LIFESTYLE

Barolo a Palazzo Barolo

V edizione
il Re dei Vini torna a casa

 
Torino, Sabato 7 febbraio 2026: la storica dimora dei Marchesi di Barolo apre i suoi eleganti saloni al pubblico per un evento di degustazioni imperdibile nel cuore della città
produttori della Strada del Barolo
presenteranno personalmente il “Re dei Vini” in un’esclusiva degustazione negli eleganti saloni al Piano Nobile di Palazzo Barolo, che fu la residenza degli ultimi Marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti e Giulia Colbert, alla cui lungimiranza e modernità è dovuta gran parte della fama e della fortuna del vino Barolo.

Non è solo una degustazione, è un viaggio sensoriale:
  • Incontra i produttori: avrai l’opportunità di incontrare direttamente i vignaioli, che ti guideranno alla scoperta del Barolo nelle sue infinite sfaccettature, con la possibilità di assaggiare cru e annate differenti.
  • Assaggi di eccellenza: il Barolo sarà accompagnato da piccoli assaggi di prodotti agroalimentari, offerti dalle aziende associate alla Strada del Barolo.
  • Libertà di degustazione: un unico biglietto consente di assaggiare i vini di tutti i produttori presenti, senza limiti al numero di degustazioni.
  • Un ricordo esclusivo: ogni partecipante riceverà un calice in omaggio da portare a casa come ricordo della serata.
Leggi tutti i dettagli dell’evento: www.stradadelbarolo.it/eventi/il-barolo-a-palazzo-barolo-v-edizione
Esperienza Premium: i Salotti-Degustazione
 
Vuoi approfondire la storia e l’attualità del Barolo? Il Salotto-Degustazione è un momento esclusivo che precede ogni sessione e che ha come protagonisti i produttori della Strada del Barolo, che affrontano temi chiave e propongono in degustazione un vino particolarmente rappresentativo delle loro cantine, non presente nell’evento principale.
Ospite speciale: i salotti saranno condotti da Chiara Buratti, attrice sia per il teatro che per la tv e volto di vari programmi di Rai Cultura.
Dettagli dell’evento e orari
 
L’evento si terrà in due turni per garantire la migliore esperienza di degustazione:
PRIMO TURNO
  • 14.30-15.30: salotto-degustazione con Denise Marrone e Maurizio Rosso. In degustazione Barolo Docg Bussia 2017 Agricola Gian Piero Marrone e Barolo Docg Trecomuni Riserva 2016 Gigi Rosso
  • 15.30-18.00: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
SECONDO TURNO
  • 18.00-19.00: salotto-degustazione con Sylla Sebaste e Marco Oberto. In degustazione Barolo Docg Riserva Ghè 2019 Mauro Sebaste e Barolo Docg 1961 2019 Ciabot Berton
  • 19.00-21.30: degustazione “Il Barolo a Palazzo Barolo”
Biglietti
  • Solo Evento: € 37,00 + commissioni in prevendita online / € 45,00 in loco (previa disponibilità)
  • Evento + Salotto€ 47,00 + commissioni in prevendita online / € 55,00 in loco (previa disponibilità)
Produttori di vino:
Agricola Gian Piero Marrone, La Morra (CN)
Amalia Cascina in Langa, Monforte d’Alba (CN)
Azienda Agricola Stra, Novello (CN)
Bel Colle, Verduno (CN)
Bosco Pierangelo, La Morra (CN)
Bric Cenciurio, Barolo (CN)
Ciabot Berton, La Morra (CN)
Costa di Bussia – Tenuta Arnulfo, Monforte d’Alba (CN)
Fratelli Savigliano, Diano d’Alba (CN)
10 Gigi Rosso, Castiglione Falletto (CN)
11 Giovanni Rosso, Serralunga d’Alba (CN)
12 L”Astemia, Barolo (CN)
13 Le Strette, Novello (CN)
14 Mauro Sebaste, Alba (CN)
Produttori agroalimentari:
Apicoltura Avìe, La Morra (CN)
Beppino Occelli, Farigliano (CN)
Cascina Buschea, Rodello (CN)
Ciabot del Cua, Bosia (CN)
Cioccolato Calcagno, Collegno (TO)
Fork in Travel, Acqui Terme (AL)
Golosalba, Diano d’Alba (CN)
L’evento è organizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, con il supporto di Turismo Torino e Provincia e rientra nel programma di Vendemmia a Torino – Grapes in Town.
Per informazioni scrivere a comunicazione@stradadelbarolo.it.
Alla prossima.
LUCA GANDIN

