ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 383

Sanità, più addetti da giugno ad oggi

Per far fronte all’emergenza Covid la Regione Piemonte può contare oggi (dato al 19 novembre 2020) su 3.957 risorse medico-sanitarie: 811 medici, 1.385 infermieri e 1.761 con altri profili.

A esse vanno aggiunti 594 medici Usca e 10 della Protezione civile. Si tratta, complessivamente, di 4.561 persone che, al 25 giugno, erano invece 2.416”. Lo ha dichiarato  l’assessore alla Sanità Luigi Icardi nel corso dell’audizione in quarta Commissione regionale Sanità a Palazzo Lascaris, presieduta da Alessandro Stecco, “per fare chiarezza sui numeri in modo oggettivo e mi auguro definitivo”.

“Dal 15 marzo – ha aggiunto – sono stati fatti numerosi bandi. Si tratta di bandi della durata di un anno e ciò comporta che chi è stato assunto a marzo è tutt’ora in servizio. Nel periodo estivo abbiamo attinto dalle graduatorie già presenti in alcune Asl e da settembre abbiamo proceduto a ulteriori bandi. Per questo è un falso affermare che il Piemonte non si sia attrezzato per quanto riguarda il personale”.

“Questi numeri – ha sottolineato, chiedendo a Donatella Pagliassotto del Coordinamento risorse umane del Dirmei di illustrarli nei particolari – riguardano esclusivamente le assunzioni per l’emergenza Covid e non comprendono i bandi specifici no-Covid fatti in seguito a turnover o pensionamenti non legati direttamente all’emergenza”.

Gian Luca Vignale del settore regionale delle Rsa e delle strutture residenziali ha invece illustrato, in particolare, le caratteristiche della Piattaforma Covid 19 per la gestione delle strutture residenziali.

“Si è passati – ha osservato – dalla richiesta alle strutture d’inviare di settimana in settimana i dati tramite la compilazione di un foglio Excel all’attuale piattaforma, attiva dal 22 giugno, che consente di caricare i dati tempestivamente. Dal 3 ottobre, in seguito a un’ordinanza regionale, il caricamento dei dati non è più una richiesta del Dirmei ma un obbligo e oggi 602 strutture su 784 caricano regolarmente i dati. Chi non lo fa viene comunque contattato dall’Unità di crisi”.

Rispondendo alle richieste di approfondimenti poste dai consiglieri Domenico RossiDaniele Valle (Pd) e Marco Grimaldi (Luv), Vignale ha assicurato che i dati raccolti dalla piattaforma verranno messi settimanalmente a disposizione della Commissione.

All’inizio della seduta la Commissione ha anche iniziato l’esame della Proposta di legge 82, Misure di sostegno per gli anziani vittime di delitti contro il patrimonio, presentata dal primo firmatario Raffaele Gallo (Pd).

Il provvedimento si propone di istituire misure di sostegno concreto per cittadini di età pari o superiore a 70 anni, residenti in Piemonte e con situazioni economiche disagiate, vittime di gravi reati quali furto, rapina, estorsione o truffa.

Nel dibattito generale sono intervenuti, per richieste di approfondimento, i consiglieri della Lega Sara ZambaiaValter Marin Andrea Cane.

Il Recovery fund per il Piemonte verrà gestito da Roma?

Circa le richieste piemontesi sul Recovery Fund, l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano ha spiegato che rimangono ancora ampie incognite sulla modalità di gestione delle risorse, che potrebbe avvenire in modo centralizzato a livello nazionale. È quanto emerso nel corso della Prima Commissione di palazzo Lascaris, presieduta da Carlo Riva Vercellotti, dove è proseguita la discussione sul tema del Recovery Fund e sulle principali linee di intervento formulate dalla Giunta.

Oggi, ha chiarito Tronzano, entrare nel dettaglio delle schede dei singoli interventi sarebbe prematuro in quanto “Un vincolo che ci pone il Recovery Fund è quello di inserire progetti immediatamente cantierabili ed è su quelli che ci siamo concentrati all’interno delle singole schede. Si tratta però ancora di un lavoro provvisorio, perché rimane da capire come il Governo ripartirà le risorse e se, una volta definite le macroaree, le Regioni avranno libertà di manovra nel dettaglio o se la gestione sarà centralizzata da parte del Governo”.

