LIFESTYLE

Vialattea, la montagna da vivere anche d’estate

In quota con gli impianti di risalita tra natura, sport e panorami unici

Vialattea si conferma una destinazione ideale anche nella stagione estiva, offrendo la possibilità di vivere la montagna in quota tra natura, relax e attività all’aria aperta. Alcuni impianti di risalita saranno in funzione per consentire a escursionisti, biker e appassionati di outdoor di raggiungere facilmente punti panoramici di straordinaria bellezza e accedere a numerosi itinerari immersi nel verde e nella tranquillità dell’ambiente alpino.

Rispetto alla scorsa stagione, l’offerta estiva risulta ulteriormente potenziata, con un incremento delle giornate di apertura e un periodo continuativo di oltre due mesi di attività per la seggiovia Sportinia a Sauze d’Oulx. Anche a Sestriere, dopo la pausa della scorsa estate, sarà nuovamente aperta la telecabina Sestriere-Fraiteve, completati gli ultimi lavori di revisione generale dell’impianto previsti entro il mese di luglio.

Il progetto di apertura estiva è condiviso con i Comuni di Sestriere e Sauze d’Oulx, i rispettivi Consorzi Turistici e Turismo Torino e Provincia, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e ampliare l’offerta turistica della destinazione. I percorsi in quota sono predisposti a cura dei Comuni di riferimento.

Vialattea propone un prodotto turistico pensato per soddisfare diverse tipologie di pubblico: gli impianti rappresentano un punto di accesso privilegiato a itinerari di varia difficoltà, ideali sia per gli amanti del downhill in cerca di percorsi adrenalinici, sia per chi preferisce escursioni più tranquille, fino a chi desidera semplicemente godersi il panorama in alta quota. L’esperienza si completa con ulteriori attività presenti sul territorio, tra cui il golf, con le 18 buche del Circolo Golf Sestrieres che contribuiscono a rendere la destinazione attrattiva per un pubblico ancora più ampio.

Nel dettaglio  le aperture degli impianti e i relativi periodi di esercizio:

  • Seggiovia Sportinia a Sauze d’Oulx – dal 27 giugno al 30 agosto
  • Seggiovia Rocce Nere a Sauze d’Oulx – dall’1 al 23 agosto
  • Telecabina Sestriere-Fraiteve a Sestriere – dal 25 luglio al 23 agosto
  • Seggiovia Nube d’Argento a Sestriere – dall’1 al 23 agosto

Gli impianti saranno aperti tutti i giorni nei periodi specificati con orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 17.00.

Come di consueto, per soddisfare al meglio le esigenze di tutti i clienti, l’offerta Vialattea prevede varie tipologie di biglietto:

A/R Seggiovia Sportinia € 15,00 (€ 5,00 Baby*)

A/R Seggiovia Sportinia + Corsa Singola Seggiovia Rocce Nere € 20,00 (€ 5,00 Baby*)

A/R Telecabina Sestriere-Fraiteve € 15,00 (€ 5,00 Baby*)

A/R Seggiovia Nube d’Argento € 15,00 (€ 5,00 Baby*)

Corsa Singola Seggiovia Sportinia € 12,00 (€ 5,00 Baby*)

Corsa Singola Seggiovia Rocce Nere – effettua il trasporto solo in salita € 12,00 (€ 5,00 Baby*)

Corsa Singola Telecabina Sestriere-Fraiteve € 12,00 (€ 5,00 Baby*)

Corsa Singola Seggiovia Nube d’Argento € 12,00 (€ 5,00 Baby*)

Giornaliero Vialattea € 30,00 (€ 6,00 Baby*)

Pomeridiano Vialattea dalle ore 13:00 € 22,00 (€ 6,00 Baby*)

2 Giorni Vialattea € 56,00 (€ 12,00 Baby*)

3 Giorni Vialattea € 80,00 (€ 18,00 Baby*)

6 Giorni Vialattea € 130,00 (€ 36,00 Baby*)

VIALATTEA // BARDO SUMMER PASS € 190,00

valido per tutto il periodo estivo sugli impianti di Vialattea e Bardonecchia.

*BABY (nati dal 2018 e seguenti): Per i Summer Ticket BABY si richiede un documento d’identità attestante l’età dell’avente diritto e la firma di un adulto responsabile che garantisca l’accompagnamento del bambino (non si accettano autocertificazioni).

Tutti i prezzi 2026 sono rimasti invariati da due stagioni. È stata anche riconfermata l’agevolazione per i possessori di skipass stagionale 2025/26 che potranno beneficiare dello sconto del 50% sull’acquisto del VIALATTEA // BARDO SUMMER PASS.

