IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Chi appartiene alla mia generazione non può non sentire una seduzione speciale, direi unica, per Brigitte Bardot che Mario Soldati mi fece conoscere a Cannes in occasione di un festival. La stessa Saint – Tropez mi ha sempre attratto molto perché attorno a quel luogo aleggiava il mito della Bardot. Quando ci andai in vacanza in uno dei migliori hotel fui deluso perché ciò che rappresentava la Bardot si riduceva ad una borsa di lusso. La spiaggia dell’hotel, lungi dal far pensare a BB era piena di vecchie signore, alcune in topless, che l’età sconsigliava: un qualcosa di decadente e di brutto che metteva tristezza. La Bardot l’aveva ben capito che l’amore, il sesso sfrenato, la frenesia dell’estate e del mare appartenevano solo ai giovani, come in Boccaccio. Infatti si era ritirata presto dal cinema dedicandosi all’impegno generoso a favore degli animali, tema del tutto trascurato, che mostrava la sua sensibilità di donna.



Non c’è neppure il mito della Fiat distrutto da Elkann di cui Christillin vuole diventare il custode testamentario, avendo accumulato esperienza con le mummie egizie. Mi ha colpito che lei stessa si è definita “storica” .Da quando? Non sapevo. Angela ha anche reso quasi equanime omaggio alle due squadre di calcio torinesi, ma di questi temi non dico perché sono acalcistico ed asportivo. E’ mancato un richiamo benché minimo al Liberty, una parte di storia torinese fondamentale che è stata trascurata proprio dai torinesi e dai vari assessori disattenti alla cultura. Al contrario è stato richiamato in modo insistito la Ferrari che con Torino non ha legami perché la casa di Maranello è presente al Museo dell’ automobile ,ma non nella storia della città. Meritava invece al Museo un accenno alla Lancia, fagocitata dalla Fiat, incapace anche solo di imitare lo stile del concorrente che ebbe anche lui la disgrazia di un discendente non all’altezza. La Littizzetto ha evitato le solite volgarità e si è inventata gastronoma: bagna cauda, bicerin e altro, secondo un copione banale trito e ritrito che anche i telespettatori di Canicattì conoscono, senza bisogno delle sue mediazioni televisive. Angela ha parlato di Museo Egizio e di Museo del Risorgimento e di Basilica di Superga. I monarchici in collegamento , mentre si sentivano orgogliosi del passato , non potevano non sentirsi in imbarazzo per un presente non proprio esemplare che farebbe infuriare l’ultimo Sovrano Umberto II ricordato anche lui da Angela . Sulle macerie della Fiat svetta la Torino dei grandi Savoia da Emanuele Filiberto a Vittorio Amedeo ll, al Conte Verde al Conte Rosso . Noi siamo alle prese con Askatasuna e con lo snobismo delle madamine. Che tristezza!

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