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Verso la Giornata della Lingua piemontese

Il consiglio comunale di Tortona, con i voti della maggioranza che sostiene il sindaco Federico Chiodi, ha approvato la mozione presentata dal consigliere Daniele Cebrelli relativa all’istituzione di una ‘Giornata della lingua e della letteratura piemontese’.

Ad illustrare il documento è stato lo stesso Cebrelli che ha evidenziato lo stesso sia finalizzato all’istituzione di una giornata che celebri la lingua e la letteratura piemontese analogamente a quanto avviene, da quest’anno, con il Dantedì per la lingua italiana. La mozione evidenzia che “ si tratta di un’iniziativa assolutamente meritoria e di elevatissimo spessore culturale essendo Dante Alighieri considerato unanimemente autore della maggiore opera in Lingua Italiana conosciuta a livello mondiale e da tale evento possono essere anche tratte alcune considerazioni a livello regionale del Piemonte terra ricca di storia e cultura che ha trasmetto nel corso dei secoli un’eredità storica, artistica, letteraria e linguistica che, ad oggi, rischia di andare perduta qualora non vengano intraprese azioni, anche simboliche di salvaguardia”. La mozione sottolinea anche che un’iniziativa del genere è in piena sintonia con gli ideali dello Statuto della Regione Piemonte e della Carta di Chivasso e suggerisce che la Giornata possatenersi in concomitanza di una data precisa per la stessa ovvero la redazione della prima ‘Gramatica Piemontese’ avvenuta nel 1783 ad opera del medico Antonio Pipino da Cuneo (cui fece seguito il primo vocabolario del Piemontese). L’iniziativa, ha spiegato Cebrelli, è nata dal Movimento Progetto Piemonte, movimento autonomista presieduto da Massimo Iaretti che, con il suo gruppo consigliare di Villamiroglio (composto dallo stesso Iaretti e da Emiliano Racca) ha elaborato la mozione e la sta proponendo, uno per uno, a tutti i Comuni del Piemonte. Sinora, infatti, è stata deliberata, oltre che a Tortona, anche a Moncalvo in Provincia di Asti, San Giorgio Monferrato e Villanova Monferrato in Provincia di Alessandria, Quagliuzzo e Montalenghe nella Città Metropolitana di Torino. “La decisione del consiglio comunale di Tortona  dice Massimo Iaretti – è sicuramente un momento importante sulla strada per giungere all’istituzione della Giornata della Lingua e della letteratura piemontese, nell’ottica di preservare un patrimonio così fondamentale per l’identità culturale della nostra Regione. Ringrazio l’amico Cebrelli per l’impegno, il sindaco Chiosi per l’intelligente sostegno all’iniziativa, così come tutti i consiglieri che l’hanno appoggiata in aula”. Ora La mozione verrà trasmessa al Presidente la Giunta regionale, all’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte e al Presidente della Commissione Cultura del Consiglio regionale del Piemonte.

Gruppo Marazzato alla Esg Week

Alberto Marazzato interverrà nella settimana on line interamente dedicata a imprese, crescita e sostenibilità in programma dal 7 al 10 Settembre.

Anche il ‘Gruppo Marazzato’ darà il proprio contributo alla ‘ESG Week’(Environmental, Social and

Governance), prestigioso net meeting fra player di prim’ordine dell’economia nazionale che avrà luogo in live streaming dal 7 al 10 Settembre.

Un modo innovativo ed efficace promosso da Rodl & Partner, Consulnet Italia e Wellnet con il

patrocinio di Fondazione Sodalitas sul sitowww.progettosircle.it che dà luogo a una settimana interamente dedicata ad approndimenti incentrati sullo crescita e lo sviluppo sostenibile delle imprese visti con gli occhi dei grandi protagonisti dei leader di settore dell’economia, per affrontare temi di primaria importanza quali la sostenibilità nella supply chain, l’efficientamento energetico, la comunicazione della sostenibilità, i progetti di finanza sostenibile, la diversity & inclusion e molto altro.