Infine, i possessori di Vialattea Ski Card, per gli acquisti online, avranno degli sconti dedicati su alcune tipologie di Summer Tickets.

Al Castello di Racconigi tra cani e corni da caccia

Domenica 24 maggio, alle ore 11,  con l’Accademia di Sant’Uberto e l’Equipaggio della Regia Venaria di Suonatori di Corno da Caccia

Un concerto riunirà la musica, i cani, i corni da caccia e il patrimonio regionale. Si tratta di un evento promosso dall’Accademia di Sant’Uberto, insieme all’Equipaggio della Regia Venaria di suonatori di Corno da caccia, che si esibiranno domenica 24 maggio alle ore 11 al castello di Racconigi. I musicisti saranno in tenuta scarlatta e bleu du roi, i colori Sabaudi, e all’interno dell’iniziativa saranno presenti anche momenti di attività cinofila in collaborazione con la Società Italiana Pro Segugio della sezione provinciale di Cuneo, con l’esibizione di un cane da traccia.

L’evento avrà il suo svolgimento nel piazzale del castello, dal lato del parco. In caso di maltempo si terrà nel salone d’Ercole solo con l’Equipaggio della Regia Venaria.

Il Corno da caccia mosse i suoi primi passi cominciando proprio dai cani. Nato nella seconda metà del Seicento venne appositamente creato per comunicare ai cani attraverso appositi toni. Soltanto successivamente il Corno divenne strumento per la musica d’arte assumendo un ruolo da protagonista presso i più importanti musicisti dell’età barocca. Praticata in Francia, Belgio, Italia e Lussemburgo, l’arte musicale dei suonatori di Corno da caccia toccherà nel programma “Cerimoniale e Divertissement 2026-Early Music Today” anche alcuni frammenti dedicati ai cani, per un’arte inserita nella lista rappresentativa di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, nel 2020.

L’Accademia di Sant’Uberto, nata nel 1996 come associazione percorsi, svolge la propria attività culturale, di studio e ricerca nell’ambito del Loisir di Corte, in particolare presso la Corte Sabauda di Ancien Régime. Nel 2006 ha iniziato la vera e propria attività concertistica di musica barocca e, nel 2016, ha avviato il Progetto Barocco con il Liceo Classico Musicale Cavour di Torino. L’attività della comunità dei suonatori di Corno da caccia si è sviluppata con I suonatori d’Oltralpe. Nel 2014 le comunità di Italia e Francia hanno annunciato la decisione e di avviare la candidatura UNESCO dell’arte musicale dei Suonatori di Corno da Caccia, il cui processo di candidatura si è concluso nel dicembre 2020 con l’inserimento della pratica nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.

Info: info@accademiadisantuberto.it

Concerto incluso nel biglietto d’ingresso

Mara Martellotta

Il Tour della salute approda a Torino

Appuntamento sabato e domenica, in Piazza Vittorio Veneto, con consulti medici gratuiti, attività sportive e momenti aggregativi

 

Farà tappa a Torino, nel fine settimana, il Tour della Salute, il primo evento itinerante, con approccio multidisciplinare, dedicato alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. Nell’ambito della manifestazione, dal 2018 ad oggi, sono già stati effettuati quasi 70 mila consulti medici gratuiti, che in molti casi hanno consentito di rilevare patologie e problematiche, scongiurando conseguenze potenzialmente gravi per un gran numero di cittadini ignari. In una fase storica in cui molte persone fanno fatica ad accedere alle cure e all’assistenza sanitaria, la funzione svolta dal Tour della Salute assume dunque ulteriore importanza. La prevenzione, oggi più che mai, risulta infatti fondamentale: per l’individuo e per l’intera collettività.

Quest’anno il Tour della Salute toccherà 15 località italiane e a Torino, unica tappa in Piemonte, l’evento sarà ospitato in Piazza Vittorio Venetosabato 23 e domenica 24 maggiocon orari che andranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 in entrambe le giornate. La manifestazione, giunta alla sua ottava edizione, è promossa da ASC Attività Sportive Confederate, con i patrocini del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e con il contributo non condizionato di EG STADA Group.

 

In Piazza Vittorio Veneto sarà dunque allestito un vero e proprio villaggio della salute e dello sport, attrezzato con 6 ambulatori, nei quali sarà possibile sottoporsi gratuitamente e in piena sicurezza, sotto il controllo di qualificati esponenti delle principali società scientifiche, a consulti di tipo cardiologico, reumatologico, dermatologico, nutrizionale e psicologico. Completa il quadro lo spazio riservato ai colloqui con un medico veterinario sulle problematiche degli animali da affezione. In entrambe le giornate sarà inoltre distribuito materiale informativo, curato da Federfarma, sui servizi di prevenzione e screening disponibili nelle farmacie.

