Venerdì 19 aprile alle ore 18 presso il Circolo dei Lettori di Torino in via Bogino 9 (Sala Musica), il musicologo Giancarlo Marchisio, introdotto dallo scrittore Federico Audisio di Somma, terrà un incontro-conferenza dal titolo Territori inesplorati del garage rock in USA: musica e società tra rock & roll e psychedelia, 1965-1967.L’incontro si accentrerà sulla realtà musicale americana che venne a formarsi con l’impetuosa ondata della British Invasion e sul fenomeno delle bands “meteora” nell’ambito del genere garage rock americano tra il 1965 ed il 1967. Si esporrà il
contesto sociale americano di quei tempi (con il suo leitmotiv del “movimento”), gli aspetti socio-psicologici dei concerti live, la dance clubs’ “frenzy” con riferimenti ad alcune venues che furono terreno fertile per la nascita di miriadi di bands, in particolar modo nei generi garage/proto-punk. Si parlerà della realtà delle “Battles of the bands”, della funzione dei managers e degli intermediarii delle case discografiche di quei tempi e dei vari sottogeneri musicali rock in relazione alle aree geografiche (pacific, middle-west etc.), con riferimento alla traslazione che condusse il gusto musicale dal rock & roll all’avvento del movimento e del rock psichedelici
La Madonna è emblema per eccellenza della femminilità, è donna idolo di purezza e giovinezza, porta con sé la forza della madre, infine è simbolo della serena accettazione degli eventi; per la settima uscita di donne (in nero) a Torino vediamo il dipinto olio su tela conservato ai Musei Reali di Torino, intitolato Madonna con bambino tra i santi Bobone e Eligio vescovo con angelo musicante del pittore italiano Gaudenzio Ferrari; sullo sfondo del quadro scelto, alberi di melo carichi di frutti
All’incrocio tra via XX Settembre e via G. Garibaldi a Torino ogni ultimo venerdì di ogni mese si trova il presidio di Donne in Nero. La manifestazione si svolge dalle ore 18 alle 19 e vede impegnate le volontarie della Casa delle Donne di Torino in una protesta silenziosa, discreta: uno striscione e del volantinaggio; le donne in nero di Torino protestano contro la guerra, contro la militarizzazione, chiedono che il ruolo della donna nei confronti dei conflitti armati sia ripensato e che le prospettive di pace non vengano distrutte, così come si impegnano affinché nessuna guerra sia dimenticata. La protesta è portata avanti tacitamente, senza propaganda; sul volantino le informazioni per sapere qualcosa del movimento nato inIsraele nel 1988, ciò che occorre per farsi un’idea e poi i contatti per continuare a seguire Donne In Nero, per partecipare. In generale Donne in Nero è un campanello che suona a memento della fragilità della pace. Ricorda delle responsabilità anche personali affinché la pace non sia perduta come spesso è accaduto quando si è dimentichi della rovina e dell’orrore che la guerra
porta con sé. Le donne (in nero) di Torino, giocando sul significato, sono anche una raccolta di opere pittoriche accumunate da un particolare comune: la veste nera. Come i lettori della rivista ricorderanno abbiamo fin qui menzionato dipinti di donne ammantante di nero, a parte per la Madonna con Bambino di Ambrosius Bensonconservata a Palazzo Madama di cui abbiamo parlato nella sesta uscita. Ancora una volta dunque parliamo di un’opera che vede santa Maria indossare un mantello nero, realizzata all’incirca nel 1534. La Madonna con bambino tra i santi Bobone e Eligio vescovo con angelo musicante fa parte di un polittico di cui la predella si trova al Lowe Art di Coral Gabes in Florida. La Madonna del Ferrari di cui trattiamo arriva da Casale Monferrato in provincia diAlessandria. L’opera anticamente è realizzata per la chiesa che un tempo sorgeva a pochi passi dal duomo di Casale, la chiesa di Santa Maria di Piazza, e ha dimensioni di circa un metro e sessanta per due metri e trenta di altezza. La particolarità che lo rende inconfondibile a nostro avviso sono le frasche sullo sfondo, costituite da meli in frutto. La freschezza dei meli può far pensare ad un luogo ai piedi di un crepaccio, con funzione di nicchia e, per così dire, di cassa di risonanza alla musica dell’angelo che si vede in primissimo piano e che
regge uno strumento simile alla lira. La freschezza è anche nel contatto del Bambino con la mela gialla retta da sant’Eligio, santo il cui nome ha una doppia etimologia, quella latina che richiama la parola “elezione” e quella ebraica di “guida” e che è caratterizzato -nell’iconografia- dal bastone pastorale. San Bobone alla sinistra del quadro regge tra le mani una foglia di palma e una spada e è dipinto con l’aureola, segno indicativo della condizione di beatitudine. Curiosamente infine si nota, spuntare alle spalle di sant’Eligio, il muso di un cavallo con i finimenti. La Madonna, in breve, ha un manto nero che vira al blu a complemento del risvolto e della veste arancione e è ritratta nel mentre in cui tiene una guancia appoggiata teneramente sul capo del bambin Gesù. Nella prossima uscita il trittico tempera e oro su tavola, di Giovanni Martino Spanzotti, Resta connesso!
Ellie
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https://www.museireali.beniculturali.it/opere/madonna-bambino-santi-bobone-ed-eligio-angelo/
Poemes des Chateaux
La raccolta di poesie ermetiche d’amore di Fabio Castelli
Si intitola “Poemes des Chateaux” il libro di poesie prevalentemente amorose composte da Fabio Castelli, medico ortopedico nato in provincia di Sondrio, a Chiuro, ma attivo a Milano. Il titolo è un gioco di parole basato sul suo cognome (Castelli/Chateaux), capace, però, al tempo stesso, di evocare il mondo cavalleresco dei castelli, in cui la cortesia rappresentava il nucleo centrale dell‘esperienza amorosa. La donna era, allora, al centro della società cavalleresca, all’interno di una concezione romantico-sentimentale dell’amore, cosiccome essa risulta essere la figura centrale di questa raccolta poetica. Fabio Castelli la dedica alla madre Estella, morta dopo averlo partorito, alla sua musa ed ai suoi quattro figli perché “si possano innamorare della poesia della vita”. Significativa una citazione del filosofo Nietzsche con cui l’autore fa precedere le sue poesie di carattere ermetico: “C’è sempre un grado di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grado di logica nella pazzia”.Il tema dell’anima viene indagato con molta sensibilità dall’autore,accanto a quello dell’amore, che giunge, come ben esemplificato nella lirica intitolata “Regina”, in silenzio, capace poi dimaterializzarsi nello spazio, appunto, dell’anima. Il sentimento amoroso partecipa degli elementi della natura, come avviene nella lirica intitolata “Deserto”, in cui di un amore passato non rimangono fiori né frutti, ma “deserto riarso/ scavato al/ destino“. La persona che ama si identifica nell‘elemento naturale del fiume, capace di germogliare a nuova vita e ad aprirsi a sentimenti rinnovati.L’amore è poi anche esemplificato dalla metafora del navigare negli occhi dell’amata che, come tutti gli occhi, rappresentano lo specchio dell‘anima, come nella lirica “Il navigar/negli/occhi/tuoi/di sterminata/tenerezza/il cuore/accende”.La metrica serrata e l‘ermetismo sono gli strumenti con cui Fabio Castelli riesce con efficacia, senza fronzoli e con un linguaggio che si spinge verso il minimalismo, a cogliere il sentimento amoroso in tutte le sue sfaccettature, sottolineandone la sua universalità e la stretta connessione con la natura.
Mara Martellotta
Take Your Time
“Non so se mi stavi guardando o meno
probabilmente sorridi così sempre
e non intendevo disturbarti ma
non riuscivo a camminare accanto a te
senza dirti “ciao”
Non voglio rubare la tua libertà
non voglio farti cambiare idea
non devo costringerti ad amarmi
voglio solo avere un po’ del tuo tempo”
Take Your Time è un singolo del cantante country statunitense Sam Hunt. Il brano è stato distribuito nel novembre del 2014 come secondo singolo estratto dall’album di debutto di Hunt, Montevallo. La canzone ha rapidamente raggiunto la posizione numero 1 nella classifica Hot Country Songs, mantenendo la posizione per 17 settimane. Ha inoltre raggiunto la posizione #20 nella Billboard Hot 100, e ha venduto più di 2.000.000 copie negli Stati Uniti. In Italia il brano ha fatto la sua entrata in classifica nel gennaio 2016. Quarterback per due anni al Middle Tennessee State University, laureato in filosofia, Sam decide di comprare una chitarra, cosi, per il gusto di approcciare alla musica nonostante non avesse mai avuto una immagine di se legata a questa arte. Sentiti i suoi brani scritti per gioco, i suoi amici lo esortano a farne qualcosa di piùimportante…ed eccolo qui, cotto e mangiato, sulle nostre tavole…e, mi permetto, che buon pasto per le orecchie. Nel Settembre 2013 ha distribuito indipendentemente il suo singolo Raised on It. Nel Gennaio 2014 firmò un contratto discografico con l’etichetta country MCA Nashville. Il suo primo singolo per la MCA fu Leave the Night On, che raggiunse la posizione numero 1 nelle classifiche country nell’ottobre del 2014 ed è stata certificata disco di platino dalla RIAA. E poi ecco Montevallo…del quale Take Your Time credo sia una delle più incantevoli.Take Your Time è una ballata romantica con infusi pop. Questa ballata mid tempo parla di Hunt nelle vesti di conquistatore. Non vuole muoversi velocemente e diventare per lei una presenza forte, ma vuole prendersi e lasciare del tempo prima di provarci seriamente. La semi-parlata e semi-cantata di Hunt riflette l’influenza del R&B degli anni ’90 su di lui. “Speriamo che il cantante di questa canzone e quello che dice vincerà gli stereotipi”, ha detto Hunt parlando di Take Your Time, “e dalla canzone puoi vedere solo un’attrazione superficiale e puoi notare che il ragazzo è generalmente interessato a questa ragazza che ha appena catturato completamente la sua attenzione “. Saper essere gentile, rispettare l’altro, vivere l’attesa per voler fare di quel rapporto una cosa seria, questi gli ingredienti del country man e mi permetto di dire, ingredienti non per tutti. Amo quegli uomini in grado di arrivare piano piano al tuo cuore, prendendosi tutto il tempo, per non volerlo rovinare, sapendo aspettare che tu sia pronta, perchè penso che la vita di ogni essere vivente sia sacra e bisogni averne il massimo rispetto.
Buon ascolto Chiara De Carlo
https://www.youtube.com/watch?v=iXi6IHFHeIA
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Chiara vi segnala i prossimi eventi… mancare sarebbe un sacrilegio!
Una storia moderna del regista Roberto Gasparro che profuma d’antico e coniuga vita e web. La presentazioneMartedì 16 Aprile al ‘Montexpo’ con numerosi ospiti e autorità.
Un grande evento porta in scena il borgo più amato e caratteristico del Monferrato. La firma di un giovane regista di belle speranze, l’incantevole cornice di colli senza tempo immersi tra arte e storia, una trama avvincente destinata a lasciare il segnoe interpretata da beniamini amatissimi dal grande pubblico. Martedì 16 Aprile alle ore 18.00, presso il ‘Salone MonteExpo’ sito in Via Monviso 34 a Montiglio Monferrato, avverrà la cerimonia-conferenza stampa di presentazione del film e relativo cast artistico di Roberto Gasparro dal titolo ‘QUI NON SI MUORE’, che sarà per l’appunto interamente girato dal 23 Aprile al 25 Maggio nel Comune nato vent’anni orsonodall’unione di Colcavagno, Montiglio e Scandeluzza. Saranno presenti l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Storico Dimitri Tasso, gli attori Margherita Fumero, Franco Barbero, Giorgio Serra, Alessandro Gamba e naturalmente il regista Roberto Gasparro. Interverranno altresì, oltre gli sponsor, anche i partnersdell’Amministrazione Comunale, tra cui il Direttore dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Mauro Carbone, il Consigliere della Fondazione CRT Francesco Mattioli e il giornalista e critico musicale Maurizio Scandurra. A seguire, buffet offerto dalla rinomata ditta torinese ‘AgùCatering’.A partire dalle 20.30, avverrà invece la proiezione, riservata agli abitanti di Montiglio Monferrato, del film di debutto di Roberto Gasparro dal titolo ‘Il cielo guarda sotto’, già dallo scorso Marzo in programmazione nelle sale italiane, distribuito da ‘35mm Produzioni Srl’. ‘Qui non si muore’ di Roberto Gasparro racconta la storia di tre ex partigiani e un ex militante fascista che decidono di ripopolare il loro borgo, abbandonato da tutti i giovani.In paese, infatti, vivono ormai più soltanto 39 persone, tutte oltre i settanta anni: e non nasce un bambino da oltre 30.E così, una sera, durante una delle loro solite feste, i quattroeccentrici e simpatici vecchietti del luogo decidono di nominare sindaco, a sua insaputa, il figlio di una di loro: un giovane ingegnere informatico, un omosessuale con molte idee nella testa.
Nel frattempo, mentre il ragazzo, ignaro del piano, va a trovare sua madre che si finge gravemente malata, gli altri tre ottuagenari, complici, gli sottraggono il portafogli dalla giacca, e lo candidano a Primo Cittadino.Dopo poche settimane viene eletto quale Sindaco più giovane d’Italia, senza che questo fosse nei suoi piani.Simone, dopo avere appreso la notizia, decide di dare le dimissioni, sentendosi tradito da sua mamma: ma, ben presto, ci ripenserà, e accetterà di amministrare quel comune dove per molti anni ha vissuto.Il ragazzo, appoggiato e sostenuto da Don Gaetano, interpretato dal David di Donatello Tony Sperandeo che interpreta il ruolo di un parroco dalle vedute moderne e messo al “41bis” dalla Curia, attuerà politiche innovative, e promuoverà il proprio borgo tramite il web.
Simone nominerà altresì assessori i quattro arzilli vecchietti, insegnando loro le nuove tecnologie da sfruttare per promuovere al meglio il territorio.Le sue idee piacciono molto ai più giovani: e così, dopo molto tempo, all’ufficio anagrafe vengono censiti due nuovi abitanti che, da lì a poco, faranno ritornare la vita in paese. Nascerà un bambino che prenderà il nome di Salvatore: nome fortemente voluto da Don Gaetano. Quando tutto sembrerà andare per il meglio, Simone verrà arrestato: ma correrà in suo aiuto addirittura il Presidente della Repubblica, interpretato da Gianni Parisi.Oltre a Tony Sperandeo, nel cast figurano anche Margherita Fumero, Lina Bernardi, Franco Barbero e Giorgio Serra, tutti e quattro nei divertentissimi e strategici ruoli degli anziani del luogo.Con la partecipazione straordinaria di Barbara Bacci, Umberto Anaclerico, Paolo Noise, e dell’attore comico Fabrizio Brignolo, prosindaco di Colcavagno, già nel cast di ‘Made in Sud’ di Raidue.
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Roberto Gasparro è un giovane Regista e Produttore Cinematografico italiano. Nasce a Moncalieri (TO) il 7 Febbraio 1975 da genitori dal Meridione trasferitisi in Piemonte negli anni del boom economico. Nel triennio 2016-2019 ha scritto contenuti per il web e la tv per numerosi e affermati attori comici italiani, tra cui anche il celebre Franco Neri, protagonista del lungometraggio ‘Il cielo guarda sotto’, opera prima da Marzo 2019 distribuita nelle sale italiane da ‘35mm Produzioni Srl’. E’ attualmente impegnato sul set di ‘Qui non si muore’, secondo capitolo della sua cinematografia, che annovera nel cast volti di punta del jet-set italiano tra cui il Premio David di Donatello Tony Sperandeo, Margherita Fumero, Gianni Parisi e Franco Barbero. Con la partecipazione straordinaria di Barbara Bacci, Umberto Anaclerico, Paolo Noise.
Apre al pubblico ai Musei Reali “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro” la mostra “ammiraglia” delle iniziative che Torino dedica al genio toscano nei 500 anni dalla morte. L’esposizione, curata dalla direttrice Enrica Pagella, Francesco Di Teodoro e Paola Salvi, propone i tredici autografi acquistati da Carlo Alberto nel 1840, compresa la “sanguigna”, il celebre “Autoritratto”, oltre al “Codice sul volo degli uccelli”. La mostra, che si divide in sette sezioni è stata inaugurata ieri dalla sottosegretaria ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni.
L'isola del libro
Rubrica settimanale sulle novità librarie
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Jennifer Egan “La città di smeraldo e altri racconti” – Mondadori- euro 18,00
Sono 11 racconti che affrontano grandi sentimenti: parlano di famiglie spezzate, licenziamenti, matrimoni naufragati, solitudine, rimpianti, desideri, ricordi e affanni. Tanti episodi di perdita che, visti da una prospettiva più ampia, possono essere anche opportunità da cogliere per un nuovo inizio, nuove chance di vita per i vari protagonisti. Sono racconti stilati con la consueta magia di Jennifer Egan, composti in un arco di tempo spalmato tra i suoi 20 anni fino ai 30. Li ha scritti prima del 1996, ma ha dichiarato di sentirli ancora vicini, e formano una sorta di mappa della sua crescita come scrittrice. Nel suo carnet ci sono 4 romanzi, ha vinto il Premio Pulitzer nel 2011 con “Il tempo è un bastardo” e 2 anni fa è stata inclusa nella long-list del National Book Award per il successo del suo “Manhattan Beach”. La città di smeraldo è in un certo senso quella che non si raggiunge mai e i racconti spaziano a diverse latitudini del globo –Bora-Bora, Cina, Messico, Kenya, Illinois e New York- tanti luoghi diversi per un esteso ventaglio di
esistenze. Dalle modelle mozzafiato che cercano di emergere ai fotografi di moda che sognano New York, salvo poi essere schiacciati dal peso del suo lato inospitale; dalle casalinghe ai ricchi banchieri, passando per gente comune e studentesse. Tutti accomunati dal desiderio di andare oltre la loro quotidianità. Forse il racconto più drammatico è “Un pezzo soltanto” in cui Bradley, fratello di Holly che è la voce narrante, si porta addosso il marchio di una tragedia che ha provocato ed ha segnato la vita di tutta la sua famiglia. C’è anche la sua prima pubblicazione sul “New Yorker”, del 1989, dal titolo “La stilista”. E’ la 36enne Bernadette che imbastisce una relazione con il fotografo mentre sono in Kenya per un servizio di moda. Lei fa quel lavoro da 16 anni e mentre agli inizi si sentiva in competizione con le modelle, ora è più che altro materna e protettiva nei loro confronti. E poi altri racconti… sempre intensi e scritti con l’eleganza di questa scrittrice, tra le più interessanti della letteratura contemporanea.
Sabahattin Ali “Madonna col cappotto di pelliccia” -Fazi editore- euro 16,00
Sabahattin Ali è stato uno dei più importanti esponenti della letteratura turca del 900. Nato nel 1907 in quella che oggi è la Bulgaria (ma all’epoca faceva parte dell’impero ottomano in via di disfacimento), da giovane visse per 18 mesi a Berlino dove diventò un libero pensatore. Tornato in Turchia con un baule pieno di libri insegnò tedesco e fu accusato di avvelenare le menti dei suoi studenti con idee pericolose, che gli fruttarono l’incarcerazione. La sua vita fu piuttosto travagliata. Affermato come poeta e scrittore di racconti, fu comunista convinto, con la grande visione della liberazione dell’uomo comune; pagò i suoi ideali con la galera, il licenziamento e una pesante campagna di odio nei suoi confronti. Morì nel 1948 a 41 anni, pare ucciso da un contrabbandiere mentre cercava di attraversare il confine per fuggire in Europa. Secondo un’altra versione invece sarebbe morto durante un interrogatorio del servizio di sicurezza nazionale. Questo romanzo fu pubblicato per la prima volta a Istanbul nel 1943 e all’epoca passò quasi inosservato, per molti solo una storia d’amore. Ma che storia! Ambientata ad Ankara negli anni 30, racconta di un giovane neanche 25enne (la voce narrante) che grazie ad un amico trova lavoro come impiegato in una ditta che commercia legname. Lì conosce Raif Effendi, apparentemente uomo senza qualità né scopo nella vita, spesso malato e trattato malissimo dai suoi familiari. I due fanno amicizia ed Effendi, in punto di morte, gli chiede di distruggere il quaderno che conserva in un cassetto della scrivania. Ma quando il giovane lo legge scopre un altro Raif, che da ragazzo era stato mandato a Berlino dal padre per studiare in vista di un futuro nelle aziende di famiglia. Ed è lì che s’incanta davanti al ritratto di una Madonna col cappotto di pelliccia. Il destino lo aiuta, incontra la donna dell’autoritratto e tra i due nasce una storia complessa e bellissima allo stesso tempo. Lei si chiama Maria Puder, è una donna libera con mille sfaccettature, idee teoricamente chiare su cosa siano l’amicizia e l’amore: i due s’incontrano tutti i giorni, fanno lunghe passeggiate e grandi discorsi. Ma questo incontro e il destino che attende al varco segneranno tutta la vita di Effendi con un finale che non vi aspettereste….
Claire Messud “I figli dell’imperatore” – Bollati Boringhieri- euro 19,50
Ha vinto svariati premi la scrittrice 52enne Claire Messud, nata nel Connecticut e vissuta tra Stati Uniti, Canada e Australia; oggi residente a Boston con i due figli e il marito James Wood, critico letterario. “I figli dell’imperatore” è stato il miglior libro dell’anno 2007 per “The New York Times”, “The Los Angeles Times” e “The Washington Post”. Ma anche altri suoi romanzi precedenti, tra cui “L’innocenza perduta di Sagesse”, “La donna del piano di sopra” o “La ragazza che brucia”, hanno portato a casa prestigiosi riconoscimenti. E non c’è da stupirsi, perché Claire Messud ha il dono di una scrittura limpida, scorrevole, elegante, ed è abilissima nel tracciare pregi e difetti dell’ambiente che decide di descrivere, puntando dritta ai meandri dell’animo umano. In “I figli dell’imperatore” racconta luci ed ombre del mondo letterario Newyorkese e le vite intrecciate dei protagonisti che sgomitano per raggiungere fama e successo. L’imperatore della prestigiosa scena letteraria della Grande Mela è il giornalista liberal di mezza età Murray Thwaite. E’ sposato con Annabel, avvocatessa esperta in diritto di famiglia che lavora per un’organizzazione no profit, spesso via per impegni vari, e sembra ignara di quello che le accade intorno. Hanno una figlia 30enne, Marina, che abita ancora con loro e da anni sogna di scrivere –senza riuscirci- un libro sulla moda per bambini…ma più che altro vive in adorazione del padre e non riesce ad uscire dal suo cono d’ombra. Intorno ruotano e cercano di entrare nelle grazie di Murray il nipote Ciccio che dapprima gli fa da segretario ma poi gli tira un colpo basso; il critico gay Julius che cerca ancora l’amore e finisce in trappola; Danielle, la migliore amica di Marina, produttrice televisiva indipendente che subisce in pieno il fascino di Murray e ne diventa l’amante. Sullo sfondo, a seminare veleno, c’è il giovane giornalista Ludovic Seeley che arriva dritto dall’Australia e si insinua nel cerchio magico sposando Marina e cercando di distruggere Murray. Vi anticipo solo che a dare una svolta decisiva alle vite di questi personaggi sarà l’attacco dell’11 settembre al World Trade Center…
Paolo Conte e il sax di Seamus Blake
Gli appuntamenti della settimana
Lunedì. Al Jazz Club si esibisce Esma. Al teatro Regio il recital di Paolo Conte. Al Milk suona il trio della pianista-cantante Olivia Trummer.
Martedì. Al Jazz Club è di scena Matteo Tambussi. Al teatro Colosseo si esibisce Manuel Agnelli affiancato da Rodrigo D’erasmo. Al teatro Concordia di Venaria suonano i BowLand.
Mercoledì. Al Jazz Club si esibisce il trio di Giulia D’Amico con ospite il sassofonista Paolo Porta. Al Blah Blah sono di scena gli australiani Straight Arrows. Al Mezcal suonano i Queers.
Giovedì. All’Arteficio è di scena il cantautore Sean Taylor. Al Folk Club si esibisce Orlando Manfredi. All’Opificio Cucina e Bottega per “Novara Jazz”, suona il quartetto di Peppe Santangelo. Allo Spazio 211 si esibiscono i Funk Shui Projet insieme a Davide Shorty. Al Circolo dei Lettori reading musicale con Emidio Clementi accompagnato dalla chitarra di Paolo Spaccamonti. Al Jazz Club suonano i Red Poppies.
Venerdì. Al Magazzino sul Po si esibisce Nicolas Joseph Roncea. Allo Ziggy sono di scena i Dolpo. Al Blah Blah si esibisce il duo elettronico SDH. Al Folk Club suona il quartetto del sassofonista canadese Seamus Blake. Al Circolo della Musica di Rivoli si esibisce il cantautore Giancane affiancato dal fumettista Zerocalcare.
Sabato. Al Magazzino sul Po suonano i Doormen. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Clavdio. Al Blah Blah è di scena il trio femminile The Go-Devils.
Domenica. Al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, suona il direttore artistico del Torino Jazz Festival Giorgio Li Calzi con Johnson Righeira e Gianluigi Carlone.
Pier Luigi Fuggetta
Ampia partecipazione di pubblico anche alla processione delle Confraternite per le vie del Comune
Antonella Ruggiero conquista ‘Trino Sacra’. Chiesa gremita all’inverosimile, con ampia affluenza di persone provenienti anche da fuori, per la straordinaria e commovente performance con cui l’intensa e poliedrica artista genovese ha letteralmente incantato il pubblico accorso per l’occasione ad ascoltarla, sul fil rouge di una voce senza confini e sospesa fra Cielo e Terra.
“L’ex vocalist dei Matia Bazar rappresenta da sempre la punta di diamante della musica italiana che fa rima con qualità, cultura, ricerca, sperimentazione e avanguardismo puro“, esordisce il giornalista e critico musicale Maurizio Scandurra, che ha partecipato alla manifestazione anche di veste di voce narrante lungo la preziosa scia di confraternite e arciconfraternite “che ha rallegrato, sotto l’attenta e sapiente guida del Parroco Don Patrizio Maggioni e dell’Amministrazione Comunale Tutta, la cittadinanza trinese, portando un concreto messaggio di speranza e pace cristiane in vista del tempo liturgico della Settimana Santa anche ai numerosi fedeli accorsi all’evento“, prosegue.
Per poi aggiungere: “E’ con vivo affetto e altrettanta pregna riconoscenza che ringrazio con amicizia profonda il Sindaco Daniele Pane e tutta la sua nuova squadra di buongoverno trinese per aver confezionato un’iniziativa di sicura presa e altrettanto successo sia tra i grandi: ma anche fra i più giovani, che hanno potuto apprezzare da vicino sia un partecipato momento di fede e cultura condivisi, e anche l’ineguagliabile talento vocale di Antonella Ruggiero. Cui vanno anche i complimenti per la scelta del repertorio sacro incentrato sull’espressione artistica del canto devozionale cristiano senza distinzioni, ricordando anche come alcuni dei brani di matrice ebraica proposti durante la serata siano nati in tempo di deportazione e campi di concentramento, fra l’autentica commozione generale, gli applausi in piedi a scena aperta e le emozioni impareggiabili che abbiamo respirato. E grazie di cuore anche al Presidente del Consiglio Comunale Roberto Gualino, e gli altrettanto ottimi Assessori Giulia Rotondo, Elisabetta Borgia e Alberto Mocca per l’impeccabile organizzazione e la fondamentale collaborazione per l’ottima riuscita della kermesse“.
