LIFESTYLE

Risotto classico agli asparagi

Gli asparagi ortaggi pregiati protagonisti della primavera, teneri germogli che simboleggiano il risveglio della natura, poche calorie, ricchi di sali minerali hanno proprieta’ disintossicanti, diuretiche ed antiossidanti. Il risotto agli asparagi e’ un primo delicato e raffinato generalmente realizzato con asparagi verdi, un grande classico della nostra cucina.

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Ingredienti

300gr. di asparagi

200gr. di riso

40gr. di burro

30gr. di parmigiano grattugiato

1 scalogno

Brodo vegetale q.b.

½ bicchiere di vino bianco secco

Sale, pepe, q.b.

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Pulire e lavare gli asparagi poi tagliarli a tocchetti. In una larga padella sciogliere 20gr. di burro, rosolare lo scalogno finemente affettato, aggiungere il riso e lasciar tostare per qualche minuto poi, sfumare con il vino bianco. Aggiungere gli asparagi, mescolare, salare, pepare e poco alla volta bagnare con il brodo vegetale sino a cottura (circa 20 minuti). Togliere dal fuoco, mantecare con il burro rimasto, il parmigiano e servire subito.

Paperita Patty

Scrivere a mano

GLI EFFETTI POSITIVI DI USARE CARTA E PENNA   E’ vero, scrivere al computer è comodo, veloce e pratico. Si digita con dinamicità, si corregge premendo un comando senza lasciare traccia dell’errore, si può salvare in diverse versioni, stampare e inviare con pochi click, tutto questo è innegabilmente efficiente e per certi versi insostituibile.

L’uso frequente della tecnologia e dei nuovi codici lessicali però, per quanto funzionanti ed efficaci, ha contribuito all’impoverimento della scrittura, della nostra bella lingua, della comunicazione in genere. Abbreviazioni, linguaggio contratto, emoticon che sostituiscono interi concetti, opinioni e pensieri, costituiscono un vero e proprio imbarbarimento del nostro vocabolario e dell’intera modalità espressiva.

Sarebbe opportuno quindi fare una riflessione sull’importanza che il recupero della scrittura con la penna, in corsivo soprattutto, potrebbe avere, senza con questo sottovalutare i vantaggi assicurati dai moderni strumenti di composizione.
La psicologia si è occupata in maniera approfondita del linguaggio e della scrittura ed è grazie a vari studi ed analisi che sono venuti alla luce i differenti benefici e facoltà della scrittura manuale. E’ provato infatti che usare la penna per la redazione di documenti, appunti o diari coinvolge diverse aree del cervello che coordinano la componente sensoriale e percettiva con il movimento grafico integrando così sensazioni e controllo delle azioni e del pensiero; al contrario queste aree cerebrali non vengono implicate nella digitazione attraverso la tastiera e il gesto, meramente automatico, risulta impersonale e standardizzato.
La memoria grazie alla scrittura manuale migliora indiscutibilmente, si esercita. Chi prende appunti utilizzando la penna, a causa dell’impossibilità di annotare tutto ciò che viene detto, sviluppa sensibilmente la capacità di elaborazione e di sintesi e stimola il potenziamento di quel processo atto alla raccolta di concetti e nozioni di rilievo, in sostanza quelli più importanti da ricordare. Anche l’apprendimento trae benefici grazie all’utilizzo di carta e penna, soprattutto quello dei bambini. Scrivere manualmente è infatti quella attività che permette di trasformare le idee ed il pensiero in segni concreti, di veicolare gli stati d’animo, di liberare la creatività ed entrare in contatto con le nostre emozioni. Secondo le neuroscienze, nel momento in cui l’idea astratta diviene parola scritta si attivano diverse aeree corticali del cervello che favoriscono i processi cognitivi mentre tutto ciò avviene in misura decisamente minore nella scrittura tecnologica. Inoltre i bambini che scrivono di più sanno leggere meglio.
Mettere le parole su carta, infine, ha un valore terapeutico. Scrivere di getto emozioni, stati d’animo, ansie, paure o ricordi permette di riviverli con il giusto distacco, di rielaborarli, di farli emergere per osservarli da una angolatura nuova, esterna e distolta. Mettere nero su bianco sentimenti e pensieri negativi è un modo per alleggerire pesanti zavorre interiori, riprendere fiato e ritrovare il buon umore. Compilare un diario permette di conoscersi a fondo, consente di accedere alla propria intimità e aprire un dialogo con se stessi senza censure e senza filtri, uno spazio privato dove affiora la propria realtà interiore.

