ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 648

Linea di confine. Spigolature di vita e storie torinesi

di Pier Franco Quaglieni

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Il divorzio voluto dal socialista Fortuna e dal liberale Baslini  era una cosa molto seria. Chi si sposa non può farlo con leggerezza, pensando che c’è a sua disposizione un divorzio facile.  I laici hanno un’etica severa, inconciliabile con l’edonismo, anche se pochi se ne  rendono conto. Il matrimonio non è una semplice convivenza, è una scelta molto impegnativa

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Il divorzio cambia verso 

Con la sentenza della Cassazione  che stabilisce che il coniuge più debole non ha più diritto a fruire di un assegno che  garantisca lo stato economico ottenuto con il matrimonio, anche dopo il suo scioglimento, finalmente l’Italia si adegua al resto del mondo.Ne sarà lieto,in primis, il miliardario  Silvio Berlusconi che si libererà dagli assilli dell’ex moglie, ma  tireranno un sospiro di sollievo i tanti che ,dopo il divorzio, si trovano quasi sulla soglia di povertà per gli assegni dovuti all’ex coniuge. Ne sarà sollevato anche Vittorio Sgarbi che numerose donne spremono come un limone,ma anche e soprattutto l’ultimo impiegato. Il divorzio era diventato un lusso consentito a pochi, anche perché le  sole spese per nuova  casa creano già di per se’ un problema, specie oggi. Nel 2014 al circolo della Stampa di Torino organizzai un dibattito per festeggiare l’esito referendario del 1974 che consentì la difesa di un diritto civile. Fui tra i primi divorzisti torinesi a fianco del magistrato Mario Berutti, avvocato generale dello Stato a Torino e  uomo dalla schiena diritta. Non condivisi recentemente il divorzio che, più che breve, diventò istantaneo ,anche in presenza dei figli ,perché il divorzio voluto dal socialista Fortuna e dal liberale Baslini  era una cosa molto seria. Chi si sposa non può farlo con leggerezza ,pensando che c’è a sua disposizione un divorzio facile.  I laici hanno un’etica severa, inconciliabile con l’edonismo,anche se pochi se ne  rendono conto .Il matrimonio non è una semplice convivenza,è una scelta molto impegnativa .Al convegno del 2014 si presentò un divorziato che disse che l’assegno versato all’ex moglie gli impediva di tirare avanti. Approfondii e vidi che esiste a Torino  persino una associazione di padri separati e divorziati,anzi potremmo dire disperati . Forse per loro il divorzio non sarà più una tragedia peggiore di un matrimonio fallito.  

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Il circolo della Stampa compie 60 anni, ma non li dimostra 

Una delle istituzioni culturali torinesi più  prestigiose , il Circolo della Stampa ,compie il 19 maggio 60 anni,un traguardo importante In una vita culturale subalpina asfittica e assai poco pluralistica  ,in cui l’ente pubblico si rivela un leviatano che vuole tutto assorbire e tutto omologare. i fondatori furono i giornalisti Riccardo Giordano e il grande inviato Giovanni Giovannini ,figura di spicco del giornalismo internazionale . In un suo libro “La Rivoluzione al sicilicio” previde la crisi ,se non la fine ,del giornalismo cartaceo. Un’altra figura di spicco è stato il presidente Alfredo Toniolo che fu fascista,di cui nessuno tuttavia  poté mettere in discussione L’ onestà assoluta e la  cultura. Con Toniolo il Circolo crebbe e divenne crocevia della vita  culturale non solo  torinese. Gli eventi più importanti a Torino  si svolsero nelle sale di palazzo Ceriana Mayneri in corso Stati Uniti .Gianni Romeo ,famoso giornalista sportivo,è un altro dei presidenti che hanno fatto la storia del Circolo con tatto,equilibrio,spirito aperto. L’attuale presidente Alessandro Rosa,tra i fondatori di “Tuttolibri”,quand’era un settimanale a se’ rispetto alla “Stampa”,sta lanciando il circolo su nuove strade  con la collaborazione di Andrea Mosconi,un giovane manager capace e intraprendente .Il Circolo non è mai vissuto di sovvenzioni pubbliche. Parlare di Circolo sarebbe riduttivo perché la sede sportiva ,lo Sporting ,in corso Agnelli  ,è un altro aspetto vitale del circolo con i suoi mitici campi da tennis e la sua piscina olimpionica. Il circolo non è solo riservato ai giornalisti,ma a tanti qualificati torinesi che ne sono soci e sono orgogliosi di farne parte.L’attuale vicepresidente Luciano Borghesan è stato  uno dei migliori cronisti della “Stampa” ,grande esperto degli anni di piombo e del terrorismo. Oggi ci sono altri circoli che contendono il primato al Circolo di corso Stati Uniti ,ma i suoi 60 anni di vita libera, indipendente, coraggiosa fanno  di lui un unicum inimitabile . È superfluo l’augurio di rito : Ad multos annos! Il Circolo non ha bisogno di auguri perché parlano per lui la vitalità con cui sta vivendo i suoi sessant’anni di vita.

