ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 765

Enjoy the difference: quando la diversità è di casa

Nato del 2011 dalla collaborazione di Associazioni studentesche, Università di Torino, Comune di Torino ed alcune associazioni come ad esempio “Senza Muri”, questo progetto nasce con l’intento primario di coniugare l’esigenza degli studenti di trovare una casa ad un prezzo ragionevole e l’esigenza di promuovere la vita indipendente di ragazzi con disabilità

 

senza muri 2

“Ci sono cose che senza che tu te ne accorga ti cambiano radicalmente la vita. Enjoy the Difference più che la mia vita, ha trasformato radicalmente il mio modo di vivere e di rapportarmi con gli altri e soprattutto con me stessa!”.

 

Daiana ha 22 anni, sta per prendere la laurea triennale in Psicologia e durante la specialistica vorrebbe poter fare un’esperienza Erasmus. Ci siamo incontrate in un bar vicino all’università e dopo esserci accomodate, abbiamo cominciato a parlare di come, nell’ultimo periodo, la sua vita abbia preso per così dire una piega un po’ diversa.

 

Nell’ultimo anno infatti, Daiana ha imparato a provvedere quasi esclusivamente da sola alle sue esigenze, ha imparato il vero significato del termine autonomia e soprattutto ha acquisito una maggior sicurezza nel risolvere ed affrontare i problemi che la vita le ha presentato. Daiana, come altri ragazzi, ha partecipato al progetto Enjoy the Difference.

 

Nato del 2011 dalla collaborazione di Associazioni studentesche, Università di Torino, Comune di Torino ed alcune associazioni come ad esempio “Senza Muri”, questo progetto nasce con l’intento primario di coniugare l’esigenza degli studenti di trovare una casa ad un prezzo ragionevole e l’esigenza di promuovere la vita indipendente di ragazzi con disabilità, attraverso soluzioni abitative e l’arricchimento della rete sociale. Viene rivolto agli studenti dell’Università di Torino e ai giovani con disabilità e prevede, appunto, nuclei di coabitazione formati da gruppi misti.

 

Enjoy the Diference (ETD) si è sviluppato negli anni come un progetto di promozione culturale: le coabitazioni, oltre ad essere gli appartamenti che ospitano i ragazzi per la durata di un anno , diventano luoghi dove si promuove la prospettiva della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità per la quale “le persone con disabilità devono avere la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri,il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione”.

 

Un progetto nuovo, un’idea di cambiamento in cui le vite di ragazzi disabili si intrecciano con quelle di alcuni studenti, creando così uno scambio di esperienze, di frammenti della propria vita, progetti per il futuro, ma soprattutto la capacità e la voglia di reinventarsi e mettersi in gioco. Andare oltre gli stereotipi sui giovani, dimostrare che invece di soggetti passivi ed inattivi come spesso vengono descritti, questi ragazzi (disabili e non), sono in realtà il motore del cambiamento soprattutto da un punto di vista culturale.

 

Molto spesso l’idea della convivenza con un giovane disabile porta con sé la convinzione che si tratti di un’esperienza legata solo ed esclusivamente al “volontariato” e di conseguenza all’assistenza. La sfida di Enjoy the Difference risiede proprio nel proporre un’immagine della disabilità che vada oltre l’idea di impossibilità e soprattutto oltre l’idea di compassione affinché la diversità diventi per tutti, invece che un punto di rottura e distacco, un punto di partenza ed un luogo fertile dove poter accrescere le proprie ricchezze personali.

 

Un altro punto forte di ETD è stata ed è tutt’ora la co-progettazione. L’idea iniziale del progetto ha visto come protagonista la docente universitaria Prof.ssa Cecilia Marchisio che, prendendo spunto da un progetto similare con cui aveva avuto modo di interfacciarsi in Spagna, l’ha riproposto alle organizzazioni studentesche (attraverso il Senato Studenti) ed alle istituzioni (Comune di Torino). Enjoy the Difference nasce proprio da questo gruppo di progetto composto da quattro studenti (di cui uno rappresentate il gruppo “Studenti Indipendenti”), la docente ideatrice, una dottoranda, una rappresentante del Comune, ed una rappresentate dell’associazione “La Virgola”, che collabora con il Comune nei servizi per la disabilità.

 

Un variegato gruppo che riunito in un tavolo alla pari ha dato vita ad un progetto che ha visto il contrasto alla “diversità” come primo obiettivo e come primo motore di ricerca per un percorso costruttivo di partecipazione.

