ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 201

Da imprenditori a finanzieri

Chi non ricorda i tempi in cui le aziende, che ancora non erano multinazionali, erogavano ai propri dipendenti ed ai loro familiari una serie di prestazioni gratuite (o a costo ridottissimo) quali, ad esempio, colonie estive, regali di Natale, cure termali?

E che dire delle case, magari con box auto, che alcune aziende (pensate al Villaggio Leumann di Rivoli, alle case di Mirafiori sud per la Fiat) concedevano ai propri dipendenti con affitto a riscatto per permettere a famiglie anche numerose di avere un’abitazione più che dignitosa?

O delle case di cura, come Ville Roddolo a Moncalieri dove i dipendenti potevano effettuare la convalescenza postoperatoria?

Col passare degli anni, molti di quegli imprenditori si sono trasformati in finanzieri non accollandosi il rischio di impresa, non capendo la differenza fra maestranze coinvolte nell’azienda e maestranze sfruttate dall’azienda, giungendo così agli scenariattuali.

Un tempo era quasi un orgoglio personale non aver mai effettuato un giorno di malattia nell’arco di anni ed anni di lavoro o restare legati ad una sola azienda che avrebbe, per contro, premiato tale fedeltà con aumenti periodici di livello e premi economici; ora i dipendenti sono spesso costretti a porsi in mutua per i ritmi disumani, per lo stress insopportabile e per il mobbing.

Un modello socioeconomico aberrante ha via via sostituito quel modello di impresa con quello attuale, antieconomico (nel senso di molto costoso e, in rapporto, poco redditizio), provvisorio, raffazzonato.

Corsi di laurea, master dai nomi altisonanti non hanno ancora fatto capire ai nostri geni dell’imprenditoria che la vera ricchezza di un’impresa sono le maestranze; se lavorano bene l’azienda otterrà profitti ma se i dipendenti riducono il rendimento anche i profitti si ridurranno in proporzione e, in particolare, la qualità dei beni prodotti o dei servizi resi crollerà drasticamente.

In questi giorni ho sguinzagliato alcuni miei collaboratori che fingessero di acquistare alcuni prodotti nei negozi del centro di Torino: salvagoccia da apporre alle bottiglie di vino, snocciolatori per olive, e poco altro.

La situazione è stata a dir poco drammatica: non soltanto tutti i negozi interpellati (soprattutto quelli specializzati in articoli casalinghi o regalo) non sapevano cosa fossero (pur spiegandoglielo in italiano corretto) ma non li contemplavano tra gli oggetti in vendita.

Uno solo aveva uno snocciolatore, brutto e poco resistente, ad un prezzo decisamente eccessivo.

Un controllo fatto sul sito re dell’e-commerce non soltanto ha permesso di acquistare (simulazione) ben 8 salvagoccia a poco più di 3 euro (metallo e panno) ed uno snocciolatore alla stessa cifra, ma ha permesso di farlo da casa senza il pagamento del parcheggio, che a dicembre in centro è a pagamento (giusto per fare cassa, perché la rotazione dei posti immaginata e venduta ai cittadini quando il parcheggio è a pagamento è un’invenzione amministrativa).

Qual è la differenza tra i due sistemi? E’ evidente che quello tradizionale sia un commercio che è andato peggiorando neltempo, utilizzando personale non preparato, che non conosce assolutamente il settore in cui è chiamato ad operare, che non ha particolare voglia di passare la domenica lavorando anziché andando a sciare, complici i contratti effimeri che vengono loro stipulati e la retribuzione spesso da fame; quello recente dell’e-commerce mostra invece come l’imprenditoria possa essere efficiente, orientata al cliente, ed economica se l’imprenditore sa essere tale.

Certo, l’economia di scala conta molto: se il commerciante di prossimità acquista 10 pezzi di un oggetto il grossista applicherà un certo prezzo, mentre all’imprenditore che acquista 1000 pezzi direttamente dal produttore, questi applicherà un prezzo sicuramente minore.  Ma non è solo una questione economica, è soprattutto questione di aver rispetto per chi ti dà da mangiare, per chi scegliendoti ti permette di mantenere la famiglia, di andare in vacanza e cambiare l’auto.

