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“Menopausa in salute”, a Torino il libro della dottoressa di Pace

Torino, Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.00 la Libreria Il Libraccio di Torino, in Via Ormea 134/b, ospita l’incontro con la Dottoressa di Pace per la presentazione del suo nuovo libro “Menopausa in Salute”, pubblicato da Sonzogno Editori Un appuntamento dedicato a tutte le donne, e non solo, che vogliono affrontare la menopausa con consapevolezza, serenità e strumenti pratici. Nel suo libro, la Dottoressa di Pace unisce approccio medico e sguardo olistico: dai cambiamenti fisici a quelli emotivi, dall’alimentazione al benessere psicofisico, fino a come mantenere energia, autostima e qualità della vita in questa fase. “Menopausa in Salute” nasce con l’obiettivo di sfatare tabù e fornire informazioni chiare, senza allarmismi, per vivere il cambiamento come un passaggio di forza. Durante la serata la Dottoressa dialogherà con il pubblico, racconterà come è nato il libro e risponderà a domande e curiosità. A seguire firmacopie. Interviene: La Dottoressa di Pace – autrice di _Menopausa in Salute_, Sonzogno Editori Dialoga con l’autrice: Gian Giacomo Della Porta del quotidiano il Torinese.it


Quando: Venerdì 12 giugno 2026, ore 18.00

Dove: Libreria Il Libraccio Torino – Via  Monginevro 55,  Torino

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Scoprire la statua del San Carlone con una visita guidata

Domenica 31 maggio sarà possibile 

Nel mese di maggio, la statua di San Carlo Borromeo, chiamata affettuosamente dai locali “San Carlone”, torna ad accogliere i visitatori con un calendario di visite guidate a cura di Archeologistics, che permettono di seguire da vicino uno dei simboli più rappresentativi del lago Maggiore. Archeologistics è un’impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni culturali e che gestisce la statua tramite la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del luogo. Le visite offrono un’occasione per approfondire la figura di San Carlo Borromeo, nato ad Arona, e per ripercorrere la storia della statua seicentesca a lui dedicata.

Il percorso guidato accompagna i visitatori alla scoperta delle origini del progetto e delle particolarità costruttive del monumento, fino a vivere l’esperienza unica della salita al suo interno. La statua, alta oltre 35 metri e collocata su una collina che domina il lago, rappresenta una delle opere monumentali più importanti del suo tempo. La sua struttura cava e il sistema interno di scale consentono, infatti, di salire fino alla testa per raggiungere punti panoramici di grande suggestione, con una vista privilegiata sul lago Maggiore e sul territorio circostante. La visita guidata si terrà il 31 maggio alle ore 14, la durata della visita è di un’ora e mezza. Il ritrovo è in piazzale San Carlo, ad Arona, in provincia di Novara.

Costi visita e biglietto ingresso: intero 13 euro – ridotto 8 euro per ragazzi dai 6 ai 16 anni – euro 5 per persone con disabilità, tesserati e abbonamento Musei Piemonte. La prenotazione è obbligatoria su www.archeologistics.it.

Mara Martellotta

Il re di Superga

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L’indizio, ricostruito nella sua interezza assemblando come in un puzzle in sei frammenti , era abbastanza chiaro: “Fu nicola re di Su perga”. Strano, pensò Aurelio, mostrandosi perplesso. Il gerarca invece, parlando ad alta voce e tormentandosi il pizzetto che incorniciava il mento, esclamò: “Chi sarà mai questo Nicola? Probabilmente un nobile, imparentato con i Savoia, oppure di qualche altra casata che ha avuto in eredità o come riconoscimento per qualche servigio, il titolo di re di Superga

Aurelio Gaspertelli, di professione avvocato, si considerava un principe del foro ma chi ben lo conosceva non esitava a definirlo piuttosto un azzeccagarbugli. Frequentando un certo ambiente a Torino, facendo leva sulle doti oratorie che non gli difettavano, Aurelio era noto anche per un’altra passione: la ricerca storica locale. Leggeva antiche carte e polverosi volumi, impegnandosi in minuziose ricerche tese a  svelare i tanti misteri di Torino, la sua città.  Una storia, quella della capitale sabauda, che si estendeva per più di due millenni, dagli insediamenti dei Taurini all’epoca romana fino alla gloria e al potereai tempi in cui divenne capitale del ducato di Savoia. A dar manforte al Gaspertelli c’era Ottorino Grandini, un ex bidello della scuola elementare dell’Abbadia di Stura che, riconoscente all’avvocato per averlo tratto dagli impicci per una vecchia vicenda di liti con i vicini, si era offerto come assistente del legale. Uomo tuttofare , sempre disponibile, nonostante la modesta cultura , si adoperava in ogni modo per venire incontro alle molteplici esigenze del suo principale. E tutto questo per due pranzi caldi, il pagamento della pigione di una stanza da un’anziana vedova, in una casa di ringhiera in Barriera di Milano, e poche lire di compenso.  Cosa che ,in tempi come quelli, nella seconda metà degli anni trenta, non andava per nulla disprezzata.