Reggia di Venaria: aperture all’ombra dei ciliegi in fiore

“All’ombra dei ciliegi in fiore” l’edizione 2026 si arricchisce delle aperture straordinarie dopo cena dal 21 marzo al 6 aprile, i giorni dell’Hanami

“All’ombra dei ciliegi in fiore”, edizione 2026, ai giardini della Reggia di Venaria, quest’anno gioca d’anticipo, promuovendo aperture straordinarie dopo cena dal 21 marzo al 6 aprile, giorni di massima fioritura dei petali rosa che ci ricordano l’Oriente. Con l’incantevole fioritura dei ciliegi, che trasforma il potager royale in una delicata nuvola rosa, torna l’evento più amato della Reggia di Venaria, che aspetta i turisti per godere di questo spettacolo della natura, accompagnato da concerti, aperitivi a tema, laboratori di pittura en plain air, visite a tema con i giardinieri e colazione sotto i petali rosa. A seguito della grande affluenza degli ultimi anni, i giardini della Reggia saranno aperti anche il 23 e il 30 marzo, oltre a lunedì 6 aprile e tutti i giorni con orario prolungato dalle 7.30 alle 18. Al pubblico verrà offerto uno spettacolo eccezionale in Italia, in quanto i 100 alberi fioriti saranno illuminati da altrettante luci, creando uno scenario magico che è degno della secolare tradizione romantica orientale dell’ammirazione dei ciliegi fioriti di notte, l’Hanami giapponese. La Reggia di Venaria ha inoltre imbastito una collaborazione con il MAO di Torino, quando sabato 21 e domenica 22 marzo saranno organizzati eventi legati alla cultura e alle tradizioni giapponesi, reinterpretate in chiave contemporanea, e contestualizzata nei giardini della Reggia. La fioritura dei ciliegi diventa così uno spunto per occasioni di incontro e ascolto, e per favorire il dialogo con il paesaggio.

Mara Martellotta

 

Partito il countdown per la vendita dei primi 3.000 “biglietti open” per l’evento All’ombra dei ciliegi in fiore alla Reggia di Venaria: dalle ore 10 di domani, venerdì 6 febbraio, saranno disponibili i primi 3.000 “biglietti open” su lavenaria.it.

Carnevale di Bra, festa fino al 15 febbraio

Quest’anno il Carnevale braidese offre tre giorni di festeggiamenti, e il momento clou della festa è in programma il 14 febbraio, alle 17, quando presso il teatro Politeama andrà in scena “Il Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, spettacolo concerto proposto dall’amministrazione comunale con la collaborazione dell’Orchestra Alba Filarmonica e l’intervento teatrale del collettivo Scirò. Musica e teatro giocano insieme, creando uno spettacolo divertente, leggero e coinvolgente pensato per grandi e piccoli. I bambini sono invitati a partecipare in maschera. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro e può essere acquistato su ticket.it o a teatro il giorno dello spettacolo, a partire dalle ore 16. Lo spettacolo è preceduto, il giorno antecedente, dal Carnival Party, organizzato dall’associazione Follemente, in collaborazione con live.it, presso il Centro Polifunzionale Giovanni Arpino, in largo della Resistenza. L’appuntamento musicale in maschera è riservato ai maggiorenni, e il via alle danze è fissato per le 22. Chiude i festeggiamenti la festa di Carnevale, in piazza Giolitti, promossa per domenica 15 febbraio, a partire dalle 14.30, dall’Oratorio dei Salesiani, all’interno del progetto “Oratorio fuori le mura”. Il progetto prevede animazione, musica, giochi da tavolo e il concorso per la maschera più bella.