Sanità e ambiente costituiscono le principali macroaree sulle quali si sono concentrate le numerose richieste di approfondimento da parte delle opposizioni, che hanno criticato invece un’eccessiva genericità dell’impostazione delle proposte. Il Pd, con Sergio Chiamparino, ha richiesto risorse specifiche per finanziare il settore strategico della ricerca sulle scienze della vita. Sul tema della mobilità e dello sviluppo sostenibile, i bus green, la qualità dell’aria, le bonifiche ambientali sono intervenuti vari consiglieri di M5s, mentre per lo stesso gruppo Francesca Frediani ha posto l’attenzione sull’urgenza di intervenire sulla didattica a distanza per guardare oltre all’emergenza e farla diventare uno strumento di accompagnamento e supporto alla didattica tradizionale. La riconversione del patrimonio edilizio delle Atc e il rinnovo della flotta di bus e tram di Torino sono due delle priorità messe al centro della discussione da Marco Grimaldi (Luv), mentre sempre dal gruppo Pd sono emerse riflessioni riguardo agli investimenti nella logistica, alla conversione “green” dei cicli produttivi, alla necessità di rafforzamento dei collegamenti infrastrutturali fra Piemonte e Lombardia e alla digitalizzazione della sanità.

Per la maggioranza il capogruppo della Lega, Alberto Preioni, ha sollecitato l’inserimento della problematica dell’alluvione dell’ottobre scorso nell’ambito degli interventi previsti sul rischio e il dissesto idrogeologico.

Tronzano ha anche specificato come la tutela dell’ambiente, in un’ottica di sviluppo e il rilancio della competitività del sistema produttivo piemontese sia la linea d’azione perseguita dalla Giunta. “Per dare sostanza a questa visione, oltre al Recovery Fund c’è però la programmazione dei fondi europei 2021-2027 e ritengo sarebbe proficua una discussione in merito, peraltro strettamente connessa anche al bilancio”, ha continuato Tronzano. Un tema quest’ultimo sul quale anche le opposizioni hanno manifestato disponibilità e interesse al confronto.

L’assessore ha infine proposto di verificare la disponibilità degli altri assessori competenti per un approfondimento, in primis su infrastrutture e ambiente all’interno del Recovery Fund, da svolgere nell’ambito dei lavori della Prima Commissione di questa settimana.

La meglio gioventù torinese e la solidarietà all’Irpinia terremotata

Torino fu immediatamente solidale con i terremotati irpini. Al mattino Dino Sanlorenzo ci butto’ giù dal letto

Figiciotti convocati dal vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte nonché assessore al lavoro: 8, 30 nei suoi uffici in Via Alfieri, Palazzo Lascaris.
Dopo mezz’ora eravamo operativi. Dino è famoso per essere uno che non si perde in chiacchiere. Ero presidente della Consulta giovanile del comune di Torino. M’ incarico’ di convocare una riunione tra tutte le organizzazioni giovanili torinesi. Obbiettivo la costituzione di un comitato per gli aiuti.
Marica Bartolotto braccio destro di Dino San Lorenzo ci accompagno’ in una saletta al fondo del corridoio. Tempo un altra mezz’ora eravamo operativi. Arredata in tempi record con telefoni funzionanti. Indubbiamente altri tempi.

Marica aveva lo stile di Dino. Il suo braccio destro. Anzi che dico? Il suo braccio destro e sinistro e se avesse avuto 20 braccia lei sarebbe stata le 20 braccia. Comitato aperto fino alle 22. Tanti ricordi e non tutti positivi. Ma andiamo con ordine. Primo punto nominare un esecutivo. Se ricordo bene ne fecero parte oltre che il sottoscritto Giancarlo Gonnella segretario regionale Fgci, Donatella Genesio con incarichi nei giovani democristiani. Nicola Bizzardo dell Agesci. ( boy scout ) . Conobbi Umberto Tresso funzionario della Coldiretti che lì per li’ mise su un Banco alimentare per gli aiuti. Ciellini mobilitati da Giampiero Leo e da Battuello.
Le sezioni del PCI e le parrocchie  come punto di raccolta degli aiuti. Decisamente altri tempi. E noi figiciotti eravamo davvero organizzati. Umberto D’Ottavio responsabile degli studenti medi. Organizzo’ mille iniziative nelle scuole della provincia. Dalla raccolta dei soldi ai materiali ai volontari per portare materialmente gli aiuti. Naif ma tanto efficienti. Umberto poi diventato Sindaco di Collegno e deputato del PD. Sergio Contini responsabile dell’organizzazione operativa sul territorio. Ora grande capo del Sunia di Torino. Due giorni dopo arrivo’ in  via Alfieri Manuele Braghero responsabile di Borgo Vittoria. Uno di noi doveva andare fisicamente  in Irpinia.  Ci vado io.  Un altro compagno che non si tirava mai indietro. Ora è un alto funzionario della Regione Toscana alla Sanità. Direi da 40 anni in prima linea.