Oltre ai numerosi benefici psicologici e cognitivi, utilizzare carta e penna per formulare le nostre comunicazioni ha un valore e un significato estetico, di stile e persino romantico. E’ vero che attraverso i nuovi strumenti di messaggistica possiamo scrivere senza sosta, esprimere il nostro stato e i nostri desideri senza limitazioni, ma nulla può sostituire la grazia, il garbo e lo spirito appassionato di un biglietto scritto a mano, in corsivo. Utilizzare la carta, scrivere e dedicare pensieri in calligrafia trasforma un gesto in una piccola opera, conferisce personalità e poesia ad una azione resa sin troppo uniforme e fredda da quella tastiera che ci segue ovunque.

Maria La Barbera

Miele e fiori protagonisti a Moncalieri

Sabato 11 e domenica 12 aprile prossimi Moncalieri ospiterà la terza edizione di Florì, la mostra mercato delle eccellenze florovivaistiche del territorio, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II , e la seconda edizione  di Miel’è,  il Salone del Miele del Piemonte, all’interno dell’elegante Collegio Carlo Alberto.

La primavera prende casa a Moncalieri in un weekend ricco di profumi, di colori e sapori della natura.  Florì e Miel’è sono due iniziative nate dalla collaborazione  tra il Comune di Moncalieri e Orticola del Piemonte, che si svolgeranno in contemporanea per offrire ai partecipanti una due giorni dedicata alla bellezza, al relax, ma anche all’approfondimento e alla cultura green. Per quest’anno molto importante il contributo di Slow Food, che prenderà parte in modo attivo ad entrambe le manifestazioni con i propri produttori.

Giunta alla sua terza edizione, la mostra-mercato  a ingresso libero Florì ( con apertura dalle 9.30 alle 19 entrambi i giorni) porterà nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II le eccellenze florovivaistiche, agroalimentari, ma anche sociali del territorio di Moncalieri, da sempre ricco di tradizione nel settore.
Saranno circa venti gli espositori tra florovivaisti, artigiani e produttori agricoli a km. zero che, attraverso  le loro proposte naturali, faranno scoprire o riscoprire le numerose realtà locali impegnate quotidianamente sul territorio, un patrimonio importante che merita di essere promosso e valorizzato.
Girando tra i banchi in piazza Vittorio Emanuele II, gli amanti dei fiori e delle piante e anche i semplici curiosi, potranno ammirare e acquistare piante ornamentali da interno e piante fiorite da giardino, orchidee e begonie, aromatiche e piante da orto, ma anche collezioni  di rose e alstroemerie, cactus e succanchee.
Oltre all’esposizione e vendita, i vivaisti saranno disponibili per fornire preziosi consigli su tecniche di coltivazione, metodi di giardinaggio fai da te e segreti per prendersi cura del verde, coinvolgendo appassionati e neofiti.
Non ci saranno solo piante e fiori, ma anche proposte agroalimentari come nocciole, confetture, spezie, biscotti, crostate a base di fiori e birra.

La natura sarà  grande protagonista anche presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, gioiello architettonico dell’Ottocento che, nelle sue auliche sale, ospiterà la seconda edizione di Miel’è, aperto dalle 10 alle 18 entrambi i giorni, il primo Salone del miele del  Piemonte che torna nella cittadina piemontese dopo il grande successo di pubblico registrato lo scorso anno.
Un vero e proprio tuffo nel mondo del miele, prodotto naturale al 100 per 100, che sarà  possibile conoscere grazie alla presenza dei migliori produttori del territorio piemontese, attraverso degustazioni guidate, abbinamenti gastronomici e laboratori di approfondimento.
Miel’è vuole essere innanzitutto una mostra- mercato con esposizione e vendita grazie alla presenza di una trentina di produttori di miele che metteranno in mostra le proprie delizie, dal rinomato miele di castagno al delicato miele di acacia,  fino al MIllefiori  delle Valli Alpine e a moltissime altre varietà,  tutte da assaporare.
Il miele sarà il protagonista di saporiti e sorprendenti abbinamenti , in collaborazione con produttori artigiani di altre tipicità locali. Potrà essere degustato in abbinamento al lardo  e ai formaggi, al pane e al burro e alle tonistine ma sarà  anche un goloso ingrediente per caramelle e  yogurt fino al gelato.

