Dall Italia e dal Mondo- Pagina 78

Strage di cani con bocconi avvelenati

DALLA SICILIA

Anche le istituzioni si mobilitano a Sciacca, in provincia di Agrigento,  dopo che circa  40 cani randagi sono morti per aver mangiato  cibo avvelenato distribuito da qualcuno per strada.  Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, intende costituire una commissione parlamentare per lo studio del fenomeno del randagismo. Intanto la sindaca di Sciacca, Francesca Valenti,  è stata denunciata dall’Aidaa, per violazione della legge 281/91 poiché il sindaco è  “primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità”.

Scontro frontale: due morti e un ferito grave

DAL VENETO

Due morti e un ferito in gravi condizioni all’ospedale di Treviso. E’ il tragico bilancio dello scontro frontale avvenuto  lungo la SS14, a Lison di Portogruaro (Venezia). I vigili del fuoco del distaccamento hanno estratto dalle lamiere i corpi senza vita  degli occupanti di una Fiat 600: le identità delle vittime non sono ancora note, probabilmente si tratta di  persone del luogo. 

“Ogni luogo è Taksim”

Il libro è sul tavolo dei relatori ma l’autore non c’è. È dietro le sbarre di una buia prigione turca a Silivri, sul mar di Marmara, nel comune di Istanbul dove dieci anni fa venne costruito il più grande carcere della Turchia e forse d’Europa. Viene utilizzato per ospitare soprattutto i giornalisti turchi che, al minimo accenno di critica nei confronti del capo di Stato, vengono arrestati. Se sono fortunati riescono a fuggire, come hanno fatto molti reporter turchi che oggi dall’estero scrivono e parlano liberamente del loro Paese. Come fa tutti i giorni Deniz Yucel, il giornalista turco-tedesco il cui libro “Ogni luogo è Taksim” (Rosenberg & Sellier, 2018) è stato presentato martedì 13 febbraio al Circolo della Stampa di Torino (ore 18.00) insieme a un dibattito sul tema: “La Turchia di oggi, a cinque anni dalla rivolta di Gezi Park”. Deniz Yucel, corrispondente dalla Turchia per “Die Welt”, si trova in galera dal 14 febbraio 2017 accusato di propaganda anti-Erdogan e di spionaggio per i servizi segreti tedeschi. In quella famigerata prigione gli fanno compagnia 170 giornalisti mentre tanti altri sono liberi ma sono in attesa di sentenza e pertanto rischiano di raggiungere Yucel e i suoi colleghi a Silivri. Nel volume dello scrittore si analizza la figura del nuovo sultano della Mezzaluna e la situazione in Medio Oriente per esaminare poi le varie anime del movimento Gezi e le storie delle persone che hanno partecipato alla rivolta del maggio 2013 nel piccolo parco di piazza Taksim e che ora assistono impotenti all’involuzione autoritaria della Turchia del presidente-padrone Erdogan, diventato ormai il capo di un regime sempre più repressivo. Negli ultimi anni e, in particolare dopo il golpe fallito del 15 luglio 2016, la Turchia è diventata la più grande prigione del mondo per giornalisti. Se 170 reporter sono in carcere, altre centinaia sono stati licenziati senza motivo, per cui è sufficiente un tweet contro il governo per finire in galera per mesi o restare senza lavoro. La situazione è destinata a peggiorare e già oggi i media sono ridotti al silenzio come anche le università e i circoli culturali.

Filippo Re

Donna incinta muore dopo l’intervento. Non è stato possibile salvare il bimbo

DALLA TOSCANA

Non è stato possibile salvare la donna, trentenne, al quinto mese di gravidanza, e il bimbo che aveva in grembo. E’ morta all’ospedale fiorentino di Careggi, dove era ricoverata dopo avere subìto un lungo intervento chirurgico. Il decorso post operatorio era regolare finchè si è verificato un improvviso arresto cardiaco.E’ stato tentato un parto cesareo d’emergenza per salvare il bambino ma non ha avuto successo. La gravidanza era ad alto rischio poiché la donna aveva da diversi giorni coliche biliari con complicanze al pancreas.

