LIFESTYLE

Filetti di pesce ai pinoli

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Note di gusto insolite per questa semplice e leggera ricetta di pesce che, con pochi ingredienti e pochi minuti, vi permetterà di portare in tavola un secondo fresco e gustoso adatto alle calde giornate estive. 
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Ingredienti 

Filetti di pesce (varietà a piacere) 
Poca farina bianca 
1 limone 
20gr. di pinoli 
10 olive verdi denocciolate 
1 cucchiaio di olio 
1 noce di burro 
Poco vino bianco secco 
Sale e pepe q.b. 

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In una larga padella tostare i pinoli con un cucchiaio di olio, tenere da parte. Tagliare le olive a rondelle. 
Infarinare i filetti nella farina bianca e lasciar rosolare in padella con una noce di burro, sfumare con il vino bianco, cospargere con la buccia grattugiata del limone, lasciar cuocere un paio di minuti e aggiustare di sale e pepe.  Aggiungere al pesce le olive ed i pinoli, lasciar insaporire brevemente e servire con una fresca insalata verde. 


Paperita Patty 

Un pomeriggio di festa in Piazza CLN con il Tiramisù

Da Marchetti supportare Fondazione EcoEridania Insuperabili

Ci sono giorni che sembrano fatti per incontrarsi. Il 21 marzo è uno di questi.

Nel mondo si celebra la World Down Syndrome Day, la giornata riconosciuta dalle Nazioni Unite per ricordare il valore dell’inclusione e dei diritti delle persone con trisomia 21. Ma il 21 marzo è anche la Giornata Mondiale del Tiramisù, dedicata al dolce italiano che più di ogni altro sa raccontare una promessa di felicità.

 

È da questo incontro che nasce Tiramisù Insuperabile, la nuova creazione di Alberto Marchetti. Non soltanto un dessert ma un gesto simbolico, un modo semplice e sincero per ricordare che la dolcezza può diventare anche condivisione.

ll 21 marzo, dalle 14 alle 17, Piazza CLN a Torino ospiterà un evento che celebra il valore delle differenze. Al centro della piazza ci sarà una porta da calcio: tutti, compresi cantanti, scrittori, calciatori e comici torinesi, potranno provare a fare gol in un gesto simbolico di partecipazione e inclusione.

 

Tiramisù Insuperabile nasce da una ricetta semplice e antica. Crema morbida al mascarpone, caffè intenso e savoiardi artigianali prodotti dal biscottificio della famiglia Moro, a Fonni, nel cuore della Barbagia. Da tre generazioni, lì si preparano savoiardi soffici secondo una ricetta essenziale fatta di uova fresche, zucchero e farina, lavorati con la pazienza e il rispetto delle cose fatte bene. In questo incontro tra territori – il Piemonte di Marchetti e la Sardegna dei savoiardi Moro – prende forma un tiramisù che non cerca effetti speciali, ma la verità del gusto: quella che nasce quando la tradizione viene custodita e riportata al presente con delicatezza.

Ma c’è qualcosa che rende questo tiramisù davvero unico.

Dal 21 marzo al 31 maggio, il 50% del ricavato di ogni Tiramisù Insuperabile sarà devoluto a Fondazione EcoEridania Insuperabili, realtà che attraverso lo sport costruisce percorsi di autonomia, dignità e crescita per persone con disabilità.

 

Per Insuperabili, la sinergia con Marchetti rappresenta qualcosa di molto importante, per diverse ragioni – dichiara Davide Leonardi, Presidente di Insuperabili e Segretario della Fondazione EcoEridania Insuperabili. Innanzitutto, condividiamo la stessa visione: la ricerca della qualità in tutto ciò che facciamo. Per questo siamo convinti che la partnership, al via dal 21 marzo, rappresenti davvero un connubio perfetto. Ringraziamo Marchetti perché ci offre ancora una volta l’opportunità di diffondere il nostro messaggio: costruire una cultura dell’inclusione che permetta a ogni persona di trovare il proprio posto nel mondo, attraverso un linguaggio universale come il calcio. Siamo molto orgogliosi di questo percorso condiviso e pienamente consapevoli del valore che può avere nel dare forza e visibilità alla nostra causa”.

 

Perchè a volte basta poco per cambiare il significato di un gesto quotidiano.

Un cucchiaio di crema e caffè.

Una piazza piena di vita.

Un dolce che, nel giorno in cui il mondo celebra l’inclusione, prova davvero a fare quello che promette il suo nome: tirare su tutti.

Non cogito, ergo scribo

Parafrasando la frase di Cartesio “Cogito, ergo sum” mi riferisco alla pletora di persone che scrivono sui social, senza conoscere minimamente il tema trattato, ma sostenendo di essere nel giusto.

Chiunque frequenti anche solo saltuariamente i social, si sarà accorto che vi sono persone che, spesso con livore, sostengono di essere detentori della verità e, soprattutto, sostengono di aver capito, forse unici, come stiano le cose, cosa significhi realmente quella proposta di legge, ecc. ecc.

E’ palese che ci troviamo di fronte a soggetti di interesse psichiatrico, convinti di essere nel giusto (una forma di delirio misto a fanatismo politico-religioso) per cui non importa ciò che dicono gli altri o ciò che uno può aver capito, loro hanno capito e basta.

