ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 431

Incentivi per chi va a vivere in montagna?

Uncem ha inviato una lettera a tutti i Presidenti delle Regioni italiane chiedendo  di individuare a livello regionale degli specifici “Incentivi per gli insediamenti nelle zone montane”, come ha fatto nei giorni scorsi, con uno stanziamento e un bando ad hoc, Regione Emilia-Romagna.

“Nella legge sui piccoli Comuni 158/2017, come già nella legge nazionale sulla Montagna, la 97/1994, sono individuate forme di sostegno a coloro che vogliono trasferirsi in un borgo – scrivono il Presidente Uncem Marco Bussone e i Vicepresidenti Antonio Di Maria, Alberto Mazzoleni, Vincenzo Luciano – Apprezziamo come Uncem l’impegno di alcune Regioni nell’aver previsto, proprio negli ultimi giorni, risorse da investire su questo fronte. Segnaliamo dunque l’opportunità, incoraggiata da tanti Comuni montani, di individuare a livello regionale degli specifici incentivi per gli insediamenti nelle zone montane, in attuazione di quanto sancito dall’articolo 19 della legge 97/1994. Ciascuna Regione, sulla base delle proprie caratteristiche, al fine di favorire il riequilibrio insediativo e il recupero dei centri abitati di montagna, potrebbe individuare risorse e concedere e contributi sulle spese di acquisto e ristrutturazione di immobili da destinare a prima abitazione, a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza e dimora abituale. L’attuazione di una misura del genere sarebbe particolarmente importante in questa fase storica, nella quale le zone montane, i borghi delle Alpi e dell’Appennino, diventano luogo nel quale vivere e lavorare, anche grazie allo smart working, in condizioni più favorevoli rispetto alle aree urbane”.
“Sappiamo bene – scrivono ancora da Uncem ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, oltre che al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia – quanto sia alta la vostra sensibilità su questo fronte e il lavoro che si sta compiendo con il Ministro Boccia all’interno degli Stati generali nazionali della Montagna può agevolare percorsi virtuosi rispetto alle agevolazioni all’insediamento nei territori montani, nonché a forme di fiscalità peculiare e differenziata per le imprese e le comunità che tengono vive, a vantaggio di tutto il Paese, le zone montane, oltre metà della superficie dell’Italia”.

Rifiuti: dall’abbandono al recupero con #madeincasa2020

Quest’anno la sfida non competitiva di raccolta dei rifiuti abbandonati nell’ambiente, organizzata da Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale e Politecnico di Torino, insieme al Centro Universitario Sportivo torinese – a cui si unisce quest’anno anche il Centro Universitario Sportivo Piemonte Orientale –  si trasforma in una campagna sul riutilizzo di oggetti e materiali di scarto

 

L’edizione 2020 del Waste Mob è incompatibile con il distanziamento imposto dal Covid-19, ma l’impegno delle università non si spegne e così nasce una campagna social per sensibilizzare sui concetti di economia circolare e upcycling e sul tema del riuso di oggetti e materiali che hanno perso il loro scopo originario e che sarebbero destinati a essere gettati. La campagna prende il nome di #madeincasa2020 e si terrà dal 18 al 27 maggio 2020, sui canali social dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale, del Centro Universitario Sportivo torinese e del Centro Universitario Sportivo Piemonte Orientale.

 

Dovendo passare molto tempo nelle nostre case, ci siamo dedicati alle pulizie straordinarie e a sgomberare gli spazi che abitiamo da oggetti inutilizzati o non più funzionanti. Invece di gettarli, questa è l’occasione per trovare loro un nuovo scopo.

 

Per partecipare a #madeincasa2020 sarà sufficiente pubblicare su Instagram le foto degli oggetti a cui è stata data una “seconda possibilità” oppure di quelli costruiti riutilizzando materiali di scarto. Ogni post dovrà essere accompagnato dall’hashtag dell’evento #madeincasa2020 e dalla menzione dell’Ateneo di appartenenza. Le foto delle idee più interessanti e innovative verranno condivise dagli Atenei e dai CUS. L’iniziativa è aperta non soltanto agli studenti e al personale degli Atenei e dei Centri Universitari Sportivi, ma a tutta la cittadinanza della Regione Piemonte.