Non mancherà poi la sezione culturale per scoprire gli infiniti mondi che esistono dietro a un prodotto così genuino e solo all’apparenza semplice come il miele. Gli esperti guideranno il pubblico attraverso vari approfondimenti, da quello puramente gastronomico a quello della salute, da quello più scientifico con l’Agenzia delle Dogane  fino ai curiosi aspetti psicologici grazie alla presenza dello psicologo delle api.
Il biglietto a Miel’è, al costo di 12 euro, permette di visitare la mostra mercato e garantisce la possibilità di assaporare sei diversi sostanziosi assaggi di miele abbinato ad altri prodotti del territorio, oltre a una bevanda.

Mara Martellotta

È possibile avere maggiori informazioni sulle due manifestazioni visitando il sito web www.orticolapiemonte.it  e www.visitmoncalieri.it

Tony Ferrara, oltre il lavoro il gusto della vita

Tra numeri e sapori, la misura di un uomo

Ci sono uomini che costruiscono aziende, grandi aziende…E poi ci sono uomini che, senza smettere di farlo, costruiscono anche bellezza.

Stiamo parlando di Tony Ferrara, imprenditore torinese della Schelling (metalli).

La sua storia nasce da lontano, da una famiglia umile, dove il valore delle cose non si misurava nel possesso ma nella dedizione. Nulla gli è stato regalato, se non quell’educazione silenziosa, fatta di rispetto, sacrificio e osservazione.

Da lì è così partito il suo percorso: determinato, concreto, capace di trasformarlo in uno dei nomi che a Torino si pronunciano con una certa naturalezza, quasi come se fosse stato sempre lì, tra i “miti” discreti della città ma senza mai atteggiarsi a tale.

Perché la sua cifra è proprio questa : l’assenza di ostentazione.

Tony Ferrara non ha bisogno di dimostrare, non cerca il riflettore su ciò che fa ed è forse proprio questo che lo rende credibile.

Eppure, accanto al grande imprenditore, vive un’altra identità. Più intima, più delicata, più libera. Quella dello “Chef” per passione.

Non è un gioco né un passatempo superficiale per lui . E’ una ricerca. Una dedizione che lo ha portato a conoscere la cucina Italiana in profondità, nei suoi segreti più autentici, nella sua cultura più appropriata e quindi nei gesti tramandati e nei dettagli che fanno la differenza tra il cucinare e il creare.

In questo percorso ha avuto accanto fin da subito uno sguardo importante, quello di Bob Noto, maestro del gusto e della curiosità gastronomica, uno dei più grandi gourmet e collezionisti gastronomici italiano, conosciuto a livello internazionale per la sua ricerca ossessiva della qualità.

Ha creato una delle più importanti collezioni al mondo di menu e documenti legati alla ristorazione, con migliaia di pezzi storici provenienti da ristoranti iconici. Questa raccolta è considerata un vero e proprio patrimonio culturale della gastronomia, perché racconta l’evoluzione del gusto nel tempo.

Non era uno chef, ma un “custode del gusto”: frequentava i migliori ristoranti del mondo e aveva una cultura gastronomica vastissima, diventando un punto di riferimento per chef e appassionati.

Ed è proprio Bob Noto che ha riconosciuto in Tony Ferrara non solo talento, ma sensibilità.

E non è un caso che il percorso di Tony si sia intrecciato con quello di Bob. Ad entrambi si accomuna un’anima profonda e un cuore generoso, capaci di riconoscersi in una stessa visione : quella di chi mette al centro il piacere di dare prima ancora di quello del ricevere. Un connubio naturale quindi, fatto di sensibilità e autenticità, lontano da ogni logica di competizione o di puro business, dove il gusto diventa soprattutto un atto di autentica condivisione.

