ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 652

Idee appassionate di giovani creativi in erba

SAVE YOUR PASSIONS Per dar voce ai giovani leader del domani, Torino TED-Ed Club sceglie la Scuola Holden per presentare al pubblico le idee appassionate di giovani creativi in erba.

Per la prima volta a Torino, 14 storie che hanno in comune il dare valore alla propria unicità e alla voglia di lottare per salvare le proprie passioni dal rischio di estinzione.

Saranno raccontate in inglese da ragazzi torinesi – dai 15 ai 17 anni – che si esibiranno sul palco del General Store, l’auditorium della Scuola Holden, venerdì 28 aprile 2017, dalle ore 18 alle 20. Un evento che segue il format delle celebri conferenze TED – ideas worth spreading (“idee che val la pena diffondere”). I ragazzi racconteranno al pubblico le loro idee durante interventi singoli, della durata massima di 10 minuti: potrà essere un’innovazione che sono riusciti a progettare o a realizzare, oppure un’esperienza che ha avuto o avrà un impatto importante nella vita delle persone. La rete globale di TED-Ed conta 250.000 insegnanti che hanno portato il mondo di TED nelle loro scuole. Un progetto di cultura e apprendimento aperto a tutte le scuole di Torino, dove i giovani studenti possono condividere le proprie passioni ed esprimere le proprie idee e avere un’opportunità di formazione unica, che tiene conto di quello che sarà per loro il mondo del lavoro. Questo tipo di esperienza attiva ha come mission la stimolazione creativa dei ragazzi, per orientarli e sensibilizzarli verso argomenti di rilevanza mondiale a livello umanistico, artistico, tecnologico, filosofico e politico. I temi trattati possono essere il potere dei propri sogni, il non essere spaventati dall’essere se stessi, l’influenza e il condizionamento dei social, l’interrogarsi sul concetto di infinito e su come si vorrebbe morire, i progressi della scienza contrapposti alla legge che depenalizza la violenza domestica, la discriminazione, il cambiamento climatico, la felicità e le attività ludiche. Torino TED-Ed Club nasce dall’innamoramento per i TED TALKS di Gabriela Alvarez, Language e Skill Coach. L’idea prende il via dalla forte ambizione di coinvolgere studenti delle scuole medie e dei licei torinesi in un progetto innovativo, completamente gratuito, in cui imparare a comunicare e condividere le proprie idee di fronte a un pubblico. I talk presentati alla Scuola Holden sono il risultato di 13 incontri formativi, avvenuti in parte presso il Toolbok Coworking, durante i quali sono stati esplorati i principi del public speaking.

 

Il programma viene promosso con la definizione “1 ciclo 4 skill”: Public speaking, Lingua Inglese, Comunicare con video e presentazioni multimediali, Comunicare sui social per far crescere le idee. Attraverso lavori individuali e di gruppo, il programma è stato arricchito da incontri e workshop guidati da professionisti che lavorano nel campo della comunicazione digitale, per permettere ai ragazzi di esplorare tutte le possibilità del web. Gabriela Alvarez è diventata così licenziataria e Team Leader del progetto, con l’importante collaborazione di Riccardo Antonino, docente di Effetti Speciali a Ingegneria del Cinema e dei mezzi di Comunicazione del Politecnico di Torino e Tania Ciurca, ex studentessa del corso e professionista del settore. A sostegno dell’iniziativa anche Mauro Berruto, Amministratore Delegato della Scuola Holden, che ha sposato il progetto dando il via a una partnership che dimostra quanto la città di Torino sia un luogo dominato da entusiasmo e forti stimoli per i giovani. Supportano con la loro testimonianza Guido Avigdor – Fondatore di Eggers, Gianlorenzo Lagna – Fondatore di Jai Guru Deva-Il Network dei Creativi, Christian Racca – Presidente Associazione PLUG / Senior Engineer @TOP-IX e Mamma Bianca – Bianca Gardella, una mamma entusiasta.

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Per partecipare all’evento è gradita la prenotazione: www.torinotededclub.com

I migliori talk saranno successivamente candidati per i main event dedicati ai giovani in Italia e all’estero.Il successo e l’entusiasmo di questa iniziativa ha stimolato l’interesse di ragazzi provenienti da diverse scuole. Gabriela e il suo team di professionisti stanno già lavorando alla seconda edizione, raccogliendo nuove adesioni per il prossimo ciclo di laboratori.

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Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts, in Piazza Borgo Dora 49 a Torino.

Congresso internazionale sulla fisioterapia

I fisioterapisti si confrontano sul tema della molteplicità delle diagnosi: medica, fisioterapica, differenziale

L’appuntamento annuale del congresso scientifico di AIFi Piemonte e Valle d’Aosta verterà sul lavoro del fisioterapista e il suo rapporto con le possibili diagnosi con cui il paziente viene preso in carico.Dalla diagnosi medica, con la sua specificità ma anche le sue limitazioni nel classificare il problema del paziente, alla diagnosi fisioterapica, che cerca con un approccio biopsicosociale di abbracciare tutti i bisogni di salute della persona, passando per il riconoscimento, attraverso la diagnosi differenziale, di patologie gravi che possono mascherarsi a lungo sotto la forma di sindromi comuni: una sfida per i professionisti sanitari anche a fronte dei nuovi risvolti della legge sulla responsabilità professionale (legge Gelli).Durante il congresso verrà presentato un bando di finanziamento per progetti di ricerca scientifica nell’ambito della fisioterapia promossi dall’associazione, e sarà presentato un progetto di accesso alla biblioteca virtuale sanitaria del Piemonte(BVS-P) da parte anche di professionisti non dipendenti dal sistema sanitario regionale.Interverranno diversi ospiti di elevato calibro scientifico sia nazionali che internazionali e ci si confronterà su come il fisioterapista viene educato a sviluppare il suo particolare spirito di ascolto e osservazione.L’AIFi (Associazione Italiana Fisioterapisti), è l’organizzazione che promuove e tutela la professione del fisioterapista in Italia.Ha sedi in ogni regione e raggruppa circa 10.000 professionisti a livello nazionale, più di 1.000 in Piemonte e Valle d’Aosta.La sua principale mission è sviluppare la cultura della prevenzione, cura e riabilitazione delle malattie che interessano svariati ambiti, tra cui quello ortopedico, neurologico e delle funzioni viscerali, garantendo il massimo rispetto dell’integrità della persona anche in presenza di gravi disabilità.

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www.aifi.net

www.piemontevalledaosta.aifi.net

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29 aprile 2017

ore 9:00/18:00

Hotel Fortino –

strada del Fortino 36

Torino

Tavolo sindacati-azienda per gli addetti alle pulizie

Un contenimento della riduzione oraria e un’ulteriore apertura da parte dell’azienda per tutelare l’occupazione. E’ questo il risultato dell’incontro tecnico-operativo tenutosi stamane tra la Lucentezza Srl e i rappresentanti sindacali sul tema del personale delle pulizie in Consiglio regionale, fortemente voluto e annunciato nei giorni scorsi dal presidente Mauro Laus. “Chi ha responsabilità politiche – spiega Laus – e le esercita fino in fondo a garanzia del rispetto della legge, azzera totalmente eventuali violazioni normative. Nell’ambito della trattativa, ho chiesto a tutte le parti di ricorrere al proprio senso di responsabilità  e di fare uno sforzo per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Se il clima costruttivo che si è instaurato quest’oggi continuerà, sono certo si potrà arrivare a siglare un accordo rispettoso delle esigenze di entrambe le parti”.In sintesi, per il momento l’azienda ha già dato disponibilità a ridurre il taglio delle ore lavorate dal 46% annunciato, al 37%. Ha assicurato che manterrà sostanzialmente i carichi di lavoro agli addetti, impiegandone alcuni in altri cantieri di Torino e primissima cintura e ha affermato che verificherà l’opportunità di procedere a incentivi all’esodo laddove sarà possibile. Domani, giovedì 27, si terrà l’assemblea dei lavoratori ai quali verranno sottoposte le proposte della Lucentezza. I sindacati ritengono il taglio del 37% una base di trattativa. Il 28 aprile ci sarà l’incontro con l’azienda durante il quale potrebbe essere sottoscritta un’intesa.

 

GM – www.cr.piemonte.it

Borgate dal vivo: non solo letteratura

Borgate dal vivo è un festival letterario, il primo delle borgate alpine. Ma è soprattutto un progetto di rinascita. La rinascita di un territorio. È possibile sviluppare progetti e start up in montagna? Quali possibilità per i giovani che vogliono lavorare con i nuovi media e la new economy? Il 28 aprile, A  partire dalle ore 10.30, nella sala consigliare del Comune di Oulx si tenterà di dare risposta a questi quesiti nel convegno “Montagna tra rinascita e sviluppo: un’idea di futuro”.Dopo i saluti di rito del primo cittadino, Paolo De Marchis, verrà proiettato in anteprima uno dei trailer del festival Borgate dal vivo. Il festival ha ricevuto nei giorni scorsi un’importante riconoscimento a livello eropeo, infatti è stato riconosciuto di rilevanza internazionaledall’European Festival Association, con la seguente dicitura: Festival of interesting artistic and cultural values with a good international profile e così potrà mettersi in rete e collaborare con i più grandi festival europei. Un risultato sorprendente, per un evento che muoveva i suoi primi passi meno di un anno fa, dalla piccola frazione di Deveys. Seguirà una tavola rotonda. Ospiti Marco Bussone di Uncem, il Presidente e la Vicepresidente della commissione cultura della Regione Piemonte, Daniele Valle e Francesca FredianiAlessio Ciacci, Presidente AcselPietro Ainardi, dirigente scolastico IISS Des Ambrois e Guido Vaglio direttore Formont Oulx. Ma soprattutto sarà dato ampio spazio alle testimonianze dei giovani che stanno investendo con coraggio in questo territorio, come Alberto Tiboni di Taskomat, Alessandra Longo, con Verticales e Chiara Vezza, dell’Azienda agricola La Calcina.Al termine, rinfresco con i prodotti di Bottega dell’Alpe a cura dei ragazzi del Formont. Ma prima un momento molto importante, con la creazione del primo punto arcobaleno della Valle di Susa, ovvero un punto dedicato al bookcrossing per i più piccoli. Un progetto nato dalla straordinaria forza di una bambina e dei suoi genitori, che hanno saputo trasformare una terribile perdita, in un raggio di speranza. Anche questo vuole essere, Borgate dal vivo.

Massimo Iaretti

Non voltarti indietro

28 aprile, Cinema Massimo 3, ore 20.30 – ingresso gratuito. Ne discutono, tra gli altri: il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, il sostituto procuratore della Repubblica di Torino Stefano Castellani, il Garante dei Detenuti del Piemonte Bruno Mellano.

 

In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, arriva anche a Torino “Non voltarti indietro”, il primo docufilm sugli errori giudiziari e le ingiuste detenzioni mai girato in Italia. L’opera (prodotta da Errorigiudiziari.com per la regia di Francesco Del Grosso) ha partecipato a 14 festival cinematografici, vincendo 7 tra premi e menzioni speciali e riscuotendo ovunque grandi consensi. È andata in onda su Canale 5 facendo il record di ascolti e ha ottenuto una menzione speciale “per il particolare valore sociale” agli ultimi “Nastri d’Argento DOC 2017”. La storia. Una commercialista, un impiegato delle poste, uno stilista di moda, un assessore comunale, una dipendente pubblica: cinque persone come tante, con giornate scandite da lavoro, famiglia, amici. Fino a quando le loro vite vengono travolte dalla giustizia che sbaglia, dal carcere senza colpa. Il problema. Negli ultimi 25 anni sono oltre 25 mila le persone finite in carcere da innocenti. Per risarcirle, lo Stato ha speso più di 700 milioni di euro. E il conteggio non si ferma, al ritmo di circa 1.000 nuovi casi l’anno.Il dibattito. Al termine della proiezione, interverranno:

• Enrico Costa, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie

• Stefano Castellani, Sostituto procuratore della Repubblica di Torino

• Bruno Mellano, Garante dei detenuti della Regione Piemonte

• Claudio Bragaglia, avvocato del Foro di Torino

• Benedetto Lattanzi, Valentino Maimone e Stefano Oliva, fondatori di

Errorigiudiziari.com

Modera: Luca Cassiani, avvocato del Foro di Torino.

Errorigiudiziari.com è un’associazione che si occupa di errori giudiziari e ingiuste detenzioni in Italia, monitorando i casi e sensibilizzando l’opinione pubblica. Nasce da un’idea dei giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, che seguono queste tematiche da oltre 20 anni, con l’avvocato Stefano Oliva.

L’esperienza di Lattanzi e Maimone comprende:

• un libro (“Cento volte ingiustizia – innocenti in manette”, Mursia, 1996), che raccoglie le storie dei 100 casi più emblematici di errori giudiziari italiani dal Dopoguerra a oggi.

• il sito www.errorigiudiziari.com, il primo archivio on line di ingiuste

detenzioni ed errori giudiziari.

• il primo docufilm mai girato in Italia sulle vittime di ingiusta detenzione (“Non

voltarti indietro”, regia di Francesco Del Grosso), prodotto insieme con

l’avvocato Stefano Oliva, del quale hanno scritto il soggetto e la

sceneggiatura.

• La collaborazione come consulenti per “Sono Innocente”, il programma
sugli errori giudiziari di Rai 3 trasmesso in prima serata per 10 puntate, da
gennaio a marzo 2017.

Torino, Langhe e Roero insieme per il turismo

E’ stato firmato  nella Sala Congregazioni di Palazzo Civico il protocollo d’intesa tra le città di Torino, Alba e Bra, le Atl Torino, Atl Alba, Bra, Langhe e Roero e la Regione Piemonte. Obiettivo comune è combinare le capacità attrattive complementari: la straordinaria ricchezza storica e culturale di Torino unitamente all’offerta enogastronomica e paesaggistica di Langhe e Roero, distretto riconosciuto patrimonio mondiale dall’Unesco. Gli enti territoriali si impegnano a svolgere attività di promozione congiunta, nazionale e internazionale, attraverso un lavoro di sinergia per la pianificazione delle iniziative allo scopo di incrementare i flussi turistici. Il protocollo prevede anche lo scambio di esperienze, la pianificazione di attività di comunicazione, le attività di co-marketing, la promozione attraverso la rete di trasporti (ferroviaria e aerea), la presenza reciproca delle ATL durante i grandi eventi come la Fiera del Tartufo per Alba e il Salone del Libroper Torino e la programmazione di pacchetti turistici con l’illustrazione delle strutture ricettive.Saranno inoltre pianificate le proposte di escursioni da Torino verso Langhe e Roero e viceversa, la collaborazione con i prestigiosi eventi internazionali del “Bocuse d’Or”, che vedono coinvolte Alba per la selezione italiana e Torino per la selezione europea e la realizzazione di una brochure congiunta.

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“L’intesa firmata consente alle amministrazioni comunali di Torino, Alba e Bra, alle rispettive Atl locali e alla Regione Piemonte di lavorare insieme al fine di poter sfruttare pienamente le potenzialità turistiche di territori che vantano un patrimonio storico, culturale, ambientale e, non ultimo, enogastronomico di assoluta eccellenza – afferma la Sindaca di Torino, Chiara Appendino –. Oggi, per le nostre città e i loro territori, il turismo costituisce senza dubbio un importante fattore di sviluppo. Per questo motivo ritengo molto positiva la scelta di operare in modo sinergico tra enti e istituzioni pubbliche, perché consentirà di rendere più ampia e appetibile l’offerta di un settore da considerare strategico per il sistema economico piemontese”.E’ un atto molto importante – sottolinea il Sindaco di Alba Maurizio Marello – maturato durante l’incontro con la sindaca Chiara Appendino nella nostra città il 13 gennaio scorso. È segno dell’importanza di Alba e del nostro territorio come ambite mete di viaggio e del fatto che vogliamo aprirci sempre più all’esterno costruendo reti atte ad incrementare il turismo e contemporaneamente ad aumentare le giornate di permanenza dei viaggiatori qui da noi».

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“I risultati del turismo sul territorio, confermati dai dati diffusi nelle scorse settimane, sono frutto di un sistema che funziona bene, che sa accogliere i turisti, intercettarne le aspettative e renderli partecipi di un’esperienza a 360°- sottolinea Bruna Sibille, prima cittadina di Bra –:  come enti locali abbiamo il compito di supportare e accompagnare, con tutti i mezzi possibili, lo sviluppo di un settore dalle grandi potenzialità, che è fiore all’occhiello per il territorio, grazie alla qualità e all’impegno costante degli operatori. La partnership di Bra, Alba, Langhe e Roero con il capoluogo regionale offre la possibilità di sviluppare nuovi percorsi e progetti in una sinergia che sarà virtuosa per tutti gli interlocutori, a partire proprio dai turisti stranieri, destinatari di un’offerta sempre più ricca e accattivante”. “Questo protocollo istituisce un’importante sinergia e mette in collegamento due dei poli più attrattivi per il turismo della nostra regione, con lo scopo di favorire lo sviluppo di reti e di accrescere i flussi turistici tra Torino e le Langhe, e viceversa – aggiunge Antonella Parigi, Assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte -. Obiettivi che stiamo perseguendo anche a livello regionale e che questa intesa contribuirà certamente a consolidare”. I vertici di Michelin hanno intanto annunciato la realizzazione della Guide Vert Weekend “Torino e le Langhe” che sarà diffusa nel 2018 in Francia, Belgio e Lussemburgo in 12mila copie. Si tratta del primo passo importante della sinergia fra i territori. Il protocollo sottoscritto oggi ha validità fino al 31 dicembre 2021, con la possibilità, valutati i benefici, di estendere l’intesa per i successivi tre anni.

Incidente stradale: non è sempre utile ascoltare l’assicurazione

Negli ultimi anni il legislatore ha partorito normative sulle assicurazioni che, pur pubblicizzate come strumenti per un veloce risarcimento, non sempre hanno fatto gli interessi dei consumatori; pensiamo all’indennizzo diretto. Da una piccola riflessione iniziale possiamo trarre una semplicistica conclusione, ovvero che se ci si affida direttamente alla propria assicurazione, dovendo essa stessa pagare, difficilmente si otterrà il dovuto. Allora merita contrapporre a tale anomala stortura una strategia difensiva efficace.

 

In caso di sinistro stradale tra due o più veicoli coinvolti, in seguito al patimento di un infortunio fisico, è sempre più difficile ottenere un congruo indennizzo. Infatti le compagnie assicurative, per il tramite dei loro liquidatori, tentano sempre di risarcire meno del dovuto. Grazie alla consulenza di tecnici specializzati in materia di responsabilità civile ed RC auto, l’Adusbef può fornire assistenza ed utilissimi consigli per ottenere quanto dovuto dalle compagnie assicurative!

A mero titolo esemplificativo, per i consumatori è sempre opportuno provvedere alla redazione della diffida a norma delle prescrizioni del codice delle assicurazioni, oltre alla valutazione della documentazione medica, e contattare un medico legale di fiducia e di parte, che attribuirà la giusta percentuale del danno biologico patito, onde poter sostenere una trattativa con il liquidatore incaricato dalla compagnia assicurativa volta ad ottenere un congruo risarcimento. Naturalmente si auspica sempre una chiusura bonaria della vicenda per ottenere un giusto risarcimento; qualora ciò non avvenga, aver seguito tutte le prescrizione nella fase precedente la trattativa e durante la trattativa stessa consente al consumatore di non avere contestazioni formali in giudizio, e mette nelle condizioni il Giudice di entrare nel merito della vicenda e, pertanto, far ottenere quanto dovuto.

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Avv. Giuseppe Sbriglio

Associazione Consumatori Adusbef

011306444 3383510937

e mail : g.sbriglio@gmail.com

 

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

Di Pier Franco Quaglieni

25 aprile. E’ una festa nazionale che dovrebbe unire tutti. Ad alcuni la parola nazionale resta incomprensibile ed ostica. Vorrebbero che fosse una festa politica riservata solo a pochi. 

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Torino – Liguria da terzo mondo

I treni che collegano Torino e la Liguria rappresentano un problema irrisolto.In passato ci si lamentava della loro snervante lentezza,oggi è in gioco l’incolumità dei viaggiatori.Cio’ che è successo domenica scorsa quando il Ventimiglia- Torino è arrivato a destinazione con ore di ritardo a causa del vandalismo di magrebini ubriachi( colpevolmente rimasti senza reale sanzione) ,non è un caso isolato. Circolano impunemente sui treni extra-comunitari che sistematicamente non pagano il biglietto e diventano molesti nei confronti degli altri viaggiatori,accanendosi anche sui sedili e sui servizi igienici,rendendoli inservibili. Il capotreno,lasciato solo, non è in grado di affrontare le emergenze perché ne va della sua stessa incolumità personale. > È una situazione non tollerabile che i prefetti di Torino, Cuneo,Savona,Imperia devono affrontare con i poteri loro conferiti. Con assoluta fermezza.Altrimenti lo Stato non esiste più.Piangere sul latte versato,come si sta facendo in questi giorni non serve a nulla,occorrono provvedimenti severi e adeguati che consentano di guardare all’estate con un minimo di serenità. Il diritto dei viaggiatori o,come vengono chiamati oggi,clienti,deve essere garantito senza rimpalli tra l’ uno e l’altro che rischiano su suscitare il ridicolo

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25 aprile

A Torino sarà Lidia Menapace a ricordare la festa della Liberazione. C’è da augurarsi che gli anni la rendano super partes,evitandole le figure del passato quando, come membro della Commissione Difesa del Senato, contesto’ le Frecce Tricolori. In effetti, la sen. Menapace non può essere considerata in base a quell’infortunio perché la sua storia è molto più ricca e complessa. Credo che andrò ad ascoltarla perché il 25 aprile segnò la fine della guerra , la liberazione dal giogo nazifascista, l’inizio della primavera della nuova democrazia italiana. E’ una festa nazionale che dovrebbe unire tutti. Ad alcuni la parola nazionale resta incomprensibile ed ostica. Vorrebbero che fosse una festa politica riservata solo ad alcuni. Mi è spiaciuto che la mia persona di storico ad alcuni non sia andata a genio a Savona per la cerimonia del 24 aprile. L’Anpi, con cui ho ottimi rapporti in Liguria, non c’entra affatto. Per evitare polemiche ho rinunciato all’orazione che il Sindaco Caprioglio mi aveva invitato a tenere. Si tratta di alcuni faziosi che non riconoscono, soprattutto per ignoranza, la funzione storica della Federazione Italiana dei Volontari della Libertà, la FIVL di Cadorna, Mattei, Mauri, Taviani. Tra i liberatori di Savona ci furono Enrico Martini Mauri e Lelio Speranza ,ma la memoria storica latita quando prevale il settarismo. La “rossa primavera” di cui parlava il mio amico Davide Lajolo che ebbe sempre il massimo rispetto per il fazzoletti azzurri di Mauri, non corrisponde alla realtà storica. Sventoliamo il tricolore il 25 aprile e rinunciamo alle bandiere di partito. Ad Alassio ,dove sarò il 25 aprile insieme al Sindaco Canepa e agli amici dell’Anpi, fanno da tempo così.25 aprile festa tricolore, non festa di parte.

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Gozzano-attraverso Marina Rota- è arrivato a Cattolica 
Marina Rota, elegante e raffinata scrittrice torinese, ha ricevuto il 21 aprile il Premio internazionale “Città di Cattolica” per il suo bel libro Amalia se voi foste uomo….Ispirandosi all’epistolario intercorso fra Guido Gozzano e la poetessa Amalia Guglielminetti, la Rota  ha individuato i dodici snodi fondamentali della loro tormentata liaison, traendone altrettanti sonetti in stile gozzaniano, dando voce alla ‘bella arte fatta di parole’  dei due letterati. Le atmosfere della Torino inizio Novecento, percorsa da carrozze e tramvai, e ricca di fermenti artistici e culturali, fanno da sfondo allo sfuggente Guido e all’appassionata Amalia. Ricordo Franco Antonicelli che leggeva Guido Gozzano e mi è rimasta in mente  una lettera di Guido ad Amalia rivelatrice dell’animo tormentato del poeta, filtrato attraverso  il disincanto .  Come scrive Vittorio Sgarbi nella sua prefazione, un transfert prodigioso, in cui Marina Rota dà voce alla sua “ossessione gozzaniana” per consentire ai due protagonisti di raccontare ai lettori di oggi la loro storia. Lo scorso anno ho ricordato in più occasioni Gozzano nel centenario della sua morte a Torino, Agliè ed Alassio, un poeta  di cui mi innamorai al liceo. Ho colto nel 2016 le distanze che separano i giovani soprattutto ,ma non solo loro,  dalla sua poesia:  il nostro tempo che disprezza  “ogni cosa gentile”, avrebbe detto Catullo, è lontano dai suoi versi carichi di ironia e di allusioni ad un mondo che non c’è più. Gozzano resta tuttavia  importante perché ,come ha scritto Franco Contorbia ,capì che  gli “idola” di massa rappresentati da un certo tipo di religiosità intollerante  ,dalle ideologie presuntuose  e dai nazionalismi sanguinari , sarebbero stati forieri di tragici inganni, come accadde in tutto il secolo scorso ed   anche in quello attuale.   Lo stravagante e trasognato poeta crepuscolare a molti  apparve sterilmente  scettico; invece, sulla lunga distanza ,ci sembra soprattutto lucido, anzi lucidissimo rispetto alla maggioranza degli intellettuali del primo Novecento che si lasciarono travolgere dai miti .  Marina Rota ci fa rivivere, in modo intenso ed insieme leggero,  un’atmosfera ormai rarefatta difficile da cogliere persino al “Meleto” di Agliè, visitando quel salotto di Nonna Speranza che le sorelle Conrieri hanno difeso e salvato dal tempo e dalla rovina: un’operazione squisitamente gozzaniana.

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L’Abbazia  di Staffarda

L’Abbazia cistercense  di Staffarda, fondata tra il 1122 e il 1138,come ha documentato un servizio del Tg Piemonte, sta cadendo in pezzi. Essa è proprietà di quell’Ordine Mauriziano che troppo frettolosamente venne liquidato, senza neppure considerare il dettato costituzionale che ne stabiliva la rilevanza. Con Dario Cravero, Marco Laudi e pochi altri ci battemmo inutilmente  per farlo vivere. Era stato l’Ordine presieduto da uomini come Badini Confalonieri e Fusi. Oggi la Fondazione Mauriziana, privata di terreni e tenute, vendute altrettanto frettolosamente, non ha i fondi necessari per fare la manutenzione ,né ordinaria né straordinaria, di un gioiello architettonico e religioso  così legato alla storia piemontese. Il  suo splendido chiostro è transennato, i pavimenti  sono sconnessi. Il visitatore rimane esterrefatto. L’abate dell’abbazia si è espresso in termini sconsolati nell’intervista concessa al TG.E’ indispensabile intervenire e intervenire  subito. Sembra però  che nessuno sia interessato alle sorti dell’abbazia. Se penso all’avv. Giacomo Volpini che quasi trascurava la sua professione per studiare Staffarda e scrivere articoli e libri oggi dimenticati, mi si stringe il cuore. Volpini era originario di Modica, ma sentiva forte il legame con quel pezzo di Piemonte tra Saluzzo e Cavour. Inorridirebbe vedendo che la foresteria viene usata per matrimoni e feste da un ristorantino  attiguo all ‘abbazia. La Fondazione, nata sulle ceneri dell’Ordine, che è proprietaria della palazzina di caccia di Stupinigi, naviga da anni a vista tra debiti e crediti che non riesce ad esigere. Che tristezza, se consideriamo la storia multisecolare dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, una dignità cavalleresca sabauda  e italiana ,seconda solo all’Ordine Supremo della S.S. Annunziata.

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Bozzello, un esempio per i giovani 
Sabato nella sua Castellamonte, di cui è stato sindaco, sono stati festeggiati i 70 anni di impegno socialista del sen. Eugenio Bozzello che da operaio della Fiat divento’ questore del Senato della Repubblica. Bozzello è stato ed e’ un uomo coerente ,da quando , ventenne, nel 1947, divento’ militante socialista . Un riformista nenniano  che non ha subito il fascino delle sirene filocomuniste, ma è rimasto socialista anche quando, dopo la caduta di Craxi, ci fu un fuggi- fuggi dal PSI .Un uomo semplice, schietto, capace di forti sentimenti.  Mario Soldati lo stimava molto proprio per la sua schiettezza . Un volto umano del socialismo. Quando molti tendevano a dimenticare Aldo Viglione, il presidente della Regione per antonomasia, fu Eugenio a promuovere insieme a me e a Luigi Sergio Ricca un suo ricordo pubblico. Fra poco Bozzello compirà 90 anni . Fin da adesso un augurio sincero: ad multos annos ! Bozzello, un socialista vero che anche i liberali come me stimano ed apprezzano. Un esempio di democratico senza macchia e senza paura, un esempio per giovani di oggi.

 

Federica lavora a maglia con le braccia, le dita e manici di scopa

QUARTA PUNTATA – Viaggio nel vasto mondo degli hobbysti, tra chi per sopravvivere alla crisi sta cercando di trasformare in mestiere una passione

 

Simbolo dell’arm-knitting e del finger-knitting

C’è un passato di grande spessore professionale alle spalle di Federica Negro, 43 anni, approdata sulla piazza della “manualità creativa” torinese da poco più di un anno e mezzo. Per quasi 20 anni ha lavorato come psicologa: prima in una comunità per minori, poi nel settore riabilitativo, infine si è dedicata alla cura degli adulti dalle dipendenze. “Un ambiente estremamente delicato, che ogni giorno ti mette in contatto con i lati più oscuri, e al tempo stesso profondi, dell’essere umano”, racconta. Un ambiente dal quale è uscita con le ossa spezzate. Ritrovatasi sola, senza lavoro e con due figli da mantenere, ha bussato a tante porte. Ma tutte sono rimaste chiuse.

“Mi sono rimboccata le maniche, nel vero senso della parola: sono sempre stata molto fantasiosa e creativa, ho messo a frutto le mie capacità. Non sapendo usare i tradizionali ferri da calza e neppure l’uncinetto – spiega – ho incominciato a lavorare a maglia utilizzando le braccia e le dita per creare sciarpe, berretti e accessori. si chiama arm-knitting e finger-knitting, Ed è una tecnica che consente di realizzare in tempi abbastanza rapidi modelli stravaganti, in linea con le attuali tendenze della moda. Mentre per fare le coperte utilizzo i manici delle scope”.

Intrecciando a mano la fettuccia e modellando le paste polimeriche, Federica crea anche una linea di bigiotteria. Quindi compra un gazebo, due cavalletti e una plancia di legno e incomincia a vendere le sue creazioni nei mercatini degli hobbisti.

Certo non è facile affrontare da sola le operazioni di carico e scarico dell’auto, montare il banco e poi ritirare tutto dopo una giornata trascorsa tra i capricci del tempo. “Ma la gioia che ti pervade quando le tue creazioni vengono apprezzate – confida – ti ripaga di tutti i disagi. Purtroppo però i complimenti non danno da mangiare”. Con i soli frutti del suo ingegno Federica non riesce a guadagnare abbastanza. Integra quindi la sua produzione con un altro articolo più redditizio: oggettistica e bigiotteria realizzata in alluminio da Shadi, secondo l’antica tradizione artigiana siriana. Compra i pezzi, li assembla e li rivende. La gente si avvicina al banco attratta dalla straordinaria brillantezza di questi oggetti, e così scopre anche gli altri prodotti.

A Federica piace l’ambiente che ha trovato nei mercatini degli hobbisti: “Non potrei rinunciare al contatto con la gente. Andrò quindi avanti in questa direzione, coltivando il sogno di avere un giorno una bottega tutta mia. Non un negozio, proprio una bottega”. Ha le idee chiare Federica, sa esattamente dove vuole arrivare: “A Bussana Vecchia, sulla collina alle spalle di Sanremo. Abbandonata alla fine del 1800 a causa di un violento terremoto che ne ha devastato il borgo medioevale, oggi ospita una comunità di artisti provenienti da tutto il mondo. Ecco, è in questo villaggio artistico che vorrei vivere, dando libero sfogo a tutta la creatività che c’è in me e che a poco a poco sta venendo fuori, dopo tanti anni, troppi, passati con la sicurezza economica di un lavoro dipendente, ma con la tristezza nel cuore”.

Paola Zanolli

 

Per la Giornata della Terra Legambiente si mobilita

“Una politica attiva a difesa del suolo è necessaria sia a livello locale che nazionale e internazionale”

Per la Giornata della Terra Legambiente si mobilita in tutta Italia per incrementare le adesioni alla petizione popolare europea People4Soil. Sabato 22 aprile anche in dieci piazze del Piemonte e della Valle d’Aosta i volontari del cigno verde raccoglieranno le firme per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. Il traguardo da raggiugere è un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre prossimo; 54 mila le firme necessarie per raggiungere il quorum in Italia.

“Una politica attiva a difesa del suolo è necessaria sia a livello locale che nazionale e internazionale. E’ paradossale che la risorsa più preziosa e scarsa sia anche la meno protetta –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Per questo con la mobilitazione europea People4Soil vogliamo sollecitare un rapido intervento per sviluppare un quadro legislativo vincolante per gli Stati membri, che riconosca al suolo lo status di bene comune proprio come l’aria e l’acqua. Raggiungere questo obiettivo contribuirebbe, anche su scala locale, allo sviluppo di una politica di sicurezza e sviluppo economico: suoli sani e ricchi di sostanza organica consentono produzioni agricole di maggior qualità e più resistenti ai rischi climatici”.

 

In Piemonte e Valle d’Aosta i volontari di Legambiente saranno presenti in 10 piazze per promuovere la campagna. Durante la mattinata di sabato 22 aprile Legambiente Asti metterà a dimora 150 piantine presso l’ex poligono di tiro di Villanova d’Asti e in questa occasione raccoglierà le firme per la campagna. Il vicino circolo della Valtriversa sarà presente con lo stesso scopo alla passeggiata tra le colline della Val Versa e della Valmanera che si concluderà con una merenda nel giardino di via Madre Teresa di Calcutta ad Asti e con i laboratori organizzati presso la cooperativa agricola Bussola Verde di Valfenera. Nell’Alessandrino, in Val Lemme, il locale circolo di Legambiente organizza un dibattito sulle città a dimensione umana, sul cibo di qualità e le comunità sostenibili con gli interventi del naturalista Antonio Scatassi e alla naturopata Nevina Traverso; l’appuntamento è per le 16:30 all’ex Biblioteca di Piazza Carducci a Serravalle Scrivia. Banchetti di raccolta firme sono previsti nella mattinata di sabato anche a Torino in via Sestriere in occasione dell’iniziativa Lettori in Fabbrica e, al pomeriggio, alla polisportiva Campus di via Pietro Cossa. A Cuneo i volontari di Legambiente saranno presenti in corso Dante e, a Carmagnola (To), in piazza Sant’Agostino. Nel pomeriggio di sabato sono inoltre previste iniziative in via Palestro a Ivrea e nel centro di Settimo Torinese. La petizione #salvailsuolo si potrà infine firmare anche ad Aosta in via Aubert nel pomeriggio di sabato.

 

Per raccontare l’entità del consumo di suolo in Italia, Legambiente ha raccolto nel dossier Suolominacciato, ancora cemento oltre la crisi, una serie di storie di “suolo consumato”. Alle storie fanno da cornice i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In Italia, l’urbanizzazione del territorio ha impermeabilizzato o compromesso, fino al 2015, circa 2,11 milioni di ettari: il 7% del territorio nazionale, pari a circa un sesto della superficie coltivata (SAU). Il dato pro capite, 346 mq/abitante, è in linea con la media degli altri paesi europei. Il tasso di crescita è leggermente al di sotto di 22.000 ettari all’anno (cioè 60 ettari al giorno). Negli ultimi due anni si è rilevato un rallentamento che, ove confermato dalle ulteriori e future rilevazioni, appare del tutto ascrivibile alle particolari condizioni di crisi congiunturale del settore delle costruzioni: è troppo presto per affermare che il dato riscontrato nel biennio 2014-2015 (35 ettari/giorno) corrisponda a un cambiamento strutturale. Per quanto riguarda la ripartizione territoriale, i territori maggiormente urbanizzati corrispondono al quadrante nord-ovest del Paese (8,6%).

Per il Piemonte il dito di Legambiente è puntato sull’impatto di grandi opere come il Terzo Valico dei Giovi, collegamento tra il porto di Genova e l’entroterra padano annoverato tra le opere strategiche per l’interesse nazionale, sulla base di previsioni di incremento del traffico portuale che negli anni sono state smentite nei fatti. La nuova linea si sviluppa complessivamente per 53 km e interessa 12 comuni delle province di Genova e Alessandria. L’estensione dell’ingente porzione di suolo occupata dal Terzo Valico è difficilmente quantificabile. All’area del tracciato bisogna infatti aggiungere quella delle gallerie di servizio, dei cantieri e campi base a ridosso dei centri abitati, degli allargamenti delle strade e dei bypass e ponti costruiti ex-novo per agevolare il passaggio dei camion e quella dei siti in cui verrà stoccato lo smarino estratto per far spazio ai tunnel. A seguito di una lunga serie di espropri, queste zone collinari e pianeggianti, una volta ricoperte da orti, giardini, boschi, rigogliosi prati verdi e cascine sono state deforestate e sottratte alla società, per un progetto dalla discutibile utilità. Ma sono tante le vicende di autostrade, ville e insediamenti e centri commerciali raccontate nel dossier di Legambiente. Né mancano le storie di chi dice “no”, storie di suoli salvati come quelle, per esempio, del Comune di Rivalta di Torino. Dopo Lauriano Po, il comune della collina torinese la cui sindaca Matilde Casa si è meritata il titolo di ‘ambientalista dell’anno’, è la volta del comune di circa 20.000 abitanti della conurbazione del capoluogo piemontese, per dire stop al cemento. Qui è stata avviata nel marzo 2015 una variante urbanistica finalizzata a contenere il consumo di suolo che si sarebbe determinato attuando il piano regolatore approvato nel 2011. La variante urbanistica si è concentrata sulla parte di territorio comunale, in sponda destra del Torrente Sangone, affluente del Po, che presenta ancora ampie zone libere e coltivate, costellata da cascine anche di origine storica ed in cui si irradia un’articolata rete di canali irrigui.