ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 748

Nonviolenza e persecuzione religiosa, il papa fa riflettere

leo laus 

L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per i Diritti Umani e dal movimento NOI SIAMO CON VOI, sorto in occasione della manifestazione del 10 giugno in solidarietà con le vittime della persecuzione religiosa

 

Ieri, 2 ottobre,anniversario della nascita di Gandhi e giornata mondiale della nonviolenza, si è svolto Torino, nella Sala “300”del Centro Incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti 23, il Convegno “Philosophia pacis” , incentrato sull’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per i Diritti Umani e dal movimento NOI SIAMO CON VOI, sorto in occasione della manifestazione del 10 giugno in solidarietà con le vittime della persecuzione religiosa in atto nel mondo. L’Enciclica rappresenta una grande sintesi , nella quale i problemi e i compiti dell’umanità odierna sono ridefiniti in un orizzonte  profondamente cristiano, ma al tempo stesso tale che ogni cultura e tradizione può ritrovarvisi. E infatti, come dice lo stesso Pontefice ,“ Anche se questa Enciclica si apre a un dialogo con TUTTI, per cercare insieme cammini di liberazione, voglio mostrare fin dall’inizio come le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e anche ad altri credenti , motivazioni alte per prendersi cura  della natura e dei fratelli e delle sorelle più fragili”. Nella lettura a più voci dell’Enciclica hanno trovato spazio gli interventi di Giuseppe Riconda, Professore Emerito  di Filosofia Teoretica dell’Università di Torino, di Don Ermis Segatti, docente della Facoltà Teologica di Torino,di Paolo Ribet, pastore della Chiesa Valdese, di Agostino Re Rebaudengo, Presidente nazionale di Assorinnovabili, di Massimo Introvigne, direttore CESNUR e componente del Comitato Regionale per i Diritti Umani, di Gabriele Iunco, studioso di cultura islamica dell’Università Cattolica di Milano, di Giuseppe Iso Forzano, monaco buddhista e di Guido Giordano, Dipartimento Scienze Geologiche dell’Università di Roma tre e membro dell’Istituto buddhista italiano Soka Gakkai.

 

A portare il saluto delle istituzioni Mauro Laus, Presidente del Consiglio Regionale e del Comitato dei Diritti Umani, che ha sottolineato l’importanza dei temi trattati dall’Enciclica sia quelli inerenti ai diritti umani sia quelli ambientali,contenendo a un tempo l’allarme per lo sfruttamento delle risorse e anche un monito lucido e severo contro i poteri forti. “ Il Comitato Regionale è particolarmente vicino al tema della dignità del lavoro, del rispetto e della centralità della persona.” A  introdurre il Convegno, Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato e coordinatore di NOI SIAMO CON VOI: “L’obiettivo del Comitato è quello di favorire il dialogo fra persone di diverse fedi. A questo proposito risulta efficace la definizione del poliedro, data da Papa Francesco,figura in cui ognuno conserva la sua particolarità, non si omogeinizza, ma si arricchisce.Per il Prof. Riconda l’Enciclica “coglie la novità del nostro tempo e mette in evidenza che la crisi che viviamo è una crisi religiosa, le cui radici sono etiche e spirituali.Nell’Enciclica Papa Francesco apre comunque alla speranza nelle capacità dell’uomo a costruire, a custodire l’universo,mettendolo di fronte alle sue responsabilità. Emerge una visione antropologica realistica , ma che vede una soluzione”. Moderatore era Claudio Torrero, a nome di Interdipendence e di Religions for Peace. Prima dell’apertura del Convegno, alle ore 17, si è svolta l’inaugurazione della mostra”I cristiani. La minoranza più perseguitata del mondo” a cura del CESNUR. La mostra sarà poi visitabile dal 5 al 9 ottobre presso la Biblioteca della Regione Piemonte in via Confienza 14.
                                                                            

Mauro Reverberi 
 

Per la Giornata della nonviolenza si riflette sulla Laudato si’

Il Comitato regionale per i diritti umani promuove l’incontro  Phlilosophia pacis,  venerdì 2 ottobre alle 17.30 al Centro Incontri della Regione in corso Stati Uniti 23, a Torino

 

papa 333Una serie d’iniziative per celebrare l’anniversario della nascita di Gandhi, Giornata mondiale della nonviolenza, e leggere in una prospettiva interculturale l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. È quanto si propone il Comitato regionale per i diritti umani con il convegno Phlilosophia pacis, che si svolge venerdì 2 ottobre alle 17.30 al Centro Incontri della Regione in corso Stati Uniti 23, a Torino.