Ad arricchire il dibattito in materia di ambiente e avanguardia ci sarà anche Alberto Marazzato, che con i fratelli Luca e Davide rappresenta la terza generazione di imprenditori alla guida della storica impresa italiana nata nel 1952 per mano del nonno Lucillo, sviluppatasi grazie al padre Carlo, oggi consolidata realtà leader di settore in materia ambientale, gestione rifiuti industriali e soluzioni per il pianeta che offre giornalmente lavoro a circa 250 persone dislocate in più sedi sul territorio.

Ringrazio l’Organizzazione per questa preziosa opportunità di fare rete attorno ad argomenti così rilevanti”, esordisce il manager piemontese.

Porterò all’attenzione dei follower on line la nostra case history, che sul lavoro, la formazione e l’evoluzione basa il proprio solido percorso, con l’occhio attento rivolto a quanto di buono appreso dal nostro passato e lo sguardo dritto su presente e futuro, in un mix fatto di ricerca, sperimentazione sul campo, analisi dei dati, condivisione dei risultati e cultura d’impresa”, anticipa Alberto Marazzato.

Per poi concludere: “Ritengo il Progetto Sircle un’ottima occasione di incontro, scambio e confronto, specie in un momento storico in cui ritrovarsi è difficile, se non quasi impossibile. Ma la cultura e il lavoro devono proseguire, ed è grazie a iniziative di pregio come questa che il nostro Paese può fare, con l’ausilio della moderna tecnologia del contatto, preziosi passi avanti nella circolazione delle idee, delle informazioni e dei metodi fra soggetti di mercato diversi e integrati insieme”.

La Giornata internazionale per l’alfabetizzazione

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata internazionale per l’alfabetizzazione, istituita dall’UNESCO il 17 novembre 1965, propone una campagna di sensibilizzazione “Alfabeta=Alfaomèga” per rendere partecipi giovani e meno giovani su una piaga ancora purtroppo presente e fortemente penalizzante per il progresso mondiale.

Secondo i dati dell’Istituto UNESCO per le Statistiche nel mondo, oltre 750 milioni di adulti, di cui due terzi sono donne, rimangono analfabeti; mentre in Italia uno studio recente del Cede evidenzia come più di 2 milioni sono gli analfabeti funzionali: le percentuali maggiori si riscontrano nella fascia d’età 46-55enni (29,9%) e nella fascia d’età 56 e i 65 anni (36,2%). L’organizzazione Sos Villaggi dei Bambini recentemente ha segnalato che circa 250 milioni di bambini sono analfabeti. Quest’ultimo dato allarmante si associa ai danni creati dalla pandemia in Italia e nel pianeta. I dati Unicef fanno registrare che quasi 1,6 miliardi di studenti le cui scuole sono rimaste chiuse per il lockdown, circa 463 milioni, oltre il 30%, non sono stati in grado di accedere alla didattica a distanza.

Se è vero che ancora adesso, a causa della povertà e dei conflitti nel pianeta, a molti bambini è negato l’accesso all’istruzione, fattore che sicuramente non contribuisce allo sviluppo di tutte le potenzialità di ciascun individuo, è anche grave che le “conquiste” intellettuali per molti siano precarie, superficiali, perché non radicate nel tempo o mal assimilate. L’istruzione quando è accompagnata da un corredo di strumenti atti ad incrementare l’empatia e la conoscenza della realtà diventa veramente la base su cui costruire una società diversa. In Italia rispetto ad un secolo fa tanti cittadini hanno avuto l’opportunità di venire scolarizzati, e ciò ha consentito un miglioramento generale della qualità della vita per tutti. La sfida per il futuro è raggiungere le frange meno fortunate ed avviare percorsi di recupero per quanti in età avanzata fossero rimasti esclusi da nozioni necessarie per essere padroni della propria vita. Chi non riesce ad affrancarsi dall’ignoranza difficilmente riuscirà ad essere consapevole dei propri diritti e a sottrarsi allo sfruttamento.

L’alfabetizzazione costituisce il primo passaggio fondamentale verso la conquista della propria autonomia di uomini e donne. Proprio per tal motivo va propagata ed estesa quanto più è possibile.
Decifrare caratteri e lettere dischiude, proprio come chi nei libri fantasy padroneggia formule magiche per trasformare la realtà, significa proprio imprimere il proprio segno nella contemporaneità: da soggetti passivi si diventa cittadini attivi: “Uscire dal mutismo e dal silenzio vuol dire esercitare la capacità di lettura del mondo, che precede la lettura delle parole (cit. Rosati, A., Educazione e Diritti umani. Il manifesto di Freire).