 

Il primo appartamento di ETD è partito a ottobre 2011 e questo ottobre del 2014 vede iniziare il quarto anno di convivenza dove studenti disabili e studenti non disabili convivranno per il prossimo anno accademico. Come è stato per i precedenti tre anni questi ragazzi svolgeranno la loro vita da ragazzi e studenti di sempre; c’è chi imparerà a prendere il pullman da solo senza l’ausilio di qualcuno e chi invece imparerà che una sedia messa nel posto sbagliato può prendere la forma di una terribile barriera architettonica. Ognuno di questi ragazzi imparerà qualcosa di diverso ma tutti, durante la durata di questa (mi permetto di dire) straordinaria esperienza, impareranno che la “diversità” può anche essere una semplice occasione per cominciare un percorso “alla pari”.

 

Vorrei concludere riportando uno degli ultimi aneddoti che Daiana durante il nostro incontro mi ha raccontato: “ C’è probabilmente un episodio che porterò sempre con me perché molto probabilmente riassume tutta l’importanza del progetto. È stato quando uno dei miei coinquilini durante una conversazione ha affermato che, una volta imparato da parte mia a conoscere la casa, la differenza non si sentiva più; anche perché a quel punto, per lui, non c’era più nessuna differenza!”.

 

In effetti mi sono dimenticata di dirvi che Daiana oltre ad essere un’ottima studentessa ed una splendida e normalissima ragazza di 22 anni, è anche una non vedente.

 

www.senzamuri.org

 

 

Simona Pili Stella

Ognissanti e defunti, tutti i servizi nei “giorni della memoria”

I cimiteri cittadini sono aperti fino a domenica 2 novembre con orario 8.30 – 17.30. Chiusi lunedì 3 

 

CIMITERO

In occasione della Festa di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, i cimiteri cittadini sono aperti fino a domenica 2 novembre con orario 8.30 – 17.30. Lunedì 3 novembre i cimiteri sono chiusi. Servizio navetta GTT interno ai cimiteri Parco e Monumentale sospeso fino a domenica 2 novembre compresa. Vietato l’accesso alle auto private autorizzate (ultrasettantenni e persone con difficoltà a deambulare) da martedì 28 ottobre a domenica 2 novembre compresa. In questo periodo possono entrare solamente i possessori del permesso H. I mezzi pubblici in direzione dei cimiteri Monumentale e Parco sono potenziati fino al 2 novembre. E’ possibile rintracciare il luogo di sepoltura di un defunto utilizzando la Banca Dati Cimiteriale. Disponile l’elenco delle cerimonie istituzionali nei cimiteri cittadini: www.comune.torino.it

 

GTT INFORMA: Da sabato 25 ottobre a domenica 2 novembre, in occasione della ricorrenza della Commemorazione dei Defunti, saranno potenziate le linee autobus dirette al Cimitero Monumentale e al Cimitero Parco di Torino.

 

CIMITERO MONUMENTALE

Per il Cimitero Monumentale le linee interessate dal potenziamento sono tre.

    Linea 19: intensificazione del servizio dal 25 ottobre al 2 novembre.
    Linea speciale 68b: appositamente istituita, sarà in servizio il 25 e 26 ottobre e il 1° e 2 novembre. Segue lo stesso percorso del bus 68 dal capolinea di via Frejus a via Catania, quindi percorre il perimetro del cimitero facendo fermate presso tutti gli ingressi e capolinea in via Ravina. In direzione via Frejus transita in via Varano, corso Novara, via Catania proseguendo poi sul normale percorso della linea 68.
    Linea speciale 75b: appositamente istituita, sarà attiva nei pomeriggi del 25 e 26 ottobre e il 1° e 2 novembre. Il percorso è lo stesso della linea 75 nel tratto che collega Le Vallette con il Cimitero Monumentale. Da corso Novara svolta in corso Regio Parco, percorre via Zanella e via Varano ed effettua capolinea in via Ravina.

 

CIMITERO PARCO

Il potenziamento del servizio per il Cimitero Parco (Torino Sud) riguarderà  le linee 5b e 74.

    Linea 5b: normalmente in funzione solo nei giorni feriali, viaggerà anche sabato 1° e domenica 2 novembre, nelle ore di apertura del cimitero.
    Linea 74: sarà potenziata nei giorni 25 e 26 ottobre e il 1° e 2 novembre sul normale percorso da via Ventimiglia a via Gorini con transito per il Cimitero Parco.

Inoltre, dal 25 ottobre al 2 novembre, a causa del forte afflusso di visitatori previsto, non potrà circolare la linea 102 con percorso all’interno del Cimitero Parco.

