LIFESTYLE

Aspettando San Lorenzo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Sabato 8 agosto 2026

 

Un percorso tra storia e astronomia con il Planetario di Torino, dal giardino storico recentemente restaurato all’osservazione delle Perseidi

Un percorso serale tra le sale della Palazzina di Caccia di Stupinigi e il giardino storico recentemente restaurato accompagnerà il pubblico alla scoperta del cielo nei giorni che precedono San Lorenzo. Sabato 8 agosto Aspettando San Lorenzo, iniziativa organizzata dai Servizi Educativi della FOM – Fondazione Ordine Mauriziano in collaborazione con Infini.to – Planetario di Torino, intreccia storia, astronomia e osservazione delle Perseidi.

Il percorso mette di dialogo il patrimonio storico della Palazzina con il cielo estivo. Dalla terrazza sarà possibile leggere il disegno del giardino storico recentemente restaurato, tornando a cogliere il rapporto tra la residenza, il paesaggio e il progetto ideato da Filippo Juvarra. L’esperienza prosegue tra una “lezione di cielo”, curata dagli esperti di Infini.to – Planetario di Torino e dedicata al riconoscimento delle principali costellazioni e dei fenomeni astronomici del periodo estivo e una visita guidata che conduce alla scoperta di storie, curiosità e personaggi legati al tema dell’astronomia. Tra questi emerge la figura della principessa di Carignano Giuseppina di Lorena Armagnac (1753-1797), moglie di Vittorio Amedeo di Carignano e nonna di Carlo Alberto, donna di grande cultura e dai molteplici interessi scientifici, tra cui proprio l’astronomia. La Palazzina conserva ancora oggi il suo ritratto nell’Appartamento di Levante, testimonianza di una personalità che seppe coltivare la passione per lo studio del cielo in un’epoca in cui le discipline scientifiche erano raramente praticate dalle donne.

La serata culminerà all’aperto dove, con il buio, il pubblico potrà osservare il cielo estivo e attendere il passaggio delle Perseidi attraverso i telescopi messi a disposizione dallo staff di Infini.to. Ad accompagnare l’esperienza una degustazione di vini e specialità del territorio a cura dell’Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Storici.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Sabato 8 agosto, ore 21.30

Aspettando San Lorenzo

Costo: 30 euro

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: stupinigi@info.ordinemauriziano.it

(dal martedì al venerdì, ore 10-17.30, entro il giovedì precedente la visita)

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

 

Ciurma! “Letture animate sul prato” al Castello di Miradolo

Comune di Pinerolo, Comune di San Secondo di Pinerolo, Fondazione Cosso

CIURMA! Ultimo appuntamento domenica 2 agosto con le “Letture animate sul prato” al Castello di Miradolo Domenica 2 agosto il Castello di Miradolo ospita l’ultimo appuntamento della rassegna per famiglie Ciurma! con le Letture Animate sul prato a cura di Monica Della Smirra e con la collaborazione di Biblioraga Pinerolo. Si conclude domenica 2 agosto l’edizione 2026 di CIURMA, il progetto dedicato a bambini, bambine e famiglie che durante l’estate ha portato spettacoli, laboratori e momenti di incontro tra teatro, giochi circensi e letture animate nei luoghi del territorio pinerolese. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Pinerolo, il Comune di San Secondo di Pinerolo e la Fondazione Cosso – Castello di Miradolo, ha animato parchi e spazi pubblici offrendo occasioni di partecipazione, cultura e divertimento per tutte le età. L’ultimo appuntamento è in programma domenica 2 agosto alle ore 10.30 al Castello di Miradolo, con le letture animate sul prato a cura di Monica Smirra e Libri al Parco, in collaborazione con Biblioraga. Un momento dedicato ai più piccoli e alle famiglie, in un contesto immerso nel verde, con un’attività consigliata a partire dai 2 anni. L’ingresso è gratuito su prenotazione.