Il CNDDU prendendo spunto dal considerazioni di Gadotti “scrivere lettere e biglietti, leggere i nomi delle strade e piazze […], riempire i moduli di un nuovo lavoro, leggere le indicazioni delle medicine, prendere nota dei numeri di telefono […], poter apprezzare storie dei libri, capire le notizie di un giornale, comunicare, mettere per iscritto i propri pensieri” (Gadotti M., Leggendo Paulo Freire, Sei, Torino 1995, p. 63) invita a potenziare le competenze di alfabetizzazione attraverso una serie di attività diverse e correlate alle esperienze quotidiane della vita reale.
“Voglio imparare a leggere e a scrivere per non essere più un’ombra degli altri!” (Freire, P. (1974) Teoria e pratica della liberazione. p.63, Roma: A.V.E)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Internet delle cose: i sensori intelligenti del Politecnico

Uno studio del Politecnico di Torino ha elaborato un processo all’avanguardia per realizzare componenti metallici con sensori e circuiti elettronici annegati al loro interno, in grado di comunicare dati con l’esterno

 

Dopo un lavoro di sviluppo durato diversi mesi, sarà presentato nel mese di settembre al convegno AMMM – Additive Manufacturing Meets Medicine 2020 (9-11 settembre 2020) il processo innovativo che consente di realizzare componenti metallici contenenti sensori e circuiti elettronici al loro interno.

Una tecnologia all’avanguardia in ambito internazionale sviluppata dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino sotto la guida del professor Giorgio De Pasquale. Parte dello sviluppo è stato coadiuvato da partner industriali di primo piano nel settore, in grado di fornire i requisiti di affidabilità necessari per la produzione di mercato.

Questo processo di stampa consente di superare le modalità attuali di installazione dei sistemi elettronici sulle parti meccaniche, consentendo invece di “annegare” sensori e circuiti all’interno del volume del pezzo metallico durante la sua realizzazione. Questo risultato é stato raggiunto mediante processi di fabbricazione additiva opportunamente modificati, ma sempre caratterizzati dai loro noti vantaggi produttivi.

I collaudi dei primi prototipi hanno confermato le aspettative legate a questa tecnologia in particolare per i settori della meccanica, della bioingegneria, dell’aerospazio e dell’energia, a cui già si sono affiancate analisi di fattibilità su altri ambiti inizialmente non previsti.

In questo contesto, la nuova tecnologia consente di inserire elementi elettronici nel cuore del metallo fuso, preservando l’integrità dei delicati circuiti e sensori. Il componente viene quindi letteralmente costruito a partire dal suo disegno virtuale includendo in questa “creazione” anche sensori, trasmettitori e schede elettroniche al suo interno. Il posizionamento degli elementi elettronici è totalmente libero e consente di raggiungere punti di misura altrimenti inaccessibili, sfruttando la tridimensionalità dello spazio, garantendo inoltre la protezione dalle contaminazioni e perturbazioni esterne.

“Questa tecnologia innovativa trova la sua destinazione nella crescente necessità di connettere fra loro i sistemi complessi che ci circondano, dai veicoli agli strumenti chirurgici, dagli impianti per la produzione di energia ai velivoli – spiega il professor Giorgio De Pasquale – La disciplina nota come Internet of Things (IoT) spinge verso la ricerca di nuove soluzioni, sia a livello progettuale sia di processo, per produrre componenti in grado di misurare il loro stato di salute, i parametri dell’ambiente circostante, le condizioni operative e, poi, di comunicarli e condividerli con l’esterno. Con questa tecnologia, in qualche misura, intendiamo ampliare le potenzialità e la scala del tradizionale concetto di monitoraggio strutturale”.

In figura, uno dei prototipi che ha superato il collaudo strutturale e funzionale: si tratta di una pinza freno realizzata con una sonda termica “nativa” (ovvero nata insieme al componente stesso), situata in posizione non convenzionale, che consente di leggere con estrema precisione la temperatura della pastiglia (si trova a 1 millimetro di distanza dalla sede dei pistoni). Si vede in figura il componente ancora saldato alla piastra di fabbricazione della macchina additiva, con il cablaggio elettrico della sonda termica e poi installato sul banco prova per il collaudo.