 

ALTRI SERVIZI STRAORDINARI PER I CIMITERI

    Linea 47 navetta: appositamente istituita per collegare sabato 1° e domenica 2 novembre piazza Freguglia e il cimitero della frazione Cavoretto. Il  percorso: dal capolinea di piazza Freguglia (collocato tra strada dei Ronchi e viale XXV Aprile) prosegue per via Nuova, via San Rocco, strada Santa Lucia, strada Comunale Cimitero di Cavoretto, piazzale Cimitero di Cavoretto, inversione di marcia, strada Comunale Cimitero di Cavoretto, strada Santa Lucia, via alla Parrochia, piazza Freguglia (capolinea).
    Linea 1 urbana di Nichelino: gestione straordinaria e gratuita dal 1° al 4 novembre

Luci, Artissima e Paratissima, a novembre Torino è capitale dell’arte

artista luci 2E l’8 novembre ci sarà la Notte delle Arti, con tutti i musei e gallerie cittadine aperti, una vera festa della cultura tra mondano, didattico e commerciale

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In occasione dell’inaugurazione di Luci d’ Artista 2014-2015, la Città di Torino, in collaborazione con Turin Marathon, IREN s.p.a. e Fondazione Teatro Regio, ha organizzato “La Maratona accende le Luci d’Artista”, una corsa a piedi non agonistica di circa 7 km. L’appuntamento era fissato ieri intorno alle 17e30. Partenza da piazza Carlo Felice alle 18.00, dove la prima luce ad essere accesa è stata quella montata sul fronte della stazione di Porta Nuova, “Vento Solare” di Luigi Nervo.

 

Il percorso ha visto il passaggio dei partecipanti nelle vie e nelle piazze dove sono allestite le opere di luce, come ad esempio via Roma, piazza Carignano, via Lagrange, via Verdi, via Montebello, piazza Carignano, via Garibaldi e molte altre, fino al raggiungimento del traguardo, fissato in Piazza Castello alle 19e15. Al passaggio dei “maratoneti” l’illuminazione è stata spenta e le Luci d’Artista si sono accese gradualmente una ad una ed in contemporanea con il sopraggiungere dei partecipanti, creando così un’atmosfera suggestiva ed uno spettacolo unico da vedere.

 

Una band musicale sopra un furgoncino aperto in movimento, ha animato il percorso dei podisti mentre una guida turistica Federagit-Confesercenti, presente sempre sul furgone, ha presentatoogni luce al passaggio dei corridori.All’arrivo in piazza Castello tutti i partecipanti ed il pubblico sono stati accolti da alcuni rappresentanti della Città e a tutti quanti è stato offerto, come ristoro, un piccolo aperitivo.

 

Non servivano requisiti particolari per partecipare alla “mini-maratona”, infatti le iscrizioni sono state aperte a persone di qualsiasi età residenti a Torino e non. L’unico accessorio obbligatorio  avere con sé, durante la corsa, una fonte luminosa che può andare dalla torcia alla candela, passando anche per il caschetto da minatore.

 

Simona Pili Stella

 

IL MESE DI CONTEMPORARYART SPECIALE AUTUNNO

 

Questo è il  mese più ricco per Torino capitale  del contemporaneo: Contemporaryart Speciale Autunno 2014 è il pacchetto contenente i tanti appuntamenti a tema che culmineranno nei primi giorni del mese quando al Lingotto aprirà Artissima, verranno accese le 19 Luci d’Artista e partiranno Paratissima, sulla creatività giovanile e The Others, nelle ex carceri Le Nuove.

 

ll programma – reso possibile dalla compartecipazione tra Città di Torino, Regione Piemonte e Fondazione per l’Arte Crt e il contributo di tutti gli enti e istituzioni operanti nel settore dell’arte contemporanea a Torino e in Piemonte – è indubbiamente ricco: l’8 novembre ci sarà la Notte delle Arti contemporanee, con tutti i musei e gallerie cittadine aperti, una vera festa della cultura tra mondano, didattico e commerciale. Tra i progetti di Contemporary, da sottolineare anche gli appuntamenti legati al gemellaggio “Torino incontra Berlino” tra cui, il 9 novembre al Teatro Regio la serata musicale “Nove novembre -1989 Berlino: il suono dei muri che cadono”.

 

Innumerevoli le mostre nei tanti musei di Torino e cintura. Oltre, a quella pensata da Maurizio Cattelan per Artissima, “One Torino” a Palazzo Cavour, “Shite and Die”, una riflessione su arte, vita e senso della morte. Alla Gam vi sono le esposizioni di Roy Lichtenstein e Cecily Brown, il Castello di Rivoli fino al 15 febbraio ppropone “2015 Sophie Calle.MadRe” e “Intenzione Manifesta. Il Disegno in tutte le sue forme”. E ancora: la Pinacoteca Agnelli fino al 22 febbraio psèiya “Martino Gamper. design is a state of mind”, Palazzo Madama la mostra fotografica di National Geographic “Women of Vision”, Palazzo Chiablese la mostra sull’Avanguardia russa.

