LIFESTYLE

Corse e spettacoli all’ippodromo di Vinovo

UN’ESTATE DI EVENTI

Con l’arrivo di giugno hanno inizio gli appuntamenti serali con le corse al trotto nella particolare atmosfera delle “notturne”. Dal 3 giugno al 2 settembre, esclusa la pausa di agosto, le luci dell’Ippodromo si accenderanno ogni mercoledì, con corse al trotto in notturna dalle ore 20. Saranno spesso presenti delle animazioni collaterali variegate, volta ad offrire al pubblico delle esperienze nuove rispetto all’usuale fruizione ippica della location. L’ingresso sarà gratuito per tutti, con la possibilità di cenare presso il Ristorante L’Alfiere ammirando le corse o semplicemente gustarsi un gelato e assaporare un drink fresco, godendosi l’atmosfera rilassata di una serata d’estate in un ambiente diverso dal solito. Le animazioni collaterali inizieranno mercoledì 3 giugno con l’elezione di Miss Ippodromo 2026, concorso presentato dalla conduttrice televisiva ed esperta di moda Elia Tarantino. Dodici giovanissime concorrenti, dai 18 ai 25 anni di età, provenienti da tutto il Piemonte, sfileranno in abiti da sera e casual, per aggiudicarsi il titolo. La Tarantino racconta: “Torna un appuntamento ormai classico dell’estate torinese e ancora una volta siamo orgogliosi di portare all’Ippodromo un tocco di eleganza e di stile. Non sarà infatti un concorso demodé, basato semplicemente sul fisico, bensì sulla classe e il portamento. Bandita la classica uscita in costume da bagno, le ragazze sfileranno con abiti importanti e particolari, tutti creati da stiliste emergenti del panorama regionale. Una particolarità è che anche la giuria sarà composta da indossatrici, in grado ancor di più di entrare in affettuosa empatia con le concorrenti.” Il 10 giugno arriva una ventata di America. Facendo seguito ad una tradizione che va avanti da svariati anni, il Gentlemen Club Piemonte – Liguria, ospiterà quattro “colleghi” Gentlemen driver americani. Gli ospiti statunitensi sfideranno i gentlemen piemontesi in quattro corse, che si svolgeranno prima a Villanova d’Albenga e poi all’Ippodromo di Vinovo. Jim Slendorn, Tony Beltrami, Joe Lee e Tony Veruso provengono dal New Jersey e da New York e per la prima volta si impegneranno sulle piste italiane. Mercoledì 17 giugno spazio alla “Promenade della Regina”, in collaborazione con l’Associazione Pegasus ASD, iniziativa che precede la due giorni di eventi e raccolta fondi benefica del 20 e 21 giugno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. All’Ippodromo verranno esposte tre carrozze storiche, dalle diverse caratteristiche: dalla singola trainata da un solo cavallo, alla brougam con due cavalli, fino alla quadriga. Per la presenza totale quindi anche di sei cavalli da traino, oltre a quelli impegnati nelle corse del trotto. Chiusura di mese, il 24 giugno con un’occasione speciale per i più piccoli: in collaborazione con La Camilla ASD possibilità di accarezzare, coccolare e montare dei piccoli ponies per il cosiddetto Battesimo della sella. Il 1° luglio e il 2 settembre spazio al ballo e nello specifico alla milonga. In collaborazione con Aldobaraldo ASD (www.aldobaraldo.it), che rappresenta l’eccellenza torinese nel tango, l’Ippodromo diventerà sede di due appuntamenti speciali. Le serate danzanti, con deejay live, avranno luogo al piano terra della location (con serata assicurata quindi anche in caso di maltempo), con piccoli intervalli, per poter ammirare le corse dei cavalli all’esterno. Sarà allestita contestualmente anche una piccola mostra fotografica con gli scatti sul mondo del tango, a cura di Sergio Giunipero.