Fu proprio Ottorino a portare la notizia che nel quartiere Sassi, in località Mongreno, erano stati rinvenuti i resti di una strana  lapide , a prima vista molto interessante. Aurelio , incuriosito,  volle subito conoscere i particolari. Ottorino lo informò che dai frammenti più grandi si poteva leggere con facilità un’iscrizione che rimandava certamente alla storia cittadina. Purtroppo della scoperta era stato avvisato anche Italo Nerofumi, uno spocchioso gerarca fascista che si piccava di saperne una più del diavolo in ogni materia. E, ovviamente, anche in campo storico. L’ispettore del Partito Nazionale Fascista, agghindato di nero come un corvo, era già piombato sul posto e appena vide sopraggiungere l’avvocato, gli sì parò davanti ostentando la più classica delle pose fasciste. Piantato a gambe larghe , le mani sui fianchi, gli occhi spiritati, le mascelle all’infuori e le labbra turgidamente protese, Italo Nerofumi, con voce stentorea e frasi secche come scudisciate, lo apostrofò:  Guarda, guarda..l’avvocato. Ma cosa ci fa qui lei? Non doveva essere al confino?”. Il gerarca, ghignando, si riferiva alle simpatie politiche del Gaspertelli, sospettato di essere amico dei comunisti dopo aver difeso, anni prima, alcuni lavoratori dall’accusa di violenze per aver difeso dalle camicie nere la sede de L’Ordine Nuovo, il giornale di Gramsci, in via Arcivescovado. “Se è venuto qui a ficcare il naso sappia che non c’è roba per lei. Qui c’è materia per una indagine storica che può riservare sorprese importanti e solo uno come me può scoprire l’arcano. Le è chiaro?”, sentenziò Nerofumi guardando torvo l’avvocato.

Comunque, proprio al fine di manifestare la sua superiorità, non impedì all’avvocato di assistere al suo, come amava dire, “operare scientifico”.  L’indizio, ricostruito nella sua interezza assemblando come in un puzzle in sei frammenti , era abbastanza chiaro: “Fu nicola re di Su perga”. Strano, pensò Aurelio, mostrandosi perplesso. Il gerarca invece, parlando ad alta voce e tormentandosi il pizzetto che incorniciava il mento, esclamò: “Chi sarà mai questo Nicola? Probabilmente un nobile, imparentato con i Savoia, oppure di qualche altra casata che ha avuto in eredità o come riconoscimento per qualche servigio, il titolo di re di Superga”.  Un bel mistero sul quale s’interrogò per due giorni e due notti, consultando molti documenti nei quali, però, non si trovava traccia di quella storia. Nessun titolo reale era affiancato alla celebre collina  dove era stata edificata l’omonima Basilica per soddisfare il voto che Vittorio Amedeo II fece davanti alla statua della Madonna delle Grazie in un momento difficile per il regno sabaudo. Nel 1706 Torino era assediata dalle truppe francesi. E quel Nicola, scritto con l’iniziale minuscola? Come mai il nome dell’uomo, certamente  d’alto lignaggio tanto da giustificarne il titolo reale, era riportato in modo così anonimo e quasi meschino, evitando la più consona e per certi versi obbligata iniziale maiuscola?