Anni fa mi occorreva un adattatore dalla tensione domestica al 12 v per un frigorifero da auto; ho cercato quel componente in alcuni negozi di elettronica constatando che mi costava più l’adattatore di un frigorifero nuovo. Passando davanti ad un negozio arabo provai a chiedere e, con mia sorpresa, mi mostrò ciò che cercavo ad un prezzo notevolmente inferiore. Ma, e qui si vede la professionalità, prima di consegnarmelo volle provarlo: non funzionava. Ne cercò un altro nel soppalco, in alcuni scatole nuove ma niente, non ne aveva altri.  Cosa fece, allora, il commerciante? Uscì, si recò da un concorrente a pochi passi e mi portò ciò che avevo chiesto. Non importava non aver guadagnato, era importante aver soddisfatto un cliente.

Ma se il commerciante avesse badato solo al profitto mi avrebbe venduto l’apparecchio senza provarlo: io per così poco non avrei riattraversato la città per cambiarlo, lui avrebbe guadagnato quel poco subito senza curarsi di fidelizzarmi; ovviamente sono tornato altre volte in quel negozio.

Una indagine di alcuni anni fa rivelò come la maggior parte degli imprenditori attuali siano affetti da turbe psichiche, incapaci di portare a termine progetti complessi e dediti a incassare quanto più si possa nel minor tempo possibile, anche a costo di mandare in fallimento l’azienda.

Gli imprenditori degni di tale nome, però, sono sempre meno ed alcuni nomi famosi compaiono spesso sui giornali per aver erogato premi considerevoli ai dipendenti anche in periodi di vacche magre, per aver aiutato famiglia in difficoltà o per aver convertito da contratto a termine ad uno a tempo indeterminato il contratto di una dipendente che nel frattempo era rimasta incinta.

Ecco, basterebbe evitare quelle imprese che non considerano l’essere umano come tale ma come schiavi e supportare chi fa della clientela il proprio punto di forza.

Sergio Motta

I mercati chiedono aiuto

Mercati e fiere chiedono sostegno pubblico. Lo ha detto nell’audizione di Terza commissione in Consiglio regionale (presidente Claudio Leone) il presidente nazionale dell’Associazione “GOIA Fenapi Giancarlo Nardozzi.

L’assessore al Commercio Vittoria Poggio ha garantito il sostegno della Regione, soprattutto per la questione dei mezzi di trasporto, visto che la categoria risulta caratterizzata dalla presenza di un parco mezzi nel complesso datato.

Per delucidazioni sono intervenuti nell’ordine: Sarah Disabato (M5s), Giorgio Bertola (Europa Verde), Valter Marin (Lega), Alberto Avetta (Pd), lo stesso Leone e Silvana Accossato (Luv).

Come sottolineato da Nardozzi, questo tipo di commercio è aiuta a contenere i prezzi, inoltre è fonte di sostentamento per centinaia di famiglie italiane, di cui quasi 15 mila nel solo Piemonte:  “Il nostro territorio regionale – come spiegato – vanta la presenza di 53 mercati sopra i 150 banchi di cui 27 sopra i 200, con il primato europeo del mercato di Porta Palazzo a Torino, costituendo quindi un importante asset strategico in tema di promozione turistica del territorio, purtroppo ad oggi mal sfruttato”.

“GOIA Fenapi – ha affermato ritiene necessario che, considerata l’importanza storica, sociale ed economica che il sistema dei mercati e delle fiere comporta per il territorio regionale, la Regione Piemonte debba intervenire con provvedimenti a tutela della categoria”.

Premiati in Comune 14 volontari meritevoli

Si è svolta questa mattina l’annuale cerimonia che premia le volontarie e i volontari delle associazioni di Torino e del Piemonte che si sono distinti per il loro impegno quotidiano e gratuito al servizio della collettività.

 

Organizzata dal Consiglio dei Seniores, organo consultivo e propositivo del Consiglio e della Giunta Comunale in materia di assistenza, sanità, trasporti, abitazione, formazione, sicurezza, cultura e turismo, “In silenzio per gli altri” è un’iniziativa volta a riconoscere l’importante ruolo del mondo del volontariato.