L’8 luglio una serata letteralmente roboante con “Cavalli & Cavalli”. In prossimità della pista in cui avverranno le corse dei cavalli sarà presente una esposizione di macchine americane d’epoca e da collezione, in collaborazione con West Custom Italy (www.facebook.com/westcustomitaly/), il club piemontese che unisce tutti gli appassionati di auto Americane. Adriano Mazzei, Presidente del gruppo, dichiara: “Siamo soliti organizzare dei raduni che rappresentino anche una vera e propria esperienza per i nostri associati, in location e occasioni particolari. La cornice dell’ippodromo è una novità che siamo certi potrà stupire tutto il pubblico, dagli appassionati di auto ai semplici curiosi, dai grandi ai più piccoli.” Anche per l’estate rimangono attive anche le iniziative speciali permanenti all’interno dell’Ippodromo. Come la “SCUDERIA DA CAMPIONI”, in collaborazione con l’Associazione sportiva dilettantistica “Da Campioni ASD” e con il patrocinio del Comune di Vinovo. Un progetto innovativo e audace che prevede un percorso inclusivo espressamente dedicato a ragazzi con disabilità cognitive e sindrome di Down, che possono trasformare l’amore per i cavalli in una eccezionale opportunità di crescita e socializzazione. La Scuderia propone spazi accessibili a tutti, con personale specializzato, composto da istruttori ippici con formazione in ippoterapia e operatori socio-sanitari. Con la medesima cura vengono utilizzati cavalli addestrati, abituati al contatto con persone con esigenze speciali, utilizzati per attività personalizzate e laboratori educativi. Curare un cavallo stimola l’organizzazione e la fiducia in sé stessi, oltre alla soddisfazione di portare a termine un progetto sociale in team. Ogni cavallo che viene curato e accudito dai ragazzi di Scuderia da Campioni viene infatti poi impegnato nelle corse sulle piste italiane, non solo a Vinovo, con la possibilità per i ragazzi di continuare a sostenere il loro campione. Altra attività permanente l’HIPPODOG VINOVO ASD, associazione presieduta da Pino Manfredi, Referente Nazionale AICS per la disciplina “interazioni cinofile”, che mette a disposizione del pubblico interessato un’esperienza trentennale per raccontare una visione della cinofilia basata sul benessere e sulla relazione profonda tra cane e conduttore. L’associazione opera in modo continuativo con corsi collettivi la domenica mattina, per imparare in un clima di condivisione; con le “palestre emozionali”, ossia gioco ed interazioni tra cani, attive il giovedì e il sabato pomeriggio; con il corso di formazione professionale, dedicato ai futuri Educatori Cinofili, nato dalla passione dei soci. Durante gli eventi speciali invece vengono presentati al pubblico dimostrazioni che variano dall’educazione di base, per costruire fondamenta solide nel rapporto uomo-cane, alla ricerca ludica di una persona dispersa, attività entusiasmante che mette in gioco l’olfatto e la mente del cane. Oltre alle animazioni e le attività dell’ippodromo, l’estate regala tanti appuntamenti speciali, grazie alla collaborazione con aziende specializzate nell’organizzazione di eventi. Venerdì 12 e sabato 13 giugno, alle ore 21.30, torna il Drone Art Show targato Fever, questa volta con uno spettacolo dedicato ad Harry Potter. Nel cielo di Vinovo milleduecento droni illuminati e sincronizzati si muoveranno in perfetta armonia con l’indimenticabile colonna sonora dei celebri film di Harry Potter, di cui si celebrano i venticinque anni di magia. Il pubblico potrà rivivere i momenti iconici dei film in un modo totalmente nuovo, con un’esplosione di luce, colori e meraviglia nel cielo notturno, per uno spettacolo mozzafiato.

Sabato 27 giugno, dalle ore 19, arriva il format di edutainment di Club Silencio. La fondazione culturale torinese impegnata in progetti esperienziali che stimolano la partecipazione attiva dei giovani under 35, apre per la prima volta le porte dell’Ippodromo. Tra i suoi progetti più noti vi è “Una notte al Museo”, che dal 2017 a oggi ha portato più di 350.000 giovani in oltre 50 musei tra Piemonte, Liguria e Lombardia. Il 27 giugno verrà organizzata una serata esperienziale con percorsi educativi, visita delle scuderie con dimostrazione del maniscalco, simulazione di gara ippica e giochi interattivi. Non mancheranno musica, cocktail e un’offerta gastronomica a tema, in collaborazione con il ristorante locale L’Alfiere. Per tutto il mese di luglio, dal 2 al 26, dal giovedì alla domenica inclusa, dalle ore 18, l’area verde antistante l’Ippodromo ospiterà il “Pasta Music Fest”, un format di intrattenimento che unirà live music, djset e animazione, con un’area dedicata ai bambini e tanto buon cibo. A cura di un team di professionisti del mondo food & entertainment di Torino, vedrà ingresso rigorosamente gratuito, e ospiterà chi vorrà passare un po’ di tempo fuori casa in compagnia di amici e famiglia nelle sere estive. La protagonista sarà la pasta fresca fatta in casa, con agnolotti, maccheroni, paccheri, pancotti e tante altre proposte, accompagnate da polpette, burger, bruschette, patatine e drink per tutti i gusti. Tra le novità anche l’AperiExperience, la formula su prenotazione che unirà aperitivo ed esperienza in ippodromo, con giro pony per i bambini o giro in carrozza per gli adulti. Giovedì 27 e venerdì 28 agosto, alle 21, con l’organizzazione di Dimensione Eventi, arrivano due grandi concerti: Francesco Gabbani ed Edoardo Bennato. Gabbani porterà il suo Live Tour 2026, che celebra i dieci anni dall’album d’esordio, proponendo brani inediti dell’ultimo progetto Dalla tua parte e grandi successi come Amen e Occidentali’s Karma; Bennato farà invece tappa col suo Quando sarò grande tour.