Mistero. Anzi, un mistero così fitto che nemmeno la commissione culturale della federazione fascista torinese riusciva, nonostante lo spremere delle meningi dei suoi componenti, a venirne a capo. All’avvocato Gaspertelli un dubbio, in verità, era venuto. Ma, per non passare dei guai, l’aveva tenuto per se, soffocando quella vocina che gli suggeriva di spifferare ai quattro venti l’ipotesi che si era fatto. Accompagnato da Ottorino si era recato ai Sassi, per un sopralluogo. Insieme, di buon passo, avevano percorso un bel tratto a fianco della storica tranvia a dentiera Sassi – Superga  che era unica in Italia nel suo genere. Si trattava della continuazione di una tradizione ultracentenaria iniziata il 26 aprile 1884 con la prima corsa effettuata dal trenino, mosso da un motore trainante una fune d’acciaio che scorreva parallelamente al binario su pulegge sistemate lungo  tutto il percorso. La linea da poco, era stata  trasformata in tranvia a dentiera con trazione a rotaia centrale. Un’opera imponente, lunga circa tre chilometri tra la stazione di Sassi, in piazza Modena, e quella di Superga , 425 metri più in alto. Quante volte c’erano andati fin lassù, ad ammirare lo splendido panorama su Torino e le Alpi, visitando la Basilica edificata dallo Juvarra e  le tombe reali dei Savoia. I lavori si erano protratti per un bel po’ e …l’illuminazione fu tale che ogni dubbio venne spazzato via. Poteva, lui, uomo di legge e di cultura, lasciar perdere un’occasione così ghiotta di sbertucciare quel fascistone ignorante del Nerofumi? A ben guardare non gli conveniva affatto; anzi, era piuttosto un azzardo che avrebbe portato guai certi e ben poche soddisfazioni. Ma fosse stata anche una piccola, seppur magra e momentanea rivalsa, si disse che sì, ne valeva la pena. Così, pensò a come procedere senza compromettersi troppo e rischiare di finire dritto al confino. La soluzione venne offerta dal fido Ottorino che aveva un nipote che lavorava come garzone al Caffè dei Portici, proprio davanti alla sede della Federazione Fascista.

Ogni giorno, e soprattutto in quei giorni, dal Caffè venivano forniti dei panini imbottiti al gruppo di “storici” impegnati a decifrare la  lapide misteriosa. Ad Albertino ( questo era il suo nome) l’avvocato raccontò cosa dovesse dire e il ragazzino, furbo e svelto, non perse tempo a mettere in atto il piano. Alla prima occasione in cui, dal Caffè, vennero inviati i generi di conforto alla sede fascista, si presentò con i panini davanti alla sala delle riunioni. Bussò e , consegnando le vivande, sbirciò il tavolo sul quale i reperti erano stati allineati. A quel puntò sbottò con un “Ma io l’ho già vista quella scritta!”. Tutti si voltarono a guardarlo, increduli. E il ragazzino aggiunse: “E’ quella della funicolare di Superga!L’hanno tirata giù quando hanno iniziato i lavori per la nuova tranvia”. Gli “storici” si guardarono l’un con l’altro e poi, rileggendo la composizione dei frammenti, il professor Daodatici esclamò: “ Buon Dio, ha ragione questo giovinetto. E’ l’insegna della “dentiera”. Altro che mistero, mio caro Nerofumi. Che non si sappia in giro la figura che abbiamo fatto..”. Il gerarca, scuro in volto come l’orbace, masticò amaro e sciolse in quattro e quattr’otto la “commissione” d’inchiesta, chiedendo ( e ottenendo) l’impegno al più assoluto riserbo. Albertino ci guadagnò una banconota da due lire, l’avvocato la soddisfazione di aver fatto fare una magra figura al Nerofumi, il gerarca – con la bile a mille – la promessa dell’assoluto silenzio su quella vicenda poco esaltante. Nel frattempo, i torinesi continuarono a salire a Superga con la tranvia. Senza curarsi di sapere chi fosse quel Nicola che aveva fatto scervellare le migliori(??) intelligenze della città.

 

Marco Travaglini

Strozzapreti con granella di pistacchi

Un frutto prezioso dall’aroma e dal gusto unico, “l’oro verde di Sicilia”, cosi’ e’ denominato il pistacchio di Bronte protagonista della ricetta di questa settimana. Un primo piatto invitante e saporito dal giusto bilanciamento tra dolce e salato. Un risultato eccellente che saprà deliziare il vostro palato.

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Ingredienti

 

320gr. di pasta tipo strozzapreti

150gr. di pancetta a fiammifero

1 piccola cipolla bianca

½ spicchio di aglio

3 foglie di basilico

50gr. di grana grattugiato

100gr. di granella di pistacchio di Bronte

Olio evo q.b.

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Portare ad ebollizione l’acqua per la pasta con poco sale, nel frattempo soffriggere in poco olio la cipolla e l’aglio tritati, aggiungere la pancetta tagliata a fiammifero, lasciar rosolare bene poi, aggiungere meta’ granella di pistacchio, le foglie di basilico, il grana grattugiato ed un mestolino di acqua di cottura della pasta. Scolare la pasta al dente, saltare brevemente in padella e servire cosparsa con la rimanente granella di pistacchio.