 

Con il presidente del Consiglio regionale e del Comitato Mauro Laus intervengono il vicepresidente del Comitato e coordinatore del movimento Noi siamo con voi Giapiero Leo, il professore emerito di filosofia teoretica all’Università di Torino Giuseppe Riconda, il docente della Facoltà teologica di Torino don Ermis Segatti, il pastore della Chiesa valdese Paolo Ribet, il presidente di Assorinnovabili Agostino Re Rebaudengo, il direttore del Cesnur e componente del Comitato Massimo Introvigne, lo studioso di cultura islamica dell’Università cattolica del acro cuore di Milano Gabriele Iunco, il monaco buddista Giuseppe Jiso Forzani e Guido Giordano del dipartimento di Scienze geologiche dell’Università Roma Tre e componente dell’Istituto buddista italiano Soka Gakkai. Modera Claudio Torrero delle associazioni Interdependence e Religion for peace.papa reale3

 

“L’enciclica di papa Francesco – sottolinea il presidente Laus – rappresenta una grande sintesi, nella quale i problemi e i compiti dell’umanità odierna vengono ridfefiniti in un orizzonte che è profondamente cristiano, ma al tempo stesso tale che ogni cultura e tradizione può ritrovarvisi. Ne proponiamo una lettura a più voci per far emergere quell’orizzonte e ricavare percorsi comuni”.

 

Prima dell’inizio del convegno, alle 17, sempre presso il Centro Incontri della Regione, s’inaugura la mostra I cristiani. La minoranza più perseguitata del mondo, realizzata dal Cesnur con il sostegno del Comitato. L’allestimento sarà visibile, da lunedì 5 a venerdì 8 ottobre, alla Biblioteca della Regione Piemonte di via Confidenza 14, a Torino, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 (il mercoledì dalle 14 alle 18)

 

www.cr.piemonte.it – Foto: il Torinese

Athos, i colori della fede

Ci sono volute 25 visite, un totale di 200 giorni di pellegrinaggi fotografici tra il 2008 e il 2013, per arrivare ad una profonda comprensione di questo mondo di clausura e spiritualità

 

fedeIl fotografo greco Stratos Kalafatis ha dedicato cinque anni del suo lavoro all’esplorazione e la conoscenza del Monte Athos, dei paesaggi, dei monasteri, ma soprattutto degli uomini che lo abitano. Ci sono volute 25 visite, un totale di 200 giorni di pellegrinaggi fotografici tra il 2008 e il 2013, per arrivare ad una profonda comprensione di questo mondo di clausura e spiritualità, che viene svelato attraverso le 120 immagini che compongono la mostra “Athos, i colori della fede”. La mostra allestita fino al 25 ottobre a Palazzo Saluzzo Paesana, Via della Consolata 1 bis, accoglie attraverso uno sguardo più spirituale che estetico la sensibilità del fotografo che riesce a trasmettere l’essenza di questo posto unico, descrivendo la storia e la tradizione millenaria, documentando la natura rimasta quasi incontaminata e la bellezza selvaggia del paesaggio.

 

www.regione.piemonte.it

Info: www.palazzosaluzzopaesana.it/athos-i-colori-della-fede/

 

Tre mostre celebrano il ventennale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

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Anche una esposizione curata da Achille Bonito Oliva per i 20 anni della Fondazione per eccellenza dell’arte contemporanea in Piemonte

 

Venti anni non sono pochi, non tanto nella vita, quanto nel connubio tra Torino, città post industriale e desiderosa di riconvertirsi in formule innovative, e l’arte contemporanea, ben incarnata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.  La Fondazione,  di cui è presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, nasce a Torino il 6 aprile 1995 per iniziativa della sua presidente, poliedrica amante dell’arte,  che coglie nella creazione di una Fondazione la possibilità di trasformare la sua passione di collezionista in un’attività organizzata, facendovi confluire anche l’attività di sostegno ai giovani artisti, già avviata nel lontano ’92. Nasce così una fitta rete di collaborazioni con istituzioni italiane e straniere. In venti anni di attività la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha prodotto ben 118 mostre, finanziato 581 opere, esposto più di tremila artisti, oltre ad aver organizzato tre corsi per curatori italiani e 27 residenze per curatori stranieri.