 

(foto archivio)

Uomo incendia l’auto e si suicida tra le fiamme

DAL VENETO

A 80 anni si è suicidato  a Vicenza dopo aver appiccato il fuoco all’auto sulla quale si trovava. Il corpo è stato trovato dalla polizia ormai carbonizzato, ma le testimonianze della moglie, alla quale poco prima l’80enne aveva annunciato che si sarebbe tolto la vita, lasciano pochi dubbi sull’identità della vittima. La donna ha detto alla polizia che il marito si trovava in uno stato di profondo disagio psichico dopo un incidente di due anni fa, e ha cercato di convincerla ad uccidersi assieme. Lei si è rifiutata e l’uomo è salito sulla sua auto, recandosi in  una zona isolata alla periferia della città. Con una tanica di benzina, avrebbe incendiato l’auto mentre si trovava all’ interno.

Nuova vittima della strada, muore ragazza di 19 anni

DAL FRIULI VENEZIA GIULIA

Una nuova tragedia sulle strade italiane. Questa volta la vittima è una  ragazza di 19 anni, di Treviso,  morta per le ferite di un incidente stradale avvenuto questa mattina lungo la bretella autostradale di Sacile ovest. La giovane era alla guida di un’utilitaria, quando si è scontrata con un furgone, il cui conducente è stato estratto dall’abitacolo dai vigili del fuoco e trasferito d’urgenza in elicottero all’ospedale di Udine, dove  è in gravi condizioni.

Ragazza 19enne muore accoltellata: “l’ho colpita allo stomaco”

DALLA LOMBARDIA

L’agenzia Ansa riporta le agghiaccianti parole del tranviere di 39 anni che ha confessato di avere aggredito Jessica, la ragazza ammazzata a coltellate a Milano. La giovane prima di essere uccisa ha cercato di difendersi “ma io –  ha detto Alessandro Garlaschi – ho rigirato il coltello e l’ho colpita allo stomaco”. E’ quanto l’uomo ha confessato al  pm Cristiana Roveda e agli agenti della Squadra Mobile. Il tranviere, presso il quale la ragazza uccisa faceva le pulizie, è ora accusato di aver assassinato la 19enne Jessica Valentina Faoro e di aver cercato di bruciare il corpo della giovane, che si era opposta ai suoi approcci. “Sei un mostro maledetto”, “spero che  marcirai in galera” sono alcuni degli insulti rivolti a Garlaschi da vicini e passanti mentre veniva condotto via dagli agenti della polizia che lo hanno interrogato  in via Brioschi, nell’appartamento dove è avvenuta l’aggressione alla ragazza.

Un sultano in Vaticano

FOCUS INTERNAZIONALE di Filippo Re

In Vaticano arriva un sultano, più che un presidente. Varca le Mura Leonine il padrone di una Turchia sempre più autoritaria e dispotica, che calpesta i diritti umani e mette in galera chiunque osi criticarlo. Erdogan non è amato da nessuno in Europa e, crediamo, tanto meno da Papa Francesco che di recente rievocò il genocidio turco dei cristiani armeni nella Grande Guerra scatenando l’ira del governo di Ankara. Francesco ha già incontrato Erdogan in qualità di primo ministro ma non di capo di Stato. Sono infatti almeno due gli aspetti singolari e storici di questa visita. Da quasi 60 anni non metteva piede in Vaticano un presidente turco e soprattutto un protagonista di primo piano sulla scena internazionale come Recep Tayyip Erdogan, nei panni di un sultano-condottiero alla conquista del mondo islamico e cristiano. Una visita che, al di là dell’attualità politica, ha anche un’importanza storica. Tempo fa, in Vaticano, c’era un Papa che amava profondamente i turchi ed era pieno di rispetto e stima per le autorità della Turchia e da loro era ricambiato. Quel Papa era Giovanni XXIII, conosciuto da tutti come il “Papa buono”. Fu l’ultimo pontefice a ricevere in Vaticano un presidente turco. Era il 1959 ed era appena stato eletto Papa. Il 28 ottobre 1958 Angelo Roncalli, patriarca di Venezia, fu infatti designato nuovo pontefice con il nome di Giovanni XXIII. Roncalli trascorse dieci anni a Istanbul, dal 1935 al 1945, come nunzio apostolico, e aprì la strada all’istituzione ufficiale di rapporti diplomatici tra la Turchia e la Santa Sede. E non perse mai di vista l’amicizia e le relazioni con i governanti turchi anche in seguito, come nunzio a Parigi e poi come Papa, tanto che oggi in Turchia, Giovanni XXIII è ancora chiamato il “Papa turco”. Da 59 anni mancava, in udienza dal Pontefice, un presidente della Mezzaluna, dai tempi di Celal Bayar, capo di Stato turco dal 1950 al 1960, poi deposto da un golpe dei militari. Ora il capo della chiesa cattolica riceve Erdogan tra le mura Vaticane non solo come presidente della Turchia (eletto nel 2014) ma soprattutto come uomo forte della Mezzaluna che accentra nelle sue mani poteri assoluti e non nasconde ambizioni imperiali neo-ottomane. Papa Francesco, mite e pacifico come il suo illustre predecessore, incontra a casa sua un neo sultano, sovrano di una Turchia che sogna di diventare una grande potenza alla guida del Medio Oriente e di una parte del mondo musulmano, come un tempo l’Impero ottomano.