 

 

(Fonte: www.regione.piemonte.it – Foto: il Torinese)

 

 

 

Apidge per le materie giuridiche ed economiche nella scuola

Classe studentiUna particolare convergenza di intenti si è avuta relativamente al nuovo Liceo Economico – Sociale, ritenuto un eccezionale veicolo per la diffusione dello studio delle materie giuridiche ed economiche, particolarmente adatto a costruire competenze specifiche importanti per tutto il “Sistema Paese”

 

 

Vogliamo promuovere il riconoscimento della specificità delle discipline giuridiche ed economiche nella scuola italiana, attraverso la formazione e l’aggiornamento dei docenti, dando piena dignità ad insegnamenti sinora ritenuti trasversali quali Cittadinanza e Costituzione e le Scienze Finanziarie”. Così Ezio Sina, Presidente di Apidge– Associazione professionale insegnanti discipline giuridiche ed economiche (www.apidge.altervista.org) illustra quanto ha esposto al Sottosegretario all’Istruzione Angela DOnghia in un incontro avuto in Senato, nel Corridoio dei Busti.

 

Il colloquio, molto costruttivo, si è incentrato sulla presentazione degli obiettivi che l’Associazione nata a Roma nel giugno 2014 e articolata su tutto il territorio nazionale, si prefigge in un momento particolarmente delicato e significativo per la Scuola. Una particolare convergenza di intenti si è avuta relativamente al nuovo Liceo Economico – Sociale, ritenuto un eccezionale veicolo per la diffusione dello studio delle materie giuridiche ed economiche, particolarmente adatto a costruire competenze specifiche importanti per tutto il “Sistema Paese”. Su questo argomento il Miur si appresta ad organizzare un importante convegno a Roma nella giornata del 13 novembre prossimo.

 

 

Nelle righe seguenti, il responsabile della comunicazione dell’associazione, il giornalista piemontese Massimo Iaretti, illustra che cos’è Apidge

 

L’APIDGE  si propone come interlocutore critico e propositivo delle istituzioni per tutti gli aspetti che riguardano la professione docente, partendo dal presupposto che nessun sistema scolastico può raggiungere le sue finalità formative  se gli insegnanti, individuati come professionisti responsabili e non come meri esecutori, non sono messi nelle migliori condizioni per svolgere la loro attività di estrema rilevanza sociale.

 

L’APIDGE  intende evidenziare, promuovere e sviluppare, in primo luogo tra i docenti, una cultura e una coscienza professionale contro i pericoli di impiegatizzazione e di riduzione al fatto burocratico dell’attività di insegnamento. Strumento fondamentale per raggiungere pienamente tale scopo è la costituzione di un ORDINE PROFESSIONALE degli insegnanti che divenga parte essenziale dei processi di reclutamento dei docenti e della loro formazione iniziale ed in servizio, che promuova un rigoroso Codice Deontologico-Professionale e che partecipi a pieno titolo nelle varie fasi di valutazione di sistema.

 

L’APIDGE si propone perciò come interprete e portavoce di quel disagio che abbia ragioni coerentemente professionali e come interlocutore con le Istituzioni per tutte le questioni afferenti la FUNZIONE DOCENTE attraverso attività di formazione, di informazione e di confronto attraverso pubblicazioni, eventi, convegni, momenti di dibattito sulle questioni didattico-disciplinari e professionali con tutte le componenti della società e in stretto collegamento con analoghe esperienze a livello europeo.

 

L’APIDGE, in pieno rispetto al sistema dell’autonomia scolastica, ritiene necessario che funzioni e retribuzioni in ambito scolastico siano diversificate contro ogni forma di egualitarismo e appiattimento economico e professionale.

 

Torino “s’illumina” correndo

luciIn occasione dell’inaugurazione di Luci d’ Artista la Città di Torino, in collaborazione con Turin Marathon, IREN s.p.a. Fondazione Teatro Regio, organizza “La Maratona accende le Luci d’Artista”, una corsa a piedi non agonistica di circa 7 km.

 

Se il grande poeta Ungaretti recitava : “M’illumino d’immenso”, pare che, questa settimana, la città di Torino l’abbia quasi preso in parola.

 

In occasione dell’inaugurazione di Luci d’ Artista 2014-2015, la Città di Torino, in collaborazione con Turin Marathon, IREN s.p.a. Fondazione Teatro Regio, organizza “La Maratona accende le Luci d’Artista”, una corsa a piedi non agonistica di circa 7 km. L’appuntamento è fissato per sabato 1° novembre intorno alle 17e30.