 

14 le persone premiate, molte delle quali svolgono attività di volontariato da più di venti anni, alcune da più di trenta:

 

Mario Albertino – Consulta per le Persone in Difficoltà Onlus

Guido Alessandria – Fondazione FARO Onlus

Ernesto Bodini – Associazione “Più Vita in Salute”

Francesca Boschetto – Associazione Nazionale Tutte Età per la Solidarietà ANTEAS

Annunziata D’Alba – Associazione Italiana Parkinsoniani Sez. G. Cavallari e Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte

Mirko Garofalo – Federazione Nazionale Maestri del Lavoro e Consolato Metropolitano di Torino

Vittorio Gremo – Ufficio Pastorale della Terza Età della Diocesi di Torino

Elvira Maria Avo Ingenito – Associazione Volontari Ospedalieri

Teresina Nasi – Gruppo Anziani Michelin Italia GAMI Onlus

Clara Maggiorotto – Università della Terza Età UniTre Metropolis

Alberto Mecozzi – Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità e CIDA Piemonte

Anna Maria Manassero – Associazione Volontariato Cottolenghino Avc

Luciano Varetto – Associazione Seniores Anziende Fiat U.G.A.F.

Gianluigi Zopegni – Seniores TELECOM ALATEL e Consiglio Regionale Piemonte-Valle d’Aosta

 

Presenti alla cerimonia il Sindaco Stefano Lo Russo, la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e il Presidente del Consiglio dei Seniores Edoardo Benedicenti.

 

“In questo primo anno di mandato abbiamo lavorato per ripristinare la dimensione della relazione”, dichiara il Sindaco. “I grandi eventi sono un modo per tornare a incontrarci e a sentirci parte di una comunità dopo due anni in cui siamo stati costretti a stare lontani gli uni dagli altri. Un altro modo è riprendere i contatti con le associazioni, coinvolgendole e dando loro sostegno. Il protagonismo cittadino, di cui i volontari sono i massimi esponenti, è una componente fondamentale nella nostra società: deve essere riconosciuto, come stiamo facendo oggi con questa cerimonia di premiazione, e incoraggiato, sia tra le persone anziane che tra i giovani”.

Per la Presidente del Consiglio Comunale “Il volontariato è una realtà molto diffusa in Italia, e in Piemonte siamo particolarmente fortunati perché è una delle regioni in cui la percentuale di volontari è più alta della media nazionale. Senza le associazioni di volontariato nessuna amministrazione, nemmeno la più virtuosa, riuscirebbe a raggiungere pienamente i suoi obiettivi: con la vostra generosità e le vostre competenze ci aiutate a perseguire il bene comune. Oggi, grazie al lavoro del Consiglio dei Seniores, vi diamo una testimonianza simbolica della nostra riconoscenza”.

Dalla Fondazione Sanpaolo 16 milioni per progetti regionali di Cultura e Ambiente

Fondazione Compagnia di San Paolo e Regione Piemonte hanno siglato, inoltre, il Memorandum of Understanding (MoU) per la progettazione

e lo sviluppo di tre macro-interventi rivolti a bambini, bambine e giovani nella fascia 0-6, 6-16 e 16-29 anni per “le Città dell’Educazione”

È stato siglato oggi da Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte e da Francesco Profumo, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, il Protocollo Quadro per la realizzazione di progetti condivisi nei settori della Cultura, delle Persone e del Pianeta per il quadriennio 2023/2026 come individuati nel Documento di Programmazione Pluriennale 2021-2024 della Compagnia, alla luce dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite mediante i relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con particolare riferimento al campo sanitario, comprensivo del tema del wellbeing e al campo culturale, comprensivo del tema dell’attrattività territoriale.

Compagnia di San Paolo è una realtà preziosa per il Piemonte e per noi questo è un momento innanzitutto per ringraziare la Fondazione di essere costantemente al nostro fianco, così come lo è Intesa Sanpaolo – ha sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio -. Questa convenzione fa parte di una tradizione che si rinnova, ma che oltre a stanziare più risorse sui prossimi quattro anni, per la prima volta consentirà di destinare questi fondi ad ambiti progettuali nuovi e importanti, a cominciare dalla salute collegata allo sport, oltre a iniziative culturali e sociali soprattutto per i nostri giovani verso i quali, dopo questi anni di pandemia, abbiamo un debito formativo che desideriamo recuperare e oggi, con queste risorse e l’accordo che si aggiunge su tre macro progetti per le Città dell’Educazione, iniziamo a farlo. I fondi messi in campo grazie a Compagnia saranno fondamentali anche per aiutarci ad amplificare la ricaduta dei fondi del Pnrr, sostenendo i nostri enti locali su progetti di sviluppo per i nostri territori”.