 

Anche quest’anno sono previsti dei premi, che verranno estratti a sorte il 29 maggio 2020 tra coloro che prenderanno parte alla campagna: 50 magliette10 tute 5 esperienze sportive (weekend in barca a vela, uscita di arrampicata in falesia, affitto campi, tessera ingressi in piscina) messe a disposizione dai Centri Universitari Sportivi piemontesi e dal sistema universitario del Piemonte.

 

I risultati dell’estrazione finale e le comunicazioni per i vincitori saranno pubblicati sui profili Instagram dei soggetti organizzatori e sulla pagina Facebook dell’evento, dove sono disponibili il regolamento dell’iniziativa, ulteriori informazioni e tanti consigli per riutilizzare oggetti e materiali recuperati in casa.

 

#madeincasa2020 è organizzato da UniToGO, il Green Office dell’Università degli Studi di Torino, dal Green Team del Politecnico di Torino, dall’Università del Piemonte Orientale, insieme al Centro Universitario Sportivo Torinese e al Centro Universitario Sportivo Piemonte Orientale.

 

“L’attuale pandemia può e deve rappresentare un’occasione di riflessione ad ampio raggio sulla sostenibilità del nostro modo di vivere. La riprogettazione di stili di vita e scelte individuali al termine di questa esperienza è auspicata da tutti, ma dobbiamo non dimenticarcene! – dichiarano Egidio Dansero, Vice Rettore Vicario alla Sostenibilità e la Cooperazione allo sviluppo e Riccardo Beltramo del Gruppo Rifiuti del Green Office dell’Università degli Studi di Torino  Anche rispetto al tema dei rifiuti è tanto necessario quanto urgente cambiare l’ottica e iniziare a vedere negli oggetti a fine vita e negli imballaggi delle potenziali risorse. Il sistema universitario è attivamente impegnato a ricercare e proporre soluzioni innovative, dallo sviluppo di tecnologie alla formazione sui modelli di produzione e consumo, ma vuole anche continuare a sensibilizzare e coinvolgere. Con #madeincasa2020 vogliamo condividere la creatività di chi ha guardato con un’ottica nuova un potenziale rifiuto vedendoci un’altra vita possibile, è un invito ad un virtuoso cambio di prospettiva”.

“Anche per quest’anno gli Atenei del Piemonte rinnovano il loro impegno nella sensibilizzazione delle loro comunità accademiche sui temi del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità – dichiarano Debora Fino, Resource Manager del Green Team del Politecnico di Torino e Patrizia Lombardi, Prorettrice del Politecnico di Torino e Presidente del Comitato di coordinamento della RUS-Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile – mantenendo un legame forte con la cittadinanza e il territorio. Nonostante il periodo di emergenza, che non permette di realizzare la quarta edizione del Waste Mob, vogliamo proseguire comunque sulla strada intrapresa negli scorsi anni con l’iniziativa #madeincasa2020. Questa campagna social si inserisce nel percorso tracciato finora, come Politecnico, all’insegna della riduzione della produzione di rifiuti e del riutilizzo dei materiali di scarto. Allo stesso tempo il nostro Ateneo è coinvolto nella realizzazione degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite con il coordinamento della RUS e con l’adesione alle manifestazioni in favore della sostenibilità sul territorio locale e nazionale”.

“L’esperienza che stiamo vivendo da qualche mese a questa parte ha rivoluzionato le priorità, gli stili di vita e la quotidianità di tutti noi – dichiara la Dott.ssa Carmen Aina, Delegata RUS-Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile dell’Università del Piemonte Orientale – Il mondo accademico, ad esempio, si è trovato a sperimentare nuove soluzioni per la didattica e le attività di terza missione, al fine di non interrompere le interazioni con gli studenti e la comunità civile. L’attività #madeincasa2020 diventa così la nostra risposta creativa per superare il distanziamento sociale e, nel contempo, sensibilizzare al tema dell’economia circolare. Attraverso questa competizione, tutti i partecipanti, nel mostrare la propria arte nel riciclare e riutilizzare in modo fantasioso oggetti e materiali, faciliteranno la diffusione di comportamenti sostenibili”.