È possibile visitare i canali ufficiali dell’ippodromo per conoscere gli ultimi aggiornamenti: – www.ippodromovinovo.it – FB /IppodromoVinovo – IG ippodromovinovo

Bolaffi, dalle Olimpiadi a Fausto Coppi

PASSANDO PER UNA RARISSIMA MAGLIA DELLA NAZIONALE CINESE DI CALCIO DI FINE ANNI ‘70, MARADONA E IL GRANDE TORINO: OLTRE 400 LOTTI NELLA VENDITA DI SPORT MEMORABILIA DI ASTE BOLAFFI DEL 5 GIUGNO

Decenni di storia dello sport riassunti in un catalogo unico. Tra i top lot, la divisa completa firmata Moncler utilizzata durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, cimeli di Fausto Coppi e rarità provenienti dal calcio italiano e internazionale

Con oltre 400 lotti tra memorabilia olimpiche, cimeli calcistici e rarità del ciclismo, la nuova asta sportiva organizzata da Aste Bolaffi il 5 giugno in modalità Internet Live, propone un viaggio attraverso alcune delle pagine più significative dello sport degli ultimi decenni. Tra gli oggetti più spettacolari spicca il completo Moncler utilizzato durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano (lotto 10, stima 5.000-7.500 euro). Il lotto, dal design unico, comprende un iconico piumino in edizione limitata con cappuccio coordinato, scarponi da montagna, guanti e maschera scenica. Questa divisa è stata disegnata personalmente da Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato di Moncler. La sezione dedicata al tennis propone un paio di Nike Air Max Courtballistec 3.3 preparate per Rafael Nadal in occasione del torneo di Wimbledon 2011 (lotto 12, 2.500-5.000 euro). Le scarpe, personalizzate “Rafa Vault”, sono nuove e vengono presentate all’interno di una teca in plexiglass realizzata appositamente per l’esposizione. Particolarmente ricca la proposta dedicata al ciclismo, con 28 lotti tra maglie storiche, autografi e oggetti appartenuti ai grandi protagonisti delle due ruote. Tra questi spicca uno dei pezzi più ricercati del ciclismo italiano del dopoguerra: una maglia del Club dei Moschettieri attribuita ad Arnaldo Pambianco (lotto 42, 3.000-4.000 euro), straordinaria testimonianza della breve ma leggendaria esperienza voluta nel 1962 dall’industriale Giovanni Borghi. Curiosa la storia di un lotto di grande fascino: un insieme di cimeli legati a Fausto Coppi e alla squadra Carpano (lotto 43, 5.000-7.500 euro) tra cui una maglia da allenamento Vittore Gianni, spedita personalmente dal campione nel 1957 a un giovane tifoso inglese, che gli aveva scritto una lettera indirizzandola semplicemente alla città di Novi Ligure. Il collezionista ha conservato per tutta la vita anche parte del plico originale utilizzato per la spedizione. Il lotto comprende riviste dedicate a Coppi, firme autografe, un taccuino con firme di numerosi ciclisti degli anni Cinquanta e Sessanta, e un modellino in scala della Bianchi del Mondiale 1953. Una maglia rosa del Giro d’Italia del 1952 attribuita a Fausto Coppi (lotto 44, 10.000-15.000 euro) impreziosisce ulteriormente la ricca sezione dedicata al ciclismo. Ampio spazio è dedicato anche ai football memorabilia, con alcuni cimeli del Grande Torino. Tra questi lo scudetto tricolore originale applicato sulle maglie granata del secondo dopoguerra (lotto 58, 1.750-2.000 euro), realizzato in tessuto cucito a mano e conservato in condizioni eccellenti. Questo particolare modello venne utilizzato solo per un periodo brevissimo poiché tendeva a scolorirsi durante i lavaggi, rendendo oggi assai ricercati gli esemplari superstiti. Alla squadra degli _Invincibili_ appartiene anche una medaglia commemorativa in oro 18 carati, che riporta gli scudetti conquistati dal Torino e le vittorie in Coppa Italia, donata nel 1949 dall’allora presidente Ferruccio Novo a un collaboratore esterno del club (lotto 85, 1.500-2.500 euro). Come di consueto, l’asta presenta una ricca selezione di maglie di club e nazionali dagli anni Sessanta ai giorni nostri, provenienti da ex calciatori, dirigenti sportivi e importanti collezioni private. Tra i pezzi più significativi figurano la maglia del Milan indossata da Kaká contro la Roma nella stagione 2008-2009 (lotto 151, 1.250-1.500 euro), una maglia del Napoli stagione 1990-1991 appartenuta a Diego Armando Maradona e proveniente dalla collezione di un ex arbitro (lotto 281, 3.500-5.000 euro), una maglia del Manchester City 1977-1978 (lotto 319, 5.000-7.500 euro), la storica maglia granata di Ciccio Graziani stagione 1973-1974 (lotto 322, 5.000-7.500 euro), la maglia indossata da Giuseppe Giannini durante Italia ’90 (lotto 379, 2.000-3.000 euro), una rarissima maglia della nazionale cinese utilizzata nell’amichevole contro la Nazionale Militare italiana del 19 ottobre 1978 (lotto 401, 5.000-6.000 euro) e una maglia della Nazionale italiana appartenuta a Claudio Gentile nella stagione 1978 (lotto 402, 3.500-5.000 euro). ASTA Internet Live Venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 11.00 (lotti 1-141) e dalle 14.30 (lotti 142-411)

