“I Comuni sono molto preoccupati perché con il cambio delle frequenze televisive, per il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, molti residenti e proprietari di seconde case nei Comuni montani non vedranno più la TV. Già vedono niente oggi. Eppure pagano la tassa di possesso sul televisore. Che rimane senza segnale. Una situazione grave, che ha visto Uncem agire negli ultimi sei mesi chiedendo al Ministero dello Sviluppo economico dei chiarimenti. E interventi. In primis per i Comuni, le Comunità montane, le Unioni montane di Comuni proprietari di impianti di trasmissione. Molti non sanno, e anche al Mise non è chiarissimo, che senza Enti locali la tv in montagna non si sarebbe finora vista. Da trent’anni, i nostri impianti sono decisivi. Spegnerli fa piacere a molto. Sia Rai, sia Mediaset, sia le tv locali cambieranno frequenza. E questo si somma al problema per gli Enti locali e i nostri tralicci. Perché ora, adeguare da parte nostra gli impianti, ha costi rilevanti. Il Mise, in una serie di incontri con Uncem, ha detto di non avere risorse disponibili. E che i cittadini possono passare alla tecnologia TivuSat. Nulla in contrario, niente di ideologico. Peccato però che abbia un costo, installare parabole e dotarsi di decoder. E serve un fondo ad hoc, se si vuole seguire questa strada. Uncem ha fato al Mise, alla dott.sa Eva Spina e alla Sottosegretaria Ascani, una serie di proposte operative per uscire dal problema. Non servono molti soldi. Probabilmente bastano 5 milioni di euro a livello nazionale. Ma dobbiamo evitare che Enti montani e cittadini si sentano nuovamente presi in giro e beffati. Mise faccia in fretta a definire una strategia”.
Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
L’Italia dell’intelligenza e dei talenti, dunque un’Italia sempre più piccola, continua a credere nello smartworking nonostante Brunetta.
Che, appunto, con quella parte d’Italia ha poco da spartire. È nata persino una startup, MyOrango, per individuare i luoghi migliori dove poter andare a lavorare a distanza utilizzando competenze, professionalità, intelligenza. Ma Gianluca Ranno, uno dei fondatori di MyOrango, sottolinea in un intervento a Grp Tv che lo smartworking offre grandi opportunità non solo ai lavoratori ma anche – e forse soprattutto – alle località che lo favoriscono.
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Limone Piemonte punta sull’intelligenza per attrarre lavoratori in smartworking
Venerdì 11 marzo alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “Psoriasi e artrite psoriasica. Dalla patogenesi alla terapia”.
L’incontro verrà introdotto da Pietro Quaglino, Professore Associato di Dermatologia, Università di Torino ed Enrico Fusaro, Primario di Reumatologia, Città della Salute di Torino. Entrambi sono soci dell’Accademia di Medicina. I relatori saranno Paolo Dapavo, Dirigente medico SC Dermatologia, Città della Salute di Torino e responsabile Rete Piemontese Psoriasi e Luisa Brussino, Direttore SSDDU Immunologia, Allergologia, Ospedale Mauriziano, Torino.
Il prof. Quaglino rileva come la psoriasi sia una patologia cronica invalidante molto frequente che può essere associata a un significativo rischio di coinvolgimento articolare e a varie comorbidità tra cui quelle cardio-vascolari, metaboliche e immunologiche. Negli ultimi anni, un sempre maggiore comprensione dei meccanismi patogenetici ha portato allo sviluppo di terapie biologiche innovative che hanno migliorato le nostre potenzialità di gestione nei pazienti con malattia cutanea estesa e/o coinvolgimento articolare. La gestione attuale del paziente con psoriasi è basata su una stretta collaborazione multidisciplinare tra i vari specialisti coinvolti.
Il dott. Fusaro sottolinea come l’artrite psoriasica sia una patologia che può colpire anche più del 30% delle persone affette da psoriasi. Si tratta di una malattia eterogenea con più quadri clinici: una forma poliarticolare, forme oligo-articolari o monoarticolari, la forma assiale, la dattilite e l’entesite. L’obiettivo principale è prevenire l’eventuale danno articolare permanente per cui è necessaria una diagnosi precoce. Nuovi farmaci sono in grado di interagire riducendo l’infiammazione e quindi i sintomi e la progressione del danno.
Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito www.accademiadimedicina.unito.it.
Il nuovo studio di Experis, brand del Gruppo Manpower, dal titolo “Tech cities 2022”, analizza i lavori tecnologici più ricercati e retribuiti con un focus sulla provincia di Torino.
Il report evidenzia come la pandemia abbia accelerato di 5-10 anni i processi di digitalizzazione della società e delle aziende, favorendo una crescita della domanda di figure tecniche (+36% per il primo trimestre 2022) per venire incontro alle nuove esigenze emerse. Quindi, fornisce una serie di dati relativi alle professioni IT più ricercate e retribuite nel territorio torinese, offrendo un confronto con le altre provincie considerate in termini di distribuzione delle ricerche, RAL medie, settori con maggiori opportunità, e altro ancora.
Di seguito le principali evidenze del report:
- Con il 10% delle nuove offerte di lavoro nel campo tecnologico, Torino è una delle città più “tech” d’Italia.
- Con il 42% di ricerche attive, Milano è la provincia in cui si concentra il maggior numero di offerte di lavoro per le posizioni IT analizzate, seguita da Roma (25%), Torino (10%), Napoli (8%), Bologna (7%), Padova (5%) e Bari (3%).
- Per i lavori IT, la provincia di Torino offre una RAL media di 39.000 Euro – inferiore a Milano (43mila), in linea con Roma e superiore a Padova e Bologna (37mila), Napoli e Bari (33mila)
- Torino offre maggiori opportunità in società di consulenza e PMI
- Anche qui si sconta la difficoltà per le aziende di reperire i profili tecnologici ricercati: la ricerca stima che in Italia le aziende facciano fatica a trovare 3 profili su 4.
- I profili più richiesti: Cloud Developer, Full Stack Developer, Data Scientist, Java Developer, Cyber Security e DevOps Engineer
4 – 5 – 6 MARZO 2022
Just The Woman I Am – JTWIA è l’evento che dal 2014, promuove la raccolta fondi per la ricerca universitaria sul cancro, la prevenzione, i corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere.

JTWIA è molto più di una corsa e camminata collettiva di 5 km, ma è un vero e proprio villaggio della prevenzione e del benessere per offrire ai cittadini visite di prevenzione gratuite, consulti, convegni e webinar divulgativi. È uno spazio fisico e digitale di promozione gratuita per le associazioni no profit, è un’occasione di incontro, dialogo e di festa tra il mondo accademico, l’eccellenza sanitaria italiana, i cittadini e le scuole.
La Fondazione Medicina a Misura di Donna, una delle realtà che operano all’interno della Città della Salute e della Scienza di Torino, sarà presente domenica 6 marzo in Piazza San Carlo presso lo stand n. 10.
Nata nel 2009 su invito della prof. Chiara Benedetto, da 10 donne della società civile con competenze complementari, unisce nel proprio statuto Scienza, Innovazione tecnologica e Arte al servizio della salute delle donne. Lavora a fianco delle istituzioni per contribuire alla ricerca scientifica, all’alta formazione, all’innovazione tecnologica per cure sempre più personalizzate, alla umanizzazione della cura e dei suoi luoghi, e alla promozione della Salute, partendo dalla prevenzione. L’Ente, che ha sede operativa presso la Struttura Complessa Universitaria – Ginecologia e Ostetricia 1 del Sant’Anna di Torino, ha riqualificato strutturalmente intere aree dell’Ospedale e numerose altri spazi sono stati rese più accoglienti attraverso azioni di arte partecipata. Promuove incontri informativi e campagne di prevenzione sull’adozione di stili di vita sani, supporta programmi di alta formazione in campo ostetrico e ginecologico, finanzia ricerche attraverso borse di studio/ricerca, partecipa in progetti pilota e pubblicazioni, conduce campagne di fundraising coinvolgendo cittadini, imprese, altre fondazioni, club di servizio ed enti filantropici per dotare l’Ospedale Sant’Anna di arredi medicali e strumentazioni diagnostiche e terapeutiche. La Fondazione ha avviato una piattaforma di ricerca-azione sulla relazione virtuosa fra Cultura e Salute con oltre 90 realtà del territorio, istituzioni culturali e cognitive che condividono i risultati delle ricerche internazionali e progettano interventi all’interno dell’Ospedale (il “Cantiere dell’Arte”, le “Vitamine musicali” con le “Vitamine Jazz”, il passaporto culturale “Nati con la Cultura”). Inoltre ha sottoscritto il Patto della lettura cittadino e promuove la lettura in ospedale.
Le ricerche sostenute dall’Ente riguardano gli stili di vita in donne con tumore al seno, l’obesità in gravidanza, laprevenzione del disagio psichico perinatale, l’attività di medicina integrativa presso il Centro Cefalee della Donna e il Servizio di Agopuntura in Ginecologia e Ostetricia e il ruolo della cultura per la salute.
PROGRAMMA
Domenica 6 marzo alle ore 10 presso il PadiglioneIncontri la Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna, Prof.ssa Chiara Benedetto, terrà una relazione dal titolo: La cultura della prevenzione nel percorso di vita della Donna
Presso lo stand n. 10 saranno presenti dalle 10 alle 18 i Membri della Fondazione che tramite video, immagini, racconti e materiale illustrativo vi racconteranno le attività dell’Ente
Alle 10:30l’attrice Elena Ruzza leggerà alcuni brani dedicati all’universo femminile e la fotografaElena Givone farà alcuni scatti artistici della manifestazione in piazza
Alle 11Le voci PeriGolose, primo e unico gruppo vocale rinascimentale steampunk, dirette dal maestro Franco Romanelli, che partecipano al programma delle “Vitamine Jazz”
Alle 14Vitamina Jazz con Le voci PeriGolose, di Franco Romanelli, Raluca Nicolau, Laura Ribet, Armando Mugnai e Jonathan Kleis
Alle 16 Vitamina Jazz Duo SineSocks diLaura Ribet e Massimo Ferrarini
Alle 16:45 Vitamina Jazz Silvio Del Mastro
Alle 17:15Vitamina musicale con le note della kora, strumento a corde africano, costruita e suonata dalla musicista Elena Russo
I Membri del Consiglio Direttivo, i Soci sostenitori e gli Aderenti della Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus vi attendono in piazza per condividere con voi una giornata speciale.

Il perché della mediazione
La mediazione civile e commerciale rientra tra i sistemi ADR, consente di velocizzare la giustizia civile italiana bloccata da un gran numero di cause arrettrate, le parti non si rivolgono ad un giudice bensì ad un mediatore.

Per l’avv. Maria Pia Cerchia,mediatrice ASCONNET SRLS,quella del mediatore è una professione, il mediatore ha un diverso approccio alla controversia; il mediatore deve comprendere l’elemento scatenante il conflitto e partire da lì per cercare di comporre la lite; per avere risultati soddisfacenti occorre essere formati professionalmente e aiutare le pati ad incontrarsi e a trovare una soluzione conveniente per entrambe.
L’ASCONNET SRLS, ricorda l’avv.Maria Pia Cerchia , è presente nel Torinese dal 2011; nel tempo ha trattato mediazioni fra privati, società, enti, ed ognuna di essa ha permesso a nostri mediatori di crescere professionalmente ed umamente.
Penso ad esempio ad una delle ultime trattate, che vedeva coinvolti due fratelli per la successione della madre;ebbene dopo anni di litigi, grazie allo strumento della mediazione, si è raggiunto l’ accordo e le parti hanno recuperato la pace familiare. Ed ancora quella che, si è svolta tra l’ASL e un paziente ricoverato, finita anche questa con successo; la parte ha ricevuto in breve tempo il risarcimento dei danni subiti ed ha potuto iniziare le cure di cui necessitava.
La mediazione più “leggera”che abbiamo dovuto trattare è in materia condominiale:”Impugnazione della delibera assembleare”.
La richiesta si basava su motivazioni pretestuose, abbiamo cambiato l’approccio, e dato più spazio al dialogo. E’ stata la carta vincente, poiché è stato subito evidente che il condomino voleva solo ricevere delle scuse dai condomini più giovani, rei di avergli impedito di esporre il suo punto di vista durante l’assemblea; lui da militare in pensione, non poteva accettare un simile atteggiamento.
La mediazione può essere applicata in qualsiasi controversia civile, dalla successione, al recupero crediti, ai confini, ai contratti bancari, finanziari e assicurativi, alla locazione, all’usufrutto, al comodato al risarcimento da responsabilità medica, al risarcimento da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, alle vicende societarie.
L’ASCONNET SRLS ha sede in Orbassano vicolo Mungis 18, per appuntamenti telefonare al 0119013535 3478307375 3334699845 o scrivere a conciliaorbassano@libeo.it:
E’ possibile incontrare i mediatori per un colloquio informativo anche a Chieri via Vittorio EmanueleII,10 e Baldissero Torinese presso il Comune di Baldissero Torinese o con collegamento con piattaforma Zoom.
Nelle immagini l’ultimo corso di aggiornamento svoltosi a Napoli nel 2020 con i formator Avv.Carlo Trimarchi e dott.Enzo Mauro. In copertina un gruppo di corsisti.
Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
I rincari di questi mesi, aggravati dalla drammatica situazione ucraina, dimostrano ancora una volta quanto sia diventato necessario cercare di risparmiare in bolletta.
Servono interventi quotidiani volti ad evitare la stangata dei costi, ma anche a contribuire a diventare meno dipendenti, come Paese, dalle importazioni di gas dall’estero e contemporaneamente dare maggior impulso alla necessaria (e non più rinviabile) transizione ecologica.
Qui alcuni consigli utili sui comportamenti da adottare per risparmiare in bolletta:
L’uso corretto degli elettrodomestici che siano questi moderni o no è fondamentale al fine di ridurre i consumi. Dei piccoli comportamenti virtuosi per un risparmio efficiente.
Lo scaldacqua elettrico è l’elettrodomestico che divora più corrente. Il 20% della bolletta dipende, infatti, dall’acqua calda. Ridurre la temperatura del termostato a 40-45°C durante l’estate e 55°C in inverno può limitare il consumo oltre ad eseguire una manutenzione periodica dell’impianto.
Altro elemento di consumo che ai nostri occhi potrebbe essere quasi invisibile è la spia luminosa dello Stand-by presente nelle TV, computer, registratori ecc.. Per la comodità di poter accendere il televisore con il telecomando ci siamo abituati a lasciarlo sempre in stand-by. Il consumo d’elettricità è basso, ma eliminando tutte le luci delle spie (tv, computer, videoregistratori …) si risparmia il 10-11%, pari a circa 80 euro all’anno a famiglia (ai prezzi attuali e considerando il consumatore domestico tipo come definito dall’ARERA).
Si calcola che il 55 % del consumo energetico della Tv abbia luogo nella modalità stand-by. Inoltre, si usura maggiormente il televisore e si corre il rischio che, lasciandolo in tensione, possa implodere, provocando un incendio. Inoltre, Impostare la corretta temperatura del riscaldamento e gestire le ore di accensione dell’impianto è fondamentale: 19/20 gradi al massimo sono sufficienti a garantire il comfort necessario e rispetto a temperature più alte ogni grado in meno consente un risparmio di gas.
Tenere sempre acceso il riscaldamento è uno spreco enorme, soprattutto se la nostra casa è mediamente efficiente. È importante, invece, impostare le ore di accensione quando effettivamente ci troviamo in casa, spegnere o impostare al minimo la temperatura quando siamo fuori casa.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.
Stipulato in Piemonte il Protocollo d’Intesa con il Coordinamento interregionale degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Piemonte e Valle d’Aosta
Nei locali della Direzione Regionale Inps del Piemonte, è stato siglato con il Coordinamento degli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili del Piemonte e della Valle d’Aosta un protocollo quadro regionale, che fa seguito al quello stipulato il 2 settembre 2021 tra Inps e Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, finalizzato ad attivare una più incisiva collaborazione tra le parti per migliorare la fruibilità dei servizi da parte dei contribuenti.