“L’isolamento imposto dal Covid-19 ha fatto sì che l’evento a cui tutti eravamo abituati a partecipare sia stato reinventato – dichiara Riccardo D’Elicio, Presidente del Centro Universitario Sportivo torinese – È diventata un’iniziativa sicuramente innovativa che aiuterà tutti noi ad essere più vicini e a condividere attraverso i social le tematiche del riutilizzo di oggetti, materiali di scarto e al riciclo creativo. L’invito quindi è di mettersi in gioco, di prendere parte a questa competizione virtuale, di affrontarla come una vera e propria gara, a scendere in campo questa volta sarà la nostra fantasia. Anche lo sport con i suoi valori ha deciso di sostenere il progetto al fine di sensibilizzare la cittadinanza e i giovani legati al nostro mondo”.

“Partecipare attivamente e divulgare al mondo del CUS Piemonte Orientale (tesserati e simpatizzanti di ogni età) il progetto #madeincasa2020 ci fa particolarmente piacere – dichiara Alice Cometti, Presidente del Centro Universitario Sportivo Piemonte Orientale – perché il riuso e il riciclo sono temi fondamentali su cui le nuove generazioni sono chiamate ad esprimersi e in cui gli studenti universitari oggi più che mai hanno un ruolo importante nella salvaguardia e protezione del Pianeta. Il fatto che gli Atenei regionali, il CUSPO e il CUS Torino abbiano abbracciato insieme la nobile causa ambientale ci rende orgogliosi di far parte di un sistema piemontese che vuole crescere. Da sportivi consideriamo questa ‘squadra’ un bell’esempio di collaborazione ed interazione tra realtà che gravitano nel sistema universitario”.

 

Profili Instagram da taggare per partecipare a #madeincasa2020:

 

Università degli Studi di Torino: @unito_go

Politecnico di Torino: @politosust

Università del Piemonte Orientale: @uniupo

Centro Universitario Sportivo torinese: @custorinoofficial

Centro Universitario Sportivo Piemonte orientale: @officialcuspo

 

Pagina Facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/events/705455839994167/

 

Se lo Stato non crede nell’impresa neanche lo Stellone ci salverà

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Anche dopo l’ultimo decreto del Governo di mercoledì sera,  che avrebbe dovuto rilanciare l’economia italiana salvando le imprese, non si può non essere pessimisti. Gli aiuti sono indirizzati in modo assistenziale a sostenere i dipendenti, ma non a dare forza alla imprese che dovrebbero garantire l’occupazione. E il burocratismo continua ad essere una zavorra che blocca o ritarda tutto in un momento in cui chi intraprende, rischiando Del suo,  dovrebbe essere liberato dai lacci e lacciuoli che lo bloccano.

.
In realtà lunedì si dovrebbe riaprire, ma le norme per la riapertura  sono costrittive e caotiche  e parziali allo stesso tempo. La dialettica Stato/Regioni che non riesce a trovare una sintesi costruttiva in nome dell’interesse nazionale, aggrava ulteriormente la confusione.
Con gli spazi imposti ai ristoratori e ai negozianti diventa non economico riaprire, malgrado il danno degli oltre due mesi di chiusura  forzata e la voglia di riprendere. E questo dato oggettivo metterà sulla strada i dipendenti. Qualunque governo si troverebbe in difficoltà perché i problemi sono reali  e gravissimi  e nessuno ha la bacchetta magica. Non sarebbe meglio se Salvini  fosse al governo, questo appare chiaro, ma il livello infimo dell’attuale classe di governo non trova riscontri in altre realtà europee. La forma mentis dei nostri governanti finisce di aggravare i problemi perché c’è una sorta di rigetto e di diffidenza nei confronti dello spirito di impresa. Gli stessi aiuti dall’ Europa non sono allo stato dei veri aiuti, se consideriamo che Grecia, Spagna e  Portogallo hanno già rifiutato il Mes. C’è un mare di parole e di polemiche inutili come quella sulla liberazione dietro riscatto della nuova eroina di turno ricevuta in pompa magna  dal presidente del Consiglio in persona. Un mare di chiacchiere che distoglie dai veri problemi. Siamo consapevoli che la pandemia non è sconfitta e stanno emergendo, sia pure lentamente, i ritardi e  le  gravi colpe  di chi  era e continua ad essere preposto ad affrontare l’emergenza, a partire dalle mascherine anche oggi  introvabili e, fino a poco tempo fa, considerate inutili  dalle autorità. Ma così come si presenta la situazione oggi  rispetto al lunedì della riapertura, non possiamo non vedere il pressappochismo da un lato e le imposizioni impossibili e insostenibili per imprese già logorate dalla chiusura forzata. Da lunedì avremo più difficoltà e più problemi e l’economia rischierà’  davvero il tracollo. Ci sono settori come quelli della ristorazione e del turismo che non reggeranno.  Il bonus per le vacanze appare ridicolo e inutile  e il bonus per bici e monopattini una misura che fa sorridere. Non parliamo del mondo della cultura destinato ad una chiusura a tempo indeterminato. Oggi occorre lanciare un estremo grido d’allarme per salvare l’ Italia e gli Italiani da un disastro che non ha riscontri con il passato, checché ne dica nelle sue lezioni magistrali dalla Mole Antonelliana  lo storico ufficiale Alessandro  Barbero. Le lacrime della  Ministra dell’Agricoltura anticipano soltanto quelle di milioni di italiani sul lastrico. Mi auguro per il bene d’ Italia di sbagliare, ma temo che questa volta non basterà  a salvarci neppure   il famoso Stellone che infatti oggi nessuno invoca più  perché appartenente ad un’altra Italia che da gran tempo  non c’è più: era  l’Italia che i nostri nonni e i nostri padri nelle fasi gloriose e nelle grandi sciagure  nazionali hanno servito in pace e in guerra.
.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

