LIFESTYLE

Gli occhiali per leggere

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Albertino era venuto al mondo quando ormai Maddalena e Giovanni non ci speravano più. E così, passando gli anni in un rincorrersi di stagioni che rendevano sempre più duro e faticoso il lavoro nei campi, venne il giorno del ventunesimo compleanno per l’erede di casa Carabelli-Astuti.

E con la maggiore età  arrivò, puntuale come le tasse, anche la chiamata obbligatoria alla leva militare. Albertino salutò gli anziani genitori con un lungo abbraccio e partì, arruolato negli alpini. Un mese dopo, alla porta della casa colonica di Giovanni Carabelli, alle porte di San Maurizio d’Opaglio, dove la vista si apriva sul lago, bussò il postino. Non una e nemmeno due volte ma a lungo poiché Giovanni era fuori nel campo e Maddalena, un po’ sorda, teneva la radio accesa con il volume piuttosto alto. La lettera, annunciò il portalettere, era stata spedita dal loro figliolo. Non sapendo leggere e scrivere, come pure il marito, Maddalena si recò in sacrestia dal parroco. Don Ovidio Fedeli era abituato all’incombenza, dato che tra i suoi parrocchiani erano in molti a non aver mai varcato il portone della scuola e nemmeno preso in mano un libro. Chiesti alla perpetua gli occhiali, lesse il contenuto alla trepidante madre. E così, più o meno ogni mese, dalla primavera all’autunno, la scena si ripetette. Maddalena arrivata concitata con la lettera in mano, sventagliandola. E il prete, ben sapendo di che si trattasse, diceva calmo: “ E’ del suo figliolo? Dai, che leggiamo. Margherita, per favore, gli occhiali..”. E leggeva.  Poi, arrivò l’inverno con la neve e il freddo che gelava la terra e metteva i brividi in corpo. Il giorno di dicembre che il postino Rotella gli porse la lettera del figlio, decise che non si poteva andar avanti così. E rivolgendosi al marito con ben impressa nella mente la scena che ogni volta precedeva la lettura da parte del parroco, disse al povero uomo, puntando i pugni sui fianchi: “ Senti un po’, Gìuanin. Non è giunta l’ora di comprarti anche te un paio d’occhiali così le leggi tu le lettere e  mi eviti di far tutta la strada da casa alla parrocchia che fa un freddo del boia? “.

Marco Travaglini

 

 

Torino festeggia i novanta anni della Topolino

Proseguendo una tradizione ormai consolidata, il Topolino Autoclub Italia, federato ASI dal 1989, organizza a Torino le ricorrenze a cifra tonda dell’iconico modello e proprio quest’anno si celebrano i novanta anni dalla sua presentazione, avvenuta il 15 giugno 1936.
Nuovamente a Torino, città della Fiat, in cui nacque la madre di tutte le 500, prima al Lingotto e poi a Mirafiori, sarà  organizzato dall’11 al 14 giugno prossimi, un grande raduno internazionale  che fa parte del calendario dedicato ai sessanta anni dell’ASI.
Grazie al supporto della Città Metropolitana di Torino, della Federazione Europea Fiat Topolino Clubs e del Club Topolino Fiat  Torino, verranno accolti oltre 130 equipaggi, alcuni dei quali in arrivo dalla Scandinavia e dalla Nuova Zelanda.
Costruita dal giugno 1936 al gennaio 1955 in 520 mila esemplari, la 500 Topolino è  la vettura che ha traghettato il Paese dal secondo dopoguerra rimanendo una presenza costante sino ai primi anni Settanta. Celebrarne il compleanno significa non soltanto rendere omaggio al genio dei suoi creatori, ma anche rivivere  il contesto e le profonde trasformazioni  sociali entro cui nacque e si evolvette.
La prima giornata di permanenza, venerdì 12 giugno, per un’esperienza che avvicini i partecipanti ai luoghi in cui i progettisti immaginarono, collaudarono e costruirono la vettura, prevederà un percorso ad anello nella cintura di Torino. Gli equipaggi, divisi in due gruppi, percorreranno a turno il perimetro allargato della città che collegherà due icone dell’arte e della storia locali, Superga e Venaria Reale, per poi salire in direzione Nord Est sino a Ruffini e Lonna, le due località più a Nord del tracciato.
Nel pomeriggio di giovedì 11 giugno si potrà  incrociare la carovana di topolinisti, che affronteranno la salita della Sacra di San Michele,  mentre sabato 13 esporranno le  loro vetture dal primo mattino a metà pomeriggio, nella centralissima piazza Vittorio Veneto.
La serata di sabato prevede la visita allo Stellantis Heritage Hub, per far ritorno alle radici storiche dell’incontro.
L’ultima tappa sarà  domenica 14 con la visita al castello di Rivoli, in un continuo intreccio in cui la cultura dell’automobile non è disgiunta dal turismo e dalla gastronomia, in modo da dare ai vari equipaggi, anche stranieri, una percezione completa delle eccellenze del Paese e di Torino.