La Compagnia di San Paolo mette a disposizione del quadro strategico oggetto del Protocollo, risorse derivanti dalla propria programmazione annuale fino a complessivi 16 milioni per il quadriennio 2023/2026, ripartiti in quattro quote annuali di importo massimo di 4 milioni di euro secondo il seguente schema: interventi in ambito culturale, comprensivo del tema dell’attrattività territoriale, fino a € 1,5 milioni e interventi in ambito salute, benessere, comprensivo del tema della pratica sportiva e sistema sanitario, fino a 2,5 milioni.

La Fondazione Compagnia di San Paolo lavora come agente di sviluppo sostenibile nella logica di rafforzare e accompagnare gli enti con cui collabora a migliorare il proprio ruolo di gestori nelle strategie del cambiamento, in coerenza con il PNRR – ha dichiarato Francesco Profumo, Presidente dell’ente torinese – Il Protocollo Quadro rappresenta per noi un grande salto di qualità: la componente strategica delle progettualità diventa centrale per moltiplicare l’impatto degli investimenti nostri e dei beneficiari in una logica di visione non solo emergenziale ma di lungo periodo nella convinzione che solo con l’azione congiunta gli sforzi che facciamo possano moltiplicare i risultati con importanti benefici a favore della collettività e del bene comune. Confermiamo dunque i macro-ambiti prioritari di intervento della cultura, dell’attrattività territoriale e della salute, con particolare riferimento ai temi della prevenzione, della cronicità e dei corretti stili di vita e del comune interesse a condividere informazioni e coordinare azioni e programmazioni negli ambiti educativi e sociali. La firma di oggi ha altresì come presupposto l’analisi e la gestione dei dati e l’attivazione di adeguati strumenti e modalità di impostazione, monitoraggio e valutazione – in itinere ed ex post – elementi fondamentali delle rispettive strategie per quanto riguarda l’individuazione dei progetti e delle iniziative sostenute nell’ambito del Protocollo.”.

La Regione Piemonte e la Fondazione Compagnia di San Paolo fanno squadra definendo, sperimentando e sostenendo modalità di intervento capaci di determinare sostenibilità e/o efficienze di lungo periodo, oltre a studiare, sperimentare e modellizzare pratiche e operative che rendano più efficiente e incisiva la capacità di impiego delle risorse.

Il protocollo Quadro che sigliamo oggi – ha aggiunto Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo – ha permesso dal 2016 a oggi di procedere in modo ordinato e programmatico nell’interlocuzione con la Regione Piemonte, abilitando progettualità sperimentali di particolare interesse e rispondendo in modo rapido ed efficace alle urgenze conseguenti alla crisi pandemica del 2020-2021, favorendo altresì l’interazione con le primarie istituzioni culturali di cui entrambe le Istituzioni sono socie. Alla luce di tale positiva esperienza, rinnoviamo l’impegno avendo come Obiettivo di fondo il favorire progettualitàstrategiche per la Regione Piemonte, capaci (ancorché in ambiti circoscritti) di avere effetti positivi di lungo periodo. Anche in quest’ottica, oltre che per garantire una maggiore stabilità allo strumento la durata diventa quadriennale. Dal punto di vista non-monetario, ci impegniamo a mettere a disposizione il nostro sistema integrato di competenze interne al ‘Gruppo Compagnia’, e l’affiancamento nel dialogo su veicoli e strumenti di investimento propri o in società di cui la Compagnia è azionista in ambito infrastrutturale, immobiliare, di innovazione e di gestione patrimoniale”.

Il Protocollo Quadro intende, infine, rappresentare la cornice di riferimento, in particolare a livello strategico di governance e di allocazione di risorse aggiuntive rispetto a quelle del Protocollo anche per il programma pluriennale “Le città dell’educazione”, che vedrà la luce nel 2023.

Il grande programma ‘Le Città dell’educazione’ – ha dichiarato Francesco Profumo prevede nei prossimi cinque anni lo sviluppo di tre macro-interventi nel campo del contrasto al fenomeno della denatalità, della promozioni di azioni integrate di cura e educazione di bambini e bambine da 0 a 6 anni; della promozione di opportunità educative e formative per bambini e ragazzi da 6 a 16 anni; e del contrasto al fenomeno dei NEET. La dimensione dell’impegno e delle risorse che mettiamo a disposizione – ha concluso Profumo ha la potenzialità di imprimere importanti cambiamenti e un forte impatto sul territorio piemontese delle città interessate, soprattutto per bambine, bambini, ragazze, ragazzi e giovani, con l’obiettivo finale di costruire una vera e propria Città educante, con forti caratteristiche di inclusione, innovazione e sostenibilità”.