INFO Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO) Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it www.fondazionecosso.com

Sauze d’Oulx, a Sportinia con Chiamamifaro. E tornano i Gofri

SAUZE D’OULX – Dopo il grande successo del concerto di eroCaddeo, che domenica 26 luglio ha richiamato tantissimi giovani nella splendida cornice naturale di Sportinia, il cartellone estivo del Comune di Sauze d’Oulx prosegue con un nuovo imperdibile appuntamento musicale in alta quota.

Domenica 2 agosto, alle ore 12, la terrazza di Capanna Kind e il pianoro di Sportinia ospiteranno infatti Chiamamifaro, tra le artiste più interessanti e promettenti del nuovo panorama pop italiano. Dopo la partecipazione al talent Amici, la giovane cantautrice porterà a Sauze d’Oulx uno spettacolo intenso e coinvolgente, capace di raccontare emozioni e quotidianità attraverso una musica autentica e una voce ormai riconoscibile dal grande pubblico.

L’esibizione rappresenta il secondo dei tre concerti estivi organizzati in quota dall’Amministrazione Comunale, che si concluderanno il prossimo 15 agosto con il tradizionale Grande Concerto di Ferragosto dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, quest’anno dedicato alle più celebri colonne sonore cinematografiche con lo spettacolo “Un Ferragosto da Oscar” eseguito dalla ESO – Ensemble Symphony Orchestra.

Il Sindaco Mauro Meneguzzi, presente domenica scorsa a Sportinia per portare il saluto dell’Amministrazione comunale ai numerosi spettatori del concerto di eroCaddeo, sottolinea il valore dell’iniziativa: “È stato davvero bello vedere così tanti giovani e tante famiglie salire a Sportinia per vivere un momento di musica immersi nella natura. L’entusiasmo registrato nel primo appuntamento conferma la bontà della scelta di proporre eventi di qualità anche in quota. Invito tutti a tornare domenica per il concerto di Chiamamifaro e a partecipare poi al tradizionale Concerto di Ferragosto, che rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della nostra estate”.

Sulla stessa linea l’Assessore al Turismo Davide Allemand, che evidenzia la filosofia del progetto: “Abbiamo fortemente voluto portare più concerti a Sportinia perché crediamo che la montagna vada vissuta e valorizzata anche attraverso eventi di qualità. Questi appuntamenti permettono di scoprire uno degli angoli più belli di Sauze d’Oulx utilizzando comodamente gli impianti di risalita, aperti per tutta la stagione estiva, offrendo ai turisti un’esperienza che unisce musica, paesaggio e natura incontaminata”.

Per raggiungere il pianoro di Sportinia in occasione del concerto si consiglia l’utilizzo della seggiovia Prariond-Sportinia. Come già avvenuto per il primo appuntamento, la strada sarà chiusa ai mezzi motorizzati dal parcheggio di Pian della Rocca per consentire un accesso ordinato e in sicurezza all’area dell’evento.

Ma quello del primo fine settimana di agosto sarà un programma ricco di appuntamenti per tutte le età.

Venerdì 31 luglio spazio alle Miniolimpiadi, manifestazione ludico-sportiva dedicata ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 13 anni, organizzata dallo Sci Club Sauze d’Oulx.

Sabato 1° agosto il Parco Giochi Comunale ospiterà il Sagra Party organizzato dalla Scuola Sci Sauze Project, mentre in serata il CAI Sauze d’Oulx proporrà un nuovo incontro divulgativo con Simone Eydallin, dedicato al tema della resilienza.

Domenica 2 agosto, oltre al concerto di Chiamamifaro, il borgo di Jouvenceaux sarà animato dalla tradizionale festa con gofri, musica e l’apertura della Cappella di Sant’Antonio Abate, mentre in serata il ciclo di incontri del CAI proseguirà con l’intervento di Micaela Guerrini, che presenterà lo Shinrin-Yoku, l’immersione nel bosco come pratica per ridurre ansia e stress.