 

Si partirà da piazza Carlo Felice intorno alle 18.00, dove la prima luce ad essere accesa sarà quella montata sul fronte della stazione di Porta Nuova, “Vento Solare” di Luigi Nervo.

 

Il percorso prevede il passaggio dei partecipanti nelle vie e nelle piazze dove sono allestite le opere di luce, come ad esempio via Roma, piazza Carignano, via Lagrange, via Verdi, via Montebello, piazza Carignano, via Garibaldi e molte altre, fino al raggiungimento del traguardo che sarà fissato in Piazza Castello intorno alle 19e15.

 

Al passaggio dei “maratoneti” l’illuminazione sarà spenta e le Luci d’Artista si accenderanno gradualmente una ad una ed in contemporanea con il sopraggiungere dei partecipanti, creando così un’atmosfera suggestiva ed uno spettacolo unico da vedere.

 

Una band musicale sopra un furgoncino aperto in movimento, animerà il percorso dei podisti mentre una guida turistica Federagit-Confesercenti, presente sempre sul furgone, presenterà ogni luce al passaggio dei corridori.

 

All’arrivo in piazza Castello tutti i partecipanti ed il pubblico verranno accolti da alcuni rappresentanti della Città e a tutti quanti verrà offerto, come ristoro, un piccolo aperitivo.

 

Non servono requisiti particolari per partecipare alla “mini-maratona”, infatti le iscrizioni sono aperte a persone di qualsiasi età residenti a Torino e non. L’unico accessorio obbligatorio è avere con se, durante la corsa, una fonte luminosa che può andare dalla torcia alla candela, passando anche per il caschetto da minatore.

 

Per partecipare bisogna iscriversi al sito http://www. mysdam. net/store/data-entry_30515.do oppure registrarsi il pomeriggio stesso direttamente in piazza Carlo Felice.

 

Uniniziativa allegra ed originale che permetterà ai torinesi di amalgamarsi con l’arte della propria città in modo divertente ed innovativo. Quindi non ci rimane altro che “illuminarci ed illuminare” la nostra città.

 

Simona Pili Stella

E’ pronto il censimento amianto

Non bisogna abbassare la guardia su un tema così delicato per i cittadini 

 

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Il censimento delle aree con presenza di amianto, predisposto da Arpa Piemonte, è già pronto e sarà presentato a breve. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia, nel corso dell’assemblea “Piemonte oltre l’amianto”, organizzata da Cgil, Cisl e Uil nell’aula magna del campus Luigi Einaudi di Torino.

 

“Una volta ottenuto il quadro della situazione – ha spiegato Valmaggia – potremo proseguire in modo più puntuale con gli interventi di bonifica. Il motore di tutto è il Comitato strategico sull’amianto riunitosi lo scorso 10 ottobre. Siamo ripartiti insieme al Comune di Casale, all’assessorato regionale alla Sanità, all’Arpa e alle organizzazioni sindacali, ma non bisogna abbassare la guardia su un tema così delicato per i cittadini piemontesi”.

 

Tuttavia, per intervenire servono fondi, e il grande paradosso è che il Comune di Casale, pur potendo contare sui trasferimenti di Stato e Regione, non può disporne a causa dello sforamento del Patto di stabilità: “Abbiamo chiesto in tutte le sedi che i finanziamenti per le bonifiche siano stralciati dal Patto, ma l’amianto è un problema diffuso in tutte le città, non solo nei siti di interesse nazionale come Casale Monferrato e la cava di Balangero. Recentemente abbiamo avuto un primo segnale di apertura dal ministro dell’Ambiente con l’approvazione di un apposito emendamento al decreto Sblocca Italia in merito alla possibilità per il Comune di Casale impiegare risorse al di fuori del patto di stabilità. Al momento, tuttavia, nulla è ancora stato approvato in via definitiva.

Social Media, il Piemonte a Milano

con reg lascarisL’assemblea “nell’ultimo anno si sta interrogando sull’etica dell’informazione e sta studiando l’adozione di piattaforme “civiche” per favorire la partecipazione dei cittadini” ha spiegato il direttore della Comunicazione istituzionale, Domenico Tomatis

 

“Sta finendo l’epoca dell’informazione e del giornalismo come l’abbiamo sempre conosciuta. Oggi siamo di fronte alla comunicazione senza mediazione”. Così il presidente dell’agenzia Ansa, Giulio Anselmi, ha aperto il corso di formazione per giornalisti “La comunicazione e i social media: esperienze a confronto”, organizzato il 27 ottobre dal Consiglio regionale della Lombardia con l’Ordine dei giornalisti lombardo. L’appuntamento ha visto un confronto ad ampio raggio su molteplici aspetti della comunicazione, dalla trasformazione dei giornali fino all’uso del digitale nelle Pa, aspetto sul quale il Consiglio regionale del Piemonte ha portato la propria esperienza.