 

Alcuni di noi cambiarono radicalmente vita.
Come Fabrizio Ortisei operaio altamente qualificato della Savigliano, immigrato giovanissimo dalla Sardegna. Viveva da solo.
Delegato e dirigente Sindacale si trasferi’ sposandosi. Due figlie e fino alla pensione segretario della camera del lavoro. Esperienza esaltante con tante luci ed alcune ombre. Furono raccolti soldi. Tende da campo e dall’ Amiat ( raccolta rifiuti ) in regalo migliaia di tute antipioggia. C’era anche da pensare ai morti. La coop Astra ( pompe funebri) provvide a 50 casse da morto. Dopo gli opportuni permessi vennero portate giù.
Ero di turno al comitato. Ricevetti la telefonata dal responsabile del convoglio.
“Patrizio sono arrivate a mezzanotte. Il sindaco (non mi ricordo il paesino) mi ha accolto con la pistola in mano intimandomi di andarmene via. Che faccio?”Chiesi perché. “È il proprietario della locale impresa di pompe funebri. Non ho tanti gettoni. Che faccio?”. Non ebbi dubbi: vieni via.

I presagi di quello che sarebbe successo dopo per la ricostruzione c’erano tutti. Torino fu molto solidale anche perché era la seconda capitale meridionale d’Italia. Torino che doveva tanto del suo sviluppo economico all’immigrazione dal Sud. A Torino era iniziato il declino, inesorabile declino direi , dopo 40 anni era evidente a tutti. Una nobil donna decaduta ma pur sempre nobile. La sua nobiltà nella solidarietà verso un pezzo di popolo. Non c’erano telefonini o computer. Era appena nata la protezione civile di Zamberletti. La maggioranza dei problemi si dovevano affrontare in loco. Sicuramente ci furono dei limiti. Noi giovani imparammo facendo. Anche per questo penso e credo di appartenere ad una generazione che si pregia del titolo della  meglio Gioventù.

Patrizio Tosetto

“Ambientalista dell’anno”, votazioni aperte

Aperto fino al 27 novembre il voto online. Gli otto finalisti candidati al Premio Luisa Minazzi 2020 raccontano l’Italia migliore

 

Otto figure estrapolate da diversi ambiti della ricerca, della società civile, dell’impresa, delle istituzioni che meritano di essere portate in evidenza per il messaggio civico, ambientale e solidale che esprimono. Otto storie che ci fanno guardare al futuro con senso della partecipazione e speranza specialmente in un anno come quello che stiamo attraversando, profondamente segnato dall’emergenza Coronavirus. Sono le esperienze che animano il “Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno” promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore composto da numerose organizzazioni sociali di Casale Monferrato (Al), dall’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino e dalla Città piemontese.

Il Premio da diversi anni è infatti dedicato a Luisa Minazzi, direttrice didattica della scuola primaria di Casale Monferrato che oggi porta il suo nome, attivista, assessore all’ecologia della sua città, che si è battuta in prima persona per i diritti delle persone esposte all’amianto, prima di cadere vittima del mesotelioma a soli 57 anni.

La rosa degli otto finalisti della XIV edizione del Premio è stata selezionata sulla base delle “nomination” giunte dalla Giuria preliminare composta da giornalisti, esperti ed esponenti di organizzazioni sociali di tutta Italia. Per loro chiunque potrà esprimere la propria preferenza fino alla mezzanotte del 27 novembre tramite il modulo on-line sul sito www.premioluisaminazzi.it, dove le esperienze d’impegno, innovazione e attenzione al prossimo dei protagonisti sono più ampiamente raccontate.

Si tratta di Vincenzo Balzani, tra i chimici più conosciuti al mondo, che da anni si spende in una intensa attività di divulgazione in particolare sui temi dell’energia e delle risorse; Famiglia Bertolino che a Vinovo (To) ha fondato Ri-generation, azienda che ricicla e rigenera elettrodomestici altrimenti destinati al macero ed esempio d’imprenditoria sociale; Alessandra Dolci, magistrato, Procuratore Aggiunto e dal 2018 a capo dell’Antimafia di Milano e dell’ufficio Misure di Prevenzione, impegnata anche in inchieste in campo ambientale; Rosario Esposito La Rossa, titolare della casa editrice Marotta Cafiero, che ha acquistato dai fondatori riconvertendola alla sostenibilità, ed impegnato in numerosi progetti sociali nel quartiere Scampia, a Napoli; progetto “ProPositivo”, lanciato da un gruppo di giovani sardi nel 2009 per contrastare lo spopolamento ambientale e sociale della Sardegna dell’interno; progetto “Save the truffle”, ovvero Salviamo il tartufo, nato per portare l’attenzione sul problema della sopravvivenza nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato dei boschi a vocazione tartufigena, tasselli di biodiversità; Paolo Strano e la Onlus Semi di libertà, che dal 2014 forma detenuti e sviluppa idee imprenditoriali nel campo dell’economia carceraria; Alessandra Viola, giornalista, scrittrice e molto altro, che ha messo le parole al servizio di una missione importante: creare coscienza ambientale.

Gli otto finalisti venerdì 4 dicembre, alle ore 16.30, saranno in collegamento in streaming sui siti www.festivalvirtucivica.it e www.premioluisaminazzi.it oltre che sulla pagina  https://www.facebook.com/premioluisaminazzi per partecipare, da remoto, alla cerimonia conclusiva del Premio, un’occasione preziosa per ascoltare dalla loro voce l’esperienza che li vede protagonisti.