100 milioni investiti per l’ambiente

Circa 100 milioni di euro investiti per l’Ambiente nel 2023, di cui oltre 16 con fondi regionali, il resto con il contributo statale e europeo; tale somma non contempla gli attesi investimenti dei progetti finanziati dal Pnrr. Lo ha annunciato l’assessore regionale Matteo Marnati illustrando il capitolo del Defr (Documento di economia e finanza regionale 2023-2025) in Quinta Commissione presieduta da Matteo Gagliasso.

Queste risorse potranno alimentare il quadro regionale della programmazione economico finanziaria dell’Ambiente che si sviluppa attraverso sei macroaree: la Politica regionale unitaria per lo sviluppo sostenibile (coordinamento di tutte le altre macroaree); Rifiuti; Qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento; Servizio idrico integrato; Tutela e valorizzazione delle risorse idriche; Tutela valorizzazione e recupero ambientale.

Tra le priorità del prossimo anno, c’è il contrasto all’emergenza siccità e la promozione delle particolarità ambientali del Piemonte e del bacino padano. Marnati ha sottolineato, infatti, che l’emergenza derivante dalla eccezionale siccità del 2022 sconta la mancanza di investimenti in opere per la raccolta e conservazione dell’acqua negli ultimi 20 anni. Oltre alle grandi opere, appare necessario recuperare i 200 piccoli e medi invasi inutilizzati.

Altra battaglia della Regione Piemonte insieme alle altre grandi Regioni del bacino padano è quella di far emergere la specificità ambientale di quest’area dove il controllo della qualità dell’aria è molto complesso e richiede enormi investimenti. Infatti il regime dei venti e lo sviluppo degli strati d’aria dell’atmosfera favoriscono la stagnazione dell’inquinamento. A livello nazionale ed europeo bisognerebbe tenerne conto nel momento della suddivisione dei fondi.

Alcuni consiglieri sono intervenuti per chiarimenti sulla relazione di MarnatiCarlo Riva Vercellotti (Fdi), Giorgio Bertola (M4o), Sean Sacco (M5s) e Letizia Nicotra (Lega).

La seconda parte della seduta è stata dedicata all’illustrazione del Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate (PRUBAI) per il quale sono state decise le consultazioni per il 15 dicembre ed è stato richiesto il parere del Cal.

Il Piano si prefigge – fino al 2035 – la riduzione della produzione complessiva dei rifiuti, il miglioramento della qualità dei rifiuti differenziati per arrivare a un tasso di riciclabilità del 65%, la riduzione della quantità di rifiuti indifferenziati prodotti all’anno procapite per abitante per passare dagli attuali 159 a 90 kg, con l’incremento della percentuale di raccolta differenziata all’80%. Sono questi tra gli obiettivi più ambiziosi del progetto del nuovo Piano.

L’assessore ha anche evidenziato che è stato raggiunto in anticipo, già due anni fa, l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata a conferma che il Piemonte è una delle regioni più virtuose d’Italia e d’Europa.

Piano rifiuti, in Regione voce alle associazioni

Questo il commento del presidente della Quinta Commissione, Angelo Dago, al termine delle consultazioni della Quinta Commissione sulla proposta di deliberazione 268 riguardante il Piano rifiuti. Alla seduta, svoltasi nell’Aula di Palazzo Lascaris, ha partecipato l’assessore regionale Matteo Marnati.Sono stati auditi, Sergio Capelli di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Barbara Ruffino, professore associato del Politecnico di Torino, Gabriele Muzio, direttore tecnico di Confapi Piemonte, Oscar Brunasso di Pronatura e Luca Salvai del Consorzio Acea e sindaco di Pinerolo.

Molte le osservazioni dei consultati, stimolate anche dalle domande dei consiglieri: Giorgio Bertola (Europa verde), Valter Marin (Lega), Domenico Rossi (Pd), Silvana Accossato(Luv), Sean Sacco (M5s).

In particolare Brunasso ha trovato poco ambizioso il target di produzione dei rifiuti individuato nel Piano e non in linea con l’andamento dei precedenti piani. I dati di progettazione, poi, risalgono al 2019, anche se sono disponibili dati più recenti, probabilmente a causa della notevole durata temporale necessaria alla predisposizione del documento.

Un Piano, come affermato da Capelli, che avrebbe obiettivi in taluni casi inferiori a quelli già raggiunti dal territorio. Il rappresentante di Legambiente ha pure sottolineato l’importanza della raccolta differenziata porta a porta, possibilmente non esternalizzata e non basata sulle ecoisole. Una tipologia di raccolta che può aumentare la sua efficacia se associata alla tariffazione puntuale. Le ecoisole – spiega Brunasso – riducono il personale ma non consentono un facile controllo su cosa viene conferito e possono incentivare l’abbandono esterno dei rifiuti.

Per Salvai è necessario affrontare il problema della non omogenea gestione a livello locale e delle conseguenze di una liberalizzazione del mercato dello smaltimento dei rifiuti.

Ruffino ha sottolineato la problematica della capacità degli impianti di ricevere i materiali provenienti dalla raccolta differenziata e della qualità stessa di questi materiali.

Il principio “Chi inquina paga” è stato evocato da Muzio, che ha anche parlato di una gestione a livello locale lasciata alla singola interpretazione dei vari consorzi. L’esponente di Confapi ha pure elencato le diverse filiere che possono presentare criticità e, dove il Piemonte ha carenze dal punto di vista impiantistico come quella dei rifiuti sanitari. Preoccupazioni anche dalle filiere degli imballaggi e dei rifiuti tessili.

Secondo il rappresentante di Legambiente, piuttosto che creare un nuovo impianto di termovalorizzazione è meglio aprire una nuova linea dove c’è quello di Gerbido. Ma bisognerebbe utilizzarlo in modo corretto secondo la normativa europea, rifacendosi alla quale, tuttavia, non ci sarebbe bisogno di un secondo inceneritore.

Per il rappresentante di Pronatura, sarebbe importante un riscontro in bolletta della raccolta virtuosa differenziata.

 

Contributo gasolio trasporti, artigiani soddisfatti

Confartigianato Trasporti Piemonte esprime la propria soddisfazione per la Manovra di Bilancio che prevede all’articolo 85 “il riconoscimento di un contributo volto a mitigare gli effetti degli incrementi di costo per l’acquisto del gasolio impiegato in veicoli di categoria euro 5 e superiore”.

Criticità per il settore autotrasporto: il 40% delle offerte di lavoro rimane inevasa, nonostante l’aumento della domanda di servizi di spedizione.

Negli ultimi 5 anni l’età media dei lavoratori è innalzata e la quota media dei dipendenti over 50 delle imprese di trasporto e logistica è aumentato di 8,4 punti, salendo a 33,3%. Oltre un operatore su 3 ha più di 50 anni

 

 

 

Confartigianato Trasporti Piemonte esprime la propria soddisfazione per la Manovra di Bilancio che prevede all’articolo 85 “il riconoscimento di un contributo volto a mitigare gli effetti degli incrementi di costo per l’acquisto del gasolio impiegato in veicoli di categoria euro 5 e superiore”.

 Si tratta di 200 milioni di euro che in aggiunta ai 85 milioni comparsi nel decreto Aiuti Ter, viene riconosciuto alle imprese di autotrasporto per gli extra costi sostenuti per i rifornimenti di gasolio.

 

Durante l’incontro del Direttivo regionale del Gruppo Trasporti di Confartigianato Imprese Piemonte, aperto alle imprese del territorio, è intervenuto il Segretario nazionale di Confartigianato Trasporti Sergio Lo Monte che ha illustrato la recente circolare dell’Agenzia delle Dogane che prevede, in seguito alla variazione delle riduzioni delle aliquote accisa sulla benzina e sul gasolio che passano da 0,25 euro a 0,15 euro per litro, la possibilità di richiedere il rimborso accise tradizionale per le impresse di autotrasporto (dal 1° dicembre 2022 fino al 31 dicembre 2022).

Le imprese di autotrasporto di merci in conto terzi ed in conto proprio con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate equipaggiati con motore Euro 5 o superiore potranno presentare la dichiarazione di rimborso accise per un importo di 6,41 centesimi di €/litro circa, che corrisponde alla differenza tra l’accisa sul gasolio comprensiva dello sconto (467,40 € per mille litri di prodotto) e quella sul gasolio commerciale (403,22 € per mille litri di prodotto).

Se da un lato gli autotrasportatori tirano un sospiro di sollievo per il sostegno che il Governo gli ha riconosciuto, dall’altro lamentano la difficoltà di trovare autisti professionali.

 

Secondo Confartigianato Trasporti il 40% delle offerte di lavoro rimane inevasa, nonostante l’aumento della domanda di servizi di spedizione.

“A livello regionale sono 6.259 le imprese artigiane di trasporti e logistica che danno lavoro a 4.531 dipendenti assunti e 12mila addetti -commenta Giovanni Rosso, Presidente di Confartigianato Trasporti Piemonte. – Tra le criticità riscontrate nel settore c’è anche quella del ricambio generazionale. Negli ultimi 5 anni l’età media dei lavoratori si è innalzata e la quota media dei dipendenti over 50 delle imprese di trasporto e logistica è aumentato di 8,4 punti, salendo a 33,3%. Cioè oltre un operatore su 3 ha più di 50 anni e molti sono vicini alla pensione. Per questo è fondamentale la formazione, valorizzando una professione non solo indispensabile ma anche molto richiesta grazie anche al boom dell’e- commerce.”

 

Bonus 200 euro, come ottenerlo

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Sono partite le richieste di riesame del bonus 200 euro. Le categorie di lavoratori che hanno presentato domanda per accedere all’indennità una tantum prevista dal decreto Aiuti, possono presentare una richiesta di riesame se la domanda per il bonus 200 euro è stata respinta.

Al termine di una prima fase di controlli, l’Inps riepiloga nel messaggio numero 4314 del 30 novembre 2022 le motivazioni che hanno portato al rifiuto di alcune domande presentate dagli aspiranti beneficiari.

La procedura utilizzata per verificare le domande è stata realizzata per consentire una centralizzazione delle istruttorie mediante controlli automatici sui requisiti, sulle incompatibilità e incumulabilità normativamente previste. L’esito della domanda e le relative motivazioni sono consultabili sul sito dell’Inps tramite il servizio “Indennità una tantum 200 euro”, alla voce “Esiti”, sia da parte del Patronato sia da parte del cittadino accedendo con le proprie credenziali.

Le indicazioni dell’Inps sulla domanda di riesame riguardano tutti coloro che hanno richiesto il bonus 200 euro direttamente all’Istituto, ma non hanno ottenuto il pagamento: lavoratrici e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dottorandi e assegnisti di ricerca; lavoratrici e lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti;lavoratrici e lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo; lavoratrici e lavoratori autonomi occasionali privi di partita IVA; lavoratrici e lavoratori incaricati alle vendite a domicilio.

I lavoratori hanno 90 giorni di tempo per procedere e inviare la documentazione necessaria a partire: dal 30 novembre, e quindi entro il 28 febbraio 2023; dalla data in cui si viene a conoscenza del rifiuto, se successiva.

Chi ha avuto un esito negativo può fare richiesta di riesame nella stessa sezione del portale INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità una tantum 200 euro”.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Prestazioni artigiani, ecco l’accordo

Le Parti Sociali dell’Ente Bilaterale dell’Artigianato Piemontese, Confartigianato Piemonte,
CNA Piemonte, Casartigiani e CGIL CISL UIL Piemonte, hanno sottoscritto in data 28
novembre 2022 l’Accordo relativo al Regolamento delle prestazioni dell’EBAP 2023.
L’ammontare complessivo degli stanziamenti è pari ad oltre 6.500.000 euro.
L’Accordo, oltre a confermare sostanzialmente le prestazioni del 2022, è stato integrato
con importanti nuove prestazioni di Sostegno a lavoratori e imprese, tenendo conto delle
tante emergenze e delle loro ricadute negative sul tessuto sociale di riferimento e non
solo.
In tal senso intervengono le prestazioni a favore dei lavoratori che sono coinvolti nella
cassa integrazione, un bonus energia fino a 250 euro per affrontare la crisi energetica, un
contributo fino a 2.300 euro nel caso in cui vengano stabilizzati i lavoratori in tirocinio,
oltre ad un contributo fino a 600 euro per le imprese in crisi.
L’obiettivo è quello di contribuire al sostegno ed alla difesa occupazionale di una realtà,
quella delle imprese artigiane manifatturiere e dei servizi con dipendenti che in Piemonte
rappresenta 23.000 imprese e 85.000 lavoratori, dove la bilateralità svolge un ruolo attivo
e di primo piano da 30 ann

Aperti a Leini’ bandi per i cantieri over 58

Quattro posti in totale, scadenza 29 dicembre

La partecipazione è riservata a cittadini leinicesi: sono disponibili due posti per un anno per attività di archivio e due per valorizzazione del patrimonio ambientale e tutela dei beni e luoghi pubblici

Fino al 29 dicembre sarà possibile presentare le domande per la partecipazione ai due bandi per cantieri di lavoro over 58, finanziati nell’ambito di una misura della Regione Piemonte.

Sono disponibili quattro posti, due per ciascuno dei due progetti.

Il primo progetto, denominato “Aiutiamo l’ambiente”, prevede attività volte alla valorizzazione del patrimonio ambientale e urbanistico dell’Ente, riqualificazione e manutenzione dei beni pubblici o di pubblica utilità e messa in sicurezza delle citate aree a supporto degli interventi manutentivi comunali; mantenimento del decoro e della pulizia di alcune aree pubbliche con un’attenzione particolare alla raccolta differenziata dei rifiuti.

Il secondo, “Riordiniamo e riorganizziamo”, è finalizzato al completamento dell’archivio cartaceo e informatico dell’Ente nei vari ambiti delle attività Istituzionali (es. proprietà immobiliari, attrezzature ed arredi, concessioni edilizie, servizi diversi alla persona, teatro e biblioteca) e di supporto alle attività istituzionali di riordino, archivio e digitalizzazione degli archivi e catalogazione del patrimonio librario bibliotecario oltre che di supporto all’impianto  dei servizi amministrativi del teatro comunale.

Possono partecipare al bando i cittadini residenti in Leini in possesso dei seguenti requisiti

  • avere compiuto i 58 anni di età e non aver maturato i requisiti pensionistici (alla data dell’avviso);
  • essere cittadini italiani, o di uno stato appartenente all’Unione Europea, purchè in possesso dell’attestazione di iscrizione anagrafica di cittadino dell’Unione Europea, rilasciata dall’ufficio anagrafe del Comune; oppure, essere extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno o permesso CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • essere residenti a Leini e in via continuativa sul territorio della Regione Piemonte nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della domanda;
  • essere disoccupato/a ai sensi del D.lgs 150/2015 e s.m.i. ed iscritti al Centro per l’Impiego;
  • non essere percettori di ammortizzatori sociali;
  • non essere inseriti in altre misure di politica attiva, compresi altri cantieri di lavoro;
  • di avere acquisito professionalità nelle attività oggetto dei cantieri.

Sono inclusi i beneficiari di misure di sostegno al reddito come il Reddito di Cittadinanza.

I cittadini che vorranno candidarsi dovranno documentare l’anzianità previdenziale attraverso la presentazione dell’estratto conto certificativo INPS.

Indennità di presenza giornaliera: è fissata in € 25,12 lordi – orario giornaliero di cinque (5) ore, per totali 25 ore settimanali, per i giorni effettivi di presenza. L’indennità mensile verrà erogata direttamente dall’INPS sul conto corrente del cantierista.

Durata: 12 mesi, per un massimo di 260 giornate lavorative.

La scadenza per la presentazione delle domande è il 29 dicembre 2022 alle ore 12.00. La presentazione può avvenire in modalità telematica (via posta elettronica certificata) oppure via posta o ancora con consegna diretta presso gli Uffici comunali, utilizzando la modulistica e con le modalità contenute nel bando, pubblicato sul sito istituzionale del comune di Leini (www.comune.leini.to.it).

“Sono felice che i nostri progetti per i cantieri di lavoro over 58 – commenta il Sindaco Renato Pittalis -, siano stati rifinanziati dalla Regione: si tratta di un aiuto concreto di cui, oggi più che mai, si sente il bisogno e di un modo importante con il quale si può offrire un sostegno non fine a se stesso, contribuendo a ricostruire la fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità a persone che sono uscite dal mercato del lavoro e faticano a rientrarvi”.