 

Paperita Patty

Memorie creative a Palazzo Birago

L’appuntamento è in pieno centro storico torinese dove vi invitiamo a Palazzo Birago di Borgaro – in via Carlo Alberto 16. Di fronte un giardino che scalda la vista e purifica l’aria, dentro all’illustre gioiello di architettura, attraverso uno scalone elegante, ecco che il piano nobile del Palazzo, sede della Camera di Commercio, accoglie per 10 giorni, dal 5 al 14 giugno ,“Memorie creative”,  un viaggio nei saperi della mano che ricorda, crea e tramanda memorie creative. Con il Patrocinio della Città di Torino.

Metalli preziosi, legno, argilla, vetro, filati, tessuti, pellami, carta lavorata, ferro battuto. Ma anche vecchi ombrelli dismessi, cartone riciclato, foglie, fiori, bottoni vintage….E poi ancora a mescolare e trasformare creativamente il tutto tecniche manuali di antica tradizione che richiedono sapienza, passione, ispirazione, ore infinite di lavoro e tanta memoria.

Tutto questo è tanto di più è lo straordinario mondo del fatto-a-mano, del sapere artigianale che dal 5 al 14 giugno verrà ospitato presso le sale del piano nobile di Palazzo Birago di Borgaro, antico e affascinante, e sede istituzionale della Camera di Commercio che ha condiviso e promuove il progetto della mostra “Memorie Creative” insieme all’Associazione torinese Fatto-a-mano.

Più di 25 testimoni del fatto a mano espongono una selezione di propri manufatti interpretando la loro più autentica “memoria creativa”.

Ogni oggetto è protagonista di una storia che lascia memoria di e di un mondo. Ne nasce un mosaico straordinario, insolito, un vivace racconto che stimola emozioni, sblocca ricordi, sollecita curiosità, contagia dolcezza e magia.

Il mondo corre frenetico tra ansia ed incertezze. In Palazzo Birago, senza alcuna concessione alla nostalgia, l’invito è a fermare la mente aprendo il cuore alla bellezza della manualità, terapeutica per chi la pratica e chi la sceglie. 

Perchè le mani ricordano. Il talento crea. E le memorie creative lasciano il segno.

“La tua bici però non l’ho toccata…”

Anche tra i monti e le valli più a nord del Piemonte il vento della contestazione scosse il partito comunista sul finire degli anni sessanta

 

