ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 244

Ecco il nuovo voucher per l’anno scolastico 2022-23

Sono 17,5 milioni le risorse destinate al voucher scuola, che verranno integrate in fase di assestamento di Bilancio per cercare di soddisfare il maggior numero di richieste possibili.

La sesta Commissione della Regione ha approvato a maggioranza la delibera di Giunta sui criteri di assegnazione delle risorse, illustrata dall’assessore all’Istruzione Chiorino. 6,7 milioni sono destinati al voucher “libri di testo, materiale didattico e trasporti”, che quest’anno – come richiesto dal gruppo Luv – consentirà di acquistare anche materiale didattico di abituale consumo (matite, quaderni ecc.) e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, mentre 4,4 milioni sono per “iscrizione e frequenza”. 6,2 milioni è invece la somma trasferita dal Miur come contributo statale per il voucher libri di testo.

La Giunta regionale informa che l’apertura del bando è prevista dal 18 maggio al 21 giugno, per consentire l’erogazione dei voucher a inizio agosto.

Il capogruppo dei Moderati Magliano  ha accolto con favore la volontà di integrare le risorse, mentre il capogruppo di Luv Grimaldi ha sottolineato che mentre tutte le richieste per iscrizione e frequenza verranno soddisfatte, con le risorse a disposizione per le scuole statali si arriverà a coprire le richieste solo fino agli 8 mila euro di reddito Isee.

La Commissione ha anche approvato all’unanimità lo schema di deliberazione della Giunta che porta a 400 mila euro il contributo regionale destinato ai programmi di finanziamento per lo sviluppo delle residenze universitarie in capo a Edisu: uno stanziamento che garantisce un maggior punteggio in graduatoria sui bandi legati alla legge 338/2000 per la realizzazione di alloggi universitari.

La Regione promuove in Europa con nuovi fondi i prodotti agroalimentari e vitivinicoli

Aperti i bandi 2022 del PSR a sostegno dei consorzi di tutela e associazioni dei produttori per attività d’informazione e promozione

In arrivo dalla Regione Piemonte nuove risorse per aiutare i Consorzi di tutela e le associazioni di produttori a valorizzare e rafforzare le produzioni agroalimentari e viticole piemontesi di qualità su mercati.

Con una dotazione finanziaria complessiva di circa 7 milioni di euro di risorse aggiuntive l’Assessorato regionale all’Agricoltura e Cibo ha attivato il bando sulla misura 3.2.1 del Programma di sviluppo rurale 2021-2022 a sostegno delle attività d’informazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari e viticoli di qualità da realizzarsi sul territorio dell’Unione Europea, tra cui la partecipazione a manifestazioni fieristiche di carattere internazionale, nazionale, regionale o locale ritenute interessanti; degustazioni guidate, educational tour, incontri B2B, realizzazione di convegni e workshop, azioni promozionali rivolte al circuito HORECA o presso punti vendita, nonché la predisposizione di materiale promo-pubblicitario, informativo, divulgativo e di iniziative promo-pubblicitarie con i mezzi di informazione ed azioni di educazione alimentare.

Rientrano le iniziative inerenti la valorizzazione del paesaggio rurale caratterizzato da produzioni di qualità come i paesaggi riconosciuti dall’Unesco oppure a corollario della Global Conference on Wine Tourism, il forum mondiale dedicato al turismo enologico che si terrà in Piemonte nel mese di settembre; oltre ad iniziative che coinvolgeranno le Enoteche regionali e le strade del vino e del cibo riconosciute.

Il bando “Operazione 3.2.1 del PSR 2014/2020 Bando 1/2022_B” è pubblicato sul sito ufficiale della Regione Piemonte al link:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/psr-2014-2020-operazione-321-informazione-promozione-dei-prodotti-agricoli-alimentari-qualita-bando-3

scadenza: domande di preiscrizione 20 maggio 2022, domande di sostegno 20 giugno 2022.

Il medico e la psicoanalisi

Lunedì 16 maggio 2022 ore 19.00 via Guastalla 13 bis – Torino

Secondo incontro di

 PRATICHE DI PSICOANALISI LACANIANA “IL MEDICO E LA PSICOANALISI”

A cura dell’Istituto di Specializzazione in Psicoterapia IPOL di Torino

 

 Riceviamo e pubblichiamo

In che modo la formazione in psicoterapia psicoanalitica lacaniana può orientare il lavoro dello psicologo e del medico nel campo di applicazione del Diritto e della Legge alle questioni inerenti il disagio psichico?