In caso di maltempo, l’evento si terrà presso il Centro Polifunzionale Giovanni Arpino.

Info: Città di Bra – Ufficio Cultura e Manifestazioni – telefono 0172 430185 – turismo@comune.bra.cn.it

Mara Martellotta

Edifici “liberati” e restituiti alla città

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

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Negli ultimi giorni si parla molto di edifici liberati, di spazi restituiti, di immobili che tornano finalmente visibili dopo anni di abbandono. Al di là delle cronache e delle letture contingenti, il tema apre una riflessione più ampia e necessaria: che cosa significa oggi recuperare l’esistente, soprattutto quando un edificio porta con sé un valore storico, artistico o socioculturale?

Abitare con stile non riguarda solo l’interno di una casa o la qualità di un progetto d’arredo. Riguarda il modo in cui una città sceglie di prendersi cura dei propri spazi, della propria memoria e delle trasformazioni future.

Recuperare un edificio non significa semplicemente ristrutturarlo. Significa reinterpretarne il ruolo, comprenderne la vocazione, inserirlo nuovamente nel tessuto urbano con una funzione viva, sostenibile e coerente con il contesto. È un atto culturale prima ancora che edilizio.

Torino, in questo senso, è un laboratorio straordinario.

Città industriale per eccellenza, ha attraversato profonde trasformazioni economiche e sociali, lasciando dietro di sé grandi contenitori vuoti: fabbriche, complessi militari, edifici pubblici dismessi. Proprio da questi vuoti sono nati alcuni dei più interessanti esempi di rigenerazione urbana.

Un caso emblematico è la Cavallerizza Reale. Un complesso monumentale di enorme valore storico, rimasto a lungo in una condizione sospesa, oggi al centro di un percorso di recupero che punta a restituirlo alla città come spazio culturale, creativo e pubblico. Qui il progetto non cancella la memoria, ma la amplifica: l’architettura storica diventa contenitore di nuove funzioni, dialogando con il presente senza perdere identità.

Un altro esempio significativo è quello delle OGR Torino. Le Officine Grandi Riparazioni, un tempo cuore pulsante dell’industria ferroviaria, sono oggi uno dei poli culturali e innovativi più dinamici della città. Il recupero ha mantenuto la forza spaziale originaria, reinterpretandola per ospitare arte, musica, ricerca e impresa. Un intervento che dimostra come anche l’archeologia industriale possa diventare motore di nuova vitalità urbana.

Lo stesso vale per Parco Dora, dove le strutture industriali non sono state cancellate, ma integrate nel paesaggio. Pilastri, travi e volumi preesistenti convivono con il verde, creando uno spazio pubblico unico, identitario, profondamente contemporaneo. Un esempio virtuoso di come il recupero possa essere anche paesaggio, esperienza, qualità della vita.

Accanto ai grandi progetti simbolici, esistono poi interventi più silenziosi ma altrettanto rilevanti: ex aree produttive trasformate in residenze, edifici abbandonati riconvertiti in spazi abitativi, culturali o di servizio. Qui il recupero dell’esistente diventa anche risposta concreta al bisogno di nuove case, di quartieri più equilibrati, di una città che cresce senza consumare nuovo suolo.

Il valore di questi progetti non sta solo nel risultato architettonico, ma nel metodo. Recuperare significa lavorare sull’identità dei luoghi, sulla sostenibilità ambientale, sull’equilibrio tra memoria e innovazione. Significa progettare con responsabilità, evitando soluzioni standardizzate e puntando su interventi sartoriali, calibrati sul contesto.

