobile di Palazzo Saluzzo Paesana dal 27 giugno al 3 luglio
Moda e bellezza sono sempre andate di pari passo sulle passerelle creando una simbiosi fatta di eleganza, classe e portamento.
Chi meglio allora delle aspiranti ragazze di Miss Italia 2026 Piemonte e Valle d’Aosta poteva indossare gli abiti delle migliori industrie creative di moda del territorio, che si confronteranno e metteranno in mostra le proprie collezioni durante l’undicesima edizione di Torino Fashion Week?
L’appuntamento, diretto da Claudio Azzolini e T Moda, insieme a Cna Federmoda con il patrocinio della Camera di Commercio di Torino, si tiene dal 27 giugno al 3 luglio nella splendida cornice del piano nobile di palazzo Saluzzo Paesana, in via della Consolata 1 bis.
Tra le importanti novità di questa edizione spicca la collaborazione con Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta e con l’agenzia CHD Model, titolare esclusiva del concorso per il territorio, guidata dalla direttrice Mirella Rocca.
“Un titolo ambito, per conquistarlo non è fondamentale solo la bellezza ma anche la preparazione – spiega Mirella Rocca, scopritrice, tra l’altro, di Francesca Bergesio, Miss Italia 2023. Stare su una passerella, saper indossare gli abiti, valorizzarli, sorridere e affrontare il pubblico, fanno parte di una lunga preparazione fatta di studio e serietà, elementi che cerco di trasmettere alle mie ragazze”.
L’appuntamento più atteso sarà martedì 1⁰ luglio quando alle 17.30 ben quaranta candidate di Miss Italia sfileranno in passerella indossando le creazioni di alcuni prestigiosi stilisti internazionali presenti alla manifestazione.
Nel corso della serata verrà assegnato il titolo di “Miss Piano Nobile 2026”, che garantirà alla vincitrice l’accesso diretto alle finali regionali di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta. Insieme a lei altre nove concorrenti conquisteranno il passaggio del turno, accedendo alle successive selezioni regionali del concorso di Patrizia Mirigliani.
Il 2 luglio, sempre alle 17.30, sfileranno tutte le finaliste regionali che si contenderanno, per la prima volta, il prestigioso titolo speciale di Miss Torino Fashion Week 2026, fortemente voluto da Mirella Rocca e concesso da Patrizia Mirigliani. La vincitrice di questa fascia accederà direttamente alle prefinali nazionali di Miss Italia 2026, in programma nel mese di settembre.
Le sfilate di Miss Italia saranno presentate come sempre da Andrea Beltramo e Francesca Spinelli. La regia musicale è di Tony Brera.
La collaborazione tra Torino Fashion Week e Miss Italia rappresenta un connubio ideale tra creatività, stile e promozione del territorio. Torino si conferma ancora una volta punto di riferimento internazionale per la moda emergente e per i grandi eventi dedicati all’eccellenza italiana.
Mara Martellotta

Si vedevano bene i profili delle montagne e bastava andare un po’ in alto, sulla scalinata della chiesa, che si potevano distinguere le alpi svizzere. E l’altra sponda? Un gioco di luci a rincorrersi sul lungolago tra Suna e Pallanza fino alla punta della Castagnola, dove la riva ridiventava scura e si poteva solo intuire che c’era Intra, nascosta dietro la curva dell’Eden. Verso Laveno e Santa Caterina del Sasso altre luci, altre strade, altre case e altra gente. Lì, sulla sponda lombarda, avrebbero potuto quasi intravedermi se qualcuno, puntando un cannocchiale con delle buone lenti d’ingrandimento, si fosse preso la briga di curiosare verso l’imbarcadero di Baveno. Avrebbe visto una figura, un’ombra seduta lì, sulla panchina dal verde un po’ corroso dal tempo, intenta ad ascoltare il rumore della risacca. A dire il vero, per me, più che un rumore è un suono, quasi un sottofondo musicale. Il ritmare dell’onda che s’infrange, che si ritira per far posto all’altra, apprestandosi a compiere lo stesso gesto secondo il moto dell’acqua e la direzione del vento. E’ come una musica che calmava i nervi, distende l’animo. “ Ecco, vardala lì. A l’è l’acqua stràca. L’acqua che sciùscia i remi dì barch, che la carezza suta al ventar ogni barca e sura la cràpa ogni sàss”, mi diceva il mio amico Angelo Branca, vecchio lupo di lago, commentando le onde che, ormai deboli e provate, s’arrestavano sui muri del vecchio molo. L’ Angiolino, nato e cresciuto sull’isola Pescatori, aveva ormai affidato la sua vecchiaia alla terraferma. Ma non mancava mai, nelle notti di luna buona, di farmi compagnia all’imbarcadero. Insieme guardavamo l’acqua scura, ascoltandone il mormorio. Sembrava quasi lo sgranarsi di un rosario sottovoce. Ogni tanto, quasi a rompere quel ritmo dondolante, arrivava un onda solitaria, più decisa. “ E’ l’onda vagabonda. Ascoltala bene, amico mio. Ogni tanto arriva. Così, di colpo, senza preavviso. E’ diversa dalle altre: a l’é l’acqua che scàpa e che la turna indrèe . A l’è cùma una lèngua che ta diss che l’aria la cambia”. E, infatti, l’aria cambiava e s’alzava un vento tiepido che muoveva le onde con più decisione. Era l’effetto dei venti di föhn che, scendendo dalle Alpi, asciugavano e riscaldavano l’aria, facendo assaggiare i primi scampoli di primavera. “Ma, attenzione”, ricordava Angiolino. “Non facciamoci fregare. Quest’aria prima è dolce e dopo à ta càgna i vestìi, perché dal Mottarone s’incanala giù anche un venticello che risente ancora dell’ultima neve e che ti legna facendo finta d’accarezzarti. Vedi come fa increspare l’acqua del lago, verso l’isola?”. Parole piene di saggezza. Infatti, passate le prime leggere folat, l’aria diventava più brusca e veniva spontaneo tirarsi su il bavero della giacca per poi infilarsi le mani nelle tasche. Così, salutato il lago e lasciate alle spalle le imbarcazioni dondolanti tra le onde, ci incamminavamo verso la piazza del Municipio. L’Angiolino canticchiava una canzone che aveva imparato alla radio. Gli piaceva perché, diceva “ è fatta giusta per notti come queste, quando il vento porta in giro l’odore del lago”. E attaccava, data l’ora, sottovoce: “Vent cunt’el pàss balòss, quell che vorì mia tiram via da dòss. Slàrga al fiaa e bùfa in giir i stell, lassa al tò disegn in su la mia pell…”. Era tempo d’andare a casa. E la luna si stagliava più lucente che mai nel cielo nitido e trapuntato di stelle.