 

Contestualmente saranno proposte diverse attività ludiche e aggregative, per grandi e piccini, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria, nell’ottica della prevenzione e della salvaguardia del benessere psicofisico. In particolare, il personale specializzato, aderente alla rete ASC, coinvolgerà il pubblico nelle rispettive discipline e fornirà dimostrazioni delle proprie abilità: a Torino uno dei momenti clou sarà la camminata di fitwalking, con la supervisione di qualificati istruttori, pronti ad insegnare questa pratica a persone di ogni età.  Spazio anche a yoga, scherma, karate e difesa personale, grazie alle collaborazioni con Asd Yoga Sutra Studio,  Asd Accademia Scherma Marchesa Torino e  Asd Europa Team.

 

MARIA CECILIA MORANDINI (Presidente nazionale ASC): “Lo sport è un potente strumento di prevenzione, benessere e qualità della vita. Come A.S.C., crediamo fermamente che praticare attività fisica con regolarità sia uno dei pilastri fondamentali per una vita sana ed equilibrata, capace di ridurre i rischi legati alle principali patologie e di migliorare il benessere psicofisico a tutte le età. Il Tour della Salute rappresenta per noi un’occasione preziosa per ribadire questo messaggio e avvicinare sempre più persone a uno stile di vita attivo e consapevole”.

SALVATORE BUTTI (General Manager & Managing Director EG STADA Group): “In linea con la nostra purpose, Caring for people’s health, siamo orgogliosi di essere anche per il 2026 trusted partner del Tour della Salute. Questo tour itinerante, che sensibilizza la cittadinanza sull’importanza della prevenzione e dell’aderenza alle terapie, rappresenta un progetto multidisciplinare concreto e utile, in grado di rispondere a bisogni di salute reali e in continua evoluzione”.

 

LE 15 TAPPE

 

Friuli Venezia Giulia (Gorizia 11/12 aprile); Veneto (Chioggia 18/19 aprile); Liguria (Imperia 9/10 maggio); Emilia Romagna (Imola 16/17 maggio); Piemonte (Torino 23/24 maggio); Lazio (Latina 30/31 maggio); Umbria (Perugia 29/30 agosto); Toscana (Grosseto 5/6 settembre); Marche (Fano 12/13 settembre); Abruzzo (Pescara 19/20 settembre); Campania (Aversa 26/27 settembre); Lombardia (Sondrio 3/4 ottobre); Puglia (Bari 10/11 ottobre); Sicilia (Palermo 17/18 ottobre); Calabria (Reggio Calabria 24/25 ottobre).

 

ORGANIZZAZIONE E PARTNER

 

Il Tour della Salute 2026 si avvale del contributo scientifico di SIPREC (Società Italiana per la prevenzione Cardiovascolare), ADI (Associazione Italiana di dietetica e Nutrizione Clinica), CReI (Collegio Reumatologi Italiani), SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse), CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) e FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani). E’ patrocinato da Ministero della Salute, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Associazione Medici Diabetologi (AMD), Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Federfarma, Federchimica-Assosalute. L’evento gode del contributo non condizionato di EG STADA Group. Partner dell’edizione 2026 è Valsoia.

Il filo e le sue arti, una mostra-convegno a Palazzo Barolo

Per approfondire le Arti del Filo, da giovedì 21 a sabato 23 maggio

A Palazzo Barolo un evento nazionale, dal titolo “Verità, miti e leggende sul filo e le sue arti”, rappresenta un’occasione unica per immergersi nelle Arti del Filo. Attraverso l’esposizione di tecniche raffinate come il ricamo, il merletto e la tessitura, i visitatori potranno ammirare dei manufatti che spaziano dall’arredamento all’abbigliamento, fino alla creazione e di gioielli e di oggettistica originale. Da giovedì 21 a sabato 23 maggio, si terranno un convegno e delle conferenze su storia e tecniche di ricamo, merletto e tessitura accompagnate da dimostrazioni pratiche. In mostra, le opere sono il frutto del talento delle socie della Corporazione delle Arti, provenienti da dieci regioni italiane e dalle allieve della Scuola di Ricamo di Gisella Tamagno, che qusst’anno celebra il suo 30esimo anno di attività. Il percorso espositivo non vuole essere soltanto una celebrazione estetica, ma un approfondimento multidisciplinare che coinvolge i curatori di prestigiosi musei italiani e ospiti internazionali provenienti dalla Francia e dall’Europa dell’Est. Insieme a collezionisti e nuovi artisti, verranno esplorate le Arti di Filo sottile profilo storico, socio-economico, umanitario e terapeutico. Il pubblico avrà la possibilità di assistere a dimostrazioni dal vivo scoprendo come strumenti semplici, guidati da ingegno e pazienza, si possano trasformare in capolavori.