 

In occasione del ventennale della Fondazione, sono state allestite tre mostre. La prima, dal titolo “The man who sat on himself”, conclude la residenza  per curatori stranieri,  a cura di Kate Strain,  Angelica Sule, ZSusanna Stanit.  La seconda mostra, dal titolo ” Pierre Michelon- Parole e angurie” è curata da Lorenzo Balbi. In collaborazione con l’Ecole Nationale Superieure des Beaux Arts di Lione, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta così,  per la prima volta in Italia, una personale di Pierre Michelon, un artista partecipante al Postgraduate programma dell’Ecole.  Nato a Nantes nel 1984, vive e lavora a Lione e nella sua città natale. È un artista esploratore, capace di addentrarsi nei territori dimenticati della società,  concentrando la sua ricerca sulla storia, in particolare quella coloniale. “Parole e angurie”, oltre a essere il titolo alla mostra, è il nome dell’installazione che l’artista ha prodotto per gli spazi della Fondazione.  Si tratta,  in realtà,  del primo passo di una più ampia ricerca intitolata “Vanmele”, una parola creola che, in Guyana, significa “coloro che sono stati creati da venti diversi”, metafora per indicare lo straniero. Michelon evoca nel suo lavoro artistico la prigionia e l’esilio dei prigionieri politici deportati dall’Impero coloniale francese, della maggior parte dei quali si sono perse le tracce. Al centro dell’installazione in mostra sono i dialoghi tratti dalle lettere, ripresi nei video o incisi sulla scorza delle angurie, scelte proprio in quanto tratte dalla leggenda vietnamita di An Tiem.  Sesto figlio del re Hung Vuong V, fu esiliato su un’isola deserta e venne raggiunto e liberato, dopo aver inciso il proprio nome e la propria storia sulle angurie in mare.

 

Infine la terza mostra è intitolata “L’albero della cuccagna. Sebastian Lloyd Rees”. Nell’ambito di questa esposizione, il critico Achille Bonito Oliva ha chiamato a raccolta oltre trenta artisti internazionali per un grande progetto espositivo,  che ha ricevuto il patrocinio di Expo 2015. Si tratta di installazioni ambientali, di cui la Fondazione ora accoglie un’opera ispirata, appunto, all’albero della cuccagna. Nell’immaginario collettivo esso rappresenta il paese dove regnano abbondanza e divertimenti. La scultura di Lloyd Rees, artista norvegese, nato nel 1986, ora attivo a Londra, è costituita da 20 scatoloni da imballaggio,  prodotti in alluminio e disposti casualmente uno sull’altro,  tanto da formare una monumentale torre che ricorda l’albero della cuccagna. Ciascun scatolone su un lato riporta un’immagine stampata in vinile, che fa riferimento a specifici contesti socioeconomico legati alla distribuzione globale del cibo. La scultura rimandal, così, all’immagine degli scatoloni un tempo utilizzati per trasportare generi alimentari e poi abbandonati.

 

 Mara Martellotta

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,  dal 10 settembre all’11 ottobre.

Tel: 0113797600

La farfalla e il cervo volante

farfalla museoE’ dedicato al mondo degli insetti il quarto appuntamento del ciclo “Collezioni minime a Palazzo Lascaris”

 

 

Una pieride del biancospino e un cervo volante in esposizione a Palazzo Lascaris. È intitolato “La farfalla e il cervo volante” ed è dedicato al mondo degli insetti il quarto appuntamento del ciclo “Collezioni minime a Palazzo Lascaris”, piccola esposizione di pubblicazioni e reperti naturalistici provenienti dalle collezioni del Museo Regionale di Scienze Naturali.

 

Nelle due teche presenti nell’atrio della sede dell’Assemblea legislativa, fino al 31 dicembre di quest’anno sono esposti due volumi con tavole illustrate di proprietà della biblioteca del Museo: “Insetti in volo” di John Brackenbury (Bologna: Edagricole -1994), “The lucanid beetles of the world” di Tetsuo Mizunuma e Shinji Nagai (Tokyo – Mushi-Sha, 1994) e due reperti entomologici: una pieride del biancospino e un cervo volante.

 

La pieride del biancospino (Aporia crataegi – Ordine Lepidoptera – Famiglia Pieridae) possiede ali bianche, che tendono a diventare trasparenti con il passare del tempo. E’ diffusa in tutta Italia, eccetto in Sardegna. Poiché al momento della schiusa la farfalla presenta spesso sulle ali macchie color sangue, dovute alla presenza di materiali di scarto del bruco che cadono anche nell’ambiente circostante, in Francia si parlava di “pioggia di gocce di sangue” con significati mistici e superstiziosi.

 

Il cervo volante (Lucanus cervus – Ordine Coleoptera – Famiglia Lucanidae) maschio è il più grande coleottero europeo. Possiede enormi mandibole che non utilizza per il cibo, ma per i combattimenti che avvengono durante la stagione riproduttiva, per la conquista delle femmine i cui esemplari sono più piccoli e con corna meno sviluppate. Questo insetto, sempre più raro, si nutre della linfa zuccherina che fuoriesce dalle querce ferite.

 

www.cr.piemonte.it

NASCE PINHUB, LABORATORIO DI IMMAGINARI

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Al via i lavori del nuovo Comitato per la valorizzazione della Caserma Bochard di Pinerolo

 

Confronto ampio e qualificato, condivisione d’idee e progettualità, concretezza e visione del futuro del territorio attraverso l’uso, il riuso, la riscoperta degli spazi. Questi sono alcuni degli obiettivi del “Comitato PINHUB – Laboratorio di Immaginari” che si è formalmente costituito sabato 5 settembre 2015 a Torino con lo scopo di concorrere a ripensare e rivitalizzare l’area della caserma Bochard di San Vitale a Pinerolo.

 

Un esperimento innovativo di animazione territoriale e sociale, come molti ne sono nati in Italia e non solo, con lo scopo di ripensare degli spazi comuni della cittadinanza con il coinvolgimento delle forze vive presenti sul territorio. Saranno promossi ed organizzati diversi gruppi di lavoro di rappresentanti dell’associazionismo territoriale interessato ai temi del riutilizzo dell’area Bochard. Il Comitato PINHUB – Laboratorio di Immaginari collaborerà inoltre con gruppi e testimoni portatori di bisogni, domande, sguardi “nuovi” a valenza sociale ed economica e rappresentanti d’interessi economici intenzionati ad investire o co-investire nell’area.

 

Il Comitato è un’iniziativa della società civile, messo in piedi da privati cittadini, nato con una forte volontà: farsi soggetto attivo nell’avvio di questo processo di rivitalizzazione. I fondatori-promotori sono la presidente Patrizia Polliotto, noto e stimato avvocato, il direttore di centro di ricerca Giovanni Colombo, l’imprenditrice Maria Luisa Cosso, l’amministratore e sindacalista Tom Dealessandri, il magistrato e senatore Elvio Fassone, l’esperta di progettazione sociale Claudia Galetto, il sociologo Bruno Manghi, l’insegnante e consigliere comunale Goffredo Le Donne, l’esperta di finanza pubblica Anna Tornoni. 

Sala di preghiera islamica all'aeroporto

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Critico l’ex governatore piemontese Roberto Cota, della Lega Nord: “Non penso sia la soluzione al problema del rilancio dell’aeroporto”

 

L’aeroporto di Torino – Caselle ospiterà una sala per il culto islamico. Lo comunicaRoberto Barbieri, ad della Sagat, società di gestione dello scalo, alla presentazione del nuovo collegamento di Air Maroc con Casablanca. “Un gran numero di cittadini musulmani passa dal nostro aeroporto – sottolinea all’Ansa  il sindaco di Torino Piero Fassino – è giusto offrire questa possibilità,come in tutti i grandi scali internazionali”. Critico l’ex governatore piemontese Roberto Cota, della Lega Nord: “Non penso sia la soluzione al problema del rilancio dell’aeroporto”.

Notte bianca con le Tre Rose a Nichelino

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La prima squadra di rugby è composta in grandissima parte da migranti provenienti dal Togo, dal Benin, dal Senegal e da altri Paesi africani

 

La Notte Bianca di Nichelino, che si è svolta venerdì sera, organizzata dall’associazione I Love Nichelino, nell’ambito dei festeggiamenti per la festa patronale della città che si chiuderanno ufficialmente il 28 settembre, ha avuto un ospite particolare. Si tratta della squadra di rugby dell’associazione sportiva dilettantistica Le Tre Rose di Casale Monferrato che, da qualche tempo, ha avviato un interessante processo di integrazione sportiva e non solo. Nella stagione sportiva 2015 – 2016, infatti, la prima squadra è composta in grandissima parte da migranti provenienti dal Togo, dal Benin, dal Senegal e da altri Paesi africani, che fanno a loro volta parte della cooperativa Senape che opera nel settore dell’accoglienza. La compagine hail supporto di alcuni veterani de Le Tre Rose, essendo praticamente tutti digiuni di palla ovale. Si tratta, dunque, di un esempio di integrazione attraverso lo sport che il presidente Paolo Pensa ha ritenuto di poter proporre e mettere in atto: “Da un lato viene data un’opportunità a questi ragazzi che provengono da altre realtà di impegnare del tempo e praticare un’attività sportiva e dall’altro i casalesi potranno continuare a tifare per una società nata in Monferrato, cresciuta in Monferrato e che continua ad essere monferrina”. E non è l’unica pratica sportiva dove i migranti trovano spazio.  Poiché vi sono anche pakistani ed afghani a Casale, e in questi Paesi si pratica il cricket che venne importato dagli inglesi durante il periodo coloniale, non è Le Tre Rose si sta occupando anche di questa disciplina sportiva. A Nichelino gli atleti, accompagnati dal presidente Pensa, dall’allenatore Luca Patrucco e dal presidente della Cooperativa Senape Luca Patrucco, sono stati accolti dal presidente di I Love Nichelino, Ivo Casalegno. Poi hanno preso parte alla festa, dopo aver socializzato con gli abitanti del Comune della Città Metropolitana e dato qualche piccola dimostrazione dell’arte rubgystica che stanno apprendendo sul terreno di gioco dello Stadio del rugby di Casale Monferrato.

Massimo Iaretti

 

 

Due mostre e un concerto per l'Oratorio di San Filippo Neri

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Un omaggio a Juvarra il restauro dell’oratorio dei Filippini,  pronto a accogliere dibattiti e incontri con la cultura torinese

 

L’oratorio di San Filippo, adiacente alla chiesa di San Filippo Neri in via Maria Vittoria,  viene restituito alla città in una veste nuova, alla luce di una sua rifunzionalizzazione.  E ciò accade proprio il 25 settembre 2015, a trecento anni esatti dall’avvio dei progetti per l’oratorio da parte dell’architetto Filippo Juvarra, per i Filippini torinesi, nel lontano 1715,  e a cinquecento anni dalla nascita di San Filippo Neri, compatrono della città.  Proprio San Filippo, nel Cinquecento, diede vita al primo oratorio come luogo non soltanto di preghiera, ma di dibattuto culturale, sede di funzioni religiose, culturali, educative, distinte da quelle liturgiche.

 

“L’intervento compiuto sull’oratorio torinese di San Filippo Neri – spiega il direttore artistico Enzo Biffi Gentili – ” ha voluto rispettare e potenziare la destinazione originaria del luogo, mai venuta meno, anzi arricchita dalla contiguità con le gallerie del Miaao, Museo Internazionale di Arti Applicate, gestito dal Seminario di Arti Applicate della Congregazione”.

 

Tre anni sono durati i lavori di restauro dell’oratorio, splendido esempio di architettura settecentesca,  impreziosito da opere di autori eccellenti quali Sebastiano Conca e Mattia Franceschini, oltre che dagli affreschi di Gaetano Perego. Gli interventi sono stati compiuti nel più totale rispetto della concezione architettonica juvarriana, a cominciare alla reception, in cui l’architetto Andrea Salvatori ha realizzato un corpo luminoso a sospensione in ceramica.  Il restauro è stato eseguito dalla Società Rava & C e  il risultato che si può oggi ammirare è quello di un punto di attrazione unico nel panorama artistico e culturale torinese.

 

Con la riapertura dell’oratorio inaugurano anche due mostre nell’adiacente sede del Museo di Arti Applicate.  Nella Galleria Sottana verranno esposte sei grandi tele della scuola del Guercino, cinque mai più esposte alla pubblica visione del 1969, e da allora conservate nelle inaccessibili camere private del convento filippino. Presentano quale soggetto figure femminili tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, quali la Madonna, Betsebea,  la Samaritana,  la serva che denunciò Pietro, Salome’. La seconda mostra riguarda l’esposizione di prove, tutte da parte di artiste, della nuova illustrazione dell’Inferno dantesco. La mostra,  curata da Lorenza Bessone,  vede impegnate artiste Under 40, nell’ambito del progetto “Il cuNeo gotico”, diretto dal Seminario Superiore di Arti Applicate e sostenute dalla Crt.   Le due mostre sono visitabili fino al prossimo 31 ottobre, il sabato dalle 15 alle 19.30 e la domenica dalle 11 alle 19, in  via Maria Vittoria 5. Nel corso della serata inaugurale del 25 settembre verranno eseguiti brani dal vivo, l’orchestra sarà accompagnata dal prestigioso organo,  che ritorna così in funzione.

 

Mara Martellotta

Gino San e l'arte della ricerca interiore

Oltre all’aspetto della cura dell’organismo umano da un punto di vista fisiologico, la sua attenzione si rivolge anche ad aspetti più spirituali della nostra natura

 

benessere saluteLuigi Ventura e’ Gino San, naturopata olistico, titolare dell’Erboristeria che si trova in Via dell’Arcivescovado 5 a Torino. Nei suoi 40 anni di attività pubblica ha imparato a conoscere meglio le persone, l’umanità ed il mondo. Oltre all’aspetto della cura dell’organismo umano da un punto di vista fisiologico, la sua attenzione si rivolge anche ad aspetti più spirituali della nostra natura. Sin da piccolo infatti, la sua sensibilità e le varie vicissitudini cui è andato incontro, lo hanno spronato ad una ricerca interiore molto profonda. Viveva in una realtà contadina e all’età di soli tredici anni ha dovuto prendersi cura di sua mamma e dei suoi fratelli più piccoli, essendo il papà emigrato in Germania in cerca di occupazione.

 

Lavorava duramente nei campi domandandosi del senso della vita e dell’esistenza di Dio; pregava sotto ad un ulivo sul quale aveva inciso una croce, che Dio gli parlasse, che si rivelasse a lui che tanto lo desiderava nel cuore. Inizia a studiare la Bibbia.Trovando un certo conforto. Ma Gino, tenace ed instancabile, voleva comprendere con tutto se’stesso la Verità di questo Universo. E la sua ardita ricerca,lo studio approfondito di secoli di storia dell’uomo e l’incontro con altre persone che come lui cercavano Dio, ha dato i risultati che desiderava.

 

Parlare con Gino San e’entusiasmante.Ha voglia di fare grandi cose per l’uomo e per la Terra. Ha un Progetto meraviglioso che aiuta a comprendere la storia dell’umanità e del mondo e che vuole condividere con tutti coloro che desiderano dare un senso vero e profondo alla loro esistenza e così migliorare la propria vita ed il mondo. Parlerò di alcuni dei concetti che sottendono al Progetto, in modo da incuriosirvi, come è accaduto a me conoscendolo.

 

Ricordiamo la storia dell’origine del mondo raccontata nella Bibbia:  

 

Adamo ed Eva vivevano beati nel Paradiso,creati da Dio a suo immagine e somiglianza.

Adamo si dedicava al mondo,occupandosi di dare nomi a piante ed animali,lasciando Eva da sola.

Lei fu così tentata da Lucifero che volle sfidare Dio. Lucifero ed Eva si unirono sessualmente.

Eva poi ingannò Adamo.

Cosi i loro figli,Caino ed Abele,non maturarono un sentimento di vera fratellanza,tant’è che Caino uccise Abele.

 

Ecco dunque che,partendo da qui,il mondo nasce da disubbidienza,adulterio e criminalità’. Badate, questa storia può aiutare a comprendere i tormenti della nostra anima, può essere considerata vera o una metafora del nostro inconscio.

Parlare di Dio equivale a parlare di Amore e di Sesso. L’uomo ha perso Dio. Abbiamo ereditato,nel corso dei secoli,il falso Amore.La mancata responsabilità dei nostri antenati nel rispettare i comandamenti di Dio ( le regole della vita), non permise loro di cresce a sua immagine e di conseguenza di educare bene i figli. Ecco il concetto di causa ed effetto:se l’effetto è sbagliato e’perche’non era in sintonia con Dio(coscienza),Dio non sbaglia ma l’uomo sì.

 

Quindi l’idea delle Tre Benedizioni:

 

1) Come figli,oltre a restaurare il peccato dei nostri genitori,dobbiamo seguire il percorso che Dio vuole per l’uomo per raggiungere la maturità divina.

 

2) Realizzare il matrimonio

 

3) Vivere nella famiglia e governare il mondo.

 

Siamo tutti alla ricerca di Dio,dell’Amore vero,l’unico capace di portare pace,serenità e gioia nei nostri cuori e sulla terra. E’nella famiglia che possiamo esercitare il vero Amore. Partendo da questa premessa,il Progetto aiuta,sul piano personale,a sviluppare una nuova consapevolezza rispetto alle relazioni, all’Amore ed al Sesso. Da un punto di vista globale,studiando i cicli dell’evoluzione dell’umanità, a divenire coscienti e responsabili di quello che accade sul pianeta.

 

Antonella Ciliberto