ESPOSIZIONE  mercoledì 3 e giovedì 4 giugno, solo su appuntamento. Sala Bolaffi Torino, via Cavour 17

INFORMAZIONI tel +39 011-0199101

 Torino Comics chiude con una giornata dedicata a Milo Manara

Proseguono gli appuntamenti di Torino Comics, giunto alla sua 30esima edizione, dopo le giornate di sabato 30 e domenica 31 maggio alla Certosa Reale di Collegno e al Parco Dalla Chiesa. Il grande evento dedicato al fumetto e alla cultura pop chiuderà oggi, lunedì 1 giugno, la sua rassegna che ha incluso mostre, cosplay, concerti, videogiochi, sport, giochi da tavolo, incontri e attività per grandi e piccini.

Dopo il grande successo di visitatori, che non hanno fatto mancare il loro calore al simpaticissimo Giovanni Muciaccia e agli altri grandi ospiti della rassegna, tra cui il divulgatore e content creator Kenta Suzuki e la cantante, amatissima anche dai bambini, Cristina D’Avena, oggi è atteso il main guest di questa edizione di Torino Comics, Milo Manara. Alle 12, nel Teatro della Lavanderia a Vapore, il maestro del fumetto dialogherà con Ivo Milazzo in un incontro dedicato alla creatività per immagini moderato da Fabrizio Accatino.
Al termine dell’incontro, Poste Italiane presenterà la cartella “Litografia d’Autore”, con una litografia dedicata a Caravaggio realizzata dallo stesso Manara. In questa occasione si svolge anche la cerimonia dedicata allo speciale annullo filatelico per i trent’anni dalla pubblicazione de “I Custodi del Maser 1” di Massimiliano Frezzato, alla presenza di Ida Ciancia, direttrice di Filatelia Torino.
Alle 16 Milo Manara incontrerà il pubblico nella Sala delle Arti, sede della mostra “Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia”, dedicata alla sua lunga carriera e visitabile fino al 28 giugno.
Sul mainstage spazio ai concerti: dalle 12 si svolge la finale della Battle of the Bands, seguita dai concerti degli Spork e degli Only One BlacK; gran finale alle 18.30 sul palco principale con Giorgio Vanni, la voce simbolo delle sigle dei cartoni animati degli anni Novanta e Duemila.

30esima edizione di Torino Comics
30-31 maggio e 1° giugno 2026 – dalle ore 10 alle 20
Certosa  Reale e Parco Dalla Chiesa, Collegno (TO)

Mara Martellotta

Ritiro di Pentecoste e incontro con Patrizia Valduga

 

Il ritiro di Pentecoste, alla Casa della Madia, ha avuto come tema centrale la riflessione di fr. Enzo Bianchi sullo Spirito Santo, vissuto come pienezza della Pasqua. Il suo intervento ha cercato di riportare questa festa al cuore del mistero cristiano, liberandola da una comprensione ritenuta un po’ troppo abitudinaria.

Fr. Enzo ha mostrato che, nel Vangelo secondo Giovanni, la prospettiva è diversa da quella degli Atti degli Apostoli: Pasqua, Ascensione e dono dello Spirito non vengono separati, ma compresi come parte di un unico mistero. Nel quarto Vangelo, infatti, lo Spirito viene donato già sulla croce. Quando Gesù muore, non “spira” soltanto, ma consegna lo Spirito. Dal suo fianco trafitto escono sangue e acqua, come compimento della promessa dei fiumi di acqua viva. Questa lettura colpisce, perché cambia il modo di pensare la Pentecoste. Lo Spirito Santo non appare come qualcosa di separato dalla Pasqua, ma come il dono più profondo del Cristo crocifisso. Fr. Enzo Bianchi ha insistito anche sul significato della parola Paraclito: lo Spirito Santo è colui che viene chiamato accanto, l’amico inseparabile di Gesù e il compagno fedele del credente.

Nel Vangelo secondo Giovanni, lo Spirito insegna, ricorda, rende testimoni e permette di giudicare la storia. Non giudica le persone, ma aiuta a discernere le situazioni. Davanti al male, alla violenza e all’ingiustizia, la fede non può sempre restare neutrale: a volte è necessaria una parola chiara, capace di distinguere l’aggressore dalla vittima, il male da una pace solo apparente. In questo senso, lo Spirito Santo non è soltanto consolazione interiore, ma una forza che rende più lucidi, liberi e responsabili dinanzi alla realtà.

Nel pomeriggio, Patrizia Valduga ha dato continuità a questa riflessione con un linguaggio diverso: quello della poesia. Ha parlato della guerra e del dolore degli innocenti senza trasformarli in un tema letterario, ma lasciandoli nella loro durezza. Le sue parole sono sembrate nascere dal bisogno di non restare indifferenti davanti a ciò che accade nel mondo. In questo senso, la poesia non rappresenta un modo per allontanarsi dal presente, ma per viverlo con maggiore verità. Forse anche questo appartiene alla Pentecoste: trovare una parola che non copra ciò che fa male, ma aiuti a ricordare, discernere e testimoniare, quando il silenzio rischia di diventare una forma di accettazione implicita.

IRENE CANE

Buongiorno, grazie, scusa. La cortesia sta bene su tutto

L’educazione è come una camicia bianca, non passa mai di moda” diceva Toto’.

Purtroppo questa affermazione del famoso attore, commediografo e poeta napoletano ultimamente non trova molto fondamento perché sembra, invece, che le buone maniere e la cortesia stiano perdendo importanza.

Quando ero piccola ricordo che i miei genitori mi dicevano di salutare, di ringraziare e di dire per favore quando chiedevo qualcosa; era doveroso cedere il passo agli anziani, tenere la porta a chi veniva dopo di te e chiedere scusa in caso di piccoli incidenti, ma soprattutto se ci si comportava male. Cosa sta succedendo alla gentilezza? Perché si stanno perdendo quelle forme di cortesia che rendono la nostra quotidianità  più cordiale e civile? Senza dover ricorrere alle regole del Galateo che, seppur aggiornate alle nuove consuetudini, non sono sempre e comprensibilmente applicabili, sarebbe invece importante utilizzare alcuni comportamenti essenziali per facilitare le relazioni non solo tra persone reciprocamente note, ma anche nei confronti di sconosciuti che non incontreremo mai più.

Un “buongiorno” (possibilmente con un sorriso) è necessario se si incontra qualcuno di nostra conoscenza, quando si entra in un negozio, in un bar o prima di chiedere un’ informazione per la strada; un “grazie” è d’obbligo quando si riceve qualcosa, se qualcuno ci aiuta o se una persona ci dedica del tempo; un bel “per favore” è indispensabile prima di chiedere qualsiasi cosa anche se, in apparenza, non ce n’è bisogno; infine la più difficile, domandare  “scusa”, un’ espressione di  dispiacere in seguito ad una mancanza,  una specie in via di estinzione, difficilissima da pronunciare e persino da contemplare.

Se poi vogliamo andare oltre l’argomento “buone maniere”, di cui attualmente ci si sorprende come di fronte ad una apparizione, è utile sapere che un saluto, anche solo con un cenno del capo se proprio ci sentiamo timidi, un segno di gratitudine e porgere le proprie scuse  sono motivo di benessere e ci mettono in contatto con il lato migliore del nostro io. Uno studio della International Journal of Psychophysiology afferma, infatti, che essere gentili supporta l’autostima, aiuta il sistema cardiovascolare, diminuisce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aiuta la produzione di endorfine (i neurotrasmettitori che alleviano il dolore e lo stress).