Gli appassionati potranno ricevere spunti, idee e curiosità, scoprire un modo di colori insoliti, assistendo a dimostrazioni e acquistando manufatti, libri e kit. Questo patrimonio immenso affonda le sue radici in una storia antica e si propone come una risorsa vitale capace di adattarsi alla moda e ai gusti contemporanei, proiettandosi verso il futuro.

Oltre alla mostra, gli appartamenti dei Marchesi di Barolo, al piano nobile, sono visitabili su visita guidata nei seguenti orari: da martedì a domenica alla 15, alle 16 e alle 17. Il programma del convegno è disponibile sulla pagina web di Opera Barolo: www.operabarolo.it, e aperto a tutti. La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso a Palazzo Barolo. Orari: giovedì, venerdì, sabato dalle 10 alle 18

Si consiglia di verificare l’apertura nei giorni d’interesse o telefonando al numero 338 1691652 o scrivendo a biglietteria@palazzobarolo.it

Palazzo Barolo – via delle Orfane 7, Torino

Mara Martellotta

Portfolio review: “Il Grande Venerdì di Enzo”

Venerdì 5 giugno, a Torino, fa tappa l’iniziativa promossa dall’Art Directors Club,

Torna venerdì 5 giugno prossimo il “Grande Venerdì di Enzo”, la più grande portfolio review diffuso in tutta Italia e promossa da ADCI – Art Directors Club Italiano, e dedicata alla memoria di Enzo Baldoni. L’iniziativa è giunta alla sua 27esima edizione ed è divenuta negli anni un appuntamento di riferimento per giovani creativi, studenti, freelance, professionisti emergenti, coinvolgendo diverse città italiane e offre do opportunità di confronto de visu con direttori creativi, art director, copywriter, designer e professionisti del mondo della comunicazione. Obiettivo dei grandi venerdì di Enzo, è quello di favorire un momento concreto d’incontro fra l’industria creativa e le nuove generazioni, offrendo ai partecipanti la possibilità di presentare il proprio portfolio, ricevere feedback qualificati e costruiranno e opportunità di crescita e networking.

“Grazie all’energia dei nostri local ambassador, la più grande review portfolio d’Italia, rappresenta un momento di incontro fra sguardi e sogni, il luogo dove tutto è possibile e nascono nuove storie di successo – commenta Angela Pastore, consigliera e coordinatrice local ambassador ADCI”.

La grande novità di quest’anno riguarda la partnership con TUCANO, storico brand italiano che ha recentemente celebrato, come ADCI, il traguardo dei quarant’anni. Da sempre simbolo di design funzionale e contemporaneo, TUCANO si distingue per i suoi prodotti d’accompagnamento alla vita urbana e professionale.

“Quando abbiamo fondato TUCANO – spiega il fondatore e CEO di TUCANO, Franco Luini – l’idea era di accompagnare le persone nei luoghi in cui nascono le idee, proteggendo gli strumenti con cui lavorano, creano e si raccontano. Per questo siamo felici di essere portfolio partner de ‘Il Grande Venerdì di Enzo’, perché il portfolio non è solo un contenitore di progetti, ma passaporto professionale di ogni creativo. Incontrare ADCI, con cui condividiamo radici milanesi, una storia iniziata nel medesimo anno e una visione aperta al mondo, significa sostenere concretamente il talento e l’eccellenza italiana”.

“Il grande venerdì di Enzo” nasce per ricordare l’apporto generoso di Enzo Baldoni, copywriter e giornalista, che dedicava ogni venerdì il suo tempo alla revisione dei portfolio dei giovani creativi, dando loro consigli preziosi per mettere a fuoco il loro talento. Nel 2004, Baldoni scompare in Iraq. La sua scomparsa ha colpito profondamente il mondo della creatività e della comunicazione, perché con il suo sorriso e la sua voglia di vivere, era riuscito a contagiare negli anni generazioni s generazioni di giovani, avvicinandoli alla dimensione creativa. Ancora oggi, “Il grande venerdì di Enzo” rappresenta uno dei principali mentorship del settore creativo italiano, grazie al coinvolgimento volontario di centinaia di professionisti, soci ADCI che mettono a disposizione il loro tempo e le loro esperienze.