 

“Non dobbiamo aspettarci dei giornalisti-ingegneri – ha aggiunto Anselmi – ma dei professionisti che abbiano dimestichezza con i nuovi mezzi tecnologici perché le competenze cambiano velocemente. Pubblicità, informazioni e servizi sono tutt’uno e servono per coinvolgere le persone, stiamo passando da newspaper a newsbrand”. I social media attualizzano problematiche tradizionali, come ad esempio la diffamazione a mezzo stampa, ha spiegato l’avvocato Carlo Melzi d’Eril: “Internet non è prateria senza regole, ma si applicano vecchie prassi a nuovi comportamenti. La professione giornalistica deve tenere conto di questo, spesso anche un retweet o la semplice riproposizione di un contenuto possono generare dei comportamenti sanzionabili”.

 

Il problema dell’“etica dell’algoritrmo” è emersa forte durante la tavola rotonda tra professionisti di testate che da tempo coniugano le diverse forme di comunicazione: Paolo Liguori (direttore TgCom24 Mediaset), Michele Mezza (giornalista Rai), Francesco del Vigo (responsabile Giornale.it). “Le piattaforme social sono programmate per assecondare determinate finalità e condizionano il modo in cui le persone si informano. È imprescindibile il rapporto tra media tradizionali e social network, i giornalisti certificano le notizie attraverso le fonti e la capacità di distinguere le notizie. Nell’epoca della dittatura dell’algoritmo il giornalista è la figura sociale per riorganizzare l’automazione della comunicazione”.

 

Una prima risposta è arrivata dalle amministrazioni pubbliche come il Consiglio regionale del Piemonte, che “nell’ultimo anno si sta interrogando sull’etica dell’informazione e sta studiando l’adozione di piattaforme “civiche” per favorire la partecipazione dei cittadini” ha spiegato il direttore della Comunicazione istituzionale, Domenico Tomatis. “L’Assemblea piemontese – ha proseguito – è stata pioniera nell’utilizzo dei social, in particolare Twitter, per raccontare le sedute di Consiglio e coinvolgere in un confronto disintermediato politica, mondo dell’informazione, cittadini”.

 

(www.cr.piemonte.it – Foto: il Torinese)

Parole oltre il tempo

NAPOLEONE MORTERievocazione degli ultimi atti di vita dei grandi del passato

 

La Socrem organizza da molti anni in occasione della ricorrenza dei defunti l’iniziativa “Parole oltre il tempo” a cura dei cerimonieri della Società per la Cremazione di Torino. Si tratta di un momento d’incontro fra tutti coloro che desiderano ricordare collettivamente i propri cari. In questo incontro, letture di brani tratti dai classici e sonorizzazioni in sottofondo costituiscono un invisibile e essenziale supporto nel passaggio dalla solitudine del dolore alla condivisione del conforto.

 

In occasione della Commemorazione dei defunti la tradizionale cerimonia “Parole oltre il tempo” si terrà il 1° novembre alle ore 15.30 nella Sala del Commiato del Tempio Crematorio in Corso Novara 147/B. Attraverso  alcune letture tratte dai classici dell’antichità greca e latina i cerimonieri Socrem rievocheranno  gli ultimi atti di vita dei grandi del passato.

I paliotti, questi (non più) sconosciuti

Un’iniziativa che si è articolata in quattro province e si chiude a Torino per fare conoscere i rivestimenti decorativi che si ponevano avanti agli altari

 

paliotto

Paliotti – Scagliole intarsiate nel Piemonte del Sei e Settecento è il titolo che chiude mercoledì 29 ottobre, a partire dalle ore 14.30,  a Torino nel salone degli Svizzeri di Palazzo Chiablese, il progetto “Sulle tracce dei Solari”, curato dall’Associazione culturale Pentesilea, dall’Associazione Idea Valcerrina e dall’Associazione Municipale Teatro e l’Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario. Occorre però precisare cosa sono i paliotti, termine non conosciuto proprio a tutti, quanto riservato agli addetti ai lavori. Si indica il rivestimento decorativo del fronte dell’altare, in uso nel Medioevo.