 

Prosegue il ciclo di incontri dal titolo “Pratiche Lacaniane” organizzato dallIstituto IPOL di Torino per incontrare giovani psicologi e medici interessati all’applicazione della teoria e della pratica clinica psicoanalitica in relazione ad alcuni ambiti di lavoro di grande rilievo e attualità sociale.

L’incontro ad ingresso libero e gratuito sarà presieduto da Maria Laura Tkach psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista, socia e docente di IPOL, membro della SLP e dell’AMP, socia del Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei.

 

INTERVERRANNO:

Maria Bolgiani: psicoanalista, psichiatra presso ASL Città di Torino, membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, docente dell’Istituto IPOL, socia fondatrice del Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei onlus.
Carla Olivetti: Laurea in Medicina e Chirurgia, specialista in Medicina Interna, specializzata in psicoterapia all’Istituto IPOL e iscritta nell’elenco degli psicoterapeuti del Piemonte, partecipante alle attività della SLP, socia e collaboratrice alla docenza di IPOL.
Vanessa Leone: Laurea in Medicina e Chirurgia, specialista in Psichiatria, lavora presso il Servizio per le dipendenze dell’ASL Città di Torino, partecipante alle attività della SLP, collaboratrice alla docenza e socia di IPOL.
Sabrina Guidi: Medico chirurgo, specialista in Scienze dell’alimentazione, SS dietetica e nutrizione clinica ASL TO4, psicoterapeuta,  collaboratrice alla docenza e socia IPOL, partecipante alle attività della SLP.

 

Per info e iscrizioni: info@istitutoipol; altreattività@istitutoipol.it

 

Restart Valsusa: l’incubatore e facilitatore presenta i primi progetti e collaborazioni

 AL LAVORO  ISTITUZIONI E SOCIETÀ CIVILE UNISCONO LE FORZE  PER LA RINASCITA DELLA VALLE

Il Presidente Cirio: una grande occasione di rilancio per il territorio

 RESTART Valsusa,  l’hub di conoscenze e competenze sul territorio, ha posato la sua pietra angolare, durante il convegno durante il quale ha presentato i primi progetti pensati in collaborazione con istituzioni del territorio e nazionali. Grande è stata la partecipazione, soprattutto da parte del tessuto imprenditoriale e riconnettere persone ed esperienze, e costruire il futuro della Valsusa. Ha aperto i lavori Alberto Cirio, Presidente della Regione. 

“Ho voluto approfondire la mission di Restart Valsusa: per le ragioni per cui è stata fondata, e per i progetti che vuole mettere a terra, è tra quelle che costruirà il Piemonte di domani. Ripartire insieme, prendendo le mosse dai due anni di pandemia, valorizzando la società, i territori e le nostre montagne, è la strada maestra per lo sviluppo. Il turismo sarà certamente una delle prospettive con maggiore concretezza nei prossimi mesi, se sapremo offrire servizi d’eccellenza. Il tema della città Metropolitana con Restart diventa finalmente centrale per la Valle, per creare la connessione tra centro e periferia, tra città e montagna, necessaria per dare forma a opportunità sostanziose collettive, anche grazie alle grandi infrastrutture in fase di realizzazione”, ha detto il Presidente. “C’è tanta strada da fare insieme, e c’è anche il carburante per percorrerla: oltre al PNRR, sono da considerare anche i fondi TAV, 90 milioni di euro ancora in parte da sbloccare, e i fondi europei destinati alle regioni, che dall’autunno vedranno la Regione impegnata in modo diretto sui territori. I nuovi standard di spesa europei prevedono l’esistenza di zone che hanno interessi comuni, progetti con regie regionali. Sono i territori a conoscere le loro esigenze: non servono  politiche e progetti calati dall’alto, bensì sforzi fatti in sinergia. Questa è la nostra sfida: nell’assegnazione di questi fondi viene data precedenza a chi punta sulla sostenibilità, sulla cultura, sull’innovazione, sull’enogastronomia, sull’ottimizzazione logistica, tutti temi che il Piemonte tutto e la Valsusa padroneggiano da sempre. Le associazioni come Restart possono coordinare gli sforzi collettivi, ognuno con la propria vocazione. Voglio quindi garantire il supporto del governo regionale nel valorizzare i progetti che saprete mettere in campo e le persone che vi lavoreranno: non c’è buon senso se non si valorizzano le persone. Inoltre, vogliamo che la vita in montagna non sia più qualcosa di romantico ma naturalmente difficile: abbiamo lanciato un bando e allocato investimenti per portare in montagna servizi, scuole, trasporti, e quindi ripopolamento. Il nostro Piemonte ha una storia, anzi, la Storia alle spalle, ma anche un futuro straordinario di fronte a sé. Buon lavoro a tutti, buon lavoro a Restart.”