In un momento storico in cui le città sono chiamate a ripensarsi, il recupero degli edifici esistenti rappresenta una delle risposte più intelligenti e lungimiranti. Non solo per preservare il passato, ma per costruire un futuro urbano più consapevole, inclusivo e autentico.

Abitare con stile, oggi, passa anche da qui: dalla capacità di leggere ciò che esiste, valorizzarlo e trasformarlo in una nuova opportunità di vita, di relazione e di bellezza.

www.domus-atelier.com – info@domus-atelier.com

Cronistoria della Camminata della Merla 

Domenica 1⁰ febbraio si è svolta, come d’abitudine, la classica Camminata della Merla, organizzata da Cammini Divini e da Augusto Cavallo, che è giunta alla sua IX edizione, e quest’anno il clima era esattamente quello tipico dei Giorni della Merla. Nonostante il clima uggioso, un gruppo di 50 camminatori ha preso parte a questo facile trekking che si svolge all’interno del comune di Brusasco. La partenza era prevista dalla banca Unicredit del capoluogo, e i camminatori hanno cominciato a salire lungo una strada asfaltata, ma poco trafficata, per poi svoltare verso una sterrata che conduceva nei pressi del cimitero della frazione di Marcorengo. Successivamente si è giunti alla chiesa patronale del piccolo borgo, dedicata a San Pietro, per una prima tappa culturale, accolti dal Sindaco Giulio Bosso e dal Vicepresidente della Pro Loco di Marcorengo, Alessandro Cavalitto, che ha intrattenuto i presenti con i suoi racconti incentrati sulla storia e la cultura del paese, e alcuni simpatici aneddoti che si tramandano di generazione in generazione. Il cammino ha ripreso ricordano ai partecipanti che uno degli scopi è quello di trovare la Merla, un simulacro del tradizionale uccellino che gli organizzatori avevano provveduto a sistemare lungo il percorso, e il cui ritrovamento dava diritto a un simpatico premio. Si è approdati poi al caratteristico borgo del luogo, chiamato anche borgo Garibaldi, da cui si entrava nelle pertinenze del Castello di Brusasco, un edificio settecentesco attorniato da un ampio parco e al cui culmine si trovano ancora i resti dell’antico castello medievale risalente a prima dell’anno mille. Successivamente si è andati in direzione dell’agriturismo del luogo, dove è stato possibile rifocillarsi in allegria e serenità. Una volta rinfrancati, gli escursionisti hanno sceso i sentieri del parco fino a tornare a Brusasco con il calare delle prime ombre della sera.

Il prossimo appuntamento di Cammini Divini sarà sabato 7 febbraio Ceresole Reale (TO)

Mara Martellotta

Pesche ripiene all’antica

Un antico dessert  tipico del Piemonte, tutto da gustare. Una preparazione semplice e genuina realizzata con pesche dolci e mature, farcite da un goloso ripieno a base di cioccolato fondente e amaretti, un abbinamento davvero delizioso e irresistibile.

Ingredienti:

6 pesche mature a pasta bianca

80 gr. di amaretti

60 gr.di cioccolato fondente

2 tuorli

30 gr. di zucchero a velo

Poco burro

Lavare ed asciugare le pesche. Tagliarle a meta’ ed eliminare il nocciolo. Scavare un poco la polpa e metterla in una terrina. Preparare il ripieno mescolando la polpa delle pesche tritata con il cioccolato grattugiato e gli amaretti sbriciolati, unire parte dello zucchero a velo e i due tuorli. Disporre le mezze pesche in una pirofila da forno, precedentemente imburrata, riempirle con il ripieno di amaretti ed un fiocchetto di burro. Cuocere in forno a 190 gradi per circa 30 minuti. Servire a piacere tiepide o fredde cosparse di zucchero a velo.

Paperita Patty

Tradizione e spettacolo al carnevale di Roccagrimalda

Rocca Grimalda si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il Carnevale 2026, in programma sabato 7 e domenica 8 febbraio. Due giornate dedicate alla tradizione, al divertimento e alla cultura popolare che da secoli caratterizzano il borgo.

Leggi l’articolosu piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/carnevale-di-rocca-grimalda-tradizione-e-spettacolo

Lo spezzatino, un classico sempre apprezzato

Un secondo completo, sano, sostanzioso ed economico, questo e’ l’intramontabile spezzatino di vitello con patate. Un piatto gustoso, autunnale, tipico della tradizione casalinga. Teneri bocconcini di carne di vitello che cuociono lentamente in un cremoso sughetto aromatico.

***

Ingredienti

600gr. di polpa di vitello

400gr. di salsiccia

4 patate medie

1 carota

1 sedano

1 cipolla

1 spicchio di aglio

1 bicchiere di vino rosso

2 bicchieri di brodo

1 bicchiere di passata di pomodoro

Olio evo, sale, pepe q.b.

Erbe aromatiche q.b. (rosmarino, alloro, timo ecc.)

***

In una padella con poco olio, preparare il soffritto con la carota, il sedano, la cipolla e l’aglio tritati. Aggiungere i bocconcini di carne e la salsiccia tagliata a pezzi, salare, pepare e rosolare a fuoco vivace poi, sfumare con il vino rosso. Lasciar evaporare il vino e coprire con il brodo caldo, aggiungere le erbe aromatiche e la passata di pomodoro. Lasciar cuocere a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto per almeno un’ora. Pelare e lavare le patate, tagliarle a tocchetti ed aggiungerle alla carne. Lasciar cuocere sino a quando saranno morbide, eventualmente aggiustare di sale. Servire caldo.

Paperita Patty

Il Caffè Mulassano celebra i 100 anni del tramezzino

TORINO 1926 – 2026

Dai tramezzini stellati del centenario al ritratto di Angela, dal cibo come valore identitario al contest con i giovani dell’alberghiero, ecco alcune novità promosse dal Caffè Mulassano per celebrare il centenario.

  
Il Caffè Mulassano di Torino celebra i 100 anni del sandwich più famoso e copiato al mondo, creato nel 1926 da Angela Demichelis Nebiolo conosciuta come “La Signora del Mulassano”. Sotto i portici di Piazza Castello dal 1879, scrigno di bellezza e di storia, il Caffè Mulassano promuove una serie di iniziative culturali e gastronomiche per esaltare la bontà e la versatilità del tramezzino, un piccolo ma grande snack amato da tutti, che nei suoi cento anni è stato reinventato ovunque in mille gusti, farciture e preparazioni.

Nell’anno in cui si celebra l’anniversario il famoso locale torinese che per primo nella storia ha offerto il tramezzino dedica un tributo ad Angela Demichelis Nebiolo, pioniera dell’importazione del gusto e delle mode americane nel primo Novecento.

Angelina è una donna italiana straordinaria per il suo tempo, una figura femminile che sarebbe da inserire nella storia delle donne del Novecento per le sue iniziative e la sua personalità. A quindici anni parte per Detroit dove sposa Onorino Nebiolo e con lui condivide anni di gestione di ristoranti e locali negli Stati Uniti. È una delle prime donne in assoluto a prendere la patente e a guidare una macchina. Una donna caparbia e intraprendente che ha vissuto in pieno il periodo del proibizionismo negli States.

Nel 1926 Angelina, con Onorino e i suoi due figli, Felice e Gloria, rientra in Italia, uno dei pochi casi di emigrante al contrario, proprio negli anni in cui i flussi dall’Italia verso gli Stati Uniti erano notevoli. È un’italiana che torna da Detroit a Torino, un’imprenditrice del mondo che oggi chiamiamo food & beverage e che crea un modello nuovo di “fast food” mutuato dal “toast” americano, pure quest’ultimo importato dall’imprenditrice piemontese. Angela seppe stupire la città sabauda con quei “paninetti” che Gabriele D’Annunzio battezzò col nome di “tramezzini”.