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Sante Prevarin tra arte e gastronomia

Sante Prevarin , patron di lungo corso al “Montecarlo “di via San Francesco da Paola,non è il solito oste che gestisce da molti decenni il suo locale. E ‘ molto di più. E’ uomo che coltiva l’arte, e’ stato vicino a tanti artisti  ed è un fotografo geniale e di grande bravura tecnica. Veneto di origini,para’ della  Folgore,un passato in Fiat, è un innamorato di Torino. A volte mi chiedo come faccia a restarne innamorato.La domenica va al Valentino a fotografare il fiume,le piante,le foglie. A modo suo, e’ un poeta. Una volta ci ho anche litigato.Il suo locale è a volte frequentato da persone che non apprezzo e anzi mi infastidiscono,ma lui è gentile,premuroso e attento  con tutti. Il suo locale vuole essere un’altra domus. Fu amico di Carol Rama quando la pittrice ” maledetta ” era dimenticata da tutti ed è amico di Guido Ceronetti che stima ed apprezza Sante. Nel suo locale si possono gustare alcuni piatti veneziani che a Torino non si trovano  perché le mode portano i cuochi  verso altre scelte e li inducono  a disertare spesso la cucina per andare in quache trasmissione. I menù li disegna personalmente ,facendo disegnini teneri che rivelano il suo animo delicato.Ha una sua clientela affezionata,ma anche i giovani non disegnano il locale che è ormai entrato nella storia della città.I due ristoranti concorrenti nella sua stessa via hanno chiuso da tempo,ma Sante resiste.Per fortuna dei suoi clienti.

 

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Napoli e Torino : un asse di civiltà

Giovedì scorso a Napoli ho vissuto  ,paradossalmente,una grande giornata torinese. Napoli e Torino sono state due grandi capitali,oggi governate da sindaci anomali. Ma la mia Napoli è quella dei grandi illuministi da Genovesi a Filangieri ,amati alla scuola del torinese Franco Venturi. E’ la Napoli di Benedetto Croce  che amava passare le vacanze in Piemonte ed era lieto che nella sua casa ,nello storico palazzo Filomarino ,risuonasse il dialetto piemontese. Croce aveva sposato una torinese e il personale di casa era torinese.Ha scritto Bobbio che Torino,dopo Napoli,e’stata la  città più crociana d’Italia. Sono stato anche giovedì scorso  a Palazzo Filomarino,pur avendo dedicato mezza giornata allo shopping nei bei negozi napoletani, in primis l’amatissimo Marinella .

C’e’  una lapide, all’inizio dello scalone dello storico edificio dove aveva insegnato il Vico, che ricorda Croce ,parlando di “ricerca del vero e difesa della libertà “.  Due valori irrinunciabili. In quel palazzo ho passato tante giornate in compagnia  delle figlie del filosofo e di Alda soprattutto , che fu presidente del centro Pannunzio. In quelle antiche stanze ci si allontanava dal chiasso sottostante di “Spacca Napoli,  e si respirava l’aria dei ventilati altipiani. Al pomeriggio ho incontrato tanti amici al Circolo Posillipo “sul mare ,sede di incontri culturali molto prestigiosi.  Ho detto al presidente che chi ama il mare ama la libertà e che senza libertà non c’è cultura. Alla fine abbiamo brindato con lo spumante Soldati La Scolca inviato da Gavi dal nipote di Mario. Anche Mario amava Croce e visse a Napoli dopo l’8 settembre 1943. Napoli e Torino un asse di civiltà antica rivissuta nel presente.

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Schettino e la giovane Maria 
La conferma  da parte della Cassazione della mite condanna a poco più  di 16 anni di carcere a Francesco Schettino ,comandante delle Costa Concordia   ,in seguito al disastroso naufragio all’isola del Giglio del 13 gennaio 2012 ,  appare davvero inspiegabile . Le vittime sono state 32 ,tra cui anche la trentenne biellese Maria d’Introno. Schettino ha provocato danni enormi sul piano umano ed ha incrinato l’immagine stessa dell’Italia a livello internazionale.  Ho fatto tante crociere e vivevo sulla nave senza pensieri, in un relax assoluto. Dopo quell’episodio gravissimo, dovuto a superficialità ed anche ad incapacità e codardia, ho evitato quel tipo di vacanza. Quella tragedia mi ha segnato. Ho perso la serenità per una vacanza sul mare che ritenevo  molto piacevole ed ultra sicura. Credo che la giovane  Maria vada ricordata a cinque anni dalla sua tremenda morte. Schettino ce  l’ha sulla coscienza, anche se la giustizia umana si è rivelata non adeguata alle sue colpe .Certo,  vanno sempre rifiutate le condanne esemplari che sono  un segno di barbarie giuridica e di mentalità autoritaria. Ma una sanzione penale più adeguata ai fatti penso che sarebbe stata giusta e  necessaria.  Sono garantista per abito mentale e cultura ,ma il fatto che i legali di Schettino annuncino  un ricorso alla Corte Europea mi sembra un’offesa alle vittime di un naufragio che si sarebbe potuto evitare.

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LETTERE scrivere a: quaglieni @gmail.com

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Sono professore ,vincitore di concorso, in un istituto superiore della provincia di Torino. Sto vivendo da un anno una situazione kafkiana; nella mia scuola la mia libertà di insegnamento è condizionata da colleghi faziosi, la valutazione che sarebbe affidata alla scienza e alla coscienza del docente , è coortata da chi vuole che tutti siano promossi perché un istituto si valuta in base al numero dei promossi e non sulla base della qualità dell’insegnamento È questa la “Buona scuola ” di Renzi , rivista dalla non laureata ministra Fedeli. Il sindacato sta riprendendo il controllo sulla scuola. Io mi sento condizionato anche da genitori impiccioni che giustificano a priori i loro figli. Non so più cosa fare.

Lettera firmata 

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Caro amico, non posso che esprimerle la mia totale solidarietà .Io ho resistito  in tempi peggiori di questi. Tenga duro, molti arroganti sono anche ignoranti. Resista e ,se necessario, faccia esposti alla Magistratura. Un giudice onesto non c’è  solo a Berlino…In certi casi ,gli arroganti ,quando sentono di un  possibile ricorso alla carta bollata,s cendono a più  miti consigli. E tenga i voti come sono, non accetti di modificarli. Un giudice recentemente ha dato ragione ad un professore che venne sospeso dal preside per la sua onestà  professionale .Peccato che ,nel frattempo, il docente fosse andato in pensione…                          

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Il 30° Salone e le prenotazioni alberghiere: già raggiunto il livello del 2016

A quattro giorni dall’inizio della 30a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, le prenotazioni negli hotel torinesi hanno già raggiunto già lo stesso tasso di occupazione delle camere del 2016. Un dato che prevedibilmente sarà superato dalle nuove richieste che stanno giungendo in tempo reale.

Sono i dati emersi da un’indagine effettuata su un campione statistico di strutture alberghiere cittadine, raccolta ed elaborata dall’Osservatorio turistico di Turismo Torino e Provincia. L’indagine rivela che la percentuale degli ospiti internazionali quest’anno si attesterà tra il 10 e il 30%: al primo posto laFrancia, i cui ospiti sono distribuiti nell’88,2% degli alberghi, seguita da Germania (52,9%) e Gran Bretagna (35,3%). Fra le regioni italiane di provenienza, nell’ordine il Veneto, il Lazio e la Lombardia.

Commenta l’Assessore al Turismo della Città di Torino, Alberto Sacco: «Questi dati confermano che il Salone Internazionale del Libro non è soltanto una grande manifestazione culturale, ma un autentico volano economico in grado di produrre ricadute concrete sul sistema economico della città. E dimostrano che la vocazione turistica di Torino – accanto ai musei e alle mete d’arte – ha ormai integrato stabilmente nel proprio profilo presso i mercati turistici anche i grandi appuntamenti periodici come il Salone».

Un’analisi condivisa da Maurizio Montagnese, Presidente di Turismo Torino e Provincia che ha realizzato la ricerca: «Dall’analisi previsionale effettuata dal nostro Ente, i dati sull’occupazione alberghiera stimata nel periodo del Salone sono già ora in linea con la passata edizione. Tale risultato significa che l’appeal di Torino e del Salone continuano ad attrarre molti visitatori, che aspettiamo di accogliere come sempre alla Terrazza Torino all’ingresso del Padiglione 2».

Il risultato è frutto anche del lavoro compiuto in questi mesi dal Salone, come sottolinea l’Assessora alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi: «Sono davvero orgogliosa del lavoro fatto per questo trentesimo Salone Internazionale del Libro, e i dati anticipati dagli albergatori confermano che questa edizione saprà confermare e rafforzare la forza della manifestazione. Un risultato positivo reso possibile dal grande lavoro di squadra che ha visto istituzioni, enti e operatori insieme per questo grande evento: iniziamo già da ora a raccogliere i frutti di quello che sono sicura sarà uno splendido Salone del Libro».

E aggiunge il Vice-Presidente Delegato della Fondazione per il Libro, Mario Montalcini: «Un risultato frutto dell’entusiasmo dei due assessori al Turismo, Antonella Parigi e Alberto Sacco, e del lavoro di cucitura compiuto in questi mesi con le istituzioni, le categorie produttive, il sistema ricettivo e le agenzie di promozione turistica, che hanno compreso in tutta la sua forza il potenziale economico rappresentato dal Salone».

Gramsci “dimenticato”. Chi non conosce la storia non progetta il futuro

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto

I Quaderni dal Carcere  di Antonio Gramsci vennero pubblicati per la prima volta interamente da Laterza, per volontà di Palmiro Togliatti. Il segretario del PCI fu accusato di aver politicamente manipolato alcuni atti politici di Gramsci, in particolare le lettere omesse dal Migliore di critica a Stalin.  Davide Lajolo ripetutamente chiese a Togliatti se fosse  vero o falso. Dopo alcuni dinieghi arrivo l’infastidita risposta: io so una cosa, se Gramsci fosse vissuto in URSS non sarebbe ritornato vivo in Italia. Ucciso dai fascisti aveva molti nemici anche nei comunisti per il suo innovativo pensiero. Questo è stato il Novecento.  Secolo di innovazioni, di rivoluzioni e di grandi tragedie.  Con Gramsci, la sua città, Torino.  Torino che gli dava l’ orizzonte per il suo agire politico ed il suo pensiero.  Come mai solo il 9 maggio è stato ricordato? Tutta l’Italia e tutto il mondo l’ha commemorato nell’ottantesimo anniversario della morte: 27 Aprile 1937. Perché nessun esponente della maggioranza pentastellata era presente? Con la fascia tricolore solo Eleonora Artesio. Semplicemente perché lei ha sollecitato e voluto questa annuale ricorrenza.  E perché, forse, la Sindaca e il Presidente del Consiglio manco sapevano dell’evento. Scandalizzato?. Un po’ me lo concederete. Perché? E’ un dovere per un amministratore della nostra città conoscere la Storia di Torino. Se non ci fosse Eleonora Artesio abbiamo il sospetto che neanche ci sarebbe stata la commemorazione.  Meglio tardi che mai. ma ammettiamo di non accettare la logica del meno peggio, ricordando che come non c’è limite al meglio, non c’ è limite al peggio. Ad oggi, dai tempi di Fassino o di Chiamparino le cose sono peggiorate. Non c’è tanto da essere preoccupati per la dimenticanza del passato. Ma per le occasioni per  il futuro, perché conoscenza e sapere sono il futuro  nostro e dei nostri figli. 

Amigurumi e candele portafortuna. Idee regalo scaramantiche e sfiziose

 

SETTIMA PUNTATA – Viaggio nel vasto mondo degli hobbysti, tra chi per sopravvivere alla crisi sta cercando di trasformare in mestiere una passione

Sono passati otto anni da quando ha incominciato a girare i mercatini degli Operatori del proprio ingegno. All’inizio era un hobby, oggi è diventata una necessità. Al punto che quando a Torino non ci sono eventi va a cercar fortuna altrove, verso Verbania o in Liguria. “Si incomincia a marzo e si va avanti senza sosta fino a Natale. Gennaio e febbraio a casa, a curare l’influenza presa a dicembre, che è il mese peggiore perché fa freddo, ma è anche il periodo in cui si lavora di più, soprattutto nel mio settore: creo articoli regalo”, racconta Rosalba Stabile, 49 anni, che per promuovere i suoi prodotti si è creata una vetrina su Facebook, “Sfizipazzi”. A Rosalba fantasia e creatività non mancano. E’ partita con il découpage, per dar libero sfogo all’immaginazione e reinterpretare vecchi oggetti per farli rivivere attraverso un nuovo look. Poi è passata alla bigiotteria, che ora ha messo in liquidazione perché in lei sono nate nuove passioni: quella per l’uncinetto, attrezzo con cui realizza pupazzi “amigurumi”; e quella per la lavorazione della cera, elemento base delle sue candele con dedica. “Amigurumi è un passatempo molto popolare in Giappone, una tecnica che adesso sta prendendo piede anche in Europa”, spiega Rosalba. Il nome è il risultato della combinazione delle parole giapponesi “ami”, che significa lavorare all’uncinetto, e “nuigurumi”, che vuol dire peluche: giocattoli lavorati all’uncinetto, come pupazzi, bambole, piccoli animali. In perfetto stile giapponese, il tipico amigurumi ha corpo cilindrico e testa grande, come nei fumetti e nei cartoni animati nipponici.

Gli occidentali, importando la tecnica, hanno dato la loro impronta rendendo più sinuose le forme di oggetti che vengono creati e collezionati perché, come dicono i giapponesi, “kawaii”, letteralmente “carini”. “Lavorare all’uncinetto mi piace tantissimo, non smetterei mai: mentre incomincio un pupazzo penso già a come fare il prossimo”, dice Rosalba, che tra un amigurumi e l’altro trova anche il tempo di dedicarsi alla seconda passione del momento. “La candela – precisa – è un complemento d’arredo che trovo delizioso e che può essere posizionato in qualsiasi angolo della casa: scalda l’atmosfera e rende l’ambiente più accogliente quando è spenta; accesa riflette una luce tenue che ha uno straordinario potere rilassante”. Le materie prime si reperiscono con facilità: cera d’api, paraffina, stoppini, essenze profumate. “Una candela profumata è sempre un bel regalo. E poi – conclude Rosalba – quelle che faccio io sono diverse da tutte le altre, hanno qualcosa in più: un messaggio portafortuna, una dedica che inserisco nella cera mentre la fondo nello stampo e che rimane nel tempo, anche dopo che l’ultimo pezzetto di candela si è sciolto. Un particolare che le rende un dono molto apprezzato, d’effetto e soprattutto scaramantico”.

 

Paola Zanolli

POIRINO, PROGETTO BLUE ECONOMY PER IL RILANCIO DEL PIANALTO

Rilanciare l’area del Pianalto di Poirino  e le sue produzioni, grazie al progetto in collaborazione tra il Politecnico, associazioni e istituzioni locali, che verrà presentato il 15 maggio alla Sagra dell’Asparago e della Tinca di Poirino.

“Il cibo sano, i prodotti e la gastronomia di qualità – ha spiegato Daniela Ruffino, vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte – rappresentano un patrimonio unico fatto di tradizione e sacrifici. Poirino si propone come capofila del Pianalto per far nascere nuove opportunità legate al cibo, all’alimentazione, al gusto e al turismo e, grazie all’applicazione, dei princìpi innovativi della Blue Economy sarà possibile creare occasioni per il rilancio di un territorio nel suo complesso. Per fare fronte a una crisi che sembra non voler mollare la presa bisogna unire tutte le risorse, le professionalità e i saperi della nostra gente e delle nostre imprese. In questo modo – conclude Ruffino – sapremo essere competitivi grazie ai prodotti di qualità, ad una loro commercializzazione efficace in abbinamento al turismo culturale, del paesaggio e religioso”

Giovani talenti vanno all’estero. E tornano

La Fondazione Iniziativa Subalpina organizza il Convegno “Cervelli Itineranti”

“Cervelli in fuga” è uno slogan inflazionato ma non per questo meno attuale: è stato tradotto in “Cervelli itineranti” per indicare quei giovani di talento che non solo vanno all’estero a lavorare ma che anche, qualche volta, ritornano in Italia o vorrebbero farlo ma non riescono. Parlare di “Paese per vecchi” è sintomo di rassegnazione e non offre soluzioni. Fondazione Iniziativa Subalpina ha coinvolto significative esperienze giovanili da diversi Paesi, indagando motivazioni e suggestioni.

Dopo il saluto del Presidente della Fondazione Cristiano PICCO, interverranno Gianmaria AJANI, Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Alberto Maria BARBERIS, Presidente dei Giovani imprenditori dell’Unione industriale di Torino, Marco CANTAMESSA, Presidente e Amministratore delegato I3P, Paola DE MICHELI,Sottosegretario all’Economia,Marco GAY, Vicepresidente Esecutivo di Digital Magics, Marco GILLI, Rettore Politecnico di Torino, Barbara GRAFFINO,Presidente e Coordinatrice Associazione YES4TO,Giuseppe LAVAZZA, Vicepresidente Lavazza s.p.a. e Michele VIETTI, anima della Fondazione e già Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. ModeratoreGiuseppe BOTTERO de La Stampa.

 

Il villaggio CircOLIamo in piazza Solferino

Arriva a Torino CircOLIamo, la campagna educativa itinerante del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Oli lubrificanti usati, rischi per l’ambiente e opportunità per l’economia nazionale e locale sono i temi principali della conferenza stampa che si terrà venerdì 12 maggio alle ore 11 in Piazza Solferino, all’interno del villaggio CircOLIamo, alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Stefania Giannuzzi e di Franco Barbetti, Direttore Tecnico Operativo del COOU.

 

L’evento rappresenta la principale tappa piemontese della campagna educativa itinerante organizzata dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di ANCI, che nell’arco di due anni toccherà tutti i capoluoghi di provincia italiani allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le amministrazioni locali sul corretto smaltimento dei lubrificanti usati e ottimizzarne la raccolta.

 

Dalle 9 alle 11, all’interno del villaggio CircOLIamo, è previsto l’incontro con i ragazzi delle scuole, che parteciperanno agli educational loro dedicati; i ragazzi si fermeranno al villaggio allestito dal Consorzio e giocheranno a “Green League”, il primo social game finalizzato all’educazione ambientale.

 

Nel corso dell’incontro con la stampa verranno resi noti i dati di raccolta degli oli lubrificanti usati in Piemonte e in particolare in Provincia di Torino. Il Consorzio proporrà, insieme ai relatori, le soluzioni ad eventuali difficoltà o inadempienze. L’olio lubrificante usato è un rifiuto pericoloso che deve essere smaltito correttamente. Se utilizzato in modo improprio può essere estremamente dannoso per l’ambiente e per la salute umana: basti pensare che 4 kg circa di olio – il cambio di un’auto – se versati in mare posso coprire una superficie grande quanto un campo di calcio.

Ricerca pediatrica, concerto dei Carabinieri per Città della Speranza

Una serata all’insegna della musica per sensibilizzare il pubblico sulle gravi patologie tumorali che colpiscono i bambini. È questo l’obiettivo del concerto che il Comando delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri organizza per venerdì 12 maggio a Torino. Alle ore 20.30, nella Chiesa del Santo Volto, si esibirà la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri di Milano, diretta dal M° Andrea Bagnolo. Saranno ospiti anche i cori “Voci bianche del Coropò”, della “Scuola Protette di San Giuseppe” e della Scuola Allievi Carabinieri di Torino, con la presenza straordinaria del soprano Stefania Delsanto e della flautista Rebecca Lewis. Il repertorio privilegerà brani e musiche per bambini e ragazzi, invitati a partecipare.

L’iniziativa, che fa seguito ad un analogo concerto svoltosi con successo a Roma il 27 aprile scorso, mira a dare un messaggio informativo sulle leucemie pediatriche e su quanto viene fatto dalla Fondazione Città della Speranza, onlus vicentina che dal 1994, tramite il fundraising, si pone lo scopo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini malati e di sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico. Per dare risposte sempre più concrete, nel 2012 la Fondazione ha dato vita a Padova ad un suo Istituto di Ricerca Pediatrica che, con i suoi 17.500 mq, è il più grande polo europeo dedicato alla lotta contro le malattie infantili, collegato con i più importanti centri di ricerca internazionali.

L’Arma dei Carabinieri, sempre attenta a dare il suo contributo a quanti si impegnano nel sociale, oltre a promuovere i concerti di Roma e Torino, ha realizzato anche un’agenda contenente semplici consigli per diffondere il patrimonio di conoscenze e di valori civili tra i giovani. L’agenda, che sarà consegnata al pubblico, è impreziosita da disegni e messaggi dei pazienti in cura nella Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova.

“Città della Speranza, nell’accogliere con particolare soddisfazione la consueta disponibilità dell’Arma nel sostenere programmi di così rilevante importanza sotto il profilo umano, morale e assistenziale, ancora una volta ringrazia i Carabinieri per la significativa e preziosa collaborazione, già data anche in passato, consentendo di portare all’attenzione di migliaia di cittadini una problematica particolarmente delicata, qual è la tutela della salute dei bambini meno fortunati che non sempre riescono a ritrovare il sorriso a causa di gravissime malattie purtroppo ancora non curabili – spiega Giovanni Franco Masello, presidente della Fondazione –. Solo la ricerca potrà consentire di arrivare a terapie più efficaci e risolutive, ma sono determinanti la più estesa conoscenza del problema e la generosità di quanti contribuiranno a risolverlo aiutando il lavoro di preziose risorse umane da tempo impegnate nello studio di nuove soluzioni terapeutiche”.

Come partecipare alla governance delle aziende

Assonline (in Italiaonline) e Asati (in Tim) sono solo due delle numerose associazioni di azionisti a essere attiva in Italia, peraltro da molti anni. Tutte queste realtà stanno chiedendo l’introduzione di modifiche statutarie tali da rendere possibili, e non soltanto auspicabili, forme concrete di partecipazione alla governance delle aziende.

 

Se forme di partecipazione “debole”, come diritti di informazione e consultazione o incentivazioni finanziarie partecipative, sono ormai considerate come acquisite, il discorso cambia completamente quando si tratta di valutare forme di partecipazione “forte”, ossia di partecipazione dei lavoratori all’assunzione di decisioni a fianco del (e non di fronte al) management.

 

Che cosa ci riserva il futuro? L’Italia raggiungerà, da questo punto di vista, culture all’avanguardia come Germania e Francia? Che cosa si sta muovendo a livello parlamentare?

 

Se ne parla venerdì 12 maggio, alle ore 10.30, in via Aosta 4 a Milano.

La Croce Verde compie 110 anni

La Croce Verde, fondata da Cesare Lombroso nel 1907, ha 5 sedi operative (Alpignano, Borgaro-Caselle, Ciriè, San Mauro, Venaria),  53 ambulanze, 3 mezzi attrezzati al trasporto disabili e 28 veicoli per servizi socio sanitari e di protezione civile. I volontari sono 1356 e fanno fronte ogni anno a oltre 78mila servizi sanitari e d’assistenza. La Croce Verde si occupa  di trasporti in emergenza e urgenza a fianco del 118, ma anche di  prestazioni convenzionate con le aziende sanitarie locali e  assistenza a  manifestazioni sportive. Per i  110 anni dell’ente, tra gli appuntamenti il convegno sulla riforma del Terzo Settore il 20 maggio presso La Fabbrica delle ‘e’ dove si incontreranno i delegati delle 873 Pubbliche Assistenze Anpas provenienti da tutta Italia.

 

(foto: il Torinese)