In un simile contesto è chiaro che è facile vincere perché sono persone estremamente fragili, in quanto schiavi di sé stessi: il fatto che portino avanti un concetto, un ideale, un pensiero non significa che lo condividano, ma che chi l’ha proposto loro è stato così bravo (o così subdolo) da convincerli facendo leva sulla loro ignoranza.

Parlo di ignoranza perché chiunque sia padrone di una materia sa che non esiste solo il bianco ed il nero, ma esistono molteplici sfumature di grigio; solo gli ignoranti sono convinti di avere sempre ragione, in una specie di sindrome di Dunning-Kruger, quella distorsione cognitiva dove chi conosce la materia ha sempre dubbi, mentre gli ignoranti sono convinti di sapere tutto alla perfezione.

Sun Tzu nel suo “L’arte della guerra” scriveva che “occorre combattere solo le battaglie che si sanno già di vincere e, dunque, è perfettamente inutile lavare la testa all’asino perché si perdono acqua e sapone. Alcune persone sono talmente piene di sé che non è possibile, né tantomeno utile o redditizio, convincerle della loro ignoranza.

Specialmente in campo politico, non esiste il totalmente giusto ed il totalmente sbagliato; esistono punti di vista diversi, opinioni personali e convinzioni immutabili salvo rivedere le proprie posizioni a seguito di una disamina lucida, corretta e oggettiva di un evento, di un disegno di legge, di un fatto e ricredersi, anche solo parzialmente.

Ricorderò sempre quando, nel 1984, al funerale di Enrico all’improvviso spuntò Giorgio Almirante; inutile dire lo stupore soprattutto degli esponenti del PCI. Almirante disse semplicemente che erano avversari, non nemici, e che il rispetto personale andava messo prima di ogni altra cosa.  La stessa cosa avvenne al funerale di Almirante, quattro anni dopo, quando a rendere omaggio al segretario missino intervennero Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta, esponenti di spicco del PCI; purtroppo, sono tempi ormai lontani da noi, non solo cronologicamente, perché complici i social ormai tutti pensano di contare qualcosa mentre valgono mento di niente, e che tutto sia loro dovuto.

In tutta onestà posso dire di non curarmi di questi fenomeni da circo ma di provare un misto di pietà per la loro condizione di minus habens e per il loro livore perenne, ma anche di simpatia perché riescono a farci sorridere senza dover pagare il biglietto del cinema o il canone Tv.

Un consiglio che posso dare è di evitare di dare loro corda perché finiscono per convincersi di essere qualcuno, di essere importanti o addirittura di autoeleggersi possessori esclusivi della verità.

Il fatto stesso che non sappiano inserirsi nella società alla quale appartengono rende evidente che sono persone da isolare totalmente, senza indugio, prima che il loro inutile contributo diventi pericoloso ed irreparabile.

D’altra parte, se seguiamo i loro vaneggiamenti rischiamo di diventare come loro, privi di obiettività, incapaci di analizzare un fenomeno e trarne insegnamento e, soprattutto, continuando a credere di essere ancora  nel giusto.

Cosa fare dunque? Ignorare la loro presenza, nel mondo come sulla carta stampata o sullo schermo, e dedicare il nostro tempo a istruirci (non si smette mai di imparare), affinare i nostri pensieri e, soprattutto, convincerci che il nostro pensiero non può e non deve essere universalmente valido.

Se poi aggiungiamo un po’ di modestia al nostro modus cogendi, l’umanità nel suo insieme ne trarrà vantaggio.

DI chi parlavamo? Ho già dimenticato.

Sergio Motta

Follia in Fiore dà il benvenuto alla Primavera

Nel chiostro della Certosa Reale di Collegno arriva la XVII edizione della mostra mercato a cura di Orticola del Piemonte per festeggiare l’inizio della Primavera: prodotti agroalimentari, artigianato, piante e fiori.

Non solo mostra -mercato ma anche iniziative culturali

 

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 – Ore 9:30 -19
Chiostro della Certosa Reale di Collegno (To)

Follia in Fiore dà il benvenuto alla Primavera con la sua XVII edizione. L’appuntamento è per sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 9.30 alle 19 presso l’affascinante Chiostro della Certosa Reale di Collegno.

Follia in Fiore è promossa dalla Città di Collegno, in collaborazione con Orticola Piemonte, ed è rivolta a un pubblico di appassionati, famiglie, curiosi e amanti della Natura in tutte le sue forme.

Saranno circa 90 gli espositori tra artigiani, produttori agricoli e florovivaisti, che animeranno il Chiostro della seicentesca Certosa Reale di Collegno, dove un tempo i padri certosini coltivavano le erbe officinali e che fu poi trasformata, nel corso dell’Ottocento, in una delle più grandi strutture psichiatriche d’Italia.

Importante sarà la presenza dei produttori agricoli del territorio con le loro eccellenze agroalimentari. Un’offerta ricca e variegata di sapori che va dalle proposte salate come taralli, formaggi di ogni tipo, salumi prodotti da forno, erbe aromatiche officinali e disidratate, a quelle dolci come miele e nocciole, confetture e delizie alle rose damascene, zenzero disidratato, prodotti a base liquirizia e crostate a base di fiori. Non mancheranno vini, liquori e diverse tipologie di infusi, tisane e succhi di frutta.

