A cura di Piemonteitalia.eu
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A cura di piemonteitalia.eu:
L’interessante riserva di 145 ettari, è situata a 1 km. da Faule
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Il viaggio di Miss Italia Piemonte e Valle d’Aosta, giunto alla sua 87esima edizione, è iniziato con un botto di iscrizioni e, a pochi giorni dalle prime selezioni, vanta già due titolate pronte ad accedere alle finali regionali. Belle e intelligenti, come sempre sono le ragazze scelte da Mirella Rocca, agente esclusivista per le due Regioni e responsabile dell’agenzia CDH Model. Si tratta di Francesca Pia Longobardi, 20 anni, di Grugliasco, eletta Miss Villa Glicini il 27 maggio scorso, e dell’italo-nigeriana Florence Gabinelli, eletta Miss Golf Club Stupinigi lo scorso 7 giugno. Francesca, bionda e occhi azzurri come il mare, studia economia esogna dialogare in televisione per programmi sportivi. Con la fascia di Miss Villa Glicini 2026, accederà alle finali regionali di luglio. Stessa cosa per Florence, 19 anni, di Novara, studentessa di lettere, arte e filosofia all’Università Marconi e ballerina professionista. 
“Essere stata eletta Miss Golf Club Stupinigi Torino è stata una sorpresa e una grande emozione che ancora oggi faccio fatica a descrivere – racconta a caldo Florence – ho vissuto questa esperienza con semplicità, cercando di essere me stessa in ogni momento. Ricevere questo riconoscimento mi ha resa molto felice, perché l’ho percepito come un apprezzamento non solo esteriore ma rivolto anche alla persona che sono. Le mie origini italo-nigeriane rappresentano una parte importante della mia identità, e mi hanno insegnato ad apprezzare la bellezza nelle sue diverse forme. Nella mia vita la danza occupa un posto speciale: essere una ballerina professionista mi ha insegnato disciplina, impegno e dedizione, ma anche a esprimere le emozioni con naturalezza e sensibilità”.
“Sono molto fiera delle mie Miss – spiega Mirella Rocca – perché non si tratta solo di ragazze belle, ma anche studiose e ambiziose. Il 90% delle giovani che incontro durante le selezioni sono universitarie e, oltre alla passerella del mondo dello spettacolo, sognano di diventare medici, manager e avvocati. Quasi tutte inoltre sono agoniste o professioniste di diverse discipline sportive”.
Il sogno di Miss Italia continua all’insegnato del colore “Rosso Valentino”, con cui Mirella Rocca ha deciso di far vestire le Miss durante la sfilata, in omaggio al grande maestro di eleganza e stile scomparso il 19 gennaio scorso.
Tutti gli appuntamenti di Miss Italia sono condotti da Andrea Beltramo e Francesca Spinelli.
Mara Martellotta

A cura di Piemonteitalia.eu
Dallo scorso anno è di nuovo possibile visitare il Parco del Castello di Moncalieri
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E LA TOPOLINO FESTEGGIA 90 ANNI
Le mitiche FIAT 500 d’epoca, prodotte dal 1957 al 1977, domenica 14 giugno a Cesana Torinese saranno protagoniste del decimo raduno “Il cinquino nelle Montagne Olimpiche”, organizzato dal Fiduciario del Coordinamento della Valle di Susa con il patrocinio del FIAT 500 CLUB ITALIA, il più grande club al mondo dedicato alla storica utilitaria torinese. Il programma della manifestazione, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, prevede tra le 8,30 e le 10 il ritrovo degli equipaggi in via Roma a Cesana per l’iscrizione e la consegna delle welcome bag, il caffè di benvenuto al bar-gelateria Gustock e la foto a ricordo della giornata. Alle 10,15 ci sarà il saluto delle autorità e a seguire partirà il giro turistico “Le 500 in Alta Valle Susa”, che toccherà San Sicario, Champlas du Col, Sestriere, Grangesises, Sauze di Cesana, Rollieres e Bousson, con soste a Sestriere in piazza Agnelli per l’aperitivo all’Osteria del Conte e a Sauze di Cesana di fronte alla Casa Comunale, per una piacevole sorpresa. Il pranzo è in programma all’agriturismo “Barba Gust” a San Sicario. Alle 16 in piazza del Municipio a Cesana ci saranno le premiazioni, i ringraziamenti e i saluti alla presenza delle autorità. Al raduno sono ammesse un massimo di 50 vetture con prenotazione obbligatoria entro giovedì 11 giugno. Per informazioni è possibile contattare Renato Breusa al numero telefonico 340-1802006 o agli indirizzi e-mail r.breusa@500clubitalia.it e r.breusa@libero.it
La “nonna” o, se si preferisce, la “mamma” della Nuova 500 del 1957 è la Topolino Fiat, che nel mese di giugno compie 90 anni dalla sua presentazione. Il Club Topolino Fiat Torino e il Topolino Autoclub Italia hanno organizzato l’evento “La Topolino va ai 90”, patrocinato dalla Città metropolitana di Torino. Il programma prevede per giovedì 11 giugno il ricevimento degli ospiti a partire dalle 11 al Rivoli Hotel di corso Primo Levi, il saluto di benvenuto e nel pomeriggio una visita guidata alla Sacra di San Michele. Venerdì 12 ad intervalli di 15 minuti i partecipanti al raduno percorreranno l’anello intorno a Torino, per visitare la Reggia di Venaria e la Basilica di Superga. Sabato 13 la mattinata sarà dedicata al centro di Torino, con un’esposizione statica aperta al pubblico in piazza San Carlo e la visita al Museo Egizio. Domenica 14 si andrà alla scoperta del centro storico di Rivoli, prima del pranzo di commiato.
Ciriè, il 13 e 14 giugno, ospiterà l’11esima edizione del “Torneo delle Città Medievali”, con 500 figuranti e 19 delegazioni
Ciriè ospiterà il 13 e 14 giugno l’11esima edizione del “Torneo delle Città Medievali”, rievocazione storica e turismo culturale che trasformeranno la cittadina in un palcoscenico a cielo aperto. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione “La spada nella rocca” in collaborazione con la Città di Ciriè, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e di Città metropolitana di Torino.
La manifestazione è dedicata alla Marchesa Margherita di Savoia e al suo insediamento a Ciriè nel 1905, episodio considerato centrale per lo sviluppo amministrativo, economico e sociale delle antiche Castellanie di Ciriè, Caselle e Lanzo. Rimasta vedova del Marchese del Monferrato Giovanni I, Margherita scelse Ciriè come propria dimora, e governò il territorio promuovendo nuove franchigie, riforme di dazi e interventi a favore della giustizia sociale. Uno degli elementi distintivi dell’evento sarà l’attenzione alla ricostruzione storica. Nel centro cittadino verranno allestite dieci postazioni dedicate alla vita vissuta del Trecento, che andranno a comporre un vero e propeio villaggio medievale. I visitatori potranno osservare da vicino antichi mestieri e attività dell’epoca, dalla carta alla medicina medievale, dalla sartoria alla falegnameria, passando per il ricamo e la corte dei giochi. L’edizione 2026 coinvolgerà circa 500 figuranti e volontari provenienti da sei borghi cittadini, borgo Devesi, borgo Loreto, borgo Rossetti, borgo San Martino, borgo San Rocco, borgo San Sudario, e vedrà la partecipazione di 19 delegazioni storiche ospiti provenienti da Piemonte e Valle d’Aosta: Lanzo, Caselle, Félis, Susa, Voliera, Condove, Castellamonte, San Benigno, Valperga, Castelnuovo Don Bosco, Villanova, Chivasso, Candiolo, Rivoli, Châtillon, Oglianico, Bussoleno, Leinì e Grugliasco.
Gli appuntamenti in programma prevedono sabato 13 giugno, alle 20.45, la partenza dal parco di Villa Remmert, della grande sfilata notturna, che attraverserà le vie del centro cin costumi nobiliari e popolari, esibizioni artistiche, spettacoli di sbandieratori e duelli d’arme. Domenica 14 giugno sarà una giornata molto intensa: dalle 9 alle 18, in via Vittorio Emanuele II, il villaggio medievale proporrà ricostruzioni della vita quotidiana del Trecento, con il campo dei Musici, la corte dei giochi, la vita contadina, con l’abbattuta del grano e la caverna medievale. Per i più curiosi, vi è in programma il Gioco della Marchesa, attività interattiva pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta delle diverse stazioni didattiche. Alle 15 partirà da Palazzo Doria il secondo corteo storico dei borghi di Ciriè e delle città ospiti. Alle 16.30, corso Martiri della Libertà, ospiterà la Tenzone Equestre, evento centrale della manifestazione che vedrà sfidarsi cavalieri in una competizione ispirata ai tornei medievali e, al termine, sono previsti spettacoli di musici e sbandieratori. L’accesso agli appuntamenti è libero e gratuito.
Mara Martellotta
Era il 1926 quando Angela Demichelis Nebiolo e suo marito Onorino, due torinesi emigrati in America all’inizio del Novecento, tornarono a Torino con una novità gastronomica, frutto dell’evoluzione del celebre sandwich a stelle e strisce.
I due coniugi, rilevato al loro rientro in patria il celebre caffè Mulassano e forti di una macchina nuova per tostare il pancarré testata negli Stati Uniti, cominciarono a proporre ai torinesi il classico toast. Non pienamente soddisfatti della loro “innovazione”, ne sperimentarono nuove versioni tra cui un sandwich italiano a base di pane senza tostatura e farcito con ingredienti locali.
Dall’estro e dal palato di Angela e Onorino prese forma quello che Gabriele d’Annunzio avrebbe ribattezzato “tramezzino” per la forma a triangolo delle sue fette di pane, evocativa dei tramezzi in legno della sua casa in campagna, in Abruzzo. Fu inizialmente proposto come stuzzichino per accompagnare la merenda sinoira, ma ben presto conquistò rapidamente tutti i palati, tanto da essere richiesto a tutte le ore. Spezzafame di metà mattina , soluzione ideale per un pranzo veloce e gustoso, accompagnamento per l’aperitivo, il tramezzino divenne un vero e proprio rito quotidiano capace di accomunare persone di tutte le età e di tutte le classi sociali.
Per l’estate 2026 Les Petites Madeleines, ristorante del Turin Palace Hotel, a cento anni dalla sua nascita, lo celebra nella sua prima versione e dall’estro creativo dello chef Beppe Lisciotto nasce “1926”, un tramezzino a base di burro montato, con una combinazione di scorza di agrumi, pane con polvere di cappero, che richiamano il celebre vitello tonnato piemontese ed acciughe del cantabrico “Rosalia”.
“Cosa migliore della versione originale per festeggiare il traguardo di questa proposta che, in cento anni di vita, continua a rinnovarsi? “1926” rappresenta un inno alla semplicità, in cui la parte del leone la fa la qualità degli ingredienti, amplificata dalla nostra personalizzazione, rispettosa e non invadente” afferma lo chef Beppe Lisciotto.
“1926” viene proposto nella stagione estiva nel menù del Bistrot del Turin Palace Hotel.
MM
Venerdì 12 giugno
Venerdì 12 giugno prossimo, alle ore 21, all’Ecomuseo del Villaggio Leumann di Collegno, in corso Francia 349, l’associazione Culturale Kòres presenterà “Il ballo tra Ottocento e Novecento raccontato in teatro”, spettacolo di Balastorie Danze Storiche dedicato alla memoria, alle atmosfere e ai personaggi che hanno attraversato la storia del territorio torinese. L’incontro rientra nell’ambito del progetto V.O.C.A.L.E. ( Villaggi Operai Arte e Cultura al Leumann), progetto vincitore del bando “Ecosistemi culturali” di Fondazione CDP, l’ente no profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Il calendario degli eventi al Leumann prosegue così con un appuntamento capace di intrecciare divulgazione storica, teatro, musica e danza.
Lo spettacolo teatrale ripercorre la storia del territorio torinese attraverso il ballo e la narrazione, rievocando ambienti, relazioni sociali, rituali mondani e figure illustri che hanno contribuito a definirne l’identità. Le scene conducono lo spettatore tra balli in famiglia e grandi balli in nobili palazzi, riportando al clima di un’epoca in cui la danza rappresentava un vero e proprio linguaggio sociale e una autentica occasione di incontro.
Protagonista della serata sarà Balastorie, gruppo amatoriale di studio, che ripropone danze storiche, composto da ballerini in abiti d’epoca. La compagnia porterà in scena quadri di vita della borghesia e della nobiltà, con il supporto di immagini storiche e, in alcuni momenti, di musica dal vivo eseguita con strumenti storici.
Per rendere più fedele l’immersione, lo spettacolo attingerà al repertorio dei numerosi manuali di danza pubblicati nel periodo, ricostruendo gesti, posture e coreografie capaci di raccontare , con leggerezza e rigore, il passaggio tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Parlando di droghe, siamo soliti pensare a cocaina, eroina, hashish, amfetamina fino alle più recenti krokodil, fentanyl e altre.
Pensiamo che queste sostanze, a vario titolo, possano indurre dipendenza, provocare astinenza in loro assenza e, in generale, risultare nocive per la nostra salute.
C’è una sostanza molto più nociva che, tuttavia, è accettata dalla nostra cultura e sulla quale gira gran parte della nostra economia: l’alcool.
Mi riferisco, ovviamente, all’alcool etilico (C2H5OH) che tutti noi impariamo a conoscere fin da piccoli vedendo a tavola il vino o i liquori e, ormai sempre meno, nella versione denaturata per disinfettarci o per pulire le superfici ed i vetri.
Tralasciamo volutamente l’alcool metilico, letale, che ci riporta alla memoria lo scandalo di Narzole del 1986, con 23 morti e decine di persone diventate cieche per l’adulterazione del vino con metanolo.
Proprio per la sua accettazione nella nostra società, l’alcool è una delle droghe più pericolose per almeno tre buone ragioni: è accettato socialmente quindi è parte della nostra cultura, ha un costo accettabile che non rende necessario commettere reati per procurarselo, è di libera vendita (salvo limitazioni di orario ed età).
In realtà proprio queste sue caratteristiche lo rendono una delle droghe più subdole perché il poterla assumere senza tabù, acquistare ovunque sotto casa la fanno considerare una sostanza innocua, oltre che gradevole.
In realtà, i danni provocati dalla sua assunzione smodata sono enormi: all’apparato digerente (dal carcinoma gastrico e intestinale alla cirrosi epatica, passando per la pancreatite), aumento della glicemia, aumento della pressione sanguigna, danni all’apparato cardiocircolatorio ed al sistema nervoso, se ci limitiamo ai danni dovuti all’assunzione cronica.
E se non si manifestano danni apparenti al fisico, possono manifestarsi altri effetti: dal delirium tremens alla allucinosi di Wernicke, dalla psicosi di Korsakoff alla paranoia alcoolica, per citarne solo alcuni.
Non dimentichiamo gli incidenti provocati dalla guida in stato di ebbrezza con manifestazioni che vanno dal rallentamento dei riflessi, alla diplopia (visione sdoppiata) ai colpi di sonno fino alla perdita di coordinazione e al coma.
Un tempo per dimostrare agli amici di essere adulto o, almeno, di non essere più un bambino chiedevi e fumavi una sigaretta, dimostrando di essere entrato nel mondo degli adulti; ora si beve, dalla birra al pub ai superalcolici in discoteca complici, non di rado, gestori e commercianti che non controllano i documenti per non perdere uno o più clienti.
La prevenzione va assolutamente insegnata già nelle scuole, a partire dalla primaria ma è la famiglia, con il suo esempio, che deve evitare di trasmettere modelli sbagliati, di inculcare false verità e mostrare falsi modelli.
Nessuno vieta ai maggiorenni di bere 1-2 bicchieri di vino a pasto, evitando di bere a stomaco vuoto; ma se i genitori si accorgono che il figlio puzza di alcool tornando a casa prima di cena, o dice cose senza senso, è opportuno parlargli chiaramente, senza denigrarlo ma nel suo interesse. Ove occorra, poi, i SERT sono comunque disponibili, gratuitamente, per il supporto medico e psicologico.
Se non ve la sentite, però, o non ne siete capaci pensate che la salute del minore viene prima di ogni altra cosa; magari rinunciate a qualche acquisto e fatevi seguire da un professionista, prima che il danno sia irreparabile; un funerale costa molto di più.
Sergio Motta