 

I paliotti potevano essere mobili o fissi: i primi erano realizzati in materiale vario ed erano cambiati a seconda della liturgia, i secondi, erano realizzati in marmo oppure, come accade in molte chiese piemontesi, in un materiale più povero quale la scagliola. Questi poi si diffusero in diverse aree del Piemonte e la loro produzione era spesso a cura di maestranze provenienti dalla Lombardia o dalla Svizzera. All’incontro dopo l’introduzione di Gian Paolo Bardazza, presidente di Idea Valcerrina, interverranno Annamaria Giuseti su “Fortuna della scagliona nel Settecento toscano”, Effi Rusch “Scaglione dei Solari di Torino”, Alessandra Lanzoni e Sofia Uggè “Paliotto ritrovato. L’intervento di restauro sul paliotto in scagliola del San Francesco di Cuneo”, Giuseppe Dardanello su “Scagliole intarsiate: elaborazione e consumo dell’invenzione decorative”, Elena di Majo su “Dalla ricerca alla divulgazione. Sulle tracce dei solari”.

 

L’appuntamento di Torino chiude il progetto “Sulle tracce dei Solari”, iniziato a luglio con la visita a 7 chiese di Monferrato, Astigiano e Vercellese che contengono i paliotti di scagliola realizzati dalla bottega dei Solari, famiglia lombarda attiva in Piemonte dall’inizio del Settecento.  Tutto ha preso le mosse da una ricerca avviata nel 2011 dalla Diocesi di Casale Monferrato e dall’Associazione Idea Valcerrina con la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino e le Soprintendenze ai Beni storici ed ai Beni architettonici del Piemonte. Inoltre si sono tenuti anche un convegno ed uno spettacolo teatrale “Tre once di colla tedesca”, andato in scena a Torino il 10 ottobre ed a Moncalvo il 19 ottobre.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

Preghiere di artisti “visionari”

MONTAGNA PIEMONTEDaniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale ha ricordato l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico, inteso anche come motivo di rilancio economico e sociale del territorio

 

Luogo mistico e religioso, nonchè patrimonio storico-architettonico straordinario del Piemonte, regione di cui è monumento simbolo. La Sacra di san Michele, a Sant’Ambrogio di Torino, ospita la mostra “Preghiere d’Artista”, collettiva d’arte contemporanea che si tiene dal 26 ottobre al 26 novembre.

 

L’iniziativa  presenta  quarantasei opere di pittori e scultori attivi in Piemonte  nel novecento, scelti  dalla curatrice, la giavenese Concetta Leto,  a rappresentare il tema della spiritualità, fra santi, paesaggi, nature morte e scene di fede.

 

Significativa la presenza di artisti  del gruppo Surfanta e le opere di Lorenzo Alessandri,  l’artista giavenese che scelse il  nome Surfanta per fondare il movimento formato dai pittori fantastici e visionali quali Abacuc, Camerini, Colombotto Rosso,  Ponte Corvo, Macciotta, Molinari e il cui tracciato artistico è stato in questi anni oggetto di  valorizzazione e conoscenza attraverso diverse iniziative.

 

Accanto a loro  la collettiva  propone altri grandi maestri scomparsi come Mazzonis, Tabusso, Jervolino e Albano e   presenze artistiche capaci e virtuosi  fra loro valsangonesi e giavenesi  affermatisi in questi decenni: il simbolista Bruno Fassetta, l’informale Giorgio Flis, il suggestivo Marco  Pauluzzo e il ceramista Giulio Vigna.

 

Presenti all’inaugurazione Don Claudio Massimiliano Papa, Vittorio Sgarbi e Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale che ha ricordato l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico, inteso anche come motivo di rilancio economico e sociale del territorio.

 

 

Visionari in Piemonte

di Vittorio Sgarbi

 