 

Anche Jacopo Suppovicesindaco della Città Metropolitana di Torino, ha sottolineato la bontà dell’iniziativa, con particolare riferimento ai progetti che proprio grazie all’istituzione che rappresenta potranno prendere vita. “Il fatto che oggi io sia qui come vicesindaco della Città Metropolitana è il primo pezzo di una narrazione differente. A fronte di una riforma sbagliata, quella della cancellazione delle province, bisogna trovare dei correttivi locali perlomeno per la rappresentanza dei territori. Grazie a città metropolitana in Valsusa sono già arrivati 14 milioni di euro per la coesione sociale e l’istruzione. È la strada giusta per aggregare le aree interne con le zone urbane e il capoluogo È necessaria una nuova percezione del territorio, sottraendosi alla pigrizia dei media che vede solo il TAV, perché la realtà è ben più articolata. Questo è un territorio che sa concretizzare, l’esempio migliore è quello della ciclo-via Francigena, che ha visto collaborare territori nazionali e internazionali.La Città Metropolitana ricoprirà non solo il ruolo di mediatore politico, ma anche quello di finanziatore. Dobbiamo essere molto rigorosi, ma anche ottimisti, senza dimenticarci l’amore per questo territorio e per quello che rappresenta.” 

 

“Questa associazione nasce da un gruppo di persone che hanno scelto di non rassegnarsi al declino della valle: siamo un’associazione apartitica, non apolitica, e sappiamo che sono le persone a dare forma e a determinare le politiche. Oggi abbiamo una valle che di fatto è divisa in tre: la parte più bassa, più rivolta verso Torino, la parte centrale, quella ad oggi più in difficoltà, più provata dalla crisi, e l’alta valle, quella che in questo momento è in maggiore vantaggio, ma ha una vita autonoma rispetto alle altre due. La grande diatriba del TAV ha attirato a sé e divorato le energie della Valsusa, dividendo gli animi e bloccando di fatto lo sviluppo”, ha concluso la presidente Lucrezia Eleonora Bono“È arrivato il momento di prendere coscienza e mettersi a disposizione, dal basso, ognuno con le proprie competenze e capacità, mettendo da parte gli elementi che ci hanno divisi sinora. Torino e la Valsusa sono fortemente legate. La nostra città di riferimento rischia di essere fagocitata da Milano, e cerca di tornare protagonista. La Valle ha bisogno di riprendere in mano i progetti che si sono arenati, e deve generarne di nuovi. Per questo Restart ha subito instaurato un rapporto di collaborazione con le Università, che ci aiuterà ad acquisire un metodo di analisi, progettazione e messa in opera delle attività. Abbiamo poi cercato la collaborazione di altre associazioni, e proprio queste saranno le attività che partiranno per prime. La Fondazione Marisa Bellisario, insieme alla Global Thinking Foundation, introdurrà nelle scuole un progetto per l’orientamento delle ragazze nella scelta delle materie STEM. APID invece si occuperà di mentoring per le donne imprenditrici, aiutandole a sviluppare nuove e diverse capacità manageriali.”

 

Il prossimo appuntamento di RESTART Valsusa avrà come tema la logistica dei trasporti nel nord ovest e sarà presentato nelle prossime settimane.

Arriva la Giornata del gioco libero all’aperto

La ricorrenza sarà sancita da una legge regionale l’ultimo sabato di maggio.

Già partite le lettere di informazioni per tutti i Comuni. L’esponente della giunta regionale Chiara Caucino, Assessore alla Famiglia,  è convinta che dopo chiusure e distanziamenti sia giusto restituire ai bambini i cortili e le piazze. E che in un mondo sempre più freddo e “digitale” occorra promuovere l’attività ludica en plen air, sostenendo la socializzazione e il movimento, evitando che il tempo libero dei nostri figli si esaurisca esclusivamente davanti a uno schermo, qualunque esso sia.

Giocare in libertà, ritrovare lo spirito di un tempo, quando i cortili pullulavano di bambini che socializzavano divertendosi, crescendo seguendo abitudini e modelli ben lontani da quelli di oggi, che vedono – purtroppo con sempre più frequenza – i videogiochi e la tv a farla da padroni. Ecco perché la Regione Piemonte, su iniziativa dell’assessore alla Famiglia, ha istituito la «Giornata del gioco libero all’aperto» l’ultimo sabato del mese di maggio (il 28), dedicata a promuovere l’importanza della libertà di movimento e di gioco dei bambini e delle bambine che, attraverso di esso, sperimentano libertà di relazione e di pensiero, scegliendo ed orientando la propria azione secondo la loro età e la loro naturale curiosità, i propri bisogni ed il grado di autonomia.

Così, da adesso, ogni anno la Regione individuerà e sosterrà azioni di comunicazione trasversale rispetto alle attività promosse e realizzate dai Comuni relative alla celebrazione della giornata che, come detto, cadrà sempre l’ultimo sabato di maggio. Per questo è stato messo in campo un investimento di 10mila euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. La Regione ha quindi scritto, già prima di Pasqua, una lettera a tutti i Comuni per coinvolgerli nell’iniziativa auspicando una larga adesione.

Per l’assessore regionale alla Famiglia, in particolar modo dopo le sofferenze provocate dai lock down e dai distanziamenti sociali imposti dalla pandemia, è doveroso mettere in campo azioni che favoriscano il gioco all’aperto, uno strumento non soltanto di divertimento, ma fondamentale per la socializzazione e la crescita degli individui. Ecco perché l’istituzione della “Giornata del gioco libero all’aperto”, dedicata a promuovere l’importanza della libertà di movimento e di gioco dei bambini e delle bambine che, attraverso di esso, sperimenteranno libertà di relazione e di pensiero, scegliendo ed orientando la propria azione secondo la loro età e la loro naturale curiosità, i propri bisogni ed il grado di autonomia. A dimostrazione di quanto l’assessore tiene a questo evento la Regione Piemonte è in procinto di istituzionalizzare la Giornata con legge regionale.

In occasione della prima Giornata verrà organizzato un momento di incontro mediatico per presentare ai principali organi di informazione le diverse iniziative regionali messe in campo in favore della promozione del benessere dei bambini e delle loro famiglie, tra cui rientra, a pieno titolo, la “Giornata del gioco libero all’aperto”. L’assessore regionale alla Famiglia auspica che questa iniziativa spinga le famiglie a “tornare indietro” rendendosi conto dell’importanza del gioco libero che non vuole mettersi in contrapposizione con le nuove forme di intrattenimento elettroniche – anch’esse importanti – ma un’alternativa complementare in cui poter giocare “nella realtà”, se così si può dire, a contatto con i propri amici in un mondo sempre più freddo e digitale.

Flowpack: il massimo col minimo. Alta protezione a basso impatto

A Ipack-Ima presentato il white paper che indaga storia e futuro dell’imballaggio 

Grande successo per l’evento di presentazione di “Flowpack: il massimo col minimo. Alta protezione a basso impatto”, pubblicazione tecnico-scientifica a cura delle ricercatrici del Politecnico di Torino, Beatrice Lerma e Doriana Dal Palù, nata da un’intuizione del futuro presidente UCIMA per il periodo 2022/2024 Riccardo Cavanna. L’iniziativa, inserita nel ricco calendario di Ipack-Ima, fiera internazionale specializzata in packaging e processing, ha contato sulla presenza di ospiti di spicco e su oltre 120 partecipanti, registrando il tutto esaurito.

“Questo documento – ha spiegato Cavanna – cerca di rispondere a una domanda fondamentale, ovvero se sia possibile ipotizzare un futuro per il flowpack. L’idea mi è venuta visitando un centro di riciclaggio: mi sono reso conto che partendo dal fondo si poteva pensare al tema della sostenibilità in una maniera diversa, non solo guardando il ciclo di vita del prodotto ma anche ripensandolo da un punto di vista scientifico e storico-culturale. È da qui che ho capito che come industria del packaging dovevamo attraversare la storia di questo meraviglioso pacchetto guardandolo da più punti di vista”.

Alla serata hanno partecipato relatori d’eccezione: dopo l’introduzione delle curatrici, il moderatore Luca Maria De Nardo ha dato il via alla tavola rotonda che ha visto salire sul palco il presidente di CONAI Luca Ruini, la professoressa Paola Scarfato del dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno, Mario Molinaro, Business Director Flexible Packaging EU di Taghleef, il presidente di Giflex Alberto Palaveri e Riccardo Cavanna. A prendere parte al convegno da remoto, invece, sono stati Mario Cerutti , Chief Institutional Relations & Sustainability Officer di Lavazza e Domenico Brisigotti, direttore commerciale food di Coop.

Il white paper si compone di diverse sezioni: pillole temporali, capitoli tematici, storie di aziende, voci di persone e curiosità sull’ecopack.

“Questa pubblicazione – hanno detto le due curatrici – rappresenta il primo risultato di un’attività di ricerca che indaga, in senso ampio, le relazioni tra flowpack e sostenibilità. Il lavoro di ricerca del gruppo del Politecnico di Torino, che ha visto il coinvolgimento anche della dottoressa Ottavia Burello, rappresenta i diversi attori coinvolti in tutta la filiera del flowpack e le diverse funzioni e la complessità di questa tipologia di imballaggio flessibile. L’università è stata quindi un ponte tra il mondo delle imprese e il mondo della ricerca, favorendo il dialogo reciproco e la messa a fuoco di possibili criticità da riportare al mondo dei decisori politici e della filiera complessiva”.

Per rimanere aggiornati sul progetto e scaricare il white paper consultare il sito https://www.flowpack.it/

Il Gruppo Marazzato per lo sviluppo sostenibile

AL VIA IL PERCORSO CON OBIETTIVO B-CORP
L’azienda protagonista l’11 maggio scorso di un meeting direzionale che ha coinvolto tutti i dipendenti per presentare i nuovi obiettivi e strategia di sustainability.

I temi della sostenibilità e della rigenerazione sono oggi al centro del dibattito anche all’interno delle aziende. Dalle PMI alle multinazionali, nascono e si sviluppano percorsi dedicati, per operare anche all’interno dell’ambito business delle rivoluzioni di carattere sociale.
Anche il Gruppo Marazzato, nell’ambito di una crescita che l’ha portata nel 2021 al passaggio da PMI a grande impresa, ha iniziato un percorso di sviluppo sostenibile, attraverso la misurazione del proprio impatto, la formulazione di strategie evolutive e l’identificazione delle azioni di miglioramento del profilo di sostenibilità dell’azienda, anche con l’obiettivo di raggiungere la certificazione B Corp.
Il percorso, progettato coerentemente con la vision, la mission e i valori che sin dalla nascita caratterizzano e qualificano l’impresa, ha l’obiettivo di ottimizzare e rafforzare il costante percorso già svolto negli anni precedenti in ambito sostenibilità e creazione di valore per tutti gli stakeholders, aggiornandolo con convinzione e impegno a un livello ancora più evoluto.
È quanto è stato al centro l’11 maggio del primo Kick Off Meeting, la riunione direzionale tenutasi presso la raffinata cornice del ‘Museo Borgogna’ di Vercelli, che ospita una preziosa e importante collezione di prezzi pregiati legati alle arti figurative che la qualifica come seconda pinacoteca del Piemonte.
Il Gruppo, che da sempre sostiene le realtà del territorio e le iniziative legate all’arte, ha terminato la riunione direzionale con una visita alle opere distribuite su tre piani espositivi insieme al personale del museo.

Bonus teleriscaldamento, partite le domande

Al via a Torino e Grugliasco la presentazione delle domande per il Bonus Teleriscaldamento 2022, uno sconto sulla bolletta riconosciuto da IREN per la stagione termica in corso, per dare un sostegno concreto alle famiglie economicamente svantaggiate a causa dell’eccezionale aumento subito dal costo del gas.

Nei due Comuni la domanda per ottenere il Bonus potrà essere presentata on line a partire fino al 31 maggio 2022. Per procedere sarà sufficiente collegarsi al sito di IREN (https://www.irenlucegas.it/bonus-teleriscaldamento) e accedere all’area dedicata del Comune autenticandosi con le credenziali SPID.

La misura è già stata avviata nel Comune di Nichelino e prenderà il via nei prossimi giorni anche negli altri Comuni dell’area torinese dove Iren gestisce la rete di teleriscaldamento (Beinasco, Collegno, Moncalieri e Rivoli): per conoscere la data di avvio nel comune di residenza consultare le indicazioni sul sito IREN sopra indicato.

Il “Bonus Teleriscaldamento 2022” può essere richiesto da tutti i Clienti domestici che dispongono di un contratto di teleriscaldamento per la propria abitazione, attivo tra il 1° ottobre 2021 e il 31 maggio 2022 e con ISEE non superiore a 12.000 euro, estendibile a 20.000 euro in caso di almeno 4 figli a carico.

Gli importi dello sconto sono i seguenti:

  • 487 euro (pari ad un risparmio di 536 euro con IVA 10% inclusa) per le famiglie sino a 4 componenti;
  • 679 euro (pari ad un risparmio di 747 euro IVA 10% inclusa) per le famiglie con più di 4 componenti.

Il Bonus, che integra le misure già avviate dal Gruppo Iren a fronte degli aumenti delle bollette di luce e gas a supporto dei propri clienti, è stato messo in campo per sopperire all’esclusione del teleriscaldamento dalle agevolazioni governative, rivolte in modo esclusivo ai rincari dei costi di energia elettrica e gas naturale, nonostante i significativi benefici ambientali che il teleriscaldamento genera in termini di riduzione delle emissioni rispetto alle caldaie tradizionali.

Agroinnova celebra vent’anni di cultura e ricerca

La storia del mondo attraverso le piante

 

Agroinnova celebra vent’anni di cultura e ricerca in occasione della Giornata Internazionale della salute delle piante.

Innovazione e passione, curiosità e rigore, scrittura e lettura.

Parole chiave per il Centro di Ricerca del Polo Universitario di Grugliasco

e dei suoi ricercatori che hanno fatto della produzione scientifica e tecnica

un elemento strategico per promuovere l’innovazione agricola,

sviluppando soluzioni innovative per un’agricoltura più sostenibile

che sono alla base di una alimentazione più sana, più buona e per tutti.

 

Ieri, 12 maggio, si sono svolte le tradizionali Porte Aperte di Agroinnova, data simbolica in cui si celebra la Giornata Internazionale per la Salute delle Piante, eredità dell’Anno Internazionale della Salute delle Piante (IYPH2020), a cui Agroinnova ha partecipato attraverso un percorso di comunicazione e divulgazione scientifica ampio e diversificato, il Festival Plant Health 2020.

Per Agroinnova l’iniziativa Porte Aperte di quest’anno ha un valore speciale: festeggia infatti il traguardo dei 20 anni di attività. Istituito nel 2002 presso l’Università degli Studi di Torino, Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale, è considerato a livello internazionale una delle eccellenze dell’innovazione pubblica sul territorio piemontese e non solo.

In questi vent’anni, che sono veramente volati, AGROINNOVA ha affrontato temi di grande rilievo per la salute delle piante, per la sicurezza del cibo che consumiamo, soprattutto occupandosi della messa a punto di metodi di difesa delle colture a bassissimo impatto ambientale. – dichiara Maria Lodovica Gullino, Direttore del CentroPerché la salute delle piante e del cibo sono strettamente correlati alla nostra salute. Lavorare a stretto contatto con le imprese ha permesso un rapido trasferimento dei nostri risultati alle diverse realtà produttive. A ben pensarci, questi 20 anni sono stati come un bellissimo viaggio.

Vent’anni di ricerca e passione per le piante e le loro malattie, festeggiati aprendo le porte delle serre di Agroinnova con la partecipazione di un ospite speciale: Antonio Pascale, scrittore e giornalista, oltre che funzionario presso il Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari (MIPAAF). Si occupa anche di divulgazione scientifica e nel 2021 ha pubblicato “La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini”. Attraverso le sue parole gli ospiti hanno rivissuto alcune esperienze importanti dell’ultimo ventennio agricolo italiano. Coniugare ricerca e cultura è d’altronde sempre stato un caposaldo della strategia di Agroinnova.

A sottolineare ancora una volta l’importanza in particolare della scrittura per un ricercatore è chiamato il Presidente di Agroinnova, Angelo Garibaldi: “Abbiamo sempre spinto i nostri giovani a scrivere e a leggere molto, lavori scientifici e divulgativi, mantenendo un certo equilibrio tra italiano e inglese. La ricerca internazionale ovviamente parla la propria lingua ma il ricercatore non deve dimenticarsi dei tecnici del suo territorio. Il nostro settore ha bisogno oggi più che mai di innovazione concreta e applicabile ai processi produttivi.