Ed è così, tra una riunione e una decisione strategica lavorativa ufficiale, che per Tony si apre un altro mondo. Un mondo fatto di profumi, tempi lenti, armonie, sapori, ricerca raffinatissima della materia prima, dalla quale lui ne estrae il suo principio , semplice ma assoluto, segreto assolutamente fondamentale capace di far la differenza.

Perché è li che per lui nasce tutto. Non solo quindi nei virtuosismi, non solo nelle tecniche, ma nella qualità autentica di ciò che si sceglie.

Rispettare quindi l’origine (come racconta Tony Ferrara) , esaltarla senza tradirla, lasciando che sia la semplicità, quando è eccellente, a fare la differenza.

C’è poi l’eleganza del gesto finale. Quella capacità di comporre il piatto come fosse una tela, dove ogni elemento trova il suo posto con armonia e misura. Non è solo cucina quindi, è uno sguardo estetico quello di Tony, che fa si che gli ingredienti diventino colori capaci di trasformare equilibrio, affinché il piatto diventi, prima ancora di essere mangiato, un piccolo quadro da contemplare.

Inoltre, dice Tony Ferrara, c’è un ritorno, quasi naturale alla storia della cucina italiana, perché dopo aver inseguito per anni la contemporaneità e le sue stranezze, sta ritrovando una via più autentica, più essenziale e lui lo ha sempre saputo : non servono troppi artifici per stupire, né eccessi per convincere. Basta partire da ciò che conta davvero e quindi dalla base del gusto trasformata con rispetto in meraviglia. Perché la vera eccellenza non ha bisogno di effetti speciali ma solo di verità.

Ai suoi fornelli non si entra per essere semplici spettatori, ma per essere coinvolti. Le cene tra amici , i corsi di cucina nel contesto raffinato ma informale del golf club “I Roveri” alla Mandria, diventano momenti in cui accade qualcosa di più del semplice “mangiare bene”.

Si crea un’atmosfera, si accende una curiosità, si trasmette una cultura….perchè lui non cucina per stupire ma per condividere. E nella condivisione c’è un gesto raro : il dono.

Molto spesso a questa dimensione si unisce un’altra passione, quella per la musica. E allora tutto si completa. Il ritmo entra nei piatti, le note accompagnano i sapori e le serate diventano un’esperienza che coinvolge i sensi….e in modo quasi impercettibile anche qualcosa di più profondo.

Ed è qui che si comprende il vero valore delle passioni. Non come lusso accessorio, ma come necessità dell’anima.

Le passioni non sono un’evasione dal lavoro, ma sono ciò che lo rende umano. Sono il punto in cui l’efficenza lascia spazio alla verità, dove il fare si trasforma in sentire.

Chi ha la fortuna di incontrare persone così dovrebbe fermarsi un attimo osservando e imparando.

Perché in un tempo in cui tutto corre e tutto si misura, esistono ancora individui come Tony Ferrara capaci di fermarsi per creare bellezza, senza un tornaconto, senza una strategia…ma solo per il piacere di farlo e di regalarlo.

Forse è proprio questo che rende indimenticabili personaggi così. Non per ciò che fanno per sé ma per ciò che accade agli altri grazie a loro.

E poi accade qualcosa che sorprende ogni volta. A quelle tavole, tra amici o in qualche serata nel suo Club, gli sguardi cambiano, si fanno attenti, quasi increduli. I piatti arrivano e parlano da soli : equilibrio, grande tecnica, eleganza, anima. E in quell’istante ci si dimentica di tutto il resto. Non si vede più quindi l’imprenditore, si vede uno chef. Uno di quelli veri.

E allora nasce lo stupore e ci si chiede : possibile che tutto questo non sia il suo mestiere ? Possibile che tanta maestria, tanta sensibilità, tanta precisione appartengano a qualcuno che, nella vita, fa altro ?

Quindi, proprio grazie a tutto questo che nasce la grande differenza. Nel fatto che ciò che per molti è professione, per lui è verità. E forse il segreto è tutto qui….quando la passione è autentica, supera il ruolo, supera il titolo, supera persino le definizioni e diventa semplicemente “grandezza”.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Swinging Mind: il cervello musicale tra performance, apprendimento e benessere

14 aprile, nella sala del Conservatorio “Verdi” di Torino

Abbracciando l’universo della mente in ogni sua dimensione, la musica esercita da sempre un fascino profondo nei confronti delle neuroscienze: basti pensare al continuo dialogo tra percezione e azione durante la performance musicale, ai processi di neuroplasticità che sostengono l’apprendimento e il consolidamento dell’expertise, o ai meccanismi di risonanza sensori-motoria che permettono una coordinazione efficace all’interno di un ensemble.