“Pollicino verde”, progetto didattico in sicurezza

Tornano anche per il prossimo anno scolastico i laboratori didattici scientifici di Viridea con nuove modalità studiate per tutelare la salute di tutti gli studenti. Temi degli incontri saranno le curiosità e i misteri legati al mondo vegetale e animale

  

Pollicino Verde, il progetto didattico di Viridea Educational nato già nel 2007 per promuovere tra gli studenti di tutta Italia maggiore interesse e responsabilità nei confronti della natura, riparte anche per il prossimo anno scolastico con modalità rinnovate per garantire la sicurezza di tutti.

Nonostante le numerose incertezze che accompagnano il Back to School di quest’anno, Viridea ha scelto di guardare con ottimismo e positività al futuro e si prepara ad accogliere gli studenti all’interno dei propri Garden Center per la XIV edizione del progetto Pollicino Verde.

Per poter svolgere i laboratori in piena sicurezza e nel rispetto di tutte le norme sanitarie in materia di prevenzione da Covid-19, per questa edizione le iniziative saranno rivolte esclusivamente agli alunni delle classi III-IV-V della scuola primaria e a quelli delle scuole secondarie di I e II livello.

Sarà garantito il corretto distanziamento, gli incontri si svolgeranno senza alcun tipo di contatto fisico e senza l’utilizzo di materiali condivisi tra i partecipanti.

Per l’anno scolastico 2020/2021 il progetto prevede in particolare due differenti proposte di “Incontri nella natura”, le visite didattiche gratuite organizzate presso i Viridea Garden Center: il primo percorso si rivolge alle scuole primarie, l’altro alle scuole secondarie di I e II grado.

Entrambi i percorsi sono stati studiati per coinvolgere nel modo più appropriato i ragazzi di ogni fascia d’età, stimolando l’uso della fantasia e delle parole per scoprire insieme i segreti dell’ambiente che ci circonda e interrogarsi sul tema: “Uno strambo pianeta: curiosità e misteri del mondo vegetale e animale”.

– La proposta rivolta alle scuole primarie ha l’obiettivo di guidare i bambini a scoprire e osservare da vicino tanti segreti affascinanti che nasconde la natura: piante che camminano, che volano, che non hanno radici o che si nascondono; animali che vivono nell’acqua ma respirano come noi, che sembrano terribili ma sono invece timidissimi, che sono ricoperti di spine che non pungono, che vivono nel buio, e molti altri.

– Gli incontri destinati alle scuole secondarie affronteranno invece in modo più specifico il tema dell’evoluzione futura e degli effetti che i mutamenti climatici in corso avranno su numerose specie viventi, fra cui l’uomo. Si percorrerà un viaggio tra desertificazione, inondazioni, temperature impazzite e le risposte di adattamento alle nuove condizioni estreme da parte di animali e vegetali: uno spunto per riflettere insieme sulle responsabilità dell’uomo in tema di salvaguardia del pianeta.

Le scuole possono prenotare la propria visita gratuita utilizzando il modulo disponibile online, all’indirizzo: www.viridea.it/pollicino-verde

Gli incontri si svolgeranno presso i Garden Center di Rho e Rodano (MI), San Martino Siccomario e Montebello della Battaglia (PV), Collegno (TO), Torri di Quartesolo (VI).

Tav, Uncem: “Bene le opere complementari”

Uncem si complimenta con i Sindaci della Val di Susa e con i vertici della Regione Piemonte – in particolare il Presidente Cirio e l’Assessore Tronzano – per il lavoro fatto negli ultimi mesi sulle opere complementari TAV.

 

32 milioni di euro che fanno bene alla Valle di Susa. L’elenco segue gli assi che Uncem, con il Presidente piemontese Lido Riba e il Presidente nazionale Marco Bussone, ripetono come fondamentali per rivitalizzare le valli alpine e appenniniche, unendo diverse fonti di finanziamento. Questa volta, in questa situazione, l’azione è ottima con la rivitalizzazione delle strade in quota, la sentieristica da potenziare, il lavoro sull’agricoltura e sulla viticoltura eroica sui versanti, il sostegno alle imprese esistenti e nuove, le filiere bosco-legno-energia, impianti idroelettrici nuovi e da manutenere, illuminazione pubblica e reti del metano necessarie da troppi anni, oggi fattibili. Non senza una protezione del territorio mantenendo l’assetto idrogeologico con opere strategiche. Le Unioni montane e i Comuni, con la Regione, secondo Uncem hanno fatto un ottimo lavoro, un elenco sugli assi green e smart che sono vincenti per una montagna moderna e a prova di futuro. Nella quale le infrastrutture che le attraversano, non vedono le comunità quali inutili spettatori, bensì beneficiari di pezzi di crescita e sviluppo sociale ed economico. Questo pezzo di Alpi non è secondo a nessuno in Europa nei modelli di intervento e innovazione, sostenibilità e riduzione delle emissioni.

Infermieri: “assunzioni ancora inadeguate”

A TORINO E IN PIEMONTE / Riceviamo e pubblichiamo Preoccupa in questa fase ma soprattutto per la stagione a cui stiamo andando incontro il freno alle assunzioni di personale infermieristico e oss nella nostra regione. Concorsi a tempo indeterminato bloccati, graduatorie esaurite, si assume con il contagocce attraverso bandi a tempo determinato e attraverso il lavoro interinale su necessità temporanee. E’ evidente a tutti che l’emergenza non è ancora terminata , anzi, potrebbe quasi certamente richiedere sforzi importanti per governarla nei prossimi mesi mandando nuovamente in sofferenza i nostri servizi sanitari.

Ai nuovi posti letto previsti nel nuovo piano messo a punto dalla regione Piemonte, non è seguito quel massiccio piano di assunzioni che ci aspettavamo per dare solidità al sistema da questo punto di vista, Non possiamo farci trovare impreparati agendo solo contestualmente al verificarsi delle criticità ma abbiamo bisogno di pianificazione e introduzione del personale necessario ad affrontare il peggio.

I tetti di spesa per le assunzioni da parte delle aziende sanitarie regionali pare non siano aumentati, anzi più di qualcuno sarà chiamato a politiche di risparmio che quasi sicuramente utilizzerà la voce personale.

Abbiamo nuovi bisogni e necessità per dare risposte adeguate.

Servivano ad esempio più di 1000 infermieri sul territorio, un vuoto che non è stato colmato, una tra le più importanti criticità per la sorveglianza sanitaria e per non sovraccaricare gli ospedali e che poteva tra l’altro dare risposte adeguate, anche ai bisogni della scuola.

Non abbiamo visto ad esempio un incremento dell’organico di personale infermieristico nelle centrale operative e tanto meno tra gli operatori del 118 che intervengono in prima battuta ne tanto meno di personale specifico dedicato ai trasporti.

Come dicevamo, non solo i posti letto aggiuntivi necessitano di nuovo personale ma serve una programmazione attenta anche per la sostituzione preventiva del personale che inevitabilmente si assenterà maggiormente, perché trovati positivi o semplicemente perché in presenza di alcuni sintomi che sicuramente con la stagione invernale compariranno.

Bene la programmazione periodica dei tamponi al personale sanitario che se trovato positivo dovrà restare a casa, come dovrà restare a casa se in presenza di sintomi riconducibili. Serve programmare risorse anche per questo, senza parlare del fatto che molti infermieri debbono recuperare ancora ferie ed ore.

Quindi, oltre al territorio abbiamo bisogno di un ulteriore migliaio di infermieri infermieri per far fronte alle necessità degli ospedali. Tanti contratti a termine sono e stanno scadendo. Non conosciamo quale sia il piano di fabbisogno delle aziende ne tanto meno quale sia la programmazione e la politica delle assunzioni regionale.

Lo chiederemo, sapendo e dicendo che gli infermieri sono pronti ma non sopporteranno una nuova ondata che presenti le stesse criticità nonostante il tempo per prevenirle.

Francesco Coppolella

Segreteria Regionale

Nursind Piemonte

Ecco il nuovo centro regionale che studia i virus

Dall’inizio della pendemia il Piemonte ha potenziato i laboratori da 2 a 27

Inaugurazione nei giorni scorsi  a La Loggia (Torino) del nuovo Centro regionale per la Biologia molecolare, che svolgerà attività analitiche, di approfondimento e di ricerca applicata nel campo della virologia ambientale con la finalità di sviluppare conoscenze sulle interazioni dei virus con l’ambiente e costituirà un nuovo ambito delle attività tecnico-scientifiche dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente.