Legambiente: “Riparti Piemonte, così non va!”

“Le necessarie misure urgenti per contrastare la crisi economica legata alla pandemia non possono limitarsi ad una grossolana deregulation con effetti irrilevanti in termini di tempo e resa economica ma gravi e devastanti rispetto alla tutela del territorio”

 

E’ in questi giorni in discussione il DDL 95 “Riparti Piemonte”, per il quale è stata approvata la dichiarazione di urgenza ed il conseguente dimezzamento dei tempi massimi per l’approvazione in prima Commissione.

“Faremo le nostre considerazioni nei tempi e nei modi previsti dalla normativa, ma vogliamo affermare con forza che così non va bene – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – riconosciamo la necessità di assumere misure urgenti per affrontare la grave crisi economica conseguente alla pandemia, ma riteniamo gravissimo che si punti per l’ennesima volta sull’immobiliarismo, sul “lasciar fare il mattone”,  cercando di allentare e ridurre il sistema dei controlli delle trasformazioni edilizie ed urbanistiche. Non è accettabile, inoltre, che nell’impianto della legge siano state infilate a forza modifiche a norme non collegate al problema che si vuole affrontare. Basta pensare agli articoli 51 e 52 che spazzano via definitivamente 2 Commissioni regionali (la Commissione tecnica urbanistica e la Commissione detta 91bis per i beni culturali)”.

Sono molti i punti che non convincono nell’attuale testo: dall’allentamento delle tutele nei centri storici all’ulteriore facilitazione delle varianti urbanistiche per le cave; dalla rimozione del vincolo di continuità ai centri abitati per le aree oggetto di variante, alla riduzione dei controlli e della trasparenza e condivisione delle trasformazioni urbanistiche; dall’ampliamento delle semplificazioni in contrasto con prescrizioni procedurali di legge alla riduzione e/o eliminazione degli oneri di urbanizzazione pagati ai Comuni, con un non meglio precisato rimborso da parte della Regione, scaricando quindi sulla Comunità oneri in precedenza a carico dell’imprenditore.

“Non siamo per nulla soddisfatti da un provvedimento legislativo contenente molte disposizioni che sono totalmente estranee alle problematiche dell’emergenza sanitaria e che, a prescindere dall’approssimazione tecnica, andrebbero proposte e discusse con provvedimenti pertinenti e organici. Da ogni angolo del pianeta stiamo assistendo a tentativi di smantellamento delle leggi ambientali nel nome della ripresa economica post-pandemia – continua Giorgio Prino – ad un tentativo di deregulation generalizzata che porterà ad un futuro peggiore in termini economici, sociali, ambientali e sanitari. Siamo certi che questo provvedimento non persegua questi obiettivi, ma se il Piemonte intende realmente “porsi all’avanguardia… facendo scuola in tutta Italia” sarebbe opportuno rivederlo per cancellare anche il semplice dubbio”.