Proseguono inoltre per tutta l’estate due iniziative molto apprezzate dal pubblico: la mostra fotografica “Piccole Meraviglie della Valsusa”, allestita presso l’Ufficio del Turismo, e la Fiera del Libro organizzata da Susa Libri al Parco Giochi Comunale, con un ricco calendario di presentazioni letterarie.

Eclissi solare il 12 agosto: ecco come e dove vederla

A Torino il Sole si oscurerà per oltre il 90%

Succederà a Torino. Il cielo sopra la città regalerà uno spettacolo raro il prossimo 12 agosto: un’eclissi solare parziale che, al tramonto, oscurerà il disco solare per circa il 93%, uno dei valori più alti registrati in Italia per questo fenomeno.

Gli orari da segnare in agenda

Secondo le previsioni degli osservatori astronomici, a Torino l’eclissi avrà inizio intorno alle 19:27-19:28, per raggiungere il momento di massima copertura alle 20:21, quando la Luna arriverà a coprire il 93,34% del Sole. 

Il fenomeno si concluderà poco dopo le 20:35, quasi in concomitanza con il tramonto, previsto per le 20:41. Un’ora e più di spettacolo, dunque, che colloca il capoluogo piemontese tra le città italiane più favorite, insieme a Genova, Milano, Bologna e Venezia, dove la copertura supererà comunque il 90%.

Un evento che non si vedeva da quasi trent’anni

Non capita spesso di assistere a un’eclissi di questa intensità alle nostre latitudini.

Bisogna tornare indietro fino all’11 agosto 1999, giorno della celebre “grande eclissi” che incantò l’Europa, per trovare un precedente di rilievo. Questa volta il fenomeno sarà parziale su tutto il territorio italiano, la fascia di totalità, dove il Sole scomparirà completamente dietro la Luna, toccherà infatti Groenlandia, Islanda e Spagna, fino alle Isole Baleari, ma il Nord Italia, e Torino in particolare, potrà godere di una delle porzioni di cielo oscurato più ampie del Paese.

Dove guardare: meglio un orizzonte libero

Chi vuole ammirare lo spettacolo dovrà fare attenzione a un dettaglio non banale: il Sole, in quella fascia oraria, sarà già molto basso sull’orizzonte. Per questo motivo il centro città non è necessariamente il punto di osservazione migliore: servirà un panorama sgombro verso ovest o ovest-nord-ovest.

Tra le location più indicate per Torino ci sono le terrazze panoramiche e i belvedere della collina, da Superga al Monte dei Cappuccini, oltre a punti di osservazione come l’Infini.to, il planetario cittadino.

Le regole per osservarlo in sicurezza

Un avvertimento che vale la pena ripetere: non bisogna mai guardare il Sole a occhio nudo, nemmeno durante un’eclissi parziale come questa. Il rischio per la retina è concreto anche con una copertura solare così estesa. 

Gli esperti raccomandano l’uso di appositi occhiali da eclissi certificati ISO 12312-2, facilmente reperibili, escludendo qualsiasi altro materiale improvvisato come pellicole scure o vetri affumicati, che non offrono una protezione adeguata.

Il 12 agosto, tra l’altro, coinciderà con la Luna Nuova, condizione ideale per chi vorrà proseguire l’osservazione del cielo nella notte, in vista del picco delle Perseidi legato alla tradizionale Notte di San Lorenzo, attesa nei giorni immediatamente successivi.

CRISTINA TAVERNITI

Cosa hanno comprato i torinesi tra giugno e luglio 2026

Informazione promozionale

Saldi, caldo record e voglia di casa smart

Tra la corsa ai saldi estivi e un’ondata di caldo che non ha risparmiato nessuno, i mesi di giugno e luglio 2026 hanno raccontato molto delle abitudini di consumo dei torinesi. Non solo moda: tra le categorie più cercate spicca anche tutto ciò che riguarda la casa e il comfort domestico, dai sistemi di raffrescamento fino all’illuminazione smart, settore in cui, non a caso, chi cerca un negozio lampadari Torino, specializzata proprio in illuminazione e soluzioni per la casa intelligente.