 

 

E’ morto frate Eusebio, segretario di Padre Pio

DALLA PUGLIA

È morto a 86 anni, nell’infermeria provinciale dei Frati Minori Cappuccini, presso il convento di San Giovanni Rotondo, frate Eusebio Notte da Castelpetroso (Isernia). Per cinque anni, dal 1961 al 1965, fu assistente personale di Padre Pio. L’ufficio Stampa dei Frati Minori scrive in un comunicato che con Padre Pio  frate Eusebio “stabilì un rapporto di profondo affetto filiale e grande confidenza”. I funerali si tengono oggi nel santuario di Santa Maria delle Grazie con la funzione religiosa celebrata da frate Maurizio Placentino, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

Molestie vere, presunte, stalker e ricordo di “Magda”

Di molestie sessuali vere e presunte la cronaca degli Usa, ma anche di Casa nostra, ne hanno parlato e ne parleranno a lungo e tutti si esprimono con i giudizi più disparati fino ad arrivare ad un manifesto di 124 Donne Vip contro le molestie sessuali

Certo il mondo è pieno di relazioni nate nel luogo di lavoro, delle scuole, ospedali, nei giornali e uffici vari, casi di innamoramento e di corteggiamento che non sono sfociati in molestie, abusi e azioni di stalker. Tuttavia la distinzione e confine fra molestia e corteggiamento sono chiari e invalicabili .Il luogo sul quale avviene il comportamento è determinante e fa la differenza. Per esempio, una battuta pesante fatta durante una cena tra amici è cosa diversa dal caso in cui te la fa il tuo capo mentre stai lavorando.La normativa vigente definisce la molestia un comportamento indesiderato che ha l’effetto di produrre un clima intimidatorio, offensivo e umiliante. È fondamentale capire il punto di vista di chi lo subisce, non di chi lo compie che potrebbe non avere scopi molestatori. Quindi vale l’effetto e non l’intenzionalità.Il caso eclatante di corteggiamento tra Bigitte e Emmanuel Macron, diventato in seguito il presidente francese, è uno di questi; potevano essere molestie, ma è ricaduto tutto nell’ambito dell’amore reciproco. Un rapporto tra insegnante e studente con 24 anni di differenza che non è diventato prevaricazione e abuso sessuale perché c’era il consenso e l’età.

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Se non fosse abbastanza chiaro, non sarebbe male, ricorrere all’ausilio della Treccani che alla parola corteggiare, riporta: “cercare di conquistare l’attenzione e l’affetto di qualcuno con gentilezze, complimenti e simili”. Sempre in tema di Donne , fino ad arrivare alle vittime di stalker, è morta l’icona delle donne oppresse, rappresentata nel film di Carlo VerdoneBianco Rosso e Verdone”, dall’attrice russa Irina Sanpiter che interpretava il ruolo di Magda. Indimenticabile, nel suo ruolo di donna esasperata, è morta all’età di 60 anni, al Policlinico Umberto I, a causa della leucemia che l’aveva colpita da giovane. Solidarietà alle donne, tutte, ma in modo particolare a “Magda” e a quelle che rappresenta, più che alle molestate Uma Thurman e Julianna Luisa Marguelies. Non ce la faccio più… Non ce la facciooo proprio più…” è il grido di liberazione da parte di tutte le Magde del mondo dalle vessazioni continue di compagni e mariti. Un manifesto ci sarà mai anche per loro o basterà quello di Verdone?

Tommaso Lo Russo