Le Forze Armate durante l’emergenza coronavirus

La pandemia Covid-19, dichiarata tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una emergenza di sanità pubblica conrilevanza su scala mondiale che ha stravolto prepotentemente le nostre esistenze

Il virus che ha mutato le nostre vite costringendoci a rivedere ogni aspetto della nostra quotidianità e della nostra vita sociale e relazionale ha coinvolto in maniera determinante le nostre Forze Armate che hanno messo in campo le migliori espressioni di capacità logistiche e operative anche attraverso il supporto alla Protezione Civile nell’attuazione di diverse misure a contrasto dell’epidemia; queste azioni  hanno riempito ancora di più di senso il loro ruolo a sostegno della società e della comunità.

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 la Difesa è costantemente impegnata con molte energie e mezzi praticando sinergiesignificative con altri enti pubblici per fornire risposte concrete a questa inaspettata e potente epidemia.

Gli uomini e le donne dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri, mai come prima vicini alle necessità primarie della popolazione,  contribuiscono incisivamente, attraverso un grande impegno pratico e logistico,alla accoglienza e al monitoraggio dei malati in isolamento con l’impiego di medici e infermieri militari presenti   nelle strutture dislocate in tutto il territorio nazionale, tra cui il Policlinico Militare del Celio che fa da Hub Covid- Hospital con 150 posti di cui 50 per la terapia intensiva; con il supporto alle Prefetture con oltre 7000 militari coinvolti nell’Operazione Strade Sicure, con i nuclei preposti alla bonifica e alla sanificazione delle strutture, con continui trasporti aerei di pazienti in biocontentimento e conla distribuzione di materiale ed attrezzature sanitarie.

Il Comando Operativo di vertice Interforze (COI) ha implementato una sala operativa H24/7 dedicata all’emergenza che gestisce e condivide le informazioni con gli altri Dicasteri impegnati a fronteggiare le necessità di questa straordinaria urgenza sanitaria.

Professionalità, spirito di sacrificio e impegno dunquecaratterizzano le donne e gli uomini impegnati nelle Forze armateche in ogni circostanza continuano ad essere uno strumento fondamentale per il “Sistema Paese” e un sostegno importante ai cittadini.

Maria La Barbera

La guerra sul vaccino

INVESTIMENTI PUBBLICI E IMMENSI GUADAGNI PRIVATI / Mentre affrontiamo in pieno il disastro economico e sanitario legato all’epidemia da Covid-19, gli occhi del mondo sono puntati non solo sulle misure epidemiologiche di contenimento dell’infezione, ma anche sulla possibilità dello sviluppo in tempi rapidi di un vaccino specifico.

Il settore dei vaccini e il mondo miliardario del big pharma torna con prepotenza sotto i riflettori mondiali. Nonostante tutti gli interventi internazionali, volti a migliorare la trasparenza della produzione dei vaccini, il comparto resta uno dei più oscuri dell’industria farmaceutica.

La diffusione di questi prodotti si scontra con numerose problematiche, legate a rigorosi sistemi di controllo qualità e approvazioni da parte della sanità pubblica molto restrittive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in luce che circa l’80% delle vendite globali dei vaccini arriva da cinque grandi multinazionali: GlaxoSmiteKline (Regno Unito), Merck (USA), Sanofi (Francia), Pfizer (USA) e Gilead Sciences (USA). Solo per il fatto di potere sviluppare potenzialmente vaccini, le azioni di queste case farmaceutiche durante l’epidemia sono balzate al rialzo…

… continua a leggere:

La guerra sul vaccino. Investimenti pubblici e immensi guadagni privati

 

Fiumi marroni e cieli gialli. L’Italia che rifiuta il cambiamento

È stato sufficiente un solo giorno di riapertura delle gabbie per rendersi conto che tutte le promesse, tutti gli impegni, tutte le dichiarazioni erano pura e semplice spazzatura. Esattamente come quella riversata nel canale Agnena, vicino a Napoli…

… continua a leggere:

Fiumi marroni e cieli gialli. L’Italia di chi rifiuta il cambiamento

Giornata mondiale di preghiera, l’adesione di Noi siamo con Voi

Il movimento aderisce all’iniziativa del 14 maggio / “Si può pregare tacendo, soffrendo, lavorando, ma il silenzio è preghiera solo se si ama, la sofferenza è preghiera solo se si ama, il lavoro è preghiera solo se si ama”.