Se i nostri gesti di gentilezza, poi, non dovessero trovare una risposta secondo le nostre aspettative, non molliamo la nostra battaglia per la civiltà, perseveriamo, proviamo a creare un circolo virtuoso e ad andare in controtendenza a queste inclinazioni di ultima generazione che ci vogliono troppo avari di cordialità e attenzioni.

Vestitevi di educazione e gentilezza. Sarete sempre eleganti”.

MARIA LA BARBERA

Valontan, una storia di provincia

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A Brunello Martoccini era nato un figlio. Una bella notizia per  l’anziano zio, il signor Virgilio Borlazza, che viveva a Romentino, nel novarese. Contadino in pensione, Virgilio, aveva promesso al nipote che avrebbe fatto da padrino al battesimo del primo figlio

Brunello, nel frattempo, si era trasferito a Torino. Quindi era lì, nella capitale sabauda, che doveva recarsi.  Nessun problema, a parte uno. In verità non un grande problema ma piuttosto, come dire?, delicato: il mal d’auto che Virgilio soffriva con particolare disagio. Anche da giovane, quando capitava di prendere la corriera alla fermata, davanti al cascinale dei Borlazza, appena messo il piede sul gradino avvertiva quel malessere che agguanta lo stomaco e lo strizza ben bene. “Comunque, la parola data va mantenuta”. E  il signor Virgilio non era uomo da venir meno alle promesse. “Piuttosto faccio il viaggio con la testa fuori dal finestrino ma quando il prete bagna la testa dell’Edoardo(questo il nome  scelto per l’erede di casa Martoccini)  devo esser lì, altro che balle!”, affermava deciso l’anziano contadino.La moglie , la signora Adele, doveva ritirare dei medicinali prescritti dal medico e , cogliendo al balzo l’occasione, per non perder tempo,  lo spedì in farmacia , raccomandandogli di acquistare anche delle pillole utili a contrastare quella fastidiosa nausea che alcuni, come lui, provavano durante i lunghi viaggi in automobile. Virgilio non si fece pregare, consapevole com’era che le decisioni della moglie erano irrevocabili e che a nulla sarebbe valso opporvi resistenza. Dunque, andò. In pochi minuti, raggiunta la farmacia e varcata la soglia, si trovò una sorpresa che avrebbe voluto evitare: dietro al bancone non c’era il farmacista D’Intrugli ma sua moglie, una signora un po’ impicciona e molto, ma molto curiosa.“Oddio, proprio quella lì mi toccava d’incontrare. E’ quasi peggio dell’Ercolino, quel gran rompiballe di mio nipote ”, sospirò Virgilio. Dopo lo scambio di saluti , molto formale e piuttosto freddino,  l’anziano allungò la ricetta sul bancone  e aggiunse: “..mi servono anche le pastiglie per l’auto”.  La moglie del farmacista, alzando gli occhi dal foglio, lo guardò negli occhi e chiese: “Valontan?”. Virgilio, contrariato per la domanda, borbottò dentro di sé..”Eccola qua, la curiosa. Vuol sapere dove vado,eh? Ma io non gli dico un bel niente”. E stette zitto. La signora intanto, voltando le spalle all’anziano,  cercava sugli scaffali le medicine, mormorando  tra sè e sè , “Valontan”.Virgilio, che aveva l’udito buono, a dispetto dell’età,  scosse la testa e pensò: “Di nuovo. Eccola che insiste. Non riesce proprio a farsi i fatti suoi…Ma io starò muto come una tomba e la soddisfazione di dirle dove devo andare proprio non gliela dò”. La farmacista, raccolte le confezioni sul bancone, rilesse quanto stava scritto sulla ricetta.. “Allora, vediamo un po’. Supposte di glicerina..sì..sciroppo per la tosse..eccolo.. antibiotico e antipiretico sono qui. Ah… ecco..Valontan”.Virgilio, esasperato dall’invadenza, rispose seccato: “Vado a Torino. Contenta, adesso? ”.La signora, sgranando gli occhi, disse:”Ma signor Virgilio, io non volevo sapere dove andrà lei. Valontan è il nome delle pastiglie”. L’anziano però non le credette. Pagò le medicine, ritirò la merce e lo scontrino e, prima di andarsene le disse: “Eh, sì! Altro che non vuol saperlo, la scìura farmacista. Ma se me l’ha chiesto tre volte, cara Madonna!  Farsi i fatti propri mai, eh..? Buongiorno”.

Marco Travaglini

Valle Strona, dal “solletico ai tarli” ai Pinocchi

Un tempo la Valstrona era conosciuta come la Valle dei “gràta gàmul”, i tornitori e lavoratori del legno in grado di “fare il solletico ai tarli”.