Non si trattava solo dell’eco del movimento studentesco  e della percezione, quasi palpabile, del montante malessere operaio che sarebbe poi esploso nell’autunno caldo. A scuotere le fronde del partito che Luigi Longo aveva ereditato da Togliatti era un certo venticello di dissenso che già si era manifestato con alcune battaglie per la democrazia interna al partito e una diversa idea  sul “modello di sviluppo“, mosso da un gruppo di compagni più a sinistra,  vicini a Pietro Ingrao, in contrapposizione alla componente più “moderata” del partito, capeggiata da Giorgio Amendola. Da poco era uscita una rivista mensile, diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda: “Il Manifesto”. Il contrasto con la linea del partito diventò piuttosto forte, al punto che il PCI ne chiese la sospensione delle pubblicazioni. Ma ormai il treno de Il Manifesto era in piena corsa e non poteva più essere fermato. Così, durante una drammatica riunione  del Comitato Centrale, in una fredda giornata di fine di novembre del 1969 , il gruppo dirigente comunista deliberò la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l’accusa di “frazionismo“. Nei confronti di Lucio Magri venne adottato solo un provvedimento amministrativo mentre a Massimo Caprara (che dal 1944 e per vent’anni era stato il segretario personale di Togliatti), Valentino Parlato e Luciana Castellina non venne  rinnovata la tessera. Ciò che si muoveva dentro e attorno al giornale, che diventò successivamente un “quotidiano comunista”, si trasformò in breve in formazione politica autonoma alla sinistra del PCI. Anche in Val d’Ossola la battaglia politica generò scontri molto duri, dividendo e mettendo gli uni contro gli altri compagni e amici da lunga data. Per i due fratelli Bentinelli di Villadossola si trattò di un vero dramma famigliare. Da una parte Libero, il maggiore tra i due, militante severo e indisponibile a critiche e compromessi, e dall’altra Nandino, un pò più giovane, testardo come un mulo e “scaldatissimo” nel sostenere le ragioni del dissenso. Tanto tuonò che piovve e così anche il più giovane dei Bentinelli si trovò espulso da quella che era la sua seconda famiglia. I due fratelli arrivarono al punto d’ignorarsi e se proprio capitava che si trovassero uno di fronte all’altro, facevano finta di non conoscersi. Per alcuni mesi andarono avanti così, ignorandosi e tenendosi il broncio.Libero continuava a frequentare le riunioni della sezione del Pci, alla Lucciola.Nandino, a parte qualche serata con due o tre compagni di Domodossola e Varzo che condividevano le stesse idee, usciva raramente da casa. Con il tempo però la nostalgia per quelle discussioni che infiammavano le serate tra le quattro mura della sede per poi trasferirsi alla Casa del Popolo o al bar “Monte Rosa” si fece sentire. A Libero rodeva l’anima pensare ai suoi ormai ex-compagni che si riunivano anche due volte alla settimana, mentre lui era lì, solo con il suo orgoglio che non gli consentiva di recedere dalle posizioni che aveva preso anche se non era poi del tutto convinto di aver fatto la scelta giusta. Il dubbio s’insinuava e l’umore ne risentiva. Ogni giorno che passava Nandino s’adombrava sempre più, assumendo l’atteggiamento scontroso di chi aveva, come s’usava dire, “le balle girate” e questo lo rendeva quasi irriconoscibile anche agli occhi di chi gli era più vicino .Libero, interpellato da sua cognata sulla possibilità del rientro del fratello nelle file del partito, rispose che la cosa era fattibile ma che occorreva da parte di Nandino una “bella autocritica”, per dare ragione dell’errore fatto e del conseguente ravvedimento.Il fratello però non ne voleva sapere di cospargersi il capo di cenere. “Piuttosto che ammettere l’errore vado da Don Gaspare ad offrirmi come sacrestano”,diceva rosso in volto, alzando il tono della voce. E l’esempio, per un mangiacristiani come lui, doveva bastare a tacitare ogni supplica di ravvedimento. Ma ben presto la nostalgia si trasformò in invidia e quel tarlo si mise a lavorare nella sua testa finché decise che era giunto il momento di agire.Una sera di metà luglio, armato di cacciavite, s’avvicinò allo stabile della Lucciola senza farsi notare. Nel caseggiato che ospitava il magazzino delle attrezzature della Festa de L’Unità e al piano superiore la sezione del Pci, era in corso la riunione settimanale. Nello spiazzo erano posteggiate sette o otto auto, un paio di Vespe e la bicicletta di Libero. Nandino, avvelenato da un misto d’invidia e rancore per il fatto che “quelli” si riunivano mentre a lui toccava rimaner fuori, decise di bucar loro  tutte le gomme. L’aria della sera era ancora calda e le finestre della sezione aperte. Renato, affacciatosi per fumare una sigaretta, udì degli strani fischi provenire dal basso. Si sporse un po’ di più e, intravvedendo un’ombra aggirarsi tra le auto, avvertì gli altri. “C’è qualcosa che non va di sotto. Ho sentito dei rumori strani e mi è parso di vedere qualcuno”, disse allarmato. Scesero rapidamente le scale e lo spettacolo che si presentò agli occhi dei militanti del Pci lasciò tutti senza parole: le auto avevano le gomme a terra, bucate dal cacciavite. E così anche le Vespe. Nandino, colto alla sprovvista, si era nascosto nella siepe ma venne scovato quasi subito. Condotto sotto il porticato, finì con il trovarsi proprio davanti al fratello e non trovando niente di meglio da dire per giustificarsi gli sussurrò con voce affranta “A te la bici però non l’ho neanche toccata”. Una bugia che mostrò subito d’avere le gambe corte poiché la vecchia Atala di Libero aveva subito la stessa sorte, con entrambe le gomme sgonfie, tristemente afflosciate. Solo l’autorevolezza del fratello maggiore impedì a Nandino di buscarsi un sacco di legnate. E la spiegazione che accompagnò il risarcimento dei danni, placò gli animi. In fondo l’invidia di Nandino, figlia dell’orgoglio e della sua testa dura, era frutto di un disperato bisogno di stare con gli altri, con i suoi compagni di sempre e non trovando il modo giusto per tornare sui suoi passi senza rimetterci la faccia,aveva pensato di “punirli” con quella bravata. La storia finì con il ritorno del “figliol prodigo” per il quale non venne sacrificato il vitello più grasso ma assegnato il compito gravoso di fare i turni di vigilanza notturna all’imminente Festa de L’Unità. Così avrebbe avuto modo di pensare a ciò che aveva fatto e, già che c’era, far buona guardia affinchè nessuno – a mani nude o con qualche cacciavite-  potesse aveve la tentazione di giocare qualche brutto scherzo.