L’evento, incluso nel programma culturale del Salone OFF, è anche occasione per iniziare a festeggiare i 20 anni dalla nascita di Agroinnova e riassumere i risultati ottenuti fin qui.

Tra le migliori strutture in Italia e in Europa nel settore della Patologia vegetale, con ottomila metri quadrati a disposizione dei ricercatori presso il Polo Universitario di Grugliasco, Agroinnova considera da sempre come core-business la ricerca, di base e applicata, a cui dedica il 70% delle risorse, senza trascurare il trasferimento dei risultati al mondo operativo, la divulgazione delle conoscenze al pubblico e la formazione permanente.

Tra i temi su cui Agroinnova ha concentrato la sua ricerca ventennale con una visione internazionale e tanta passione, le malattie delle colture ortoflorofrutticole, la difesa sostenibile delle piante, la resistenza ai fungicidi e riduzione dell’uso di mezzi chimici, la difesa biologica e integrata, la biosicurezza e l’agroterrorismo, la salute del suolo, l’effetto dei cambiamenti climatici sulle malattie delle piante, la salute delle piante nell’ottica di una salute circolare. Tutte ricerche che si legano perfettamente agli studi e allo sviluppo di una alimentazione più sana, più buona e per tutti.

Nei suoi vent’anni di attività Agroinnova:

  • ha ottenuto oltre 100 milioni di finanziamenti e più di 200 progetti (di cui 50 finanziati dalla Commissione Europea)
  • ha formato più di 200 giovani ricercatori, di cui una cinquantina di dottori di ricerca.
  • ha collaborato con il mondo privato con 200 imprese tra Italia ed estero a finanziare progetti di ricerca nel settore agro-ambientale.

Agroinnova ha all’attivo nel campo diverse pubblicazioni:

  • oltre 850 lavori ISI;
  • altri 1250 lavori su riviste scientifiche;
  • oltre 1000 lavori divulgativi su riviste tecniche e periodici;
  • decine di libri in italiano su svariati argomenti di ricerca riguardanti la salute delle piante;
  • Plant Pathology in the 21 Century, un’intera collana di volumi Springer con all’attivo 15 libri di autori internazionali;
  • una propria rivista, “ Protezione delle Colture”, realizzata con alcuni ricercatori del Centro per promuovere costantemente l’aggiornamento tecnico nel settore della difesa delle colture.

Agroinnova ha inoltre organizzato e partecipato a diversi congressi di rilevanza internazionale:

  • Congresso Mondiale di Patologia vegetale (ICCP) nel 2008 con oltre 2000 fitopatologi da tutto il mondo;
  • 40 congressi e workshop internazionali tra Italia ed estero;
  • Incontri Fitoiatrici, tradizionali momenti di aggiornamento per tecnici e agricoltori di Piemonte e Liguria, che giungono a ottobre alla cinquantesima edizione (gold).

La stessa Agroinnova ha dato vita a due imprese:

  • AgriNewTech, che persegue l’importante obiettivo di trasferire alle piccole e medie imprese i risultati di anni di ricerche nel campo della difesa sostenibile delle colture e delle biotecnologie applicate all’ambiente e all’agricoltura;
  • ANT NET, che si occupa in particolare di progettazione, conduzione agronomica e difesa sostenibile, nell’ottica di preservare e valorizzare gli ecosistemi connessi a queste attività e di favorire lo sviluppo economico delle piccole e medie imprese.

Agroinnova è stata la sede di società scientifiche:

  • Presidenza della Società internazionale di Patologia vegetale (ISPP, 2008-2013);
  • Presidenza della Associazione italiana protezione Piante (AIPP, 1996-2002);
  • Presidenza dell’Associazione italiana Società agrarie (AISSA, 2002-2004);
  • Presidenza della Società Italiana di Patologia vegetale (SIPaV, 2017-2020).

E dalle attività per l’IYPH2020 è nata l’Associazione weTree, che oggi collabora attivamente per valorizzare e implementare il verde urbano a livello nazionale e naturalmente torinese.

