DALLA CAMPANIA
Dalla ricostruzione sembra che a causa di 100 euro, acconto sulla cifra pattuita, sia scaturita la violenta lite che ha portato all’uccisione di un imprenditore dei trasporti, di 55 anni, Nicola Sabatino. E’ stato ucciso a colpi di pistola a Frignano, nel Casertano, da un suo dipendente, Vito Recchimurzi, 51enne. La vittima è stata assassinata nell’appartamento dell’operaio che abita nel suo stesso edificio, dove il titolare dell’impresa si era recato per pagarlo, ma gli avrebbe dato solo 100 euro come acconto. Il corpo senza vita dell’imprenditore è stato trovato sul pianerottolo dalla polizia. Il dipendente ha sparato a Sabatino mentre quest’ultimo stava uscendo dall’alloggio.

DALLA CAMPANIA
DALLA SICILIA
DAL VENETO
Il libro è sul tavolo dei relatori ma l’autore non c’è. È dietro le sbarre di una buia prigione turca a Silivri, sul mar di Marmara, nel comune di Istanbul dove dieci anni fa venne costruito il più grande carcere della Turchia e forse d’Europa
14 febbraio 2017 accusato di propaganda anti-Erdogan e di spionaggio per i servizi segreti tedeschi. In quella famigerata prigione gli fanno compagnia 170 giornalisti mentre tanti altri sono liberi ma sono in attesa di sentenza e pertanto rischiano di raggiungere Yucel e i suoi colleghi a Silivri. Nel volume dello scrittore si analizza la figura del nuovo sultano della Mezzaluna e la situazione in Medio Oriente per esaminare poi le varie anime del movimento Gezi e le storie delle persone che hanno partecipato alla rivolta del maggio 2013 nel piccolo parco di piazza Taksim e che ora assistono impotenti all’involuzione autoritaria della Turchia del presidente-padrone Erdogan, diventato ormai il capo di un regime sempre più repressivo. Negli ultimi anni e, in particolare dopo il golpe fallito del 15 luglio 2016, la Turchia è diventata la più grande prigione del mondo per giornalisti. Se 170 reporter sono in carcere, altre centinaia sono stati licenziati senza motivo, per cui è sufficiente un tweet contro il governo per finire in galera per mesi o restare senza lavoro. La situazione è destinata a peggiorare e già oggi i media sono ridotti al silenzio come anche le università e i circoli culturali.
DALLA TOSCANA
DAL VENETO
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