In quest’ottica la struttura, realizzata da Regione Piemonte e Arpa grazie anche al contributo di Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo, è dotata di sistemi robotizzati che consentiranno di analizzare in breve tempo un gran numero di tamponi e di un laboratorio di ultima generazione per la manipolazione di virus che richiedono un livello di Biosicurezza 3, che permetterà lo sviluppo di tecniche analitiche all’avanguardia per il monitoraggio di virus anche emergenti in campioni ambientali, approccio questo ancora in larga parte inesplorato.

Saranno oggetto di studio varie matrici ambientali, ognuna delle quali potrà costituire un indicatore utile per valutazioni sulla presenza di virus con fini epidemiologici e di protezione ambientale. L’analisi delle acque reflue per la sorveglianza di patogeni virali, ad esempio, è utilizzabile per valutare il rischio di diffusione di malattie virali tra la popolazione.

Insieme ai robot, nel Centro opererà personale, appena assunto, composto da giovani professionisti altamente specializzati, con lauree in Biologia, Biotecnologie e Tecniche di laboratorio biomedico, che hanno appena terminato un ulteriore corso di formazione specifica. Il Centro sarà quindi un luogo dove l’esecuzione di test diagnostici, la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie analitiche e il monitoraggio ambientale coesisteranno in maniera sinergica.

Il lavoro inizia oggi con la messa a punto dei macchinari e delle metodiche analitiche. Il 10 settembre si procederà con i primi test ambientali e da fine settembre-inizio ottobre il Centro sarà in grado di supportare il sistema sanitario regionale per l’analisi dei tamponi per la ricerca del virus del Covid-19. I livelli di massima produttività di analisi prevista per i tamponi sono di oltre 1000 al giorno.

Alla cerimonia sono intervenuti iI Presidente della Regione Piemonte, gli Assessori regionali alla Sanità e all’Ambiente e Ricerca applicata Emergenza Covid-19, il Direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, il Sindaco di La Loggia e il Direttore Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, Michele Coppola.

La Regione manda a Roma l’elenco delle opere complementari alla TAV 

Si è svolto  un incontro tra la Regione Piemonte, rappresentata dal Presidente Alberto Cirio e dagli assessori al Bilancio e alle Opere pubbliche e la Filiera torinese delle Costruzioni per le opere complementari alla Tav.

 

La Regione Piemonte, nei mesi scorsi, ha più volte sollecitato il Ministero delle Infrastrutture al fine di ricevere risposte sullo sblocco delle opere già finanziate. Il riscontro, da parte dell’Ente Governativo, è arrivato solo a fine agosto, per una pratica che era ferma dal febbraio 2019.

Proprio al termine di questo incontro, ed a pochi giorni dalla ricezione della missiva, la Regione ha risposto trasmettendo al Ministero l’elenco delle opere di priorità due da realizzare e già finanziate per un importo di 32 milioni di euro affinché possano così partire finalmente i lavori.

Le categorie presenti all’incontro, commenta la Regione in una nota ” hanno manifestato soddisfazione per la celerità con cui la Regione ha saputo affrontare gli aspetti tecnici legati alle opere di questo lotto e, nel contempo, insieme, si è condivisa l’idea, che insieme agli enti locali, questo tavolo possa affrontare celermente il lavoro anche per le ulteriori opere complementari (per un importo pari a 57 milioni di euro). Opere su cui la Regione Piemonte ha, nella medesima comunicazione, chiesto e sollecitato un riscontro da parte del Governo e, per le quali, entro fine anno sarà mandato a Roma l’elenco delle opere che il territorio sceglierà di realizzare”.

Sparare al lupo?

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Legambiente / “La più classica delle soluzioni di pancia. Peggiorativa, priva di fondamenti scientifici e dannosa”

 

E’ di questi giorni la “sparata” del capogruppo leghista Preioni, che, dando prova di un integralismo “cieco e talebano” propone l’apertura di un programma di abbattimento dei lupi nella nostra regione.