Il 4 luglio ha segnato ufficialmente il via ai saldi estivi in Piemonte, con un giro d’affari atteso a Torino intorno ai 153 milioni di euro. Secondo l’indagine annuale di Confesercenti, lo scontrino medio dei torinesi si è attestato sui 140 euro, mentre le famiglie hanno dichiarato una disponibilità di spesa media di 201 euro. A livello regionale, il giro d’affari complessivo legato agli sconti stagionali è stato stimato in circa 200 milioni di euro.

L’avvio della stagione, però, non è stato semplice: la prima ondata di caldo estremo ha spinto molti torinesi a lasciare la città o a restare a casa, riducendo l’afflusso nei negozi rispetto alle attese. Chi ha comunque scelto di fare acquisti, tuttavia, ha speso in linea con le previsioni, e il turismo, con un occupazione alberghiera vicina all’80% in alcuni weekend, ha dato una spinta importante al commercio cittadino, sostenendo negozi, ristoranti e strutture ricettive.

Cosa hanno comprato di più: costumi da bagno in testa

Guardando alle categorie di prodotto, i dati Confesercenti sui saldi disegnano una classifica piuttosto chiara. Al primo posto tra le preferenze d’acquisto ci sono costumi da bagno e abbigliamento da mare, indicati dal 60% dei consumatori piemontesi, in crescita rispetto alla stagione precedente. Seguono magliette e top (37%), gonne e pantaloni (36%), calzature (36%), intimo (32%), borse (19%) e abiti (18%). Il 52% dei piemontesi ha dichiarato interesse per la stagione degli sconti, con ribassi medi attesi tra il 30% e il 40%.

Non va dimenticato, inoltre, che una parte consistente degli acquisti è avvenuta ancora prima dell’avvio ufficiale dei saldi: secondo un’indagine Confesercenti-Ipsos, il fenomeno dei pre-saldi ha coinvolto il 36% dei consumatori, complice la diffusione crescente di promozioni online e offline nelle settimane precedenti.

La casa al centro: dal raffrescamento all’illuminazione

Se la moda resta protagonista, l’estate 2026 ha spinto in modo netto anche gli acquisti legati alla casa. Il caldo fuori norma ha fatto letteralmente esplodere la domanda di sistemi di raffrescamento: in Italia le vendite di ventilatori portatili sono cresciute del 14% rispetto all’anno precedente, un trend confermato anche dai dati sugli annunci immobiliari, secondo cui la quota di case in vendita dotate di climatizzatore a Torino è salita in modo significativo, arrivando a incidere fino al 53% in più sul prezzo medio degli appartamenti che ne sono dotati rispetto a quelli senza.

Il bonus condizionatori 2026, confermato dalla Legge di Bilancio con una detrazione del 50%, ha ulteriormente incentivato gli acquisti di climatizzatori fissi e portatili, spingendo molte famiglie torinesi a mettere mano anche ad altri interventi di miglioramento della casa rimandati negli anni precedenti — dagli elettrodomestici agli impianti di illuminazione, sempre più orientati verso soluzioni smart e a basso consumo, capaci di coniugare risparmio energetico ed estetica.

Un’estate di consumi “misti”

Il quadro complessivo che emerge da giugno e luglio 2026 è quello di un torinese che continua ad amare lo shopping di stagione — moda, saldi, vie dello shopping come via Roma e via Lagrange — ma che guarda sempre di più anche alla casa, tra necessità legate al caldo record e desiderio di ambienti domestici più confortevoli e tecnologici.

La alette di pollo piccanti, un peccato di gola!

Concediamoci un peccato di gola! Le alette di pollo fritte sono sfiziose, croccanti, saporite e molto economiche, ideali per una serata davanti alla TV.

