LIFESTYLE

Swinging Mind: il cervello musicale tra performance, apprendimento e benessere

14 aprile, nella sala del Conservatorio “Verdi” di Torino

Abbracciando l’universo della mente in ogni sua dimensione, la musica esercita da sempre un fascino profondo nei confronti delle neuroscienze: basti pensare al continuo dialogo tra percezione e azione durante la performance musicale, ai processi di neuroplasticità che sostengono l’apprendimento e il consolidamento dell’expertise, o ai meccanismi di risonanza sensori-motoria che permettono una coordinazione efficace all’interno di un ensemble.

Il presente seminario si propone di esplorare i principali substrati neurofisiologici della percezione e dell’esecuzione musicale, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di integrazione sensorimotoria, alla memoria e al linguaggio. Comprendere come il cervello organizza, predice e controlla l’esperienza musicale rappresenta un passaggio fondamentale non solo per affinare la qualità della performance, ma anche per promuovere il benessere psicofisico del musicista.

Attraverso la scoperta delle basi neurali dell’esperienza musicale, i partecipanti saranno accompagnati verso una pratica musicale più consapevole, sana e integrata, ampliando al contempo i propri orizzonti espressivi e artistici.

“La Primo School”: percorsi gratuiti di “formazione ambientale”

A Monterosso Grana e a Pradleves (Valle Grana), un percorso formativo rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 30 anni

Iscrizioni fino a martedì 28 aprile

Monterosso Grana /Pradleves (Cuneo)

Non c’è dubbio. Il tema è di strettissima attualità, soprattutto se indirizzato ad una larga platea di giovani cui affidare in buone mani (se le mani e i programmi sono “buoni”) il futuro destino del Pianeta e dell’Umanità. E proprio a loro, in età compresa tra i 18 e i 30 anni, si rivolge “La Primo School”, il “percorso formativo” di sette giornate in programma da lunedì 1 a domenica 7 giugno a Monterosso Grana a Pradleves (nella cuneese Valle Grana), organizzato “per favorire un processo di sensibilizzazione, scambio di competenze e connessione tra giovani attivi nelle tematiche ambientali, con particolare riguardo al contesto montano”. Dalla “biodiversità” all’“astronomia”, l’iniziativa offre quattro percorsi gratuiti comprensivi di lezioni, vitto e alloggio per altrettanti “under 30”, oltre a quattro posti aggiuntivi con partecipazione alle attività sempre a titolo gratuito, ad esclusione delle spese di vitto e alloggio che saranno interamente a carico del fruitore.

Curato dall’Associazione la “Cevitou|Ecomuseo Terra del Castelmagno”, all’interno di “Valle Grana Cultural Village”, il progetto è promosso dai Comuni di “Monterosso Grana” e “Pradleves”, finanziato tramite fondi “NextGenerationEU” e gestito dal “Ministero della Cultura” nell’ambito del “PNRR”. La domanda di partecipazione, da inoltrare entro martedì 28 aprile, corredata di “modulo di iscrizione”, breve “lettera motivazionale” e “curriculum vitae formato europeo”, dovrà essere inviata all’indirizzo e-mail expa.terradelcastelmagno@gmail.com. Il regolamento di iscrizione è consultabile e scaricabile dal sito www.vallegranaculturalvillage.it. Il regolamento di iscrizione è consultabile e scaricabile dal sito www.vallegranaculturalvillage.it.

“La creazione e la sperimentazione de ‘La Primo School’ – sottolineano Stefano Isaia e Ivano Giordano, rispettivamente sindaco di Monterosso Grana e Pradleves – vuole permettere ai giovani del territorio, italiani o di altre nazionalità, di conoscere le peculiarità del territorio dei Comuni promotori, attraverso uno scambio di competenze tra i residenti, gli operatori culturali e produttivi ed i formatori scientifici, per capire l’importanza della sostenibilità ambientale e dell’ecologia del territorio in relazione agli aspetti economico – turistici di una zona montana sita in aree marginali”. Le iniziative previste avranno luogo negli stessi Comuni di Monterosso Grana e Pradleves e varieranno tra “lezioni frontali” tenute da esperti del settore, “laboratori pratici” con personale qualificato e “momenti informali” di scambio di competenze, riflessioni ed approfondimenti sul territorio. Nello specifico, il programma comprende “lezioni tematiche” dedicate alla biodiversità, alla botanica ed all’astronomia, con presentazione di alcuni elementi fondamentali e con particolare attenzione al territorio della Valle Grana.

Tra i “formatori”, ricordiamo in particolare Chiara Ferracini, docente presso il “Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari” dell’Ateneo torinese, Alberto Cora, collaboratore dell’“Osservatorio Astrofisico (INAF – OATo)” di Torino e Renato Lombardo, medico ed esperto di “Botanica”. Non mancherà anche uno scambio con gli “apicoltori” della Valle Grana che condurranno i partecipanti alla scoperta di tutto ciò che si cela dietro il loro lavoro.

Per info: tel. 329/4286890

g.m.

Nelle foto: “La Primo School”, immagine di repertorio e una Cometa fotografata dagli Astrofili dell’“Associazione Astrofili Bisalta Aps” di Chiusa di Pesio (Cuneo)

Neuromania. La verità, vi prego, sul cervello 

In libreria il libro di Albert Moukheiber per fare ordine tra ciò che è vero e ciò che è falso sul cervello. 

 

Dopo il grande successo riscosso in Francia e in molti paesi europei, è disponibile anche nella traduzione italiana Neuromania. La verità, vi prego, sul cervello il libro scritto dal giovane neuroscienziato e divulgatore Albert Moukheiber e pubblicato nel nostro paese dalla Espress Edizioni.

Rendendo accessibili gli studi più recenti, Albert Moukheiber dà ai ricercatori, ma anche a tutti gli appassionati di neuroscienze,  la possibilità di esprimersi e di fare ordine tra ciò che è vero e ciò che è falso nel discorso sul cervello.

 

Oggi, infatti, quasi tutto sembra essere spiegato dal cervello: La nostra felicità, le nostre emozioni, le dipendenze, le paure, le convinzioni, le nostre prestazioni e la nostra capacità di cambiare, a livello individuale e collettivo.
Ma questa «neuromania» ha un prezzo: banalizzazioni, approssimazioni e persino falsità. Non è possibile ridurre tutti i problemi all’individuo al suo cervello né si può far dire alle neuroscienze e alle scienze cognitive ciò che non possono dire.
Attraverso Neuromania, si fa quindi ordine nel marasma di informazioni e capitolo dopo capitolo, si approfondiscono le varie tematiche anche alla luce della nascita dell’intelligenza artificiale e si pone fine alle visioni semplicistiche che troppo spesso animano il dibattito medico, ma anche sociale.

 

CONTENUTI DEL LIBRO

  • Parte I – Breve storia del cervello
    Il metodo cartesiano, la frenologia, la teoria dei due cervelli, la teoria dei tre cervelli, l’analogia cervello-macchina e la promessa dell’IA.
  • Parte II – Quando la scienza cognitiva è usata come strumento di sviluppo personale
  • Che cos’è l’io, test di personalità, la neuroplasticità, la legge dell’attrazione, eccesso di responsabilità e burn out.
  • Parte III – La complessa bellezza del cervello
  • Parte IV – Io non sono solo il mio cervello
    Mettere fine alla visione riduzionista del dolore, a una visione riduzionista del farmaco e delle malattie psichiatriche. Porre fine a una visione semplicistica del nostro stato psicologico, a una visione semplicistica della dipendenza
  • Parte V – Quando la politica sfrutta la scienza cognitiva
    Le neuroscienze possono prevedere il vostro voto? Fake news e pregiudizi cognitivi

 

L’AUTORE: ALBERT MOUKHEIBER

ALBERT MOUKHEIBER è dottore in neuroscienze e psicologia clinica, ed è un divulgatore molto noto in Francia. È l’autore di un saggio di successo, Votre cerveau vous joue des tours (Allary Éditions, 2019) che è diventato un documentario sul canale televisivo Arte ed è stato tradotto in 12 lingue.

 

IL LIBRO: NEUROMANIA. LA VERITA’, VI PREGO, SUL CERVELLO

Formato: 14X21,5

Pagine: 224

Prezzo: 17 euro

ISBN: 979-12-80134-79-0

 

ESPRESS EDIZIONI

Marchio di Capricorno Espress Edizioni, Espress edizioni vuol dire conoscenza accessibile a tutti. Crediamo nella divulgazione del sapere e vogliamo dare spazio alle nuove frontiere della scienza per sostenere la circolazione delle idee.

 

 

Carmagnola, 36esima edizione di Ortoflora & Natura

Sabato 11 e domenica 12 aprile, dalle 9 alle 19.30, a Carmagnola, nei giardini del Castello, si terrà la 36esima Mostra Mercato Regionale del settore florovivaistico ed orticolo, dal titolo “I Giardini delle Arti”. Si tratta di una delle rassegne più importanti in Piemonte per quanto riguarda le produzioni del settore florovivaistico ed orticolo, con attrezzature e arredi da orto e da giardino. In ampi spazi del centro città, i visitatori troveranno stand e aree con espositori provenienti da tutto il Piemonte, dalla Liguria, Lombardia e Sicilia, degustazioni di prodotti locali, il contest peperone urbano, laboratori e intrattenimenti vari per grandi e piccini con rievocazioni storiche, performance teatrali e musicali, un’esibizione di rapaci in volo, mostre fotografiche, incontri con autori e case editrici. Previsto anche il mercatino dell’ingegno e dell’artigianato, il mercato ambulante domenicale e il tradizionale Mercantico, oltre a mostre d’arte e attività culturali dei palazzi del centro storico.

In collaborazione con Turismo Torino e Provincia, sabato 11 aprile è in programma “Gravel. Di Fiore in Fiore” , una pedalata cicloescursionistica che, partendo da Torino, raggiungerà Carmagnola attraverso l’Oltrecollina torinese, con tappe gastronomiche e florovivaistiche.

Mara Martellotta

La Domenica in Dispensa”: Il nuovo format dedicato al piacere della convivialità

Il primo appuntamento domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”

Dispensa non è soltanto un luogo dove bere o mangiare: è uno spazio vivo, che si nutre delle persone che lo attraversano. Di chi passa, di chi resta e di chi torna. Un ambiente in cui tre anime convivono senza confini rigidi – enoteca, cocktail bar e gastronomia – intrecciandosi in esperienze sempre nuove.

Da questo spirito prende forma il calendario eventi di Dispensa: un palinsesto che crede nella contaminazione e nel multidisciplinare, dove vino, spirits, arte, musica, editoria, fotografia e convivialità dialogano tra loro. Ogni appuntamento è pensato per essere una conversazione aperta in cui Dispensa si afferma non solo come contenitore, ma come attivatore di connessioni.

All’interno di questa visione nasce  “La Domenica in Dispensa”, un nuovo format mensile dedicato al piacere più autentico della tavola, costruito intorno a una proposta semplice e immediata: piatti iconici, comfort food e abbinamenti fuori dagli schemi.

Un appuntamento al mese, fino all’estate, pensato per un pubblico trasversale e orientato al piacere della tavola, senza sovrastrutture. Il format punta su un approccio dichiaratamente godereccio, in cui il cibo diventa protagonista insieme a pairing non convenzionali, capaci di sorprendere senza perdere accessibilità.

Tre appuntamenti, una sola regola: arrivare affamati.

Il primo appuntamento è in programma domenica 12 aprile, dalle 12.30 alle 16, con “Pasta Fresca & Rifermentati”.  Un omaggio al comfort food, reinterpretato con stile, in cui la tradizione della pasta fresca incontra il mondo vibrante delle bevande rifermentate, tra artigianalità e sperimentazione.

Protagonista della giornata sarà la pasta fresca ripiena, proposta in tre varianti realizzate in casa il giorno stesso dallo chef Ruan Da Costa insieme a Stefania Manzi, sfoglina con esperienza nel pastificio della famiglia Alciati (Guido Ristorante).

Le proposte saranno disponibili sia singolarmente, con pairing incluso, sia in formula degustazione.

In abbinamento, i rifermentati di Vecchio Consorzio, progetto nato nelle colline piacentine da Massimiliano Croci e Pietro Gazzola, che lavora su una produzione artigianale legata al territorio.

 

Gli eventi sono prenotabili telefonicamente al numero 011 060 1894 oppure online:
https://dispensagalleriasubalpina.superbexperience.com/

È previsto anche accesso senza prenotazione fino a esaurimento disponibilità.

Il calendario prosegue con:

  • 24 maggio – Hot Dog & Champagne: un incontro sorprendente tra street food e bollicine d’eccellenza
  • 14 giugno – Onigiri & Sakè: un viaggio essenziale e raffinato nella cultura gastronomica giapponese

Il “torinese” comandante Mark e i Lupi dell’Ontario

Le avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi che si facevano chiamare “EsseGesse”, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande BlekCapitan MikiKinowa Alan Mistero

L’incubo dei soldati inglesi è un fortino su un isolotto, difeso dalle acque del lago Ontario. Lì vivono i Lupi dell’Ontario e il loro leggendario capo, il Comandante Mark. Le sue avventure, narrate nell’omonimo fumetto, sono nate più di cinquant’anni fa – nel 1966 – ad opera di un trio di autori torinesi. I tre ,che si facevano chiamare “EsseGesse”, erano Pietro Sartoris, Dario Guzzon e Giovanni Sinchetto, già autori di personaggi famosi nel mondo dei fumetti come Il grande BlekCapitan MikiKinowa Alan Mistero. Le avventure del Comandante Mark si svolgono in meno di un decennio, tra il 1773 e il 1781, nella zona del lago Ontario, al confine tra il Canada e quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti d’America, durante la Guerra di indipendenza americana. Mark è un comandante dei Lupi dell’Ontario, un gruppo di patrioti volontari che combatte contro le Giubbe rosse di Re Giorgio III d’Inghilterra. Rimasto orfano da bambino, Mark  –  cresciuto col padre adottivo in un villaggio di pellerossa –  abbraccia la causa dei patrioti americani quando scopre che suo padre, un capo dei “Figli della Liberta”, è stato impiccato dalle Giubbe Rosse. Quì irrompe la storia vera, poiché  Sons of Liberty ( i Figli della Libertà) erano i membri di una società segreta che si poneva l’obiettivo di combattere la madrepatria, dato che questa imponeva pesanti dazi sulla colonia d’oltremare, dallo zucchero alla stampa. Tra le loro azioni più clamorose ci fu quella al porto di Boston, quando alcuni di questi patrioti, travestiti da pellerossa, attaccarono una nave carica di tè , gettarono a mare l’intero prezioso carico. A dividere le peripezie con il Comandante ci sono diversi personaggi come il calvo e coraggioso Mister Bluff, con il volto incorniciato da una folta barba ispida, ex corsaro ed ex compagno di lotta del padre di Mark o El Gancho (un rude marinaio con un uncino alla mano destra). Discorso a parte merita Gufo Triste, capo indiano con l’indole del menagramo, sempre pronto a dispensare le massime del suo trisnonno stregone,  improntate al pessimismo e profetizzanti sciagure e guai. Da Gufo Triste e da Flok, il cane pelle, ossa e peli di Mister Bluff, nascono le migliori scenette della serie, essendo l’obiettivo preferito di questo cane ossuto  il sedere da addentare del capo delle tribù dei Grandi Laghi che, a sua volta, non perde occasione per rendere pan per focaccia al povero cane, tendendogli i più strampalati trabocchetti. Ciò non toglie che i due, al momento  opportuno, quando si tratta di combattere contro le odiate Giubbe Rosse inglesi, sfoderano un grandissimo coraggio. Infine, Betty: biondina dal viso acqua e sapone che incarna l’eterna fidanzata dei personaggi dei fumetti e, in questo caso, del Comandante Mark del quale è gelosissima. Fra i “cattivi” inglesi, il più delle volte sbaragliati dai Lupi dell’Ontario, un cenno va dedicato al crudele e spietato colonnello Sparrow e al maggiore Stoddard.  Nelle tavole che narrano le avventure dei nostri eroi non mancano i pirati, i contrabbandieri della peggior specie e gli indiani corrotti dall’acqua di fuoco,orribile intruglio dove al pessimo whisky si mescolavano gli ingredienti più disparati e nocivi. Le avventure del Comandante Mark sono state pubblicate nei 281 numeri della Nuova Collana Araldo, caratterizzandosi rispetto alle altre ( come ad esempio quelle di Tex o di Zagor) , per gli episodi sempre autoconclusivi e raramente a puntate. Storie a fumetti che, oltre tutto, si racchiudevano in 64 pagine rispetto alle 98 dello standard bonelliano, dedicando le restanti pagine ad altri personaggi della Essegesse come i già citati Alan Mistero e Il Grande Blek, oppure Kerry il Trapper. La ragione del successo di questa serie a fumetti è racchiusa  nella caratterizzazione dei personaggi. Il comandante Mark è il prototipo dell’eroe senza macchia e senza paura che lotta per gli ideali di libertà. E’ bello, giovane, aitante ed elegante, con la sua giubba e il berretto di castoro, oltre ad essere abilissimo nella scherma e dotato di una mira infallibile.La serie iniziata nel settembre del 1966 terminò nel gennaio del 1990 con il numero 281 ( “L’ultima vittoria” ) nel quale Mark e Betty si sposano e gli americani – guidati da  George Washington –  vincono sugli inglesi, ottenendo l’indipendenza dalla corona. Le avventure del Comandante Mark e dei suoi “lupi”,  per quanto agli occhi dei più critici possano apparire scontate, sono riuscite a mantenere il loro fascino proprio per essere fuori dal tempo e immutate negli anni. Ed è per questo che, leggendole ancora oggi, riescono a suscitare ancora delle piacevoli emozioni.

Marco Travaglini

 

Granda Land of Beer: 15 anni dopo, la birra è ancora una questione di persone

 

Castello di Lagnasco (CN)

17–18–19 aprile 2026 | dalle 18:00

Ci sono traguardi che non si celebrano solo contando gli anni, ma ricordando le persone, i momenti e le storie che li hanno resi possibili.

Per i suoi 15 anni, il Birrificio Granda sceglie di fare esattamente questo: fermarsi, guardarsi intorno e trasformare tutto in una festa. Nasce così “Granda Land of Beer”, un evento serale di tre giorni – dal 17 al 19 aprile 2026 – che porterà al Castello di Lagnasco non solo birra artigianale, ma un modo di viverla.

Da Lagnasco al mondo, e ritorno

Dal 2011 a oggi, Granda ha costruito un percorso che l’ha portata oltre i confini locali, collaborando con realtà italiane e internazionali, sperimentando, crescendo, cambiando.

Eppure, per celebrare questo momento, la scelta è stata chiara: stare a casa.

A Lagnasco, dove tutto ha preso forma.

Non per nostalgia, ma per ribadire un’idea precisa: la birra nasce per stare tra le persone. Non su un piedistallo, ma dentro i momenti reali.

Collaborazioni che diventano storie

Il cuore del festival sono le collaborazioni. Non inviti formali, ma relazioni costruite nel tempo, birre pensate insieme, visioni che si incontrano.

Accanto a Granda ci saranno quattro birrifici italiani con cui esiste un dialogo autentico:

  • La Piazza (Torino)

Un legame fatto di amicizia e condivisione, dove la birra è prima di tutto un gesto sociale, qualcosa che vive nei luoghi e tra le persone.

  • Menaresta (Brianza)

Una delle realtà più riconoscibili e libere del panorama italiano, capace di spingersi oltre senza perdere equilibrio. Insieme a Granda, la sperimentazione diventa terreno comune.

  • Canediguerra (Alessandria)

Precisione, identità e visione contemporanea. Le collaborazioni nascono dall’incontro tra rigore e immediatezza, tra tecnica e piacere di bere.

  • Ritual Lab (Roma)

Tra i birrifici più premiati in Italia, porta una dimensione intensa e profonda, che nel dialogo con Granda trova nuove forme, più dirette e condivisibili.

Ogni birrificio proporrà tre birre, pensate non per stupire a tutti i costi, ma per essere bevute davvero.

Una festa che appartiene a tutti

“Granda Land of Beer” nasce con un messaggio semplice: la birra artigianale non è per pochi. Non serve conoscerla, studiarla o analizzarla per godersela.

Basta esserci. Una birra che unisce, senza chiedere nulla in cambio.

Ad accompagnare le tre giornate sarà il DJ Faber Moreira, protagonista di imprese che lo hanno portato sotto i riflettori per i suoi DJ set di durata eccezionale, veri e propri test di resistenza fisica e creativa.

La sua presenza non è solo intrattenimento, ma parte integrante dell’esperienza: una selezione musicale capace di accompagnare il pubblico per ore, costruendo un flusso continuo tra energia, ritmo e condivisione. Un approccio che rispecchia perfettamente lo spirito del festival: stare insieme, senza interruzioni, senza filtri.

“Granda Land of Beer” prende forma anche grazie alla collaborazione con la Pro Loco di Lagnasco, protagonista attiva nella costruzione dell’intero evento.

La Pro Loco non si occupa solo dell’offerta gastronomica, ma contribuisce in modo concreto anche alla struttura e all’organizzazione del festival, mettendo in campo competenze, energie e conoscenza del territorio.

Un ruolo fondamentale che trasforma l’evento in qualcosa di condiviso fin dalle basi: non solo una manifestazione ospitata in un luogo, ma un progetto costruito insieme alla comunità.

Attraverso il cibo, l’accoglienza e il lavoro organizzativo, la presenza della Pro Loco rafforza il legame con Lagnasco e restituisce il senso più autentico dell’iniziativa: una festa che nasce dalle persone e per le persone.

Più di un anniversario. È un ritorno, un punto di incontro, un momento condiviso.

Tre serate per ritrovarsi, bere insieme e ricordarsi che, alla fine, le cose migliori succedono così: senza filtri, tra le persone.