Marco Travaglini

Bricks & Friends, in 30mila a Carmagnola

Oltre 30 mila visitatori e 132 espositori provenienti da varie regioni d’Italia e dall’estero per la quarta edizione del festival gratuito inclusivo e solidale dei mattoncini LEGO.

La quarta edizione di Bricks & Friends si è  conclusa con numeri da record, confermando la manifestazione tra gli appuntamenti più partecipati e apprezzati dedicati al mondo dei mattoncini LEGO in Italia.
Secondo un’analisi dei flussi elaborata da Ascom Confcommercio Carmagnola sul perimetro urbano interessato dall’evento, nel fine settimana del 16 e 17 maggio scorsi la manifestazione  ha registrato oltre 30 mila visitatori, superando il già eccellente risultato dell’edizione 2025, che aveva accolto oltre 25 mila persone.
Per due giorni le sei sedi del festival sono state animate da migliaia di famiglie, appassionati e curiosi di ogni età, confermando la crescente capacità attrattiva dell’evento ben oltre i confini cittadini.
Carmagnola ha accolto visitatori provenienti da tutto il territorio regionale e da numerose altre zone d’Italia, con 132 espositori arrivati da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio, oltre che da Francia e Svizzera.
Sono state esposte oltre mille opere distribuite in oltre duemila  metri quadrati di aree allestite in sei diverse location del centro cittadino, confermando la crescita di un evento che, anno dopo anno, è stato in grado di ampliare la propria capacità di attrazione e il proprio pubblico.

Il centro storico è  stato trasformato per due giorni  in un grande spazio diffuso dedicato al gioco, alla creatività, alla condivisione, coinvolgendo famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età; il festival è  stato organizzato da Piemonte Bricks LUG in collaborazione con il Comune di Carmagnola con il Consiglio Regionale del Piemonte e grazie ai generosi sponsor.
L’accoglienza del pubblico e il coordinamento delle diverse attività distribuite nelle varie sedi dell’evento è  stato garantito da sessanta volontari, di cui 48 appartenenti a Piemonte Bricks LUG.
Molte le attrazioni apprezzate dal pubblico, tra cui la Ducati Panigale, realizzata in mattoncini in scala reale affiancata dal modello originale, l’esposizione dedicata alla monoposto della Formula 1 con le opere del compianto AFOL designer Luca Rusconi, alias Rosco Pc, gentilmente concesse dalla famiglia, il suggestivo allestimento luminoso realizzato all’interno della Chiesa di San Rocco. Hanno anche suscitato grande interesse gli incontri dedicati al libro La Formula 1 con i LEGO (R)  di Francesco Frangioja, oltre a Giocattorino in via Valobra.
Tutti i laboratori proposti da Arduino Lab Officina Didattica e dall’Associazione Io mi Slego hanno registrato il tutto esaurito, confermando il forte interesse delle famiglie per iniziative capaci di coniugare apprendimento, gioco,creatività  e inclusione.
Altrettanto positivo il riscontro del concorso “Costruttori del domani”, che ha visto la partecipazione di venti opere e grande successo hanno registrato i gadget celebrativi della manifestazione, con ben diecimila calamite distribuite gratuitamente ai visitatori.
Sono stati raccolti 100 set LEGO (R) destinati ai bambini seguiti da  UGI  (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini). A favore dell’Associazione Le Cuffie Colorate, impegnata nella promozione dello sport e dell’inclusione con persone con disabilità, il festival ha promosso una raccolta fondi che ha visto  una  significativa partecipazione da parte del pubblico.
L’intera manifestazione ha dimostrato una forte attenzione nei confronti delle tematiche dell’inclusione.

“Bricks & Friends- ha dichiarato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio – continua a crescere e a rappresentare un motivo di orgoglio per la nostra città.  La partecipazione registrata in questa edizione dimostra non soltanto il successo dell’evento, ma anche la capacità della città di accogliere migliaia di persone  attraverso una proposta culturale, educativa e inclusiva in grado di coinvolgere  pubblici di tutte le età”

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Mercatini tematici, come renderli più facili. Via libera alla sperimentazione temporanea

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È arrivata  sul tavolo della giunta la proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino di concerto con l’assessora all’innovazione Chiara Foglietta per le modifiche al regolamento dei mercati periodici tematici che disciplina i mercatini con cadenza mensile o ultramensile svolti su aree pubbliche o private di interesse cittadino o circoscrizionale.

La proposta nasce da alcune criticità operative riscontrate nel corso degli anni, dovute, in particolare, all’evoluzione normativa, alla mancanza di specifiche previsioni come sulle sperimentazioni e sui possibili rinvii di data e al generale mutamento del socio-economico.

“Per questo – spiega l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino – abbiamo deciso di intervenire con un aggiornamento e una complessiva revisione. Tra le novità introdotte – continua Chiavarino – la possibilità di una fase di sperimentazione temporanea non superiore a 24 mesi con un numero minimo di sei eventi annui, utile alla verifica preventiva dell’interesse pubblico e della sostenibilità organizzativa di nuove iniziative, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio e controllo e l’adeguamento alla semplificazione normativa come la Scia e alla digitalizzazione delle procedure (Impresainungiorno)”.

La proposta, approvata dalla Giunta, prevede anche di innalzare il numero dei mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore, di introdurre una specifica disciplina in materia di rinvii e di edizioni straordinarie garantendo una continuità di servizio in situazioni eccezionali anche di natura metereologica, consentire l’istituzione di mercati periodici tematici in cui la vendita è svolta in forma occasionale e non costituisce attività di commercio.

Il nuovo regolamento che interesserà 19 mercati di cui 11 prettamente circoscrizionali, prima di entrare in vigore, dovrà passare al vaglio delle Circoscrizioni per le eventuali osservazioni, discussa in Commissione consiliare permanente e, infine, in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

TorinoClick

Torino Comics, dal 30 maggio al 1⁰ giugno alla Certosa Reale di Collegno

XXX edizione 

Da sabato 30 maggio a lunedì 1⁰ giugno prossimo si svolgerà la XXX edizione di Torino Comics alla Certosa di Collegno e al Parco Dalla Chiesa, organizzata da Just For Fun, In join venture con P&P Italia. Si tratta di un grande festival outdoor immerso nel verde e di una nuova formula per un evento che, da trent’anni, attrae appassionati e professionisti della Nona Arte e della cultura pop. Sarà una tre giorni di pura magia tra fumetti, cosplay, concerti, k – pop, giochi e grandi ospiti. Tra le principali novità dell’evento, l’area commerciale sarà a evento gratuito con stand dedicati al vintage e al collezionismo, gadget, oggettistica, carte collezionabili, magliette e accessori. In questa zona si trova anche l’area Kids by Carioca, con truccambimbi e attività creative per tutta la famiglia. Il biglietto darà l’accesso alle aree principali del Festival, ai concerti, ai talk e agli incontri. Verrà anche consegnato un braccialetto che consentirà di entrare e uscire liberamente dalle aree del Festival durante la giornata.
Il principale ospite della XXX edizione è Milo Manara, protagonista anche della mostra “Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia”, aperta nella Sala delle Arti del Parco fino al 28 giugno prossimo. Lunedì 1⁰ giugno, Manara incontrerà il pubblico alle 12 nel teatro della Lavanderia a Vapore, con Ivo Milazzo, nel corso di un incontro moderato da Fabrizio Accatino, mentre alle 16 sarà presente nella Sala delle Arti.

Il cuore di Torino Comics rimane comunque l’area autori, allestita nel porticato del Chiostro Maggiore, che ospiterà oltre 50 tra fumettisti, illustratori e sceneggiatori. Tra i nomi presenti ricordiamo Giorgio Cavazzano, Ivo Milazzo, Marco Gervasio, Stefano Fantelli, Giancarlo Casertano, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti, Massimo Bonfatti, Claudio “Clod” Onesti e diversi altri.
Il programma prevede due omaggi ad Alfredo Castelli e a Massimiliano Frezzato, con uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane dedicato ai Custodi del Maser. Un ricco calendario di incontri è ospitato nella Sala Incontri del Chiostro: sabato 30 maggio, alle 12, vi sarà un panel dedicato ai linguaggi contemporanei della cultura nord e pop, a cura di Mondo Japan, dal titolo “Gli artefici della cultura pop”. Alle 13 il terzo incontro nazionale “Italia Syldavia”, dedicato a TinTin, con Gianfranco Goria. Alle 14 il mistero, l’ironia e il senso di meraviglia, momento nel quale Stefano Fantelli, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti e Silvia Riccò ricorderanno Afredo Castelli e il suo contributo nell’immaginario fumettistico italiano. Alle 18 Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio e Simona Capovilla, con la moderazione dei Guido Tiberga, dialogheranno su di un panel dedicato alle grandi parodie disneyane, da Fantozzi a Francesco Totti, da Rugantino a Giacomo Puccini, fino all’Eneide, dimostrando come il cinema trasformi la letteratura, il cinema e l’arte in avventura. Domenica 31 maggio verrà presentato il libro “Gaiking. La leggenda continua ” da Giovanni Lazzin,  dedicato ad aneddoti e curiosità sul robot guerriero.