Ingredienti

10 Ali di pollo
2 uova intere
Farina bianca
2 cucchiaini di paprika
2 cucchiaini di prezzemolo tritato
Sale, pepe, olio per frittura q.b.

Sciacquare le alette di pollo e asciugare bene. In una terrina mescolare la farina con il sale, il pepe, il trito di prezzemolo e la paprika. Sbattere le uova. Passare le alette di pollo nella farina, poi nell’uovo e infine nuovamente nella farina. Friggere in olio caldo per circa 10 minuti o fino a quando saranno belle dorate, scolare su carta assorbente e servire subito.
Davvero irresistibili !

Paperita Patty

Fiorenzo, l’operaio che faceva “i baffi alle mosche”

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Quando ho conosciuto Fiorenzo – detto anche “stravacà-rundell” – era ormai in pensione ma il mio collega Rinaldo, più giovane di me, l’aveva avuto come “maestro” in fabbrica

Finita la scuola dell’obbligo, nonostante i buoni voti, Rinaldo aveva scelto – contro il parere dei genitori – di andare a lavorare in fabbrica. “Per studiare c’è sempre tempo“, si era detto. Un errore bello e buono che lui stesso, con il tempo, aveva ammesso. Sì, perché, come spesso accade, “ogni lasciata è persa“, e ciò che non si fa all’età giusta è ben difficile che si possa recuperare più avanti. Per sua fortuna Rinaldo aveva, come dire, “recuperato” ai tempi supplementari, da privatista, studiando di sera e lavorando di giorno. Era approdato alla Banca quando stava per festeggiare il suo venticinquesimo compleanno. Il signor Bruno, che aveva una fabbrichetta proprio sotto casa mia, lo diceva sempre anche a me: “Studia. Fat mia mangià i libar da la vaca“. Farsi mangiare i libri dalla vacca equivaleva, un tempo, a smettere di studiare per fare il contadino, imbracciando vanga, rastrello e falce al posto di penna, libro e quaderno. Quando non ce n’era necessità assoluta, era un peccato non “andare avanti” a scuola. Comunque, tornando a Rinaldo, non si mise certo a piangere sul latte versato. La fabbrica, un’azienda meccanica con una trentina di dipendenti, era poco distante da casa sua e venne assegnato come “bocia“, come apprendista,  alle “cure” di Fiorenzo. 

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“ Dovevi conoscerlo a quel tempo, amico mio. Era un operaio provetto, in grado di fare “i baffi alle mosche”. Tirava di fino con la lima, maneggiava con abilità il truschino per tracciare e il calibro per le misurazioni. Era un ottimo attrezzista, in grado di preparare uno stampo per la pressa ma s’intendeva bene anche di macchine come le fresatrici e i torni. Per non parlare poi della rettifica”. Con quella macchina utensile, si lavora sui millesimi, togliendoli dal pezzo in lavorazione con precisione chirurgica, grazie alla mola a grana fine e durissima che garantisce un alto grado di finitura. “ Sotto la sua guida ho imparato, in quegli anni, a lavorare sulle rettificatrici in tondo, senza centro e su quella tangenziale, per le superfici piane. A volte bisognava mettersi la mascherina, soprattutto quando si lavoravano i pezzi cromati: quelle nuvole di acqua e olio emulsionabile che abbattevano le polveri  e raffreddavano il “pezzo”, non erano per niente salubri”.  Nell’officina, a lavorare con Riccardo e Fiorenzo, erano in diversi. C’era un capo operaio che veniva dalla provincia di Varese, soprannominato “lampadina“, con la sua crapa pelata e la palandrana blu dalle tasche sfondate a forza s’infilarci gli attrezzi; Antonio, tornitore dall’aria austera che al solo guardarlo metteva in soggezione; Luìsin, una specie di factotum che s’occupava principalmente del magazzino; Silverio, abile e scaltro saldatore che si esprimeva per metafore mutuate dalle pubblicità di “Carosello“; Ansaldi, addetto ai trapani, compreso quello radiale che sembrava davvero un mostro con il suo pesante mandrino che stringeva ragguardevoli punte adatte a forare le lastre più grandi.