Il presente seminario si propone di esplorare i principali substrati neurofisiologici della percezione e dell’esecuzione musicale, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di integrazione sensorimotoria, alla memoria e al linguaggio. Comprendere come il cervello organizza, predice e controlla l’esperienza musicale rappresenta un passaggio fondamentale non solo per affinare la qualità della performance, ma anche per promuovere il benessere psicofisico del musicista.

Attraverso la scoperta delle basi neurali dell’esperienza musicale, i partecipanti saranno accompagnati verso una pratica musicale più consapevole, sana e integrata, ampliando al contempo i propri orizzonti espressivi e artistici.

“La Primo School”: percorsi gratuiti di “formazione ambientale”

A Monterosso Grana e a Pradleves (Valle Grana), un percorso formativo rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 30 anni

Iscrizioni fino a martedì 28 aprile

Monterosso Grana /Pradleves (Cuneo)

Non c’è dubbio. Il tema è di strettissima attualità, soprattutto se indirizzato ad una larga platea di giovani cui affidare in buone mani (se le mani e i programmi sono “buoni”) il futuro destino del Pianeta e dell’Umanità. E proprio a loro, in età compresa tra i 18 e i 30 anni, si rivolge “La Primo School”, il “percorso formativo” di sette giornate in programma da lunedì 1 a domenica 7 giugno a Monterosso Grana a Pradleves (nella cuneese Valle Grana), organizzato “per favorire un processo di sensibilizzazione, scambio di competenze e connessione tra giovani attivi nelle tematiche ambientali, con particolare riguardo al contesto montano”. Dalla “biodiversità” all’“astronomia”, l’iniziativa offre quattro percorsi gratuiti comprensivi di lezioni, vitto e alloggio per altrettanti “under 30”, oltre a quattro posti aggiuntivi con partecipazione alle attività sempre a titolo gratuito, ad esclusione delle spese di vitto e alloggio che saranno interamente a carico del fruitore.

Curato dall’Associazione la “Cevitou|Ecomuseo Terra del Castelmagno”, all’interno di “Valle Grana Cultural Village”, il progetto è promosso dai Comuni di “Monterosso Grana” e “Pradleves”, finanziato tramite fondi “NextGenerationEU” e gestito dal “Ministero della Cultura” nell’ambito del “PNRR”. La domanda di partecipazione, da inoltrare entro martedì 28 aprile, corredata di “modulo di iscrizione”, breve “lettera motivazionale” e “curriculum vitae formato europeo”, dovrà essere inviata all’indirizzo e-mail expa.terradelcastelmagno@gmail.com. Il regolamento di iscrizione è consultabile e scaricabile dal sito www.vallegranaculturalvillage.it. Il regolamento di iscrizione è consultabile e scaricabile dal sito www.vallegranaculturalvillage.it.

“La creazione e la sperimentazione de ‘La Primo School’ – sottolineano Stefano Isaia e Ivano Giordano, rispettivamente sindaco di Monterosso Grana e Pradleves – vuole permettere ai giovani del territorio, italiani o di altre nazionalità, di conoscere le peculiarità del territorio dei Comuni promotori, attraverso uno scambio di competenze tra i residenti, gli operatori culturali e produttivi ed i formatori scientifici, per capire l’importanza della sostenibilità ambientale e dell’ecologia del territorio in relazione agli aspetti economico – turistici di una zona montana sita in aree marginali”. Le iniziative previste avranno luogo negli stessi Comuni di Monterosso Grana e Pradleves e varieranno tra “lezioni frontali” tenute da esperti del settore, “laboratori pratici” con personale qualificato e “momenti informali” di scambio di competenze, riflessioni ed approfondimenti sul territorio. Nello specifico, il programma comprende “lezioni tematiche” dedicate alla biodiversità, alla botanica ed all’astronomia, con presentazione di alcuni elementi fondamentali e con particolare attenzione al territorio della Valle Grana.