Si svilupperà invece durante la primavera del 2021 il Festival della Virtù Civica che accoglierà, per la quarta edizione, a Casale Monferrato gli otto finalisti del Premio proponendo un ricco calendario di incontri pubblici, eventi artistici e momenti di approfondimento.

«In un anno come quello che sta per tramontare, profondamente segnato dall’assedio globale del Covid-19, la capacità d’impegnarsi ciascuno nel proprio ambito per il bene comune, l’idea di costituire tutti insieme un organismo più grande che va salvaguardato anche grazie ai nostri comportamenti individuali, rappresenta il valore più importante che possiamo acquisire – raccontano i coordinatori della manifestazione, Marco Fratoddi e Vittorio Giordano –  Le otto figure ed esperienze selezionate per l’edizione 2020 ci sembrano portatrici di un altro virus, stavolta dagli effetti positivi, quello della virtù civica. Vi invitiamo a partecipare votando per l’ambientalista dell’anno ma soprattutto a diffondere le loro storie, tramite il sito www.premioluisaminazzi.it, per dare forza al modello solidale e sostenibile che rappresentano, anche quando tutto ci induce ad allontanarci dal prossimo e a chiuderci nel nostro mondo».

Tutte le informazioni sono su www.premioluisaminazzi.it  e www.festivalvirtucivica.it , Whatsapp: +39 3714634125

A Colombino il sigillo della Regione Piemonte

Lo storico presidente dell’Associazione dei Piemontesi nel mondo, Michele Colombino, 94 anni, verrà insignito del Sigillo della Regione Piemonte. Lo prevede la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Piemonte nella seduta di martedì 24 novembre. La proposta, avanzata dall’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone, è stata  sottoscritta anche dal presidente dell’Assemblea Stefano Allasia e da tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Ora verrà redatta la delibera del Consiglio regionale.

“Esprimo soddisfazione per l’esito unanime della votazione. Il commendator Colombino ha il merito di aver svolto con continuità un’azione costante nel preservare e rafforzare il legame fra il Piemonte e i piemontesi nel mondo: un vero ambasciatore. Nel tempo è riuscito a mantenere viva un’appartenenza identitaria e un patrimonio culturale. A tal proposito mi preme quindi ringraziarlo per l’encomiabile lavoro svolto, che con impegno e dedizione attraverso l’Associazione Piemontesi nel mondo, ha portato lustro alla nostra Regione”, ha dichiarato Allasia.

“Il commendator Colombino in maniera instancabile ha tenuto alto il nome del Piemonte nel Mondo e contribuito a tessere importanti legami tra gli emigrati e la nostra Regione. A ottobre avevo avuto il piacere di presiedere l’insediamento del Comitato di gestione del Museo Regionale dell’Emigrazione a Frossasco, visitandone le sale, l’archivio dell’Associazione Piemontesi nel mondo e il Monumento ai Piemontesi nel mondo a San Pietro Val Lemina. Un’esperienza toccante da cui è scaturita la volontà di rendere il giusto riconoscimento ad un lavoro così prezioso. Nel cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione Piemonte, la storia di Colombino, e della rete di associazioni che ogni anno mantengono contatti con la nostra Regione, è dimostrazione che l’identità e l’attaccamento alla propria terra sono legami che possono superare anche gli oceani” ha sottolineato Marrone.

L’Associazione dei Piemontesi nel mondo preserva il grandissimo contributo che il Piemonte ha dato e dà all’emigrazione italiana, a cominciare da quella storica in Argentina, Uruguay, nel Sud del Brasile, in America del Nord  e in Australia nell’Ottocento e nel secolo scorso.

Nel dibattito sono intervenuti nell’ordine Mauro Salizzoni (Pd), Monica Canalis (Pd), Paolo Bongioanni (FdI), Alberto Preioni (Lega), Paolo Ruzzola (Fi), Silvio Magliano (Moderati), Maurizio Marello (Pd), Marco Grimaldi (Luv) e Mario Giaccone (Lista Monviso).  I vari interventi hanno ribadito l’importanza di non dimenticare il ruolo dei Piemontesi emigrati che, oltre ad aver dimostrato una mirabile laboriosità, hanno creato una piemontesità diffusa che oggi si traduce in una ricca attività di scambi, dalla cultura all’imprenditorialità.  Inoltre, pensare alle emigrazioni di ieri ci deve fare riflettere su quelle di oggi.

L’onorificenza del Sigillo della Regione Piemonte viene assegnata a persone fisiche, istituzioni, enti ed organismi italiani ed esteri meritevoli di particolare riconoscimento.