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Dal racconto di Riccardo pare proprio che si respirasse un clima di grande umanità in quei capannoni. Anche gli scherzi che toccavano alle “matricole“, non erano mai troppo pesanti. Se mandavano a prendere la “punta scarpina del 43“, il calcio nel sedere veniva quasi appoggiato alle chiappe, senza foga. Un “ricalchin“, niente di più. Chiedere al fresatore di poter ottenere un po’ “d’acqua d’os“, comportava una annaffiatura appena accennata con lo spruzzino a mano. In caso di necessità, richiesto con i dovuti modi, non mancava mai l’aiuto dei più esperti, segno di una disponibilità al giorno d’oggi quanto mai rara. “Un giorno Fiorenzo, soddisfacendo la mia  curiosità – racconta Riccardo   mi spiegò l’origine di quel soprannome  che s’era “guadagnato” da giovane, lavorando in una fabbrica un po’ più grande. Portando una cassa di rondelle di ferro verso il magazzino non aveva visto in tempo un buco nel pavimento ed il carrellino si era ribaltato, rovesciando sul pavimento l’intero contenuto”. Aveva impiegato una mezza giornata a scovarle, quelle maledette rondelle. Erano finite dappertutto: sotto le macchine e i banchi, nei cumuli di trucioli di ferro e tra la segatura che avevano buttato per terra sotto l’alesatrice per asciugare l’acqua che colava giù. “Da quel momento sono diventato lo “stravacà-rundell”. Poco importa se quella è stata l’unica volta che mi è capitato”, ammetteva, sorridendo, Fiorenzo. Personalmente l’ho conosciuto al circolo, una dozzina d’anni fa. Da quando gli era morta l’Adalgisa, sua moglie, veniva più spesso a fare quattro chiacchiere e una partita a carte insieme a noi. Raccontando degli episodi della fabbrica – che trovavano conferma nelle parole di Riccardo – emergevano altre figure, alcune esilaranti come nel caso di Igino e di Fedele. Entrambi avevano l’abitudine del bere che consideravano tale, rifiutando categoricamente che fosse “un vizio“. Igino lo conosco e me ho avuto prova quando,  insieme, siamo andati, una mattina di primavera, a pescare nel Selvaspessa, il torrente che dal Mottarone scende giù fino al lago Maggiore. Prima di raggiungermi sul greto del torrente, aveva fatto colazione “alla montanara“: pane, formaggio e una grossa tazza di caffè e grappa, dove la grappa prevaleva e di molto sul caffè. Dopo un’ora che si pescava, chiamandolo e non ricevendo risposta, lo trovai sdraiato su di un sasso, con i pantaloni arrotolati sopra il ginocchio e i piedi nudi nell’acqua corrente del fiume.