Mara Martellotta

Terrina di pasta con verdure, variante vegetariana della pasta al forno

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Una deliziosa variante vegetariana della tradizionale pasta al forno.
Senza pomodoro, ma ugualmente ricca di sapore. Un primo piatto ghiotto ed originale.

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Ingredienti

300gr.di pasta corta
1 porro
2 carote
300gr. di verza
200gr.di zucca
1 piccola melanzana
500ml. di besciamella
1 mozzarella
200gr. di prosciutto cotto
Parmigiano grattugiato q.b.
Olio, sale, pepe, noce moscata

Preparare le verdure, tagliarle a piccoli pezzi e stufarle per 20 minuti in padella con un poco di sale. Lasciar raffreddare e mescolare con il prosciutto cotto tritato, il pepe, la noce moscata ed il pepe. Preparare la besciamella con mezzo litro di latte.
Lessare la pasta al dente.
Mescolare la pasta con le verdure e la mozzarella a tocchetti, trasferire il tutto in una terrina imburrata, coprire con la besciamella e in ultimo cospargere con il parmigiano grattugiato.
Passare in forno a 200 gradi per circa 15/20 minuti, finche’ si sarà formata una crosticina dorata.

Paperita Patty

Fiori sul Tetto alla Pista 500

Domenica 14 giugno alla Pinacoteca Agnelli 

La Pinacoteca Agnelli presenta Fiori sul Tetto, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla dimensione botanica della Pista 500, lo storico circuito sul tetto del Lingotto oggi trasformato in un giardino sospeso e in uno spazio d’arte.
Il ciclo è  condotto da Cristiana Ruspa, che accompagna il pubblico  in una serie di visite guidate come momenti di osservazione e racconto del paesaggio vegetale della Pista 500, da lei progettato, con il suo studio Giardino Segreto.
Attraverso Fiori sul Tetto, i visitatori sono invitati ad esplorare da vicino le fioriture, le trasformazioni stagionali e le relazioni tra natura, arte e architettura, in un percorso capace  di intrecciare botanica e sguardo, restituendo la complessità di un luogo in cui natura e intervento umano convivono in un equilibrio dinamico
Le visite si svolgono sulla Pista 500 e sono dedicate alla scoperta del suo patrimonio botanico, oggi parte integrante della Pinacoteca Agnelli. Il calendario delle visite è il seguente: domenica 14 giugno ore 18, domenica 12 luglio ore 19, domenica 6 settembre ore 18.

Si prenota dal lunedì al venerdì inviando una mail contenente nome, cognome, contatto telefonico e numero di partecipanti a educa@pinacoteca-agnelli.it
Pagamento del biglietto per la Pista 500 4 euro, salvo riduzioni o gratuità a seconda dei casi + visita guidata 7 euro.