Recovery fund, la Regione chiede al Governo oltre 13miliardi

Ammontano a 13,14 miliardi di euro le richieste avanzate dalla Giunta regionale al governo sull’impiego delle risorse europee del Recovery Fund per il Piemonte.

La cifra è stata resa nota oggi pomeriggio, nel corso della discussione sul tema in prima Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti. Le proposte regionali sono contenute nelle schede inviate dalla Regione lo scorso 5 novembre, scadenza fissata da Roma, e ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni che sta discutendo proprio di Recovery Fund.
Le richieste riguardano alcune macroaree, sulla scorta delle linee guida della Commissione europea e del governo: circa 8 mld per la rivoluzione verde e la transizione economica, 1,7 miliardi per la salute, 1,34 mld per istruzione, formazione, ricerca e cultura, 1,22 per le infrastrutture per la mobilità, 736 milioni per la digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, 24 milioni per l’equità sociale e territoriale.
“Sono richieste che derivano dal nostro piano per la competitività e dal confronto con i territori”, ha spiegato l’assessore al bilancioAndrea Tronzano. “Parliamo di risorse molto importanti, che possono cambiare volto al Piemonte e permettergli di tornare a essere quella locomotiva che ha rappresentato nel passato”. Tronzano si è detto interessato al confronto con l’opposizione: “I tempi per la presentazione erano molto stretti, ma siamo ancora all’inizio. Le schede non sono la Bibbia, sono modificabili, migliorabili, per questo è utile confrontarsi”.
Dall’opposizione, che da tempo chiedeva di poter discutere sul Recovery Fund, sono state avanzate molte critiche. Per i consiglieri di Pd, M5s e Luv c’è assenza di visione, solo una pluralità di interventi che rischiano di spezzettare le risorse invece di orientarle su precise priorità capaci di rilanciare lo sviluppo. È stata anche contestata la disparità di trattamento di alcune province rispetto ad altre e l’assenza di alcuni temi importanti per la nostra regione.
Soddisfazione invece nella maggioranza, conAlberto Preioni (Lega) che ha anche annunciato la definizione di un pacchetto di misure per il VCO, tra cui la tangenziale di Verbania.
In prima Commissione si è parlato poi di alluvione e sostegno alle imprese vittime del maltempo. La proposta avanzata da Raffaele Gallo (Pd), attraverso un emendamento all’assestamento, di destinare 5 milioni di euro per contributi in conto interessi alle aziende colpite dall’ultima alluvione, sarà ripresa nel bilancio di previsione 2021-2023. L’assessore Tronzano ha mostrato attenzione e si è detto disponibile a cercare le risorse, al massimo un milione di euro, per finanziare la misura nel prossimo bilancio.
In precedenza l’assessore Maurizio Marroneaveva relazionato sulla situazione del protocollo con il Tribunale per l’applicazione della legge sul contrasto all’usura e il sostegno alle vittime.

Marazzato lancia il centro ricerche e sviluppo

AMBIENTE /  Dedicato all’innovazione ambientale, è frutto di una partnership con il Politecnico di Torino e sorge presso la piattaforma polifunzionale di Villastellone.

Il ‘Gruppo Marazzato’ apre con determinazione al fronte imprescindibile e quanto mai più che attuale della ricerca e sviluppo. E inaugura ufficialmente il Polo Tecnologico di Villastellone, nel torinese, nato dalla felice acquisizione di un’ampia struttura che ha di fatto assunto i connotati di una piattaforma polifunzionale all’interno della quale una significativa porzione di superficie coperta dello stabilimento verrà interamente dedicata alla messa a punto, sperimentazione e commercializzazione di soluzioni avanguardistiche, moderne e sostenibili per mutare gli scarti industriali in materie prime.

E il tutto a impatto zero per merito di un team coeso e coerente di professionisti competenti composto da Ivano Bosi, Amministratore Delegato di ‘Azzurra Srl’, Società del ‘Gruppo’ che gestisce l’impianto insieme alla Coordinatrice del Polo, l’ingegner Eleonora Longo, con la biologa Stefania De Pandis e l’ingegnere chimico Maurizio Anlero.
E’ grazie a loro che si è potuto dar luogo al progetto di sviluppo impiantistico del trattamento chimico-fisico biologico più che raddoppiandone la portata: dagli iniziali 50mila metri cubi annui sino ai 105 mila attuali quale volume complessivo di rifiuti trattati liquidi, pericolosi e non.

Un obiettivo centrato grazie anche all’ausilio prezioso di partners esterni che ha permesso di mantenere invariato il medesimo footprint pur a fronte di una maggiorata capacità operativa, ove per ‘footprint’ propriamente detto s’intende l’impatto con il territorio circostante sia visivo che urbanistico. E procedere così a vele spiegate con il traguardo ambito di fare della struttura un punto innovativo e di riferimento in materia di Best Available Technologies, ovvero procedimenti ultra avanzati applicati al mondo dei rifiuti liquidi industriali. Ed è altresì disponibile al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=egStbU04ZKs anche un video in 3D del ‘Gruppo Marazzato’ che illustra i punti salienti dedicati a questo tema fondamentale.
Nel prossimo quinquennio ‘Marazzato’ investirà infatti principalmente su cinque fronti: geopolimeri da fanghi di dragaggio, ottimizzazione dell’impianto di depurazione biologica, processi (bio)chimici sostenibili, biocarburanti da fanghi, valorizzazione biologica della CO2 e recupero dei chemicals, Patent Landscape (innovation trend, technological ecosystem), pre-trattamenti di rifiuti liquidi durante il loro trasporto.

Ma l’obiettivo più prossimo, stante anche un’azzeccata convenzione stipulata fra il Politecnico di Torino e l’azienda vercellese leader dal 1952 nelle soluzioni per l’ambiente rispettivamente sul versante formazione-impresa (per attuare fattivamente i nuovi brevetti che consentono di trasformare i rifiuti in risorse nuove), consiste nella realizzazione fisica del Centro entro il prossimo luglio 2021 per potenziarne l’attività scientifica interna dotandolo dei migliori strumenti di studio in circolazione.

Alla palazzina uffici verranno così affiancati moderni locali per laboratorio e postazioni per i ricercatori. Con in più la possibilità di installare all’interno di un ampio capannone coperto tutta una serie di impianti-pilota ‘a scala ridotta’ o preindustriale che dir si voglia. Modelli funzionali e funzionanti pronti a essere sviluppati e commercializzati a livello globale, atti a sfruttare i processi innovativi che trasformano un materiale inerte in una nuova risorsa prima, con tutto il know-how tecnologico utile in sequenza a ottenere lo scopo.

“Sin dal 2017, data della sua acquisizione, all’interno di questo sito d’eccellenza avanzato e tecnologico in cui opera, ‘Marazzato’ ha sempre più avvertito la necessità di ampliare soluzioni impiantistiche sulla gestione rifiuti anche fuori dalla consueta a ordinaria amministrazione”, spiega il manager Ivano Bosi. “Al tempo stesso l’idea di creare un centro presso l’attuale stabilimento di ‘Azzurra Srl’, una delle società del Gruppo, avrebbe potuto fornire un servizio ulteriore anche ai nostri clienti: che possono così usufruire delle solide competenze maturate nel tempo dalla struttura, e dell’esperienza di un pool di professionisti di laboratorio in un’ottica di asseverazione della trasparenza legata al rispetto dell’ambiente”, aggiunge l’ingegner Eleonora Longo. “Disporre di un centro ricerche all’interno di una piattaforma polifunzionale di smaltimento consente altresì di avere immediatamente a disposizione i rifiuti, la materia prima da sperimentare e trasformare, abbattendo i costi, moltiplicando le opportunità di ricerca in loco e ottimizzando i tempi. Con in più la certezza di operare al sicuro in un contesto autorizzato e dotato di tutte le cautele e prescrizioni normative del caso, e in un regime di pieno rispetto e massima collaborazione con il territorio circostante e gli abitanti del luogo”, chiosano all’unisono i tecnici Maurizio Anlero e Stefania De Pandis.

Il Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo non si ferma

24 novembre: il seminario “Donne e cura del denaro” in collaborazione con l’INPS sugli strumenti e le modalità con cui le donne possono acquisire maggiore autonomia nella gestione delle loro finanze

26 e 27 novembre: il festival “Il mio posto nel Mondo” dedicato agli studenti delle scuole secondarie di II grado sull’importanza di investire sul proprio capitale umano ed essere imprenditori di sé stessi. Tema 2020: la creatività

 

 Le attività del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo non si fermano, nonostante la chiusura come per tutti i musei in Italia a causa delle disposizioni governative per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19, ma continuano in forma digitale con una serie di appuntamenti rivolti ad adulti, famiglie e ragazzi anche nel mese di novembre, seguiti da un pubblico online sempre più numeroso.

Le iniziative del primo museo al mondo dedicato all’educazione finanziaria si inseriscono nell’ampio palinsesto annuale che presenta quest’anno importanti novità come la possibilità di visitarlo interamente da remoto, anche grazie a numerosi video, e di scaricare app innovative per familiarizzare con la complessa arte della gestione del denaro.

Martedì 24 novembre, ore 16.00 – Donne e cura del denaro – webinar

Un seminario promosso dal Museo del Risparmio con la collaborazione di INPS che intende favorire la riflessione sugli strumenti e le modalità con cui le donne possono acquisire maggiore autonomia nella gestione delle loro finanze. Per scaricare il programma e il link di accesso all’evento https://www.museodelrisparmio.it/donne-e-cura-del-denaro-webinar/

 

Giovedì 26 e venerdì 27 novembre – Festival “Il mio posto nel Mondo”

Ogni anno il Museo del Risparmio dedica il festival “Il mio posto nel Mondo” agli studenti delle scuole secondarie di II grado, per farli riflettere sull’importanza di investire sul proprio capitale umano e di divenire imprenditori di sé stessi. L’incontro è dedicato alla valorizzazione del capitale umano dei ragazzi delle scuole superiori e i temi di quest’anno sono le idee e la creatività, aspetti che possono contribuire a trovare la propria strada e di pensare “out of the box”. In collaborazione con Museo Lavazza e con l’Associazione Next Level, l’evento si svolgerà in formato esclusivamente digitale e sarà aperto agli studenti di tutte le scuole italiane, che potranno seguire in diretta le video interviste a testimonial d’eccezione (tra i quali il campione di bici Vittorio Brumotti, il vincitore del premio “Migliore insegnante del mondo 2020” Daniele Manni, lo chef stellato Federico Zanasi) e dialogare con loro.

Per maggiori informazioni sul programma del Festival: https://www.museodelrisparmio.it/il-mio-posto-nel-mondo-2020/

Il Museo del Risparmio è l’iniziativa di educazione finanziaria di Intesa Sanpaolo. È aperto dal 2012 ed è membro fondatore dell’International Federation of Finance Museums (IFFM), una rete internazionale di musei, privati e pubblici, dedicati al tema della finanza

Quanto siamo soli quando affidiamo le nostre emozioni più profonde a Facebook?

Quanti vivono da soli in una società che usa la alienazione reciproca come mito sociale? 
Non possiamo più abbracciare sinceramente per colpa del virus oppure delle relazioni sociali formali che non ci accolgono mai, neanche se viviamo sotto lo stesso tetto? 
Tra amici ci si scambiano meme,  tra amanti video porno…
La realtà ontologica è volatile e si adatta perfettamente al virtuale ma sono gli abbracci reali a produrre ossitocina!
Chi può abbracci dal vivo qualcuno e il suo dolore, le sue storie e le sue malinconie.
Quanti non possiamo più abbracciare?
Raccontare le nostre storie è tutto quel che resta, ma nessuno più le ascolta. Perché l’ascolto non è Dolby e neanche 4K. Le emozioni inoltre, fanno male sul serio, perché esiste l’empatia che è un vero e proprio sesto senso.
Scrivere sui Social è l’ultimo messaggio nella bottiglia di persone naufragate nella solitudine post-moderna, anche quando hanno conviventi di ogni generazione. Perché ognuno in casa è alienato dietro un proprio account.
Cosa resterà delle nostre storie, della narrazione personale,  familiare e sociale che abbiamo attivamente o meno contributo a realizzare?
La Grande storia di Marx trovava reperti archeologici. La piccola storia di Foucault trovava narrazioni avite e reperti domestici, diari segreti e anamnesi.
Oggi il diario segreto è pubblicato in contemporanea, sostituisce l’evento, soprattutto quello emotivo e nessuna pietra viene edificata a futura memoria della storia presente. Al massimo murales deperibili di eroi e vittime.
Anche il passaggio da cronaca a storia sarà una ricerca di files multimediali.
L’immateriale dell’emozione e del pensiero permane immateriale per sempre.
L’assenza è l’impossibilità di scrivere un post aggiornato…
Abbracciare qualcuno e ascoltarlo dal vivo è un dovere morale per chi anche nelle videochat ormai non comunica altro che il bisogno di non avere coinvolgimento emotivo. Tuttavia quel abbraccio reale è già un lutto da separazione, perché non ci siamo più abituati.
E per il sesso?
Anonimi incontri fugaci. Una relazione più stabile solo di facciata per i giochi nella realtà che ci pretende ancora animali sociali.  Assenza di contatti sinceri ma desiderio animale, che diventa regressione per stupri stalking e porno vendette.
Eppure l’altro siamo noi.
La relazione con l’altro definisce i nostri confini e dobbiamo imparare in adolescenza a creare una linea di costa per incontrare e lasciare anche persone emotivamente importanti. Invece gli altri oggi sono solo icone o like o peggio oggetti di possesso, con cui vendicarci del banale dolore del lutto quando ci separiamo.
E allora l’altro che muore?
Emozioni di vendetta per l’assente e sensi di colpa si provano da sempre per i morti, ma la pandemia li rende colpevoli della tragedia stessa e della conseguente crisi economica.
Morite come i cantanti. Lasciando opere postume per pubblicare ancora dei post sui social a vostro nome…
E la famiglia? Se non è un compito meccanico o un portale social nuovo da esporre online, allora è solo una frustrazione da cui fuggire.
Abbracci Abbracci Abbracci
Ascolto Ascolta Ascoltiamo
Agisci Agiamo Azioni
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Manlio Converti
Psichiatra

Pagamenti delle imprese, gravi ritardi per il Covid

Secondo lo Studio Pagamenti di CRIBIS, aggiornato al 30 settembre, il Piemonte, con il 36,4% di imprese che pagano i propri fornitori alla scadenza, è 7° nel ranking italiano. Aumentano le imprese che effettuano i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni: erano l’8,1% nel 2019, sono il 10,6% al 30 settembre. Fra le 20 province italiane le cui imprese, a confronto con il 2019, hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti superiori a 30 giorni, 6 sono piemontesi: Asti è al 2° posto (+53,8%), Biella al 5° (+45,8%), Cuneo al 10° (+40,6%), Verbania all’11° (+39,7%), Novara al 15° (+36,5%), Alessandria al 17° (+36,3%).

La classifica delle province piemontesi vede in testa Biella (22°), seguita da Cuneo (26°), Verbania (29°), Novara (33°), Asti (34°), Vercelli (36°), Torino (48°) e Alessandria (52°). Rispetto al 2019, resta invariata la posizione di Cuneo, Torino ne guadagna una, Vercelli e Asti ne perdono 2, Novara 3, Verbania 5, Biella e Alessandria 8.

 

Continuano le ripercussioni economiche negative dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a settembre 2020 il numero delle aziende italiane che pagano i propri fornitori con oltre 30 giorni di ritardo ha raggiunto il 12,7%, un dato di poco superiore a quello di fine 2016 (12,3%). È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, aggiornato al 30 settembre 2020, realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.

Le regioni che hanno subito la variazione percentuale più elevata rispetto all’ultimo trimestre del 2019 sono la Valle d’Aosta (+40,4%), il Friuli-Venezia Giulia (+37,5%), il Veneto (+32,6%) e il Trentino – Alto Adige (+31,6%) che, nonostante questo, rimane la regione con meno ritardi gravi (6,7%) in assoluto. L’incremento dei ritardi oltre 30 giorni è invece più contenuto nelle regioni del Sud, che pur partono da un livello assoluto più elevato.

Rispetto al trimestre precedente, il Nord Est e il Nord Ovest del Paese hanno registrato l’incremento più elevato di ritardi gravi (rispettivamente 10,4% e 11,8%). Il Nord Est tuttavia si conferma ancora una volta l’area geografica più affidabile, con il 43% delle imprese che pagano alla scadenza, mentre al Sud e nelle Isole, dove le imprese puntuali sono solo il 22,6%, si evidenziano maggiori difficoltà.

“Dall’analisi dei dati – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS – l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria sulle nostre imprese è sempre più evidente. Adesso più che mai è fondamentale un’attenta gestione di fornitori o partner commerciali, per intervenire tempestivamente sulle situazioni in rapido deterioramento. Lo Studio – aggiunge Preti – rileva l’incremento più alto nei pagamenti superiori a 30 giorni rispetto a fine 2019 nel settore dell’industria, ma evidenzia anche lo stato di sofferenza dei settori più colpiti dal lockdown, quali bar e ristoranti, i servizi ricreativi e cinematografici, tutti agli ultimi posti nella classifica dei meno virtuosi nei pagamenti”.

A livello territoriale la Sicilia, con il 23,1%, mantiene il primato negativo di imprese che effettuano i pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo, seguita dalla Calabria (22,9%) e dalla Campania (20,6%). Il Trentino Alto-Adige (6,7%) e le regioni più colpite dall’emergenza sanitaria, vale a dire Emilia-Romagna (8,1%) e Lombardia (8,4%), sono, invece, quelle che registrano meno ritardi gravi, nonostante il notevole incremento rispetto a dicembre del 2019.

L’indagine di CRIBIS evidenzia anche gli effetti della crisi generata dal Covid-19 sulle province del Nord: le imprese di Lodi (+55,7%), Asti (+53,8%), Pordenone (+50%) e Belluno (+50%) sono quelle che, a confronto con la fine del 2019, hanno registrato il maggior peggioramento nei pagamenti superiori ai 30 giorni.

Nonostante l’incremento causato dalla crisi del Covid-19, Brescia, Sondrio, Bergamo, Lecco e Trento si confermano le province più puntuali, mentre il podio delle meno virtuose vede Reggio Calabria scavalcare Trapani all’ultimo posto, seguita da Palermo, Enna (fra le province italiane che, rispetto alla fine del 2019, perdono più posizioni – 8 – nel ranking) e Crotone.

Per quanto riguarda i gruppi merceologici, il macrosettore che ha mostrato il maggiore incremento di ritardi oltre i 30 giorni è stata l’industria in cui il numero di aziende che pagano con grave ritardo è cresciuto del +25%, pur rimanendo in termini assoluti un settore con solo l’8,5% di aziende con questo profilo. Crescono molto i ritardi anche nel commercio all’ingrosso (+12,8% ritardi oltre 30 gg); il settore però con il maggior numero in termini assoluti rimane il commercio al dettaglio con il 17,2% di aziende che pagano con ritardi superiori ai 30 giorni.