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L’acqua era gelata ma lui, sbadigliando sonoramente dopo le mie scrollate, mi disse che “aveva caldo ai piedi e un po’ di sonno“, e così ne aveva approfittato. Roba da matti, penserete ma vi assicuro che per Igino era la normalità. Aveva un fisico bestiale. Quando la domenica, indossata la maglia azzurra del Baveno, giocava a pallone, correva sulla fascia come una locomotiva per l’intera durata della partita, mostrando una riserva inesauribile di fiato. E a caccia di camosci era capace di stare delle ore immobile, nella neve, per mimetizzarsi. Fedele, invece, era più indolente e si muoveva sempre e solo sulla sua “Teresina”, una Vespa 125 del 1953, che teneva lustra e curata nemmeno fosse la sua morosa. Fiorenzo e Riccardo ricordavano il giorno in cui l’autista dell’azienda, con la sua “Bianchina“, stava tornando da una commissione. Lo videro in fondo al viale alberato, con la freccia pulsante a sinistra. Alle sue spalle c’era Fedele, sulla sua Vespa. L’auto procedeva a passo d’uomo ma non svoltò a sinistra al primo incrocio. Fedele gli stava dietro, tradendo una certa impazienza. La “Bianchina“, nonostante la freccia sempre inserita, non svoltò nemmeno in procinto delle altre due strade che gli avrebbero consentito la deviazione annunciata dall’indicatore luminoso . Ormai persuaso che la freccia era rimasta inserita per una dimenticanza dell’autista, Fedele accelerò per il sorpasso. Fu in quel momento che, giunta in prossimità del cancello della fabbrica, l’auto svoltò repentinamente e Fedele, con una sterzata disperata, evitò di un soffio la collisione , infilandosi nel bel mezzo di una siepe di rovi. “ Non ti dico in che stato era quando riuscì a liberarsi dalla morsa dei rami spinosi”, confessò Riccardo.

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Era uno strazio, con i vestiti strappati e il corpo coperto di graffi. Anche la sua  “125” era un graffio unico e soltanto la velocità, inaspettata quanto provvidenziale, del vecchio autista nel mettersi al riparo dalla sua furia – barricandosi nel gabinetto alla turca – impedì al motociclista di strozzarlo”. Quegli anni, certamente duri e non facili, venivano raccontati sia dall’anziano Fiorenzo che dal più giovane Riccardo come una specie di “formazione alla vita”.  “ Mi hanno aiutato a farmi la “scorza”, a capire come girano le cose e ad avere grande rispetto per il lavoro e per quelli che – quando hanno un impegno – non si tirano indietro, senza dimenticare che non costa nulla dare una mano a chi è in difficoltà e fatica a tenere il passo“, diceva Riccardo. Confidava di essere in debito con i suoi compagni di allora per tutte le cose che aveva appreso, “anche per quelle meno belle che- comunque – servono a volte più di quelle piacevoli”. Li aveva conosciuto Marcello, che voleva andare dal ginecologo perché “ghò mal ad un ginocc’.. ” e  De Maria, che conosceva a memoria la Divina Commedia; aveva lavorato gomito a gomito con Carmelo, una “testa fina” in grado di leggere i disegni tecnici più sofisticati che nemmeno un ingegnere avrebbe potuto “bagnargli il naso” e Morlacchini che, un giorno, si costruì una padella per le caldarroste talmente pesante che bisognava essere in due per far “ballare” le castagne sul fuoco. Tutti erano un po’ speciali e molto, molto umani. Forse – ne sono convinto anch’io che pure ho percorso una strada diversa – si dovrebbe andar tutti, anche per poco, a lavorare in fabbrica, in cava o in ambienti simili. Si capirebbero tante cose e si direbbero tante stupidaggini in meno.

 

Marco Travaglini

 

Trancio di salmone con puré di broccoli e ceci

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Un tris di sapori per una ricetta d’effetto, un piatto completo, nutriente e sano. La delicatezza e morbidezza del salmone abbinate ad un colorato pure’ vellutato sorprendera’ i vostri ospiti.

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Ingredienti

2 Tranci di salmone fresco

250gr. di ceci lessati

2 piccole teste di broccolo

½ spicchio di aglio

1 piccolo peperoncino

Olio evo, sale, 1/2 limone, prezzemolo q.b.

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Cuocere i tranci di salmone a vapore irrorati con il succo del limone. Cuocere, sempre a vapore, i broccoli precedentemente lavati, quindi frullarli con l’aglio, il peperoncino, i ceci scolati e risciacquati. Allungare il pure’ con un mestolino di acqua di cottura dei broccoli per renderlo piu’ cremoso, aggiustare di sale, aggiungere l’olio evo ed il prezzemolo tritato. Servire tiepido.

 

Paperita Patty