Mara Martellotta

Quando la notte si mangia le stelle

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Con passo deciso ma non frettoloso, ci si accompagnava agli altri avventori giù ai “Quattro Cantoni”. Lì, tra un bicchiere e un piatto di polenta “concia” accompagnato dai pesciolini in carpione ( una vera “mazzata” per il fegato, soprattutto alla sera, ma era quello che passava il convento e non era bello dire di no quando l’oste – il Luisin – era in vena di “offrire” il merendino fuori-orario) s’inanellavano ricordi, ritratti ed aneddoti

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Quando la notte si mangia le stelle e si fa nera come l’inchiostro, è segno che il tempo cambia. Le nuvole, scure e cariche di pioggia, riempiono il cielo formando una coltre spessa. “E’ notte di fiaschi e di chiacchiere da osteria”, diceva Ugo Pollastri, titolare della pescheria di Feriolo, prendendomi sotto braccio. E così, con passo deciso ma non frettoloso, ci si accompagnava agli altri avventori giù ai “Quattro Cantoni”. Lì, tra un bicchiere e un piatto di polenta “concia” accompagnato dai pesciolini in carpione ( una vera “mazzata” per il fegato, soprattutto alla sera, ma era quello che passava il convento e non era bello dire di no quando l’oste – il Luisin – era in vena di “offrire” il merendino fuori-orario) s’inanellavano ricordi, ritratti ed aneddoti. Prendevano forma e si animavano i personaggi più conosciuti. Ad esempio, il Tino Bagutti ed il suo “Motom”. Tino era stato tra i primi, subito dopo la seconda guerra mondiale, ad aver tra le mani quel ciclomotore robusto ed economico ( una specie di piccola motocicletta), di buone prestazioni ed elevata affidabilità, pur essendo confinato nei limiti di cilindrata dei più classici “cinquantini”. Il Motom, creato dal fantasioso ingegner Battista Falchetto, un ex-progettista della Lancia, in collaborazione con gli industriali De Angelis Frua , venne presentato al salone di Ginevra del 1947 con il mome di Motomic ( era l’abbreviazione di “Moto Atomica”..). Come lo teneva il Bagutti era uno spettacolo: sempre lucido, in ordine.

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Dietro al sellino aveva applicato una coda di volpe che, nelle intenzioni, doveva svolazzare davanti agli occhi dei passanti quando transitava la rombante motocicletta. In realtà, la coda restò quasi sempre giù, moscia, tristemente penzolante. Il Motom, infatti, andava a passo d’uomo sulla salita che dall’incrocio sopra il circolo di Oltrefiume saliva – tra due file di alberi – verso la Tranquilla. Tino Bagutti teneva molto “all’assetto del pilota”: guidava in posizione da corsa,proteso in avanti sul manubrio, vestito di pelle nera con cuffia di cuoio ed un paio di enormi occhialoni. Noi, all’epoca ragazzini, gli correvamo appresso, lo affiancavamo, lo guardavamo e lo sorpassavamo. Lui, umiliato, ci guardava digrignando i denti ma non ci diceva mai nulla. Non usciva nemmeno una sillaba dalla sua bocca anche se non era difficile intuirne i pensieri bellicosi. Così, lo ribattezzammo “il centauro della volpe triste”. E lui, con qualche ragione, non ci ringraziò. Un altro personaggio che veniva evocato spesso era il Balloni. Il nome non lo ricordo bene: forse si chiamava Alberto o Gilberto o qualcosa del genere. Comunque, era un bel personaggio. Era stato militare nella “Légion étrangère”,da giovane. Con la Legione aveva combattuto in Indocina, partecipando alla tragica battaglia di Dien Bien Phu, nel 1954. Era un uomo d’azione, sprezzante del rischio.Si definiva un “fascista-comunista”. La sua famiglia era stata dalla parte del Duce durante il ventennio ed alcuni avevano combattuto sotto le insegne della Repubblica di Salò. Lui, negli anni che seguirono alla Liberazione, continuò a coltivare il mito dell’ uomo forte e dell’ordine“. Dove aveva fallito il Duce, c’è sempre la possibilità che andasse bene a Stalin”, diceva ad alta voce, quando alzava un po’ il gomito, a riprova che “nel vino c’è la verità”.L’ideologia, non era opposta? L’ideologia, per lui, non c’entrava un tubo. “Ciò che conta è la dittatura. Qui ognuno fa i cavoli suoi e non risponde a nessun altro che ai propri interessi. Ed allora, caro mio, ci vuole ordine, disciplina. Un tempo era il fascismo a far rigare diritti questi lazzaroni, ora ci potrebbe pensare il comunismo”. Quel “ci potrebbe” veniva espresso in forma dubitativa poiché aveva scarsa considerazione dei comunisti locali ed italiani in genere. “Gente troppo democratica, troppo perbene. Vogliono cambiare le cose con le elezioni, con il consenso. Non capiscono che qui ci vuole lo schioppo e non il voto. Quelli lì son molli, si perdono dietro alle parole quando invece c’è bisogno di agire, di tirar fuori le palle”. Lo diceva mettendo in mostra un sorrisetto sardonico, enigmatico, sotto i baffetti radi. Non capivi mai se scherzasse o se facesse sul serio. Sono tanti anni che è trapassato ma, pensandoci, ho sempre più la convinzione che incarnasse davvero, a modo suo, il paradosso dell’essere un “fascista-comunista”.