Dopo una l’approvazione di una norma inaccettabile sulla caccia, che permette di sparare ad animali in pericolo di estinzione sul nostro territorio, che allarga le specie cacciabili a volatili di pochi grammi, che amplia gli orari fino alla caccia notturna e che tutela in ogni modo i portatori di doppietta, come ampiamente prevedibile è arrivata l’ora del lupo. Un argomento trattato, come d’abitudine, in un’ottica rozzamente antropocentrica e priva di alcun fondamento scientifico.

Come ampiamente dimostrato, non ultimo dal progetto Life WolfAlps, la convivenza con il lupo non solo è possibile, ma ampiamente auspicabile.

 

“Il lupo è una specie protetta che crea equilibrio e maggiori servizi ecosistemici, grazie anche al contenimento naturale degli ungulati selvatici. Quella proposta dalla Lega – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e valle d’Aosta – è una finta soluzione che strizza l’occhio alla pancia, senza considerare che è scientificamente confermata come addirittura dannosa in quanto l’uccisione di individui adulti destabilizza il branco peggiorandone la tecnica di caccia, a tutto svantaggio del bestiame domestico. Quello della convivenza con la fauna selvatica è un tema che deve essere trattato su solide basi scientifiche e non può essere liquidato con un semplice via libera alle doppiette. Non è creando una insana contrapposizione fra Uomo e Natura che si aiuta chi deve affrontare difficoltà reali e oggi potrebbe sentirsi solo. Senza dimenticare che il lupo è solo una, e non certo la maggiore, delle difficoltà che la pastorizia in ambito montano deve affrontare. Ci auguriamo – conclude Giorgio Prino – che l’Amministrazione regionale non intraprenda strade che porterebbero a disastri già vissuti in passato e che voglia fare propri gli insegnamenti dei più recenti studi scientifici e progetti internazionali. Facciamo loro un benaugurante “In bocca al lupo” perché possano dimostrare in futuro una conoscenza ed una sensibilità ambientale e sociale maggiore di quella che stanno dimostrando in questi giorni”.

 

Le posizioni assunte da alcuni Enti Locali sottolineano, se mai ce ne fosse bisogno, come le decisioni in tema di grandi predatori debbano fare riferimento a un’unica autorità statale e attingere al contributo di enti scientifici di respiro nazionale (ISPRA per l’Italia). Nessuna decisione sul tema può essere affidata a gestioni localistiche, nemmeno nel profilo delle autonomie regionali o provinciali: è necessaria una assunzione di responsabilità a tutti i livelli e una gestione del tema che comprenda le istituzioni pubbliche di tutto il Paese con il fine di superare l’attuale disomogeneità istituzionale.

Il mondo dell’allevamento va sostenuto nel tempo, anche finanziariamente, e, in base al contesto, aiutato nella scelta della giusta combinazione di precauzioni e di accorgimenti utili (recinzioni, cani da guardiania, personale aggiuntivo, ecc.). È importante che i sistemi di prevenzione funzionino e che i risarcimenti siano pagati tempestivamente. Inoltre bisogna affrontare la problematica dei danni causati dai cani, randagi e non, che possono essere attribuiti al lupo e acuiscono il problema.

Occorre strutturare in modo uniforme in tutto il Piemonte un’azione di informazione e formazione, mantenendola attiva nel tempo. La formazione va rivolta non solo al settore dell’allevamento e dell’agricoltura, ma anche al mondo degli operatori turistici e nelle scuole.

Infine, ma non meno importante, bisogna essere coscienti del fatto che il lupo e gli altri predatori in Piemonte non sono la causa dei principali problemi degli allevatori, ma rivelatori di problemi e difficoltà della filiera agroalimentare in generale e in particolare della zootecnia montana e in quanto tali vanno affrontati e risolti con una gestione e visione strutturata nel lungo periodo.

Da queste basi dovrebbero partire un’analisi della situazione legata alla presenza del lupo nella nostra regione e l’azione di tutela ed integrazione con l’attività umana. Da queste basi dovrebbe partire il ragionamento di un’Amministrazione che voglia realmente risolvere i problemi esistenti.

 

Non resta che sperare che sia così e che le dichiarazioni pubblicate sui giornali in questi giorni siano ascrivibili ad uno scivolone di un unico consigliere.