MM

Il bianco delle regine per la visita di Leone XIV

Come non parlare del bianco in prossimità dell’estate e nell’anno dedicato al colore Cloud?

In occasione della visita del Papa in Spagna, dove la regina può permettersi il bianco di fronte al Papa, prerogativa concessa alle regine dei Paesi cattolici, quindi, in sostanza, a sole sei persone nel mondo attuale: e la Spagna, di queste, ne conta ben due!

In bianco, dunque, la Regina Letizia e la Regina madre Sofia, con due look molto diversi tra loro. Ovviamente, i tabloid spagnoli catturano le preferenze per l’uno o per l’altro, ed è un gioco simpatico. Impeccabili entrambe e, soprattutto, impeccabile e di gran gusto questa diversità dei loro look.

Adatto al ruolo di attuale Regina l’abito in pizzo che rievoca la tradizione del Paese e che la Regina Letizia veste magnificamente.

Particolarmente azzeccata la scelta del tailleur pantalone per la Regina Sofia, che ha mantenuto un ruolo separato partecipando a occasioni distinte. Un look che non offusca la “Regina in carica”, ma è portato con un’eleganza sublime. Si è sempre detto poco dei look della Regina Sofia, greca con ascendenze danesi e tedesche. Appare sempre molto raffinata e carismatica, con un’eleganza che trascende l’abito. Lo stile con cui indossa il tailleur sia da esempio!

Chiara Prele

HIEROGLAM, al Museo Egizio di Torino un progetto espositivo e formativo

A cura di Accademia IUAD, tra creazioni ispirate all’antico Egitto

Al Museo Egizio di Torino, nella giornata di martedì 9 giugno, Accademia IUAD presenta un progetto espositivo finalizzato a valorizzare l’arte e la creatività emergenti tra visionarietà, moda contemporanea, simbolismo ancestrale e patrimonio culturale dell’antico Egitto. “HIEROGLAM” è il nome della mostra voluto dai suoi curatori, Pasquale Esposito e Francesco Maffei, che hanno coinvolto un gruppo di studenti delle sedi IUAD di Napoli e Milano per realizzare una sorta di “capsule collection” composta da circa trenta abiti ispirati all’estetica, ai rituali e alla potenza iconografica dell’universo egizio.
Si tratta di un percorso immersivo in cui l’abito muta in esperienza sensoriale, evocazione simbolica e dispositivo narrativo. La mostra accoglie inoltre una selezione di capi provenienti da Archivio di Ricerca Mazzini, luogo di riferimento internazionale per la ricerca e la conservazione della moda storica, con creazioni iconiche firmate da Issey Miyake, Gianfranco Ferré, Roberto Cavalli, Alexander McQueen e altri protagonisti della couture internazionale. HIEROGLAM rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra formazione, cultura e creatività contemporanea, una riflessione sulla necessità di dare senso, significati, identità e appartenenza attraverso la moda e il glamour, un progetto in cui antico e moderno si fondono in una chiave visiva e sensoriale capace di restituire alla moda il suo significato più profondo, quello di linguaggio simbolico, rito identitario e forma di trasformazione. Gli studenti IUAD rileggono l’immaginario dell’antico Egitto attraverso una sensibilità contemporanea, trasformando simboli rituali, armature, amuleti e iconografie divine in volumi scultorei, superfici luminose e tessuti stratificati. Ogni creazione diventa così una presenza evocativa, sospesa tra memoria archetipica e visione futuristica.

I giovani protagonisti dell’esposizione sono i designer Francesca Miniati, Anna Martinetti, Chiara Prearo, Davide Grasso, Chiara Corbo Tedesco, Chiara Stelluto, Chaia Michelle, Fabiana Parente, Salvatore Marigliano, Anita Cimmino, Nicole Sciamanna, Federica Lombardi, Sofia Vettorato, Giulia Gaeta, Alessia Russo, Carmela Alfieri, Francesca Esposito, Jara Apicella, Martina Bianco, Noemi Avallone, Antonio Di Matteo, Isidis Mercuri, Francesco Vitale, Aurora Vigevani, Michelangelo Tagliatela, Marianna Licciardi, Ludovica Capasso, Emiliana Pagliafora, Martina Sorvino, Salvatore Riccio, Simone Spera, Josè Samuel Lesta, Gaetano Pignatelli e Bautista Mary Chluie.

Ogni creazione in mostra diventa una meditazione visiva sull’archetipo: il sole, il serpente, l’occhio, la piramide, le divinità ibride e gli antichi codici spirituali riemergono in una nuova forma estetica, dove il ka e il ba (forza vitale e anima mobile) ispirano volumi fluidi, accessori rituali e palette che fondono oro solare, blu del Nilo, nero cosmico e rosso desertico.
Il visitatore entra così in uno spazio sospeso tra culto dell’immagine e potere del simbolo, nel quale ogni ambiente si trasforma in soglia, ogni abito in presenza evocativa: non solo una mostra, ma un’esperienza immersiva dove il corpo si fa mito e il tessuto diventa rivelazione.

Mara Martellotta

Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta 2026 ha le sue due prime reginette, Francesca e Florence

Il viaggio di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta, giunto alla sua 87esima edizione, è iniziato con un botto di iscrizioni e, a pochi giorni dalle prime selezioni, vanta già due titolate pronte ad accedere alle finali regionali. Belle e intelligenti, come sempre sono le ragazze scelte da Mirella Rocca, agente esclusivista per le due Regioni e responsabile dell’agenzia CDH Model. Si tratta di Francesca Pia Longobardi, 20 anni, di Grugliasco, eletta Miss Villa Glicini il 27 maggio scorso, e dell’italo-nigeriana Florence Gabinelli, eletta Miss Golf Club Stupinigi lo scorso 7 giugno. Francesca, bionda e occhi azzurri come il mare, studia economia esogna dialogare in televisione per programmi sportivi. Con la fascia di Miss Villa Glicini 2026, accederà alle finali regionali di luglio. Stessa cosa per Florence, 19 anni, di Novara, studentessa di lettere, arte e filosofia all’Università Marconi e ballerina professionista.

“Essere stata eletta Miss Golf Club Stupinigi Torino è stata una sorpresa e una grande emozione che ancora oggi faccio fatica a descrivere – racconta a caldo Florence – ho vissuto questa esperienza con semplicità, cercando di essere me stessa in ogni momento. Ricevere questo riconoscimento mi ha resa molto felice, perché l’ho percepito come un apprezzamento non solo esteriore ma rivolto anche alla persona che sono. Le mie origini italo-nigeriane rappresentano una parte importante della mia identità, e mi hanno insegnato ad apprezzare la bellezza nelle sue diverse forme. Nella mia vita la danza occupa un posto speciale: essere una ballerina professionista mi ha insegnato disciplina, impegno e dedizione, ma anche a esprimere le emozioni con naturalezza e sensibilità”.

“Sono molto fiera delle mie Miss – spiega Mirella Rocca – perché non si tratta solo di ragazze belle, ma anche studiose e ambiziose. Il 90% delle giovani che incontro durante le selezioni sono universitarie e, oltre alla passerella del mondo dello spettacolo, sognano di diventare medici, manager e avvocati. Quasi tutte inoltre sono agoniste o professioniste di diverse discipline sportive”.

Il sogno di Miss Italia continua all’insegnato del colore “Rosso Valentino”, con cui Mirella Rocca ha deciso di far vestire le Miss durante la sfilata, in omaggio al grande maestro di eleganza e stile scomparso il 19 gennaio scorso.

Tutti gli appuntamenti di Miss Italia sono condotti da Andrea Beltramo e Francesca Spinelli.