Meritoria l’impresa di Concetta Leto che, a distanza di anni, approfondisce e perfe- ziona il mio remoto obiettivo di dare corpo e anima a un’ “arte segreta” (da lei perti- nentemente  evocata come l’arte Deus absconditus), risarcendo la storia lacerata e obliata del movimento “Surfanta”. L’amore più impegnativo e finora esclusivo per Lorenzo Alessandri, che del movimento fu il principale animatore, si apre a curiosi- tà finora marginali per gli artisti che gli furono vicini e che a quell’immaginario surreale e misterioso diedero volti diversi, a volte più estatici o naturalistici o onirici che esoterici.
L’esoterico è la cifra gloriosa e soddisfatta di Alessandri, come mostra il dipinto Medico condotto, pertinente  al pretesto  dell’occasione: la mostra  “Preghiere d’artista” nella tetragona e invincibile Sacra di San Michele, dove tutto pare evocare sublimi estasi visive e spirituali. Intorno ad Alessandri vi sono i vicini, gli amici, a partire da Colombotto Rosso che si è innalzato verso più alti cieli dal romitorio di Camino Monferrato, e la cui ricerca è sempre stata un viaggio interiore,  un percorso  dell’anima, come rivela anche l’Assunzione esposta alla Sacra di San Michele. Il più stretto compagno di vita e di idee, ancora attivo, è Abacuc, Silvano Gilardi, dotato di una tecnica perfezionatissi- ma, attraverso la quale dà consistenza di realtà ai suoi sogni, in una dimensione panica della grande madre terra, di respiro witmaniano. Tra i firmatari del primo manifesto di “Surfanta” va ricordato  Lamberto Camerini,  fedele allievo di Italo Cremona.  Al gruppo di “Surfanta” apparteneva  anche, come un giocoliere o un acrobata in un circo, Mario Molinari, fantasista anche nell’arte severa della scultura. Altro compagno di strada, appartato e solitario, è Bruno Schwab, così tecnicamente dotato, senza rinunciare alla libertà della fantasia, da dichiararsi, con finta ironia, maestro  falsario, come si vede nella composizione  in mostra.  Assai originale è anche l’esperienza di Giorgio Flis, partito realista e arrivato informale, con gusto e sensibilità, come si vede nel volto di Cristo. Tradizionalista invece, e neo quattro- centesco nella tradizione della ceramica giapponese raku, è Giulio Vigna.
Al di là degli stretti  confini  del movimento  “Surfanta”, la Leto registra  anche l’esperienza diversa e in diversi modi virtuosa, di artisti solitari, primo fra tutti Ottavio Mazzonis, spontaneamente dotato, ultimo erede della grande tradizione italiana che culmina in Tiepolo, dal quale Mazzonis sembra prendere il testimone. E, da lui, a un paesaggista arcaico e vibrante, Francesco Tabusso, che nel suo Paesaggio d’inverno fissa forse per l’ultima volta, un’ingenuità contadina.  Ma poi inizia a percorrere sentieri solitari riallacciando i fili dei compagni di strada dell’amato Alessandri.
Era accaduto anche a me, quasi per caso, di andare a cercare una pala d’altare nel Canavese, a Coassolo, oltre Lanzo torinese. E una persona gentile, cui chiedevo informazioni, mi aprì casa per mostrarmi le opere di un altro, a me sconosciuto, sodale di Alessandri: Giovanni Maciotta, la cui arte, sottile e sontuosa, è ben docu- mentata dalle esotiche Ortensie in mostra.
A partire da qui il cammino segreto della Leto indica sconosciute meraviglie, dal Dirupo di Agropoli di Raffaele Ponte Corvo, grafico vertiginoso, al San Francesco, come estratto da una cava, di Sergio Albano, allievo del romantico Gregorio Calvi di Bergolo. Ad essi si aggiungono i taccuini di viaggio di un architetto colto e sognato- re, in una Mesopotamia del cuore, Andrea Bruno, più a casa sua a Bamyan che nella Torino talebana di oggi.
Sono risarcimenti di una storia lacerata, prima che la Leto si cimenti nella proposta, spesso sorprendente, di giovani artisti di grande mestiere e originalmente visionari. Ancora nel clima di “Surfanta”, ormai evaporato in essenze, si possono registrare Davide De Agostini e Bruno Fassetta, estremi simbolisti.
Con loro, esotico e tellurico, in equilibrio fra Calandri e Tommasi Ferroni, sta un altro sognatore: Walther Jervolino.
Propriamente neosurrealisti possono essere considerati Rocco Forgione, narratore di favole, un immaginario infantile, e Marco Pauluzzo che sembra ripartire, nelle suggestioni musicali, dal poetico e dimenticato Luigi Zuccheri.
Eccellenti nel disegno si rivelano Luciano Spessot, con riflessioni sugli antichi mae- stri, e Sandro Lobalzo, di cui si apprezza la vena intimistica sulla scia crepuscolare di Mario Calandri.  Ma autentiche  rivelazioni sono il raffinato scultore Gabriele Garbolino Rù, ideale allievo di Adolfo Wildt, in un composto espressionismo,  e Vinicio Perugia, paesaggista solitario, le cui origini di Fabriano spiegano l’affinità della pittura  a olio con la paziente opera a bulino dell’incisore Roberto Stelluti, fabrianese, e di poetica affine.
Il percorso ordito dalla Leto è assolutamente originale. A partire dal nucleo di “Sur- fanta” indica una peculiare dimensione visionaria, anche nella prevalente matrice realistica che sembra caratterizzare tutti  gli artisti ricordati,  originari o attivi in Piemonte, come patria elettiva, tra densi pensieri e sogni.

Li osserviamo con gratitudine.