Tra i “formatori”, ricordiamo in particolare Chiara Ferracini, docente presso il “Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari” dell’Ateneo torinese, Alberto Cora, collaboratore dell’“Osservatorio Astrofisico (INAF – OATo)” di Torino e Renato Lombardo, medico ed esperto di “Botanica”. Non mancherà anche uno scambio con gli “apicoltori” della Valle Grana che condurranno i partecipanti alla scoperta di tutto ciò che si cela dietro il loro lavoro.

Per info: tel. 329/4286890

g.m.

Nelle foto: “La Primo School”, immagine di repertorio e una Cometa fotografata dagli Astrofili dell’“Associazione Astrofili Bisalta Aps” di Chiusa di Pesio (Cuneo)

Neuromania. La verità, vi prego, sul cervello 

In libreria il libro di Albert Moukheiber per fare ordine tra ciò che è vero e ciò che è falso sul cervello. 

 

Dopo il grande successo riscosso in Francia e in molti paesi europei, è disponibile anche nella traduzione italiana Neuromania. La verità, vi prego, sul cervello il libro scritto dal giovane neuroscienziato e divulgatore Albert Moukheiber e pubblicato nel nostro paese dalla Espress Edizioni.

Rendendo accessibili gli studi più recenti, Albert Moukheiber dà ai ricercatori, ma anche a tutti gli appassionati di neuroscienze,  la possibilità di esprimersi e di fare ordine tra ciò che è vero e ciò che è falso nel discorso sul cervello.

 

Oggi, infatti, quasi tutto sembra essere spiegato dal cervello: La nostra felicità, le nostre emozioni, le dipendenze, le paure, le convinzioni, le nostre prestazioni e la nostra capacità di cambiare, a livello individuale e collettivo.
Ma questa «neuromania» ha un prezzo: banalizzazioni, approssimazioni e persino falsità. Non è possibile ridurre tutti i problemi all’individuo al suo cervello né si può far dire alle neuroscienze e alle scienze cognitive ciò che non possono dire.
Attraverso Neuromania, si fa quindi ordine nel marasma di informazioni e capitolo dopo capitolo, si approfondiscono le varie tematiche anche alla luce della nascita dell’intelligenza artificiale e si pone fine alle visioni semplicistiche che troppo spesso animano il dibattito medico, ma anche sociale.

 

CONTENUTI DEL LIBRO

  • Parte I – Breve storia del cervello
    Il metodo cartesiano, la frenologia, la teoria dei due cervelli, la teoria dei tre cervelli, l’analogia cervello-macchina e la promessa dell’IA.
  • Parte II – Quando la scienza cognitiva è usata come strumento di sviluppo personale
  • Che cos’è l’io, test di personalità, la neuroplasticità, la legge dell’attrazione, eccesso di responsabilità e burn out.
  • Parte III – La complessa bellezza del cervello
  • Parte IV – Io non sono solo il mio cervello
    Mettere fine alla visione riduzionista del dolore, a una visione riduzionista del farmaco e delle malattie psichiatriche. Porre fine a una visione semplicistica del nostro stato psicologico, a una visione semplicistica della dipendenza
  • Parte V – Quando la politica sfrutta la scienza cognitiva
    Le neuroscienze possono prevedere il vostro voto? Fake news e pregiudizi cognitivi

 

L’AUTORE: ALBERT MOUKHEIBER

ALBERT MOUKHEIBER è dottore in neuroscienze e psicologia clinica, ed è un divulgatore molto noto in Francia. È l’autore di un saggio di successo, Votre cerveau vous joue des tours (Allary Éditions, 2019) che è diventato un documentario sul canale televisivo Arte ed è stato tradotto in 12 lingue.

 

IL LIBRO: NEUROMANIA. LA VERITA’, VI PREGO, SUL CERVELLO

Formato: 14X21,5

Pagine: 224

Prezzo: 17 euro

ISBN: 979-12-80134-79-0

 

ESPRESS EDIZIONI

Marchio di Capricorno Espress Edizioni, Espress edizioni vuol dire conoscenza accessibile a tutti. Crediamo nella divulgazione del sapere e vogliamo dare spazio alle nuove frontiere della scienza per sostenere la circolazione delle idee.