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C’era poi il Gùstin, al secolo Aurelio Gustavino. Abilissimo nel fare affari, si era fatto un nome per la capacità di contrattare l’acquisto del riso giù nella “bassa”, tra le risaie del novarese e del vercellese. Portava con se una stadera, una bilancia per la “pesata” a braccio, utilissima per misurazioni che non superassero i 15-20 chili. “A trattare era un mago. Li faceva su con la galla, li infiocchettava con la sua parlantina che alla fine non capivano più niente. Ah, che roba: li fregava sul peso e loro – per la paga – lo ringraziavano anche, al Gùstin”, diceva l’Ennio, con ammirazione. Il meglio di se, però, lo dava nell’acquisto delle uova dalla sciura Marianna. La frase che accomapgnava il lesto movimento delle mani nel contare le uova sembrava quasi uno scioglilingua: “Quatar e quattr’ott , e quatar che fan vott, e quatar dudas..la va ben, Marianna?”. E Marianna annuiva, consegnando sedici uova al prezzo di dodici. “Bisognerebbe tirar su un monumento all’abilità ed alla faccia tosta del Gùstin, cari miei”, sentenziava l’Alfredo. Non aveva torto. Da giovane, nei paesi attorno a Milano, il Gùstin chiedeva l’elemosina con fare dimesso. Guardava, supplicante, negli occhi le vecchie signore, sussurrando loro con un filo di voce: “Fate la carità ad un pover uomo che in una mano ha cinque dita e nell’altra tre e due”. Un po’ di denaro l’aveva raccolto, insieme a cibo, vestiti e qualche legnata sul groppone. Ma gli “incidenti di percorso” non lo dissuasero dal mettere a frutto la sua fantasia. Così passavamo le serate di pioggia all’osteria dei “Quattro Cantoni”. Fuori, la notte si era ormai mangiata le stelle; dentro, tra il fumo del camino e dei sigari e le chiacchiere degli amici, si “lustravano” i ricordi, quasi fossero le pentole della Maria dell’osteria dei Gabbiani.

Giornata Mondiale della Biodiversità, la natura è entrata nelle RSA

In vista del 22 maggio, Giornata Mondiale della Biodiversità, la natura è entrata nelle RSA e nelle cliniche di riabilitazione psichiatriche del gruppo Emeis Italia e nel Torinese, come tema da celebrare e esperienza da vivere. Ospiti e pazienti stanno allevando bruchi che diventeranno farfalle, seguendone ogni fase della trasformazione,  fino alla liberazione nei giardini delle strutture.

Il progetto si chiama “Metamorfosi” e nasce da un’idea tanto semplice quanto sorprendente, allevare farfalle per ripensare il mondo in cui si parla di cura. Non si tratta di un’attività nel senso tradizionale del termine. Si tratta di un piccolo ribaltamento di prospettiva .

Grazie a Smart Bugs, ospiti delle RSA e pazienti delle cliniche psichiatriche, diventano custodi di qualcosa che normalmente si guarda solo da lontano; ricevono kit educativi, si prendono cura dei bruchi, né seguono la crescita giorno dopo giorno, imparano a riconoscere la sospensione della crisalide, quel momento in cui sembra che non accada nulla, e invece tutto sta già cambiando, fino ad arrivare alla nascita della farfalla. Poi il gesto più potente: la liberazione dalle strutture. EMEIS Italia, parte di un gruppo internazionale dedicato alla cura delle persone fragili, inserisce il progetto “Metamorfosi” dentro una visione precisa, rendere le strutture assistenziali in luoghi aperti e di vita, dove la cura non è separazione ma connessione. Così la attraverso diventa una forma di terapia non farmacologica che lavora in silenzio su memoria, emozione e attenzione.

“Vogliamo scardinare l’idea che RSA e cliniche psichiatriche siano luoghi definiti solo dalla sofferenza – racconta Alessandra Taveri, CEO di EMEIS Italia – quando una persona si prende cura di un bruco sta attraversando un processo che richiede attenzione, attesa e responsabilità, e da qui la rinascita: la farfalla che vola via rappresenta una lezio e silenziosa e potentissima sulla trasformazione possibile anche quando tutto sembra immobile”.

Le farfalle liberate appartengono a specie autoctone e contribuiscono al ripopolamento degli impollinatori, sempre più minacciati dall’urbanizzazione e dall’uso di pesticidi. Si tratta di un impatto ecologico concreto che si armonizza con quello umano. Prendersi cura di un essere vivente piccolo, fragile, apparentemente secondario cambia il modo in cui si guarda tutto il resto, e la scala dei valori. “Metamorfosi” non cerca di spiegare, ma di mettere in atto la cura.

Mara Martellotta

ValSangone Bike Adventure. Missione Compiuta

La Val Sangone si conferma meta outdoor

GIAVENO (TO), 20 maggio 2026 – Si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo la seconda edizione del ValSangone BIKE ADVENTURE, andata in scena il 16 e 17 maggio 2026 a Giaveno. Numeri, qualità delle collaborazioni e varietà del programma confermano che questa manifestazione sta diventando un punto di riferimento per il cicloturismo e il turismo outdoor lento nella provincia di Torino.

Una Comunità in Movimento: i Numeri dell’Edizione 2026. Quasi 200 partecipanti iscritti hanno animato i due giorni di evento, a cui si aggiungono 16 tra guide ed accompagnatori impegnati lungo i percorsi. Un dato che racconta non solo l’attrattività dei tour offerti, ma il lavoro di costruzione di una rete professionale e territoriale sempre più strutturata. Tra le novità più apprezzate di questa edizione, la piena integrazione della componente escursionistica: il Sentiero dei Semplici e l’Itinerario alla Casa Verde hanno affiancato i tour in bici, accompagnando i camminatori alla scoperta di angoli meno conosciuti della valle, confermando che il pubblico del turismo outdoor si muove volentieri su due gambe oltre che su due ruote.

I Tour in Bici: Quattro Esperienze per Tutti i Livelli. Il cuore ciclistico della manifestazione si è dispiegato lungo due giornate e quattro percorsi, ciascuno con una personalità propria — a partire dal nome, in dialetto piemontese, che già racconta il carattere dell’esperienza. Il sabato 16 maggio “Sensa fià”, tour serale da 36 km con 890 metri di dislivello e quota massima a 810 m s.l.m. La domenica 17 maggio ha offerto tre Tour guidati: Tour Hard “Daje Mac” — 31 km e 1.170 m di dislivello, per chi non ha paura delle salite e vuole misurare la propria preparazione con il terreno più impegnativo della Val Sangone. Tour Intermedio “I Sentè Stermà” — 25 km e 510 m di dislivello, il percorso più apprezzato da chi cerca equilibrio tra fatica e paesaggio, alternando sterrato e panorami aperti. Tour Famiglie “Sensa Pressa” — 13-14 km con dislivello minimo e ingresso gratuito per i bambini. Il tour ha portato i partecipanti a scoprire le eccellenze del territorio: dalla Cantina Venturino di Ezio Canale al Mulino du Detu, due luoghi che raccontano l’identità autentica della Val Sangone. Tutti i percorsi erano accompagnati da guide cicloturistiche e ambientali regionali certificate, professionisti del territorio che hanno saputo trasformare ogni km in un racconto.

Il Territorio al Centro: una Comunità che Accoglie. Il pranzo domenicale curato dagli Alpini di Giaveno-Valgioie ha rappresentato il cuore dell’accoglienza: prodotti locali e quella capacità di fare comunità che distingue questo festival da qualsiasi manifestazione sportiva generica. I biscotti per i punti ristoro lungo i tour sono stati preparati dal Panificio Calcagno, in rappresentanza dell’Associazione dei Panificatori: un gesto concreto che parla il linguaggio del territorio. Ha pedalato e camminato fianco a fianco ai partecipanti anche il Circolo Fotografico “Il Mascherone” di Giaveno, documentando le due giornate e restituendo immagini preziose per la memoria collettiva dell’evento.

Una Rete di Soggetti: Associazioni, Formazione e Istituzioni.Il ValSangone BIKE ADVENTURE è prima di tutto un progetto di comunità. La collaborazione con le associazioni del territorio ha costituito la spina dorsale dell’iniziativa, dimostrando come un evento ben radicato sappia attivare energie che vanno ben oltre la logistica. Tra i soggetti che hanno contribuito in modo significativo figurano la Fondazione Pacchiotti e l’ente formativo Casa di Carità, sede di Giaveno: due realtà che operano quotidianamente sul territorio presentando i nuovi corsi formativi dedicati alle professionalità del turismo outdoor e cicloturistico, aumentando le competenze e delle opportunità lavorative legate allo sviluppo dell’outdoor nella valle.

Spettacolo in Piazza, Arte nei Vicoli e Cultura della Bici. In piazza Molines ha tenuto banco lo spettacolo “Gravity & Style: Bike Trial e BMX in Piazza” con Oliver Rege e Luca Gioiello: acrobazie, equilibrio e tecnica hanno trasformato la piazza in un palcoscenico a cielo aperto, strappando applausi a grandi e bambini. Nel vicolo d’artista, le bici d’epoca e i quadri sul ciclismo storico di Luciano Rizzo hanno creato un percorso narrativo tra le architetture del centro storico di Giaveno.

Area Junior: il Trail per i più Piccoli. Tra le aree più apprezzate dell’edizione 2026, l’Area Junior in Piazza Molines si è confermata uno spazio irrinunciabile per le famiglie. Quest’anno il programma è stato arricchito di nuove attività: un campo attrezzato con ostacoli tipici dei percorsi MTB con il supporto dei tecnici e il team di Cicli GIAI presenti per tutta la durata dell’evento. Grande novità di questa edizione, l’arrivo dei Triker: a tre ruote che hanno portato un’iniezione di energia e divertimento puro grazie alla collaborazione di FIAB BikeTrack ValSusa.

L’Area Expo e i Momenti Tecnici. L’Area Expo in Piazza Molines ha ospitato un numero soddisfacente di stand, calibrati su un target preciso: appassionati di cicloturismo, trekking e outdoor. I workshop di ciclofficina di Cicli GIAI di Giaveno hanno riscosso un apprezzamento netto, così come i racconti dei cicloviaggiatori ospiti, Leo di Life in Travel, Francesco Gozzolino di Cyclo Ergo e la testimonianza di Fabio Wolf,  fondatore dell’Associazione 160cm, che ha percorso oltre 67.000 km in bicicletta trasformando la diagnosi di sclerosi multipla in un progetto di vita straordinario. Momenti che hanno trasformato l’Expo in uno spazio vivo di esperienza condivisa.

Stefano Olocco, Sindaco di Giaveno:”Che bello vedere piazza Molines e piazza Mautino stracolme di biciclette e di appassionati! Complimenti a Nuovi Turismi di Silvia Badriotto per l’organizzazione di questa seconda edizione, che ha superato le aspettative con un ricchissimo programma adatto a tutte le età e a tutti i livelli di ciclismo. Il programma di quest’anno si è ampliato, andando a coinvolgere anche i camminatori; stiamo lavorando moltissimo sull’identità di una valle pronta al turismo lento e sostenibile, con la creazione anche di percorsi ad hoc per le persone con disabilità. La sinergia che si è creata tra diversi operatori e realtà di Giaveno e della Val Sangone mi rende orgoglioso, perché soltanto un territorio in cui le persone lavorano insieme nella stessa direzione può crescere.”

Carlo Giacone, Vicesindaco e Assessore al Turismo di Giaveno: “ValSangone BIKE ADVENTURE si conferma un appuntamento fondamentale per la promozione del nostro territorio. Due giorni intensi pensati per diversi livelli di difficoltà, in modo da coinvolgere tutti, appassionati esperti e neofiti, con un programma che permette di avvicinarsi al mondo delle bici anche a chi non pratica. Una manifestazione che coinvolge le guide cicloturistiche formate nei corsi dell’Istituto Pacchiotti, creando preziose sinergie tra formazione e opportunità lavorative. Credo molto in questa forma di turismo lento e sostenibile, perché permette di ammirare i paesaggi alla giusta velocità, soffermandosi sulla conoscenza delle peculiarità dei luoghi. Un plauso a tutti coloro che organizzano l’evento, portando a Giaveno un pubblico di appassionati e curiosi.”

Silvia Badriotto – Nuovi Turismi, esperta di marketing territoriale e organizzatrice“Chiudiamo questa edizione con la consapevolezza di aver fatto un passo avanti importante, non solo sul piano organizzativo ma sull’identità dell’evento. I quattro tour in bici, ognuno con il suo carattere e il suo nome in dialetto, i percorsi a piedi, lo spettacolo in piazza, l’arte nei vicoli, la formazione, i cicloviaggiatori: non sono pezzi separati, sono un unico racconto del territorio. Le collaborazioni attivate, dagli Alpini al Circolo Fotografico, dalle associazioni locali alla Fondazione Pacchiotti e a Casa di Carità, dai produttori alle guide certificate, sono la sostanza stessa di questo progetto. È ancora presto per annunciare una terza edizione, ma le premesse ci sono tutte.”

Nel cuore di Torino

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LE FOTO DEI LETTORI

In queste foto scattate da Isotta Meliga alcuni scorci del centro storico di Torino. Due immagini di piazza Carlina e  la Mole vista da via San Massimo.