In particolare, il protocollo sancisce l’impegno delle parti a migliorare i flussi di comunicazione, a contrastare il fenomeno dell’esercizio abusivo della professione, a migliorare le relazioni e gli scambi di conoscenze anche tramite la programmazione di incontri formativi/informativi, a collaborare per la risoluzione delle casistiche più complesse.
Emanuela Zambataro ha sottolineato l’importanza di una collaborazione paritetica e trasparente che, nel rispetto dei reciproci ruoli, agevoli la risoluzione di eventuali ostacoli, con l’auspicio che le parti sviluppino un percorso sinergico per la coprogettazione di interventi condivisi ed efficaci sul territorio regionale.
Domenico Calvelli ha espresso soddisfazione per la sottoscrizione del protocollo, che si colloca in una tradizionale linea di leale collaborazione tra gli Ordini dei Commercialisti, unitamente ai propri iscritti, e la Pubblica Amministrazione, elemento sempre più indispensabile in un periodo di risorse, umane e materiali, limitate e di estrema complessità del contesto giuridico.
Il protocollo è stato firmato da Emanuela Zambataro, Direttore regionale del Piemonte, e da Domenico Calvelli, Presidente del Coordinamento degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli
Esperti contabili di Piemonte e Valle d’Aosta, in nome e per conto degli Ordini di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli.
Presente alla stipula del protocollo anche Luca Asvisio, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Torino.
L’AUTOMOTIVE A TORINO / 6
Il Salone internazionale dell’automobile di Torino è stata per diverso tempo la kermesse automobilistica più rilevante a livello italiano e tra le più prestigiose al mondo; un vero e proprio riferimento nazionale e internazionale.

La prima edizione fu dal 21 al 24 aprile 1900 battezzata con il nome Mostra di Automobili e si tenne nella Palazzina delle Belle Arti del Parco del Valentino, su una superficie di 800 mq. Parteciparono circa 2000 persone, le quali poterono ammirare le auto di Italia, Francia e Germania; gli espositori italiani erano 11 tra cui ricordiamo la Carcano, Ceirano, Orio-Marchand, Prinetti & Stucchi e la neonata FIAT. Dopo questa prima edizione ci furono diversi tiri e molla tra Torino e Milano nell’ospitare il Salone, ma dal 1948 in avanti rimase stabile nel capoluogo piemontese. Negli anni la manifestazione vide un continuo sviluppo, tant’è che nel 1959 fu necessario trovare nuovi spazi poiché sia gli espositori che soprattutto i visitatori erano in continuo aumento. Così fu costruito il Padiglione n.5 su progetto dell’ingegnere Riccardo Morandi, collegato con la parte già esistente attraverso una galleria sotterranea lunga 150 metri dotata di tapis roulant. Ad oggi considerata una delle espressioni più significative del razionalismo italiano del Dopoguerra, per gli elementi architettonici innovativi come strutture, mensole, sbalzi, travi e telai in cemento armato articolati in forme quasi astratte che riaffermano una ricerca dell’uso dei materiali – ferro e cemento – in un linguaggio che ottimizza le qualità statiche ed economiche da un lato, esaltando le caratteristiche di espressione architettonica dall’altro.

L’edificio fu concepito per avere tre location ben distinte: le due gallerie laterali e il salone voltato dotato di lucernari. Durante queste manifestazioni furono presentate per la prima volta la FIAT 1400, la FIAT 126, la Lancia Appia e la Lancia Thema. Nel 1984 il Salone dell’Automobile di Torino si trasferì negli spazi espositivi del Lingotto dove si festeggiò anche il centenario, con la 68° edizione, nel 2000. A causa della crisi del mercato automobilistico, la 69° edizione del 2002 non si tenne: gli organizzatori, gli stessi del MotorShow di Bologna che qualche tempo prima avevano acquistato i diritti per mantenere la manifestazione, proposero a tutti gli espositori di partecipare gratuitamente al Salone – il costo includeva la partecipazione al Motorshow, ma tutte le principali case automobilistiche – esclusa FIAT – decisero di non parteciparvi, portando all’annullamento dell’edizione.

Dal 2014 al 2018 si rifece il Salone dell’Automobile sempre al Valentino ma in modalità aperta e diffusa per il parco.