Nelle botteghe poste lungo lo Strona, il torrente che dà il nome alla valle,  principale affluente del Toce, si tornivano e lavoravano utensili da cucina, ciotole, mestoli, e piccoli oggetti d’arredo, già molto prima che arrivasse l’energia elettrica, usando la forza motrice dell’acqua.

A onor del vero, quella che oggi in molti chiamano anche la “valle dei Pinocchi”  – da quando gli artigiani si sono specializzati nel dar vita al burattino più amato del mondo – aveva un altro soprannome: la “val di cazzuj”, rammentando la grande quantità di cucchiai di legno che lì venivano prodotti. Questa valle, che da Omegna sale verso il monte Capezzone, è una terra ricca di suggestioni e bellezze. Comprende, nei quattro comuni che la compongono, ben 14 nuclei abitati: Germagno, Loreglia, Chesio, Strona, Luzzogno, Fornero, Inuggio, Piana, Sambughetto, Massiola, Rosarolo, Otra, Forno e Campello Monti. Da sempre è terra di lavoratori e inventori che l’anno resa famosa non solo per il legno ma anche per l’antica tradizione nella lavorazione del ferro e del peltro, tanto che, dal XVII al XIX secolo si può parlare di una scuola di peltrai emigrati dalla Valle strona in varie città d’Italia ed Europa. L’ingegno non è mai mancato. A Sambughetto venne inventata una pala, la “sesula” , che veniva utilizzata in inverno per sgomberare la neve dalle strade , senza che la neve le si attaccasse. Il primo tornio mosso dalla forza dell’acqua fu quello di Gaudenzio Piana, di Fornero. Come e perché Piana poté costruirlo, è questione avvolta in un alone di leggenda. Pare che avendone visto un esemplare nelle prigioni di Genova, dove era stato rinchiuso perché aveva disertato dall’esercito piemontese dopo la sconfitta di Novara del 1849, decise di costruirsene uno uguale, non appena fosse tornato libero. Il tutto in gran segreto, evitando che i compaesani potessero copiare la sua nuova macchina e usufruire anch’essi dei vantaggi che arrecava, visto che il tornio ad acqua consentiva una resa di gran lunga più alta rispetto ai tradizionali torni azionati a pedale. Il segreto durò poco, però e nel giro di pochi decenni la valle si riempì di torni mossi dalle acque dello Strona. Così, producendo senza soste e innovando in base alle richieste di mercato, si è giunti ai Pinocchi di tutte le fogge e grandezze che, insigniti del marchio “Piemonte eccellenza artigiana”, vengono venduti un po’ ovunque, compresa Collodi, la patria toscana del burattino inventato nel 1881. Sono più di cento i passaggi che occorrono per realizzare un Pinocchio snodabile completo e per immaginare sempre dei nuovi modelli occorrono un estro e una fantasia non comuni. “C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”, si legge nell’incipit di uno dei più famosi libri per l’infanzia al mondo, il Pinocchio, di Carlo Lorenzini, detto il Collodi. Ma andrebbe detto anche, senza offesa per nessuno, che quel mastro Geppetto che ha saputo lavorare il “tronco parlante” regalatogli da mastro Ciliegia, forse era arrivato nel Granducato di Toscana dalla Valle Strona.

 

Marco Travaglini

Sfoglia caramellata alla crema, trionfo di dolcezza

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Una croccante sfoglia caramellata che racchiude una deliziosa crema pasticcera aromatizzata al limone.

Un perfetto connubio di morbidezza e friabilita’, semplice e irresistibile.

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Ingredienti

 

1 confezione di pasta sfoglia pronta quadrata

500ml. di latte fresco intero

4tuorli

100gr. di zucchero

40gr. di maizena

1 bustina di vanillina

1 limone

Zucchero a velo

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Preparare la crema pasticcera. Portare ad ebollizione il latte aromatizzato con la buccia di limone grattugiata, lasciar intiepidire e filtrare. Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la vanillina, versare il latte a filo sempre mescolando. Cuocere la crema a bagnomaria per circa 10 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il succo di  ½ limone senza mai smettere di mescolare. Disporre una base di sfoglia su un piatto da portata, coprire con la crema pasticcera, mettere la seconda sfoglia, ricoprire con la crema. Disporre l’ultima sfoglia, spolverizzare di zucchero a velo, guarnire a piacere. Servire fresca.

 

Paperita Patty

Come i colori influenzano Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Passeggiare per Torino significa attraversare una città che comunica continuamente con il cervello, anche quando non ce ne accorgiamo. I colori degli alberi lungo i viali, il blu del Po, le luci rosse dei locali serali, il bianco degli ambienti moderni: ogni tonalità modifica emozioni, battito cardiaco, concentrazione e perfino il modo in cui viviamo gli spazi.