La Signora del Mulassano capisce che il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto, non può fermarsi al “toast”, pure molto apprezzato, anche perché il toast è realizzato con il pane riscaldato, e dunque limita l’utilizzo di molti ingredienti, così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come i celeberrimi tramezzini con la bagna cauda o il tartufo, tra i più apprezzati anche cento anni dopo.

Il tramezzino gourmandise, è un prodotto identitario del Caffè Mulassano, nasce come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth, altro prodotto identitario del Caffè Mulassano, tant’è che l’attività della ditta Mulassano comincia nella seconda metà dell’800 con l’apertura di una bottiglieria in via Nizza, e prosegue nel 1907 con l’apertura del Caffè sotto i portici di piazza Castello dov’è tutt’ora. Quest’anno, tra l’altro, ricorrono 240 anni dalla creazione del Vermouth, liquore che sta conoscendo una forte fase di rinascita, sempre più richiesto nel mondo della mixology ma anche liscio.

Il Caffè Mulassano, che fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte, quale custode di questa bella storia promuove da aprile a settembre 2026 una serie di iniziative volte a raccontare, celebrare e reinventare il panino farcito per eccellenza.

Nasceranno in tre momenti diversi i tramezzini del centenario dedicati a quelle tre persone che ne hanno fatto la storia: “Angelina” in primis, omaggio alla sua creatrice, “D’Annunzio” dedicato al poeta che ne decretò il nome e “Nebiolo’s” dedicato a Onorino ma che vuole ricordare attraverso il genitivo sassone la loro vicenda d’oltreoceano con il locale “Nebiolo Cafè Dine e Dance” di Detroit, Nebiolo ricorda, inoltre, uno dei migliori vini piemontesi (pur con una b mancante).

Tre chef stellati si dedicheranno alla creazione di una farcitura speciale per questo importante anniversario, ognuno dedicando la propria creazione ad una singola figura. Le creazioni rappresenteranno l’essenza di quella “torinesità” e “piemontesità” che ha fatto da cornice a questa storia di gusto che, partendo da una cultura d’oltreoceano, ha raccontato come poche altre il genio della cultura alimentare italiana, oggi felicemente nominata Patrimonio Unesco. Le tre nuove creazioni saranno presentate al pubblico e alla stampa una al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 al Caffè Mulassano alla presenza degli Chef che racconteranno la loro creazione per il centenario.

Oggi esiste solo una piccola targa che ricorda come nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino. Ma per il centenario uno dei più grandi ritrattisti italiani viventi realizzerà un ritratto di Angela che verrà collocato permanentemente all’interno del Caffè Mulassano accolto tra i suoi straordinari arredi storici. L’opera verrà svelata e presentata nel mese di giugno

A settembre lo scrittore e biografo di Angela, che ha raccolto tutta la storia de “La Signora del Mulassano” raccontandone vicende e aneddoti “tra whisky e tramezzini da Detroit a Torino”, incontrerà il pubblico per far conoscere ancor più e ricordare questa donna straordinaria.

In un compleanno come questo, dove si celebrano i cento anni di un prodotto che nella sua semplicità ha saputo conquistare il mondo, il Caffè Mulassano promuove un contest dedicato ai giovani dell’Istituto Alberghiero di Torino, che saranno coinvolti in una discussione creativa insieme ai loro Docenti sul valore del cibo come prodotto identitario e come spazio per la libera creatività. Anche i giovani si cimenteranno nella creazione di nuove farciture e nuove creazioni in una gara libera sul gusto torinese e piemontese tra passato e futuro. Questo appuntamento si svolgerà a settembre e chiuderà le iniziative del Caffè Mulassano per il centenario del tramezzino.

Mi ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” esclamò un giorno D’Annunzio in visita al Mulassano. È quello che tutti i giorni clienti abituali e turisti da ogni parte del mondo ripetono seduti su quegli stessi tavolini dove, nel tempo, si fermavano Achille Mario Dogliotti, Luigi Spallanzani, Italo Cremona, Macario, Mario Soldati e Gianandrea Gavazzeni.