 

 

Carmagnola, 36esima edizione di Ortoflora & Natura

Sabato 11 e domenica 12 aprile, dalle 9 alle 19.30, a Carmagnola, nei giardini del Castello, si terrà la 36esima Mostra Mercato Regionale del settore florovivaistico ed orticolo, dal titolo “I Giardini delle Arti”. Si tratta di una delle rassegne più importanti in Piemonte per quanto riguarda le produzioni del settore florovivaistico ed orticolo, con attrezzature e arredi da orto e da giardino. In ampi spazi del centro città, i visitatori troveranno stand e aree con espositori provenienti da tutto il Piemonte, dalla Liguria, Lombardia e Sicilia, degustazioni di prodotti locali, il contest peperone urbano, laboratori e intrattenimenti vari per grandi e piccini con rievocazioni storiche, performance teatrali e musicali, un’esibizione di rapaci in volo, mostre fotografiche, incontri con autori e case editrici. Previsto anche il mercatino dell’ingegno e dell’artigianato, il mercato ambulante domenicale e il tradizionale Mercantico, oltre a mostre d’arte e attività culturali dei palazzi del centro storico.

In collaborazione con Turismo Torino e Provincia, sabato 11 aprile è in programma “Gravel. Di Fiore in Fiore” , una pedalata cicloescursionistica che, partendo da Torino, raggiungerà Carmagnola attraverso l’Oltrecollina torinese, con tappe gastronomiche e florovivaistiche.

Mara Martellotta

La Domenica in Dispensa”: Il nuovo format dedicato al piacere della convivialità

Il primo appuntamento domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”

Dispensa non è soltanto un luogo dove bere o mangiare: è uno spazio vivo, che si nutre delle persone che lo attraversano. Di chi passa, di chi resta e di chi torna. Un ambiente in cui tre anime convivono senza confini rigidi – enoteca, cocktail bar e gastronomia – intrecciandosi in esperienze sempre nuove.

Da questo spirito prende forma il calendario eventi di Dispensa: un palinsesto che crede nella contaminazione e nel multidisciplinare, dove vino, spirits, arte, musica, editoria, fotografia e convivialità dialogano tra loro. Ogni appuntamento è pensato per essere una conversazione aperta in cui Dispensa si afferma non solo come contenitore, ma come attivatore di connessioni.

All’interno di questa visione nasce  “La Domenica in Dispensa”, un nuovo format mensile dedicato al piacere più autentico della tavola, costruito intorno a una proposta semplice e immediata: piatti iconici, comfort food e abbinamenti fuori dagli schemi.

Un appuntamento al mese, fino all’estate, pensato per un pubblico trasversale e orientato al piacere della tavola, senza sovrastrutture. Il format punta su un approccio dichiaratamente godereccio, in cui il cibo diventa protagonista insieme a pairing non convenzionali, capaci di sorprendere senza perdere accessibilità.

Tre appuntamenti, una sola regola: arrivare affamati.

Il primo appuntamento è in programma domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”.  Un omaggio al comfort food, reinterpretato con stile, in cui la tradizione della pasta fresca incontra il mondo vibrante delle bevande rifermentate, tra artigianalità e sperimentazione.

Protagonista della giornata sarà la pasta fresca ripiena, proposta in tre varianti realizzate in casa il giorno stesso dallo chef Ruan Da Costa insieme a Stefania Manzi, sfoglina con esperienza nel pastificio della famiglia Alciati (Guido Ristorante).

Le proposte saranno disponibili sia singolarmente, con pairing incluso, sia in formula degustazione.

In abbinamento, i rifermentati di Vecchio Consorzio, progetto nato nelle colline piacentine da Massimiliano Croci e Pietro Gazzola, che lavora su una produzione artigianale legata al territorio.

 

Gli eventi sono prenotabili telefonicamente al numero 011 060 1894 oppure online:
https://dispensagalleriasubalpina.superbexperience.com/

È previsto anche accesso senza prenotazione fino a esaurimento disponibilità.

Il calendario prosegue con:

  • 24 maggio – Hot Dog & Champagne: un incontro sorprendente tra street food e bollicine d’eccellenza
  • 14 giugno – Onigiri & Sakè: un viaggio essenziale e raffinato nella cultura gastronomica giapponese