Le neuroscienze spiegano da anni che il cervello umano reagisce ai colori in maniera molto più profonda di quanto si pensi. Torino, forse senza volerlo, è una città che mette continuamente in contatto le persone con stimoli visivi capaci di influenzare umore e comportamento.

Il verde che aiuta la mente

Torino viene spesso associata ai suoi grandi parchi e ai viali alberati. Dal Valentino alla Pellerina, passando per le zone lungo il Po, il verde è una presenza costante nella quotidianità dei torinesi. E proprio il verde rappresenta uno dei colori più legati alla concentrazione e al benessere mentale.

Secondo numerosi studi psicologici, osservare alberi e natura riduce il livello di stress e permette al cervello di mantenere più facilmente il focus. Per questo motivo molte persone lavorano meglio vicino a una finestra da cui si vede l’esterno. Anche una semplice pausa in cui lo sguardo si sposta sugli alberi può aiutare la mente a recuperare attenzione.

Il motivo affonda nelle origini dell’essere umano. Il cervello nasce nella natura e continua a percepirla come un ambiente sicuro. La presenza di piante e colori naturali stimola la produzione di serotonina e contribuisce a creare una sensazione di equilibrio e stabilità emotiva. Anche chi pensa di non amare particolarmente la natura mantiene una risposta inconscia positiva verso tutto ciò che richiama il verde.

Per questa ragione il verde viene spesso consigliato anche negli ambienti interni. Pareti, dettagli d’arredo o spazi con molte piante trasmettono calma mentale e favoriscono la concentrazione, soprattutto negli studi e negli uffici.

Il rosso accelera il cuore

Se il verde rilassa, il rosso produce l’effetto opposto. È il colore che più facilmente aumenta il battito cardiaco e crea una sensazione di attivazione immediata. Torino lo mostra soprattutto nelle insegne luminose dei locali, nelle zone della movida e negli ambienti progettati per trasmettere energia.

Dal punto di vista neurologico, il rosso richiama attenzione e intensità. Il cervello interpreta l’aumento del battito come uno stato di eccitazione o di allerta. Per questo motivo anche i vestiti rossi influenzano le interazioni sociali. Una persona vestita di rosso appare più intensa, più presente, più difficile da ignorare.

Lo stesso meccanismo si riflette negli ambienti domestici. Una stanza da letto con pareti rosse, tende rosse o elementi molto accesi rende più difficile il rilassamento. Il cervello rimane attivo più a lungo e il corpo fatica a rallentare.

Molti locali scelgono il rosso proprio per creare movimento e stimolare energia sociale. È un colore che funziona bene nei luoghi dinamici, nei cocktail bar e negli spazi dedicati alla vita notturna.

Il blu del Po e il bisogno di calma

Tra i colori più presenti a Torino c’è anche il blu. Basta osservare il Po nelle giornate limpide o i riflessi dell’acqua lungo i Murazzi per capire quanto questo colore contribuisca all’atmosfera della città.

A livello psicologico il blu rallenta il battito cardiaco e trasmette un senso di calma e affidabilità. È il colore più utilizzato negli ambienti professionali perché comunica credibilità, sicurezza e leadership. Non a caso molte persone scelgono tonalità blu per colloqui di lavoro, incontri importanti o contesti in cui vogliono apparire autorevoli.

Anche alcuni ristoranti torinesi specializzati in pesce utilizzano arredamenti azzurri e blu per richiamare il mare e creare un’atmosfera rilassata. Eppure proprio l’azzurro ha un effetto curioso sul cervello: tende a diminuire l’appetito. Succede perché in natura il blu compare raramente negli alimenti e il cervello associa questo colore più alla calma che al desiderio di mangiare.

Il bianco e il nero raccontano invece due forme diverse di distanza. Il bianco trasmette pulizia, ordine e precisione. Per questo viene scelto spesso negli ambienti moderni, nelle gallerie e negli spazi minimalisti della città. Il nero comunica eleganza, raffinatezza e una certa freddezza emotiva. È il colore che crea più distacco, ma anche quello che viene associato più facilmente al concetto di stile.

Camminando per Torino si scopre quindi una città che parla continuamente attraverso i colori. Ogni strada, parco, locale o palazzo produce reazioni nel cervello e modifica il modo in cui le persone si sentono. A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che una città non viene vissuta soltanto con gli occhi, ma anche con le emozioni che riesce a generare.

NOEMI GARIANO