Mara Martellotta

Nas-cëttaland 2026: a Novello nasce il Festival ufficiale dedicato alla Nas-cëtta

Il 12 e 13 giugno 2026 il Castello di Novello ospiterà la prima edizione di Nas-cëttaland,

il festival ufficiale dedicato alla Langhe DOC Nas-cëtta del Comune di Novello, uno dei
vitigni bianchi autoctoni più identitari delle Langhe e simbolo della rinascita enologica del
territorio.
L’evento, organizzato dall’Associazione Produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello, nasce con l’obiettivo di raccontare e valorizzare un vitigno raro e prezioso che proprio a Novello ha trovato il suo centro di riscoperta e valorizzazione. Due giornate di incontri,degustazioni, approfondimenti ed esperienze riuniranno produttori, stampa specializzata,operatori del settore e appassionati per esplorare la storia, l’evoluzione e il futuro della Nas-cëtta.
Ad oggi saranno presenti 34 cantine protagoniste tra produttori del Comune di Novello e aziende del territorio delle Langhe, unite grazie alla collaborazione tra l’Associazione Produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello e l’associazione Indigeni Langa, con l’obiettivo di raccontare le diverse interpretazioni della Nas-cëtta e rafforzare insieme l’identità del vitigno.

Venerdì 12 giugno
giornata stampa, approfondimenti e gala dinner

La manifestazione si aprirà venerdì 12 giugno con una giornata dedicata alla stampa nazionale e internazionale, pensata per approfondire l’identità storica e contemporanea della
Nas-cëtta.
Il programma prevede una conferenza stampa con la presentazione della mappatura del
Comune di Novello realizzata da Alessandro Masnaghetti, un focus dedicato alla storia e
all’evoluzione della Nas-cëtta e la presentazione del progetto “Local is Tasty 2.0” in collaborazione con l’Enoteca Regionale del Barolo.
Seguirà una masterclass esclusiva condotta dal giornalista e wine expert Ian D’Agata, dedicata a una verticale di annate rare di Nas-cëtta per raccontarne il potenziale evolutivo e la capacità di invecchiamento.
La giornata si concluderà con una cena conviviale nel parco del Castello di Novello.

Sabato 13 giugno
il festival apre al pubblico

Sabato 13 giugno Nas-cëttaland aprirà ufficialmente al pubblico trasformando il Castello di Novello e il paese in un luogo di incontro e scoperta dedicato alla Nas-cëtta . Dalle 11:00 alle 19:00 saranno protagonisti i banchi d’assaggio con un totale di 34 cantine tra
quelle del Comune di Novello e quelle del territorio langarolo.
Il programma della giornata includerà:
• due masterclass di approfondimento;
• il trekking “La Passeggiata della Regina”;
• laboratori gastronomici presso Novelab;
• street food del territorio in collaborazione con Il Banchetto di Novello;
• musica e intrattenimento per tutta la giornata con Radio Alba;
• live music finale nel parco del Castello dalle 19:00 alle 22:00.
Durante la serata sarà inoltre possibile continuare la degustazione dei vini del Comune di
Novello accompagnati dalle proposte street food, in un’atmosfera conviviale e aperta a tutti.

Più di un festival: un progetto per il territorio

Nas-cëttaland nasce con l’obiettivo di consolidare il ruolo di Novello come territorio simbolo della rinascita della Nas-cëtta, valorizzando il lavoro dei produttori e promuovendo una visione contemporanea delle Langhe, capace di unire vino, cultura, turismo ed esperienza.
Il festival vuole inoltre creare un momento di unione e collaborazione tra tutti i produttori
della denominazione, anche oltre i confini comunali, contribuendo alla crescita e alla
riconoscibilità della Nas-cëtta in Italia e all’estero.
Per informazioni e biglietti: www.nascettaland.com
Prevendita online: €22 invece di €27 in cassa.
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN