ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 585

“Innovation for Change” per 50 giovani

Dopo il successo degli anni scorsi (https://youtu.be/vgCHuxnees0), ha preso avvio presso il TAG Fondazione Agnelli la nuova edizione del progetto “Innovation for Change”, promosso dal Collège des Ingénieurs Italia (CDI), dal Politecnico di Torino e da Ideasquare, un centro specializzato di innovazione sperimentale che fa parte del Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire (CERN). Il progetto coinvolge 50 giovani (30 studenti MBA del CDI e 20 dottorandi del Politecnico di Torino)  con una formazione di tipo scientifico-ingegneristico, che nel corso dei prossimi cinque mesi lavoreranno a Ginevra e a Torino, suddivisi in diversi gruppi ma uniti dal medesimo obiettivo: applicare le più avanzate tecnologie per rispondere alle sfide legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati dall’ONU. Dal lavoro dei prossimi mesi nasceranno 8 idee di impresa, ognuna capace di competere sul mercato, attraverso l’offerta di prodotti o servizi innovativi pensati per rispondere alle cosiddette societal challenges nel quadro delle esigenze di gruppi industriali e istituzioni internazionali. Gli studenti potranno contare sul sostegno delle aziende e delle istituzioni partner, oltre che su una rete di mentor formata da imprenditori e da professionisti impegnati in grandi gruppi industriali. I team lavoreranno fianco a fianco con i ricercatori del CERN e del Politecnico di Torino, imparando ad applicare strumenti e soluzioni tecnologiche avanzate, fino ad arrivare alla realizzazione di prototipi pronti per la successiva fase di sviluppo per il mercato.

Il progetto si avvale anche della collaborazione di alcune aziende e istituzioni, che hanno indicato agli studenti le sfide su cui concentrare gli sforzi per trovare soluzioni praticabili. UniCredit,  Comune di Torino, ENEL, Fondazione Agnelli e Gellify sono gli owner delle sfide dell’edizione del 2018. Al termine del progetto, che proseguirà fino mese di giugno, gli studenti presenteranno il frutto del loro lavoro a una platea di aziende, imprenditori e investitori, nel corso di un incontro pubblico a Torino, a cui prenderanno parte anche i vertici delle istituzioni fondatrici.

In Piemonte due nuovi Centri antiviolenza

Si è tenuta  presso l’assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte la riunione del Coordinamento dei Centri antiviolenza presenti sul territorio piemontese. L’assessora regionale Monica Cerutti  ha colto l’occasione per fare il punto delle progettualità messe in campo. In Piemonte sono state assegnate a fine 2017 risorse pari a 1.129.000 di euro circa per attività volte al contrasto delle donne così ripartiti:

– 830.000 euro per i 14 Centri antiviolenza e le 9 Case rifugio già esistenti;

– 229.428 euro per l’apertura di due nuovi Centri antiviolenza, uno a Casale e uno a Chieri;

– 70.552 per l’apertura di tre nuove Case rifugio ad Alessandria, Almese e Torino.

In questo modo ai 76 posti letto delle 9 Case rifugio piemontesi si aggiungeranno altri 20 all’interno delle 3 nuove Case rifugio, per un totale di 96 posti. A questi si aggiunge l’attivazione di nuovi 52 posti di accoglienza (36 di I livello e 22 di II livello). In particolare, i 36 posti di I livello saranno la risposta abitativa nelle situazioni di emergenza. L’assessora non ha nascosto la propria soddisfazione nell’esser riuscita ad ampliare in modo significativo il numero di posti letto differentemente caratterizzati.

Librolandia, aperti i bandi per i fornitori degli stand

 

Due asset strategici della macchina organizzativa: entro metà aprile i nomi 

È uno degli snodi più importanti nella complessa macchina organizzativa del 31° Salone Internazionale del Libro, in programma dal 10 al 14 maggio 2018: l’individuazione dei due soggetti commerciali e professionali che forniranno, in un caso, gli allestimenti a noleggio per la realizzazione degli stand preallestiti e della Piazza dei Lettori e, nell’altro, i servizi funzionali alla gestione di tutti gli aspetti tecnici durante le fasi di montaggio, smontaggio e di evento, nonché a supporto delle attività commerciali nella fase antecedente. Sono pubblicati sul sito di Scr Piemonte www.scr.piemonte.it (la società di committenza della Regione Piemonte che ne gestisce le procedure di gare, appalti e acquisti) i due avvisi di manifestazione d’interesse destinati a raccogliere le candidature degli operatori economici che desiderino partecipare e, successivamente, presentare la loro offerta. Il committente è la Fondazione Circolo dei lettori alla quale fanno capo, secondo quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso 14 dicembre, le attività organizzative legate agli aspetti espositivi, tecnici e commerciali del 31° Salone. Tecnicamente si tratta di un’indagine di mercato attraverso cui individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata. Le ditte interessate hanno tempo fino al 5 marzo per presentare la loro candidatura: l’aggiudicatario verrà scelto sulla base del minor prezzo proposto. La conclusione della procedura con l’assegnazione degli incarichi è prevista per la metà di aprile.

In dettaglio, i due avvisi riguardano:

a) La fornitura a noleggio, montaggio, smontaggio e facility di tutti gli stand preallestiti, degli arredi della Piazza dei Lettori, delle moquette e della segnaletica interna verticale dei corridoi per il Salone del Libro 2018.

b) La fornitura dei servizi tecnici per la logistica e la direzione tecnica in fase di montaggio, smontaggio e durante l’evento; di raccordo con le attività tecnico-commerciali svolte direttamente dalla Fondazione Circolo dei lettori, ossia la segreteria tecnica: ricezione della modulistica tecnica, recall espositori, redazione tabulato tecnico espositori, relazione con i fornitori legati alle attività di allestimento e servizi connessi.

(foto: il Torinese)

Nuovo “Percorso Cuore pediatrico”

E’ stata inaugurata la nuova Terapia Intensiva e Semintensiva Cardiologica e Cardiochirurgica pediatrica, che rappresenta l’ultima fase della ristrutturazione del 6° piano dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Si conclude in questo modo la realizzazione del cosiddetto “Percorso Cuore Pediatrico”, che consiste nella completa riorganizzazione della modalità di assistenza dei piccoli pazienti portatori di cardiopatia congenita ricoverati al Regina. La realizzazione del Percorso Cuore Pediatrico, compiutasi grazie alla Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, alla Fondazione FORMA ed all’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici, migliorerà in maniera importante la qualità della degenza, rendendola decisamente più consona alla tipologia di patologie e di pazienti trattati. Il progetto si inserisce in una più generale riqualificazione degli spazi del Regina Margherita, portata avanti dalla Direzione aziendale (avvocato Gian Paolo Zanetta) e dal Direttore del Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche, dottoressa Franca Fagioli. L’aggiornamento strutturale del 6° piano del Regina è stato interamente finanziato dalla Fondazione Specchio dei Tempi, che ha coperto anche la spesa per le attrezzature di monitoraggio delle zone ad alta e media intensità. La dotazione finale comprende una Terapia Intensiva di 5 posti letto, di cui uno dedicato ai pazienti sottoposti a trapianto di cuore, una terapia Semintensiva di 5 posti letto. Il reparto di degenza è provvisto di 10 posti letto distribuiti in camere a 1 o 2 letti, tutte con bagno privato. L’impegno complessivo di circa 2.350.000 euro da parte della Fondazione consentirà di migliorare notevolmente la qualità della degenza dei piccoli pazienti cardiopatici, garantendo una riorganizzazione degli spazi per “intensità di cure”, una visione più moderna volta alla ottimizzazione delle risorse. Questa si concretizza nell’ipotetico percorso che il piccolo paziente, sottoposto a procedura chirurgica o interventistica, si troverà ad affrontare, con una progressiva riduzione delle risorse necessarie al suo trattamento man mano che le sue condizioni cliniche migliorano, fino alla dimissione.

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La Fondazione FORMA Onlus, dal canto suo, ha provveduto all’acquisto delle attrezzature elettromedicali e degli arredi sanitari della Terapia Intensiva e Semintensiva, con un impegno di spesa complessivo di 600.000 euro: 450.000 euro per i beni e 150.000 euro per gli arredi sanitari. Le apparecchiature di ultimissima generazione consentiranno di migliorare notevolmente la qualità delle cure erogate ai piccoli pazienti ed il comfort durante la degenza. Tra queste spiccano quelle che consentiranno di eseguire in sicurezza anche interventi chirurgici minori sui pazienti direttamente sul loro letto di degenza, senza bisogno di trasferirli in Sala operatoria. L’acquisto degli arredi sanitari e l’umanizzazione del reparto di degenza sono stati invece finanziati per un totale di 85.000 euro dall’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici Onlus. Si tratta della porzione del 6° piano già inaugurata nel maggio scorso e da allora in uso da parte della Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica. Particolare attenzione è stata posta al miglioramento del comfort alberghiero dei pazienti e delle loro famiglie, che in questo caso rimangono costantemente accanto al loro figlio condividendone lo stress legato alla degenza. Nel nuovo “Percorso Cuore Pediatrico” l’équipe assistenziale sarà costituita dal personale medico ed infermieristico della Cardiologia (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), Cardiochirurgia (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone) e Cardioanestesia pediatrica della dottoressa Alberta Rizzo, che si alterneranno per curare i piccoli pazienti a seconda delle loro esigenze. Questo rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione per la diagnosi e cura delle cardiopatie congenite, un punto di riferimento nazionale non solo per la mole di pazienti trattati ma per la completezza della proposta assistenziale ed i risultati ottenuti. La Cardiologia pediatrica è l’unico Centro in Piemonte che tratta le cardiopatie congenite da 0 giorni a 18 anni. E’ tra le più importanti realtà italiane per numero di pazienti (500 ricoveri all’anno e 350 interventi di emodinamica). Il Centro è noto anche all’estero per l’attività di emodinamica avanzata e l’attività scientifica. La Cardiologia pediatrica tratta inoltre l’adulto con cardiopatia congenita (paziente GUCH) ed è dotata di una Struttura chiamata “Centro GUCH” e segue circa 800 pazienti adulti con cardiopatia congenita. Il Centro è inoltre il fondatore del “Registro Piemontese delle Cardiopatie congenite dell’adulto”, nel quale sono stati inclusi ad oggi circa 1000 pazienti. La Cardiochirurgia pediatrica rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione, un punto di riferimento nazionale non solo per il numero di pazienti trattati, circa 200 l’anno, ma per la completezza della proposta assistenziale, che va dal trattamento dei prematuri di basso peso, fino a 400 grammi, all’impianto dei cuori artificiali, ai trapianti di cuore ed al trattamento dei pazienti cardiopatici congeniti in età adulta.

Teniamo pulita Torino: cercansi volontari per le giornate di pulizia condivisa

La Circoscrizione 2 promuove alcune giornate di pulizia condivisa con Torino Spazio Pubblico e Amiat. A tutti i volontari è garantita gratuitamente l’assicurazione e R.C. infortuni.  Gli incontri si svolgeranno :
Lunedì 5 marzo ore 9.00  Giardino C. Ravera in Via Farinelli.
Lunedì 12 marzo ore 9.00 Giardino W. Ferrarotti  in Via Rovereto.
Lunedì 19 marzo ore 9.00 Giardino N. Green in Corso Salvemini.

Per poter partecipare è obbligatorio iscriversi al progetto “TORINO SPAZIO PUBBLICO” attraverso l’apposito modulo.
Lo stesso potrà essere inviato  a ufficioambiente2@comune.torino.it oppure consegnato agli uffici informa2 di Via Guido Reni 102 o Strada Comunale di Mirafiori 7.
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Per Informazioni e adesioni Ufficio Ambiente Circoscrizione 2
tel. 011.01135040
E-mail:ufficioambiente2@comune.torino.it
www.comune.torino.it/circ2

Edilizia, tutte le novità di legge

Di Patrizia Polliotto*

Per tutto il 2018, la legge dispone la possibilità di avvelersi di una serie di agevolazioni per le ristrutturazioni, con la possibilità di beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite massimo di 96 mila euro di spesa, anche per i lavori effettuati a partire dalla data del 1° gennaio 2018 e fino alla data del 31 dicembre 2018. All’interno delle varie spese rientrano infatti quelle relative agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e le spese di ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze, le spese relative agli interventi di manutenzione ordinaria, le spese per la realizzazione di box e posti auto, di parcheggi pertinenziali e spese per le opere finalizzate alla cablatura degli edifici. E’ altresì prorogato per il 2018 il bonus per l’acquisto di mobili di cui al comma 2, dell’articolo 16 del D.L 63/2013, che prevede la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e che interessa soltanto i soggetti che possono beneficiare della detrazione IRPEF del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

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*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

Condannare la violenza ed isolare gli estremisti

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IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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L’antifascismo del 2018 non appare più tanto ispirato al passato, ma incredibilmente  legato al presente. Il passato appare morto e sepolto, malgrado il revival attorno alla figura di Mussolini. La profonda crisi in cui oggi ci dibattiamo ha portato a galla delle nostalgie che si ritenevano ormai sopite. E l’antifascismo è tornato un tema di attualità.  I fantasmi del passato che ritornano, sono in larga misura  causati dalla sfiducia verso la democrazia che è via via aumentata da almeno vent’anni. Le cause di questa crisi sono molteplici e toccano in primis la crisi economica. Gli sprovveduti che rimpiangono il fascismo non sanno neppure che la storia non si ripete mai ed anche i nostalgici di un antifascismo legato agli anni del dopoguerra sono espressione di uno spirito antistorico. Il fascismo va storicizzato innanzi tutto per capire cosa si stato effettivamente nella storia italiana. Già negli anni ’70   il filosofo Augusto Del Noce sosteneva  che una visione fondata sull’ “anti”- superato il momento immediato dello scontro storico- non può costruire nulla di positivo. Il vero antifascismo è la democrazia, quella che è delineata nella Costituzione repubblicana che non fa mai riferimento al regime fascista, se non in una norma transitoria che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.  Cinquant’anni fa  abbiamo vissuto  gli anni degli opposti estremismi,quello di destra e quello di sinistra. Quello di destra venne sconfessato da Almirante che fra la camicia nera e il doppiopetto scelse quest’ultimo e camuffò il Msi nella Destra Nazionale.  Gli estremisti di destra rimasero minoritari e marginali, ma furono altrettanto pericolosi perché si manifestarono con il terrorismo nero. A sinistra la contestazione fu il terreno in cui si manifestò da subito  l’estremismo della violenza verbale e fisica, destinato ,anche lui, almeno in parte a sfociare nel terrorismo rosso.

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Va detto che il Pci ,superando iniziali confusioni (le sedicenti BR e i compagni che sbagliano) seppe schierarsi contro l’estremismo di sinistra ed impegnarsi contro il terrorismo. Il fatto che un esponente di Forza nuova sia stato picchiato selvaggiamente a Palermo  appare davvero un segnale di un possibile, pericoloso estremismo che risorge. E il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha parlato di “squadrismo antifascista” senza ambiguità. Una posizione chiara, limpida che gli fa molto onore.  Il ricorso alla violenza va sempre condannato, specie se l’episodio di violenza  si inserisce nel corso di una campagna elettorale durante la  quale tutti i contendenti devono trovare riconosciuta  una pari agibilità politica e propagandistica come sanciscono le leggi della Repubblica.  Chi scrive ha messo in evidenza su questo giornale la povertà politica e l’inesistenza culturale dei gruppi neofascisti Casa Pound  e Forza nuova.  Il loro richiamo ai rituali fascisti è sintomo di infantilismo politico. Ma la Cassazione ha anche stabilito che il saluto romano, circoscritto a rievocazioni del passato come le cerimonie nei cimiteri, non è reato e non confligge  con le leggi vigenti. Ho considerato illiberale il fatto di rifiutare un confronto con la nipote di Mussolini, quasi le responsabilità dei nonni ricadano sui discendenti.  Una democrazia liberale non potrebbe mai, ad esempio, ispirarsi alla legge Fiano che molto opportunamente è  stata affossata  in Parlamento. I nostalgici del fascismo vanno combattuti sul terreno politico e non a colpi di divieto che possono provocare effetti opposti a quelli desiderati. Quella che Hegel definiva l’eterogenesi dei fini. I nostalgici vanno combattuti nella scuola non con le manifestazioni occasionali rievocative che hanno imbalsamato la Resistenza, ma con un insegnamento storico senza demonizzazioni che finiscono anch’esse di ottenere effetti altrettanto indesiderati. Federico Chabod parlava di fascismo a 5 anni dalla fine della guerra nel 1950  alla Sorbonne  con il distacco storico necessario e l’antifascista e storico Leo Valiani, che fu tra quelli che decretò la fine di Mussolini, apprezzò le lezioni di Chabod. 

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Oggi dovrebbe essere un dato  consolidato il fatto che si debba scindere la propaganda ideologica dalla storiografia.  Ma ci vorrebbero docenti in grado di farlo, partendo dall’educazione civica che consentirebbe  lo studio della Costituzione repubblicana la quale- non dimentichiamolo mai- ha garantito 70 anni di libertà, di pace e di democrazia. Ovviamente senza mitizzare neppure la Costituzione perché la storia è l’esatto opposto della mitizzazione. L’imbrattamento a Roma della lapide in ricordo della scorta di Aldo Moro a quarant’anni dal rapimento e dall’omicidio del leader democristiano è un altro segnale di una tensione  che sta montando. Le teste calde vanno isolate  e perseguite ai sensi del codice penale con un’assoluta fermezza che purtroppo negli Anni Settanta del secolo scorso non ci fu. La democrazia va difesa senza incertezze ,ma anche senza avviare una caccia alle streghe che ci farebbe arretrare. Ho riletto alcuni editoriali di Giovanni Spadolini sul “Corriere della Sera” di 50 anni fa. Gli estremisti rossi e neri vanno denunciati e perseguiti, scriveva Spadolini. Così non accadde, nei modi che sarebbero stati necessari. Se la storia può insegnare qualcosa (quasi mai insegna perché il presente è sempre diverso dal passato),bisogna far sì che venga  stroncato  subito il mostro dell’estremismo e della violenza. La politica ha un significato solo se essa si manifesta pacificamente, servendosi delle armi della ragione e non della ragione delle armi. Adesso, per fortuna, si tratta di casi sporadici, ma essi sono un pessimo segnale che non va sottovalutato. Si deve intervenire subito prima che il clima si arroventi ulteriormente. Nel 1968 in piazza San Carlo a Torino impedirono a Pietro Nenni di parlare. Fu un segnale che pochi riuscirono allora a capire. Ma poi dovettero subire le conseguenze nefaste e luttuose  della logica perversa della intolleranza.

Al via il Festival del Giornalismo Alimentare

Prende il via giovedì 22 Febbraio la terza edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, ospitata nelle sale del Centro Congressi “Torino Incontra” della Camera di commercio di Torino, in via Nino Costa 8

 

Ad aprire i lavori, a partire dalle 9, sarà un argomento decisamente attuale, in vista anche delle imminenti elezioni: “Quali politiche alimentari per la prossima legislatura?”. I principali enti e associazioni di categoria della filiera alimentare avranno l’occasione di presentare le proprie aspettative e richieste da inserire ai vertici dell’agenda della prossima legislatura.

Tra gli altri temi trattati durante la giornata, la Mafia nella ristorazione e distribuzione per capire come viene rappresentato sui media un problema di legalità e sicurezza alimentare, l’italian sounding e i trattati sul cibo. Nel pomeriggio ci sarà un momento di formazione e confronto tra le diverse anime della comunicazione alimentare, con il seminario su “Freelance, foodblogger, brand journalist: ovvero imprevisti e probabilità nell’era dell’informazione 4.0” e i due panel sul Brand journalism e sul futuro dei free lance.

Sempre nella giornata di giovedì si inserisce un’importante novità di questa terza edizione: il primo appuntamento Business to Business dedicato ad aziende e professionisti della comunicazione (orario: 14.30-17,00; iscrizioni a: segreteria@festivalgiornalismoalimentare.it). In uno spazio riservato di Torino Incontra, alcuni Maestri del Gusto di Torino e Provincia, selezionati dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con Slow Food Italia, incontreranno le nuove professionalità della comunicazione (blogger, social media manager, influencer), che potranno promuoversi come consulenti.

Altra grande novità saranno i laboratori pratici che si svolgeranno giovedì e venerdì pomeriggio (14,30-17), realizzati in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, l’Istituto Zooprofilattico di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta e SMAT, Società Metropolitana Acque di Torino: i partecipanti si cimenteranno in assaggi guidati di acqua, analisi di laboratorio su campioni di cibo contaminati e una lezione pratica sull’etichettatura alimentare (iscrizioni: segreteria@festivalgiornalismoalimentare.it ).

Quest’anno Anche CinemAmbiente aderisce al Festival, organizzando un’edizione speciale intitolata “Una buona occasione al cinema” e dedicata al tema dell’alimentazione e della sostenibilità ambientale. Appuntamento nelle serate di giovedì e sabato, a partire dalle 18.30 circa presso il Cinema Centrale di Torino con ingresso gratuito. Per l’accoglienza di tutti i partecipanti, il Festival potrà contare sul supporto degli studenti della Scuola Alberghiera di Stresa e dell’Istituto Beccari di Torino. I pranzi durante i lavori presso Torino Incontra saranno offerti dall’Associazione gastronomica peruviana di Torino.

Dal Monte Taigeto alla legge sul Dopo di Noi

Anche oggi, e non solo in passato, come sarà meglio in seguito illustrato – spiega Marco Porcari, avvocato del Foro di Torino molto sensibile alle problematiche che affliggono le persone “disagiate” – c’è una scala di valori consolidata, anche se non esplicitata, che fissa il valore dell’esistenza delle persone svantaggiate ad un livello immensamente distante rispetto a quello delle persone socialmente inserite.

Non deve, pertanto, stupire se il nostro legislatore ha atteso il 2016 per prendere in considerazione, sotto il profilo patrimoniale, e tutelare, le “persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. Il 25 giugno 2016 è, infatti, entrata in vigore la legge n. 112/2016, recante “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. Il provvedimento normativo introduce il sostegno e l’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono. La nuova legge individua quattro diversi strumenti giuridici astrattamente idonei a proteggere gli interessi dei soggetti con disabilità grave:

 

  • le polizze di assicurazione;
  • il trust;
  • i vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c. e
  • i “fondi speciali”, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario (art. 1, comma 3, leghe n. 112/2016).

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Fra gli aspetti di maggiore novità della nuova disciplina si segnala il fatto che il legislatore abbia voluto dare pieno riconoscimento nel nostro ordinamento alla figura (già elaborata dalla dottrina) del “contratto di affidamento fiduciario”, trasformandolo così da contratto socialmente tipico in un vero e proprio contratto “nominato”. In particolare, la legge n. 112/2016 prevede una serie di “condizioni” che il “contratto di affidamento fiduciario” (al pari del trust e dei vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter c.c.) deve necessariamente rispettare al fine dell’ottenimento delle agevolazioni fiscali ivi previste (cfr. art. 6, legge n. 11212016). Accanto a tali condizioni meramente facoltative (strumentali all’ottenimento dei vantaggi fiscali), la nuova disciplina prevede, quale elemento essenziale della fattispecie, che i “fondi speciali” (costituiti e regolati da un “contratto di affidamento fiduciario”) siano “composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione” (art. 1, comma 3, legge n. 112/2016).

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In tal modo, l’ordinamento italiano ha espressamente riconosciuto uno strumento di diritto interno che, alla stregua di un trust, è capace di conseguire due effetti fondamentali per la realizzazione del programma fiduciario, la costituzione di un patrimonio separato in capo al fiduciario, composto dai beni (i “fondi speciali”) destinati all’attuazione del programma fiduciario, nonché l’opponibilità ai terzi del vincolo di destinazione (e quindi dello stesso programma fiduciario). Il Taigeto è una catena montuosa che si erge nel Peloponneso e separa la Laconia dalla Messenia, le cui propaggini meridionali costituiscono il costolone centrale della penisola di Mani. Il poeta Omero la definisce “grandissima” mentre gli autori bizantini la chiamarono “montagne dalle cinque dita”.Nell’antichità, era sul monte Taigeto che venivano abbandonati i bambini spartani nati deformi, destinati a soccombere alle intemperie ed alle fiere; i fanciulli, appena nati, erano esaminati dagli anziani, e, se risultavano deboli o deformi, venivano esposti sul monte Taigeto perché fossero raccolti dai Perieci o dagli Iloti, oppure lasciati morire. La Rupe Tarpea è la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio a Roma, dalla quale venivano gettati i traditori condannati a morte, che in tal modo, venivano simbolicamente espulsi dall’urbe; la Rupe Tarpea, inoltre, in età romana veniva usata per condannare le persone che rifiutavano la testimonianza, visto che erano gli unici “oggetti” di prova essendo i contratti tutti in forma orale; gli antichi Romani – tesi molto criticata ma suggestiva – erano soliti lanciare dalla Rupe Tarpea non solo i traditori o i reticenti, ma anche i fanciulli che si presentavano ictu oculi deboli, e deformi, con le stesse motivazioni che inducevano gli spartani a lasciarli morire sul monte Taigeto. L’aspetto maggiormente preoccupante consiste nel fatto che il principio del monte Taigeto, piuttosto che quello della Rupe Tarpea, è ancora in vigore ai nostri tempi.

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Certo con modalità aggiornate; meno truculente ma ugualmente efficaci; il risultato non è la “morte fisica” ma la “morte civile”; le persone socialmente svantaggiate (disabili fisici, intellettivi e sensoriali, persone in trattamento psichiatrico, border line, tossicodipendenti, etilisti, barboni, analfabeti) vengono fatte “rotolare fuori” dal contesto sociale, ai margini, nel silenzio collettivo; di loro ci accorgiamo soltanto quando si rendono protagonisti di episodi di illegalità o criminalità; per il resto vengono ignorate. Anche la gente comune, la “società civile” salvo rarissime eccezioni, rimuove il problema; siamo più sensibili alle discariche dei rifiuti (e ci si mobilita per prevenire possibili danni alla salute) che non alle “discariche” delle persone. A ben pensarci una evoluzione c’è stata: le persone non vengono più abbandonate sul monte Taigeto né fatte rotolare dalla Rupe Tarpea, ma vengono segregate in una “discarica sociale”. Proprio per far venir meno tale discarica sociale, gli operatori del diritto spiega lAvvocato Marco Porcari -, accogliendo a braccia aperte la citata normativa sul “dopo di noi” ed hanno tra l’altro predisposto il “Contratto Fiduciario di Destinazione”, volto ad offrire ai fiducianti uno strumento, interamente regolato dal diritto interno, capace di realizzare una più ampia gamma di interessi meritevoli di tutela; una sora di trust interno per intenderci.

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Tale contratto intende così realizzare, per mezzo dell’autonomia privata e degli istituti già disponibili nel diritto nazionale italiano, effetti funzionalmente equivalenti a quelli che – ad esempio – in Francia si realizzano con il tipo contrattuale denominato fiducie, ovvero quelli che in Italia sono comunemente perseguiti attraverso il ricorso al trust interno, evitando tuttavia ai fiducianti le serie difficoltà applicative e gli oneri economici che conseguono dall’applicazione di un diritto straniero. In conclusione, non dobbiamo mai dimenticare che la tutela di un soggetto incapace sottolinea fermamente Marco Porcari – risponde ad un interesse di carattere generale della collettività ed il pregiudizio patrimoniale del soggetto stesso, al fine di trarne profitto, è punito gravemente dalla legge penale, oltre ad essere considerato eticamente l’atteggiarsi più deplorevole del genere umano. Stante la delicatezza della materia l’Avvocato Marco Porcari suggerisce caldamente e vivamente a chiunque volesse utilizzare il duttile strumento messo a disposizione dal legislatore italiano, i cui confini sono stati in queste poche righe schizzati, di consultarsi con un legale esperto in materia onde realizzare al meglio la finalità sociale – prima ancora etica che giuridica – cui tende la disciplina normativa in oggetto.

www.marcoporcari.com

 

Costruire il futuro

20 febbraio 2018 ore 15:00 Politecnico di Torino Aula Magna “Giovanni Agnelli”

Con Romano Prodi, Francesco Profumo e Piero Angela

“Costruire il Futuro”, il ciclo di conferenze ideato da Piero Angela e realizzato dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, è giunto al nono appuntamento, che ha come titolo “La produttività nel mondo globalizzato” e vede la presenza di due personalità importanti: Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la Collaborazione fra i Popoli. Tornando al loro mestiere di “professore”, Francesco Profumo e Romano Prodi affronteranno temi fondamentali per il nostro tempo e il nostro Paese, in un incontro – moderato da Piero Bianucci, scrittore e giornalista scientifico – che si svolgerà martedì 20 febbraio alle ore 15:00 presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino.