La quinta edizione del Torino Jazz Festival durerà dieci giorni e si svolgerà dal 22 aprile al 1° maggio 2016
Realizzato con i main partner Intesa Sanpaolo e Iren, gli sponsor Poste Italiane, Toyota Lexus e Seat Pagine Gialle, il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, i media partner Rai Radio 2 e Rai Radio 3, il TJF 2016 ha come filo conduttore il jazz e le altre arti: teatro, danza, arti visive, cinema, fotografia e letteratura. Il jazz è stato la più grande novità musicale del Novecento: ha sollecitato artisti e intellettuali a ripensare alcune categorie estetiche occidentali (e non solo). L’inaugurazione del Torino Jazz Festival 2016 sarà venerdì 22 aprile con una giornata ‘a tutto Fringe’ che aprirà l’intera manifestazione musicale. Tra gli appuntamenti del TJF Fringe in programma nella giornata: l’importante gemellaggio con il Festival Jazz di Edimburgo che porta a Torino il batterista inglese Tom Bancroft e il suo progetto originale Edinburgh Project; la partnership con il Jazz:Re:Found che propone l’esibizione di uno dei più acclamati musicisti degli ultimi anni Robert Glasper, vincitore di due Grammy Awards ed l’eclettico pianista statunitense; la performance della tap dancer olandese Marije Nie che dalla zattera in mezzo al Po si esibirà in un assolo eccezionale utilizzando i suoi piedi come strumento musicale, durante l’immancabile Music on the River, davanti al Circolo Canottieri Esperia.
PROGRAMMA 22 APRILE
Ore 16.00 – IL CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9
PRESENTAZIONE DEL LIBRO IMPROVVISO SINGOLARE
Una storia del jazz costruita con un criterio particolare: una serie di ascolti commentati anziché un racconto, la scelta di brani esemplari anziché l’affresco narrativo. Un modo diverso di affrontare la storia. Claudio Sessa è stato direttore della rivista Musica Jazz e oggi scrive per il Corriere della
Sera. In dialogo con lui il direttore artistico del TJF Stefano Zenni.
Ore 16.00 – AREA DANCE, PIAZZA VITTORIO VENETO
STEPPING IN JAZZ
Snezhana “Snow” Ezhkova, danzatore – Alesya Dobish, danzatore – Pravkina Marina, danzatore – Dino Pelissero, flauto traverso, kalimba, percussioni – Sara Terzano, arpa – Umberto Mari, basso.
Il collettivo moskovita Matryoshki in Jazz darà vita ad una suggestiva performance in cui la danza contemporanea si fonde con elementi di tip tap
e di housedance guidato dalle sonorità squisitamente jazz dell’originale trio musicale Flarping Project.
Ore 17.30 – BARATTI & MILANO, GALLERIA SUBALPINA – PIAZZA CASTELLO 29
ANOTHER DUO
Loris Deval, chitarra – Veronica Perego, contrabbasso
“Un altro duo”…composizioni originali e brani editi ripresentati in chiave acustica, la versatilità di stile e la ricerca di un proprio linguaggio sono gli
ingredienti essenziali di questo progetto musicale. La scelta dei brani spazia da composizioni di natura più classica a rivisitazioni di brani celebri, il sound si concentra sul lirismo dei temi e sull’improvvisazione jazzistica, con una particolare attenzione al mondo della musica latina.
Ore 18.00 – IL CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9
PRESENTAZIONE DEL LIBRO JAZZ IN TOWN
Più che un libro quello di Pino Ninfa è un vero e proprio oggetto d’arte, con alcuni preziosi scatti catturati durante le due ultime edizioni del TJF.
La musica, il jazz in particolare, è stata sempre per Pino Ninfa una compagna di viaggio con cui dividere mille esperienze. Come fotografo ufficiale ha seguito alcuni tra i più importanti festival jazz italiani. Tiene regolarmente workshop ed espone in musei in Italia e all’estero. Dialoga con lui il direttore artistico del TJF Stefano Zenni. In collaborazione con Il Labrinto di Casale Monferrato
Ore 18.30 – CAFFÈ ELENA, PIAZZA VITTORIO VENETO 5
SUPAGROOVE NIGHT
Paolo Porta, sax tenore – Alberto Gurrisi, organo hammond – Alessandro Minetto, batteria
SUPAGROOVE rilegge in maniera personale la tradizione dell’organ trio. Ritmo e swing sono la chiave di questa essenziale e dinamica formazione che propone materiale originale e standard sotto il segno della spontaneità e dell’energia. Divertimento e coinvolgimento assicurati.
Ore 18.45 – LA DROGHERIA, PIAZZA VITTORIO VENETO 18
INGENUI PERVERSI
Alessandro Dell’Anna, sax tenore – Fabio Gorlier, piano – Gianmaria Ferrario, contrabbasso – Donato Stolfi, batteria
Dall’hard-bop di Un coltello nell’acqua, alle assurdità kafkiano-sataniche di Cul-de-sac e Rosemary’s baby, fino all’approdo free del capolavoro discografico di Komeda, Astigmatic… Ingenui Perversi è un progetto originale che rilegge la musica di Krzysztof Komeda, grande jazzista e compositore
polacco, stretto collaboratore di Roman Polanski, per cui ha firmato le colonne sonore di alcuni film indimenticabili. Powered by Rosso Antico
ore 19.00 – AREA COOKING&TALKING, PIAZZA VITTORIO VENETO
JAZZ TALK
Durante il Jazz Talk di oggi, condotto da Mauro “MAO” Gurlino, si parlerà dell’essenza delle bollicine e dell’effervescenza musicale.
Ore 19.30 – PALCO FRINGE, PIAZZA VITTORIO VENETO
LUZ
Giacomo Ancillotto, chitarra elettrica – Igor Legari, contrabbasso – Federico Leo, batteria
“…ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale.
Si chiama LUZ in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco” (David Grossman – Che tu sia per me il coltello). Un trio di giovani
talenti del Salento presenta la prima serata della rassegna dedicata alla Auand records. In collaborazione con Auand records
Ore 20.00 BLAH BLAH, VIA PO 21
EDINBURGH PROJECT
Tom Bancroft, batteria – Graeme Stephen, chitarra elettrica – Furio Di Castri, contrabbasso – Jacopo Albini, sax tenore, clarinetto basso
Un nuovo progetto nato dal recente incontro artistico tra Tom Bancroft e Furio Di Castri, realizzato in collaborazione con il Festival Jazz di Edimburgo.
I due musicisti e compositori di grande esperienza sono affiancati da due tra i più interessanti talenti del jazz europeo. Produzione originale del TJF Fringe, in collaborazione con Festival Jazz di Edimburgo
Ore 20.00 CAFÈ DES ARTS, VIA PRINCIPE AMEDEO 33/F
POST JAZZ PROJECT
Beppe Golisano, sax alto, clarinetto basso – Tolga Bilgin, tromba – Michele Anelli, basso elettrico – Paolo Franciscone, batteria
Un ensemble originale promotore del “Post Jazz”: una corrente musicale che vuole divertire, sovvertire, abbracciare nuovi linguaggi espressivi, creare
sinergia e calore attraverso l’improvvisazione libera.
Ore 20.00 NH COLLECTION TORINO PIAZZA CARLINA, PIAZZA CARLO EMANUELE II 15
RAIMONDI PICCHIONI DUO
Barbara Raimondi, voce – Marcello Picchioni, pianoforte –
Lo stile personale di Marcello Picchioni, giovane talento genovese, s’intreccia con il linguaggio raffinato e sapiente di Barbara Raimondi, in un dialogo coinvolgente che ci proietta nel mondo dei grandi classici del jazz.
Ore 20.45 CIRCOLO CANOTTIERI ESPERIA, CORSO MONCALIERI 2
DI GENNARO / PONISSI DUO
Sergio Di Gennaro, pianoforte – Alfredo Ponissi, sax tenore e soprano
Nella suggestiva cornice dell’Esperia, un raffinato duo di jazz presenta il primo set di una lunga ed emozionante serata.
*Cena con prenotazione obbligatoria dalle ore 20.00 Per info e prenotazioni: tel. 011.819.06.79 – www.esperiatorino.it
Ore 21.30 CAP 10100, CORSO MONCALIERI 18
ROBERT GLASPER EXPERIMENT
Robert Glasper, tastiere – Mark Colenburg, batteria – Casey Benjamin, sassofoni, vocoder, voce – Burniss Travis II, basso elettrico
Warmup con Massimo Oldani di Radio Capital a seguire Aftershow con il “live” di Mark De Clive-Lowe (NZ) Una produzione esclusiva di Jazz:Re:Found in collaborazione con il TJF Fringe – Ingresso euro 22; in prevendita online euro 20 – Powered by Rosso Antico
ROBERT GLASPER – Dopo un esordio nei primi anni del nuovo millennio da giovane prodigio del jazz e una maturità artistica che lo ha portato a esplorare con piglio e genialità i territori del soul, del funk, dell’hip hop e del blues, Robert Glasper ha dato vita a un universo sonoro di incredibile forza, complessità e raffinatezza. Il risultato sono due Grammy Awards, la stima pressoché unanime di tutte le scene musicali e lo status di grande talento. Da molti viene fringe considerato il nuovo Herbie Hancock. Una serata imperdibile!
Ore 22.00 FLORA, PIAZZA VITORIO VENETO 24
ENZO ALBANESE E CHRIS VILLA
Enzo Albanese, dj set – Chris Villa, percussioni
In occasione del Fringe, Enzo Albanese e Chris Villa proporranno un raffinato programma di jazz house di scuola St. Germain e di etichette cult come la
F Communications e la Compost Records.
Ore 23.00 MUSIC ON THE RIVER, FIUME PO
MARIJE NIE SOLO
Simbolo del TJF Fringe, l’assolo sul fiume viene aperto quest’anno dalla spettacolare performance della danzatrice olandese Marije Nie.
Ore 23.15 CIRCOLO CANOTTIERI ESPERIA,CORSO MONCALIERI 2
VIAGGIANDO
Rosario Bonaccorso, contrabbasso – Dino Rubino, tromba – Eduardo Taufic, pianoforte – Roberto Taufic, chitarra – Darlan Marley, batteria
“Viaggiando” apre una porta sull’universo interiore di Rosario Bonaccorso: un affascinante excursus musicale tra diversi continenti e culture, che attraverso il tema del viaggio, tratteggia le esperienze personali e i ricordi di vita del grande musicista siciliano.
Ore 23.20 – NIGHT TOWERS, PIAZZA VITTORIO VENETO
EDNA
Andrea Bozzetto, fender rhodes, ms-20 – Stefano Risso, contrabbasso, live electronics, synth bass – Mattia Barbieri, batteria e percussioni
I flussi ciclici infiniti, le polimetrie e le modulazioni ritmiche di Edna rimandano al lavoro di Escher, sulle cui scale si scende e si sale nel medesimo momento e le cui ombre sono allo stesso tempo buio e luce. In esclusiva per il TJF Fringe, il trio propone alcuni brani del progetto A-nuda, che verranno pubblicati dall’etichetta Auand, nel vinile che segnerà la cinquantesima uscita della prestigiosa label pugliese. Ricerca avanguardistica, popular dance e coinvolgimento fisico all’ennesima potenza! Produzione originale del TJF Fringe
Ore 23.45 MAGAZZINO SUL PO, VIA MURAZZI DEL PO 14
FOOD
Thomas Strønen, batteria, percussioni, live electronics – Iain Ballamy, sassofoni, live electronics – Gianluca Petrella, trombone, live electronics
“Un magico ibrido di tecnologia e improvvisazione, ambient e dance”. Così il BBC Magazine definisce l’ultimo lavoro di Strønen e Ballamy che vantano quasi vent’anni di collaborazioneinternazionale. Suoni, spazi e tessiture di grande profondità e bellezza, impreziositi dalla presenza di Gianluca Petrella, alchimista dell’elettronica e uno dei più straordinari virtuosi del trombone al mondo.
Ore 24.00 LAB, PIAZZA VITTORIO VENETO 13
FLARPING PROJECT
Dino Pelissero, flauto traverso, kalimbe, percussioni – Sara Terzano, arpa – Umberto Mari, basso
Il polistrumentista Dino Pelissero propone un viaggio musicale tra le atmosfere del jazz, del funk e della world music alla ricerca di sonorità inedite in cui il suo flauto, il kalimbe e le percussioni si incontrano con il basso di Umberto Mari e con l’arpa, non solo classica, di Sara Terzano. Powered by Rosso Antico
Ore 00.30 MAD DOG TANQUERAY TEN SOCIAL CLUB, VIA MARIA VITTORIA 35 A
OPEN SESSION
Fabio Giachino, pianoforte Mauro Battisti, contrabbasso – Tony Arco, batteria & guests
Nella cornice elegante e soffusa del Mad Dog, l’esclusivo speak-easy della città, prenderanno il via le jam session del Fringe durante tutto il TJF.
Ingresso su prenotazione: tel. 011.812.08.74
Durante il periodo del festival, dal 23 al 30 aprile, nel tratto pedonale di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello, per l’occasione ribattezzata “Piazza Django Reinhardt”, verranno posizionati dei gazebo con esposizione di CD, materiale pubblicitario del festival, chitarre manouche e liutai artigiani a presentarle
due band cittadine Accordi Disaccordi (http://accordidisaccordi.com/) e Gipsy Accident (http://www.gipsyaccident.com/).Nella giornata del 1 maggio h. 17.00 sul grande palco posto in piazza Castello, avrà luogo anche il concerto di THE GONZALO BERGARA QUARTET (http://www.gonzalobergara.com/), amato e indiscusso virtuoso chitarrista argentino, che presenterà per a prima volta al pubblico italiano, il suo quartetto americano. Durante il periodo del festival, dal 23 al 30 aprile, nel tratto pedonale di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello, per l’occasione ribattezzata “Piazza Django Reinhardt”, verranno posizionati dei gazebo con esposizione di CD, materiale pubblicitario del festival, chitarre
manouche e liutai artigiani a presentarle. In questo spazio, riservato unicamente all’Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt, una carrellata di giovani artisti e non solo si esibiranno in live e jam session continue. Suoneranno, tra gli altri, numerosi gruppi locali come Accordi Disaccordi, 20 Strings, Musettes e anche altri provenienti da più lontano; sono inoltre previste jam session a cui è possibile partecipare col proprio strumento o provando quelli messi a disposizione dai liutai presenti nell’area. Il 26 aprile alle 11.00 è prevista la presentazione del libro “Django Reinhardt. Dalla chitarra Manouche al grande jazz”, scritto da Paolo Sorci, un autore e musicista manouche italiano, che lo introdurrà personalmente al pubblico, in parole e musica.Un evento speciale è previsto in chiusura dello spazio, sabato 30 aprile dalle 15.30: vi aspetta un esperimento in musica che coinvolgerà diversi strumentisti torinesi jazz e classici, in un concerto evento da non perdere. Ecco un link per tutte le informazioni e per restare aggiornati, giorno dopo giorno 
organizza una serie di incontri dal titolo “Calice d’Autore”. Non si tratta di canoniche presentazioni, quanto piuttosto di chiacchierate con gli autori in un’atmosfera informale, sorseggiando un bicchiere di buon vino. Il 22 aprile alle ore 18,30 Giuseppe Culicchia ci introdurrà nel suo nuovo libro edito da Einaudi “Mi sono perso in un luogo comune. Dizionario della nostra stupidità”, nel quale riprende e attualizza ironicamente l’opera di Gustav Flaubert, “Dizionario dei luoghi comuni”. Il 6 maggio sarà la volta di un’autrice comica, Desy Icardi, che leggerà dei passi del suo nuovo “Dove scappi? Romanzo eroticomico in 50 nodi” pubblicato da Golem edizioni. Dopo la pausa in concomitanza con il Salone del Libro, il 20 maggio la Libreria Paravia ospiterà il medico esperto in fitoterapia Fabio Firenzuoli, che proporrà un incontro dedicato al benessere con il volume “Dimagrire con le erbe”, edizioni Lswr. Da maggio, in concomitanza con gli incontri “Calice d’Autore”, ogni venerdì pomeriggio sarà dedicato anche ai laboratori di lettura per bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni ( partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria), finalizzati a sensibilizzare i bambini al piacere della lettura. Dopo aver ascoltato il racconto, i bambini si cimenteranno in attività manuali inerenti al libro trattato.


Migliaia di spettatori al Pala Alpitour per il concerto di Claudio Baglioni e Gianni Morandi, i due “capitani coraggiosi” che si sono ritrovati questa sera a Torino, dopo il forfait del primo , alcune settimane fa, a causa di una fastidiosa laringite. Tre ore di musica dal vivo con 50 canzoni di successo che hanno segnato la storia della musica italiana dell’ultimo mezzo secolo. Il disco è realizzato in varie versioni: classica, doppio cd, deluxe, doppio cd live, album di prove in studio, dvd “Oltre la live pioggia”.


Così, in “Scherzo”, Augusto Mazzetti, guardando le abitazioni scriveva “
ha risospinti verso l’Isola trapuntata di luci”. La piazza di Orta non ha mai perduto quel fascino intrigante descritto da Mazzetti e le “anime” – in quel racconto – scendono dal camposanto, collocato a mezza costa sul promontorio di Orta, approssimativamente a metà percorso tra il centro storico ed il Sacro Monte. Da lì, oltrepassata la cancellata barocca in ferro battuto dell’ingresso del cimitero, a fianco di una delle più antiche chiese del lago, quella di S. Quirico, s’intravede lo specchio d’acqua che ispirò Mazzetti e tanti altri. E in fondo, l’isola, che Gianni Rodari così descrisse :“L’isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano, come un gioco di costruzioni. Metro per metro, secolo dopo secolo, dandosi il cambio, uomini ed altri uomini le hanno donato forma con il loro lavoro. Se si vede verde, la natura non c’entra: sono i giardini delle ville. Non si vedono rocce, ma pietre, mattoni, vetrate, colonne, tetti. L’insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo. Di sera le differenze di colori scompaiono, i profili si fondono, l’isola sembra un monumento in un sol blocco di pietra nera a guardia dell’acqua cupa. Da qualche finestra invisibile parte un raggio di luce, come un cordone gettato per tenere legata l’isola alla terraferma”.
Con il soprano Julia Wischniewski e l’Astrée Gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica
quella che si raggiunge soltanto attraverso l’arte. Steve McCurrey è soprattutto un fotografo di anime, l’anima del sarto che attraversa un fiume d’acqua in una terra sulla quale si è abbattuta la furia dei monsoni, stringendo fra le mani la sua macchina da cucire Pfaff, il bene più prezioso, la sua unica fonte di sostentamento, l’anima dei bambini soldato cresciuti in fretta, troppo in fretta, che hanno imparato troppo presto a fare la guerra in un’età in cui alla guerra si gioca soltanto, le anime dei viaggiatori di terza classe su un treno indiano, le anime dei pescatori dello Sri Lanka che attendono pazientemente, seduti su pali, le loro prede. Tra le 250 foto esposte nella mostra ospitata alla Citroneria della Reggia di Venaria dal 1 aprile al 25 settembre spicca, però, intenso e sconvolgente, il “Ritratto della ragazza afgana”, diventato ormai un’icona, la foto più
conosciuta dell’artista: lo scatto, realizzato in un campo profughi vicino a Pesshawar, in Pakistan, fu pubblicato, nel 1985, sulla copertina di “National Geographic”, e da allora ha fatto il giro del mondo ed è stata definita la foto del secolo. Soltanto 17 anni più tardi il mondo avrebbe conosciuto il suo nome Sharbat Gula e Steve McCurry sarebbe riuscito ad incontrare e a fotografare di nuovo la ragazza che, a 12 anni, portava negli occhi tutta la malinconia del mondo, quegli incredibili occhi verdi che feriscono le coscienze e che fanno riflettere. Sharbat Gula era diventata una donna segnata dal tempo e dai dolori e rimase indifferente vedendo la foto di tanti anni prima e disse soltanto che quella era stata l’unica volta che era stata fotografata in tutta la sua vita, vita che era proseguita senza che il clamore che il suo ritratto aveva suscitato la potesse raggiungere, toccare, persino rovinare. Sharbat Gula, al di là della sua storia, è destinata a restare per tutti, per sempre, semplicemente la “ragazza afgana”, assurta a simbolo di tutte quelle generazioni di orfani e di profughi che fuggono dai conflitti, dalla fame, dalle carestie, le generazioni di ieri, di oggi e, purtroppo, di domani.
E’ un patrimonio inestimabile quello dell’Ermitage, con oltre 2000 dipinti nella collezione di pittura francese (la più vasta al di fuori della Francia). Dal luogo di “svago e delizia” in cui la zarina Caterina II aveva disposto le sue collezioni d’arte, ecco alcuni capolavori della pittura francese, dal 1600 a fine 800, selezionati dai curatori Clelia Arnaldi di Balme, Natalia Demina ed Enrica Pagella.
corso del suo lungo regno (dal 1682 al 1725). Poi fu la volta della zarina Caterina II che – vista con sospetto dalle corti europee (per la sua ascesa al potere con il colpo di Stato del giugno 1762 e la morte improvvisa dello spodestato Pietro III) – cercò riscatto presentandosi al consesso delle altre nazioni come sovrana illuminata e protettrice delle arti. Grazie al suo gusto raffinato ed alla notevole abilità, nel 1772 riuscì ad aggiudicarsi la prestigiosa raccolta d’arte del banchiere parigino Pierre Crozat, e divenne a tutti gli effetti una mecenate di altissimo livello.
A Palazzo Madama sono esposte le opere di circa 50 artisti, scelte tra le più emblematiche e rappresentative dell’evolversi del gusto artistico in Russia, tra passione per l’arte francese e testimonianze di amore anche per l’Italia.Si parte dal classicismo del Seicento con opere della caratura di “Madonna con Bambino” di Simon Vouet, che fu 1° pittore di Luigi XIII ed elaborò una personalissima versione del caravaggismo, in cui a dominare le tele erano luce ed armonia cromatica. Poi, Philippe de Champaigne, al servizio di Maria de Medici che gli affidò la decorazione del palazzo del Lussemburgo, ma fu apprezzato anche dal cardinale de Richelieu per le sue composizioni sacre.
esponente francese della pittura rococò con le sue scene galanti. François Boucher che – con Lemoyne, André Van Loo e Natoire- fu protégé di madame de Pompadour e 1° pittore del re: grazie al suo modo di rappresentare la società parigina che ruotava intorno a Luigi XV, con spunti mitologici, rappresentazioni pastorali ed echi religiosi. Jean-Honoré Fragonard, uno dei maggiori artisti francesi del XVIII secolo, morto povero e dimenticato dopo essere stato pittore attentissimo ai giochi di luce che impreziosivano le sue tele, raffiguranti scene di vita ambientate tra giardini, templi, statue e fontane.
La sezione dedicata all’Ottocento testimonia il trionfo del sentimento romantico, una nuova attenzione al valore dell’anima ed alla forza creatrice della natura, con contenuti morali, orientalisti e realisti. Tra le opere esposte, il magnifico “Arabo che sella il suo cavallo” dipinto da Eugene Delacroix nel 1855, mentre era in missione diplomatica presso il sultano.
(STS3_campidoglio) sulla linea del 13 nel tratto tra Piazza Statuto e Piazza Campanella con a bordo performance musicali e interventi artistici. Sabato pomeriggio si parte alle 17 da Piazza Statuto con le chitarre manouche del duo Musettes e i ritmi worldbeat di Dj Grissino, mentre domenica sul tram ci saranno le istrioniche selezioni del duo al femminile Ladies Collage aka Donna Camillo e Coqo Djette, per concludere domenica sera con l’Afterparty Mastroianni. E ancora, ConiglioViola compie 16 anni e li festeggia su STS3 con il lancio in anteprima di un nuovo remix e video di Ci sarà estratto dall’EP “Nostalgia Coniglia”. A bordo si potrà prendere parte ai progetti di produzione artistica di comunità legati dal fil rouge del “Lasciare traccia”, che narrano un quartiere che si incontra e lascia un segno nel territorio che abita a cura di de:forma + CO.H, Simona Ambrosini e del collettivo artistico deviAzioni. Tanti gli appuntamenti anche in piazza Risorgimento in collaborazione con Torino Living Lab, Ecocamp, FirstLife, l’Alveare che dice si, il Museo diffuso della Resistenza e il MAU Museo d’Arte Urbana. SMARTRAMS