Nel solco dell’accezione dell’Amore più Grande verso il prossimo e la terra che abitiamo, il Coordinamento Interconfessionale del Piemonte fa suo l’appello dell’“Alto Comitato per la Fratellanza Umana”, composto dai capi religiosi che si ispirano al documento firmato da papa Francesco e dal grande imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayyeb, il 4 febbraio 2019. Il 14 maggio anche per “Noi siamo con Voi” sarà una giornata di preghiera, digiuno e opere di carità per liberare il pianeta dal coronavirus. Pregheremo ad una sola voce, perché la fede preservi l’umanità, la aiuti a superare la pandemia, le restituisca la sicurezza, la stabilità, la salute e la prosperità, e renda il nostro mondo, eliminata questa pandemia, più umano e più fraterno. Un messaggio in centinaia di lingue per i fratelli, che credono nella forza della preghiera, per i fratelli in umanità.

.
Il 14 maggio tutti noi siamo chiamati a riconoscere la dimensione spirituale e il valore universale che, come credenti, ma anche come persone di buona volontà, possiamo percepire in questo profondo sconvolgimento che il mondo conosce a causa della pandemia da coronavirus. Ciascuno, a prescindere dalla cultura, dalla situazione economica, dalla fede o dalla mancanza di fede religiosa, risente e sente l’immensità del grido dell’umanità sofferente, sommersa da ogni parte, angosciata e sconvolta. Nel nome di tutte le confessioni vogliamo riportare al centro delle priorità le esigenze dell’espressione di credo che, lo sappiamo, non sono secondarie a quelle di salute fisica. Dopo la pandemia, la quotidianità che ci aspetta sarà quella di una nuova consapevolezza. A chi teme che la nuova normalità consisterà nell’incertezza, nell’ansia e nella paura, noi proponiamo di ritrovare la fiducia nella preghiera, imparando a trattarci con più attenzione, con più cura, con più amore. Confidando molto anche nella graduale ripresa della pratica religiosa individuale e comunitaria nei rispettivi luoghi di culto.

.
In questo senso, nell’ambito dei gruppi e movimenti che prendono parte a “Noi siamo con voi”, ha preso forma una proposta che consideriamo di grande interesse ovvero quella di dar vita a una iniziativa di preghiera, che si svolge sulla base di turni 24 ore su 24, per essere vicini a coloro che muoiono in solitudine. Si tratta di un tipo di preghiera presente nella tradizione monastica cattolica, ma che, forse per la prima volta, viene proposta in termini interreligiosi. Vi prenderebbero parte credenti delle diverse fedi, ciascuno secondo le sue modalità. Premesso che la diretta partecipazione è lasciata alla libertà degli individui e dei gruppi, riteniamo che questa iniziativa possa rappresentare un ulteriore fondamento spirituale del dialogo interreligioso.
Per chi crede, occorre prendere atto che stiamo affrontando una prova enorme anche a livello psicologico, collettivo e di fede. Il nostro modo di vivere non sarà mai più quello che abbiamo conosciuto. Ma soprattutto nulla sarà più come prima, perchè noi non siamo più gli stessi . Forse proprio questo ci salverà. Questa consapevolezza ci permetterà di affrontare con uno slancio nuovo il disastro da cui ripartire. Dobbiamo tornare ad essere come i nostri padri: spirituali, resilienti e determinati. E forse da qui si potrà costruire un futuro su basi diverse da quelle fragili del mondo che ormai abbiamo alle nostre spalle.