Per poi concludere: “Un grazie speciale anche al caro e ispirato Don Patrizio Maggioni per le
benedizioni impartite durante la processione e le preghiere cariche di toccante spiritualità, e grazie anche ai volontari della Parrocchia di Trino per la grande pazienza e il prezioso aiuto fornito durante le operazioni di montaggio e smontaggio scenico. E un grazie prezioso di cuore, non ultimo per importanza, anche a Roberta Dellacasa e Rina Di Prospero, titolari del neonato e già apprezzato Ristorante-Lounge Bar ‘Il Ritrovo del Civico 9’ per l’amorevole buffet e aperitivo di benvenuto offerti con grande generosità con cui ci hanno deliziato e intrattenuto nei locali adiacenti la Chiesa prima e dopo il concerto. Gente di cuore e genuina, proprio come tutte le cose buone che ci hanno preparato e donato“. Appuntamento alla prossima edizione.
Libri, la triade religiosa di Caramella
Una triade letteraria sarà protagonista del dibattito e presentazione in programma al Circolo della Stampa di Torino, in corso Stati Uniti 27, martedì 16 aprile prossimo alle 18.20.
La Caramella editrice presenterà una serata letteraria dedicata alla religione ed alla sua funzione nella società contemporanea. Al dibattito, moderato dalla giornalista Paola Caramella, prenderà anche parte il celebre teologo ed accademico Ermes Segatti, docente di Storia del Cristianesimo e Teologie extraeuropee presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale. Tre i libri che verranno presentati nel corso del dibattito, “La visione dell’ineffabile” della scrittrice Francesca Masante, “Racconti metafisici” di Maurizio Barracano e “Il ritorno di Gesù- Prema Sai Baba”, di cui è autore il giornalista torinese Patrizio Brusasco. “La visione dell’ineffabile. Le cinque autobiografie di Veronica Giuliani”, autrice Francesca Masante, presenta una serie di personaggi femminili, monache, donne estatiche, fanciulle fragili e rudi guerriere, streghe ribelli, ma padrone di se stesse, donne molto diverse tra loro, ma capaci al tempo stesso di parlare con voci che paiono lontanissime, consegnate negli archivi fissi di monasteri e biblioteche, in documenti accessibili e remoti. Il linguaggio che contraddistingue quest’opera letteraria è quasi mistico. Le figure femminili appaiono sotto la lente di ingrandimento dell’attenzione maschile. I testi autobiografici di Veronica Giuliani sono una dimostrazione di questo misticismo. Il libro di Patrizio Brusasco dal titolo “Il ritorno di Gesù – Prema Sai Baba”
affonda le radici negli studi di indologia del giornalista torinese e nelle vicende di un personaggio eccezionale, dotato di poteri miracolosi e di una conoscenza illimitata, Sai Baba, che abitava in un villaggio di nome Shirdi e che si è presentato al mondo come incarnazione di Avatar, desideroso di riportare l’uomo alle origini delle propria conoscenza divina, alla fratellanza universale e all’armonia cosmica. Prima di morire egli fece sapere ai suoi seguaci che, alcuni anni dopo, si sarebbe reincarnato di Satya Sai Baba per proseguire la sua missione divina in questa età oscura, in India nota come “Kali Yuga”, governata da ignoranza e perdita del valori umani. Nel 2011 egli moriva e si ritiene che si sarebbe poi reincarnato Prema Sai Baba, l’Avatar dell’amore, di ispirazione cristiana. Il terzo volume che verrà presentato nel corso della serata, dal titolo “Racconti metafisici”, è stato scritto da Maurizio Barracano, studioso che si occupa di simbologia e di religioni, compiendo anche analisi sugli svantaggi di un’antropologia consumistica e sulla metafisica dell’energia.
Mara Martellotta