Una selezione di realtà artigiane metterà in mostra le proprie soluzioni per abbellire appartamenti e giardini: dagli oggetti in argilla alle candele e lampade in cera, dai braccialetti minerali ai quadri realizzati con le pietre, dagli accessori e abbigliamento in seta dipinta a mano agli oggetti per il giardino in argilla gres. Ma anche bijoux e gioielli artigianali, senza dimenticare le diverse tipologie di cosmetici naturali, come saponi, olii e creme per coccolare il proprio corpo.

Non mancheranno i florovivaisti piemontesi che esporranno proposte floreali per rendere ancora più allegri e profumati gli appartamenti ma anche i balconi e i giardini: dalle rose alle piante verdi fiorite da interno e esterno, dalle succulente alle ornamentali e alle aromatiche, ma anche azalee, camelie e rododendri.

Accanto alla mostra – mercato, cuore pulsante della manifestazione, Follia in Fiore proporrà un palinsesto di iniziative culturali e folkloristiche per rendere ancora più completa e immersiva l’esperienza presso il Chiostro della Certosa

Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 21 marzo alle ore 15 presso il Cortile dei Vini, la presentazione del libro “Il segreto di Edward. I fiori di Bach si raccontano”, edito da Neos, composto da 38 racconti dedicati ai Fiori di Bach. L’appuntamento, organizzato da Orticola del Piemonte, vedrà la partecipazione dell’autrice Chiara Mattea, moderata dalla giornalista Chiara Priante, in una vera e propria presentazione – evento con letture di alcuni stralci dell’opera a cura dell’attrice Katia Crisci e l’accompagnamento musicale del chitarrista Francesco Bonfardeci. Non mancheranno piccoli e fantasiosi omaggi per rendere il pubblico ancora più partecipe.

 

Ampio poi il programma di iniziative coordinate dalla Città di Collegno grazie alla presenza attiva delle Associazioni del territorio.

 

Nel Chiostro Grande, la Cooperativa Sociale Chronos S.C.S proporrà laboratori di serigrafia e ludico creativi per i bambini (entrambi i giorni a partire dalle 15.30) e laboratori di canto con il contributo del Coro d’Altrocanto (sabato 21 alle ore 16).

Presso l’Aula Hospitalis, in entrambe le giornate della manifestazione, sarà possibile visitare la Mostra di opere pittoriche dedicate a San Francesco, il cantore del creato e della bellezza della natura, a ottocento anni dalla morte.

Piazzale Avis in entrambe le giornate sarà il palcoscenico delle attività di Follia all’Orto, a cura della Cooperativa Sociale il Margine: dai laboratori artistici ed esperienziali per i bambini alla esposizione e promozione di manufatti realizzati dei centri diurni della cooperativa Sociale Il Margine. Dal workshop “orti urbani” al bookcrossing “Cedro del Libano”. Dalle performance di musica rap al laboratorio esperienziale “Capisci un tubero” con attività di semina in campo della patata, fino ad una emozionante caccia al tesoro.

Ogni anno Follia in Fiore ricorda che la primavera non è solo una stagione, ma un modo di stare insieme e di riscoprire la bellezza dei luoghi di Collegno. Nel Chiostro della Certosa Reale si intrecciano storia, tradizioni e creatività, rendendo questa manifestazione così speciale e attesa – commenta il Sindaco della Città di Collegno Matteo Cavallone -.
La qualità di espositori, artigiani, produttori agricoli e florovivaisti racconta un territorio vivo, capace di innovare senza perdere le proprie radici. Ciò che rende unico questo evento è l’impegno di associazioni, cooperative, volontari e cittadini: ringrazio tutti loro insieme agli uffici comunali. Grazie al loro continuo impegno la Certosa Reale è un bellissimo giardino aperto, il nostro luogo di incontro nel cuore del parco Dalla Chiesa“.

Conclude l’Assessora alla Cultura della Città di Collegno Clara Bertolo: “Follia in Fiore è una delle manifestazioni che più raccontano l’anima di Collegno: una città che sa unire storia, creatività, natura e partecipazione. Ogni primavera, il Chiostro della Certosa Reale torna a essere un luogo vivo, accogliente, attraversato da profumi, colori e voci diverse, proprio come accadeva secoli fa quando qui si coltivavano le erbe officinali. Non è solo una mostra–mercato: è un’esperienza che intreccia arte, artigianato, tradizioni, inclusione e bellezza, offrendo a famiglie, appassionati e curiosi un’occasione per riscoprire il valore del nostro patrimonio e il piacere dello stare insieme. Vi aspettiamo“.

Come gli scorsi anni, anche nell’edizione 2026 Follia in Fiore allestirà una golosa area food per tutti i partecipanti alla manifestazione presso la Piazza Cav S.S. Annunziata.

 

L’Ingresso a Follia in Fiore è di € 3,00

Entrata libera per minori di 16 anni e accompagnatori di disabili

L’accesso alla manifestazione è da Via Martiri XXX Aprile, 30

Maggiori informazioni sulla mostra mercato e sulle iniziative collaterali al sito www.orticolapiemonte.it/ o sui canali social di Follia in Fiore.

 

Facebookwww.facebook.com/folliainfiore

 

Abbinamenti insoliti nella città sabauda

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SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO

A Torino, città elegante e abituata da sempre a mescolare tradizione e sperimentazione, anche la cucina sta vivendo una piccola rivoluzione silenziosa. Non si tratta solo di nuovi ristoranti o locali alla moda, ma di un vero e proprio cambio di prospettiva: gli abbinamenti, un tempo rigidamente legati alla cultura gastronomica piemontese, oggi si fanno audaci, a tratti sorprendenti, persino spiazzanti. Eppure, proprio in questa libertà creativa, molti locali torinesi stanno trovando la loro identità.

Passeggiando tra il centro e i quartieri più vivaci come San Salvario o Vanchiglia, non è difficile imbattersi in insegne che promettono esperienze fuori dall’ordinario. Da Edit, ad esempio, si può assaggiare una pizza gourmet che unisce ingredienti apparentemente inconciliabili come crema di zucca, gorgonzola e caffè macinato a crudo. Un contrasto che, sulla carta, potrebbe far storcere il naso, ma che al palato riesce a sorprendere per equilibrio e profondità.

Il gusto che non ti aspetti

È proprio questa la chiave del successo di molti locali: proporre qualcosa che rompa le aspettative senza risultare eccessivo. Nel quartiere Crocetta, la gelateria Mara dei Boschi ha costruito la sua reputazione non solo sui grandi classici, ma anche su gusti che sfidano la logica tradizionale. Tra questi, uno dei più discussi è il gelato al rosmarino e limone con un leggero retrogusto salato, oppure quello al cioccolato fondente e olio extravergine d’oliva. Non si tratta di provocazioni fini a sé stesse, ma di tentativi riusciti di ampliare il concetto stesso di dessert.

Spostandosi verso il Quadrilatero Romano, il Caffè Al Bicerin, storico locale torinese, ha iniziato a reinterpretare il suo celebre bicerin con variazioni moderne: una versione con aggiunta di pepe nero e scorza d’arancia, oppure una proposta che accosta il classico cioccolato caldo a una crema al basilico. Anche qui, la tradizione non viene cancellata, ma riletta in chiave contemporanea.

Quando la cucina diventa laboratorio

Non mancano poi ristoranti che fanno della sperimentazione il loro marchio di fabbrica. A pochi passi dal fiume Po, Scannabue propone piatti della tradizione piemontese rivisitati con accostamenti inconsueti: vitello tonnato con una salsa arricchita da note di cacao amaro, oppure tajarin serviti con burro affumicato e polvere di liquirizia. Piatti che dividono, ma che difficilmente lasciano indifferenti.

Un altro esempio interessante è quello di Ristorante Consorzio, dove la filosofia è quella di partire da ingredienti locali per poi spingersi oltre. Qui si può trovare una battuta di Fassona condita con fragole fresche e aceto balsamico invecchiato, oppure un risotto mantecato al Castelmagno arricchito da una riduzione di birra artigianale. Il risultato è un equilibrio sottile tra dolce, salato e amarognolo, che racconta una Torino capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.

Dolce e salato, confini sempre più sottili

Forse è proprio nel mondo delle gelaterie e delle caffetterie che gli abbinamenti più insoliti trovano terreno fertile. Da Gelateria Ottimo!, in zona Santa Rita, si sperimentano gusti come il gorgonzola e noci oppure il gelato al peperoncino e cioccolato bianco, mentre da Orso Laboratorio Caffè si gioca con le estrazioni e le infusioni, proponendo bevande che uniscono caffè specialty a ingredienti come lavanda, miele di castagno o addirittura agrumi fermentati.

Questa tendenza non è solo una moda passeggera, ma il segno di una città che ha voglia di mettersi in discussione. Torino, da sempre legata a una cucina solida e rassicurante, sta dimostrando di saper accogliere anche il rischio, l’errore, la sorpresa. Gli abbinamenti insoliti diventano così un modo per raccontare una nuova identità gastronomica, più aperta e curiosa.

In fondo, è proprio questo il fascino di questi piatti: non tanto l’originalità fine a sé stessa, quanto la capacità di farci uscire, anche solo per un attimo, dalle nostre abitudini. Perché a volte basta un ingrediente fuori posto per cambiare completamente prospettiva. E Torino, oggi, sembra averlo capito molto bene.

Noemi Gariano

I Grandi Terroir del Barolo, torna l’iniziativa ideata da Go Wine

Edizione 2026
Sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 – Monforte d’Alba
Moda Venue – Palazzo Martinengo
Tornano I Grandi Terroir del Barolo, l’iniziativa ideata da Go Wine e giunta alla diciassettesima edizione, in programma sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 a Monforte d’Alba, uno dei centri più importanti della Langa del Barolo.
Sede dell’evento saranno ancora una volta le eleganti sale di Palazzo Martinengo – Moda Venue (Via Cavour, 10), nel centro storico del paese.
L’evento conferma e rafforza il proprio carattere distintivo:
un’occasione di approfondimento sul Barolo e sul suo territorio, con al centro le Menzioni Geografiche Aggiuntive (M.G.A.), per raccontare – attraverso l’assaggio – le diverse anime della denominazione.
Un percorso che valorizza cantine che producono Barolo in più etichette, espressione di cru, siti e parti diverse del territorio, esaltando l’anima e le peculiarità del Nebbiolo e interpretando le diversità come una ricchezza che invita a comprendere più a fondo la grandezza di questo vino.
UN EVENTO MIRATO, TRA DEGUSTAZIONE E TERRITORIO
L’edizione 2026 si propone come una sorta di anteprima della nuova annata sul territorio, mantenendo una formula collaudata che nelle ultime edizioni ha registrato una crescente partecipazione e interesse.
Un evento mirato e, a suo modo, esclusivo, che vuole:
  • comunicare le peculiarità dei diversi cru
  • far riflettere degustatori e pubblico sull’importanza del fattore terra–territorio
  • valorizzare l’incontro diretto con i produttori
  • invitare esperti ed enoappassionati a vivere un fine settimana in Langa, tra degustazioni, visite in cantina e scoperta del territorio.
ECCO LE CANTINE PROTAGONISTE DELL’EVENTO CON L’ELENCO DEI
BAROLO IN DEGUSTAZIONE NELLE DIVERSE M.G.A.
 
ABBONA ANNA MARIA – Farigliano
Barolo Bricco San Pietro 2022
Barolo Bricco San Pietro 2019
Barolo Bricco San Pietro 2017
 
BOASSO – Serralunga d’Alba
Barolo Riserva Margheria 2020
 
ENZO BOGLIETTI – La Morra
Barolo Brunate
 
BOLMIDA SILVANO – Monforte d’Alba
Barolo Bussia Vigna dei Fantini 2021
Barolo Le Coste di Monforte 2021
 
BRIC CENCIURIO – La Morra
Barolo Costa di Rose
 
BRICCO MAIOLICA – Diano d’Alba
Barolo del Comune di Diano d’Alba Contadin 2021
CASCINA CHICCO – Canale
Barolo Rocche di Castelletto 2022
Barolo Riserva Ginestra 2019
 
CASCINA GAVETTA – Novello
Barolo Ravera
 
DAMILANO – Barolo
Barolo Cerequio
 
DOSIO VIGNETI – La Morra
Barolo Fossati
 
FORTEMASSO – Monforte d’Alba
Barolo del Comune di Monforte 2021
Barolo Castelletto 2020
Barolo Riserva Castelletto 2019
 
GERLOTTO F.LLI – Diano d’Alba
Barolo Sorano 2020
 
L”ASTEMIA – Barolo
Barolo Cannubi 2021
Barolo Terlo 2021
LA BIÒCA – Monforte d’Alba
Barolo Aculei 2022
Barolo Bussia 2022
Barolo Ravera 2022
 
MANZONE PAOLO – Serralunga d’Alba
Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2022
Barolo Meriame 2022
Barolo Riserva 2019
DIEGO MORRA – Verduno
Barolo del Comune di Verduno 2022
Barolo Monvigliero 2020
Barolo Zinzasco 2022
 
PIAZZO COMM. ARMANDO – Alba
Barolo Valente 2021
Barolo Sottocastello di Novello 2021
PORRO GUIDO – Serralunga d’Alba
Barolo Santa Caterina 2022
Barolo Lazzairasco 2022
 
REVA – Monforte d’Alba
Barolo 2022
Barolo Cerretta 2022
Barolo Ravera 2021
 
REVERDITO MICHELE – La Morra
Barolo Castagni 2020
Barolo Bricco Cogni 2020
Barolo Badarina 2017
 
SAN BIAGIO – La Morra
Barolo del Comune di La Morra 2021
Barolo Capalot 2019
Barolo Riserva Bricco San Biagio 2019
 
SAVIGLIANO F.LLI – Diano d’Alba
Barolo Boiolo 2021
 
AGR. SORDO GIOVANNI – Castiglione Falletto
Barolo Gabutti 2021
Barolo Parussi 2021
Barolo Ravera 2021
IL CONSORZIO VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO OSPITE SPECIALE DELL’EVENTO
Sarà il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano l’ospite speciale de I Grandi Terroir del Barolo, con un approfondimento dedicato al progetto delle Pievi, recentemente istituito.
Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), le stesse anteposte in etichetta con la menzione “Pieve”.
Un tema che dialogherà in modo naturale con le Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barolo: anche a Montepulciano il racconto del vino passa attraverso una lettura sempre più precisa delle diverse identità del territorio.
Durante l’evento sarà proposta una selezione di vini rappresentativi delle diverse Pievi, offrendo al pubblico un interessante confronto tra due grandi denominazioni italiane unite dalla volontà di mettere al centro il territorio come elemento distintivo.
IL PROGRAMMA
• Banchi d’assaggio d’incontro con le cantine
Nella prossima newsletter un primo elenco.
• Masterclass di approfondimento, anche su annate anterioriUn Master sul Barolo (sabato 28 marzo), con lezioni, percorsi tematici e degustazioni
• Visite in cantina e proposte di soggiorno sul territorio
• Abbinamenti enogastronomici nei ristoranti della zona
In questa edizione sarà inoltre introdotto in forma sperimentale un piccolo shop de “I Grandi Terroir del Barolo”, che consentirà al pubblico di acquistare una selezione di Barolo degustati durante l’evento.
GLI EVENTI COLLATERALI
 
MASTERCLASS
Durante le due giornate sono previste quattro masterclass dal titolo:
Terroir a confronto: Barolo e Vino Nobile di Montepulciano, menzioni geografiche, sottozone e territorio.
Saranno condotte dal giornalista Gianni Fabrizio, curatore della guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso.
Si tratta di percorsi d’assaggio di confronto tra Barolo e Vino Nobile di Montepulciano.
In ogni degustazione saranno in assaggio 4 Barolo e 4 Vino Nobile di Montepulciano, con etichette che varieranno in ciascun appuntamento.
Si svolgeranno sempre presso la sede dell’evento e grazie alla collaborazione del Consorzio di Tutela Vino Nobile di Montepulciano presente nel corso delle Masterclass per raccontare terroir e vini.
Calendario e orari:
Sabato 28 marzo
Ore 14.30
Ore 17.00
Domenica 29 marzo
Ore 11.00
Ore 15.30
Le masterclass si svolgono su prenotazione: costo della degustazione euro 25 – riduzioni euro 20 per i soli soci Go Wine.
IL MASTER SUL BAROLO
Sabato 28 marzo
Sabato 28 marzo è in programma il Master sul Barolo: una giornata in cui si potrà approfondire sul campo la conoscenza di questo vino fra lezioni, percorsi nel territorio di produzione e degustazioni.
Il Master sul Barolo avrà un costo di € 75 per i soci e € 85 per i non soci.
Nei prossimi giorni i dettagli e il percorso della giornata.
Chi fosse interessato può confermare la preadesione
scrivendo alla mail stampa.eventi@gowinet.it
I GRANDI TERROIR DEL BAROLO
DOVE
Palazzo Martinengo – Moda VenueSala dei Grifoni
Via Cavour, 10 – Monforte d’Alba (CN)
QUANDO
Sabato 28 marzo 2026Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00
Domenica 29 marzo 2026Banco d’assaggio dalle 11.00 alle 18.00, articolato su due turni
primo turno: 11.00 – 14.30
secondo turno: 14.30 – 18.00
Nel corso delle due giornate sono previste masterclass.
COME PARTECIPARE
La degustazione al banco d’assaggio si svolgerà su turni e con prenotazione obbligatoria, per garantire la migliore esperienza di visita e di assaggio.
BIGLIETTI E COSTI
👉 Aperta la prevendita online!
Il costo della degustazione è di € 28,00(riduzioni: € 25,00 Soci Associazioni di settore, € 21,00 Soci Go Wine).
• Il biglietto comprende:
• la degustazione in forma libera dei Barolo al banco d’assaggio
• un assaggio presso l’area della denominazione ospitedell’evento.
Riduzioni per chi prenota online
Chi acquista il biglietto in prevendita online avrà una riduzione sul costo:
€ 25,00 pubblico
€ 22,00 Soci Associazioni di settore
€ 18,00 Soci Go Wine
🎁 Ingresso gratuito per chi si associa a Go WineLa degustazione al banco d’assaggio sarà in omaggio per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine
(benefit non valido per i soci familiari).
Maggiori dettagli sulla campagna associativa a fondo mail.
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Torna “Corso Belgio in Bancarella”

Torna anche quest’anno l’atteso appuntamento “Corso Belgio in Bancarella”, la storica festa di quartiere che anima corso Belgio e Vanchiglietta. L’iniziativa è giunta alla sua 39esima edizione. L’evento organizzato da Federeventi Piemonte, in collaborazione con l’Associazione Commercianti Operatori Economici Vanchiglietta, si svolge con il patrocinio della Circoscrizione 7 della Città di Torino. Dalle ore 9 alle 19 di domenica 22 marzo, corso Belgio si trasformerà in un luogo viale pedonale che partirà da corso Tortona fino a Lungo Po Antonelli, animato da oltre 100 attività commerciali e decine di bancarelle di artigianato, prodotti tipici ed espositori extra alimentari. Si tratta di una giornata all’insegna della socialità, del commercio e del divertimento, con negozi aperti, stand di associazioni sportive, sociali e culturali, giostre per bambini e momenti di intrattenimento per tutte le età. Bar, ristoranti e pizzerie resteranno aperti per accogliere il pubblico con colazioni, pranzi e merende all’insegna del gusto e della convivialità. Saranno anche presenti UGI, Unione Genitori Italiani, e NIDA, la Nazionale Italiana dell’Amicizia, ognuno con il proprio stand per raccogliere fondi con uova di Pasqua e cioccolato solidale; nel pomeriggio si terranno una sfilata e uno spettacolo dei supereroi della NIDA. Grande spazio sarà riservato al mondo delle associazioni, con la partecipazione di numerose realtà impegnate nello sport, nella cultura e nel sociale. Durante la giornata non mancheranno attività, esibizioni, flashmob e momenti di animazione, a cura delle associazioni del territorio, per valorizzare la vitalità di Vanchiglietta. Special Guest sarà lo stand della Protezione Civile – Gestione Emergenze e Sicurezza.

“Corso Belgio in Bancarella” si conferma un appuntamento imperdibile per riscoprire il cuore pulsante di Vanchiglietta, vivere le sue strade in modo nuovo e sostenere il commercio locale. Una giornata di incontro e partecipazione dedicato a tutta la città.

Mara Martellotta

E’ tempo di ciliegi in fiore alla Reggia di Venaria

Le fioriture dei ciliegi si potranno ammirare nei Giardini della Venaria Reale anche la sera in questa nuova edizione dei “Ciliegi in fiore”

Con la primavera alla Reggia, i Giardini della Venaria Reale si presentano come una vera esplosione di colori e profumi con le fioriture dei ciliegi, dei peri e dei meli, uno spettacolo paesaggistico magico per gli amanti della natura e della bellezza. Dopo il grande successo di pubblico dell’edizione 2025, dal titolo “All’ombra dei ciliegi in fiore”, che ha visto l’ingresso di oltre 105 mila visitatori in appena due settimane, per ammirare la meraviglia dei ciliegi fioriti, la Reggia torna a celebrare i petali rosa con un ricco programma di iniziative e nuovi orari tra il 19 marzo e il 1⁰ aprile, data di conclusione indicativa, proponendo molteplici attività legate alla natura, alle tradizioni, al benessere e alla convivialità, con una novità rappresentata da “Una sera sotto i ciliegi in fiore”(aperture serali straordinarie) per vivere un‘esperienza affascinante e diversa dal solito. In occasione della fioritura, i Giardini saranno visitabili anche lunedì( (consueto giorno di chiusura) e tutti i giorni dal 19 marzo al 1⁰aprile dalle 7.30 alle 18  dalle 19 fino alle 23, con aperture serali straordinarie per offrire al pubblico uno spettacolo eccezionale e unico in Italia, quando gli alberi fioriti saranno illuminati da altrettante luci, creando uno scenario magico, degno dei suggestivi Yozakura durante la celeberrima hanami giapponese, la secolare tradizione romantica orientale dell’ammirazione dei ciliegi fioriti di notte. L’ingresso dei Giardini è solo su prenotazione online al sito www.lavenaria.it, e limitato ogni giorno per consentire un afflusso gestibile e una fruizione godibile di questa bellissima esperienza. L’apertura prolungata darà al pubblico l’opportunità di immergersi in magiche nuvole rosa, circondate dalla luce diurna, da quelle colori del tramonto, dall’incanto dei colori del crepuscolo e dal buio intimo e raccolto della sera, con una serie di opportunità di attrazione e intrattenimento, quali la performance “Sakurasonic – un Matsuri contemporaneo”, che inaugurerà nelle sere di sabato 21 e domenica 22 marzo il programma in collaborazione con il MAO; l’evento “Yoga all’ombra dei ciliegi in fiore” al mattino di sabato 21 marzo, con biglietto dedicato; “La pittura en plein air” il 21, 22, 28 e 29 marzo, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Torino, e “Musica all’ombra dei ciliegi in fiore” il 28 e 29 marzo, e il 5 e 6 aprile in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. In tutti i giorni indicati, dalle 7.30 alle 20, e fino alle 23 il venerdì, sabato, domenica e festivi, sarà aperto il punto ristoro del Patio dei Giardini, mentre tutte le sere, dalle 19 alle 23, presso la Cascina Medici del Vascello sarà possibile degustare il tradizionale sakè con cibo orientale, oltre alla possibilità di consumare gli aperitivi.

“Dopo lo straordinario successo dello scorso anno – spiegano Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – confidiamo che i Giardini della Venaria Reale possano riproporre lo spettacolo unico dei ciliegi fioriti, capace di attrarre ed emozionare un pubblico davvero variegato. Oltre alla possibilità di godere della Reggia, abbiamo previsto attività, eventi e spettacoli anche durante le ore serali per rilanciare ulteriormente questa esperienza indimenticabile: tra questi la performance che abbiamo programmato insieme al MAO, che ringraziamo per aver voluto condividere idee e capacità organizzativa, valorizzando in modo significativo e concreto il nostro sistema culturale territoriale”.

“Questo progetto in collaborazione con la Reggia di Venaria – spiega il direttore del MAO, Davide Quadrio – si inserisce nel percorso sistemico che il MAO sta sviluppando con il territorio di prossimità e le sue istituzioni culturali. Trasformare la fioritura dei ciliegi in fiore, in un’ottica di scoperta del Giappone, va proprio in questa direzione. Il MAO si propone come strumento curatoriale e di mediazione culturale, un museo al servizio di condivisione in un’ottica di sistema: non più istituzioni in competizione fra loro, ma un metodo fondato sulla co-progettazione e sulla partecipazione capace di generare valore per tutti”.

L’evento del “Sakurasonic”, che si svolgerà sabato 21 e domenica 22 marzo, dalle 19.30 alle 22, propone una reinterpretazione contemporanea e non filologica del Matsuri, festa tradizionale giapponese che trova spazio nei Giardini della Venaria. Matsuri è il termine nipponico che indica una festa collettiva che unisce rituali, danze, canti e convivialità. Radicati nello Shintoismo e nel rapporto con la natura, i Matsuri celebrano il passaggio delle stagioni, il benessere della comunità e il legame con le divinità. Tra i più noti, il Sakura Matsuri è dedicato alla fioritura dei ciliegi, momento pubblico di condivisione che segna il passaggio stagionale e riflette una visione della natura intrecciata alla vita quotidiana. Partendo da questa tradizione, “Sakurasonic” non si configura come una festa giapponese in senso folkloristico, ma come un rito contemporaneo diffuso nei Giardini, composto da interventi sonori, momenti di ascolto e ritualità. Il progetto è curato da Chiara Lee e Freddie Murphy e coinvolge tre artiste giapponesi, Hatis Noit, Kiki Hitomi e Tsubasa Hori, che trasformeranno il giardino in uno spazio performativo e immersivo attraverso voce e suono, strumenti tradizionali e musica elettronica.

Il pubblico potrà assistere a una parata che partirà dal Patio dei Giardini per arrivare fino alla zona dei ciliegi, con personaggi che realizzeranno maschere indossate per l’occasione tra danze e canti presso la Cascina Medici del Vascello. Il progetto sarà preceduto da un workshop dedicato alle scuole, propedeutico alla performance e condotto da Kiki Hitomi e Tsubasa Hori.

Info e prenotazioni: lavenaria.it – biglietti Giardino 6 euro – 8 euro per “Una sera ai ciliegi in fiore” e 10 euro per “All’ombra dei ciliegi in fiore” – ridotto per tutte le tipologie di ingresso alla Reggia e ai Giardini con il biglietto del MAO e viceversa.

Mara Martellotta

 Il cioccolato di Guido Castagna: identità riconosciuta a livello internazionale

 

C’è qualcosa di profondamente piemontese nel modo in cui il cioccolato sa raccontare una storia.

Succede a Giaveno, dove le creazioni di Guido Castagna tornano a distinguersi sulla scena internazionale, conquistando ancora una volta i giudici degli International Chocolate Awards, una delle più importanti competizioni mondiali dedicate al cioccolato artigianale, che ogni anno riunisce esperti e degustatori da tutto il mondo per valutare le migliori produzioni.

A Firenze, tra degustazioni alla cieca e confronti tra i migliori chocolatier, è stato il Giuinott® a lasciare il segno: quattordicesimo oro consecutivo, con un punteggio straordinario di 97,8. Un risultato che non parla solo di eccellenza tecnica, ma di continuità, di una qualità che resiste al tempo senza perdere identità.

Dentro questo piccolo gianduiotto c’è molto più di una ricetta: ci sono le nocciole del territorio, la precisione artigianale e una visione che guarda già al futuro, verso il riconoscimento del Giandujotto di Torino IGP.

Accanto a lui, brillano anche la crema di nocciola +55, premiata con l’oro, e praline che giocano con aromi inaspettati — menta e liquirizia, malva e cardamomo — dimostrando che la tradizione può evolversi senza perdere la propria anima.

Da Giaveno arriva così una conferma semplice ma potente: l’eccellenza, quando è autentica, non ha bisogno di reinventarsi. Deve solo continuare a essere sé stessa.

Chiara Vannini  

Festeggiando con papà

Sabato 21 marzo, in occasione della Festa del Papà, EDIT PLACE ospiterà, con
organizzazione di To Be Experience, un’esperienza speciale pensata per padri e figli: un
laboratorio pratico di cucina dove si impasta, si crea e si condivide.

Una vera e propria festa al motto di “impastare, infornare e festeggiare”.
Tre saranno gli slot orari, con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento disponibilità:
– ore 11 con termine alle ore 12.30
– ore 15 con termine alle ore 16.30
– ore 17 con termine alle ore 18.30
I partecipanti troveranno al loro arrivo la propria postazione attrezzata con grembiule e
cappello da chef, ingredienti già dosati e un panetto pronto per essere lavorato.
Il laboratorio sarà guidato da un Mastro fornaio messo a disposizione dall’Antico Balon –
storica eccellenza della ristorazione piemontese – che verrà in soccorso dei papà meno esperti
in cucina.

Da oltre dieci anni punto di riferimento a Torino, il locale è stato tra i pionieri nell’introdurre la
cultura dei diversi impasti, fondando la propria filosofia sulla ricerca costante della materia
prima e sull’eccellenza dei fornitori locali. Per l’occasione verranno utilizzati gli iconici panetti
a lunghissima lievitazione, celebri per leggerezza e digeribilità, adatti per essere gustati anche
dai bimbi più piccoli.

Si partirà dall’impasto, stendendo la base, scegliendo gli ingredienti di primissima qualità e
personalizzando la propria pizza, affidata poi al Mastro fornaio per la cottura in forno.
Durante l’attesa, prima di gustare la pizza, il laboratorio continuerà con un momento dolce: la
farcitura delle iconiche zeppole di San Giuseppe, simbolo tradizionale della Festa del Papà.
La realizzazione della pizza, così come la decorazione dei dolci, sono attività semplici e
divertenti, da realizzarsi a quattro mani padre/figlio, in un momento di condivisione intima e
gioiosa, da ricordare. Proprio per cristallizzare il momento e conservarlo per la memoria
futura, un fotografo professionista scatterà delle immagini che verranno inviate ai singoli papà.
L’esperienza potrà poi ripetersi a casa perché ai partecipanti verrà lasciato il cappello da chef,
per sbizzarrirsi in cucina anche tra le mura domestiche.

Pier Rosito, CEO di To Be, racconta: “Quando il mio team creativo mi ha proposto questo
nuovo evento ho accettato con entusiasmo e con il sorriso perché sono un papà un po’
pasticcione ai fornelli. L’obiettivo di questa esperienza non è insegnare tecnicismi complessi,
ma accompagnare padri e figli passo dopo passo, in una prova, controllata ma libera, dove
sperimentare, collaborare e divertirsi insieme. Per poi magari mostrare con orgoglio alla
mamma quanto imparato.

Mi sento anche di aggiungere che nell’epoca attuale, fatta di famiglie allargate e gruppi di amici
che profumano meravigliosamente di famiglia, vogliamo ampliare il concetto di Festa del Papà
semplicemente a chi ama. Per cui porte aperte a chiunque voglia vivere col proprio piccolo di
casa un’esperienza diversa, nel nome dell’amore.”

EDIT PLACE, inaugurato nel 2017 in uno dei quartieri post-industriali più affascinanti di Torino,
si conferma con questo evento un vero e proprio Social Hub “for people and for having fun” –
polo di gusto, cultura e incontro – dove vivere esperienze di socialità innovative, lontane dai
luoghi comuni.

I biglietti per l’evento sono in vendita sul sito ufficiale di To
Be Events al link:
https://shop.tobevents.it/event/festeggiandoconpapa/