Foto Marco Carulli

Restart Valsusa, un progetto per far ripartire la valle

Venerdì 13 maggio, ore 17:30 Castello di Adelaide, Via al Castello 14 – Susa

 UN NUOVO PROGETTO SUL TERRITORIO: “LA MONTAGNA DELLA CITTÀ”

Nasce un incubatore e facilitatore di sviluppo e rapporti tra valle e città. Il progetto prende il via con un convegno, venerdì 13 maggio, al Castello di Adelaide: territorio, società civile e istituzioni insieme per il rilancio

Nasce RESTART Valsusa, l’hub di conoscenze e competenze sul territorio, in una piattaforma di co-progettazione per riconnettere persone ed esperienze, e costruire il futuro della Valsusa. A dare il via al progetto, un convegno per dare nuovo impulso allo sviluppo locale con nuovi obiettivi e progetti di medio e lungo periodo, che coinvolge i principali stakeholders del territorio, con la partecipazione della Città Metropolitana di Torino Jacopo Suppo e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
“Il valore aggiunto di RESTART è il suo approccio trasversale, che coinvolge ugualmente il settore pubblico e privato nell’elaborazione di nuove linee di progetto, nell’aggregazione di nuovi network e nel potenziamento delle reti già attive sul territorio. Non solo un programma di intenti, che dà vita a nuove relazioni tra valle e città, ma un’operazione collettiva, che concerta le attività e le forze. Nasce da qui la collaborazione con le competenze universitarie, nel ruolo di fucina per la pianificazione di nuove attività e per il recupero di quelle già avviate, ma cadute nel dimenticatoio. Vogliamo lasciarci così alle spalle l’impasse socio-economica degli ultimi anni, che ha visto chiudere troppe aziende e ha indotto lo spopolamento della valle, con la fuga di tanti giovani. Vogliamo dare vita a forme nuove di residenzialità, a partire dal ripopolamento dei borghi e dei piccoli comuni” dichiara la presidente di RESTART, Lucrezia Eleonora Bono.
Il futuro che RESTART immagina per la valle è fondato su una visione da realizzare con concretezza e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo Sostenibile e sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In primo piano ci sono progetti per la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, la cultura, il turismo, la transizione ecologica, le infrastrutture per la mobilità sostenibile, l’istruzione e la ricerca, l’inclusione sociale e la coesione del territorio. Una piattaforma di co-progettazione complessa e ambiziosa, che può generare opportunità, nuovi spazi di riflessione e formazione, con opportunità di crescita che presuppongano il miglioramento della qualità della vita di chi abita e vive la valle. Torino e Lione evolvono verso la condizione di città-piattaforma , un concetto che trasforma gli spazi urbani da poli centralizzati, erogatori e dispensatori di prestazioni, in sistemi abilitanti alla generazione pubblica e privata di servizi. La Valsusa si trova proprio tra le due città, in una posizione geografica strategica, per risultare attrattiva in entrambi i contesti urbani. Saranno questi i principali temi di confronto, sui quali si confronteranno i protagonisti presenti all’appuntamento d’esordio di RESTART di venerdì 13 maggio, con un convegno al Castello di Adelaide, a partire dalle 17:30.
L’incontro, presentato dalla presidente di RESTART Lucrezia Eleonora Bono, prenderà il via con i saluti del sindaco di Susa Pier Giuseppe Genovese . Il vicepresidente Stefano Rigon introdurrà gli interventi di Cristopher Cepernich , sociologo dei media e della politica e Direttore dell’Osservatorio Comunicazione Politica dell’ Università di Torino , della responsabile della Fondazione Bellisario per il Piemonte Valeria Ferrero e di Brigitte Sardo, presidente di APID. Interverranno inoltre Sergio Barone , vicepresidente Coldiretti Torino, Maria Luisa Coppa , presidente di ASCOM Confcommercio Torino e provincia , Giuseppe Sciarrino, presidente CNA Valsusa, Roberto Cotterchio , vicepresidente API Torino e  Luca Furfaro , membro del tavolo associativo YES4TO. Saranno presentati inoltre i contributi delle Unioni Montane , in particolare quelle dei Comuni Olimpici della Via Lattea con Maurizio Beria D’Argentina , dell’ Alta Valle Susa con Mario Carena e della Valle Susa con Pacifico Banchieri . Concluderanno i lavori il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino Jacopo Suppo e il presidente della Regione PiemonteAlberto Cirio.
Il numero di istituzioni e associazioni che prenderanno parte al convegno è la testimonianza della vocazione multidisciplinare e inclusiva di RESTART Valsusa, il suo primo passo come collettore e propulsore di iniziative tra istituzioni, stakeholder e cittadinanza.
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Photo MenatWorkStudio – C. Allais M.Cicchelli