Torino Comics rilancia inoltre il premio rivolto ai talenti emergenti della Nona Arte, definito “Pietro Miccia”. Il riconoscimento offre a illustratori, sceneggiatori, disegnatori, fumettisti non professionisti un’occasione di confronto con il settore. I dieci finalisti parteciperanno a Torino Comics 2026 con uno spazio gratuito nella Self Area, e durante il festival una giuria di professionisti decreterà il vincitore assoluto, al quale verrà consegnata un’iconica statua del premio e un invito d’onore alla XXX edizione e una portfolio review con editor di studi e case editrici. Il Quartiere Giapponese è realizzato con l’Associazione Okugi, e prevede come programma workshop, laboratori, incontri e attività che racconteranno manga, anime, artigianato e tradizioni nipponiche. Ospite speciale sarà Kenta Suzuki, divulgatore della cultura giapponese e noto sui social come @kenta.giappone. Sabato 30 maggio si parlerà dell’evoluzione dell’animazione televisiva giapponese e domenica 31 maggio Kenta Suzuki sarà protagonista dell’incontro “La differenza nella relazione sentimentale e nella vita scolastica tra Italia e Giappone”, incontro che affronterà temi come il rapporto con il gruppo, il senso di responsabilità e i sentimenti. Nel pomeriggio è in programma la tavola rotonda “Anime. Tra passato e futuro”, moderata da Enzo Tripodina.

Sul main stage si darà spazio a musica e spettacolo: sabato e domenica, alle 17.30, Giovanni Muciaccia, storico volto di Art Attack, sarà protagonista di due spettacoli dedicati a creatività, comunicazione visiva e arte contemporanea. Tornano anche le grandi competizioni cosplay organizzate da Cospa Family. Nel teatro della Lavanderia a Vapore verrà dato ampio spazio anche al k-pop.
“Eros ed Ethos” sarà un contenitore trasversale di incontri, mostre, artisti e associazioni sui temi della libertà espressiva, dell’inclusione, della rappresentazione del corpo, della sessualità, dell’identità e dei diritti. Nel Chiostro Maggiore figureranno nomi storici del fumetto erotico e underground italiano come Roberto Baldazzini, Marco Bianchini, William Bondi, Andrea Bulgarelli e Fabrizio Pasini.
Verrà inoltre allestita la mostra “Venti di Pride” del Coordinamento Torino Pride, dedicata ai manifesti storici della venti edizioni del Pride torinese. Strettamente legato alla mostra il panel di sabato 30 maggio dal titolo “Lotta manifesta. Come le immagini narrano le battaglie identitarie”, dedicato al rapporto tra comunicazione visiva e politica, con Olga Maira Zannoni, autrice del visual dell’edizione 2026 del Torino Pride, Luca Minici, graphic designer, Lola Airaghi, fumettista e creatrice di manifesti per iniziative culturali e civili. Sono in programma momenti di confronto pubblico sui temi della censura e della libertà d’espressione online, grazie alla collaborazione con la campagna “Stop tassa etica”, promossa da Radicali italiani, che vede come ambassador Valentina Nappi e Luiza Munteanu.
L’area Games conta 800 postazioni dedicate ai giochi da tavolo, giochi di ruolo, modellismo e carte collezionabili, con oltre 30 Associazioni, autori indipendenti, realtà culturali e università. Qui il gioco è valorizzato in quanto strumento educativo, sociale e culturale, e le attività proposte affrontano temi ambientali e altre tematiche quali la sicurezza, la logica, la crescita personale, le migrazioni e la sicurezza sul lavoro.

Per facilitare l’accesso al Festival è attivo dalle ore 9.30 alle 20.30 un servizio navetta gratuito, in collaborazione con Linea Azzurra, che collega la fermata Fermi della metropolitana al Parco della Certosa. Torino Comics ha attivato inoltre una partnership con WeGoo, la piattaforma dedicata alla mobilità condivisa per eventi, festival e concerti.

Info: Torino Comics – 30 maggio/1 giugno 2026

Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20 – info@torinocomics.it – biglietti in prevendita su ticketone.it

Mara Martellotta