A nome del Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi”
Il portavoce, Giampiero Leo

Come l’opinione dei tuoi clienti può farti crescere (o affondare)

*Giovedi 14/5 ore 11 webinar gratuito*

“Come l’opinione dei tuoi clienti può farti crescere (o affondare)”
9 casi studio da mettere subito in pratica.
Intervengono:
Antonella Moira Zabarino – Presidente Progesia, Docente presso il Dipartimento di Management e SAA
Gabriele Santoro – Professore Aggregato di Strategic Analysis presso l’Università di Torino
Modera:
Selene Giovannini – Customer Experience Manager
➡️ Link per iscriversi

Al via il progetto di telemedicina “Vicini di salute”

Philips e Pfizer di nuovo insieme  per i pazienti cronici al tempo del Covid-19

In principio, per la gente, fu Coronavirus poi, a forza di parlarne, ha preso anche il cognome Covid e 19 (che sta per 2019) è diventato il soprannome. Vale a dire il suo anno di nascita o, meglio ancora di rinascita, perchè Covid muore e risorge diverso e più pericoloso di prima.

Covid porterà ad un nuovo approccio culturale e persino a bufale intorno ad esso, come quella che la tecnologia 5G dissemina Covid e fa venire il tumore!
Coranavirus è un disastro, non solo per la salute, ma anche per l’economia, ma sembra un ossimoro, qualche cosa di buono lo ha portato.Vale a dire una tregua per l’ambiente, l’unica che ne abbia beneficiato, almeno per il momento.

In questo nuovo modo di approcciare le esigenze della la vita scaturite dal virus è partita eHealth a cura di Philips e Pfizer, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, il progetto di telemedicina“Vicini di salute”, slogan che tanto ricorda un progetto per stare vicini alla gente “un pò più vicini”.

Semplicemente un punto d’ascolto per stare più vicino alle persone che hanno bisogno di una parola, di conforto, di supporto psicologico e di consiglio oppure semplicemente sapere, in tempi rapidi, se una notizia è vera oppure falsa. In questa corsa verso la conoscenza e del sapere come va la salute si inserisce questa iniziativa che sfrutta le tecnologie per fornire assistenza con un sostegno alla continuità assistenziale per i pazienti cronici e oncologici in un momento di forte pressione per le strutture sanitarie italiane.

Nel progetto sono coinvolti circa 300 pazienti e 6 strutture ospedaliere: USL Toscana Centro per i pazienti affetti da fibrillazione atriale, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma per il tumore alla mammella, l’Ospedale San Martino di Genova e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Federico II Napoli per l’acromegalia e l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma per la colite ulcerosa e l’artrite reumatoide i cui farmaci sono stati individuati nel tentativo di cura per il coronavirus.

A due mesi dall’avvio del progetto, resi noti i risultati preliminari: ingaggio positivo dei pazienti verso l’utilizzo del sistema con accessi in circa il 40% dei giorni e un’aderenza alle terapie pari al 95%.

Philips e Pfizer confermano il loro impegno nell’innovazione al servizio della salute, unendo le loro expertise rispettivamente in termini di innovazione tecnologica nel settore della salute e di know-how sulle patologie, per attivare per il secondo biennio consecutivo, il progetto “Vicini di Salute”, avviato nel 2018 utilizzando tecnologie innovative di telemedicina per supportare in maniera continuativa il paziente lungo tutto il percorso di cura.

“Le soluzioni di tele-assistenza e monitoraggio da remoto si stanno dimostrando lo strumento più evoluto ed efficace per consentire l’apertura di nuove opportunità verso sistemi sanitari sostenibili ed efficienti: lo evidenziavano lo scorso anno i risultati ottenuti dal progetto Vicini di Salute, lo impone oggi l’emergenza internazionale che siamo chiamati ad affrontare”, afferma Simona Comandè, General Manager di Philips Italia, Israele e Grecia.

La sintesi del progetto: basato sulla condivisione di informazioni e dati tra medico e paziente attraverso un dispositivo digitale, il programma di teleassistenza Philips-Pfizer permette ai pazienti di essere costantemente collegati con il medico e ricevere avvisi e promemoria rispetto all’aderenza alla terapia e al follow-up, alle richieste di monitoraggio dei parametri vitali, oltre a messaggi motivazionali.

Il medico è così in grado di avere sotto controllo le condizioni del paziente e può intervenire in caso di necessità, ma di pari passo c’è la responsabilizzazione del paziente che, grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e integrate, migliora la propria esperienza di cura grazie alla vicinanza costante con il medico e a un maggior coinvolgimento nel proprio percorso di gestione della malattia.
Siamo lontani dal motto latino “Medice cura te ipse ( medico cura te stesso), ma ci siamo vicini!

Tommaso Lo Russo